Cotonificio Cantoni
Quella che fu una grande industria cittadina
Uno straniero che, percorrendo oggi il Sempione,volesse farsi un’idea delle cittadine attraversate daII’importante arteria, fnirebbe per averne un ’immagine poco distinta: gli sembrerebbero molto simili a loro nell'urbanistica e negli edifici. Invece noi che le abitiamo, vediamo bene le particolarità che le caratterizzano e le distinguono.
Legnano, ad esempio, ha un fiume che ne attraversa il centro, un fiume che, per gran parte del XX secolo, é rimasto imprigionato dentro le fabbriche sorte sulle sue rive.
Ora le sue acque, seppure chiuse per lungo tratto tra sponde di cemento, danno respiro alla città. E' piacevole guardarle scorrere dai nuovi ponti e vedere che le anatre sono tornate a nuotare la dove prima correvano schiume lutulente, galleggianti su acque alterate da colori innaturali ed emananti lezzi asfissianti.
Ci sono progetti che prevedono di recuperare le sponde dell'Olona per quasi tutto il suo corso e già ora é possibile compiere piacevoli passeggiate su alcuni percorsi recentemente sistemati.
I nostri nipoti perciò conosceranno un fiume e una città profondamente diversi da quelli in cui hanno vissuto i loro padri e i loro nonni.
Ma non potranno contribuire al loro futuro, se non ne conosceranno anche il passato, l’assiduo lavoro, l’impegno, la lungimiranza delle generazioni che hanno trasformato in meno di due secoli un villaggio agricolo in una fiorente realtà industriale.
Per loro soprattutto abbiamo deciso di pubblicare quest’articolo sulla grande fabbrica che racchiudeva tra i suoi capannoni un ampio tratto dell dell'Olona e al cui posto sorge ora un centro commerciale e una zona residenziale che anch'essi certo frequentano.
Casi come frequentano le palestre e il teatro del “B.FIT” probabilmente senza sapere che le vecchie strutture nacquero come dopolavoro per i dipendenti della Cantoni accanto ad abitazioni edificate per loro.
Il paternalismo dell’epoca, ora variamente valutato, ha, infatti, prodotto in Legnano molti edifici destinati ad attività assistenziali o sociali, in una prospettiva che ora viene denominata di “sussidarietà” all ’intervento statale.
Molti di questi edifici, a loro tempo evidentemente progettati e realizzati in modo accurato, svolgono ancora le funzioni per cui furono pensati ed arricchiscono l’ambiente urbano con architetture dignitose, quando non addirittura eleganti, testimoni, oltretutto, del gusto di un ’epoca.
L’articolo che qui riproduciamo é volutamente “datato" Ha più di mezzo secolo; il suo autore ha dedicato tutta la vita a mantenere viva la memoria dell’azienda Cantoni.
Nuccia Razzini
Riportiamo I’articolo di Franco Castagna, pubblicato sul n° 1 del periodico “Legnano” edito dal Comune nel 1960.
Non può mancare su questa pubblicazione dedicata a Legnano un breve cenno storico e descrittivo sulla ditta Cotonificio Cantoni da cui il locale stabilimento, da oltre cento anni, occupa un posto di primo piano tra le industrie cittadine.
Fondata nei primi decenni del|‘Ottocento dal Barone Costanzo Cantoni, la ditta ne portò il nome fino al 1872, anno nel quale il figlio Barone Eugenio la trasformò in Società Anonima con sede in Milano.
Fu quest’ultimo un uomo di vivo e multiforme ingegno, un dinamico pioniere della industrializzazione nazionale: introdusse in ltalia la fabbricazione dei ricami a macchina fondando la ditta “Raiser” e quella dei filati cucirini, creando la societa “Scheller & C.". lnoltre fondò il “Cotonificio Veneziano" con l’intento di dare avvio all|‘esportazione delle nostre cotonate e, col suo collaboratore Pietro Taschini, promosse la creazione della ditta “Sacconaghi" per la fabbricazione dei velluti, creò la ditta “Bonicalzi" di Gallarate per Ia fabbricazione dei pettini e dei licci, le “Officine Cantoni Krumm” per la fabbricazione dei telai e, associato con l‘ing. Franco Tosi,
promosse la fondazione delle officine meccaniche “Franco Tosi”, tuttora orgoglio cittadino nel settore metalmeccanico.
Un’altra iniziativa di quella viva personalità fu l’acquisto di una piccola stamperia a mano di tessuti fondata nel 1873 alla “Maddalena” con la immediata successiva trasformazione di essa in una stamperia meccanica a cilindri che, poi ingranditasi, divenne societa autonoma col nome prima di “Stamperia Frua Banfi” e con quello poi di “De Angeli Frua".
Nel 1872, all’atto della trasformazione in società anonima, il Cotonificio Cantoni veniva dotato di un capitale di L. 5.750.000 in azioni da L. 250 nominali e rappresentava in quel periodo la prima grande realizzazione industrialeitaliana nel ramo dei tessili.
Nel 1879 il Barone Eugenio Cantoni chiamo presso di sé nell’azienda, come collaboratore, il signor Pietro Soldini al quale affidò la direzione degli stabilimenti nominandolo consigliere delegato della società, carica che tenne per cinquant’anni.
Alla sua intelligente azione si deve lo sviluppo che la ditta andò man mano realizzando e, soprattutto, la sua grande penetrazione commerciale sui mercati stranieri, cosi che dopo il 1894 si raggiunse nell‘esportazione il 60% della produzione.
La tradizione dei capi di grande valore continuo con l’ing. Carlo Jucker, da poco scomparso e largamente compianto, che entrò nella Società Anonima Cantoni nel 1900 e che, con la sua infaticabile operosità e la perizia tecnica, creò all’azienda basi saldissime potenziando le attrezzature, gli impianti e le proprietà.
Le sue costanti preoccupazioni furono quelle di mantenere la ditta all’avanguardia del progresso tecnico, adottando sempre i più moderni criteri per una migliore produzione e di comprendere i suoi dipendenti nell’ambito dei loro bisogni e delle loro giustificate aspirazioni.
ll Capitale della Societa Anonima Cantoni passava intanto dai sette milioni del 1903, attraverso numerosi aumenti, ai venti milioni del 1921, ai cento milioni del,1941 ed ai 4.800.000.000 attuali, segnando le varie tappe dell’ascesa e del progresso della ditta che, frattanto, andava ampliando la gamma dei suoi prodotti.
Attualmente negli stabilimenti Cantoni (1960) siti a Legnano, Castellanza, Canegrate, Bellano (CO) e Cordenons (Udine) si svolge il ciclo completo di lavorazione del cotone, dalle balle di fiocchi vegetali ai tessuti finiti e alle confezioni. Si producono filati cucirini, per reti da pesca, per aguglieria, per maglieria, popelines, velluti (con una larghissima esportazione), tessuti fantasia, lenzuola, rasati per arredamento, flanelle e molti altri rinomati articoli.
l telai installati sono oltre 3.700, tutti automatici, suddivisi nelle tessiture di Canegrate, Castellanza e Legnano. I fusi di filatura installati a Bellano, Castellanza e Cordenons sono complessivamente oltre 210.000.
Tutti gli stabilimenti occupano una superficie di mq. 376.000; dei quali ben 136.500 coperti, senza naturalmente comprendere i fabbricati a più piani, ed impiegano circa 7.000 dipendenti. Le centrali idroelettriche di Cordenons e Bellano, annesse agli stabilimenti, producono in media annualmente 13.000.000 di Kwh.
L’attivita dell’azienda ebbe un continuo crescendo, salvo soltanto una contrazione durante gli anni della seconda guerra mondiale dovuta soprattutto alla mancanza di materie prime. La fine del 1 conflitto trovava però subito la ditta pronta a riprendere un‘intensa produzione dato che, fortunatamente, la potenzialità dei suoi impianti non aveva subito danni per cause belliche.
La Cantoni, tradizionalmente esportatrice, poteva gia nel 1946 riallacciare proficuamente i contatti con la sua antica clientela estera e poteva, inoltre, prontamente porre in atto, attraverso la sua efficiente organizzazione commerciale, ogni accorgimento per conquistare nuovi mercati.
In questa sua azione dovette affrontare difficoltà di ogni genere dato il crescente sviluppo delle industrie tessili in Paesi precedentemente tributari all’estero e l’accresciuta concorrenza di altri Stati industriali. Nonostante ciò la S.p.A. Cotonificio Cantoni riuscì a mantenere le posizioni grazie all‘alta qualità dei suoi prodotti, cosicché oggi l’ammontare delle vendite (1960) all’estero rappresenta una notevole aliquota dell'esportazione complessiva cotoniera italiana.
La società nonostante I’accresciuta meccanizzazione dei suoi impianti é riuscita ad evitare di ricorrere, fino ad ora, ad aIleggerimenti della manodopera, dando prova, oltre che di evidente capacità organizzativa, anche di alta sensibilita sociale.
Ultimamente la gamma delle sue produzioni é stata integrata, con ponderata gradualità, mediante la fabbricazione di tessuti e velluti stampati, con la lavorazione di fibre poliamidiche e delle relative confezioni ed infine con la fabbricazione di “tessuti non tessuti" (cio non fabbricati con telai), tutto ciò con aziende consociate.
Dopo aver tratteggiato a grandi linee la storia e l’attuale consistenza dell’azienda nel suo complesso, vorremmo ora solfermarci a descrivere qualcosa di più degli stabilimenti di Legnano.
Nel lontano 1860, insieme alle filature dell‘Amman, dei Krumm e dei Pigni, si andava affermando in Legnano l'azienda di Costanzo Cantoni che, oltre alla iniziale filatura, comprendeva già anche la tessitura, la tintoria filati e tessuti con appretto e annessi “studio” e locali per falegnami e meccanici, addetti questi ultimi alla manutenzione degli impianti.
I fabbricati e gli annessi terreni erano siti tra il doppio letto dei fiume Olona e l’Olonella nei pressi deil’attuale via Eugenio Cantoni, che allora chiamavasi per un tratto Strada Comunale di Legnano e per i’altro Vicolo Pomponio. In quegli anni la zona circostante era quasi completamente coltivata a prato ed era netta Ia separazione dei due nuclei abitati di Legnano e Legnanello il primo esteso all’incirca lungo l'asse principale degli attuali Corsi Garibaldi (allora Contrada di S. Domenico e Contrada maggiore e Magenta (allora Contrada della Pesa), il secondo a cavallo della Via Provinciale dei Sempione.
Nel bilancio al 30 giugno1860 della ditta Costanzo Cantoni di Legnano sotto la voce “Beni stabili” risultava la somma di Lire 139.754,37 e quando nei 1872 la ditta si trasformò in Società Anonima, lo stabilimento cittadino, che allora era distinto dagli altri come “Casa di Legnano” (e comprendente anche un magazzino a Legnanello), disponeva di una consistenza immobiliare valutata nei bilancio dei 30 giugno di que|i‘anno, in Lire 304.190,84.
lntorno ai primi del secolo, l‘Azienda Iegnanese disponeva già di una tessitura, di una tagliatura velluti, di una tintoria, di un reparto garze, di un reparto filati, il tutto riunito a|l’incirca sulI’attua|e area.
In questo cinquantennio i fabbricati che ospitavano le varie sezioni vennero in gran parte rifatti e ampliati per adattarli alle esigenze industriali che andavano continuamente crescendo.
Di quel tempo però restano tuttora gli splendidi alberi che adornano con l’imponente massa delle loro chiome l’ingresso degli stabilimenti, si da dare al dipendente e al visitatore il godimento di un ambiente nei quale la Natura non è stata avulsa ma invece, difesa amorosamente e valorizzata.
ll fiume Olona e l’Olonella vennero incanalati e coperti accomunando la soluzione di una esigenza industriale con un notevole miglioramento cittadino.
La Nazionale del Sempione venne allargata e rettificata, un intierovecchio quartiere lungo di essa, compreso tra la via Cantoni e il vicolo Corio venne demolito per dar luogo a nuovi fabbricati industriali. In tale quartiere, circondato da aitre case e lungo il vicolo Scaricatore, vi era uno storico maniero che risaliva al 1422 e il Cotonificio Cantoni provvide, d‘intesa con la Sopraintendenza ai monumenti, a recuperare le colonne, i capitelli, gli interi solai con soffitti lignei a cassettone e tutto quanto si ritenne di interesse artistico e archeologico e ad appoggiare economicamente i’Amministrazione Comunale che ne curò Ia ricostruzione altrove su proprio terreno nel 1927/28. Tutto il materiale recuperato fu impiegato nei rifacimento, che venne eseguito con Ia più rigorosa fedeltà all’antico, e Ia città di Legnano destinò il nuovo edificio a i Museo civico.
Gli stabilimenti Cantoni nella nostra città sono attuaimente sette e cioè: tessitura (Legnano centro, via B. Melzi e Olmina, quest’ultimo recentissimo), uno di finitura velluti, uno per la tintoria e finissaggio tessuti, uno per Ia tintoria e confezione filati e uno per ie confezioni.
Le tessiture comprendono circa 2.150 telai automatici di diverse altezze, particolarmente attrezzati per la fabbricazione di velluti, popelines e quadrettati.
Lo stabilimento di finitura velluti occupa grandi fabbricati con moderni impianti e la sua produzione é quanto di meglio oggi si possa realizzare in questo campo, tanto che una grossa aliquota di essa viene esportata ovunque e soprattutto negli Stati Uniti d'America.
La tintoria e finissaggio tessuti comprende ii candeggio, la tintoria vera e propria, Ie calandre, le mercerizzatrici, la polimerizzatrice, le Sanfor, un reparto per la garzatura dal quale escono le flanelle e tessuti similari.
La tintoria filati comprende ii candeggio e la tintoria di filati in matasse e in rocche. La sezione confezione produce camicie, impermeabili, lenzuola, federe, ecc., fornendo in gran copia le Amministrazioni civili e militari italiane e straniere.
il fabbisogno di vapore e fornito da due caidaie tipo Tosi-Steinmuiler funzionanti a metano e a nafta, con una produzione di oltre 25 tonn/ora di vapore ciascuna e alle quali si affianca un aitro impianto complementare. Nella centrale termo-eiettrica sono installati tre gruppi di turbo-alternatori, due con potenza di 4.400 Kva ciascuno e uno di 3.500 Kva. Nel vasto quadro poi della attività aziendale svolta fino ad oggi dalla ditta Cantoni, particolare importanza riveste |’insieme deile iniziative nei campo assistenziale realizzate a favore dei propri dipendenti e a favore della cittadinanza tutta.
Tra queste annoveriamo in primo luogo i numerosi quartieri residenziali costruiti dopo ia Prima Guerra Mondiale che, a Legnano, danno alloggio a quasi quattrocento famiglie con un totale di circa mille locali, con vaste superfici destinate a orti e giardini a disposizione degli inquilini.
Nell’ambito di questo settore sono da segnalare le casette costruite presso la Piazza Monte Grappa e cedute in proprieta agli inquilini con particolare favorevole atto di riscatto.
il successo di questa iniziativa é stato tale che certamente sarà continuata nel prossimo futuro tanto più che non mancano numerose richieste in tal senso, avanzate gia all'indo0mani della consegna dei primi lotti da parte di numerosi dipendenti.
Oltre poi alle abitazioni costruite direttamente, sono da considerarsi quelle realizzate nel quadro dei piani lNA-CASA su terreni ceduti dalla ditta e con capitali anticipati per due terzi dalla stessa, che ammontano, peril primo e secondo settennio, a 74 appartamenti. Presso gli stabilimenti di Legnano sono state istituite inoltre da moltissimi anni le scuole elementari autorizzate per i figli dei dipendenti che attualmente accolgono oltre 130 alunni, ai quali vengono distribuiti gratuitamente libri ed altro materiale didattico occorrente.
Ad esse, in questi ultimi anni, si sono affiancati alcuni corsi di perfezionamento professionale per giovani operai, che pure sono molto frequentati. ln via Galvani, in un ambiente aperto e verdeggiante, la ditta ha creato una scuola materna che ospita con gentile e preziosa assistenza i figli delle lavoratrici.
In passato ebbero luogo corsi di danza, di taglio e cucito, di ricamo, di economia domestica, che raggiunsero in taluni anni oltre ottocento presenze.
lmportanza particolare ebbero i corsi di educazione fisica, attraverso i quali si sono addestrate squadre ginniche maschili e femminili che hanno partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali ottenendo brillanti risultati e nette affermazioni.
La squadra femminile, infatti, tra altre precedenti numerose vittorie, annovera quelle delle gare nazionali di Macerata (1943), interregionale di Voghera (1949), internazionale di Cannes (1950), interregionale di La Spezia (1950), nazionale allieve di Pesaro (1956), mentre quella maschile vanta le vittorie del campionato nazionale (1926), del gran premio dei giovani di Varese (1939-1940), concorso federale svizzero di Chiasso (1947) e numerose altre che, per brevità si trascurano.
Le squadre ginniche hanno la loro sede presso la palestra allestita nel 1929 dalla ditta in via Galvani che ha avuto anche funzione di teatro e presso la quale hanno avuto luogo numerosi trattenimenti di arte varia, ai quali ha paitecipato anche una compagnia filodrammatica aziendale che ebbe vita prima della Seconda Guerra Mondiale.
Nella stessa zona é stato pure realizzato, nel 1939, il locale dopolavoro che dispone di un piccolo ma moderno e piacevole complesso edilizio che e da annoverarsi tra i migliori della città, completo di bar, biblioteca e attrezzature per gioco di bocce.
Numerose altre iniziative sono state realizzate nel corso di questi ultimi decenni anche a beneficio di tutta la cittadinanza legnanese dalla ditta Cantoni. Basterà solamente ricordare il suo intervento, quasi sempre determinante, nella organizzazione e nell'aiuto economico a favore di enti o associazioni come per esempio per l’istituto di assistenza ai tubercolotici con ll locale Sanatorio “Regina Elena”, l’ex Centro Sperimentale di Rieducazione Mutilati di Guerra, l’lstituto legnanese per le cure marine, climatiche e termali, con le case di Armeno, Borgio Verezzi e Salsomaggiore, la “Pro Legnano” con la palestra e i bagni pubblici di via Pontida, la ex Colonia Elioterapica, ecc.
E soltanto questo fugace e incompleto accenno puo indicare la E soltanto questo fugace e incompleto accenno puo indicare la vastita dell’opera svolta dalla S.p.A. Cotonificio Cantoni, verso la collettivita e quanto viva debba essere la nostra maturata riconoscenza verso un organismo cosl valido, efficiente e benemerito, che onora l’ltalia e Legnano.
Col senno di poi, Franco Castagna aggiunge che gli anni Sessanta e Settanta furono caratterizzati, per tutta l’industria cotoniera italiana, da alterne vicende; a brevi periodi favorevoli seguirono periodi di difficolta. Piu precisamente si tratto di momenti di ristagno. Nel frattempo il Cotonificio Cantoni acquisi altri stabilimenti:
- quello di Varano Borghi (1960-65) dalla SpA Textiloses;
- quello di Fagnano Olona che viene trasferito in altri edifici;
- quello di Trecate (tessitura);
- quello di Olmina (1958-60) costruito direttamente dalla ditta in sostituzione della Tessitura di Legnanello che venne chiusa;
- quello di Arluno (1969) dalla ditta Fratelli Dell’Acqua;
- quello di Ponte Nossa e quello di Saronno (1969) dalla ditta De Angeli Frua, come pure lo stabilimento di Roe Volciano (che presto fu chiuso).
Nel frattempo la Tessitura di Canegrate venne chiusa.
Gli anni successivi al 1960 furono piuttosto difficili a causa di massicce importazioni di tessuti prevalentemente greggi in ltalia dai paesi in via di sviluppo, e quindi con bassi costi. Va notato, a tale proposito, che il processo di industrializzazione dei paesi economicamente arretrati trovava il suo terreno piu favorevole nel settore tessile, le maestranze del quale non necessitavano del tasso di addestramento di altre attivita industriali.
I dirigenti del Cotonificio Cantoni non tardarono a rendersi conto della ineluttabilita di tale processo e dello sviluppo cui erano destinati gli scambi tra paesi poveri e paesi ricchi. Essi accelerarono l’attuazione di un ulteriore vasto programma di riorganizzazione e di aggiornamento degli stabilimenti dell’azienda e al potenziamento dell’organizzazione commerciale. Ma questo fu inutile data la situazione che veniva maturando.
Nel 1960, nel 1968 e nel 1970 vennero decisi aumenti del capitale che passo da L. 4.800.000 a 11 .250.000.
ll presidente ing. Carlo Jucker terminò la sua vita terrena nell’0ttobre del 1957 e successe alla stessa carica il dott. Mario Giuseppe Soldini. ll direttore generate, dal 1950, ing. Gianfranco Jucker lo fu fino alla sua prematura morte nel settembre 1970, poi venne nominato alla sua stessa carica l‘ing. Adolfo Soldini. Dal 1968 venne nominato Presidente il dott. Riccardo Jucker che venne confermato nel 1971.
Nel 1972 il Cotonificio Cantoni festeggiò il centenario della sua costituzione, ma la sua fine stava arrivando e dopo altri dieci anni finì la sua lunga attività.