Legnano story - note personali
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Cascina Molinetto.
 
Il 29 agosto 1583, in seguito ad un procedimento canonico del prevosto di Rho Don Traiano Spadri contro il canonico di Figino Don Bartolomeo Leoni, fu sentito come teste un certo Giovanni Pietro Soraschi residente nella località il Morinello, Pieve di Trenno”.
Il Morinello non è altro che la cascina Molinetto di Figino, cascina molto antica dunque. Fino alla metà del secolo scorso la Molinetto era di proprietà del marchese Litta Modignani Taccioli; il terreno di pertinenza era di 300 pertiche milanesi (circa 20 ettari) in parte coltivati a marcita, parte a risaia, seminativi ed a foraggio; in stalla c’erano circa 40 bovini ed un paio di cavalli.
La famiglia Porta è stata affittuaria della cascina Molinetto dal 1920 al 1983, poi è subentrata come proprietaria e conduttrice la famiglia Regazzetti, prima affittuari della cascina Caldera di Quinto Romano.
Il rapporto tra il marchese e la famiglia Porta è sempre stato buono e improntato sull’onestà e la lealtà. Oltre all’affitto i nostri contadini avevano da rispettare alcuni “appendizi”, tributi supplementari eredi di antiche servitù, scritti nel contratto; ad esempio dovevano fornire di legna il palazzo signorile di via Pantano ed impegnarsi due volte l’anno a trasferire l’argenteria dal palazzo alla villa di Varese per la villeggiatura del marchese e della sua famiglia.
Una volta l’anno il padrone veniva a visitare la cascina per effettuare il conteggio delle piante e controllare lo stato di conservazione di tutto il complesso.
In quella occasione il capofamiglia si metteva il vestito più bello ed il cappello nuovo in segno di rispetto per il marchese.
I Litta Modignani Taccioli erano proprietari anche della cascina Ghisolfa nel comune di Rho, della cascina Favaglie di Cornaredo e della cascina Castelletto di Settimo Milanese
 
 
cascine-5-2-1.pdf - Cascina Molinetto - A destra il nastro d’asfalto della Tangenziale Ovest, poco prima dello svincolo con la “Tangenzialina” che collega via Novara (Vighignolo) con Pero (Molino Dorino)
 
 
I terreni del Molinetto venivano irrigati in parte con acqua derivata dal canale Villoresi ed in parte dalle colature delle marcite della cascina Ghisolfa situata sulla strada che da Figino, porta a Rho.
La Ghisolfa è una cascina molto grande, formata da due cortili, uno padronale e l’altro dei pigionanti, stalle lunghe e capienti; fuori, a nord della cascina, c’è la chiesetta rurale dedicata a San Carlo Borromeo e legata al Santuario di Rho.
Ogni domenica un Oblato di questo santuario veniva ad officiare la messa.
 
I Porta percorrendo le stradine di campagna e dal Molinetto giungevano alla cascina Ghisolfa per sentire la Santa Messa
 
 
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- Cascina Ghisolfa negli anni ’50 circa. La via omonima che collega Figino a Rho è ancora sterrata, a destra si può osservare una marcita (Foto Archivio Famiglia Porta)
 
cascine-5-2-3.pdf- Cascina Ghisolfa oggi.
Vista del portone d’ingresso e della Chiesetta dedicata a San Carlo Borromeo
 
cascine-5-2-4.pdf- 1930 – Pierina, Giuditta ed Emma Porta sul Viale d’accesso della Molinetto.
 
cascine-5-2-5.pdf- Cascina Molinetto – Alessandro Porta con il suo cavallo ed i militari Giuseppe e Vincenzo nel giorno di ricevimento della Santa Cresima con Angelo ed Ambrogio Porta
 
cascine-5-2-6.pdf - Cascina Molinetto – Le Donne della famiglia Porta:
Erminia, Esterina, Maria ed Angelina
 
 
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