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lib1246-colomba-milanese-4.mp3 - Il testo esplora le origini della colomba pasquale, intrecciando significati teologici cristiani con una suggestiva leggenda legata all'assedio di Pavia nel VI secolo.
lib1246-colomba-milanese-4.mp3 - Questo uccello gentile è il simbolo di pace sin dal giorno in cui si riportò il ramo di olivo a grande patriarca Noè, navigante con la sua arca nel vasto mare del diluvio.
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lib1246-colomba-milanese-4.mp3 - Il testo esplora le origini della colomba pasquale, intrecciando significati teologici cristiani con una suggestiva leggenda legata all'assedio di Pavia nel VI secolo.
Il testo esplora le origini della colomba pasquale, intrecciando significati teologici cristiani con una suggestiva leggenda legata all'assedio di Pavia nel VI secolo. Il racconto narra di come un umile fornaio riuscì a placare l'ira del re longobardo Alboino attraverso il dono di un pane dolce a forma di uccello, trasformando un potenziale massacro in un atto di clemenza e riconciliazione. Questa narrazione eleva il dolce a potente simbolo di pace, capace di unire la dimensione spirituale del sacrificio divino alla storia identitaria della regione lombarda. Infine, l'autore descrive la colomba come una tradizione milanese intima, un legame affettivo che, a differenza del commerciale panettone, funge da messaggero di nostalgia e appartenenza per chi è lontano da casa.
lib1246-colomba-milanese-4.mp3 - Questo uccello gentile è il simbolo di pace sin dal giorno in cui si riportò il ramo di olivo a grande patriarca Noè, navigante con la sua arca nel vasto mare del diluvio.
La leggenda della colomba pasquale è la quarta puntata. Ma perché a Pasqua c'è l'uso della colomba? La riflessione logica porta a una conclusione tutta spirituale. Questo uccello gentile è il simbolo di pace sin dal giorno in cui si riportò il ramo di olivo a grande patriarca Noè, navigante con la sua arca nel vasto mare del diluvio. Ora, così come la colomba annunciò la fine la fine della collera divina, il figlio di Dio annunciò, morendo, un patto di alleanza tra padre e gli uomini. A, accanto a questa spiegazione teologico-filosofica, c'è la storia divenuta leggenda che sancisce la nostra padronanza. assoluto sulla colomba dolce, sulla colomba pasquale, padronanza che ci viene dalla paternità. L'episodio risale al 570, anno in cui Albo Boino, sì, quello di Bevi, Rosmunda, assediò Pavia, la nostra piccola sorella, sul Po, Alboino, re del Longobardi, cui andiamo debitore nel nome della nostra regione. e quindi nostro era uomo che non tollerava nessuna resistenza e perciò facile immaginarsi la sua ira quando dovette constatare che la microscopica Pavia difesa dalle sue forti mure resisteva tenacemente ai suoi assalti. Sicuro, ciò nonostante della vittoria giurò sul campo sul capo del suo cavallo giuramento sacro per i popoli che per questo nobile animale nutrivano un vero culto, di passare tutti i paesi a fili di spada quando fosse riuscito a andarle in città. Per due anni, due secoli, Pavia si oppose al biondo feroce nemico. Ed è facile immaginare lo stato di animo dei poveri assediati ben noto il giuramento di Alboino. Tempo era di Pasqua. Stava nell'aria, promessa di pace e di bontà, ma non poteva agire sul cuore freddo del longobardo, il quale, seguito dalle sue schiere, entrò in Pavia, pronto a mantenere quanto aveva detto, pronto a compiere la strage. Ma ecco che quando il suo cavallo, sul quale caracollava al boino ebbe toccato la prima pietra di Pavia, cadde di schianto. Invano i soldati, barbari tentarono di alzarlo. La bestia pareva divenuta di dura selge e aderire perfettamente al terreno come una montagna. Fu allora che da una piccola casa lì presso uscì un piccolo uomo vecchio infarinato, il fornaio del luogo, con un bel pane bianco in mano. Il nuovo venuto si avvicinò al cavallo di Alboino, gli porse il suo pane tosto lo splendido di animale, fu in piedi a grande merav di tutti. E allora Lomino, guardando fisso il potente nemico di Pavia, sentenziò: "I Dio è inteso il tuo gioramento pazzesco, ma io ti dico che per sua bocca, se non lo ritiri e perdoni la città vinta, il tuo cavallo, sul capo dei quali hai fatto sacramento sacrilego, ritornerà di sasso." "Perdono", mormorò malgrado il re longo, appena egli pronunciato la grande frase, il fornaio scomparve, ne fu possibile rintracciarlo. Frattanto giunse alla domenica della resurrezione e al boino nella piazza di Pavia era tutto occupato a ricevere doni augurali che gli facevano per la Pasqua i nobili pavesi, felici di averla scampata bella. Ed ecco che a un tratto il sovrano scogge tra la folla che lo attornava il fornaio che gli aveva ha strappato il perdono e che ha fatto cercare in ogni luogo. Ansioso di sapere che cosa gli rechi, lo fa subito comparire dinanzi a lui. A te il mio tributo nella ricorrenza della festività boffonchiò questi e porse al longobardo per presso un roso irriconoscibile uccello di pasta. Lì per lì il re non osò chiedere nulla, ma lo strano formaio fornaio lesse nei suoi occhi l'incertezza e gli spiegò subito: "Ho voluto offrirti nel giorno di Pasqua una colomba simbolo di pace. Mi ha servito di modello una di quelle che puoi vedere attorno alla porta del nostro San Michele." Io l'ho modellata la meglio, ma si capisce che non si può lavorare il pane, anche se dolce come il marmo. E poi non sono uno scultore. Rise al boino, ma accettò di buon grado l'umile offerta. Anzi, mentre stendeva le mani sullo strano uccello, che tutto era tranne una colomba, si lasciò scappare dal cuore commosso una promessa solenne, quella che gli voleva strappare l'assuto fornaio, e disse: "Ti ringrazio e mi è caro, ed ora innanzi prescriverò a tutte le mie genti di rispettare sempre in qualsiasi luogo le dolci colombe, simbolo come ulici di pace. Frattanto, sospinse da chi le conduceva, rotolarono fino al trono ove sedeva a altero, al boino, toccandolo in segno di possesso quanto veniva a lui donato con la spada nuda che teneva in pugno. 12 fanciulle smarrite appartenenti alle più nobili famiglie che la sorta aveva designato quale tributo di sangue offerto come d'uso al vincitore al boino le accolse con fredezza crudele, punto ammansito dal loro rispetto aspetto disperato e con voce gelida che domandò la prima: "Come ti chiami?" e l'interrogata tremando. Colomba è veramente così bianca e tremebonda com'era una colomba, proprio una povera colomba prigioniera del falco. Sembrava il re ebbe un sussulto subito preso e passò a interpellare tutte le altre, tutte, tutte, tutte e 12 si chiamavano colomba. On albo ligio della parola data, fu il primo ad obbedire alla sua stessa legge e rimandò le 12 fanciulle, le 12 colombe, alle loro case, senza torcer loro un capello. Il racconto è poetico e suave, ed è pieno di un significato profondo che di nanno in anno si rinnovava. Nelle vetrine del doncieri le colombe candite di zucchero fatto piovere sull'amaretto fatto fanno pensare al candore dell'anima in questo tempo dovizioso e come nessun altro e di confessioni e di comunioni. Fare un conto anche approssimativo dalle colombe vendute a Milano durante la stagione pasquale è imporsi Ma poiché non c'è nessun milanese che rinunci nella domenica fatidica alla sua brava colomba, è possibile dire, senza tema di sbagliare che la vendita delle colombe nel giorno di Pasqua ascende a un milione. Quanta pace! Quanta pace intorno. Essa espressa dall'ulivo che sostituì l'esotica Palma, culmina e si concretizza in modo inequivocabile che Per la bocca dà dolcezza al cuore nella creazione mite del prodigioso fornace fornaio pavese e più raccolta perché è più timida del panettone. La colomba non ha come esso varcato i monti e i mari, ma è rimasta da noi, è rimasta presso al nostro cuore che per questo la sente intimamente sua e ne subisce tutto il fascino semplice e buono. Troppo deboli sono le sue ali, troppo ingombrante la scatola che la contiene, perché possa volare lontano, solo se mandata dal sentimento, essa sa librarsi nello spazio. Infatti, mentre il panettone può essere considerato genere di esportazioni per le frequenti e importanti spedizioni al rivenditore sito in altre città, la colomba è quasi esclusivamente una merce per il consumo interno. La spedizione di essa è un'iniziativa presso che privata che tende a mantenere nell'anima dell'assente. Sperduto chissà dove la memoria nostalgica dell'abbandonata Milano. Milanesi di tutte le classi mandano a milanesi che si trovano in tutte le parti del mondo il loro don Pasquale. Ecco dolcissima di un passato caro. dimenticabile. Ed è allora che la nostra colomba ha la sua missione più bella.