Avete forse perso la presentazione del libro "AnnaK" di Tiziana Ferrario il giorno 28/10/2025 presso la Biblioteca del Quartiere Canazza?? Non preocupatevi. Qui troverete un riassunto in una sola pagima di 21.555 parole. Buona lettura.
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PE-n1572-Anna-Kuliscioff.mm - Questo estratto sonoro presenta una discussione approfondita e appassionata sulla figura storica di Anna Kuliscioff, una delle donne più significative del Novecento italiano,
PE-n1573-Anna-Kuliscioff.mm - la presentazione - , è la storia del 900 italiano, soprattutto degli anni alla fine della seconda guerra mondiale, raccontati attraverso la vita e gli occhi di una delle donne più importanti del nostro,
PE-n1574-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Anna Kuliscioff. - Anna Kuliscioff è una delle figure femminili più importanti della storia italiana, specialmente del Novecento. Sebbene fosse di origine russa e provenisse da una famiglia ebrea estante, è considerata una "grande italiana" in virtù del suo immenso contributo al Paese.
PE-n1575-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Storia di Milano. - La "Storia di Milano" (Storia di Milano) discussa nelle fonti si concentra principalmente sul periodo a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, un momento di grande fermento sociale, politico e industriale.
PE-n1576-Anna-Kuliscioff.mm - Discussionme: Ruolo delle donne. - Il ruolo delle donne delineato nelle fonti è centrale per comprendere la storia italiana di fine Ottocento e inizio Novecento, specialmente a Milano,
PE-n1577-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Socialismo italiano. - Il Socialismo Italiano, come discusso nelle fonti, è un movimento storico e politico cruciale sviluppatosi in Italia, con un'attenzione particolare al ruolo che ebbe a Milano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
PE-n1578-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Prima guerra mondiale. - La discussione sulla Prima Guerra Mondiale (WWI) nelle fonti si concentra sul contesto politico e sociale italiano che precedette il conflitto, il dibattito tra interventisti e pacifisti,
PE-n1579-Anna-Kuliscioff.mm - Il documento offre un ritratto approfondito di Anna Kuliscioff, figura centrale ma spesso sottovalutata nella storia italiana tra Otto e Novecento, presentandola come medico, attivista, e la vera "bussola" intellettuale del socialismo riformista italiano
PE-n1580-Anna-Kuliscioff.mm - dialogo - Salve, oggi facciamo un'immersione in una figura che ehm ha davvero segnato un'epoca, ma che forse, non so, non sempre viene ricordata come meriterebbe. Anna Culisov, parliamo di una donna incredibile, medico, attivista, intellettuale, un vero motore, insomma, per Milano e per l'Italia tra 8 e 900.
PE-n1581-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Anna Kuliscioff. -- Anna Kuliscioff è una delle figure femminili più importanti della storia italiana, specialmente del Novecento.
PE-n1582-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Storia di Milano. - La "Storia di Milano" (Storia di Milano) discussa nelle fonti si concentra principalmente sul periodo a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, un momento di grande fermento sociale, politico e industriale.
PE-n1583-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Ruolo delle donne. - Il ruolo delle donne delineato nelle fonti è centrale per comprendere la storia italiana di fine Ottocento e inizio Novecento, specialmente a Milano, un periodo caratterizzato da grandi cambiamenti sociali, politici e industriali.
PE-n1584-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Socialismo italiano. - Il Socialismo Italiano, come discusso nelle fonti, è un movimento storico e politico cruciale sviluppatosi in Italia, con un'attenzione particolare al ruolo che ebbe a Milano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
PE-n1585-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Prima guerra mondiale. - La discussione sulla Prima Guerra Mondiale (WWI) nelle fonti si concentra sul contesto politico e sociale italiano che precedette il conflitto, il dibattito tra interventisti e pacifisti, e le immediate conseguenze della guerra, viste in gran parte attraverso la lente dell'attivismo socialista e femminile, in particolare di Anna Kuliscioff e Rosa Genoni.
PE-n1586-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Anna Kulischov. - Anna Kuliscioff (o Culisov) è una delle figure femminili più importanti del Novecento italiano, avendo segnato un'epoca come medico, attivista, intellettuale e vero motore per Milano e per l'Italia a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento
PE-n1572-Anna-Kuliscioff.mm - Questo estratto sonoro presenta una discussione approfondita e appassionata sulla figura storica di Anna Kuliscioff, una delle donne più significative del Novecento italiano,
Questo estratto sonoro presenta una discussione approfondita e appassionata sulla figura storica di Anna Kuliscioff, una delle donne più significative del Novecento italiano, attraverso la lente di un romanzo storico. L'oratore sottolinea il ruolo cruciale di Kuliscioff come prima donna medico a Milano, attivista instancabile e compagna di Filippo Turati, che lottò strenuamente per i diritti delle donne e dei lavoratori in un periodo di grande fragilità sociale, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. Il testo evidenzia come la storia di Kuliscioff, affascinante per il suo impegno politico e culturale, sia un mezzo per esplorare la Milano dell'epoca e le radici della sua identità, con particolare attenzione alle donne straordinarie che lottavano per l'emancipazione e l'istruzione in un contesto di estrema povertà. L'autore del libro esprime l'intenzione di rendere questo personaggio meno noto accessibile al grande pubblico attraverso una narrazione che intreccia amicizie reali, come quella con Rosa Genoni, e dialoghi spesso tratti dalle loro corrispondenze, riflettendo sorprendentemente sulla attualità dei dibattiti sociali e politici del tempo,
PE-n1573-Anna-Kuliscioff.mm - la presentazione - , è la storia del 900 italiano, soprattutto degli anni alla fine della seconda guerra mondiale, raccontati attraverso la vita e gli occhi di una delle donne più importanti del nostro,
Buonasera. Buonasera a tutti. Grazie, grazie all'assessore, grazie a Selene per questa bellissima introduzione, per la possibilità, diciamo, nelle librerie di usare questo spazio di collaborare nel contatto storie, famiglie cose da ascoltare e sono molto contenta di inaugurare questa nuova questo nuovo ciclo della rassegna quando riceamo molto per lavorare volentieri ci haato una storia nuovissima c'era storia nostro paese, volendo se vogliamo dirci, è la storia del 900 italiano, soprattutto degli anni alla fine della seconda guerra mondiale, raccontati attraverso la vita e gli occhi di una delle donne più importanti del nostro, Anna Colisop, la la prima donna medico di Milano, la l'attivista, la compagna di Filippo Torati, insomma co lei che ha fatto tantissimo per le donne eh in Italia e non solo. E ce l'ha raccontata Anna, ma ce l'ha raccontata Anche Milano ci hanno raccontato il quello che è l'Italia che è stata l'Italia, appunto, in un momento di grande fragilità e debolezza che ha portato poi al dramma della seconda guerra mondiale. E tutto quello che è la vita quotidiana di questa donna che è fatta di impegno sociale, di impegno politico, di grande spessore culturale è quello che ci proprio la misura di di quello che era la Milano, ma poi l'Italia di quegli anni. Per una storia molto importante che può essere letta d amente in molti con molte di lettura. È un personaggio che è troppo poco conosciuto ma che va sicuramente approfondito. Tiziano aveva già affrontato, aveva già raccontato in parte Annan Kishof nel libro precedente che è Cenere in cui appunto ci raccontava quello che è il mondo era il mondo del nome degli operaie milanesi. Qualcuno di voi aveva letto cenere? Ecco, 2 34 eh no perché mi serve c'era anche qualcuno che aveva avuto la presentazione quando l'avevamo Ho fatto delle pace già che ti seguono e e quindi insomma questo personaggio aveva già affascinante il libro e adesso abbiamo modo di conoscere ancora meglio questa donna, questa grande questa grande anche italiana, anche se italiana non era grandissima più in Italia che in Russia, quindi questa grande italiana e lascio che adesso sia Tiziana a raccontarvi da dove nasce proprio la voglia di approfondire questo personaggio, perché dedicare un libro ad Anna e farlo adesso. E allora, buonasera, grazie, dicevo prima, siamo qua, prima in prima fila grazie di essere usciti da casa e di essere venuti qui perché di sera fino a ottobre va il doppio, eh, quindi, quindi grazie. Ma allora io ehm ho scritto Annak dopo aver scritto cenere perché la voglia iniziale era quella di raccontare a Milano una città diversa da tutte le altre. E perché? Perché è così diversa? E ho cercato di raccontare un quel periodo a cavallo tra l'8 e il 900 in cui tutto succede a Milano e né in quello che circonda Milano e e quello c'è soprattutto in cenere e lo fatto con gli occhi delle donne che non vengono mai prese in considerazione, no? Perché sembra sempre che ci siano gli uomini a fare la storia, poi le donne non si capisce cosa stanno a fare, no? Cioè non ci sono mai, no? In realtà andando ad approfondire quella a Milano, cioè io sfogliando degli archivi dell'Unione femminile e incontrando delle brave signore che stanno mettere le mani, no, documenti storici e guardando anche i giornali dell'epoca, cioè in realtà incontrato delle donne straordinarie. Tra queste donne straordinarie in quei quartieri poverissimi, miserabili, eh di gente disperata, analfabeta che riempiva Fabri che stavano nascendo e c'era anche Marco Uichisov che eh non solo era la prima laureata in medicina di Milano, ma era credo la seconda in tutta Italia, una donna incredibile che ha avuto una non una vita, tante vite, ma soprattutto di un'intelligenza di una bellezza straordinaria e e quindi dopo che ho scritto Cenere e e quindi ho Ho capito tantissime cose che io stessa non sapevo, come essendo milanamente, non sapevo alcuni aspetti, no, della della città e volevo che comunque li conoscessero anche gli altri, proprio perché Milano è l'unica città in Italia dove arrivano persone da tutto il resto del paese, ma non c'è una città così che attira gente da tutto il resto delle del e quindi io ho detto, ma insomma forse è il caso anche che chi sta qua abita qua è gli stessi e tutti quelli che vivono in queste realtà che circondano la città conoscendo sappiano da dove viene questa diversità, questa identità così forte e e allora Cener era andato molto bene. Devo dirvi che l'ho portato in tutta Italia perché non c'è nessuno che non abbia un parente, cugino, un figlio che studia a Milano, che lavora qui, che non c'è, son qua tutti e quindi è andato molto bene anche in giro per l'Italia, ma vedevo eh ad alcune persone checano gli occhi quando raccontavo delle piscinine qua nelle zone attorno, no? Nel comasco, nel attorno alla città, la Brianza, perché è una storia che c'è dentro le persone, perché appunto quei quei sacrifici, quegli quelle quelle battaglie, cioè se le sono sentite raccontare dalle nonne, dalle nonne e quindi è una storia che le persone hanno dentro. Allora, cio cercando di approfondire meglio la storia di Milano e rimango affascinata perché devo dire che è un gigante, cioè pensavo che lei faceva fossi in Crimea e lo Zaro c'era Lo in quel periodo, dopo 16 anni danzia non le faceva a studiare e lei dice "No, io voglio studiare". Lei viene da una famiglia ebrea estante e quindi dice "Va in Svizzera". E va a studiare con la sorella in Svizzera dove incontra un mondo completamente diverso. Eh, era guidato da una passione politica perché anche quando era in Russia era entrata in contatto con gli ambienti anarchici, ma è in Svizzera che incontra l'anarchico che sarà l'amore della sua vita, no, Andrea Costa che diventerà poi anche il primo parlamentare socialista italiano. E ed è lì che lei con questo grande amore per Andrea Costa viene in Italia dove nasce una bambina loro figlia. Lui però è il classico maschio italiano, mi perdonate voi maschi qua presenti, che prendice che parlava cinque lingue, eh era andata per studiare eccetera e la mente a Ivola con la suocera e le sue sorelle di Andrea Costa con l'idea che allora adesso poi sta lì e cresce la loro figlia. Lei lo guarda e gli dice "Scusa un attimo, io vorrei fare laurearmi e siccome insomma non si incontrano molto su questi progetti, lei prende la sua bambina e se ne va a Napoli dove si lava in medicina. Non è tanto semplice, perché insomma però lei si lava in medicina, poi si va a specializzare in ginecologia Pavia, da quello che prenderà anche il premio Nobel Gol e lì intuisce tutta una serie di cose anche importanti sul perché le donne motivano di febbre operare inzioni posto, quindi ma soprattutto lei Mentre a Napoli incontra l'altro uomo della sua vita che è Felip Turati. E non è la passione come quella concosta, ma è più la passione intellettuale, la la sì quell'affinità politica intellettuale che la porta poi appunto a Milano in quella casa che diventerà il salotto socialista e in piazza dell'uomo sotto corrice all'angolo con la galleria dove sei andate dove c'è un volotta c'è la targa, no? di loro qui dissero curate con anche una scritta che viene da lontano come linguaggi da qui ora lui è è molto particolare quella quella targa quella lapide che è stata messa soprannota dove si vendono le scatole di torno e tutto però da lì è passata la storia e e quindi io ero molto affascinata da questa donna e a cui tutti si rivolgevano perché lei leggeva giornali internazionali teneva rapporti con gli altri movimenti socialisti e perché volevano avere la sua idea, la sua opinione, cioè lì del famoso carteggio durati pubblico che si scrivevano 20 giorni tutti i giorni per 40 anni e c'era Turati parlamentare socialista a Roma che scriveva a lei tutti i giorni per chiedere a lei come avrebbe fatto a gestire eh sì certe situazioni politiche che si erano create e e lei lo guidava e alcune volte anche ci pesantemente. Quello che colpisce Amanda è che in quella casa si facevano giornali, era la relazione di critica sociale, si facevano i giornali per difendere i diritti delle donne, no? Nasce la difesa delle pubblici e e c'erano donne che venivano astratti, diciamo, dalle società più alti che avevano studiato e che quindi eh scrivevano articoli per difendere i delle donne che invidevano in quelle fabbriche terribili malzane lavorando 15 ore al giorno analfabente ed era e queste donne si impegnavano perché cioè venissero dati quei diviti ai bambini anche che approvavano quelle fabbriche è quella che riesce a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini obbligo scolastico ha 7 anni quindi i bambini entrarano in fabbrica a 8-9 anni quindi e lavoravano anche di notte perché quelle spre no. Quindi c'era c'è questa figura che emerge e e io l'ho voluta raccontare un romanzo attraverso l'amicizia con un'altra donna che è Rosa Gemoni che è un'altra donna sono tutti veri. Cioè io ho lavorato molto sugli archivi, sui giornali dell'epoca, sulle sugli scritti che queste donne facevano e e Rosa Genoni è un'altra figura interessante. Perché lei nasce come piscinina in belline povere, contadinella, 17 fratelli e sorelle 17 e però molto intelligente e viene mandata a fare appunto l'apprendista della zia in una sartoria, no? Perché la piscina, però lei vuole imparare il mestiere, vuole imparare il mestiere, ma capisce anche che per imparare bene quel mestiere e farlo bene bisogna eh studiare, studiare stranamente perché quella era la moda che In quegli anni non esisteva una moda italiana, c'erano i francesi e quindi esistevivano dei corsi serali anche francese e contemporaneamente in quella a Milano dove si facevano le battaglie per i lavoratori e quindi frequentava anche il museo socialista e io circo gli operai lì che si incontra con Kulischok e insieme e nasce una grande amicizia. Allora io scrivo un romanzo in cui loro chiacchierano ed è divertente perché come fanno Tutte le donne partono dai temi alti, no, della politica a la camicetta che le serve per il matrimonio. Tu mi fai una camicetta giusta per il matrimonio in cui devo andare? E quindi lei è massilista, Roberone, quindi si occupa anche dei vestiti di Anna Pulov, ma contemporaneamente parlano di guerra, parlano di pacifismo, di nealità e quindi è divertente anche questo questo modo di affrontare i temi della storia. Io il libro l'ho preso verso gli ultimi anni di vita della Cis volutamente perché sono quegli anni in cui nel nostro paese succedono delle cose tragiche e sono gli anni che ci portano verso la prima guerra mondiale. Sono gli anni in cui Anna Culis vede alcuni dei suoi sogni anche frantumarsi perché sognare molto alle donne, non riesce ad averlo. Sognava che i socialisti andassero al governo e non ce la fanno. Ma e quindi c'è questo percorso Mussolini socialista, no? Dimenticatevi che è un giovane socialista che riesce a minoranza trace o congresso socialista e diventa lui direttore della no infatti è stato presente questa figura perché come giustamente dici tu il romanzo si apre il giudice poi dal 25 quando Anna muore è il centenario della morte centenario della morte e e Poi si torna indietro anche nel 1912 perché sono raccontati questi, diciamo, ultimi 12 anni 13 la sua vita in cui abbiamo la situazione dell'Italia, l'in gli interventisti piuttosto che no della prima guerra mondiale, la prima guerra mondiale, quello che succede durante tutta la guarda, in realtà io mentre lo scrivevo ritrovavo le atmosfere di oggi. C'è un libro che è stato scritto raccontando un pezzo di storia del passato, ma è di una incredibile, perché io ritrovavo lo stesso dibattito che noi abbiamo in questo periodo, in questi anni, con una guerra nel cuore dell'Europa, un anclio Oriente che pensate a quanto scontro c'è stato c'è tutt'ora nel nostro paese sul tema della guerra, no? Sul di armo, sul pacifismo, suare. Sì, appunto. Cioè, quindi quelli erano anni in cui ehm le potenze, i grandi imperi, perché ancora c'erano imperi mostravano i muscoli e cercavano appunto di eh essere più forti uno rispetto all'altro e anche oggi noi vediamo dopo la tragedia del secondo mondiale, cioè in cui si era detto mai più e quindi si era passati a un'idea di mondo diverso. Oggi vediamo che di nuovo il soismo torna a essere molto presente nel dibattito, no? Le nazioni che erano anche nazioni una volta imper imperi e vogliono di nuovo tornare a essere potenti, no? E muscolose, quindi mostrano di nuovo i muscoli, quindi ci si ritrova in quegli anni e si vedono gli errori che sono stati fatti allora ed è come se oggi si respirasse la stessa area con il rischio di compiere gli stessi errori. Non a caso il nostro presidente della Repubblica Mattarella di recente ha proprio fommentato dicendo siamo nella stessa atmosfera del 1914, no? E io siccome ero già scritto il libro e tutto e era una riflessione che facevo con me stessa da sola, mentre stavo leggerevo, no, questi documenti e e vedevo questo scontro che c'era. Lo stesso Mussolini quando diventa un giovane socialista, lui non ha neanche 30 anni quando diventa il direttore dell'Avanti e troverai Anna a casa sua in questa casa, appunto, lui molto timoroso, anche perché lei è il signora del socialismo, che che e quindi lui va da da Vincente su sulla sua corrente e va magia ad assicurarla che comunque nell'Atroverà lei, i suoi amici troveranno sempre lo spazio che è dovuto e falso. Non è vero che dice subito delle bugie perché non sarà così e quindi alcuni socialisti legati a caso in realtà non verranno esclusi dai da dagli articoli del avanti e quindi insomma però eh Mussolini all'inizio era anche lui contro la guerra. La guerra Scoppia nel 14 dopo l'assassinio di di come si chiama Francesco Giuseppe Francesco Giuseppe in Serbia e all'inizio si pensava che fosse solo un conflitto locale, no, tra l'Austria e la Serbia. In realtà poi le cose sappiamo che non sono andate così e in un solitario inizio si schiera quella come tuttora il movimento socialista, ma dopo neanche 2 anni comincia a parlare di naturale questo perché questa idea c'è tutta una parte del paese che vuole la guerra con l'idea di conquistare le terre che ancora non abbiamo, no? E quindi anche di ritornare addirittura a a conquistare delle terre che facevano parte ancora della Repubblica di Venezia, cioè non era solo intervento, c'era bisognava di arrivare di Marzia, scendere giù verso il Montenegro e e vabbè, quindi quindi Murolì viene espulso per questa sua posizione. Lì inizia un percorso cui si fonda il suo giornale e poi insomma inizia quel percorso che porterà comunque alla guerra nel nostro paese e poi anche dopo la guerra colorno di una dei dei reduci distrutti. Ne abbiamo avuto milioni di morti in Europa per non parlare anche in Italia della tragedia che è stata verità un milione di buchi dati e quindi i reduci tornano. Noi non avremo le terre che ci avevano promesso e tornano fuori, ma con una consapevolezza di sé completamente diversa da prima, perché avevano comunque combattuto per il paese, si aspettavano dei riconoscimenti come si aspettavano dei riconoscimenti perché avevano mandato avanti il paese mentre gli uomini non c'ervano e non arriverà questo consultale continua e no arriverà il voto solo per gli uomini 19 sì anche al 25 milioni in più di italiani andranno a votare. I socialisti vinceranno tantissimi seggi insieme ai cattolici, ma quella classe conservatrice terrorizzata del L'idea che anche qui possa arrivare il comunismo come in Russia che c'era stata nel frattempo nel 17 la rivoluzione bolcevica, cioè si mettono tutti insieme il re e citro il suo citare il suo che insomma non era un premio stor aver capito e e alla fine si fa una coalizione di piccoli gruppi e movimenti, partitini, no? Tutti conservatori che escludono e mettono a opposizione i socialisti. Cattolici e le donne stanno a guardare e gli danno gli viene dato un contentino, cioè il voto non glielo danno, analisica e punturati pesantemente perché dice poi non fat - Sì, soprattutto lui diceva non è ancora il momento, non ci sono le condizioni. Sapete perché erano terrorizzati che le donne m si facessero influenzare dalla Chiesa e quindi dicevano noi non possiamo dare voto alle donne perché poi è un che va cattolici e comunque non non andrebbe a socialisti e quindi cioè questa battaglia non non viene non basta. L'unica cosa che viene che viene data alle donne nel 19 quando si votare come la prima legge proporzionale è la l'abolizione dell'autorità maricale perché le donne ancora erano sotto l'autorità del marito, cioè non avevano alcuno status giuridico, cioè non era solo l'idea non potevano quindi non potevano essere elette, non potevano partecipare alle decisioni del nuovo paese, cioè per fare anche una associazione di ricamo avevano bisogno dell'autorità del marito, l'autorità americane che viene abolita 19, però insomma non e io l' lo ho trovato, dicevo, di una grande modalità, non solo l'atmosfera che si respirava allora anche proprio malinconica di di con questi ragazzi che erano esaltati attraverso futuristi dalla guerra, no? L'idea che la guerra è passato via tutto il vecchio e portato in un nuovo, il moderno, il cambiamento in fretta e sono ragazze che partono anche volontari e che saranno massacrati massacrati. E questo è questo mi colpiva molto perché eh i discorsi che facevano i futuristi nei in altri saloti che non erano quelli della Colcio pitturati, ma erano quelli per esempio della Tarfatti, no? Ma Tarfatti che anche lei all'inizio comunque fa parte di tutto questo mondo socialista e e frequenta e scrive per la richiesta della pushop difesa delle lavoratrici colpisce questo impegno delle donne ad aprire umani a ad andare poi anche nei quartieri più poveri a le donne la cucio che era un medico la chiamavano la motura dei no laura dei poveri perché comunque l'ospedale maggiore non la prende dice "No, noi non vogliamo delle donne", lei dice "Sono laure, eccomi qua, vengo a lavorare". No, no, poi le donne non le prendiamo. Quindi lei va a lavorare in anche in su ambulatorio privato, ma anche in una in una traversa di Corona Garibaldia di anfiteatro dove c'era una sua amica, anche lei russa, Alessandrina Ravizza, che aveva aperto una cucina dei malati poveri e aveva aperto anche un laboratorio per aiutare persone che morivano di fame e che quindi quando si ammallavano almeno potevano dargli del cibo, fare ma almeno da un dei cisali per potersi riprendere, no? E da lì aiutava anche povere ragazze che spesso finivano sui tavoli da cucina in a clandestini perché e insomma la violenza domestica c'era, gli incessi c'erano e ed era come le malattie di lagravano, gli antibiotici non celebrano, la figiline era una delle malattie più diffuse e quindi in una condizione veramente molto difficile per le donne e loro erano al fianco. al loro fianco anche proprio nel nell'aprire luoghi dove insegnare a leggere e scrivere, dove imparare il mestiere, imparare a disegnare, a fare la sacca, che era il sogno di tante ragazze perché l'alternativa era tardica portare a servizio qualche famiglia ricca e subire magari poi anche bellezze buoni, no? E quindi quindi e io ecco ho pensato che fosse una donna da riscoprire perché spesso viene indicata la compagna di Turati, no? Non era anche la compagna di Turati, ma è stata una delle elementi, diciamo, di quel partito socialista che lei fonda con Turni e altri erano a loro. Il Partito Socialista nasce a Milano, non è un caso che nasca a Milano, perché è qua che c'è quella cortesia illuminata che apre quelle pagine elempie di lavoratori e lavoratrici e quindi nascono anche esigenze di parlare Sì, ma del nascono anche le prime leghe operarie, no, che diventano poi i sindacati, quindi nasce quella coscienza anche sui diritti che non c'è assolutamente. La flacaria nasce qua, tutto il resto era contadini nel resto del paese e la rivoluzione industriale è qua, quindi stravolge la società, la provita anche E nasce qui la non è che nasce a Roma, non nasce a Roma. Non nasce neanche a Reggio Calabria, no? Nasce qua ed è qua che in quegli anni succede tutto, cioè succede la nascita del sindacato, la nascita dell'emancipazioni femminile, perché se le donne escono da casa e vanno a lavorare inizia l'emancipazione. Loro si chiamavano emancipazioniste queste donne, no? Il movimento era quello. E sì, e nasce sempre grazie a Raoni quella italiana che lei intuisce che ci può essere. Grazie anche una moda più comoda, più Beh, si ispira all'arte italiana, a quei peggi che avevano le donne romane, a quelle madonne del Rinascimento che erano vestite con questi abiti che non erano certo borsetti, gonne sotto ordine e quindi lei lei diventa vincere di posizione universale nel 1906 con i suoi abiti e con i diciamo il primo la prima vetrina di made in Italy. Poi succederanno tante altre cose, ma lei è una pioniera del made in Italy. Ehm e io l'ho voluto raccontare come ma è tutto vero. È vero, è vero che è raccontato è un romanzo a tutti gli effetti infatti ai personaggi reali per cui Adamisce Crozza Genoni, Margherita Zarfatti, Mussolini che sono tutti personaggi che si muovono nel stesso che si muovono, parlano e vivono nel romanzo. Ci sono poi personaggi come di fantasia come Violetta, come che che testimoniano qua la sono di fantasia, ma sono radirate ovviamente alle alle rad che abitavano comunque la la città perché non dimentichiamoci che quelli erano gli anni in cui la Costituzione era legalizzata e che non so quartieri come Bere erano tutte case chiuse, lo Stato ci guadagnava su questa sulla pelle di queste ragazze e quindi finire in quelle case c'era la prata delle ragazze, no? Queste donne formano anche incomitato contro la tratta delle bianche perché si finiva anche col tranello in quelle case in quel stripoli e e con magari andavi convinta di fare un lavoro e ti ritrovavi a fare la prostituta e fare la prostituta in quegli anni significa essere una chiave abita, cioè non non tornavi indietro perché venivi messo negli eletti dellaura e lì ed era difficile anche uscirne perché appun dei che non era semplice poi ripagare. Esempio, lo Stato imponeva visite mediche alle prostitute, ma non ai clienti e le visite medichevano pagare alle ragazze. Le ragazze vivevano nei btelli dove avevano anche e e tutto e allotevano pagare. Ehm e quindi loro nei confronti della tenutaria accumulavano debiti e poi ammesso anche che quei debiti E loro poi alla fine riuscivano anche a ripianarli una volta che magari anche trovano qualcuno di cui si innamoravano, no? Nascevano a storia, ecco, e quindi riuscivano anche ad andarene via dal bordello. Poi non era facile riprendere una vita normale perché tutta una serie di attività questi sta sulla lista della questura, non le potevi fare, non ti potevi sposare con un dipendente pubblico, non ti potevi per Beh, quello sì, ma non potevi ne anche sposarti con un membro delle forze armate, delle borze dell'ordine, non potevi aprire, per dire, un una locanda, non lo potevi fare, cioè c'erano tutta una serie di improvisioni di che comunque, cioè per queste ragazze era difficile potersi ricostruire una vita ed era spesso era era entravano in questi bordelli con inganno e e poi non ne uscivano facilmente, appunto. Quindi quei personaggi che ci sono nel mio libro e che che sono quelli di cedere e però li ritroviamo in ruoli diversi perché nel frattempo è da fare qualche anno e cioè sono rappresentano categorie di persone e io penso che quegli anni Milano fosse durissima perché comunque la vita era molto dura, c'era una povertà estrema, però c'era anche un fermento, una vivacità, un impegno, una Oica, no? Cioè c'era c'era una grande partecipazione questa gente che andava nelle fabbriche lavorava appunto 14 ore, 15 ore, cioè poi si ritrovavano nei circoli operai a distere, comunque volevano capire, comunque si iscrivevano a scuola, la società umanitaria che nasce in quegli anni che l'area un tipo di riferimento per la città, cioè faceva corsi serali per consentire a questa di imparare pensiere, di imparare a leggere vivere veramente perché se devi andare a scuola 7 anni, cioè cosa vuoi avere imparato, no? E quindi era una città sempre di quelle generose, no? Dove c'era anche tanta voglia di di dare agli altri e quello che queste donne capiscono che bisogna dare è distruzione, non è la carità, ma è distruzione in mezzo per poi migliorare la propria Perché è quello che ti dà la possibilità diventare autonoma, no? E soprattutto loro lo fanno con le donne, eh alcune lo fanno con le donne, le donne dell'Unione, ma ciò che lo fa attraverso anche questa idea di della politica di una società più giusta con di tutti i per tutti. E quello che lei va a dire nelle fabbriche occupate dalle donne è una costante. Sono Bellissimi discorsi che lei fa sono: "Dovete stare unite perché se non state unite non contate niente, ma siete un esercito e se state insieme e capite che dovete stare insieme allora sì che l'avete e fate la differenza." Famoso che fa la porta. Eh sì. E però detto oggi sembra tutto sicurato. Detto in quegli anni è rivoluzionario. È rivoluzionario perché sono anni in cui i diritti non ci sono e soprattutto essere do e andare in giro esponendosi e e andando a manifestare a fare scioperi nelle parti significa rischiare pesantemente. Infatti alla Cruce finisce anche prigione eh in semi naturali nella quando Baba del Caris fa quella carneficina che fa a Milano sparando sugli operai e le operai chiedevano di abbassare il prezzo della farina perché il pane era diventato caro. Stiamo parlando del pane e lui spara quel cannone. Sono ecco, lei finisce nelle prigioni del castello sport insieme a Turati. Ci pensa un bel po' di immensi. Lei Turati ci pensa molto di più perché non c'è l'amnistia dopo 2 anni, quindi insomma è anche una che ha sulla pelle fatto Sì. Sì. E quindi però c'erano c'era una passione che guidava che ha guidato sempre la sua vita. Ha vissuto una vita controcorrente e però lasciando un segno molto forte e non è un caso. Io apro il libro con i funerali con i suoi funerali perché mi ha molto colpito che i funerali eh con tutte le delegazioni arrivate da tutte le fabbriche, dal lodi, leine di lodi, da tutte le campagne perché lei aveva sempre tenuto la porta aperta, no, per tutti i laboratori, per tutte le le fabbriche, per tutte le donne e quindi tutti ci vogliono essere a questi Ale che attraverserà Milano fino al monumentale dove le olta e ci vogliono essere anche i fascisti che assaltano corte tenere, lo assaltano, disturbono, c'erano corone di caropsi con le tutte le con le fasce le fasce di tutti i movimenti con cui lei aveva collaborato con gli operai e loro assaltano il corte, no? Cioè perché neanche la morta Cioè la vogliono vogliono che sia, no, perché sanno che lei sì è morta, ma le sue idee non moriranno. E quindi assaltano quel corte e lo assaltano proprio nel momento in cui passa e si avvia verso il primo stato vicino a difunino e poi ci sarà davanti proprio al nome dove si fermano tutte queste carbozze con tutti i fiori, le corone e distruggeranno queste corone proprio perché Eh, lei ha rappresentato eh una nemica, no? E questo è è una scena fortissima, secondo me, cioè che neanche il corteo funerato a pace, viene rispettato. Sì, sì. Perché spaventava spaventava la sua, tra l'altro grandissima intelligenza, come dicevi tu, questa capacità di lasciare comunque sempre le porte aperte a tutti, una persona estremamente solida nella nella propria nel proprio credo e mai eh mai una volta eccessiva nella nell'attaccare il proprio nemico, ma nel nel cercare sempre lo scontro basandosi sulla sulle idee, su quello che è invece sui principi e questo spesso e volentieri insisteva ancora anche contrario. Guarda che romanzo è costruito in modo che la storia narrata romanzesca si intreccia con gli scritti di Anna e e di Fran Straci di letter, strici di discorsi dei tuoi riporti proprio per far ere quanto sia veramente, come dire materia modernissima, anche lo stesso sesso di estrema. Ehm a me ha hanno colpito tante tanti aspetti, insomma, del libro, cioè della loro della loro storia e e soprattutto dovete sapere che alla presentazione che ho fatto a Milano alla 30 settembre è uscito il libro c'erano le pronipote di Anna Cisov e anche le pronipoti, le nipoti, elettronipoti di Rosa Genori, perché vero lì davanti comunque è come toccare con mano, cioè un pezzo della storia, no, di questa donna e perché poi la vita è curiosa e la figlia di Anna Curicot e Andrea Costa si innamora di un dell'erede di una delle famiglie più cattoliche e conservatrici della Lombardia e Andrea Costa diventa matto e cioè non cioè dice no, non è possibile i galizi che sono erano industriali della serie sono tuttora una importante famiglia sono i proprietari del banco dio e un grande gruppo industriale insomma è una famiglia importante e legata alla chiesa di Milano e quindi voi immaginate che questa questo contesto con Andreina, la figlia di Andrea Costa e e Anna e che annuncia suo matrimonio uomo per e quindi Anna adora sua figlia e accetta tutto tutto. Scrive una lettera bellissima ad Andrea Costa sull'idea di come i figli debbano poter fare la loroà. C'è una lettera bellissima che io ho preso in genere, no? Eh, e però qua, appunto, vediamo che poi Anna va e viene da la casa di Andreina, si ferma giorni reso in questa grande dei dove nel frattempo Avenue figli con Luigi c**** e di questi cinque figli una farà monaca di clausura e una uno farà lavate e gli altri tre fanno una loro tranquilla e avranno degli altri figli. Io incontrato di questi figli per lei che sono venuti alla presentazione e c'è una Teresa Gravzi che secondo me è uguale ad Ana questi occhi turchesi azzurri proprio agli stessi tratti e e quindi io gli ho chiesto Teresa, ma è una signora ha 65 anni così ho detto senti Teresa, ma mi dici che cosa ti ricordi tu di della bisnonna? Perché Andreina era la nonna e la Cotella disnonna per Però lei ovviamente non l'ha conosciuta, ha conosciuto Andreina che peraltro rimanerebbero molto giovane e con questi cinque bambini da crescere. E allora lei dice "Ma guarda, io di la nonna Andreina me la ricordo sempre vestita di nero con rosario". Cioè dovete comunque collocare tutto sempre quella che è stata la vita di Andreina, no? Che probabilmente questa fattura storica, principio molto forti conservativi ha provato la sua stabilità perché cioè magari a casa pure costurati farmando a cosa c'è che usciano in prigione lei veniva lei veniva messa da casa di Maino insieme a Silvia Consigli perché i genitori erano più giovane c probabilmente ha trovato la sua stabilità no quindi e quindi lei mi dice sai si parlava poco della rivoluzionaria, no? Distoria rivoluzionaria avanti e quindi e quindi io da bambina vedevo una nonna che era molto molto debante, molto devota così, però ecco dell'altra nonna, della nonna si parlava si parlava poco, però crescendo, cioè il le radici di un'antenata così lei ha sentite e non a caso c'erano lì anche le tre con nipoti che sono tre ragaz dei 21 anni che invece sentono bisogno di capire di più di questa loro tavola e beh, io lo capisco perché comunque è un pezzo della tua storia, no? E quindi hai avuto come fitava una persona così di peso e di peso politico, insomma, che ha fatto un pezzo di storia di questo paese e oggi tu sei giovane e quindi vuoi capire meglio, no? E quindi erano tutte e tre, son venuti E e quindi è è stato interessante perché comunque poi è la vita delle persone e lo stesso con Roma Gennoni, cioè questa voglia di mantenere la memoria di che cosa è stata questa donna pacifista, l'unica donna italiana presente alla conferenza del 1915 dell'Aia, quando tutte le donne da tutto il mondo in delegazione vanno lì per cercare di convincere i capi di stato e di governo. a non fare la guerra, cioè già un pezzo di Europa era in guerra, ma loro volevano andare, cioè cercare di evitare che anche quei paesi che erano rimasti, che erano rimasti neutrali e cioè facessero una conferenza per bloccare la guerra per evitare che si abbatto. E l'unica italiana presente allia a questa conferenza erano per gli onori. C'è questo banco della presidenza dove c'è Jane Adam che viene dall'America e che prenderà anche per le Nobel e per la pace nel 31 e che parlerà col presidente Wilson eccetera, ma perché ci sono andare in guerra, ma anche gli Stati Uniti poi entreranno in guerra e quindi e quindi anche lì ci sono queste nipochi e pronipoti che cercano di conservare il materiale di di di vestiti della storia, anche perché quello sagone in pieno fascismo. ovviamente è costretta a ritirarsi in una vita che lei aveva a Varese e in un tale per lei secondo al fascismo non lavora più e diventa sì destino diverso quello di Margherita Stfati che invece nel nel romanzo eh come dire ha una ha un'evoluzione nel suo percorso personale che porta a un'evoluzione anche nel rapporto con con Ante Stezza, cioè da un'amicizia da una collaborazione a una divisione Beh, però è un'umana pietà per per quelle che sono le vicende della lei sicuramente ha una grossa responsabilità nell'avere plasmato la figura di Mussolini, però l'ha pagata anche cara, eh perché a un certo punto lei è costretta ad andarsene quando lei è ebrea e quando arrivano le vecchie raziali comunque vengono musulmane qua e quindi se ne va prima in Paris, poi va in America, quindi lei il suo rapporto secondo me leggendo quello che che è stata anche la sua vita, la sua storia, cioè io credo abbia pagato anche proprio da un punto di vista intellettuale il prezzo per questa sua vicinanza con con Mussolini perché in realtà lei era aveva avuto delle intuizioni da un punto di vista intellettuale molto interessanti. Lei è una delle donne che si occupa di critica d'arte, diventa critica d'arte, tiene questa domica sull'avanti, cioè non è che c'erano molte donne che facevano questo, non ce n'era perché una era una donna, eh, però però poi tutta questa dimensione qui viene messa da parte proprio perché lei ha un rapporto molto forte anche intimo con un solo figlio, no? E quindi parla anche questo pezzo perché il sé è una figura che è interessante da un punto di vista intellettuale, però poi sposa anche la casa della guerra. A casa sua ci sono tutti i futuristi cioè quel mondo che appunto fa poi capo a Mussolini, no? E che cioè che si stacca da quel socialismo pubblico e poi passa man mano che si consolida il fascismo, cioè diventa diventa quella come e però insomma lei non solini la scarica a un certo punto come la scarica. Ehm io credo che lei abbia avuto una grande passione per lui da quello che emerge, dalle cose che ha scritto e credo che sia anche per riuscire Lux, quel libro che lei scrive a fine e che dà uno status diverso a a Mussolini. Eh io sono andata Lux non si trovava in giro, siamo ristar, ma è uscito perché sapevo che poi doveva ristvarmi e quindi adesso è uscito. Ecco perché mentre io scrivevo il libro non c'era, quindi sono dovuta andare a proprio a Sormani e lo tengono nei depositi perché quella c'è una copia di quelle autografate da Monsolini, quindi te lo danno in mano, lo devi leggere davanti a loro, poi la devi lo devi ridare in mano, cioè non in prestito e infatti mi avevo scoperto che lo stavano per riscattare i lavoratori perché ho detto "Ah, vedi questo è stalari nel nostro paese bisogna incamparlo perché appunto nel pubblico, eh, cioè rende un appunto scevolo, no? E allora il mio edito si era un po' interessato perché gli sto qua nelle cantine della Tormani perché devo guardare il suo look, c'erano dei mais che mi si attivano per il libro non c'è, non esiste, lo stampano perché l'aria che tira ci porta pensare che qualcuno se lo compra. Allora lui si era informatico, principal esce adesso ci ha già pensato l'ammontadore. Ecco che e sì, c'è qualche domanda. C'è qualche curiosità, qualche intervento? Io ho sentito un pubblico interessatissimo tutti quelli ma magari lo definirebbe un romanzo storico a questo punto perché sì un romanzo storico. Io non guarda io non volevo scrivere un messaggio su Anna Puricot perché ci sono fiori di professoresse universitarie che hanno Ate su tutto quello che è Anna Colic. C'è una biografia fatta da su Anna Codice fatta la come si chiama non so di sì c'è scritto lì la cito, no? E io per scriverlo letto una montagna di libri, di documenti, di cose e poi c'è la bibliografia. Ecco, ci sono, c'è la bibliografia che anche qui c'è fatta benissimo. Quindi considerando che è un periodo non si legge molto e comunque e la nicchia della nicchia. Io ho detto no, cioè l'idea è che Anna Crucio arrivi a un pubblico che legge più narrativa che magari può arrivare anche nel Sì, vedi c'è questa qui è la biografia di Marinais stampa, no? E fatta nel 93, fatta benissimo. Qui si vede perfettamente che lei ha sfogliato tutto, ha detto tutto il carteggio. Io il carteggio l'ho guardato negli anni che mi interessavano perché Sono volumi su volumi di lettere che loro ci sono scritti per 40 anni, cioè è una No, però no, Sì, cioè quindi il non permeno, cioè chi doveva fare i salghi già li ha fatti, esistono già delle opere su alcune shop importanti. Io ho voluto avvicinarla al grande pubblico, quindi concedendomi anche un po' più di fantasia sulla fondo personale. su alcuni contesti. I dialogi spesso sono reali, presi dalle lettere che si scrivevano sia lei e Rosa Genoni sia lei con Turati, quindi altre sono come li sono immaginati. Beh, diciamo che dato contesto ovviamente a sé quindi però questo ti consente di avere una dimensione più leggera e di entrare però dentro quegli anni che sono anni, insomma, alla fine Stiamo parlando di 100 anni fa che è niente niente, cioè lei muore 100 anni fa e quando uno, non so riprende in mano una conferenza che lei fa al circolo filologico davanti a un pubblico di soli uomini dove lei viene chiamata a tenere un discorso e lei lo intitola Il monopolio dell'uomo 1890, cioè è un preso che legge oggi tutto adesso, cioè incredibile sulle dinamiche sociali di di di subordinazione della donna all'uomo. Qual è la differenza? Che lei lo dice nel 1890 davanti a questi uomini ammicheliti che l'asvoltano. Siamo in piena autorità maritale con le donne appunto che non hanno nessuno status e lei già in questo posto che è circolo filologico qui postante milanese e gli eleganta. Ecco, e quindi quindi è anche un grande coraggio, una grande senso di sezza anche, no? Quindi e di monopolio dell'uomo si trova tranquillamente anche sul titolo della fondazione Kurisov che dove è aperto, non si può leggere ed è un testo incredibile scritto adesso. coscienza e questo farci riflettere sul fatto che 100 anni dopo siamo ancora qui a dire le stesse cose che lei c'era sulla disparità salariale e su su quelle lì sulla tutela della maternità della salute della donna, cioè insomma su su lei dice qualcosa fortissima che è il primo animale domestico che l'uomo ha avuto è stata la donna. e del 1990
Sì, volevo anzitutto grazie. Eh, lei ha parlato di analogie che ha trovato nel nello scrivere questi ultimi anni di di Anna Culis. La Milano di allora è una Milana molto diversa. Diversa che parlava di un ambiente dove si stavano sviluppando una serie di dinam che anche a livello sociale c'è stata una rivoluzione industriale, cioè stata considerato quindi c'era un movimento di rivendicazioni che pian piano stava prendendo consapevolezza e una Milano molto viva da questo punto di vista con una coscienza sociale molto forte e quello che mi viene in mente è com'è la Milano di oggi, quale titolo di erano invece su quella a Milano che ancora Milano che si riconosceva nella nella madina e la Milano che guarda invece piazza carolenti nuovi e i gratacini. La seconda cosa invece però poi capisco le altre considerazioni che lei fa in merito a quale periodo storico stiamo stando ormai il consenso all'interno dei paesi sta aumentando e l'altra invece è una riflessione sul sul ruolo delle donne Lei diceva il documento scritto dalla Pulis 100 anni fa è ancora estremamente attuale, è ancora estremamente attuale il fatto che si senta parlare di donne che hanno ricoperto ruolo importante, è come se la storia le avesse dimenticate e adesso si vanno a scoprire e viene riportata una loro storia. Io avevo assistito la presentazione di un libro della senatrice Elena Catto, aveva scritto scienziate e anche lì si contemporanei non si conosce la storia e ci vuole questo movimento di consapevolezza che deve tutte le volte essere portata a galla per far conoscere che esistono delle eccellenze.
PE-n1574-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Anna Kuliscioff. - Anna Kuliscioff è una delle figure femminili più importanti della storia italiana, specialmente del Novecento. Sebbene fosse di origine russa e provenisse da una famiglia ebrea estante, è considerata una "grande italiana" in virtù del suo immenso contributo al Paese.
Anna Kuliscioff è una delle figure femminili più importanti della storia italiana, specialmente del Novecento. Sebbene fosse di origine russa e provenisse da una famiglia ebrea estante, è considerata una "grande italiana" in virtù del suo immenso contributo al Paese.
La sua vita fu caratterizzata da un impegno costante, sia a livello sociale che politico, e da un grande spessore culturale. È un personaggio che, sebbene sia poco conosciuto, merita di essere approfondito.
Di seguito sono riportati i dettagli sulla vita, la carriera e l'impegno di Anna Kuliscioff, come emersi dalle fonti:
Ruolo Medico e Impegno Sociale
Anna Kuliscioff è nota soprattutto per essere stata la prima donna laureata in medicina a Milano, e probabilmente la seconda in tutta Italia. La sua formazione fu complessa: dovette recarsi in Svizzera per studiare, poiché il regime zarista non le permetteva di proseguire gli studi dopo i 16 anni.
• Formazione e Carriera: Si laureò in medicina a Napoli e si specializzò in ginecologia a Pavia, studiando sotto Golgi (futuro Premio Nobel). Grazie ai suoi studi, intuì una serie di elementi importanti sulle cause della mortalità femminile dovuta a febbre puerperale e infezioni post-operatorie.
• La Dottoressa dei Poveri: Nonostante la laurea, l'Ospedale Maggiore di Milano si rifiutò di assumerla perché era una donna. Kuliscioff lavorò allora in ambulatori privati e fu per questo soprannominata "la dottoressa dei poveri". Collaborò anche con l'amica Alessandrina Ravizza in una struttura di Milano che offriva assistenza e cibo ai malati poveri e aiutava ragazze madri e vittime di violenza domestica in un periodo in cui le malattie come la sifilide erano molto diffuse e gli antibiotici inesistenti.
Ruolo Politico e Relazioni
Kuliscioff visse "non una vita, ma tante vite", guidata da una forte passione politica.
• Andrea Costa: Durante gli studi in Svizzera, entrò in contatto con gli ambienti anarchici, e conobbe Andrea Costa, che divenne l'amore della sua vita. Tornarono insieme in Italia ed ebbero una figlia. Tuttavia, si separò da Costa—definito un "classico maschio italiano"—quando lui pretese che lei si dedicasse unicamente alla figlia e alla suocera a Imola, mentre lei voleva laurearsi.
• Filippo Turati: A Napoli, Anna Kuliscioff incontrò Filippo Turati. La loro relazione fu basata su una affinità intellettuale e politica. Vissero a Milano, e la loro casa in Piazza del Duomo divenne il "salotto socialista".
• Fondazione del Partito Socialista: Insieme a Turati e ad altri, Kuliscioff fu co-fondatrice del Partito Socialista, che nacque proprio a Milano grazie al fervore illuminato presente in città.
• Guida Intellettuale: La sua intelligenza straordinaria le permise di influenzare pesantemente la politica italiana. Turati, pur essendo parlamentare socialista a Roma, le scriveva tutti i giorni per quarant'anni (il famoso carteggio Turati-Kuliscioff) per chiederle consiglio e opinioni su come gestire le difficili situazioni politiche. Lei leggeva i giornali internazionali e teneva rapporti con gli altri movimenti socialisti.
L'Impegno per i Diritti e l'Emancipazione
Il suo impegno fu cruciale per l'emancipazione femminile e la tutela dei lavoratori.
• Legislazione Sociale: Anna Kuliscioff lottò per i diritti delle donne analfabete che lavoravano in fabbriche malsane per 15 ore al giorno. Riuscì a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini, che stabilì anche l'obbligo scolastico a sette anni per evitare che i bambini entrassero in fabbrica a otto o nove anni, lavorando anche di notte.
• Strumenti di Stampa: Dalla sua casa-salotto, venivano redatti giornali fondamentali, come Critica Sociale, e quelli dedicati alla difesa dei diritti femminili, come La Difesa delle Lavoratrici.
• Principi di Lotta: Kuliscioff sosteneva l'importanza dell'istruzione e dell'autonomia per le donne, non la carità. Nelle fabbriche occupate, incoraggiava le lavoratrici a restare unite, affermando: "Dovete stare unite perché se non state unite non contate niente, ma siete un esercito e se state insieme e capite che dovete stare insieme allora sì che l'avete e fate la differenza".
• Prigionia: Il suo attivismo la portò anche al carcere; fu imprigionata insieme a Turati nel Castello Sforzesco dopo la carneficina compiuta da Bava Beccaris contro gli operai in sciopero per il prezzo della farina.
• Critica Sociale (Il Monopolio dell'Uomo): Già nel 1890 tenne un discorso intitolato Il monopolio dell'uomo (facilmente reperibile oggi), nel quale criticava le dinamiche sociali di subordinazione. Il testo è considerato ancora incredibilmente attuale. In esso, Kuliscioff pronunciò una frase divenuta celebre: "il primo animale domestico che l'uomo ha avuto è stata la donna".
Ultimi Anni e Eredità
Il romanzo incentrato su Anna Kuliscioff copre gli anni che portano alla Prima Guerra Mondiale (1912-1925), un periodo in cui i suoi sogni politici (come il suffragio femminile e il governo socialista) videro la loro fine.
• Pacifismo: Anna Kuliscioff si schierò per la neutralità e contro l'intervento nella Prima Guerra Mondiale.
• I Fascisti ai Funerali: Morì nel 1925. I suoi funerali furono partecipatissimi, con delegazioni provenienti da fabbriche e campagne. Tuttavia, il corteo funebre fu assaltato dai fascisti, che distrussero le corone. Questo gesto, anche di fronte alla morte, era motivato dal fatto che i fascisti temevano la sua "grandissima intelligenza" e il fatto che le sue idee non sarebbero morte con lei.
• L'Amicizia con Rosa Genoni: La sua storia è narrata insieme a quella di Rosa Genoni, pioniera della moda italiana e figura pacifista. Genoni fu l'unica donna italiana presente alla conferenza dell'Aia del 1915, dove le donne da tutto il mondo tentarono di convincere i capi di stato a evitare l'estensione della guerra.
Kuliscioff ha sempre lasciato "un segno molto forte" in un'epoca in cui i diritti non esistevano. Era una persona estremamente solida nel suo credo e cercava sempre lo scontro basato sulle idee e sui principi.
PE-n1575-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Storia di Milano. - La "Storia di Milano" (Storia di Milano) discussa nelle fonti si concentra principalmente sul periodo a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, un momento di grande fermento sociale, politico e industriale.
La "Storia di Milano" (Storia di Milano) discussa nelle fonti si concentra principalmente sul periodo a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, un momento di grande fermento sociale, politico e industriale. Questo periodo è raccontato soprattutto attraverso la vita e gli occhi di figure femminili straordinarie, in particolare Anna Kulishoff.
Milano come Centro di Identità e Diversità
Le fonti descrivono Milano come una città unica in Italia, diversa da tutte le altre. È l'unica città che attira persone da tutto il resto del paese, sviluppando una "diversità" e una "identità così forte".
Questo periodo storico è caratterizzato da:
• Rivoluzione Industriale e Povertà: La rivoluzione industriale si è svolta a Milano, stravolgendo la società. La città era piena di fabbriche nascenti che impiegavano gente disperata e analfabeta. I quartieri erano poverissimi e miserabili, e la vita era estremamente dura. Gli operai lavoravano 14 o 15 ore al giorno.
• Fermento Sociale e Culturale: Nonostante la durezza della vita, c'era un grande "fermento, una vivacità, un impegno" e una partecipazione politica. Le persone si ritrovavano nei circoli operai per discutere, si iscrivevano a scuola e volevano capire.
• Generosità ed Educazione: Milano era una città "generosa". Istituzioni come la Società Umanitaria, nata in quegli anni, fungevano da punto di riferimento, offrendo corsi serali per imparare mestieri, leggere e scrivere, poiché l'obbligo scolastico era a soli 7 anni.
La Nascita dei Movimenti Sociali e Politici
Milano è riconosciuta nelle fonti come la culla di importanti movimenti storici italiani:
1. Nascita del Partito Socialista: Il Partito Socialista nasce a Milano. Non è un caso che nasca qui, grazie a una "borghesia illuminata" e alla presenza di lavoratori e lavoratrici.
2. Sindacati e Diritti dei Lavoratori: Nascono le prime leghe operaie, che si sviluppano nei sindacati, portando a una coscienza dei diritti che prima non esisteva.
3. Emancipazione Femminile: Il movimento per l'emancipazione femminile (le donne erano chiamate "emancipazioniste") ha origine a Milano, poiché le donne, uscendo da casa per andare a lavorare, hanno iniziato il loro percorso di emancipazione.
Il Ruolo di Anna Kulishoff e il Socialismo Milanese
Anna Kulishoff, definita "la prima donna medico di Milano" e l'attivista, è centrale nella storia sociale e politica milanese. La sua casa, condivisa con Filippo Turati, divenne il "salotto socialista" in Piazza del Duomo (all'angolo con la galleria).
• Centro di Pensiero Politico: Da lì è passata la storia. In quella casa si facevano giornali come la redazione di Critica Sociale e i giornali per difendere i diritti delle donne, come La Difesa delle Lavoratrici.
• Impegno per i Diritti: Anna Kulishoff, insieme ad altre donne che avevano studiato e provenivano dalle classi sociali più alte, si impegnava per i diritti delle lavoratrici analfabete, che lavoravano fino a 15 ore al giorno. Lei riuscì a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini, e l'obbligo scolastico a 7 anni.
• La "Dottoressa dei Poveri": Kulishoff era un medico che lavorava per gli indigenti (la chiamavano la "dottoressa dei poveri"). Nonostante fosse laureata, l'Ospedale Maggiore di Milano si rifiutò di assumerla perché donna. Lavorò quindi in un ambulatorio privato e in una cucina per malati poveri aperta da un'altra donna russa, Alessandrina Ravizza.
Difficoltà Sociali e Repressione Politica
La Milano di quegli anni era anche caratterizzata da gravi problemi sociali e repressione:
• Violenza e Prostituzione: La prostituzione era legalizzata e lo Stato ci guadagnava. Quartieri come Brera erano pieni di case chiuse. Le donne si impegnavano contro la "tratta delle bianche," un fenomeno che portava le ragazze con l'inganno a diventare prostitute, rendendo quasi impossibile per loro ricostruirsi una vita a causa dei debiti e delle restrizioni imposte dalla questura.
• Massacro di Bava Beccaris: Anna Kulishoff e Turati furono imprigionati al Castello Sforzesco dopo la "carneficina" di Bava Beccaris, il quale sparò con i cannoni contro gli operai e le operaie che chiedevano di abbassare il prezzo della farina (il pane era diventato troppo caro).
La Moda Milanese come Emancipazione
Nel contesto milanese dell'emancipazione, emerge anche la figura di Rosa Genoni, un'altra donna di rilievo. Lei, nata in una famiglia contadina povera, studiò per imparare il mestiere della sartoria.
• Pioniera del Made in Italy: Genoni intuì che poteva esistere una moda italiana "più comoda". Ispirandosi all'arte italiana, ai pepli delle donne romane e alle Madonne del Rinascimento (abiti senza corsetti), vinse il Gran Premio all'Esposizione Universale del 1906, creando la prima vetrina del Made in Italy.
In sintesi, la "Storia di Milano" presentata dalle fonti è quella di una città dinamica e combattiva, teatro della Rivoluzione Industriale e della nascita del socialismo italiano e dell'emancipazione femminile, guidata da figure intellettuali e politiche che lottavano contro la povertà estrema e la repressione.
PE-n1576-Anna-Kuliscioff.mm - Discussionme: Ruolo delle donne. - Il ruolo delle donne delineato nelle fonti è centrale per comprendere la storia italiana di fine Ottocento e inizio Novecento, specialmente a Milano,
Il ruolo delle donne delineato nelle fonti è centrale per comprendere la storia italiana di fine Ottocento e inizio Novecento, specialmente a Milano, un periodo caratterizzato da grandi cambiamenti sociali, politici e industriali. La narrazione si concentra sull'impegno per l'emancipazione, la lotta per i diritti e la presa di coscienza sociale.
Anna Kuliscioff: Medico, Attivista e Guida Intellettuale
Anna Kuliscioff emerge come una delle figure femminili più importanti del paese. Il suo ruolo fu multiforme e rivoluzionario:
1. Pioniera Professionale: Anna Kuliscioff fu la prima donna medico a Milano e, presumibilmente, la seconda in tutta Italia. Si specializzò in ginecologia a Pavia. Nonostante fosse laureata, le fu negato un posto all'Ospedale Maggiore perché l'ospedale non accettava donne. Per questo, fu costretta a lavorare in un ambulatorio privato e aprì un punto di riferimento in un quartiere popolare, dove era conosciuta come la "dottoressa dei poveri".
2. Impegno Politico e Sociale: La sua vita fu caratterizzata da un grande impegno sociale e politico e da uno spessore culturale notevole. Fin dalla giovinezza era mossa da una passione politica, entrando in contatto con ambienti anarchici in Russia e Svizzera. Giunta a Milano con Filippo Turati, la loro casa divenne il "salotto socialista".
3. Influenza e Guida Intellettuale: La Kuliscioff era un punto di riferimento: leggeva giornali internazionali e teneva rapporti con i movimenti socialisti esteri. Filippo Turati, pur essendo parlamentare a Roma, le scriveva quotidianamente per 40 anni chiedendo il suo parere e la sua guida nella gestione delle situazioni politiche.
4. Legislazione e Tutela: Fu colei che riuscì a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini, introducendo l'obbligo scolastico a sette anni per evitare che i bambini (di 8-9 anni) lavorassero di notte in fabbrica.
5. Coraggio e Repressione: Dimostrò grande coraggio, esponendosi in scioperi e manifestazioni, rischiando pesantemente. Fu imprigionata insieme a Turati dopo la carneficina compiuta da Bava Beccaris a Milano, quando operai e operaie chiedevano l'abbassamento del prezzo della farina.
La Battaglia per l'Emancipazione e i Diritti
Il ruolo delle donne nel periodo raccontato è strettamente legato all'inizio del movimento di emancipazione, che nasce a Milano in concomitanza con la rivoluzione industriale.
• Lavoro e Consapevolezza: L'emancipazione delle donne ebbe inizio quando esse uscirono di casa per andare a lavorare in fabbrica.
• Stato Giuridico e Diritti: Le donne in quel periodo erano sotto l'"autorità maritale". Non possedevano alcuno status giuridico e dovevano richiedere l'autorizzazione del marito persino per fondare un'associazione. Solo nel 1919 si ottenne l'abolizione dell'autorità maritale.
• Diritti Salariali e Sociali: Il dibattito del tempo, reso attuale dagli scritti di Kuliscioff, verteva sulla disparità salariale, la tutela della maternità e la salute della donna.
• La Lotta per il Voto: Il suffragio femminile non fu concesso (nemmeno nel 1919). I socialisti temevano che, se avessero votato, le donne sarebbero state influenzate dalla Chiesa, portando i voti ai cattolici.
• Assistenza e Istruzione: Le donne si impegnavano ad aprire luoghi per insegnare a leggere e scrivere, imparare mestieri (come la sartoria) e disegnare, offrendo un'alternativa alla vita di fatica o al servizio domestico. La Kuliscioff e le sue collaboratrici aprivano le porte ai più poveri e sostenevano le lavoratrici. L'istruzione, e non la carità, era considerata il mezzo per l'autonomia e il miglioramento della propria condizione.
• Monopolio dell'Uomo: La Kuliscioff, già nel 1890, affrontò in un discorso intitolato Il monopolio dell'uomo la questione della subordinazione della donna, definendola "il primo animale domestico che l'uomo ha avuto". Questo testo è descritto come incredibilmente attuale.
Rosa Genoni e Margherita Sarfatti: Esempi di Diversità
Il ruolo femminile si manifesta anche attraverso altre figure che interagivano con la Kuliscioff:
• Rosa Genoni: Originaria di una famiglia povera, fu una "piscinina" (apprendista) che si impegnò per studiare e imparare il mestiere. Introdusse l'idea di una moda italiana più comoda (ispirata all'arte romana e rinascimentale, senza corsetti), divenendo pioniera del made in Italy e vincendo l'esposizione universale nel 1906. Fu anche una pacifista, unica donna italiana presente alla Conferenza dell'Aia nel 1915 che mirava a bloccare la guerra.
• Margherita Sarfatti: Inizialmente legata al mondo socialista e collaboratrice della rivista Difesa delle lavoratrici, divenne poi una critica d'arte. Ebbe un rapporto forte e intimo con Mussolini e giocò un ruolo fondamentale nel plasmare la sua figura pubblica (attraverso il libro Dux). Tuttavia, essendo ebrea, fu costretta a pagare un prezzo quando sopraggiunsero le leggi razziali, fuggendo dall'Italia.
Le Sfide delle Donne Povere
Le donne lavoratrici vivevano in condizioni terribili: erano spesso analfabete e lavoravano 15 ore al giorno in fabbriche malsane.
• La Prostituzione: Lo Stato legalizzava la prostituzione. Molte ragazze finivano nei bordelli con l'inganno, spesso entrate tramite la "tratta delle bianche". Una volta nella prostituzione, era difficile uscirne: le donne accumulavano debiti con la tenutaria e dovevano pagare le visite mediche imposte dallo Stato (mentre i clienti no). Lo status di prostituta rendeva difficile rifarsi una vita normale; non potevano sposare dipendenti pubblici o membri delle forze armate, né aprire attività come le locande.
• Violenza e Malattie: Le donne erano esposte a violenza domestica, incesti e aborti clandestini. Le malattie dilagavano in assenza di antibiotici, con la sifilide che era molto diffusa.
Queste figure femminili erano mosse da una passione rivoluzionaria che le guidava a vivere controcorrente e a lasciare un segno profondo nella storia.
PE-n1577-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Socialismo italiano. - Il Socialismo Italiano, come discusso nelle fonti, è un movimento storico e politico cruciale sviluppatosi in Italia, con un'attenzione particolare al ruolo che ebbe a Milano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Il Socialismo Italiano, come discusso nelle fonti, è un movimento storico e politico cruciale sviluppatosi in Italia, con un'attenzione particolare al ruolo che ebbe a Milano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Nascita e Localizzazione a Milano
Il movimento socialista è strettamente legato alla città di Milano:
• Il Partito Socialista nasce a Milano. Questa non è considerata una coincidenza, poiché Milano era il centro della Rivoluzione Industriale in Italia.
• La presenza di fabbriche e l'afflusso di gente disperata e analfabeta creò la necessità di parlare dei diritti e delle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici.
• Qui nacquero le prime leghe operaie che diedero origine ai sindacati e si sviluppò una coscienza sui diritti dei lavoratori che prima non esisteva.
Figure Chiave e Centro Intellettuale
La storia del Socialismo Italiano è profondamente intrecciata alle figure di Anna Kulishoff e Filippo Turati.
• Anna Kulishoff è descritta come una delle donne più importanti del Novecento italiano, un elemento fondante del Partito Socialista, e talvolta chiamata la "signora del socialismo". Nonostante fosse russa di nascita, il suo impegno la rese una "grandissima italiana".
• Filippo Turati era un parlamentare socialista a Roma.
• La loro casa a Milano (sotto i portici, all'angolo con la Galleria in Piazza Duomo, luogo oggi segnalato da una targa) divenne il famoso "salotto socialista". Questo luogo era un centro di affinità politica e intellettuale.
• Il loro rapporto era anche un rapporto di guida politica: Turati scriveva quotidianamente a Kulishoff per 40 anni (il famoso carteggio Turati-Kulishoff) per chiederle consiglio su come gestire determinate situazioni politiche, dimostrando il peso della sua opinione. Kulishoff teneva i rapporti con gli altri movimenti socialisti e leggeva i giornali internazionali, fornendo la sua idea e opinione.
Attività e Obiettivi del Socialismo
Il Socialismo aveva obiettivi ben definiti, in particolare la tutela dei diritti dei lavoratori e l'emancipazione:
• Pubblicazioni e Pensiero: Dalla loro casa gestivano la redazione di Critica Sociale. Producevano anche giornali specifici per difendere i diritti delle donne, come La difesa delle lavoratrici.
• Legislazione Sociale: Anna Kulishoff riuscì a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini, che includeva l'obbligo scolastico a 7 anni per evitare che i bambini (dagli 8-9 anni) entrassero in fabbrica, spesso lavorando anche di notte.
• Impegno per l'Istruzione: I socialisti (e le donne che li affiancavano) credevano che l'istruzione, non la carità, fosse il mezzo per migliorare la propria condizione e ottenere autonomia. I lavoratori si ritrovavano nei circoli operai per discutere, imparare mestieri, leggere e scrivere.
• Unità dei Lavoratori: Kulishoff incoraggiava le lavoratrici nelle fabbriche a "stare unite" perché, in gruppo, costituivano un "esercito" in grado di fare la differenza.
Conflitti Interni e la Questione della Guerra
Il Socialismo Italiano conobbe un forte dibattito e spaccature riguardo all'intervento italiano nella Prima Guerra Mondiale:
• Il movimento socialista si schierò inizialmente contro la guerra.
• Benito Mussolini era un giovane socialista che, sebbene all'inizio fosse contro la guerra, divenne poi direttore del giornale L'Avanti.
• Dopo meno di due anni dallo scoppio del conflitto (1914), Mussolini cambiò posizione, iniziando a sostenere la "necessità naturale" della guerra, con l'idea di conquistare le terre irredente.
• Per questa sua posizione interventista, Mussolini fu espulso dal movimento socialista.
• Kulishoff vide alcuni dei suoi sogni "frantumarsi," tra cui il desiderio che i socialisti potessero andare al governo.
Il Socialismo nel Dopoguerra e l'Opposizione Conservatrice
Nonostante i successi elettorali, il socialismo fu emarginato politicamente nel dopoguerra:
• Nel 1919, con l'estensione del voto (solo agli uomini), i socialisti vinsero moltissimi seggi, insieme ai cattolici.
• Tuttavia, la classe conservatrice, "terrorizzata" dall'idea che il comunismo potesse arrivare in Italia (dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia), si coalizzò.
• Questa coalizione di piccoli gruppi conservatori escluse i socialisti e i cattolici dal governo, mettendoli all'opposizione.
Il Ruolo delle Donne e l'Elettorato
Il socialismo fu ambivalente riguardo al suffragio femminile:
• Anna Kulishoff vedeva tra i suoi obiettivi l'ottenimento dei diritti per le donne, ma il voto non arrivò.
• Turati e altri socialisti si opposero, ritenendo che "non è ancora il momento, non ci sono le condizioni". Il loro timore principale era che le donne, essendo molto influenzate dalla Chiesa, avrebbero votato in massa per i cattolici, danneggiando i socialisti.
Persecuzione Fascista
La forza delle idee socialiste rimase evidente anche dopo la morte di Anna Kulishoff nel 1925 (il centenario della cui morte è citato come ricorrenza).
• I fascisti assaltarono il corteo funebre di Kulishoff, distruggendo le corone e disturbando la processione.
• Questo atto violento, anche contro la defunta, dimostrava che sebbene Kulishoff fosse morta, i fascisti temevano che le sue idee non sarebbero morte.
PE-n1578-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Prima guerra mondiale. - La discussione sulla Prima Guerra Mondiale (WWI) nelle fonti si concentra sul contesto politico e sociale italiano che precedette il conflitto, il dibattito tra interventisti e pacifisti,
La discussione sulla Prima Guerra Mondiale (WWI) nelle fonti si concentra sul contesto politico e sociale italiano che precedette il conflitto, il dibattito tra interventisti e pacifisti, e le immediate conseguenze della guerra, viste in gran parte attraverso la lente dell'attivismo socialista e femminile, in particolare di Anna Kuliscioff e Rosa Genoni.
Il Contesto Immediato e l'Atmosfera Pre-Bellica
Gli anni che precedettero la Prima Guerra Mondiale sono descritti come un periodo tragico per il paese. L'atmosfera che si respirava allora mostrava le grandi potenze e gli imperi che "mostravano i muscoli" cercando di essere più forti l'uno rispetto all'altro.
• Parallelismi Storici: Le fonti notano una sorprendente attualità e modernità nel dibattito pre-bellico (sul disarmo e sul pacifismo), tanto che l'autrice del romanzo ritrovava le stesse atmosfere di oggi. Non a caso, il Presidente della Repubblica Mattarella avrebbe commentato in tempi recenti che ci troviamo nella stessa atmosfera del 1914.
• Lo Scoppio del Conflitto: La guerra scoppia nel 1914 in seguito all'assassinio di Francesco Giuseppe in Serbia. Inizialmente si riteneva che fosse un conflitto circoscritto tra Austria e Serbia.
Dibattito Politico e la Posizione Socialista
Il dibattito sull'intervento o meno dell'Italia fu molto intenso:
• Fronte Interventista: C'era una parte del paese che spingeva per la guerra con l'obiettivo di conquistare le terre che non erano ancora parte dell'Italia. L'idea era di ritornare a prendere territori appartenenti alla Repubblica di Venezia e scendere verso il Montenegro. Questo fronte includeva figure come i Futuristi, che esaltavano la guerra come l'unica via per spazzare via il vecchio e inaugurare il moderno e il cambiamento. Molti ragazzi partirono volontari, ma furono massacrati. I futuristi si incontravano nei salotti di Margherita Sarfatti.
• Fronte Pacifista/Neutralista (Socialisti): Anna Kuliscioff e i socialisti si schierarono per il pacifismo e la neutralità. Anna Kuliscioff vedrà alcuni dei suoi sogni frantumarsi in quegli anni.
Il Ruolo di Mussolini
La figura di Benito Mussolini è centrale nel cambiamento del panorama politico riguardo alla guerra:
• Iniziali Posizioni Socialiste: All'inizio, Mussolini (che era un giovane socialista, direttore de L'Avanti) si schierò, in linea con il movimento socialista, contro la guerra.
• Svolta Interventista: Dopo meno di due anni, tuttavia, Mussolini cambiò posizione e cominciò a parlare di guerra. Per questa sua posizione, venne espulso dal Partito Socialista. Dopo l'espulsione, fondò il suo giornale, dando inizio al percorso che avrebbe portato l'Italia in guerra.
• Rapporto con Kuliscioff: Inizialmente, Mussolini, molto timoroso e consapevole del prestigio di Anna Kuliscioff, andò a casa sua (il "salotto socialista") per assicurarle che lei e i suoi amici avrebbero trovato spazio ne L'Avanti. Tuttavia, mentì subito: alcuni socialisti legati alla Kuliscioff furono esclusi dagli articoli del giornale.
L'Impegno delle Donne per la Pace
Le donne, in particolare Rosa Genoni, si mobilitarono attivamente per il pacifismo:
• Conferenza dell'Aia (1915): Rosa Genoni fu l'unica donna italiana presente alla Conferenza dell'Aia del 1915.
• Obiettivo: Le donne delegate da tutto il mondo si recarono all'Aia per tentare di convincere i capi di Stato e di governo a non intraprendere la guerra, o almeno a impedire che i paesi ancora neutrali vi entrassero. Rosa Genoni sedeva al banco della presidenza con figure di spicco come Jane Addams.
Le Conseguenze del Conflitto
Le fonti sottolineano l'enorme costo umano e l'insoddisfazione post-bellica:
• Costo Umano: Ci furono milioni di morti in Europa, e in Italia circa un milione di caduti.
• I Reduci: I reduci tornavano distrutti e fuori di sé. Sebbene avessero combattuto per il paese e tornassero con una nuova consapevolezza di sé, non ottennero i riconoscimenti e le terre promesse.
• Il Ruolo delle Donne: Le donne avevano mandato avanti il paese mentre gli uomini erano al fronte e si aspettavano dei riconoscimenti. Tuttavia, il suffragio universale non fu concesso: il voto arrivò solo per gli uomini nel 1919.
• Abolizione dell'Autorità Maritale: L'unica concessione data alle donne nel 1919 fu l'abolizione dell'autorità maritale (il marito deteneva l'autorità legale; le donne non potevano essere elette o partecipare alle decisioni pubbliche).
• Crisi Politica Post-Bellica: Il forte risultato ottenuto dai socialisti e dai cattolici nelle elezioni del 1919, unito al terrore della classe conservatrice per la possibile diffusione del comunismo (dopo la Rivoluzione Bolscevica del 1917), portò alla formazione di una coalizione di piccoli gruppi conservatori che misero i socialisti e i cattolici all'opposizione.
PE-n1579-Anna-Kuliscioff.mm - Il documento offre un ritratto approfondito di Anna Kuliscioff, figura centrale ma spesso sottovalutata nella storia italiana tra Otto e Novecento, presentandola come medico, attivista, e la vera "bussola" intellettuale del socialismo riformista italiano
Il documento offre un ritratto approfondito di Anna Kuliscioff, figura centrale ma spesso sottovalutata nella storia italiana tra Otto e Novecento, presentandola come medico, attivista, e la vera "bussola" intellettuale del socialismo riformista italiano. Il testo ne ripercorre la traiettoria rivoluzionaria, a partire dalla fuga dalla Russia zarista per studiare medicina, culminata nel suo ruolo di "dottoressa dei poveri" a Milano, dove trasformò la pratica medica in impegno politico contro le disuguaglianze. Viene enfatizzato il suo cruciale sodalizio quarantennale con Filippo Turati, che rese la loro casa il cuore pulsante del dibattito socialista, e l'instancabile lotta della Kuliscioff per i diritti femminili e la legislazione a tutela del lavoro delle donne, sottolineando come molte delle sue battaglie restino sorprendentemente attuali. La narrazione si conclude con gli anni oscuri del fascismo, che tentò di cancellare la sua memoria, ribadendo come il suo lascito risieda nell'esempio di coerenza, coraggio e nell'importanza dell'istruzione come strumento di emancipazione sociale.
PE-n1580-Anna-Kuliscioff.mm - dialogo - Salve, oggi facciamo un'immersione in una figura che ehm ha davvero segnato un'epoca, ma che forse, non so, non sempre viene ricordata come meriterebbe. Anna Culisov, parliamo di una donna incredibile, medico, attivista, intellettuale, un vero motore, insomma, per Milano e per l'Italia tra 8 e 900.
Salve, oggi facciamo un'immersione in una figura che ehm ha davvero segnato un'epoca, ma che forse, non so, non sempre viene ricordata come meriterebbe. Anna Culisov, parliamo di una donna incredibile, medico, attivista, intellettuale, un vero motore, insomma, per Milano e per l'Italia tra 8 e 900.
Proprio così, una figura centrale.
E per questa nostra, diciamo, esplorazione ci basiamo su ricerche storiche, documenti, lettere. L'idea è però che capire la sua complessità, le sue tante vite, come sono state chiamate.
Esatto, perché ha avuto veramente tante fasi diverse.
E tutto questo sullo sfondo di una Milano, beh, una Milano in piano fermento, cuore dell'industria nascente, culla del socialismo italiano, ma anche un luogo pieno di contrasti, di tensioni sociali fortissime.
Un contesto fondamentale per capire lei e le sue scelte.
Giusto per darle subito un volto, arriva dalla Russia zarista, immigrata, diventa una delle primissime donne a laurearsi in medicina. qui in Italia, la prima a Milano, se non sbaglio, proprio così, la prima a Milano e poi un'instancabile organizzatrice socialista e per 40 anni la vera bussola politica e direi anche intellettuale di Filippo Turati, un sodalizio importantissimo.
Bene, allora direi di iniziare proprio a sviscerare questa figura così eccezionale. Partiamo dall'inizio, dalla sua giovinezza in Russia.
Volentieri. Lei nasce Agnia Rosenstein, in Crimea, famiglia ebraica. piuttosto agiata in realtà, quindi avrebbe avuto possibilità.
Sì, ma c'era un ma enorme. Nella Russia dello ZAR le donne dopo i 16 anni non potevano accedere all'università, un divieto netto e lei che voleva studiare. Lei voleva studiare, eccome. Era determinata e quindi fa quello che facevano molte altre giovani russe con la stessa ambizione. Sceglie l'esilio volontario per poter studiare.
Scappa praticamente.
Sì. Fugge in Svizzera con la sorella E lì trova un mondo nuovo. Entra subito in contatto con ambienti, diciamo, molto vivaci, circoli anarchici populisti russi in esilio.
Capisco. Un periodo formativo fondamentale, immagino.
Decisivo. È lì che assorbe idee, che si forma politicamente ed è lì, in Svizzera che incontra Andrea Costa.
Ah, Andrea Costa, figura chiave dell'anarchismo italiano, poi diventato il primo deputato socialista in Parlamento.
Esattamente. E tra loro scatta subito qualcosa, un un amore forte, ma che è fin dall'inizio anche e forse soprattutto una passione politica condivisa. Si riconoscono.
E lei lo segue in Italia?
Sì, lo segue in Italia. Hanno anche una figlia, Andreina, ma è proprio qui che ehm emerge una prima crepa, una frattura importante, cioè cioè Costa, che pure era un rivoluzionario per l'epoca, no? Le propone un modello di vita, beh, abbastanza tradizionale, nonostante le idee politiche.
Eh sì, l'ide era lui costa in giro per l'Italia a fare politica, a organizzare il movimento e lei a Imola a fare la mamma, magari sai, lasciando la bambina alle cure della suocera.
Aspetta, lei Anna Kulischkov, che parlava già cinque lingue, che era fuggita dalla Russia proprio per studiare e per non sottostare in posizioni.
Mh, doveva fare la mammina Imola, ma nemmeno per sogno. Lei rifiuta seccamente.
Immagino.
Non era certo per quello che aveva lasciato tutto. Sfid le convenzioni, la famiglia. Ed è qui, guarda, che la storia prende davvero una svolta decisiva.
Cosa fa?
Prende la bambina, la piccola Andreina, e si trasferisce da sola a Napoli con un obiettivo precisissimo, iscriversi alla facoltà di medicina.
Cavolo, nell'Italia di fine 800, da sola con una bambina per studiare medicina.
Una scelta di una modernità, di un coraggio incredibili, davvero. Rompe con tutto, anche con le aspettative del compagno rivoluzionario.
Notevole davvero. E a Napoli ce la fa? Riesce a laurearsi?
Ce la fa. E come se ce la fa? Si laurea in medicina e non si ferma lì. Va a Pavia per specializzarsi in ginecologia.
Ginecologia, una scelta significativa, molto e si specializza con un nome mica da ridere, Camillo Golgi, che poi avrebbe vinto il Nobele.
Accidenti.
E già durante gli studi, capisci, si vede che ha una marcia in più ha delle intuizioni notevoli, per esempio sulle cause batteriche della febbre purperale che all'epoca era una vera strage per le donne dopo il parto.
Quindi un percorso accademico brillante, sembrava lanciata, ma immagino che poi nel mondo reale, come donna medico, eh non fosse proprio tutto rose e fiori, anzi.
L'ostacolo più grosso arriva quando cerca di entrare in ospedale. Prova all'ospedale maggiore di Milano, il top, no?
Eh.
E si con un muro. La risposta pare fu proprio lapidaria. No, noi le donne non le prendiamo. Punto.
Ma è assurdo. Laureata, specializzata con Golgi e la porta chiusa solo perché donna.
Esatto. Incredibile, ma era così.
E lei che fa? Si arrende, torna a fare la dama di compagnia.
Ma figurati, qui viene fuori proprio la sua temperra, capisci? La sua capacità di di reagire, di trasformare un rifiuto in una scelta, quasi in una missione.
Cioè,
invece di ripiegare magari su uno studio privato per le signore bene della borghesia milanese, fa una scelta radicale, diventa la dottora dei poveri.
La dottora dei poveri, bellissima definizione. Ma cosa voleva dire in pratica?
Voleva dire sì, aprire un piccolo studio privato per mantenersi, certo, ma dedicare gran parte del suo tempo, delle sue energie, agli ambulatori gratuiti, nei quartieri popolari dove c'era un bisogno enorme.
Quindi un impegno medico che era già politico, sociale, assolutamente. È famosa la sua collaborazione con un'altra donna eccezionale, Alessandrina Ravizza, in zola Corso Garibaldi. Avevano messo su una specie di cucina per i malati poveri e lì Anna aveva il suo ambulatorio. Curava chi non poteva permettersi assolutamente nulla e si concentrava sulle donne, immagino.
Soprattutto vedeva da vicino la condizione femminile nella sua realtà più cruda, le conseguenze terribili degli aborti clandestini, perché l'aborto era illegale ovviamente. La violenza domestica, le malattie come la filide che all'epoca senza antibiotici erano devastanti e diffusissime soprattutto negli strati più poveri.
Unimmersione totale nella sofferenza, ma anche nella forza di queste donne.
Esatto. E questa esperienza diretta quotidiana alimenta ancora di più il suo impegno politico. Non era solo carità alla sua, era portare la scienza, l'assistenza dove lo Stato semplicemente non c'era.
E questo impegno come si lega poi alla figura di Filippo Turati? Si erano già incontrati?
Sì, sì. L'incontro con Turati avviene proprio a Napoli, poco dopo la rottura, diciamo un po' traumatica con Costa.
E che tipo di legame è? Diverso da quello con Costa.
Molto diverso. Non è la passione travolgente forse che c'era stata con Costa. È più un'affinità profonda, intellettuale, politica, l'inizio di un sodalizio che durerà tutta la vita, 40 anni, basato su idee comuni, su un progetto comune e insieme decidono di trasferirsi a Milano che loro base.
Proprio così. Vanno a vivere in piazza Duomo, Angolo Galleria. C'è ancora la targa oggi, se uno ci fa caso. E quella casa diventa, beh, diventa il vero cuora pulsante del socialismo italiano.
Non un semplice salotto borghese, immagino.
Tutt'altro. Era un laboratorio politico. Lì si incontravano tutti, dirigenti di partito, sindacalisti, intellettuali, si discuteva, si litigava anche ferocemente. Eh, si scrivevano articoli per i giornali, si definivano le strategie un vero centro nevralgico.
E lei, Anna, che ruolo aveva in tutto questo? Sappiamo che è cofondatrice del Partito Socialista, ma magari operava più dietro le quinte rispetto a Turati, che era deputato, era l'uomo pubblico.
Formalmente sì, Turati era il leader parlamentare, quello che andava a Roma, ma l'influenza di Anna, guarda, era enorme. Forse su certe questioni era persino lei la guida vera.
Davvero? Assolutamente.
Pensa che Turati le scriveva ogni singolo giorno per per 40 anni. Il loro carteggio è una miniera d'oro per gli storici. Lui le chiede consiglio su tutto, ma proprio tutto. Strategie parlamentari, articoli da scrivere, rapporti con le altre correnti.
E lei
e lei lo guida, lo consiglia, lo sprona, a volte lo critica anche molto duramente. Eh, non era certo una donna accomodante, era la mente strategica, la bussola intellettuale di tutto il movimento socialista riformista.
Forte. E da dove le veniva tutta questa autorevolezza? Solo dall'esperienza medica. No, no, certo, quella era importante, ma lei era una studiosa instancabile. Leggeva di tutto, era aggiornatissima sulla stampa estera, manteneva contatti diretti con i movimenti socialisti in Germania, in Francia, aveva una visione internazionale profonda e metteva questa conoscenza al servizio del partito.
Non solo consigliando Turati, fonda e dirige giornali importantissimi, prima la rivista teorica Critica Sociale che diventa la palestra del dibattito socialista italiano per decenni.
Fondamentale. E poi un progetto che trovo davvero unico, quasi rivoluzionario per l'epoca, la difesa delle lavoratrici.
La difesa delle lavoratrici, già il titolo è un programma. A chi si rivolgeva esattamente? Era un giornale pensato apposta per le operaie delle fabbriche, scritto sì da donne istruite, spesso borghesi come lei o altre militanti, ma scritto per le donne che lavoravano 14-15 ore al giorno in condizioni spaventose, spesso analfabete o quasi.
E cosa voleva ottenere?
L'obiettivo era chiarissimo, dare loro consapevolezza, dei propri diritti, della propria forza, se si fossero unite, spingerle a organizzarsi nei sindacati, nelle leghe, a lottare per salari migliori, per orari decenti, per un minimo di dignità. Era un lavoro incredibile di alfabetizzazione politica e sociale.
Quindi vediamo la pratica medica tra i più poveri, l'elaborazione intellettuale, l'organizzazione politica, l'attività giornalistica, tutto convergeva.
Convergeva verso obiettivi concreti, battaglie per esempio,
tipo,
beh, lei ha un luovo chiave nell'ottenere la prima timidissima legge a tutela del lavoro femminile e minorile. Siamo a inizio 9.
Timidissima in che senso? Cosa prevedeva?
Guarda, oggi fa quasi sorridere amaramente. Fissava l'età minima per lavorare in fabbrica a 8-9 anni.
8 anni?
Eh sì. E introduceva l'obbligo scolastico fino ai 7 anni. Cifre che fanno rabbrividire, lo so, ma per l'epoca a strappare anche che solo quello fu una battaglia durissima. Un piccolo passo avanti, immagino. E la battaglia per il voto alle donne, quella doveva starle particolarmente a cuore.
Era una delle sue lotte principali, sì. Il suffragio universale vero che includesse tutti e tutti, ma qui qui trova ostacoli enormi e la cosa forse sorprendente è che li trova anche dentro il suo stesso partito, no? Anche tre socialisti, perché eh molti erano scettici, diciamo. compreso Turati. Eh, il timore principale, detto abbastanza apertamente era che le donne, considerate più influenzabili dalla Chiesa, dai preti, avrebbero finito per votare per i partiti conservatori o per il nuovo Partito Popolare di don Sturzo, quindi per calcolo politico.
Diciamo una visione molto pragmatica forse, ma che di fatto sacrificava un diritto fondamentale delle donne sull'altare della strategia politica maschile del partito. Lei su questo si scontrò duramente con Turati e Quindi durante la sua vita niente voto politico per le donne in Italia.
Purtroppo no. Quello arriverà solo nel 1945-46. Però un passo avanti sul piano dei diritti civili ci fu nel 1919.
Quale?
L'abolizione della cosiddetta autorità maritale, che sembra una cosa dal tempi, ma fino ad allora la donna sposata era legalmente una specie di minore. Dipendeva dal marito per un sacco di cose, gestire i propri soldi, firmare con tratti a volte persino per lavorare.
Incredibile.
Abolire quella norma fu importante. Un passo verso l'uguaglianza giuridica, anche se la strada era ancora lunghissima.
E questo ci porta a un suo discorso che è rimasto famoso, no? Quello sul monopolio dell'uomo.
Ah, sì. Un testo potentissimo. Pensa, lo tiene nel 1890 al circolo filologico di Milano, un posto prestigioso e lo tiene davanti a una platea di soli uomini.
Coraggiosa. E cosa dice?
Denuncia con una lucidità. pazzesca. Le radici economiche strutturali della subordinazione femminile non è solo una questione di costumi, dice lei. È il sistema economico che si basa su questo. È lì che usa quella frase terribile, celebrima.
Quale?
Il primo animale domestico che l'uomo ha avuto è stata la donna.
Mamma mia, forte e terribilmente attuale, se ci pensiamo. Dipendenza economica, controllo attualissimo. Spasta proprio l'asse del discorso e alle operaie quando parlava nelle f nelle leghe. Il messaggio era altrettanto diretto. Eh,
cosa diceva loro?
Diceva: "Guardate che da sole non contate niente, ma se state unite siete un esercito, insieme potete fare la differenza". Le spingeva a vedersi come una forza collettiva, a capire che l'unione faceva la forza. Un messaggio rivoluzionario per donne abituate a subire in silenzio.
E come mai proprio Milano diventa il centro di tutto questo, di queste lotte, di questa presa di coscienza?
Beh, eh Milano è era il motore della rivoluzione industriale italiana. Le fabbriche attiravano masse di persone dalle campagne. Nasceva un proletariato urbano enorme che viveva spesso in condizioni terribili,
terribili. Ed è proprio lì, in quel contesto, che nascono quasi spontaneamente le prime forme di organizzazione, le società di mutuoscorso, le leghe operaie, i primi sindacati. È lì che il Partito Socialista metterà di profonde e le donne in tutto questo.
L'ingresso massiccio delle donne nel lavoro di fabbrica, per quanto fosse sfruttamento puro, le porta fuori dalle mure di casa, le espone a nuove idee, a contatti diversi, crea le condizioni, pur tra mille difficoltà, per una loro lenta, faticosa emancipazione.
Milano era il posto giusto, insomma.
E in questa Milano così viva, così piena di incontri, emerge un'altra figura femminile importante, un'amica stretta di Anna, Rosa Genoni, forse meno conosciuta ma affascinante.
Assolutamente. Rosa Genoni è un'altra donna straordinaria con una storia pazzesca.
Raccontaci un po'.
Origini umilissime era una piscinina, come si diceva a Milano, per le bambine che andavano a fare le apprendiste sarte. Veniva da una famiglia numerosissima, 17 fratelli, mi pare.
17,
sì. Ma lei aveva una testa, un'intelligenza, una voglia di imparare. Studia da sola, impara il francese, la sera va a scuola, si avvicina anche lei ai circoli operai, socialisti e lì conosce Anna.
Esatto. E nasce un vera, profonda, un sodalizio non solo politico, ma anche umano. Le fonti, e c'è anche un bel romanzo che racconta la loro storia, le descrivono che discutono di politica, di pacifismo, erano entrambe pacifiste convinte, ma si scambiano anche consigli normali da amiche,
tipo,
beh, c'è l'aneddito famoso di Anna che le chiede: "Rosa, mi faresti una camicetta per quel matrimonio a cui devo andare?" Cose così quotidiane.
Bello questo intreccio tra pubblico e privato, ma Rosa Genoni non è stata solo un'amica e una sarta. Ha fatto anche altro, vero?
Eccome. È considerata una delle madri del made in Italy nella moda. Ha un'intuizione geniale. Basta copiare Parigi, creiamo una moda italiana.
Interessante.
E come si ispira all'alte Rinascimentale italiana, ai quadri di Botticelli, pisanello, ma crea abiti moderni, più comodi, più funzionali, adatti a una donna che iniziava a muoversi di più o a lavorare e pensa che con le sue creazioni vince il Primo premio all'Esposizione Universale di Milano del 1906.
Fantastico. E anche lei pacifista come Anna.
Conventissima. Nel 1915 in piena guerra mondiale sarà l'unica donna italiana a partecipare alla conferenza internazionale delle donne per la pace allia. Un tentativo disperato e purtroppo inutile di fermare la carneficina.
Ecco la guerra. Questo ci porta agli anni più cupi. Gli ultimi della vita di Anna Kulischov, diciamo dal 1912 fino alla morte nel 25. Anni terribili, terribili per l'Italia, per l'Europa. Il dibattito sull'intervento nella Prima Guerra Mondiale spacca il paese in due e Anna, insieme a Turati e alla maggioranza del Partito Socialista, si batte con tutte le forze per la neutralità,
per il pacifismo.
Ma vincono gli interventisti?
Purtroppo. Sì. E in questo clima emerge con una forza incredibile la figura di Benito Mussolini che all'inizio era socialista, addirittura direttore dell'Avanti, il giornale del partito.
Proprio lui, un giovane socialista vista molto radicale che all'inizio sembrava quasi guardare a Kulischov con una sorta di rispetto, forse timore. C'è quell'episodio magari un po' abbellito, di lui che va a trovarla e le assicura spazio sull'Avanti.
Promessa vana, immagino, ovviamente. Poi c'è la sua clamorosa svolta, diventa interventista sfegatato, viene espulso dal partito, fonda il suo giornale Il Popolo d'Italia, finanziato da chi voleva la guerra. È l'inizio della sua ascesa politica.
Fa impressione vedere queste traiettorie e si dice che ci siano paralleli con oggi le fonti ne parlano.
Sì, è un punto su cui si riflette molto anche recentemente. Alcuni analisi, persieno commenti istituzionali notano delle somiglianze preoccupanti tra l'aria che tirava in Europa prima del 14 e certe tendenze di oggi.
Quali?
Beh, il ritorno di nazionalismi aggressivi, le grandi potenze che, diciamo, mostrano i muscoli, una certa retorica di scontro che sembrava superata. È un po' come se la lezione di quella tragedia immane la prima guerra mondiale non fosse stata imparata fino in fondo.
Un monito decisamente attuale e il dopoguerra come lo vive Anna?
È un periodo di crisi profondissima e per lei di grande delusione. L'Italia esce dalla guerra con milioni di morti, un paese estremato
e i reduci
i reduci tornano dal fronte e non trovano le terre che erano state promesse. Le donne che avevano mandato avanti il paese per anni mentre gli uomini erano al fronte non ottengono nessun un riconoscimento, anzi e menche meno ilirito di voto.
Però c'è un momento. Nel 1919 con le elezioni, sembra una svolta.
Sì, le prime elezioni col suffragio quasi universale maschile. Ed è un trionzo per i partiti di massa, socialisti e popolari, i cattolici, insieme avrebbero la maggioranza assoluta in parlamento.
E allora?
E allora la vecchia classe dirigente liberale, terrorizzata dallo spettro della rivoluzione bolsevica, fa di tutto per per non farli governare. Formano governi deboli, instabili, pur di tenere fuori socialisti e popolari. Per Anna è un colpo durissimo. È la prova per lei che la via parlamentare riformista forse è bloccata, che le forze conservatrici non permetteranno mai un vero cambiamento, una disillusione cocente.
E non dimentichiamo che le stessa aveva assaggiato la ripressione dello Stato. No,
eccome.
Non era solo una teorica seduta in poltrona, aveva pagato di persona. Già nel 1898 Dopo i moti di Milano per il prezzo del pane.
La strage di Bave a Becaris.
Esatto. Repressi nel sangue. Lei e Turati vengono arrestati con accuse pretestuose. Si fanno mesi di carcere. Non si è mai tirata indietro, ha sempre messo la faccia.
E questo ci porta alla fine, al suo funerale nel gennaio 1925,
che diventa quasi un simbolo, no?
Sì, è una scena potentissima. Le cronache la descrivono bene. C'è un corteo enorme che attraversa Milano. Vengono delegazioni operaie da tutta la Lombardia, migli di persone comuni, uomini e donne che vengono a salutare la loro dottora, l'anima del socialismo milanese.
Ma siamo già in pieno regime fascista.
Esattamente. E infatti, mentre il corteo passa vicino a Piazza Duomo, le squadre fasciste lo assaltano con violenza, distruggono le corone di fiori, cercano di disperdere la folla.
Terribile. Le faceva paura anche da morta.
Proprio così. È il simbolo della violenza fascista che vuole cancellare tutto. Le persone, le idee, la Iria di chi ha lottato per un mondo diverso. È interessante, sai, fare il confronto con un'altra donna, un'altra intellettuale ebrea milaniese di quegli anni, Margherita Sarfatti,
la biografa di Mussolini, Dux.
Esatto. Anche lei all'inizio vicina ai socialisti, poi critica d'arte, famosissima, animatrice dei salotti futuristi, interventista, diventa poi amante, consigliera e biografa di Mussolini, ma anche lei alla fine pagherà un prezzo altissimo per quella vicinanza al fascismo con le leggi razzi. e l'esilio. Due percorsi femminili così diversi, emblematici di un'epoca.
Davvero? Quindi, se dovessimo tirare le somme, qual è il lascito più profondo di Anna Kulischov, al di là delle singole battaglie vinte o perse?
Ma io credo che il suo lascito più forte sia proprio nelle idee e nell'esempio, l'idea su cui martellava sempre dell'istruzione come strumento fondamentale di emancipazione, soprattutto per le donne.
Istruzione, non carità, diceva
esatto. Non basta curare la ferita. Bisogna dare gli strumenti per non farsi più ferire, per liberarsi dalle catene dell'ignoranza, della dipendenza e poi, appunto, l'esempio di una vita intera spesa controcorrente con una coerenza, un coraggio, incredibili, senza mai mollare, anche quando tutto sembrava perduto.
E un'ultima cosa sulla vita privata, la figlia Andreina, come va a finire quel rapporto così particolare?
È un aspetto toccante. Sì. Andreina, la figlia avuta Ad Andrea Costa finirà per sposare un esponente di una delle più antiche e importanti famiglie dell'aristocrazia cattolica lombarda, i Gallarati Scotti
addirittura. E Costa come la prende?
Costa il padre pare reagisca malissimo con rabbia, un matrimonio borghese reazionario per lui. Anna invece
Anna
Anna pur soffrendo, immagino, per questa distanza ideologica enorme, alla fine accetta la scelta della figlia. Le scrive delle lettere molto belle sulla libertà che i genitori devono lasciare. ai figli di trovare la propria strada, anche se è una strada diversa, dalla loro.
Grande apertura mentale anche in questo. E la memoria di questa nonna così scomoda è rimasta viva in famiglia.
È interessante. Andrina diventò molto religiosa, forse anche per reazione, chissà. E le pronipoti raccontano che per tanto tempo in famiglia della bisnonna rivoluzionaria si è parlato poco, con un certo imbarazzo quasi.
Davvero?
Sì, solo di recente le generazioni più giovani hanno iniziato a riscoprirla. con orgoglio hanno capito che era una figura importante non solo per loro, ma per la storia di tutti.
Insomma, viene fuori il ritratto di una donna poliedrica e dire poco, medico, politica, intellettuale, organizzatrice, ha lasciato un'impronta fortissima su Milano sull'Italia con una resilienza, un coraggio che colpiscono ancora oggi e la sua storia, purtroppo o per fortuna, continua a parlarci forte e chiaro. È un monito sulla lotta per i diritti, specialmente quelli delle donne. Una lotta che è sempre lunga, faticosa e i cui risultati non sono mai scontati, mai definitivi.
Già
ci ricorda quanto sia fragile il progresso sociale e come certe dinamiche che credevamo sepolte, i nazionalismi, le disuguaglianze estreme, le tentazioni autoritarie possano sempre tornare e i suoi messaggi sull'unità dei più deboli, sul potere enorme della conoscenza, beh, sono di un'attualità quasi disarmante.
E allora forse possiamo lasciare chi ci ascolta con una riflessione. Anna Culisov denunciava il monopolio dell'uomo più di 130 anni fa. Si batteva per il diritto allo studio, per la parità di salario, per la tutela della maternità, per la partecipazione politica delle donne. Tanti di questi temi, incredibilmente sono ancora oggi al centro delle nostre discussioni.
È vero.
Ecco cosa ci dice questo sulla reale velocità del nostro progresso sociale e quali sfide evidentemente restano ancora aperte davanti a noi. Lasciamo questa domanda nell'aria.
PE-n1581-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Anna Kuliscioff. -- Anna Kuliscioff è una delle figure femminili più importanti della storia italiana, specialmente del Novecento.
Anna Kuliscioff è una delle figure femminili più importanti della storia italiana, specialmente del Novecento. Sebbene fosse di origine russa e provenisse da una famiglia ebrea estante, è considerata una "grande italiana" in virtù del suo immenso contributo al Paese.
La sua vita fu caratterizzata da un impegno costante, sia a livello sociale che politico, e da un grande spessore culturale. È un personaggio che, sebbene sia poco conosciuto, merita di essere approfondito.
Di seguito sono riportati i dettagli sulla vita, la carriera e l'impegno di Anna Kuliscioff, come emersi dalle fonti:
Ruolo Medico e Impegno Sociale
Anna Kuliscioff è nota soprattutto per essere stata la prima donna laureata in medicina a Milano, e probabilmente la seconda in tutta Italia. La sua formazione fu complessa: dovette recarsi in Svizzera per studiare, poiché il regime zarista non le permetteva di proseguire gli studi dopo i 16 anni.
• Formazione e Carriera: Si laureò in medicina a Napoli e si specializzò in ginecologia a Pavia, studiando sotto Golgi (futuro Premio Nobel). Grazie ai suoi studi, intuì una serie di elementi importanti sulle cause della mortalità femminile dovuta a febbre puerperale e infezioni post-operatorie.
• La Dottoressa dei Poveri: Nonostante la laurea, l'Ospedale Maggiore di Milano si rifiutò di assumerla perché era una donna. Kuliscioff lavorò allora in ambulatori privati e fu per questo soprannominata "la dottoressa dei poveri". Collaborò anche con l'amica Alessandrina Ravizza in una struttura di Milano che offriva assistenza e cibo ai malati poveri e aiutava ragazze madri e vittime di violenza domestica in un periodo in cui le malattie come la sifilide erano molto diffuse e gli antibiotici inesistenti.
Ruolo Politico e Relazioni
Kuliscioff visse "non una vita, ma tante vite", guidata da una forte passione politica.
• Andrea Costa: Durante gli studi in Svizzera, entrò in contatto con gli ambienti anarchici, e conobbe Andrea Costa, che divenne l'amore della sua vita. Tornarono insieme in Italia ed ebbero una figlia. Tuttavia, si separò da Costa—definito un "classico maschio italiano"—quando lui pretese che lei si dedicasse unicamente alla figlia e alla suocera a Imola, mentre lei voleva laurearsi.
• Filippo Turati: A Napoli, Anna Kuliscioff incontrò Filippo Turati. La loro relazione fu basata su una affinità intellettuale e politica. Vissero a Milano, e la loro casa in Piazza del Duomo divenne il "salotto socialista".
• Fondazione del Partito Socialista: Insieme a Turati e ad altri, Kuliscioff fu co-fondatrice del Partito Socialista, che nacque proprio a Milano grazie al fervore illuminato presente in città.
• Guida Intellettuale: La sua intelligenza straordinaria le permise di influenzare pesantemente la politica italiana. Turati, pur essendo parlamentare socialista a Roma, le scriveva tutti i giorni per quarant'anni (il famoso carteggio Turati-Kuliscioff) per chiederle consiglio e opinioni su come gestire le difficili situazioni politiche. Lei leggeva i giornali internazionali e teneva rapporti con gli altri movimenti socialisti.
L'Impegno per i Diritti e l'Emancipazione
Il suo impegno fu cruciale per l'emancipazione femminile e la tutela dei lavoratori.
• Legislazione Sociale: Anna Kuliscioff lottò per i diritti delle donne analfabete che lavoravano in fabbriche malsane per 15 ore al giorno. Riuscì a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini, che stabilì anche l'obbligo scolastico a sette anni per evitare che i bambini entrassero in fabbrica a otto o nove anni, lavorando anche di notte.
• Strumenti di Stampa: Dalla sua casa-salotto, venivano redatti giornali fondamentali, come Critica Sociale, e quelli dedicati alla difesa dei diritti femminili, come La Difesa delle Lavoratrici.
• Principi di Lotta: Kuliscioff sosteneva l'importanza dell'istruzione e dell'autonomia per le donne, non la carità. Nelle fabbriche occupate, incoraggiava le lavoratrici a restare unite, affermando: "Dovete stare unite perché se non state unite non contate niente, ma siete un esercito e se state insieme e capite che dovete stare insieme allora sì che l'avete e fate la differenza".
• Prigionia: Il suo attivismo la portò anche al carcere; fu imprigionata insieme a Turati nel Castello Sforzesco dopo la carneficina compiuta da Bava Beccaris contro gli operai in sciopero per il prezzo della farina.
• Critica Sociale (Il Monopolio dell'Uomo): Già nel 1890 tenne un discorso intitolato Il monopolio dell'uomo (facilmente reperibile oggi), nel quale criticava le dinamiche sociali di subordinazione. Il testo è considerato ancora incredibilmente attuale. In esso, Kuliscioff pronunciò una frase divenuta celebre: "il primo animale domestico che l'uomo ha avuto è stata la donna".
Ultimi Anni e Eredità
Il romanzo incentrato su Anna Kuliscioff copre gli anni che portano alla Prima Guerra Mondiale (1912-1925), un periodo in cui i suoi sogni politici (come il suffragio femminile e il governo socialista) videro la loro fine.
• Pacifismo: Anna Kuliscioff si schierò per la neutralità e contro l'intervento nella Prima Guerra Mondiale.
• I Fascisti ai Funerali: Morì nel 1925. I suoi funerali furono partecipatissimi, con delegazioni provenienti da fabbriche e campagne. Tuttavia, il corteo funebre fu assaltato dai fascisti, che distrussero le corone. Questo gesto, anche di fronte alla morte, era motivato dal fatto che i fascisti temevano la sua "grandissima intelligenza" e il fatto che le sue idee non sarebbero morte con lei.
• L'Amicizia con Rosa Genoni: La sua storia è narrata insieme a quella di Rosa Genoni, pioniera della moda italiana e figura pacifista. Genoni fu l'unica donna italiana presente alla conferenza dell'Aia del 1915, dove le donne da tutto il mondo tentarono di convincere i capi di stato a evitare l'estensione della guerra.
Kuliscioff ha sempre lasciato "un segno molto forte" in un'epoca in cui i diritti non esistevano. Era una persona estremamente solida nel suo credo e cercava sempre lo scontro basato sulle idee e sui principi.
PE-n1582-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Storia di Milano. - La "Storia di Milano" (Storia di Milano) discussa nelle fonti si concentra principalmente sul periodo a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, un momento di grande fermento sociale, politico e industriale.
La "Storia di Milano" (Storia di Milano) discussa nelle fonti si concentra principalmente sul periodo a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, un momento di grande fermento sociale, politico e industriale. Questo periodo è raccontato soprattutto attraverso la vita e gli occhi di figure femminili straordinarie, in particolare Anna Kulishoff.
Milano come Centro di Identità e Diversità
Le fonti descrivono Milano come una città unica in Italia, diversa da tutte le altre. È l'unica città che attira persone da tutto il resto del paese, sviluppando una "diversità" e una "identità così forte".
Questo periodo storico è caratterizzato da:
• Rivoluzione Industriale e Povertà: La rivoluzione industriale si è svolta a Milano, stravolgendo la società. La città era piena di fabbriche nascenti che impiegavano gente disperata e analfabeta. I quartieri erano poverissimi e miserabili, e la vita era estremamente dura. Gli operai lavoravano 14 o 15 ore al giorno.
• Fermento Sociale e Culturale: Nonostante la durezza della vita, c'era un grande "fermento, una vivacità, un impegno" e una partecipazione politica. Le persone si ritrovavano nei circoli operai per discutere, si iscrivevano a scuola e volevano capire.
• Generosità ed Educazione: Milano era una città "generosa". Istituzioni come la Società Umanitaria, nata in quegli anni, fungevano da punto di riferimento, offrendo corsi serali per imparare mestieri, leggere e scrivere, poiché l'obbligo scolastico era a soli 7 anni.
La Nascita dei Movimenti Sociali e Politici
Milano è riconosciuta nelle fonti come la culla di importanti movimenti storici italiani:
1. Nascita del Partito Socialista: Il Partito Socialista nasce a Milano. Non è un caso che nasca qui, grazie a una "borghesia illuminata" e alla presenza di lavoratori e lavoratrici.
2. Sindacati e Diritti dei Lavoratori: Nascono le prime leghe operaie, che si sviluppano nei sindacati, portando a una coscienza dei diritti che prima non esisteva.
3. Emancipazione Femminile: Il movimento per l'emancipazione femminile (le donne erano chiamate "emancipazioniste") ha origine a Milano, poiché le donne, uscendo da casa per andare a lavorare, hanno iniziato il loro percorso di emancipazione.
Il Ruolo di Anna Kulishoff e il Socialismo Milanese
Anna Kulishoff, definita "la prima donna medico di Milano" e l'attivista, è centrale nella storia sociale e politica milanese. La sua casa, condivisa con Filippo Turati, divenne il "salotto socialista" in Piazza del Duomo (all'angolo con la galleria).
• Centro di Pensiero Politico: Da lì è passata la storia. In quella casa si facevano giornali come la redazione di Critica Sociale e i giornali per difendere i diritti delle donne, come La Difesa delle Lavoratrici.
• Impegno per i Diritti: Anna Kulishoff, insieme ad altre donne che avevano studiato e provenivano dalle classi sociali più alte, si impegnava per i diritti delle lavoratrici analfabete, che lavoravano fino a 15 ore al giorno. Lei riuscì a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini, e l'obbligo scolastico a 7 anni.
• La "Dottoressa dei Poveri": Kulishoff era un medico che lavorava per gli indigenti (la chiamavano la "dottoressa dei poveri"). Nonostante fosse laureata, l'Ospedale Maggiore di Milano si rifiutò di assumerla perché donna. Lavorò quindi in un ambulatorio privato e in una cucina per malati poveri aperta da un'altra donna russa, Alessandrina Ravizza.
Difficoltà Sociali e Repressione Politica
La Milano di quegli anni era anche caratterizzata da gravi problemi sociali e repressione:
• Violenza e Prostituzione: La prostituzione era legalizzata e lo Stato ci guadagnava. Quartieri come Brera erano pieni di case chiuse. Le donne si impegnavano contro la "tratta delle bianche," un fenomeno che portava le ragazze con l'inganno a diventare prostitute, rendendo quasi impossibile per loro ricostruirsi una vita a causa dei debiti e delle restrizioni imposte dalla questura.
• Massacro di Bava Beccaris: Anna Kulishoff e Turati furono imprigionati al Castello Sforzesco dopo la "carneficina" di Bava Beccaris, il quale sparò con i cannoni contro gli operai e le operaie che chiedevano di abbassare il prezzo della farina (il pane era diventato troppo caro).
La Moda Milanese come Emancipazione
Nel contesto milanese dell'emancipazione, emerge anche la figura di Rosa Genoni, un'altra donna di rilievo. Lei, nata in una famiglia contadina povera, studiò per imparare il mestiere della sartoria.
• Pioniera del Made in Italy: Genoni intuì che poteva esistere una moda italiana "più comoda". Ispirandosi all'arte italiana, ai pepli delle donne romane e alle Madonne del Rinascimento (abiti senza corsetti), vinse il Gran Premio all'Esposizione Universale del 1906, creando la prima vetrina del Made in Italy.
In sintesi, la "Storia di Milano" presentata dalle fonti è quella di una città dinamica e combattiva, teatro della Rivoluzione Industriale e della nascita del socialismo italiano e dell'emancipazione femminile, guidata da figure intellettuali e politiche che lottavano contro la povertà estrema e la repressione.
PE-n1583-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Ruolo delle donne. - Il ruolo delle donne delineato nelle fonti è centrale per comprendere la storia italiana di fine Ottocento e inizio Novecento, specialmente a Milano, un periodo caratterizzato da grandi cambiamenti sociali, politici e industriali.
Il ruolo delle donne delineato nelle fonti è centrale per comprendere la storia italiana di fine Ottocento e inizio Novecento, specialmente a Milano, un periodo caratterizzato da grandi cambiamenti sociali, politici e industriali. La narrazione si concentra sull'impegno per l'emancipazione, la lotta per i diritti e la presa di coscienza sociale.
Anna Kuliscioff: Medico, Attivista e Guida Intellettuale
Anna Kuliscioff emerge come una delle figure femminili più importanti del paese. Il suo ruolo fu multiforme e rivoluzionario:
1. Pioniera Professionale: Anna Kuliscioff fu la prima donna medico a Milano e, presumibilmente, la seconda in tutta Italia. Si specializzò in ginecologia a Pavia. Nonostante fosse laureata, le fu negato un posto all'Ospedale Maggiore perché l'ospedale non accettava donne. Per questo, fu costretta a lavorare in un ambulatorio privato e aprì un punto di riferimento in un quartiere popolare, dove era conosciuta come la "dottoressa dei poveri".
2. Impegno Politico e Sociale: La sua vita fu caratterizzata da un grande impegno sociale e politico e da uno spessore culturale notevole. Fin dalla giovinezza era mossa da una passione politica, entrando in contatto con ambienti anarchici in Russia e Svizzera. Giunta a Milano con Filippo Turati, la loro casa divenne il "salotto socialista".
3. Influenza e Guida Intellettuale: La Kuliscioff era un punto di riferimento: leggeva giornali internazionali e teneva rapporti con i movimenti socialisti esteri. Filippo Turati, pur essendo parlamentare a Roma, le scriveva quotidianamente per 40 anni chiedendo il suo parere e la sua guida nella gestione delle situazioni politiche.
4. Legislazione e Tutela: Fu colei che riuscì a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini, introducendo l'obbligo scolastico a sette anni per evitare che i bambini (di 8-9 anni) lavorassero di notte in fabbrica.
5. Coraggio e Repressione: Dimostrò grande coraggio, esponendosi in scioperi e manifestazioni, rischiando pesantemente. Fu imprigionata insieme a Turati dopo la carneficina compiuta da Bava Beccaris a Milano, quando operai e operaie chiedevano l'abbassamento del prezzo della farina.
La Battaglia per l'Emancipazione e i Diritti
Il ruolo delle donne nel periodo raccontato è strettamente legato all'inizio del movimento di emancipazione, che nasce a Milano in concomitanza con la rivoluzione industriale.
• Lavoro e Consapevolezza: L'emancipazione delle donne ebbe inizio quando esse uscirono di casa per andare a lavorare in fabbrica.
• Stato Giuridico e Diritti: Le donne in quel periodo erano sotto l'"autorità maritale". Non possedevano alcuno status giuridico e dovevano richiedere l'autorizzazione del marito persino per fondare un'associazione. Solo nel 1919 si ottenne l'abolizione dell'autorità maritale.
• Diritti Salariali e Sociali: Il dibattito del tempo, reso attuale dagli scritti di Kuliscioff, verteva sulla disparità salariale, la tutela della maternità e la salute della donna.
• La Lotta per il Voto: Il suffragio femminile non fu concesso (nemmeno nel 1919). I socialisti temevano che, se avessero votato, le donne sarebbero state influenzate dalla Chiesa, portando i voti ai cattolici.
• Assistenza e Istruzione: Le donne si impegnavano ad aprire luoghi per insegnare a leggere e scrivere, imparare mestieri (come la sartoria) e disegnare, offrendo un'alternativa alla vita di fatica o al servizio domestico. La Kuliscioff e le sue collaboratrici aprivano le porte ai più poveri e sostenevano le lavoratrici. L'istruzione, e non la carità, era considerata il mezzo per l'autonomia e il miglioramento della propria condizione.
• Monopolio dell'Uomo: La Kuliscioff, già nel 1890, affrontò in un discorso intitolato Il monopolio dell'uomo la questione della subordinazione della donna, definendola "il primo animale domestico che l'uomo ha avuto". Questo testo è descritto come incredibilmente attuale.
Rosa Genoni e Margherita Sarfatti: Esempi di Diversità
Il ruolo femminile si manifesta anche attraverso altre figure che interagivano con la Kuliscioff:
• Rosa Genoni: Originaria di una famiglia povera, fu una "piscinina" (apprendista) che si impegnò per studiare e imparare il mestiere. Introdusse l'idea di una moda italiana più comoda (ispirata all'arte romana e rinascimentale, senza corsetti), divenendo pioniera del made in Italy e vincendo l'esposizione universale nel 1906. Fu anche una pacifista, unica donna italiana presente alla Conferenza dell'Aia nel 1915 che mirava a bloccare la guerra.
• Margherita Sarfatti: Inizialmente legata al mondo socialista e collaboratrice della rivista Difesa delle lavoratrici, divenne poi una critica d'arte. Ebbe un rapporto forte e intimo con Mussolini e giocò un ruolo fondamentale nel plasmare la sua figura pubblica (attraverso il libro Dux). Tuttavia, essendo ebrea, fu costretta a pagare un prezzo quando sopraggiunsero le leggi razziali, fuggendo dall'Italia.
Le Sfide delle Donne Povere
Le donne lavoratrici vivevano in condizioni terribili: erano spesso analfabete e lavoravano 15 ore al giorno in fabbriche malsane.
• La Prostituzione: Lo Stato legalizzava la prostituzione. Molte ragazze finivano nei bordelli con l'inganno, spesso entrate tramite la "tratta delle bianche". Una volta nella prostituzione, era difficile uscirne: le donne accumulavano debiti con la tenutaria e dovevano pagare le visite mediche imposte dallo Stato (mentre i clienti no). Lo status di prostituta rendeva difficile rifarsi una vita normale; non potevano sposare dipendenti pubblici o membri delle forze armate, né aprire attività come le locande.
• Violenza e Malattie: Le donne erano esposte a violenza domestica, incesti e aborti clandestini. Le malattie dilagavano in assenza di antibiotici, con la sifilide che era molto diffusa.
Queste figure femminili erano mosse da una passione rivoluzionaria che le guidava a vivere controcorrente e a lasciare un segno profondo nella storia.
PE-n1584-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Socialismo italiano. - Il Socialismo Italiano, come discusso nelle fonti, è un movimento storico e politico cruciale sviluppatosi in Italia, con un'attenzione particolare al ruolo che ebbe a Milano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Il Socialismo Italiano, come discusso nelle fonti, è un movimento storico e politico cruciale sviluppatosi in Italia, con un'attenzione particolare al ruolo che ebbe a Milano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Nascita e Localizzazione a Milano
Il movimento socialista è strettamente legato alla città di Milano:
• Il Partito Socialista nasce a Milano. Questa non è considerata una coincidenza, poiché Milano era il centro della Rivoluzione Industriale in Italia.
• La presenza di fabbriche e l'afflusso di gente disperata e analfabeta creò la necessità di parlare dei diritti e delle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici.
• Qui nacquero le prime leghe operaie che diedero origine ai sindacati e si sviluppò una coscienza sui diritti dei lavoratori che prima non esisteva.
Figure Chiave e Centro Intellettuale
La storia del Socialismo Italiano è profondamente intrecciata alle figure di Anna Kulishoff e Filippo Turati.
• Anna Kulishoff è descritta come una delle donne più importanti del Novecento italiano, un elemento fondante del Partito Socialista, e talvolta chiamata la "signora del socialismo". Nonostante fosse russa di nascita, il suo impegno la rese una "grandissima italiana".
• Filippo Turati era un parlamentare socialista a Roma.
• La loro casa a Milano (sotto i portici, all'angolo con la Galleria in Piazza Duomo, luogo oggi segnalato da una targa) divenne il famoso "salotto socialista". Questo luogo era un centro di affinità politica e intellettuale.
• Il loro rapporto era anche un rapporto di guida politica: Turati scriveva quotidianamente a Kulishoff per 40 anni (il famoso carteggio Turati-Kulishoff) per chiederle consiglio su come gestire determinate situazioni politiche, dimostrando il peso della sua opinione. Kulishoff teneva i rapporti con gli altri movimenti socialisti e leggeva i giornali internazionali, fornendo la sua idea e opinione.
Attività e Obiettivi del Socialismo
Il Socialismo aveva obiettivi ben definiti, in particolare la tutela dei diritti dei lavoratori e l'emancipazione:
• Pubblicazioni e Pensiero: Dalla loro casa gestivano la redazione di Critica Sociale. Producevano anche giornali specifici per difendere i diritti delle donne, come La difesa delle lavoratrici.
• Legislazione Sociale: Anna Kulishoff riuscì a far approvare la prima legge di tutela del lavoro delle donne e dei bambini, che includeva l'obbligo scolastico a 7 anni per evitare che i bambini (dagli 8-9 anni) entrassero in fabbrica, spesso lavorando anche di notte.
• Impegno per l'Istruzione: I socialisti (e le donne che li affiancavano) credevano che l'istruzione, non la carità, fosse il mezzo per migliorare la propria condizione e ottenere autonomia. I lavoratori si ritrovavano nei circoli operai per discutere, imparare mestieri, leggere e scrivere.
• Unità dei Lavoratori: Kulishoff incoraggiava le lavoratrici nelle fabbriche a "stare unite" perché, in gruppo, costituivano un "esercito" in grado di fare la differenza.
Conflitti Interni e la Questione della Guerra
Il Socialismo Italiano conobbe un forte dibattito e spaccature riguardo all'intervento italiano nella Prima Guerra Mondiale:
• Il movimento socialista si schierò inizialmente contro la guerra.
• Benito Mussolini era un giovane socialista che, sebbene all'inizio fosse contro la guerra, divenne poi direttore del giornale L'Avanti.
• Dopo meno di due anni dallo scoppio del conflitto (1914), Mussolini cambiò posizione, iniziando a sostenere la "necessità naturale" della guerra, con l'idea di conquistare le terre irredente.
• Per questa sua posizione interventista, Mussolini fu espulso dal movimento socialista.
• Kulishoff vide alcuni dei suoi sogni "frantumarsi," tra cui il desiderio che i socialisti potessero andare al governo.
Il Socialismo nel Dopoguerra e l'Opposizione Conservatrice
Nonostante i successi elettorali, il socialismo fu emarginato politicamente nel dopoguerra:
• Nel 1919, con l'estensione del voto (solo agli uomini), i socialisti vinsero moltissimi seggi, insieme ai cattolici.
• Tuttavia, la classe conservatrice, "terrorizzata" dall'idea che il comunismo potesse arrivare in Italia (dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia), si coalizzò.
• Questa coalizione di piccoli gruppi conservatori escluse i socialisti e i cattolici dal governo, mettendoli all'opposizione.
Il Ruolo delle Donne e l'Elettorato
Il socialismo fu ambivalente riguardo al suffragio femminile:
• Anna Kulishoff vedeva tra i suoi obiettivi l'ottenimento dei diritti per le donne, ma il voto non arrivò.
• Turati e altri socialisti si opposero, ritenendo che "non è ancora il momento, non ci sono le condizioni". Il loro timore principale era che le donne, essendo molto influenzate dalla Chiesa, avrebbero votato in massa per i cattolici, danneggiando i socialisti.
Persecuzione Fascista
La forza delle idee socialiste rimase evidente anche dopo la morte di Anna Kulishoff nel 1925 (il centenario della cui morte è citato come ricorrenza).
• I fascisti assaltarono il corteo funebre di Kulishoff, distruggendo le corone e disturbando la processione.
• Questo atto violento, anche contro la defunta, dimostrava che sebbene Kulishoff fosse morta, i fascisti temevano che le sue idee non sarebbero morte.
PE-n1585-Anna-Kuliscioff.mm - Discuss Prima guerra mondiale. - La discussione sulla Prima Guerra Mondiale (WWI) nelle fonti si concentra sul contesto politico e sociale italiano che precedette il conflitto, il dibattito tra interventisti e pacifisti, e le immediate conseguenze della guerra, viste in gran parte attraverso la lente dell'attivismo socialista e femminile, in particolare di Anna Kuliscioff e Rosa Genoni.
La discussione sulla Prima Guerra Mondiale (WWI) nelle fonti si concentra sul contesto politico e sociale italiano che precedette il conflitto, il dibattito tra interventisti e pacifisti, e le immediate conseguenze della guerra, viste in gran parte attraverso la lente dell'attivismo socialista e femminile, in particolare di Anna Kuliscioff e Rosa Genoni.
Il Contesto Immediato e l'Atmosfera Pre-Bellica
Gli anni che precedettero la Prima Guerra Mondiale sono descritti come un periodo tragico per il paese. L'atmosfera che si respirava allora mostrava le grandi potenze e gli imperi che "mostravano i muscoli" cercando di essere più forti l'uno rispetto all'altro.
• Parallelismi Storici: Le fonti notano una sorprendente attualità e modernità nel dibattito pre-bellico (sul disarmo e sul pacifismo), tanto che l'autrice del romanzo ritrovava le stesse atmosfere di oggi. Non a caso, il Presidente della Repubblica Mattarella avrebbe commentato in tempi recenti che ci troviamo nella stessa atmosfera del 1914.
• Lo Scoppio del Conflitto: La guerra scoppia nel 1914 in seguito all'assassinio di Francesco Giuseppe in Serbia. Inizialmente si riteneva che fosse un conflitto circoscritto tra Austria e Serbia.
Dibattito Politico e la Posizione Socialista
Il dibattito sull'intervento o meno dell'Italia fu molto intenso:
• Fronte Interventista: C'era una parte del paese che spingeva per la guerra con l'obiettivo di conquistare le terre che non erano ancora parte dell'Italia. L'idea era di ritornare a prendere territori appartenenti alla Repubblica di Venezia e scendere verso il Montenegro. Questo fronte includeva figure come i Futuristi, che esaltavano la guerra come l'unica via per spazzare via il vecchio e inaugurare il moderno e il cambiamento. Molti ragazzi partirono volontari, ma furono massacrati. I futuristi si incontravano nei salotti di Margherita Sarfatti.
• Fronte Pacifista/Neutralista (Socialisti): Anna Kuliscioff e i socialisti si schierarono per il pacifismo e la neutralità. Anna Kuliscioff vedrà alcuni dei suoi sogni frantumarsi in quegli anni.
Il Ruolo di Mussolini
La figura di Benito Mussolini è centrale nel cambiamento del panorama politico riguardo alla guerra:
• Iniziali Posizioni Socialiste: All'inizio, Mussolini (che era un giovane socialista, direttore de L'Avanti) si schierò, in linea con il movimento socialista, contro la guerra.
• Svolta Interventista: Dopo meno di due anni, tuttavia, Mussolini cambiò posizione e cominciò a parlare di guerra. Per questa sua posizione, venne espulso dal Partito Socialista. Dopo l'espulsione, fondò il suo giornale, dando inizio al percorso che avrebbe portato l'Italia in guerra.
• Rapporto con Kuliscioff: Inizialmente, Mussolini, molto timoroso e consapevole del prestigio di Anna Kuliscioff, andò a casa sua (il "salotto socialista") per assicurarle che lei e i suoi amici avrebbero trovato spazio ne L'Avanti. Tuttavia, mentì subito: alcuni socialisti legati alla Kuliscioff furono esclusi dagli articoli del giornale.
L'Impegno delle Donne per la Pace
Le donne, in particolare Rosa Genoni, si mobilitarono attivamente per il pacifismo:
• Conferenza dell'Aia (1915): Rosa Genoni fu l'unica donna italiana presente alla Conferenza dell'Aia del 1915.
• Obiettivo: Le donne delegate da tutto il mondo si recarono all'Aia per tentare di convincere i capi di Stato e di governo a non intraprendere la guerra, o almeno a impedire che i paesi ancora neutrali vi entrassero. Rosa Genoni sedeva al banco della presidenza con figure di spicco come Jane Addams.
Le Conseguenze del Conflitto
Le fonti sottolineano l'enorme costo umano e l'insoddisfazione post-bellica:
• Costo Umano: Ci furono milioni di morti in Europa, e in Italia circa un milione di caduti.
• I Reduci: I reduci tornavano distrutti e fuori di sé. Sebbene avessero combattuto per il paese e tornassero con una nuova consapevolezza di sé, non ottennero i riconoscimenti e le terre promesse.
• Il Ruolo delle Donne: Le donne avevano mandato avanti il paese mentre gli uomini erano al fronte e si aspettavano dei riconoscimenti. Tuttavia, il suffragio universale non fu concesso: il voto arrivò solo per gli uomini nel 1919.
• Abolizione dell'Autorità Maritale: L'unica concessione data alle donne nel 1919 fu l'abolizione dell'autorità maritale (il marito deteneva l'autorità legale; le donne non potevano essere elette o partecipare alle decisioni pubbliche).
• Crisi Politica Post-Bellica: Il forte risultato ottenuto dai socialisti e dai cattolici nelle elezioni del 1919, unito al terrore della classe conservatrice per la possibile diffusione del comunismo (dopo la Rivoluzione Bolscevica del 1917), portò alla formazione di una coalizione di piccoli gruppi conservatori che misero i socialisti e i cattolici all'opposizione.
PE-n1586-Anna-Kuliscioff.mm - Discussione: Anna Kulischov. - Anna Kuliscioff (o Culisov) è una delle figure femminili più importanti del Novecento italiano, avendo segnato un'epoca come medico, attivista, intellettuale e vero motore per Milano e per l'Italia a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento
Anna Kuliscioff (o Culisov) è una delle figure femminili più importanti del Novecento italiano, avendo segnato un'epoca come medico, attivista, intellettuale e vero motore per Milano e per l'Italia a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. La sua vita, definita come "tante vite", fu un sodalizio costante tra impegno medico-sociale e politica, sullo sfondo della Milano della rivoluzione industriale e culla del socialismo italiano.
Di seguito sono analizzati i momenti salienti della vita, della carriera e dell'impegno politico di Anna Kuliscioff.
Origini, Esilio e Formazione
Anna Kuliscioff nasce come Agnia Rosenstein in Crimea, in una famiglia ebraica piuttosto agiata. Nonostante le sue possibilità economiche, non poteva accedere all'università in Russia dopo i 16 anni a causa del divieto imposto dal regime zarista.
• Esilio Volontario: Determinata a studiare, sceglie l'esilio volontario, fuggendo in Svizzera con la sorella. Lì entra in contatto con circoli anarchici e populisti russi in esilio, in un periodo decisivo per la sua formazione politica.
• Laurea in Medicina: Dopo aver seguito in Italia Andrea Costa, si trasferisce da sola a Napoli con la figlia Andreina, con l'obiettivo di studiare medicina. Una scelta di "una modernità, di un coraggio incredibili" per l'Italia di fine Ottocento. Si laurea in medicina a Napoli e si specializza in ginecologia a Pavia con Camillo Golgi (futuro Premio Nobel).
• Intuizioni Mediche: Già durante gli studi, dimostra "una marcia in più" con intuizioni notevoli, come quelle sulle cause batteriche della febbre puerperale.
La "Dottoressa dei Poveri" e Impegno Sociale
Nonostante la sua eccellente formazione, Kuliscioff si scontrò con la discriminazione di genere nel mondo accademico:
• Rifiuto Ospedaliero: L'Ospedale Maggiore di Milano rifiutò di assumerla, affermando lapidariamente: "Noi le donne non le prendiamo".
• Scelta Radicale: Invece di limitarsi a uno studio privato per la ricca borghesia milanese, Kuliscioff fece una scelta radicale, diventando la "dottoressa dei poveri". Dedicava gran parte del suo tempo agli ambulatori gratuiti nei quartieri popolari, dove il bisogno era enorme.
• Collaborazione: Collaborò con Alessandrina Ravizza in Corso Garibaldi, dove avevano allestito una sorta di cucina per i malati poveri e dove Kuliscioff teneva il suo ambulatorio. In questa veste, vedeva da vicino la realtà cruda della condizione femminile, affrontando le conseguenze di aborti clandestini, violenza domestica e malattie devastanti e diffuse come la sifilide. Questo impegno medico era intrinsecamente politico e sociale.
Il Sodalizio con Turati e il Socialismo Italiano
Dopo la rottura con Andrea Costa (che le aveva proposto un modello di vita tradizionale, nonostante le sue idee rivoluzionarie), Kuliscioff si legò a Filippo Turati.
• Affinità Intellettuale: La loro fu un'affinità profonda, intellettuale e politica, l'inizio di un sodalizio che durò 40 anni e fu basato su idee e progetti comuni.
• Culla del Socialismo: Si trasferirono a Milano, e la loro casa in Piazza Duomo divenne il "vero cuore pulsante del socialismo italiano". Quella casa era un laboratorio politico dove si incontravano intellettuali, dirigenti di partito e sindacalisti.
• Bussola Politica: Anna Kuliscioff fu cofondatrice del Partito Socialista. Nonostante Turati fosse il leader parlamentare a Roma, l'influenza di Anna era enorme. Turati le scriveva "ogni singolo giorno per 40 anni" (il famoso carteggio è una miniera d'oro per gli storici) per chiederle consiglio su tutto, dalle strategie parlamentari agli articoli. Lei era la mente strategica e la "bussola intellettuale" del movimento socialista riformista. La sua autorevolezza derivava dalla sua instancabile erudizione, dai suoi aggiornamenti sulla stampa estera e dai suoi contatti con i movimenti socialisti internazionali.
Lotte per i Diritti e l'Emancipazione Femminile
Il suo impegno fu cruciale per l'emancipazione femminile e la tutela dei lavoratori:
• Pubblicazioni Socialiste: Fondò e diresse la rivista teorica Critica Sociale e, in un progetto rivoluzionario per l'epoca, il giornale La difesa delle lavoratrici. Quest'ultima era pensata specificamente per le operaie delle fabbriche, spesso analfabete, per dare loro consapevolezza dei propri diritti e spingerle a organizzarsi.
• Unità Operaia: Il suo messaggio alle lavoratrici era diretto: "Guardate che da sole non contate niente, ma se state unite siete un esercito, insieme potete fare la differenza".
• Legislazione Sociale: Ebbe un ruolo chiave nell'ottenere la prima legge di tutela del lavoro femminile e minorile all'inizio del Novecento. Sebbene "timidissima," fissava l'età minima per lavorare in fabbrica a 8-9 anni e introduceva l'obbligo scolastico fino ai 7 anni.
• Il Monopolio dell'Uomo: Nel 1890 tenne a Milano un discorso potentissimo in cui denunciava le radici economiche strutturali della subordinazione femminile. In questo testo, usò la celebre e terribile frase: "Il primo animale domestico che l'uomo ha avuto è stata la donna".
• Suffragio e Autorità Maritale: Il voto politico per le donne fu una delle sue principali battaglie, ma trovò ostacoli enormi, persino all'interno del suo stesso Partito Socialista (Turati compreso), che temeva che le donne, considerate influenzabili dalla Chiesa, avrebbero votato per i partiti conservatori. Il voto politico non arrivò durante la sua vita. Tuttavia, nel 1919 si ottenne l'abolizione dell'autorità maritale, una norma che fino ad allora rendeva la donna sposata legalmente una specie di minore, dipendente dal marito per molte decisioni legali ed economiche.
Gli Anni Cupi, la Guerra e la Repressione
Gli ultimi anni di vita di Kuliscioff furono segnati da delusioni politiche e repressione:
• Pacifismo: Durante il dibattito sull'intervento nella Prima Guerra Mondiale, Kuliscioff si batté con tutte le sue forze per la neutralità e il pacifismo, vedendo i suoi sogni politici frantumarsi con la vittoria degli interventisti.
• Opposizione a Mussolini: Fu testimone della clamorosa svolta interventista di Benito Mussolini, che da giovane socialista e direttore de L'Avanti venne espulso dal partito e fondò Il Popolo d'Italia.
• Carcerazione: La sua attività non fu solo teorica; nel 1898, dopo la strage di Bava Beccaris in seguito ai moti per il prezzo del pane, lei e Turati vennero arrestati con accuse pretestuose e scontarono mesi di carcere.
Morte e Eredità
Anna Kuliscioff morì nel gennaio 1925.
• Funerale Scomodo: Il suo funerale fu un evento potente, con un enorme corteo di delegazioni operaie e migliaia di persone comuni che attraversò Milano. Nonostante fossimo già in pieno regime fascista, le squadre fasciste assaltarono il corteo vicino a Piazza Duomo, distruggendo le corone. Questo atto simboleggiava la paura che il regime aveva delle sue idee, temendo che "non sarebbero morte" con lei.
• Lascito: Il lascito più profondo di Kuliscioff risiede nell'idea dell'istruzione come strumento fondamentale di emancipazione ("non basta curare la ferita. Bisogna dare gli strumenti per non farsi più ferire"). La sua storia continua a parlare forte e chiaro, fungendo da monito sulla lotta per i diritti e sulla fragilità del progresso sociale. Il suo coraggio e la sua coerenza, anche quando tutto sembrava perduto, colpiscono ancora oggi.