questo file = indici-BiblioV8.html
TRADIZIONI
e
RACCONTI
"lib1244-colomba-milanese-2.mp3 "
--------------------------------
indici
lib1244-colomba-milanese-2.mp3 - Questa narrazione esplora l'evoluzione della colomba da antico simbolo mitologico a potente icona della cristianità e dell'identità milanese
lib1244-colomba-milanese-2.mp3 - La colomba. Questo bianco volatile fin dall'antichità figura tra i più importanti simboli di animali.
--------------------------------------
lib1244-colomba-milanese-2.mp3 - Questa narrazione esplora l'evoluzione della colomba da antico simbolo mitologico a potente icona della cristianità e dell'identità milanese
Questa narrazione esplora l'evoluzione della colomba da antico simbolo mitologico a potente icona della cristianità e dell'identità milanese. Il testo illustra come questo volatile sia passato dall'essere messaggero degli dei pagani a rappresentare la volontà divina, guidando figure storiche come la regina Teodolinda nella fondazione di Monza. L'autore approfondisce la psicologia dietro tale simbologia, spiegando come il piumaggio candido e l'errata credenza antica dell'assenza di bile abbiano trasformato l'uccello nell'incarnazione della mitezza, della pace e dello Spirito Santo. Infine, il racconto esamina le origini leggendarie del dolce pasquale, analizzando il tentativo dei milanesi di rivendicarne la paternità attraverso l'aneddoto delle tre colombe apparse durante la battaglia di Legnano.
lib1244-colomba-milanese-2.mp3 - La colomba. Questo bianco volatile fin dall'antichità figura tra i più importanti simboli di animali.
È la seconda puntata della leggenda della colomba. La colomba. Questo bianco volatile fin dall'antichità figura tra i più importanti simboli di animali. Per i greci era un animale sacro ad Afrodite, per i romani era sacra. Le colombe ricorrono in varie leggende mitologiche dove figurano talvolta come messaggeri degli oracoli. Il luogo dei quali posandosi sugli alberi di precise località suggerivano il posto dove la divinità voleva che si costruisse un saccro tempio a lei dedicato. Questo motivo leggendario sopravviverà alla cultura classica pagana. Passando a f parte delle leggende cristiane. Da messaggera degli dei la colomba divenne la voce del dio della cristianità. Sarà una bianca colomba, espressione della volontà divina a condurre la regina Teodorinda da Verona in Lombardia. Qui posandosi su una quercia nel cuore di una fitta selva, indicherà alla sovrana il luogo dove costruire una basilica da da dedicare a Giovanni Battista, attorno alla quale sarebbe sorta una città regia, questa leggenda che racconta la fondazione del Duomo e della città di Monza. L'immaginario collettivo probabilmente è stato tratto in inganno dal candido piumaggio della colomba che inconsciamente viene collegato al candore del manto di un altro simbolo pasquale, l'agnello. animale notoriamente mite. Così per la cristianità questo uccello che in realtà ha tutt'altre caratteristiche comportamentali ha finito per diventare il simbolo della mitezza, dell'amore e della delicatezza dell'animo. La medicina antica che faceva risiedere nell'abile l'irrascibilità e la indocilità delle persone, riteneva che la colomba non avre non avesse bile. Quindi l'uccello diventava automaticamente l'incarnazione della tranquillità e della concordia. Diventò il simbolo della pace. Sarà una colomba con l'ulivo nel becco a portare il perdono di Dio agli uomini rappresentati da Noè scampato con i suoi al diluvio universale e grazie alla biblica arca. simbolo dello Spirito Santo e dei suoi doni, ma anche talvolta di Cristo, della Madonna stessi. La corba verrà vista altresì come rappresentazione simbolica della Chiesa, intesa come sposa di Cristo oppure come rappresentazione dell'anima. Dante Allighieri la userà per presentare la teologia. Il viaggio simbolico della corba nella tradizione iconografica cristiana, complice la pittura, toccherà le tappe salienti della vita di Cristo, presenziando all'annunciazione della sua nascita, scendendo sul capo di Gesù dopo il battesimo nelle acque del Giordano, levandosi sul sepolcro dopo la resurrezione. E la Pasqua cristiana con il messaggio di pace portato proprio dalla resurrezione, trova quindi in lei la sua Presentazione iconografica più degna. Ritornando alla colomba pasquale dolce dei milanesi, bisogna dire che delle sue presenze pretese origini meneghine non sono mai state prodotte prove certe e sicure carte alla mano. I prepotenti milanesi, usurpando la precedenza rivendicata dai pavesi si sono impossessati della tradizione per di Gola. Come già accennato, la produzione letteraria milanese del XXo secolo si è ampiamente spesa in monografie e miscellane di argomento patrio che hanno prodotto varie note in favore della milanesità del dolce pasquale. Ma poi al momento di dimostrarlo, anche solo producendo la più vaga leggenda, era costretta ad attingere dalla tradizione pavese. La storia e le leggende di Milano non offrirono molti appigli che facessero a caso. Ci si attaccò a tutto quello che si aveva ed era poco in verità, ma quel poco, anzi pochissimo, venne sbandierato come un gran credito. L'unica possibilità, in verità, per niente credibile, venne sbandierata da qualche autore, pur con il beneficio cautelativo del si dice. Subito venne ripreso da altri. Otto Cima, Alessandro Visconti, Ottorina Perna Bozzi, Raffaele Bagnoli. Alle origini della milanesità della dolce colomba di Pasqua ci sarebbe stato uno dei più importanti eventi storici milanesi, la battaglia di Legnano. L'aneddoto leggendario desunto dalle cronache medievale di Sire Raul viene presentato con le parole di Otto Cima. Stavano infatti indecise le sorte sui campi di Legnano e la campana del Carroccio batteva senza riposo per chiamare le ultime riserve, quand'ecco, tre bianche colombe fender l'aria veloci e posarsi sull'antenna del carroccio dalla quale pendeva il il bianco vessino crociato di rosso. "Miracolo, miracolo!" gridarono i combattenti rianimati. E un miracolo apparivano infatti le tre colombe che nel fragore della battaglia rimanevano impavide al loro posto. Ma da venivano? Da Milano, da San Sempliciano, dall'altare dei santi Sisigno, Martirio, Alessandro di cui correva il giorno e a San Sempliciano ritornavano festose. Non appena le trombe della Lega squillarono a vittoria, mentre l'imperatore si nascondeva, tra i morti e i milanesi ne portavano in trionfo le armi e le insegne. Era il 9 maggio 1176. Era indubbiamente impossibile creare un legame tra le tre leggendarie colombe della battaglia avvenuta nel mese di maggio e la colomba di Pasqua. Festa che non può mai cadere così tardi nel calendario cristiano. Continua con la prossima puntata.