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il sito: www.redigio.it/BiblioV/indici-BiblioV8.html - 45716 parole,
redigio.it/BiblioV8/lib1237-legnano-autori.html - Il testo è una trascrizione di una serie di presentazioni di libri tenutesi in un evento letterario, in cui diversi autori condividono i temi, le ispirazioni e i messaggi delle loro opere. ( il pdf)
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Presentazione
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Il testo è una trascrizione di una serie di presentazioni di libri tenutesi in un evento letterario, in cui diversi autori condividono i temi, le ispirazioni e i messaggi delle loro opere. La struttura è segmentata, con l'organizzatrice che introduce ciascun autore, seguito dalla loro esposizione. I temi centrali esplorati spaziano dalla ricerca storica e identitaria in romanzi ambientati nell'Ottocento, come quello ispirato a Camillo Golgi e Cesare Lombroso, alle vicende familiari e la scoperta di legami (come nel romanzo sui desaparecidos argentini), fino alle storie autobiografiche di resilienza, crescita personale e superamento del dolore, in particolare la perdita di un figlio e l'affronto di gravi malattie. Altri filoni includono la complessità dell'adolescenza vista dagli occhi di un'insegnante e il viaggio di scoperta interiore e geografica (in Sardegna), evidenziando il potere della narrazione come strumento di comunicazione, guarigione e ricerca del proprio posto nel mondo.
Grazie. Grazie assessore. Bene, allora ora iniziamo, è il vostro momento. Ehm la prima questa prima parte, ecco, di di presentazioni è un po' è una macchina un po' del tempo. Andiamo un po' indietro nel tempo e approdiamo in vari in vari voglio in varie storie alla ricerca di un po' di di identità storiche. Allora, Erica Cassani, zafferano selvatico, tuffo un po' nella storia fine 800 andiamo alla scoperta di due bellissime storie di famosi medici dell'epoca. Prego.
Buongiorno a tutti. Io ho scritto ormai nel 2020 è stato pubblicato questo romanzo che è appunto un romanzo di ambientazione storica, però io di professione sono un medico, quindi il mio primo esperimento di ricerca storica l'ho voluto percorrere nell'ambito della della medicina. È un romanzo di fiction, quindi è proprio un racconto di fantasia, non è un biografico assolutamente, però è ispirato appunto a due personaggi storici o realmente esistiti. Uno è Camillo Golgi, premio Nobel per la medicina, uno dei nostri premium Nobel italiani che è nato in Valcamonica, quindi nelle nostre montagne nel 1843. E l'altro invece è il dottor Cesare Lombroso, anche lui molto molto celebre, un medico, ma anche antropologo e criminologo sempre dell'800, quindi lo stesso periodo storico che è stato anche molto contestato per le sue teorie inerenti alla fisogomica, quindi teorie secondo cui il comportamento e anche l'attitudine del comportamento criminale, secondo le sue ipotesi, potevano essere correlati alla fisionomia, quindi dei tratti del volto e a caratteristiche fisiche, quindi ehm chi lo conosce sa quanto poi queste teorie siano state contestate, però all'epoca erano erano discusse in conto parla di un personaggio, appunto, un medico che vive in un paesino della della Valcamonica a metà del 1800 e per raccontare questo personaggio ho dovuto andare un po' a studiare, a ricercare quelle che erano le pratiche mediche dell'epoca che potevano essere praticate in un paesino, quindi lontano dagli ospedali con pochissima disponibilità di di mezzi e anche di di comunicazioni. E poi c'è una parte della storia che invece si svolge a Pavia, una delle principali dove si trovava una delle principali facoltà di medicina del dell'epoca e c'è un giovane personaggio un po' misterioso che lascia le montagne per poter studiare medicina. E la riflessione è nata proprio da da quanto mi mi ha affascinato il fatto che un medico nato a metà dell'800 in un paesino appunto della Valcamonica sia riuscito nella realtà, quindi al personaggio a cui è ispirato, a tramite la sete di conoscenza, lo studio e la passione addirittura portarci delle scoperte scientifiche che sono tutt'oggi eh utilizzati in tutto il mondo dell'apparato del Golgia alle cellule del Gol del sistema nervoso. Ehm, la storia è raccontata da Clara, una protagonista femminile, che è una ragazzina che lavora come assistente del del medico e che a sua volta sogna di fare di fare il medico, di sudare medicina anche lei, però all'epoca questa opportunità era era preclusa alle donne. Infatti la prima donna che si laureò in medicina in Italia fu una dottoressa laureatasi all'Università di Firenze nel 1877, quindi alcuni anni dopo rispetto m a al svolgimento di questo di questo racconto. Nella parte nella seconda parte del romanzo c'è un piccolo mistero, una piccola parte di di indagine e a questa indagine partecipa appunto un altro personaggio ispirato al dottor Lombroso di cui parlavo prima che utilizza anche queste tecniche di fisognomica, di correlazione tra comportamento e tratti somatici per risolvere questo giallo, se così lo possiamo chiamare. Chiudo parlandovi della copertina che vi faccio vedere, poi magari ve la al banchet la la guardiamo meglio. che oggi a me è dispiaciuto tantissimo che non ci sia la parte esterna con la parte anche del dell'esposizione artistica perché questa copertina è stata disegnata da da un artista sembra del Legnanese della nostra zona, Vanda Calcaterra che un paio d'anni fa ha tenuto anche una mostra molto interessante al Teatro Tierinnanzi a cui auguro di di esporre di nuovo presso le opere e quindi ringrazio Vanda per la copertina e tutti voi per l'attenzione.
sempionenews
CAPitolo 20025, edizione da record nella Biblioteca Spazio 27B
Cambio di sede e numeri da record per la quarta edizione di CAPitolo 20025, la giornata dedicata agli scrittori a kilometro zero
Legnano – CAPitolo 20025, è tornato puntuale a Legnano, registrandosi come un’edizione da record. Quella di sabato 27 settembre è stata una giornata di festa per gli scrittori del territorio legnanese e limitrofo che si sono ritrovati nella Biblioteca Spazio 27B di via Girardi per presentare i loro racconti in tre diversi momenti collettivi. Novità: una sede nuova rispetto alle precedenti tre edizioni che vennero ospitate negli spazi della Biblioteca Civica “Augusto Marinoni”, attualmente in fase di ristrutturazione e quindi non fruibile.
L’iniziativa ormai consolidata ed organizzata dalla Biblioteca Civica legnanese con la responsabile Selene Buia nasce proprio con l’obiettivo di animare gli spazi della biblioteca attraverso la cultura e la condivisione.
Le candidature per CAPitolo 20025 sono state tantissime. La call lanciata ad agosto per scrittori e artisti aveva infatti ricevuto quasi un centinaio di adesioni, non solo da Legnano ma anche dai comuni limitrofi.
Sono stati complessivamente 60 autori e 40 artisti che hanno dato vita a CAPitolo 2025 la jam session letteraria e artistica, come ben sintetizza il nome, unisce i Capitoli dei libri con il codice di avviamento postale di Legnano.
Presente all’evento l’Assessore alla Cultura, Guido Bragato che ha espresso parole di elogio per l’ottima realizzazione della giornata evidenziando soprattutto l’aspetto di essere riusciti a valorizzare anche il quartiere Canazza, animandolo di iniziative che hanno lo scopo di promuovere inclusione, condivisione, collettività.
Oltre agli autori CAP2025 la giornata avrebbe dovuto essere occasione anche per vedere realizzazioni di artisti locali in una mostra en plein air nel giardino di Spazio 27B, ma a causa delle condizioni meteo avverse, la presentazione è stata annullata. Durante l’evento un valore aggiunto è stata anche la presenza di giovanissimi liceali della radioweb RadioSpace che hanno intervistato le autrici e gli autori.
Gli scrittori a kilometro zero
Protagonisti della giornata all’insegna della letteratura, ognuno con interventi della durata massima di dieci minuti, sono stati Nicoletta Albertalli, Simonetta Alga, Franco Barbieri, Luisa Battilana, Michela Bernorio, Marta Buga, Alberto Canali, Claudia Cangemi, Piero Carbonetti, Erica Cassani, Andrea Castiglioni, Brizio Castrignanò, Claudia Clerici, Maria Rosa Colombo, Marco Contrafatto, Cristina Cozzi, Sarah Ferrario, Vito Foschi, Emma Furrer, Silvana Ghersetti, Cristiana La Capria, Rossella La Gamba e Claudia Gaetani, Marco Leonardi, Francesco Lista, Mario Lo Pinto, Gaetano Lomazzi, Giuliano Paolo Lovati, Patrizia Magnani, Fabio Maltagliati, Simona Manelli, Silvio Marengo, Luigi Alberto Margutti, Andrea Negro, Renata Maria Rita Pasquetto, Giovanni Pedrotti, Sarah Pellizzari Rabolini, Fabio Peloni, Davide Penna, Sara Proverbio, Raffaella Radice, Luca Raina, Giorgio Redigonda, Aleida Celeste Ricra, Lisa Romanò (in arte Andelon Curse), Alessandra Salvoldi, Giovanni Mario Sarti, Daria Soffientini, Andrea Stella, Ivo Stelluti, Vincenzo Uccelli, Sonia Vettori e Laura Zava.
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Protagonisti della giornata all’insegna della letteratura, ognuno con interventi della durata massima di dieci minuti, sono stati
Nicoletta Albertalli, Simonetta Alga, Franco Barbieri, Luisa Battilana, Michela Bernorio, Marta Buga, Alberto Canali, Claudia Cangemi, Piero Carbonetti, Erica Cassani, Andrea Castiglioni, Brizio Castrignanò, Claudia Clerici, Maria Rosa Colombo, Marco Contrafatto, Cristina Cozzi, Sarah Ferrario, Vito Foschi, Emma Furrer, Silvana Ghersetti, Cristiana La Capria, Rossella La Gamba e Claudia Gaetani, Marco Leonardi, Francesco Lista, Mario Lo Pinto, Gaetano Lomazzi, Giuliano Paolo Lovati, Patrizia Magnani, Fabio Maltagliati, Simona Manelli, Silvio Marengo, Luigi Alberto Margutti, Andrea Negro, Renata Maria Rita Pasquetto, Giovanni Pedrotti, Sarah Pellizzari Rabolini, Fabio Peloni, Davide Penna, Sara Proverbio, Raffaella Radice, Luca Raina, Giorgio Redigonda, Aleida Celeste Ricra, Lisa Romanò (in arte Andelon Curse), Alessandra Salvoldi, Giovanni Mario Sarti, Daria Soffientini, Andrea Stella, Ivo Stelluti, Vincenzo Uccelli, Sonia Vettori e Laura Zava.
Anche quest’anno le candidature per CAPitolo 20025 sono state tantissime: la call lanciata ad agosto per scrittori e artisti aveva infatti ricevuto quasi un centinaio di adesioni, non solo da Legnano ma anche dai comuni limitrofi.
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Sara Ferrario
La vendemmia del '93,
L'oratore introduce l'autrice Sara Ferrario e il suo libro, "La vendemmia del '93," descrivendolo come una narrazione semplice ma ricca di contrasti culturali e di crescita personale. La storia segue Valentina, una ventiduenne milanese totalmente inesperta di vendemmia e del mondo rurale, che viene catapultata in una famiglia autoctona nella zona vinicola di Finale Ligure Marina. L'intento principale dell'autrice era utilizzare Valentina come un "mood of consciousness" per il lettore, offrendo uno sguardo esterno su un mondo sconosciuto, evidenziando il forte contrasto tra la mentalità milanese e quella ligure. Sebbene vi sia un interesse romantico, l'autentica "raccolta" per la protagonista non è solo l'uva, ma l'innamoramento per il mondo agreste e vinicolo stesso, un viaggio di trasformazione che simboleggia un totale cambiamento di vita.
Grazie. Tra l'altro, appunto, vi ricordo che poi tutti i libri e gli autori e le autrici saranno a disposizione, sono tutte a disposizione di là per la vendita, per una chiacchierata, quindi, ecco, subito dopo questo momento potete dedicarvi a qualche chiacchierata insieme. Quindi, grazie. E ora dalle storie del dal profumo di Zafferano passiamo alle storie dal profumo del mostro selvatico. Eh, allora, Sara Ferrario, la vendemia del 93, addirittura del mostro scalmatico.
Sì, dai, un po' di metafor
Eccola. Ehm, vendemmia del 93. La storia è semplicissima, è la storia di una ragazza di Milano di 22 anni che decide di dedicarsi a qualche cosa di diverso che non sia praticamente lo studio e viene invitata da una famiglia di Finale Ligure Marina, quindi siamo Barigotti, zona vinicola del Ponente. e ehm praticamente appare una vendemia. Perché ho scelto eh la vendemia e soprattutto perché ho scelto il 93, perché nel 93, io che sono del 71 eh una ragazza di quegli anni era eh passatemi il termine m non conosceva i vini, non conosceva la vendemmia, non conosceva i metodi della vendemmia. Quindi cosa succede? Io ho creato questo personaggio che si chiama Valentina e l'ho dedicato a tutte queste persone che non conoscono il l'approcio al class vino, cioè la classica di 22 che non sa niente. L'amica che è Ligure che è questa Giorgia molto solare, molto identificata un po' come il territorio, cioè selvaggio, ma nello stesso tempo molto caldo, molto più aperta della mentalità milanese, si scontra praticamente con questa milanesità che ho voluto a tutti i costi milanese, anche se io sono di Legnano, proprio perché se voi sapete i ligoi consig un po' i milanesi come gli estrangieri, cioè gli stranieri, la straniera. Quindi Valentina si trova in una famiglia tipica autoctona del territorio e si formano proprio queste classiche di tendenza. Nel 93 erano molto forti, cioè è arrivata la milanese e quindi questa non sa neanche che cosa sia il territorio attraverso gli occhi di Valentina. Praticamente voi lettori siete nel entrate nel mood di Valentina. Valentina si fa tutti classici consciousness, mood of consciousness. Io sono lavorato in lingua e letteratura inglese e un po' questa letteratura inglese è è spesso nel mio modo di raccontare. Ma non c'è solo quello nella vendemmia. Perché cosa significa vendemmia? Non è solamente la raccolta del vino e dell'uva. È una vendemmia di una ragazza di 22 anni che attraverso questo passaggio arriva poi alla fine dicendo cosa ho raccolto? Naturalmente c'è il paesaggio ligure, c'è il paesaggio varigottino e finalese, tutto quanto, ma soprattutto c'è, visto che io cantavo nel coro Jubilate di di Legnano, molta polifonia, molto contrasto, perché è chiaro, avete il contrasto tra Milano e finale, cioè Varigotti e quindi c'è questa polifonia che lega perché anche Savona e tutta la zona è molto conosciuta per la musica d'organo e tutt'altro. Finisco un'altra particolarità, c'è sempre questo contrasto. Giorgia Valentina, Giorgia Ma vi chiederete, è una storia d'amore? Sì, esiste anche naturalmente la parte maschile che è Martino che è il vin, cioè il classico uomo che lavora alle vigne che è figo. Scusate, è chiaro che farà innamorare Valentina di questa Valentina si innamora più che di Martino della situazione, cioè del mondo vinicolo, del mondo agreste, di tutta questa cosa. E quindi c'è sempre questo contrapposizione tra zona di Milano, diciamola così, e lei che prende il treno. Vi ricordate quando voi prendevate il centrale, arrivavate direzione Ventiglia, scendevate e dicevate "Adesso cambia tutto". Ecco, questo è il mio libro. È una semplice, è un semplice, il m è la mia prima è la mia prima prova e infatti la la pubblicazione è di Sabatelli, Savona e spero che vi piaccia. Grazie.
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Simona Manelli
Questo estratto presenta il romanzo di Simona Manelli, che prosegue la storia della sua protagonista introducendo una profonda ricerca di identità e verità. La trama si sviluppa quando la protagonista cinquantacinquenne scopre di non essere figlia unica, apprendendo dell'esistenza di un fratello in Argentina, rapito alla nascita durante il regime militare argentino. Questa rivelazione innesca una ricerca che la porta in Argentina, affrontando il mistero dei desaparecidos; l'autrice usa questo sfondo storico, ispirato alle storie reali delle nonne di Plaza de Mayo, per dare profondità emotiva alla narrazione, sebbene la storia principale resti di fantasia. Il tema centrale è l'enfasi sui legami familiari, considerati stabili e incrollabili, un concetto che l'autrice paragona in modo suggestivo alla stabilità degli isotopi in chimica.
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al lupo. Noi solitamente portiamo fortuna, quindi te lo auguriamo. Allora, continuiamo con Simona Manelli. Simona è già la seconda volta al capitolo 2025 e questo libro, appunto, continua un po' la storia della della protagonista e anche qui un tuffo un po' tra identità storiche e ricerca di verità.
Assolutamente. Cosa succede se a 55 anni, che è più o meno la mia età, una si rende conto che di fatto tutto quello in cui aveva creduto, tutto quello che era ormai diventata la sua stabilità di vita, l'essere figlia unica, aver trovato comunque un equilibrio dopo un passato abbastanza travagliato che ho trattato comunque nella negli altri due volumi che ho pubblicato, non è più figlia unica, cioè si rende conto, non vi sto entrando nel dettaglio perché fa parte un po' degli spoiler del libro che dall'altra parte del mondo in Argentina c'è un fratello di cui lei non era assolutamente a conoscenza, nato dai suoi genitori che sono venuti a mancare durante un viaggio che poi tanto viaggio non era e che è stato portato via la nascita durante il regime militare argentino. per una casualità si ritrova da sola, gli viene a mancare la nonna che era l'ultimo legame familiare che che le era rimasto e trova delle lettere, uno scambio di di messaggi di lettere con la mamma che era in Argentina diretto verso la nonna. I genitori sono andati in Argentina per cercare questo famoso figlio anni dopo che gli è stato portato via la nascita. Ma ai genitori avevano detto: "Allora che questo figlio era morto, morto durante il parto. Per cui la nostra protagonista, che poi un pochettino autobiografica lo è anche perché comunque ha la stessa mia età, gli stessi miei capelli, la stessa mia fisicità per cui mi ritrovo anche si ritrova a fare questa ricerca con questo compagno con cui ha trovato un equilibrio che casuole è un ispettore di polizia, per cui lo l'aiuta in questa ricerca dall'altra parte del mondo, per cui nella seconda parte del libro è totalmente ambientata in Argentina. Da sfondo abbiamo Perché è un qualcosa che è nato un po' per caso questo questo romanzo. Ho trovato ho letto alcuni racconti, alcuni libri che trattavano l'argomento dei desappareidos in Argentina e mi hanno molto incuriosito perché di fatto la storia non è così tanto nota, non è così tanto conosciuta. Nei libri di storia, scuola non è che se ne parli poi più di tanto. Mi ha molto affascinato la storia delle nonne di Plaza De Maio, perché sono storie reali ancora prese. dopo tanti anni nei quali queste donne, queste nonne sono alla ricerca dei nipoti spariti. I nipoti spariti durante il periodo dei desapparesitos, questi bambini che venivano rapiti. Lo fa un po' è un po' uno sfondo questo perché poi la storia è puramente di fantasia, ma una fantasia che potrebbe essere reale, ma proprio per cercare di non dimenticare comunque anche alcuni, soprattutto in un periodo storico come quello di adesso, il quale la televisione ci bombarda di notizie che vengono da qualsiasi parte del mondo. Negli anni 70-80 non c'era questa, diciamo, questa conoscenza di quello che succedeva, ma di fatto sono spariti, sono sparite 30.000 persone, rapiti un migliaio di bambini, di cui non se n'è più saputo nulla. Per cui la parte dell'Argentina mi ci sono, io non sono mai stata in Argentina, però ho cercato di dare la possibilità, cercando di studiare, di informarmi, di dare un paesaggio dell'Argentina, di com'è l'Argentina con tutte le sue sfumature Comunque ritengo che fondamentalmente è un è un romanzo che va a a consolidare un attimino quelli che sono i legami familiari perché sono quelli più forti. Tant'è che io questo libro l'ho dedicato a mio fratello che oggi non c'è vivo, fa il vigile del fuoco, per cui era impegnato oggi, non poteva venire, ma proprio per dare per enfatizzare che i legami familiari sono quelli più forti. Le legami isotopici, gli isotopi sono delle varianti in maniera molto semplicistica, sono delle una variante degli atomi nei quali ci sono più neutroni, vuol dire che l'atomo è più pesante, nel momento in cui si lega con altri atomi è molto più stabile, per cui proprio questa stabilità familiare che è un qualcosa di più rispetto a quello che possono essere i legami con gli amici, con i compagni, sono legami di sangue che restano. Volevo concludere semplicemente dicendo che mi ha appassionato tantissimo scriverlo. Mentre lo scrivevo anch'io stessa. Ero curiosa di vedere come andava a finire perché man mano studiavo, mi informavo, cercavo di dare una continuità, per cui è stato un comunque un romanzo in evoluzione. Questo si è scritto da solo quasi, cioè man mano che cercavo di portarlo avanti io stessa dicevo "Ok, andiamo a vedere un attimino". Per cui è una cosa che mi ha appassionato tantissimo, molto di più che non gli altri due che ho scritto, pur avendo la medesima protagonista, ho voluto dare una sorta di chiusura al personaggio, di darle una tranquillità e un equilibrio che fino a questo momento, fino ad allora non era ancora così evidente. Non vi voglio dire nulla di più di quello che è il racconto perché altrimenti ve lo spoilerei.
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Daria Sofientini
La costellazione primaria,
Il frammento presenta Daria Sofientini, visibilmente emozionata, che introduce il suo primo romanzo, "La costellazione primaria," descrivendolo come un'opera con forti spunti autobiografici. La trama ruota attorno a Maria, una giovane donna che, dopo la morte della nonna materna Benedetta, scopre un diario segreto nella soffitta che la colpisce profondamente, permettendole di rivivere la vita della nonna e della madre. Il racconto attraversa diverse epoche, partendo dai primi anni del '900 con la dura vita contadina di Benedetta e i suoi forti valori, fino agli anni '70, quando la madre di Maria divenne ragazza madre in un contesto sociale stigmatizzante. Attraverso il diario, Maria ricostruisce il passato e riceve doni spirituali dalla nonna; il romanzo si conclude con un salto nel futuro, con una lunga lettera che Maria scrive alla figlia nel 2039, collegando così le esperienze di diverse generazioni femminili.
Grazie Simona con legami isotopici. Eh sì, come dicevi prima, effettivamente è un po' così, no? È un po' la sindrome dello scrittore che non che non sai come va a finire, anche se sei tu a scriverlo, come diceva Isabella all Lend, è un po' un viaggio dal cuore alla mente, arriva dopo un viaggio, però ok, allora continuiamo appunto questo viaggio tra passato, presente e futuro con il romanzo di Daria Sofientini, La costellazione primaria. Grazie mille, buongiorno a tutti. Eh, questo è il mio primo romanzo ed è anche la mia prima presentazione in pubblico, quindi scusate se sono anche molto emozionata e vorrei raccontarvelo un pochettino. Ha degli spunti autobiografici, quindi anche qui l'emozione si fa tanta. Eh, la protagonista è Maria, una giovane donna che alla morte della nonna materna ritrova nella soffitta dei nonni dentro un baule diversi oggetti e uno in par particolare la colpisce, un diario, un diario segreto. Inizia a leggerlo e già soltanto tenendolo tra le mani sente una grande energia, una una grande emozione e la nonna è mancata da poco, ma le sembra di averla ancora lì accanto. La nonna l'ha cresciuta, è stata per lei una mamma e quindi eh leggere quello che ha scritto la nonna fin dalla sua fanciullezza, da quando era bambina sino a pochi anni prima di morire, insomma la colpisce profondamente. E questa storia quindi le fa ripercorrere con gli occhi della nonna la sua vita, la vita di sua mamma Giulia, della nonna stessa Benedetta e anche dei nonni, dei bisnonni materni. E si va si parte quindi nel diario Benedetta Racconta dai primi anni del 9, appunto la nonna era dei 22 e quindi è nata tra le due guerre, prima di sei figli nella campagna parmense e una vita già dura, difficile quella della nonna, ma dettata sempre da una grande forza d'animo, una grande fede e un grande amore verso la famiglia, ma verso il prossimo in generale. Tutti questi elementi, questi valori la nonna li aveva già trasmessi a Maria in vita, ma attraverso le pagine del diario diventano ancora più forti e permettono a Maria di ricostruire veramente alcuni passaggi che le erano sconosciuti. La sua vita appunto, non era stata facile. La mamma di Maria era una ragazza madre di anni 70, inizio anni 70 e in una cittadina come Parma, più o meno come Legnano, un pochettino più grossa, ma la mentalità era quella, insomma, e adesso magari ci sono di più queste situazioni, ma ai tempi una ragazzina di 17 anni che rimane incinta di non si sa chi, ecco, era visto come un un peccato, come qualcosa di disonorevole, qualcosa che eh eh i genitori stessi non avevano accolto inizialmente molto bene. Eh successivamente però la nascita di questa bambina di Maria porterà gioia e porterà eventi anche positivi. Eh attraverso il diario, appunto, si ripercorre tutto il periodo che va, appunto, dagli anni 70, poi arriva il presente e ehm Maria riceverà quindi dalla nonna non solamente degli insegnamenti, ma proprio capirà anche alcuni doni. non materiali, ma doni spirituali che la nonna gli ha lasciato. Il libro, infatti si conclude poi con dopo diverse vicende, dopo che Maria deve attraversare di nuovo momenti difficili nella vita, una malattia, però di nuovo delle gioie perché ne nasce una figlia anche in età avanzata. Si conclude appunto con un salto nel futuro. L'ultimo capitolo è tutta una lunghissima lettera che Maria lascia alla figlia nel 2039. La figlia di sta laureando alla Sorbona di Parigi e eh Mariele eh racconta in questa lettera di nuovo tutte le esperienze fatte e rivissute attraverso il diario della nonna e in più le racconta anche di altre due lettere misteriose che ha trovato all'interno del Pauletto, ma qua non entro nel dettaglio perché così vi lascio la curiosità di capire che cosa ultimissimo della copertina e una foto reale della insomma della mia famiglia c'è la nonna la mia nonna e i miei bisnonni i primi altri due figli, eh, quindi i fratelli di mia nonna. E niente, grazie. Brava. Grazie, Daria. Hai fatto bene a non spoilerare tutto, altrimenti e
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Vicky Gulli
Torniamo a casa
Questo estratto presenta l'autrice, Vicky Gulli, e il suo terzo libro intitolato "Torniamo a casa," una storia di famiglia ambientata in Calabria che esplora temi di abuso, destino e coraggio femminile. La narrazione prende il via in un borgo calabrese dove, a causa dell'abuso del signorotto locale su una contadina di nome Marta, nascono due gemelle che vengono subito separate da un prete. Questo bivio iniziale crea due percorsi di vita distinti per le bambine, una che cresce a Catanzaro, Fortuna, e l'altra a New York, Rosa, le quali condividono una voglia a forma di rosa sul braccio come segno comune. La storia si evolve attraverso le generazioni, toccando il periodo della Seconda Guerra Mondiale e l'eredità di questo segno su Maria, la figlia di Fortuna, ponendo l'interrogativo sul loro possibile ritorno a casa e sulla possibilità di riconciliarsi con la vita e le seconde opportunità. L'autrice sottolinea come il libro, acclamato per la sua scrittura semplice e coinvolgente, miri ad accompagnare i lettori in questi luoghi e a farli riflettere sulla forza interiore anche di fronte al dolore.
un po' di Allora, continuiamo ecco con un'altra storia di famiglia. Prodiamo però in Calabria con Vicky Gulli. Torniamo a casa.
Buongiorno. Non è la mia presentazione, ma sono emozionatissima lo stesso. Mi chiamo Picky Gulli, sono di Legnano, ho la sclerosi multipla. Perché dico questo? Perché questa
perché questa antipaticissima ospite mi ha spiccata aspetti ora. Io lavoro presso la Croce Rossa da remoto, però scrivo e pubblico per la caravella, questo è il mio terzo libro. Sono felice di essere qui e presentarvi la mia ultima opera. Torniamo a casa e una storia che inizia appunto in un borgo calabrese ai primi del dove vige la legge della prima notte si usava così. Il signor Otto del Luogo, proprietario quindi dei terreni e dei boschi, possiede dei contadini a suo piacere. Abusa anche di Marta. Da questo abuso nascono due gemelle, due bimbe. Al parto assiste un prete che le porta via, porta via queste creature e decide dei sorti delle bambine. Da questo bivio si sviluppano due percorsi completamente diversi. Una rimane a Catanzaro, cresce in una famiglia semplice, ma ricca d'amore e un'altra rimane a New York. Lì rimane anche il prete per sempre. La mamma adottiva americana guarda il braccino della piccolina, nota una voglia, c'è una macchia simile a una rosa e decide di chiamare la piccola rosa. Sono due mondi completamente diversi, quella di Fortuna, così si chiama la Catanzaro e di Rosa. Fortuna cresce durante la seconda guerra mondiale e rimane incinta del suo uomo che non va al fronte, si nasconde i suoi monti e e la mamma di fortuna, purtroppo, perde anche il marito durante la guerra. Fortuna non supera il parto, non ce la fa. Dalla luce Maria, una piccolina attenzione Maria sul braccio, anche la macchia simile. uguale, anzi uguale a quella di Rosa in America. E che succede? Non si sa, non spoilero nulla. Possono tornare a casa, non c'è il punto interrogativo nel titolo, non si sa. È una storia intensa, dalla scrittura semplice. È una storia di coraggio al femminile di queste donne, mamme, nonne. E è una storia coinvolgente, appassionata. Sono quarta nella classifica della caravella come vendita. Ho avuto un buon riscontro. E dai messaggi ricevuti dai lettori ho centrato l'obiettivo sia quello di prendere per mano il lettore, la lettrice e accompagnarle pagine dopo pagine in quei luoghi dove c'è il castello, dove c'è Marca la contadina oppure trovarci a Manata da New York. Ci insegna che ci possiamo guardare dentro al dolore, che c'è sempre una casa che ci aspetta e una casa che ci aspetta quindi riconciliarsi con la vita, tirare un punto, una linea e ripartire perché le seconde possibilità non sono negate a nessuno, basta saperle riconoscere. Io ve lo consiglio perché è un libro commovente dall'epilogo commovente molto coinvolgente e lo potete trovare nei siti della Caravella, appunto, fra i vari distributori, ma anche richiederlo presso le nostre le nostre librerie qui a Legnano. Spero di non avere rubato tanto tempo a tutti e vi
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Cristina Cozzi
Cristina Cozzi presenta la sua esperienza di superamento del dolore in seguito alla perdita del figlio attraverso i suoi scritti, in particolare il libro intitolato Metamorfosi del dolore, che serve da strumento pratico per tornare a vivere. L'autrice, formatasi come educatrice, condivide le strategie adottate e la sua capacità introspettiva per affrontare il lutto, trasformando un momento di sopravvivenza in un nuovo punto di partenza. Cozzi sottolinea l'importanza dei gruppi di auto mutuo aiuto, che ha fondato, per assistere gli altri nel trovare il loro personale modo di reagire, evidenziando che nessuno è solo in questo percorso e che il messaggio vitale delle sue opere è una potente spinta verso la vita stessa. Conclude leggendo una poesia dedicata al figlio, che continua ad essere fonte di ispirazione e guida.
Iniziamo con Cristina Cozzi. Ripeto, una storia di grande forza e resistenza a te, Cristina. Grazie. Vuoi ti faccio le foto
assistenza tecnica? Faccio anche una cosa. Mettiti lì con con il libro. Grazie. Ci si aiutare di noi.
Buongiorno a tutti. Non voglio rubare tempo. Allora, sono Cristina Cozzi. Io oggi porto un racconto di un personale e che parte con un evento molto triste che è la perdita di una persona cara e il che sarebbe appunto mio figlio. E però che cosa porto? Porto la mia esperienza, porto tutto il percorso che ho fatto e in un paio di libri ho ehm descritto parte di questa esperienza. Sarebbe necessario un terzo libro o comunque un'integrazione eh per appunto andare a completare la descrizione della di tut tut quello che ho vissuto. Ehm, quindi parto da un evento, diciamo, molto difficile. Ognuno di noi può incontrare dei momenti particolari nella vita, no? Nella vita in cui la vita è capace di metterci alla prova. E io nel libro che volevo presentare oggi, in particolare che ho intitolato appunto Metamorfosi del dolore, ho messo in evidenza quali sono stati gli elementi che ho affrontato per tornare a vivere. E quindi è un libro che spinge molto verso la vita. Certo. primo capitolo è per chi ha vissuto l'esperienza, è stato dedicato a questo per far capire alle persone che effettivamente si possono riconoscere, no, che c'è qualcuno che ha provato lo stesso dolore. Dal secondo capitolo in poi metto eh metto a nudo tutte le strategie che io ho adottato. Io sono un'educatrice di formazione e probabilmente caratterialmente sono dotata di una eh particolare capacità introspettiva e questa cosa mi è servita molto in questo in questo diciamo eh grande grande dolore nella mia vita. Eh che e che cosa è stato importante? È stato importante a un certo punto eh arrivare al momento in cui si dice eh ok io devo reagire e anche questo non è una cosa scontata. E che cosa che cosa mi ha aiutato? Mi hanno aiutato diversi diversi aspetti dai pensieri lucidi che avevo rispetto al fatto che non dovesse essere aggiunto dolore al dolore che sarebbe stato tutto vano. eh una una grande ispirazione inizialmente religiosa e poi negli anni si è trasformata in spirituale, cioè ho conquistato ho guadagnato una consapevolezza spirituale e appunto questa parte forse è meglio descritta in quest'altro libro. Ehm e poi eh una serie di per esempio delle esperienze uniriche notturne molto particolari che non ho descritto in questo libro. In questo libro mi sono proprio tenuta ad un eh descrizione, diciamo, un pochino più tecnica eh eh che potesse essere veramente di strumento a chiunque perché perché poi nel tempo io appunto ho creato dei gruppi di automuto aiuto che sono tra l'altro qui presso lo spazio incontro Canazza che si trova qua vicino per chi non lo conoscesse e eh che cosa cerco di fare? Di aiutare le persone ad ad affrontare questa loro tematica importante. Vabbè, noi nel caso chiaramente ci occupiamo del lutto perché nel gruppo elevato aiuto ti occupi del il tema che comunque è importante per te, però poi ci sono anche gruppi di che riguardano altre tematiche e la cosa importante è aiutare le persone a trovare il proprio modo personale di reagire, cioè non c'è una ricetta necessariamente, certo, ci sono degli elementi che sono in comune, ma la cosa importante è aiutare la persona con il proprio bagaglio personale. Io dico, partiamo tutti con uno zaino e nello zaino abbiamo le nostre convinzioni, appunto, le nostre credenze, i nostri punti saldi che ci siamo fatti da una vita. insomma, nel corso della vita e tutto questo diventa non il nostro punto finale, perché noi noi diciamo quando ci capitano queste cose è la fine, in realtà è un nuovo punto di partenza. Piano piano si può prendere la consapevolezza che può iniziare una nuova vita e con il nostro bagaglio personale, quindi il nostro zaino, noi incominciamo a questo percorso di trasformazione e questo percorso di trasformazione ci porta ci porta verso verso la vita. Prima è una sopravvivenza, ma poi piano piano eh appunto si torna a vivere e eh con i gruppi di automuto aiuto eh facciamo questo, eh ci aiutiamo a vicenda e eh riusciamo a tornare a vivere. Questo è il messaggio importante, vitale, che eh emerge da dalle mie pubblicazioni. È una spinta importante verso la vita e soprattutto è un come arrivare ed è anche un accompagnamento perché non si è soli in questo percorso e questo è importante saperlo perché una delle cose che succede all'inizio è sentirsi soli nella propria condizione, invece in realtà non è assolutamente così. Allora, sì, non voglio rubare tanto tempo, vorrei però chiaramente prendere una piccola poesia. Ecco, invece questo che raccoglie invece delle poesie è una poesia a mio figlio perché giustamente è lui che mi ispira, è lui che mi che mi aiuta ancora di più di quanto non avesse fatto prima. Ehm, Federico, mio grande amore, maestro e figlio, hai racchiuso il mondo in un abbraccio. per lasciarmelo in eredità. Sei caduto dal cielo come una meteora, portando con te s di pura luce. Sei rimasto giusto il tempo per insegnarmi ad amare e suggellare un patto per l'eternità. Sei tornato in cielo in un lampo, lasciando dietro di te polvere di stelle ad indicarmi la via verso la vita. Grazie a tutti.
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Francesco Lista
Caramelle a colazione
Il brano presenta l'autobiografia "Caramelle a colazione: il mio sorriso e la mia cura" di Francesco Lista, che narra il suo percorso dalla diagnosi di una grave malattia fino alla guarigione. L'opera è un racconto profondamente umano che documenta l'anno di degenza in ospedale, esplorando l'ampio spettro di emozioni, paure e speranze vissute dal protagonista. Un tema centrale è il ruolo delle persone—medici, infermieri, specialisti e altri pazienti—che hanno assistito Francesco, tanto che una parte dei proventi del libro è devoluta al reparto di Ematologia dell'Ospedale San Gerardo di Monza. Francesco ha affrontato la malattia rovesciando la domanda "perché a me?" in "perché non a me?" e sottolinea che il suo sorriso costante è stato il vero catalizzatore della sua guarigione.
Quindi rimaniamo sull'autobiografia e con il libro Caramelle a colazione di Francesco Lista.
Eccoci Francesco. E ci siamo. È la prima presentazione per Francesco del suo libro. Allora, Caramelle a colazione, il mio sorriso e la mia cura, parte dalla diagnosi di una brutta malattia e arriva alla guarigione. Quello che ci sta in mezzo sono tante cose. La storia di Lista che lui mi ha raccontato e che io ho avuto proprio l'onore di scrivere. C'è dentro tanto in questi due estremi, ci sono delle situazioni, dei momenti, delle emozioni, ci sono delle impressioni, suggestioni, i dolori, le paure, le ansie, le attese. C'è tutto in un anno di ricovero in ospedale. È una storia fatta di persone, soprattutto. Quindi, oltre alle emozioni, parliamo anche di persone, ce ne sono tante. Chi ha già letto il libro mi ha detto: "È un libro pieno di umanità, perché in realtà abbiamo cercato di raccontare molto anche le persone che Francesco ha incontrato in questo percorso, persone che c'erano, che non ci sono più, persone che ci sono ancora. Abbiamo il piacere di avere anche qualcuno qui oggi con noi e soprattutto direi i i prof. professori, medici, gli infermieri, gli specialisti che hanno curato, assistito Francesco e queste altre persone durante la la deigenza. Piccola parentesi, parte del ricavato dalla vendita di questo libro andrà proprio al reparto di ematologia dell'ospedale San Gerardo di Monza, dove Francesco è stato curato. Quindi persone m tante, anche incontri insoliti e gente che tu non conoscevi. Ovv prima che accadesse tutto e ne rimane traccia in questo in questo libro. Abbiamo voluto fare memoria proprio anche di queste storie. Siamo partiti in realtà da una domanda, una domanda che probabilmente si fanno le persone quando sanno di avere una malattia devono affrontarla. M perché a me? Perché proprio a me? Per Francesco questa domanda è durata pochissimo, nel senso che lui l'ha ribaltata e l'ha domanda è diventata perché non a me dopotutto io sono un uomo come tutti gli altri e questa volta è toccato a me? Allora, ve ne leggo soltanto qualche riga. Le malattie sono fatte così e non guardano in faccia nessuno. Ragionavo sulla mia forza, sull'essere sempre stato bene, ma questa volta era diverso. Non sei invincibile, Francesco. Ragionavo e ragionavo nelle ore che attendevo. la visita di qualcuno dei miei e il risultato dei miei calcoli mentali era sempre lo stesso, farcela. La somma delle cure della mia resistenza, anche psicologica, era come un calcolo matematico e dava sempre lo stesso risultato. Farcela uscire meglio di prima, tornare alla vita. Perché non a me? Sì, stavolta a me e ridevo da solo. Allora, Francesco Avevi pensato di arrivare a raccontare tutto questo in un libro? Buongiorno a tutti. Assolutamente no. Non avrei mai immaginato neanche di poter scrivere un libro o raccontarlo comunque con te, perché eh raccontare poi comunque è stata difficile perché noi siamo in opera da fine gennaio ed è stata davvero dura raccontare tutte le emozioni, tutte le tutto quello che è successo in questi 8 mesi e mezzo, perché 8 mesi e mezzo sono tanti, ti diagnosticano il tumore, linfoma, non cammini più, eh, e dici cosa faccio? Si ferma tutto. Guardi dal telefonino. L'unica cosa che potevo fare era il cellulare, guardare telecamere, i miei pianti, i miei fiori e tutte queste cose qua e cambiamenti di stanze, compagni che per fortuna qualcuno è è venuto da lontano per venire la presentazione e e comunque rimane sempre quello che dico io. Ehm, la mia cura è stato il mio sorriso perché io sorridevo sempre, arrivavano con questi farmaci, pillole, eh di tutto e di più, insomma, arrivavano con questi carrelli e non sapevi mai e io sorridevo sempre perché comunque anche se ti iniettavano chemioterapie 8 tutar pianto. Io ero sempre col sorriso. Difatti i medici dicevano sempre "Ma tu sorridi sempre e cosa devo fare? Non è che ho troppa scelta, devo sorridere perché devo andare avanti, devo pensare a comunque uscire e vincitore." Questa è quella. Però m il mio il mio messaggio è sorridere sempre, sorridere sempre perché la malattia si affronta con il sorriso sempre, sempre. E quindi mi sorriso la mia cura, nella mia Pure stata il mio sorriso.
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Luisa Battilana,
Con il cuore a scuola
Il brano presenta una riflessione profonda sul romanzo di Luisa Battilana, "Con il cuore a scuola," che affronta il tema delicato dell'adolescenza e delle sue turbolenze emotive. L'autrice, che è anche un'insegnante con 35 anni di esperienza, spiega che il libro nasce dalle riflessioni sincere e disarmanti dei suoi studenti, toccando argomenti come le crisi giovanili, l'uso di droghe e la difficoltà di comunicazione tra giovani e adulti. La narrazione si concentra sul rapporto tra l'alunna Giulia, in profonda crisi, e l'insegnante Rita (con elementi autobiografici), sottolineando che l'efficacia dell'insegnamento moderno dipende dall'empatia e dalla sensibilità, specialmente di fronte al peso emotivo causato dagli "adulti irrisolti," ovvero genitori e tutori che emotivamente si appoggiano ai figli, invertendo i ruoli. Il messaggio cruciale è che i ragazzi di oggi sono emotivamente fragili e che la scuola, per non perderli, deve andare oltre la mera valutazione, diventando un luogo di accoglienza e comprensione.
Peròamo in un altro momento delicato un po' della vita, l'adolescenza, con un libro di Luisa Battilana, quindi proprio una storia anche questa abbastanza intima di legami, di rapporti, di tensioni, di a volte anche di turbolenze emotive, no, che si hanno un po' in quel momento con il cuore a scuola.
Eh, buongiorno. Eh, mi sentite? Sì, perché Dunque parto dalla copertina, la vedete? Sì.
Allora, è una una ragazza pensierosa, non so cosa che emozioni vi suscita, però è tra il mesto, il triste, il riflessivo. E gli adolescenti oggi, dunque è un romanzo, però ha una declinazione anche al saggio a volte perché eh premetto sono un insegnante da 35 anni in un liceo, quindi ho a che fare molto spesso con gli adolescenti e iniziato proprio tutto così. Eh raccog i ragazzi mi riportavano delle riflessioni, gli doi temi a volte di introspezione, li mettevo da parte quelli più chi insegnante lo sa, magari fa una fotocopia, mette da una parte ed era venuto un malloppo, 35 anni di insegnamento e ho detto "Ma perché non fanno una storia?" E le riflessioni dei ragazzi adolescenti ci insegnano molto anche noi in questo romanzo, vado un po' a brainstorming, sono dei cazzotti nello stomaco per genitori, adulti, educatori, perché pensiamo di conoscere tutto in realtà i ragazzi ci riportano con una schiettezza disarmante le loro emozioni. Eh, il romanzo si svolge in questo modo. C'è una protagonista, questa Giulia e l'insegnante Rita. In questa Rita un pochino di autobiografia c'è per forza. Da questo legambio particolare, dunque la ragazza è, diciamo, in un momento di crisi profonda e purtroppo sempre più spesso i ragazzi usano droghe per potere in qualche modo evadere dalla realtà. È una storia vera ispirata da una mia luna che ho seguito particolarmente che a un momento di travaglio Rita l'insegnante, sono io che l'avevo un po' agganciata e se non hai il cuore a scuola non si i ragazzi non li perdi perché non è come i nostri tempi in cui si sedeva sui banchi, io ho fatto qui il liceo a Legnano e qualunque fosse l'insegnante tu dovevi comunque dare i voti. Oggi no, se non c'è sensibilità, empatia coi ragazzi è difficilissimo. Oppure sì, si può fare qualcosa quando il ragazzo ha un background familiare culturale positivo, una famiglia sana. Famiglia non intendo due coppie, cioè marito e mogli che si mogliono bene, eh, basta un adulto perché oggi è varie ragazzi. Spesso i ragazzi sono in balia di loro stessi e le perché ci sono, io li chiamo nel libro, gli adulti irrisolti. Gli adulti irrisolti sono quelle persone che chiaramente m hanno a che non hanno lavorato su se stessi abbastanza a livello emotivo e relazionale, quindi A volte io mi trovo con degli adolescenti che provvedono loro genitori e i ruoli si scambiano. Cerco di essere diretta. Devo star dietro a mia mamma perché il nuovo fidanzato la fa ingelosire e mi ha chiesto di fare da mediazione. Io svengo perché dico "Ma tu hai 16 anni? A me è successo frequentemente no devo rispondere al cerebrale perché mia mamma in ansia. Ho detto ma tu non sei l'amica della eh tua mamma, è la mamma. Cioè io mi metto le mani nei capelli. L'amica la mamma, l'adulto deve avere dei pari con cui sfogarsi. Invece ora no, sono questi adolescenti, spesso, non sto parlando della maggioranza, io un dialogo molto profondo, ecco, ragazzi, e quindi quello che vi dico è la realtà. Ehm, hanno dei pesi addosso sulle spalle inimmaginabili nel passato, emotivi di di genitori che s'appoggiano. Quindi è chiaro che un ragazzo che entra quella mattina a scuola ha un carico emotivo, non ne può fregar di meno del teorema di Euclideo, cosa ha fatto Giulio Cesare? Perché è distratto qui. ha un discorso di eh che non riesce a essere coinvolto. Quindi questa eh carico ho voluto metterlo in un romanzo, questa storia che si evolve dopo questo rapporto particolare e dell'epilogo è è quello che è successo proprio a me, ecco, e la parte centrale del libro, quella un pochino più Ho qualche minuto, sto un minuto solo, finisco. Volevo dire molte più cose, però forse avete capito. Senza un appro I ragazzi oggi sono fragilissimi. emotivamente fragili. In diciottenni, ora potevano essere i quindicenni dei nostri tempi o meno e non sono grandi per niente, quindi non vuol dire coccolarli, eh, bisogna essere anche duri, bastone e carota, ma nella misura in cui non si sentono accolti, compresi è un caos. Eh, concludo leggendo, forse che è più eloquento un piccolissimo brano di come si sentono. La parte centrale del libro è la raccolta di tutti questi che vi ho detto di racconti, cioè racconti queste loro, diciamo, internazioni che non li ho inventati io, ma Sono pari pari quello che si emozion, cioè quello che sentono loro. Velocissimo. Dunque, ma avverto di essere sola e non compresa dalla mia famiglia e dai miei amici. Non che abbia un bruttissimo rapporto con i miei genitori, ma neppure tanto bello. Parlo di loro con tutto, ma non parlo mai di come mi sento veramente. Il problema grosso è che non parlano, sono chiusi ricci. Quindi l'insegnante deve tutti coloro insomma non insegno niente a nessuno, no? Però l'insegnante è un rapporto non effettivamente coinvolto, quindi magari ha un peso diverso per tirarle fuori sto perché non passano chiuse, hanno tante cose, tanti oggetti, ma non parlano. Fortunatamente col decreto nuovo ora i ragazzi non hanno il cellulare in classe, quindi hanno riscoperto forse un pochino più di relazione, ma l'adulto ha il dovere assolutamente, almeno a me non riesce di essere indifferente, non è un votificio la scuola e in questo modo è è la il futuro, insomma. Quindi si parla di scuola, di adolescenza e una storia là che non vi dico come si evolve, come va, però c'è di mezzo tanto di confusione e non è la colpa dei ragazzi.
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Cristiana La Caprio
Come un pulcino"
Questo estratto presenta una discussione sul romanzo "Come un pulcino" di Cristiana La Caprio, descritto come una storia intima di formazione incentrata su crescita, relazioni e riconciliazione. La trama segue la protagonista, Helen, che a vent'anni lascia la sua città natale dopo una serie di fallimenti, tra cui non aver potuto studiare matematica come desiderato dal padre e aver subito un aborto spontaneo. Trasferitasi in Inghilterra, Helen intraprende un nuovo percorso di vita e sperimenta nuove relazioni, ma il tema centrale della sua fragilità e del suo desiderio inespresso di maternità la porta a deviazioni inaspettate. Il simbolo del pulcino rappresenta la parte vulnerabile ma resiliente di Helen e i suoi sogni nascosti, suggerendo che il suo cammino finale sarà molto diverso da quello che aveva inizialmente immaginato.
Allora, ora approdiamo in un'altra storia, una storia intima, una storia di formazione, una storia fatta di crescita, di relazioni, di riconciliazione. Parliamo del romanzo Come un pulcino di Cristiana La Caprio. Allora, grazie per avermi qua con voi. Io non sono di Legnano, ma mi sono innamorata di Legnano e lavoro a Legnano. Allora, questo non è come un pulcino. Questo è un pulcino e adesso vi spiego perché. Intanto conosciamo nelle prime pagine della storia Helen che a 20 anni lascia la città che ama e dove è nata dopo una serie di sbagli. Il primo fondamentale non essere riuscita a frequentare matematica all'università come avrebbe voluto il papà. Il secondo, una interruzione di un rapporto un aborto spontaneo, insomma, gli ostacoli sono tanti, cambia strada, va in Inghilterra qui un'amica carissima la accoglie e con lei inizia una nuova vita. Si sperimenta come babysitter, si innamora profondamente di un altro uomo. E da qua partono una serie di strade nuove, tutte in salita. Di queste strade il tema fondamentale è collegato proprio al desiderio, un desiderio che non viene accolto. Quale? Quello di avere un bambino. E di conseguenza i tentativi sono quelli di entrare in rapporto con i figli degli altri. Eppure i figli degli altri, tra cui quelli dell'uomo di cui è innamorata, non riescono ad accogliere il suo amore. Quindi cambia strada. E quindi perché questo pulcino? Beh, il pulcino è un animale che è fragile. e non lo nasconde. Il pulcino è un animale piccolo, ma non per sempre. Il pulcino quindi chi è? Beh, intanto è Helen un po' il personaggio principale, cioè i suoi desideri inespressi, i suoi sogni tenuti nascosti, cioè la parte fragile che però rimane in luce. Io vi dico che la storia vi porta ci porta sicuramente a inseguire Helen verso una meta che a un certo punto però non vedremo più perché la strada si interrompe, ci saranno quindi tante deviazioni che noi faremo insieme a lei e alla fine lei troverà una strada molto lontana da quello che avrebbe immaginato, molto lontana da quello che avrebbe desiderato. Eppure la sua strada sicuramente e secondo me anche un po' la strada nostra.
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Marco Contraffatto
Fuligine e Fior di farina,
Questo estratto introduce la favola "Fuligine e Fior di farina," che narra la storia di un gattino nero nato in una famiglia di gatti bianchi che, accusato ingiustamente di portare sfortuna, scappa di casa per intraprendere un viaggio di scoperta. Il racconto esplora il tema della ricerca del proprio posto nel mondo e dell'importanza di affrontare il giudizio delle persone, specialmente attraverso gli occhi del protagonista che incontra personaggi che nascondono le proprie diversità. Nonostante Fuligine raggiunga il successo come funambolo al circo, mascherando le proprie origini, scopre che la vera forza risiede nell'accettare chi siamo e da dove veniamo. L'autore sottolinea che la favola, citando Einstein e Rodari, è un mezzo semplice ma profondo per affrontare temi complessi, fungendo da giro tondo di generazioni che permette di comunicare e discutere argomenti importanti.
questo questo gruppetto, questo bel gruppetto con una favola, con una favola una favola proprio sulla forza di trovare un po' un posto nel mondo, vero Marco Contraffatto, Fuligine e Fior di farina.
Grazie. Allora, la dottoressa, appunto, ha detto che Fuligine e Fior di farina è una favola, una favola per tutte le età, perché per me le favole non hanno età, che ha come protagonista un gattino nero che vive nasce in una famiglia di gatti bianchi. e conduce un'infanzia spensierata, come tutti i cuccioli, bambini del mondo nella fattoria dei girasoli. L'infanzia prosegue così spensierata, finché un giorno per un fortuito incidente Fuligine viene accusato da un oca maligna di portare sfortuna. Porta sfortuna. Pensate che brutta parola, che peso che dà a questo a questo cucciolo che finisce per convincersene e quindi convincendosi di essere un pericolo per eh coloro cui vuole bene, scappa di casa e intraprende una serie di avventure, incontra tantissimi personaggi, per dirne una, una moffetta che si nasconde in un cespuglio perché si vergogna del proprio odore. Un lupo che viene accusato di essere una belva feroce, in realtà è vegetariano e molti altri personaggi che lo portano a raggiungere il circo dove più si è speciali e meglio è. E sotto la guida di un maestro invisibile di un misterioso maestro invisibile. Fuligine si trasforma in un funambolo, si maschera, cambia colore, nasconde le proprie radici e raggiunge il successo planetario, ma neanche il successo, neanche la fama riescono a spegnere il richiamo potente delle proprie radici. Tornato alla fattoria, convinto sotto la maschera di fior di farina di poter condurre una un'esistenza finalmente spensierata, sarà invece costretto da altre casualità con le spalle al muro ad affrontare il proprio passato e capendo che la vera forza sta nell'accettare chi siamo e da dove veniamo. Perché la favola? Io sono un appassionato di favole, scrivo da anni favole, filastrocche e per citare due colossi, diciamo, Einstein diceva: "Per avere bambini intelligenti bisogna raccontargli delle favole e se vogliamo bambini più intelligenti dobbiamo raccontargli ancora più fav Un altro maestro, forse il più importante italiano delle che è Gianni Rodari, diceva che la favola è il luogo di tutte le ipotesi e io penso appunto che la favola sia un modo delicato, semplice, dove spesso il semplice oggi è scambiato magari per banale, invece io lo trovo come un modo appunto semplice per affrontare qualsiasi tipo di discorso. Noi abbiamo visto qua delle storie completamente diverse Eh, però quello che vedo eh è che ognuna di queste storie ha la necessità di affrontare il bisogno di comunicare, di comunicare qualcosa, di metterci in contatto e di parlare, no? E io penso che la favola sia un giro tondo di generazioni che permette ai bambini, ai nonni, ai maestri, ai genitori di prendersi per mano e di affrontare i temi più importanti. In questo caso, nello specifico, voi pensate il giudizio delle persone, pensate a dei bambini, a Abbiamo visto, per esempio, adesso in questi giorni il caso di quel bambino di quel ragazzino di 14 anni che si è suicidato proprio per il giudizio delle persone. Ecco, questo penso che sia un modo un altro modo alternativo per permettere alle creature più importanti che abbiamo, che sono il nostro futuro, che sono i nostri bambini, insieme a noi, di affrontare dei dei discorsi, dei temi importanti, anche i più complicati che ci possono essere. Eh Chi siamo noi? Tutti possono pensare di sapere chi siamo, ma chi siamo lo sappiamo solo e soltanto noi.
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Giuliano Paolo Lovati
Storie per Bruno
L'autore presenta la sua opera, "Storie per Bruno", descrivendola non come un racconto unitario, ma come una raccolta di brevi narrazioni e poesie basate su fatti realmente accaduti e situazioni personali che lo hanno colpito emotivamente. L'ispirazione per queste "storie" nasce da episodi quotidiani, conversazioni significative o cose viste, inizialmente abbozzate come lunghi messaggi WhatsApp; ogni racconto funge da "filo che lega alle emozioni" provate in quel momento. Il fascicolo pubblicato, intitolato "10 storie con 10 disegni", è una selezione di dieci dei suoi numerosi brevi racconti, ognuno accompagnato da un'illustrazione creata dall'autore stesso. L'opera serve anche come mezzo per comunicare i suoi pensieri e le sue riflessioni più profonde alle persone coinvolte negli episodi narrati, come illustrato dagli esempi del ragazzo che chiede un numero di telefono per "dirti il buongiorno" o della bambina che vede "magia" in una macchina erogatrice.
Allora, Giuliano Paolo Lovati con Storie per Bruno. Storie brevi tra poesie e racconti di fatti realmente accaduti. Raccontaci un po'.
Grazie. Eh, allora m diciamo che questo libro, piccolo libro che ho provato a scrivere, in realtà prende non ha una storia, non ha un filone, non è non è strutturato, appunto, come una storia. In realtà sono delle, diciamo, situazioni, cose che mi sono successe che ho provato a mettere giù. a scrivere in piccoli racconti. È nato tutto da una volta che praticamente stavo volevo raccontare una cosa una mia amica che mi era successa il giorno prima e gli ho scritto un messaggio WhatsApp. Per essere un messaggio WhatsApp era abbastanza lungo e mi sono reso conto che alla fine poteva essere una storia e quindi da lì mi è venuta in mente, ho detto quella quel primo WhatsApp è stata la storia numero uno e poi tutte le volte che mi veniva in mente facevo storia numero due, numero tre, numero quattro. Adesso sono arrivato alla 60 e eh così quando mi capita e questo questo libro che si vede qua, libro fascicolo, praticamente ho provato, siccome mi piaceva l'idea di provare a farlo vedere eh anche altre persone, ho saputo magari persone che non conosco, perché poi comunque quelle che le conosco glielo spinisco, glielo mando e mi faccio raccontare come le sembra. E ho raccolto 10 storie di queste 60. Erano, siccome comunque alcune avevo già fatto il disegno, eh, ne ho raccolte 10 eh che avessero dei disegni, quelle che mancavano glielho fatto. E quindi è nato questo piccolo fascicolo che si chiama 10 storie con 10 disegni. Ogni storia ha un disegno, chiaramente collegato alla storia. Come dicevo, sono storie non hanno un collegamento tra di loro se non, voglio dire, la mia testa e la mia esperienza. Fondamentalmente nascono sempre da un da un qualcosa che mi è successo nella giornata, un discorso, qualcosa che ho visto, qualcosa che m'ha colpito, che mi rimane nella testa. e come dire cerco allora di mi viene da scriverci, da collegarlo e da dare fondamentalmente, cioè posso dire che queste storie, questi brevi racconti sono un filo che lega alle emozioni che ho provato magari in un momento una storia parlando con qualcuno. Ehm e poi soprattutto riguardano spesso delle altre persone, amici, conoscenti, così per cui è anche un modo per comunicare a loro quello che ho vissuto, nel senso magari ho passato una giornata, ho fatto un discorso, mi è rimasto C'è un discorso, ne abbiamo parlato assieme e mi sono rimaste impresse delle cose che mi frullano nella testa e dico "Aspetta, però perché mi sono rimasta impresse queste cose? Allora metto scrivo questa storia e gliela mando, così almeno sa cosa penso, cosa ho pensato di quello che ci siamo detti." Oppure delle cose che m così capitano facendo le cose normali. Poi faccio un esempio giusto per spiegare. Una volta mi era capitato, eravamo questo gruppetto di amici che stavamo andando in bici, eravamo fermi. in un posto c'era il nostro la nostra guida, stavamo fermi un attimo perché dovevamo boh, forse cambiarci così. È arrivato questo ragazzo dal nulla, è andato davanti alla guida, ma così e gli ho detto "Scusa, ma mi dai il tuo numero di telefono?" Gli ho detto "Cha". Così diretto e dici si vedeva che non si conoscevano bene, si erano visti e lui era un po' imbarazzato, no? E ho detto, cioè, però gli ha risposto sacco detto, "No, mi dispiace ma non do il numero di telefono". Così e lui gli ha detto gli av risposto in maniera proprio candidissima, gli ha risposto "Ma era solo per darti il buongiorno la sera e questa cosa mha cioè miè rimasta un po' impressa e da lì appunto c'ho c'ho l'ho pensata e l'ho scritta, quindi se volete sapere cosa c'ho pensato, cosa c'ho scritto dovete leggervi la storia. Per fare un altro esempio, giusto per far capire c'era io chiaramente disegno e disegno sono i miei, c'è una bimba che è qua in questo momento che io ogni tanto curo, insomma, ci passo tanto tempo e ehm e quello che mi aveva un po' colpito è che anche lei disegnava, tra l'altro molto bene e una volta ero con questa bimba al cinema con la mamma e lei e lei prendiamo la bottiglietta d'acqua, schiacci, metti dentro il gettone, schiacci, esce la bottiglietta e lei dice "È magia". No, ed è bellissimo perché cioè è vero, cioè io so come funziona, però effettivamente c'ha un po' della magia. E allora ho collegato questa storia col fatto che comunque eh cioè in qualcosa di me la mia passione per è passato a lei e ha pensato anche questa è magia e e da questa cosa, mettendo insieme queste due cose molto diverse, molto ho messo ho fatto questa breve storia. Fondamentalmente questo, cioè queste ve ne ho raccontate due perché appunto non c'è un filione, non c'è una storia, non c'è per farli capire da dove nascono, come vengono fuori, eh così
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Alga Simonette Simonetta
La sindrome del metallaro
L'autore introduce il suo libro, intitolato "La sindrome del metallaro," concepito come una "storia rock" per affrontare le "psicosi del mondo moderno" e che egli definisce la "malattia dell'umanità." Sebbene il titolo suggerisca un legame con la musica metal, l'autore chiarisce che la musica è solo un "pretesto per raccontare certi percorsi mentali" e che l'opera è essenzialmente un saggio di psicologia mascherato da semi-romanzo autobiografico. Il testo raccoglie storie vere, legate alla musica, che coprono la sua vita dall'infanzia fino ai vent'anni, presentandosi in una forma scorrevole simile a un diario o a un fumetto, con l'intento di "strappare molte risate e magari qualche pensiero" e contribuire a un mondo migliore. L'autore, un appassionato di musica che ha organizzato concerti ma che oggi insegna yoga, ha autopubblicato il libro su Amazon, utilizzando come copertina una pagina del suo diario del liceo.
Ora passiamo ad una storia rock, una storia per guarire dalle psicosi del mondo moderno. Alga Simonette Simonetta, la sindrome del metallaro.
Ciao io mi alzo così mi vedono tutti fino in fondo. Sembra essere una seduta degli alcolisti anonimi. Mi chiamo Alga, non bevo da 3 anni. Vabbè, però il tema del libero è quello. Allora, ehm niente, a me è sempre piaciuto scrivere a un certo Appunto, ho detto, "Vabbè, metto tutto insieme e faccio un libro". Ho scritto questo libro, La sindrome del metallaro. Cos'è la sindrome del metallaro? Eh, è la malattia dell'umanità. E io alcuni anni fa mi sono accorto che le cose non andavano troppo bene, oggi è sotto gli occhi di tutti, ma io me ne sono accorto molto prima. E ho inventato questa malattia, la sindrome del metallaro, in cui la musica è soltanto un pretesto per raccontare certi procedimenti o percorsi mentali. Il libro è un saggio di psicologia, ma nella forma di un semiromanzo autobiografico. Le storie sono tutte storie vere del mio percorso da quando da bambino sino a la metà dei 20 anni e tutte legate alla musica. Io sono appassionatissimo di musica, non sono musicista, non so suonare nessuno strumento, eh, quindi soffro questa dicotomia, per cui amo una cosa, ma che non so maneggiare, ma eh conosco, ascolto e ho sempre lavorato con la musica. Io ho gestito locale, ho organizzato concerti per tutta la vita fino a 10 anni fa, quando la musica è diventata talmente brutta che nemmeno un appassionato come me ha più potuto sopportarla e mi sono messo a insegnare yoga e faccio quello da 10 anni. Eh, quindi eh l'idea A un certo punto è stata, va bene, il mondo va rotoli, io come si può contribuire per renderlo migliore? E allora io ho scritto questo libro, se tutti leggessero il libro finirebbero le guerre, finirebbe la fame nel mondo, finirebbe l'odio e staremmo tutti bene. Quindi questo è l'approccio che io ho avuto a al racconto. Il racconto è molto scorrevole, scritto in forma di fumetto, perché io, insomma, la mia formazione passa da frigider, freezer, il male, tutto. quel mondo lì e e niente, l'idea era quella di strappare molte risate e magari qualche pensiero, però diciamo l'approccio psicologico è reale. Eh, il libro si forma si presenta sotto forma di diario, intanto perché è letteralmente un diario di quello che è stato le cose che ho fatto abbastanza singolari, diciamo, da giovane anche a oggi, ma da giovane erano ancora più singolari e ed è proprio in è la dimensione del mio diario del liceo e la copertina è una pagina del mio diario del liceo,
eh un po' in youror face con la mascot della nostra band del liceo che disegnavo io che fa il dito perché quella era l'attitudine che era anche sana in adolescenza ci vuole un po' di di quella cosa lì, oggi forse un po' manca. Ehm io ho ottenuto tutti i diari di di tutte le mie scuole, ho ottenuto tutto quello che ho mai disegnato, qualsiasi cosa e ce l'ho lì a imperitura a memoria. Allora sono andato a prendermi le cose, mi piaceva come copertina del libro e niente, l'ho usato, me lo sono autopubblicato su Amazon e se vi interessa lo trovate lì, sennò lì al banchetto. Grazie, ho finito.
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Andrea Negro
L'Isola Muta: viaggio nei silenzi della Sardegna,
Questo estratto presenta l'autore Andrea Negro che discute il suo libro di narrativa di viaggio, "L'Isola Muta: viaggio nei silenzi della Sardegna," spiegando le motivazioni dietro la sua opera.
Il libro è nato dal desiderio di liberazione e conoscenza dopo le restrizioni della pandemia del 2020-2021, con la Sardegna scelta come meta per sfuggire alla "gabbia" e alla "maschera" imposte da quel periodo. L'autore sottolinea che il suo non è un semplice resoconto sulla Sardegna, ma un "viaggio emozionale con la Sardegna" che gli ha permesso un'autoanalisi attraverso i suoi territori e le sue genti. Egli evidenzia la distinzione tra il "turista consumatore," ignorato dai Sardi, e il "turista esploratore," che cerca di carpire l'anima e la terra dell'isola, un'attenzione che merita solo chi è considerato "persona degna." Infine, l'autore condivide una riflessione finale da Seulo, il paese dei centenari, dove scopre che il vero segreto della longevità risiede in un "cuore sovradimensionato" che pulsa con generosità e accoglienza.
con una scoperta, con un libro di viaggio, con un libro di narrativa di viaggio di Andrea Negro, l'isola muta.
No, poi volevo volevo a parte questa battuta iniziale volevo ringraziare Selene e Guido perché tutto ciò è opera loro ed è una cosa bellissima. Siete qua in tanti ed è veramente una cosa bella. Volevo ringraziarla anche per avermi lasciato lo spazio finale di questa prima parte mattutina con il mio viaggio. Ti chiedo una cortesia. Quando mancano 2 minuti fai tutti gesti possibili, immaginabili, perché io vorrei leggere una cosa che dura 2 minuti, quindi non vorrei poi andare oltre, trascinare come ah me mio solito, siccome ho fatto diverse presentazioni con un po' di più di tempo a disposizione e sono una persona prolissa e quindi devo assolutamente scrivere una scaletta che è questa, senò non vi dico le cose che mi che mi preme dirvi. Allora, la prima cosa, il libro si chiama L'Isola Muta e parla della Sardegna. La prima domanda che viene è perché un lombardo che non ha mai vissuto in Sardegna non ha parenti sardi, non ha particolare frequentazione con l'isola, scrive della Sardegna perché e ne hanno scritto in tanti, eh, in realtà hanno scritto sia Sardi, è inutile che faccio tanti nomi, mi viene in mente subito Michela Murgia, ma anche non Sardi, Lawrence Vittorini, cioè gente decisamente più brava e più importante di me nella storia della letteratura. Io ho scritto da Sardegna perché è stato un viaggio di liberazione e di conoscenza. Liberazione perché il viaggio di cui ho scritto è avvenuto nel 2021. Adesso non bisogna andare troppo in con la memoria, me ci siamo passati tutti. 2020 Covid, 2021 ancora Covid. E io sentivo questa gabbia, come tutti noi, io in particolare penso di sentirle di più le gabbie e eh questa maschera che eravamo poco sti tutti a mettere sia letteralmente che metaforicamente sulla nostra faccia. E quindi io per liberarmi della gabbia e della maschera ho pensato a un posto tra quelli accessibili Parliamo del 2021, non si poteva andare da in tutto il mondo. La Sardegna mi è apparsa come una specie di stella cometa all'orizzonte. Vieni da me. Io l'avevo già conosciuta molto meno intensamente rispetto al viaggio che ho fatto nel 2021 da turista classico in Costa Smeralda e zone limitrofe. E il viaggio del 2021 è stata tutta un'altra cosa perché ehm ho voluto scriverne proprio perché mi ha consentito di conoscere me stesso attraverso la Sardegna, attraverso i territ e le persone della Sardegna. Quindi il libro è una sorta di restituzione di questo regalo che mi ha fatto la Sardegna di autoanalisi. Veramente come è stato scritto da una bellissima in una bellissima recensione su Vistanet, che è un sito molto letto in Sardegna, è un viaggio emozionale non sulla Sardegna, con la Sardegna e non avrei non sarei riuscito a definirlo meglio il mio il mio libro perché la Sardegna mi accompagna per 398 pagine e mi porta dentro di sé semplicemente essendoci e facendo in modo che io all'isola Muta, che è il titolo, c'è anche un sottotitolo importante, viaggio nei silenzi della Sardegna. L'isola Muta, viaggio nei silenzi della Sardegna. Io ho voluto dare, ma l'ho scoperto dopo, una voce a un'isola che mette fondamentalmente una barriera, un diaframma visivo tra chi la vede, tra chi ci va, perché è È talmente bella la Sardegna che tu non la vedi dentro, ti fermi istintivamente all'aspetto visivo e dici caspita. Io ho cercato, ma in realtà è stata la Sardegna a a portarmici in questo fenomeno di scoperta, esplorazione progressiva. Ho fatto un mese e mi è venuto naturale poi entrare in zone non così battute perché è lì che a dispetto di quello che pensano molti sardi di se stessi che Ogni singolo paese sardo rappresenta la vera Sardegna, ma ci sono delle zone che hanno un'autenticità diversa rispetto alla costa magari del nordest, che è quella più battuta in assoluto. Io sono andato lì e attraverso gli spazi infiniti che appena esci da Olbia, sbarcato dal traghetto ti invadono, ti aggrediscono e non puoi più farli a meno e a quel punto sei dentro un'altra Sardegna che è quella che ho cercato io di ritrarre. Una stradina è fatta di persone, di incontri e di sineri. Le persone sono state il light motif, gli incontri, le conoscenze, gli incroci. Io viaggio molto e inevitabilmente viaggio da solo e in scooter, se posso, perché mi danno questi due elementi, la possibilità di entrare a contatto con persone che se fossi in coppia, con amici, con famiglia, che non ho, quindi anche quello è una è un ostacolo in meno tra virgolette, avrei difficoltà. Hai eh allacciare perché avrei un circuito chiuso in quest'area, invece viaggiando da solo, pur vincendo momenti di solitudine, che non sono solitarietà, la solitarietà è bella, la solitudine meno, eh arrivo a potermi incrociare con le persone del posto in cui sono. In Sardegna c'è questa accoglienza naturale fatta però di diffidenza. Adesso se tu sempre 2 minuti, vi voglio leggere qualcosa, è perché come diceva qualcuno altro dei miei colleghi che hanno presentato. Leggere a volte è più utile che parlare parlarsi addosso del Siamo a Ursulei. Ursulei è un paesino della dell'Ogliastra interno un 40-50 km dalla costa. Ha preso i via. La prima persona che ho incontrato è una ragazza dai capelli carota. Stava caricando un bambino su una punto. Quando gli ho chiesto dove si trovasse casa Irina, mi ha sorriso, ho invitato a seguirla, mi ci portava lei. Ho tallonato la punta mentre tirava dritto, addomesticava una discesa, si intrufolava in un senso unico, imboccava un vicolo pavimentato a mattonelle e atterrava sicura su un breve rettilino di villetta schiera. È qui, nell'ultima casa sulla destra che sto trascorrendo i miei soggiorni a Urzulei. La ragazza coi capelli rossi che si è rivelata padrona del ristorante La Noce e madre del bambino, ha rappresentato subito e al meglio l'ospitalità dei residenti. Gli ursuleini sono orgogliosi del proprio borgo e si adoperano a che lo siano anche i visitatori. Via via. accompagnandoli dalla condizione di forestieri a quella di compaesani. Non lo fanno per vendere letti o pasti o calamite. Il fatturato da turismo qui è accessorio. Lo fanno perché sentono forti il legame della comunità e chiunque spende in paese più di due notti li diventa parte integrale. La verità è che gli abitanti d'orulei, ma allargherei il campo all'intera Sardegna, vogliono essere certi che chi calpesta la loro isola sia persona degna all'altezza del paradiso che li accoglie. Fatto più se l'invasore tradisce l'intenzione di catturarne molto di più di una tonnellata di panorami. Il turista consumatore, quello che mercanteggia col ristorante, col noleggio di gommoni, col negozio di ceramiche, indifferente alla persona, la storia nascosta dietro il servizio offerto, quel turista, il sardo, lo ignora. Aspetta che mangi, nuoti, compri e riprenda il traghetto per il continente. Il turista esploratore invece merita attenzione. E qui per scpargli un pezzetto d'anima e di terra e l'anima e la terra sono tutto ciò che ha.
No, no, era così una prima lezione. E la quarta parte del libro che ho strutturato in quattro sezioni, ognuna dedicata a una delle parti della Sardegna che ho visitato, in realtà l'ho aggiunta dopo e l'ho aggiunta Al libro già finito. Il libro aveva già più o meno un 220 230 pagine. Era finito nella mia testa, era finito nella testa dell'editore era finito. Io però 2 anni fa, no, l'anno scorso, 2024 sono tornato in Sardegna, perché ormai non posso più non tornarci, è il classico mal di Sardegna, lo conoscete tutti. E sono finiti in un paesino ancora più interno di Ursulet di cui vi ho parlato adesso che si chiama Seulo. La quarta parte si chiama Vento di Seulo, laddove le prime tre prendevano prestito un vento sardo, il vento di Pon. vento di vento di di Levante, il vento di Souù non esiste, però è un vento, è uno spirito vitale perché perché se uno ha ha caratterizzato e fondamentalmente ha rappresentato nel libro la sintesi e la sublimazione di tutte le parti precedenti, c'ho speso 9 giorni e la cosa che caratterizza se uno che è definito il paese dei centenari. Quando tu arrivi nel paese dei centenari Ri 54, come avevo l'anno scorso io. Ti dici "Ma cosa voglio fare? Voglio imparare a essere un centenario, voglio fermarmi qui? Voglio istruirmi?" E allora e qua ti chiedo gli ultimi 2 minuti, se è possibile, Selena, vi leggo come finisce il libro. Io lo posso spoilerare il libro perché non c'è una trama, è un viaggio, non c'è una trama e quindi lo spoilero leggendovi l'ultima pagina, meno dell'ultima pagina. Perché a Seulo ci vanno università del dell'America, degli Stati Uniti, studiosi, nutrizionisti, climatologi a studiare perché arrivano a 100'anni e ci arrivano bene a 100'anni, non è che ci arrivano così. Io ho capito forse
perché arrivano 100 anni. Aria, movimento, cibo, usanze, DNA. importanti, ma non essenziali, perché di essenziale assuro, c'è un miracolo che nessuno scienziato può cogliere. Chi è nato a Seulo ha un muscolo sovradimensionato, si chiama cuore e non si limita a battere come altrove. Pulsa, schiocca, romba, preme, spinge sotto la pelle finché non sguscia dalle costole e si mostra. L'ho visto questo cuore gigante in ogni persona incrociata in questi nuovi giorni. visto nel sorriso aperto e negli occhi buoni di Stefania Murgia all'angelo del BNB Lugori dove sono stato accudito ogni mattina. L'ho visto nelle rughe sagie di Giancarlo, il mio pusher di Kulur Jones. Giancarlo che ha trasformato la sofferenza in generosità. Andrea di qualunque cosa avessi bisogno. Io sono a disposizione. L'ho visto nella figura esile e scattanti di Cristina sollecita a riaprire la cucina del Miramonti per me ancora una volta in ritardo. Talmente grande il cuore di Cristina che tra poco lasceràsi uno per regalare l'acqua e bambini africani. L'ho visto nelle mani bianche di farina di Luisa che mi ha tenuto compagnia mentre unico avventore ha pranzato al presuputuo raccontandomi di come si vive bene qui. L'ho visto nella sozza del fattorino della pizzeria, nella disponibilità del carrozziere, nella bonomia del bigliettao della stidiosa, nella pazienza del venditore di souvenir. L'ho visto nel braccio al dei passanti ogni volta che ho attraversato il paese con lo scooter tutti a salutarmi prima che lo facessi io. L'ho visto, l'ho sentito, l'ho scoperto il segreto di Seulo e intendo farlo mio. È stanco e atrofizzato nel mio cuore, batte ancora. Voglio defibrillarlo e mostrarlo a tutti, così forse anch'io arriverò a 100 anni. Certo, se restassi qui confortato, istruito, cuori degli altri sarebbe tutto più semplice.
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Questo testo descrive l'inaugurazione di un nuovo centro socioculturale rigenerato a Legnano, che funge da hub multifunzionale per la comunità. Lo spazio ospita la terza biblioteca comunale della città, in particolare quella del quartiere Canazza, insieme a un bistrò, alloggi, e sale conferenze, promuovendo socialità e aggregazione per persone di tutte le età. Il luogo si pone come una fucina di sperimentazione e inclusione, e proprio in questo spirito è nato l'evento "Capitolo 2025," un format di successo volto a valorizzare autori e artisti locali.
un po' una un'indagine. Ecco, allora questo qui è un nuovo posto che abbiamo rigenerato, insomma, che l'amministrazione ha rigenerato nella da dicembre con la nostra biblioteca è stata inaugurata ad aprile, è un hub, è un contenitore socioculturale, eh contiene tanto contiene socialità, contiene cultura, contiene un un bistrò, il bistrò terzo tempo qui alle nostre spalle, contiene alloggi nei piani superiori e poi un'ultima sala conferenze d' uso prevalentemente, diciamo, privato di meeting. Eh, qui a Pian Terreno invece abbiamo la nostra biblioteca comunale che è la terza biblioteca nella città, eh, quindi la la biblioteca di quartiere del quartiere Canazza, abbiamo un'altra biblioteca nel quartiere Mazzafame e poi abbiamo la biblioteca centrale che, come dicevo prima, è in questo momento in ristrutturazione, abbiamo solo il punto prestiti attivo. Eh, chiede in via Capur Laita che tra qualche mese diventerà fantastica, ehm, un luogo, come dico sempre, di eh una casa un po' di di tutti, no? È un luogo di di socialità, di aggregazione, quindi non solo libri, libri sì, sempre lo è, lo sarà sempre la biblioteca, ma è un luogo che ha tanto altro, un luogo diidee, una fucina di sperimentazione. È proprio in questa logica qui, in questa logica sempre più inclusiva, più sperimentale, più innovativa, così, è nata anche 4 anni fa questa bella idea di creare questo format, capitolo 2025, che è proprio una ehm un evento mh orientato a valorizzare un po' le gli scrittori, gli autori, eh gli artisti del territorio. Siamo partiti con 2030 adesioni, quest'anno ne abbiamo avute 102, quindi insomma una cosa bellissima. 60 autori, 40 artisti, purtroppo stamattina c'è stata la pioggia, quindi non abbiamo potuto eh creare la sezione artistica, però lo rifaremo, recupereremo in un altro momento. Però volevamo fare qui la presentazione dei libri proprio per, diciamo, dare respiro anche, no, a questa questo spaz che ogni giorno comunque è popolato di tantissime iniziative da 0 a 99 anni, quindi facciamo un sacco un sacco di cose. Se volete approfondite nei nostri canali social Facebook e Instagram Biblioteca di Legnano, dove carichiamo ogni giorno foto, iniziative, avvisi e quant'altro. Quindi
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L'oratore apre l'incontro "Capitolo 2025" sottolineando l'importanza di contestualizzare l'evento, il cui spirito non è limitato a invitare solo autori di fama commerciale. L'obiettivo principale è creare un contenitore inclusivo che unisca aspiranti scrittori, esperti e autori affermati e non, poiché la filosofia fondamentale è che ogni storia conta e merita valorizzazione. Dopo aver ringraziato gli scrittori partecipanti e il pubblico per la presenza, l'intervento anticipa l'inizio della discussione vera e propria, scusandosi per l'assenza delle autorità istituzionali (sindaco e assessore) che interverranno in momenti successivi a causa di altri impegni cittadini.
Entriamo volevo fare questa premessa perché almeno è bene contestualizzare un po' il tutto, no? Perché questa, appunto, capitolo 2025 non nasce solo per far, cioè per per invitare solo autori noti eh sulla scena commerciale, no? Non è quello il nostro spirito. Eh capitolo 2025 m unisce aspiranti scrittori, eh esperti di settore, autori anche riconosciuti, ma anche no, perché Lo spirito è proprio quello di valorizzare le storie, cioè ogni storia conta a prescindere che poi una grande casa editrice la prende in mano. Ecco, però è proprio l'idea che ogni storia conta perché qui siamo proprio in una in una fucina, in un eh in un contenitore in cui tutto ha un senso, ecco, tutto è condiviso, è condivisibile. Quindi io ringrazio veramente tutti gli scrittori che da stamattina a stasera, insomma, popoleranno questo spazio e ringrazio i presenti per essere per essere qui nonostante l'orario che so che non è il massimo e però non potevamo fare diversamente, ecco, per accontentare tutti. Quindi, fatta questa premessa, io entro proprio nella entriamo ecco un po' nel nel vivo di questo di questo incontro. I saluti istituzionali non ci sono in questo momento, ma ci sarà dopo un passaggio del sindaco dell'assessore e perché ci sono tanti altri eventi in città e quindi non potevano in questo momento venire, insomma stamattina verranno nelle varie nei vari step della della dell'incontro, quindi
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Renata Pasquetto
la storia dei fratelli Venegoni di Legnano, figure centrali nella resistenza antifascista locale,
Questo estratto introduce la storia dei fratelli Venegoni di Legnano, figure centrali nella resistenza antifascista locale, tratta dal libro di Renata Pasquetto. I due fratelli maggiori, Mauro e Carlo, pur provenendo da una famiglia operaia povera e dovendo lavorare fin da giovani, si dedicarono all’autoformazione e si unirono al Partito Socialista, per poi passare al Partito Comunista dopo la scissione del 1921. Il testo narra le loro crescenti responsabilità politiche e le dure persecuzioni subite durante la dittatura fascista, culminate nell'arresto e nel confino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Riunitisi dopo l'armistizio del 1943 con altri due fratelli, divennero il fulcro della Resistenza non solo a Legnano ma in tutta la Valle Olona, combattendo nelle Brigate Garibaldi. La storia si conclude tragicamente con la cattura e la brutale uccisione di Mauro, medaglia d’oro al valor militare, e le torture subite dagli altri fratelli, sottolineando il loro coraggio e lamore per la libertà come insegnamento morale per il presente.
diamo il via ai nostri appuntamenti e partiamo subito, come dicevo prima, con un tuffo nella storia legnanese. Quindi partiamo subito con una storia di resistenza ehm con un libro, il libro di Renata Pasquetto che questo qui Mauro Venegoni e i suoi fratelli, la vita e le battaglie di una famiglia antifascista di Legnano. Abbiamo
beh, questa è la storia di due ragazzi che sono nati a Legnano. Uno nel 1902, il fratello l'anno dopo. Questi ragazzi erano molto intelligenti, avevano voglia di studiare e studieranno studieranno lingue, filosofia, economia, letteratura italiana, ma non lo faranno a scuola. La loro famiglia, come tutte le famiglie di operai e di contadini di Legnano, era molto povera e non poteva permettersi di mandare a scuola i suoi figli e quindi a 12 anni il maggiore è entrato a lavorare al cotonificio Cantoni. L'altro è entrato a lavorare alla metalmeccanica Francoti. E il lavoro era duro, era duro per loro che erano ragazzini, ma anche ma anche per gli altri. Turni lunghi, paghe vas fin da subito hanno detto si potrà fare qualche cosa? Ma non per loro stessi, per tutti. E come prima cosa si sono iscritti al Partito Socialista. Giovanissimi sono diventati responsabili di zona. 1921 c'è stata la scissione del partito e si è creato il Partito Comunista e due fratelli sono passati al Partito Comunista. Anche lì responsabili di zona, ma non solo di Legnano, di tutta la Valle Lona e di anno in anno hanno avuto incarichi di partito sempre più importanti. tutte e due. Ovviamente questo è fascista da fastidio. Gli anni della dittatura fascista sono stati per questi due ragazzi anni di botte, di prigione, di tribunale speciale, di sorveglianza speciale, di lavori persi e difficili da recuperare da altre parti. 1940-1 giugno scoppia la seconda guerra mondiale per l'Italia. Il giorno dopo i due sono stati arrestati, mandati al confino, uno da una parte e uno dall'altra. Si ritroveranno in clandestinità solo all'armistizio dell'8 settembre del 1943 e con loro ci saranno altri due fratelli, uno nato nel 1908 e che aveva fatto in tempo a prendere un sacco di botte ogni volta che passava dal centro di Legnano e che si era fatto un anno e mezzo di carcere preventivo e poi rilasciato per non aver commesso affatto. E un altro fratello che era il più piccolino, nato nel 1919 che non aveva avuto i problemi degli altri due fratelli, ma li aveva vissuti comunque come fratello più piccolo. Queste quattro persone, questi quattro uomini saranno il nerbo della resistenza non solo a Lignano, ma in tutta la Valle Lona, in particolare della resistenza di impronta comunista delle Brigate Gariballi, ma collaborando anche con tutte le altre forze Palignano, CLN, c'era la Brigata Carroccio e loro ci collaboravano tantissimo. Vallea, ma anche Brianza, di mercate, Genova. Nella seconda parte del 1944 tutti e quattro sono stati arrestati. Una delazione, una spiata. Allora, nell'ordine di età Carlo è stato mandato nel lacrizo, dove ha trovato l'amore ed è riuscito a scappare. Mauro è stato arrestato a Gusto Arsizio, lungamente. Terribilmente torturato, buttato sulla strada tra Bus e Cassano, finito con due colpi di rivolutella alla nuca. Medaglia d'oro al valore militare alla memoria. Pierino torturato per 10 giorni a Milano dalla Mutti in via Ravello e mandato in un lagher in Germania Idorf. E Guido, il piccolino, e catturato, è riuscito a fuggire. più volte è stato portato in piazza San Magno, messo davanti al plotone di scuzione, ma i militi hanno avuto paura e non hanno sparato. Paura di cosa? Della folla. Perché era stato ammazzato Mauro pochi giorni prima e Legnano aveva saputo cosa era stato fatto. Questa è una storia che sembra un romanzo e il libro è basato su documenti inediti e è una storia che sembra un romanzo, ma una storia vera. È una storia di amore. Amore per la libertà, amore per i fratelli, amore per un fratello, per un figlio, per una fidanzata, per una moglie. Amore per i compagni di lotta, di partito e di lavoro. Una storia di coraggio, coraggio nella lotta, ma anche coraggio di dire di no a Stalin in faccia in Russia e coraggio di perdonare quello che è stato fatto a ciascuno di loro e quello che è stato fatto a Mauro, a un fratello, a un figlio, a un padre. E direi che queste sono cose che possono insegnare ancora a noi oggi come vivere, come comportarci. Se E vi siete incuriositi, il libro c'è in biblioteca, lo potete trovare, prendere da leggere. Qualche copia qua e se ne volete le abbiamo all'ampi di Legnano che è aperta, la nostra sede è aperta mercoledì mattina e sabato pomeriggio. Grazie mille.
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Maria Rosa Colombo
Ogni giorno un'alba nuova
Il romanzo storico di Maria Rosa Colombo, intitolato Ogni giorno un'alba nuova e ambientato tra la Seconda Guerra Mondiale e l'epoca contemporanea, narra la saga della famiglia di Giulia, il cui padre, Giacomo, è un renitente alla leva che, per sopravvivere, viene forzatamente arruolato nell'esercito tedesco, vivendo l'angoscia di combattere "nella parte sbagliata." La musica, in particolare il suo mandolino, è un tema salvifico che letteralmente lo strappa al plotone d'esecuzione, mentre Agnese, la futura moglie di Giacomo, incarna la resilienza delle donne che affrontano la quotidianità della guerra. Attraverso le dure prove dei protagonisti, l'autrice veicola un potente messaggio di speranza e rinascita, sottolineando come le esperienze vissute, compresa l'importanza dell'amicizia e la forza delle figure femminili, siano essenziali per la maturazione e la ricostruzione del futuro.
Continuiamo con i romanzi storici, con un romanzo storico, eh, un romanzo che va dalla che abbraccia il periodo dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri. Con noi Maria Rosa Colombo, ogni giorno un'alba nuova.
Edito Bertoni. E sì, il mio romanzo è la storia di una famiglia che appunto va dal 1943 circa fino ai nostri giorni. I protagonisti sono Giulia che, diciamo, parte devo che sono tutte storie vere che mi sono state raccontate. Giulia risponde a un'esperienza personale che mi ha cambiato la vita e ho voluto raccontarlo. E suo padre Giacomo, ecco, la storia di Giacomo è particolare, come lui dice in un passo di un libro, io non so quanti possono raccontare una storia simple, perché Giacomo viene arrestato all'inizio del 44 perché era emittente di leva. Ma anziché finire in Germania, lui viene arruolato per di forza nella contraa tedesca come aiuto manovale e come aiuto manovale e per una serie di motivi tra cui salvarsi la vita, proprio perché va davanti al plotone d' esecuzione, a un certo punto entra anche nell'esercito tedesco e sempre nella contraa e va a combattere all'isola Palmaria. Lui stesso dice "Mi ritrovo a combattere nella parte sbagliata e lui vive questa angoscia di combattere nella parte sbagliata, ma nello stesso tempo il destino sarebbe quello di non sopravvivere. È una storia particolare, a me ha sempre colpito e appunto ripeto, non so, lui dice quanti possono raccontare questa storia. Eh, lo salva la musica. La musica è un tema fondamentale nel mio libro perché io stessa canto, ma la musica copre tutti i confini. E lui viene salvato davanti al plotone. esecuzione perché lui suona il mandolino, lui ha una bella voce da tenore, lui suona nella banda e eh lo salva il il tenente che è amante, come si sa, i tedeschi erano amanti della musica, quindi questo tenente lo salva proprio in punto di morte grazie alla musica. Questo mandolino che gli viene portato da suo padre l'unica volta che riesce a andare in caserma a trovare suo figlio, gli viene dato questo mandolino e lui lo prende come un segno di unione alla sua casa. e se lo porta fino alla fine. Quando per un bombardamento verrà distrutto il mandolino, lui è in crisi totale. E l'altra figura è Agnese, che poi diventerà sua moglie ed è la mamma di Giulia. E Agnese impersonifica quelli che stanno in mezzo alla guerra, quelli che le tutte le figure che vediamo ancora noi oggi, le donne, i bambini che non che devono pensare a sfamarsi, a evitare bombardamenti a far passare la giornata. È Quagnese, incarna proprio questa figura, è giovane e deve e deve barcammenarsi, non può studiare e deve andare a lavorare per forza, per sfamarsi. Ehm, però io affronto questi temi duri, la guerra va bene, la vediamo ancora tutti i giorni. Certe scene che io racconto nel libro sono identiche a quanto vediamo nel telegiornale e poi racconto di una grave malattia. Cioè, sono temi duri, ma il messaggio che viene fuori da questo libro e quello che trovate poi dietro è un messaggio di speranza. Tutti questi protagonisti arrivano a una crisi totale, ma alla fine rinascono facendo memoria di tutto quello che è successo e riescono a ricostruire un futuro. E poi qui alla fine dico nulla succede per caso perché tutte le esperienze che facciamo nella vita ci servono per maturare e Questo è il messaggio che io voglio dare con questo libro. È una storia ambientata nel nostro territorio a cavallo di due fiumi, Lolona e il Ticino. È una storia che un po' è ambientata a Castellanza e soprattutto nelle corti lombarde perché i genitori della mia generazione sono tutti cresciuti nelle corti e anche i fatti storici sono reali perché parlo dell'8 settembre, parlo del mercato nero che in questa zona veniva fatto col Piemonte del bombardamento di Sesto Calende quando hanno fatto saltare il ponte di Sesto e mi è stato raccontato proprio nei particolari, poi han fatto il ponte di barche eccetera e di un bombardamento fatto a Natale e il suco di questa diagnese che alla fine dice la guerra non si ferma nemmeno a Natale perché è vero, una volta che si innesca il meccanismo della guerra e lo vediamo è difficile fermarla. Per cui il messaggio che voglio dare anche queste attenzione Perché è già successo che quando si innesta qualcosa poi fermarsi non è semplice. È un altro messaggio che voglio dare con questo libro. Poi l'amicizia. Allora, Giacomo ha vicino questo amico Giulio, si trovano nel convoglio che dovrebbe portargli in Germania, invece si ferma a Verona e Giulio gli sta vicino per un bel periodo, poi muore e lui ancora vive di più questa crisi profonda quando muore il suo amico. Lo stesso è Adele, l'amica di Giulia che gli sta vicino durante tutta la malattia e vi posso dire che l'amicizia in certi momenti è fondamentale. E l'altra cosa sono le donne, sono figure di donne. Allora, a partire da Giulia, Agniese, la figlia Marta, Francesca, la mamma e ancora poi Gemma, donne forti che davanti alle situazioni prendono in mano la praticità, cioè cosa dobbiamo fare e vivono eh proprio pensando ancora al futuro, pensando che comunque è importante vivere. Queste sono le figure delle mie donne che ho voluto sottolineare. Grazie.
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Sonia Vettori
Sonia Vettori introduce il suo libro, Nulla a che vedere con quanto è stato trattato finora, incentrato sulla storia parzialmente autobiografica di Francesca, un alterego della scrittrice. La protagonista, che aveva il sogno irrealizzato di scrivere, è diventata avvocato ma affronta un grave episodio di malattia della figlia, che la spinge a utilizzare la scrittura come valenza terapeutica. Inizia così a indirizzare lettere al suo scrittore preferito, come consigliato per fronteggiare il dolore, e, inaspettatamente, queste missive vengono lette, dando il via a una corrispondenza epistolare che promette una rinascita per Francesca.
Allora, Sonia Vettori ci presenta lettere lettera a uno scrittore di successo. Buongiorno a tutti. Il mio libro Nulla a che vedere con quanto è stato trattato finora parla anch'esso di storie, ma di una storia in parte personale. Eh, Francesca, la protagonista, altro non è che un alterego dello scrittore, come spesso succede, e per alcuni tratti ricalca la mia storia personale, nel senso che Francesca ha un sogno che non è riuscita a realizzare e questo sogno è quello di scrivere. Eh, le correnti della vita la portano da tutt'altra parte, diventa avvocato e se nonché a un certo punto della sua esistenza succede una cosa molto brutta, succede un episodio di malattia molto grave di una bimba e quindi Francesca si trova in una situazione disperata e nella quale decide, o meglio, le viene consigliato di di scrivere per fronteggiare questo dolore e quindi una scrittura che abbia una valenza terapeutica. Ma questa scrittura lei decide di indirizzarla al suo scrittore preferito e quindi decide di in una notte in cui affronta questi suoi dilemmi esistenziali di di buttare giù quattro ricche senza nessuna aspettativa e poi a un certo punto, visto che la figlia deve lottare contro una cosa molto più grande di lei, decide di riprendere questa passione che c'è sempre stata, ma è rassopita dentro di sé e di mandarle queste lettere veramente al suo scrittore preferito, senza nessun tipo di aspettativa. Non si sa, non si evince dal romanzo se c'erano già stati dei tentativi precedenti di inviare dei manoscritti a casa editrici o quant'altro. Comunque lei invia assolutamente certa che queste lettere non verranno. vanno recepite, ma per uno strano caso, invece è veramente molto strano lo scrittore le legge e da qui ha inizio una corrispondenza epistolare che porterà anche in questo caso a una rinascita eh non solamente della protagonista e e poi non vi dico altro.
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Brizio Castrignano
Il brano introduce una raccolta di racconti in rima intitolata L'andare lontario, opera di Brizio Castrignano, che fonde la passione per la parola con quella per la geografia. Questo progetto letterario è concepito come un viaggio che copre l'intero globo, partendo dalla Valle d'Aosta e concludendosi in Terra del Fuoco, con l'obiettivo di stimolare la curiosità geografica e valorizzare luoghi meno conosciuti, inclusa la cosiddetta "Italia minore". L'autore utilizza il gioco di parole e la metrica della rima non solo per diletto, ma anche per tessere brevi storie e trame che accompagnano il lettore attraverso diverse tappe e continenti, come dimostrato dagli esempi letti sul Nord Italia e sull'Africa.
Quindi ora passiamo ad una storia di racconti. Ecco, in realtà sono dei racconti dei racconti in rima con Brizio Castrignano. Eh, l'andare lontario. È già quei giochi di parole ora a te.
Grazie. Sì, è esattamente una raccolta di racconti scritti in rima e giocando con le parole di luoghi geografici. È di fatto un viaggio che parte da Aosta e finisce nella Terra del Fuoco. percorrendo tutta l'Italia, poi l'Europa e gli altri continenti. Nasce dalla passione per la parola, appunto, e per la passione dalla passione per la geografia, quindi un po', diciamo, una un viaggio eh tra i luoghi e le parole, ehm che alla fine è stato appunto un itinerario costruito tappa dopo tappa e che è pensato un po' per viaggiare, un po' per accendere la curiosità geografica di luoghi come scrivo spesso conosciamo di nome non sappiamo collocare sulla cartina geografica, anche luoghi in quell'Italia minore cosiddetta che spesso invece andrebbe molto valorizzata e dall'altro il piacere della rima del verso, che è un piacere con cui mi sono sempre confrontato e dilettato. Proverei a leggere qualche passo giusto per dare un'idea. Tappa numero uno. Parlo parto dall'inizio Piemonte Valle d'Aosta. Parto da Dopo tanta attesa era arrivata finalmente la risposta. Per l'autobica in montagna gli avevano concesso il tanto sospirato nulla a Osta. Poteva così realizzare quello chalè che per anni aveva solo immaginato. Ne avrebbe fatto il suo piccolo gran paradiso da neve e da boschi circondato. E questo è un esempio. E poi si prosegue appunto passando la Lombardia scendendo fino alla Sicilia e da lì si riparte dalla corsa. e per poi arrivare appunto arrivare appunto in Africa, un continente, peraltro mi è particolarmente caro, in Asia e in America. Sono storie a volte più lunghe, a volte più brevi, però c'è sempre una storia, oltre alla rima, al gioco di parole, c'è comunque una trama, ovviamente molto molto veloce, molto semplice, ma una trama e quindi anche un piccolo racconto. E chiuderei provando a leggerne un'altra In questo caso molto scelgo qualcosa di di più di più veloce. Passiamo all'Africa, appunto. Gli stati centrafani sull'Africa ci sono circa 10-1 racconti. Cerco questo che è un po' più ritmato. Il festival delle vocali in Ruanda la balla e danza e lo fa con leggiadria e con eleganza. In Kenia la è accarezza con l'archetto il suo violadino. E nell'aria si diffonde un solo gentile e cristallino. In Burundi la I declama poesie suggestive e coinvolgenti, alle quali non è possibile rimanere indifferenti. In Congo la O racconta le favole a memoria regalando sempre una vincente storia. E la U invece cosa fa? La U? Ganda a squarcia gola e con lei la musica incontra la parola. Grazie.
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Marco Leandri
Fatti per la felicità e altri racconti"
Questo estratto audio presenta l'autore Marco Leandri che parla della sua antologia di racconti brevi intitolata "Fatti per la felicità e altri racconti". L'obiettivo principale dell'opera è quello di condurre il lettore in territori imprevisti, attraverso una raccolta di 16 storie scritte nell'arco di dieci anni. Leandri enfatizza che i racconti sono ricchi di dialoghi e fatti, poiché crede che la riflessione debba nascere dall'osservazione della realtà, e sono prevalentemente ambientati in luoghi reali, spesso nel genere della fantascienza. Un tema comune è l'uso evocativo dei particolari, che, ispirato all'Impressionismo, mira a suggerire atmosfere piuttosto che descrivere minuziosamente; per esempio, il racconto che dà il titolo all'antologia, il più lungo e complesso, esplora domande sull'amicizia tra umani ed esseri sintetici e la possibilità del perdono dopo un danno irreparabile.
Bene, allora continuiamo con Marco Leandri. Leonardo
Leonandri, scusami. E fatti per la felicità e altri racconti, quindi un'antologia di racconti di racconti brevi che portano conducono un po' il lettore in territori un po' imprevisti.
Esatto, brava. Proprio in questo il senso, cioè avevo proprio voglia di condurre lettore in territori imprevisti. Allora, sono 16 racconti brevissimi, tranne l'ultimo che dà il titolo alla raccolta che fatti per la città che è di 25 pagine. I dati sono brevi brevi. Eh è difficile dare un senso comune perché sono racconti che ho scritto nell'arco di degli ultimi 10 anni rimessi un po' in squadra e pubblicati in questa in questo volumetto qua. Eh alcune cose comuni ci sono. Una è il sono racconti ricchi di dialoghi, ricchi di fatti, di cose, perché penso che eh il riflettere debba nascere dall'osservazione di quello che accade, non da pensieri nostri volanti, no? Sono racconti quasi tutti ambientati in luoghi reali, eh parecchi di questi li conosco personalmente. Eh dove è ambientato fatti per la felicità è casa mia al mare, quindi anche se è ambientato a 150 anni nel futuro, sono quasi tutti di fantascienza. E ecco Gli unici racconti in cui non c'è un legame stretto con qualcosa di realmente esistente sono eh fiabbe psicologe. Azsicologe sembra strano, ma leggete al contrario a psicologe e capite cosa vuol dire. Che il dialogo tra la giunta del paese di quante case è una qucia parlante che poi parla davvero non si sa. Per i bambini sì, per gli adulti no. Vedrete un po' leggendo. Altro racconto che non è ambientato in luogo preciso è nel mondo delle fiabe, che è la fiaba classica, eh, che mette insieme Biancaneve, Cenerentola e altre fiabe e praticamente dove c'è Cenerentola che continua a spazzare anche quando ha sposato il principe e c'è una spiegazione psicanalitica del fatto che continua a spazzare e l'altro con una comunicazione geografica precisa il cambikazi siriano che lo leggera un drabble. Drabble vuol dire un racconto di 100 parole che poi è diventato Qualche parola in più, però un attimo, che è un racconto anche quello di fantascienza e lo si intuisce soltanto un'ultimissima parola, lo si intuisce, non lo si capisce e basta. Eh, ecco, come stili dicevo, appunto, molto dialogatico e l'altra cosa la questione dei particolari, cioè io sono nella pittura, mi piace tantissimo l'impressionismo e usato i particolari nello stesso modo, cioè più che per descrivere a fondo certe cose che poi un racconto di poche pagine divento una stupidaggine per evocare qualcosa. Per esempio, in la cantante è un racconto di fatta biologia o fatto mitologia in cui c'è una cantante e siamo a Sanremo in Camera d'albergo pochi giorni prima del festival. Ehm il cantante con la sua gente hanno appena fatto l'amore e lei dice di essere una sirena e è tutto tutti i particolari rimando dal mondo dell'acqua e del mare. Eh, oppure eh il nome di lei amentato tutti in Sicilia, che posto che conosco posti conosco personalmente, eh dove Mimmo, innamorato di Roberta, che poi diventa sua moglie, si conoscono a un pranzgio di notte, sono due testimoni degli sposi e nella vicina a un certo punto entra una certa fiamma, vecchia fiamma, vecchia conoscenza, comunque racconto non è scritto, vea conoscenza di Roberto e E anche lì e ci sono dei particolari che rimandano a nome fiamma anche prima che compaionia nel racconto.
dico due parole sul d'ultimo questo fatti per la felicità comazzion di tempo che è il più complesso di tutti e deve molto al da Asimov alle tre leggi della robotica e fondamentalmente si pone questi queste domande. È possibile un'amicizia tra gli uomini e degli esseri sintetici creati per creare, per fare la degli uomini? Due, cos'è l'amicizia? E tre, cosa succede se uno di questi esseri e per un errore di valutazione causa nel suo padrone, nel suo signore, un danno irreparabile e eh irreparabile. Eh, è possibile il perdono. Ecco. Questo è sono i temi in questo in questo racconto qua.
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Raffaella Radice
Arrendersi mai,
L'autrice introduce il suo nuovo romanzo, "Arrendersi mai," che rappresenta uno "spin-off" del precedente lavoro intitolato "Madre Sorelle." La narrazione si concentra su quattro amiche adolescenti della Generazione Z, le cui figure erano state appena delineate nel libro precedente, ma che ora esigono una storia tutta loro. Essendo l'autrice anche un'insegnante ed educatrice che lavora con gli adolescenti, ha sentito l'impulso di assecondare queste voci per creare un romanzo di formazione che segue le protagoniste dagli undici ai vent'anni, esplorando la loro evoluzione in donne. La storia, raccontata in prima persona da una delle ragazze, Rebecca Schulz, si concentra sulla metamorfosi fisica ed emotiva dell'adolescenza, esplorando le diverse personalità e sfide delle amiche, come la nostalgia di Rebecca, l'accelerata voglia di crescere di Sara, e i traumi delle altre due, costrette a seguire i "nomadi sentimentali" dei loro genitori. Infine, viene menzionato Velluto, il gatto che funge da psicologo e confidente per Rebecca.
spazziamo in argomenti e generi completamente diversi. Ora proviamo nel romanzo, in un romanzo di formazione della generazione Z. Raffaella Radice Arrendersi mai. Grazie. Buonasera a tutti. Io volevo ringraziare questa bellissima occasione perché ho già avuto modo di presenziare nella prima edizione con il romanzo Madre Sorelle che ho portato oggi, giusto così, eh. compagnia e che ho scritto insieme a mia mamma e che è una saga familiare che attraversa proprio un secolo di vita. Siamo partiti proprio dal suo dato biografico all'inizio del in Toscana con la guerra e poi una storia di di migrazione per arrivare alle generazioni più vicine a noi. Quindi sono quattro figure femminili che si susseguono nel corso di un secolo. E ho portato madre sorelle perché Da questo romanzo è nato il presente Arrendersi mai e scusa Sonia, mi reggi un attimo il microfono? Volevo mostrare anche questa cosa qua. La vedete la righina che esce da uno e ed entra ed entra nell'altro? Ok? Quindi cosa è successo? Che l'ultima generazione di madre e sorelle è ehm rappresent da diletta, diciamo la nipote della protagonista che è un adolescente dei tempi moderni e questa ragazza ha delle amiche, quindi delle pari che all'interno del romanzo di madre sorelle si incontrano e passano, diciamo, dei momenti insieme in quelle che oggi chiameremmo dei pigiama party. Quindi si trovano il sabato sera a casa di Diletta, mangiano la pizza cucinata dalla nonna e poi si chiudono in questa stanza in cui praticamente c'è tutto il loro mondo, parlano ballano, si confidano e in qualche modo creano il loro gruppo, no, di amicizia. Però erano giusto delle pennellate, non erano dei personaggi ben definiti. Quando ho poi concluso madri sorelle e queste quattro adolescenti hanno cominciato a chiamarmi e a pretendere una storia tutta loro. E io ho cercato di non ascoltarla inizialmente, però c'è un fatto mio personale che io da 25 anni anni lavoro con e per gli adolescenti in qualità di insegnante delle scuole superiori, ma anche di educatrice di comunità e queste quattro adolescenti continuavano a tormentarmi, a dirmi tiraci fuori di qui, crea una storia tutta per noi e a un certo punto ho dovuto assecondarle e quindi è nato a rendersi mai che una un romanzo di formazione, quindi con un'evoluzione come i romanzi classici di formazione delle protagonist da una preadolescenza, quindi diciamo dagli 11-1 anni fino ai 20, fino al momento in cui ognuna riesce a diventare la donna che desidera. Volevo leggervi giusto l'incipit arrendersi mai, giusto per dare un accenno. Mi chiamo Rebecca Schulz e sono una ragazza triste. Ho perso il controllo di tutto da quando il mio corpo ha cominciato a cambiare. Sono imprigionata dentro un guscio che si espande in ogni direzione, che sbatte di continuo contro gli spigoli dei mobili, contro gli stipiti delle porte, contro le mensole sporgenti. A ricordarmelo sono gli aluni bluastri che si formano sulla pelle proprio lì, nei punti di impatto. La circonferenza del busto sembra essersi ridotta nel punto in cui stringo la cintura, ma sopra e sotto quella lì di demarcazione, osservo farsi largo inimmaginabili sporgenze. I fianchi tendono sempre più il tessuto dei jeans e il seno che si è presentato con le sembianze di due muffin sta lievitando. Quindi Rebecca è l'io narrante, una delle quattro amiche che racconta questa storia di metamorfosi che parte dal corpo, ma travolge tutte e quattro le ragazze in ogni ambito. della propria vita, quindi dal punto di vista emotivo, affettivo, fisico, sicuramente sentimentale e ognuna ha una sua peculiarità, una sua caratteristica. Per esempio, Rebecca è una ragazza che non vuole crescere, è molto nostalgica, eh affezionatissima alla sua infanzia, che rimpiange di continuo e non vorrebbe proprio lasciarla andare. La sua migliore amica, che è Sara, è invece una ragazza empatica. che è invece un'adolescente accelerata, che morde il freno, non vede l'ora di diventare grande, di fare tutte quelle esperienze che servono per dire io non sono più una ragazzina, non sono più una bimba. E lei invece il corpo, che è questo nuovo corpo che spaventa Rebecca, ma invece e in qualche modo compiace Sara, lo mette in mostra, cerca di valorizzarlo il più possibile, a un certo punto scopre anche di avere un potere che è quello di attra gli sguardi e soprattutto i like sui social. E poi abbiamo le altre due amiche che sono Diletta e Martina che hanno un po' una vicenda in comune che è quella di avere dei genitori che sono degli dei nomadi sentimentali, li chiamo io nel romanzo, sono quei genitori che creano una coppia, poi a un certo punto la disfano, ne creano un'altra, magari nella nuova coppia ci sono figli dell'altro partner e si trasferiscono poi da una casa all'altra, da una città all'altra modificano le loro vite e queste adolescenti disperate sono costrette a seguire la nuova famiglia, ma soprattutto a lasciare le amiche, a lasciare la scuola, a lasciare i compagni che in realtà sono l'unica vera cosa che conta per gli adolescenti. Non vi racconto altro, voglio solo far notare che all'interno, cioè che all'interno che all'esterno, quindi sulla copertina, oltre alle quattro ragazze c'è un gatto. È il gatto velluto che in realtà è uno psicologo, è il migliore amico di Rebecca, è l'unica persona della sua famiglia con cui lei riesce a parlare. La mamma ha la tempesta di domande, ma in realtà non è disposta all'ascolto, quindi Rebecca non non riesce proprio a comunicare con lei. La sorella se n'è andata per una borsa di studio negli Stati Uniti e sorella maggiore, quindi l'ha lasciata in bali du genitori, il papà c'è non c'è, è un po' una persona sfuggente e quindi per fortuna c'è Velluto che la la fissa in silenzio e di fronte a quello sguardo lei comincia a parlare, a raccontarsi e a capirsi un po' di più. Grazie.
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Giovanni Mario Sarti
La fiamma e lo spirito
In questo estratto audio, Giovanni Mario Sarti presenta il suo libro autobiografico, "La fiamma e lo spirito", raccontando il suo percorso di vita che si è svolto prevalentemente tra Legnano e Milano. Egli descrive apertamente il suo passato come responsabile di associazioni e partiti di estrema destra, un ambiente caratterizzato da un "tunnel" di violenza, alcool e sigarette che lo aveva portato ad una vita al limite. Il punto di svolta arriva quando un amico lo confronta, spingendolo a un'intensa discussione sulla Bibbia che lo porta a scegliere di abbandonare la sua vita di "federale" e ad abbracciare la fede, diventando parte della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno. L'autore sottolinea che il vero scopo del libro non è l'attacco politico, ma testimoniare la possibilità di un cambiamento profondo, dimostrando che chiunque può trasformare completamente la propria vita.
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Benissimo, quindi dicevo, continuiamo continuiamo con dei racconti storie, quindi storie storie vissute, storie ascoltate, storie che vogliamo tramandare. Quindi iniziamo con Giovanni Mario Sarti che ci racconta un di sé in un suo libro, quindi, autobiografico, La fiamma e lo spirito.
Perfetto. Grazie mille dell'invito, per me è un grande onore essere qui nella mia città perché Io sono nato a Legnano da zona oltreazione, quindi tutta la mia storia si svolge prettamente su Legnano. È un libro autobiografico, si chiama La fiamma e lo spirito. Poi vi spiegherò questo gioco di parole e in pratica la mia storia si svolge per la prima parte negli ambienti di estrema destra. Io per diverso tempo sono stato uno dei responsabili di alcuni partiti, associazioni di estrema destra, molto vicini all'ambiente neofascista e e la vita che facevo ho anche tentato di candidarmi alle elezioni su Legnano nel 2012, logicamente nell'ala più estrema di destra della città e quella vita portata al limite soprattutto su Milano, perché io ero anche responsabile dei giovani del mio partito di Milano e provincia e m'aveva portato via in questo tunnel di fatto di sigarette, alcool, violenza Potete solo immaginare gli scontri che avvenivano a sabato alla domenica quando andavamo a fare i gazzebi in piazza e raccolte firme e insomma tutta la mia storia si svolge tra Legnano e Milano fino a che a un certo punto della mia vita, proprio mentre da fuori davo l'idea del fascista cattivo, sicuro, fermo sulle sue decisioni, un mio carissimo amico a un certo punto m'ha detto "A me non mi prende in giro dietro quella maschera da federale perché così venivo chiamato negli ambienti. Te stai cadendo a pezzi. A questa frase abbiamo iniziato una grande discussione e anche abbastanza accesa. Lui è un mio carissimo amico cristiano avventista del settimo giorno e a un certo punto ha iniziato a parlarmi della Bibbia. Quindi io non volevo assolutamente avere a che fare con Dio perché per me Dio era fatto per i buoni, non era fatto per me. Solo che abbiamo iniziato via via studiare sempre di più la Bibbia fino a che a un certo punto mi sono dovuto ho dovuto scegliere o seguire quello che trovavo scritto all'interno della Bibbia oppure continuare a fare la mia vita del federale che tra razzismo, violenza e quant'altro. A un certo punto ho dovuto prendere la decisione e ho scelto di seguire la parola di Dio. Quindi ho iniziato a seguire la Bibbia, avere una vita di fede. Sono entrato a far parte della Chiesa cristiana Bentista del settimo giorno di Legnano a rispettare la Bibbia così come è scritta, quindi prendendo i 10 comandamenti, osservando il settimo giorno che è il sabato e poi a un certo punto da una frase scritta nel Vangelo dove Gesù dice "Non seguirmi, ma va e racconta agli altri le grandi cose che Dio ha fatto per te, ho deciso di scrivere questo libro. Questo libro non deve essere e non l'ho mai utilizzato per fare un attacco politico all'estrema destra da dove sono arrivato io. Non parla di politica. Quindi se qualcuno dice "Lo leggo così vediamo quanto son cattivi i fascisti" non è per quello che è stato scritto. Questo libro è stato scritto come cambiamento, dicendo che ognuno può cambiare se inizia a interiorizzare un messaggio che può essere quello del Vangelo, quello di Gesù, può iniziare a farsi delle domande sapendo se sono sulla via giusta e può arrivare a cambiare completamente la sua vita. L'ultima cosa che voglio dire, ringrazio mia mamma che è qua presente e che ogni tanto m'acompagna. L'immagine sulla copertina, peraltro, me l'ha fatta lei, un suo dipinto e insomma sono grato di essere riuscito a scrivere questo libro. Non vi dico di più perché senò non lo andate a leggere.
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Giorgio Redigonda
Corti 2025
Il contenuto presenta il progetto di Giorgio Redigonda intitolato "Corti 2025," un'opera che, pur essendo definita un "libro," esiste completamente online come aggregazione di materiali prodotti dall'autore negli ultimi quindici anni. Questo progetto raccoglie cortometraggi (corti), prevalentemente della durata media di un minuto e mezzo, che sono riassunti o estratti di oltre 2500 racconti originali. Redigonda, che si definisce un divulgatore e un lettore accanito nato come podcaster, usa la sua voce per esplorare una vasta gamma di argomenti, dalla geopolitica alla storia locale (come quella di Milano e Legnano, talvolta espressa in dialetto) fino a temi religiosi o medievali. L'intento principale è la stimolazione intellettuale, poiché l'autore propone i brevi contenuti come spunti di riflessione quotidiana o "provocazioni" per l'ascoltatore.
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Addentriamoci nel mondo di eh audio, video, libri, raccolte, racconti di Giorgio Redigonda, Corti 2025.
Questo libro che in pratica non esiste perché è completamente in rete, quindi anche tutto quello che vi sto raccontando è già in rete, ma già anche da parecchio. È un libro che praticamente sono andato nel calderone delle cose che ho fatto negli ultimi 15 anni, le ho tirate fuori, le ho messe insieme e ne ho fatti con questo terzo progetto dei corti. Corti significa dei filmati da un minuto e mezzo come media e naturalmente nasco come podcaster, cioè che parla, cioè racconta i racconti ho fatti tanti, la mia voce è dappertutto e ho messo anche delle fotografie, son corti già, ma i contenuti dei corti in questo libro che l'ho chiamato porti 600 perché ci sono 100 racconti, quelli da 6009 sono però 2500. Ecco, tanto questi sono sono comunque dei riassunti. Beh, c'è di tutto anche dalla geopolitica come la storia di di Legnano, di Milano, pure in dialetto dialetto dialetto legnanese sono nato qui, quindi parò parlo anche dialetto, forse sono anche l'ultimo. Guarda bene. Però effetti la voce ce la metto e ne ho messe anche tante, ma sono decine di poi devo dire la storia di Milano pure tutto in diretto. Tradurre all'istante. Questo significa che bisogna ragionare. Ecco, lascio un qualcosa ed è tutto in rete. Sono tanti, son sono tantissimi questi corti. Ho fatto anche in modo la mattina Mettre il 631, tanto per dire che sono numerati, lo leggete, è la roba corta, eh, un minuto e mezzo, non di più. Beh, potrebbe essere il tema della giornata. È una provocazione la mia. Provate a pensare quel che ho scritto riassunto come se fosse il titolo di un tema in classe. Provate a schiacciarvi la testa vedere che cosa esce ora di sera. Ora di sera capirete se siete una vera oppure di una esterna, non lo so. Ecco, vedrete voi. E questo è stimolante perché serve per la stimolazione. Io Io non sono uno storico, sono un divulgatore, un lettore accanito forse anche esagerato, sempre di fronte al computer con un microfono e telecamerine sempre in tasca e tutto e le assembro e le metto in rete. Il mio libro quindi non lo trovate ma avete già tutto 25 26.000. Potete contarli, eh, contateli, contati, passerete un bel po' della vostra vita e e qu cose per arrivarci neanche a ve un racconto. Troverete lì uno scatolettino con obiettivo recet questo lo trovate nel in quello in quello in mezzo. Comunque è tutta storia e storia di ce n'è un'esagerazione sono tutti i raccontini anche da 9 minuti. Vabbè però siamo usciti 17.000 quelli qualcosa racconterò pure anche del Medioevo come anche non so cose inedite della Bibbia che c'è molto da dire anche su quello, sulla religione cose varie. È vario.
Grazie. Sei una un pozzo di di storia. Ecco, proprio sei un pozzo di storia. È vero, noi abbiamo scovato online, quindi è un uomo digitale. Ecco,
trovate tutto online. Benissimo.
Audio e video.
Il tema dell'Audio e Video emerge dalle fonti in diversi contesti, sia in relazione alla produzione creativa degli autori presentati, sia come parte integrante della cultura e della tecnologia moderna.
Produzione Digitale e Contenuti Multimediali in Rete
Alcuni autori utilizzano attivamente formati digitali e multimediali:
• Giorgio Redigonda, autore di Corti 2025, si definisce un podcaster. Egli afferma che il suo libro, che di fatto non esiste come opera fisica, è completamente in rete. La sua opera consiste in "corti" (brevi filmati) con una durata media di un minuto e mezzo. Redigonda lavora come divulgatore, utilizzando un microfono e telecamerine che porta sempre in tasca, assemblando e mettendo tutto in rete. I suoi contenuti coprono una vasta gamma di argomenti, dalla geopolitica alla storia locale di Legnano e Milano (anche in dialetto legnanese).
• Piero Carbonetti ha creato un sito di racconti a scopo solidale che sta evolvendo verso il formato audiolibro. I suoi racconti vengono convertiti in audio grazie alla collaborazione gratuita di 13 persone, inclusi musicisti, cantanti e attrici. Inoltre, sta lavorando a una favola che sarà distribuita in scrittura, audio e molto probabilmente anche in un cartone animato.
• Sara Pellizzari Rabolini ha pubblicato L'alba del 2 giugno in formato "extended book", caratterizzato da un QR code sul retro che, se inquadrato, offre l'estensione del libro. Questa estensione include piccoli podcast sulle donne citate e circa dieci canzoni attuali di Spotify.
• Silvio Marengo, veterinario e autore di Dove osano le rondini, ha realizzato un filmato sulle rondini della durata di mezz'ora, che documenta il loro ciclo di vita da marzo a settembre. Questo filmato è disponibile su YouTube (cercando "Rondini, vita e attività").
Cinema e Produzione Audiovisiva Professionale
L'ambito cinematografico e della sceneggiatura è menzionato direttamente in relazione ad Alessandra Salvoldi, autrice di Confessioni di un'assassina dilettante:
• Alessandra Salvoldi è una sceneggiatrice e scrive principalmente per il cinema.
• La sua esperienza professionale la rende abituata ai "pitch dei progetti cinematografici", ovvero le presentazioni di progetti che spesso avvengono con un orologio sullo sfondo.
Utilizzo Personale e Contestuale dei Media
Le fonti fanno riferimento anche all'uso di dispositivi e mezzi audiovisivi nel contesto quotidiano e storico:
• Francesco Lista, durante il suo ricovero, poteva utilizzare solo il cellulare per guardare le telecamere che mostravano le sue piante e i suoi fiori.
• Simona Manelli osserva come la televisione oggi "bombarda di notizie" provenienti da tutto il mondo, un contrasto con gli anni '70-'80, quando la conoscenza di eventi come la sparizione dei desaparecidos non era così diffusa.
• L'autore dei Racconti della soglia riflette sul fatto che le persone producono e consumano continuamente narrazioni attraverso libri, giornali, riviste, documentari e film.
• Nicoletta Albertalli ha incluso nel suo libro Un sorriso in braccio un QR code che permette di ascoltare l'incipit letto da un attore.
• Andrea Stella racconta che durante le sue estati in colonia (anni '80) i bambini erano costretti a cantare frequentemente.
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4. Racconti Digitali e Multimediali
• Giorgio Redigonda ha realizzato Corti 2025, che consiste in 100 racconti (anche se l'autore ne ha 2500) sotto forma di corti (filmati) della durata media di un minuto e mezzo, completamente disponibili in rete. L'autore, che si definisce un "podcaster" e un "divulgatore", utilizza la forma breve per trattare argomenti che spaziano dalla geopolitica alla storia locale.
Discussione: Pubblicazione online.
La pubblicazione online e l'utilizzo di strumenti digitali emergono come elementi significativi nei contesti descritti, sia come forma primaria di diffusione delle opere, sia come strumenti di promozione, estensione del contenuto e comunicazione con il pubblico.
Opere completamente digitali e online
Un esempio notevole è il progetto di Giorgio Redigonda intitolato Corti 2025, il quale afferma che il suo "libro" in pratica non esiste perché è completamente in rete. Questo progetto è una raccolta di corti (filmati) della durata media di un minuto e mezzo. Redigonda, che ha avuto anche una formazione come podcaster, ha la sua voce dappertutto (decina di voci) e ha assemblato e messo in rete i suoi contenuti, che sono numerosissimi (25.000-26.000). L'autore si definisce un divulgatore che utilizza il computer, il microfono e le telecamerine per creare e mettere il materiale online, sottolineando che l'utente ha già "tutto online".
• A livello istituzionale, la biblioteca invita a seguire le proprie attività sui canali social (Facebook e Instagram Biblioteca di Legnano), dove vengono caricate quotidianamente foto, iniziative e avvisi.
Discussione: Storia locale.
Il tema della "Storia locale" emerge dai testi in diverse forme, sia come oggetto di rigorosa ricerca storica, sia come ambientazione cruciale per romanzi e racconti che mirano a esplorare l'identità e la memoria collettiva e individuale, spesso focalizzandosi sul territorio di Legnano e sulle sue immediate vicinanze, ma anche su altre regioni italiane come la Sardegna, la Calabria e la Maremma.
Storia Locale come Ricerca e Memoria del Territorio
Molti autori utilizzano la storia locale non solo come sfondo, ma come elemento fondante delle loro opere, spingendosi nella ricerca documentale e nella ricostruzione di eventi specifici legati a luoghi circoscritti.
1. Il Territorio Legnanese: Antifascismo e Cascine
La città di Legnano e la Valle Olona sono centrali in diverse narrazioni storiche:
• Antifascismo Legnanese: Il libro Mauro Venegoni e i suoi fratelli, la vita e le battaglie di una famiglia antifascista di Legnano, scritto da Renata Pasquetto, è un esempio diretto di storia locale. L'opera narra la storia vera di due fratelli (nati nel 1902 e 1903) provenienti da una famiglia povera di operai e contadini di Legnano. Essi lavorarono in aziende locali (Cotonificio Cantoni, Francoti) e si impegnarono politicamente nel Partito Socialista e poi nel Partito Comunista dal 1921, diventando responsabili di zona anche in tutta la Valle Olona. Quattro fratelli Venegoni furono il nerbo della resistenza a Legnano e nella Valle Olona, in particolare nelle Brigate Garibaldi, collaborando anche con altre forze locali come la Brigata Carroccio. Il libro, basato su documenti inediti, commemora il sacrificio di Mauro, torturato e ucciso, insignito della Medaglia d’oro al valore militare alla memoria.
• Storia delle Cascine e delle Contrade: Giovanni Pedrotti, che si definisce un "topo d'archivio", affronta la storia del rione in cui vive con La Cascina del Mino nella contrada Legnarello.
? Egli sottolinea l'importanza di trarre insegnamento dalle proprie radici per proseguire il cammino senza ripetere gli errori del passato.
? Il libro traccia la storia delle vecchie cascine di Legnano, come la Cascina del Mino (oggi Cascina Olmina), esistente già dal 1494 secondo i documenti notarili.
? Viene chiarito il contesto storico-geografico, specificando che Cascina Canazza (luogo dell'evento) non faceva parte di Legnano fino al 1928, quando Vittorio Emanuele II ne spostò i confini.
? L'autore differenzia inoltre tra Legnanello (il territorio sopra l'Olona) e Legnarello (la contrada), specificando che Legnarello è stato il nome fino al 1850, quando divenne Legnanello secondo il catasto lombardo veneto.
2. Ambientazioni Locali nella Narrativa Storica
La storia locale fornisce lo sfondo per diversi romanzi, spesso di ambientazione storica:
• Guerre e Vita Locale: Il romanzo Ogni giorno un'alba nuova di Maria Rosa Colombo abbraccia il periodo dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri. La storia è ambientata nel territorio circostante i fiumi Olona e Ticino, a Castellanza e nelle corti lombarde. Il libro rievoca fatti storici reali del luogo, come l'armistizio dell'8 settembre, il mercato nero con il Piemonte e il bombardamento di Sesto Calende.
• Medicina in Valcamonica (Fine '800): Zafferano selvatico di Erica Cassani è un romanzo storico ambientato alla fine dell'Ottocento. Per raccontare la storia di un medico in un paesino della Valcamonica a metà del 1800, l'autrice ha dovuto ricercare le pratiche mediche dell'epoca, attuate lontano dagli ospedali e con scarsi mezzi.
3. Storia in Contesti Nazionali Più Ampi
Altri libri utilizzano la storia italiana per trarne spunti di riflessione attuali:
• Le Lotte Femminili e l'Unità d'Italia: L'alba del 2 giugno di Sara Pellizzari Rabolini racconta l'inizio delle battaglie per il diritto di voto e di istruzione in Italia a cavallo del 1861 (Unità d'Italia), attraverso la figura di Annamaria Mozzoni, che visse a Rescaldina, e delle altre donne emancipazioniste.
• Contesto Storico e Societale: Il libro Confessioni di un'assassina dilettante di Alessandra Salvoldi fa riferimento a fatti storici che hanno segnato la generazione dei Millennial (a cui l'autrice appartiene), inclusi l'11 settembre e il G8 di Genova, calando fortemente il racconto nell'attualità.
• Meridiane e Cronologia Storica: Il saggio divulgativo di Gaetano Lomazzi, Meridiane, la geometria del sole, fa riferimento alla storia del tempo misurato in Italia e a Legnano, citando le ore in uso durante la Battaglia di Legnano e la presenza di meridiane storiche, come quella sulla chiesa della Madonnina, un tempo punto di riferimento per i viaggiatori sulla Via Severiana.
Storia e Identità Regionale (Viaggi e Tradizioni)
La storia locale è vista anche attraverso la lente del viaggio e della riscoperta dell'identità regionale, spesso lontana dai luoghi di provenienza degli autori:
• Sardegna (L'Isola Muta): Il libro L'Isola Muta di Andrea Negro è un viaggio emozionale di conoscenza in Sardegna, intrapreso da un lombardo. L'autore cerca di ritrarre un'altra Sardegna, fatta di spazi infiniti e persone autentiche, esplorando zone meno battute della costa, come Urzulei (nell'Ogliastra interna) e Seulo (il paese dei centenari). Negro descrive la diffidenza iniziale e l'accoglienza dei residenti di Urzulei, che vogliono assicurarsi che il visitatore sia "persona degna all'altezza del paradiso che li accoglie," distinguendo tra il "turista consumatore" e il "turista esploratore".
• Calabria (Borgo Calabrese): Torniamo a casa di Vicky Gulli comincia in un borgo calabrese nei primi del Novecento, dove vigeva la "legge della prima notte". L'obiettivo dell'autrice è prendere per mano il lettore e accompagnarlo "in quei luoghi dove c'è il castello".
• Maremma: La Maremma è un luogo di riflessione centrale nel libro Sotto il cielo stellato della Maremma di Luigi Alberto Margutti, che le dedica la sua opera in memoria della moglie che amava profondamente quella regione. La Maremma è descritta come un luogo sia di meditazione che di "convivio" e relazione comunitaria. Anche Mario Lopinto cita la Maremma, poiché sua madre era originaria di lì.
Temi vari.
Il corpus di testi presentato copre una gamma estremamente vasta di Temi vari, spaziando dall'esperienza strettamente autobiografica e la gestione del trauma, alla finzione storica e alla divulgazione scientifica. Questi temi riflettono le diverse sfaccettature della vita contemporanea e passata, spesso intrecciando l'identità individuale con il contesto sociale e storico.
Di seguito, un'analisi approfondita dei temi emergenti:
I. Esperienze Personali, Trauma e Trasformazione
Molte opere hanno un forte nucleo autobiografico e si concentrano sulla trasformazione interiore in seguito a eventi difficili.
1. Affrontare la Malattia e la Sofferenza
Diversi autori raccontano la lotta contro malattie gravi come catalizzatore di profondo cambiamento:
• Rossella Gamba (L'avvocato in scarpe da running) descrive la diagnosi di un cancro e il modo in cui ha ridefinito le sue priorità. Il suo messaggio fondamentale è che la malattia non va combattuta, ma accolta come un'opportunità per una rinascita e per comprendere il senso più profondo della vita, credendo fermamente che "nulla accade per caso". L'autrice porta anche alla luce una "disabilità invisibile" correlata: il linfedema.
• Francesco Lista (Caramelle a colazione) affronta la diagnosi di un linfoma e un lungo ricovero, sottolineando l'importanza della resistenza psicologica e del sorriso come vera "cura". L'opera è anche un modo per ricordare l'umanità dei medici e del personale ospedaliero.
• Cristina Cozzi (Metamorfosi del dolore) narra l'esperienza straziante della perdita di un figlio. Il suo libro è una descrizione delle strategie adottate per "tornare a vivere" e trasformare il dolore, un percorso che si evolve da ispirazione religiosa a consapevolezza spirituale. L'autrice ha anche creato gruppi di auto mutuo aiuto per il lutto, evidenziando che nessuno è solo in questo percorso.
2. Riscoperta e Riconciliazione
Altri temi personali riguardano la ricerca di sé e l'evoluzione:
• Giovanni Mario Sarti (La fiamma e lo spirito) racconta la sua trasformazione radicale: da responsabile di associazioni di estrema destra a Legnano e Milano (con un passato di violenza e razzismo), alla conversione e alla vita di fede seguendo la Bibbia.
• Cristiana La Capria (Come un pulcino) esplora il percorso di Helen, una donna che, dopo una serie di sbagli (incluso un aborto spontaneo), parte per l'Inghilterra e affronta il desiderio non accolto di avere un bambino. Il "pulcino" simboleggia la sua fragilità e la ricerca di una strada, anche se diversa da quella immaginata.
• Alga Simonetta (La sindrome del metallaro) presenta un saggio di psicologia in forma di semiromanzo autobiografico, dove la musica (rock/metal) è un pretesto per analizzare la "malattia dell'umanità" e i percorsi mentali, cercando di "contribuire a renderlo migliore".
II. Famiglia, Legami e Questioni Intergenerazionali
I legami familiari, spesso messi alla prova da eventi storici o traumi, sono un tema centrale:
• Daria Soffientini (La costellazione primaria) usa il ritrovamento di un diario segreto della nonna per ripercorrere la storia di quattro generazioni femminili, evidenziando la difficoltà di essere ragazza madre negli anni '70 e il potere di valori come la fede e la forza d'animo trasmessi dai nonni.
• Simona Manelli (Legami isotopici) affronta la ricerca di un fratello scomparso in Argentina durante il regime militare, inserendosi nel contesto dei desaparecidos e delle Nonne di Plaza De Maio. L'autrice utilizza la metafora dei legami isotopici (atomi più pesanti e stabili) per enfatizzare che i legami familiari sono i più forti.
• Vicky Gulli (Torniamo a casa) narra una saga familiare che inizia in un borgo calabrese nei primi del Novecento, dove vigeva la "legge della prima notte". La storia segue due gemelle separate e i loro percorsi di vita tra Catanzaro e New York, celebrando il coraggio al femminile e la possibilità di riconciliarsi con la vita.
• Claudia Cangemi (Non ti lascio alla notte) affronta il dramma del femminicidio dal punto di vista delle conseguenze familiari, in particolare sul figlio orfano. Il romanzo, ispirato a fatti di cronaca, mira a svelare le origini e le conseguenze dell'uccidere "colei che dicevi di amare", contestando la tendenza giornalistica a giustificare il colpevole e scaricare la responsabilità sulla vittima.
III. Adolescenza, Educazione e Crescita
Il mondo della scuola, l'educazione e le difficoltà della Generazione Z sono temi ricorrenti:
• Luisa Battilana (Con il cuore a scuola) attinge alla sua esperienza trentacinquennale come insegnante per raccontare le crisi adolescenziali, inclusa la dipendenza dalle droghe. Sottolinea la necessità di sensibilità ed empatia nella scuola e critica la figura degli "adulti irrisolti" (genitori che scambiano i ruoli con i figli, appoggiandosi a loro emotivamente). Rileva la fragilità emotiva degli adolescenti e la loro difficoltà a comunicare.
• Raffaella Radice (Arrendersi mai) si concentra sulla Generazione Z, esplorando la metamorfosi fisica ed emotiva di quattro amiche. Vengono trattati temi come l'ansia di crescere (Rebecca), l'attrazione per i "like sui social" (Sara), e il trauma dei figli di "nomadi sentimentali" (genitori che si separano e ricreano famiglie altrove).
• Davide (I racconti della soglia) esplora temi educativi cruciali per i giovani adulti, invitando a sviluppare lo spirito critico. Sottolinea il divario comunicativo tra genitori e figli, quando i primi usano "parole adulte", e l'importanza che gli adulti siano un esempio diretto dei valori che chiedono ai ragazzi di rispettare.
• Andrea Stella (Le mie colonie) offre un racconto comico e nostalgico delle colonie estive negli anni '80, descrivendo l'ambiente come un misto tra caserma e prigione, con regole ferree, ma anche momenti di divertimento e amicizie.
IV. Storia, Cultura e Viaggio
I temi storici, spesso legati a ricerche meticolose, fungono da ambientazione o motore della trama:
• Sara Pellizzari Rabolini (L'alba del 2 giugno) ricostruisce le battaglie delle suffragette italiane a cavallo dell'Unità d'Italia (1861), concentrandosi su figure come Annamaria Mozzoni (che visse a Rescaldina). Il romanzo, sebbene storico, vuole dimostrare che le lotte per l'emancipazione e il diritto all'istruzione sono ancora molto attuali.
• Andrea Negro (L'Isola Muta) offre un viaggio emozionale di conoscenza in Sardegna, intrapreso da un lombardo. L'opera è un'autoanalisi e una restituzione del "regalo" fatto dall'Isola, distinguendo tra il "turista consumatore" (indifferente) e il "turista esploratore" (che cerca un pezzetto d'anima e di terra). Egli celebra in particolare il forte legame comunitario e la cordialità (nonostante l'iniziale diffidenza) degli abitanti di Urzulei e Seulo (il paese dei centenari), dove il "cuore" delle persone è "sovradimensionato".
• Maria Rosa Colombo (Ogni giorno un'alba nuova) copre il periodo dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri nel territorio tra l'Olona e il Ticino. La storia tocca fatti storici reali e il dramma di combattere nella "parte sbagliata".
• Alessandra Salvoldi (Confessioni di un'assassina dilettante) inquadra la generazione dei Millennial in un romanzo di omicidi e tarocchi, con riferimenti all'attualità che hanno segnato quel periodo, come l'11 settembre e il G8 di Genova.
• Lisa Romanò (Pietà del nostro mal perverso) riscrive la celebre storia di Paolo e Francesca (Dante) dando un finale alternativo e ricostruendo il contesto storico del 1300 e gli intrighi delle grandi famiglie italiane.
V. Generi, Filosofia e Divulgazione
Gli autori utilizzano vari generi per veicolare messaggi filosofici o informativi:
• Marco Contraffatto (Fuligine e Fior di farina) presenta una favola per tutte le età sulla forza di accettare le proprie radici e sé stessi. Il tema centrale è il giudizio delle persone e l'importanza della comunicazione, citando Gianni Rodari e Albert Einstein sulla necessità delle favole.
• Andrea Castiglioni (Nel paese degli sciocchi) propone una raccolta di fiabe con personaggi pieni di difetti, che non hanno la pretesa di insegnare né di avere una morale. L'autore si ispira a Italo Calvino e, secondo alcuni lettori, a Rodari.
• Gaetano Lomazzi (Meridiane, la geometria del sole) offre un saggio divulgativo sulle meridiane (orologi solari). Spiega la storia della misurazione del tempo, dall'uso delle ore variabili degli antichi romani e greci (citate anche nelle cronache della Battaglia di Legnano) fino all'adozione delle ore uguali. Il libro include anche riferimenti all'astrologia e alla numerologia.
• Silvio Marengo (Dove osano le rondini) condivide racconti di vita veterinaria e si concentra sulla divulgazione naturalistica, in particolare sulle rondini. Spiega che le rondini non sono scomparse, ma si sono spostate dove c'è cibo (negli allevamenti bovini, dove ci sono molte mosche), fornendo dettagli sui loro cicli di vita e abitudini alimentari.
• Piero Carbonetti (sito web) presenta un progetto di lettura a scopo solidale, dove i racconti sono gratuiti ma incoraggiano il lettore a compiere un gesto di solidarietà con un "contributo libero a chi vuole". Il sito, che sta diventando anche audiolibro, è espressione duna visione della scrittura come atto di "dare".
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Andrea Stella
Le mie colonie
Andrea Stella introduce il suo libro, "Le mie colonie," un'opera che raccoglie racconti comici e nostalgici delle sue estati infantili trascorse in colonia, in particolare a Pinarella alla LICER, a partire dal 1980. L'autore ha deciso di scrivere il libro dopo che molti, sentendo i suoi aneddoti su questo mondo che oggi potrebbe sembrare assurdo, credevano che se li fosse inventati, e non trovando altre pubblicazioni sull'argomento. Il testo, concepito con l'ambizione di essere ironico e divertente, descrive gli ambienti rigorosi e militarizzati degli anni '80, come le camerate da 50 persone e le regole ferree che mischiavano elementi di una caserma e una prigione. Nonostante le difficoltà e le scene di bambini disperati, Stella include anche episodi divertenti e le prime amicizie e amori, offrendo ai lettori un modo per chi è stato in colonia di rivivere il passato e a chi non c'è stato di conoscere questo peculiare contesto storico.
Allora, passiamo invece alle ad un altro racconto. Andrea Stella,
le mie colonie, quindi racconti comici e nostalgici di estati passate in Colonia.
Grazie. Posso alzarli in piedi perché
Sì, sì,
parlo meglio. Non so se c'ho qualcosa. Forse mi devono operare Allora, io sono Andrea, piacere intanto di conoscervi e sono uno tra quelli che superati quando era bambino. Chi noi è stato costretto dai genitori ad andare in colonia. A me, per esempio, è toccato andare a Pinare alla LICER. Sono andato 6 anni a cominciare dall'80. Avevo 6 anni quando sono andato, non sapevo leggere e scrivere perché non ero andato ancora a scuola, non conoscevo nessuno e sono atterrato in questo mondo che ad oggi potrebbe sembrare assurdo. E allora quando racconto questa storia, quando raccontavo a chi non c'è stato, tutti mi dicevano "Ma non è possibile, non ci credo, questa storia te la sei inventata." Allora mi è venuto l'idea, ho detto "Ma sai cosa faccio adesso? Sc il libro e quindi mi sono messo a scrivere il libro, l'ho cercato prima, ho detto "Ma ci sarà qualcuno che avrà già scritto?" Non ho trovato niente, nessuno che ha scritto su questo tema. Allora ho detto scrivo io. Pronti? Ottimo. Allora ho detto vabbè, ma cosa scrivo? Ah, cosa faccio? Faccio un racconto storico sulla colonia, però mi sembra un pochettino eccessivo. Allora, ho detto, "Scrivo un racconto che sia ironico, divertente, comico, almeno questa è l'ambizione, però vediamo se ci sono riuscito." E allora ho messo insieme una serie di storie di episodi di eventi che un gruppo di bambini, tra l'altro sono quelli che ci sono in copertina, io sono quello tutto a sinistra, quello più bello, bello. E storia di questi ragazzini che raccontano un po' com'era la situazione, com'era quell'epoca, com'erano gli anni 80. Tra l'altro quest'estate, quando ho fatto la un po' di promozione, sono andato su Facebook, ho trovato dei gruppi di colonie, ho iniziato a a proporre il libro e molta gente nel scritto "Ah, guarda, andavo anche io, a me succedeva così, a me così come a te". Qualcunaltro mi ha raccontato anche delle storie terribili, per fortuna non sono successe per voi poi dovete capire che era un ambiente dove c'erano case, arrivavano 200 bambini, c'erano regole ferre, orari, attività ed era un luogo dove c'erano, ad esempio, camerate da 50 persone separate da un da uno spazio anche aperto. C'erano bagni i bagni che condividevano le le camerate, fine di lavandini, bambini che piangevano la notte, bambini che piangevano disperati, andavamo in fila per due, andavamo tutti vestiti uguali, andavamo al mare, in Pineta, poi ci facevano cantare, cantare, cantare. Non so perché cantavamo sempre, forse perché almeno non urlavamo, non facevamo casino, questo me lo sono sempre chiesto anche un po' tra un misto tra una caserma e una prigione. Però vabbè, in tutto questo c'erano anche degli episodi divertenti, ci divertiamo, facevamo amicizie, nascevano quei piccoli amori infantili, no, mi sono detto, vabbè dai, lo scrivo con ironia perché su certi temi è meglio arrivarci sopra, altrimenti sembrano troppo duri. Così ho scritto questo libro e per chi è stato in colonia sarà un viaggio, un viaggio indietro nel tempo dove potrà magari fare una risata, potrebbe scendere di una lacrimuccia e dire "Ah, succedeva anche a me" e invece per chi non c'è stato è un modo per conoscere un po' questi ambienti e magari anche per ringraziare il cielo per aver avuto dei genitori più sensibili, più buoni dei gayi. Ecco, quindi grazie a tutti e
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Silvio Marengo
dove osano le rondini
Silvio Marengo, un veterinario con oltre trent'anni di esperienza principalmente con i bovini in provincia di Cuneo, racconta la sua vita professionale variegata che ha incluso anche la cura di animali esotici come gli struzzi. L'esperienza accumulata e la sensazione di essere "pieno di storie" lo hanno spinto a scrivere racconti, focalizzandosi in particolare sugli uccelli, inclusi quelli selvatici e sinantropi come le rondini. L'autore sottolinea che le rondini non sono scomparse, ma si sono spostate dove trovano abbondanza di cibo—milioni di mosche—presenti negli allevamenti bovini storici. La fonte conclude evidenziando il ruolo cruciale delle rondini nel consumo di mosche (circa 5.000 per ogni rondinino durante la crescita) e come il cambiamento degli stili di vita nelle aree urbane abbia portato alla loro scomparsa dai paesi.
Silvio Marengo, dove osano le rondini? Racconti di vita veterinaria vissuta e quindi un'immersione un po' nella natura.
Buongiorno, mi presento, sono Silvio Marengo, veterinario negli allevamenti dei bovini in provincia di Cuneo. Eh, oltre a questo faccio anche piccoli animali, ma a domicilio senza avere una clinica. Sono dal 91, sono 3 5 anni, 34. Ehm, ho fatto, diciamo, per poter lavorare, ecco, come veterinario, ho fatto un po' di tutto, eh, accettando tutte le richieste che sono arrivate. Adesso in questi ultimi anni non le accetto più tutte, ma insomma per molti anni le ho accettate, quindi ho visto un po' di tutto. Ho curato nei primi anni 90 gli struzzi, c'erano negli anni 90. C'erano molti, ne ho avuti anch'io e quindi ero salito al gruppo di allevatori di struzzi. Ehm, ho imparato a lavorare sui bovini e cose che attualmente faccio e vacche da latte e vacche piemontesi e poi altre cose praticamente. Poi nel tempo libero mi piace leggere e scrivere. Scrivere quando è una cosa forse condivisibile con altri autori, anche se hanno scritto di di cose totalmente diverse. Io penso che uno eh sente il bisogno di scrivere quando si sente pieno, cioè pieno di storie. Ti senti dentro che sei pieno di storie come lui e riguardo le colonie o anche voi su altri argomenti e e senti che hai il bisogno di svuotare un po' questo secchio. Questo secchio è troppo pieno e Quindi intendevo scrivere dei racconti su ne avevo talmente tanti da scegliere che proprio c'è l'imbarazzo della scelta e quindi ehm di trattare l'argomento degli uccelli. L'argomento degli uccelli intendendo dire sia uccelli selvatici, m rondini che sono sinantropi, sono selvatici sinantropi, eh corvi, a Quile ho avuto dei contatti ravvicinati anche con i gli avvoltoi delle Alpi, i gipeti, perché vado a lavorare anche montagna, no? Ehm, eccetera. Le sulle rondini nel 2020, avendo dei clienti che hanno le vacche piemontesi nelle stalle, hanno ancora delle stalle, diciamo, storiche, stalle di muratura bassa che si sono molto preferite dalle rondini per fare per la nidificazione e quindi trovandomi con due clienti che hanno 20-25 nidi dentro le loro stalle e nel 2020 c'è stato il lockdown, però io potevo fortunatamente andare in giro per lavoro, ero autorizzato e quindi gli ho proposto a questo cliente di di fare un filmato sulle rondini e il filmato che dura mezz'ora riguarda da quando arrivano le a marzo, fine marzo, a quando vanno via, prima settimana di settembre, sono andate via, andate via 15 giorni fa e quindi c'è anche un filmato su internet, chi volesse vederlo su YouTube e ehm Rondini, vita e attività. Se uno scrive Rondini, vita attività esce fuori il filmato che dura mezz'ora. Tutto il ciclo delle rondini. Questi sono racconti in cui parlo di degli uccelli. degli uccelli che ho incontrato, ma sono anche galline, anche storie di galline sbranate dalle volpi oppure altre altre situazioni strane che mi sono capitate con gli uccelli e ovviamente non ci sono solo gli uccelli perché c'è un diciamo un racconto lungo che è un piccolo sagio sulle rondini. Le rondini ci sono ancora, non ci sono più nei paesi. Ecco quello che volevo dire. dire tutti mi dicono le rondini non ci sono più, non è vero, ce ne sono a bizzeffe e stanno dove ci sono gli allevamenti bovini perché perché sono come le persone, stanno dove c'è da mangiare, no? Se uno ha bisogno di andare a lavorare in Svizzera va in Svizzera, no? E loro dove vanno? Vanno dove ci sono tante mosche. Hanno bisogno di milioni di mosche per mangiare. Pensate che eh ogni rondino, le nidiate sono da circa cinque rondinini per covare. E ogni rondinino impiega circa 45 giorni prima di prendere il volo da quando esce fuori dal nido, da dall'uovo che è grosso come la mia unghia e a quando prende il volo passano 45 giorni. In questi 45 giorni si deve mangiare una media di 5.000 mosche. Quindi le rondini eh sono portano via veramente tante mosche nell'allenamento, però stanno ovviamente dove ci sono le vacche dove ci sono i bovini perché perché c'è del letame, ci sono dei liquidi organici, ci sono le vacche che perdono i loro liquidi organici e quindi è un pasto per le mosche e quindi e una volta non c'erano nei paesi. Perché c'erano nei paesi? Poi concludo, forse sto sto sconando, non lo so, chiudo. E perché c'erano nei paesi, adesso non ci son più, perché è cambiata la vita, perché una volta nei paesi c'erano le gabbie dei conigli, c'erano i qualcuno che aveva i pollai eccetera che manteneva O le moste. Chiudo. Chi lo vuol comprare è la Grazie.
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Davide
Geremita 3 cunicoli
Il brano presenta l'introduzione di Davide e poi l'inizio di una lettura da un testo chiamato "Geremita 3 cunicoli," dove il narratore si identifica come "Jeremy e sono un incapace," riflettendo sulla difficoltà delle relazioni, sulla natura della personalità come un miscuglio di relazioni, e sul ruolo cruciale della memoria e della narrazione nel definire il sé. Davide, un insegnante che ha lavorato con diverse fasce d'età, spiega che la sua raccolta, "I racconti della soglia," è un percorso ideale che spazia dal fantasy al realismo estremo ed è pensato per giovani adulti, esplorando temi educativi complessi. Il libro mira a rompere schemi sociali ereditati e a sviluppare lo spirito critico, indagando anche il divario comunicativo tra bambini e genitori e affrontando il tema della crescita, dell'adolescenza, della disabilità, e sottolineando l'importanza che gli adulti siano esempi diretti del comportamento che chiedono ai ragazzi.
Ora passiamo ad una raccolta di fiabbe, fiabbe per tutte le età. Mh. Andrea Castiglioni nel paese degli sciocchi. Allora, io avrei voluto iniziare dicendo che è una raccolta di fiabbe sono stato sono stato anticipato. Allora, provo a perché è una raccolta di fiabbe, in realtà non lo so, o forse sì, perché è qualcosa che non va di moda, perché sembra qualcosa un po' di vecchio, di anacronistico e allora a me piaceva così. Eh, sono inizio spiegare brevemente il titolo. Nel paese degli sciocchi, come tutti i luoghi delle fiabe, non è identificabile, non è collocabile, è un posto che sta da qualche altra parte. In realtà credo, perlomeno nella mia intenzione c'era anche un po' di giudizio, di superbia del giudizio, che il paese degli sciocchi vero sia quello che noi dove dove viviamo noi. Non intendo l'Italia, intendo il nostro tempo, intendo la nostra la nostra realtà, quindi i personag di queste fiabe hanno tutti o quasi tutti moltissimi difetti e forse soltanto un pregio in più dei tanti difetti che a volte è quello del saper sognare, del sapersi ascoltare e così via. Come in tutti i paesi è un paese dove ci si incontra. Le fiavi sono circa una quarantina, la maggior parte sono fatte di incontri. In questo luogo molte iniz con il classico c'ero una volta, ma lieto fine diciamo che l'hanno perso per strada da da un po' di tempo e da un'altra parte chi non è questo paese? I protagonisti sono uomini, donne, ci sono degli animali, ci sono degli alberi perché del gusto mio personale o forse senza neanche pensarci sono racconti di terra, sono racconti, non ci sono mari, non ci sono cieli se non tranne forse in un paio di casi. Ehm E ci sono bambini, soprattutto io prima sfogliavo il libro che ho scritto e che non ricordo, cioè nel senso che leggendo eh alcune delle fiabe eh io non ricordo di averle scritte, ho detto "Dai, tutto sommato non è venuta così male anche questa volta". Ehm che alla fine qualcosa come le fiabe tentano, o meglio, non hanno la spocchia di insegnare. Io, come altri colleghi di professione tento di insegnare, o meglio io tento, magari i miei colleghi poi ci riescono, eh, anzi sicuramente, ehm, non hanno una morale perché non vogliono avere una morale, però a volte puntano un po' il dito su alcuni nostri comportamenti miei per primo prima di indicare gli altri e i comportamenti degli altri. Ehm, come tutte le fiabe si rivolgono ai bambini, non tutte le fiabe che ci sono qui dentro sono per bambini perché alcune sono abbastanza crudeli, come le migliori Piave che non sono la versione Disney, adesso nessuno ne abbia male, però devono essere cattive, funzionano con i bambini, alcuni bambini anche età elementare così qualcuna gli è stata letta e hanno funzionato, magari non tutte tutte funzionerebbero sicuramente come le migliori fiabe eh funzionano o potrebbero funzionare con con un lettore adulto. Voglio solo citare in chiusura due autori che uno consapevolmente avevo ben presente mentre andavo a scrivere le fiavi di questo libro che ho scritto una dopo l'altra nella sequenza in cui le trovate nel libro. Eh, avevo sul comodino, metaforicamente parlando, Italo Calvino e le sue fiabe italiane. Un altro è un complimento che mi è stato fatto, quindi non A me non piace lodarmi e né imbrodarmi, come si suol dire, che alcuni di queste storie ricordano Rodari, perlomeno ad alcuni lettori hanno ricordato Rodari. Quindi mi diciamo che ho queste aspirazioni, perlomeno avevo davanti a me questi due nomi enormi. Tra l'altro ho visto prima che Calvino sta anche lì dietro alle mie spalle, metaforicamente o meno. E no, ovviamente non pretendo né di avvicinarmi né all'uno né all'altro. Cima mancherebbe altro, però se anche solo a qualcuno facba che ha letto di qualsiasi altro autore che gli è capitato di leggere, questo sarebbe già un ottimo risultato. Grazie.
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Andrea Castiglioni
Nel paese degli sciocchi
Il testo introduce la raccolta di fiabe di Andrea Castiglioni, intitolata "Nel paese degli sciocchi," sottolineando come l'autore abbia scelto un genere considerato obsoleto o anacronistico per esplorare la realtà contemporanea. L'ambientazione fiabesca, il "paese degli sciocchi," non è un luogo geografico, ma piuttosto una critica alla nostra epoca e alla società attuale, dove i personaggi sono ritratti con molti difetti, con l'unica qualità talvolta rappresentata dalla capacità di sognare. Le circa quaranta fiabe si concentrano principalmente sugli incontri e, pur iniziando con l'espressione classica, hanno perso l'elemento del lieto fine e sono caratterizzate da uno stile "di terra," evitando mari e cieli. Sebbene l'autore neghi che le fiabe abbiano la presunzione di insegnare una morale esplicita, esse mirano a puntare il dito sui comportamenti umani; inoltre, l'autore riconosce le sue ispirazioni letterarie in figure come Italo Calvino e Gianni Rodari.
Ora passiamo ad una raccolta di fiabbe, fiabbe per tutte le età. Mh. Andrea Castiglioni nel paese degli sciocchi. Allora, io avrei voluto iniziare dicendo che è una raccolta di fiabbe sono stato sono stato anticipato. Allora, provo a perché è una raccolta di fiabbe, in realtà non lo so, o forse sì, perché è qualcosa che non va di moda, perché sembra qualcosa un po' di vecchio, di anacronistico e allora a me piaceva così. Eh, sono inizio spiegare brevemente il titolo. Nel paese degli sciocchi, come tutti i luoghi delle fiabe, non è identificabile, non è collocabile, è un posto che sta da qualche altra parte. In realtà credo, perlomeno nella mia intenzione c'era anche un po' di giudizio, di superbia del giudizio, che il paese degli sciocchi vero sia quello che noi dove dove viviamo noi. Non intendo l'Italia, intendo il nostro tempo, intendo la nostra la nostra realtà, quindi i personag di queste fiabe hanno tutti o quasi tutti moltissimi difetti e forse soltanto un pregio in più dei tanti difetti che a volte è quello del saper sognare, del sapersi ascoltare e così via. Come in tutti i paesi è un paese dove ci si incontra. Le fiavi sono circa una quarantina, la maggior parte sono fatte di incontri. In questo luogo molte iniz con il classico c'ero una volta, ma lieto fine diciamo che l'hanno perso per strada da da un po' di tempo e da un'altra parte chi non è questo paese? I protagonisti sono uomini, donne, ci sono degli animali, ci sono degli alberi perché del gusto mio personale o forse senza neanche pensarci sono racconti di terra, sono racconti, non ci sono mari, non ci sono cieli se non tranne forse in un paio di casi. Ehm E ci sono bambini, soprattutto io prima sfogliavo il libro che ho scritto e che non ricordo, cioè nel senso che leggendo eh alcune delle fiabe eh io non ricordo di averle scritte, ho detto "Dai, tutto sommato non è venuta così male anche questa volta". Ehm che alla fine qualcosa come le fiabe tentano, o meglio, non hanno la spocchia di insegnare. Io, come altri colleghi di professione tento di insegnare, o meglio io tento, magari i miei colleghi poi ci riescono, eh, anzi sicuramente, ehm, non hanno una morale perché non vogliono avere una morale, però a volte puntano un po' il dito su alcuni nostri comportamenti miei per primo prima di indicare gli altri e i comportamenti degli altri. Ehm, come tutte le fiabe si rivolgono ai bambini, non tutte le fiabe che ci sono qui dentro sono per bambini perché alcune sono abbastanza crudeli, come le migliori Piave che non sono la versione Disney, adesso nessuno ne abbia male, però devono essere cattive, funzionano con i bambini, alcuni bambini anche età elementare così qualcuna gli è stata letta e hanno funzionato, magari non tutte tutte funzionerebbero sicuramente come le migliori fiabe eh funzionano o potrebbero funzionare con con un lettore adulto. Voglio solo citare in chiusura due autori che uno consapevolmente avevo ben presente mentre andavo a scrivere le fiavi di questo libro che ho scritto una dopo l'altra nella sequenza in cui le trovate nel libro. Eh, avevo sul comodino, metaforicamente parlando, Italo Calvino e le sue fiabe italiane. Un altro è un complimento che mi è stato fatto, quindi non A me non piace lodarmi e né imbrodarmi, come si suol dire, che alcuni di queste storie ricordano Rodari, perlomeno ad alcuni lettori hanno ricordato Rodari. Quindi mi diciamo che ho queste aspirazioni, perlomeno avevo davanti a me questi due nomi enormi. Tra l'altro ho visto prima che Calvino sta anche lì dietro alle mie spalle, metaforicamente o meno. E no, ovviamente non pretendo né di avvicinarmi né all'uno né all'altro. Cima mancherebbe altro, però se anche solo a qualcuno facba che ha letto di qualsiasi altro autore che gli è capitato di leggere, questo sarebbe già un ottimo risultato. Grazie.
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Il brano è tratto dall'inaugurazione della quarta edizione di "Capitolo 2025", un'iniziativa letteraria ormai consolidata e molto attesa, che quest'anno si tiene nella nuova biblioteca del quartiere Canazza, la terza della città. L'introduzione sottolinea la filosofia della "bibliomunità", che mira a diffondere la lettura e la cultura dai centri ai quartieri per riattivare le comunità, un concetto che la definisce inclusiva e non riduttiva. L'evento stesso è concepito per dare spazio non solo a grandi autori, ma soprattutto a aspiranti scrittori e appassionati, enfatizzando che ogni storia conta e promuovendo la condivisione e la sperimentazione in un luogo definito "fucina di idee." Nel suo saluto, il sindaco elogia la riqualificazione di questo spazio storico, ora dedicato a servizi aperti alla comunità, e ribadisce l'importanza di eventi come questo per promuovere una città inclusiva che valorizza la cultura prodotta all'interno del territorio, dando protagonismo a chi la fa.
Allora, intanto inizio. Facciamo le nostre solite premesse. Buon pomeriggio a tutte e tutti e benvenuti alla quarta edizione di capitolo 2025. Ormai un'iniziativa consolidata nella nostra nella nostra città e anche molto attesa da tantissimi da tantissime autrici e autori e anche da tantissimi artisti che purtroppo oggi causa previsione di maltempo del mattino, ormai è venuto fuori il sole e non abbiamo potuto fare, ma recupereremo perché abbiamo tantissime attività. e iniziative in programma per il futuro, quindi avremo modo di di recuperare tante adesioni arrivate anche dalla sezione scrittori, ben 60, tanto che abbiamo dovuto fare appunto organizzare più slot orari e quindi grazie. Le altre volte siamo stati un po' tutti insieme, invece siete stati così tanti che abbiamo un po' diviso eh diviso i gruppi. Ehm vi do il benvenuto in questa nuova biblioteca che probabilmente non tutti conoscete, la biblioteca del il quartiere Canazza, la nostra terza biblioteca in città. Ormai ci moltiplichiamo, facciamo un sacco di cose per tutte le da 0 a 99 anni e quindi tante cose, ma soprattutto la cosa bella è che dal centro cerchiamo di diffondere la lettura, la cultura verso i quartieri, quindi cerchiamo di riattivare le comunità. Infatti noi tendiamo a chiamarci proprio una bibliomunità, non solo una biblioteca, è troppo riduttivo per noi. Vogliamo un po' creare tramite la cultura animazione in città. ci crediamo molto, quindi continuate a seguirci perché le attività sono veramente belle e le costruiamo anche molto spesso insieme. Questo è un po' il valore aggiunto della della nostra biblioteca. Creiamo insieme a voi un po' com'è questa questa iniziativa, un'iniziativa che anche questa nello spirito molto inclusivo, ecco, non è un'iniziativa concepita solo per ospitare grandi nomi o, diciamo, autori di case editrici importanti, ma anche semplicemente aspiranti scrittori. eh o persone appassionate di scrittura e poi anche qualche altro scrittore che ha avuto già un buon percorso ormai nel campo nel campo editoriale e lo vogliamo fare qui perché questo è proprio un luogo ormai una fucina, una fucina di idee, una fucina di sperimentazione, un luogo di condivisione, un luogo dello stare insieme. Quindi proprio perché pensiamo che ogni storia conta senza distinzione alcuna e ci piace condividere questo evento collettivo, ecco, con è così vario, come vedete, perché passiamo ogni 10 minuti da una storia ad un'altra con generi completamente diversi, ma è questo il bello. Ok, quindi e grazie per essere qui. Io lascio la parola al nostro sindaco Lorenzo Radice per un saluto che ci spiega un po' ma dove siamo qui?
Buonasera, buon pomeriggio a tutti a tutti. Mi ero seduto non perché sono stanco, ma perché è talmente nuovo il posto che volevo provare la sedia che per sentire, visto che Selene più di una volta m'ha detto "Son comodissime, son bellissime", dopo lo proverete anche voi, così potrete dire anche voi. È abbastanza comodo, in effetti. Eh, scherzi a parte, hai già detto Io sono molto contento ogni volta che vengo qua qua in Canazza, perché questo è un posto è un posto che vabbè per molti di noi di Legnano ha una sua storia, ha un suo percorso che è stato un percorso lungo, un percorso prima di, diciamo, di legato alla cura, alla cura delle persone anziane, ha avuto una fase di difficoltà, la conosciamo, metodo, di trasformazione che ha avuto dei dei periodi anche un po' lunghi per arrivare a compimento e sono molto contento che, insomma, in quest'ultimo anno siamo riusciti veramente a fare ripartire questo posto. farlo ripartire non solo dandogli una nuova eh come dire una nuova vita, una nuova anche filosofia, ma soprattutto sono molto felice di dei servizi oltre che ci sono sopra che sono molto importanti, che sono quelli che permettono poi di far girare il tutto anche di quello che c'è qui al piano terra, perché questo la biblioteca di cui ci parlava adesso Selene, il lo spazio incontro, il bistro di là, sono sicuramente dei servizi aperti alla comunità, aperti al quartiere, aperti alla città, sono dei servizi che ci permettono veramente di far vivere quella comunità in inclusiva, quella città inclusiva che poi alla fine è quello che che ci sta a cuore. E dentro questo concetto c'è anche l'idea di un evento come questo di cui sono particolarmente contento. Ringrazio l'assessore alla cultura Guido Bragato, tutto lo staff della biblioteca, tutte le persone che lavorano con te Selene, perché davvero in questi anni si è fatto un percorso importante sul lato culturale e anche sul lato delle politiche culturali più ampie, delle politiche, diciamo, eh artistiche anche, perché no? Eh perché vedete Il tema che ci sta fuori è quello di dire una città come la nostra deve essere in grado non solo di valorizzare la cultura che viene da fuori, questo è importante perché è chiaro che portare da fuori qualcosa è bello, è piacevole, ci permette di confrontarci anche con artisti, con persone che la cultura la fanno, la fanno e noi la possiamo portare qui e fruirne, ma crediamo che sia veramente importante in una città come la nostra i 60.000 abitanti, che è il centro di un territorio di 180.000 abitanti, guardando solo il Legnanese, 300.000 abitanti, se ampliamo un pochino lo sguardo, ecco, è importante riuscire anche a dire che la cultura qua in questo territorio si fa, si vive, si respira tutti i giorni e voi la fate. Allora è importante dare protagonismo a chi la fa. Quando io leggo le vite degli autori, anche di quelli contemporanei di oggi, quello che spesso mi colpisce è molto spesso è vedere nelle biografie come sono persone normali, persone che hanno una vita normale, che fanno delle professioni normali e che poi riescono attraverso in questo caso la scrittura a tirar fuori qualcosa di incredibile, qualcosa che permette di arricchire tutto il mondo che gli sta intorno, la società, la comunità e queste cose qua. Oggi viviamo in una società dove è sempre più difficile avere degli spazi in cui le persone siano messe nelle condizioni, che siano scrittori, che siano dei ragazzi con la musica, che siano dei fotografi, che siano dei pittori. Ecco, è sempre più difficile trovare dei palchi, degli spazi dove poter portar fuori e far conoscere quello che uno fa, anche semplicemente per un desiderio di dire "Ci sono e metto a disposizione quello che ho fatto a una comunità più ampia". Ecco, credo che questa sia una di queste opportunità e sono molto contento che Siamo arrivati ormai alla quarta edizione e prima i ragazzi di là della radio mi chiedevano come si fa a cosa mi aspetto rispetto a questa questo genere di evento. Ecco, io credo che questo genere di evento, questo capitolo 2025, come altri penso ad alcune cose che stiamo facendo al castello sul la parte più di pittura, di fotografia, quanto più entreranno nel nostro immaginario, quanto più noi come cittadini ci aspettiamo ogni anno che si ripetano, quanto più avremo vinto la sfida di una città che riesce a essere inclusiva anche producendo arte e cultura, non solo importandola, ma mettendolo a disposizione degli altri. È un modo anche questo di costruire relazioni, di costruire comunità. Per cui grazie a voi che avete deciso di mettervi in gioco, davvero grazie, ne siamo davvero molto contenti e grazie alla nostra mitica biblioteca e bibliocomunità che va avanti a crescere anche così. Buon lavoro. Adesso tocca.
Grazie sindaco.
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Alessandra Salvolt
Confessioni di un'assassina dilettante"
Alessandra Salvoldi presenta il suo romanzo d'esordio, "Confessioni di un'assassina dilettante", spiegando che, sebbene sia una sceneggiatrice, questo è il suo primo lavoro di narrativa. Il libro è un romanzo generazionale focalizzato sui Millennial (i nati intorno al 1991), scritto come un diario in prima persona dalla protagonista, Cassandra, una killer che attribuisce l'origine dei suoi crimini allo scioglimento delle Spice Girls. La trama miscela elementi di omicidi, tarocchi e la cultura pop degli anni '90, ma include anche riferimenti importanti all'attualità che hanno plasmato la generazione dell'autrice, come l'11 settembre e il G8 di Genova, rendendola una storia molto personale e calata nel contesto storico.
E iniziamo con il romanzo di Alessandra Salvolti, Confessioni di un'assassina dilettante. Ok, ora mi sentite. Buonasera a tutti e tutte. Io sono Alessandra Salvoldi, sono una sceneggiatrice, quindi scrivo principalmente per il cinema e Confessioni Assassina Dilettante. Invece è il mio primo romanzo di narrativa, è un romanzo generazionale perché racconta quella che è la mia generazione, quindi i Millennial. Io sono nata nel 91 e questa è la generazione a cui mi sento chiaramente legata e alla quale vorrei parlare è una storia di omicidi, tarocchi e Spice Girls, perché è quello con cui io sono cresciuta, quindi è il racconto di un'assassina che ritiene che tutti i suoi crimini dipendono dal fatto che le Spice Girls si sono sciolte. Se questo non fosse mai avvenuto, Cassandra non avrebbe mai iniziato ad uccidere. È un diario, quindi è scritto in prima persona dalla nostra assassina dilettante e spero vi farà compagnia se sceglierete, appunto, di eh leggere le avventure di Cassandra.
Ho detto di essere sintetici, però hai qualche minuto. Io sono abituata ai peach dei progetti cinematografici, quando facciamo le presentazioni cinema c'è un orologio alle nostre spalle che suona. Invece qui ehm Ma che dire? Amo molto i gatti, quindi troverete all'interno anche un sacco di gatti. Ehm e sì, è una storia molto personale. Io non ho ucciso nessuno, quindi non è questa la parte personale, ma Eh, si origina tutto dal fatto che un gruppo di teatro ha ucciso insieme involontariamente uno dei membri e 12 anni dopo uno di loro scompare. Sarà una vendetta oppure sarà la nostra assassina dilettante? Questo, insomma, lo scoprirete nelle pagine chiaramente, però ci sono anche molti riferimenti all'attualità e a fatti che hanno segnato la mia generazione. Quindi ci sono riferimenti all'11 settembre, ci sono riferimenti al G8 di Genova, ci sono riferimenti a tutti i fatti che per noi millenni hanno segnato anche il nostro rapporto con lo Stato, con le istituzioni, con chi ci governa e quindi sì, vorrebbe far ridere, poi me lo direte se lo leggerete, però ci sono anche ehm anche dei riferimenti importanti perché è fortemente calato in quello che era l'attualità.
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Sara Proverbio
Il richiamo dell'Eterno
Questo segmento audio introduce Sara Proverbio e il suo libro, "Il richiamo dell'Eterno", che lei descrive come un'"ispirazione travolgente" scritta in soli tre mesi. L'autrice, che lavora come educatrice, ha intessuto nel romanzo elementi che spaziano dai drammi adolescenziali alla Londra Vittoriana, dal Rinascimento fiorentino fino al True Crime. La trama si sviluppa attorno a una protagonista che, attraverso l'ipnosi regressiva, esplora quattro frammenti delle sue vite passate, ritrovandosi coinvolta nella risoluzione di un "cold case" vecchio di trent'anni. Il libro è un mix di generi — giallo, rosa e nero — dove l'amore funge da filo conduttore e l'indagine si intreccia con la scoperta di uno schema ricorrente nelle vite precedenti della protagonista.
Ok, continuiamo con un viaggio, un viaggio attraverso i secoli, una storia d'amore al di là del tempo. Sara Proverbio con Il richiamo dell'Eterno.
Buonasera. Buonasera a tutti. Scusatemi, è la prima volta che faccio una cosa del genere, sono super imbarazzata e tagliatemi se vado, Luca, perché non ho il dono della sintesi come Alessandro. Ehm, niente, questo è il mio libro, è nato da, non lo so, un'ispirazione travolgente che mi ha portato scriverlo in tre mesi di notte. Eh, ogni di giorno lavoro, faccio l'educatrice e ho preso anche dalla mia vita molta ispirazione per scrivere questo libro perché, appunto, ci ho buttato dentro un po' tante cose che piacciono a me, tra cui appunto drammi adolescenziali, eh Londra Vittoriana, Rinascimento di Firenze, ehm e il True Crime assolutamente. E quindi Appunto, queste sono le vite un po' della mia della mia protagonista che fa questo questa specie di esperimento, una una specie di ipnosi regressiva che la porta a vedere quattro frammenti delle sue vite passate. Tramite questi pochi indizi che ha, fa molte ricerche. Ehm, si ritrova coinvolta, appunto, in un caso freddo di 30 anni prima. Eh, si ritrova a fare dei sogni, ad avere delle visioni, a insomma a perdersi anche un po' nelle sue vite passate, mentre lei sta cercando se stessa. E mi piace dire che è un po' giallo, un po' rosa, un po' nero, perché l'amore sicuramente la storia d'amore è quello che conduce tutto. Eh, c'è uno schema in tutte le sue vite passate che lei scoprirà e m non vi voglio dire niente se cercherà di romperlo, se rimarrà sui binari e però appunto c'è molto pare per i denti di chi ama l'investigazione, i colpi di scena sicuramente e ma anche il romanticis
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Claudia Cangem
Non ti lascio alla notte
Questo estratto audio presenta l'autrice Claudia Cangemi che discute il suo ottavo libro, il romanzo "Non ti lascio alla notte", incentrato sul tema del femminicidio e sulle sue devastanti conseguenze familiari. L'autrice esprime il suo intento di contrastare la tendenza giornalistica a giustificare l'omicida e a scaricare la responsabilità sulla vittima, volendo invece esplorare le origini e le conseguenze di questo "peggiore di tutti i tradimenti". La trama segue le vicende del piccolo Davide, rimasto orfano dopo l'omicidio della madre Simona per mano del marito Stefano, e della crisi familiare che l'adozione da parte della zia Chiara scatena, culminando dieci anni dopo quando l'assassino chiede di ristabilire un contatto con il figlio. Il romanzo, ispirato a fatti di cronaca e testimonianze, è definito polifonico e complesso, esplorando la storia della coppia attraverso le narrazioni parallele di Stefano e Chiara, offrendo una profonda riflessione sui traumi e le insicurezze adolescenziali dei due cugini, e ha ricevuto entusiastiche recensioni da parte dei lettori.
Bene, allora continuiamo con il libro di Claudia Cangemi, un libro che approfondisce un po' il tema della del femminicidio. Non ti lascio alla notte.
Grazie. Ringrazio la biblioteca Selene per questa opportunità. Io sono abbastanza, diciamo, ho ho avuto una lunga storia di giornalista e e ho pubblicato anche diversi libri. Ho pubblicato diversi libri. Questo è l'ottavo. Eh Non sono tutti di narrativa e però appunto ehm una delle cose che mi fa molto arrabbiare quando sento notizie di femminicidi dei miei colleghi giornalisti è quando si comincia l'articolo dicendo cose tipo lei voleva lasciarlo oppure lo tradiva, aveva un nuovo compagno sempre dando una giustificazione a chi a chi uccide e scaricando quasi la responsabilità sulla vittima. E proprio anche per questo motivo ho così voluto scrivere questo romanzo. Ehm, si intitola Non ti lascia la notte e la storia di una famiglia travolta appunto dal dal femminicidio. Il mio intento era capire per prima io immergendomi nel dramma e poi raccontare ai miei lettori quali possono essere le origini e le conseguenze del peggiore di tutti i tradimenti e che cioè uccidere colei che dicevi di amare, di voler proteggere per tutta la vita. Mi sono ispirata a diversi fatti di cronaca, racconti testimonianze di persone coinvolte e anche di di miei persone vicine a me e ho scritto un romanzo polifonico e complesso che però a quanto mi dicono tutti si legge molto si legge di un fiato. E due parole sulla trama, senza spoilerare troppo. Simona è stata uccisa dal marito Stefano, lasciando orfano il piccolo Davide di 6 anni. Il bambino viene adottato dalla sorella di Simona, Chiara che ha già una figlia di 8 anni. L'inserimento di Davide nella famiglia della zia provoca però una crisi che sfocia nella separazione di Chiara dal marito Massimo, mentre i due cuginetti crescono in un clima di forte rivalità malgrado il legame affettivo. A 10 anni dall'omicidio, quando il nucleo familiare sembra aver trovato un suo precario equilibrio, una grave malattia diagnosticata chiara rimette tutto in discussione, mentre Stefano, il femminicida, scontati i due della pena, ottiene il permesso di uscire dal carcere per lavorare e chiede di poter tornare in contatto con il figlio e gli scrive quindi una lunga lettera per raccontargli la sua vita e chiedergli perdono. La storia del rapporto malato tra Stefano e Simona si dipana attraverso i racconti paralleli di Stefano e di Chiara che a sua volta narra al nipote chi era sua madre, una figura troppo a lungo rimossa nel tentativo di superare quel lutto lacerante. Nel frattempo vediamo vivere i due ragazzi Davide e Francesca, due adolescenti fragili e sensibili che in modi diversi tentano di superare i traumi e affrontare le dure prove della vita e i primi gli innamoramenti, la paura di restare soli, le consuete insicurezze degli adolescenti. Più delle mie parole vorrei proporvi sul mio romanzo quelli di due lettori che ho particolarmente apprezzato. Il primo è di Paolo Coluzzi, un amico aresino che da molti anni vive all'estero e scrive gli ha scritto così: "Ho finito di leggere il tuo romanzo ieri sera." Cosa posso dire? È fantastico. E non lo dico perché sei un'amica. È uno dei romanzi più belli che ho letto negli ultimi anni. Hai veramente talento. Hai scritto Benissimo, l'idea originale e il racconto mi ha preso fin dalla prima pagina con tanta voglia di proseguire quando chiudevo il libro per sopravvenuto sonno. Insomma, bravissima e pensare che ci sono in giro romanzi in italiano pubblicati dei grandi case editrici che non valgono neanche la metà del tuo. Vabbè, particolarmente entusiasta. E poi un altro commento invece di Massimo Varisco che è una anche lui un amico e un attore della compagnia teatrale Viaggiatori erranti di Desio. Ciao Claudio, ho finito il tuo libro. Mio Dio, che meraviglia, un grande lavoro. Ma quello che tengo a dire è che a ogni pagina cresceva la mia ammirazione, non tanto per la scrittrice grandiosa e abilissima, come già sapevo, ma per te, per quello che sei. Hai raccontato della vita di alcune persone come fossero la tua e non si legge solo di loro, ma anche di te, come tu viva quello che ti accade le persone che hai incrociato per pochi minuti e per lunghi anni senza superficialità, con empatia, ascolto, generosità e grande profondità. Sono fortunate le persone che hai nel cuore. Ehm con il romanzo Il mio romanzo l'ho presentato a due concorsi ed è stato finalista all'ottava edizione del premio Chas Bukowski e ha vinto una menzione speciale alla prima edizione del concorso Ema Pesciolino Rosso.
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Sara Pellizzari Rabolini,
L'alba del 2 giugno
Questo estratto introduce il romanzo di Sara Pellizzari Rabolini, intitolato "L'alba del 2 giugno", che intreccia abilmente amore, amicizia e politica attraverso il tema delle suffragette italiane. La narrazione si concentra sulla figura storica di Annamaria Mozzoni, la prima donna a presentare in Parlamento la petizione per il diritto di voto dopo l'Unità d'Italia nel 1861, seguita attraverso gli occhi della protagonista fittizia, Irma Landini. Il libro ripercorre le vicende delle donne emancipate di quell'epoca, spesso considerate sovversive e perseguitate per aver cercato l'istruzione e l'indipendenza, con l'intento di dimostrare come le loro battaglie per i diritti femminili rimangano sorprendentemente attuali. Pubblicato da Morellini editore, il romanzo è anche un extended book, offrendo contenuti digitali supplementari come podcast sulle figure storiche e una playlist musicale moderna per sottolineare la continuità di queste lotte.
Ora passiamo ad una storia che unisce un po' amore, amicizia, politica l'alba del 2 giugno di Sara Pellizzari Rabolini.
Buonasera, eccomi. Allora, io sono una prof e quindi anche prima ho fatto l'intervista e ho chiesto ai ragazzi, beh, il 2 giugno ditemi voi, in realtà l'alba del 2 giugno, perché non racconto del 2 giugno del 46 perché come Sapete, è la prima volta che votano le donne e festeggiamo anche la la Repubblica, ma racconto l'alba, cioè le nostre suffragette, perché li abbiamo anche noi. Racconto la vita di Annamaria Mozzoni che è stata la prima donna a portare la petizione per il diritto al voto in Parlamento nell'Italia che vede l'unità, quindi siamo a cavallo tra il 1861, quindi l'unità d'Italia, insieme ad Annamaria Mozzoni ripercorro attraverso gli occhi di Irma Landini che è la protagonista del neur Manzo, che è quindi una donna che ha vissuto e segue le orme di Annamaria Mozzoni che ha davvero vissuto Rescaldina. Ripercorro e incrocio le emancipatrici e tutte quelle donne che in quegli anni hanno fatto un po' la differenza ed erano veramente tantissime. C'è per esempio la prima firma del Corriere della Sera che si chiama Maria Antonietta Toriani e effettivamente è stata un'amica e una collega alla prima scuola femminile di Annamaria Mozzoni e ovviamente io in questo romanzo, faccio in modo che la mia protagonista, insomma, incroci queste donne. Così come ci sono alcuni fatti storici che io ripercorro, per cui c'è proprio un incontro col Carducci a Bologna dove appunto la Mozzoni raccoglie le firme per portare la petizione per il diritto al voto in quello che è il primo parlamento dell'unità e ovviamente faccio in modo che la mia Irma ci vada. Ovviamente c'è una storia d'amore perché ovviamente è un romanzo, un romanzo storico, ma è un romanzo, quindi c'è una storia d'amore, c'è un anche un triangolo eh che piace sempre, insomma, quando insomma c'è sempre questa aspettativa rispetto a un altro personaggio che entra nel cuore di Irma, ma non ha nobili origini e c'è tutta una vicenda anche legata all'essere donne libere in un'epoca, appunto, per cui le donne o si sposavano oppure dovevano entrare in convento. Ma nel momento in cui, come la mia Irma Landini e di conseguenza Anna Maria Mozzoni non volevano sposarsi, a maggior ragione erano in costruite, quindi nel peccato più totale, perché magari erano anche belle, erano ricche e in più istruite e in più non si volevano sposare, quindi veramente una cosa inaccettabile per la società e quindi sono anche perseguitate. Quando ho fatto le ricerche storiche di Annamaria Mozzoni ho incontrato una nonna, insomma, una pronipote che mi disse che addirittura c'era un fascicolo in polizia e in cui si diceva che, appunto, Annamaria Mozzoni era considerata una somversiva proprio perché portava avanti eh non solo la battaglia per il diritto al voto, ma soprattutto la battaglia per il diritto all'istruzione. Quindi io ricostruisco un po' tutte queste vicende storiche e le intreccio in in un romanzo. E l'ultima cosa, poi chiudo, è pubblicato da Morellini, editore, magari lo conoscete, è un editore che ha ideato questo extended book. Che cos'è? Praticamente un Qode qua dietro al libro che se inquadrato trovate ehm l'estensione del libro. Cioè ci sono dei riferimenti ai personaggi che io ho citato, quindi trovate dei piccoli podcast su tutte le donne che ho citato e una decina di canzoni di Spotify che sono canzoni però attuali, moderne, perché perché l'idea è che le battaglie di queste donne in realtà sono ancora le nostre, per cui trovate Mia Martini, quello che le donne non dicono, la mannoia. Quindi queste canzoni in realtà sono canzoni attuali perché c'è la tematica delle battaglie al femminile che purtroppo è ancora molto molto attuale. Grazie
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Andelon Curse
Paolo e Francesca
L'autrice, Lisa Romanò, presenta il suo libro, pubblicato sotto lo pseudonimo di Andelon Curse, che reinterpreta la celebre e tragica storia d’amore di Paolo e Francesca, tratta dal Quinto Canto dell'Inferno di Dante. La narrazione si concentra sulla genesi del suo interesse per questa vicenda medievale, che vide i cognati Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, sposata con il fratello zoppo e sgradevole di Paolo, Giovanni Malatesta (detto Gianciotto), innamorarsi e venire poi uccisi. L'autrice, fin da sedicenne, ha espresso indignazione per il destino dei due amanti, decidendo nel suo romanzo di sovvertire il finale storico e letterario. L'obiettivo principale del suo lavoro è far scappare i due personaggi da Gianciotto, con l'aiuto inaspettato di Dante Alighieri, un finale che si discosta dalle precedenti riscritture della storia.
Ok, ora il turno di Lisa Romanò. Partiamo dalle tracce di Dante, poi e poi ci fai scoprire. Pietà del nostro mal perverso. Ecco, buonas buonasera a tutti. Ehm, questo libro che ho pubblicato con lo pseudonimo di Andelon Curse, però oggi non racconterò la vicenda legata al nome, anche perché per come vedo io i nomi chi leggerà il libro dirà "Vabbè, poteva anche non mettere il nome sopra perché io ho proprio la fissa per l'assenza di nome. Comunque partiamo dall'inizio, eh scritto l'amore di Paolo e Francesca. A parte Romeo Giulietta, Paolo Francesca forse la storia d'amore più famosa del Medioevo italiano perché l'abbiamo studiata a scuola e infatti avevo 16 anni quando ehm seguendo la lezione dell'insegnante sul quinto canto dell'inferno, vado proprio arrabbiata all'insegnante dicendo "No, però cioè non è giusto, eh cioè vengono ammazzati, trucidati e in più finiscono tra i lussuri. E lì la prof cercò un po' di farmi cambiare idea. Faccio un piccolo recup come me è passato diversi decenni da quando ha studiato il quinto canto dell'inferno. Dante, mentre fa il suo viaggio nell'ald nel diciamo nelle parti basse, quindi all'inferno arriva tra i lussuriosi, vede due anime che vagano, che vengono sballottati, quella del vento, dice "Ma chi sono questi due? Sono gli unici che girano abbracciati Paolo e Francesca. Chi erano? Erano due cognati. Lui apparteneva alla famiglia Malatesta che nel X secolo era famiglia una delle famiglie più importanti della dell'Italia centrale che voleva estendere tutto il dominio e per questo aveva aiutato ehm i daenta che erano a Ravenna a cacciare i traversari, i loro nemici storici una volta come si faceva quando poi ci si aiutava a vicenda, no? Adesso si fanno le Join venture una volta vabbè sposiamo i nostri rampolli. Quindi viene firmato un contratto notarile che era un matrimonio tra la figlia di Guido da Polenta Francesca, nota come Francesca da Rimini anche se era di Ravenna e Giovanni Malatesta, detto Gianciotto perché zoppicava. E inoltre si dice, così almeno racconta Bocaccio nei suoi commentari che fosse anche un po' brutto e grezzo. Tant'è che eh arrivate le di lei di 14 anni, quando ormai si reputava essere in età adatta a sposarsi. Il viene suggerito non di mandare direttamente Giovanni a presentarsi, ma di mandare il fratello bello, Paolo ha detto appunto Paolo il bello, in modo tale da imbrogliarla e fare in modo che lei non si rifiutasse di sposarlo. Non che una volta nel 1300 diceva anche lei le persone, cioè le donne soprattutto potessero rifiut No, è forse un artificio letterario. Tant'è che tra Francesca e Paolo scatta una scintilla, si innamorano a prima vista e questo è solo, diciamo, l'incipit perché poi la mattina dopo ehm Francesca si ritrova nel letto non Paolo, ma Gianciotto. E da lì nasce la mia storia. Nasce la mia storia perché? Perché m a distanza di qualche decennio ho detto "Ma vuoi vedere che io li faccio scappare. Faccio in modo che non vengano ammazzati da Gianciotto, perché poi anni dopo, a quanto ci racconta la storia, anche se è stato tutto insabbiato, eh Giovanni finge di andare a Pesaro, perché era podestà di Pesaro, torna indietro e sorprende la moglie col fratello. Acce dalla gelosia, cerca di uccidere il fratello, ma Ma Francesca si mette in mezzo e ammazza tutti, tutti e due. Poi non si sa niente e di vero, perché io sono andata alla ricerca e vi assicuro non si trova nulla perché è stato insabbiato il tutto. Però io cosa ho fatto? Sono partita da questo e ho trovato il sistema per farli scappare. Ho trovato un sistema un po' particolare, però ormai il mio tempo è scaduto e non posso dirvelo. Come eh questo dove però ho ho spoilerato il finale, cioè ho spoilerato ho spoilerato il finale anche perché che altri prima di me molto più importanti ne hanno scritto, ma nessuno eh li ha fatti fuggire e dico solo che gli ha fatti fuggire con l'aiuto di Dante Alighieri. È tutto da
è tutto da studire. Per avere altre curiosità si può andare sulla su Underland Curse che ho ho anche una newsletter per avere approfondimenti sui personaggi e anche dal punto di vista storico tutte le parti che ho ricostruito.
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Alberto Canali
Un pomeriggio a Battersi Park,
L'autore introduce la sua raccolta di racconti, Un pomeriggio a Battersea Park di Alberto Canali, un genere letterario che ammira per la sua capacità di andare all'essenziale e scarnificare la narrazione, una qualità apprezzata in particolare nella tradizione americana. I racconti si concentrano su storie minime e cercano di fotografare situazioni della contemporaneità, specialmente le relazioni e il mondo del lavoro per la generazione dei trenta-quarantenni, spesso prendendo spunto dall'ambiente urbano. Il racconto che dà il titolo al libro narra di un italiano a Londra la cui giornata lavorativa viene interrotta da un incidente, creando una situazione di spaesaemnto che rende possibile un incontro e un'interazione con altre persone, conducendoli infine a Battersea Park, un luogo che simboleggia le trasformazioni urbanistiche della città.
Allora, continuiamo con il libro di Alberto Canali, Un pomeriggio a Battersi Park, anche questa è una raccolta però di racconti.
Grazie, grazie per l'ospitalità. E sì, c'è una raccolta di racconti, quindi un genere eh importante, credo, nella letteratura, anche se un po' ingiustamente magariattato a volte dalle case editrici, specialmente in Italia, no? Anche se pensiamo che principali scrittori italiani 9 hanno scritto tutti raccontino e magari più apprezzato per l'estero. In particolare, diciamo, io amo molto la tradizione americana dei racconti, quella di Cver, Caver, Idora Welty, perché mi piace, apprezzo molto una scrittura che tende all'essenziale fondamentalmente, no? Quindi scarnifica, tira via un po' tutte le storie, il riempimento che a volte c'è magari in alcuni romanzi per andare proprio all'osso. E quello che ho cercato di fare in questa raccolta che eh è di raccontare delle storie magari minime, quindi in cui non ci sono poi degli eventi così straordinari che accadono, però in fondo a volte la nostra vita è questo, eh, e che cercano un po' di fotografare alcune situazioni della contemporaneità, no? In particolare eh del delle relazioni tra le persone sentimentali piuttosto che anche del mondo del lavoro che si trova a vivere oggi. In particolare magari c'è una prevalenza di storie che riguardano, diciamo, la generazione di 30arantenni in questi in questi racconti e prendo spunto un po' da alcune osservazioni di ambiente urbano, cioè diciamo io sono molto sensibile a a quello che è l'ambiente, le trasformazioni che ci sono e perché di fatto poi non sono altro che una riflesso, no, di quello che siamo e da lì ho preso spunto per costruirci delle piccole storie. In particolare ne cito, dico qualcosa di più sul racconto principale, sono cinque racconti, in realtà uno è più lungo degli altri perché è più o meno un'età del libro che appunto un pomeriggio Buttersy Park che fondamentalmente racconta eh la storia di una giornata. C'è sempre una situazione di spaesamento. In questo caso il protagonista è un italiano che vive a Londra, lavora eh diciamo là da qualche anno, non è perfettamente ancora integrato nella città, prende la sua metropolitana al mattino per andare al lavoro. Lavora, tra l'altro, alla metropolitana come se fosse una giornata come tutte, no? Poi succede, qui c'è un riferimento ovviamente a un fatto che fatti che sono accaduti un po' di anni fa, che la metropolitana si interrompe perché c'è è l'annuncio di un incidente e di di un attentato probabile, quindi diciamo la giornata prende una piega diversa, la metropolitana si interromp. Quindi questo evento rende possibile un incontro tra lui e altre due persone che magari vede tutte le mattine sulla metropolitana un vicino di casa e e una donna con cui però non ha mai parlato fondamentalmente, no? E quindi si crea il miracolo, cioè che le persone interagiscono e da lì, diciamo, appunto, in questa giornata loro poi lui li conduce in questo parco chiamava frequentare che è appunto Battery Park, che è un parco di Londra molto bello, eh che è anche esemplificativo della trasformazione a città perché fondamentalmente, magari qualcuno di voi l' ha sentito nominare, lì c'è stata una grande operazione immobiliare che ha ha trasformato quella che era la vecchia centrale a carbone del dei Pin Floyd, no? Quella della copertina lavori dei pin poi in un in un grande centro commerciale, un'operazione addirittura che era stata avviata ai tempi della TAC, poi non si è mai realizzata perché non c'erano soldi e invece negli ultimi 5 anni è stata chiusa grazie anche l'intervento di un fondo. Comunque questo è e questo crea una situazione un po' onirica, no? Perché loro vanno nel parco che è un po' un simbolo di un mondo un po' separato dal resto della città dove appunto avanza la cementificazione. Questa è un po' un'idea del tanto per darvi un'idea di cosa si parla un po' anche nelle altre storie, quindi cose molto attuali anche dietro poi trame molto semplici.
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Rossella Gamba
Prenta il suo libro autobiografico,
Rossella Gamba, avvocato e ultramaratoneta, presenta il suo libro autobiografico, L'avvocato in scarpe da running, che narra la sua esperienza con il cancro e il linfedema. L'autrice sostiene che la malattia non è stata una "sfiga" o una battaglia da combattere, ma piuttosto un risveglio e una trasformazione interiore, che l'ha costretta a fermare la sua vita frenetica e a rivalutare le sue priorità. La Gamba desidera trasmettere il messaggio che la vita non è contro di noi, ma è per noi, e che la sofferenza, se abbracciata, può condurre a una profonda rinascita e a nuove consapevolezze. Infine, attraverso la sua storia e la sua associazione, l'autrice dà voce alle disabilità invisibili, come il linfedema, incoraggiando gli altri a non ignorare le sfide altrui e ad accogliere la vita in ogni sua sfaccettatura.
Iniziamo con Rossella Gamba, l'avvocato in scarpe da running. Pronto? Pronto? Ok. Buonasera a tutti, sono Rossella la Gamba, nella vita faccio l'avvocato. Il mio libro si intitola L'avvocato in scarpe da running e parla della mia storia, una storia di una malattia, di un cancro, eh ovviamente autobiografico, quindi parlo in prima persona di tutto quello che mi è successo. Voglio leggere giusto il titoletto per poi prendere sp appunto per raccontarvi un po' alcune cose. La malattia è il mio viaggio verso nuove consapevolezze. Io non sono la malattia, io sono me stessa, o meglio direi io sono Rossella. Allora, nel momento in cui mi è stato diagnosticato un cancro, la mia vita è cambiata. Ti trovi io studiavo per diventare avvocato e ovviamente sono cambiate quelle che erano le mie priorità, nel senso che eh ti dicono hai il cancro, siamo tutti abituati ovviamente a sentire questa parola fin quando però non ci capita la vita, diciamo, cambia una direzione. Quindi da donna che rincorreva il suo obiettivo, l'unico scopo di vita era quello di realizzarmi nella vita, quindi diventando avvocato, avendo una carriera, la vita ovviamente mi sbatte in faccia un cancro e mi fermo, mi fermo per forza a pensare. Purtroppo siamo abituati a vivere una vita frenetica, fatta di non riusciamo neanche a fermarci un attimo, a guardarci allo specchio, ad ascoltare, ascoltare quello che abbiamo dentro. Al che mi sono dovuta fermare e dire "Ok, la vita mi sta chiamando ad affrontare questa malattia. Io non parlo mai di battaglia o di combattimento, perché la malattia non è una battaglia, non è un combattimento. La malattia arriva perché eh fondamentalmente la vita ci dice "Stai correndo, ok, benissimo, adesso ti fermo via io se tu non vuoi fermarti". Io credo molto nel nulla cade per caso, infatti qua lo scrivo, nel senso che la mia malattia non è non è stato un caso, ma è stato un risveglio a una trasformazione mia interiore abituata a correre. Io corro anche nella vita, nel senso che sono un'ultra maratoneta, fa corro e purtroppo mi era stato detto che non avrei potuto correre perché il cancro mi ha portato anche un'altra malattia invalidante della quale non si parla mai ed è linfedema che viene quando ti vengono asportati dei linfonodi. C'è qualcuno che magari la conosce, altri no. Da qui è nata anche un'associazione per aiutare tutte queste persone affette anche di di linfedema, perché purtroppo siamo abituati a vedere solo quelle che sono le disabilità visibili, ma quelle invisibili nessuno le vede, ma soprattutto nessuno dà voce a questo. E io in qualità anche di avvocato e di persona che ha vissuto una storia così e di una disabilità, diciamo, invisibile che ho tutt'oggi, ho voluto anche portare alla luce questo. Qui parlo quindi della mia trasformazione, della trasformazione di una donna che si trova a dire che la vita non è mai contro di noi, la vita è per noi. Tutto quello che ci accade nella vita, noi siamo abituati a dire siamo sfigati, non non io non parlo di sfiga. La malattia per me non è stata una una sfiga. La malattia per me è stata una rinascita, un modo di mettermi allo specchio, di guardarmi e di comprendere qual era il senso più profondo della mia vita, perché mi è arrivata. Me lo chiedo tutti i giorni, non posso negar che non sono ancora molto incazzata, ma l'unico modo per poter comprendere qual è il senso della vita è abbracciare quello che ci succede, abbracciare la sofferenza. E col mio libro ho voluto donare a tutte le persone pronte per accogliere le parole che sono scritte qua, perché purtroppo non tutti siamo pronti per sentirci dire "Nulla accade per caso, la vita è per noi e non la vita è contro di noi." Ho cercato di buttare un seme a tutte quelle persone che avranno voglia di leggere la mia storia, una storia che può capitare a chiunque. E dico anche non abituiamoci solo a guardare il nostro orticello perché fin quando ovviamente non accade a noi, alle persone più vicine non ne sappiamo niente di questa parola che ci fa molto male, cancro. Arriviamo poi ad abbracciarla con amore e non guerreggiando, perché non dobbiamo combattere la vita. La vita non va combattuta, la vita va accolta in ogni sua spaccettatura e quindi vorrei buttare gettare un seme nelle anime di tutte quelle persone che sono pronte ad accogliere le mie parole. Concludo leggendo giusto l'ultimo pezzettino che è l'ultima pagina che mi ritrovo ancora io davanti allo specchio. Mi sono trovata all'inizio davanti allo specchio a vedere quella ragazza che aveva tanti sogni, che poi ha realizzato il sogno di diventare avvocato dopo 5 anni di malattia. Però io divento avvocato dopo. Vuol dire che nel momento prima di ammalarmi non ero pronta per quel traguardo. Lo sono stata dopo perché ho compreso cosa mi volesse dire in quel momento la vita. Leggo giusto due pagine. Nello due righe nello specchio. Un riflesso di luce illumina il mio viso. Sorrido. Osservarsi fino al profondo dell'anima, scrutarsi ogni giorno negli occhi e avere il coraggio di agire, andare avanti e trovarsi davanti lo specchio e scegliere di cambiare e andare oltre la verità che la vita ti vuole far digerire. Occhi ancora rivolti al passato. Osservo ciò che ero e ciò che sono di vontata. Consapevole che la malattia non sia arrivata per caso. Consapevole di poter farti incazzare mentre leggi queste righe. Consapevole che la malattia è un'opportunità se la sai guardare, accettare e accogliere. Consapevole che ti stai rispecchiando in quello che sto dicendo. Silenzio. Indosso le mie nuove scarpette da running. Io, Rossella, unanima in viaggio. Grazie.
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Luigi Alberto Margutti
sotto il cielo stellato della Maremma
Luigi Alberto Margutti, un contabile che si definisce non scrittore, condivide una riflessione intima nata sotto il cielo stellato della Maremma, luogo amato dalla moglie Laura, a cui ha dedicato un libro dopo cinquant'anni di matrimonio. Il cielo notturno diventa il suo interlocutore privilegiato, un ascoltatore paziente a cui confida frustrazioni e osservazioni sulla natura, la società, e l'egocentrismo umano, spesso causate da esperienze come il traffico sulla famigerata statale Aurelia. Per superare i propri difetti e comprendere gli altri, l'autore si diletta a un "gioco a scacchi" interiore, un conflitto titanico che talvolta riesce a comporre; tuttavia, la Maremma non è solo meditazione, ma anche convivialità e relazione comunitaria. Sebbene Laura venga menzionata esplicitamente solo alla fine del libro, la sua presenza è costante nella tensione verso l'Assoluto, la bellezza e l'armonia, e in una scena cruciale in cui la madre di Samuel incontra Cristo sofferente, che funge da punto focale del libro e offre all'autore una speranza di felicità eterna per Laura.
Un racconto altrettanto intimo di Luigi Alberto Margutti sotto il cielo stellato della Maremma.
Mi si sente?
Allora, io non sono uno scrittore, sono un semplice contabile prestato a questo, diciamo, l'uman umanesimo. Per cui abbiate pietà di me, abbiate pietà di me anche per l'età, perché l'età porta a una mancanza di memoria breve, per cui ho dovuto scrivere qualche appunto e quindi ecco, ho amato mia moglie Laura per 50 anni e alla fine ho voluto dedicarle un libro in memoria della nostra condivisione terrena. Il libro contiene un ventaglio di riflessioni maturate sotto il cielo,
sotto il cielo della Maremma. È un cielo particolare perché è un cielo più nitido e più eh come scusate il ho perso la memoria tridimensionale e quindi più suggestivo. Ma perché la Maremma? Perché Laura era innamorata della Maremma e ogni anno andavamo noi con il cane Tea andavamo a raccogliere le olive da amici. Il cielo stellato diventa così il mio interlocutore privilegiato al quale io confido tutto tutto dalle frustrazioni a volte drammatiche e a volte scherzose causate dall'impatto traumatico con la famigerata statale Oureglia nel tratto sud della Toscana. Io non so se qualcuno la conosce quella strada è famigerata, ma la pazienza di questo cielo è infinita come lui e ed è pronto ad ascoltare tutte le mie confessioni sulla natura, sulla società, sulla nostra insofferenza delle regole, sulla carenza delle istituzioni, sulla nostra prevenzione a considerare il nostro mondo interiore come l'unico modello valido per tutto l'universo. Purtroppo anch'io ricado in questo difetto. E allora per corregermi Mi diletto a giocare la partita a Sca. È una partita bellissima in cui io sono io e io sono anche il mio avversario che è contrapposto a me in maniera violenta. In questo modo io ho la possibilità di entrare e di riconoscere le ragioni degli altri. È un lavoro molto faticoso, titanico, però alle volte riesce e riesco anche a comporre le i conflitti che sono in me. Ma attenzione, la Maremma non è soltanto meditazione, è anche convivio, è anche relazione comunitaria all'ombra di freschi perdolati e all'ombra di freschi perolati e di pregiati ulivi, leccini e moraioli. Ma eh io paradossalmente non parlo mai di Laura se non alla fine del libro, ma Laura è presente è presente nella tensione costante. verso l'assoluto, verso la bellezza e l'armonia che sono la perfezione e sono l'anticipazione del di questo cielo stellato, cioè sono l'anticipazione di una vita migliore che questo ci celo stellato mi propone. È presente soprattutto nella mia personale visione quando la madre di Samuel, straziata dal dolore, si trova a tu per tu con il Cristo perenemente sanguinante nella sua condizione simultanea di vita di morte. È questo il punto focale del libro. È qui, è soltanto qui, che mi si apre uno squarcio di sereno che mi incoraggia a cercare un senso al mistero del dolore e mi fa sperare che Laura viva ancora in una dimensione di felicità. Concludo le parole finali con le parole finali del libro. La frequentazione della Maremma è stata per Laura come toccare il cielo stellato con un dito e la sua gioia è stata la mia Gioia.
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Mario Lopinto
Una buona misura,
Mario Lopinto presenta il suo libro autobiografico, intitolato "Una buona misura," che raccoglie le esperienze della sua vita, sottolineando che "nulla accade per caso." L'autore spiega di aver adottato un approccio distaccato alla narrazione, descrivendo la sua vita "come se l'avesse vissuta un altro," per raggiungere una scrittura più scorrevole e per "capire che non hai niente da difendere." Cresciuto negli anni del "positivismo assoluto" e formatosi con scelte tecnico-scientifiche (lavorando anche sui GMO), Lopinto ritiene che il suo libro sia da leggere perché "tutto è vero," offrendo al lettore una comunicazione sulle molteplici esperienze della vita che superano il semplice pensiero. Infine, l'autore introduce il tema della "felicità," un'entità sfuggente che si percepisce solo un attimo dopo che è accaduta, un concetto che richiama l'espressione francese esprit de l'escalier.
Continuiamo sempre sul genere autobiografico. Mario Lopinto, una buona misura.
Buonasera, io mi chiamo Mario Lopinto, abito a Legnano dall'85, ma e su questo libro ho ho scritto quello che che ho vissuto perché nulla accade per caso, come dice l'avvocato. E c'è un capitolo che si chiama anche Maremma perché la mia mamma era Maremma. e quindi ci sono andato spesso e ci sono degli e anche di questo. Perché l'ho scritto? Beh, l'ho scritto perché quando sono andato in Io sono non sono Sì, ho fatto il liceo classico, però poi sono decaduto perché mi sono iscritto alla facoltà di agraria e e ho fatto l'agronomo. Però eh quando sono andato in pensione cosa faccio? Cos'è tutta questa cosa che c'ho? Tutte queste cose che c'ho tra i piedi? Allora ho messo in ordine e mettendo in ordine. L'ho fatto eh descrivendo la mia vita come se l'avesse vissuto un altro, cioè eh andare a vedere tu un po' fuori di te e questo dà una scorrevolezza alla scrittura eh migliore che non in altro modo e ti fa capire che non hai niente da difendere. M sei anche sei tu stesso che guardi te stesso con un altro te stesso senza trascurare anche gli aspetti che possono essere meno positivi. Ci ho messo anche qualche poesia perché mio papà era, diciamo, un poeta che veniva da Pantelleria, quindi io sono mezzo mezzo nato a Milano, padre del sono come l'Italia m tutta tutta intera. Cosa c'è dentro? Vabbè, c'è la la mia educazione classico, ma anche da figlio un po' più giovane di quello che diceva prima che era del 91, io sono il 53, quindi e praticamente sono nato sono cresciuto negli anni della conquista spaziale, del positivismo assoluto. Quindi tutte queste cose mi hanno formato. Mi hanno formato, mi hanno Sì. mi hanno mi hanno dato quella impronta che mi ha fatto fare delle scelte tecnicocientifiche e poi la famiglia, la la legn Parlo parlo di Legnano, cioè del mio rapporto con questa cittadina venendo da Milano, mi ricordo che sono andato a pitare Mazza Fame, che è quasi come una canazza, e quelli di Legnano dicevano io non mai perché io abito in centro a Legnano. Beh, ma io abitavo in centro a Milano, abitavo praticamente più Loreto e se ci vengo io poi però per dire ehm però anche il lavoro, il lavoro che ho fatto mi sono occupato perfino dei dei GMO mh dei geneticamente modificati quando erano in voga. Ehm senza poi dire di essere a favore o contro, ma c'ho lavorato dei viaggi che ho fatto. Perché leggere questo libro? Mah, direi che perché quello che c'è dentro è tutto vero, come diceva Shakespeare, non c'è più c'è più ci sono più cose nel nel mondo che nella tua filosofia, diceva un personaggio, cioè tante cose che noi viviamo sono di più di quello che abbiamo in testa e ripercorrerle può essere qualcosa da comunicare e qualcosa che ci mette in comunicazione con gli altri. Però siccome secondo quel che mi è stato insegnato, una cosa non è vissuta veramente se non viene giudicata, ho messo anche dei giudizi, cioè ho giudicato, ho cercato di giudicare quelle cose che mi sono successe alla luce di qualcosa che rendere qualche un ideale che rende possibile il giudizio, perché il giudizio è una paragone di sé con con qualcosa di fuori di sé. Ehm, vabbè, rileggo anch'io così perché alla fine questo giudizio porta qualcosa che una parola che è un po' così sugente. La felicità Se voi leggete il contro di copertina dice: "Le cose importanti si percepiscono nell'istante in maniera fugace. Se ne sente l'eco o si trattiene qualcosa nello sguardo più spesso soltanto nella cota dell'occhio. La felicità è tanto reale quanto sfuggente e siccome ci accorgiamo di essa un attimo dopo che è successa è difficile descriverla perché si tratta di qualcosa di inaspettato, completamente ecedente ogni nostro desiderio." Rischio anche adesso che ne scrivo di essere come al solito fuori tempo e fuori luogo. Un po' quello che intendono i francesi con l'espressione spidescalier che indica la situazione nella quale quel che dovevi pensare o dire o di cui dovevi accorgerti quando, per esempio, ti è successa la felicità mentre stavi scendendo le scale per andar via dal posto dove ti è successa. E quello che volevi dire o pensare o essere arriva sempre un po' un po' troppo tardi.
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Nicoletta Albertalli,
Un sorriso in braccio, diario di un'adozione"
Questi estratti presentano due autori che discutono le loro recenti opere autobiografiche. La prima autrice, Nicoletta Albertalli, parla del suo libro "Un sorriso in braccio, diario di un'adozione", nato dal diario che scrisse durante il processo di adozione di suo figlio in Sri Lanka; il libro intreccia le annotazioni originali con "flash al presente" per mostrare le aspettative non realizzate e le gioie e i dolori che si sono succeduti. L'opera è anche un libro illustrato, con la copertina e le immagini interne realizzate da studenti del liceo artistico, simboleggiando l'unione di culture con l'immagine di un anemone (europeo) e un fior di loto (esotico). Il secondo autore, Vincenzo Uccelli (che usa lo pseudonimo Enzo Lucci), introduce "Vaspola", un racconto dei suoi viaggi da single, in particolare una vacanza in Vacanza Spagna Olanda, nel quale condivide i suoi punti di vista, le esperienze di viaggio e riflessioni sulla vita dei quarantenni di oggi
Un sorriso in braccio, diario di un'adozione di Nicoletta Albertalli.
Buonasera a tutti. Allora, questo libro, come ho sentito gli altri, anche questo è un'utopiografia ed è nato da un'idea di un diario che ho scritto, che ho anche qui su un'agenda presa al volo quando sono stata chiamata con mio marito per andare adottare mio figlio nello Sri Lanka. è un'agenda che comunque eh è stata con me sempre durante i vari traslo sempre nella nella libreria, eh però non l'avevo più riletta, quindi qualche anno fa eh mi è capitata sottomano in un momento di quei momenti di tristezza un po' ho deciso di leggerla ancora e mi sono lasciata prendere da emozioni che erano ancora più forti di quando ero là effettivamente e addir addirittura ho deciso subito, ecco, di di farne un libro, di farlo conoscere. All'inizio pensavo soltanto di trascrivere in modo diverso, ovviamente, perché era un'agenda e tutti i giorni scrivevo le mie impressioni in modo molto semplice, anche in matita spesso e molto sinteticamente, di farne soltanto un libro per far conoscere, per aiutare magari le coppie che avevano intenzione di adottare un bambino oppure che l'avevano già fatto, far conoscere anche la mia storia. Poi man mano che lo scrivevo eh ovviamente mio figlio adesso ha 35 anni, quindi io l'ho scritto 3 anni fa, ho già fatto delle altre presentazioni, però ehm diciamo che anche adesso, per esempio, è come se fosse la prima volta, no, per me, per farlo conoscere gli altri. Ehm quando l'ho scritto ho detto "Le cose non sono andate poi sempre". come io pensavo allora e quindi nel diario, diciamo, che ha ogni capitolo intestato, intitolato come la data, la data di quel giorno, perché neanche proprio ho segnato sempre ogni data. Ho messo dei flash al presente, di solito si fanno i flashback, io ho fatto dei flash al presente, quindi nell'anno del ritrovamento del diario e eh di quello che è successo nel frattempo, senza addentrarmi troppo perché intanto sarebbe stata una cosa piuttosto delicata e anche nei confronti di mio figlio in generale e però è bello da leggere perché ci sono dei sentimenti e si intravedono, si si legge fra le righe quello che può essere successo, ehm delle aspettative che non si sono avverate, dei problemi anche di salute e quindi e anche di momenti di felicità, insomma, nonostante tutto. Eh quello che colpisce anche è il fatto che è un un libro illustrato. Ci sono delle ci tengo a dirlo perché, insomma, io sono un ex insegnante dell'Istituto dell'Aqua di Legnano, adesso ormai sono in pensione anch'io da un po' di anni e ci tenevo, visto che sono molto legata al mio luogo di lavoro, ci tenevo a coinvolgere eh gli studenti del liceo artistico che che c'è adesso l'istituto dell'Aqua e quindi ho fatto realizzare da due classi diverse la copertina e all'interno alcune eh immagini che loro hanno eh espresso in gruppi diversi e dopo averlo letto. Quindi ho voluto che anche i ragazzi di 14 anni, perché no, 15 anni insomma ragazzi di terza 15-16 anni degli adolescenti leggessero eh il mio libro per vedere che cosa provavano, che cosa avrebbero espresso eh in modo grafico e devo dire che è stato anche un'esperienza, eh dal punto di vista della differenza generazionale ressante perché la scelta poi è ricaduta solo su sette immagini perché la casa editrice mi ha dato dei limiti, eh però sarebbero stati da scegliere tutti quanti. E anche la copertina che poi mi è stata spiegata anche nel significato perché rappresenta in modo ehm tra l'altro molto colorato, per cui molto attraente, eh l'immagine di eh due fiori e quello più grande che rappresenta un fiore europeo, cioè europeo sì, nostro, diciamo, un anemone, quindi rappresenterebbe me quello piccolo, il bocciolo di un un fior di loto che rappresenta l'esotico e lo sfondo con montagne stilizzate che sono le piantagioni di tè, perché io comunque nella descrizione del diario, oltre che alle fasi proprio eh importanti, intense di tutto questo di questa trafila, no, che è venuta prima e poi là nello Srirca ho anche raccontato qualcosa che ho visto, insomma, quindi c'è un po' di cultura, un po' di immagini della natura, di quello che è passato, quindi eh Dietro c'è un QR code anche ehm che inquadrato eh riprende eh l'introduzione, l'incipitto da da un attore e quindi la prima parte del del romanzo romanzo della biografia. Grazie Continuiamo appunto sulla scia dei diari con Vaspola di Vincenzo Ucceti.
Salve a tutti. Scusate ho un pochettino di tensione, ho bisogno di farlo. Eh, si chiama Vaspol è scritto da Enzo Lucci, che in realtà sono io, perché secondo me Vincenzo Uccelli sarebbe upa troppo lungo. A parte questo, siete stati tutti bravi a parlare, a descrivere e la maggior parte di voi sono degli insegnanti. Io invece faccio il tecnico, scusate,
il tecnico il tecnico di impianti industriali. Facendo il tecnico di impianti industriali io viaggio e e viaggio parecchio e oltre a viaggiare per lavoro, viaggio anche per passione. Eh, siccome sono single, il giorno d'oggi fare una vita così è abbastanza complicata per avere una coppia, eh tutti mi chiedono "Ma che cosa fai quando vai in giro in vacanza da solo?" E a questo punto eh ho deciso di scrivere un libro, anche perché anche perché durante le serate che passo da solo dentro glihel ho trovato la passione di scrivere. Quindi il libro Vascola vuol dire vacanza, Spagna Olanda, che è la vacanza che ho eseguito l'anno scorso. Ehm, dentro ci sono tutti i miei punti di vista, che cosa visito, eh, dove vado, cosa mangio, perché comunque a me piace mangiare, non so se si vede. E niente, consiglio di leggerlo perché oltre a des mie esperienze. Parlo anche di attualità, di quello che succede ai quarantenni oggi. Questo è tutto e tante grazie a tutti.
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Piero Carbonetti
Piero Carbonetti presenta il suo sito web, una piattaforma di lettura completamente gratuita dove mette a disposizione i suoi racconti e romanzi brevi, accessibili con una semplice registrazione. Il progetto è guidato da una profonda convinzione che la scrittura debba anche dare qualcosa oltre alle emozioni, concretizzandosi in un intento solidale e benefico. Pur essendo gratuito, il sito chiede agli utenti un gesto di solidarietà attraverso un contributo libero a favore di associazioni a loro scelta, senza alcun controllo diretto da parte dell'autore. Questa iniziativa, che sta riscuotendo successo ed è in espansione con l'aggiunta di audiolibri grazie alla collaborazione gratuita di professionisti e persone comuni, riflette il precedente impegno benefico di Carbonetti con la Proloco di Busto Garolfo, dove i ricavati dei suoi romanzi erano stati interamente devoluti in beneficenza.
Bene, allora lascio ora la parola a Piero Carbonetti per una descrizione invece del suo del suo libro, del suo progetto. Ecco.
Allora, buonasera a tutti. Io sono Pi Carbonetti, scrivo racconti e romanzi brevi e questa sera presento un sito internet di lettura a scopo solidale. Io ho raccolto i miei racconti in un sito e eh li regalo a chi li vuole reggere. Il sito è completamente gratuito, non c'è da comprare niente, non c'è nessun abbonamento, basta una semplicissima registrazione e si è accesso ai miei racconti. Sono circa 15. Ecco, questo sito è figlio del mio modo di vedere la scrittura. Per me la scrittura è dare oltre emozioni dare anche qualcosa. Io da anni collaboro con la Proloco di Gusto Garolfo e con loro ho scritto tre romanzi e tutti questi tre romanzi sono stati donati alle associazioni di eh volontariato tutti quanti e non c'è stato da parte mia di nessuno Non ho guadagnato €1. Ecco, tutto a scopo benefico. 2017-2019202. Ci tengo a ricordare quello del 2019 perché in piena pandemia abbiamo deciso con Proloco di aiutare delle associazioni che veramente stavano soffrendo in quel momento lì e abbiamo insieme ad uno chef famoso abbiamo fatto un romanzo di ricette e questo romanzo qui è stato stampato dalla Proloco, è stato venduto e l'intero ricavato è stato donato a Auna matata, che è una situazione di busto Garolfo che, diciamo, segue dei ragazzi difficili e a alla GPU che sono i genitori promozione umana, è un'associazione di genitori riuniti con i bambini disabili. Ecco, questo è stato una un'operazione benefica che mi ha dato un po' il là per dire "Ok, adesso faccio qualcosa io". Quindi ho creato questo sito. Il sito è completamente gratuito, c'è un però. Io all'inizio di ogni racconto dico caro ettore, questo racconto è gratis. Io chiedo a te un gesto di solidarietà, un contributo libero a chi vuoi. Io non ho nessun controllo, non non ho voluto, cioè dire a chi o quanto. A me basta solo pensare che qualcuno lo faccia. Quindi questo è il sito. È partito a maggio e ha un discreto successo. È stato presentato a Gusto Garolfo e ha un discreto successo. La famiglia si è allargata e da scrittura adesso sta diventando audiolibro. Quindi stiamo convertendo i miei racconti in audio, quindi sul sito ci sono anche degli audio. Con me collaborano delle persone normalissime. Siamo 13, eh, son partito da solo, siamo in 13. E anche persone professionisti, io c'ho dei musicisti, dei cantanti, delle attrici che gratuitamente stanno rileggendo i miei racconti. Quindi questo è un po' la mia presentazione. Io sto divulgando questa cosa qui che è scopo puramente benefico. Il sito.
Sì, il sito è il mio nome, www.pieroetti.it e C'è un sottotitolo che è racconti in voce e caratteri espressioni di scrittura creativa. Stiamo lavorando a un progetto che penso andrà in porto in primavera. Io ho scritto una favola per un'associazione e la Croce Azzurra non so se la conoscete e io ho scritto questa questa favola. Questa favola verrà portata in scrittura, in audio e molto probabilmente anche in un cartone animato, quindi sarà una cosa un po' così. Ecco, io di questo non ho un genere, ecco, io scrivo eh Dove vado? Io sono io seguo due filoni. Uno è quello popolare, un po' all'Andrea Vitali e un altro un pochettino un po' più alla Muracami. A me piace prendere una persona in un contesto normale e mandarlo in un altro mondo, cioè a farlo vivere. Ecco, questo i racconti sono brevi e quindi vabbè, è tutto quanto.
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Giovanni Pedrotti,
La Cascina del Mino nella contrada Legnarello.
Questo estratto audio si apre con un avviso di un cambio di argomento, introducendo una sezione dedicata alla Storia Locale con l'intervento di Giovanni Pedrotti, autore del libro "La Cascina del Mino nella contrada Legnarello". L'oratore inizia con una riflessione sull'importanza di trarre insegnamento dalle radici di un popolo per evitare di ripetere gli errori passati, anche se ammette con rammarico che tali errori si stanno manifestando ancora oggi. Il focus centrale della discussione è la storia e l'evoluzione della Cascina del Mino, oggi nota come Cascina Olmina, e la sua relazione con la contrada di Legnano. Pedrotti, autodefinitosi un "topo d'archivio" che ha condotto anni di ricerche, rivela dettagli storici e catastali, come il fatto che Cascina Canazza fu annessa a Legnano solo nel 1928, e affronta la disputa etimologica tra Legnanello e Legnarello, indicando che il nome cambiò dopo il 1850. Infine, l'autore condivide le sue scoperte sulla cascina, documentata dal 1494 e originariamente posseduta da famiglie influenti come i Lampugnani e successivamente i Vismar.
Non so se nel frattempo è arrivata Michela Bernorio. Qui ora spazziamo, eh, vi avviso, spazziamo in argomenti completamente diversi l'uno dall'altro e iniziamo con Storia Locale,
Giovanni Pedrotti, La Cascina del Mino nella contrada Legnarello.
Buonasera a tutti. Allora, dalle proprie radici un popolo può trarre l'insegnamento per proseguire nel suo cammino senza ripercorrere gli stessi errori del Purtroppo non ci siamo. Gli errori del passato li stiamo vedendo tutti i giorni in quello che succede in Palestina eccetera eccetera eccetera. Non entriamo in questo discorso, senò magari poi litighiamo. Comunque questa è la cascina del Mino, ma vedete sono le vecchie cascine di Legnano. La cascina del Mino oggi si chiama Cascina Olmina. Questa è Canazza e c'era la cascina Canazza, però Cascina Canazza non faceva parte di Legnano fino al 1928. Cascina Canazza era di Cerro, era sotto cerro e non apparteneva a Legnano. Nel 1928 Vittorio Emanuele II ha pensato bene di spostare i confini di Legnano e Cerro e ha fatto diventare Cascina Canazza sotto Legnano. Allora io son partito perché io sono un cascinato proprio vivo e ho vissuto in questo piccolo rione. Mi son chiesto perché questo rione non ha una storia. Legnano ha una storia dal 1176 se ne parla eccetera eccetera. Questo rione è inserito nella parte, diciamo, eh nord di Legnano, oltre Lolona, in quello che è Legnanello. Se siete di Legnano sapete benissimo che c'è la disputa tra Legnanello e Legnarello. Legnarello. è sempre stato legnarello fino al 1850. Dopo il 1850 catasto lombardo veneto è diventato legnanello. Quindi il legnarello è passata alla contrada. Quando oggi parliamo di legnarello parliamo della contrada. Quando parliamo di legnanello parliamo del territorio sopra lona. Faccio il professore, eh, Ho fatto n anni di ricerche, sono un topo d'archivio e quindi vi racconto un po' tutte queste cose e all'interno di questo libro poi trovate un po' tutta la storia di questa cascina. Allora, questa cascina è dal 1494 esistente, trovata sui documenti dei notai dove si chiamava Cassina del Min. Il Mino chi era a questo punto? Il Mino era un lampugnani. Non sappiamo se era Gerolamo, non sappiamo se era Giacomo, Giacomino, Gerolamo, Gerolamanino, non sappiamo di chi e non sono ancora riuscito a trovarlo, però sappiamo che i lampugnani erano quelli che erano i possessori dei cortili cascina. Sono stati i Lampugnani e successivamente i Vismar. Qui sono tutte famiglie che nella Legnano antica hanno spaziato e hanno preso terreni eccetera eccetera.
Interessante anche questo. Mi piacerebbe conoscere i tuoi genitori. Vabbè, comunque ragazzi, questo è il libro. So che alcuni di voi forse l'avranno già visto. Se volete è là.
Storia Locale.
Certamente. Il tema della Storia Locale è trattato in diverse opere, assumendo il ruolo di ambientazione, oggetto di indagine storica o sfondo per vicende personali e saghe familiari, con particolare enfasi su Legnano e aree limitrofe, ma anche su contesti regionali più ampi come la Sardegna e la Calabria.
1. La Storia Locale come Ricerca e Memoria del Territorio
Diversi autori hanno approfondito specifici contesti storici e geografici per valorizzare la memoria del proprio territorio:
Il Contesto Legnanese
• Antifascismo e Resistenza: Il libro Mauro Venegoni e i suoi fratelli, la vita e le battaglie di una famiglia antifascista di Legnano, di Renata Pasquetto, è una storia locale vera e basata su documenti inediti. I protagonisti sono due fratelli nati a Legnano (nel 1902 e 1903) in una famiglia di operai e contadini. Non potendo studiare, lavorarono in aziende locali (Cotonificio Cantoni, Francoti) ma si formarono politicamente, iscrivendosi prima al Partito Socialista e poi al Partito Comunista nel 1921, diventando responsabili di zona non solo a Legnano, ma in tutta la Valle Olona. Quattro fratelli Venegoni furono il nerbo della resistenza a Legnano e nella Valle Olona, in particolare nelle Brigate Garibaldi, collaborando anche con altre forze locali come la Brigata Carroccio. Il libro commemora il sacrificio di Mauro, arrestato a Busto Arsizio, torturato a lungo e ucciso con due colpi di rivoltella alla nuca, per il quale ricevette la Medaglia d'oro al valore militare alla memoria.
• Cascine e Contrade di Legnano: Giovanni Pedrotti, definendosi un "topo d'archivio", ha scritto La Cascina del Mino nella contrada Legnarello, per trarre insegnamento dalle radici del popolo e proseguire senza ripetere gli errori del passato.
? L'opera narra la storia delle vecchie cascine di Legnano, come la Cascina del Mino (oggi Cascina Olmina), documentata come esistente già dal 1494.
? Viene fatta chiarezza sui confini amministrativi: la Cascina Canazza (dove si svolge la presentazione) non faceva parte di Legnano fino al 1928, quando Vittorio Emanuele II spostò i confini rendendola parte della città.
? L'autore distingue anche tra Legnanello (il territorio sopra il fiume Olona) e Legnarello (la contrada), specificando che Legnarello fu il nome usato fino al 1850, quando il catasto lombardo veneto lo trasformò in Legnanello, lasciando Legnarello come nome della contrada.
• Legnano e l'attualità: Giovanni Mario Sarti, autore di La fiamma e lo spirito, nato a Legnano nella zona "oltre Olona", ha descritto la sua storia, che si svolge prettamente su Legnano, inclusi tentativi di candidatura alle elezioni comunali nel 2012.
Storia Italiana e Contesto Locale nel Tempo
• Seconda Guerra Mondiale e Corti Lombarde: Il romanzo Ogni giorno un'alba nuova di Maria Rosa Colombo è ambientato nel territorio a cavallo dei fiumi Olona e Ticino, includendo Castellanza e le corti lombarde. La storia, che copre il periodo dal 1943 ai giorni nostri, rievoca fatti storici reali del luogo, come l'armistizio dell'8 settembre, il mercato nero con il Piemonte e il bombardamento di Sesto Calende.
• Suffragette e Unità d'Italia: L'alba del 2 giugno di Sara Pellizzari Rabolini racconta le battaglie per il diritto di voto e istruzione in Italia a cavallo del 1861 (Unità d'Italia), attraverso la figura di Annamaria Mozzoni, che visse a Rescaldina.
• Medicina Storica in Valcamonica: Zafferano selvatico di Erica Cassani è ambientato in un paesino della Valcamonica a metà del 1800. L'autrice, che è medico, ha dovuto ricercare e studiare le pratiche mediche dell'epoca per descrivere il suo protagonista, un dottore che lavorava lontano dagli ospedali e con scarsi mezzi. Il romanzo è ispirato anche a personaggi storici reali come Camillo Golgi (premio Nobel, nato in Valcamonica nel 1843) e Cesare Lombroso (medico e criminologo).
• Meridiane e Misurazione del Tempo: Il saggio divulgativo Meridiane, la geometria del sole di Gaetano Lomazzi tocca la storia della misurazione del tempo in Italia, citando l'uso delle ore variabili (romane/greche) a cui fanno riferimento le cronache della Battaglia di Legnano. Inoltre, menziona l'esistenza di una grande meridiana sulla chiesa della Madonnina a Legnano, un tempo punto di riferimento per i viaggiatori sulla Via Severiana (l'attuale Sempione), che mostrava sia le vecchie ore italiche sia quelle nuove.
2. Storia Locale come Sfondo per l'Identità
La dimensione locale e regionale è fondamentale anche nelle narrazioni che esplorano l'identità e i legami familiari:
• Calabria: Torniamo a casa di Vicky Gulli è una storia che inizia in un borgo calabrese nei primi del Novecento, dove vigeva la "legge della prima notte". La narrazione si sposta tra Catanzaro e New York, ma l'autrice invita i lettori ad accompagnarla "in quei luoghi dove c'è il castello".
• Campagna Parmense: Il romanzo La costellazione primaria di Daria Soffientini ripercorre la vita della nonna, Benedetta (classe 1922), che nacque nella campagna parmense.
• Maremma: La Maremma è un luogo di profonda riflessione per Luigi Alberto Margutti nel suo Sotto il cielo stellato della Maremma, un libro dedicato alla moglie Laura che amava profondamente quella regione. La Maremma è descritta come un luogo di meditazione e relazione comunitaria. Anche Mario Lopinto, in Una buona misura, cita un capitolo intitolato "Maremma", poiché sua madre era originaria di lì.
• Sardegna (Viaggio di Conoscenza): L'Isola Muta di Andrea Negro racconta il suo viaggio emozionale di conoscenza in Sardegna nel 2021. L'autore ha cercato di esplorare una "altra Sardegna", non solo la Costa Smeralda, entrando in contatto con l'autenticità di zone meno battute come Urzulei (nell'Ogliastra interna) e Seulo (il paese dei centenari). Negro descrive la diffidenza iniziale e la successiva accoglienza dei residenti di Urzulei, che vogliono assicurarsi che il visitatore sia "persona degna all'altezza del paradiso che li accoglie". A Seulo, il "paese dei centenari," ha scoperto che il segreto della longevità risiede nel "cuore sovradimensionato" degli abitanti, che "pulsa, schiocca, romba, preme, spinge sotto la pelle"
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Cascina del Mino.
Certamente. La Cascina del Mino è un elemento di storia locale significativo, strettamente legato al contesto di Legnano e del quartiere Canazza. Le informazioni fornite ne ricostruiscono l'identità, la collocazione e la rilevanza storica.
Identità e Collocazione della Cascina
La Cascina del Mino è un'antica struttura del territorio di Legnano:
• Denominazione Attuale: Oggi la Cascina del Mino è chiamata Cascina Olmina.
• Contesto Geografico: Si trova in quello che è noto come il rione Canazza. Il luogo in cui è stata fatta la presentazione, lo Spazio incontro Canazza, si trova vicino a dove sono stati creati anche i gruppi di automuto aiuto per il lutto.
• Contrada di Legnano: Il libro che tratta della cascina ha il titolo La Cascina del Mino nella contrada Legnarello.
Storia e Origini
L'autore, Giovanni Pedrotti, che si definisce un "topo d'archivio," ne ha tracciato la storia basandosi su documenti:
• Antichità: La cascina è documentata come esistente dal 1494, secondo i documenti dei notai.
• Proprietari Originali: All'epoca era chiamata Cassina del Mino. Il "Mino" era un Lampugnani, anche se non è stato ancora possibile identificare se fosse Gerolamo o Giacomo (Giacomino, Gerolamanino). I Lampugnani e successivamente i Vismar sono state famiglie importanti nella Legnano antica, che hanno posseduto i cortili-cascina e hanno acquisito terreni nella zona.
Rilevanza nel Contesto Storico-Geografico di Legnano
L'indagine sulla cascina ha portato l'autore a fare chiarezza sulla geografia storica locale:
• Confini Amministrativi: È importante notare che la Cascina Canazza (il luogo dell'evento) non faceva parte di Legnano fino al 1928. Solo in quell'anno, Vittorio Emanuele II spostò i confini, includendo Cascina Canazza sotto Legnano. In precedenza, Cascina Canazza si trovava sotto Cerro.
• Legnanello vs. Legnarello: La cascina si trova nella parte nord di Legnano, oltre l'Olona, in quello che è Legnanello. L'autore ha evidenziato la disputa tra Legnanello e Legnarello: Legnarello era il nome utilizzato fino al 1850, dopodiché il catasto lombardo veneto lo trasformò in Legnanello (il territorio sopra l'Olona), mentre Legnarello rimase il nome della contrada.
Motivazione della Ricerca
L'autore ha intrapreso questa ricerca sulla storia del rione in cui vive poiché si è chiesto perché tale rione non avesse una storia documentata, a differenza di Legnano che ha una storia nota fin dal 1176. Pedrotti ritiene che dalle proprie radici un popolo possa trarre l'insegnamento necessario per proseguire nel suo cammino senza ripetere gli errori del passato.
Confini di Legnano.
Certamente. I Confini di Legnano e le questioni territoriali correlate emergono chiaramente nelle fonti, in particolare attraverso la lente della storia locale, dell'urbanistica e della denominazione dei quartieri.
1. Variazioni e Confini Amministrativi
La questione dei confini storici e la loro evoluzione è specificamente menzionata in relazione all'area di Canazza:
• Incorporazione di Cascina Canazza: La Cascina Canazza (il luogo dove si svolge l'evento) non faceva parte di Legnano fino al 1928.
• Prima del 1928, Cascina Canazza era sotto la giurisdizione di Cerro.
• L'inclusione di Cascina Canazza nel territorio di Legnano avvenne nel 1928 per decisione di Vittorio Emanuele II, il quale pensò bene di spostare i confini tra Legnano e Cerro.
2. Distinzioni Geografiche e Nomenclatura dei Quartieri
Le fonti fanno luce sulla differenza tra le denominazioni locali dei quartieri, che hanno radici storiche:
• Legnanello vs. Legnarello: L'area dove si trova l'antica Cascina del Mino (oggi Cascina Olmina) è Legnanello, che è la parte di Legnano "oltre Olona".
• Vi è una "disputa" tra i nomi Legnanello e Legnarello.
• Legnarello è stato il nome del rione fino al 1850.
• Dopo il 1850, il catasto lombardo veneto lo trasformò in Legnanello (riferendosi al territorio sopra il fiume Olona).
• Di conseguenza, Legnarello è rimasto il nome della contrada, mentre Legnanello indica il territorio.
• Un autore menziona di essere nato a Legnano nella zona oltre Olona.
3. Struttura Urbana e Riferimenti ai Quartieri
Legnano è presentata come una città con una struttura amministrativa e comunitaria che si estende oltre il centro:
• Dimensioni: Legnano è una città di 60.000 abitanti, ma è anche il centro di un territorio più ampio, il Legnanese, che conta 180.000 abitanti, o 300.000 abitanti se si amplia lo sguardo.
• Diffusione Culturale: L'amministrazione mira a diffondere la lettura e la cultura verso i quartieri, cercando di "riattivare le comunità" (bibliomunità).
• Biblioteche di Quartiere: Legnano possiede diverse biblioteche, indicative della sua suddivisione urbana:
? La biblioteca del quartiere Canazza (la terza in città).
? Un'altra biblioteca nel quartiere Mazzafame.
? La biblioteca centrale (attualmente in ristrutturazione, con solo il punto prestiti attivo in via Capur Laita).
• Percezione dei Quartieri: Un autore, trasferitosi da Milano, ricorda che quando andò ad abitare a Mazzafame (paragonata a Canazza), gli abitanti del centro di Legnano affermavano che non ci sarebbero mai andati.
Le vicende di figure storiche come i fratelli Venegoni si svolgono non solo a Legnano, ma in tutta la Valle Olona, suggerendo una rilevanza del centro anche sul territorio circostant
Esperienze personali.
Il tema delle Esperienze Personali costituisce il cuore di gran parte della produzione letteraria presentata, dove gli autori utilizzano il proprio vissuto—spesso doloroso o trasformativo—come motore narrativo per esplorare la resilienza, l'identità e la ricerca di significato.
I. Trauma, Malattia e Rinascita
Molti libri affrontano direttamente l'impatto di gravi malattie o perdite, trasformando la sofferenza in un percorso di crescita e consapevolezza:
1. Affrontare la Malattia Grave
• Rossella Gamba in L'avvocato in scarpe da running racconta la sua storia autobiografica dopo la diagnosi di un cancro. La malattia ha radicalmente cambiato le sue priorità, costringendola a fermarsi e ad ascoltare sé stessa. Gamba rifiuta il concetto di lotta o battaglia, sostenendo invece che la malattia è arrivata per un risveglio e una trasformazione interiore. La sua convinzione centrale è che "nulla accade per caso" e che la vita non è contro di noi, ma per noi. L'autrice porta anche all'attenzione una "disabilità invisibile" correlata: il linfedema, creando un'associazione per coloro che ne sono affetti.
• Francesco Lista in Caramelle a colazione descrive la sua esperienza dopo la diagnosi di un linfoma (tumore), che ha richiesto otto mesi e mezzo o un anno di ricovero in ospedale. Lista ha ribaltato la domanda comune "Perché proprio a me?" in "Perché non a me?". Il suo messaggio vitale è che la sua cura è stato il suo sorriso, sottolineando la sua resistenza, anche psicologica, e la necessità di affrontare la malattia "con il sorriso sempre" per uscirne vincitore.
• Vicky Gulli in Torniamo a casa menziona di essere di Legnano e di avere la sclerosi multipla, definita una "antipaticissima ospite".
2. Elaborazione del Lutto e del Dolore
• Cristina Cozzi in Metamorfosi del dolore condivide il racconto della sua esperienza personale, che inizia con l'evento molto triste della perdita di suo figlio. Il libro descrive le strategie adottate per tornare a vivere e trasformare il dolore, partendo da una grande ispirazione religiosa che si è poi evoluta in consapevolezza spirituale. Cozzi ha creato gruppi di automuto aiuto (presso lo Spazio Incontro Canazza) per il lutto, evidenziando che le persone non sono sole nel loro percorso e che il dolore può diventare un nuovo punto di partenza e un percorso di trasformazione verso la vita.
• Luigi Alberto Margutti in Sotto il cielo stellato della Maremma ha dedicato il suo libro in memoria della moglie Laura, che ha amato per 50 anni. Il libro nasce dall'impatto traumatico della perdita e contiene riflessioni volte a cercare un senso al mistero del dolore e a sperare che Laura viva ancora in una dimensione di felicità.
II. Ricerca di Identità e Grandi Cambiamenti di Vita
Diverse opere attingono all'esperienza personale per narrare evoluzioni profonde e riconciliazioni con il passato:
• Giovanni Mario Sarti in La fiamma e lo spirito racconta la sua storia autobiografica che si svolge a Legnano e Milano. Sarti descrive come sia passato dall'essere un responsabile di associazioni di estrema destra (vicino all'ambiente neofascista), con una vita al limite fatta di violenza e razzismo, alla conversione e a una vita di fede. Il libro, nato per raccontare le grandi cose che Dio ha fatto per lui, non è un attacco politico, ma un messaggio sul fatto che chiunque può cambiare.
• Alga Simonetta ne La sindrome del metallaro ha scritto un semiromanzo autobiografico di psicologia. Le storie sono tutte vere e legate alla musica metal/rock, coprendo il periodo dall'infanzia alla metà dei vent'anni. Il libro è in forma di diario; la copertina è una pagina del suo diario del liceo. L'autore ha scritto il libro per contribuire a rendere il mondo migliore.
• Daria Soffientini con La costellazione primaria include spunti autobiografici. Il ritrovamento di un diario segreto della nonna materna (morta da poco) permette alla protagonista, Maria, di ripercorrere la vita della nonna Benedetta (nata nel 1922 nella campagna parmense) e di sua madre, una ragazza madre negli anni '70. Maria stessa attraversa momenti difficili, tra cui una malattia.
III. Esperienze Personali Riguardanti Famiglia e Relazioni
L'intimità personale è spesso intrecciata con i legami familiari e le decisioni di vita:
• Nicoletta Albertalli in Un sorriso in braccio ha scritto un diario autobiografico che racconta il percorso di adozione di suo figlio dallo Sri Lanka. Ha deciso di farne un libro dopo aver riletto l'agenda scritta all'epoca, ritrovando emozioni fortissime. Il libro descrive le difficoltà (aspettative non avverate, problemi di salute) e la felicità dell'adozione.
• Sonia Vettori in Lettera a uno scrittore di successo parla di una storia in parte personale, in cui la protagonista, Francesca (un alter ego dello scrittore), usa la scrittura con una valenza terapeutica per affrontare il grande dolore causato da una grave malattia della figlia.
• Luisa Battilana in Con il cuore a scuola ha basato il suo romanzo sulla sua esperienza di 35 anni come insegnante in un liceo. Il romanzo include un po' di autobiografia nel personaggio dell'insegnante Rita e narra una storia vera ispirata a una sua alunna in crisi profonda che usava droghe.
IV. Racconti Ispirati al Vissuto Quotidiano e al Viaggio
Infine, l'esperienza personale è la fonte diretta di brevi racconti e resoconti di viaggio:
• Giuliano Paolo Lovati in Storie per Bruno presenta una raccolta di brevi racconti di fatti realmente accaduti. Le storie nascono da "situazioni, cose che mi sono successe" o che lo hanno colpito nella giornata, spesso legate a un'emozione provata. L'ispirazione iniziale è nata da un messaggio WhatsApp che era "abbastanza lungo" da sembrare una storia.
• Andrea Negro in L'Isola Muta ha intrapreso un viaggio in Sardegna nel 2021 che è stato definito di "liberazione e di conoscenza". L'esperienza è stata per lui una sorta di autoanalisi e una restituzione del regalo fattogli dall'Isola, consentendogli di conoscere sé stesso attraverso il territorio sardo e le sue persone.
• Vincenzo Ucceti in Vaspola ha trovato la passione per la scrittura durante le serate passate da solo negli hotel, viaggiando per lavoro e passione. Il libro è un diario di viaggio che include i suoi punti di vista, cosa visita, e cosa mangia.
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Discussione: Giudizio felicità.
Certamente. Il tema del "Giudizio e Felicità" è affrontato nelle fonti da diverse prospettive, toccando aspetti legati all'accettazione di sé, alla critica sociale, alla natura effimera della felicità e al ruolo che il giudizio altrui gioca nella vita degli all'accettazione di sé, alla critica sociale, alla natura effimera della felicità e al ruolo che il giudizio altrui gioca nella vita degli individui.
Il Giudizio Esterno e le Sue Conseguenze
Il concetto di giudizio è prevalentemente presentato in termini negativi o come un ostacolo alla piena realizzazione e felicità, specialmente per i più giovani:
• L'Impatto Distruttivo del Giudizio: Marco Contraffatto, autore di Fuligine e Fior di farina (una favola per tutte le età), sottolinea come il giudizio delle persone sia un tema cruciale. Il protagonista, un gattino nero chiamato Fuligine, viene accusato da un'oca maligna di portare sfortuna, una "brutta parola" che dà un peso enorme al cucciolo, il quale finisce per convincersene. Convinto di essere un pericolo per coloro a cui vuole bene, Fuligine scappa di casa.
• Giudizio e Suicidio Adolescente: Contraffatto collega esplicitamente il peso del giudizio a drammatici fatti di cronaca, citando il caso di un ragazzino di 14 anni che si è suicidato proprio per il giudizio delle persone. Per l'autore, la favola è un modo alternativo per permettere ai bambini (il "nostro futuro") di affrontare discorsi e temi importanti e complicati come questo.
• Accettazione di Sé: La vera forza, secondo la morale della favola, sta nell'accettare chi siamo e da dove veniamo. Fuligine, dopo aver raggiunto il successo mascherandosi, capisce che neanche la fama riesce a spegnere il richiamo potente delle proprie radici. L'autore conclude riflettendo sul fatto che tutti possono pensare di sapere chi siamo, ma chi siamo lo sappiamo solo e soltanto noi.
La Natura Sfuggente della Felicità
Il concetto di felicità è esplorato da Mario Lopinto in Una buona misura, che ne sottolinea la natura elusiva e la difficoltà nel giudicarla o descriverla:
• Felicità Reale ma Sfuggente: Lopinto afferma che la felicità è "tanto reale quanto sfuggente".
• Felicità Inaspettata e Successiva Consapevolezza: Ce ne si accorge un attimo dopo che è successa, rendendo difficile descriverla. Questo perché si tratta di qualcosa di inaspettato e completamente eccedente ogni nostro desiderio.
• Giudizio e Ideali: L'autore ha inserito dei giudizi nel suo libro perché gli è stato insegnato che una cosa non è vissuta veramente se non viene giudicata. Il giudizio richiede un ideale che lo renda possibile, poiché è un paragone di sé con qualcosa di fuori di sé.
Lopinto fa anche riferimento all'espressione francese esprit d'escalier (spirito di scala) per descrivere il rischio di scrivere della felicità in modo inopportuno: il momento in cui ciò che si doveva pensare o dire accade sempre un po' troppo tardi, ad esempio, quando si stava scendendo le scale per andar via dal posto in cui si è provata la felicità.
Il Giudizio e il Senso della Vita
Il giudizio influisce anche su come gli individui interpretano la propria esistenza e le difficoltà:
• Rinascita e Non Giudizio (Cancro): Rossella Gamba (L'avvocato in scarpe da running) rifiuta la visione comune della sofferenza come "sfiga", affermando che la malattia (il cancro) per lei è stata una rinascita e un modo per comprendere il senso più profondo della vita. L'unico modo per comprendere questo senso è abbracciare quello che succede e la sofferenza.
• Cercare la Felicità nella Riconciliazione (Sardegna): Andrea Negro, nel suo viaggio in Sardegna (L'Isola Muta), descrive come, scoprendo il "segreto di Seulo" (il paese dei centenari, dove il cuore è "sovradimensionato"), spera di poterlo fare proprio: "Voglio defibrillarlo e mostrarlo a tutti, così forse anch'io arriverò a 100 anni". Questa ricerca di longevità è legata a una dimensione di felicità connessa alla comunità e alla bontà umana.
• Speranza al di là del Dolore: Luigi Alberto Margutti (Sotto il cielo stellato della Maremma), scrivendo in memoria della moglie, spera che Laura viva ancora in una dimensione di felicità, una speranza che emerge nel punto focale del libro, quando l'autore cerca un senso al mistero del dolore.
Rapporto con Legnano.
Il Rapporto con Legnano emerge dai testi come un elemento centrale, che tocca la sfera istituzionale, la storia locale, l'impegno comunitario e le esperienze personali e professionali di diversi autori.
1. Legnano come Centro Comunitario e Fucina Culturale
Legnano è descritta sia in termini demografici che come un attivo polo culturale e amministrativo:
• Dimensioni e Rilevanza Territoriale: Legnano è una città di 60.000 abitanti ed è il centro del Legnanese, un territorio che conta 180.000 abitanti, o addirittura 300.000 se lo sguardo viene ampliato.
• Impegno Istituzionale (Capitolo 2025): L'evento in cui vengono presentate le opere, "Capitolo 2025" (ormai alla quarta edizione), è un'iniziativa consolidata e molto attesa nella città. Il suo spirito è quello di valorizzare gli scrittori e gli artisti del territorio, unendo aspiranti scrittori, esperti e autori riconosciuti. L'obiettivo dell'amministrazione è che Legnano riesca a essere inclusiva, producendo arte e cultura a livello locale, non solo importandola.
• Diffusione Culturale nei Quartieri: L'amministrazione, inclusi il Sindaco Lorenzo Radice e l'Assessore alla Cultura Guido Bragato, si impegna a diffondere la lettura e la cultura "verso i quartieri" e a riattivare le comunità, definendo la biblioteca come una "bibliomunità".
2. Strutture e Quartieri di Legnano
Le fonti specificano la presenza di strutture pubbliche e descrivono i diversi quartieri:
• Biblioteche Comunali: La città dispone di tre biblioteche: la biblioteca centrale (attualmente in ristrutturazione, con solo il punto prestiti attivo in via Capur Laita), una biblioteca nel quartiere Mazzafame e la nuova biblioteca di quartiere nel quartiere Canazza.
• Hub Socio-Culturale Canazza: La sede delle presentazioni è in un nuovo "hub" o "contenitore socioculturale" a Canazza, rigenerato dall'amministrazione, che include la biblioteca, uno Spazio incontro (dove si tengono anche gruppi di automuto aiuto per il lutto) e il bistrò Terzo Tempo.
• Percezione dei Quartieri: Un autore, trasferitosi da Milano, ricorda che gli abitanti del centro di Legnano affermavano che non sarebbero mai andati ad abitare in quartieri come Mazzafame (paragonato a Canazza).
3. Legami Storici e Identitari con Legnano
La storia e l'identità di Legnano sono spesso il fulcro delle narrazioni:
• Antifascismo e Resistenza: Il libro Mauro Venegoni e i suoi fratelli... racconta la storia vera di una famiglia antifascista nata a Legnano. I fratelli, operai di aziende locali (Cotonificio Cantoni, Francoti), furono il nerbo della resistenza a Legnano e in tutta la Valle Olona.
• Geografia Storica e Confini: I confini di Legnano sono stati oggetto di modifiche amministrative. La Cascina Canazza (dove si trova la biblioteca) era sotto Cerro fino al 1928, quando Vittorio Emanuele II spostò i confini, includendola a Legnano. Viene anche citata la disputa tra Legnanello (il territorio sopra l'Olona) e Legnarello (il nome della contrada).
• Dialetto Legnanese: Giorgio Redigonda, autore di Corti 2025, afferma di essere nato a Legnano e di parlare il dialetto legnanese, che utilizza nei suoi contenuti online.
• Istruzione: Luisa Battilana ha frequentato il liceo a Legnano.
4. Il Rapporto Personale degli Autori con la Città
Diversi autori hanno un legame diretto, di nascita, residenza o professionale con Legnano:
• Nati o Residenti a Legnano:
? Vicky Gulli ("Torniamo a casa") afferma chiaramente: "Mi chiamo Picky Gulli, sono di Legnano".
? Giovanni Mario Sarti ("La fiamma e lo spirito") è nato a Legnano nella "zona oltre Olona" e la sua storia si svolge prettamente sulla città.
? Mario Lopinto ("Una buona misura") abita a Legnano dall'85.
? Giorgio Redigonda ("Corti 2025") è nato a Legnano.
• Legami Professionali:
? Nicoletta Albertalli ("Un sorriso in braccio") è un'ex insegnante dell'Istituto dell'Acqua di Legnano e ha coinvolto gli studenti del liceo artistico attuale per le illustrazioni del suo libro.
? Cristiana La Capria ("Come un pulcino") dichiara: "Io non sono di Legnano, ma mi sono innamorata di Legnano e lavoro a Legnano".
• Coinvolgimento Artistico Locale: L'artista Vanda Calcaterra, "del Legnanese," ha disegnato la copertina del romanzo Zafferano selvatico.
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Gaetano Lomazzi
Meridiane, la geometria del sole
Il brano presenta il libro divulgativo di Gaetano Lomazzi, intitolato Meridiane, la geometria del sole, focalizzato sugli orologi solari come il mezzo più affidabile per la misurazione del tempo dalle origini della civiltà fino all'inizio dell'Ottocento. L'autore esplora la storia e il funzionamento tecnico delle meridiane, spiegando anche come disegnarle, ma dedica spazio anche all'evoluzione della misurazione del tempo, in particolare le ore italiche che dividevano il giorno solare dall'alba al tramonto in dodici parti disuguali. Queste ore rimasero in uso in Italia fino alla fine del Settecento, quando furono imposte le ore di durata uguale (24 ore a partire dal tramonto, che si spostavano a seconda della stagione) portate dagli arabi e oggi in uso. Infine, il libro tocca argomenti correlati come l'astrologia e la numerologia, evidenziando come i riferimenti zodiacali e la simbologia dei numeri siano intrinseci alla storia della misurazione del tempo.
Bene, ora passiamo ad un altro libro però divulgativo. Allontaniamoci da Legnano, andiamo nei mondi delle stelle del sole. Gaetano Lomazzi con Meridiane, la geometria del sole. Il mio libro parla appunto di meridiane orologi solari.
Avvicinali.
Questi strumenti sono stati dall'origine della civiltà fino al all'inizio dell'8 il mezzo più affidabile per misurare il tempo. Eh, all'inizio dell'8, ovviamente, con l'avvento degli orologi da polso da tasca e le pendole sono caduti subito in discuso. Come tutte le cose che diventano vecchie prima di diventare antiche, sono state un po' abbandonate e un po' anche distrutte spesso e soltanto intorno eh circa 40 anni fa, gli anni gli anni 80 si è ricominciato a a recuperarle, a costruirne anche di nuovo, fare degli studi e dei restauri eccetera. Io mi sono un po' appassionato e ho cominciato anch'io a prendermelo come hobby, eh, per poter così divertirmi un po' e siccome ho raccolto molto materiale in tanti anni, come si vede, non sono più un un teenager, eh, a Allora, ho pensato di raccogliere questi tutte queste cose che avevo visto e di metterle su un libro. Sul libro ci sono buona parte degli orologi solari così dall'origine ai fino ai giorni ai giorni nostri e con ovviamente sono spiegate sia come funzionano sia anche come poterle disegnare sia con la matematica sia con con la grafica, cioè Oltre a questa parte squisitamente tecnica, diciamo così, c'è anche una parte che riguarda per esempio le ore, perché le ore che usiamo adesso eh non erano così all'origine. Gli antichi romani e greci usavano numerare il giorno solare dall'alba al tramonto e dividerlo in 12 ore. Ovviamente un'ora estiva era più lunga e unora invernale era molto più Questo tipo di ore fa riferimento anche Dante nella Divina Commedia e se andiamo a pescare le cronache della battaglia di Legnano si fa riferimento a queste ore. Sono rimasti in vigore fino a circa il 1200 quando gli arabi hanno portati in Europa le ore che attualmente usiamo adesso. Queste ore sono state adottate subito in tutti gli altri paesi europei tranne che in Italia. In Italia, pare, sotto l'influenza dei papi, si è preso un un sistema di numerazione che praticamente il giorno parte col tramonto, cioè quel tramonto comincia il giorno di 24 ore di lunghezza uguale. Chiaramente queste ore si spostano durante l'anno perché un conto d'inverno cominciano praticamente qua al tramonto circa alle 4:30. mentre d'estate alle 7:30 eccetera, però rimasero così in in auge fino alla fine del 700 quando in Lombardia c'erano gli austriaci eh che nominavano la Lombardia che hanno imposto il cambiamento, anche perché non era più attuabile. Praticamente i campanili avrebbero dovuto essere regolati ogni giorno perché ogni giorno si sposta l'inizio l'inizio del conteggio del conteggio delle ore. Eh, questo sistema eh abbiamo delle testimonianze qui anche a Legnano. Prempio nella chiesa della Madonnina c'è una grande meridiana eh sul lato sul lato sud dove sono state sovrapposte alle vecchie ore italiche anche quelle quelle nuove, mentre altre due meridiane sono rimaste eh ancora con le ore italiche. Chiesa della Madonnina era un po' un riferimento per i viaggiatori che eh praticamente attraversavano la zona da Milano ai laghi, quella che adesso è la strada del Sempione, ai tempi era la strada Severiana e diciamo che la Chiesa della Madonina era un po' un riferimento per eh sistemare gli orologi, perché tra i vari tipi di orologi ci sono anche orologi eh lunari e anche orologi da viaggio che venivano usati molto spesso anche nel Rinascimento, anche se già i legionari romani avevano orologi solari da viaggio con la possibilità di regolarli secondo il le latitudini dei vari zone eh dell'Impero. Oltre a queste parti ci sono anche riferimenti all'astrologia perché Le linee che indicano le date sulle meridiane fanno riferimento all'astrologia del segno zodiacale. L'astrologia è stata molto importante nel passato, fin dei tempi dei romani, in modo particolare nel Rinascimento, dove c'erano anche delle università dove si insegnava astrologia, qualsiasi buon governante aveva il seguito di un astrologo per poterlo consigliare prima di prendere qualche decisione, qualche decisione importante. Poi ci sono anche riferimenti alla numerologia perché i numeri anche qui hanno subito tutto una storia, hanno dei simboli. Per esempio, dicono che la Bibbia, se uno non conosce la simbologia dei numeri non riesce a comprenderla a comprenderla fino in fondo. Ecco, quello che ha scritto lì sul sul libro un po' raccoglie un po' tutte queste cose che vi ho riassunto in poche parole.
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Vito Foschi
La registrazione si conclude con la presentazione di un libro che si pone tra il genere divulgativo e la favola, scritto da Vito Foschi con l'intento specifico di facilitare la lettura nei bambini. L'autore, che precedentemente si è dedicato principalmente alla saggistica, ha ideato questa raccolta di fiabe ispirandosi all'abitudine di raccontare storie al figlio per farlo addormentare, un gesto rivelatosi utile per abituarlo alla lettura. Il testo è concepito per essere letto ad alta voce, con caratteri grandi e spaziosi, e contiene anche elementi educativi che affrontano temi importanti come il rispetto della diversità e l'inclusione, oltre ai classici personaggi fiabeschi. L'obiettivo primario del libro è facilitare l'approccio alla lettura e offrire ai genitori un modo piacevole per trascorrere del tempo con i figli, trasmettendo al contempo insegnamenti morali.
Il signor Lovazzi ci ha promesso che ci aiuterà a realizzare una meridiana anche in biblioteca, quindi le promesse ce le siamo dette in altri in altri momenti. Bene, ultimi due appuntamenti ultimi due ultime due presentazioni. Un altro libro tra il divulgativo e la favola. Vito Foschi con il papà racconta.
Buonasera a tutti. Io vabbè scrivo, ho avuto la passione di scrittura già da forse 20 più di 20 anni, però ho scritto soprattutto saggistica, ho scritto articoli a libri di saggistica. Questo qui, diciamo, è stato un esperimento perché vabbè un filo, adesso è grande, ma qualche anno fa, un bel po' di anni fa era piccolo e quindi avevo l'abitudine di raccontargli le favole per via pi addormentarsi. Ho avuto sempre questa cosa di sia per abituarlo alla lettura che tutto sommato devo dire che è servito perché comunque non leggerà tantissimi libri, però legge i suoi fumetti ogni tanto un paio di libri all'anno e li leggi. Quindi questo sforzo di lettura che gli ho fatto di racconti che ti facevo prima di addormentarsi è servito. Quindi questo libro nasce proprio con questo intento. È una serie di favole create da me che hanno lo lo scopo di essere raccontate ad alta voce ai bambini in modo tale da sia aiutare a dormire sia po per abituarla alla lettura. È un libro fatto anche scritto anche con caratteri larghi, insomma, abbastanza spaziosi, in modo tale da poi quando il bambino crescerà anche per essere a ad aiutarla a leggerlo. Quindi il scopo è questo qui. Poi sono una serie di favole che forse passatemi un termine un po' vetusto, un po' anche educative, quindi si parla anche di rispetto di anche della diversità. C'è la favola del topolino bianco topolino bianco in una famiglia di topolini grigi. Quindi c'è anche lì il rispetto anche per la la diversità, poi si parla anche di della libertà, poi c vabbè poi come tutte le favole ci sono principi, maghi, fate, quindi però anche quel modo anche per parlare di se vogliamo argomenti di attualità come anche quello della dell'inclusione, di rispetto insomma e soprattutto di cioè dare anche qualche non solo di aiutare nel racconto, ma anche di dare qualche insegnamento ai bambini, insomma, era un po' questo. Quindi dicevo sia la facilitare la lettura ai bambini, quindi abituarli al racconto, quindi anche manipolare il libro per poi anche in età, come dire, più avanzata avere questa familiarità che vedo che, diciamo, anche il libro ho pubblicato anche anni fa. Ho visto che anche confrontando con altri genitori che per esempio io che ho avuto questa, diciamo, abitudine, forse perché anch'io da lettore di leggere le favole mio figlio, cioè è utile. Altri genitori che non lo fanno, visto che poi i bambini non ha non sono abituato alle ripeto mio figlio che adesso ha 17 anni ha la sua collezione di fumetti, ha ogni tanto legge qualche libro, glielo regalo io che che chiaramente però voglio dire ha questa quindi questo libro ha questo questo intento, quindi facilitare la lettura, dare qualche insegnamento e passare qualche ora piacevole insieme genitori e figli.
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Marco Candy
L'autore, Marco Candy, presenta il suo secondo romanzo, La Dora del silenziosa, che fa parte di una potenziale saga iniziata con La Sangue dell'Idra, sottolineando che entrambi i libri sono autoconclusieggibili separatamente. Questi romanzi sono ambientati in un vi e lcontesto fantasy di stampo medievaleggiante e asciutto, simile a Trono di Spade, ma evitando le complicazioni del romanzo storico per maggiore libertà narrativa. L'autore ha scelto di scrivere in prima persona, concentrandosi in questo secondo volume su un personaggio femminile molto intelligente e bello, che si trova in un ambiente ostile e violento. La storia segue questa ragazza che, dopo essere stata rapita e portata in una potente corte, deve crescere rapidamente e utilizzare la sua intelligenza e bellezza per navigare negli intrighi e costruirsi una nuova vita. Il romanzo è rivolto a un pubblico dai 16 anni in su e si concentra sull'esperienza interiore del personaggio, affrontando tematiche mature come la violenza e il sesso, inserite in modo realistico nella narrazione.
Ora concludiamo spaziando, andando al di là di tutto. Finiamo con un libro di fantascienza con Marco Candy che già ha si è già sibito in già partecipato ad altre edizioni di capitolo 2025, quindi finisci tu.
Finisco io. Ok. Buongiorno, buonasera a tutti, anzi ormai vista l'ora. Eh, grazie. Ehm, allora, m oggi presento i secondo libro di quello che avrebbe l'ambizione di essere una saga che è iniziata con il libro precedente che è La Sangue dell'Idra e questo libro si intitola La Dora del silenziosa. E beh, allora, intanto faccio una premessa, io amo scrivere in prima persona. Eh, i due romanzi che ho scritto, sia quello precedente che questo, sono due romanzi autoconclusivi, cioè hanno un inizio e una fine. Eh, poi nel nel seguito, almeno per quelle che sono le mie idee in questo momento e questi due romanzi andranno ad intersecarsi con un terzo che sarà seguito di entrambi, ma questi sono romanzi autoconclusivi, quindi si può leggere uno o l'altro indipendentemente. Quando ho scritto primo romanzo, ehm, diciamo che ho avuto come feedback ehm o meglio, ho preso come feedback eh principale il fatto che mi è stato detto mi è stato detto che scrivo molto bene per personaggi femminili. Ehm la mia idea era quello di intersecare più personaggi in prima persona nello stesso contesto, quindi un contesto, diciamo, fantasy. Gli ho messo un abito medievaleggiante, fantasy, ehm però è un un fantasy molto asciutto, sostanzialmente, come potreste immaginare, Trono di Spade all'incirca, quindi con poche razze in realtà non è molto complicato da leggere. Ed è stato fatto così perché cambiando qualche cosa avrei potuto fare un romanzo storico, però eh avendo un'estrazione di questo tipo, un romanzo storico mi avrebbe portato a delle critiche su No, non era esattamente così e queste cose mi manderebbero veramente alle cozze, come si dice, no? Per cui ho evitato e gli ho messo un abito fantasy più comodo, se vogliamo, più casual. Ehm, in questo caso specifico, ehm, ambiento in un mondo medievaleggiante, anche violento, eh un personaggio femminile che scrivo in prima persona, quindi ho fatto, direi uno sforzo notevole, però devo dire che è stato anche una un'esperienza bella, divertente perché comunque ti insegna un attimo a guardare il mondo da una prospettiva che non è la tua, eh ma che però è una prospettiva molto interessante. Eh io parto con questa ragazzina perché quando inizio a parlare di lei è una ragazzina, è una ragazzina che dalla vita apparentemente ha avuto tutto, ha avuto za è molto bella ed è molto molto intelligente, però in un mondo come quello in cui si trova a vivere si scopre presto che queste due doti possono essere due grossi pericoli, entrambi. E lei all'inizio viene viene rapita eh viene portata in una corte che è quella d l'uomo più potente di quel di quell'epoca, di quel di quella zona che è un personaggio a assolutamente particolare, ma che non sto a descrivervi. Lei in questo caso capisce che piano piano deve ritagliarsi un suo spazio, deve riuscire a costruirsi una sua vita da capo, eh perché lei ha una vita felice, ma non ce l'ha più e deve crescere, deve crescere velocemente. L'intelligenza deve trasformarsi in cultura, perché senza la cultura non riesce ad ottenere quello che vuole e deve saper usare anche la sua bellezza perché si trova in una corte e quindi conseguentemente eh ci Ci sono anche qui degli intrighi, delle delle, diciamo, situazioni particolari. Non è un romanzo fantasy, non è un romanzo per ragazzi, è un romanzo consigliato dai 16 anni direi in su, perché comunque ci sono dei temi io non amo un scrivere volutamente di sesso piuttosto che di violenza, però la vita è fatta di tanti di tante sfaccettature. Ci sono sia il sesso che la violenza e quando sono da mettere io li metto tranquillamente. Eh, quindi ripeto, è un è un romanzo per persone che eh vogliono evadere un po' dalla realtà, però è un romanzo molto eh molto interiore, cioè a me piace scrivere, far sì che il lettore si concentri sulla storia della persona e sul punto di vista della persona. Quindi il primo è stato di un ragazzo molto disturbato, con diversi problemi, che si trova ad affrontare delle situazioni non ci riesce proprio perché ha dei problemi sia fisici che mentali che glielo impediscono. In questo caso è una ragazza molto intelligente che ha invece un ambiente ostile, ma che riuscirà a girare a suo favore perché saprà crescere velocemente e nel modo migliore, almeno questo è quello che ci auguriamo tutti. Basta, a posto così.
Sara Ferrario
Sarah Ferrario Colombo presenta il suo libro La vendemmia del ’93
Legnano Cultura, Eventi Culturali | 23/09/2025 alle 20:45
Sotto il sole della riviera ligure di Ponente
“Una ragazza di ventidue anni girava la schiena al calore dei raggi solari che calavano verso Ponente”. Si tratta di una ragazza milanese, Valentina, su un terrazzamento di una vigna ligure, sull’altipiano delle Mànie nel Finalese che osserva il paesaggio per lei nuovo. Con il suo tipico mood “consciousness” si pone spesso domande e una di queste è perché abbia deciso di accettare l’invito di vendemmiare, da una famiglia tradizionale di vinicoltori, che potrebbe considerarla soltanto come una “forestiera”!
Ma lei è lì per Martino, il capo vendemmiatore: un uomo affascinante che come lei ama la polifonia, dirige un coro amatoriale ed è diverso dal suo mondo universitario quotidiano. Tra incontri con la piccola Schola cantorum organizzata da quell’uomo carismatico e il luogo idillico delle vigne nascerà un gioco di seduzione tra i due giovani. Verrà aiutata a conquistarlo dall’amico Ernesto, ma soprattutto dalla sua miglior amica Giorgia, dal carattere spiritoso, selvaggio e diretto, consono a quella terra ligure da lei amata. Le due amiche passeranno la loro tarda adolescenza dei primi anni `90 tra iconiche hit alla radio, moda e stili di vita fino a scoprire che c´è qualcosa di più importante di una passione in quella cartolina del Ponente ligure ormai nostalgico.
Sarah Ferrario, nata a Legnano, si è laureata in lingue e letteratura straniere presso lo Iulm di Milano. Corista soprano nel Coro Jubilate di Legnano, è insegnante di lingua italiana a Vienna dove risiede. Ha la passione per la scrittura ed è alla sua prima esperienza letteraria.
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