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redigio.it/BiblioV4/lib1274-QGLC101-iamis-citylife.html - Questa registrazione presenta il gruppo folkloristico I Amis, un’associazione di Legnano dedita alla salvaguardia delle tradizioni popolari e contadine del territorio lombardo, minacciate dall'industrializzazione.
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lib1274-QGLC101-iamis-citylife - Questa registrazione presenta il gruppo folkloristico I Amis, un’associazione di Legnano dedita alla salvaguardia delle tradizioni popolari e contadine del territorio lombardo, minacciate dall'industrializzazione.
 
Questa registrazione presenta il gruppo folkloristico I Amis, un’associazione di Legnano dedita alla salvaguardia delle tradizioni popolari e contadine del territorio lombardo, minacciate dall'industrializzazione. Attraverso un’alternanza di spiegazioni storiche, canti in dialetto e musiche da ballo come la mazurca e la polca, il testo delinea un viaggio culturale che celebra le radici della comunità locale e lo stemma biancorosso della città. Il repertorio spazia da vivaci brani conviviali dedicati al vino e a personaggi pittoreschi fino a canti liturgici natalizi eseguiti nelle basiliche cittadine per trasmettere messaggi di pace. L’obiettivo profondo dell’opera è quello di mantenere viva l'identità collettiva e la memoria storica attraverso la passione dei suoi collaboratori e la riproposizione di antichi mestieri e costumi.
 
 
lib1274-QGLC101-iamis-citylife - Legnanese i amis. Siamo un gruppo di Legnano che ha come scopo quello di far rivivere le vecchie tradizioni popolari, tradizioni contadine della nostra città
 
Legnanese i amis. Siamo un gruppo di Legnano che ha come scopo quello di far rivivere le vecchie tradizioni popolari, tradizioni contadine della nostra città. Tradizioni che purtroppo ormai sono poi scompparse perché con l'industrializzazione tante tante cose di una volta, diciamo, quelle dei nostri nonni, i nostri pignonni, purtroppo sono scomparse. Il nostro scopo è proprio quello di farle rivivere perché dentro queste tradizioni a tutte queste a tutte queste attività che una volta sono legate nelle nostre radici e chiaramente le nostre tradizioni. Come vedete i nostri costumi sono di colore bianco e rosso, proprio perché il bianco e il rosso è lo stema della famiglia di mia mente ed è anche lo stemma della nostra città, la città di Legnano. Abbiamo è anche di Milano. Il nostro repertorio comprende una sede eh piccanti, alcuni conosciuti, altri meno perché sono stati ispirati e da nostri maestioni, con raccolti del dal terreno delle di quello che che si riusciva ad avere nella coltivazione. Eh abbiamo però anche canti liturgici che proponiamo in questo in questa occasione natalizia e che noi riproponiamo ogni anno tre sante messe a la Natale che è quella, diciamo, in cui più c'è l'atmosfera natalizia. Teniamo questa accompagnamento di canti di tutti in vialetto presso la parrocchia di Vegnarello, una delle otto contrade di Vegnano. Poi lo riproponiamo nuovamente invece il giorno del Punino nella Basilica Centrale di Legnano, la Basilica di San Mario. E infine poi diciamo un'altra messa in conclusione del periodo natalizio. Questo la domenica successiva all'Epifania che quest'anno cade giorno 10 di gennaio presso la parrocchia Santti di Viignano. Oltre a questi canti liturgici e non di folklore, il gruppo folkloristico Iamils, anche in repertorio diversi balli, balli con coreografie particolari che sono stati anche dimostrati durante gli interventi televisivi e anche all'estero e abbiamo riscorso un discreto successo. Grazie a tutti i collaboratori che vedete qua con me perché grazie a che noi possiamo continuare a svolgere questa attività perché c'è passione, c'è voglia di fare e di migliorare continuamente. Ora vi offriremo una serie di canti e balli, sperando che siano di vostro gradimento, anzi lo sarà senz'altro, mi auguro e approfittiamo per farvi sentire i nostri brani e nel contempo cominciamo ad anticiparvi i nostri auguri di buon Natale. Grazie. cui gli amis inneggiano la loro città. Veniana, ascoltate gli amis in chiisile. Sempre festa di se perai non c'ho donerai non sei donerai legna. Viva laina allegria e viva e vita muro quando ci donerai doneraio poi poi c donerai viva l'alleg E viva vita de mamãe gloria l'allegria. Legna. Viva l'alegria e viva i contadini o i piccoli artigiani. La vita del contadino era molto dura e poco redditizia, quindi l'unica fonte di svado era ritrovarsi la domenica per bere un buon bicchiere di brusquet o vino dei colli di Sant'Erasmo. Come si legge nella storia di Legnano, questo vino veniva imbottigliato e poi venduto. Ecco a voi i canti del vino. Camere portamo. Pierò pagò. Signorille parò parò parò gira la baratta gira gira la falina gira la barata gira gira come fao padom se non cadabum al mio ritorno. Al mio ritorno come farò padab se non parabim padab al mio ritorno impagerò pagherò. gente le gente che viene nel fama le gente dell'ospedal io ho bevuto tanto e non mi ha fatto malera sì che fa male. Il vino faà mette la vaga, mette la vaga marza sul fior della gioventù. Pensa la magna e vedi salvagna piedi che la vaga la vaga marza sul fior della gioventù la magna piatù. Osterio, zero parabzi qua. È successo un fatto nero. anche fatti si a cara come matti daina numero 100 vieni fuori se sei dentro non stare fino a sera canti di barbera dagta osteria del grignolino puzzi qui si beve Solo vinozi punzi fa chi non in compagnia lato è una spia da me biondina da speria numero 1000 parazi punzi questo vino fa scintille parazi fa scintille scintilline su vete non bambine d la biondina la bionda che quel bug ne leghe quella pea sulla legghe che le mile quel bo quel buom cela gioca e la mamma la guarda s più che presto la cura la cotta e la tua mamma la tre. Guarda prima che presto te da
questa è la regola che segua noi di pace. Alza calici e vota noi bti. Viva Noel, gran patriarca, salvato dall'altra, sapete per te. Lui fu l'inventore del dolce di cuore, del dolce di cuore che allegà. Il
bevevano i nostri padri?
Sì. Bevano le nostre madri,
sì. E noi tre figli siamo. Amo, vediamo, vediamo. E noi che figi siamo vediamo in società dal bianco moscatello al rosso grignoli. E avessi un motticello vorrei vederla. E viva l'inventor del dolce di cuorici fa la e viva il corce di cuoricità. trovato una vecchia canzone scritta da un legnanese che parla di un personaggio molto noto nella città di Legnano. Costui era allegro, brillante, spensierato e inoltre amava cantare e ballare. Gli amici stavano volentieri in sua compagnia, però alcuni lo criticavano per la sua esagerata esuberanza e boriosità, ma Lui non se ne preoccupava, li lasciava dire perché la vita è troppo bella e lui la sapeva apprezzare e gustare. Questa canzone è un po' più moderna delle altre perché ritmo di cia cia cia. Ecco a voi un Luisin da liarelli. par ma guarda tutti quanti quando testa schiaccia par controll Mi volume trompanto. Ciao cia. Son legna, son proprio un legnan mi sono linear. E a sono parlant, ma mi son propri belli. Mi son pun cant parò. Ma guarda tutti quanti quando a cia cia cia cia cia cia.
Una simpatica e allegra canzone del 1944 in dialetto milanese, scritta e musicata dai maestri Rastelli e Panzelli, famosi anche per altri brani presentati al Festival di Sanremo. È Un divertente canto popolare molto conosciuto. È la storia di una droghiera innamorata, ma molto gelosa, del suo uomo che per vendicarsi della rivale in amore, la bella mucia che ballava la cucaracia, la inonda con un bidone di mandellate in testa e costringe il fidanzato a tornare da lei. A voi gli amis con la Feghera. Ogni sera lui sulla leggera e ogni sera lava sulla contenera una murata che lava bella fegera dalla mattina sera stan C le conoccia la moccia ciccia cicci in faccia cicci su fte che ti da giorno e sera a te che la oh la croce sento flore st vita oh come se vita cì e tu non stasera la tua bella felliera che sciato la seminerà disperata al passate la chiamata la commerata e pus la faccia e a me laata e quando passerà un cogio il caca cì la tua caccia la ciacia ciccia c in faccia CC laera che ti dava giorno e sera ca diamo la vera. Oh la crucio sempre oh come se mi staccassi una cicuro. Ma stasera la tua bella fontea che la stupinerò. per il nostro maestro. Un grande e brava anche alla nostra Josen alla fisarmonica. Bravissimo. Grazie Gius. Ringraziamo naturalmente per l'invito il signor Longo che oggi ci ha voluto qua a Milano a portare un po' della nostra Legnano. Grazie mille per l'invito.
Vi proponiamo adesso un ballo. Si chiama Scottish. È una danza tradizionale di coppia in due quarti che si è diffusa in tutta l'Europa. Compare in Francia verso il X secolo, forse originaria dall'Inghilterra o dalla Germania. Secondo alcuni particolari ricercatori è stata introdotta nel 1848 in Inghilterra sotto il nome di Polca tedesca. Successivamente poi stata rinominata Scottish agli inizi della Prima Guerra Mondiale, proprio per evitare alla Germania è stata importata poi in Italia mantenendo questo nome. Ecco il nostro corpo di ballo che si esibirà gruppo Yamis in Scottish. ? canti. Vi presentiamo un canto che è molto conosciuto, prettamente lombardo. Si tratta di un nobile artigiano, il Magnan. Il Magnan era un mestiere Una volta era molto reditizio, però adesso è scomparso. Il magnano è praticamente quello che si chiama l'italiano, lo stagnino, cioè colui che aggiustava le pentole di rame e altri piccoli oggetti di ferro. Il Magnano era abile nel suo mestiere, era una persona molto furba ed era furbissima nel farsi pagare per le sue prestazioni. Infatti si dice falla da Magnan, cioè falla da furbo, oppure le magnan o è una persona molto furba. Oggi le pentole di rame hanno perso la loro funzione originaria, sono diventati oggetti di ornamento e fanno solo bella mostra appese alle pareti delle nostre cucine o come vengono usate come corriere. Ma per voi è ritornato il Magnano. Ecco voi Ulnano. Bagna che bagna donne magnano che cavera dellaura segnano avere aura segnano anche a me della magna che ti magna che salta fera una spusa. se nasaria dell'ascosto del magnamo. Alveito il santità e pure pa sulla trappa del mar. E p come fa sulla cappa del magna magna che chi magna magna senza di albaia con l'altra parlare a una grava al posto di sorignone da per magna magna Vi proponiamo Vi proponiamo ora un brano che ripercorre tutte l'età della nostra esistenza. Si inizia dai primi passi quando si è bambini, ragazzini coi pantaloni corti, l'adolescenza e i primi amori, poi la famiglia e figli da crescere. A 50 anni ci si rilassa un po' frequentando l'osteria. A 70 arriva anche qualche malanno, ma è bello stare insieme abbracciati sul divano e da 90 anni scoprire di volersi ancora bene, circondati dall'affetto dei nipoti. A voi la storia della vita. La storia della vita le quitta una salita e anche via federastia. Quando avevo unutri steream quando avevo trianuro si teneva ben senza la gloria della una salita e anche pure qui le forme de la stia quando avem tutta giorni giò la storia della vita. salita e anche pure via né fame nastria.
La storia della vita una salita via me f la striia avevo vinto tanti par che ho fatti quando avevo vinto t passava la giornata a detta la comiata la storia della vita salita e anche Quem 50 anni bocca mia sierra lusteria candera senza tirazia la storia della vita quinta salita e anche muria de la stia Ades inantò a lasci sugli di sei tu mi adesso. nostar se inizi
e ora un'antica canzone popolare molto nota di buon Mariettina, una ragazza contadina, si vecchia in campagna a lavorare. Strada facendo incontra un giovane. Tra i due inizia un gentile romantico dialogo perato di quella dolcezza paesana, un po' primitiva e vergognosa che caratterizzava le giovani donne contadine lombarde. A voi in dove te o Mariettina. Mariettina, detto Mariettina, dovete Mariettina, il cibo ora in mezzo al dovento Mariettina e mezzo a me vanno in campagnola. Campagnola viveva le campagnola in campagnola laora campagnola campagnola lavora. Se la non si alza se l'anno darà se alza, se la giarà se alza bagus sezar si alza la bagerà scusa e scusarinno già bagnato scusarinno già bagnato sarillo già bagnato stamattina in mezzo a suillo già stamattina in mezzo al benissimo nostri amiscola Mariettina e adesso facciamo una variazione, un altro B. Vi presentiamo ora una maggiorca il cui nome è Fortunella. È una maggiorca già nota del X secolo, è originaria della Polonia che nella pianura di Maggiovia, i cui abitanti erano chiamati appunto Mazzur che le hanno dato il proprio nome. Nel X secolo si diffuse anche in altri stati europei e nelle regioni dell'Italia settentrionale e centrale. Ebbe la sua massima diffusione nel X e X secolo insieme al Vacer e alla porta. La Mazzurca è ballata ancora oggi. Ecco a voi il nostro corpo di ballo gruppo folkloristico Yamins in La Mazzurta. Antonio anche tutti, anche tutti un po'. della nostra città. A tutte le città importanti sono state dedicate delle canzoni peraltarne le bellezze naturali, artistiche e le tradizioni. Legnano molte attrattive, la basilica di San Magno, alcune tessiche e meccaniche, le note calomo, in inverno un freddo intenso Cassa Barbella, in estate un caldo soffocante Cassa Sufega abbiamo però un monumento famoso che ricorda la battaglia di Legnano. Per questo Legnano è menzionata anche nell'inno nazionale, dall'Arc Sicilia, ovunque Legnano. Noi legnanesi amiamo la nostra città. E cantiamo con gioia, mia cara Legnano, sei un amore. Ascoltiamo quindi Me Car Legnano. Adesso una canzona, poca roba in pista molto soltan ciclista da sanna. Laura no star son campan campan fis Me Carl Carl se un amor se un amor pardraustra
da un che forti un che stato fa tre e storti su I vigit trena quay e il paesa dal mercà per forza storia di cancelli davveria che danse imparserà un amor
amornarm Laurad vient da vio par seman Legna legna se un paesnu
vi presentiamo ora un brano molto conosciuto di Giovanni Danza che fa parte dell'antologia della Canzone lombarda è un allegro e dolce canto d'amore dedicato alla futura sposina Maria. A voi in quansoni campana vedi già do sta padre marcame il papà su tutte. per la felicità farmi conti di te la sera e la mattina e quindi siete qua la mia spugina tutta l'officina me per campan per Felicità. Benissimo, benissimo. Vedo che applaudite perché la conoscete questa canzone, eh. Bene, benissimo, mi fa piacere. Siamo tutti contenti di avervi come pubblico. Adesso apriamo un altro ballo. Gli apriamo un altro ballo. Fa parte delle antiche danze folcloristiche lombardi. Infatti si di una folca. La polsa è una danza di origine cieco boema che ebbe la sua massima diffusione verso il 1830 quando divenne una danza tipicamente popolare. Da Praga la danza arrivò in Europa e nelle regioni dell'Italia settentrionale centrale. La polca è evalata ancora oggi. Ecco voi i nostri ballerini del gruppo folkloristico I amici che si esibiscono per voi nella pola. si che si ferma. in occasione di alcune santesse che teniamo a Lano è precisamente la notte di Natale, l'Epifania e la domenica successiva all'Epifania che è il 10 di gennaio. Sono canzoni molto dolci, sono delle pastorali molto belle che eh si parlano del Natale. Vi proponiamo come primo brano su un po' da paglia, su un po' di paglia. È un brano natalizio in dialetto che racconta la nascita a Betlem di Gesù bambino. Viene al mondo umilmente, senza neanche una maglia o un camioncino. È posto in una mangiatoia sopra un po' di palla. Gli fanno da contorno gli angioletti che come dei bambini curiosi e festosi, quella come gli angioletti che appunto curiosi e festosi, i barabis scivolano giù dal cielo per vederlo e cantare la loro gloria Salvatore. porterà speranza per un mondo migliore. Buon ascolto su un po' da palla. Su un po' di palla. Senza senza la survet in un scar giù grandi pal in te osanna osanna gloria in Gesù tanta finia e intornare. Santa Maia per la suerna F in terra che senza guerra sia tutti fratelli. Frate Osanna, osanna e gloria in Gesù. Da canta finia e intorno a intornare Grazie.
Presentiamo ora un canto natalizio che conoscete tutti in notte plagica. Cient un grande miso per Israele. Signor Dio e più bello dei nostri fiori del nuovo Israele è nato il Signore il Dio è più bello dei nostri di gloria la diantis la mia signore il mio cuore trasmetterà e tutto il mio amore ti darà sempre a te. Rigido se il vento è crude, un cuore voglia per e sulle mie caccia Gesù un cuore che voglio aperare e sulle mie braccia Gesù cullà. Sono di gloria tantissimo, speranza d'amor Fate con gloria che grazie all'amoro. Brilla già la stella di Gesù. Vi proponiamo ora una piacevole pastorale sempre in dialetto, scritta dalla nostra Abile maestra Finuccia Zanzotovola. È un canto festoso allietato dal dindondan delle campane che annunciano la nascita del divin bambino con un messaggio dona il vero a ogni pra cui più tanto colorurà e si chiede di fare cessare le guerre perché vi sia la pace nel mondo. Ascoltate un alcopal amore. la testa di poesia danguta gioco. un chez da dietro al pafaria sta fermerà poa primaverà in bontà da me cristiana marina Però quanto va un bambino la casina dinà il mondo. La base in terra con una dind.
È un classico nella versione italiana di Wild. È una delle migliori Canconi natalizie a voi gli ami con Bianco Natale. Amorea per in ogni cuore. Natici n il cielo devi ringraziar. solo tuo grande. Ci scende dentro del mio cuore. no viene dal cielo lento un dolce celestial di Grazie. E adito Come sappiamo fare cantando Spettacul e Maria compania di spetta e prima di compania e sant e se allegria. Allora in compagnia da teina allegerea allora in compagnia di Grazie.
 
Questo documento rappresenta un vasto archivio digitale multimediale dedicato alla preservazione della memoria storica e delle tradizioni locali di Legnano. La struttura è organizzata come un indice cronologico dettagliato che copre oltre un decennio di contenuti, includendo programmi culturali, podcast e materiale folcloristico raccolto sotto il progetto "Radio-Fornace". Attraverso migliaia di file in formato audio, video e documenti PDF, il portale funge da biblioteca virtuale per esplorare racconti comunitari e rassegne storiche. L'obiettivo principale è quello di offrire una storia web interattiva che colleghi il passato e il presente del territorio lombardo tramite una moderna consultazione online.