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lib1382-milano-rovello-1648 - Questo testo delinea la stratificazione storica di via Rovello a Milano, ricostruendo l'evoluzione di un’area urbana che fonde memoria aristocratica e trasformazione civica
Questo testo delinea la stratificazione storica di via Rovello a Milano, ricostruendo l'evoluzione di un’area urbana che fonde memoria aristocratica e trasformazione civica. L'autore esplora le radici del toponimo, legato a un'antica famiglia comasca, per poi soffermarsi sulla scomparsa della chiesa di San Nazaro alla Pietra Santa, un tempo custode di pregiate opere d’arte e leggende ambrosiane. Il cuore della narrazione è il Palazzo del Carmagnola, un edificio simbolo che ha cambiato pelle nei secoli: da residenza ducale e dono per Cecilia Gallerani a granaio pubblico, fino a diventare sede del banco cittadino e uffici finanziari. Il percorso culmina nel secondo dopoguerra con la nascita del Piccolo Teatro di Milano, fondato da Paolo Grassi e Giorgio Strehler, trasformando un luogo segnato dalle ombre della guerra in un fulcro internazionale di rinascita culturale e innovazione scenica - lib1382-milano-rovello-1648.mp3 .
lib1382-milano-rovello-1648 - Siamo in Milano Centro ed eccoci in via Rovello, da via Dante a via Cusani. Il centro storico, il toponimo storico dovrebbe ricordare a una famiglia di qualche notorietà. che qui abitò verso la fine del X secolo e probabilmente originaria del piccolo comune omonimo in provincia di Como.
Siamo in Milano Centro ed eccoci in via Rovello, da via Dante a via Cusani. Il centro storico, il toponimo storico dovrebbe ricordare a una famiglia di qualche notorietà. che qui abitò verso la fine del X secolo e probabilmente originaria del piccolo comune omonimo in provincia di Como. Ma non vi sono tracce evidenti di questa famiglia. Il sonzogno del 1848 è reticente, mentre il Fabi del 1860 se la cava con un semplice da una famiglia omonima, il che consente qualche dubbio sull'origine del nome e può tornare utile a notare che nel 1780 il paese Comasco era feudo del conte Andrea Lucini Passalacqua. La strada attuale il cui toponimo storico è stato confermato con una delibera del 28 marzo 1889 comprende sia l'antica contrada del Rovello. Ma sia a partire dall'incrocio con via San Tommaso che è un tratto residuo della contrada di San Nazaro alla pietra santa. Questa prendeva nome dalla omonima chiesa e a metà percorso vi si trovava il palazzo del Carmagnola e a seguito dello sfondamento per l'apertura di via Dante, il palazzo prima riparato delle case finì allo scoperto. San Nazaro a alla pietra santa. Quando l'antica contrada confluiva in quella del Meravigli, la chiesa si trovava nell'angolo con questa via. E secondo il bianconi del 1787 l'unico pregio di questa chiesa annavata unica era la sua antica origine, probabilmente del X secolo, ed era stata rifatta per la terza volta nel 1719. e prendeva a nome delle illustre antichissima nostra famiglia dello stesso cognome. Ma secondo gli appunti del biffi i pregi non mancarono. La facciata di pulita architettura di Francesco Maria Richini, il vecchio. Nella cappella dello Spirito Santo il quadro è del Luino, altri dell'anino, capello della Madonna, pitture del Cerani. 1700 circa. Il il sonzogno sbriga in fretta l'aspetto storico. Alberto, benefattore di questa chiesa, vi fu sepolto nel 1042. Fu rifabbricata nel 1719, riabbellita ultimamente. La confraternità Ivi esistita fu soppressa nel 1780 e detta alla pietra santa. A di un'antica pietra che vi si conservava, la quale vuol si trovata in una piccola cappella esistita in luogo della Chiesa sino ai tempi di Sant'Ambrogio e tenuta in venerazione, ma non si sa bene il perché. Nel 1848 la chiesa fu demolita nel 1888, il palazzo del Carmagnola e il piccolo teatro. era stato fatto esigere dal duca di Filippo Maria Visconti che nel 1410 ne ebbe ne aveva fatto dono a Francesco Bussone, il Carmagnola, comandante delle milizie viscontee, quando aveva sposato Antonia Visconti, cugina del Luca. Il Carmagnola vi abitò dal 1413 al 1424, quando non sentendosi più apprezzato da a Visconti abbandonò il governo di Genova per passare servizio di Venezia dopo essere stato confiscato agli eredi dal verme. L'edificio fu ristrutturato dal Bramante quando Ludovico Sforza decise di farne dono alla sua amante Cecilia Gallerani che l'abbandonò alla caduta degli sforza sotto il dominio francese diventò proprietà del maresciallo Danuar, governatore di Milano, che lo vendette per 25.000 lire al maestro delle regie entrate e Beolco. Nel 1605 il decaduto palazzo confiscato da Filippo II di Spagna fu donato alla municipalità per pubblico granaio della città e qui vii ogni giorno vedesi esercitare pubblica mercantia di viveri. Vendonsi macinate farine di qualsiasi sia biada, mirarsi ancora in alcuni saloni e aggiustata tutta l'armeria per porre in assetto la milizia cittadina. Così disse il Tore nel 1674. Questo bailame era chiamato Broletto, nuovissimo e si trovava esattamente alle spalle del vero palazzo comunale, il proletto nuovo con cui fu confuso da qualche cronista. Nel 1714 a queste utilizzazioni si aggiunse anche il Banco di Sant'Ambrogio che nel 1796, dopo un restauro curato da Giorgio Giulini, lasciò il posto all'Archivio Civico, il quale vi rimase fino al 18 161 e dopo si svolse l'estrazione del lotto a sabato e vi si e vi trovavano ospitalità l'ufficio del registro, gli uffici finanziari del comune e negli anni 30-40 persino un cinema rionale. Il broletto durante la Repubblica di Salò fu anche la sede di un gruppo di torturatori fascisti, la legione Mut Dal 1947 l'ex cinema con i suoi anesi è diventato la sede del piccolo teatro della città di Milano, il primo centro stabile italiano diretto da Paolo Grassi per l'organizzazione e da Giorgio Streller per la regia. L'inaugurazione avvenne la sera del 14 maggio con l'albergo dei poveri di Gorchi con Salvo Randone e Elia Zappelli a cui fecero seguito nell'anno le notti dell'ira di Sala Crew per Lechino servitore di due padroni del Goldoni che è una geniale creazione di Marcello Moretti il giganti della montagna di Perandello, il mago dei prodigi del calderon della barca e furono alla via di una lunga serie di successi in Italia e all'estero. Nel 19 52, risultando ormai inadeguati i modesti interventi di ripristino. Del 1947, opera dell'architetto Renzo Mongiardino, la piccola sala fu ristrutturata da Ernesto Rogers e Marco Zanuso, aumentando la capienza da 500 a 650 posti. Per molti gli spettatori coincise con la fine di un periodo felice felice riscoperta da teatro dopo anni di oscurantismo culturale e l'avvio di una istituzione, l'ente autonomo che nacque nel 1959, oscillante tra i meriti artistici e l'elefantismo narcisistico, soprattutto dopo l'abbandono di Paolo Grassi nel 1972. Del primo locatario è rimasto uno stemma gentilizio nel cortile di onore
lib1382-milano-rovello-1648 - Via Rovello Milano. - Via Rovello è una storica strada situata nel centro di Milano, che si estende da via Dante a via Cusani
Via Rovello è una storica strada situata nel centro di Milano, che si estende da via Dante a via Cusani
. Il suo nome deriva probabilmente da una famiglia di una certa notorietà, i Rovello, che risiedevano in questa zona verso la fine del X secolo e che si ipotizza fossero originari dell'omonimo comune in provincia di Como
. Sebbene non vi siano tracce evidenti rimaste di questa famiglia, il toponimo storico è stato confermato ufficialmente con una delibera del 28 marzo 1889
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La via attuale comprende sia l'antica contrada del Rovello sia un tratto residuo della contrada di San Nazaro alla pietra santa
. Di seguito vengono approfonditi gli aspetti storici e architettonici più rilevanti legati a questa via:
La Chiesa di San Nazaro alla pietra santa
Questa chiesa, oggi scomparsa, si trovava all'angolo con via Meravigli
. Le sue origini risalivano probabilmente al X secolo, ma fu rifatta più volte, l'ultima delle quali nel 1719
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Caratteristiche: Era una chiesa a navata unica con una facciata di "pulita architettura" realizzata da Francesco Maria Richini il Vecchio
. Al suo interno ospitava opere di pregio, tra cui dipinti del Luini, dell'Annoni e del Cerano
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La "Pietra Santa": Il nome derivava da un'antica pietra conservata al suo interno, che si diceva fosse stata trovata in una piccola cappella esistente sin dai tempi di Sant'Ambrogio e tenuta in grande venerazione
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Demolizione: La chiesa fu demolita nel 1848
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Il Palazzo del Carmagnola (Broletto Nuovissimo)
L'edificio più celebre di via Rovello è senza dubbio il Palazzo del Carmagnola, situato al numero 2. La sua storia riflette i cambiamenti politici e sociali di Milano nei secoli:
Origini e Donazioni: Nel 1410, il duca Filippo Maria Visconti donò l'edificio a Francesco Bussone, detto il Carmagnola, comandante delle milizie viscontee, in occasione del suo matrimonio con Antonia Visconti
. Successivamente, sotto Ludovico il Moro, il palazzo fu ristrutturato dal Bramante per essere donato alla sua amante, Cecilia Gallerani
.
Usi Pubblici e il "Broletto": Nel 1605, dopo vari passaggi di proprietà, il palazzo fu confiscato da Filippo II di Spagna e donato alla municipalità per essere utilizzato come granaio pubblico e sede di mercati di viveri
. Per questo motivo venne chiamato Broletto Nuovissimo, situandosi proprio alle spalle del palazzo comunale (Broletto Nuovo)
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Istituzioni e Archivi: Nel corso dei secoli ospitò il Banco di Sant'Ambrogio (dal 1714), l'Archivio Civico (fino al 1861), uffici finanziari, l'estrazione del lotto e persino un cinema rionale negli anni '30 e '40
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Il periodo oscuro e la rinascita: Il Piccolo Teatro
Durante la Repubblica di Salò, l'edificio visse una pagina drammatica diventando la sede della Legione Muti, un gruppo di torturatori fascisti
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Tuttavia, nel dopoguerra, via Rovello divenne il simbolo della rinascita culturale milanese:
Fondazione: Nel 1947, i locali dell'ex cinema e i loro annessi divennero la sede del Piccolo Teatro della Città di Milano, il primo centro stabile italiano
.
Direzione: La direzione fu affidata a Paolo Grassi per l'organizzazione e a Giorgio Strehler per la regia
.
Successi: L'inaugurazione avvenne il 14 maggio 1947 con L'albergo dei poveri di Gorkij
. Seguirono capolavori come l' Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni (con la celebre interpretazione di Marcello Moretti) e I giganti della montagna di Pirandello
.
Ristrutturazione: Nel 1952, la sala fu ristrutturata dagli architetti Ernesto Rogers e Marco Zanuso, che ne portarono la capienza da 500 a 650 posti
.
Ancora oggi, nel cortile d'onore del palazzo, rimane visibile uno stemma gentilizio del primo locatario, a testimonianza della lunga storia nobiliare dell'edificio prima della sua trasformazione in centro civico e culturale
.lib1382-milano-rovello-1648 - Palazzo del Carmagnola. - Il Palazzo del Carmagnola, situato al numero 2 di via Rovello a Milano, rappresenta uno degli edifici più densi di storia della città, avendo attraversato secoli di trasformazioni da dimora nobiliare a centro di tortura, fino a diventare il cuore pulsante della cultura teatrale italiana
Il Palazzo del Carmagnola, situato al numero 2 di via Rovello a Milano, rappresenta uno degli edifici più densi di storia della città, avendo attraversato secoli di trasformazioni da dimora nobiliare a centro di tortura, fino a diventare il cuore pulsante della cultura teatrale italiana
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Le origini e l'epoca visconteo-sforzesca
La storia documentata del palazzo inizia nel 1410, quando il duca Filippo Maria Visconti lo donò a Francesco Bussone, detto il Carmagnola
. Bussone, celebre comandante delle milizie viscontee, ricevette l'edificio in occasione del suo matrimonio con Antonia Visconti, cugina del duca
. Il Carmagnola vi risiedette stabilmente tra il 1413 e il 1424, anno in cui, sentendosi poco valorizzato dai Visconti, decise di abbandonare il governo di Genova per passare al servizio della Repubblica di Venezia
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In seguito, sotto il dominio di Ludovico il Moro, il palazzo visse una fase di splendore architettonico: fu infatti ristrutturato dal Bramante quando il duca decise di farne dono alla sua amante, Cecilia Gallerani
. Con la caduta degli Sforza e l'inizio del dominio francese, la proprietà passò al maresciallo Danuar, governatore di Milano, che successivamente la vendette per 25.000 lire a Beolco, maestro delle regie entrate
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Il "Broletto Nuovissimo" e le istituzioni pubbliche
Nel 1605, il palazzo fu confiscato da Filippo II di Spagna e ceduto alla municipalità milanese per essere trasformato in granaio pubblico
. In questo periodo, l'edificio divenne un brulicante centro di scambi commerciali dove ogni giorno si vendevano farine e cereali, ospitando contemporaneamente un'armeria per la milizia cittadina
. Proprio a causa di questa funzione pubblica, e trovandosi esattamente alle spalle del palazzo comunale (il Broletto Nuovo), venne soprannominato Broletto Nuovissimo
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Nel corso del XVIII e XIX secolo, il palazzo continuò a ospitare importanti istituzioni:
Banco di Sant'Ambrogio: vi si insediò nel 1714
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Archivio Civico: occupò i locali dal 1796 (dopo un restauro di Giorgio Giulini) fino al 1861
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Servizi Comunali: divenne sede dell'ufficio del registro, degli uffici finanziari e del luogo destinato all'estrazione del lotto
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Cinema Rionale: negli anni '30 e '40, una parte della struttura fu adattata a sala cinematografica di quartiere
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Dal buio della guerra alla rinascita: Il Piccolo Teatro
Uno dei capitoli più cupi della storia dell'edificio risale alla Repubblica di Salò, quando divenne la sede della Legione Muti, un gruppo di torturatori fascisti
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Tuttavia, il dopoguerra segnò una trasformazione radicale e simbolica. Nel 1947, i locali dell'ex cinema furono scelti per ospitare il Piccolo Teatro della Città di Milano, il primo centro stabile in Italia, sotto la guida di Paolo Grassi (organizzazione) e Giorgio Strehler (regia)
. L'inaugurazione avvenne il 14 maggio 1947 con l'opera L'albergo dei poveri di Gorkij
.
Il successo fu immediato e il teatro divenne celebre per produzioni storiche come:
Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, con la memorabile interpretazione di Marcello Moretti
.
I giganti della montagna di Pirandello
.
Il mago dei prodigi di Calderón de la Barca
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Evoluzione architettonica e resti storici
L'aspetto attuale della sala teatrale è frutto di un importante intervento di ristrutturazione avvenuto nel 1952 ad opera degli architetti Ernesto Rogers e Marco Zanuso
. Questo intervento sostituì i modesti lavori di ripristino del 1947 (curati da Renzo Mongiardino), portando la capienza della sala da 500 a 650 posti
.
Nonostante i numerosi rifacimenti, il palazzo conserva ancora un legame tangibile con il suo passato più antico: nel cortile d'onore è infatti ancora visibile lo stemma gentilizio appartenente al primo locatario, il Carmagnola
. Per molti milanesi, la rinascita di questo luogo come sede teatrale ha rappresentato la fine di un periodo di oscurantismo culturale e l'inizio di una felice stagione di riscoperta artistica
.lib1382-milano-rovello-1648 - San Nazaro. - La chiesa di San Nazaro alla pietra santa, oggi non più esistente, ha dato il nome a un tratto dell'attuale via Rovello (precedentemente nota come contrada di San Nazaro alla pietra santa) ed era situata all'angolo con via Meravigli
La chiesa di San Nazaro alla pietra santa, oggi non più esistente, ha dato il nome a un tratto dell'attuale via Rovello (precedentemente nota come contrada di San Nazaro alla pietra santa) ed era situata all'angolo con via Meravigli
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Di seguito sono riportati i dettagli principali relativi a questo storico edificio religioso:
Origini e Ricostruzioni
Storia antica: Le origini della chiesa risalgono probabilmente al X secolo
. In questo luogo esisteva precedentemente una piccola cappella, risalente addirittura ai tempi di Sant'Ambrogio
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Rifacimenti: Nel corso dei secoli la struttura subì diversi interventi, venendo rifatta per la terza volta nel 1719
.
La "Pietra Santa": L'appellativo "alla pietra santa" derivava da un'antica pietra conservata all'interno dell'edificio
. Si raccontava che questa pietra fosse stata rinvenuta nell'originaria cappella ambrosiana e, per ragioni non del tutto chiarite dalle cronache, era oggetto di grande venerazione da parte dei fedeli
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Architettura e Tesori Artistici
Nonostante alcuni storici dell'epoca (come il Bianconi nel 1787) ne lodassero principalmente l'antichità, altri documenti, come gli appunti del Biffi, sottolineano la presenza di elementi di notevole pregio artistico
:
Esterno: La facciata era un esempio di "pulita architettura"opera di Francesco Maria Richini il Vecchio
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Interno: La chiesa era a navata unica
. Ospitava opere di grandi maestri, tra cui un quadro del Luini nella cappella dello Spirito Santo, dipinti dell'Annoni e pitture del Cerano (risalenti a circa il 1700) nella cappella della Madonna
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Figure Storiche e Declinazione
Alberto il Benefattore: Un importante sostenitore della chiesa fu Alberto, il quale vi trovò sepoltura nell'anno 1042
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Fine della Confraternita: Nel 1780, la confraternita che risiedeva presso la chiesa fu soppressa
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Demolizione: L'edificio fu definitivamente demolito nel 1848, lo stesso anno in cui alcune cronache locali iniziavano a registrare i cambiamenti urbanistici della zona
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La denominazione della chiesa, oltre che alla pietra sacra, è stata talvolta associata dai cronisti a un'illustre e antica famiglia milanese che portava lo stesso cognome, sebbene le fonti presentino opinioni discordanti su questa origine specifica
.lib1382-milano-rovello-1648 - Piccolo Teatro. - Il Piccolo Teatro della Città di Milano, situato in via Rovello, è stato fondato nel 1947 e detiene il primato di essere il primo centro stabile italiano
Il Piccolo Teatro della Città di Milano, situato in via Rovello, è stato fondato nel 1947 e detiene il primato di essere il primo centro stabile italiano
. La sua sede fu ricavata dai locali di un ex cinema rionale e dai suoi annessi, situati all'interno dello storico Palazzo del Carmagnola
. Fin dalle sue origini, la guida dell'istituzione fu caratterizzata da un binomio d'eccellenza: Paolo Grassi si occupò della parte organizzativa, mentre Giorgio Strehler assunse la direzione artistica e la regia
.
L'attività del teatro ebbe inizio ufficialmente la sera del 14 maggio 1947 con l'inaugurazione affidata allo spettacolo L'albergo dei poveri di Gor'kij, che vide protagonisti Salvo Randone ed Elia Zappelli
. Questo debutto aprì la strada a una stagione di grandi successi che inclusero opere come Le notti dell'ira di Salacrou e, soprattutto, Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni
. Quest'ultima produzione è ricordata nelle fonti come una "geniale creazione" dell'attore Marcello Moretti
. Altri titoli fondamentali dei primi anni furono I giganti della montagna di Pirandello e Il mago dei prodigi di Calderón de la Barca, che consolidarono la fama del teatro sia in Italia che all'estero
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L'evoluzione dello spazio fisico del Piccolo Teatro seguì di pari passo il suo successo artistico:
Primi interventi: Nel 1947, l'architetto Renzo Mongiardino curò dei modesti lavori di ripristino per adattare l'ex cinema alla nuova funzione teatrale
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Ristrutturazione del 1952: Poiché la struttura iniziale era divenuta inadeguata, gli architetti Ernesto Rogers e Marco Zanuso realizzarono una ristrutturazione completa della sala, aumentandone la capienza da 500 a 650 posti
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Oltre all'importanza artistica, la nascita del Piccolo Teatro ebbe un profondo significato civile e culturale per la città di Milano
. Per molti spettatori, l'inizio delle attività teatrali in via Rovello rappresentò la fine di un lungo periodo di oscurantismo culturale e l'avvio di una felice stagione di riscoperta del teatro dopo il trauma della guerra
. Tale rinascita è resa ancora più simbolica dal fatto che, solo pochi anni prima, durante la Repubblica di Salò, quegli stessi locali del Palazzo del Carmagnola erano stati la sede della Legione Muti, un gruppo di torturatori fascisti
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Nel 1959, l'istituzione si trasformò in ente autonomo
. Le fonti notano tuttavia che, dopo l'addio di Paolo Grassi nel 1972, il teatro visse una fase complessa, oscillando tra i propri indiscussi meriti artistici e una tendenza all'"elefantismo narcisistico"
. Ancora oggi, chi visita il teatro può scorgere nel cortile d'onore dello stabile lo stemma gentilizio del Carmagnola, il primo locatario del palazzo, a testimonianza della stratificazione storica del luogo
.lib1382-milano-rovello-1648 - Toponomastica storica. - L'analisi della toponomastica storica legata a via Rovello a Milano rivela una stratificazione di nomi che riflettono la storia sociale, religiosa e politica della città dal X secolo fino all'epoca moderna. La via, situata in pieno centro tra via Dante e via Cusani, deve il suo nome attuale a una conferma ufficiale avvenuta tramite una delibera del 28 marzo 1889
L'analisi della toponomastica storica legata a via Rovello a Milano rivela una stratificazione di nomi che riflettono la storia sociale, religiosa e politica della città dal X secolo fino all'epoca moderna. La via, situata in pieno centro tra via Dante e via Cusani, deve il suo nome attuale a una conferma ufficiale avvenuta tramite una delibera del 28 marzo 1889
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L'origine del nome "Rovello"
Il toponimo "Rovello" è associato a una famiglia di una certa notorietà che risiedeva in quest'area intorno alla fine del X secolo
. Si ipotizza che questa stirpe fosse originaria di Rovello, un piccolo comune in provincia di Como, sebbene gli storici abbiano espresso pareri discordanti a riguardo:
Mancanza di prove: Non esistono tracce materiali evidenti della presenza di questa famiglia nella via
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Reticenza delle fonti: Autori come il Sonzogno (1848) e il Fabi (1860) si sono mostrati cauti o sbrigativi sull'origine del nome, alimentando dubbi sulla reale discendenza dal casato comasco
. È interessante notare che, ancora nel 1780, il comune di Rovello in provincia di Como era feudo del conte Andrea Lucini Passalacqua
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La fusione delle antiche contrade
L'attuale via Rovello non è un'entità toponomastica unitaria fin dalle origini, ma è il risultato dell'unione di due aree distinte:
L'antica Contrada del Rovello: Il tratto iniziale della via
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La Contrada di San Nazaro alla pietra santa: A partire dall'incrocio con via San Tommaso, la strada occupava quello che era un tratto residuo di questa contrada
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Il toponimo "San Nazaro alla pietra santa"
Questo specifico nome derivava dalla presenza dell'omonima chiesa, situata all'angolo con via Meravigli
. La toponomastica in questo caso si divide tra riferimenti famigliari e leggende religiose:
Origine famigliare: Secondo il Bianconi (1787), la chiesa e la contrada prendevano il nome da un'illustre e antichissima famiglia milanese che portava lo stesso cognome
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La "Pietra Santa": L'aggiunta "alla pietra santa" è legata a una venerata reliquia lapidea conservata all'interno dell'edificio
. Si narrava che tale pietra fosse stata rinvenuta in una piccola cappella preesistente alla chiesa, risalente addirittura all'epoca di Sant'Ambrogio
. Sebbene le ragioni di tale venerazione non fossero del tutto chiare ai cronisti successivi, il nome rimase impresso nella toponomastica locale fino alla demolizione della chiesa nel 1848
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Toponomastica funzionale: Il "Broletto Nuovissimo"
Un altro esempio significativo di toponomastica storica in questa zona è legato al Palazzo del Carmagnola, situato al numero 2 della via. In base all'uso pubblico che ne veniva fatto, il palazzo assunse denominazioni differenti:
Uso come granaio: Nel 1605, dopo essere stato confiscato da Filippo II di Spagna e donato alla municipalità, l'edificio divenne il deposito pubblico delle farine e dei cereali (il "granaio della città")
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La confusione con il Broletto: A causa della sua funzione pubblica e della sua posizione geografica (esattamente alle spalle del vero palazzo comunale, il Broletto Nuovo), l'edificio fu soprannominato Broletto Nuovissimo
. Alcuni cronisti dell'epoca arrivarono a confondere le due strutture proprio a causa di questa denominazione funzionale simile
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In sintesi, la toponomastica di via Rovello testimonia il passaggio da una denominazione legata al possesso nobiliare (famiglia Rovello, Carmagnola) a una legata alla devozione popolare (San Nazaro alla pietra santa) e, infine, alle funzioni civiche (granaio, Broletto Nuovissimo, e successivamente sede del Piccolo Teatro)
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Chi era Cecilia Gallerani e il suo legame col palazzo?
Quali opere d'arte ospitava San Nazaro alla pietra santa?
Approfondisci il ruolo di Strehler e Grassi nel Piccolo Teatro.
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