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redigio.it/BiblioV8/lib1257-bosco-passeggiate.html - Il brano ripercorre l'atmosfera di terrore che un tempo circondava le campagne milanesi, popolate non solo da pericoli reali ma soprattutto da creature leggendarie nate dalla superstizione popolare.
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lib1257-bosco-passeggiate.html - Il brano ripercorre l'atmosfera di terrore che un tempo circondava le campagne milanesi, popolate non solo da pericoli reali ma soprattutto da creature leggendarie nate dalla superstizione popolare.
Il brano ripercorre l'atmosfera di terrore che un tempo circondava le campagne milanesi, popolate non solo da pericoli reali ma soprattutto da creature leggendarie nate dalla superstizione popolare. L'autore narra le cronache storiche di presunte fiere feroci e soprannaturali che, tra il XVIII e il XIX secolo, seminavano il panico tra i cittadini, portando a mobilitazioni armate e riti religiosi per scacciare il male. Il nucleo del racconto si concentra sulla celebre bestia del 1792, la cui natura mostruosa si rivelò infine essere quella di un semplice lupo caduto in una trappola, smitizzando così le fantasie collettive del passato. Attraverso questo contrasto tra mito e realtà, il testo illustra come l'ignoto venisse trasformato in mostruosità favolosa prima che la razionalità moderna rendesse i boschi luoghi sicuri per il passeggio.
lib1257-bosco-passeggiate.- passeggiate nel bosco. Non moltissimi anni l'andar giro vagando tra il fosco e il chiaro per le campagne intorno a Milano sarebbe stata impresa ben audace, non soltanto per i malviventi e i cani randagi che vi abbondavano, ma per degli animali favolosi coi quali il volgo amava nutrire la propria fantasia e la propria vertà.
passeggiate nel bosco. Non moltissimi anni l'andar giro vagando tra il fosco e il chiaro per le campagne intorno a Milano sarebbe stata impresa ben audace, non soltanto per i malviventi e i cani randagi che vi abbondavano, ma per degli animali favolosi coi quali il volgo amava nutrire la propria fantasia e la propria vertà. Ogni tanto, nei cascinali più prossimi ai suoi borghi correva una voce che faceva gelare il sangue nelle vene ai grandi e nascondere la faccia tra le gonne della mamma ai piccini. Una strana, ferocissima bestia era comparsa nelle vicinanze e chi l'aveva vista ben da lontano assicurava che aveva Occhi di fuoco, zanne di cigare, pelo di cammello e coda di serpente o di asino. La scelta una bestia che non mordeva e non sbranava, ma succhiava il sangue dal collo delle sue vittime che preferiva giovani e belle. Altro che il mirò, la biscia che fa motorire per tre giorni, chi la fissa negli occhi? Altro che il lupo mannaro, l'uomo fatto belva, le cui urra Cambiano in belva chi non pronto a turarsi gli orecchi. E nessuno ardiva più a uscire se non a gruppi armati. E le porte restavano sbarrate notte e giorno e i parroci dovevano accorrere a benedire le soglie dei cascinali, dei fianili, le stalle, persino i pozzi, affinché la cosiddetta fiera bestia non vi si avvicinasse. Nella primavera del 1728 ne compar una che secondo la Gazzetta di Milano del 26-30 giugno 1728 faceva strage di uomini e di donne di ogni età. Nell'inverno del 1740 ne compar un'altra che camminando sulla neve non lasciavano alcuna traccia e veniva segnalata contemporaneamente nei luoghi più diversi. Ma quelle che mise sottopra tutta Milano e con Alto milanese fu la fiera bestia del 1792 che in 80 giorni da luglio a settembre uccise 12 ragazzi. Di questo dovette occuparsi anche la conferenza governativa. Quesguinsagliò alla sua caccia gli uomini di armi di sette distretti co premio di 50 e poi di 150, ma il risultato fu negativo e allora La conferenza fece celebrare un triduo a Santa Maria delle Grazie con l'effetto miracoloso, secondo la gente del marchese Stampa Assuncino che la vide, che le fiere bestie, invece di una diventarono due. Finalmente, grazie ai consigli di parecchi studiosi, tra cui Nabate Rapazzini, che credete di stampa la sua dissertazioni. Vennero scavate dovunque le fosse trappole, in una delle quali fuori di porta Vercellina la fiera bestia cadde il 16 settembre di quell'anno e cioè non 1000 o 2000, ma soltanto 135 anni fa, anche di più. Era semplicemente un lupo come tutti gli altri e quindi nessuno credette che f proprio la fiera bestia. Ma poiché da allora non se ne sentì più parlare, non sarà il suo ricordo che turberà le passeggiate.
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