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redigio.it/BiblioV4/lib1279-dialetto.html - Il testo illustra la figura di Giovanni Luca Lampugnani, un notaio attivo a Legnano tra il XVI e il XVII secolo, attraverso l’analisi dei suoi atti notarili conservati presso l'Archivio di Stato di Milano
- redigio.it/dati12/QGLC119-legnano-Lampugnani.mp3 - Un notaio con i baffi: Giovanni Luca Lampugnani vissuto nel Borgo di Legnano tra il XVI e il XVII secolo in una casa del monastero di Santa Chiara, oggi largo Seprio. Cosi' erano le leggi e le abitudini. Doti, inventari e testamenti. - l'originale mp3, 2428 parole
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QGLC119-legnano-Lampugnani.mp3 - Il testo illustra la figura di Giovanni Luca Lampugnani, un notaio attivo a Legnano tra il XVI e il XVII secolo, attraverso l’analisi dei suoi atti notarili conservati presso l'Archivio di Stato di Milano
Il testo illustra la figura di Giovanni Luca Lampugnani, un notaio attivo a Legnano tra il XVI e il XVII secolo, attraverso l’analisi dei suoi atti notarili conservati presso l'Archivio di Stato di Milano. Questi documenti offrono uno straordinario spaccato sociale dell'epoca, rivelando dettagli intimi della vita quotidiana come le disposizioni testamentarie, la composizione delle doti matrimoniali e la gestione dei beni immobili. Oltre alla sfera privata, i rogiti documentano la dimensione pubblica e istituzionale della comunità, descrivendo l'elezione dei consoli, la riscossione delle imposte straordinarie e l'impatto logistico delle truppe militari sul territorio. In sintesi, l'autore trasforma il notaio da freddo "topo d'archivio" a prezioso testimone storico, capace di restituire la memoria collettiva e le consuetudini di un'intera società lombarda del passato. - QGLC119-legnano-Lampugnani.mp3
QGLC119-legnano-Lampugnani.mp3 - un notaio con i Si tratta di Giovanni Luca Lampugnani, vissuto nel borgo di Legnano tra il 16º e il X secolo in una casa di via Monastero, oggi largo Seprio
un notaio con i Si tratta di Giovanni Luca Lampugnani, vissuto nel borgo di Legnano tra il 16º e il X secolo in una casa di via Monastero, oggi largo Seprio. Lo stereotipo del topo d'Archivio è duro a morire. Per rovesciare questa prospettiva in negativo, gli amici dell'Archivio di Stato milanese hanno cognato l'adizione Gatto d'Archivio, dietro cui si nascondono i responsabili dei maggiori archivi cittadini chiamati ad alimentare il culto della memoria con una serie di conferenze. Validità dell'uno o dell'altro termine a parte si cercato di sollevare la polvere da alcuni atti notarili depositati nell'archivio statale milanese. Le filze sono complessivamente 52.600 e vi sono affluite dalla seconda metà del 1200 fino al 1892. In genere gli atti di un notaio sono depositati 100 anni dopo per lo che lo stesso ha cessato di rogare. Giov Notare che Eliodoro Lombardi, conservatore dell'archivio pubblico, ha completato la ricerca con gli indici lombardi e 387 sono i pezzi della cancelleria vescovile. Nel folto degli atti che inondano il mare magum dell'archivio, l'attenzione è andata ai notai lampugnani che sono 22. Superato l'imbarazzo, la scelta caduta su Giovanni Luca Lampognani fu Corradino, qualificato come abitatore di Legnani, i cui atti sono raccolti in 27 sfilze datate dal 12 dicembre 1573 al 23 di marzo del 1630. Ovviamente le località interessate sono quelle più vicino a Legnano e Legnarello. Varia è la natura degli conservati, quasi sempre redatti in latino e nella maggior parte dei casi dotati del monogramma del notaio. Perlù si tratta di vendite di beni immobiliari e retrovendite pari a vendite di un bene fatte all'alienante dal precedente acquirente. Si distinguono in rivendita e ricompra, dipende se è obbligatoria per il compratore o per il venditore. Accanto stanno le ratificaziones o ratifiche, termine con il quale sono designati vari istituti, come la conferma di un negozio giuridico invalido, l'approvazione di un atto riguardante la sfera giuridica compiuto da persone non autorizzate, di non minore importanza la confessio o scrittura con la quale si confessa di aver ricevuto qualche somma L'ha promissio, la diviso, la protestatio, la preensio o presa di possesso, il pateat, sia noto o notificazione o estrato testamentario trasmesso all'interessato con per la sola parte che gli compete. Il cambium è l'obbligatio, la locatio o affitto, la fideus Il pacta convenciones, l'investitura in forma semplice e dat causas o nomina di procuratore. Importanza particolare assume però il testum o testamento. Si tratta di un vero e proprio spaccato sociale introdotto con la clausola usuale. Normalmente il testatore sano di mente e di corpo, non volendo lasciare i suoi beni in disordine, considerato la vita e la morte che sono nelle mani di Dio onnipotente e che sia meglio vivere sotto il timore della morte piuttosto che pervenire la morte improvvisa sotto la speranza di vivere, subpevivendi. Dopo aver raccomandato l'anima all'Altissimo creatore della vita beata, vuole, ordina e stabilisce che quando si accetti che ha sottratto malamente qualche bene, esso sia restituito a colui o a coloro cui di diritto sia dovuto. Testamenti e lasciti a favore di istituzioni ecclesiastiche. Dopodiché il testatore esprime le sue volontà. Si dà il caso, ad esempio, che Giovanni Maria Crespi, detto Balosso, lasci metà della sua masserizia e una certa somma di denaro alla moglie, ma ciò varrà finché la donna rimarrà vedova, probabilmente nel desiderio che non goda dei beni ereditati tra le braccia di qualcun altro. E perché possa essere sep Nella chiesa di San Mario il testatore obbliga gli eredi a fare celebrare un ufficio di lire 80 imperiali nel 1622. Altri lasciti sono previsti da vari testatori per la chiesa di Santa Maria delle Grazie, l'ire 100, per gli scolari di Sant'Ambroggio, l'ire 2000, per il convento di Sant'Angelo e Legnano. L'eredità però può essere presentata anche da appezzamenti di terreno. Accanto ai testamenti rilevanti e vero specchio delle consuetudini erano gli atti del notaio lampugnani relativi alle dote portate dalle nubende rappresentate da denaro e da beni vari. Poteva capitare che una sposa portasse in dote un bove di pelo chiaro e una vacca rossa et berrettina, cioè di colore grigiooscuro. Nell'inventario non era difficile trovare, indifferentemente, una tavola da bigatti fatta con le code ghette a mele gatte o tavola per l'allevamento del bacco da seta fatta con travetti di legno come una filza de coralli. Nelle liste frequenti erano camicie di lino, canapi di tela per patelli Pigie di fazzoletti, fodrette, calzette di vari colori, scosari lavorati o frusti, gorgoni, specie di drappi, saglie fanè o argentine, schiavine che eran delle copertacce di lana rosa e villosa, un cassone de noce con serratura, una coperta di fresatta frusta, cioè di filaticio o di seta. Diverse garnaze o guarnasce sottanne fatti di te la canapina, bombasine tessuto di cotonina, bianchette di vari colori, camicole o frsetti portati sotto gli altri abiti per difendersi da freddo. Per gli uomini si trattava di giubboncelli. Una volta redatta e presentata dalla contraente la lista, i genitori spesso giuravano che la dote è resente da mal animo, frode e simulazione. Liste di questo genere non devono stupire perché la consuetudine si è protratta fino al 1930 circa. La nonna di chi scrive nel 1890 portava al marito un fardello di lire 1861 e 90 e lo sottoscriveva su carta bollata da Un'altra nota per il valore di lire 8000 era redata su carta bollata da lire 1 per le nozze di Clellia Riccardi con Ugo Gianazza celebrate l'8 settembre del 1921. Non devono meravigliare le 15 lenzuola e le 35 camicie portate perché, come ricorderanno le persone più anziane, era malvezzo. della suocera. Se la nuora abitava con lei, frugare nel cumò per verificare il numero delle lenzuole recate in dote. Le congregaciones. Se il notaio andava in soccorso per la dota del rinnubende, non lo era di meno per le donne che avevano preferito il convento. Ciò accadeva specialmente quando si riuniva il capitolo delle Monica di Santa Chiara di osservanza francescana a Legnano. Il Lampognani redigeva il verbale esordendo con la formula convocato et congregato. Capitolo Monalium. significa convocato e riunito il capitolo delle suore. Seguivano nome e cognome della badessa che il 9 agosto del 1595 era Giulia Francesca Lampugnani e quelle di altre 14 sorelle, tra le quali primeggiavano le Vismara. Analoga una convocazione a Bustarsizio del capitolo di Santa Maria Maddalena composto da 20 monache per la ricezione di un legato di lire 22. Da segnalare anche la convocazione e la riunione del capitolo del priore e dei deputati dell'ordine di Sant'Erasmo su mandato e imposizione di Bartolomeo Vismara nel 1596. Sul piano laico contava l'elezione del console introdotta dalla formula volontarie et omnibus modis. volontariamente e in ogni modo, come si verificò nel 1595, gli abitanti eleggerunt ed et fecer costituenterum ed deputatver, cioè nominarono Antonio Maria Rampugnani, console della città di Legnano e Legnarello, che accettò la carica suscipientem accettantem con un salario convenuto e concordato di lire 100 imperiali annue in totum con obbligo di sbrigare tutti e i singoli affari come Faccebat, Jerebat et Exercebat, come faceva ed eseguiva il suo predecessore Giovanni Giacomo Lampognani. Di minore importo il salario lire 80 annu è previsto l'8 maggio 623 per il console come da decisione presa da Giovan Battista Paleari e da Samoirahi fu Battista, da Oldrini, da Samoirahi fu Giulio e da Fassi, sindaci, generali e regenti e amministratori eletti della comunità di Legnano. Prescelto fu Antonio Belloni, cui furono affidati precisi compiti, qualora si fosse recato altrove con gli fanti per eseguire qualche incombenza, questi ultimi dovevano informare i sindaci pena la perdita di salario. In caso di sequestro di beni presso la comunità, ad istanza di chiunque o della Reggia Camera, il console non poteva accettare né sequestri né depositi che fruttassero, né era in grado di fare strade o altri negozi. senza informare i sindaci. Inoltre era obbligato a recarsi due volte all'anno a Milano a nome della comunità. Riunioni di questo tipo con i sindaci presenti erano però meglio designate dal notaio Lampugnani sotto la rubrica Sindacatus, che non ha nulla a che vedere con i moderni sindacati. La questione diventava importante quando si trattava di gli esattori, come accadde il 9 maggio del 1623. A loro e al postaro dovevano essere pagati tutti carichi usuali come il mensuale o imposizione militare straordinaria suddivisa tra le province dello Stato e pagate in rate mensili da cui il nome e qualanza di soldati e o rimborso e danni sostenuti dalle comunità presso la quale era stata quartierata la truppa. L'imbottato o tassa aggravante su alcuni prodotti della terra con come vino, biade, legumi proporzionalmente alla quantità raccolta annuamente. La cavalleria OTASA imposta nel 1442 per alloggiare la cavalleria dello Stato. I carichi dovevano essere registrati in un quinternetto dai sindaci e consegnati al postaro che, a criterio degli stessi, era tenuto a sbossare scudi 150 per sovenire ai bisog della comunità. Ma non doveva essere un compito facile quello del Postaro se nel 1621 non si presentò nessuno per la nomina, procurando grosse preoccupazioni ai sindaci che non potevano che non potevano farne a meno quando erano in gioco grossi interessi per la comunità, come si verificò nel luglio del 1580 durante la dominazione spagnola, Pietro Antonio Lonato Conte di Down e della Val Travaglia, senatore commissario generale di Lombardia e Piemonte, dovendo far sloggiare dallo Stato tutte le genti venute di Fiandra e incamminarle verso la Spagna, giudicò conveniente per le località i cui soldati avevano preso alloggio, conteggiare tutto quello che gli stessi avevano predato, in modo da ricompensare la comunità. Fu nominato Dunque, un commissario al luopo con l'incarico di convocare consoli e deputati di ogni località e gli ufficiali delle compagnie interessate. Quest'ultimo riunì i medesimi e 25 persone rappresentanti della comunità che prestarono il giuramento. Da qui la designazione dell'atto notarile con il termine juramentum. Furono conteggiate due compagnie 234 Qu soldati presenti in Legnano, 22 cavalli. Oltre al danno procurato alla comunità, fu accertata alla quantità di olio e di aceto consumata per una spesa complessiva di lire 2243. Atti dunque di vario genere quelli rogati del Lampugnani, ma piacere chiudere con un invito rivolto ai genitori preoccupati per le finanze dei loro figli. Un accordo specifico annotò il nostro notaio nel 1582. Fu stabilito che Ludovico De Conti, tenuto ad ammaestrare il figlio Bartolomeo nell'arte dell'orificeria per anni 5, gli desse ogni anno lire 5 per le spese da mangiare e bevere, da versare in due rate, a Pasqua e a San Michele il 29 settembre.
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