lib1301-Milano-17

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redigio.it/BiblioV4/lib1301-Milano-17.html - una vivace ricostruzione storica della Piazza dei Mercanti a Milano, descrivendo come le sue architetture medievali e rinascimentali facessero da cornice alla vita politica, giudiziaria e commerciale della città. Attraverso l'analisi di monumenti iconici come il Palazzo della Ragione e la Loggia degli Osii,
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lib1301-Milano-17 - una vivace ricostruzione storica della Piazza dei Mercanti a Milano, descrivendo come le sue architetture medievali e rinascimentali facessero da cornice alla vita politica, giudiziaria e commerciale della città. Attraverso l'analisi di monumenti iconici come il Palazzo della Ragione e la Loggia degli Osii,
 
Il testo delinea una vivace ricostruzione storica della Piazza dei Mercanti a Milano, descrivendo come le sue architetture medievali e rinascimentali facessero da cornice alla vita politica, giudiziaria e commerciale della città. Attraverso l'analisi di monumenti iconici come il Palazzo della Ragione e la Loggia degli Osii, l'autore illustra la transizione del potere civico, dai rapidi giudici del passato alla successiva burocrazia dei decurioni. La narrazione intreccia giustizia e folklore, rievocando le punizioni pubbliche inflitte sulla "pietra dei falliti" e il ruolo della "parlera" per la diffusione dei decreti comunitari. Infine, la storia errante del pozzo cinquecentesco funge da simbolo della resilienza del patrimonio milanese, sopravvissuto a secoli di trasformazioni urbanistiche per testimoniare ancora oggi l'identità della metropoli. - -lib1301-Milano-17.mp3
 
 
lib1301-Milano-17 - La parlera del comune e la fatale pietra dei falliti, che è un pozzo senza fissa dimora. Nell'immenso salone a primo piano del Palazzo della ragione sedeva il podestà fiancheggiato da due giudici che rendevano ragione delle cause civili e criminali
 
La parlera del comune e la fatale pietra dei falliti, che è un pozzo senza fissa dimora. Nell'immenso salone a primo piano del Palazzo della ragione sedeva il podestà fiancheggiato da due giudici che rendevano ragione delle cause civili e criminali che erano ed erano detti del cavallo e del gallo, dovendo possedere del primo la celerità e del secondo la vigilanza. In seguito il broletto ospitò il famoso consiglio dei 900, cioè 150 fra i più pro cittadini di ogni porta che tuttavia nel 1518 Francesco I re di Francia ridurrà prudentemente a 60 i 60 declioni, i quali assai meno celeri di quel loro antico predecessore che si frigciava dell'impresa del cavallo. Erano dal volgo chiamati i 30 para di buoi di buoi Eh, voce del popolo. Sotto al riparo dei portici nella piazza circostante stazionavano abitualmente mercanti e negozianti, ma in occasioni di solenni vi confluivano i cittadini di tutti i sei sestrieri per ascoltare gli editi del comune e più tardi le sentenze capitali. I programmi scanditi dai fatidici squilli di tromba Venivano letti dal popolo dall'altro della parlera, lo storico balcone che freggia tutt'ora la loggia degli Osi. Questa, ricostruita da Matteo Visconti nel 1316 fu rinnovata sotto gli sforza, gravemente manomessa dagli architetti barocchi e infine riportata in qualche modo alle forme originarie sul principio di questo secolo. Sul Marmoreo petto sopravvivono le imprese scolpite del biscione e dell'Aquila imperiale, le quali e seppur da gran capo continua a serrare fra gli artigli un piccolo quadrupede. La scrofa. Ai lati si dispiegano le insegne delle sei porte cittadine e quelle delle nobili famiglie che le stesse avevano in custodia. Veglia dall'alto la statua di una Madonna con bambino, scortata dai volti impenetrabili degli otto santi milanesi, così eratici e solenni che paiono a rieggiare i modi di Iacopino da Tradate. A sinistra della celebre loggia, sull'area dove poco più di centan anni orsono, fu eretto il sufficientemente orrido edificio goticizzante attuale, sorgeva un portico serrato da robusti cancelli e perciò detto della ferrata. Vi si vendevano all'asta i veni dei debitori insolventi, dopo che costoro avevano patito l'onda di tardi natiche sopra un apposito blocco di pietra, melanconicamente noto come la pietra dei falliti, sempre meglio ad ogni buon conto di quanto si usava riservare ai fraudulenti recidivi. che come meticolosamente documentato un'incisione di Marcantonio dal re, erano costretti a penzolare da una corda fissata a quella stessa trifora che tutt'ora sovrasta le figie di Oldrado dove Superciut troneggiava la fatale pietra nel bel mezzo cioè della piazza dei mercanti, si può oggi ammirare protetto da un timpano sopra due snelle colonne. un pozzo di foggia tardo cinqueentesca. Un tempo ritrovo abituale della ciurmaglia cittadina, nonché allo scadere del 700 di quei ret viciurinat immortalati dal porta e che avremmo già modo di conoscere. Per la verità il Pozzo si trovava in origine tra il Palazzo della ragione e quello dei giure consulti. Ivi collocato il 14 febbraio del 1583 in sostituzione di uno più antico e sul tipo dei molti che per uso pubblico stavan disseminati per la città. Poi nella seconda metà del 700 ebbe rifatta la trabeazione in forme più leggere, mentre le due colonne dadoliche che erano divenono poi ioniche. Infine, oltre un secolo fa, risultando di ingombro al traffico, crescente in via Mercanti, da poco inaugurata, rischiò di essere abbattuto, ma le mani pietose lo ripararono in un cortile del monastero maggiore, donde poi nel 1921 si provvide a riportarlo nel broletto, non più tuttavia nella primitiva sede, bensì al centro della piazza dei mercanti di oggi di Ove ancora lo si può ammirare.
 
 
lib1301-Milano-17 - Pietra dei falliti. - La Pietra dei Falliti rappresenta uno degli elementi più curiosi e severi della giustizia amministrativa della Milano medievale e rinascimentale.
 
La Pietra dei Falliti rappresenta uno degli elementi più curiosi e severi della giustizia amministrativa della Milano medievale e rinascimentale. Situata originariamente nel cuore della vita civile cittadina, ovvero nell'area di Piazza dei Mercanti, questa pietra era il luogo deputato alla pubblica umiliazione dei debitori insolventi
.
Ecco i dettagli principali riguardanti questa istituzione e il contesto in cui operava:
Ubicazione e rituale: La pietra si trovava sotto il cosiddetto portico della ferrata, una struttura protetta da robuste cancellate (da cui il nome) che sorgeva a sinistra della celebre Loggia degli Osii
. In questo luogo venivano venduti all'asta i beni di coloro che non potevano onorare i propri debiti
. Prima della vendita, tuttavia, i falliti dovevano subire una pena natiche nude sopra il blocco di pietra, un atto che serviva a rendere pubblico il loro stato di insolvenza e a segnarli socialmente
.
Confronto con pene più severe: Nonostante l'umiliazione, il pass ino preferibile rispetto a quello riservato ai fraudolenti recid aggio sulla "pietra dei falliti" era considerato un destinfamante: erano costretti a battere ripetutamente le ivi
. Questi ultimi, infatti, non venivano semplicemente umiliati, ma erano sottoposti al supplizio della corda: venivano fatti penzolare da una fune fissata alla trifora che sovrasta l'effigie di Oldrado da Tresseno, nel Palazzo della Ragione
.
Evoluzione dell'area: Il portico della ferrata, che ospitava la pietra, non esiste più; al suo posto, circa un secolo fa, è stato eretto un edificio in stile neogotico
. La fonte descrive la pietra come "fatale" e la associa idealmente alla zona dove oggi troneggia il pozzo tardo-cinquecentesco al centro di Piazza dei Mercanti
.
Il contesto di Piazza dei Mercanti: La pietra faceva parte di un complesso sistema di comunicazione e giustizia. Nelle vicinanze si trova la Parlera, lo storico balcone della Loggia degli Osii, da cui venivano letti al popolo gli editti, le sentenze capitali e i programmi scanditi dagli squilli di tromba
. La piazza era dunque il teatro dove il potere del Comune si manifestava in modo tangibile, tra mercanti che stazionavano sotto i portici e giudici (detti "del cavallo" e "del gallo" per la loro presunta celerità e vigilanza) che amministravano le cause nel sovrastante Palazzo della Ragione
.
In sintesi, la Pietra dei Falliti non era solo un oggetto fisico, ma un simbolo del rigore commerciale milanese, dove il fallimento economico veniva sanzionato non solo con la perdita dei beni, ma con una precisa e ritualizzata vergogna pubblica
.
Qual era la differenza tra il giudice del cavallo e quello del gallo?
Perché i 60 decurioni venivano chiamati i 30 para di buoi?
Qual è la storia del pozzo tardo-cinquecentesco in piazza?
Discuss Loggia degli Osii.
 
 
lib1301-Milano-17 - La Loggia degli Osii è uno dei monumenti più significativi di Piazza dei Mercanti a Milano, rappresentando storicamente il centro del potere civile e della comunicazione pubblica della città medievale.
 
La Loggia degli Osii è uno dei monumenti più significativi di Piazza dei Mercanti a Milano, rappresentando storicamente il centro del potere civile e della comunicazione pubblica della città medievale.
Ecco un'analisi dettagliata basata sulle fonti fornite:
Storia e Restauri
La struttura che ammiriamo oggi ha radici profonde nella storia milanese:
Fondazione: Fu fatta ricostruire da Matteo Visconti nel 1316
.
Evoluzione: Nel corso dei secoli subì diversi interventi; fu rinnovata sotto il dominio degli Sforza, per poi essere gravemente manomessa dagli architetti di epoca barocca
.
Ripristino moderno: All'inizio del XX secolo, l'edificio è stato riportato alle sue forme originarie, cercando di cancellare le stratificazioni barocche per recuperare l'estetica gotica medievale
.
La "Parlera" e la Funzione Pubblica
L'elemento architettonico più celebre della loggia è la Parlera, lo storico balcone che orna la facciata
. Questo spazio non aveva una funzione puramente decorativa, ma era il fulcro della vita pubblica:
Da qui venivano letti alla cittadinanza gli editti del Comune
.
Era il luogo deputato alla proclamazione delle sentenze capitali e dei programmi ufficiali, il tutto solennemente scandito da squilli di tromba
.
I cittadini di tutti i sei sestieri di Milano confluivano nella piazza proprio per ascoltare queste comunicazioni ufficiali dall'alto della Parlera
.
Apparato Decorativo e Simbologia
La facciata della Loggia degli Osii è un ricco catalogo di araldica e arte sacra:
Simboli di potere: Sul petto marmoreo dell'edificio sopravvivono le imprese scolpite del Biscione (simbolo dei Visconti) e dell'Aquila imperiale, che tiene tra gli artigli una piccola scrofa
.
Identità cittadina: Ai lati della loggia sono dispiegate le insegne delle sei porte cittadine, accompagnate dagli stemmi delle famiglie nobili che avevano il compito di custodirle
.
Sculture religiose: Dall'alto vigila una statua della Madonna con il Bambino, scortata da otto santi milanesi. Queste figure sono descritte come ieratiche e solenni, con uno stile che richiama i modi di Iacopino da Tradate
.
Collocazione Urbana
La Loggia degli Osii si inserisce in un complesso monumentale che comprende il Palazzo della Ragione (dove sedeva il podestà con i giudici "del cavallo e del gallo")
. Come abbiamo visto in precedenza, alla sua sinistra sorgeva un tempo il portico della ferrata, dove si trovava la "pietra dei falliti" e si tenevano le aste dei beni dei debitori
. Oggi, la loggia si affaccia sulla piazza dove, dal 1921, è stato ricollocato il pozzo tardo-cinquecentesco che un tempo si trovava in un'altra zona del complesso
.
Chi erano i giudici del cavallo e del gallo?
Qual è il significato della scrofa tra gli artigli dell'aquila?
Perché il pozzo di Piazza dei Mercanti ha cambiato sede?
 
 
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