100 anni di esperienza della fratelli Gianazza
Storia del "Gianazza - Cap.01
Archiviati dunque antagonismi e rivalità tra gli stati europei, l‘Italia inizia il lungo periodo di “pace armata" sostenuta dalla “Triplice alleanza" (1882) attraverso Ia quale si forma, insieme all'Austria e alla Germania, un formidabile blocco centro-europeo.
Con Umberto I regnante e Francesco Crispi a tenere Ie sorti del Governo, in questo nuovo clima si possono affrontare finalmente i problemi politici interni, tra i quali primeggia la questione sociale ossia la distribuzione della ricchezza Ira i vari elementi che concorrono a produrla.
Tale questione assume importanza capitale in seguito alla nascita e al prodigioso sviluppo della grande industria moderna in alcune zone del Settentrione e che, con il progresso della meccanica, concentra grandi masse di operai negli stabilimenti e le contrappone aIl‘esiguo manipolo dei proprietari abbienti, autentici pionieri di questa trasformazione, nel loro nuovo ruolo di capitani d'industria.
Tutto ciò si verifica anche in Lombardia e nella vasta plaga operosa della Valle Olona che ha tra i capisaldi anche Legnano. Questo borgo, finora agricolo, manifesta già una spiccata intraprendenza. alimentata da una borghesia imprenditoriale ricca, che aveva impiantato, dopo i mulini lungo l'Olona. le prime modeste filature e tintorie. Complementari a queste attività faranno seguito officine meccaniche. create da tenaci artigiani, dai quali scaturiranno Ie grandi dinastie industriali. poche delle quali conservano ancor oggi il norme originario di famiglia e che. a oltre cento anni di distanza. possono celebrare con orgoglio la loro sopravvivenza e vitalità come é il caso della Gianazza, protagonista di questa storia.
LEGNANO NEGLI ANNI '80 DEL XIX SECOLO
Nel decennio successivo alla proclamazione del Regn o d'ltaIia Legnano, assegnata alla nuova provincia di Milano e amministrativamente al Dipartimento d'OIona.
Circondario di Gallarate (sede di una sottoprefettura) mandamento IV, comprendente anche Busto Arsizio con oltre ottomila abitanti, 21 industrie. un totale di 2000 addetti e con un Cotonificio Cantoni già di discrete dimensioni e una Franco Tosi nascente.
In questo periodo l'espansione demografica, l'incremento migratorio e la nascita di nuove attività sono talmente intensi che nel 1900 la popolazione salirà a 17.394 unità e le imprese industriali Iegnanesi saranno una cinquantina con circa 4500 addetti. pari al 26% della popolazione.
ln quegli anni Legnano e dunque un borgo che nel grande panorama Iombardo risulta già privilegiato per i benefici derivati da una economia industriale emergente che offre l‘alternativa o comunque una complementarietà al lavoro agricolo, fino a questo momento risorsa esclusiva della plaga.
Le condizioni di vita e di lavoro sono comunque molto dure e penose con turni fino a 16 ore e un diffuso sfruttamento di mano d'opera infantile e femminile. In un rapporto datato 27 novembre 1872. a firma dell'allora sindaco Anselmo Morganti, dei 478 occupati nei venti stabilimenti esistenti, 109 sono i maschi e 269 le femmine. C'é poi un analfabetismo molto diffuso e la carenza di norme e strutture igieniche. con l'insidia di malattie dilaganti come pellagra e rachtismo. sono le conseguenze anche di un'altissima mortalità per tifo, colera, vaiolo e peste.
In questa situazione locale e con le condizioni speciali in atto, le tensioni sono immancabili alle prime avvisaglie di crisi, alle risposte negative di richieste di riduzione di orari lavorativi o di aumenti di retribuzione (anzi di "mercede" per usare il termine di allora dal momento lo che il salario era considerato non un giusto compenso per il lavoro svolto, ma una graziosa elargizione). Nel 1872 Ie filandiere di Legnano sono protagoniste di una lunga vertenza e il 10 febbraio 1884 si ha il primo sciopero generale della storia sindacale italiana proprio negli stabilimenti Cantoni di Legnano e Castellanza, al quaIe la proprietà risponde con la serrata.
Di fronte al provvidenziale sviluppo di nuove attività economiche, il Comune deve impegnarsi con interventi anche gravosi per le limitate risorse di quei tempi. Con l'aiuto dei nuovi capitani d'industria sono realizzate le prime scuole elementari, alcune strutture assistenziali e sanitarie, case operaie, nonchè l'illuminazione pubblica delle zone centrali del borgo. Gli industriali Iocali nel 1869 avevano intanto fondato. in concorso tra loro, la prima società operaia di mutuo soccorso denominata “La Previdenza".
ll 1° maggio 1880 inizia il servizio di dislribuzione la nuova società del gas, avvantaggiando anche aziende produttive negli usi di riscaldamento e di illuminazione.
Verso la metà degli anni ottanta il Comune progetta e comlncia a realizzare una prima parte della rete per |'approvvigionamento idrico della popolazione.
Col nuovo corso dell‘economia locale si sente l‘esigenza anche di organizzare servizi bancari e il 6 luglio 1875 si apre a Legnano uno sportello della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, al quale seguirà l'11 Dicembre 1887 la fondazione del primo istituto di credito locale, la Banca di Legnano, con lo scopo di diffondere Ie abitudini della previdenza e del risparmio e per aiutare col credito a buoni patti tutti gli onesti che ne abbisognano...».
Nel 1897 Ia Giunta municipale sente il bisogno di darsi un primo piano regolatore per provvedere all'ampliamento del territorio urbano del Comune, ottenendo dalle autorità centrali anche qualche cauta concessione di esproprio per pubblica utilità e, dietro pressioni degli industriali locali, vengono aperte o migliorate le strade di collegamento ai Comuni vicini.
L'arrivo della ferrovia a Legnano. neIl'ottobre del 1858, aveva già creato un'autentica rivoluzione anche nei trasporti di cose lino a questo momento afiidati ai postiglioni e ai carri ippotrainati. ll 10 settembre 1880 é inaugurato il primo tratto Milano-Legnano della nuova tramvia per passeggeri e trasporto merci che |‘anno successivo proseguirà fino a Gallarate. La locomozione naturalmente é a vapore come per la linea ferroviaria Milano-Gallarate. elettrificata solo a partire dal 1901.
La localizzazione dei primi insediamenti industriali della Valle dell‘OIona e di Legnano ai lati del fiume o presso le rogge da esso derivate era stata dettata, nel primo periodo dell'Ottocento, dalla necessità di sfruttare l'energia idraulica per far funzionare i macchinari e perché gli impianti di candeggio, tintoria e Iavorazioni simili necessitavano di molta acqua. La trazione idraulica resterà in auge. quasi in maniera assoluta, fino alla seconda metà del secolo. Giuseppe Colombo, cattedratico, politico e tecnico di valore, promotore dell‘Esposizione Nazionale di Milano dei 1681. quando parlava dell'acqua la definiva “iI carbone bianco della Lombardia“.
il 24 dicembre 1881 era stata fondata a Legnano, trasformando una fabbrica di telai meccanici, Ia “Officina Franco Tosi &. C.". azienda metalmeccanica a più ampio raggio che presto diverrà un autentico colosso. ll giovane titolare, intuendo subito l'importanza che poteva avere il Vapore per l'impiego industriale, nel passaggio ad altre forma di energia, alternative a quella idraulica, mette subito in produzione una serie di caldaie e motrici, appunto a vapore, che ben presto si affermano su tutto il territorio nazionale e anche sui mercati esteri.
Questa produzione attiva tutta una serie di altre piccole industrie complementari e dà lavoro continuativo ad artigiani incaricati di fornire componenti o accessoristica. A Legnano, dove secondo i dati di un censimento delle attività lavorative individuali manuali del 1857, operava solo un ramaio, questi artigiani dediti alla lavorazione del rame non più solo per pentolame domestico, cominciano ad avere più ampi orizzonti di attività anche in campo industriale.
Inizia, per cosi dire, l‘era del rame anche a Legnano.
Materia prima già largamente impiegata nella fabbricazione di grandi bacinelle di tintoria e destinate al vari procedimenti di candeggio e di contenitori per la cosiddetta "trattura" a vapore della seta, sistema introdotto per primo in Italia dal come Porro Lambertenghi in una filanda da lui impiantata in provincia di Como.
Le statistiche ufficiali della consistenza industriale si esprimevano allora indicando il numero e la potenza delle caldaie a vapore. Cosi nel 1876 in tutto il Regno vi era un totale di 4459 caldaie ad uso industriale per 54.231 CV. Tra le province Milano era capofila con 568 caldaie, pari a 9403 CV, seguita da Como, Venezia, Ferrara e Napoli. ll circondario di Gallarate, comprendente anche Legnano, aveva un totale di 214 caldaie, pari a 6145 CV.
A Milano sorge il 7 dicembre 1890 con regio decreto un'associazione tra gli utenti di caldaie a vapore nella quale Legnano é largamente rappresentata, in quanto sono in funzione, in quello stesso anno, 48 caldaie, quasi tutte fisse orizzontali, solo tre verticali e due locomobili.
Nel 1888 I'ingegner Franco Tosi progetta e realizza una motrice verticale a espansione frazionata, una macchina veloce, poco ingombrante e di facile impianto, alternativa a quella a vapore fino a quel momento, come si é detto. Iargamente introdotta e usata per Ie necessità energetiche dalle varie industrie e aziende artigiane
Anche nel legnanese ci si prepara così all'avvento dell'elettricità e della illuminazione e come nuova fonte di energia nella produzione industriale. Con questa motrice vengono attrezzati infatti numerose centrali termoeIettriche e molti stabilimenti lombardi o di altre regioni Proprio per iniziativa di quel Giuseppe Colombo già citato, nel 1883 entra in funzione a Milano la prima centrale di Santa Radegonda, utilizzata per l'illuminazlone viaria e ad uso privato nonché per la trazione dei mezzi pubblici é il primo impianto del genere in Italia, solo un anno dopo che era stata realizzata a Manhattan (autunno 1882) la prima centrale idroelettrica del mondo. Nel 1899 entra in funzione una centrale idroelettrica a Vizzola Ticino, capace di sviluppare una potenza di 20 mtla Cavalli vapore, e pochi anni dopo un altro impianto a Turbigo una volta perfezionata la possibilità del trasporto della nuova energia a distanza. La diffusione dell'elettricità ha l'effetto di imprimere un ritmo ancora più intenso allo sviluppo industriale in tutta Ia Lombardia e in particolare anche a Legnano nel trentennio successivo Eugenio Gianazza, il capostipite della centenaria azienda di cui ci occupiamo, é tra i primi artigiani a sfruttare Ia nuova forza energetica nell'interno delta propria officina, dotandosi di alcune motrici di fabbricazione Tosi, come risulta dalla prima rilevazione statistica del 1895 degli impianti elettrici nazionali, generatori di forza motrice per fini industriali, che erano esattamente 1054, a testimonianza del tempestivo ingresso deIl'elettricità in questo settore.
La nuova forza motrice, oltre a ridurre i costi, darà rnaggiore efficienza agli impianti e alle officine, iniziando anche quel processo di perfezionamento tecnologico che segna con regolare sviluppo le tappe della storia lndustriale legnanese.
“Pa Geni", che si era subito affrettato a creare le premesse di questa tradizione, sforna altri tre discendenti: Giuseppe nel 1894, Amelia Maria, l|‘anno successivo e, buon ultimo, Aldo il 7 gennaio del 1900.
Sarà proprio I'entrata nell‘azienda dei figli e in particolare di Carlo e Aldo a dare un decisivo impulso alla Gianazza facendola passare da una dimensione artigianaie a un indirizzo decisamente industriale.
ll capostipite-fondatore resta fino all‘inizio degli anni trenta ancora l'asse portante dell'azienda continuando a ideare nuovi prodotti, cogliendo ogni possibilità del momento, ogni novità sul mercato e facendo sfruttare le occasioni di Iavoro offerte dalle altre aziende della zona, potenziali clienti. Riesce cosl anche a sopravvivere alle grandi crisi, prime fra tutte quelle della terribile recessione del 1908 quale riflesso della grave sfavorevole congiuntura che, originata negli Stati Uniti, era passata successivamente in Inghilterra e da qui in tutta Europa. QueIl'anno é funestato anche dagli spaventosi terremoti di Messina e Reggio Calabria che avranno ripercussioni per tutto il paese.
La necessità di un maggiore sfruttamento delle risorse della terra e di trasformazione dei prodotti dell‘agricoltura aprono nuovi orizzonti alla Gianazza. che il 19 giugno 1921 muta la ragione sociale in “Officine figli di Eugenio Gianazza", costituendo. tra i quattro fratelli, una società in accomandita semplice con capitale sociale di lire 40.000.
Si cominciano cosl a creare apparecchi per la concentrazione sotto vuoto. divengono famose e molto ricercate Ie “vacuum a vapore" per Ia cottura dello zucchero per caramelle e di altri prodotti per l‘industria dolciaria, le macchine e gli impianti per Ia lavorazione dei prodotti deIl'agricoltura, delle carni e per la fabbricazione in particolare delle conserve alimentari. inoltre autoclavi di estrazione e sterilizzazione. tra cui, molto apprezzato, un modello orizzontale a vapore. un riscaldatore dl conserva di pomodoro e un geniale apparecchio per la cottura delle carni, macchine inscatolatrici di concentrato di pomodoro e marmellate e perfino una delle prime macchine per snocciolare le ciliege.
Naturalmenle restano come specialità produttive primaria della Gianazza gli apparecchi di distillazione in rame per svariati prodotti, funzionanti a vapore o a fuoco diretto, distillatori per acqua, oli eterei. essenze, fiori. erbe, alcool, vino e vinaccia. Proprio il sentore del|l'enoIogia farà, come vedremo, le fortune della Gianazza, prima azienda in Italia a fabbricare apparecchiature per il trattamento di vini e di altri prodotti alcolici.
Eugenio Gianazza, forgiato a quella grande fucina di novità che era stata la Franco Tosi, si mostra sempre attento ai macchinari e agli utensili che potevano favorire o migliorare Ia produzione. Negli anni compresi fra la fine dell‘Ottocento e l'inizio del XX secolo é tra i primi a installare torni a revolver e a plateau e altre macchine di provenienza statunitense per I‘aIesatura dei cilindri.
Sono gli anni in cui il rame comincia a essere sostituito con altri metalli specie negli impieghi di costruzioni di apparecchiature di tipo industriale e Ia Gianazza si trova già tecnologicamente attrezzata per affrontare produzioni diversificate.
A differenza di tutte le altre industrie meccaniche e tessili di Legnano ubicate o sulle sponde dell‘Olona o lungo la ferrovia, la Gianazza é stata l'unica azienda ad avere Ia propria sede in connessione con il grande asse stradale del Sempione, imponente arteria anche per il trasporto di materie prime e apparecchiature finite, parte dei quali avvenivano a mezzo della tramvia della Stie Milano Gallarate con stazione e anche scalo-merci situato proprio di fronte all'azienda. A pochi metri dalla sede delle officine Gianazza era stato realizzato e inaugurato nel 1903 il nuovo ospedale che contribuisce a valorizzare maggiormente questa zona del paese.