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redigio.it/BiblioV4/lib1291-polirola-milano.html - Questo brano tratteggia un affresco vivido della Milano del 1878, concentrandosi sulla figura carismatica di Laciura Maddalena, la robusta e pragmatica proprietaria di una rinomata bottega di polleria e selvaggina in zona Porta Comasca
redigio.it/dati16/QGLC667-polirola-milano.mp3 - La sciura polirola a Milano - Il negozio, i figli, la mercanzia,  - 14,49 - #50 - #36  l'originale mp3, 1949 parole
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lib1291-polirola-milano - Questo brano tratteggia un affresco vivido della Milano del 1878, concentrandosi sulla figura carismatica di Laciura Maddalena, la robusta e pragmatica proprietaria di una rinomata bottega di polleria e selvaggina in zona Porta Comasca.
 
Questo brano tratteggia un affresco vivido della Milano del 1878, concentrandosi sulla figura carismatica di Laciura Maddalena, la robusta e pragmatica proprietaria di una rinomata bottega di polleria e selvaggina in zona Porta Comasca. Attraverso una narrazione che intreccia l'italiano a un dialetto milanese colorito, l'autore delinea una struttura familiare complessa: una madre dedita agli affari, un figlio militare con poco giudizio e una figlia dalle aspirazioni aristocratiche che disprezza il commercio di famiglia. Il testo celebra l'opulenza della gastronomia locale descrivendo minuziosamente i banconi ricolmi di fagiani, capponi e specialità ricercate, elementi che elevano il negozio a simbolo di una borghesia commerciale operosa e benestante. In definitiva, il racconto funge da preziosa testimonianza di costume, documentando con ironia ed eleganza le dinamiche sociali e le tradizioni popolari della vita urbana ottocentesca. - lib1291-polirola-milano
 
 
lib1291-polirola-milano - Laciura Pulirola è il suo negozio. Siamo a Milano nel 1878. Andà via l'urtulana la pulirola con la lettera in sacoccia le tornata in botega e intant che le l'andava dente della parte della strada, la padrona la veniva a dente della parte dell che le mette in corto e con quel fa cagas quas quasi sempre i padron e la dis se stada in strada
 
www.redigo.it e la storia continua. Laciura Pulirola è il suo negozio. Siamo a Milano nel 1878. Andà via l'urtulana la pulirola con la lettera in sacoccia le tornata in botega e intant che le l'andava dente della parte della strada, la padrona la veniva a dente della parte dell che le mette in corto e con quel fa cagas quas quasi sempre i padron e la dis se stada in strada eh mi no risponde la donna con la faccia franca e pur giusto o guarda perché me pareva di aver visto a passare il surgio ah sì allora la padrona la fa il cerin deit L'era o in carrozza? No, no, a maalù. Allora l' inutil importanza la sema i passarit pel chest mettendo tutti in fila in gir sull'orlo calpend sta padrona del negozi. l'era la giura Madelena che vestita un po' come se sia sporca de sangue de pulaster e de peluche de pen la dava preva d'av pel una gran parte della mercanzia cagiera in butega in quanto al mural l'era un caratter sodo piuttosto tacada all'interesse sue feda l'aveva imparato a anche gli avventur però sempre onestamente cioè senza che se ne accorgess grande statura coi spalla larga compan du fianco massis sul f del torion del castel con la pelle rossa e la faccia addirittura murella se che vedeva la salute calcada dentro la carna e la pelle e Se poteva crede che vivendi in mezzo ai pulin, ai pulaster e ai selvadeg la gettirasf parl la sustanza, la sandeg l'apparenza agli avventurera vedova già d'un pesarì che in giornad che g era poco da fa in negozi aveva mat per il pesca e steva mat a mise per Vin un caleva André allambret con la sua canna che un girament scappa un p and gi la canna la m e la scurbina dentro in l'acqua senza un can presente che pudesse salvar laura Maddelena l' restata con i dané sì ma con fie un masche e una tosa. il mas enrico e studiava de avvocat cheera la carriera che al di fa più fortuna basta studi un po' de gran casa adas però l'aveva pens militar volontarian e se trovava in dalla caserma de Santa Persedia un f un po' ve de crapa, un po' liger. El fava bagaiade de lira, per esempio, passava sotto una finestra di una quaitusetta vestino in uniforme e fava il chicinava i fian, pestava il talon, menava il brush drit come se il fus André a menomba e con in bocca una sigaretta de carta e caciava fevera. il film in una certa maniera come se voless di guardem la tusa suo sorella leva addirittura aristocratica la sua rabbia la sua morta quella deve essere tusa d'un pulir per quel lei la mangiava mai pulaster quando si vedeva su un tund bei e cotte in tavola che pareva che fosse lì per rinfacciar la sua Nobelt de caponera la stava su in bottega la che andava ogni morte di vescovo e propri e propri dumà quando agera una grande necessità la leggeva romanz cioè la se fava vedevo legge ma che la capis qualcos imedi se contava che una volta che gan prestade legge i promessi sposi in suava di bute e del formai de grana m di liber la v di che bella roba infine di fatto non è che una storia de du paesan dove quel liber aveva propri come se dis rug se quasi indovinar quando è ven in scena il quamos capo la port Gandà i nervi. Cosa strana la mamma grande grossa e massisa al ponte che quei ghidon in su mercati pui ai spad che disevano il camel. La tusa invece era piccola magrina magrina ma però bella con un bel profil marc come se fosse pura con fan i comic. In confronto della sua Maddalena l'appariva San Vit. E qui che diceva camel alla mamma antiultra il nome d'unel de mager per dig gilardina a quel fugin d'una d'unausa. Madre tusa e fie con la donna dei servizi stavan de de la stessa porta dove che era la botega su Prim piano un bell appartamente de stance contro una bella chiusina grande e ciara e una sala piccola e scura dove si disnava e alla sera della festa si giudava al mercante in fera con vesin della porta e un quai a miss. Il sit era comod per lor perché in salt erano in botega e sta baga molto ben guarnita e la passava per una di più gross che fusse in porta comasca. Le diceva sempre una m della sura Maddalena che scriveva in dei giornali che sotto Natal quando fava la rivista tutta la paciatoria de Milan la metteva in cap de lista e la sua Madalena vedendo il suo nome stampa sui fei la tripilva tutta della consola e le mand dal giornalista un par de fasan con l'incar de ringrazial i fasan come natural attorne la botega mia tanta grande ma era in magazin un cantinon pien da caponer vi v una sola l'altra in sul foro la botega non la serviva che per deposit e la vendita al minut qu meno i e la cova e ranta per il col su come quat della famiglia immanda la compagnia delle indie de dente in una specie de ban tut intorna di altre pulin Pulank pulanchet qui gambeal cavesadre de alla vita pelada ecco giò a pendulon di bei capon con la carna bianca bianca de qui purgà in caponera e la risina e una volta alla settimana il pastun de farina gialda una mesa donzena de aned selvadeg e dopo vi fa quan tutta la vita era lì ligà culsareset a speciale il padelot e tra un genere e l'alt come la sonada tra i quattedia un cav de un cestin de menus cè ver crest e fas una brancada trifol sulla carta perché non se guasten contro il cavagne de attacca a fa tapezia di scuin de pium di vental di brocc di lavor con am che fan pensa come a sto monte le mingesta e pian busia pronunta per poter cavela al posto in due sta laura Maddalena che se di la Santorum che la mercanzia più fina del negozi in alt ser paneggiament per gain faraon franculit e ogni quattro cin p di legur che in come saler in mezzo agli ave Maria del rosari della vetrina cestit in queste chord e i dress i snep i lodul e in quelli i quai che parche dormen e in quella i beccash che fan compagnia i merli e sturni che per cui se durdampanin su che è la parte dedicata È qui che mangia ben anche de mager. Se vede un bell assortiment de Fleg, gilardin, grugnet e grugneton e domene Dio saris bencial se fa su meritinenza a quei golos che mangen e creden obbedì ai vangeli e pe una popolazione intelite de bec gentil infil de sares sul banco denza la cassetera duenti libretti di post quat sangu ben rustig oppure con la lugella padrona cancan por che la dis la sua Maddalena parlando de su marie coi avventor e quando le tirava la man lacava sempre sti parole e così amb sta inacqua un parador perché quel che quando le burl inamber e va ben stess e par un destino Quel pover negul invece quando si roba del mondo
 
 
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