lib1232-Milano-noe-03

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redigio.it/BiblioV8/lib1232-Milano-noe-03.html - Il brano descrive il tentativo degli storici rinascimentali, in particolare Paolo Morigia, di nobilitare le radici di Milano attraverso la creazione di mitologie leggendarie che potessero competere con il prestigio di Roma.
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lib1232-Milano-noe-03-01 - Il brano descrive il tentativo degli storici rinascimentali, in particolare Paolo Morigia, di nobilitare le radici di Milano attraverso la creazione di mitologie leggendarie che potessero competere con il prestigio di Roma.
 
lib1232-Milano-noe-03-02 - per la serie Dall'arca di Noè, il fondatore di Subria e l'Antica Milano. Ma Ma quando alle origini milanesi, pur sospinto al grande spirito religioso, in Morigia non si era sentì di tralasciare completamente alcune reminiscenze classico-pagane che comunque lo affascinavano e che ben potevano costituire un preso e un vanto a latere per la sua ricostruzione fantastica della storia
 
lib1232-Milano-noe-03-03 - Origini mitologiche milanesi. - Le origini mitologiche di Milano sono frutto di una complessa sovrapposizione di leggende, spesso create o rielaborate da eruditi come Paolo Morigia e Galvano Fiamma per conferire alla città un prestigio pari o superiore a quello di Roma
 
lib1232-Milano-noe-03-04 - Paolo Morigia. - Paolo Morigia è descritto nelle fonti come un erudito animato da un profondo spirito religioso, ma allo stesso tempo affascinato dalle reminiscenze classico-pagane, che utilizzò per costruire una ricostruzione fantastica della storia di Milano
 
lib1232-Milano-noe-03-05 - Leggenda della scrofa. - La leggenda della scrofa semilanuta (scrofa mediolanea) rappresenta il primo e più antico simbolo araldico di Milano, ideato per fungere da equivalente milanese alla Lupa capitolina di Roma
 
lib1232-Milano-noe-03-06 - Rivalità Roma-Milano. - La rivalità tra Roma e Milano emerge nelle fonti come il motore principale dietro la creazione di una complessa mitologia volta a nobilitare le origini meneghine, spesso cercando di superare il prestigio della "Città Eterna"
 
lib1232-Milano-noe-03-07 - Fondazione di Mediolano. - La fondazione di Mediolano (Milano) è descritta nelle fonti come un evento che intreccia leggenda e ambizione storiografica, volto a presentare la città come un antico "crogiolo di genti varie" e a sfidare il primato storico di Roma
 
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lib1232-Milano-noe-03-01 - Il brano descrive il tentativo degli storici rinascimentali, in particolare Paolo Morigia, di nobilitare le radici di Milano attraverso la creazione di mitologie leggendarie che potessero competere con il prestigio di Roma.
 
Il brano descrive il tentativo degli storici rinascimentali, in particolare Paolo Morigia, di nobilitare le radici di Milano attraverso la creazione di mitologie leggendarie che potessero competere con il prestigio di Roma. L'autore evidenzia come queste narrazioni intrecciassero figure bibliche, come i discendenti di Noè, a eroici profughi troiani per giustificare una fondazione cittadina ancora più antica di quella capitolina. Attraverso l'uso di simboli riadattati, come la scrofa semilanuta che ricalca esplicitamente la scrofa di Enea e la lupa romana, si voleva presentare Milano come un crogiolo di popoli eletto e glorioso fin dalle origini. In definitiva, il testo analizza come l'invenzione di legami fantastici e l'appropriazione di schemi classici servissero a celebrare l'identità e l'orgoglio patriottico milanese in un gioco di emulazione storica e politica. -
 
 
lib1232-Milano-noe-03-02 - per la serie Dall'arca di Noè, il fondatore di Subria e l'Antica Milano. Ma Ma quando alle origini milanesi, pur sospinto al grande spirito religioso, in Morigia non si era sentì di tralasciare completamente alcune reminiscenze classico-pagane che comunque lo affascinavano e che ben potevano costituire un preso e un vanto a latere per la sua ricostruzione fantastica della storia
 
per la serie Dall'arca di Noè, il fondatore di Subria e l'Antica Milano. Ma Ma quando alle origini milanesi, pur sospinto al grande spirito religioso, in Morigia non si era sentì di tralasciare completamente alcune reminiscenze classico-pagane che comunque lo affascinavano e che ben potevano costituire un preso e un vanto a latere per la sua ricostruzione fantastica della storia. El morici si mise allora a ricostruire con grande dovizie particolari e con la fanta faccia tosta più plateale, gli inverosimili legami che sosteneva fossero esistiti tra Milano e la famosa e favolosa città di t****. Ovviamente questi legami dovevano risultare molto più antichi di quelli che Roma vantava di avere avuto con t**** tramite i suoi due leggendari gemelli discendenti da quellea ha fuggito della città in fiamme e ha prodato osamente insieme ad altri troiani sulle rive raziali. La città di t**** occupava anche un posto importante nell'immaginario di tanti eruditi italiani del X secolo e in molti pensavano che Roma non dovesse essere l'unica a poter vantare le origini che affondavano nel sangue dei figli di Primo. Nelle varie storie lombarde dei secoli X e Laddove venivano spiegate le origini di città e campagne, si legge di un numero davvero sorprendente che eroi troiani, tutti fuggiti da t****, tutti finiti nella pianura padana e tutti diventati fondatore di varie città e località. Così da Briono, purissimo eroe troiano, sarebbe venuta la Brianza, come vogliono molti eruditi Lombardi nel X secolo che in realtà non facevano che ripetere quel che aveva già sostenuto lo storico milanese Galvano Fiamma del 1283-1344 nella sua cronica galvaniana conservata a Milano tra i libri della biblioteca braidense e nella cronica Mayor della biblioteca Ambrosiana di Milano. Tra i libri Fiamma e a sua volta si rifaceva ad altre cronache, non molto precedenti la sua. Da un altro troiano Barro sarebbe stata fondata la mitica città di Barra presso Lecco e Olmeo Olmio anche di lui troiano d' eroe, sarebbe stato fondatore di Olmea. l'antica Monza. Ed ecco allora il nostro Paolo Morigia e seguendo la scia luminosa dei suoi predecessori portare anche a Milano, anzi a Subria, gli eserciti troiani il cui sangue si fonderà con quello dei discendenti di Noè. Poi continua il suo racconto e sarebbero venuti gli etruschi, i toscani, come vengono da lui chiamati, e i cambri e infine ultimo i galli o celti. che lui chiamava francesi. Possiamo dire che fin da quando le origini meneghine erano mitologiche, inventate e reinventate di sana pianta, la varietà compositiva era già una caratteristica importante della razza milanese. Milano dunque come crogiolo di genti varie da sempre nella leggenda e nella realtà ieri come oggi e Morigan nelle sue invenzioni non poteva completamente rinnegare la vicenda di Belloveso con la sua impresa vincitrice. Semplicemente la ridusse a un capitolo minore nella sua versione della storia milanese. Al suo rivo in Italia il condottiere dei Galli si trovò davanti alla grande forte città di Subria, che Morigia, in un impeto di orgoglio assicura, fosse circondata da possenti mura e munita persino di 100 torri e dopo un cruento assedio la sottomise e la raso il suolo per poi ricostruirla, ribattezzarla con il nome di Mediolano. Morigia, nella sua foga di cieco ed esaltato amor patrio, si era dimenticato, o forse chissà non le conosceva le parole dello storico greco polibio che aveva scritto che i galli abitavano villaggi non cinti alcun muro privi di ogni altro apparato. Allo stesso modo Moricia non rilegò del tutto, non rinnegò del tutto nemmeno la vicenda della scrofa mediolanea, anzi, al momento opportuno non mancò di impossessarsene, riciclandola a suo uso e piacere. Come i discendenti di Enea avevano la loro lupa capitolina, simbolo delle proprie origini. Così i discendenti di Suprio di Noè potevano vantare la loro scrofa ad foro mercatorio, simbolo parlante col suo manto per metà di setole e per metà di lana, ovvero mediolano, pronto a raccontare le altrettanto antiche presunte radici milanesi. E nel gioco dell'ipotetica competizione fra Roma e Milano qualcuno arrivò per a chiamare Lupa Mediolanea, la milanesissima scrofa, primo e più antico simbolo araldico di Milano. Nell'eneide di nell'Eneide Virgilio raccontava che Enea sacrificò una scrofa con i suoi 30 porcellini sul luogo dove fondò la città di Lavinho, creando le premesse per la futura fondazione di Roma. Il Morigio volle assolutamente che la scrofa dianea, ritrovata a Belloveso, una uguale figliolanza, non un porcellì nemmeno e pertanto scrisse nelle sue pagine et vogliono alcuni autori che questa p**** avesse 30 porchetti. Nessuno tra gli storici che scrissero della leggenda della scrofa semilanuta dice di che colore fosse il suo manto. E Morigia lo dice: "Bianco, guarda caso come colore della scrofa di Enea, che qualcuno poi si inventò anche che Milano per un certo periodo si fosse chiamato Alba dal colore della scrofa, chiaramente copiando di sana pianta la tradizione della nascita della città di Albalonga, progenitrice di Roma. Dalla scrofa continua Morigia, la quale era rara al vedere perché era mezza coperta del suo pelo naturale e l'altra metà era di una lana molle. Peroveso avrebbe tratto spunto per la scelta del nome con il quale ribattezzare la sua riedificata città. Le fo del Maurigia non vennero sole. Alcuni storici suoi contemporanei nella ricostruzione facile e sempre più fantasiosa presi nel gioco della contposizione tra Roma e Milano che all'epoca di Milano capitale imperiale non accennò mai a scemare. Volero anche loro inventarsi due gemelli mitologici e milanesi che ne che ne tenessero testa a Romo e Remo. Li indicarono come appartenenti al ceppo Etrusco e diedero loro i nomi di Medo e di Olano. Guerrieri e ovviamente grandi eroi. I due fratelli sarebbero i fondatori di Mediolano. che dai loro nomi congiunti avrebbe così ereditato il proprio toponimo.
 
 
lib1232-Milano-noe-03-03 - Origini mitologiche milanesi. - Le origini mitologiche di Milano sono frutto di una complessa sovrapposizione di leggende, spesso create o rielaborate da eruditi come Paolo Morigia e Galvano Fiamma per conferire alla città un prestigio pari o superiore a quello di Roma
 
Le origini mitologiche di Milano sono frutto di una complessa sovrapposizione di leggende, spesso create o rielaborate da eruditi come Paolo Morigia e Galvano Fiamma per conferire alla città un prestigio pari o superiore a quello di Roma
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Ecco i principali filoni mitologici che emergono dalle fonti:
Il legame con Troia e Noè
Secondo la ricostruzione fantastica di Morigia, Milano avrebbe legami con la favolosa città di Troia ancora più antichi di quelli vantati da Roma
. In questo scenario, gli eserciti troiani giunti nella pianura padana si sarebbero fusi con i discendenti di Noè, che avevano già fondato la città di Subria
. Molte località lombarde trarrebbero il nome da eroi troiani in fuga: ad esempio, la Brianza da Briono, la città di Barra da Barro e l'antica Monza (Olmea) da Olmeo
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Da Subria a Mediolanum
Prima dell'arrivo dei Galli, sarebbe esistita la città di Subria, descritta da Morigia come una potente fortezza dotata di cento torri e possenti mura
. Il condottiero gallo Belloveso, dopo un cruento assedio, l'avrebbe rasa al suolo per poi ricostruirla e ribattezzarla Mediolano
. Questa versione contraddice le cronache storiche (come quelle di Polibio) che descrivevano i villaggi gallici come privi di mura
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Il simbolo della Scrofa Semilanuta
Per competere con la Lupa capitolina di Roma, la mitologia milanese adottò la scrofa semilanuta (scrofa mediolanea) come proprio simbolo araldico
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Caratteristiche: La scrofa era particolare perché coperta per metà dal pelo naturale e per metà da una lana morbida, da cui deriverebbe il nome Medio-lanum
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Parallelismi con Roma: Morigia spinse l'analogia con le origini romane sostenendo che la scrofa milanese, proprio come quella sacrificata da Enea, avesse trenta porcellini
. Inoltre, il manto dell'animale sarebbe stato bianco, portando alcuni a ipotizzare che Milano fosse stata chiamata "Alba" in onore della scrofa, ricalcando il mito di Alba Longa
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I gemelli fondatori: Medo e Olano
In un'ulteriore sfida al mito di Romolo e Remo, alcuni storici contemporanei di Morigia inventarono due gemelli mitologici milanesi di ceppo etrusco: Medo e Olano
. Secondo questa leggenda, i due eroici guerrieri furono i fondatori della città, che ereditò il proprio toponimo dall'unione dei loro nomi
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In sintesi, la "razza milanese" viene presentata fin dalle sue origini leggendarie come un crogiolo di genti diverse — discendenti di Noè, troiani, etruschi, cambri e infine celti — a sottolineare la varietà compositiva che ha sempre caratterizzato la città
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Quali furono le altre città fondate dagli eroi troiani?
Perché Milano fu chiamata Alba secondo queste leggende?
Approfondisci il ruolo dei gemelli Medo e Olano
 
 
lib1232-Milano-noe-03-04 - Paolo Morigia. - Paolo Morigia è descritto nelle fonti come un erudito animato da un profondo spirito religioso, ma allo stesso tempo affascinato dalle reminiscenze classico-pagane, che utilizzò per costruire una ricostruzione fantastica della storia di Milano
 
Paolo Morigia è descritto nelle fonti come un erudito animato da un profondo spirito religioso, ma allo stesso tempo affascinato dalle reminiscenze classico-pagane, che utilizzò per costruire una ricostruzione fantastica della storia di Milano
. Il suo obiettivo principale era conferire alla città un prestigio che potesse competere con quello di Roma, arrivando a sostenere che le origini milanesi fossero persino più antiche di quelle romane
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I punti salienti del suo contributo alla mitologia milanese includono:
Legame con Troia e Noè: Morigia sostenne l'esistenza di legami inverosimili tra Milano e la favolosa città di Troia
. Secondo la sua versione, gli eserciti troiani giunsero nella pianura padana e il loro sangue si fuse con quello dei discendenti di Noè, che avevano fondato l'antica città di Subria
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La trasformazione di Subria: Egli descrisse Subria come una potente città fortificata, dotata di cento torri e mura possenti
. Nella sua narrazione, il condottiero gallo Belloveso sottomise e rase al suolo Subria per poi ricostruirla e ribattezzarla Mediolano
. Questa ricostruzione ignorava volutamente le testimonianze storiche, come quelle di Polibio, che descrivevano i villaggi gallici come privi di mura
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La manipolazione del simbolo della Scrofa: Per competere con il mito della Lupa capitolina, Morigia si appropriò della leggenda della scrofa semilanuta
. Per rendere il parallelismo con Roma ancora più stretto, affermò che la scrofa milanese avesse trenta porcellini (proprio come quella sacrificata da Enea nell'Eneide) e che fosse di colore bianco
. Arrivò persino a ipotizzare che Milano fosse stata chiamata per un periodo "Alba", copiando direttamente la tradizione di Alba Longa
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L'idea di Milano come "crogiolo": Attraverso le sue invenzioni, Morigia presentò la "razza milanese" come un insieme di genti diverse — troiani, discendenti di Noè, etruschi, cambri e celti — definendo la città come un crogiolo di varietà compositiva fin dalle sue origini leggendarie
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In sintesi, l'opera di Morigia è caratterizzata da un "esaltato amor patrio" che lo spinse a reinventare le radici della città mescolando fonti bibliche, classiche e invenzioni personali per fini celebrativi
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Chi era Galvano Fiamma e come influenzò il mito?
Approfondisci la leggenda dei gemelli Medo e Olano.
Perché si diceva che la scrofa avesse trenta porcellini?
 
 
lib1232-Milano-noe-03-05 - Leggenda della scrofa. - La leggenda della scrofa semilanuta (scrofa mediolanea) rappresenta il primo e più antico simbolo araldico di Milano, ideato per fungere da equivalente milanese alla Lupa capitolina di Roma
 
La leggenda della scrofa semilanuta (scrofa mediolanea) rappresenta il primo e più antico simbolo araldico di Milano, ideato per fungere da equivalente milanese alla Lupa capitolina di Roma
. Secondo la narrazione mitologica, così come i discendenti di Enea avevano il loro simbolo, i discendenti di Noè e di Subrio potevano vantare questa scrofa come testimonianza delle proprie radici
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Ecco i punti chiave della leggenda che emergono dalle fonti:
Origine del nome Mediolanum: La scrofa era considerata un "simbolo parlante" per via del suo manto, coperto per metà da setole naturali e per metà da una lana morbida
. Il nome della città, Mediolanum, deriverebbe proprio da questa caratteristica: medio-lanum (semilanuta)
. Si narra che il condottiero gallo Belloveso trasse ispirazione da questo animale per ribattezzare la città da lui ricostruita sulle rovine di Subria
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Competizione con Roma: La leggenda fu alimentata dalla competizione tra Milano e Roma, al punto che alcuni arrivarono a definire l'animale come la "Lupa Mediolanea"
. Per rendere il mito ancora più prestigioso, Paolo Morigia scrisse che la scrofa milanese aveva trenta porcellini, ricalcando deliberatamente il racconto dell'Eneide in cui Enea sacrifica una scrofa con la medesima figliolanza per la fondazione di Lavinio
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Il manto bianco e il nome "Alba": Morigia fu l'unico tra gli storici a specificare il colore della scrofa, descrivendola come bianca
. Questo dettaglio serviva a copiare la tradizione di Alba Longa (progenitrice di Roma), arrivando a sostenere l'invenzione che Milano stessa si fosse chiamata per un periodo "Alba" in onore del colore dell'animale
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In sintesi, la scrofa semilanuta è un elemento centrale della ricostruzione fantastica della storia milanese, utilizzata dagli eruditi per conferire alla città un'origine nobile e antica che potesse rivaleggiare con quella romana
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Chi erano Medo e Olano?
Qual è il ruolo di Belloveso?
Perché Subria aveva cento torri?
 
 
lib1232-Milano-noe-03-06 - Rivalità Roma-Milano. - La rivalità tra Roma e Milano emerge nelle fonti come il motore principale dietro la creazione di una complessa mitologia volta a nobilitare le origini meneghine, spesso cercando di superare il prestigio della "Città Eterna"
 
La rivalità tra Roma e Milano emerge nelle fonti come il motore principale dietro la creazione di una complessa mitologia volta a nobilitare le origini meneghine, spesso cercando di superare il prestigio della "Città Eterna"
. Storici come Paolo Morigia e Galvano Fiamma hanno elaborato narrazioni fantastiche per dare a Milano un'antichità e una dignità pari o superiore a quella romana
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Ecco i punti chiave di questa competizione mitologica:
Primato di antichità e legami con Troia: Per competere con il mito di Enea, Morigia sostenne l'esistenza di legami tra Milano e la favolosa città di Troia che sarebbero stati addirittura più antichi di quelli vantati da Roma
. In questa versione, il sangue degli eroi troiani in fuga si sarebbe fuso con quello dei discendenti di Noè, già presenti nel territorio milanese
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La Scrofa contro la Lupa: Il simbolo della scrofa semilanuta (scrofa mediolanea) fu concepito come il contraltare milanese della Lupa capitolina
. La rivalità era così accesa che alcuni arrivarono a definire l'animale come la "Lupa Mediolanea"
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Plagio dei miti virgiliani: Per rendere il mito milanese più autorevole, furono copiati elementi dall'Eneide. Morigia affermò che la scrofa milanese avesse trenta porcellini, proprio come quella sacrificata da Enea per la fondazione di Lavinio
. Inoltre, specificò che l'animale fosse di colore bianco, portando all'invenzione che Milano si fosse chiamata per un periodo "Alba", ricalcando direttamente la tradizione di Alba Longa, la città madre di Roma
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Gemelli fondatori: In risposta alla leggenda di Romolo e Remo, alcuni storici contemporanei di Morigia inventarono due gemelli di stirpe etrusca, Medo e Olano
. Questi eroici guerrieri sarebbero stati i veri fondatori della città, il cui nome deriverebbe dall'unione dei loro
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Potenza urbana: Mentre le fonti storiche descrivevano i villaggi gallici come privi di mura, Morigia, spinto da un "esaltato amor patrio", descrisse l'antica città di Subria (la Milano pre-gallica) come una fortezza formidabile circondata da mura e dotata di cento torri, per sottolinearne la superiorità architettonica e militare fin dalle origini
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Questa contrapposizione fu alimentata soprattutto nel periodo in cui Milano divenne capitale imperiale, momento in cui la necessità di una legittimazione storica e mitologica forte divenne fondamentale per reggere il confronto con Roma
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Chi erano Medo e Olano secondo la leggenda?
Che ruolo ha avuto Galvano Fiamma in questi miti?
Com'era descritta l'antica città di Subria?
 
 
lib1232-Milano-noe-03-07 - Fondazione di Mediolano. - La fondazione di Mediolano (Milano) è descritta nelle fonti come un evento che intreccia leggenda e ambizione storiografica, volto a presentare la città come un antico "crogiolo di genti varie" e a sfidare il primato storico di Roma
 
La fondazione di Mediolano (Milano) è descritta nelle fonti come un evento che intreccia leggenda e ambizione storiografica, volto a presentare la città come un antico "crogiolo di genti varie" e a sfidare il primato storico di Roma
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Ecco i dettagli principali sulla sua mitica fondazione:
La preesistenza di Subria
Secondo la ricostruzione di Paolo Morigia, prima che Mediolano fosse tale, esisteva la città di Subria
. Morigia, spinto da un forte "amor patrio", la descriveva come una metropoli imponente, difesa da possenti mura e ben cento torri
. Questa visione contrastava nettamente con le cronache storiche di Polibio, il quale affermava che i Galli abitassero in villaggi privi di qualsiasi cinta muraria
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L'impresa di Belloveso
La transizione da Subria a Mediolano sarebbe avvenuta con l'arrivo di Belloveso, condottiero dei Galli
. Dopo un cruento assedio, Belloveso sottomise Subria, la rase al suolo e procedette alla sua riedificazione, ribattezzandola appunto Mediolano
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Le diverse origini del nome
Le fonti riportano diverse leggende sul perché la città fu chiamata così:
La Scrofa Semilanuta: Belloveso avrebbe tratto ispirazione dal ritrovamento di una scrofa coperta per metà di setole e per metà di lana molle (medio-lanum)
. Questo animale divenne il primo simbolo araldico della città e fu oggetto di pesanti manipolazioni per ricalcare i miti romani, come l'attribuzione di trenta porcellini (come per la scrofa di Enea) e l'invenzione del nome temporaneo "Alba", copiato da Alba Longa
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I Gemelli Medo e Olano: In risposta al mito di Romolo e Remo, alcuni storici contemporanei di Morigia inventarono due gemelli guerrieri di stirpe etrusca, Medo e Olano
. Secondo questa versione, furono loro i veri fondatori della città, che ereditò il nome dalla fusione dei loro nomi
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Una stirpe di genti diverse
Un aspetto centrale della fondazione mitologica è l'idea che Milano sia nata dall'unione di popoli disparati. La "razza milanese" sarebbe il risultato della fusione tra i discendenti di Noè, gli eserciti troiani (giunti nella pianura padana dopo la caduta di Troia), gli Etruschi, i Cambri e infine i Galli
. Questa varietà compositiva è indicata come una caratteristica fondamentale dell'identità milanese fin dalle sue origini, reali o inventate che fossero
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Chi erano i gemelli Medo e Olano?
Quali città furono fondate dai Troiani in Lombardia?
Cosa sappiamo della misteriosa città di Subria?