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"lib1282-QGLC656-abitare-scavi "
redigio.it/dati16/QGLC656-abitare-scavi.mp3 - Legnano Romana - Abitare lungo il fiume - gli scavi - Le case -. Il cibo per i vivi - Le regole dell'addio, i riti funerari - Il cibo per l'aldila', le offerte alimentari - Le case per l'aldila', le necropoli - Gli oggetti per l'aldila', il corredo funebre - Tra terre e fiumi, i commerci - - 12,35 - #36 l'originale mp3, 1823 parole
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lib1282-QGLC656-abitare-scavi - Questo testo offre una panoramica archeologica dettagliata di Legnano e della Valle Olona in epoca romana, ricostruendo la vita quotidiana attraverso l'analisi dei resti materiali.
Questo testo offre una panoramica archeologica dettagliata di Legnano e della Valle Olona in epoca romana, ricostruendo la vita quotidiana attraverso l'analisi dei resti materiali. La narrazione si articola attorno al concetto di "domus rusticana", descrivendo piccoli insediamenti rurali che sfruttavano le risorse del fiume e si inserivano in una rete commerciale strategica tra Milano e il Lago Maggiore. Particolare attenzione è rivolta alla sfera domestica e alimentare, documentata dal ritrovamento di vasellame e fornetti, nonché ai complessi rituali funerari che prevedevano banchetti e offerte per accompagnare il defunto nell'aldilà. In sintesi, la fonte mira a illustrare come l'antica popolazione locale integrasse tradizioni celtiche e modelli romani, mantenendo un legame profondo con il paesaggio boschivo e fluviale circostante. - QGLC656-abitare-scavi.mp3
lib1282-QGLC656-abitare-scavi - Gli scavi, le case, la cucina e la mensa, i riti funerari, le offerte alimentari, le necropoli, il corredo funebre, i commerci e il paesaggio. Roma quasi 2000 anni fa. Legnano ai tempi dei romani. Abitare lungo il fiume.
Legnano Romana. Gli scavi, le case, la cucina e la mensa, i riti funerari, le offerte alimentari, le necropoli, il corredo funebre, i commerci e il paesaggio. Roma quasi 2000 anni fa. Legnano ai tempi dei romani. Abitare lungo il fiume.
scavi. Le testimonianze relative ad abitati in età romana nel territorio della media Valle Olona, sono rare. I ritrovamenti avvenuti nel 1994 al confine tra Legnano e Castellanza, hanno confermato l'organizzazione del popolamento in piccoli insediamenti sparsi, come testimoniato dalle fonti antiche. In via Dandolo a Legnano sono state portate alla luce le fondazioni di diversi ambienti allineati su due lati di un cortile. L'edificio, forse già esistente nel primo secolo dopo Cristo, fu frequentato prevalentemente tra la metà del quarto e del V secolo dopo Cristo. In via San Carlo a Castellanza sono invece emersi i resti di un'abitazione utilizzata fra il primo e il secondo secolo dopo Cristo. Là dei muri sono stati recuperati a Legnano nel 198. anche in via percrate. La casa che sembrerebbe appartenere all'edilizia privata si data tra il secondo e il qu secolo dopo Cristo. Abitare lungo il fiume. Le case. Le abitazioni rinvenute nel territorio coprono un arco cronologico compreso tra il primo e il qu secolo dopo Cristo. E sono comunate da una medesima tecnica costruttiva che utilizza le materie prime disponibili sul posto, ciotole di fiume, legname e tegole. Gli edifici portati alla luce nel 1994 e di modeste proporzioni e affacciate su ampi cortili appartengono al tipo della domus rusticana. La fattoria a carattere abitativo e produttivo per le di via percegrate, la presenza di frammenti di intonaco farebbe invece pensare a una soluzione di maggior qualità. Il cibo per i vivi, la cucina e la mensa. La conoscenza delle abitudini alimentari degli abitanti del nostro territorio è limitata dall'estrema scars di resti di cibo negli scavi di abitato. L'abbondanza di vasellame ci permette però di ricostruire idealmente l'aspetto delle cucine e delle mense di età romana. Olle e tegami sono destinati alla cultura dei cibi, mortai alla loro preparazione, olpi, brocc, coppette, patere, bicchieri, talvolta anche di pregio, alla presentazione e al consumo sulla tavola. Tra il quarto e il qu secolo dopo Cristo si diffondono contenitori in ceramica invetriata. Tra le forme di maggior successo si distingue il fornetto coperchio utilizzato per cuocere il cibo, soprattutto il pane su focolare i semiinterrati simile a quello rinvenuto in via Dandolo. Le regole dell'addio i riti funerari. L'esecuzione del rituale funerario aveva per gli antichi romani un significato particolare. Era perciò di grande importanza che il rito fosse portato a termine secondo un preciso cerimoniale. Il parente più prossimo dava l'ultimo bacio al moribondo, quindi gli chiudeva gli occhi e ne ripeteva il nome ad alta voce. Il corpo, lavato e trattato con un guuenti, veniva esposto sul letto funebre ed era poi trasferito nella necropoli dove veniva cremato. Dopo la combustione i familiari celebravano un banchetto, quindi posavano i manufatti deformati dal calore del rogo e i resti del convitto e le altre offerte integre all'interno della fossa. Nel nostro territorio, durante l'età romana imperiale l'incenerizione era il rito funerario pressoché esclusivo. Dalo secolo in poi prevarse invece l'uso dell'inumazione. Il cibo per l'al di là, le offerte alimentari, il legame tra cibo e morte che distingue tutte le società antiche fino all'etàocristiana e al centro del rituale funebre romano. che ha proprio nel banchetto consumato durante le esequie il silicernium, il momento più pregnante. In quest'ottica si devono interpretare anche le offerte compiute in seguito, la cena novenialis che chiudeva il periodo del lutto e i banchetti celebrati nel dies Natalis del morto e in occasione delle feste commemorative. Una parte dei cibi e delle bevande era riservata al defunto che le riceveva attraverso aperture praticate nel sepolcro. Nel nostro territorio le offerte alimentari sono testimoniate raramente anche a causa della loro deperibilità. Le sepolture legnanesi hanno restituito ossa di pollo e capretto e resti carbonizzati di pane lievitato. Le case per là di là, le negropoli. Numerose sono le necropoli rinvenute nel territorio, generalmente situate all'esterno dell'area abitata. Fino al secondo secolo dopcoisto le modalità di deposizione erano strettamente legate al rito crematorio e variavano in base alle disponibilità economiche del famiglie dei defunti in nuda terra, in anfata, in cassa di laterizzi oraramente in pietra. Non dovevano però mancare alcune tombe con iscrizione e segnacoli. Con la diffusione del rito innumatorio i corpi non cremati vennero sepolti all'interno di fosse rettangolari, talora nella terra nuda, a volte in casse linee, in tombe alla cappuccina e più raramente in sarcofagi. in pietra. Oggetti per la di là. Il corredo funebre. Il corredo era composto da beni personali, attrezzi, ordinamenti, strumenti per la cura del corpo ed da oggetti con significato rituale. Un particolare valore simbolico aveva la lucerna che doveva illuminare il vi verso l'ade e la moneta che posta in bocca al defunto costituiva l'obolo da devolvere a Caronte. Una valenza magica era forse assegnata ai chiodi. Profumi e unguenti erano gettati sul rogo durante la cremazione e venivano mescolate alle ceneri. La consuetudine di deporre il corredo permase anche in epoca tarda, anche se gli oggetti divennero progressivamente meno numerosi tra terra e fiume, i commerci. Il territorio della media Valeolona era attraversato dalla Mediolanum Verbanum, la direttrice che collegava la città di Milano con il lago maggiore. La strada risaliva alla valle in riva sinistra e presubibilmente proprio tra e Castellanza e attraversava il fiume. In età romana la via commerciale più rapida ed economica. Sul legnanese convergevano poi alcune vie vicinales, percorsi locali che raggiungevano l'attuale Brianza e la Valle del Ticino. Questa facilità dei contatti favorì un buon tenore di vita testimoniato alla presenza di materiale di importanza, materiale di importazione frutto di traffici ad ampio e medio raggio. Certamente non mancavano le esportazioni di vino e cereali, di ortaggi e legumi, di ottima lana, di formaggi e di carne insaccate tra terra e fiume. In età romana, nella media Valle Olona, perdura il modello in sedtivo celtico in cui gli abitati si distribuiscono in modo puntiforme con comunità medio piccole che mantengono la dotazione collegiale di bosco e di pascoli. Il quadro proposto dalle fonti storiche è confermato dalla ricerca archeologica. L'analisi dei carboni dei roghi funebri ha identificato specie arboree tipiche dei boschi prossime ai corsi d'acqua, alberi da frutto e arbusto. che potrebbero indicare l'esistenza di radure, pascoli, campi a riposo o siepi. I reperti rinvenuti negli scavi si ricollegano all'ambiente rurale e comprendono, accanto al vasellame, strumenti per l'agricoltura, la falegnameria, la tosatura e la tessitura. Le poche dediche leggibili sugli altari conservati hanno come destinatarie divinità legate all'ambiente boschivo e artigianale.
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