Legnano story - note personali
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“Attorno al potagé, la stufa a legna per cucinare, (si pronuncia putagé): così noi piemontesi chiamiamo la stufa a legna per cucinare, forse l’opera di design più riuscita del ventesimo secolo. Per alimentare il fuoco e facilitare la combustione della legna si usavano le stele, fasci di corteccia sottile, assieme alle balòte, fatte con carta di recupero che veniva messa a bagno nei secchi d’acqua e poi appallottolata in forme grosse un pugno, messe ad asciugare al sole. con stele e balòte il fuoco partiva deciso, la buona legna e il giusto tiraggio del camino garantivano l’efficienza della stufa. Ma dove sta il design, il progetto? quali furono a suo tempo le innovazioni che hanno cambiato il modo di cucinare di milioni di cuoche? Il forno era parte integrante del blocco e, nella parte superiore, si trovava quello che oggi chiameremo il piano di cottura: una serie di cerchi concentrici si potevano sfilare mettendo il cibo a contatto con il fuoco per mezzo di padelle, casseruole, tegami di varia natura e formato. Ricordo con quale abilità la nonna, avvalendosi di una bacchetta col gancio, levava o rimetteva questi cerchi per le diverse cotture. Sullo stesso piano, a lato, vicino alla canna fumaria italianizzata dal dialetto come “cannone della stufa”, c’era un recipiente per scaldare l’acqua. L’importanza di questo contenitore per tutti gli usi domestici, di cucina come d’igiene personale, per il lavaggio di stoviglie e indumenti è stata per anni essenziale. attorno al potagé si costruivano i piatti della festa e della vita quotidiana: le lunghe cotture, le salse, le minestre e tante zuppe. Mi sembra quasi irreale ricordare oggi, di fronte a tanto dilagare di ricette, menù, diete e saccenti responsi di noi gastronomi su questo o quel piatto, che il piatto forte della sera in quasi tutte le famiglie piemontesi era la supa ‘d lait, la zuppa di lait
 
LA SUPA ‘D LAIT è un sito fatto con arte povera. Nella sua pancia digesta un blog di Generi Alimentari e Artistici…
… Occorre una ciotola, al suo interno del latte scaldato il giusto. Aggiungete una quantità di caffè tale da non lasciare che rimanga latte, evitare, però, che diventi caffelatte. Prendete del pane secco, possibilmente raffermo. Con le mani rompete a pezzi il pane, la cosa importante è che, nell’intingervi dentro la ciotola con il latte i pezzi di pane secco, le dita si bagnino… e che il latte, poi, scoli leggermente dalla bocca, quando finalmente questa avrà addentato il boccone.
Così nasce la prima performance di tendenze… con l’artista contemporaneo
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