IGIENE - Vestimenta.- Bagni.
(iContinuazione. Vedi N. 102.)
IV.
Se mi piacesse imitare il vezzo di
un buon numero di ciarlatori, idropici
di dottrina, volendo parlarvi di
vestimenta dovrei far capo dalla famosa
foglia di fico di padre Adamo,
dire alcun che sullfuso delle pelli
dforso, di leopardo e di tigre, e scendere
via via sino alla giubba ed al
paletot. Cosi pure traendo quistione
da ogni argomento, come i saltimbanchi
cavano le palle dai bussolotti,
pothei sgomitolarvi una filza di ragioni
per provare che noi non dovremmo
coprirci ma rispettare, come
alcuni popoli fanno, la innocente
nudita primitiva. In quella vece, se
mi pungesse il ticchio, potrei, baloccandovi
nel mondo della erudizione,
farvi toccar con mano che gli abitanti
delle nostri regioni temperate
devono assolutamente andare vestiti
: ed una falange di autori spunterebbe
in appoggio della seconda tesi.
Insomma, potrei agitare una lotta
di opinioni diverse da far ammattire
il piu saggio uomo del mondo. Ma
come chiacchierando siffattamente
senza costrutto voi avreste il diritto
di dirmi ch'io gitto tempo e fatica,
cosi, omettendo i giudizii dei medici,
dei moralisti e dei viaggiatori, diro
alla spiccia poche cose sulle leggi
che vi devono governare, perche il
vestito corrisponda ai bisogni dello
individuo.
E inutile dirvi, . che certe cose le
sapete quanto me,. che le vestimenta
si per il loro tessuto come per la
loro forma debbono variare col variare
delle stagioni. Di fatti i ricchi
sono solleciti nel far subire ai loro
abiti notevoli modificazioni in corrispondenza
coi mutamenti che subisce
la temperatura dellfaria. Ma
non crediate che voi, mancanti di
utili agiatezze, dobbiate cadere vittime
della vostra poverta; no, amici
miei. Se i ricchi possono mutare
abito ad ogni lieve mutare di temperatura,
voi altri, dati al lavoro,
alle fatiche, siete assai meno disposti
a contrarre buon numero di malattie,
e la stessa abitudine di non
cambiare le vestimenta, se non quando
veramente mutansi le stagioni, e
quasi salda corazza che vi protegge
e difende. Ricordatevi quanto gia vi
ho ripetuto riguardo alla benefica
forza dellfabitudine.
I tessuti onde tuttodi si compongono
i nostri vestimenti, sono di canape,
lino, cotone, seta e lana.
II canape ed il lino ci son forniti da
piante convenientemente coltivate e,
dopo la debita macerazione, filate. Il
lino ci da la tela onde ci facciamo
camicie, lenzuola, ecc. Generalmente
sono molto usati i tessuti di lino
nel cuore dellfestate, imperocche
abbiano la proprieta di assorbire facilmente
il calore ed il sudore del
corpo e di trasmetterlo con pari facilita;
dfonde quella sensazione gradita
di frescura che si sente alla
pelle. Ma io, lo confesso senzfambagi,
mi ribello a cotesto uso dei tessuti
di lino, in !specie per le persone
nelle quali il sudore e copioso. La
subita soppressione del sudore e quindi
il subito raffreddamento della pelle
possono ingenerare gran copia dfaffezioni
reumatiche. Io in estate,anziche
di tela, porto sempre camicie
di cotone, e ne sono contento e prego
voi tutti di fare altrettanto. Si, i
tessuti di cotone, checche se ne ciarli
a dritto ed a rovescio, meritano da
voi altri operai la preferenza: il cotone
assorbe il calore animale, e non
ne permette che lentamente il passaggio;
assorbe il sudore, ne permette
che si asciughi subito subito, come
avviene nei tessuti di tela. So che sul
cotone corrono pregiudizii dfogni maniera,
ma voi saprete sceveracene,
e benedicendo la pianta che lo fornisce,
farete voti che anche per questa
utilissima produzione Italia nostra
possa ben presto bastare a se stessa.
La seta che, come vi e noto, e il
risultato del lavoro di un ingegnosissimo
insetto, serve, tessuta in cento
e svariati modi, ad abbigliamenti signorili.
So che anche voi altri operai
amate talora di adornarvene, ne
io vof per questo gridarvi la croce
addosso. Dal lato igienico, le vesti
di seta sono preferibili, per la loro
leggerezza, nella stagione estiva.
Eccoci ora alla lana che il rengno
animale ci regala per buona
ventura in gran copia, e che noi in
gran copia adoperiamo a riparo del
freddo e delle intemperie.
La lana conserva facilmente il calorico,
assorbe il sudore, ne permette,
se non con molta lentezza, che
lfuno e lfaltro si sopprimano, ingenerando
sensazione di freddo improvviso.
Percio i tessuti di lana sono da
tutti riconosciuti i piu idonei alla
stagione invernale ed insieme i piu
salubri. Io ho sempre raccomandato
Fuso della flanella alle persone
dedite
a grandi fatiche e soggette a
sviluppo di abbondante sudore. Lfho
pur raccomandato in estate, checche
altri sia di contrario avviso, agli individui
molto avanti cogli anni, ai
.convalescenti, ai deboli, aicachetici,
in ispecie se dimoranti in terre, co-
. me la Ligure, cosi di leggieri bersagliate
dalle subite mutazioni atmosferiche.
Ed ora insisto con voi altri,
i convinto che, collfimpedire le rapide
soppressioni della traspirazione, poniamo
un argine alla comparsa di
molteplici malattie.
I nostri venerandi padri della Roma
antica indossavano certi vestiti
che parevano fatti apposta per permettere
il completo sviluppo del corpo.
Noi, mingherlini e rachitici, ci stringiamo
per entro ad un torchio a
fibbie,che chiamiamo panciotto, e che
comprime torace, fegato e stomaco;
ci allacciamo al collo una cravatta
che nuoce spesso alla circolazione
del sangue e con una intricata serie
di legacci, di nastri, di cordoncini,
ci condanniamo, per omaggio
alla moda, alla condizione di mummie
egiziane. Badiamo, vef, che io con
questo schizzo poco delizioso non
intendo di farvi gittare il cappotto
per indossare il manto romano; desidero
solo Ghe i vostri vestiti non
sieno soverchiamente stretti, ne turbino
le funzioni del vostro corpo.
E cotesto raccomando singolarmente
a voi, donne, che mi ascoltate,
imperocche io mi sento a struggere
di pieta, ed anche un pocolino
di rabbia, quando vi veggo strette
da vesti che vi tagliano a mezzo la vita,
o da busti che vi schiacciano il
petto.
Vi ricordate, Margherita, di quanto
vi dissi, allorche nella vostra casa
vi tenni parola delle fasce con che
incatenavate la vostra creatura? Or
bene; la condanna che allora ho
inflitta alle fasce, lfinfliggo ora per
somiglianti ragioni allfuso dei busti.
Voi griderete per avventura allo
zotico ed allfanticaglia; ma io avro
il diritto di gridare: alle pazze !..
II busto, lo ripeto, comprime il
torace e per conseguenza 1 polmoni
ed il cuore. Da siffatta compressione
risultano, o possono risultare, effetti
gravissimi, non pure riguardo alla
respirazione ed alla circolazione del
sangue, ma anche rispetto alla regolare
conformazione delle spalle e delle
mammelle, ed alle funzioni delio stomaco
e del fegato.
Non mi avviso con questa tiritera
di persuadervi a smettere affatto
lfuso del busto; io miro solo a convincervi
che ne voi ne le vostre figliuole
dovete stringervi cosi da dar
origine a gravi malori. Carita di voi
stesse ! La moda e un idolo che merita
di molti sacrifizii; ma quello
della sanita poi!... Eh via! gli e un
poftroppo.
Uomini e donne, vorrei che quando
le vestimenta e specialmente le
calze sono umide, fossero prontamente
mutate; cio raccomando in
singoiar modo se il corpo riposa.
Lfumidita e tal nemico che insidia
lentamente, e, senza pur avvertirlo,
genera un diavolio di malanni, quali
i reumatismi, le artriti e simili.
Uomini e donne, vecchi e fanciulli,
vorrei che in cima dei vostri pensieri
fossero la nettezza del vostro corpo.
La scorsa domenica vi ho raccomandato
caldamente di provvedere col
massimo impegno alla nettezza della
casa; come non dovrei farvi uguale,
anzi piu viva raccomandazione parlando
dellfindividuo?
Voi provvederete dunque alla pulizia
delle vestimenta col cambiarle,
in !specie la camicia e le mutande,
tutta volta che il bisogno lo richieda,
e per norma generale ogni domenica
almeno. Quanto al corpo, vi
consiglio lfuso dei bagni, uso chfio
credo sommamente utile, e lo dissi
altre volte, si perche monda convenientemente
la pelle, si perche vivifica
e ringagliardisce le carni. Da
cotesto voi rilevate chfio accenno al
bagno freddo ed al bagno marino.
Questfultimo io lo raccomando soprammodo
a tutti coloro cui fu dato
di nascere in riva al mare o non
molto distante dal litorale; lo raccomando
allfun sesso ed allfaltro, ai fanciulli
e agli adulti, ma specialmente
alle persone deboluccie, linfatiche,
scrofolose. Io ho veduto davvero in
cosi fatti individui defrisultati portentosi.
Sembra che lfonda marina
abbia la virtu magica di correggere
gli umoracci del nostro corpo e di stillarvi
un po' di sangue puro e gagliarEMPORIO
PITTORESCO
do, e di ridestare la vitalita la ove
pareva gia morta o presso a morire.
Eppure, chi lo crederebbe? Mentre
con lodevole intendimento si mandano
al mare i poveri rachitici c
scrofolosi da citta lontane dal litorale
(1), noi popolo marino vediamo
spesso a girovagare i nostri ragazzi,
attrappiti o piagati per vizio rachitico-
scrofoloso, ne vfha chi pensi a
tuffarli cotidianamente nel gran bagno
che la natura ci ha preparato!..
Il bagno fredda praticato nei fiumi,
nei torrenti, nei laghi, o negli
stabilimenti idroterapici e anchfesso
in molti casi giovevolissimo, perche
rinvigorisce, rassoda le carni, rende
le membra piu elastiche, favorisce le
funzioni digestive, ed imprime a tutto
lfindividuo alcun che di ardito e di
vigoroso. Chi dunque vive lontano
dal mare ricorra, specialmente in
estate, allfuso delle bagnature fredde.
Le quali non sono unfinvenzione
moderna, come alcuni avvisano. Chi
conosce le costumanze defpopoli che
vissero molti secoli prima di noi, sa
che lfuso defbagni freddi risale a
tempi antichissimi....
. La scusi la mia petulanza, dis-
&e levandosi in piedi lfoperaio Battista,
marito della Margherita, io non
dico, vef! che i bagni freddi siano
unfinvenzione moderna: non ho mica
messo nel dimenticatoio quanto Y. S.
ebbe la bonta di raccontarmi, parecchi
mesi fa, e precisamente poco
dopo che mia moglie mfavea tirato
fuori la Dina. I bagni freddi li usavano
i nostri vecchi ; i Greci e i Romani....
e abbiamo gli avanzi di grandi
stabilimenti di bagni, e cfe quella
tal citta che lfhanno sepolta viva
sotto le ceneri, ed ora alza di nuovo
la testa.... Corbelli ! So anche
come la chiamano.... Pompei! Eh!
eh! eh!
. Bravo, Battista, rispose, interrompendolo
, Omobono. Continuate
dunque a prestarmi attenzione. Perche
il bagno, sia di mare o dfacqua
dolce, vi possa tornare giovevole, ne
debbano sorgere timori di seri inconvenienti,
egli e necessario seguire
alcune norme che la scienza consiglia.
Voi non vi lascerete adescare dal
piacere di prendere il bagno se non ;
dopo tre o quattfore almeno dfaver |
mangiato; una bagnatura fatta a l1
momento che lo stomaco compie la
digestione degli alimenti ondfe ricolmo,
potrebbe, arrestando cosi importante
funzione, produrre effetti gravissimi.
Similmente vi guarderete dal
j buttarvi in acqua se il vostro corpo
, non fosse sufficientemente caldo, o
! se, per soverchio calore, grondasse
! di sudore. Le precauzioni a prendersi
sono assai ovvie: un pof di moto
riscaldera subito la pelle; un pof di
riposo moderera la traspirazione cutanea.
Primi di gettarvi 'in ncqui. bagnatevi
la fronte ed il petto; per tal
modo lfimpressione dellfacqua stessa
non potra piu tornarvi soverchiamente
viva, ne recare inciampo, tu ttoche
momentaneo, alla respirazione
ed alla circolazione.
Il bagno marino (quando non lo
prendiate come rimedio contro qualche
particolare affezione ma come
! sussidio igienico) potrete prolungarlo
a vostro agio mezzfora, unfora e
! piu, in !specie quando siete gia abi-
| tuati a silfatto genere di bagnature.
| Sappiamo tutti che lungo le due riviere
di Genova i bambini del popolo
si tuffano per sollazzo piu volte al
giorno nel mare, ed altrettante volte
si rasciugano, distesi nudi siili" aren
a , ai raggi cocenti del sole. Io
stesso so di aver interrogato piu volle
quei piccoli ed arditi bagnanti intorno
alla durata del bagno, ed ebbi a
constatare che alcuni passavano in
acqua pressoche lfintera giornata.
A chi fara uso di bagni (uso chfio
vorrei generalizzato), raccomando di
apprendere il nuoto; il quale, oltre
di favorire maggiormente lfassorbimento
delle sostanze saline, giova
come esercitazione ginnastica E, dav-
Vei'o, se avessi ad esprimere umilio
desiderio, che mi sta fitto in cure
da molti anni, vorrei che lfobbligo
di far apprendere il nuoto affanciulli
d fambo i se ssi fosse tra i doveri scolastici,
appunto come la vaccinazione
e la ginnastica. Abbiamo un mondo
di collegi educativi, nef quali si prescrive
lfinsegnamento del ballo, del
disegno, della musica, e non uno in
Italia, credo, nel quale sia p r e s c r itto
lfinsegnamento dei nuoto!
Quanto al bagno freddo, sia che
lo prendiate nel lago, nel torrente,
o io una tinozza, non potrete protrarlo
a lungo come il bagno marino.
Per le persone vigorose dieci,
quindici, venti minuti basteranno ; gli
individui assai gracili ed i vecchi, o
si asteranno affatto dal bagno freddo,
o chiederanno al medico i relativi
consigli.
Tanto dopo il bagno marino che
dopo il bagno freddo e indispensabile
una passeggiatola, una corsa, un
pofdi moto insomma. Ne faran senza
gli operai che dopo il bagno si dovranno
riporre a faticoso lavoro.
(iContinua) D. Chjossone.