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redigio.it/BiblioV4/lib1307-Milano-mercanti-04.html - Questo testo ripercorre la metamorfosi architettonica della Loggia degli Osio, situata nella storica Piazza dei Mercanti a Milano, evidenziando il suo ruolo di fulcro della vita civica fin dal Medioevo. L'autore delinea una cronologia che parte dalla fondazione duecentesca e passa per il rifacimento voluto dai Visconti,
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lib1307-Milano-mercanti-04 - Questo testo ripercorre la metamorfosi architettonica della Loggia degli Osio, situata nella storica Piazza dei Mercanti a Milano, evidenziando il suo ruolo di fulcro della vita civica fin dal Medioevo. L'autore delinea una cronologia che parte dalla fondazione duecentesca e passa per il rifacimento voluto dai Visconti,
Questo testo ripercorre la metamorfosi architettonica della Loggia degli Osio, situata nella storica Piazza dei Mercanti a Milano, evidenziando il suo ruolo di fulcro della vita civica fin dal Medioevo. L'autore delinea una cronologia che parte dalla fondazione duecentesca e passa per il rifacimento voluto dai Visconti, i quali introdussero elementi iconici come la "parlera" per la lettura dei bandi pubblici e le decorazioni scultoree dei santi patroni. Emerge chiaramente il tema della continuità storica attraverso il restauro, poiché l'edificio attuale è il risultato di ricostruzioni novecentesche volte a recuperare l'antico splendore gotico pur adattandolo al contesto moderno. Infine, la narrazione si sposta sui palazzi adiacenti e sulle trasformazioni urbane circostanti, offrendo una panoramica di come la conservazione della memoria storica si intrecci inevitabilmente con le esigenze funzionali e commerciali della città contemporanea. - lib1307-Milano-mercanti-04.mp3
lib1307-Milano-mercanti-04 - La loggia degli Osi. Fronteggia Broletto nuovo ed è ancora ai gargantini a riportarci due date importanti nella costruzione di questo edificio. 1251 Giovanni d'Aripa Mantovano, podestà soprannominato Giroordello e fa costruire molti edifici al proletto nuovo e la loggia in marmo detta degli Osi.
La loggia degli Osi. Fronteggia Broletto nuovo ed è ancora ai gargantini a riportarci due date importanti nella costruzione di questo edificio. 1251 Giovanni d'Aripa Mantovano, podestà soprannominato Giroordello e fa costruire molti edifici al proletto nuovo e la loggia in marmo detta degli Osi.
Questa, oltre a prendere il nome da una famiglia Patrizia che aveva casa proprio lì accanto, era all'origine della costruzione di una semplice struttura dal momento che se 65 anni dopo fu rifatta in forma più simili a come noi la conosciamo. E 1316 Matteo Visconti fa rifabbricare nel palazzo del Proletto Nuovo, ora Piazza dei Mercanti, la loggia detta degli Osi, formandone due porticati, uno superiore a mente all'altro. Della fabbrica fu dato incarico al giudice di giustizia Scotto dei Gentili toscano di San Gimilano. Ma la celebre parlera, il balcone sporgente sorretto ad eleganti mensole per rendere più agevole la pubblica lettura dei bandi e delle pubblicazioni, fu fatta aggiungere più tardi da Azzone Visconti ed è probabile opera di Giovanni di Balduccio. Chiazzone chiamò a Milano nello stesso periodo in cui per abbellire il palazzo di Corte invitò Giotto ad affrescarlo. La nuova loggia fu decorata con le statue dei patroni della città posti nelle nicchia in NATO e sostituite con copie del primo e danno una lunga fascia al piede dell'eloggio superiore in cui sono riportati tutti gli antichi stemmi dei quartieri milanesi. Nei secoli l'edificio ha subito manomissioni considerevoli. Nell'aspetto attuale è una ricostruzione del 1904 operata da Gianbattista Bursani e Angelo Savoldi che tra l'altro hanno rifatto sui modelli di epoca le colonne seccentesche del piano terreno adeguandole al livello moderno della piazza e le quadrifore laterali nel secondo piano con l'intero cornicione. Nell'interno alcuni freschi ripristinarsi dal principio di questo secolo per ordine della famiglia Osio, intesasi così d'onorare il generale Conte Osio, già precettore di Vittorio Emanuele II. Così scrisse l'Anselmine nel 1932. E di fianco al numero 7 sorge un palazzo costruito nel 1872 dell'architetto Giovan Battista Sormani per ospitarvi un museo commerciale. Più che una costruzione fu una ristrutturazione in stile neogotico di un palazzotto edificato nel 1808 sopra i pochi avanzi, beh, un porticato con cancellata, della casa medievale dell'Oio il cui nome fu conservato al passaggio verso via Orefici, corrispondente all'antico Voltone della Ferrara, il palazzo che oggi ospita come la loggia la sede della banca Rasini e anche tra i primi esempi di ristrutturazione con conservazione della sola facciata. Un ulteriore intervento nel 1906 che ha fatto sì che i piani non fossero più corrispondenti alle quote delle finestre.
lib1307-Milano-mercanti-04 - Restauro storico. - Il concetto di restauro storico, come emerge dall'evoluzione degli edifici in Piazza dei Mercanti, non si limita alla semplice conservazione, ma si manifesta attraverso diverse metodologie che vanno dalla ricostruzione filologica alla ristrutturazione stilistica, spesso cercando un compromesso tra la fedeltà al passato e le esigenze funzionali dell'epoca moderna.
Il concetto di restauro storico, come emerge dall'evoluzione degli edifici in Piazza dei Mercanti, non si limita alla semplice conservazione, ma si manifesta attraverso diverse metodologie che vanno dalla ricostruzione filologica alla ristrutturazione stilistica, spesso cercando un compromesso tra la fedeltà al passato e le esigenze funzionali dell'epoca moderna.
La Ricostruzione della Loggia degli Osio (1904)
L'intervento più significativo di restauro storico citato nelle fonti è quello operato nel 1904 dagli architetti Gianbattista Bursani e Angelo Savoldi sulla Loggia degli Osio
. Dopo secoli di "manomissioni considerevoli", i due professionisti intrapresero un'opera di ripristino basata su modelli d'epoca
:
Adeguamento dei livelli: Le colonne del piano terreno, originariamente del Seicento, furono rifatte per adeguarsi al livello moderno della piazza, dimostrando come il restauro debba spesso confrontarsi con i mutamenti urbanistici circostanti
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Ripristino delle forme gotiche: Furono ricostruite le quadrifore laterali del secondo piano e l'intero cornicione, seguendo criteri di verosimiglianza storica per restituire all'edificio l'aspetto che aveva sotto i Visconti
.
Sostituzione decorativa: Le statue originali dei santi patroni, collocate nelle nicchie, erano già state sostituite con copie all'inizio del Seicento, segno di una sensibilità conservativa attiva già in età barocca
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Il Neogotico e la Conservazione della Facciata
Un approccio differente al restauro storico è visibile nel palazzo adiacente (al civico numero 7), costruito nel 1872 da Giovanni Battista Sormani
. In questo caso, l'intervento è descritto come una ristrutturazione in stile neogotico di un precedente palazzotto del 1808
.
Questo edificio è citato come uno dei primi esempi a Milano di una tecnica di restauro specifica: la conservazione della sola facciata
. Questo metodo solleva questioni critiche sulla coerenza architettonica, come evidenziato dall'intervento del 1906, che portò a una mancata corrispondenza tra i piani interni e le quote delle finestre esterne
. Tale discrepanza sottolinea il conflitto tipico del restauro storico tra la volontà di mantenere un'immagine urbana antica e la necessità di creare spazi interni funzionali e moderni.
Memoria e Celebrazione
Il restauro storico si lega spesso anche alla volontà di onorare figure del passato. All'interno della Loggia degli Osio, all'inizio del Novecento, furono realizzati affreschi commissionati dalla stessa famiglia Osio
. L'intento di questo intervento decorativo era di onorare la memoria del generale Conte Osio, precettore di Vittorio Emanuele III, integrando così la celebrazione familiare nella cornice di un monumento civico restaurato
.
In sintesi, i casi analizzati mostrano che il restauro storico a Milano tra fine '800 e inizio '100 è stato un processo complesso che ha mescolato il recupero di frammenti medievali (come i "pochi avanzi" della casa degli Osio), la ricreazione stilistica basata su modelli storici e l'adattamento alle quote altimetriche e funzionali della città contemporanea
lib1307-Milano-mercanti-04 - Loggia degli Osi. - La Loggia degli Osi (o degli Osio) è un monumento di eccezionale valore storico e architettonico situato a Milano, posizionato proprio di fronte al Broletto Nuovo in quella che oggi è Piazza dei Mercanti
La Loggia degli Osi (o degli Osio) è un monumento di eccezionale valore storico e architettonico situato a Milano, posizionato proprio di fronte al Broletto Nuovo in quella che oggi è Piazza dei Mercanti
. La sua evoluzione nel tempo testimonia il passaggio della città attraverso diverse fasi politiche e stili artistici, dal periodo comunale al dominio visconteo, fino ai restauri del XX secolo
.
Origini e Prima Fondazione (1251)
La costruzione della loggia risale al 1251, voluta dal podestà Giovanni d'Aripa Mantovano, detto il Giroordello
. In questa fase iniziale, la struttura era realizzata in marmo ma presentava una forma piuttosto semplice
. Il nome dell'edificio deriva dalla famiglia patrizia degli Osi, la cui residenza si trovava proprio accanto alla loggia
.
L'Intervento dei Visconti e la Trasformazione Monumentale
Circa sessantacinque anni dopo la sua prima edificazione, l'edificio subì una radicale trasformazione per volere della dinastia Visconti:
Matteo Visconti (1316): Diede ordine di rifabbricare la loggia, conferendole una struttura più complessa composta da due porticati sovrapposti
. L'incarico della fabbrica fu affidato al giudice di giustizia Scotto dei Gentili toscano di San Gimiliano
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Azzone Visconti e la "Parlera": Successivamente, Azzone Visconti fece aggiungere la celebre parlera, un balcone sporgente sorretto da eleganti mensole
. Questo elemento architettonico aveva una funzione civica fondamentale: serviva infatti a rendere più agevole la pubblica lettura dei bandi e delle comunicazioni ufficiali alla cittadinanza
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Giovanni di Balduccio: Si ritiene che la parlera sia opera dello scultore Giovanni di Balduccio, che Azzone chiamò a Milano nello stesso periodo in cui invitò Giotto ad affrescare il palazzo di corte
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Apparato Decorativo e Simbolismo
La Loggia degli Osi è riccamente decorata con elementi che celebrano la città e i suoi quartieri:
Statue dei Patroni: Situate nelle nicchie in alto, le statue originali furono sostituite da copie nel primo Seicento
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Araldica Urbana: Alla base del loggiato superiore corre una lunga fascia decorativa che riporta tutti gli antichi stemmi dei quartieri milanesi
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Affreschi Interni: All'interno si trovano pitture murali ripristinate all'inizio del Novecento per volontà della famiglia Osio, con lo scopo di onorare il generale Conte Osio, che fu precettore di Vittorio Emanuele III
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Restaurazione Moderna e il Palazzo Adiacente
L'aspetto che la loggia presenta oggi è in gran parte frutto di una ricostruzione filologica avvenuta nel 1904, diretta dagli architetti Gianbattista Bursani e Angelo Savoldi
. Durante questo intervento, le colonne del piano terreno (risalenti al Seicento) furono rifatte seguendo modelli d'epoca per adeguarle al livello moderno della piazza, e furono ricostruite le quadrifore laterali del secondo piano insieme al cornicione
.
Accanto alla loggia, al civico numero 7, si trova un altro edificio rilevante costruito nel 1872 dall'architetto Giovan Battista Sormani
. Questo palazzo, che oggi ospita la sede della Banca Rasini, è una ristrutturazione in stile neogotico di un edificio del 1808, sorto sui pochi resti (un porticato con cancellata) della casa medievale degli Osi
. Questo palazzo è storicamente significativo per essere stato uno dei primi esempi milanesi di ristrutturazione con conservazione della sola facciata; tuttavia, un ulteriore intervento nel 1906 ha alterato la corrispondenza tra i piani interni e le quote delle finestre
.
Chi era Giovanni di Balduccio?
Cos'era il Voltone della Ferrara?
Approfondisci la storia della Banca Rasini
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