lib1300-Milano-11

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lib1300-Milano-11 - Questo testo ripercorre la storia e l’architettura del Palazzo della Ragione, noto come Broletto Nuovo, eretto nel XIII secolo come cuore pulsante della Milano comunale. L'autore intreccia dettagli costruttivi e figure storiche, come il podestà Oldrado da Tresseno
 
Questo testo ripercorre la storia e l’architettura del Palazzo della Ragione, noto come Broletto Nuovo, eretto nel XIII secolo come cuore pulsante della Milano comunale. L'autore intreccia dettagli costruttivi e figure storiche, come il podestà Oldrado da Tresseno, con le leggende identitarie della città, incarnate dalla scultura della scrofa semilanuta e dall'etimologia del nome Mediolanum. Attraverso l'analisi delle stratificazioni urbanistiche, dalle modifiche di epoca teresiana alla struttura originaria delle sei porte d'accesso, la narrazione evidenzia il contrasto tra la severa eleganza medievale e i discutibili interventi moderni. Il fine ultimo è restituire al lettore la memoria di una Piazza dei Mercanti intesa come spazio cosmopolita e centro civico, la cui fisionomia originale è stata profondamente mutata nel corso dei secoli. - lib1300-Milano-11.mp3
 
 
lib1300-Milano-11 - Il broletto nuovo, la roccaforte del libero comune, un poest inf è una storica scrofa
 
www.redigio.it e la storia continua con altre storie milanesi. Il broletto nuovo, la roccaforte del libero comune, un poest inf è una storica scrofa. Quando ai primi decenni del 200 la nostra città Milano si era ormai ripresa dai guasti del Barbarossa, i milanesi pensarono bene di scegliersi una nuova sede per le pubbliche adunanze in sostituzione di quella che per trovarsi nel prospente la casa dell'arcivescovo era diventata troppo esposta agli umori di costuia. Il nuovo broletto, il vecchio, occupava grosso modo l'area dell'oderna dell'odierna piazzetta reale. Fu innalzato nel 1233 dal Podistà Olrado da Treseno, lo stesso che ingroppa un melanconico testriero trovasi scolpito in alto rilievo sulla fronte di mezzo di del palazzo della Regione. In realtà i lavori vennero iniziati 5 anni prima e ne farebbe fede la data incisa su una pietra dell'ultimo pilastro di Sudest, dove si legge appunto 1228. Ne stupisca il fatto che in pieno X secolo si fosse qualcuno a Milano capace di scrivere i numeri arabici. Poteva trattarsi benissimo di uno scalpellino saraceno, data la fauna cosmopolita che stazionava allora nella piazza dei Mercanti. Sotto la statua equestra, la più antica, che si conosca nel Medioevo, corre la scritta 1200 33 Dominus Oldradus de trexeno pot come potestas mediolani più in basso quattro eleganti versi ne esaltano i meriti, fra cui cospiguo perlomeno agli occhi dei suoi contemporanei, quello di aver doverosamente mandato al rogo i catali, cataros, US, debuit, Uxit, i quali, come si sa si erano un po' erano un po' i contestatori del tempo. A debita distanza, onde non suonasse irriverenza l'efficiato poi sta i cittadini del libero comune affissero sul fianco settentrionale della ragione dove è tutt'ora visibile presso la seconda arcata una rosa scultura raffigurante la mitica scrofa semilannuta, cioè metà porco e metà peora, allegorica fusione della civiltà pastorale degli umbri e con quella agricola degli etruschi e da cui un tempo si credeva derivasse l'etimo di Mediolanum, mediolanae che invece vuol dire luogo di mezzo da medio e da l'anus. Quest'ultimo corruzione celtica di planus, piano o pianura. L'incerto quadrupede avrà di certo belato e grugnito a seconda dei casi. Allorché due secoli orsono, Maria Teresa impose al Palazzo della ragione un suo prazzo destinato ad accogliere l'archivio notarile, il livido cappellaccio traforato da giganti, giganteschi oculi, che da 100 anni si discute se demolire o no, ma presumiamo che ci Sarà ancora un bel pezzo nell'attesa. Nell'attesaustriamoci la vista con l'orribile carbuglio di tubi realizzato dai rigitori nostrani per per dotare di una scala d'accesso il fianco orientale del proletto. Fortuna che da gran state riportate alla luce le belle trifore che la stessa c***** sovrana aveva provveduto a farmurare e adesso temperano con grazia dei loro profili la mole ruvida e severa dall'amattato dugento. Il palazzo della ragione sorgeva in origine nel bel mezzo di una piazza quadrata cinta da un'alta muraglia nel cui circuito si aprivano sei porte. Ciascuna comunicante con rispettivo sestriere cittadino e adesso intitolata. Delle sei aperture del proletto non ne avanzano oggi che due. La nuova che conduceva all'omonima porta del fossato ed era detta anche ferrea, tuttora riconoscibile nel passaggio di Santa Margherita e quella di San Michele a Gallo o Vercellina e dava adito a questa circoscrizione e corrisponde all'attuale passaggio delle scuole palatine aperto ora sulla Quanto alle restanti quattro porte, la ticinese pare non venisse mai aperta. L'odierno passaggio degli osi eh risale solo al secolo scorso e il corrispondente sestriere utilizzava il varco destinato al territorio di Porta Romana, varco che col nome di Porta del Podestà stava a metà del fianco orientale della piazza. laddove una materna paninoteca e non danno molto sostituto il vecchio caffè Carminati. Le uscite infine verso i sestrieri di Porta Comasina di Porta Orientale erano poste due estremi dell'attuale via Mercante e denominate Kumana o del Cordusio Luna dei Pesci o della Pescheria o anche il Sant'Ambroggio della Si trattava di due voltoni ricavati al piede di altrettanti edifici che chiudevano rispettivamente verso il Cordusio e verso la contrada della pescheria vecchia, la piazza dei mercanti, e furono abbattuti verso la metà dell'8 col risultato di interrompere definitivamente la continuità della medesima.
 
 
lib1300-Milano-11 - Palazzo della Ragione. - Il Palazzo della Ragione , storicamente noto come Nuovo Broletto , fu fondato come roccaforte del libero comune di Milano all'inizio del XIII secolo.
 
Il Palazzo della Ragione , storicamente noto come Nuovo Broletto , fu fondato come roccaforte del libero comune di Milano all'inizio del XIII secolo.
Dopo che la città si fu ripresa dalla distruzione causata da Federico Barbarossa, i cittadini cercarono un nuovo luogo per le assemblee pubbliche che sostituisse la vecchia sede, divenuta troppo vulnerabile ai capricci dell'Arcivescovo a causa della sua vicinanza alla sua residenza.
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Costruzione e figura di Oldrado da Tresseno
La costruzione del palazzo fu iniziata nel 1228 , come testimonia un'iscrizione su un pilastro sud-orientale, sebbene fu ufficialmente completata nel 1233 sotto la direzione del Podestà Oldrado da Tresseno.
In alto, sulla facciata centrale del palazzo, si trova una famosa statua equestre in altorilievo che raffigura Oldrado a cavallo.
Questa scultura è considerata la più antica statua equestre conosciuta del Medioevo.
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Sotto la statua, un'iscrizione latina commemora i meriti di Oldrado, in particolare il suo ruolo nel rogo dei catari (" cataros... debuit uxit "), che erano i principali dissidenti ed eretici di quell'epoca.
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Caratteristiche architettoniche e il "Livido Cappellaccio"
Originariamente, il Palazzo della Ragione sorgeva al centro di una piazza quadrata racchiusa da alte mura.
. Access to the square was controlled through six gates, each corresponding to one of the city's six sestieri (neighborhoods): Porta Nuova (or Ferrea), Porta di San Michele al Gallo (Vercellina), Porta Ticinese, Porta del Podestà (Porta Romana), Porta Comasina (Cordusio), and Porta dei Pesci (Sant'Ambrogio)
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Importanti cambiamenti architettonici si verificarono nel XVIII secolo sotto Maria Teresa d'Austria , che aggiunse un piano superiore per ospitare l' Archivio Notarile.
Questa aggiunta, spesso criticata e definita "livido cappellaccio" (cappello brutto e ammaccato), è caratterizzata da grandi finestre circolari ( oculi )
Durante i lavori di ristrutturazione del XVIII secolo, diverse finestre a bifora medievali furono murate, ma in seguito vennero riportate alla luce per restituire all'edificio parte della sua austerità e grazia del XIII secolo .
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Simboli e leggenda: la Scrofa Semilanuta
Sul lato nord dell'edificio, vicino al secondo arco, rimane una rozza scultura della Scrofa Semilanuta , una scrofa mitica metà lanosa
Questa creatura, raffigurata come metà maiale e metà pecora, funge da rappresentazione allegorica della fusione tra la civiltà pastorale degli Umbri e la civiltà agricola degli Etruschi .
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Storicamente, si credeva che questa figura fosse all'origine del nome Mediolanum (interpretato come medio-lanae o "mezzolano").
Tuttavia, le fonti chiariscono che il nome deriva in realtà da medio e lanus (una corruzione celtica di planus ), che significa "luogo intermedio nella pianura".
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Vita giudiziaria e amministrativa
Il palazzo era il cuore della giustizia e dell'amministrazione milanese. Nell'ampio salone del primo piano, il Podestà presiedeva i processi civili e penali, affiancato da due giudici noti come il "Giudice del Cavallo" (simbolo di velocità) e il "Giudice del Gallo" (simbolo di vigilanza).
L'edificio ospitò in seguito il Consiglio dei 900 , un organismo composto da cittadini d'élite che fu poi ridotto a 60 membri ( decurioni ) dal re francese Francesco I nel 1518 .
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L'area circostante il palazzo era anche sede di attività di ordine pubblico e di commercio:
Il Parlamento: editti pubblici e condanne a morte venivano letti da questo balcone della vicina Loggia degli Osii.
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La Pietra dei Falliti: nella piazza, i debitori insolventi venivano sottoposti a pubblica umiliazione, costretti a battere le natiche nude contro uno specifico blocco di pietra.
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La corda: i recidivi che commettevano frodi venivano puniti venendo impiccati a una corda fissata alla finestra che si affacciava sulla statua di Oldrado.
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Attività commerciali: nonostante gli statuti volti a mantenere sgombri i portici, la zona era costantemente frequentata da mercanti, "vestiti dell'amore" e persino dai porcellini sacri di Sant'Antonio.
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In tempi più recenti, in seguito ai bombardamenti del 1943 , la piazza fu temporaneamente utilizzata come magazzino e punto vendita per i grandi magazzini La Rinascente , con il reparto giocattoli situato in particolare accanto al pozzo barocco della piazza.
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Chi era il Giudice del Gallo e cosa simboleggiava?
Qual è la leggenda della scrofa semilanuta e del nome Milano?
Cos'era la "pietra dei falliti" e come veniva usata?
 
 
lib1300-Milano-11 - Storia di Milano. - La storia di Milano, così come emerge dalle fonti, è un intreccio affascinante di istituzioni comunali, leggende popolari e trasformazioni architettoniche che hanno come fulcro l'area di Piazza dei Mercanti e il Palazzo della Ragione.
 
La storia di Milano, così come emerge dalle fonti, è un intreccio affascinante di istituzioni comunali, leggende popolari e trasformazioni architettoniche che hanno come fulcro l'area di Piazza dei Mercanti e il Palazzo della Ragione.
Le origini e il Palazzo della Ragione
Dopo le devastazioni subite per mano di Federico Barbarossa, Milano visse una rinascita che portò alla necessità di una nuova sede per le adunanze pubbliche, poiché la vecchia sede (vicino all'attuale Piazzetta Reale) era troppo soggetta all'influenza dell'Arcivescovo
. Nacque così il Nuovo Broletto (o Palazzo della Ragione), iniziato nel 1228 e completato nel 1233 sotto il podestà Oldrado da Tresseno
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Proprio a Oldrado è dedicata la celebre statua equestre in altorilievo sulla facciata del palazzo, considerata la più antica del Medioevo
. Un'iscrizione latina ne loda i meriti, tra cui quello di aver mandato al rogo i Catari, i contestatori religiosi dell'epoca
. Sotto il profilo architettonico, il palazzo subì una controversa modifica nel XVIII secolo per volere di Maria Teresa d'Austria, che aggiunse un piano superiore con grandi "oculi" per ospitare l'Archivio Notarile, un'aggiunta definita spregiativamente dai milanesi come un "livido cappellaccio"
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Simboli e Identità: Mediolanum
Uno dei simboli più curiosi della città è la Scrofa Semilanuta, una scultura medievale situata sul fianco settentrionale del palazzo
. Rappresenta una fusione allegorica tra la civiltà pastorale degli Umbri e quella agricola degli Etruschi
. Sebbene un tempo si credesse che il nome Mediolanum derivasse da medio-lanae (per via della scrofa), le fonti chiariscono che l'etimo corretto è "luogo di mezzo nella pianura" (medio e lanus, corruzione celtica di planus)
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La Giustizia e il Potere
Il Palazzo della Ragione non era solo un edificio amministrativo, ma il cuore della giustizia milanese:
I Giudici: Nel salone al primo piano, il Podestà era affiancato dai giudici del Cavallo (simbolo di celerità) e del Gallo (simbolo di vigilanza)
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Il Consiglio: Inizialmente sede del Consiglio dei 900, il corpo decisionale fu ridotto a 60 membri ("i 60 decurioni") da Francesco I nel 1518
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Pene e Umiliazioni: All'esterno, la vita pubblica era segnata da rituali severi. Dalla Parlera (il balcone della Loggia degli Osii) venivano letti i bandi e le sentenze di morte
. I debitori insolventi subivano l'umiliazione della "Pietra dei Falliti", su cui dovevano battere le natiche nude, mentre i truffatori recidivi venivano appesi a una corda fissata a una trifora del palazzo
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Piazza dei Mercanti: Commercio e Vita Quotidiana
La piazza era un tempo chiusa da mura con sei porte, ognuna corrispondente a un sestiere cittadino
. Nonostante i divieti statutari, i portici erano costantemente occupati da mercanti, venditori e persino dai "porci di Sant'Antonio", considerati quasi animali sacri
. La piazza ospitava anche la fiera degli Obei Obei prima che fosse trasferita a Sant'Ambrogio
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In tempi più recenti, dopo i bombardamenti del 1943, la piazza e il palazzo ospitarono provvisoriamente i magazzini della Rinascente, trasformando il luogo storico in un emporio moderno con il reparto giocattoli situato accanto al pozzo barocco
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Architetture circostanti e il passare del tempo
Loggia degli Osii: Ricostruita nel 1316 da Matteo Visconti, reca ancora i simboli del Biscione e dell'aquila imperiale, oltre alle insegne dei sestieri
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Portico del Panigarola: Era la sede della famiglia che custodiva gli atti pubblici
. Vi si trova una lapide del 1445 che, con grande realismo, ammonisce sui pericoli del litigare in tribunale, che rovina l'anima e il corpo arricchendo solo gli avvocati
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La Torre e le Campane: La torre comunale ospitava la "Zavateria", una campana che regolava la vita cittadina (ora del pranzo, cena e coprifuoco)
. In seguito fu chiamata "Beccara" e suonò a distesa durante le Cinque Giornate di Milano fino a rompersi
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La Statua di Sant'Ambrogio: Nella nicchia della torre dell'orologio si sono succeduti diversi "inquilini": prima Filippo II di Spagna, poi Marco Giunio Brutto durante il furore giacobino, e infine la statua di Sant'Ambrogio inaugurata nel 1833
. Un aneddoto curioso riguarda lo scultore Scorsini, che dovette adattare a colpi di scalpello la base della statua perché era quadrata mentre la nicchia era semicircolare
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Già nel IV secolo, il poeta Ausonio descriveva Milano come una città meravigliosa, con edifici splendidi, un'indole affabile degli abitanti e mura imponenti, paragonandola per grandezza e bellezza alla stessa Roma
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Approfondiamo la storia dei 'Giudici del Cavallo e del Gallo'
Cos'è la 'Pietra dei Falliti' e come veniva utilizzata?
Dimmi di più sul portico del Panigarola e la sua lapide
 
 
lib1300-Milano-11 - Oldrado da Tresseno. - Oldrado da Tresseno è stato una figura centrale nella storia politica e architettonica di Milano del XIII secolo, ricoprendo la carica di Podestà della città
 
Oldrado da Tresseno è stato una figura centrale nella storia politica e architettonica di Milano del XIII secolo, ricoprendo la carica di Podestà della città
. Il suo nome è indissolubilmente legato alla creazione del Nuovo Broletto, oggi noto come Palazzo della Ragione, che divenne la roccaforte del libero comune milanese
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Di seguito sono riportati i dettagli principali sulla sua figura e sul suo lascito tratti dalle fonti:
Il ruolo nella costruzione del Palazzo della Ragione
Sebbene i lavori per la nuova sede delle pubbliche adunanze fossero iniziati nel 1228 (come testimoniato da una data incisa su un pilastro a sud-est), fu proprio sotto la guida di Oldrado da Tresseno che l'edificio venne portato a compimento nel 1233
. La necessità di questa nuova struttura sorse dopo che Milano si fu ripresa dalle distruzioni del Barbarossa; i cittadini cercavano una sede che non fosse più soggetta all'influenza dell'Arcivescovo, dato che il vecchio Broletto si trovava proprio di fronte alla residenza arcivescovile (nell'area dell'attuale Piazzetta Reale)
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La statua equestre e l'iconografia
Sulla facciata centrale del Palazzo della Ragione, in alto rilievo, si trova una celebre raffigurazione di Oldrado da Tresseno
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Descrizione: Il Podestà è ritratto in sella a un destriero definito dalle fonti come "melanconico"
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Importanza storica: Questa scultura è considerata la più antica statua equestre conosciuta del Medioevo
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Iscrizioni: Sotto la statua corre una scritta che recita: “1233 Dominus Oldradus de trexeno pot come potestas mediolani”
. Al di sotto di questa, quattro versi eleganti ne esaltano i meriti civili e politici
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Il merito del "rogo dei Catari"
Uno dei tratti più significativi e controversi della sua amministrazione, perlomeno agli occhi dei suoi contemporanei, riguarda la repressione religiosa
. Le iscrizioni celebrative sul palazzo menzionano esplicitamente come Oldrado avesse "doverosamente" mandato al rogo i Catari (cataros... debuit uxit)
. I Catari sono descritti dalle fonti come i principali contestatori e dissidenti religiosi del tempo
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Curiosità storiche sui numeri arabi
Un dettaglio tecnico interessante riportato dalle fonti riguarda la data 1233 incisa sotto la statua. La presenza di numeri arabici in pieno XIII secolo a Milano suggerisce che a scolpire l'opera possa essere stato uno scalpellino saraceno, a testimonianza della "fauna cosmopolita" che già all'epoca frequentava la zona di Piazza dei Mercanti
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In sintesi, Oldrado da Tresseno viene ricordato non solo come l'artefice architettonico del centro civile di Milano, ma anche come un fermo difensore dell'ortodossia e dell'autonomia comunale, la cui immagine continua a sorvegliare la piazza dalla sua antica nicchia
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Che cosa accadde durante il rogo dei Catari?
Approfondisci la storia dei numeri arabici a Milano
Quali altre opere fece Oldrado come Podestà?
 
 
lib1300-Milano-11 - Scrofa semilanuta. - La Scrofa semilanuta è una figura mitica e simbolica strettamente legata alla storia e alle origini leggendarie di Milano
 
La Scrofa semilanuta è una figura mitica e simbolica strettamente legata alla storia e alle origini leggendarie di Milano. Secondo le fonti, si tratta di una rozza scultura tuttora visibile sul fianco settentrionale del Palazzo della Ragione (anche noto come Nuovo Broletto), situata presso la seconda arcata dell'edificio
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Di seguito sono riportati i dettagli principali riguardanti questo simbolo:
Caratteristiche e Simbolismo
La scultura raffigura un animale fantastico, descritto come metà porco e metà pecora
. Questa creatura non è solo una curiosità decorativa, ma rappresenta un'unione allegorica tra due diverse fasi della civiltà antica:
La civiltà pastorale degli Umbri (rappresentata dalla parte "pecora", ovvero la lana).
La civiltà agricola degli Etruschi (rappresentata dal maiale)
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Le fonti aggiungono con ironia che questo "incerto quadrupede" avrebbe probabilmente emesso sia belati che grugniti, a seconda delle circostanze
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Legame con il nome "Mediolanum"
Per molto tempo, la tradizione popolare ha ritenuto che l'etimologia del nome latino di Milano, Mediolanum, derivasse proprio da questa scrofa. Si pensava infatti che il nome derivasse da medio-lanae (ovvero "semilanuta" o "di mezza lana")
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Tuttavia, le fonti chiariscono che questa è una credenza errata. Il vero significato di Mediolanum è "luogo di mezzo nella pianura":
Medio (mezzo).
Lanus, che è una corruzione celtica del termine latino planus (piano o pianura)
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Collocazione Storica
La scultura fu affissa dai cittadini del libero comune sul Palazzo della Ragione a una "debita distanza" dalla statua equestre del podestà Oldrado da Tresseno
. Questa scelta non fu casuale, ma dettata dalla volontà di non mancare di rispetto all'effigie del podestà, che si trova sulla fronte di mezzo del palazzo
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Nonostante le trasformazioni architettoniche subite dal palazzo nel corso dei secoli — come l'aggiunta del cosiddetto "livido cappellaccio" (il piano superiore voluto da Maria Teresa d'Austria per l'archivio notarile) — la Scrofa semilanuta è rimasta al suo posto come testimonianza delle radici mitiche della città
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Quali erano le sei porte che chiudevano la piazza?
Chi erano i giudici del Cavallo e del Gallo?
Cos'era la pietra dei falliti in Piazza dei Mercanti?
 
 
lib1300-Milano-11 - Piazza dei Mercanti. - La Piazza dei Mercanti costituiva il centro nevralgico della vita civile di Milano, ospitando il Nuovo Broletto (oggi Palazzo della Ragione) come roccaforte del libero comune
 
La Piazza dei Mercanti costituiva il centro nevralgico della vita civile di Milano, ospitando il Nuovo Broletto (oggi Palazzo della Ragione) come roccaforte del libero comune
. In origine, l'area si presentava come una piazza quadrata cinta da un'alta muraglia, all'interno della quale sorgeva il palazzo
. L'accesso a questo spazio era regolato da sei porte, ciascuna delle quali comunicava con uno dei sei sestieri cittadini e ne portava il nome
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Delle sei aperture originali del recinto, oggi ne rimangono riconoscibili soltanto due
. La Porta Nuova (detta anche Ferrea), che portava al sestiere omonimo, è tuttora identificabile nel passaggio di Santa Margherita
. La Porta di San Michele al Gallo (o Vercellina) corrisponde invece all'attuale passaggio delle Scuole Palatine
. Le altre porte includevano la Porta del Podestà (per il sestiere di Porta Romana), situata a metà del fianco orientale della piazza, e la Porta Ticinese, che pare non venisse quasi mai aperta
. Le uscite verso i sestieri di Porta Comasina e Porta Orientale, note come Porta Kumana (del Cordusio) e Porta dei Pesci (della Pescheria), erano costituite da due grandi voltoni demoliti a metà dell'Ottocento, un intervento che ha spezzato definitivamente la continuità architettonica della piazza
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Il fulcro della piazza è il Palazzo della Ragione, la cui costruzione fu completata nel 1233 sotto il podestà Oldrado da Tresseno, sebbene una lapide sull'ultimo pilastro a sud-est indichi l'inizio dei lavori già nel 1228
. La piazza era un ambiente estremamente cosmopolita, frequentato da una fauna varia che includeva mercanti e persino scalpellini saraceni, i quali probabilmente introdussero l'uso dei numeri arabici per incidere le date sull'edificio
. Sulla facciata del palazzo spicca la celebre statua equestre di Oldrado, mentre sul lato settentrionale è affissa la Scrofa Semilanuta, una scultura allegorica della fusione tra la civiltà pastorale degli Umbri e quella agricola degli Etruschi
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La piazza ha subito profonde trasformazioni nel XVIII secolo, quando Maria Teresa d'Austria fece aggiungere al Palazzo della Ragione un piano superiore destinato all'Archivio Notarile
. Questa aggiunta, caratterizzata da enormi oculi circolari, è stata spesso criticata come un "livido cappellaccio"
. Durante questi lavori, molte delle eleganti trifore medievali furono murate, per poi essere riportate alla luce in epoca moderna, restituendo al palazzo la sua mole ruvida e severa tipica del Duecento
. In tempi più recenti, la vista della piazza è stata ulteriormente segnata da interventi moderni, come il complesso sistema di tubi per la scala d'accesso sul fianco orientale del Broletto
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Chi erano i Catari e perché Oldrado li perseguitò?
Quali sono le altre porte storiche scomparse della piazza?
Perché l'aggiunta di Maria Teresa è chiamata livido cappellaccio?
 
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