questo file = indici-BiblioV4.html
TRADIZIONI
e
RACCONTI
"lib1314-Milano-a3 "
redigio.it/BiblioV4/lib1314-Milano-a3.html - Questo testo offre una raffinata ricostruzione della topografia storica di Milano, intrecciando l'evoluzione architettonica di antichi ospizi con la vivace vita commerciale delle piazze medievali.
--------------------------------
lib1314-Milano-a3 - Questo testo offre una raffinata ricostruzione della topografia storica di Milano, intrecciando l'evoluzione architettonica di antichi ospizi con la vivace vita commerciale delle piazze medievali.
Questo testo offre una raffinata ricostruzione della topografia storica di Milano, intrecciando l'evoluzione architettonica di antichi ospizi con la vivace vita commerciale delle piazze medievali. L'autore analizza le origini dell'Ospizio dei Vecchi, rintracciandone le radici in istituzioni preesistenti e descrivendo preziosi resti scultorei e strutturali che testimoniano la stratificazione urbana della città. Ampio spazio è dedicato alla geografia dei mercati specializzati, dettagliando la collocazione storica di botteghe e banchi fissi dedicati alla vendita di pollame, latticini e pesce nei pressi di luoghi iconici come il Duomo e la Chiesa di Santa Tecla. Attraverso il richiamo a documenti d'archivio e cronache di crolli storici, il brano delinea il passaggio da un commercio ambulante a una struttura annonaria stabile, restituendo l'immagine di una città antica definita dalle sue vocazioni mercantili e assistenziali. - lib1314-milano-a43.mp3
lib1314-Milano-a3 - il Palazzo di Pietro Goldoni, Vidoni, Aimi, via Nirone, il groviglio dei vicoli tra il Cordusio via Meravigli e Piazza Castello e l'apertura di via Dante, piazza Fontana, la zocca di di San Clemente e l'ospizio dell'arcivescovo Pietro e gli antichi mercati Milano
Milano A41, il Palazzo di Pietro Goldoni, Vidoni, Aimi, via Nirone, il groviglio dei vicoli tra il Cordusio via Meravigli e Piazza Castello e l'apertura di via Dante, piazza Fontana, la zocca di di San Clemente e l'ospizio dell'arcivescovo Pietro e gli antichi mercati Milano . Il Vitali, continuano sempre le notti di Giovanni Vergani, non attribuisce al Filargo l'ereenzione originale dell'uspizio dei vecchi, ma crede invece che egli abbia semplicemente il merito di aver dato maggior impulso a una preesistente istituzione non i poveri di Cristo, per i quali già da secoli e persino dall'epoca dell'arcivescovo Ausperto, benefattori noti o anonimi erogavano somme di denaro eivano robe. L'ospizio originario, troppo angusto per i cresciuti bisogni fu sostituito con altri mediante l'acquisto di una casa che nelle antiche carte è detta Casanova e che per alcuni accenni di una lettera duale di Filippo Maria del 3 ottobre 1411 dovrebbe corrispondere a quella abitata dagli ostiari del Duomo Sita in via delle ore. In Vergani dice di riportare integralmente queste eserzioni dal libro di Luigi Vitali sulla Efficienza di Milano, Edito nel 1880 perché esse confermano la sua opinione sulla vera ubicazione della chiesa di San Cremente. All'ospizzio dei vecchi sono da riferirci alcuni avanzi di costruzioni sicuramente medievali che hanno resistito nel cortile di detta canonica. Un portale ad arco a perfetto sesto acuto, coperto dal terreno. fin quasi al punto dove l'arco stesso si imposta sui pilastri. Due figure a grandezza naturale, una raffigurante il Sant'Ambrogio in paramenti pontificali con lo staffile sulla destra e un grande pastorale sulla sinistra. L'altra un monaco leggente, uno stelo di giglio fiorito. Del tipo della zocca di San Clemente. Certamente dovevano esistere in città altri banchi fissi, cioè non smontabili, vendita di vendita in varie località saranno state occupazioni di area giustificate da acquisti regolari come potranno essere state arbitrali e andare in certezza di leggi o disposizioni comunali poco severe e non applicate a tempo. Alcune proprietà clamavano l'USS a Tempore. È certo che nei secoli scorsi per la relativa piccolezza della città. Il commercio girografo girovago era assai limitato e di preferenza si esercitavano in speciali località taluni genere di commercio minuto, forse anche solo nelle prime ore della giornata e specialmente se si trattava di generi alimentari di uso immediato e di facile de quali verdure, frutta, latticini, pesce, pollame. Un mercato di polli esisteva nel centro della città e da e documentato in data 3 febbraio 1992. Risulta che i vecchioni e le vecchione della chiesa di Santa Tecla davano in affitto due stalli sul mercato dei polli sulla pubblica via e un tale casta solia pollivendola. E quando l'11 aprile del 13 53 53 cadde rovinosamente la torre di Santa Maria Maggiore, restò atterrato gran parte del tempio verso la facciata e il mercato dei polli e danneggiate furono varie case di privati cannonando la morte di molte persone. Risulta anche che nel settembre del 1398 un tal gabriolo della corte Frangiao fece istanza l'ufficio di prigione per poter rinnovare due colonne di legno, sostituendovi volte di pietra davanti a due sue botteghe prospicenti il mercato dei polli presso la chiesa di Santa Tecla, delle quali botteghe pagava di anno affitto fiorini d'oro 56 e me a un nominato Salvirolo di Sesto. È noto che alla località Balla presso la chiesa di Sant'Alessandro in tre giorni della settimana si teneva mercato di latticini e in prossimità esisteva un gran fonda di olio. Nel Brolo ora Piazza Mercanti, era il mercato della Bianda, farina e legumi. Il nome di pescheria o pescheria vecchia vi ebbe per secoli quella distrutta in via del centro ivi nei pressi della cattedrale e precisamente parallela al già fabbricato del coperto dei figini e lascia logico supporre che qui esistesse un mercato di pesce.
lib1314-Milano-a3 - Architettura medievale. - Dalle fonti analizzate, in particolare dai frammenti relativi alla storia urbanistica di Milano, emergono dettagli significativi riguardanti l'architettura medievale della città, con un focus particolare su elementi strutturali, materiali e decorazioni scultoree superstiti.
Dalle fonti analizzate, in particolare dai frammenti relativi alla storia urbanistica di Milano, emergono dettagli significativi riguardanti l'architettura medievale della città, con un focus particolare su elementi strutturali, materiali e decorazioni scultoree superstiti.
Elementi Strutturali e Superstiti
Le fonti descrivono tracce tangibili di costruzioni medievali che hanno resistito al tempo, fornendo esempi concreti dello stile dell'epoca:
L'arco a sesto acuto: All'interno del cortile della canonica dell'antico ospizio dei vecchi, sono segnalati avanzi di costruzioni sicuramente medievali, tra cui spicca un portale ad arco a perfetto sesto acuto
. Questo elemento è parzialmente interrato, coperto dal terreno fin quasi al punto di imposta dell'arco sui pilastri
.
Transizione dai materiali deperibili alla pietra: Un documento del settembre 1398 testimonia l'evoluzione delle tecniche costruttive. Un cittadino, Gabriolo della Corte Frangiao, presentò un'istanza per sostituire due colonne di legno con volte di pietra davanti alle sue botteghe prospicenti il mercato dei polli, presso la chiesa di Santa Tecla
. Questo indica una tendenza al consolidamento e alla monumentalizzazione delle strutture commerciali e civili attraverso l'uso della pietra al posto del legno.
Scultura e Iconografia Medievale
L'architettura medievale citata non si limita alle strutture portanti, ma include una ricca componente decorativa e simbolica. Nello stesso cortile della canonica menzionato in precedenza, si trovano due figure a grandezza naturale che offrono uno spaccato dell'iconografia religiosa del periodo:
Sant'Ambrogio: Raffigurato in paramenti pontificali, tiene lo staffile (la frusta) nella mano destra e un grande pastorale nella sinistra
.
Il monaco leggente: Una figura che tiene uno stelo di giglio fiorito, tipica del tipo della "zocca di San Clemente"
.
Edifici e Complessi Monumentali
Le fonti menzionano diversi complessi che definivano il tessuto urbano medievale milanese:
Torri e Chiese: Viene ricordata la torre di Santa Maria Maggiore, la cui rovinosa caduta l'11 aprile 1353 distrusse gran parte del tempio verso la facciata e travolse il mercato dei polli e diverse case private
.
Ospizi e Istituzioni: L'architettura assistenziale è rappresentata dall'ospizio dei vecchi, originariamente un'istituzione preesistente che ricevette impulso dal Filargo
. L'ospizio originario, giudicato troppo angusto, fu sostituito con l'acquisto di una casa denominata Casanova in via delle Ore, un tempo abitata dagli ostiari del Duomo
.
Spazi Pubblici: Il Brolo (l'attuale Piazza Mercanti) e la zona del Cordusio sono descritti come centri nevralgici dove l'architettura si intrecciava con le funzioni mercatali, come dimostrato dalla presenza di banchi fissi e mercati specializzati (latticini, pesce, polli) situati in prossimità di importanti chiese come Sant'Alessandro e Santa Tecla
.
In sintesi, l'architettura medievale descritta nelle fonti si manifesta attraverso un mix di elementi gotici (l'arco a sesto acuto), la progressiva sostituzione del legno con la pietra nelle strutture urbane e una forte presenza di scultura monumentale a tema religioso integrata negli spazi istituzionali
.
Qual era la funzione della Casanova in via delle Ore?
Cosa rappresentava lo staffile nell'iconografia di Sant'Ambrogio?
Quali mercati alimentari animavano il centro della Milano medievale?
lib1314-Milano-a3 - Ospizio dei vecchi. - L'Ospizio dei vecchi emerge dalle fonti come un'istituzione caritatevole di antica origine, fondamentale per il tessuto sociale e assistenziale della Milano medievale
L'Ospizio dei vecchi emerge dalle fonti come un'istituzione caritatevole di antica origine, fondamentale per il tessuto sociale e assistenziale della Milano medievale
. Di seguito vengono approfonditi la sua storia, l'evoluzione architettonica e i resti monumentali ad esso collegati.
Origini e Fondazione
Le fonti chiariscono che, sebbene alcune interpretazioni storiche abbiano in passato attribuito l'erezione originale al Filargo, studiosi come Luigi Vitali (nel suo testo del 1880) sostengono che egli abbia semplicemente dato un impulso maggiore a un'istituzione preesistente
. Tale ente era dedicato ai "poveri di Cristo", una categoria per la quale già da secoli, risalendo addirittura all'epoca dell'arcivescovo Ansperto, benefattori noti e anonimi erogavano somme di denaro e beni materiali
. L'istituzione è anche associata alla figura dell'arcivescovo Pietro
.
Spostamenti e Sede in Via delle Ore
Con il passare del tempo e l'aumento delle necessità assistenziali, l'ospizio originario divenne troppo angusto
. Per ovviare a questa mancanza di spazio, la struttura fu sostituita attraverso l'acquisto di una nuova sede
:
La Casanova: Le antiche carte identificano questa nuova proprietà con il nome di "Casanova"
.
Ubicazione: Sulla base di una lettera ducale di Filippo Maria datata 3 ottobre 1411, si ritiene che questa casa corrispondesse a quella abitata dagli ostiari del Duomo, situata in via delle Ore
.
Testimonianze Architettoniche e Scultoree
L'importanza storica dell'Ospizio dei vecchi è confermata da significativi avanzi medievali sopravvissuti all'interno del cortile della canonica di pertinenza
. Questi elementi non solo testimoniano l'antichità della struttura, ma aiutano gli storici, come il Vergani, a identificare la reale ubicazione di altri edifici scomparsi, come la chiesa di San Clemente
. Tra i resti più rilevanti si trovano:
Il Portale: Un portale caratterizzato da un arco a perfetto sesto acuto, che si presenta oggi parzialmente interrato, con il terreno che giunge quasi al punto in cui l'arco si imposta sui pilastri
.
Statue Monumentali: Nel cortile sono conservate due figure a grandezza naturale di grande valore iconografico
. La prima raffigura Sant'Ambrogio in abiti pontificali, munito dello staffile (frusta) e del pastorale
. La seconda rappresenta un monaco leggente con un giglio fiorito, identificato come appartenente alla tipologia della "zocca di San Clemente"
.
Ruolo Sociale ed Economico
L'istituzione non era solo un luogo di accoglienza, ma partecipava attivamente alla vita economica della città attraverso le sue pertinenze
. Ad esempio, documenti del 1392 indicano che i "vecchioni e le vecchione" della chiesa di Santa Tecla (probabilmente legati a queste strutture assistenziali) traevano sostentamento affittando stalli nel mercato dei polli, situato sulla pubblica via nel centro cittadino
. Questo mercato fu in seguito coinvolto nel disastroso crollo della torre di Santa Maria Maggiore nel 1353, che distrusse parte del tempio e diverse abitazioni circostanti
.
Qual era il legame tra l'ospizio e la chiesa di San Clemente?
Cosa accadde dopo il crollo della torre di Santa Maria Maggiore?
Come funzionava l'affitto degli stalli nel mercato dei polli?
lib1314-Milano-a3 - Antichi mercati cittadini. - Gli antichi mercati cittadini di Milano, come descritti nelle fonti, costituivano il cuore pulsante della vita economica e sociale della città medievale, caratterizzandosi per una precisa specializzazione merceologica e una distribuzione strategica nello spazio urbano.
Gli antichi mercati cittadini di Milano, come descritti nelle fonti, costituivano il cuore pulsante della vita economica e sociale della città medievale, caratterizzandosi per una precisa specializzazione merceologica e una distribuzione strategica nello spazio urbano.
Tipologia e Struttura dei Mercati
Nei secoli passati, data la relativa piccolezza della città, il commercio girovago era piuttosto limitato
. Si preferiva esercitare gli scambi in località speciali dedicate a determinati generi di commercio minuto, specialmente per i prodotti alimentari di uso immediato e facile deperibilità come verdure, frutta, latticini, pesce e pollame
. Spesso queste attività si concentravano nelle prime ore della giornata
.
Le strutture di vendita potevano essere di due tipi:
Banchi fissi: Esistevano postazioni non smontabili in varie località, la cui occupazione dell'area era talvolta giustificata da acquisti regolari o, in altri casi, risultava da consuetudini arbitrarie favorite da disposizioni comunali poco severe
.
Botteghe e stalli: Alcuni mercanti operavano in botteghe stabili, come testimoniato dall'istanza del 1398 di Gabriolo della Corte Frangiao, che chiese di ammodernare le sue botteghe sostituendo le colonne di legno con volte di pietra
.
I Principali Centri del Commercio
Le fonti identificano diversi mercati specifici che definivano la topografia milanese:
Il Mercato dei Polli: Situato nel centro della città, presso la chiesa di Santa Tecla, è ampiamente documentato
. Un atto del febbraio 1392 rivela che i "vecchioni e le vecchione" della chiesa affittavano due stalli in questo mercato sulla pubblica via
. La zona fu teatro di un tragico evento l'11 aprile 1353, quando il crollo della torre di Santa Maria Maggiore distrusse gran parte del tempio e travolse il mercato stesso, danneggiando diverse case private e causando molte vittime
.
Il Brolo (Piazza Mercanti): Quest'area, oggi nota come Piazza Mercanti, era la sede del mercato della biada, della farina e dei legumi
.
La Pescheria (o Pescheria Vecchia): Situata in via del Centro, nei pressi della cattedrale e parallelamente al fabbricato del "coperto dei Figini", ospitava storicamente il mercato del pesce
.
Località Balla (Sant'Alessandro): In questa zona, nei pressi della chiesa di Sant'Alessandro, si teneva tre giorni alla settimana il mercato dei latticini
. Nelle immediate vicinanze era situata anche una grande "fonda" (deposito) di olio
.
Aspetti Economici e Contrattuali
Il sistema dei mercati era regolato da contratti di affitto e canoni precisi. Ad esempio, per le botteghe prospicenti il mercato dei polli, si arrivavano a pagare affitti annuali consistenti, come i 56 fiorini d'oro e mezzo versati dal già citato Gabriolo della Corte Frangiao a un certo Salvirolo di Sesto
. Questo indica che le aree mercatali non erano solo luoghi di scambio, ma anche importanti fonti di rendita per i proprietari terrieri e le istituzioni religiose
.
Quali merci venivano scambiate in Piazza Mercanti?
Cosa accadde con il crollo della torre di Santa Maria Maggiore?
Chi erano i vecchioni e le vecchione di Santa Tecla?
lib1314-Milano-a3 - Topografia urbana milanese. - Dalla fonte analizzata emerge una topografia urbana milanese complessa, caratterizzata da un antico tessuto di vicoli medievali, mercati specializzati situati in punti nevralgici e un'evoluzione architettonica che ha trasformato gradualmente il volto della città.
Dalla fonte analizzata emerge una topografia urbana milanese complessa, caratterizzata da un antico tessuto di vicoli medievali, mercati specializzati situati in punti nevralgici e un'evoluzione architettonica che ha trasformato gradualmente il volto della città.
Il Centro Storico e il "Groviglio" di Vicoli
La topografia del cuore di Milano è descritta come un "groviglio di vicoli" compreso tra la zona del Cordusio, via Meravigli e Piazza Castello
. Questo fitto reticolo stradale subì trasformazioni significative con l'apertura di arterie più ampie, come via Dante
. Altri punti di riferimento importanti citati includono:
Piazza Fontana e la zona della "zocca di San Clemente", legata all'ubicazione dell'antica chiesa omonima
.
Via delle Ore, dove si trovava la "Casanova", una casa precedentemente abitata dagli ostiari del Duomo e poi divenuta sede dell'Ospizio dei vecchi
.
Via Nirone, citata in relazione a palazzi nobiliari come quelli di Pietro Goldoni, Vidoni e Aimi
.
La Topografia dei Mercati
Nel periodo medievale e moderno, l'economia cittadina era organizzata in località speciali dedicate a specifici generi alimentari, creando una mappa commerciale ben definita:
Zona Duomo/Santa Tecla: Qui si concentrava il mercato dei polli, situato sulla pubblica via presso la chiesa di Santa Tecla
. Quest'area fu profondamente segnata dal crollo della torre di Santa Maria Maggiore nel 1353, che travolse il mercato e le case circostanti
.
Il Brolo (Piazza Mercanti): Era lo spazio dedicato al mercato della biada, della farina e dei legumi
.
Località Balla (Sant'Alessandro): Presso la chiesa di Sant'Alessandro si teneva tre volte a settimana il mercato dei latticini, e nelle vicinanze si trovava un importante deposito ("fonda") di olio
.
Pescheria Vecchia: Situata in via del Centro, parallelamente al fabbricato del "coperto dei Figini" nei pressi della cattedrale, era la sede storica del mercato del pesce
.
Evoluzione Strutturale e Monumentale
La topografia urbana non era statica, ma rifletteva il passaggio da materiali deperibili a strutture più solide. Un esempio significativo è l'istanza del 1398 per sostituire colonne di legno con volte di pietra in alcune botteghe prospicenti il mercato dei polli, segno di una volontà di ammodernamento e stabilità delle infrastrutture commerciali
.
Inoltre, la presenza di istituzioni come l'Ospizio dei vecchi (legato alle figure dell'arcivescovo Pietro e del Filargo) influenzava la disposizione degli spazi sociali, con la conservazione di elementi architettonici come portali a sesto acuto e statue monumentali che ancora oggi permettono agli storici di ricostruire l'antica fisionomia della città
.
Quali erano i confini del "groviglio di vicoli" medievale?
Approfondisci il crollo della torre di Santa Maria Maggiore.
Cosa rappresentava la figura del monaco leggente nel cortile?
Questo documento rappresenta un vasto archivio digitale multimediale dedicato alla preservazione della memoria storica e delle tradizioni locali di Legnano. La struttura è organizzata come un indice cronologico dettagliato che copre oltre un decennio di contenuti, includendo programmi culturali, podcast e materiale folcloristico raccolto sotto il progetto "Radio-Fornace". Attraverso migliaia di file in formato audio, video e documenti PDF, il portale funge da biblioteca virtuale per esplorare racconti comunitari e rassegne storiche. L'obiettivo principale è quello di offrire una storia web interattiva che colleghi il passato e il presente del territorio lombardo tramite una moderna consultazione online.