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IGIENE - Aria pura -  Aria viziata.
('
Non vi occorse qualche volta di
trovarvi in una chiesa, in un teatro,
in un sito qualunque pieno zeppo
di gente e di sentirvi a poco a poco
quasi un senso df uggia filtrare nel
corpo, poi la fiacchezza, poi il languore,
poi, resistendo, il bisogno di
appoggiare la testa e le membra?
Non vi occorse anche di vedere or
questi or quegli cadere senzfaltro in
deliquio? Erano effetti dipendenti
dallf aria chiusa e corrotta.
Si raccontano assai tristi istorie,
ále quali provano come lf agglomeramento di molte persone in un luogo
chiuso possa determinare i piu terribili
elfetti. Circa la meta dello
scorso secolo nelle Indie, e precisamente
a Calcutta, furono fatti prigioni
e chiusi in un carcere di soli
venti piedi quadrati cento quarantasei
inglesi. Due finestrini che mettevano
ad altri recinti erano le sole
aperture donde doveva comunicarsi
Paria ai prigionieri. Questi iafetici
non tardarono, cosi pigiati com'erano,
a sentire il difetto dell5 aria.
Mandavano gemiti e strida, si urtavano
brancolando lfun P altro per
avvicinarsi ai finestrini, assetati dfun
filo dfaria ristoratrice; ma dopo sei
a sette ore di quella tremenda agonia,
ansimanti, istupiditi, soffocati,
caddero, accatastati lfuno sullfaltro.
Aperto finalmente lf uscio della prigione
, fu trovato un orribile mucchio
di recenti cadaveri. Soli cinquanta
circa inglesi furono salvi
dallfeccidio. Unfora di piu,e sarebbero
rimasti tutti asfissiati.
Non meno spaventoso e il fatto
accaduto in Francia poco dopo la
famosa battaglia di Austerhtz. Circa
trecento prigionieri austriaci vennero
rinchiusi in unf assai stretta prigione.
Lottarono anchfessi contro le
fiere minacele della morte , ma fu
per brevfora, imperocche, mancando
assolutamente dfaria respirabile, duecento
sessanta fra quei disgraziati
ebbero a morire miseramente.
I caffe e le bettole che nellfinverno
si procura di chiudere ermeticamente
perche il freddo importuno
non irrigidisca le membra degli avventori,
forniscono a tutto quel mondo
dfimprudenti e di oziosi che vi
restano per moltf ore stipati non
pochi elementi di malattie. II fumo
di tabacco, che si alza e si espande
per tutta la sala, le esalazioni alcooliche
ed animali, il gaz illuminatore,
tutto concorre ad avvelenare lfaria,
distruggendo lfossigeno indispensabile
alla respirazione, e sviluppando gran
quantita dfacido carbonico. In fatti,
diciamolo qui tra noi francamente,
quando qualcuno di voialtri invece
di fare una buona passeggiata e di
cercare poscia in seno alla famiglia
il necessario sollievo alle diurne fatiche,
si rannicchia intorpidito sopra
la panca dfunfosteria, e bevucchiando
e divorando sigari, vi consuma molte
ore della sera, la mente non ne rimane
confusa, la testa pesante? Le
gambe non sono fiacche? Il corpo
non e cascante? Cio dipende dal bisogno
dfaria pura; infatti, appena
uscite da quella specie di antro, le
vostre forze sono rinnovate ir* tutta
la loro pienezza. E bene pero ricordarsi
che chi spesso e lungamente
si espone a provare gli effetti accennati,
predispone il corpo, ed in ispecie
il cervello, ad una lunga serie
di mali. Avviso a cui tocca.
Nella prima lezioncina vi ho detto
di stare in guardia per i vostri vecchi
parenti, affinche non facciano
nellfinverno uso smodato del fuoco.
Aggiungero adesso che il carbone e
la sansa, che generalmente si adoperano
dalle famiglie nella fredda stagione,
possono, alterando la purezza
dellfaria, divenire funestissime cagioni
di morte. Se foste medici sapreste
come da codeste ed altre sostanze
infiammabili si esali il cosi detto
acido carbonico, nominato dianzi, il
quale non puo assolutamente essere
inspiralo dallfuomo. Or bene,- avvenne
talvolta che donne, vecchi e fanciulli,
raccolti nellf inverno intorno ad un
braciere, non dandosi un pensiero al
mondo della rinnovazione dellf aria,
caddero vittime della loro negligenza.
Io stesso so df aver veduto parecchi
individui minacciati da certa morte
solo perche non avevano procurato
la necessaria ventilazione ai luoghi
ove era stato acceso il carbone. E
noto, pur troppo ! come tanti infelici,
tratti miseramente al suicidio per
mezzo dellf asfissia, non fecero che avvelenare
lfaria atmosferica collfacido
carbonico sviluppato dalla brace ardente
in luogo perfettamente chiuso.
Non solo il carbone puo produrre
, viziando lfaria, perniciosi effetti
sullfumano organismo, ma lo possono
anche le lucerne ad olio vegetale ed
i lumi a petrolio se accesi in camere
poco capaci e chiuse. La moccolaia
, che e quella parte del lucignolo
che arde, quando sia troppo
lunga, ne venga smoccolata, sviluppa
certi gaz di natura acre e soffocante,
i quali determinano peso e dolore]
alla testa, bruciore alle fauci, viva,
tosse e qualche volta deliquio. Quanto
ai lumi ad olio minerale, o petrolio
, e necessario che siano fatti
con precisione, in modo che, ardendo,
non lascino esalare quei puzzo
df olio minerale, che, ammorbando
lfaria, nuoce alla libera respirazione.
Non pure le lucerne col loro puzzo,
ma anche i. fiori col loro profumo
possono alterare la necessaria
purezza dellfaria. Non crediate che
io esageri. Certa quantita di fiori
posti in una stanza da letto sviluppano
durante la notte odori e gaz
che , mescendosi allf aria, possono
generare in chi la respira, gravi dolori
di testa, oppressioni, deliqui e
convulsioni.
Tutti gli scrittori che parlarono
piu o meno distesamente di questa
mala proprieta dei fiori chiusi durante
ia notte, narrano fatti assai
dolorosi. Io tralascio di ripetervi
tanta serie df istorielle; mi limitero
solo a ricordarvi un triste caso raccontato
recentemente aai pubblici
fogli. Una buona madre aveva deposto
sul far della sera nel suo lettuccio
un caro bambino, e , presso
al iettuccio, avea posato alcuni vasi
di fiori. La finestra, comfe naturale,
era chiusa, e fu pur chiusa la porta
della piccolissima cameretta. Al mattino
, la madre, destatasi appena ,
chiamo, come era suo costume, il
fanciulletto, ma non nfebbe risposta.
Alquanto impensierita per cosi fatto
silenzio, assolutamente inconsueto,
discese dal letto richiamando, invano
, il bambino. Spalanco tremante
la porta della cameretta e corse al
letto del figlio. Lo bacio, lo scosse,
lo chiamo con grida disperate; il
bambino non rispose; non si mosse;
era morto. Accorsero i parenti, i
vicini di casa. Venne il medico; tutto
fu inutile. Il dottore, dopo ripetute
indagini, veduto i vasi di fiori posti
imprudentemente vicino al gracile
pargoletto, ebbe a sciamare : . Ecco
chi ha ucciso questa tenera creaturina!
Cosa dolorosa a dirsi che i fiori,
cosi beila e gentile fattura, mentre
ci deliziano col loro profumo possano
farsi strumenti di malori e di morte!
E inutile che io vi dica come a purificare prontamente l''aria, occorra

la ventilazione, e che tanto piu sara
preferibile un soggiorno quanto piu
sara aereato.
Ma di cotesto ci occuperemo domn
i ca prossima, che dovro parlarvi
delle a b ita z io n i.
(C o n tin u a ) D. Chiossone.