Legnano story - note personali
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El castagnatt
castagnatt porta ticinese Ghe disen castegnatt impunement a chi catta sù castegn e a chi ne vende la quistion in fond la interessa nient. Forse on quajghedun el podariss imprend che a Milan, tra i vari mestée ambulant, gh'eren i vendidor de castegn lessàa, pelàa o cont el guss e rostii oltertant. Incoeu j gent... d'alter gust hin sopressàa!!
 
Traduzione dal dialetto milanese: (IL CASTAGNAIO. Vien chiamato castagnaio impunemente chi raccoglie castagne o chi ne vende e la questione in fondo non interessa affatto. Forse qualcuno potrebbe apprendere che a Milano, tra i vari mestieri ambulanti, c'erano i venditori di castagne lessate, sgusciate o con il guscio e arrostite altrettanto. Oggi le genti... d'altri gusti sono pressate!!)
 
Oggi si vedono in giro i caldarrostai e davvero raramente i venditori di fironi, le castagne cotte al forno ed infilate come collane a più file. I fironàtt arrivavano dal Cuneese e per attirare i clienti organizzavano una piccola lotteria: estraendo tre numeri da un sacchetto si potevano vincere altre castagne (cuni).  venditore caldarroste 1930Questo il loro grido di battaglia: Gh'hemm i cuni de Cuneo!
 
Cinqu ghei trii numer! Trii ballett cinqu ghej! Bèi fironni!
 
Dal lago Maggiore venivano i maronatt, venditori di scotti caldi, le castagne arrosto che servivano in imbuti di carta.
Nei pressi delle scuole stazionavano i venditori di castagne peste, i straccadent, le famose "caramelle per gli studenti". Queste ultime, lessate con sale e semi di finocchio, venivano vendute da altri ambulanti che così invitavano i compratori:
"Peladej! Oh i peladej! Oh bèi cotti, col saa e l'erba bonna! Cinqu ghej e mezza! E bujen!".
 
Per indicare una cosa senza alcun valore si usava un tempo l'espressione: "Acqua de bellegott", acqua di castagne secche vendute cotte.
 
 
 
 
COSA SONO I FIRUN ?
 
Che cosa è un FIRUN ?
 
I firùn , i "filoni": si tratta della versione lombarda delle note collane di castagne secche fatte "rinvenire" per ridare un po' di morbidezza.
Le castagne venivano seccate ad affumicazione lenta ma con l'aggiunta di una copertura di sacchi di juta mantenuti umidi.
I frutti, che non venivano mondati, si infilavano con un ago da calzolaio in uno spago e poi intrecciati a file di 4 o 5, ottenendone una collana.  
Avevano un sapore vagamente di cioccolato, vera delizia per i bambini di tempi molto più poveri, ma anche più semplici ..
 
Durante le feste paesane invernali, e soprattutto in quella più importante, la fiera degli ObejObej a Milano, apparivano in paese i venditori di castagne ( i Firunàt ), con al collo queste lunghe collane di castagne infilate, oppure pesanti ceste di vimini piene di queste leccornie.
Pare che il nome derivi dalla spina dorsale; l'origine dovrebbe essere Brianzola, in particolare a Cantù, zona in cui v'era una forte presenza di castagneti.
Per interessare i compratori, i firùnat creavano inoltre vere e proprie "opere d'arte", con composizioni che spaziavano dai giocattoli alle borse.
I filoni venivano poi appesi in cucina e consumati nel tempo.
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