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PE-n1652-Andrea-Camilleri.mm - Questo brano è l'introduzione vivace e ricca di aneddoti di una presentazione di un libro dedicato ad Andrea Camilleri, in cui l'autore, Luca Crovi, ne svela la vita complessa e le esperienze formative che hanno preceduto il successo
PE-n1653-Andrea-Camilleri.mm - Quanti prima del commissario Quanti prima del commissario Montalbano non sapevano nulla di Camilleri? Ecco.
PE-n1654-Andrea-Camilleri.mm - Vita di Camilleri. - La vita di Andrea Camilleri è stata caratterizzata da un'enorme quantità di esperienze e da un percorso editoriale complesso e sorprendente, spesso vissuto prima del suo grande successo con il Commissario Montalbano.
PE-n1655-Andrea-Camilleri.mm - Rapporti familiari. - Il tema dei Rapporti familiari è centrale nella narrazione della vita di Andrea Camilleri presentata nelle fonti, evidenziando come la sua famiglia, sia quella d'origine che quella costruita, abbia plasmato la sua personalità, le sue esperienze e la sua produzione letteraria.
PE-n1656-Andrea-Camilleri.mm - Carriera letteraria. - La carriera letteraria di Andrea Camilleri è complessa e si estende per gran parte della sua vita, anche se il grande successo di pubblico è arrivato in età avanzata.
PE-n1657-Andrea-Camilleri.mm - Esperienze giovanili. - Le Esperienze giovanili di Andrea Camilleri sono state estremamente formative, turbolente e ricche di aneddoti che ne hanno plasmato il carattere e la successiva carriera, anche se il successo di pubblico è arrivato in età avanzata.
PE-n1658-Andrea-Camilleri.mm - Successo di Montalbano. - Il successo del Commissario Montalbano ha rappresentato il culmine della carriera di Andrea Camilleri, trasformandolo in una figura di fama enorme, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, grazie sia ai libri che alla serie televisiva.
PE-n1659-Andrea-Camilleri.mm - Andrea Camilleri: Vita, Esperienze e Montalbano
PE-n1660-Andrea-Camilleri.mm - Facciamo un'esplorazione un po' più approfondita della sua vita che è stata incredibilmente ricca e di tutte quelle esperienze che l'hanno formato prima di arrivare al successo enorme di Montealbano.
PE-n1652-Andrea-Camilleri.mm - Questo brano è l'introduzione vivace e ricca di aneddoti di una presentazione di un libro dedicato ad Andrea Camilleri, in cui l'autore, Luca Crovi, ne svela la vita complessa e le esperienze formative che hanno preceduto il successo
Questo brano è l'introduzione vivace e ricca di aneddoti di una presentazione di un libro dedicato ad Andrea Camilleri, in cui l'autore, Luca Crovi, ne svela la vita complessa e le esperienze formative che hanno preceduto il successo del Commissario Montalbano. Crovi sottolinea la conoscenza monumentale e la passione che lo hanno guidato nel raccontare un Camilleri meno noto, partendo dalle sue prime poesie a cinque anni, fino agli incontri cruciali con figure come Luigi Pirandello (suo parente) e Eugenio Montale. Il racconto procede attraverso episodi salienti della sua giovinezza ribelle in Sicilia, il suo apprendistato nel mondo del teatro con personaggi come Vittorio Gassman, e le traumatiche vicende personali, come l'esser sopravvissuto a una strage di mafia nel 1986. Infine, Crovi mette in luce l'importanza cruciale della moglie, Rosetta, come pilastro della sua vita e prima lettrice, concludendo con un aneddoto rivelatore sul carattere irriverente e teatrale di Camilleri, che dimostra la sua innata abilità di narratore anche prima di diventare un romanziere di fama.
PE-n1653-Andrea-Camilleri.mm - Quanti prima del commissario Quanti prima del commissario Montalbano non sapevano nulla di Camilleri? Ecco.
1) - Buonasera a tutti. Io sono Paolo Tosini della Libreria Nuova Terra. Vi ringrazio tutti per essere qua stasera. Ringrazio ovviamente l'amministrazione, la signora Buia che è la responsabile di questa bellissima biblioteca e ringrazio ovviamente Luca Crovi che è qua con noi. Io ti accoglierei subito con un applauso se è possibile. Grazie. Allora, per chi non conoscesse Luca Crovi, scrittore, saggista, redattore per Sergio Bonelli, edittore, si occupa di di fumetti, di radio, di scrivi per giornali, non so, ci vorrebbe un libro come quello che hai scritto per Camilleri per raccontare tutta la tua storia editoriale, ma siamo qua fondamentalmente per raccontare un libro che nasce da due cose che ho percepito io, la conoscenza monumentale che hai dell'autore a cui ti sei dedicato e anche la passione che questo autore ti ha suscitato e ispirato negli anni. Quindi io Vorrei cominciare ehm dall'introduzione che hai fatto in questo libro dove racconti che ehm fondamentalmente io vorrei fare un sondaggio, se è possibile per cominciare.
Quanti hanno letto Camileri? Almeno un libro
perfetto, quindi siete già
Quanti prima del commissario Quanti prima del commissario Montalbano non sapevano nulla di Camilleri? Ecco.
No. E quanti invece l'hanno det prima di Motta Alabbano. Ah, c'è qualcuno. Ecco, molto bene. No, dicevo, volevo partire dall'introduzione perché perché in questa introduzione che tu hai fatto racconti proprio il fatto che Camilleri prima del grande successo di pubblico con eh con con Montalbano dai libri, la serie e tutto, aveva già alle spalle un'esperienza editoriale che molti di noi che lavoriamo in questo settore ce la sogniamo lontanamente. Ci vuoi raccontare? un po' di questo Camilleri, eh, come l'hai conosciuto anche?
Anzitutto l'idea raccontare Andrea persona quando non è ancora personaggio, cioè evitare di raccontare lo stereotipo di partire da lui al Maurizio Costant Show o lo stereotipo di lui imitato da Fiorello, per darvi un'idea, anche perché tenete presente che negli anni 90 lui praticamente un giorno sì e un giorno sì era in televisione sui giornali da quando eh esce Montalbano la sua fama diventa enorme, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, però c'era il fatto che lui in realtà ha vissuto tante vite e tante esperienze importanti. In questo libro, con l'ausilio anche del fondo Andrea Camilleri e con la complicità delle figlie, io ho cercato di raccontare che quando lui diventa romanziere in realtà ha passato tante di quelle esperienze che gli han cambiato la vita e gli han permesso di incontrare tante persone. A propos di letteratura, io in questo libro smonto per esempio un mito. Lui non inizia a scrivere tardi, cioè non inizia a scrivere a 72 anni, inizia a scrivere a 5 anni e le prime due cose che fa sono una poesia per il duce e una poesia per la mamma.
2) - Nel libro trovate anche la risposta del duce a una lettera che lui manda perché vuole andare nelle colonie a combattere come piccolo Balilla e gli viene risposto che lo ringraziano per la sua proposta, ma che ci Sarà tempo. E il Signore però che gli consegna la lettera è il fratello di Luigi Pirandello. E voi nel libro scoprirete che il primo cugino di sua nonna era proprio Luigi Pirandello che Camilleri all'età di 10 anni in mutande e in casa si trova davanti alla porta e che lui non sa chi è. È uno vestito da miraglio che cerca sua nonna e che lui scopre essere legato a sua nonna e dalla preoccupazione della nonna pensa persino che sia uno che se l'è venuto a prendere per portarla in galera, no? o qualcosa del genere. In realtà scoprirà che la sua famiglia era imparentata con il Pirandello in una maniera pazzesca, perché tutto nasce da un matrimonio di zolfo. Tenete presente che la famiglia Pirandello aveva due lati di famiglia che possedevano due zolfattare diverse. Queste due solfattare si perderanno e si distruggeranno una per un incendio e l'altra per un allagamento. Quindi la ricchezza della famiglia che era le origini della famiglia comporterà che questa famiglia viverà con un'unica grande casa, ma non avrà più queste ricchezze. Però io nel libro ci tenevo a spiegare tutto il contesto di quel mondo di ricchezza che prima c'è e poi sparisce. È un bambino che ha la possibilità di avere cinque biblioteche. Cinque biblioteche che sono diverse, che contengono libri diversi, quella del papà, quella del nonno, quella della nonna, quella dello zio e sono tutte biblioteche dove lui può leggere i libri che vuole. Tenete presente che sua nonna Elvira aveva una fantasia pazzesca, parlava con gli oggetti, con gli animali, con le cose, con i contadini, rigorosamente in siciliano e litigava con gli oggetti che non sopportava. Tra questi, in particolare la saliera che era sopravvissuta a tre avi e che un bel giorno la nonna decide che non può sopravvivere anche a lei e quindi la spacca dopo averci litigato. Ovviamente questi dialoghi con le cose e l'uso del siciliano fin da piccolo caratterizzano Andrea in una maniera pazzesca, fin da quando è è così piccolo. E il primo rapporto letterario se è con la poesia e con i racconti eh diventerà importante quando all'età di 20 anni viene premiato come poeta e lui è un poeta che finisce nelle antologie assieme a poeti come Granzotto e come Pasolini e viene scoperto da personaggi che si chiamano Eugenio Montale e Vittorini che avrebbe dovuto pubblicarlo su Politecnico, ma Politecnico chiude e per un numero e Vittorini non sa più per collocarlo, mentre invece Alba de Cespedes lo pubblica su Mercurio. Tenete presente che è un ragazzo di 22 anni che dalla Sicilia manda le sue poesie che riguardano la guerra e viene scoperto da grandi intellettu di quel genere, avrebbe potuto sfondare solo facendo il poeta. E nel libro, visto che c'è mio cugino presente in sala, io racconto una cosa molto singolare.
3) - Questo libro nasce dal mio incontro speciale con Andrea Camilleri, ma nasce anche dal fatto che io ho avuto un papà che ha fatto un'esperienza letteraria e culturale molto simile alla sua e la cosa divertente è che mio padre e Vittorine hanno lavorato e Camilleri hanno lavorato gli stessi anni in RAI e hanno avuto contatti con le stesse persone, per cui mio padre in Mondadori si è occupato dei diritti di Simenon, ma non l'ha mai incontrato. Mia mamma ne ha tradotti quattro di Simenon invece in vita e Cinieri invece lo incontrerà per i grandi sceneggiati di Megrè. Mio padre è stato il segretario personale di Vittorini. Quel Vittorini che porta in gita a Milano Camilleri e che gli vorrebbe pubblicare le poesie. E il primo che pubblica le poesie di mio padre si chiama Leonardo Leonor Shasha che porta poi alla pubblicazione da segeri Camilleri. Io curiosamente avendogli avuto due in vita, eh quando io lavoravo in Rai, pensavo che avessero lavorato in qualche modo insieme perché avevano troppi contatti con personaggi che avevano conosciuto entrambi. Però tutti Poi mi dicevano che non si erano mai incontrati. In questo libro la cosa che scoprirete è che in realtà si sono incontrati una volta sola in un'antologia selezionata da Montale di nuovi poeti dove prima c'è Camiseri e poi c'è Crovi. Quindi il libro è dedicato a mio padre, a Andrea e a Rosetta che era sua moglie per motivi proprio sentimentali. Quindi scrivendo questo libro mi sono trovato anche un peso di racconto personale che poi nel libro non ho messo ma che mi ha guidato in alcune delle ricerche, soprattutto grazie a due miei amici speciali che hanno lavorato con tutti e due. Questi amici si chiamano Cochi Ponzoni e Bruno Gambarotta e tutti e due hanno lavorato sia con mio papà che con Camilleri e me li hanno raccontati al lavoro. È ovvio che tramite alcune delle piste che mi hanno dato loro, tramite ricordi delle figlie, sono stato facilitato in questa ricerca. Ma adesso vi spiego come l'ho incontrato. Allora, io lavoravo in Rai, ero il secondo anno di una trasmissione che si chiamava Tutti i colori del giallo che quell'anno venne premiata col premio Flaiano per la radio che era l'Oscar che veniva dato alla radio l'anno prima l'avevano vinto Baldini e Fiorello. Io ricevo una mail dal fan club di Camilleri che mi dice come mai non ho intervistato il sommo e io chiedo chi è il sommo e fa Andrea Camilleri dico ma scusate io ho provato a chiamare sia tramite la RAI sia tramite Sellerio e mi han detto che il professore è molto impegnato e E il fan club mi risponde, ma lui ci terrebbe molto a venire in trasmissione e essere intervistato e praticamente mi danno il numero di telefono di casa, io trovo la segreteria, Andrea alla segreteria e a tutti i messaggi che gli lasciavano, soprattutto i politici, si sbellicava dalle risate, nel senso che faceva delle vere e proprie gag, imitando anche le voci di quelli che avevano lasciato il messaggio.
4) - Però, imbarazzato dalla segreteria, io non lascio nessun messaggio, riscrivo al fan club e loro mi dicono "No, mando una letterina, unfax. Io mando questa letterina e mezz'ora dopo la sua segretaria Valentina Alferi mi telefona e mi organizza l'intervista con Andrea. Tenete presente che intervistare per un programma di 22 minuti Andrea Camilleri non voleva dire stare 22 minuti e basta. Andrea Camilleri voleva dirgli fare una domanda e star ore, 5 ore, 6 ore. Siccome era stato molto bello che fossero stati fa a farmelo incontrare in tutte le 16 interviste che ho fatto con lui. Io mi sono portato i fan che stavano a Roma, a Milano con me in studio, a Catania, a Palermo e interagivano grazie al telefono. Andrea era nel suo studio, chiedeva di andare a fare la pipì prima, si metteva la la bottiglia di birra davanti, la sigaretta e il e il posa cenere e chiacchierava e parlava. Per fargli la prima intervista, ovviamente in quel momento io sono diventato un grande esperto non solo dei suoi romanzi che avevo letto, ma della sua vita perché mi interessava raccontare tante cose e quindi quella prima puntata e le successive furono un racconto speciale in cui Camilleri raccontava se stesso la radio. Quindi leggemo la prima poesia che c'è dentro questo libro, raccontam l'episodio ovviamente di Pirandello, raccontammo una cosa per me sorprendente che suo padre durante la Prima Guerra Mondiale era stato al fronte come un capitano speciale perché suo padre, pur siciliano, era stato arruolato nella Brigata Sassari, fatta quasi esclusivamente da Sardi e il signore che lo comandava si chiamava Emilio Russu. Uno dei personaggi secondari di un anno sull'altro piano che penso che molti di voi abbiano letto, è proprio il papà di Cameri perché all'interno di quel libro lusso ha cambiato i nomi dei personaggi a causa della censura militare per evitare che i racconti soprattutto dove raccontava che gli ufficiali sparavano alle spalle dei soldati eccetera, venizione in qualche modo bloccati di lussu. In due camiseri, cioè papà e figlio, hanno raccontato e parlato per tutta la vita. Questo per dirvi che quando già raccontai questa cosa per la prima volta per radio, gli ascoltatori già erano molto colpiti e da lì noi abbiamo fatto queste lunghe chiacchierate dove oltre ai fan ho portato degli ospiti Carlo Lucarelli, Andrea Vitali, Silvio Bozzi che era il commissario della scientifica che gli aveva spiegato le tecniche di indagine che poi lui regala a Montalbano avevamo fatto una puntata tutta sulle sirene perché lui ha scritto un libro che si chiama Maruzza Musumeci che è la storia di una sirena e allora gli ho detto "Ti porto il più grande esperto di sirena del mondo antico, Valerio Massimo Mafredi."
5) - Immaginatevi Camilleri che non sapeva prima della messa in onda chi gli mettevo ai microfoni, no? Era una grande sorpresa e per lui la voce eh equivaleva a conoscere le persone e più c'era una sorpresa e più ci dialogava. volentieri. Cosa succede alla fine di questa prima lunga chiacchierata che io registro per quattro puntate che smolto e poi metto in onda? Lui saluta tutti quelli che erano stati con noi durante la registrazione e poi chiede a me eh se posso fermarmi un attimo e dico "Ma sono qua". Dio mi fa "Guarda, domani telefoniamo perché dobbiamo farti una proposta che non puoi rifiutare" e praticamente il giorno dopo mi telefonano lui e Valentina e mi chiedono se possono andare posso andare 12 giorni a Berlino. a rappresentarlo. Cosa voleva dire? Che lui dopo una sola intervista aveva pensato che fossi la persona migliore per andare a incontrare i suoi traduttori e i suoi editori tedeschi per fare una mega conferenza internazionale dove lui si sarebbe raccontato. Fate conto che eravamo all'Istituto di cultura, quello costruito da Mussolini in epoca IRE, per darvi un'idea, che è bellissimo, un monumento molto particolare ed eravamo in piena era Berlusconi Quindi io facevo una messa in onda dentro a questo istituto con 300 persone, i cameraman che erano a casa di Camilleri a fare la ripresa e i traduttori che in simultanea nella cabina traducevano in italiano e in tedesco. L'addetto d'istituto prima dell'incontro mi avvicina e mi dice Croi mi raccomando, non tocchiamo argomenti politici e no perché dobbiamo raccontare cose sui romanzi. Fa no, perché sappiamo che Camilleri potrebbe fare delle battute. Sì, un certo genere. Io parto con la diretta e di fianco a me c'era il l'editore tedesco di Camilleri, marxista e del proprio schierato e guarda Andrea e gli dice Andrea, ma ti vedi invecchiato, ma quella faccia lì, ma stai bene? E Andrea, ma come non vedi? Mi sono appena tolto la bandana. Come ridete voi, tutto il pubblico rideva. era la settimana del lifting e tutti sapevano che l'unico con la pandana di cui si poteva parlare era ovviamente Silvio Berlusconi all'epoca. Ovviamente io ero spaventato perché mi aspettavo poi la domanda sulla Merkel, no? Perché essendo dai tedeschi era già successo quell'incidente, m'aspettavo anche questa cosa qua. In realtà l'ha detto d'istitutto è rimasto bianco per tutto l'incontro e spaventato.
6) - Ma la cosa interessante da raccontarvi è che Andrea con una sola battuta aveva raccontato una storia senza raccontarla e lui aveva questa abilità, cioè bastava una battuta sua per entrare in un mondo, raccontarlo e commentarlo. Non aveva bisogno per forza di tempi lunghissimi, bastava anche una semplice battuta perché era un uomo che aveva fatto tanto teatro, tanta radio, tanta televisione. Quindi quando diventerà uno scrittore famoso dopo i 70 anni sapeva già che cosa raccontare, come porsi. Cioè quando lui era in radio non sbagliava nel minutaggio niente. E come davanti alla troop che lui faceva venire a casa sua, sapeva come disporli e come andare in onda. Questa cosa lui laamava tantissimo, piuttosto che andare a fare incontri in giro, faceva venire la truppa a casa sua. È per quello che abbiamo tante interviste anche televisive, perché lui non si spostava e perché andava tanto in Rai o alla radio a fare night perché apriva la porta di casa, scendeva e la Rai era di fronte a casa sua. proprio attraversava la strada, eh, non è che doveva fare e invece le altre volte che doveva fare delle registrazioni diverse, invece che andare lui li faceva venire. Questo gli permetteva di gestire la troop. Tenete presente che per un uomo che aveva gestito le troopan, di Megret, di Laura Storm, ma che si era occupato anche del segno del comando dell'amaro caso della baronessa di Carini e cioè è il ritratto di donna velata, per dirvi cose che che io racconto nel libro che lui ha fatto e quest'uomo aveva un senso dello spettacolo pazzesco, poi aveva un senso di racconto che non era solo il racconto quello che avete letto, era il suo raccontare ad alta voce, cioè lui sognava di finire la sua vita come canta storie che all'aperto, dopo aver raccontato una bella storia, girava col cappello a raccogliere i soldini e quando lui raccontava una storia era sempre perfetto. Il mio libro ha avuto la fortuna di attingere ai suoi ricordi, sia quelli orali che quelli scritti. Quindi, sostanzialmente, io avevo già tutta la storia raccontata, solo che Andrea ha raccontato tanti pezzi della sua storia in momenti diversi. Io ho fatto una costruzione cronologica in questo libro e ho scelto di avere un ritmo narrativo che potesse funzionare senza avere la voce del Crovi per forza lì dentro, perché, insomma, io c'ho 56 anni e non sono siciliano, quindi sennò il rischio era di fare una brutta cosa. di quello che era Andrea e il libro, essendo io un uomo che si occupa di suspense, è costruito anche in funzione di questa.
7) - Assolutamente. Tra l'altro io in questo tipo di narrazione che tu hai scelto, pur essendo una biografia, costruita su memorie autobiografiche, se vogliamo, no? Perché sono quasi hai attinto a interviste, a dichiarazioni che ha fatto lui direttamente, rapporti che ha fatto lui direttamente. Ho ritrovato, se mi permetto, il Crovi che io ho letto, per esempio, nelle storie di De Vincenzi, dove c'è tanta storia, cultura, letteratura e il modo in cui tu ricostruisci nei tuoi romanzi questo aspetto della della tua narrazione, cioè non tanto l'investigazione poliziesca, ma tutto il contorno dedicato a fatti storici, ricostruzioni storiche, le ho trovate anche nel modo in cui hai messo insieme questi pezzi di cui ti racconto, anche perché sono quasi gli stessi anni, cioè gli anni di cui parlo io nei miei libri di De Vincenze che partono, insomma, dal 1918, sostanzialmente sino al 1947. Sono gli anni formativi di Camiseri che vive la prima guerra mondiale, la seconda guerra mondiale in prima persona e che invece la prima se la sente raccontare dalle nonne e dal suo padre e lui è un uomo che viene fuori da un mondo che è un misto tra il mondo di mare siciliano e il mondo contadino. Quindi sono due identità diverse e in particolare. Lui nasce in un comune come quello di Porto Empedocle che è molto diverso da Agrigento, da cui si è separato praticamente alla fine del 700. È un comune dove ci sono tanti laici, ci sono pochi religiosi, ci sono stati tanti filosofi, ci sono tanti marinari che gestivano il mare. Il papà di Camilleri faceva il responsabile del porto e in un periodo di guerra il porto di Porto Empedocle era un porto che era un obiettivo di guerra. importante, non a caso viene bombardato, presidiato, attaccato e lui vive in presa diretta l'arrivo degli americani. Lui vive la liberazione della Sicilia e quando lui è ancora a scuola. Fate conto che lui non finisce la maturità, viene maturato d'ufficio perché sono sbarcati gli americani e quindi l'ultimo anno praticamente della sua attività scolastica rimane interrotto e quegli anni che lui Sono anni incredibili per la crescita sia della Sicilia e per il cambio territoriale. Soprattutto poi è incredibile pensare che lui potesse parlare con questi americani che sbarcano, perché la maggior parte di noi si dimenticano che i primi che sbarcarono erano tutti italoamericani e parlavano soprattutto siciliano. Gli altri erano afroamericani e gli altri erano indiani nativi d'America, anzi più che nativi d'America, nativi del Canada per maggior parte. Difatti se andate a Ortona c'è un grande cimitero che riguarda questi nativi americani ai quali venne promessa la libertà di civili eccetera e quando tornarono dalla guerra queste cose non vennero però martenute.
8) -Però l'arrivo degli americani per gli italiani fu una boccata d'ossigeno, una boccata di musica, una boccata di cibo, una boccata di festa. Immaginatevi gli afroamericani che davanti al santo protettore di Camilleri che San Calogero, se lo portano in braccio. show e si mettono a cantare gli spiritos. Era la prima volta che vedevano un santo di colore, non ne avevano mai visto uno. Per Camilleri era il santo che gli aveva salvato la vita. Lui si chiama Andrea Calogero Camilleri. È l'unico bambino sopravvissuto della sua vita perché suo fratello è morto per febbrie e sua sorella è morta pericemia e lui era protetto dai suoi perché era malaticcio, pepricitante, eh costretto a stare in casa. Nonostante questo era una peste totale. per cui la prima parte della sua vita per chi legge il libro. Tra l'altro io ho avuto gli studenti che l'hanno già detto delle scuole, si sono innamorati di Camilleri perché per la prima volta trovano un uomo che diventa un letterato e un uomo colto ma che de bambino convente in peggio di Batto. Un misto tra Gianurrasco e Pinocchio, per darvi un'idea, con delle storie di bande che si prendevano appietrate e affiondate con rischio anche di perdere gli occhi. Lui è diventato cieco da vecchio a causa di una di queste pietre che si è prese in un occhio quando era bambino che gli ha impedito di essere ufficiale di Marina, che era la sua aspirazione, ma che gli ha provato gli ha procurato dei problemi agli occhi a distanza di anime. Il motivo per cui portava gli occhiali era legato a questa cosa qua. E le cose che racconto sono tutte vere, anche se a raccontarle sembrano veramente inventate. Immaginatevi che lui per un certo periodo decide di pigiare la scuola, lo fa quotidianamente, va in giro a vedersi con i suoi compagni i i tempi di Agrigento e però dopo circa due mesi di questa attività arriva la pagella. Arriva la pagella e Carnivera bella intuizione. Se io prendo la scolorina e cambio i voti da incl dei quattro, dei tre, dei cinque, cioè non dei voti alti, però perlomeno i miei genitori non si arrabbiano. Quando la fa vedere a suo padre, suo padre legge la pagella, si alza in piedi, gli dà uno schiaffo, lo butta per terra e gli dice che lui sapeva già. che aveva abigiato la scuola e che adesso aveva fatto di peggio, cioè cambiando i voti sarebbe stato espulso e quindi padre Camilleri prende la boccetta dell'inchiostro, la versa sulla pagella e si presenta a scuola con lui scusandosi perché ha cancellato i voti della pagella.
9) - Detto questo, la sera dopo lui e sua moglie cominciano a dire "Ah, ma il figlio tuo?" "No, il figlio tuo no, il figlio tuo non è figlio". Secondo me c l'han sostituito. No, Andrea assiste a questa geg genitori e finisce in collegio. Finisce in collegio dai religiosi e da questo collegio lui cerca di scappare per mesi e ogni volta lo ripigliano e la sofferenza di non vedere il mare per lui era terribile, non vedere la spiaggia, non essere libero e essere punito per una cosa che lo faceva arrabbiare tantissimo. In convento non potevano parlare siciliano e eh i preti a chi parlava siciliano rifilavano delle punizioni corporali che non erano di quelle leggere, non è che pregavano e basta, ripicchiavano sostanzialmente. E siccome non bastava che li beccassero i preti, avevano questo meccanismo perverso per cui i compagni di classe potevano denunciare gli altri per il fatto che parlavano in siciliano. E come facevano dimostrare che il compagno aveva parlato siciliano? Dopo che questo aveva pronunciato la parola in siciliano, gli rifilavano un piccolo totem di legno che si chiamava affodi etieni. Glielo davano in mano e quando arrivavano i religiosi, chiestava con in mano questo Viva punito. Camilveri per vendicare i suoi compagni e per cercare di bloccare questo sporco sistema, cerca di fare in modo che tutte le sere quell'oggetto rimanga nelle sue mani. Pronuncia delle parole italiane che sembrano siciliane e ogni volta che stanno per menarlo costringe gli insegnanti a guardare il suo vocabolario e quindi ogni volta lui la sfia non viene punito. Però non gli basta questa cosa perché lui da lì se ne vuole andare e siccome gli davano poco da mangiare ogni tanto sua mamma riusciva a far entrare a scuola delle uova che lui si faceva cucinare dal cuoco. Prende le due uova che deve portare al cuoco, entra nella mensa, guarda il centro del della mensa dove c'è un crocifisso e tira primo un uovo sulla faccia e l'altro sul petto del Cristo crocifisso. Questa cosa comporta che i suoi compagni gli danno una fraccata di volte, i religiosi intervengono e lui dal giorno dopo finalmente se ne va dalla scuola dei religiosi, espulso. Però il suo poi la scuola gli ha fat venire da un'altra parte, però viene espulso in questo modo che non è esattamente una linea tranquilla. Lui nella sua vita ha fatto delle pirlate che un bambino normale, un ragazzo normale non sarebbe tornato indietro. Vi racconto la la una delle altre. Quando lui decide di fare la scuola da eh regista e di andare a Roma, il che comportava a fare un esame molto complicato con una prova attoriale e una prova da regista e anche degli iscritti. Se passavi l'esame prendevi una borsa di studio di 30.000 lire che ti permetteva in qualche modo di sopravvivere a Roma, che era il luogo dove lui aveva deciso di andare a studiare. Va a fare l'esame, ma si rifiuta di preparare la parte d'attore. Prepara solo da quella da regista con un trattamento di così se vi pare, di Luigi Pirandello. I suoi insegnanti però gli dicono che lui la parte d'attore la deve sapere, gli danno 2 ore e mezza per prepararla. e gli danno un aiuto, cioè gli danno uno studente appena diplomato della scuola che lo segue nell'adattamento di Arsenico e Vecchi Merlette. Questo attore che lo segue per 2 ore e mezza si chiama Vittorio Gasman.
10) - Vittorio Gasman e diventa quello che reciterà poi le sue prime poesie di successo a Genova qualche anno dopo. In questa scuola lui fa questo esame con Gasman che lo ha preparato e alla fine dell'esame insegnanti gli dico, "Abiam capito perché non hai studiato la parte d'attore? Perché sei un cane, non sai recitare, quindi è meglio se studi la regista. Vince il concorso e in quel momento a parte che lo scopre in ritardo e e lo scopre tre giorni dopo che la scuola è iniziata, perché lui se ne va convinto di essere stato bocciato, ma scoprirà di essere l'unico allievo in classe con l'insegnante che sarà Orazio Costa, che è stato uno dei registi più importanti che hanno cambiato la storia del teatro italiano. Tra i compagni di classe di questo periodo. Così vi racconto una grande stupidata che non è non aver studiato la parte d'attore e che in quel periodo lui aveva due compagni di classe che si chiamavano Enrico Maria Salerno e Luigi Vanducchi, che qualcosina magari mi fanno ricordare della televisione italiana. E Vannucchi, Salerno e Camilleri tenevano la fidanzata. Quindi quando la scuola decide di portare tutti in gita ad Assisi per fare uno spettacolo, praticamente le ragazze stavano al commento dei preti e le i ragazzi e le ragazze stavano invece dalle suore. Siccome però Manducchi, Camilleri e Salerno non potevano vedere le fidanzate solo sul palco, tutte le sere scendono ed entrano nel convento delle suore grazie a una chiave che ha fornito loro d'accesso una loro compagna che si chiama Rossella Falca. Rossella Falc. Tutto questo che vi sto raccontando Andrea lo raccontava nei dettagli e nelle lettere ai genitori ci sono dei nomi che noi dice no perché per noi sono eclatanti. All'epoca erano i suoi compagni di classe, quindi erano degli sconosciuti, sostanzialmente. Insomma, dopo una primicina di giorni che di notte si fermano a dormire con le fidanzate, Camilveri viene beccato dalle suore a letto con la fidanzata. Questa cosa comporta l'espulsione dalla scuola grave drammatica e siccome non lo può dire genitori, anche nelle lettere non lo racconta. È l'unica cosa che non dice dice che ha avuto dei problemi che sta cercando da lavorare, ma non che è stato espulso. Un'amica di sua madre, senza dirlo a sua madre, decide di scrivere al ministro dello spettacolo con il quale aveva un legame di conoscenza. Min tro dello spettacolo dell'epoca si chiamava Giulio Andreotti che risponde a questa lettera e manda Camilleri a fare due mestieri.
11) - Uno l'assistente, cioè l'attore comparsa per Luigi Zampa che era un regista di quel periodo lì. che però quando scopre che Camilleri faceva la scuola drammatica lo caccia, sostenendo che lui gli autori della scuola drammatica non li voleva in sca. E il secondo mestiere che gli propone Andreotti è di andare a lavorare per la Minerva Film che all'epoca produceva un sacco di film, era gestita da due produttori di origine greca e Camilleri faceva il lettore delle sceneggiature che potevano diventare film. Dopo circa un mese e mezzo va a chiedere di essere pagato e il produttore greco apre il cassetto e tira fuori tre stecche di sigarette. Camille dice "Ma che me ne faccio di queste tre stecche di sigarette e le vai a vendere al mercato?" Allora o alla stazione, rendetevi conto che le le sigarette di contrabbando una volta erano un business pazzesco e quelle che arrivavano dalla Grecia erano quelle che valevano di più anche dal punto di vista della qualità. Lui facendo il venditore di sigarette farà anche il giornalaio per un lungo periodo. È ovvio che tutte queste cose che lui combina gli mettono degli incontri speciali. Il primo che gli dice che lui farà il regista che fa parte dei vecchi allievi della scuola si chiama Tino Boazzelli con il quale poi lui lavorerà anni dopo al Balordo tratto da Piero Chiara e Boazzelli dice "Ma tu Andrea farai il regista perché tu porti il cappello, c'hai gli occhiali e c'hai un sacco di donne". E in quel periodo lì questi personaggi quando non riescono a mangiare vanno a mangiare a scrocco ai ai cocktail di presentazione dei film o delle prime teatrali, ma oltre a loro ci sono dei personaggi che scroccano come loro di cui Camilleri parla nelle lettere, cioè lui parla che assieme a Boazzelli, a Gasman, a Rossella Falc eccetera, loro andavano a scroccare i pranzi assieme a Bianciardi e a Moravia, cioè che per noi sono scrittori famosi, per lui erano morti di fame come lui. che stavano lì. Allora, Andrea ha avuto questa fortuna di vivere in un periodo particolare e incontrare persone speciali.
12) - Ma questo è successo per quasi tutta la sua vita. Sì, perché pensato e nel momento giusto sembra Forest Gamp per darvi un'idea. Cioè nello sbarco degli americani lui incontra il fotografo Robert K e incontra il generale Patton. Dall'altra parte lui viene costretto dalla band dalla banda del bandito Giuliano a a portare il pesce nella grotta a alla a alla banda, cioè sopravvive a Portella della Ginestra perché decide di andare a festeggiare, ubriacarsi con i suoi amici piuttosto che andare in manifestazione e da quel giorno non berrà più una goccia di vino perché appena gli annunciano che li hanno ammazzati lui vomita e non verrà più una goce verrà birra, verrà whisky. Tra l'altro il whisky lo beve rischiandoci la pelle anche da quel punto di vista, però È incredibile come o prima o dopo lui si trova nel momento giusto o nel momento sbagliato o nel luogo giusto o nel luogo sbagliato. E a proposito di whisky e di posti sbagliati, eh torniamo alla narrazione un po' eh diciamo da da romanzo di di genere che hai scelto anche per raccontare alcune cose. E iniziamo dal primo capitolo che è una storia noir. E come in tutte le storie noir Ro gialli inizia con dei morti, inizia inizia con due ben due stragi e lui era porto Empedocle girava per bar a bere whisky. Raccontaci un po' di questa avventura che ha avuto molto più avanti rispetto al periodo che stavi raccontando prima, ma che siamo nel 1986 e io ci tenevo a partire al contrario, cioè parto dall'evento più tragico al quale lui sopravvive per spiegare per Perché lui poi non racconterà più la mafia nelle storie che scrive. Perché sapete che Camilleri la mafia la racconta tangenzialmente da una storia di morto al mano, ma non spazio.
13) - Non vuole avere l'effetto statico, quindi non vuole che la mafia l'immagine della Sicilia che lui racconta, anche perché lui finta bambino la mafia la vede. Tenete presente che uno degli episodi che racconto eh più divertenti del periodo in cui lui è ragazzo è il punto delle patate, no? A casa dello zio. I ladri arrivano di notte, rubano tutto il raccolto e si portano via anche eh tutte le altre venture oltre alle patate e per evitare che quelli della casa sparino loro gli tieno dietro un bomba a mano. Allora la mattina dopo arriva Don Masino che era il custode delle capre dei terreni dei camilleri. Questo signore però non era un normale pastore, era in realtà il mafioso locale che gestiva i territori e appena sa che i camiseri sono stati derubati ama mia le patate, prende, lascia le capre e va in città. Circa 3 ore dopo una nonna e cameri viene chiamata in città perché non solo ritrova le patate, non solo c'è il ladro che chiede scusa, ma gli danno pure gli asini per riportarle a casa. Allora, quindi Camilleri questi personaggi li conosce bene e tra l'altro di questi personaggi uno lo incontrerà anche il giorno in cui sta per morire su padre, perché questo torna dagli Stati Uniti per salutare e ringraziare suo padre e quando Camilleri lo saluta scopre che questo è un killer di mafia che ha fatto carriera là grazie al fatto che suo padre gli aveva finanziato il biglietto per andare dall'altra parte. Quindi è ovvio che conoscendo quella realtà quando farà la scelta di non raccontarla sarà una scelta importante, anche perché nel 1976 lui torna in Sicilia per fare un atto notarile e sopravvive a una delle più terribili stragi di mafia di quel periodo, eh, lui era abituato ad andare a bere e aveva tantissimo whisky, girava 5 o sei locali per notte e aveva trovato un compagno di Beavute che si chiamava Giovanni Grassonelli. Questo signore Grassonelli era il responsabile della stata che in quel momento era il l'atto criminale che si opponeva a Cosa Nostra per la gestione territoriale dello spaccio di droga e di tutta un'altra serie di situazioni. Però con questo signore si trovava bene, ci caccherava e non sapeva chi era. Era solo quello col quale andava a bere il whisky, quindi non aveva un'idea di chi fosse. Immaginatevi io che ha la prima presentazione siciliana a tre castagne mi trovo uno in sala che fa io ero compagno di banco di grassonelli e io dico ma scusi, ma è ma nessuno sapeva niente, aveva una seconda vita, non ce ne siamo mai accorti, però trovavoo davanti già capito? E come è arrivata la la nipote di Shash durante la presentazione, mi sembrava di essere libro, eh, cioè anticipavo e raccontavo cose coi personaggi che apparivano. Sostanzialmente Andrea entra nell'ultimo bar eh di Porte Empedocle perché un paio sono chiusi e assiste al fatto che c'è uno strano blackout.
14) - Avevano tagliato la corrente perché dovevano in qualche modo fare in modo che i killer non venissero visti e quando entra nel barinare Il whisky incontra il signor Grassonelli che lo invita al suo tavolo. Lui sta aspettando il suo whisky, guarda una bella ragazza che è appena entrata e appena il whisky è pronto cominciano a sparare. Sparano all'impazzata, rimangono morte sul terreno cinque persone e Andrea cerca di reagire, chiede al barista di dargli una pistola per poter sparare. Il barista dice "Ma sei scemo? Buttati per terra". E quando riescono a rialzarsi Camiseri scappa a casa. Scappa a casa. e telefona a sua moglie per dirgli che è vivo. Quando ritorna ci sono già i carabinieri e fanno una ricostruzione della strage. Erano tutti a volto scoperto. Camileri non li riconosce, dice di non averli mai visti e lo fa anche perché ha una paura f****** che se li avesse riconosciuti avrebbero ammazzato lui e la sua famiglia. Anche perché le figlie mi hanno raccontato che tre cadaveri loro davanti a casa se ne sono trovati negli anni dopo, perché questa strage ebbe poi un un'altra strage in un deposito di macchine che fu la risposta a questa strage. E lui con i carabinieri ricostruisce quello che era successo. Praticamente gli assassini erano arrivati dalla spiaggia, vestiti da spiaggia, avevano fatto finta di essere lì per prendere qualcosa da bere e nascondevano dentro dei sacchetti eh della spesa le mitragliette con le quali avevano sparato. Con i carabinieri identificano i fori di proiettile dalle mitragliette e Camilleri, dopo aver fatto la ricostruzione con i camiseri con i carabinieri va in fondo al porto dove si siede a guardare il mare e arrivano tre ragazzi che erano i figli di un suo amico che passano con lui tutta la notte perché lui è l'unico testimone, l'unico che ha parlato con i carabinieri e hanno paura che in qualche modo qualcuno lo ammazzi. Il giorno dopo arrivò una telefonata di scuse da parte degli assassini che si scusano per le persone che erano presenti che non dovevano essere presenti ad incidente. Ma su Succede un'altra cosa curiosa. Camillevi per 3 mesi, passando ai controlli di tutti gli aeroporti d'Europa, li faceva suonare. Fece dei controlli medici per controllare che non gli fosse rimasta una pallottola da qualche parte e non risultò niente. In realtà io ho parlato con mia moglie che è medico e mi ha detto che in realtà con queste stragi non basta essersi lavati, cioè tracce o depositi di polvere eccetera restano a distanza. a meno che tu non fai delle pulizie particolari. Quindi è normale che questa traccia fisica e anche fastidiosa gli fosse rimasta addosso. Ovviamente questa cosa qua succede nell'86 e lui ha appena fatto da poco due cose. Uno ha appena firmato per la RAI uno sceneggiato che vi consiglio di vedere che si chiama West di Cose Nostre. È in due episodi è preso da un racconto di Shasha. È una storia di faida tra due fam famiglie mafiose. Il protagonista, il giustiziere della storia si chiama Domenico Modugno, che questo film armato di pistola, oltre che essere il farmacista del posto. È una storia molto bella, è la prima che fanno insieme Shasha e Camilveri e Camilveri poco dopo realizzerà poi un'altra strage che si chiama Una strage dimenticata, che è il primo libro che lui pubblica da Sellero. Queste tre stragi mi sembravano sintomatiche in qualche modo per iniziare la storia e raccontare quello che era stato e sarà Andrea Camilleri.
15) - Ovviamente per il pubblico è un classico del Noa, nel senso che parto dalla fine e poi ritorno indietro come viale del tramonto il cui il cadavere è in piscina e ricorda tutto quello che è successo. Perché avrei potuto partire con una storia di pirati che è quella che c'è dopo, quella del Catanonno contrabbandiere. Infatti in origine avevo messo la storia del contrabbandiere, però ho pensato che se partivo dalla strage poteva essere molto più avvincente per i lettori, un ottimo incipit, come si dice, per certi genere di storie. Ecco, qui tu hai accennato a al nonno con trabbandiere, quindi agli agli avi di Camilleri. In questo libro c'è, secondo me, un ampio spazio lasciato a quelli che sono i suoi rapporti anche familiari. Ok, quindi io vorrei che tu adesso ci raccontassi un attimino intanto questo aneddoto del degli avi contrabbandieri, ma poi fond Ale se ci racconti del suo incontro con Rosetta. Allora, il suo Bisavolo sostanzialmente faceva il contrabbandiere di Seta nella zona che andava dalla Sicilia a all'isola di Malta e probabilmente il cognome Camilleri è di origine maltese o deriva, secondo un'altra etimologia da cammellieri, quindi potrebbero essere anche di di origine diversa. Però la cosa curiosa è che la boh eh che faceva contrabbandiere. Era uno che non sopportava la moglie, perché la moglie quando c'erano i temporali si chiudeva dentro uno sgabuzzino in casa, si copriva completamente la testa e stava rispaventata per ora mentre lui prendeva e andava eh a navigare. Quando diventa Adriano il Catanonno però la stessa paura e quindi nello stesso stanzino mettono due segiole, una per lui e l'altra per la moglie. Questo aneddoto permetteva a raccontare le ossessioni di sua nonna per la pioggia e per il fatto che lui non doveva andare in giro, eccetera, però è curioso, coraggioso in una certa età e pauroso in un'altra e il catano. E è interessante perché lui questa partenza della famiglia ci teneva a raccontarla. Poi mi avevi chiesto un'altra cosa che rimanendo nel nell'ambito della famiglia è quello che succede con Rosetta è quotro con Rosetta perché è il momento in cui tocca ad Andrea costruire una famiglia.
16 - Allora L'incontro con sua moglie accade a teatro quando lui realizza il sua la sua prima grande opera teatrale. Lei fa da assistente ma sbaglia tutto, tanto che dovrebbe cacciarla da assetta, ma gli fa così tenerezza che non solo la perdona, ma se ne innamora. E la cosa vera è che lei è rimasta accanto a lui per tutta la vita. Dovete sapere che ehm io ho fatto tempo non solo a incontrarla varie volte, ma a incontrarla anche nella settimana in cui ho fatto le ricerche per il libro e la preoccupazione di Rosetta quando sono entrato a casa Camidele fa "Ma te l'hanno fatto un caffè?" Immaginatevi questa signora quanti caffè ha fatto nella sua vita per attori, per registi, per scrittori che passavano ore e ore con Andrea in casa e lei era di una tenerezza pazzesca. Aveva una sua biblioteca personale che condivideva con Andrea ed è stata la prima lettrice di tutto quello che lui ha scritto. In più, e qui mi commuovo, lei la mia lettrice, cioè lei ha letto tre dei miei romanzi e la cosa che mi commoveva è che lei mi diceva "Perché tu racconti la mia Milano, quella nella quale io sono cresciuta con quel dialetto, con quei racconti, con quei personaggi in più, perché Andrea non ha fatto tempo a leggermi, è morto prima" e mi fa: "In più tu hai raccontato il pro zio di Andrea, cioè Carmelo Camilleri, che è protagonista di alcune delle storie che io racconto, che è il personaggio che gli ha ispirato Montalbano che è un poliziotto che scopre a Milano che la bomba del 1928 di Piazza Giulio Cesare l'ha messa ai fascisti contro i fascisti creando nella mia città la strategia della tensione. Quando lei mi raccontava questo suo rapporto con i miei romanzi, cioè io mi commuovevo, nel senso, però lei mi spiegava come lei era veramente cresciuto in quel mondo e io ho avuto la possibilità di vedere anche gli archivi della famiglia perché il papà di Rosetta che lavorava in banca la anche d'allamerica d'Italia. Anche lui era un personaggio pazzesco. Questo signore era amico personale e intimo della famiglia De Filippo e aveva scritto testi teatrali per la famiglia De Filippo, cosa che ha comportato che quando Andrea è diventato il produttore in Rai degli spettacoli di Edoardo De Filippo, De Filippo conoscendolo tramite il suocero lo considera uno di famiglia e quindi lui riesce a lavorare con De Filippo in una maniera che nessun altro avrebbe potuto fare. Quando si sposano lui e sua moglie, succede una cosa. La moglie per tanto tempo gli aveva detto che lui andava da un salto che gli faceva i vestiti troppo piccoli e quindi Camilleri aveva queste giacche quali era schiacciato e lei lo trovava insopportabile. Allora gli ha detto a me per il giorno matrimonio fatti fare una giacca diversa e lui invece va allo stesso salto. Solo che la giacca la prova solo il giorno del matrimonio e si presenta davanti a suo papà e a sua moglie con questa giacca. un po' stretta che lo comprime la moglie e gliele dice Lioni. Allora Camileri s' arrabbia e dice allora se vuoi sposarti con uno che fa solo che ha solo le giacche larghe spogliati, no? Sposati con un altro prende la giacca e la butta per terra, no? Così. E lei lo prende a schiaffi. Lei lo prende a schiaffi. Non si sono più sposati. Lei lo prende a schiaffi e lo riporta per terra. E in quel momento i due si mettono a ridere. Ma la cosa buffa è che quando lei sta per dire sposo e metettere l'anello al dito di Andrea lo mette a quello del parroco che si mette a urlare che non ha dito lei l'anello e a lui l'anello e non al marito.
17) - Fantastico. - Hanno avuto un rapporto in vita pazzesco, eh non potevano che stare insieme e difatti lei non è sopravvissuta tanti anni alla sua morte, però è sopravvissuta quel giusto per poterlo riraccontare e permettere alle figlie di prendersi anche l'eredità spirituale di Andrea. Io devo dirvi che io quando l'ho incontrata la prima volta l'ho incontrata quando c'è stato il primo ricordo a distanza di un anno di Andrea all'Università di Perugia e l'ultima è stata per quel caffè che lei mi voleva far servire eh sicuramente la settimana che sono andato a fare eh le le ricette. Se Andrea non avesse avuto una moglie del genere non avrebbe potuto avere una vita da un certo punto di vista in avanti di quel tipo, anche perché lei guidava la macchina, lui non guidava la macchina. Lei è stata la prima a avere uno stipendio sicuro e ha permesso a lui, facendo il suo lavoro di segreteria, ma anche amministrativo, perché lavorava all'INPS, eh che lui non poteva fare perché lui comunque era un letterato, un colto, uno che viveva di immaginari finché non comincia a lavorare in maniera continuativa in RAI. Per cui è lei che garantisce la famiglia e che Lei è lei che cura le figlie, è lei che le segue quando Andrea non è mai a casa. Difatti una delle cose anche divertenti del libro è un tema che scrive Andreina che si intitola Mio padre e il tema è così. Mio padre torna a casa a tardi, litiga con mia mamma, si chiude nello studio e guarda dei copioni, poi esce, fa andare la lavatrice e ogni tanto la prende a calci. Allora C'è tutto un universo dietro questo micro racconto che sono le discussioni con la moglie che lui spiegava che erano delle robe normali, il fatto che lui leggeva i copioni, la lavatrice che funzionava effettivamente solo con un colpettino del piede, no? E però dall'altra parte la presenza di questa moglie che era sempre con le figlie, perché Andrea ha sempre dichiarato di essere stato più un grande nonno che raccontava le storie, stava tanto con i nipotini che non un papà che stava con le figlie. Però quando ha cominciato a contestare le fle figlie che erano un po' più grandi, interveniva nella loro vita. Io nel libro non l'ho raccontato, ma una delle cose più divertenti erano gli scherzi che faceva al genero, cioè al marito di Mariolina, per cui lui si metteva dietro la porta, lo aspettava e faceva
18) - "Ah, devi morire". No. Oppure, gentilissima signora Mariolina, lei da qualche settimana sta frequentando un uomo di dubbia fama. Le consigliamo di abbandonarlo. Potrebbe morire di crepacuore, prima suo padre, poi sua madre. Allora, questi erano cose che lui faceva. Se avete letto la concessione del telefono, immaginatevi dei testi tipo della concessione del telefono che Andrea scriveva solo per fare gli scherzi. Poi è ovvio che di questi non mi sono rimasti i pizzini o le cose, senò se avessi trovato tutte le tracce avrei messo anche quelli perché erano troppo divertenti. Come raccontare il fatto che lui stirava cosa che da un uomo non vi aspettate, lui stirava e quando c'era una persona con la quale aveva confidenza, tipo Razios Costa, lui poteva anche stirare in mutande, mentre c'era la gente che tirava in casa, cioè e però vi racconta e il camilleri naturale, cioè non per forza quello che avreste visto in televisione e che vedevate composto che parlava in un certo modo, anche la scelta della foto è volontaria, è lui che ve la sta raccontando, non sono io che ve la sto raccontando. È una foto di Giovanni Giovannett di quella che ho scelto con le figlie. Non volevamo mettere lui con la coppola, senza denti, con gli occhiali, cioè non è lui giovanissimo. Nel libro c'è anche una serie di foto di lui giovani, però mi dà l'idea di un uomo che l'ha vissuta ma che la sa anche raccontare. Ehm, com'era il suo rapporto? Ne hai accennato un po' prima il suo rapporto con la sua isola, con la Sicilia? Beh, lui ha adorato la Sicilia e l'ha raccontata in ogni modo. N diventato un cantore perché anche quando non c'era lui ce l'aveva con sé. Fate conto che ci sono degli oggetti tipo la statuetta di San Calogero che lui aveva in tutte le case. Poi spesso l'avete visto fotografato con due grandi pupi. Quei pupi li era regalati Antonio Sellerio come c'era una grande mappa con dei racconti da canta storie siciliano e che quella identificava il suo modo di raccontare e lui la Sicilia l'ha raccontata tramite linguaggio tramite le abitudini, tramite i vezi, i personaggi. Eh, per lui Pirandello è stato la Sicilia dei suoi nonni raccontata. Shasha è stato un'altra Sicilia sociale raccontata. Lui poi quando cita Vittorini tra le persone che lo hanno in qualche modo formato, cita un intellettuale siciliano importante e tra l'altro lui racconta che quando va a parlare con lui si Vittorini sta progettando conversazione in Sicilia e quindi si fa riaccare da Camilleri tutti quei luoghi che poi lui avrebbe messo su carta in qualche modo. Dall'altra parte, quando deve raccontare la difesa del patrimonio della lingua siciliana, lui racconta il suo rapporto con Stefano da Rigo, quello dell'orcino Solo, del quale lui era un grande amico.
19) - E dal Rigo gli fa però uno scherzaccio che non tutti sarebbero stati contenti, nel senso che da Rigo che frequentava va a casa Camilleri, a un certo punto diventa molto amico della mamma di Camilleri e spariscono e Camilleri è preoccupato perché non vede tornare la mamma a casa e gli dicono che si è allontanata con dal Rigo. Dopo molte ore tornano in casa, gli dicono "No, siamo andati a fare una gita" eccetera. Il giorno dopo sui giornali Camil Stefano da Rrigo abbracciato sua madre con una diascaria Stefano da Rigo e sua mamma e dice Scusa, ma hanno sbagliato? Fa no, gliel'ho detto io che mia mamma e perché? Perché io con la mia c' ho litigato tanti anni fa, adesso lo sa che ho un'altra madre. E su questo ultimo racconto volevo magari chiedere alle persone del pubblico anche se avevano qualche domanda, qualche curiosità da chiedere perché noi potriamo potremmo andare avanti anche altre due ore, non c'è problema perché di cose da da raccontare su Andrea Camilleri, in particolare su questa adesso è che se si gelano È come la domanda della maestra. Ah, ok. C'è questa cosa. Allora, se volete farmi una domanda o più di una domanda, rispondo volentieri. Seò chiudo con un aneddoto che è preso da un WhatsApp. Allora, dovete sapere che quando hanno cominciato a fare l'archivio del fondo Camilleri aveva una serie di documenti che avevano trovato e che facevano identificare ad Andrea e su ognuno lui raccontava una storia. Sua figlia con il cellulare registrava. Questo che sto per raccontare è preso proprio da un WhatsApp. Camilleri stava realizzando uno spettacolo ad Assisi di cui avrebbe dovuto fare solo la regia teatrale. Gli viene assegnata però anche quella televisiva perché il regista televisivo non si presenta. Soprattutto lo scenografo si offende perché non è stato citato da Radio Corriere che all'epoca era molto più importante di TV Sor Canzioni. Era la vita per milioni di italiani. E Camilleri per quasi 30 anni ha scritto articoli e corsivi su Radio Corriere. Siccome si arrabbia di non essere stato citato, lo scenografo, quando Camilleri gli chiede l'ennesimo cambio di di scenografia, si rifiuta di fare il paradiso e Camile dice "Ma scusa perché non lo fa?" Io un paradiso non l'ho mai visto, non so come sia fatto e non so costruirlo. Allora Camilleri si accorda con l'elettricista con un po' di gazza, un po' di cartone, un po' di legno e un po' di di ferro realizzano questo paradiso e lo mettono sulla scena. Arrivano gli organizzatori dell'evento che chiedono a Camiseri di fare entrare pubblico in sala e allora cominciano a entrare. Sì, sì, fateli entrare.
20) - Entrano preti, reverendi, arcivescovi, suore, chirichetti, sacristi, insomma tutto un pubblico di religiosi che riempbe la sala. Mentre la sala è riempita, lo scenografo, guardando il paradiso sul palco si arrabbia, sale con un martello e comincia a spaccarlo davanti al pubblico. Camilleria in fronte alla sala, parte di corsa bestemmiando e arriva sul palco. Arriva sul palco, gli toglie il martello, gli dà un cazzotto e fa portare via lo scenografo dai carabinieri che erano presenti in sala. Quando si gira la sala è vuota e c'è solo sua moglie Rosetta incinta che sta piangendo in fondo alla sala. Passa la giornata, riesce a fare le riprese, ma gli rimane, insomma, questo peso del fatto di aver bestemmiato davanti ai religiosi, aver rovinato un po' lo spettacolo. Allora va nella canonica e chiede al sacrista se può confessarsi nonostante lui sia ateo. E quindi però ha bisogno di parlare con religioso. Allora gli dicono "No, vada di là che ci sono tre vescovi". E lui si avvicina a questi vescovi e riconosce che uno di questi è il patriarca di Venezia, il futuro Papa Giovanni che parla con lui, dice: "Fratello e st pesante eh sì, ma ma stai bene adesso? Sei pentito? Eh sì, ma ma stai meglio con te stesso? Tutto a posto? Fa sì, ma volevo raccontar Sì, ma ce l'hai raccontato? Poi noi eravamo presenti, abbiamo capito le tue ragioni e poi figliolo, gliel'avrei dato anch'io un cazzotto la donna di Camilleri per andare a incontrare questo Papa. Eh, perché dopo questo incontro a tu per tu, Camilleri i rapporti col Papa ce li ha avuti, ha permesso sua nonna e andarlo a incontrare, però non vi faccio lo spoiler di questa cosa, perché poi nel libro scoprirete come eh l'essere religioso e l'essere comunista hanno in qualche modo seguito tutta la vita di Camilleri perché lui potrà aprire il Partito Comunista in quel di Porto Empedocle proprio grazie all'arcivescovo di Agrigento che garantirà agli americani che se bisogna aprire un partito comunista in Sicilia e ma che lo apra Camilleri almeno lo conosciamo, no? perché all'epoca era l'ultimo dei partiti che gli americani avrebbero lasciato aprire in quel territorio. Io vi ringrazio per essere venuti a questo incontro e l'applauso lo vorrei per Andrea
PE-n1654-Andrea-Camilleri.mm - Vita di Camilleri. - La vita di Andrea Camilleri è stata caratterizzata da un'enorme quantità di esperienze e da un percorso editoriale complesso e sorprendente, spesso vissuto prima del suo grande successo con il Commissario Montalbano.
La vita di Andrea Camilleri è stata caratterizzata da un'enorme quantità di esperienze e da un percorso editoriale complesso e sorprendente, spesso vissuto prima del suo grande successo con il Commissario Montalbano.
Luca Crovi, autore di un libro dedicato a Camilleri, ha cercato di raccontare l'autore prima che diventasse lo stereotipo noto al grande pubblico (evitando l'immagine del personaggio visto al Maurizio Costanzo Show o imitato da Fiorello), focalizzandosi sulle tante vite e importanti esperienze che ha vissuto. Il libro attinge a interviste, dichiarazioni, e ai ricordi orali e scritti di Camilleri, organizzandoli in una costruzione cronologica.
Le Origini e le Prime Influenze
Camilleri nacque a Porto Empedocle, un comune che si era separato da Agrigento alla fine del Settecento, e che durante la guerra era un importante obiettivo militare. Suo padre era il responsabile del porto. Andrea Calogero Camilleri era l'unico bambino sopravvissuto, essendo morti un fratello per febbre e una sorella per leucemia. Era un bambino "malaticcio, febbricitante," costretto in casa, ma anche una "peste totale".
Camilleri non iniziò a scrivere tardi, ma a cinque anni. Le sue prime due opere furono una poesia per il Duce e una per la mamma. Ricevette persino una risposta dal Duce a una lettera in cui Camilleri esprimeva il desiderio di combattere nelle colonie come piccolo Balilla; la lettera fu consegnata dal fratello di Luigi Pirandello.
La sua famiglia era imparentata con Luigi Pirandello, primo cugino di sua nonna. Questa parentela era legata a un "matrimonio di zolfo" che univa due famiglie proprietarie di zolfare, la cui ricchezza andò perduta a causa di un incendio e un allagamento. Nonostante ciò, Camilleri ebbe l'opportunità di accedere a cinque diverse biblioteche in casa (del papà, del nonno, della nonna, dello zio), contenenti libri diversi.
Un'influenza fondamentale fu la nonna Elvira, dotata di una fantasia "pazzesca," che parlava rigorosamente in siciliano con oggetti, animali e contadini, e litigava con gli oggetti che non sopportava, arrivando a spaccare una saliera sopravvissuta a tre avi. Questi dialoghi con le cose e l'uso del siciliano caratterizzarono Andrea fin da piccolo.
Poesia, Studi Turbolenti e l'Esperienza di Guerra
Il suo primo rapporto letterario fu con la poesia. A vent'anni fu premiato come poeta e le sue poesie, incentrate sulla guerra, finirono in antologie assieme a poeti come Granzotto e Pasolini. Fu scoperto da intellettuali del calibro di Eugenio Montale e Vittorini (che avrebbe voluto pubblicarlo su Politecnico), e fu pubblicato su Mercurio da Alba de Cespedes.
A causa di un incidente infantile — una sassata nell'occhio durante una rissa tra bande — Camilleri riportò problemi agli occhi che, anni dopo, lo portarono alla cecità e gli impedirono di realizzare la sua aspirazione di diventare ufficiale di Marina.
La sua formazione fu interrotta dall'arrivo degli americani in Sicilia: fu "maturato d'ufficio" e non terminò la maturità. Visse in prima persona lo sbarco degli americani, molti dei quali erano italoamericani (spesso parlanti siciliano), afroamericani e nativi.
Da ragazzino, Camilleri combinò diversi guai. Saltò la scuola per circa due mesi per visitare i templi di Agrigento. Tentò di falsificare i voti sulla pagella con la scolorina per evitare l'ira dei genitori. Il padre, irritato non tanto per l'assenza quanto per il tentativo di falsificazione, lo schiaffeggiò e, dopo aver versato l'inchiostro sulla pagella, si scusò a scuola. A seguito di questo episodio, Camilleri fu mandato in collegio dai religiosi. Lì, soffriva per la lontananza dal mare. Essendo vietato parlare in siciliano e previste punizioni corporali per i trasgressori, Camilleri sfidò il sistema degli affodi etieni (un totem di legno usato per denunciare i compagni) riuscendo a evitarle. Fu espulso dal collegio dopo aver tirato due uova (ricevute di nascosto dalla madre) contro il volto e il petto del Cristo crocifisso nella mensa, ottenendo così la sua liberazione.
Il Teatro, La Radio e il Cinema
Camilleri si recò a Roma per studiare regia, vincendo un concorso che garantiva una borsa di studio. Durante l'esame, si rifiutò di preparare la parte d'attore, preparandosi solo come regista. Gli fu data una preparazione di due ore e mezza da Vittorio Gassman. I docenti gli dissero che era "un cane" a recitare e che era meglio si dedicasse alla regia.
Fu espulso dalla scuola d'arte drammatica dopo essere stato scoperto a letto con la sua fidanzata in un convento ad Assisi, durante una gita. Non raccontò l'accaduto ai genitori.
Grazie all'intervento di un'amica della madre che scrisse a Giulio Andreotti (allora Ministro dello Spettacolo), Camilleri ottenne due lavori: assistente comparsa per Luigi Zampa e lettore di sceneggiature per Minerva Film. Presso quest'ultima, quando chiese di essere pagato, ricevette tre stecche di sigarette di contrabbando da vendere. Lavorò quindi come venditore di sigarette e giornalaio per un lungo periodo. In quel periodo conobbe, tra gli altri "morti di fame," Bianciardi e Moravia.
Camilleri lavorò in RAI (Radio Televisione Italiana) e ebbe contatti con persone comuni anche al padre dell'autore del libro. Gestì la regia di sceneggiati come Megrè, Laura Storm, Il segno del comando e L'amaro caso della baronessa di Carini.
La Vita di Coppia e Famiglia
Camilleri conobbe sua moglie, Rosetta, a teatro, quando lei faceva da assistente alla sua prima grande opera teatrale. Nonostante lei sbagliasse tutto, lui se ne innamorò. Rosetta rimase al suo fianco per tutta la vita, supportandolo e fungendo da prima lettrice di tutti i suoi scritti. Il padre di Rosetta, lavorando in banca, era amico della famiglia De Filippo e scrisse testi teatrali per loro, facilitando poi il rapporto lavorativo tra Camilleri ed Edoardo De Filippo in RAI.
Rosetta garantì la stabilità economica della famiglia grazie al suo stipendio all'INPS, e guidava la macchina poiché Andrea non lo faceva. Lei si occupò principalmente delle figlie, tanto che Camilleri si definiva un nonno migliore di quanto fosse stato un padre. Le discussioni con la moglie erano normali, come testimoniato dal tema della figlia Andreina: "Mio padre torna a casa a tardi, litiga con mia mamma, si chiude nello studio e guarda dei copioni, poi esce, fa andare la lavatrice e ogni tanto la prende a calci". Camilleri era anche noto per fare scherzi, arrivando a scrivere lettere minatorie al genero. Inoltre, era abituato a stirare, anche in mutande se in confidenza con gli ospiti.
Incontri con la Storia e la Mafia
Camilleri, che a volte sembrava un "Forest Gump," si trovò spesso nel momento giusto o sbagliato della storia. Incontrò il fotografo Robert Capa e il generale Patton durante lo sbarco degli americani. Fu costretto dalla banda del bandito Giuliano a portare pesce alla loro grotta. Sopravvisse alla strage di Portella della Ginestra perché scelse di ubriacarsi con gli amici.
Conobbe la mafia fin da bambino; l'episodio del furto delle patate a casa dello zio si risolse grazie a Don Masino, il mafioso locale. Un killer di mafia, il cui biglietto per gli Stati Uniti era stato finanziato dal padre di Camilleri, tornò per salutare il genitore morente.
Camilleri sopravvisse a una terribile strage di mafia nel 1986 a Porto Empedocle. All'epoca, era solito bere whisky in vari locali e aveva stretto amicizia con Giovanni Grassonelli, capo della Stidda (un gruppo criminale rivale di Cosa Nostra). Camilleri si trovava in un bar durante un blackout (utile per nascondere i killer) e, mentre aspettava il suo whisky, assistette alla sparatoria che uccise cinque persone, incluso Grassonelli. Per paura di essere ucciso, mentì ai carabinieri, dicendo di non aver riconosciuto gli assassini. Il giorno dopo ricevette una telefonata di scuse dagli assassini per le persone che non dovevano essere presenti all'incidente.
Nonostante fosse ateo, Camilleri ebbe un incontro singolare con la fede. Dopo aver bestemmiato e picchiato uno scenografo durante uno spettacolo teatrale ad Assisi, si recò alla canonica per confessarsi. Lì, si trovò a parlare con tre vescovi, tra cui il Patriarca di Venezia, il futuro Papa Giovanni, che lo rassicurò e disse che anche lui avrebbe tirato un cazzotto. I suoi rapporti con il futuro Papa continuarono. Inoltre, fu l'Arcivescovo di Agrigento a garantire agli americani l'apertura del Partito Comunista a Porto Empedocle da parte di Camilleri.
Tutta questa esperienza teatrale, radiofonica, televisiva e storica permise a Camilleri di acquisire un senso dello spettacolo e del racconto "pazzesco," tanto che, quando divenne uno scrittore famoso dopo i 70 anni, sapeva già cosa raccontare e come porsi. L'autore del libro ha scelto di iniziare la narrazione proprio con la strage del 1986 per sottolineare che Camilleri sceglierà poi di raccontare la mafia solo tangenzialmente, evitando l'effetto statico e la distorsione dell'immagine della Sicilia.
PE-n1655-Andrea-Camilleri.mm - Rapporti familiari. - Il tema dei Rapporti familiari è centrale nella narrazione della vita di Andrea Camilleri presentata nelle fonti, evidenziando come la sua famiglia, sia quella d'origine che quella costruita, abbia plasmato la sua personalità, le sue esperienze e la sua produzione letteraria.
Il tema dei Rapporti familiari è centrale nella narrazione della vita di Andrea Camilleri presentata nelle fonti, evidenziando come la sua famiglia, sia quella d'origine che quella costruita, abbia plasmato la sua personalità, le sue esperienze e la sua produzione letteraria.
L'Ascendenza e i Legami Storici
La storia della famiglia di Camilleri è ricca di aneddoti sorprendenti e connessioni importanti:
• Parentela con Pirandello: La famiglia Camilleri era imparentata in modo "pazzesco" con Luigi Pirandello. Pirandello era il primo cugino della nonna di Camilleri. Camilleri incontrò Pirandello a casa sua, all'età di 10 anni, mentre era in mutande. Pirandello era vestito "da ammiraglio" e Camilleri, non sapendo chi fosse, pensò che fosse qualcuno venuto a prendere sua nonna per portarla in galera. Questo legame aveva origine in un "matrimonio di zolfo," poiché i Pirandello possedevano due miniere di zolfo (zolfatare), una persa per incendio e l'altra per allagamento, portando la famiglia a vivere insieme in una grande casa ma senza le ricchezze precedenti.
• Avi Contrabbandieri: Il bisavolo di Camilleri era un contrabbandiere di seta (contrabbandiere di Seta) tra la Sicilia e l'isola di Malta. Il cognome Camilleri potrebbe essere di origine maltese o derivare da "cammellieri". Un aneddoto riguarda il bisavolo, che non sopportava la moglie, la quale si chiudeva in uno sgabuzzino spaventata durante i temporali; in seguito, anche il "catanonno" (nonno/bisnonno) di Camilleri condivise la stessa paura e la stanza con la moglie.
• Ispirazioni Letterarie: Un suo prozio, Carmelo Camilleri, poliziotto, è il personaggio che ha ispirato Montalbano. Carmelo scoprì a Milano che la bomba del 1928 in Piazza Giulio Cesare fu piazzata dai fascisti contro i fascisti stessi.
I Genitori e l'Infanzia
La figura dei genitori e l'ambiente domestico furono fondamentali, sebbene Camilleri fosse un bambino turbolento:
• Il Padre e la Guerra: Il padre di Camilleri, pur essendo siciliano, fu arruolato nella Brigata Sassari (formata quasi interamente da Sardi) come capitano speciale durante la Prima Guerra Mondiale. Il padre e il figlio Camilleri hanno raccontato e parlato di queste esperienze per tutta la vita. Il padre di Camilleri era il responsabile del porto di Porto Empedocle, un obiettivo bellico durante la guerra.
• La Nonna Elvira: Sua nonna, Elvira, aveva una fantasia eccezionale, parlava rigorosamente in siciliano con oggetti, animali e contadini, e litigava con le cose che non sopportava, come una saliera sopravvissuta a tre avi che un giorno decise di spaccare dopo averci litigato.
• Infanzia e Sopravvivenza: Camilleri si chiamava Andrea Calogero Camilleri ed era l'unico bambino sopravvissuto della sua famiglia, poiché suo fratello morì per febbre e sua sorella per leucemia. Era protetto perché "malaticcio" e "febbricitante," ma era una "peste totale".
• Storie di Pirlate: A cinque anni scrisse le sue prime due poesie, una per il Duce e una per la mamma. Un episodio significativo riguarda quando Camilleri marinò la scuola quotidianamente per due mesi. Quando falsificò i voti sulla pagella (cambiando i 3, 4, 5 in voti più alti, ma non ottimi), il padre lo schiaffeggiò, lo buttò a terra e gli disse che sapeva già che aveva marinato la scuola, ma che il peggio era aver falsificato i voti, causando l'espulsione. Il padre prese poi la boccetta dell'inchiostro e la versò sulla pagella, presentandosi a scuola per scusarsi di aver cancellato i voti. In seguito, i genitori scherzarono sul fatto che Camilleri non fosse loro figlio ("c'è l'han sostituito"), portando al suo invio in collegio dai religiosi.
Il Rapporto con Rosetta, la Moglie
Rosetta era una presenza fondamentale e stabilizzatrice nella vita di Camilleri:
• Incontro e Matrimonio: L'incontro con Rosetta avvenne a teatro durante la sua prima grande opera teatrale; lei era assistente e commise errori, ma lui si innamorò e non la licenziò. È rimasta al suo fianco per tutta la vita e ne è sopravvissuta quel tanto da poter essere raccontata e permettere alle figlie di ricevere l'eredità spirituale.
• Sostegno e Stabilità: Rosetta fu la prima ad avere uno stipendio sicuro, lavorando all'INPS (in ruoli di segreteria e amministrativi), garantendo la famiglia e permettendo ad Andrea di dedicarsi al suo lavoro di letterato prima che iniziasse a lavorare continuativamente in RAI. Inoltre, era lei a guidare la macchina.
• Primo Lettore e Archivi: Rosetta condivideva una biblioteca personale con Andrea ed era la prima lettrice di tutto ciò che lui scriveva. Grazie al padre di Rosetta (che lavorava in banca ed era amico intimo della famiglia De Filippo, scrivendo testi teatrali per loro), Camilleri fu considerato "uno di famiglia" da Edoardo De Filippo e poté lavorare con lui in RAI.
• Aneddoti Divertenti: Il giorno del matrimonio, Camilleri si presentò con una giacca stretta, nonostante Rosetta lo avesse avvertito. Dopo che lei lo criticò, Camilleri si arrabbiò e gettò la giacca a terra. Lei reagì schiaffeggiandolo, e a quel punto si misero a ridere. Durante la cerimonia, Rosetta per sbaglio mise l'anello al dito del parroco. Rosetta era presente e piangeva quando Camilleri, in preda alla rabbia, diede un pugno a uno scenografo che aveva distrutto una scenografia.
Camilleri Padre e Nonno
Camilleri interagiva con le figlie e i nipoti in modo peculiare:
• Un Miglior Nonno: Andrea ha sempre dichiarato di essere stato più un grande nonno, che raccontava storie e passava tempo con i nipotini, che non un padre che stava con le figlie.
• La Vita in Casa: La figlia Andreina scrisse un tema intitolato Mio padre in cui descriveva il padre che tornava tardi, litigava con la moglie, si chiudeva nello studio per leggere copioni e, ogni tanto, prendeva a calci la lavatrice. Le discussioni con la moglie erano "robe normali," e la lavatrice in effetti funzionava solo con un colpetto del piede.
• Scherzi al Genero: Quando le figlie erano più grandi, interveniva nella loro vita. Faceva scherzi al genero (il marito di Mariolina), come mettersi dietro la porta e dire "devi morire," o inviare messaggi tipo quelli de La concessione del telefono per fare scherzi.
• La Mafia e la Paura: Le figlie hanno raccontato che, negli anni successivi alla strage del 1976 (cui Camilleri sopravvisse), si sono ritrovate tre cadaveri davanti casa. Camilleri, testimone oculare della strage, disse di non aver riconosciuto gli assassini per paura che potessero uccidere lui e la sua famiglia.
PE-n1656-Andrea-Camilleri.mm - Carriera letteraria. - La carriera letteraria di Andrea Camilleri è complessa e si estende per gran parte della sua vita, anche se il grande successo di pubblico è arrivato in età avanzata.
La carriera letteraria di Andrea Camilleri è complessa e si estende per gran parte della sua vita, anche se il grande successo di pubblico è arrivato in età avanzata. Prima di raggiungere la fama con il Commissario Montalbano (libri e serie TV), Camilleri aveva già alle spalle un'esperienza editoriale monumentale.
La sua notorietà, enorme non solo in Italia ma anche a livello internazionale, è cresciuta esponenzialmente con l'uscita di Montalbano. Tuttavia, quando Camilleri divenne romanziere, aveva già attraversato innumerevoli esperienze che gli avevano cambiato la vita e gli avevano permesso di incontrare molte persone.
Gli Esordi e la Poesia
Contrariamente al mito secondo cui avrebbe iniziato a scrivere tardi (a 72 anni), Camilleri cominciò a scrivere a 5 anni. I suoi primi due lavori furono una poesia per il Duce e una poesia per la mamma.
Il primo rapporto letterario significativo, con la poesia e i racconti, divenne importante quando all'età di 20 anni fu premiato come poeta.
• Le sue poesie, scritte quando era un ragazzo di 22 anni dalla Sicilia e riguardanti la guerra, finirono in antologie assieme a quelle di poeti come Granzotto e Pasolini.
• Fu scoperto da figure di spicco come Eugenio Montale e Vittorini.
• Vittorini avrebbe voluto pubblicarlo su Politecnico, ma la rivista chiuse per un numero.
• Fu invece Alba de Cespedes a pubblicarlo sulla rivista Mercurio.
• Avrebbe potuto sfondare facendo solo il poeta.
Le Influenze Letterarie e Familiari
Camilleri crebbe in un ambiente ricco di stimoli culturali, avendo a disposizione cinque biblioteche diverse (del papà, del nonno, della nonna e dello zio) dove poteva leggere liberamente.
• Il contesto familiare era legato anche a grandi figure letterarie: il primo cugino di sua nonna era Luigi Pirandello. L'imparentamento con Pirandello era "pazzesca" e nasceva da un "matrimonio di zolfo", collegato alla ricchezza che prima la famiglia aveva e poi perse.
• Sua nonna Elvira, con la sua fantasia e la sua abitudine di parlare con oggetti e animali rigorosamente in siciliano, influenzò fortemente il giovane Andrea. L'uso del siciliano fu una caratteristica fondamentale di Camilleri fin da bambino.
• Camilleri considerava Pirandello come la Sicilia dei suoi nonni narrata, mentre Sciascia rappresentava un'altra Sicilia sociale.
• Vittorini è citato da Camilleri tra le persone che lo hanno formato. Incontrandolo, Vittorini stava progettando Conversazione in Sicilia e chiese a Camilleri di fargli rivisitare i luoghi che avrebbe poi messo su carta.
• Egli era anche un grande amico di Stefano D'Arrigo (autore di Horcynus Orca), al quale era legato per la difesa del patrimonio della lingua siciliana.
Carriera nel Teatro e nei Media
Parallelamente alla sua attività letteraria, Camilleri sviluppò una vasta esperienza nel mondo dello spettacolo, soprattutto dopo aver frequentato la scuola di regia a Roma.
• Per l'esame di ammissione alla scuola di regia, Camilleri si rifiutò di preparare la parte d'attore, concentrandosi sulla regia con un adattamento di Così se vi pare di Pirandello. I suoi insegnanti lo definirono "un cane" nella recitazione.
• Egli vinse il concorso e fu l'unico allievo in classe con il regista Orazio Costa. Tra i suoi compagni di classe c'erano futuri personaggi noti come Enrico Maria Salerno e Luigi Vannucchi.
• In quel periodo, fu anche attore comparsa per Luigi Zampa e lettore di sceneggiature per la Minerva Film.
• Camilleri aveva un forte senso dello spettacolo, dovuto alla sua lunga esperienza in teatro, radio e televisione.
La Carriera in RAI e Drammaturgia
Camilleri lavorò per anni in RAI. Quando divenne uno scrittore famoso dopo i 70 anni, sapeva già come raccontare e porsi, essendo abile nel minutaggio radiofonico e nella gestione delle troupe televisive.
• Diresse troupe per sceneggiati celebri come Megrè, Laura Storm, Il segno del comando, L'amaro caso della baronessa di Carini e Ritratto di donna velata.
• Divenne il produttore in RAI degli spettacoli di Edoardo De Filippo.
• Per quasi trent'anni, scrisse articoli e corsivi per il Radio Corriere.
• Collaborò con Leonardo Sciascia alla realizzazione dello sceneggiato West di Cose Nostre, tratto da un racconto di Sciascia, che trattava di una faida mafiosa.
• Poco dopo, Camilleri stesso realizzò un'opera che divenne il suo primo libro pubblicato da Sellerio: Una strage dimenticata.
La Scelta Narrativa e Montalbano
Camilleri nutriva il desiderio di concludere la sua vita come un cantastorie. Quando raccontava una storia ad alta voce era sempre perfetto.
Il personaggio di Montalbano fu ispirato da un prozio di Camilleri, Carmelo Camilleri, un poliziotto che a Milano scoprì una bomba del 1928 posizionata dai fascisti contro i fascisti, creando una "strategia della tensione".
Nonostante avesse conosciuto la realtà mafiosa fin da bambino e fosse sopravvissuto a una terribile strage di mafia nel 1986, Camilleri scelse di non raccontare la mafia direttamente nelle sue storie, trattandola solo tangenzialmente. Questa fu una scelta importante, poiché non voleva dare un "effetto statico" o far sì che l'immagine della Sicilia da lui raccontata fosse limitata alla mafia.
Sua moglie, Rosetta, fu la prima lettrice di tutto ciò che lui scrisse.
In sintesi, l'autore aveva vissuto un'intensa vita di esperienze artistiche e culturali prima del successo, il che lo ha reso un maestro nel raccontare storie in tutti i formati.
PE-n1657-Andrea-Camilleri.mm - Esperienze giovanili. - Le Esperienze giovanili di Andrea Camilleri sono state estremamente formative, turbolente e ricche di aneddoti che ne hanno plasmato il carattere e la successiva carriera, anche se il successo di pubblico è arrivato in età avanzata.
Certamente. Le Esperienze giovanili di Andrea Camilleri sono state estremamente formative, turbolente e ricche di aneddoti che ne hanno plasmato il carattere e la successiva carriera, anche se il successo di pubblico è arrivato in età avanzata.
Ecco un resoconto delle sue esperienze giovanili, attingendo ai dettagli forniti nelle fonti:
L'Infanzia e le Prime Scritture
Camilleri, il cui nome completo era Andrea Calogero Camilleri, fu l'unico bambino sopravvissuto della sua famiglia (un fratello era morto di febbre e una sorella di leucemia). Costretto spesso a stare in casa perché "malaticcio, febbricitante," era nonostante tutto una "peste totale".
• Inizio precoce: Camilleri non iniziò a scrivere tardi, ma a cinque anni. Le sue prime due opere furono una poesia per il Duce e una per la mamma.
• Aspirazioni e Risposta del Duce: Inviò una lettera al Duce esprimendo il desiderio di andare a combattere nelle colonie come piccolo Balilla. Ricevette una risposta che lo ringraziava ma gli diceva che "ci sarà tempo". La lettera gli fu consegnata dal fratello di Luigi Pirandello.
• Le Biblioteche: Nonostante la famiglia avesse perso la ricchezza a causa della distruzione delle zolfare (legate a un "matrimonio di zolfo" con i Pirandello), Camilleri ebbe la possibilità di accedere a cinque diverse biblioteche in casa (del papà, del nonno, della nonna, dello zio), tutte contenenti libri diversi.
La Vita Turbolenta e la Scuola
Gli anni della giovinezza furono segnati da un carattere ribelle e da incidenti che ebbero ripercussioni a lungo termine:
• L'Incidente e il Sogno Infranto: Da bambino, partecipò a risse tra bande che si prendevano a "pietrate e affondate". Durante una di queste risse, ricevette una sassata nell'occhio che gli causò problemi oculari a distanza di anni, portandolo alla cecità in vecchiaia. Questo incidente gli impedì anche di realizzare la sua aspirazione di diventare ufficiale di Marina.
• Marinai e Contadini: Camilleri crebbe in un mondo che era un misto tra il mondo di mare siciliano e il mondo contadino. Suo padre era il responsabile del porto di Porto Empedocle, un obiettivo bellico importante durante la guerra.
• L'Assenteismo e la Pagella Falsificata: In un certo periodo, Camilleri decise di marinare la scuola quotidianamente per circa due mesi, andando in giro a vedere i templi di Agrigento con i suoi compagni. Quando arrivò la pagella, ebbe l'intuizione di usare la "scolorina" (bianchetto) per cambiare i voti negativi (quattro, tre, cinque). Quando la mostrò al padre, questi si arrabbiò moltissimo, gli diede uno schiaffo e lo buttò per terra, spiegando che falsificare i voti era peggio dell'aver marinato la scuola e avrebbe comportato l'espulsione. Il padre versò l'inchiostro sulla pagella e si presentò a scuola scusandosi.
• Il Collegio e la Ribellione: Dopo l'episodio della pagella, i genitori di Camilleri si convinsero che il figlio fosse stato sostituito. Di conseguenza, finì in collegio dai religiosi. Lì, soffriva terribilmente per non vedere il mare e per non essere libero.
• Le Punizioni e il Siciliano: In convento era proibito parlare siciliano, e chi lo faceva subiva punizioni corporali. I compagni potevano denunciare gli altri per l'uso del dialetto, passandosi un totem di legno chiamato "foddi e tieni". Camilleri, per vendicare i suoi compagni e bloccare il sistema, faceva in modo che l'oggetto rimanesse nelle sue mani la sera, pronunciando parole italiane che sembravano siciliane e costringendo gli insegnanti a controllare il suo vocabolario, riuscendo così a non essere punito.
• L'Espulsione dal Collegio: Per fuggire dal convento, dove riceveva poco cibo, un giorno prese due uova che la madre era riuscita a fargli avere. Entrò nella mensa e tirò un uovo sulla faccia e l'altro sul petto del Cristo crocifisso. Questo gesto provocò una rissa con i compagni, l'intervento dei religiosi e la sua espulsione.
La Guerra e la Liberazione
La sua adolescenza fu segnata anche dagli eventi bellici e dall'arrivo degli Alleati:
• La fine della Scuola: A causa dello sbarco degli americani, Camilleri non finì la maturità ma fu maturato d'ufficio.
• L'Arrivo degli Americani: Camilleri visse in presa diretta l'arrivo degli americani e la liberazione della Sicilia. I primi soldati sbarcati erano in gran parte italoamericani (che parlavano soprattutto siciliano), afroamericani e nativi indiani d'America.
• Contatti con la Mafia e la Politica: La sua giovinezza si svolge in un contesto in cui la mafia era ben presente; Don Masino, il mafioso locale, gestiva i territori e risolveva i furti subiti dalla famiglia Camilleri. Dopo la guerra, l'apertura del Partito Comunista a Porto Empedocle fu garantita all'arcivescovo di Agrigento che si fidava di Camilleri.
La Poesia e i Primi Contatti Letterari
Il suo primo approccio al mondo letterario fu attraverso la poesia, che gli valse un precoce riconoscimento:
• Poeta a 20 Anni: A vent'anni fu premiato come poeta. Le sue poesie, incentrate sulla guerra, finirono in antologie assieme a quelle di poeti come Granzotto e Pasolini.
• Scoperta da Grandi Intellettuali: Fu notato da figure come Eugenio Montale e Vittorini. Vittorini avrebbe voluto pubblicare le sue poesie su Politecnico, ma la rivista chiuse. Alba de Cespedes lo pubblicò invece su Mercurio. L'autore commenta che Camilleri avrebbe potuto sfondare solo facendo il poeta, data la sua abilità.
Gli Studi di Regia e l'Espulsione
Dopo la scuola, Camilleri si dedicò alla sua passione per il teatro e la regia, un percorso nuovamente caratterizzato da ribellioni e incontri illustri:
• L'Esame per la Regia: Decise di studiare regia a Roma, un esame difficile che prevedeva prove attoriali e di regia. L'esame superato garantiva una borsa di studio di 30.000 lire.
• Vittorio Gassman: Camilleri si rifiutò di preparare la parte d'attore, preparando solo la regia (con un adattamento di Così è (se vi pare) di Pirandello). Gli insegnanti gli diedero due ore e mezzo per preparare la recitazione, affidandolo a uno studente appena diplomatosi: Vittorio Gassman. Gli insegnanti gli dissero chiaramente che era "un cane" a recitare e che era meglio si dedicasse alla regia.
• Compagni di Corso Famosi: Camilleri vinse il concorso, risultando l'unico allievo in classe del suo insegnante, Orazio Costa, uno dei registi più importanti del teatro italiano. Tra i suoi compagni di classe c'erano Enrico Maria Salerno e Luigi Vannucchi.
• La Scandalo di Assisi: Durante una gita ad Assisi, organizzata dalla scuola per uno spettacolo, Camilleri, Vannucchi e Salerno organizzavano incontri notturni con le loro fidanzate, le quali alloggiavano in un convento di suore. Camilleri fu beccato a letto con la fidanzata dalle suore, cosa che comportò la sua espulsione "grave e drammatica" dalla scuola.
• L'Aiuto di Andreotti: Per nascondere l'espulsione ai genitori, un'amica della madre si rivolse a Giulio Andreotti, allora Ministro dello Spettacolo. Andreotti intervenne, mandando Camilleri a fare due lavori: assistente comparsa per il regista Luigi Zampa (che lo cacciò quando scoprì che Camilleri veniva dalla scuola drammatica) e lettore di sceneggiature per la Minerva Film.
• Sigarette e Moravia: Quando chiese di essere pagato alla Minerva Film, i produttori greci gli diedero tre stecche di sigarette di contrabbando, dicendogli di venderle al mercato o alla stazione. Lavorò quindi come venditore di sigarette e come giornalaio per un lungo periodo. In quel periodo, andava a mangiare "a scrocco" ai cocktail di presentazione con personaggi che, sebbene oggi famosi (come Bianciardi e Moravia), all'epoca erano "morti di fame come lui".
PE-n1658-Andrea-Camilleri.mm - Successo di Montalbano. - Il successo del Commissario Montalbano ha rappresentato il culmine della carriera di Andrea Camilleri, trasformandolo in una figura di fama enorme, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, grazie sia ai libri che alla serie televisiva.
Il successo del Commissario Montalbano ha rappresentato il culmine della carriera di Andrea Camilleri, trasformandolo in una figura di fama enorme, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, grazie sia ai libri che alla serie televisiva.
La Svolta della Carriera e la Fama
Per la maggior parte del pubblico, la conoscenza di Camilleri è iniziata con il Commissario Montalbano. L'autore ha raggiunto questa grande notorietà e il successo di pubblico in età avanzata, divenendo uno scrittore famoso dopo i 70 anni.
Questo successo ha trasformato Camilleri in un personaggio pubblico estremamente riconoscibile, generando uno stereotipo che lo vedeva spesso in televisione e sui giornali ("un giorno sì e un giorno sì era in televisione"). Tale immagine stereotipata (ad esempio, quella vista al Maurizio Costanzo Show o riprodotta nelle imitazioni di Fiorello) è quella che la critica e gli autori hanno cercato di superare per raccontare le tante esperienze vissute da Camilleri prima della sua grande notorietà.
Le Fondamenta del Successo
Nonostante la fama letteraria sia arrivata tardi, Camilleri aveva già alle spalle un'esperienza editoriale e mediatica monumentale. Questa vasta esperienza pregressa ha giocato un ruolo cruciale nella gestione del suo successo:
• Esperienza Mediatica: Avendo lavorato a lungo in teatro, radio e televisione (gestendo Megrè, Laura Storm, Il segno del comando e L'amaro caso della baronessa di Carini), Camilleri aveva un "senso dello spettacolo pazzesco" e una profonda conoscenza dei meccanismi comunicativi. Quando divenne famoso, sapeva già cosa raccontare e come porsi, gestendo perfettamente i tempi in radio o sapendo come disporre le troupe televisive che faceva venire a casa sua.
• Dettaglio Realistico: I metodi di indagine attribuiti a Montalbano non erano frutto solo di fantasia. Camilleri si avvalse della consulenza di Silvio Bozzi, un commissario della scientifica, che gli spiegò le tecniche di indagine che l'autore poi "regala a Montalbano".
Le Origini del Personaggio e le Scelte Narrative
Il successo del Commissario Montalbano è legato anche alle radici del personaggio e alle scelte narrative compiute da Camilleri:
• Ispirazione Familiare: La figura del commissario è stata ispirata da un prozio di Camilleri, Carmelo Camilleri, un poliziotto che scoprì la matrice fascista di una bomba a Milano nel 1928.
• L'Esclusione della Mafia: Una decisione cruciale riguardò la rappresentazione della criminalità organizzata. Camilleri fece una scelta consapevole di non raccontare la mafia in maniera approfondita nelle storie di Montalbano, ma solo tangenzialmente. Questa scelta era dettata dalla sua paura e dalle sue esperienze personali (era sopravvissuto a una strage di mafia nel 1976 ed era stato testimone oculare di omicidi), e dal desiderio di evitare che l'immagine della Sicilia da lui raccontata avesse l'immagine "statica" della mafia.
PE-n1659-Andrea-Camilleri.mm - Andrea Camilleri: Vita, Esperienze e Montalbano
Il brano presenta un'introduzione vivace a un libro dedicato ad Andrea Camilleri, scritta da Luca Crovi, il cui intento è svelare la vita complessa e le esperienze formative dell'autore prima che raggiungesse la fama con il Commissario Montalbano. Crovi sottolinea la sua conoscenza monumentale e la passione nel raccontare un Camilleri meno noto, partendo dalle sue prime poesie a cinque anni fino agli incontri cruciali con figure come Luigi Pirandello (suo parente) ed Eugenio Montale. Il racconto procede attraverso aneddoti salienti come la giovinezza ribelle in Sicilia, l'apprendistato teatrale con Vittorio Gassman e le vicende traumatiche, come la sopravvivenza a una strage di mafia nel 1986, evidenziando l'importanza della moglie, Rosetta, come pilastro della sua vita e prima lettrice, e illustrando l'innata abilità di narratore di Camilleri, anche in momenti di grande tensione.
PE-n1660-Andrea-Camilleri.mm - Facciamo un'esplorazione un po' più approfondita della sua vita che è stata incredibilmente ricca e di tutte quelle esperienze che l'hanno formato prima di arrivare al successo enorme di Montealbano.
Allora, molti conoscono il commissario Montalbano, no? È un personaggio che è entrato un po' nel cuore di tutti in Italia.
Eh, certo, però oggi magari mettiamo da parte Vigata per un attimo e ci concentriamo su chi l'ha creato.
Andrea Camilleri.
Esatto. Facciamo un'esplorazione un po' più approfondita della sua vita che è stata incredibilmente ricca e di tutte quelle esperienze che l'hanno formato prima di arrivare al successo enorme di Montealbano.
Proprio così. Le fonti che abbiamo interviste ricordi, documenti che sono stati raccolti in una biografia ci fanno scoprire, diciamo, le tante vite di Camilleri.
Tante vite, bella immagine.
Eh sì, parleremo del poeta che tra l'altro fu notato da Montale, eh, poi dello studente, beh, decisamente ribelle, del regista di teatro e di TV e poi dell'uomo che si è trovato, a volte quasi per caso proprio al centro di Momenti chiave della storia italiana, sfionando persino, guarda, la cronaca nera più drammatica.
Mamma mia! L'idea è proprio capire come tutto questo, tutto questo vissuto abbia poi plasmato l'autore che conosciamo oggi. E da quello che emerge ci sono aspetti davvero sorprendenti, dettagli che magari non ti aspetti e che danno una prospettiva nuova sull'uomo dietro la fama. Senti, iniziamo subito da un'idea abbastanza diffusa, un mito quasi.
Quale?
Quello dello scrittore tardivo. Si sente spesso dire, no, che Camilleri abbia iniziato a scrivere tardi. quasi per caso dopo i 70 anni, dopo aver fatto tutt'altro nella vita.
Ecco, guarda, questo è forse il primo grande equivoco da chiarire subito e le testimonianze, beh, lo smontano completamente.
Ah, sì.
Camilleri inizia a scrivere a 5 anni. Cinque?
Caspita.
E le sue primissime cose sono, beh, particolari. Una poesia per Mussolini, addirittura.
Sì, è una per la mamma. E per quella Mussolini, dove lui bambino si offriva volontario per le colonie, pensa un po', riceve pure una risposta ufficiale. E sai chi gliela consegna? dirmi Stefano Pirandello, il figlio di Luigi.
Ma incredibile! Sembra già un racconto di Camilleri questa scena, eh? Capisci? E questa precocità non è che finisce lì, anzi, immagino.
A 20 anni Camilleri vince premi come poeta. Le sue poesie sulla guerra scritte proprio durante finiscono in antologie importanti, eh, accanto a Pasolini, Gianni Stuparic, nomi pesanti, peccato. E Alba de Cespedes, figura importantissima, lo pubblica sulla sua rivista, Mercurio, quindi un giovane siciliano che manda i suoi scritti e viene notato dai più grandi.
Esatto. A 22 anni aveva già, diciamo, tutte le carte in regola per diventare un poeta riconosciuto, altro che scrittore tardivo.
Chiarissimo. Quindi questa vena letteraria c'è da subito, fortissima, e affonda le radici in Sicilia, porto in pedocle, in quel contesto così particolare.
Precisamente Porto in pedocle che si era resa autonoma da Agrigento, un posto descritto come più laico, un porto, sai, marinai, commercianti, una sua vitalità. È lì che cresce Camilleri, in una famiglia con legami, lui li definisce pazzeschi, con Luigi Pirandello, che era primo cugino della nonna materna di Andrea, vero?
Esatto. Un legame, diciamo, nato da un matrimonio di zolfo, legato alle fortune e sfortune delle miniere di Zolfo della famiglia Pirandello.
E c'è quell'anedoto fantastico del piccolo Camilleri, 10 anni, che si trova in mutande davanti a Pirandello, vestito da accademico d'Italia.
Ah, sì. E lui lo scambia per un ammiraglio. Pensa che sia venuto ad arrestare la nonna. da matti. Comunque un'infanzia immersa nei libri. Si parla di cinque biblioteche in casa.
Cinque. E in questo ambiente emerge una figura chiave. La nonna Elvira.
Ah, la famosa nonna.
Donna con una fantasia, dice Camilleri, pazzesca. Parlava un siciliano vivissimo, quasi animista. Parlava con gli oggetti, con gli animali.
Ho letto della saliera.
Esatto. La saliera di tre generazioni che un giorno stufa che non funzionasse, sbatte per terra e la rompe. Questa Immersione totale nel siciliano parlato, vissuto teatrale fin da piccolo è fondamentale per capire la lingua di Camilleri, l'immaginario che poi mette nei romanzi.
Un'infanzia così stimolante, però poi arriva una giovinezza, beh, parecchio turbulenta da quanto si legge.
Altro che lo paragonano a Gian Burrasca e Pinocchio insieme. Una peste totale, dice lui stesso.
Addirittura.
Racconta di risse furibonde tra bande di ragazzi. Si prendevano appietrate e affiondate con le fionde, capisci?
Mamma mia!
E fu proprio in una di queste risse che una sassata lo prende all'occhio sinistro, gli compromette la vista seriamente.
Ecco
una ferita che poi avrà conseguenze più tardi per la cecità, ma lì per lì mandò in fumo il suo sogno di fare l'ufficiale di Marina e poi le bravate a scuola, tipo quella volta che salta la scuola per due mesi per andare a vedere i templi.
Due mesi ad Agrigento, nella Valle dei Templi. E poi la storia della pagella
ritoccata con Scolorina. Esatto. Un episodio che fa capire tanto anche il rapporto col padre. Il padre scopre la pagella falsa, gli dà uno schiaffo, ma non per le assenze, eh, no, per la falsificazione, che significava espulsione sicura. E poi cosa fa il padre? Un colpo di teatro, versa l'inchiostro sulla pagella incriminata e va dal preside dicendo "Mi scusi, l'ho macchiata per sbaglio". Geniale.
Fantastico. Questa avena ribelle però emerge ancora di più nell'esperienza del collegio religioso a Nissetta, traumatica ma formativa, si dice molto mandato lì proprio dopo la storia della pagella. Racconta la sofferenza lontano dal mare di Porto Empedocle e l'insofferenza totale per il divieto di parlare siciliano in posto dei preti.
Non si poteva parlare siciliano.
Assolutamente vietato. C'era pure un sistema di spie ragazzi, Afodietien, un oggettino che ti passavano di nascosto se ti sentivano parlare dialetto per denunciarti.
Terribile.
Ma Camilleri forbissimo, riusciva quasi sempre a a cavarsela. Diceva, "No, guardi, questa è una forma arcaica di italiano oppure è una citazione dotta incredibile, ma la sua permanenza lì finisce in modo, diciamo, clamoroso."
Eh, l'episodio delle uova è emblematico. Si fa portare due uova di nascosto dalla madre, promette di darle al cuoco, ma invece che fa?
Entra immensa durante il pranzo e le lancia contro il grande crocifisso appeso al muro, una sul volto, una sul costato.
No,
un putiferio, ovviamente. Arrivano i superiori. Espulsione grave e drammatica la definisce, ma quasi cercata, no? Ottenuta in modo plateale. Questa tendenza a sfidare, ad andare controcorrente gli rimarrà sempre.
Passata l'adolescenza, arrivano gli anni difficili della guerra, poi la liberazione. Suo padre era stato capitano nella Brigata Sassari, tra l'altro, quella di Emilio Lussu, proprio quella, un corpo militare famoso. E Camiller rivive lo sbarco degli alleati in Sicilia in prima persona.
Come che ricorda? viene maturato d'ufficio, come si diceva, gli esami di maturità interrotti dalla guerra e racconta l'impatto enorme dell'arrivo degli americani. Molti erano italoamericani, parlavano siciliano, un corto circuito culturale pazzesco, immagino.
Poi i soldati afforamericani che vedono San Calogero, il santo nero di Porto Empedocle, un tettore di camilleri e lo portano in trionfo cantando spirituals. C'erano persino nativi americani tra le truppe. Per un ragazzo doveva essere sconvolg Gente, sembra quasi che si trovasse sempre lì nel posto giusto, al momento giusto, un po' alla Forest Gamp, nei punti chiave della storia.
È vero, da questa sensazione, durante lo sbarco incontra per caso Robert Kapa, il fotografo di guerra. Incrocia pure il generale Patton.
Patton, sì. E poi c'è l'episodio terribile di Portella della Ginestra nel 47. Si salva per un pelo.
Come
doveva andarci alla manifestazione del primo maggio, ma all'ultimo lui e gli amici decidono di andare a bere per conto loro. Sente della strage e rimane così scioccato che da quel giorno smette di bere vino, passa alla birra e poi al whisky. Il destino, il caso giocano un ruolo forte nella sua vita.
Finita la guerra, la svolta. Lascia la Sicilia, va a Roma per studiare regia all'Accademia d'arte Drammatica, ma anche lì l'ingresso non è proprio liscio, tutt'altro. Si presenta all'esame e vuole fare solo la prova di regia, non vuole fare quella di recitazione. Bistardo, gli esaminatori, c'era Silvio D'Amico, insistono, gli danno 2 ore e mezza per preparare una scena e gli mettono accanto come aiuto un giovane attore appena diplomato. Sai chi?
Fammi indovinare.
Gasman.
Vittorio Gasman.
Esatto. Dopo la prova la commissione gli dice, "Guarda, sei un cane a recitare, è molto meglio se studi da regista.
E vince il concorso." Diventa l'unico allievo del grande Orazio Costa in classe con gente come Enrico Maria Salerno, Luigi Nomi che faranno la storia del teatro e del cinema italiano, ma i guai, come dici tu, non finiscono mica lì.
Cos'altro combina?
Arriva lo scandalo di Assisi. L'accademia è in trasferta per uno spettacolo. Lui, Salerno e Vannucchi vengono beccati di notte nel convento delle suore, dove stavano le loro fidanzate. Anche loro allieve.
Nel convento delle suore.
Sì, pare che la chiave per entrare gliel'abbia data un'altra compagna di corso, Rossella Falk.
Rossella Falk? Ma erano tutti lì futuri giganti della scena che facevano queste bravate, proprio così, ragazzi pieni di vita. Risultato: espulsi dall'accademia di nuovo, di nuovo. Lui è disperato, non sa come dirlo a casa, ma sua insaputa, un'amica di famiglia della madre scrive direttamente a Giulio Andreotti.
Ad Andreotti, il ministro dello spettacolo, proprio lui, già potentissimo. E Andreotti interviene.
Ah, davvero? E che fa?
Gli trova due lavoretti, uno come comparsa in un film di Luigi Zampa, ma Zampa lo caccia subito appena scopre che era stato espulso.
Ahia!
L'altro come lettore di sceneggiature alla Minerva Film, ma la paga è surreale. Tre stecche di sigarette di contrabbando a settimana.
Tre stecche di sigarette?
Sì, con l'invito le vai a vendere al mercato nero, no?
Quindi si ritrova a fare il venditore di sigarette di contrabbando e anche il giornalaio, mi pare.
Esatto. Per campare e per mangiare si imbucava i cocktail alle prime teatrali a scrocco, come si dice a Roma. Una vita da bohem.
Eh sì. E raccontava di aver diviso queste serate e questi pasti un po' così con altri intellettuali allora squattrinati come lui. C'erano Bianciardi, Moravia, tutti morti di fame come lui. Diceva una Roma difficile, ma anche piena di incontri, immagino. E in mezzo a questa vita così movimentata, arriva a un punto fermo importantissimo, Rosetta dello Siesto, sua moglie.
L'incontro della vita proprio a teatro. Lei era assistente alla regia per una sua messa in scena. Lui racconta che sbagliava tutto, ma che lui, invece di cacciarla se ne innamorò.
Che bello, anche il racconto del matrimonio è pieno di aneddoti divertenti, no?
Esilaranti, la giacca dello sposo troppo stretta che lui butta per terra in chiesa dalla rabbia e lei gli dà uno schiaffo e poi scoppiano a ridere. O l'anello luzziale che finisce per sbaglio al dito del parroco.
Ma dai,
aneddoti che mostrano già una complicità, un'ironia che durerà tutta La vita. Rosetta è stata davvero l'ancora di Camilleri.
Non solo emotivamente, immagino.
No, no, anche in pratica, economicamente. Fu lei la prima ad avere uno stipendio fisso, sicuro, all'INPS. Questo gli permise di continuare a inseguire il teatro, la scrittura con meno ansie. Ed era lei che guidava la macchina. Lui non ha mai preso la patente.
Fondamentale anche come prima lettrice, no? La prima a leggere quello che scriveva.
Importantissimo. Leggeva tutto. Il suo giudizio contava tantissimo per lui. E poi c'è un Altro legame interessante. Il padre di Rosetta era amico dei De Filippo. Aveva scritto cose per loro.
Ah!
Questo facilitò molto l'ingresso di Camilleri in Rai e soprattutto la collaborazione lunga e stretta con Eduardo De Filippo. Eduardo lo considerava quasi uno di famiglia.
La figlia Andreina racconta di un padre spesso assente per lavoro che tornava tardi, magari litigava con la mamma, leggeva copioni per ore e prendeva a calci la lavatrice.
Sì. E diceva che funzionava solo così. E poi gli scherzi al genero, le finte lettere minatorie.
Sembra uscito da un suo libro.
Esatto. Rosetta è stato un pilasta. Ha cresciuto le figlie mentre lui era immerso nel lavoro. Lui stesso ammetteva di essere stato un nonno migliore di quanto non fosse stato padre. Ma la stabilità data da Rosetta è stata cruciale.
C'è un altro capitolo della sua vita che è davvero sconvolgente, il suo rapporto diretto, traumatico con la mafia.
Sì, lui conosceva la presenza mafiosa fin da piccolo a Porto Impedocle. C'è l'episodio quasi comico del furto di patate dello zio risolto dal boss locale Don Masino, che era anche il pastore che gestiva le terre di famiglia, proprio lui. Ma l'evento più terribile accade molto dopo, nel 1986, sempre a Porto in Pedocle, la strage di cui si parla nelle fonti.
Lui tornava in Sicilia, frequentava dei bar per bere il suo whisky la sera.
Esatto.
E stringe amicizia con uno che beveva lì, un certo Giovanni Grassonelli, senza sapere che era un boss della Stidda.
La Stda, un'organizzazione criminale in lotta con Cosa Nostra. Allora, una guerra feroce. E proprio una sera Camilleri entra in uno di questi bar, nota uno strano blackout, poi si scopre che era pianificato, vede Grassonelli che lo invita al tavolo. Mentre aspetta whisky si scatena l'inferno.
La sparatoria
violentissima, cinque morti sul colpo, compreso Grassonelli. Camilleri si salva per miracolo buttandosi a terra. Pare che il barista gli abbia urlato di buttarsi mentre lui cercava istintivamente una pistola per difendersi che non aveva.
Mamma mia, una scena da incubo. Le conseguenze, immagino, siano state pesantissime.
Enormi, la paura soprattutto per la famiglia. Quando lo interrogano i carabinieri, lui nega, dice di non poter riconoscere gli assassini, anche se li aveva visti, per paura di ritorsioni.
Certo. E le figlie ricordano che negli anni successivi trovarono per tre volte dei cadaveri davanti a casa a porto in pedocle, un avvertimento o solo il segno di quella violenza continua. tremendo si racconta persino di una telefonata di scuse ricevuta dagli assassini.
Sì, un dettaglio pazzesco, quasi surreale. Lo chiamano per scusarsi dell'inconveniente, del fatto che ci fossero innocenti lì durante l'agguato.
Incredibile.
E poi quel particolare, quasi comico, se non fosse legato a una tragedia, per tre mesi dopo la strage faceva suonare i metal detector negli aeroporti.
E perché?
Traccia di polvere da sparo, minuscole sui vestiti, sulla pelle, impossibili da levare del tutto dopo essere stato così. vicino a una sparatoria.
Un trauma così forte come si lega poi alla scelta nei libri di Montalbano di non mettere la mafia sempre al centro, ma di trattarla spesso in modo più laterale.
Sembra una scelta consapevole. Lui diceva di voler evitare l'effetto statico, cioè non voleva ridurre la Sicilia solo alla mafia, a piiattire tutto, voleva raccontare le mille sfaccettature dell'isola.
Certo.
Il che non vuol dire ignorarla, eh. Il suo primo romanzo per Sellerio, quello che lo lancia, è una strage dimenticata su unicidio legato alla mafia e prima ancora aveva fatto per la Rai West di Cose Nostre da Shasha, sulle faide mafiose. Ma per Montalbano la strategia è diversa, più sfumata, forse anche per esorcizzare quell'orrore vissuto da vicino.
E così, dopo tutto questo percorso incredibile arriviamo a Montalbano. L'ispirazione viene da un prozio poliziotto, Carmelo Camilleri e il successo, come dicevamo, arriva tardi, ma è gigantesco.
Ma è un successo che dopo aver visto tutto questo non Sembra più casuale, vero? È la somma di una vita intera.
Assolutamente.
La sua capacità di raccontare affinata in decenni di teatro, radio, TV. Le fonti dicono che aveva un senso dello spettacolo pazzesco. Sapeva gestire tutto, tempi, attori, troop, poi le radici siciliane, la lingua, la cultura vissuta sulla pelle, le cicatrici personali, l'osservazione acuta e sempre, sempre Rosetta accanto.
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Insomma, non era uno scrittore novellino che inciampa nella fortuna. Era un maestro del racconto che trova il personaggio giusto.
Esatto, hai detto bene. La fama è arrivata quando lui era pronto, maturo, artisticamente e umanamente per gestirla e per mettere in Montalbano tutta la ricchezza delle sue tante vite.
Abbiamo fatto davvero un'esplorazione incredibile nella vita di Camilleri, molto più del creatore di Montalbano. Abbiamo trovato il poeta stimato dai grandi, lo studente ribelle espulso più volte, il venditore di sigarette di contrabbando. Il regista ha affermato che lavorava con Gasman, De Filippo, il testimone della storia e il sopravvissuto alla mafia, una ricchezza che forse tanti non immaginavano.
Guarda, la sua vita è essa stessa un romanzo, forse più avvincente di tanti che ha scritto lui, piena di svolte, di caso, di resilienza, di ironia. E questo legame fortissimo con la sua terra, la sua lingua, la famiglia, Rosetta, tutto questo spiega la profondità, l'umanità, la verità che c'è nella sua scrittura.
Camilleri una volta ha detto che sognava di finire i suoi giorni come un canta storia di piazza, no? Quelli che raccontano e poi passano col cappello. Però viene da pensare con le storie vere che ha vissuto lui e Pirandello, Andreotti, Gasman, Patton, La Guerra, La strage di mafia, non è che è sempre stato un canta storie anche prima di Montalbano?
Bella riflessione.
Forse la sua vita è stata la prima grande storia che ci ha raccontato. Chissà dove finisce la vita. e inizia l'arte la racconta. Un bel punto su cui riflettere, no?