lib1378-QGLA404-vestire

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redigio.it/BiblioV4/lib1378-QGLA404-vestire.html - Il brano analizza l'evoluzione dell’abbigliamento maschile tra il Medioevo e il Rinascimento, evidenziando la tensione tra la ricerca estetica del linearismo gotico e la pubblica decenza dell'epoca.              
redigio.it/dati5/QGLA404-vestire.mp3 - Parte 6 ("Civetteria maschile") Vestire pratico e gentile nel medioevo fino al rinascimento - Linee di moda - Calzabraga e farsetto - Le calze e le braghe e le braghette -  3,55 -  - #50     l'originale mp3, 2864parole
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lib1378-QGLA404-vestire - Il brano analizza l'evoluzione dell’abbigliamento maschile tra il Medioevo e il Rinascimento, evidenziando la tensione tra la ricerca estetica del linearismo gotico e la pubblica decenza dell'epoca.
 
Il brano analizza l'evoluzione dell’abbigliamento maschile tra il Medioevo e il Rinascimento, evidenziando la tensione tra la ricerca estetica del linearismo gotico e la pubblica decenza dell'epoca. L'autore esplora come l'introduzione della calza braga e del farsetto abbia rivoluzionato la silhouette maschile, suscitando tuttavia il duro sdegno dei predicatori a causa della loro natura aderente e talvolta provocatoria. Nonostante l'adozione della "braghetta" come tentativo di pudore, la moda finì per esaltare le forme anatomiche anziché celarle, trasformando un indumento funzionale in un simbolo di vanità. In definitiva, il testo sintetizza l'essenza del costume medievale come un equilibrio unico tra praticità, eleganza e una bellezza austera ma vibrante. - QGLA404-vestire.mp3
 
 
lib1378-QGLA404-vestire - Vestire del Medioevo, vestire pratico e gentile. Linea di moto framboyant. Cosa strana, ciò che maggiormente attirò gli strali dei predicatori verso il 1300 non fu l'abito femminile, ma quello maschile.
 
Vestire del Medioevo, vestire pratico e gentile. Linea di moto framboyant. Cosa strana, ciò che maggiormente attirò gli strali dei predicatori verso il 1300 non fu l'abito femminile, ma quello maschile. E gli strali colpirono soprattutti due dei principali indumenti maschili, la calza braga e il farsetto. La calza braga sostituisce infatti mano le precedenti calze che salivano fino al farsetto a cui erano allacciate. Queste calze altissime erano staccate l'una dall'altra creando l'inconveniente che non era il minore, se si pensa che persino il bocca gridò lo scandalo, di lasciar apparire all'inguine la camicia tra una calza e l'altra. Bisogna però notare che la voga delle calze fece scomparire le braghe e che gli uomini amarono portarle aderentissime per accentuare lo slancio della gamba in omaggio al linearismo gotico. Si cercò allora di correre ripari per rendere più decente la veste maschile e si trovò un rimedio che si rivelò peggiore del male e si ricorse ad una braghetta, cioè una specie di borsa posta all'inguine che univa le due calze. La maschile, però approfittò della bracchetta, esagerandone il volume per con imbottiture interne che finivano col mettere in evidenza quello che si doveva nascondere. A sua volta il falsetto a cui erano allacciate le calze braghe era un indumento che modellava il busto scendendo di poco sotto la vita e veniva portato con una sopravveste che chiamata zupone dette luogo all'espressione verbiale. Essere inzupone significò essere ridotto a malpartito in camicia. Ma a questo punto siamo già a cavallo tra il Medioevo e il primo Rinascimento. Il costume medievale classico era invece piuttosto pratico e allo stesso tempo elegante, seppure austero. Un menestrello cantava di un vestire pratico e gentile. A noi può sembrare troppo quel gentile. Ma se osserviamo dipinti altre testimonianze medievali, non potremmo fare a meno di osservarvi questi due elementi, nella praticità e nella gentilezza, sia pure solide e rude, consona anch'esso alla rude bellezza dell'epoca medievale.
 
 
lib1378-QGLA404-vestire - Abbigliamento medievale. - L’abbigliamento medievale viene descritto come un connubio tra praticità e gentilezza, caratterizzato da uno stile che, pur nella sua austerità, manteneva un'eleganza solida e rude, tipica della bellezza dell’epoca
 
L’abbigliamento medievale viene descritto come un connubio tra praticità e gentilezza, caratterizzato da uno stile che, pur nella sua austerità, manteneva un'eleganza solida e rude, tipica della bellezza dell’epoca
. Un aspetto curioso di questo periodo è che, intorno al 1300, le critiche dei predicatori non si concentrarono tanto sull'abbigliamento femminile, quanto su quello maschile, in particolare su due indumenti specifici: la calza braga e il farsetto
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L'evoluzione della calza braga e il "linearismo gotico"
La calza braga rappresentò un'evoluzione delle precedenti calze separate che venivano allacciate direttamente al farsetto
. Queste calze altissime, tuttavia, presentavano l'inconveniente di lasciare scoperta la zona dell'inguine, rendendo visibile la camicia sottostante, un dettaglio che all'epoca fu considerato scandaloso persino da figure come Boccaccio
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Nonostante le critiche, gli uomini del tempo prediligevano calze aderentissime, una scelta estetica volta ad accentuare lo slancio della gamba in omaggio al cosiddetto linearismo gotico
. Per ovviare al problema dell'indecenza causata dall'apertura tra le calze, fu introdotta la braghetta: una sorta di borsa posta all'inguine per unire i due lembi
. Tuttavia, questa soluzione si rivelò "peggiore del male", poiché la moda maschile ne approfittò per esagerarne il volume tramite imbottiture, finendo per mettere in risalto proprio ciò che si intendeva nascondere
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Il farsetto e lo zupone
Il farsetto era l'indumento superiore a cui venivano fissate le calze; esso aveva il compito di modellare il busto e terminava poco sotto la linea della vita
. Sopra il farsetto veniva spesso indossata una sopravveste chiamata zupone
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A questo indumento è legata l'espressione "essere in zupone", che nel linguaggio dell'epoca significava trovarsi in una situazione disperata o "ridotto a malpartito", quasi come se si fosse rimasti in sola camicia
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Estetica e transizione
Il costume medievale classico si distingueva per essere pratico, elegante e austero allo stesso tempo
. Questa "rude bellezza" rifletteva un modo di vestire definito dai contemporanei come "gentile", un termine che per l'uomo moderno potrebbe apparire eccessivo, ma che descrive perfettamente l'equilibrio tra la funzionalità richiesta dalla vita quotidiana e il gusto estetico del tempo
. Verso la fine del Medioevo, queste forme iniziarono a cambiare, segnando il passaggio verso le nuove mode del primo Rinascimento
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lib1378-QGLA404-vestire - Calza braga. - La calza braga rappresenta uno degli elementi più iconici e controversi dell'abbigliamento maschile del tardo Medioevo, emergendo come evoluzione significativa intorno al 1300
 
La calza braga rappresenta uno degli elementi più iconici e controversi dell'abbigliamento maschile del tardo Medioevo, emergendo come evoluzione significativa intorno al 1300
. Prima della sua diffusione, gli uomini indossavano calze separate che salivano lungo la gamba fino a essere allacciate al farsetto
. Tuttavia, questa configurazione presentava un inconveniente estetico e morale non trascurabile: lo spazio lasciato tra le due calze separate permetteva di scorgere la camicia sottostante all'altezza dell'inguine
. Questo dettaglio fu considerato così indecoroso da attirare gli strali dei predicatori dell'epoca e persino le critiche di Boccaccio, che gridò allo scandalo per tale mancanza di decenza
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L'evoluzione verso la calza braga fu dettata da una precisa estetica legata al cosiddetto linearismo gotico
. Gli uomini del tempo cercavano di esaltare e slanciare la linea della gamba, prediligendo calze estremamente aderenti
. Questa tendenza portò alla graduale scomparsa delle braghe tradizionali, sostituite da queste calze attillate che cercavano di modellare la figura maschile secondo i canoni di eleganza del periodo
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Per ovviare al problema della "scandalosa" apertura centrale, venne introdotta la braghetta
. Si trattava di una sorta di borsa posta all'inguine con il compito di unire i due lembi delle calze e coprire la zona scoperta
. Tuttavia, la soluzione si rivelò "peggiore del male": la moda maschile approfittò della braghetta per trasformarla in un elemento di ostentazione, esagerandone il volume mediante imbottiture interne
. In questo modo, l'indumento finiva paradossalmente per mettere in risalto proprio ciò che, per ragioni di pudore, avrebbe dovuto nascondere
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La calza braga era strettamente connessa al farsetto, un indumento superiore che modellava il busto e scendeva poco sotto la linea della vita
. Questo insieme di capi faceva parte di una transizione stilistica tra il Medioevo classico e il primo Rinascimento
. Mentre il costume medievale più antico veniva descritto come un connubio tra praticità ed eleganza austera (definito "pratico e gentile" dai menestrelli), l'introduzione della calza braga e della braghetta imbottita segnò un allontanamento da quella "rude bellezza" solida verso una moda più ricercata e, per certi versi, provocatoria
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lib1378-QGLA404-vestire - Farsetto maschile. - Il farsetto maschile era uno dei capi fondamentali del guardaroba tra il tardo Medioevo e l'inizio del Rinascimento, svolgendo un ruolo centrale sia nella struttura dell'abbigliamento che nella definizione della silhouette maschile dell'epoca
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Il farsetto maschile era uno dei capi fondamentali del guardaroba tra il tardo Medioevo e l'inizio del Rinascimento, svolgendo un ruolo centrale sia nella struttura dell'abbigliamento che nella definizione della silhouette maschile dell'epoca
.
Dalle fonti emergono diversi aspetti chiave che caratterizzavano questo indumento:
Funzione strutturale e modellante: Il farsetto era concepito come un indumento aderente che aveva il compito primario di modellare il busto
. Esso conferiva all'uomo una figura definita, aderendo alla parte superiore del corpo e scendendo di poco sotto la linea della vita
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Punto di ancoraggio per le calze: Una delle funzioni tecniche più importanti del farsetto era quella di fungere da supporto per la calza braga
. Le calze, che nel tempo erano diventate sempre più alte e aderenti per seguire il gusto del "linearismo gotico", venivano infatti allacciate direttamente al farsetto per rimanere tese e in posizione
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Il binomio con lo "zupone": Sopra il farsetto veniva spesso indossata una sopravveste chiamata zupone
. Questo accoppiamento era così comune che ha dato origine all'espressione proverbiale "essere in zupone", utilizzata per indicare una persona ridotta in miseria o a malpartito, quasi come se fosse rimasta "in camicia"
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Le critiche dei predicatori: Intorno al 1300, il farsetto finì sotto la lente d'ingrandimento dei predicatori, diventando, insieme alla calza braga, uno dei bersagli principali delle loro critiche moralistiche
. Mentre solitamente le invettive erano rivolte al lusso femminile, in questo periodo fu proprio l'abbigliamento maschile a essere accusato di mancanza di decenza, a causa della sua estrema aderenza e delle trasformazioni che subì per coprire (o talvolta evidenziare) le zone intime
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Transizione stilistica: L'uso del farsetto così come descritto segna il passaggio dal costume medievale classico — caratterizzato da una "rude bellezza" solida, pratica e "gentile" — verso le mode più elaborate del primo Rinascimento
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In sintesi, il farsetto non era solo un elemento estetico, ma un pezzo ingegneristico dell'abbigliamento che permetteva di sostenere le calze e definire la linea del corpo secondo i canoni estetici del tempo
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lib1378-QGLA404-vestire - Linearismo gotico. - Il linearismo gotico nell'abbigliamento rappresenta una precisa tendenza estetica del tardo Medioevo, che ha influenzato profondamente la silhouette maschile intorno al 1300
 
Il linearismo gotico nell'abbigliamento rappresenta una precisa tendenza estetica del tardo Medioevo, che ha influenzato profondamente la silhouette maschile intorno al 1300
. Questa corrente non era solo una questione di moda, ma un vero e proprio omaggio ai canoni artistici del tempo, che cercavano di esaltare la verticalità e la snellezza delle forme
.
Dalle fonti emergono i tratti distintivi di questa influenza stilistica:
L'accentuazione dello "slancio" della gamba: Il principio cardine del linearismo gotico applicato al costume era la ricerca di una linea continua e slanciata
. Per ottenere questo effetto, gli uomini dell'epoca iniziarono ad amare e indossare calze aderentissime, che avevano lo scopo di mettere in risalto la muscolatura e la lunghezza degli arti inferiori
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La trasformazione degli indumenti intimi: In omaggio a questo ideale estetico, si verificò un cambiamento radicale nel modo di vestire: le tradizionali braghe (indumenti più larghi e coprenti) scomparvero gradualmente, lasciando il posto a calze sempre più alte e attillate
. Queste venivano fissate direttamente al farsetto, un capo che modellava il busto, contribuendo a creare una figura maschile estremamente definita e scattante
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Le conseguenze morali e sociali: La ricerca ossessiva del linearismo portò a esiti che all'epoca furono giudicati scandalosi
. Poiché le calze erano inizialmente pezzi separati, l'estrema aderenza e l'altezza delle stesse lasciavano intravedere la camicia sottostante all'altezza dell'inguine
. Questo dettaglio estetico, figlio del gusto gotico per la linea aderente, attirò le ire dei predicatori e persino le critiche di autori come Boccaccio, che consideravano tale moda un affronto alla decenza
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La soluzione della "braghetta": Proprio per non rinunciare allo slancio tipico del linearismo gotico pur cercando di salvare le apparenze, venne introdotta la braghetta
. Tuttavia, paradossalmente, la moda maschile sfruttò questo elemento per esagerare ulteriormente i volumi tramite imbottiture, finendo per sottolineare proprio ciò che la decenza avrebbe voluto coprire
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In definitiva, il linearismo gotico si inserisce in quel contesto estetico definito come "rude bellezza" medievale
. Sebbene lo stile fosse considerato "pratico e gentile" (dove "gentile" indicava un'eleganza raffinata e nobile), esso rifletteva una tensione tra l'austerità classica del Medioevo e la ricercatezza formale che avrebbe poi caratterizzato il primo Rinascimento
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lib1378-QGLA404-vestire - Praticità e gentilezza. - Il concetto di un vestire "pratico e gentile" rappresenta l'essenza dell'estetica medievale classica, descrivendo un equilibrio tra funzionalità e una forma di eleganza che, per quanto austera, veniva celebrata dai contemporanei
 
Il concetto di un vestire "pratico e gentile" rappresenta l'essenza dell'estetica medievale classica, descrivendo un equilibrio tra funzionalità e una forma di eleganza che, per quanto austera, veniva celebrata dai contemporanei
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Il significato di "Praticità e Gentilezza"
Sebbene oggi il termine "gentile" possa apparire eccessivo o poco adatto a descrivere l'abbigliamento di un'epoca spesso percepita come cupa, le testimonianze del tempo, inclusi i canti dei menestrelli, lo utilizzavano per sottolineare una raffinata compostezza
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Praticità: L'abbigliamento doveva rispondere alle esigenze della vita quotidiana, mantenendo una struttura solida e funzionale
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Gentilezza: Questo termine indicava un'eleganza non sfarzosa ma "gentile" nel senso di nobile e armoniosa, visibile ancora oggi nei dipinti e nelle altre testimonianze artistiche dell'epoca
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La "Rude Bellezza" medievale
Questi due elementi non erano in contrasto con la natura del periodo, ma si fondevano in quella che viene definita "rude bellezza"
. Si trattava di uno stile:
Solido e rude: L'eleganza non era delicata in senso moderno, ma possedeva una robustezza consona allo spirito medievale
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Austero ed elegante: Il costume classico evitava gli eccessi che avrebbero caratterizzato i periodi successivi, mantenendo una sobrietà che ne costituiva il pregio principale
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La transizione verso il tardo Medioevo
Questo equilibrio di praticità e gentilezza iniziò a incrinarsi con l'avvento di nuove mode intorno al 1300, quando il gusto per il linearismo gotico spinse verso indumenti molto più aderenti e meno "austeri", come la calza braga e il farsetto
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Mentre il vestire "pratico e gentile" rappresentava il canone medievale classico, l'evoluzione successiva — caratterizzata da calze aderentissime per accentuare lo slancio della gamba e dall'uso della braghetta imbottita — segnò il passaggio verso il primo Rinascimento, attirando le critiche dei predicatori per quella che veniva percepita come una perdita di decenza e di quella sobria eleganza originaria
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Quali critiche mosse Boccaccio alla moda del tempo?
Come veniva usata la braghetta per esagerare il volume?
In che modo l'abbigliamento femminile differiva da quello maschile?
 
 
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