lib1312-milano-a1

questo file = indici-BiblioV4.html
 
TRADIZIONI
e
RACCONTI
 
"lib1312-milano-a1 "
il sito:   www.redigio.it/BiblioV/indici-BiblioV4.html -
 
redigio.it/BiblioV4/lib1312-milano-a1.html   - Questa narrazione tratteggia una mappa sentimentale e storica di Milano, concentrandosi sulla metamorfosi urbanistica del quartiere compreso tra il Cordusio e il Castello Sforzesco.
redigio.it/BiblioV4/lib1312-milano-a1.mp3 -    l'originale mp3, 2829 parole
redigio.it/BiblioV4/lib1312-milano-a1.pdf - f
 
redigio.it
redigio.it/BiblioV0/Indici-BiblioV0.html - l'inizio
redigio.it/BiblioV/indici-BiblioV.html - La prima parte dei libri
redigio.it/BiblioV2/indici-BiblioV2.html - La seconda parte dei libri
redigio.it/BiblioV3/indici-BiblioV3.html - la terza parte dei libri
redigio.it/BiblioV4/indici-BiblioV4.html - attualmente vuota e in costruzione
redigio.it/BiblioV5/indici-BiblioV5.html - Libri tratti da  redigio.it
redigio.it/BiblioV6/indici-BiblioV6.html - Libri tratti da  redigio.it
redigio.it/BiblioV7/indici-BiblioV7.html - Libri tratti da  redigio.it
redigio.it/BiblioV8/indici-BiblioV8.html - l'ottavo scaffale
redigio.it/BiblioV9/indici-BiblioV9.html - attualmente vuota e in costruzione
redigio.it/BiblioV10/indici-BiblioV10.html -  attualmente vuota e in costruzione
redigio.it/BiblioV11/indici-BiblioV11.html -  attualmente vuota e in costruzione
redigio.it/BiblioV12/indici-BiblioV12.html -  attualmente vuota e in costruzione
--------------------------------
 
lib1312-milano-a1 - Questa narrazione tratteggia una mappa sentimentale e storica di Milano, concentrandosi sulla metamorfosi urbanistica del quartiere compreso tra il Cordusio e il Castello Sforzesco.
 
Questa narrazione tratteggia una mappa sentimentale e storica di Milano, concentrandosi sulla metamorfosi urbanistica del quartiere compreso tra il Cordusio e il Castello Sforzesco. Attraverso il ricordo di nobili dimore scomparse, come il palazzo di Pietro Goldoni, e l'evocazione di personaggi illustri che vi trovarono dimora, il testo esplora la tensione tra la necessità del rinnovamento edilizio moderno e la perdita irreparabile delle antiche contrade. La struttura del racconto intreccia aneddoti biografici, come la giovinezza di Carlo Goldoni o gli studi d'artista di Pelagio Palagi, con un'analisi toponomastica che rivela l'origine di nomi legati alle corporazioni mercantili e alle stirpi aristocratiche. In definitiva, l'autore riflette con nostalgia sulla stratificazione urbana, descrivendo come i nuovi viali ottocenteschi abbiano riorganizzato il fitto groviglio di vicoli medievali senza però riuscire a cancellare del tutto l'anima della città antica. - lib1312-milano-a41.mp3 -
 
 
lib1312-milano-a1 - Milano A41, il Palazzo di Pietro Goldoni, Vidoni, Aimi, via Nirone, il groviglio dei vicoli tra il Cordusio via Meravigli e Piazza Castello e l'apertura di via Dante, piazza Fontana, la zocca di di San Clemente e l'ospizio dell'arcivescovo Pietro e gli antichi mercati.
 
Milano A41, il Palazzo di Pietro Goldoni, Vidoni, Aimi, via Nirone, il groviglio dei vicoli tra il Cordusio via Meravigli e Piazza Castello e l'apertura di via Dante, piazza Fontana, la zocca di di San Clemente e l'ospizio dell'arcivescovo Pietro e gli antichi mercati. Un ricordo più sereno di queste vecchie contrade ce l'offrirebbe se tutt'ora esistesse la casa numero 11 di via delle Orssole o era il palazzo del marchese Pietro Goldoni. Aimi inviebbero magnifica accoglienza Carlo Goldoni, ancora il giovinetto e il padre suo. Il futuro grande commediografo ancor giovinetto e il padre suo, trovò protezione e appoggio, sì. Da ottenere un posto gratuito al collegio Ghislieri di Pavia, da dove doveva venire espulso due anni dopo per una troppo mordace satira fatta sulle Giulle pavesi. Via meravigli per l'avvio che vi prese in più punti l'edilizia freggiandosi per un lungo tratto con due ricchi fabbricati eretti con nobiltà di intenti e ampiezza di respiro. Nel 1880 dai fratelli Francesco ed Emilio Turati, rinnovando la tradizione dei bei cortili a Colonnato di granito e non può annoverarsi una vecchia contrada. ma può considerarsi una strada moderna. In uno di quei palazzi attualmente siede il suo la famiglia Meneghina che gelosamente conserva i bellissimi saloni decorati con raffinata eleganza da Mosè Bianchi, Giuseppe Bertini e Ludovico Pogliaghi. Nell'altro contiguo palazzo, gravemente colpito delle bombe, si è allogata signorilmente la Camera di Commercio. Ma è stata fortunatamente salvata nel rifacimento dell'intera facciata l'unitaria creazione ottocentesca. Nei pressi è la via Nirone in parte anch'essa mutata nel suo aspetto edilizio di un tempo. Via che diremmo è divenuta un po' borghese pur conservando l'antico nome delle varie derivazioni, ma che si crede venga da da un modesto corso d'acqua che fin dai tempi remoti scendeva lungo il fianco della città Celtoromana. Il popoloso quartiere fra Corduso e la via Meravigli da una parte e piazza Castello dall'altra ha subito tanti e tali sventramenti che l'antica topografia non esiste ormai se non su di una vecchia carta di Milano. Le vie in questa plaga hanno conservato però il loro nome. parte supstiti, parte rifatte, parte dotate di case più moderne. La via San Vincenzino, che ora si chiama via Manfredo Camperio, è forse l'unica che percorre l'antico tracciato, ma per il resto è difficile rendersi conto del fitto groviglio di strade e vicoli in prossimità dello sbocco di via Camperio, prima di chiamarsi via San Vincenzino, Si chiamava Contrada di San Vincenzino a Castello e ancora più anticamente via del Maino. Pare sorgesse la romana Porta Giovia che altri vorrebbero collocare presso l'Arcata in via San Giovanni al muro di recente sparita. Fra le contrade di San Vincenzino e Pollezza sorse in età remota il convento benedettino delle suore di San Vincenzo. sulla cui area crebbero poi fabbricati di varie mole che in parte sfruttarono le vecchie ma solide murature dai chiostri. In via San Vincenzino ebbe studio il pittore Pelagio Palagi, il quale come architetto disegnò con nobiltà di linee e interamente decorò il palazzo via Bethen, poi Frigerio in via Monte di Pietà. dove abitò Vincenzo Bellini, Palazzo raso al suolo delle bombe del 43. Lo studio di Palagio Palagi fu poi occupato da Eleutio Pagliano che vi predispose i cartoni dell'affresco dedicato all'Africa nell'ottagono da galleria Vittoria Emanuele. Fu in seguito magazzino di mobili, gabina di trasformatore della Edison e infine vi pose piede un cinematografo popolare. La vecchia contrada si chiamò, come si è detto, Del Maino, perché questa antica famiglia vi abitò con vari membri di essa, fra i quali la bella Agnese del Maino o Maino, la sola donna amata ad Alta Citurno e Frigido Filippo Visconti. L'apertura di via Dante che segnò la fine o il completo abbandono di molti vincoli e contrade senza fra il Cuso e il Castello e fu un avvenimento e una gloria civica per l'allora sindaco Gaetano n****. Erano anni del grande rinnovamento edilisio per la città. Sparirono anche le vi attornavano il cordusio, stranamente dedicate alla polleria, vicolo del gallo, Pasquaro delle galline, via delle galline, dove c'era un edificio adattato a scuola elementare. e frequentato da figli della nuova borghesia. Il rinnovamento si estese verso Porta Magenta e Porta Tenaglia e il piano regolatore imponeva la conservazione del castello per la demolizione del quale combattevano invece solo pochi spiriti nostalgici. Il nome Cordusio di cui molti ignorarono la provenienza, pari i derivi dalla curia Ducis che Ivi aveva secondo Giulini. Certo, fu uno scempio della vecchia Milano, ma furono sacrifici necessari. Tuttavia alcune distruzioni come quella della chiesa di San Protaso, nella quale il Mongeli vedeva un museo d'arte lombarda promossa da Federico Borromeo, parvero fatte senza altra giustificazione. Chi crede la zonizzazione di agglomerati urbani. Una conquista della moderna scienza urbanistica scrive l'architetto mezzanotte nei suoi itinerari sentimentali poteva vederla già in atto nella limitata cerchia della fossa comunale. Le famiglie nobili, in buona parte di origine germanica, si raggruppavano stringendosi a difesa nelle contrade che da esse dovevano prendere il nome: Degli andegari, dei bigli, dei bossi. dei Visconti, de Meraviglia, dei Piatti, del Maino, dei Borromei, del Pusterra, dei Cavenaghi, degli Amedei, dei Medici e le monivano come sedetto di torri, mentre fra i maggiori mercati si stabilivano le abitazioni, i fondaki, le botteghe dei commercianti e così nascevano le contrade degli olefici, dei borsinari, dei bindelari, degli spadari, dei pattari. ?
 
 
lib1312-milano-a1 - Storia urbana milanese. - La storia urbana di Milano è segnata da una profonda evoluzione che ha visto la città trasformarsi da un fitto groviglio di vicoli medievali a una metropoli moderna attraverso massicci interventi urbanistici, noti come "sventramenti"
 
La storia urbana di Milano è segnata da una profonda evoluzione che ha visto la città trasformarsi da un fitto groviglio di vicoli medievali a una metropoli moderna attraverso massicci interventi urbanistici, noti come "sventramenti". Secondo le fonti, una delle aree che ha subito i cambiamenti più radicali è quella compresa tra il Cordusio, via Meravigli e Piazza Castello, dove l'antica topografia è ormai quasi del tutto scomparsa, sopravvivendo solo in vecchie mappe
.
Il Nodo del Cordusio e l'Apertura di Via Dante
Il nome Cordusio, la cui origine è spesso ignorata, deriva probabilmente dalla "Curia Ducis" (la corte del Duca) che un tempo sorgeva in quella zona
. Questo settore della città fu protagonista di una vera e propria "gloria civica" sotto l'amministrazione del sindaco Gaetano Negri, con l'apertura di via Dante
. Questo intervento segnò la fine di numerose contrade e vicoli, come quelli pittoreschi dedicati alla polleria (Vicolo del Gallo, via delle Galline), sacrificati in nome di un necessario rinnovamento edilizio che si estese fino a Porta Magenta e Porta Tenaglia
. Un punto di svolta cruciale fu la decisione del piano regolatore di conservare il Castello Sforzesco, nonostante alcuni "spiriti nostalgici" ne caldeggiassero la demolizione
.
Via Meravigli e l'Edilizia Ottocentesca
Via Meravigli rappresenta un esempio di come l'edilizia milanese si sia rinnovata con "nobiltà di intenti"
. Nel 1880, i fratelli Francesco ed Emilio Turati vi fecero erigere due imponenti fabbricati che recuperavano la tradizione dei cortili a colonnato di granito
. Uno di questi palazzi conserva ancora oggi saloni decorati da artisti del calibro di Mosè Bianchi, Giuseppe Bertini e Ludovico Pogliaghi, mentre l'edificio contiguo, pur colpito dai bombardamenti, ospita la Camera di Commercio, mantenendo l'unitaria facciata ottocentesca
.
Trasformazioni di Vie Antiche: Via Nirone e Via Camperio
Alcune strade hanno mutato profondamente il loro aspetto pur conservando nomi remoti:
Via Nirone: Un tempo parte della città celto-romana, deve il suo nome a un modesto corso d'acqua che scendeva lungo il fianco dell'antico abitato
. Oggi ha assunto un carattere più "borghese"
.
Via Manfredo Camperio: Un tempo nota come via San Vincenzino (o via del Maino in tempi ancor più antichi), è una delle poche a seguire ancora l'antico tracciato
. In questa zona sorgeva probabilmente la Porta Giovia romana e il convento benedettino delle suore di San Vincenzo
.
Il Tessuto Sociale e le Corporazioni
L'urbanistica storica di Milano rifletteva un'organizzazione sociale precisa, basata sulla zonizzazione delle famiglie nobili e delle attività commerciali
:
Contrade Nobiliari: Le famiglie di origine spesso germanica si raggruppavano in contrade fortificate che prendevano il loro nome (Andegari, Visconti, Borromei, Medici, del Maino)
. Queste zone erano spesso caratterizzate dalla presenza di torri difensive
.
Contrade dei Mestieri: Attorno ai mercati principali si sviluppavano le abitazioni e le botteghe degli artigiani, dando origine a vie dai nomi evocativi come quelle degli Orefici, dei Borsinari, degli Spadari o dei Pattari
.
Perdite Monumentali e Figure Storiche
Il processo di modernizzazione ha comportato anche gravi perdite artistiche, come la distruzione della chiesa di San Protaso, che Federico Borromeo avrebbe voluto trasformare in un museo d'arte lombarda
.
Le fonti ricordano inoltre il legame tra l'urbanistica e i grandi personaggi:
Carlo Goldoni: Visse in via delle Orssole presso il palazzo del marchese Pietro Goldoni Aimi
.
Pelagio Palagi: Ebbe il suo studio in via San Vincenzino, lo stesso luogo che fu poi di Eleuterio Pagliano (autore degli affreschi in Galleria) e che finì per diventare, dopo varie trasformazioni, un cinematografo popolare
.
Agnese del Maino: Abitò nell'omonima contrada e fu l'unica donna amata da Filippo Maria Visconti
.
Questi intrecci tra architettura, nomi delle strade e vicende umane costituiscono l'ossatura della memoria storica milanese, nonostante gli scempi e i sacrifici imposti dalla modernità
.
Perché si voleva demolire il Castello Sforzesco?
Cosa è successo alla chiesa di San Protaso?
Approfondiamo la storia di Agnese del Maino.
 
 
lib1312-milano-a1 -  Antiche contrade milanesi. - Le antiche contrade milanesi rappresentavano un sistema urbano complesso e stratificato, dove la topografia della città era determinata da legami familiari, attività commerciali e antiche strutture difensive
 
Le antiche contrade milanesi rappresentavano un sistema urbano complesso e stratificato, dove la topografia della città era determinata da legami familiari, attività commerciali e antiche strutture difensive
,
. Originariamente, il tessuto cittadino era costituito da un fitto groviglio di vicoli e strade, molti dei quali sono scomparsi o stati profondamente trasformati nel corso dei secoli, specialmente nell'area tra il Cordusio, via Meravigli e Piazza Castello
.
La Zonizzazione Nobiliare e Popolare
Secondo le fonti, Milano presentava una forma di zonizzazione ante litteram, dove gli agglomerati urbani erano divisi in base alla classe sociale e al mestiere
.
Contrade delle Famiglie Nobili: Molte di queste famiglie, spesso di origine germanica, tendevano a raggrupparsi in aree specifiche che prendevano il loro nome, come le contrade degli Andegari, dei Visconti, dei Borromei, dei Medici, dei Cavenaghi e dei Meraviglia
. Questi quartieri erano spesso fortificati e muniti di torri per garantire la difesa dei vari lignaggi
. Un esempio emblematico è la Contrada del Maino (oggi via Manfredo Camperio), che prende il nome dalla famiglia che vi risiedeva e che annoverava tra i suoi membri Agnese del Maino, amante di Filippo Maria Visconti
 
Contrade dei Mestieri: Parallelamente alle aree nobiliari, sorsero i quartieri dedicati ai commerci e all'artigianato, situati solitamente nei pressi dei mercati maggiori
. I nomi di queste vie indicavano chiaramente l'attività prevalente: si avevano così le contrade degli Orefici, dei Borsinari, degli Spadari, dei Bindelari e dei Pattari
.
Evoluzione e Trasformazione delle Vie
Molte di queste antiche vie hanno subito cambiamenti radicali nel corso dell'Ottocento e del Novecento:
Via Dante: La sua apertura segnò la fine di numerosi vicoli angusti situati tra il Cordusio e il Castello, un intervento celebrato come una "gloria civica" sotto il sindaco Gaetano Negri
. Questo sventramento portò alla scomparsa di strade legate al commercio della polleria, come il Vicolo del Gallo e la via delle Galline
.
Via Manfredo Camperio (già via San Vincenzino): Questa via è una delle poche a seguire ancora l'antico tracciato medievale
. Anticamente era conosciuta come via del Maino e si ipotizza che nei suoi pressi sorgesse l'antica Porta Giovia romana
. In questa contrada ebbero il proprio studio pittori famosi come Pelagio Palagi ed Eleuterio Pagliano
.
Via Nirone: Il nome di questa antica contrada deriva probabilmente da un piccolo corso d'acqua (Nirone) che scorreva lungo il fianco della città celto-romana
. Sebbene oggi abbia un aspetto più moderno e borghese, conserva il toponimo originario
.
Via delle Orssole: In questa via sorgeva il palazzo del marchese Pietro Goldoni Aimi, dove soggiornò il giovane Carlo Goldoni con il padre
.
Perdite Monumentali e Topografiche
Il rinnovamento edilizio, pur essendo considerato un sacrificio necessario per la modernizzazione, comportò la distruzione di importanti testimonianze storiche
. Tra queste, le fonti citano la chiesa di San Protaso, la cui demolizione fu particolarmente controversa poiché si sarebbe voluta trasformare in un museo d'arte lombarda
. Inoltre, la creazione di Piazza Cordusio — il cui nome deriverebbe dalla Curia Ducis (la corte ducale) — portò alla definitiva cancellazione della topografia antica di quell'area, che oggi è possibile ricostruire solo attraverso le vecchie mappe di Milano
.
Perché la zona del Cordusio era dedicata alla polleria?
Quali famiglie nobili proteggevano le loro contrade con torri?
Perché l'espulsione di Goldoni dal collegio fu così scandalosa?
 
 
 
 
Questo documento rappresenta un vasto archivio digitale multimediale dedicato alla preservazione della memoria storica e delle tradizioni locali di Legnano. La struttura è organizzata come un indice cronologico dettagliato che copre oltre un decennio di contenuti, includendo programmi culturali, podcast e materiale folcloristico raccolto sotto il progetto "Radio-Fornace". Attraverso migliaia di file in formato audio, video e documenti PDF, il portale funge da biblioteca virtuale per esplorare racconti comunitari e rassegne storiche. L'obiettivo principale è quello di offrire una storia web interattiva che colleghi il passato e il presente del territorio lombardo tramite una moderna consultazione online.