Legnano story - note personali
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Cascina Boldinasco – Via De Lemenè 48
Cascina molto grande ed antica, più che cascina era un borgo, menzionata sulla carta del Claricio del 1659 col nome di “Boldinascho”, era formata da due cortili con abitazioni, portici, depositi e stalle. È stata acquistata dal Comune di Milano nel 1924.
La terra di pertinenza di questa cascina era di ben 1500 pertiche (circa 98 ettari). Con le 300 pertiche (circa 20 ettari) della vicina Cascina Mosca, formava la cosiddetta “Fattoria Sperimentale Lamberti”, una delle aziende più progredite e all’avanguardia fino alla seconda guerra mondiale. Poi quasi tutto il terreno è stato cavato per ricavare sabbia e ghiaia per ricostruire Milano distrutta dai bombardamenti. In seguito la cava è stata ricoperta con le macerie delle case ed al suo posto è sorta la collina di Milano: il monte Stella, “la
montagnetta de San Sir”.
Nelle vicinanze di Boldinasco c’è la villa padronale della Cascina Colombara, con annessa cappella neoclassica dedicata a Santa Maria Addolorata, voluta nel 1801 dai conti Mellerio, industriali e alti dignitari dell’impero, come cappella mortuaria e oratorio agreste. Numerose lapidi funerarie murate alle pareti ricordano i conti Castelbarco, Mellerio e Cavazzi.
Lungo la statale per Gallarate, presso La Pobbia, c’è un’edicola mariana, recentemente restaurata. Le Cascine Moia e Moietta, i cui campi erano attraversati dal fiume Olona e dal torrente Merlata (ora tombinati), furono demolite nel secondo dopoguerra per realizzare il quartiere residenziale sperimentale QT8, su progetto coordinato da Piero Bottoni.
Di tutto il complesso della cascina Boldinasco è rimasto solo il fabbricato prospicente la strada.
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