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lib1305-Milano-mercanti-02 - Il testo illustra la vicenda storica e architettonica del Palazzo del Broletto Nuovo, fulcro della vita pubblica milanese sin dalla sua fondazione nel 1233.
Il testo illustra la vicenda storica e architettonica del Palazzo del Broletto Nuovo, fulcro della vita pubblica milanese sin dalla sua fondazione nel 1233. Concepito originariamente come uno spazio civico polivalente, l'edificio ospitava un porticato inferiore per gli affari e una sala superiore destinata alla giustizia, nota popolarmente come "sala nera" per l'oscurità degli ambienti e la severità delle pene inflitte. La narrazione attraversa i secoli evidenziando le trasformazioni strutturali, dal controverso innalzamento settecentesco voluto da Maria Teresa d’Austria per ospitare l'archivio notarile, fino ai meticolosi interventi di restauro moderni volti a preservare gli affreschi e le vestigia medievali. Attraverso dettagli decorativi e aneddoti sociali, l'autore restituisce l'immagine di un monumento che incarna l'evoluzione dell'amministrazione e del diritto nella città di Milano. - lib1305-Milano-mercanti-02.mp3
lib1305-Milano-mercanti-02 - Il palazzo del Broletto Nuovo è l'elemento centrale della piazza. La costruzione dell'fficio, più o meno noto, come noi lo conosciamo, arriva 5 anni dopo il trasloco del 1228,
Il palazzo del Broletto Nuovo è l'elemento centrale della piazza. La costruzione dell'fficio, più o meno noto, come noi lo conosciamo, arriva 5 anni dopo il trasloco del 1228, essendo podestà quello drado di Treseno che ancora oggi caracolla sul fronte del palazzo, principale motivo della resistenza della bella scultura di scuola anteelamica 1230 e non certo per dargli merito di aver messo sul rogo un po' di eretici catari come puntualizza l'iscrizione acclusa. Fu dunque costruito nel 1233 per accogliere gli uffici comunali in senso pratico e burocratico. Non si sa chi lo progettò, ma all'epoca non mancavano a Milano capaci maestri dell'architettura. È un edificio quadrilungo, formato da una vasta sala sostenuta da tre ordine di archi che appoggiano sopra pilastri di viva selce. Nel Fondo di questi pilastri, verso la torre dell'orologio è scolpita la p**** semilanuta, antica insegna milanese. Così disse Romussi nel 1872. In sostanza una piazza coperta dove riunirsi per trattare affari o prendere decisioni di interesse comune. Sotto il portico, il cui livello corrisponde a quello dell'antica piazza, furono poste delle panche per comodità. dei convenuti e per rispetto al luogo fuato l'accesso alle prostitute, ai mezzani e ai porci dell'ospedale di Sant'Antonio. Però vi si posero dei bastoni perché i nobiluomni potessero farvi riposare i falchi da caccia. Nella grande sala sopra il portico a cui si accedeva attraverso una scala esterna e una loggia in legno, si riunivano i giudici e il consiglio Deca più famiglia, detto del 900 150 per ogni sestriere cittadino che in primo momento designò una nuova costruzione. Il popolo da parte sua chiamò quel salone la sala nera, non soltanto a causa del buio lasciato nell'ampio locale dai lumi a olio e finestroni troppo piccoli per quelle dimensioni, ma anche perché lì si amministrava la giustizia penale. che non rifuggiva alle torture. La corda per i tratti prendeva da prendeva dalla finestra centrale e a seguito di confessioni non più spontanee di certi processi straliniani si poteva concludere vita e carriera con corda oscure nella piazza sottostante se si apparteneva alla nobiltà lungo il fosso della vetra se si era compresi nella plebe nel 770 la riorganizzazione degli archivi cittadini voluta dall'imperatrice Maria Teresa pose la necessità di maggiori spazi per l'archivio notarile. Fu risolta con un brutto sopralzo del palazzo medievale che causò la perdita del solaio lineo e di modnature e ornati, rilievi di terra cotta e dell'indovinata e ampia fascia del cornicione. Francesco Croce 1771-73 si dà il merito soltanto di un'efficiente elaborazione dello spazio necessario. Il soprasto è rimasto in funzione fin dopo la seconda guerra mondiale dopo un altro ventennio di abbandono. Se si sfrattarono i pigioni per procedere a un rigoroso restauro curato dall'architetto Maria Dezzi Bardeschi. a recuperare tutto il possibile delle antiche strutture. 700 compreso e fino degli affreschi superstici se ne occupati Gianni Rossi. Un precedente restauro del 1871 aveva riportato alla vista i mattoni sepolti negli intonaci e un secondo nel 1893 aveva inventato un paio di finestre. interno è diviso in due navate rettangolari. Il salone, dopo la rimozione delle enormi scafalature dell'archivio notarile che vi rimase fino al 1981, conserva sulle pareti le tracce delle stanze ricavate nel 500 e gli affreschi coi seggi dei giudici civici. Opera di Giuseppe Braceri e Donato Mazzolino nel 1726-27 e e di un frammento di crocifissione quattroesca.
lib1305-Milano-mercanti-02 - Amministrazione della giustizia. - L’amministrazione della giustizia nella Milano medievale aveva il suo centro nevralgico nel Palazzo del Broletto Nuovo, situato nell'attuale Piazza Mercanti. L'edificio, eretto nel 1233 sotto il podestà Oldrado di Tresseno,
L’amministrazione della giustizia nella Milano medievale aveva il suo centro nevralgico nel Palazzo del Broletto Nuovo, situato nell'attuale Piazza Mercanti. L'edificio, eretto nel 1233 sotto il podestà Oldrado di Tresseno, fu concepito per accogliere gli uffici comunali sia in senso pratico che burocratico
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La "Sala Nera" e la Giustizia Penale
Il cuore dell'attività giudiziaria era situato nella grande sala sopra il portico, un ambiente vasto a cui si accedeva tramite una scala esterna e una loggia in legno
. Questo spazio venne soprannominato dal popolo "sala nera", un nome che rifletteva due aspetti distinti:
L'aspetto fisico: L'ampio locale era scarsamente illuminato, rischiarato solo da lumi a olio e da finestroni troppo piccoli rispetto alle dimensioni della sala
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L'aspetto funzionale: Il nome derivava soprattutto dalla natura della giustizia penale che vi si amministrava, caratterizzata da metodi severi e repressivi
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L'amministrazione della giustizia penale non rifuggiva l'uso della tortura per ottenere confessioni "non più spontanee"
. Un simbolo tangibile di questo sistema era la corda per i tratti, che pendeva direttamente dalla finestra centrale del palazzo
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Le Esecuzioni e la Distinzione Sociale
L'esito dei processi penali poteva portare alla conclusione della "vita e carriera" del condannato, con modalità che riflettevano la rigida stratificazione sociale dell'epoca:
Per la nobiltà: Le esecuzioni avvenivano tramite "corda o scure" direttamente nella piazza sottostante il palazzo
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Per la plebe: La pena veniva eseguita lungo il fosso della Vetra
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Un riferimento storico specifico all'esercizio del potere giudiziario e repressivo è legato alla figura del podestà Oldrado di Tresseno, celebrato in un'iscrizione sul palazzo non solo per la costruzione dell'edificio, ma anche per aver mandato al rogo gli eretici catari
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La Giustizia Civile e gli Organi Collegiali
Oltre alla giustizia penale, il palazzo ospitava le sedute dei giudici e del Consiglio dei 900 (composto da 150 rappresentanti per ogni sestriere cittadino)
. Le tracce di questa funzione civile sono rimaste visibili nel tempo: sulle pareti del salone si conservano ancora gli affreschi con i seggi dei giudici civici, realizzati tra il 1726 e il 1727 da Giuseppe Braceri e Donato Mazzolino
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Evoluzione e Conservazione
Nel corso dei secoli, gli spazi destinati alla giustizia e all'amministrazione subirono diverse trasformazioni:
Nel 1770, per volontà dell'imperatrice Maria Teresa, il palazzo fu sopraelevato per ospitare l'archivio notarile, una modifica che causò la perdita di importanti elementi architettonici medievali
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L'archivio notarile occupò il salone fino al 1981, anno in cui la rimozione delle scaffalature permise di riscoprire le antiche strutture e le tracce delle stanze cinquecentesche, restituendo alla città la testimonianza storica del luogo dove per secoli era stata amministrata la legge
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Quali torture venivano praticate nella Sala Nera?
Approfondisci la figura di Oldrado di Tresseno e dei Catari
Come sono cambiati gli spazi con Maria Teresa d'Austria?
lib1305-Milano-mercanti-02 - Restauro architettonico. - Il restauro architettonico del Palazzo del Broletto Nuovo a Milano rappresenta un caso emblematico di come le stratificazioni storiche di un edificio possano essere recuperate e valorizzate
Il restauro architettonico del Palazzo del Broletto Nuovo a Milano rappresenta un caso emblematico di come le stratificazioni storiche di un edificio possano essere recuperate e valorizzate attraverso diversi interventi nel corso dei secoli. La storia conservativa del palazzo è segnata da momenti di trasformazione radicale e successivi tentativi di ripristino o conservazione critica.
Le trasformazioni del Settecento
Prima di giungere ai restauri moderni, l'edificio subì un intervento che ne mutò profondamente l'aspetto originale. Tra il 1771 e il 1773, sotto la spinta della riorganizzazione degli archivi voluta dall'imperatrice Maria Teresa, l'architetto Francesco Croce realizzò un sopralzo per ospitare l'Archivio Notarile
. Questo intervento è descritto dalle fonti come un'operazione che, pur essendo efficiente dal punto di vista dello spazio, causò la perdita di elementi medievali preziosi, come il solaio ligneo, le modanature, i rilievi in terracotta e l'ampia fascia del cornicione
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Gli interventi dell'Ottocento
Nel XIX secolo si assistette a un rinnovato interesse per l'estetica medievale del palazzo, che portò a due interventi distinti:
Restauro del 1871: Questo intervento ebbe il merito di riportare alla vista i mattoni faccia a vista, che erano stati precedentemente coperti dagli intonaci nel corso del tempo
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Restauro del 1893: In questa occasione l'approccio fu più "integrativo" e meno filologico, arrivando a "inventare" un paio di finestre per armonizzare l'aspetto della facciata secondo il gusto dell'epoca
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Il restauro moderno e rigoroso
Dopo la Seconda Guerra Mondiale e un periodo di abbandono, si è proceduto a un rigoroso restauro scientifico curato dall'architetto Marco Dezzi Bardeschi
. L'obiettivo di questo intervento non è stato semplicemente il ripristino di un'epoca specifica, ma il recupero di tutto il possibile delle antiche strutture, includendo anche le aggiunte settecentesche ("700 compreso") come testimonianza della continuità storica dell'edificio
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Parallelamente, il restauratore Gianni Rossi si è occupato del recupero degli affreschi superstiti
. Una svolta fondamentale per la conoscenza dell'interno del palazzo è avvenuta nel 1981, quando la rimozione delle enormi scaffalature dell'Archivio Notarile ha permesso di riscoprire:
Tracce di pareti di stanze ricavate nel Cinquecento
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Affreschi con i seggi dei giudici civici, realizzati tra il 1726 e il 1727 da Giuseppe Braceri e Donato Mazzolino
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Un frammento di una Crocifissione risalente al Quattrocento
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Questo approccio moderno al restauro ha permesso di trasformare il Palazzo del Broletto da un contenitore burocratico a un documento storico leggibile, dove le tracce del passato medievale convivono con le evoluzioni dei secoli successivi
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Qual è l'importanza storica del bassorilievo della scrofa semilanuta?
In cosa consisteva l'intervento di Marco Dezzi Bardeschi?
Quali funzioni aveva il portico del Broletto Nuovo?
lib1305-Milano-mercanti-02 - Archivio notarile. - L'Archivio notarile ha giocato un ruolo fondamentale nella trasformazione architettonica e funzionale del Palazzo del Broletto Nuovo a Milano, influenzandone l'aspetto estetico fino ai giorni nostri.
L'Archivio notarile ha giocato un ruolo fondamentale nella trasformazione architettonica e funzionale del Palazzo del Broletto Nuovo a Milano, influenzandone l'aspetto estetico fino ai giorni nostri.
L'intervento teresiano e il "sopralzo"
La storia dell'archivio in questa sede ha inizio intorno al 1770, quando l'imperatrice Maria Teresa ordinò una riorganizzazione complessiva degli archivi cittadini
. Questa necessità logistica portò alla decisione di ampliare gli spazi del palazzo medievale per accogliere l'imponente mole di documenti dell'Archivio notarile
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L'incarico fu affidato all'architetto Francesco Croce, che tra il 1771 e il 1773 realizzò un sopralzo dell'edificio
. Sebbene l'intervento fosse efficace dal punto di vista burocratico e della gestione dello spazio, le fonti lo descrivono come un'operazione che penalizzò fortemente l'estetica originaria
. La costruzione di questo nuovo piano comportò infatti gravi perdite architettoniche:
La distruzione del solaio ligneo medievale
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La perdita di modanature, ornati e rilievi in terracotta
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L'eliminazione dell'ampia e proporzionata fascia del cornicione originale
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Permanenza e impatto sugli spazi interni
L'Archivio notarile mantenne la sua sede all'interno del palazzo per oltre due secoli, restando in funzione ben oltre la Seconda Guerra Mondiale
. La presenza fisica dell'archivio era caratterizzata da enormi scaffalature che occupavano il grande salone, nascondendo alla vista le stratificazioni storiche delle pareti sottostanti
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La riscoperta del 1981
Una svolta decisiva per la conoscenza storica del palazzo avvenne nel 1981, anno in cui l'Archivio notarile lasciò definitivamente l'edificio
. La rimozione delle imponenti scaffalature permise di avviare un processo di riscoperta archeologica e artistica dell'interno, portando alla luce elementi che erano rimasti celati per secoli:
Tracce di stanze cinquecentesche: Pareti divisorie che erano state ricavate nel XVI secolo all'interno del salone
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Affreschi dei seggi dei giudici: Pitture realizzate tra il 1726 e il 1727 da Giuseppe Braceri e Donato Mazzolino, testimonianza del periodo in cui il palazzo era ancora centro della giustizia civile
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Reperti antichi: Un frammento di una Crocifissione risalente al Quattrocento
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In sintesi, se da un lato l'istituzione dell'Archivio notarile nel XVIII secolo causò una parziale mutilazione dell'architettura medievale esterna, dall'altro la sua lunga permanenza ha paradossalmente contribuito a "proteggere" e conservare sotto le sue scaffalature importanti testimonianze pittoriche e strutturali, riscoperte solo con il restauro moderno
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Quali documenti conservava l'archivio notarile?
Cosa è stato scoperto sotto le scaffalature nel 1981?
Come ha cambiato il palazzo l'intervento di Maria Teresa?
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