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lib1255-mese-Ottobre.mp3 - Questo testo offre una panoramica narrativa e curiosa dei santi celebrati nel mese di ottobre, intrecciando agiografia, tradizioni popolari e consigli astrologici.
Questo testo offre una panoramica narrativa e curiosa dei santi celebrati nel mese di ottobre, intrecciando agiografia, tradizioni popolari e consigli astrologici. L'autore presenta una rassegna di figure religiose, come San Crispino e San Francesco, descrivendone non solo i miracoli ma anche dettagli quotidiani e aneddoti ironici che rendono i personaggi più umani e vicini al lettore. Attraverso il riferimento a proverbi agricoli e superstizioni legate allo zodiaco, il brano delinea un quadro culturale in cui la spiritualità si fonde con la saggezza pratica di una volta. Lo scopo principale è quello di istruire intrattenendo, utilizzando un tono colloquiale ed elegante per celebrare la ricchezza storica e folkloristica del calendario autunnale.
lib1255-mese-Ottobre - È il mese di ottobre. Un mese di gran riguardo e santi d'alto bordo. Re, principi, patrizi, gente di gran conto, a cominciare da San Crispino
È il mese di ottobre. Un mese di gran riguardo e santi d'alto bordo. Re, principi, patrizi, gente di gran conto, a cominciare da San Crispino, che per essere stato scelto a protettore dei calzolai di tutto il mondo, passa per un ciabattino qualunque Mentre tanto lui che il fratello Crispignano appartenevano a una delle più cospicue famiglie di Roma. E se si adattarono a tirare lo spago e a battere il cuoio, fu per meglio diffondere il cristianesimo. La loro bottega, oggi si dice calzaturicio, era infatti unica nel suo genere, non solo perché vi si lavorava anche al lunedì, ma perché I poveri che vi entrarono scalzi o scalcagnati ne uscivano calzati come da merini, senza spendere un soldo e quel che più importa convertiti alla vera fede. Quante quante conversioni riuscirono a ottenere i due fratelli con quel loro sistema. Anzi, è fama che qualche idolatra fingesse di resistere alle loro esortazioni fino a che non aveva trovato le scarpe il suo gusto. e poi le pagasse con un entusiastico credo che due santi scambiavano per un atto di fede, mentre era solo il principio di una riflessione che il cliente completava per strada aggiungendo di aver fatto un buon affare, credo. Naturalmente se i clienti aumentavano, le scorte diminuivano e le vetrine si svuotavano a a vista d'occhio. E allora pare che due fratelli, considerata la santità dello scopo, usassero certi mezzi per rifornirsi, che da allora si chiamarono crispinate le beneficenze fatte a spesa altrui. Comunque venne il giorno in cui Massimiano Erculeo, che non si serviva alla loro bottega, vuole che sacrificassero agli dei falsi e bugiardi e poiché vi si più tardo li fece decapitare entrambi. Reso così onore al santo più popolare del mese, vi ricordiamo anche il San Remigio che battezzando e ungendo con sacro crisma re Crodoveo e i suoi 3000 guerrieri, guadagnò la Francia alla fede di Cristo. San Calimero, arcivescovo di Milano, che rese miracoloso il pozzo nel quale venne gettato e San Francesco d'Assis, la più celestiale figura dei santi, quantunque si chiamasse Giovannino e dovesse il suo nome alla lingua francese sulla quale era profondo. San Placido che caduto nel lago di Subiaco, ne uscì camminando sulle acque senza nemmeno bagnarsi i piedi. San Brunone, che dopo aver raccolto la confessione di un morto da tre giorni, fondò l'ordine dei certo Ini costretti a far vita separata e prepararsi la propria fossa, a mangiare solo legumi e ortaggi di rado, pesce e carne giammai. Eccellente dieta contro la uricemia. Ed eccoci a Santa Brigida, che è un nobile scozzese che dopo aver avuto otto figli da Ulfo, del governatore di Nurcia, lo convinse a ritirarsi in un chiostro prendendo poche il velo, mentre Sand Edvig lo prese dopo averne avuti sei e essere rimasta vedova. Ed eccoci a San Dionigi, astronomo ateniese, che sorsse della morte di Cristo quando vide oscurarsi il sole e che, decapitato, raccolse la propria testa e andò a consegnarla a un amico lontano, a San Carlisto, no? L'inventore del marciapiedi è un altro caristo. che del nome alle famose catacombe dove sono sepolti 170.000 martiri. E infine San Edoardo le di Inghilterra che volendo recarsi a Roma in pellegrinaggio e non permettendo i suoi sudditi e non permettendolo ai suoi sudditi, venne consigliato da Papa Leone Io a impiegare i denari nel del viaggio nella costruzione dell'abbazia di Westminister. Se avete se avesse fatto 10 volte il giro del mondo, ve l'avrebbe speso anche molto meno. E poi che siamo arrivati a metà predica, volevo dire a metà del mese. Non manchiamo di avvertire coloro che nasceranno in ottobre sotto il segno dello Scorpione, che potranno toccare gli 80 anni, 4 mesi e 4 giorni, se avranno la precauzione di non lavarsi la testa in giovedì. Questa del non lavarsi in un dato giorno della settimana è una fissazione del solito manoscritto di predizioni che si trova alla tribuziana, il quale si fa anche un dovere da avvertire ai nascitori che la prima donna da essi amata non gli corrisponderà e vada per la seconda, se anche sarà una cuorista, ma che diventeranno assai ricchi dopo essere stati morsi da un cane. Passando poi ai proverbi, oltre qualcuno sulla vendemmia, troviamo che a Santa Teresa si prendono l'odol a distesa e a San Simon lodol a monton. Siamo dunque nel mese delle lodole, quantunque né l'uno né l'altro e i due santi amasse la caccia. Infatti se la prima era del tipo di quelle ragazze disperazione delle mamme che consumano le notte gli occhi e la luce elettrica su libri. Non leggeva però romanzi francesi, ma libri di santi e Madonne. E San Simone andava invece a caccia di gente da convertire, tanto che caduto in mano degli idolatri venne segato in due come un albero. Ma dice un altro proverbio: "Se fa bella a Sancal, fa bel fino a Natal". Cioè due mesi abbondanti e sarebbero appunto quelle del santo irlandese, capitolato sulle sponde del lago di Costanza, e avrebbe impiegato a liberare il paese degli orsi e dei serpenti e a fabbricarsi quella capanna da cui nacquo col tempo la Badia e la città che portano il suo nome. Confessiamo di non sapere perché San Luca, scrittore, medico e pittore di grido, era stato scelto a patrona degli intagliatori di legno. Si. Capisce invece come Santarione non sia stato scelto a protettore dei lavandai dal momento che portò per 70 anni la stessa tonaca senza mai darla a lavare. Forse sapeva che con la candegina non sarebbe durata tanto, ma lo fece per quello spirito di sacrificio e di mortificazione da cui era pervaso anche il San Pietro dal Cantara, ridotto dalla regola di San Francesco a tal grado di magrezza che spesso doveva diffondere, difendere i propri stinchi dall'assalto dei cani randagi. Avviso a certi gaudenti che parlano della loro francescana umiltà che fossero proprio 11.000 le vergini che insieme a Sant'Orsola preferirono il martirio e la morte alle nozze con i barbari idolatri, gli scrittori sacri non sono ancora riusciti a stabilire. E certo però che furono tante e tante da lasciare un sol luminoso nella storia, destinate dall'imperatore Massimo, come spose ai soldati britannici che dovevano formare una colonia contro gli uni, si erano rassegnate a malin cuore al loro destino. Ma quando le navi sulle quali veleggiarono vennero dalla tempesta gettate sulla riva nemica e gli uni pretesero di prendere il posto degli sposi britannici, non valsero nell'usine. Minacci a fare le cedere, per cui vennero tutte massacrate e il Sant'Osola per prima, mentre il San Felice martire e il sangaudioso che dovunque si leva veniva perseguitato, ci consigliano a non fidarci dei nomi più seducenti. San Raffaele ci insegna a fare bene senza aspettarne compenso. È infatti il biondo arcangelo che dopo aver difeso il figlio di Tob contro il pesce e avergli insegnato a ritornare la vista al padre, lo aiuta a riscuotere il suo credito e dopo avergli data in moglie Sara, non vol saperne di compensi e torna in cielo a mani vuote. Così San Narciso avrebbe potuto insegnarci a cambiare l'acqua in olio, come il santo vescovo fece a consiglio di Cesarea quando si accorse che le lampade degli altari erano asciutte. E il mese si chiude con Santa Beatrice e Santa Ermerinda, nobilissime donzelle che abbandonarono gli aggiedsi alla vita claustrale. E coi santi Marcello e Quintino, centurione primo della legione traiana, apostolo della fede e secondo nelle lontane gaglie, martiri entrambi. E San Marcello avanti a essere decapitato, riuscì a convertire giudice stesso che doveva stendere la sua sentenza e a San Quintino decapitato e buttato nella Senna, lasciò di sé tale memoria che suo nome venne dato a parecchie città, piccole città, a dire vero, ma è il difetto di tutti i quintini di essere troppo piccoli.
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