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PE-n1410-tregua-Hamas.nn - La tregua Trump-Hamas di ottobre 2025
 
PE-n1411-Trump-Hamas.mm -  Approfondimento: un dialogo -
 
PE-1411    il dialogo parlato
 
PE.n1412-ringraziamenti-Trump.mm - Discussioni:  Ringraziamenti a Trump.
 
PE-n1413-rifiuto-disarmo.mm - Discussione: Rifiuto del disarmo.
 
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PE-n1414-cristiani-pellegrini.mm - I pellegrini occidentali si riuniscono sul Monte degli Ulivi o salgono sulle pendici del Golgota.
 
PE-n1415-ordine-templari.mm - l'intera storia dell'Ordine dei Templari, iniziando dalla sua origine nel 1114 con Hugues de Pince in Terra Santa,
 
PE-n1416-templari.mp3 - Il dialogo sui templari a voce
 
PE-n1416-templari-dialogo.mm - Parliamo oggi di un nome che, insomma, evoca subito mistero, potere, leggenda. I Cavalieri Templari.
 
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PE-n1410-tregua-Hamas.nn - La tregua Trump-Hamas di ottobre 2025
 
Il documento analizza in profondità un'intervista con un dirigente di Hamas, il Dottor Basem Naim, per decifrare la strategia del gruppo riguardo alla cessazione delle ostilità. L'elemento più sorprendente è il pubblico ringraziamento a Donald Trump per aver "imposto la fine del massacro," che l'analisi interpreta come una mossa di realpolitik mirata a guadagnare accreditamento presso un attore imprevedibile. Tuttavia, questa apertura tattica coesiste con il categorico rifiuto del disarmo e con una retorica durissima contro Israele, indicando che la "tregua" non è una pace, ma una Hudna, ovvero una sospensione temporanea e strategica del conflitto. L'analisi conclude che l'obiettivo di Hamas è ottenere concessioni immediate e tempo per riorganizzarsi, mantenendo la lotta armata come "movimento di liberazione" anche in caso di ritiro dal governo di Gaza, e respingendo ogni ingerenza occidentale, il che rende l'accordo un patto per la sopravvivenza politica e militare piuttosto che un passo verso una vera risoluzione.
 
PE-n1411-Trump-Hamas.mm -  Approfondimento: un dialogo - 
 
Benvenuti al nostro approfondimento. Oggi eh ci troviamo davanti a una situazione quasi surreale, se non fosse tragica. Parliamo di un dirigente di Amas, il dottor Basem Naim, che in un'intervista Sky News ringrazia pubblicamente Donald Trump. Sì, avete capito bene, Trump ringraziato per aver, parole sue, imposto la fine del massacro. Cerchiamo di capirci qualcosa. Per farlo ci basiamo sull'analisi di un commento video di cui abbiamo la trascrizione che ha esaminato proprio questa intervista. L'obiettivo è capire cosa c'è dietro. Una vera svolta, una mossa tattica, altro. Proviamo a sviscerare la questione insieme seguendo questa lettura specifica. Allora, partiamo da questo ringraziamento a Trump. Naim dice che è stata la sua pressione personale su Israele a fermare le ostilità. Fa un po' effetto, no?
 
Decisamente. E infatti la contraddizione salta fuori quasi subito nella stessa intervista. Un attimo dopo lo stesso Naim dice chiaramente: "Hamas non deporrà le armi".
 
Ah, ecco.
 
E qui l'analisi che stiamo vedendo pone la domanda chiave: "Ma che pace è se non c'è disarmo? Di cosa parliamo?"
 
Appunto, e sembra quasi che A se stessa ci dia un indizio, perché parla sempre di tregua, mai di pace vera e propria. Usa proprio questa parola tregua. L'analisi come la interpreta? Una pausa tattica o parte della guerra di propaganda?
 
Beh, l'analisi propende per la seconda ipotesi, vede questa tregua più come una mossa strategica, diciamo, che come un vero inizio di pace. E questo ci riporta dritti al paradosso Trump. Non dimentichiamoci, e il commento lo sottolinea bene,
 
giusto
 
che parliamo dello stesso presidente che nel 2018 ha riconosciuto Gerusalemmi, capitale di Israele, spostando l'ambasciada,
 
una mossa che Amas definì atto di guerra.
 
Esatto. E ora com'è? Come può essere visto come un salvatore? Qui le cose si fanno interessanti.
 
Il materiale che stiamo esaminando buttale un'ipotesi, una specie di real politic un po' particolare. L'idea è che Amas guardia un possibile ritorno di Trump, vedendolo come più imprevedibile, forse più disponibile ad accordi strani rispetto ai democratici.
 
Sì, il ragionamento sottinteso, secondo questa analisi, potrebbe essere, beh, se ha creduto a Putin forse può credere anche a noi.
 
Quindi un tentativo di accreditarsi più che un cambio di idea,  una strategia di sopravvivenza diplomatica.
 
Esatto.
 
Non un cambio ideologico. Il commento accena anche alla questione dei mandati di Trump, ma più che altro per sottolineare l'incertezza generale, sai?
 
Certo.
 
E intanto questa apertura tattica verso Trump convive con una retorica durissima verso Israele. Quella non cambia. Netaniao, Israele, sempre inaffidabili coloniali, criminali, secondo lo schema classico di Amas.
 
E questo linguaggio serve a qualcosa di preciso, immagino.
 
Assolutamente. L'analisi lo evidenzia. Serve a delegittimare l'avversario e questo è un punto cruciale, guarda. Perché?
 
Perché così si giustifica in ogni futura rottura della tregua sarà sempre autodifesa contro il nemico cattivo.
 
Chiaro.
 
E in mezzo a tutto questo arriva la frase bomba: "Siamo pronti a lasciare il governo di Gaza." Detto così sembra un passo enorme, no? Una svolta.
 
Sembra, ma come spesso accade e come l'analisi nota bene, la frase non finisce lì. La versione completa è: "Ma Amas resterà sul terreno come movimento di liberazione".
 
Ah, ecco il Esatto. E qui l'analisi solleva un'altra domanda. Gazza è stata evacuata da Israele nel 2005-2006. L'IDF si sta ritirando da alcune zone ora. Da cosa ci si deve liberare? Quindi
 
l'implicazione sembra chiara.
 
Sì, l'implicazione che ne trae l'analisi è cediamo le grane del governo quotidiano, forse troppo pesante ora, ma teniamo le armi l'influenza politica, la lotta continua sotto altra forma.
 
E questo ci porta al nodo centrale, al punto che secondo questa lettura rende tutto molto problematico il rifiuto del disarmo. La frase di Naim è chiarissima, no? Nessuno può negarci il diritto di resistere con ogni mezzo, anche con le armi.
 
Proprio così. E questa posizione, come sottolinea il commento, di fatto smonta l'idea di un vero processo di pace basato sulla fiducia.
 
Non si costruisce fiducia così.
 
Direi di no. Quello che emerge, secondo questa lettura è un'accettazione molto molto selettiva dell'accordo. Dicono sì alla prima fase: "Cessate il fuoco, scambio prigionieri, aiuti." Quello Va bene.
 
Ma poi,
 
ma poi mettono un veto sui passi successivi, quelli cruciali a lungo termine. Disarmo delle milizie, ritorno dell'autorità palestinese a casa. No,
 
quindi in pratica si pausa per riorganizzarsi.
 
Esattamente. Una pausa strategica. Prendere fiato, rafforzarsi e poi vedere.
 
Ed è qui che Naim stesso tira fuori il concetto di Hudna, su cui l'analisi si sofferma. La tregua che potrebbe durare anche 10 anni non è pace, ma hudna. Cosa ci dice il materiale su Questo termine
 
ci dice che Udna ha radici profonde nella storia islamica, non è la fine della guerra, ma una tregua tattica, un armistizio temporaneo. Si fa quando sei in svantaggio o quando ti serve tempo.
 
Ah, interessante.
 
L'analisi riporta persino un aneddoto su Maometto e una tregua fatta con i Kuruish a Udaibia, tregua che poi fu rotta quando le forze musulmane si sentirono più forti.
 
Quindi citare la Hudna è un modo per dire.
 
È un modo per dire, secondo l'analisi. Questa non è una resa, è una Sospensione tattica. La guerra continua, faremo solo una pausa.
 
Questo riferimento storico è affascinante, cambia tutta la prospettiva sulla parola tregua
 
decisamente
 
e sulla possibilità di un coinvolgimento occidentale, tipo per gestire il dopo. Che dice Naim?
 
Chiusura totale. L'analisi sottolinea la reazione alla domanda su un'amministrazione provvisoria guidata da che so Tony Blair
 
e la risposta
 
non solo no ma paragona Blair alla dichiarazione di Balford numero 2.
 
Addirittura un richiamo al 1900. Esatto. Un modo potentissimo, secondo il commento, per usare l'immaginario coloniale e respingere l'Occidente dipinto come nemico imperialista e per dire solo noi Amas siamo la vera resistenza palestinese. Nessuna ingerenza esterna.
 
Il quadro che ne esce è complesso, a tratti quasi non so, mistico. Il commento nota il tono finale di Naim, quasi religioso. Siamo vivi, continueremo la nostra lotta. Nessun accenno a ricostruire, a convivere, solo la lotta.
 
Sì, la lotta come missione sacra e questo, secondo l'analisi, rafforza l'idea che la tregua sia solo una fase della guerra, non la sua fine.
 
E le implicazioni di un accordo su queste basi, come le vede l'analisi?
 
In modo cupo, direi. Se l'accordo includesse l'amnestia per i membri di Amas, come sembra accettato da loro,
 
significherebbe lasciarli liberi, non solo a Gaza.
 
Esatto. Potenzialmente liberi di spostarsi, riorganizzarsi, di l'ideologia altrove. Quindi questa lettura vede l'eventuale accordo non come un passo verso la pace, ma come un patto per la sopravvivenza politica e militare di Hamas.
 
E la conclusione dell'analisi qual è?
 
È pessimistica. Una situazione così non chiude il conflitto, anzi rischia di preparare il terreno per uno scontro futuro, forse peggiore.
 
Tiriamo le fila di questa lettura. Allora, da un lato il Grazia Trump, sorprendente, dall'altro il no al disarmo, categorico.
 
Sì,
 
l'OK ha una tregua, ma intesa come UDNA strategica.
 
Esatto.
 
L'offerta di lasciare il governo, ma mantenendo le armi come movimento di liberazione è un capolavoro di ambiguità, come sottolinea l'analisi. Ma cosa ci dice alla fine? Dove si va?
 
Beh, secondo l'interpretazione che abbiamo discusso, questa ambiguità è calcolata, molto calcolata. Quella che da fuori può sembrare moderazione, un avvicinamento, appare qui come una strategia di sopravvivenza molto sofisticata.
 
Per guadagnare tempo.
 
Per guadagnare tempo. ottenere concessioni, subito stop ai bombardamenti, aiuti, riorganizzarsi e soprattutto preparare il terreno per il dopo per i prossimi round.
 
Quindi la guerra non finisce, cambia tono
in sostanza sì, secondo questa visione non finisce, cambia forma, intensità, aspetta la prossima escalation.
 
E questo ci porta a un'ultima riflessione che magari va oltre il caso specifico, ma parte da qui. Se questa tattica dovesse funzionare, usare linguaggio ambiguo, offrire contentini Ma rifiutare i cambiamenti veri come il disarmo, mascherare una pausa tattica da passo di pace. Che impatto potrebbe avere sulla credibilità della mediazione internazionale in futuro?
 
Mh, bella domanda.
 
Non solo lì, ma ovunque ci sia un conflitto. Se una parte capisce che può usare il desiderio di pace internazionale per i propri scopi a lungo termino, senza cambiare davvero.
 
Certo, potrebbe creare un precedente pericoloso, svuotare di significato gli sforzi diplomatici.
 
È una domanda che resta aperta su cui Forse vale la pena continuare a riflettere.
 
 
 
PE-n1412-ringraziamenti-Trump.mm - Discussioni:  Ringraziamenti a Trump.
 
I ringraziamenti rivolti a Donald J. Trump da parte di Hamas rappresentano un episodio di "geopolitica surreale" e un esempio di "Real Politic rovesciata" secondo l'analisi fornita.
L'evento centrale è il ringraziamento espresso da un dirigente di Hamas, il dottor Baseim Naim, in una recente intervista su Sky News. Naim ha dichiarato testualmente di ringraziare il presidente Trump per aver imposto la fine del massacro, sostenendo che senza "l'interferenza personale di Donald Trump" e la sua pressione su Israele, la guerra non sarebbe finita.
 
Il Paradosso del Ringraziamento
L'atto di gratitudine è notevolmente paradossale per diversi motivi:
1. Contraddizione Storica: Il ringraziamento proviene dalla stessa organizzazione che in precedenza aveva considerato un "vero e proprio atto di guerra" la decisione di Trump del 2018 di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di spostarvi l'ambasciata americana.
2. Nuovo Ruolo: Nonostante quel gesto, oggi lo stesso Donald J. Trump viene visto come il "salvatore del popolo palestinese" (sebbene l'espressione sia virgolettata).
3. Il Contesto della Pace: L'ironia è accentuata dal fatto che, pochi minuti dopo aver ringraziato Trump per aver portato la pace, lo stesso dirigente ha aggiunto che Hamas non deporrà le armi.
 
Interpretazione Strategica di Hamas
La mossa di Hamas non è vista come un cambio di ideologia, ma come una "strategia di sopravvivenza diplomatica". Gli analisti suggeriscono che Hamas sta agendo con lucidità politica:
• Ritorno alla Casa Bianca: Il movimento sa perfettamente che Trump potrebbe tornare alla Casa Bianca.
• Accreditamento come Interlocutore: L'obiettivo è tentare di accreditarsi come un interlocutore affidabile.
• Apertura Democratica: Si ritiene che, mentre non sia possibile dialogare con Kamala Harris e i democratici, con Trump forse si possa fare. Il ragionamento implicito, presentato con sarcasmo, è che se Trump ha creduto a Vladimir Putin, potrebbe credere anche ad Hamas.
 
La Natura Ambigua dell'Accordo
Nonostante i ringraziamenti per la pace, la fonte conclude che l'episodio ha portato a un "capolavoro di ambiguità politica e comunicativa". Ciò che è stato raggiunto non è una pace vera e propria, ma è qualificato come una "tregua," una "mossa diplomatica" o una "pausa strategica" (Udna).
Infatti, Hamas:
• Accetta una prima fase che include la fine della guerra, lo scambio di prigionieri e gli aiuti umanitari.
• Esclude tassativamente di fermare il resto dell'accordo che prevederebbe il disarmo e il ritorno dell'autorità palestinese a Gaza.
• Rifiuta il disarmo, affermando che nessuno può negare loro il diritto di resistere "con ogni mezzo anche con le armi".
In conclusione, Hamas ringrazia Trump per aver facilitato la tregua, ma rifiuta di disarmarsi e non cerca la pace come fine del conflitto, bensì come una "fase intermedia fra due guerre". Molti osservatori internazionali potrebbero vedere in questo un segno di moderazione, ma l'accordo è interpretato come un "accordo di sopravvivenza politica".
 
 
 
PE-n1413-rifiuto-disarmo.mm - Discussione: Rifiuto del disarmo.
 
Il rifiuto del disarmo rappresenta il punto cruciale e più problematico dell'accordo o tregua negoziata, smontando, di fatto, l'intera narrativa di un autentico processo di pace.
Secondo le dichiarazioni di un dirigente di Hamas, il dottor Baseim Naim, l'organizzazione ha espresso con chiarezza la sua posizione, nonostante avesse appena ringraziato Donald J. Trump per aver imposto la fine del conflitto.
Dichiarazioni e Obiettivi Strategici:
1. Rifiuto Esplicito: Il dirigente ha aggiunto che Hamas "non deporrà le armi". Il cuore del discorso è racchiuso nella frase: "nessuno può negarci il diritto di resistere con ogni mezzo anche con le armi".
2. Mantenimento della Forza Militare: La strategia di Hamas mira a "mantenere la forza militare" e l'influenza politica. L'organizzazione non rinuncia alle armi, cercando invece di mantenere il controllo senza doversi assumere formalmente la responsabilità del governo di Gaza. L'idea è continuare a combattere ("continuano a combattere e ci troverete sempre qui") anche se formalmente dovessero lasciare il governo di Gaza.
3. Disarmo Escluso dall'Accordo: Hamas accetta la prima fase dell'accordo—che include la fine della guerra, lo scambio di prigionieri e gli aiuti umanitari—ma "esclude di fermare il resto dell'accordo che prevede il disarmo" e il ritorno dell'autorità palestinese a Gaza.
 
Implicazioni per la Pace:
Il rifiuto di deporre le armi trasforma l'accordo da una potenziale pace in una semplice "pausa strategica". Questo è il classico della tattica o strategia islamista nota come Udna (tregua):
• Riorganizzazione: La tregua è vista come un momento per "riorganizzarsi" e tornare "più bipputi di prima".
• Fase Intermedia: Gli analisti concludono che Hamas non concepisce la pace come la fine del conflitto, ma come una "fase del conflitto" e cioè come una "pausa intermedia fra due guerre".
In sintesi, Hamas ringrazia per la tregua, ma "rifiuta di disarmarsi" e non cerca la pace. La situazione è definita un "capolavoro di ambiguità politica e comunicativa", dove l'accordo è essenzialmente un "accordo di sopravvivenza politica", che prelude a un "nuovo conflitto ancora più crudele e duro di quello attuale".
 
PE-n1414-cristiani-pellegrini.mm - I pellegrini occidentali si riuniscono sul Monte degli Ulivi o salgono sulle pendici del Golgota.
 
Nel 1099, dopo la prima crociata lanciata da Papa Urbano II, i cristiani tornano a Gerusalemme.
I pellegrini occidentali si riuniscono sul Monte degli Ulivi o salgono sulle pendici del Golgota.
Tutti hanno la profonda convinzione che, seguendo le orme di Cristo, sono già in cammino verso il cielo.
Il sentiero di montagna che conduce alla Terra Santa è lungo e pericoloso.
I pellegrini sono centinaia di famiglie di cristiani indifesi che camminano verso il Santo Sepolcro.
Sono costantemente attaccati da saccheggiatori che non esitano a uccidere uomini e a prendere donne e bambini per venderli come schiavi.
Le voci sull'insicurezza delle vie di pellegrinaggio arrivano in Occidente.
Nel millecentoquattordici, Hugues de Pince, un cavaliere champenois, decide di recarsi a Gerusalemme con otto compagni.
Crea una milizia religiosa in grado di proteggere i pellegrini e, più in generale, la Terra Santa.
Questo manipolo di uomini, chiamati i poveri cavalieri di Cristo, si lega ai Sanoani del Santo Sepolcro, che offrono loro i resti del loro pasto in cambio della loro protezione.
Ben presto, questa unica missione non li soddisfa più.
Questi cavalieri di Dio vanno a scortare e proteggere i pellegrini nei passaggi più pericolosi, soprattutto nel passo montano della Giudea, dove gli attacchi sono più frequenti.
Nel millecentoventi, Hugues de Pince ottiene il consenso del re di Gerusalemme per trasformare questa confraternita in un'istituzione monastica, indipendente e militare.
Il suo obiettivo è quello di partecipare più attivamente alla protezione del Regno di Gerusalemme e di tutti gli altri Stati latini d'Oriente.
Un anno dopo il loro arrivo in Terra Santa, Re Baldovino II dona il tempio di Salomone ai poveri cavalieri di Cristo.
È da questo momento che prendono il nome di Templari.
Oggi, uno scavo archeologico nel luogo stesso in cui si trovava il recinto del tempio di Parigi e la riscoperta presso l'Archivio Nazionale del rotolo degli interrogatori del processo ai Templari abbiamo deciso di riaprire un'indagine sulla storia di questo misterioso ordine per il quale il fascino rimane ancora un mistero.
Sette secoli dopo la loro brutale fine nel 1307, nel cuore di Parigi, la rue du Temple, o rue des Blancs-Manteaux, evoca la presenza dei Templari.
Sotto la sala del tempio sono stati scoperti resti archeologici direttamente collegati alla commenda templare di Parigi.
Strani cavalieri stanno cercando di smantellare la struttura metallica.
Sono iniziati i lavori di riabilitazione della sala. Una finestra di quattromila metri quadrati sarà aperta sulla storia della casa madre dei Templari di Francia, costruita nel 1152.
Per un anno, contemporaneamente all'avanzamento dei lavori, si svolgerà uno scavo archeologico unico nel suo genere. Gli archeologi dell'ufficio studi EVA dovranno lavorare sotto la pressione permanente delle macchine edili.
Finora sepolti nel seminterrato della sala, i resti degli edifici del recinto del Tempio di Paride saranno studiati prima di essere distrutti per sempre.
Gli oggetti che gli archeologi metteranno alla prova durante questo scavo saranno gli unici che le generazioni future avranno dei Templari parigini.
Eccoci dunque nella piazza del tempio, il che significa che oggi si tratta di una sala della seconda metà dell'Ottocento, che si trova accanto al municipio del terzo arrondissement. Inizialmente, infatti, ciò che ci interessa è che ci troviamo nel recinto del tempio, che è, tra l'altro, il recinto dei templi del Medioevo. E così noi, il nostro obiettivo come archeologi, è quello di intervenire prima dei lavori di riabilitazione che vengono intrapresi qui, e che prevedono, in particolare, il restauro della struttura. In questo scatto, possiamo vedere le strutture del recinto del tempio, con la chiesa, che si trova qui, il cui chalet si trova nel terrapieno dello scavo, la torre del tempio, e poi tutti gli edifici annessi, con probabilmente il chiostro qui, e quest'ala demolita, che che si cercherà di ritrovare nello scavo.
Quando abbiamo iniziato l'intervento archeologico, eravamo davvero nella sala, poi gradualmente siamo scesi nei livelli archeologici e infine siamo tornati indietro nel tempo. Spesso diciamo che è l'archivio della Terra, ed è stato davvero così. Siamo partiti dal XVIII secolo, siamo scesi al XVI e siamo arrivati al periodo dei Templari.
Fin dall'inizio del lavoro, una sorpresa attende gli archeologi.
Scoprono un cimitero medievale di dimensioni uniche.
Quasi duecento tombe li attendono.
I primi studi dimostrano che questo cimitero è direttamente collegato alla commenda templare e che le tombe sono organizzate in relazione al chiostro e all'abside della chiesa di Santa Maria.
Tuttavia, gli archeologi potranno perlustrare solo la parte a loro accessibile, la frangia orientale.
Il resto del cimitero, fino all'abside della chiesa, manterrà i suoi segreti.
L'Ordine del Tempio offre un quadro spirituale. Ha molte reclute di piccola e media nobiltà.
Questi nobili sono spesso cavalieri e sanno combattere.
Questi nuovi fratelli del Tempio partono rapidamente per le strade di Gerusalemme in battaglie sacre, le Crociate.
I Templari non sono solo monaci cavalieri.
Sono anche ingaggiati dai nobili per proteggere i loro beni.
Conservano nei forzieri il denaro e i gioielli che vengono loro affidati.
Trasportano anche questi beni, protetti dai loro soldati.
Consapevoli della pericolosità di questi spostamenti, utilizzano un metodo di trasferimento del denaro basato sul contratto di cambio, che consente di depositare o ritirare denaro a fronte di una lettera certificata dal Tempio.
Questa specialità permetterà loro di aumentare molto rapidamente la loro influenza in campo finanziario.
Ottengono la fiducia di un gran numero di re e nobili che affidano loro i loro tesori, protetti nelle fortezze templari.
I Templari traggono la loro forza anche da una rete di comandanti che si estende in tutto l'Occidente.
Queste aziende agricole producono i cibi per le fortezze della Terra Santa.
I proventi ottenuti con le attività finanziarie, agricole e immobiliari
permettono di finanziare due secoli di Crociate.
In Occidente non si combatte. Le case dei templi occidentali non sono castelli.
Non c'è difesa delle strade, non c'è difesa dei crocicchi, come a volte immaginavamo.
come a volte abbiamo immaginato. No, sono contadini, agricoltori, signori, proprietari di terre, contadini il più delle volte, gestori di attività commerciali o artigianali nelle città, ecc.
In questa casa-tempio si trovano gli edifici agricoli, la loggia del comandante e dei fratelli, una cappella, un cortile, a volte uno stagno, a volte un mulino, insomma, tutto ciò che serve per gestire un grande dominio agricolo. La casa come spazio di vita della piccola comunità templare e come centro di sfruttamento dei domini, soprattutto quelli rurali, e la commenda, unità amministrativa di base, l'unità superiore essendo la provincia, e infine il governo centrale, ci sono i tre livelli.
Il tempio è probabilmente una delle prime manifestazioni della ricerca di una vita spirituale completamente adattata al mondo secolare.
La regola stabilisce il quadro di questa vita spirituale, gli obblighi, i vincoli della vita nella commenda, nella casa e la ricerca della salvezza. Chi entra nel tempio vi entra per realizzare la propria salvezza.
Costruita nel millecentosettantasei, la chiesa templare della commenda di Arville è una delle più antiche di Francia.
Perfettamente restaurata, offre una rara testimonianza della ricchezza dell'architettura templare.
La sua cornice a forma di barca è un simbolo dei numerosi viaggi tra l'Occidente e l'Oriente.
I sacerdoti templari avevano accesso diretto dalle loro logge per venire a riunirsi fuori dalle messe.
Le croci templari e le icone che adornano questa chiesa fin dal Medioevo sono tante testimonianze che ci avvicinano alla vita quotidiana dei Templari.
Dalla creazione dell'Ordine del Tempio nel 1129, l'afflusso dei Templari è stato dilagante.
In tutto l'Occidente le donazioni sono molto numerose e i Templari hanno una rete di centinaia di commanderie.
I castelli sono le costruzioni templari più imponenti e si concentrano essenzialmente in Spagna, sul fronte della brughiera.
Protetti da possenti mura e popolati da molti fratelli, la loro funzione era quella di roccaforte.
La fortezza di Tomar, nel centro del Portogallo, con la sua chiesa circolare costruita sul modello del Santo Sepolcro di Gerusalemme, testimonia la potenza templare.
A Parigi, è nel recinto del Tempio che il re di Francia conserva il tesoro del regno.
Il re d'Inghilterra custodisce il suo tesoro nel New Temple di Londra.
La corona e gli archivi del re d'Aragona sono custoditi nella fortezza templare di Monson.
I Templari si stabiliscono anche nei porti.
Gli scambi marittimi con la Terra Santa sono essenziali.
I ponti delle imbarcazioni si riempiono di merci e prodotti provenienti direttamente dalle commende. Cereali, bestiame, cavalli, oli e vini partono da Collioure, Marsiglia o Jeanne.
Le navi templari si imbarcano contemporaneamente ai nuovi combattenti.
Per condurre la Guerra Santa in Oriente, i Templari si affidano a fortezze come il castello di Montreal, costruito nel 1115.
Dopo la sorpresa della Prima Crociata,
gli eserciti musulmani si organizzano. I Templari costruiscono rapidamente una dozzina di roccaforti per dispiegare il loro esercito in tutta la Terra Santa, da Gerusalemme ad Antiochia.
Le battaglie contro gli Ayyubidi prima e i Mamelucchi poi, non sono permanenti.
In duecento anni di guerra, si contano solo venti battaglie importanti, tra cui la battaglia di Hattin, dove l'esercito dei Franchi e dei Templari fu praticamente annientato.
Il resto del tempo, ci sono incursioni e scontri tra clan che mantengono la tensione permanente tra gli Stati franchi e gli Stati musulmani.
I Templari formano un esercito di mestiere. Le fonti descrivono bene e mostrano bene le qualità militari proprie di queste truppe.
È la disciplina, la coerenza di questi eserciti, e il fatto che sono costantemente mobilitati, rapidamente mobilitati. Sono i primi a combattere e gli ultimi a lasciare il campo di battaglia, secondo una formula che si ritrova più volte nelle fonti dell'epoca.
Ci sono combattimenti a piedi.
Abbiamo alcune cose interessanti su come organizzare l'esercito in una marcia in cui verrà attaccato. Pensiamo sempre al campo di battaglia. Ci sistemiamo in un campo e poi partiamo. Ma ci sono anche battaglie in corso. Ci sono state molte sconfitte. Ci sono state anche vittorie. Ci sono state anche molte sconfitte.
Nelle sconfitte, ovviamente, ci sono stati parecchi morti, molti prigionieri, e poi c'è la fuga.
Semplicemente, è vietato fuggire ed è un grave errore, fino a quando il gonfannon, cioè, il segno del tempio, il vexillum, la bandiera del tempio, è issata sul campo di battaglia.
A Parigi, gli Archivi Nazionali conservano la più importante collezione di documenti dei Cavalieri del Tempo.
Cinquecento archivi rari e preziosi raccontano la storia dei Templari dal 1129, data di creazione dell'ordine, fino alla sua brutale fine nel 1307.
Alcuni archivi unici richiedono un'attenzione particolare per essere conservati nelle migliori condizioni possibili.
Oggi Guylain Brunel, curatore dell'Archivio Nazionale, apre le porte dei laboratori di restauro. Alcuni di questi pezzi eccezionali porteranno alla nostra indagine indizi preziosi che ci permetteranno di comprendere meglio il ruolo dei Templari durante i due secoli in cui il loro potere era senza pari.
Abbiamo una lettera indirizzata dal Patriarca di Gerusalemme, dal Gran Maestro dell'Ordine del Tempio, Thomas Berard, una figura molto importante degli anni Duemila e poi dal Gran Maestro degli Ospedalieri.
È indirizzata a Luigi IX per ottenere un aiuto finanziario per i debiti contratti per aiutare la Terra Santa.
Dal momento che l'atto è stato dato ad Acri, che è la capitale degli Stati Latini d'Oriente dopo la caduta di Gerusalemme, si ha il Patriarca di Gerusalemme, che è rifugiato ad Acri, naturalmente, e poi i capi dei due ordini militari, il Gran Maestro del Tempio, con il classico salto dei due Templari sullo stesso cavallo, e poi il salto degli Ospitalieri.
I Templari erano una delle organizzazioni che anticipavano il denaro per pagare questo contingente militare, e quindi fungono da intermediari tra i reali e la Terra Santa, perché sono in grado di ottenere prestiti dai mercanti italiani o di disporre di riserve monetarie proprie che permettono loro di pagare le cose.
Ma è molto interessante il meccanismo finanziario, il meccanismo di pagamento dei contingenti militari, delle Crociate. Ci sono ancora diversi documenti rimasti, e in particolare un pontificio bolla dell'inizio del XII secolo che spiega che i fedeli che daranno soldi e mezzi ai Templari saranno puniti per i loro peccati. Quindi con la figura di San Paolo e San Pietro sulla parte superiore della bolla, mentre in basso abbiamo il nome del Papa che è inciso, Celestino II.
In poche vie degli Archivi Nazionali, lo scheletro della Sala del Marché du Temps si rivela a poco a poco.
a poco a poco. Gli archeologi hanno perlustrato il sito per due mesi.
Appaiono le fondamenta degli edifici della vita convenzionale dell'enclave e rivelano l'organizzazione della commenda parigina situata in una zona rurale al di fuori dell'enclave di Filippo.
Gli archeologi scopriranno l'abside della chiesa di Maria Santissima del Tempio, una parte del chiostro ed elementi dell'altare del Gran Priore.
Si scopre anche il muro del cimitero medievale.
Tutti questi elementi costruttivi ben riconoscibili permettono agli archeologi di individuare con la massima precisione possibile la disposizione dell'enclave del Tempio di Parigi.
La piazza del Tempio è stata divisa in tre zone, anche il nostro intervento, per permettere che la co-attività si svolga correttamente. In questa zona ci siamo imbattuti nella rotatoria, di cui conoscevamo l'esistenza. Quelle che vedete sono le fondamenta di questa rotonda. A partire dal XII secolo, questa zona fu data ai Templari dal re. Essi riempirono l'area con fossati di drenaggio, che in parte abbiamo trovato qui.
Dal XII secolo, l'enclave del Tempio di Parigi è un luogo esente da tasse.
Molto rapidamente, molti mercanti vengono a stabilirvisi.
Questa rotonda è stata costruita per ospitare i negozi in modo più sano.
Con il passare dei mesi di scavo, i ricercatori tornano indietro nel tempo attraverso i percorsi archeologici.
Abbiamo trovato qualcosa di molto carino, un sistema idraulico con rete idrica pressurizzata e distribuzione dell'acqua all'interno del recinto. Avevamo installato il sistema, ma non sono mai stati trovati resti, quindi questa è la prima volta.
Gli ecclesiastici dell'epoca avevano accesso all'acqua corrente, cosa davvero molto rara all'epoca.
D'altra parte, si pensa anche, ma per il momento è solo un'ipotesi di lavoro, che i Templari si siano offerti di portare acqua ai parigini.
Infatti, nella topografia, troviamo una vecchia strada proprio accanto a Rue de la Fontaine aux Rois.
E si dice che sono i Templari a portare l'acqua corrente, ad alimentare le fontane agli abitanti del quartiere. Il contributo dell'acqua corrente,
non ce ne rendiamo conto, ma è qualcosa di abbastanza difficile, una buona acqua pulita come quella, è qualcosa di abbastanza difficile da avere, almeno nel Medioevo.
La presenza di sei pozzi scavati dopo l'occupazione dei templari stupisce gli archeologi.
Cercano questi pozzi per datarli e cercano negli archivi nazionali elementi relativi alla loro fabbricazione.
Scoprono che la loro data di costruzione coincide con un conflitto tra i Templari e i loro vicini, i monaci di Saint-Martin-des-Champs, che beneficiavano della rete idraulica.
L'acqua che passa attraverso la commenda, i Templari decidono di tagliare l'acqua ai monaci, e questo spiega perché i monaci sono stati costretti a scavare questi pozzi.
Settimana dopo settimana, le squadre di archeologi si succedono e scoprono nuove strutture.
Riveleranno una grotta perfettamente conservata e direttamente collegata alla Chiesa di Santa Maria del Tempo.
La Chiesa di Santa Maria del Tempio, del recinto del Tempio, quindi di Parigi, è costruita sul modello del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ed è esattamente quello che abbiamo trovato, per esempio, ancora in evasione alla Temple Church di Londra.
La Temple Church è la più famosa delle chiese templari in Inghilterra, anche se esistono ancora molte chiese templari. Poiché viene ancora utilizzata ogni domenica, ci si dimentica che un tempo apparteneva ai Templari.
I Templari costruivano chiese sul modello del Santo Sepolcro di Gerusalemme affinché i credenti occidentali ricordino ciò che fecero in Oriente per difendere i cristiani.
I pellegrini che si recavano a Gerusalemme andavano a visitare il Santo Sepolcro, la tomba vuota dove non c'era il corpo di Cristo la mattina di Pasqua, giorno della sua resurrezione.
Era un chiaro simbolo per promuovere l'ordine. Questo è ciò che facciamo, ci prendiamo cura dei pellegrini e difendiamo il Santo Sepolcro.
La Chiesa del Tempio di Londra possiede un gran numero di ghizani molto ben conservati, ma non sappiamo di chi siano.
Quando i ricercatori li studiarono in dettaglio nel 1840, la maggior parte degli scudi aveva perso la vernice e l'armatura, che avrebbero dovuto identificarli.
Negli anni milleottocentoquaranta, storici e antiquari studiarono i Jizan per scoprire la loro identità.
Ci sono scritti che descrivono chi erano questi nobili influenti del XIII secolo che sono stati sepolti lì. Erano dignitari e sostenitori dell'ordine, come Guglielmo Maresciallo il Grande, che partecipò alle crociate intorno al 1180.
Era un alleato di Riccardo Cuor di Leone, Re Giovanni e Re Enrico III.
Era una figura storica molto importante e conosciuta all'epoca.
Per quanto ne sappiamo, nessuna delle tombe dei Templari porta un nome o un marchio, quindi non abbiamo idea di chi siano.
Pensiamo che qui siano sepolti i maestri inglesi dell'Ordine, ma non sappiamo dove siano i corpi.
Il fatto che il terreno sotto i nostri piedi venga regolarmente inondato
significa che i corpi non si sono conservati per molto tempo.
Non dobbiamo quindi aspettarci di trovare le tombe dei Templari sotto i gazan.
Attraverso l’intero scavo della Piazza del Tempio, abbiamo riesumato più di seicento sepolture risalenti all’era moderna e, nello stesso luogo, abbiamo trovato cento79 sepolture medievali. Per il periodo templare abbiamo a che fare con diverse modalità di sepoltura, avremo diversi riti. Quindi le prime
sepolture che abbiamo potuto riesumare erano antropomorfe, vale a dire che si tratta semplicemente di una fossa scavata nel terreno, ma che ricalca la forma del corpo.
Il novanta% degli individui era di sesso maschile, il che è coerente con il reclutamento che avremo per una comunità religiosa, composta da uomini, come i monaci Templari. Siamo quindi quasi certi di trovarci di fronte ai monaci della commenda templare.
In generale, come a Temple Church a Londra, i soggetti privilegiati sono piuttosto vivaci all'interno della chiesa, mentre durante lo scavo abbiamo avuto l'opportunità di scavare il cimitero all'esterno della St. Mary's Church of the Temple, dando accesso alla popolazione che vive nel recinto . A seconda della loro ubicazione nel cimitero e in base alle osservazioni che abbiamo potuto fare sulle ossa, abbiamo visto chiaramente che le persone sepolte in questa parte del cimitero svolgevano attività diverse, e quindi erano le persone che custodivano il luogo recinti vivi, in realtà piuttosto che quelli che si trovano nelle sfere più alte della commenda.
Noi archeologi abbiamo una visione molto prosaica delle cose. Conosciamo anche un po' di storia, e non ci aspettiamo di trovare il tesoro dei Templari o dei Bûcher. No, non è con questo spirito che siamo andati lì. È per capire come vivevano, attraverso gli oggetti che si possono trovare, gli edifici, come sono organizzati, orientati l'uno verso l'altro, e poi anche in relazione alle sepolture, quali erano i riti, ecc. Quindi, per noi, si trattava di capire un po' come si erano insediati, se si trovavano davvero nelle paludi o meno.
In breve, l'intero processo di strutturazione e di evoluzione, e poi non solo sui Templari, ma anche per i secoli successivi, visto che anche noi abbiamo cercato per un lungo periodo di tempo. Per quanto riguarda le ceramiche d'arredo rinvenute, soprattutto in cantina e in una fossa di rigetto proprio a Tenant, abbiamo trovato pali parigini di grandi dimensioni di diversi moduli, quindi di diverse altezze,
degli oggetti abbastanza classici di fine XIII e inizio XIV secolo abbiamo trovato coppe polilobate e piccoli vasi per le bevande. Questo set è stato scoperto nel contesto di un rifiuto. Possiamo quindi ipotizzare che gli operatori dell'ospedale abbiano apportato modifiche alla gestione dei lavori nel recinto.
finalmente eliminano metà degli oggetti lasciati dai Templari, incluso il vaso che abbiamo trovato in scarto, probabilmente loro appartenente.
Beh, non è male.
Lo scavo è iniziato sei mesi fa.
La scoperta di un gran numero di oggetti della vita quotidiana appartenenti ai Templari è eccezionale.
Queste testimonianze, risalenti al XIII e XIV sec, sono in un notevole stato di conservazione.
Informano gli archeologi sui metodi di fabbricazione della ceramica dell'epoca, ma anche sulle tendenze legate all'arte della tavola nella commenda parigina.
Dei centosettantanove sepolcri trovati, venti avevano ceramiche, fornendo indizi sul rituale al momento dell'inumazione. Tuttavia, gli effetti personali trovati erano pochissimi. Siccome erano monaci, non venivano inumati con i propri oggetti personali. Non troverete mai un monaco cavaliere sepolto con la sua arma.
Per quanto riguarda il metodo di sepoltura, abbiamo degli indizi. Innanzitutto sul modo in cui furono sepolti attraverso i mobili che troveremo. Possiamo trovare spille per biancheria e passanti per cintura. E poi, dopo tutto quello che riguarda il funerale, avremo elementi come la ceramica, che ci diranno quale fosse il rituale che accompagnò la cerimonia. Ad esempio, i vasetti di incenso che abbiamo trovato attorno ad alcune sepolture erano chiaramente usati, abbiamo proprio forato la ceramica e vediamo le tracce di fuoco che l'incenso ha lasciato all'interno del vaso, il che dimostra che veniva utilizzato nella cerimonia.
Alla ricerca, continua lo studio del cimitero.
La scoperta di una tomba, situata molto vicino all'abside della chiesa di Santa Maria del Tempio, incuriosisce gli archeologi.
La tomba di questo templare, costruita in ceramica e ornata da numerosi incensieri, non poteva che essere di un dignitario dell'ordine.
Come identificare un uomo con così pochi elementi?
La scoperta di un'ansa di bronzo fornisce agli archeologi un indizio prezioso sul rango di quest'uomo.
Questa ansa ci permette di immaginare che questo Templare potesse essere vestito con un camice bianco ornato da una croce rossa, simbolo di appartenenza all'ordine del tempio.
La vicinanza di questa tomba all'abside della chiesa parigina ci riporta a Londra.
Nella Temple Church, alcune tombe sono state costruite anche all'esterno.
Questa situazione privilegiata dimostra l'importanza del defunto.
Il Templare scoperto nel cimitero del Tempio di Parigi,
potrebbe essere un dignitario dell'ordine?
Non appena vengono mossi i primi passi, Marion Bernard, che restaura l'ansa, rivela il metallo protetto da una ganga di corrosione.
Il prodotto che applica rivela che l'ansa non è solo di bronzo, ma che il bronzo è d'oro.
La datazione porterà la conferma che l'uomo che lo indossava ha vissuto nel recinto tra il XIII e il XIV secolo.
Dopo diverse ore di lavoro meticoloso, l'ansa rivela dettagli che mostrano il prestigio dell'oggetto.
Questi nuovi elementi ci portano ancora una volta a Londra.
Il gizan di un alto dignitario templare inglese sepolto nell'abside della Temple Church porta un anello molto simile a quello scoperto durante la ricerca del recinto parigino.
Tutte queste informazioni messe insieme dimostrano che il Templare parigino ricevette un'attenzione particolare durante la sua sepoltura.
Gli archeologi potrebbero aver scoperto un dignitario del recinto del Tempio di Parigi.
Siamo ai margini del cimitero, siamo davvero all'estremità orientale.
Stiamo infatti controllando i limiti di un deposito funerario.
Ogni tomba è diversa, sia per la posizione dello scheletro, sia per il fatto che sia stata tagliata o meno da altre strutture, sia per la costruzione o per altre tombe più recenti.
Cerchiamo una bara nella fossa o meno, se ci sono tracce di vincoli, un'architrave.
Per tutti i periodi, dall'epoca moderna a quella medievale, ci si interroga e ci si aspetta qualcosa di diverso. Francamente, non è affatto monotono, al contrario.
Questo cimitero medievale studiato nel cuore di Parigi e lo scavo di tutte le tombe e degli oggetti dei Templari dimostrano l'importanza del lavoro degli archeologi.
Queste testimonianze sulle modalità di sepoltura dei Templari sono uniche.
Forniscono nuove informazioni per la comprensione della storia dell'Ordine.
Oggi, Guylain Brunel sta lavorando allo scavo della Piazza del Tempio.
Gli archeologi stanno scavando da dieci mesi.
Questo scavo è straordinario, perché rivela allo stesso tempo tutta la disposizione di questa parte del recinto del Tempio, quindi la struttura idraulica, la chiusura del cimitero, che ci avvicina alla vita quotidiana fratelli templari che vivevano qui e degli abitanti del recinto.
E poi, in secondo luogo, abbiamo ancora una visione molto bella di un cimitero medievale e moderno, che è ancora molto raro a Parigi, con diverse decine e decine di tombe, con diversi metodi di sepoltura, e poi le diverse forme di tombe, tombe in materiale duro per alcuni personaggi.
Quindi c'è una moltitudine di dati da interpretare, ma vediamo subito che si tratta di un sito molto ricco.
E i cimiteri hanno ancora un lato in movimento, perché all'improvviso abbiamo davanti agli occhi una popolazione, generazioni di popolazioni che hanno vissuto nella Parigi medievale.
È vero che lo storico immagina subito la vita di questi personaggi, li abbiamo davanti agli occhi. È comunque uno shock, credo, per un una persona viva, vedere queste generazioni che risalgono al XII secolo, che si confrontano con se stesse.
Il cimitero del recinto del Tempio di Parigi è unico.
Gli scheletri dei suoi fratelli Templari, scomparsi settecento anni fa, riemergono dal passato come fantasmi della storia.
Sono il tesoro di archeologi e storici.
In un anno di scavi, e questo su quattromila metri quadrati, sono stati ritrovati pochissimi oggetti di vita quotidiana.
Alcune monete, Philippe I e Philippe Lebel, appartengono chiaramente al periodo di ieri.
Della chiesa di Santa Maria del Tempio, distrutta dalla Rivoluzione francese, sopravvivono solo una cappella e un doccione.
Sono gli ultimi resti di questa chiesa, un tempo maestosa come il Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Per quasi due anni, Elodie Vermuth, l'antropologa dello scavo del Tempio di Parigi, studia gli scheletri di tutti i Templari rinvenuti sul terreno.
Il suo lavoro ha messo in luce dati preziosi.
Il popolamento del cimitero templare, in Place du Temple, è un caso da manuale, è davvero l'esempio di un cimitero ecclesiale, poiché si tratta di un reclutamento preferenziale di uomini di tutte le età. Abbiamo osservato che piuttosto vivevano un ambiente di vita favorevole, poiché non hanno avuto postumi o traumi dovuti ad una vita piuttosto dura. D'altra parte, abbiamo notato che preferivano vivere in un ambiente più tranquillo, praticavano attività diversificate, quindi non potremo distinguere un banchiere da un cavaliere, da un monaco o da uno scudiero, ma questo ci dà una panoramica di lo stato di salute della popolazione.
Quando scavi una tomba, è sempre fantastico scoprire un nuovo individuo.
Sappiamo benissimo che si tratta di una persona, la trattiamo con rispetto, ma ci deve essere un certo distacco, perché essere allo stato scheletrico permette questa distanza con l'individuo, e ci protegge anche in un certo modo, perché noi allontanarci un po’ dalla morbilità e dalla nostra stessa morte.
Poi ci sono elementi che possono avvicinarci, per esempio quando studiamo le patologie, ci permette di dare degli indizi sulla sofferenza che l'individuo può aver vissuto, e lo sentiamo comunque, siamo consapevoli del dolore che deve aver provato.
C'è anche il ritrovamento di effetti personali, che può essere un po' inquietante. Per esempio, nel cimitero moderno, possiamo trovare elementi organici come i capelli, oppure abbiamo trovato effetti personali come i lobi delle orecchie, e questo ci avvicina davvero agli individui.
Dobbiamo mantenere il distacco per evitare la morbilità.
Per due secoli, i Templari hanno acquisito potere e ricchezza in tutto l'Oriente e l'Occidente.
Governano un vero e proprio patrimonio, diverse centinaia di campi agricoli, decine di fortezze e navi.
Hanno inoltre acquisito e mantenuto la fiducia dei re e dei papi che si sono succeduti.
La loro competenza in finanza è unica. L'esercito sembra imbattibile.
Nulla sembra poter fermare questa ascesa spirituale, economica e militare.
La loro devozione a Cristo non dà limiti alle loro ambizioni, perché sanno che Dio li assolverà da tutti i peccati che commetteranno.
Tuttavia, con la perdita di Saint-Jean-d'Acre, il 28 maggio 1291, è l'esistenza stessa dell'Ordine del Tempio a essere messa in discussione.
Come giustificare la sua ragione d'essere?
Cosa fare di un Ordine così potente, ma senza scopo?
Per diversi anni, il conflitto tra il Papa e il Re di Francia sul futuro dell'Ordine è stato permanente.
Nella confusione con Papa Clemente V, Re Filippo il Bello decide di organizzare l'arresto dei Cavalieri del Tempio.
L'arresto dei Templari da parte di Filippo Lebel è un caso che ha richiesto tempo per essere avviato. Infatti, per diversi mesi, la squadra governativa aveva indagato sui Templari perché c'erano voci che giravano su di loro. I rinnegati, persone che avevano lasciato il Tempio, stavano diffondendo voci su riti segreti, su inconvenienti, sull'accumulo di ricchezze, sul fatto che non praticavano la povertà, come era consuetudine per i monaci.
E così queste accuse, Nogaret mise delle spie all'interno dell'ordine per trovare accuse in buona e cattiva fede.
I Templari vengono arrestati su ordine di Filippo Lebel, in virtù di un ordine firmato nel settembre 1307.
Il mandato di arresto fu preparato il quattordici settembre. Fu inviato in segreto a tutti gli ufficiali reali di tutto il regno, e la data doveva essere tenuta segreta. E la mattina di venerdì tredici ottobre, tutti i gendarmi del re, i cavalieri, gli uomini della parte locale, circondarono la sede dei Templari e arrestarono tutti. I fratelli, e poi i servi, le lattaie che si occupavano dello sfruttamento rurale, per esempio. E poi abbiamo fatto l'inventario di tutto quello che c'era nella sede dei Templari, pezzo per pezzo, grano per grano, ramo per ramo, e poi l'inventario di tutto il personale di questi Templari. Pochissimi Templari sfuggirono a questo arresto. Gli archivi reali citano una quarantina di nomi.
Il giorno dopo l'arresto i Templari vengono radunati nel Giardino di Notre-Dame e mostrati al popolo come eretici.
Questo metodo di propaganda dell'arresto dei Templari è stato messo in atto da Philip Lebel per manipolare l'opinione pubblica e giustificare la sua scelta di sciogliere l'Ordine del Tempio.
Ed ecco il primo interrogatorio conservato, che si svolge a Lille-aux-Monts e a Troyes, nello Château-Comptal, il giorno successivo all'arresto, poiché era la domenica del quindici ottobre 1307.
È in definitiva l'allestimento dell'interrogatorio, dell'inquisizione, una sperimentazione della tortura e dell'interrogatorio dei prigionieri.
È un documento in forma molto solenne.
E qui ci sono solo tre Templari che vengono interrogati per questo grande documento.
Abbiamo tre Templari molto diversi tra loro, perché abbiamo un giovane che è appena entrato nell'ordine del Tempio, e poi abbiamo un dignitario, Raoul de Gisy, che era un dignitario templare che faceva molti ricevimenti in Champagne. Lo conosciamo perché si recava in diverse cappelle per ricevere i giovani. E soprattutto, questo Raoul de Gisy aveva un ruolo finanziario con il Re. Era quindi una sorta di funzionario reale.
Gli Archivi Nazionali conservano preziosamente il patrimonio manoscritto della Storia di Francia.
Nel duemilatré, Guylain Brunel riscopre un documento unico della fine della storia dei Templari.
Restaura questa pergamena in latino, lunga ventidue metri, prima di studiarla per due anni.
È questo documento raro e prezioso che ci rivelerà oggi per darci le chiavi della fine dell'Ordine del Tempio.
Quello che ho appena realizzato è quindi l'interrogatorio verbale dei Templari imprigionati a Parigi e che furono interrogati dalla polizia reale e dall'inquisizione a partire dal 19 ottobre 1307, quindi sei giorni dopo l'arresto. Questi interrogatori furono condotti dall'Inquisitore di Francia, che aveva ricevuto dal Papa la delega a indagare su tutti i crimini di eresia.
Così il re Filippo Lebel chiese al suo inquisitore, che era il suo confessore, di lanciare le accuse di eresia e di interrogare i Templari in base a queste accuse.
I Templari più commoventi sono quelli che sappiamo essere stati torturati in modo sicuro.
E poi ci sono sono ancora più commoventi e soprattutto più resistenti sono quattro Templari dei centotrentotto che non hanno confessato nulla.
Questi sono tipi tosti.
Hanno detto che non è successo nulla e tutto ciò di cui sono accusati è falso.
E troviamo due di loro ancora in prigione a distanza di tre anni, cioè, di fatto, non hanno mai confessato.
Sono persone che hanno sempre resistito. Quindi ovviamente si tratta di un esempio, forse minoritario, ma straordinario. Questi Templari sono stati arrestati in seguito a diverse accuse, soprattutto sulle modalità di accoglienza dei giovani fratelli nell'ordine, che è la cosa fondamentale.
Così sono stati accusati di averli costretti a rinnegare Cristo al momento dell'accoglienza, a sputare sulla croce, sia essa dipinta o scolpita, e poi a scambiarsi baci osceni con chi li riceveva nell'ordine, quindi sulla bocca, sull'ombelico, sul fondo schiena. Inoltre adoravano un idolo durante il loro capitolo generale, una statua di cui non conosciamo i dettagli. Ma in ogni caso, erano accusati di avvicinarsi al diavolo in un certo modo.
La maggior parte dei Templari veniva rilasciata quando confessava la propria colpa.
Pensiamo che ci siano stati circa mille Templari arrestati in tutto il regno.
E poi c'erano al massimo ottanta o novanta che erano sull'altare.
Questi sono coloro che furono condannati come negligenti perché prima avevano confessato la loro colpa e poi avevano ritrattato la loro confessione. C'era un grande altare a maggio, di 54 Templari, con pochi altri altari nella provincia.
Ma di questi ottanta Templari salirono all'altare, tra cui infine Jacques de Molay nel 1314. Coloro che non avevano mai confessato la loro colpa, l'irriducibile, non furono assolti dalla Chiesa, non beneficiarono della clemenza del re e furono imprigionati a vita.
Il Concilio di Vienna rappresenta il punto di arrivo di tutte le indagini delle commissioni pontificie contro l'Ordine.
Il suo ruolo è quello di decidere se l'Ordine del Tempio era colpevole e, in caso affermativo, e, in caso contrario, cosa fare.
La conclusione è stata che il Tempio fu abolito senza essere condannato.
Nel marzo milletrecentododici, il Papa spiegò che allo stato attuale delle cose, delle indagini, non poteva condannare il tempio come eretico, ma che il tempio, essendo stato così diffamato dai cinque anni di procedimento contro di lui, ovviamente, non ne rimaneva più nulla, che non era più utile alla Chiesa e che, di conseguenza, lo stava abolendo.
All'età di settantuno anni, Jacques de Molay, l'ultimo maestro del Tempio, viene condannato all'ergastolo.
Ma egli contesta il verdetto e torna alle sue accuse.
Anche Geoffroy de Charnay, precettore di Normandia, si ritira.
Filippo Lebel viene a conoscenza di questo ribaltamento.
Adirato, decide di bruciarli vivi la sera stessa sull'isola della Cité.
Questo rogo, che avrà luogo il diciotto marzo milletrecentoquattordici,  metterà definitivamente fine all'Ordine dei Cavalieri del Tempio.
 
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PE-n1415-ordine-templari.mm - l'intera storia dell'Ordine dei Templari, iniziando dalla sua origine nel 1114 con Hugues de Pince in Terra Santa,
 
Il filmato documentario traccia l'intera storia dell'Ordine dei Templari, iniziando dalla sua origine nel 1114 con Hugues de Pince in Terra Santa, dove un gruppo di cavalieri indifesi si unì per proteggere i pellegrini vulnerabili. Rapidamente evoluto in una potente istituzione monastica-militare e finanziaria, l'Ordine divenne fondamentale per finanziare le Crociate e gestire enormi ricchezze in tutta Europa. La narrazione prosegue descrivendo l'eccezionale scavo archeologico in Place du Temple a Parigi, che ha rivelato la struttura della Commenda Templare e un vasto cimitero medievale di soli uomini, fornendo preziose informazioni sulla vita quotidiana e sui rituali di sepoltura dei monaci. Infine, il documentario esplora il drammatico scioglimento dell'Ordine nel 1307 ad opera di Filippo il Bello, basato su accuse di eresia, e culmina con la rilettura di rari documenti d'archivio che gettano luce sugli interrogatori e la fine brutale dei Templari nel 1314.
 
 
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PE-n1416-templari.mp3 - Il dialogo sui templari a voce
 
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PE-n1416-templari-dialogo.mm - Parliamo oggi di un nome che, insomma, evoca subito mistero, potere, leggenda. I Cavalieri Templari.
 
Benvenuti a questo nostro approfondimento. Parliamo oggi di un nome che, insomma, evoca subito mistero, potere, leggenda. I Cavalieri Templari.
Eh, già.
Sono passati sette secoli dalla loro fine. Una fine drammatica. Eppure il loro fascino è ancora incredibilmente vivo. Anzi, direi che recenti scoperte archeologiche proprio nel cuore di Parigi, insieme al ritrovamento di documenti chiave del processo, stanno aggiungendo capitoli nuovi molto intriganti.
Proprio così. E l'obiettivo di oggi è proprio questo, provare a separare un po' il mito dalla realtà storica. Useremo come guida le fonti, i documenti, ma anche, appunto, i ritrovamenti archeologici più recenti.
Bene,
esploreremo le loro origini che sono sorprendentemente umili, poi la loro ascesa fulminia ha un potere quasi quasi inimmaginabile e poi le loro innovazioni eh soprattutto in campo finanziario che sembrano quasi moderne.
Davvero interessante.
Sì. E poi le nuove informazioni dagli scavi di Parigi, ma non solo. e naturalmente le circostanze oscure, brutali della loro caduta.
Perfetto. Allora, partiamo dall'inizio. Siamo nel 1100, più o meno, subito dopo la prima crociata. Gerusalemme è di nuovo cristiana, ma per i pellegrini, beh, arrivare in Terra Santa era un'impresa pericolosissima.
Guarda, le cronache dell'epoca dipingono un quadro terribile. Pellegrini indifesi, famiglie intere, venivano continuamente assaliti lungo le strade, specialmente nei tratti più verso Gerusalemme, sai?
Immagino.
Uomini uccisi, donne, bambini, rapiti, venduti come schiavi. C'era un'insicurezza palpabile. Davvero? È proprio in questo clima che intorno al 1114 un cavaliere francese, un certo Huges de Payense, insieme ad altri otto compagni decide di fare qualcosa.
Però non nascono subito come un grande ordine militare, giusto? L'idea iniziale era, diciamo, più limitata.
Esatto. Esatto. fondano una piccola milizia religiosa, si chiamavano i poveri cavalieri di Cristo e lo scopo era proprio quello, offrire una scorta armata ai pellegrini lungo le strade più pericolose.
Quindi un servizio di protezione in pratica.
Sì. E ricevettero aiuto all'inizio dai canonici del Santo Sepolcro che davano supporto in cambio di questa protezione, ma l'ambizione era destinata a crescere, diciamo.
Ecco. E come avviene questo salto di qualità?
Succede nel 1120. Yug de Pens riesce a convincere il re di Gerusalemme, Baldovino II, ottiene il permesso di trasformare quella che era una confraternita, insomma, in un vero e proprio ordine monastico e militare indipendente.
Ah!
E a quel punto l'obiettivo si allarga parecchio, non solo proteggere i pellegrini, ma contribuire attivamente alla difesa del regno di Gerusalemme, degli stati crociati in generale.
E il nome Templari arriva da lì?
Sì, praticamente subito dopo, l'anno seguente. Il re concede loro un quartier generale molto prestigioso, anche simbolico, un'ala del suo palazzo che sorgeva sull'aria del vecchio tempio di Salomone.
Ah, ecco perché.
Esatto. E da quel momento diventano famosi come i cavalieri del tempio, i Templari, appunto.
Una delle cose più affascinanti, secondo me, è questa loro doppia natura, monaci e guerrieri. Come conviveano questi due aspetti così diversi?
Era proprio la loro cifra distintiva, direi. Da un lato seguivano una regola monastica molto severa, simile a quella benedettina o cistercenze. Questa regola definiva la vita spirituale, la preghiera, la vita comunitaria, la ricerca della salvezza dell'anima.
Molti entravano per motivi spirituali, quindi
sì, sì. Molti membri, spesso della piccola o media nobiltà entravano nell'ordine proprio con questa motivazione, salvare la propria anima combattando per la fede.
Dall'altro lato però c'era l'impegno militare totale, soprattutto in Oriente. Le fonti li descrivono come una forza d'elite, vero?
Assolutamente. Nelle crociate erano considerati la punta di diamante degli eserciti cristiani, famosissimi per la disciplina ferrea, la coesione quasi leggendaria, si diceva, sì.
E la capacità di mobilitarsi in fretta. Erano spesso i primi a lanciarsi nella battaglia e gli ultimi a ritirarsi. Combattevano molto efficacemente sia a cavallo che a piedi, eh, e avevano sviluppato tattiche specifiche, persino per resistere agli attacchi durante le marce. C'era poi una regola inflessibile.
Quale?
Vietava la fuga finché il loro stendardo, il gonfalone bianco e nero, sventolava sul campo di battaglia. Dovevano resistere fino all'ultimo.
Incredibile. Quindi l'immagine del templare è soprattutto quella del guerriero in Terra Santa, ma mi sembra di capire dalle fonti che la loro vita in Europa, in Occidente, fosse molto diversa. Non erano solo spade e fortezze, giusto?
No, affatto. E questa è una sfumatura importante, secondo me. Le Templari in Occidente, cioè le loro sedi locali, non erano primariamente strutture militari, anzi.
E cosa facevano allora?
Qui i Templari erano soprattutto amministratori, gestivano enormi proprietà territoriali, attività commerciali, artigianali. La commenda era proprio questo, l'unità di base, una specie di tenuta agricola e centro amministrativo.
Ah, un po' come un'azienda agricola moderna, quasi?
Beh, in un certo senso sì. Funzionava come motore economico locale per l'ordine, inserita poi in una struttura gerarchica molto precisa che arrivava fino al governo centrale. Erano a tutti gli effetti abilissimi gestori, imprenditori, diremmo oggi.
E questa capacità gestionale immagino, li porta a diventare una potenza economica enorme. Si parla spesso dei loro tesori, certo, ma forse l'aspetto più interessante è proprio la loro abilità finanziaria, quasi pionieristica. Hai detto?
Questo è un punto cruciale, meno spettacolare delle battaglie, forse, ma fondamentale per capire la loro ascesa e forse anche la loro caduta. Chi lo sa?
Cioè,
erano diventati custodi di fiducia per i beni di nobili e re. Pensa che i tesori reali di Francia e Inghilterra erano depositati nelle loro fortezze tesori di Parigi e Londra. Erano considerati inviolabili,
addirittura i tesori reali.
Sì, sì. E anche la corona d'Aragona affidava loro beni purziosi a Monson, ma l'innovazione vera, quella che li rese potentissimi finanziariamente, fu un'altra.
Quale?
Il sistema bancario di cui si parla.
Esattamente.
Svilupparono un sistema ingegnoso di lettere di cambio. Funziona Così un mercante o un pellegrino poteva depositare una somma in una commenda, mettiamo a Marsiglia,
ok?
E riceveva una lettera di credito, una sorta di ricevuta certificata. Presentando quella lettera in un'altra commenda, magari a Gerusalemme o ad Acri, poteva ritirare l'equivalente in denaro locale.
Geniale. Eliminava il rischio di viaggiare con tanto denaro contante.
Proprio quello. E questo li rese degli attori finanziari centrali in tutto il Mediterraneo e in Europa. Accumularono un'influenza enorme. molto rapidamente
e tutto questo denaro, queste ricchezze che derivavano dalle terre, dal commercio, da queste operazioni finanziarie, a cosa serviva principalmente?
Allora, lo scopo primario dichiarato era sempre quello, il sostegno alla Terra Santa. Le commende europee producevano risorse, cibo, cavalli, materiali che venivano spedite in Oriente.
Quindi un supporto logistico fondamentale,
enorme. E poi le entrate finanziarie servivano a mantenere l'esercito templare che era costoso, a costruire e mantenere fortezze, a finanziare le spedizioni militari, agivano anche come banche per i re, anticipando fondi per le crociate.
Prestavano denaro ai sovrani,
sì, o usavano le loro riserve. E non dimentichiamo le donazioni che erano incoraggiate anche da documenti ufficiali del Papa. Le bolle papali.
Ah, le bolle,
esatto. Promettevano benefici spirituali, tipo il perdono dei peccati a chi sosteneva l'ordine con donazioni. Un incentivo potente all'epoca.
Tutta questa potenza si reggeva chiaramente su una rete logistica e infrastrutturale impressionante. Hai menzionato le commende?
Ce n'erano centinaia sparse in tutta Europa. Devi immaginarle come centri agricoli molto ben organizzati con alloggi per i fratelli, una cappella per la preghiera, stalle, magazzini, a volte mulini, forni, stagni per il pesce,
vere e proprie aziende.
Sì, un esempio ben conservato, anche se parzialmente, è la chiasa della commenda di Harville in Francia. Ha una particolare volta in legno a forma di carena di nave rovesciata. Forse un simbolo, no, dei viaggi tra Oriente e Occidente.
Bello. E poi c'erano le fortezze militari vere e proprie, quelle sì, destinate alla guerra.
Quelle erano concentrate soprattutto nelle zone, diciamo, calde, la Spagna, sulla frontiera con i regni musulmani e ovviamente in Terra Santa. Lì sì che erano strutture imponenti progettate per resistere ad assedi
qualche esempio famoso.
Beh, il crack dei cavalieri è famosissimo, anche se era condiviso con gli ospitalieri, ma anche Castell Blanc Safed in Port Gallo c'è la fortezza di Tomar che è incredibile. La sua chiesa circolare e la riprende proprio la forma del Santo Sepolcro di Gerusalemme, un richiamo costante alla missione.
E i porti immagino fossero cruciali per collegare tutta questa rete.
Assolutamente fondamentali. Porti come Marsiglia o Cliour nel sud della Francia, ma anche porti italiani come Brindisi, Genova. Erano snodi vitali.
Cosa partiva da lì?
Tutto. Navi cariche di rifornimenti essenziali, grano, bestiame, cavalli da guerra. che erano preziosissimi, olio, vino e soprattutto nuovi combattenti, fratelli templari, sergenti, personale di supporto diretto verso il fronte orientale. Era una macchina logistica complessa, ma funzionava. È come se funzionava.
E questa macchina organizzativa, questa presenza così capillare, emerge anche dalle recenti scoperte archeologiche a Parigi nel sito del loro antico quartier generale, il famoso recinto del tempio.
Sì, uno scavo davvero molto interessante, anche se purtroppo condotto in condizioni di urgenza. C'erano lavori di ristrutturazione dell'area del Carrodu Temple e gli archeologi sapevano che gran parte dei resti sarebbero stati poi distrutti.
Che peccato!
Eh sì, hanno lavorato sotto pressione cercando di estrarre quante più informazioni possibili da quello che hanno chiamato l'archivio della Terra, un salvataggio in extremis, diciamo.
E cosa è emerso di particolarmente significativo da questo archivio? Qualche sorpresa?
Direi diverse cose. Innanzitutto la scoperta di un vasto intero medievale. Proprio lì. L'analisi degli scheletri, ne hanno studiati quasi 180 di epoca medievale, ha confermato una popolazione sepolta prevalentemente maschile, cosa che ci si aspetta,
certo,
ma in buono stato di salute generale. Questo suggerisce condizioni di vita relativamente buone all'interno del recinto. Attività variegate, non solo lavori pesanti o traumi da guerra, almeno per chi viveva lì a Parigi.
E i riti funerari, qualcosa di particolare?
Semplici, in realtà, tombe individuali, spesso sagomate, pochi oggetti personali. Qualche spilla da sudario, fibbie, però è stata notata la presenza di bruciaprofumi usati probabilmente durante le cerimonie funebri.
Oltre alle tombe sono emerse tracce della vita quotidiana, delle strutture edilizie.
Sì, sono state identificate le fondamenta di parti importanti, l'apside della loro grande chiesa, Santa Maria del Tempio, Porzioni del Chiostro, l'altare del Gran Priore di Francia, ma la scoperta forse più inaspettata riguarda l'ingegneria idraulica.
L'ingegneria idraulica in che senso?
Hanno trovato i resti di una rete idrica presso urizzata portava acqua corrente all'interno del recinto. Una cosa incredibilmente avanzata per il Medioevo parigino.
Acqua corrente, ma è incredibile?
Eh sì, si ipotizza addirittura che potessero fornire acqua anche ai parigini del quartiere circostante. C'è persino traccia nei documenti di un conflitto con i monaci vicini di San Martin de Shamp.
Ah, sì.
Sembra che i Templari a un certo punto abbiano tagliato la loro fornitura d'acqua costringendoli a scavare pozzi. E guarda caso, nello scavo sono emersi proprio dei pozzi databili a quel periodo lì vicino, una sorta di guerra dell'acqua. medievale.
Fantastico. Questo ci dà un'immagine del templare molto diversa, non solo guerriero, ma anche ingegnere, gestore delle risorse e hanno trovato oggetti particolari legati magari a figure importanti,
ma oggetti di vita quotidiana, ceramiche comuni della fine del X inizio X secolo, coppe, vasi trovati in fosse di scarico, forse scartati dagli ospitalieri dopo che presero possesso del sito nel 1312. Monete dell'epoca di Filippo Il Bello, ma Un ritrovamento ha destato particolare interesse.
Quale?
Una sepoltura vicino all'apside della chiesa. Era più curata delle altre. Una costruzione più elaborata, con incensieri. Suggerisce un personaggio di rango.
E all'interno è stata trovata una fibbia di cintura molto bella in bronzo dorato di fattura pregiata.
E cosa c'è di speciale in questa fibbia? La cosa notevole è che questa fibbia è straordinariamente simile a quella raffigurata su un neffige tumbale, un Gissant, che si trova nella Temple Church di Londra. Ah, ecco il collegamento. Questo ci porta a Londra. Anche la Temple Church ha una storia legata ai Templari, ovviamente.
Esattamente come la chiesa del Tempio di Parigi, che purtroppo non esiste quasi più, è come la Tomar. Anche la parte più antica della Temple Church di Londra, la cosiddetta Round Church, la chiesa rotonda, fu costruita sul modello della rotonda del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Sempre questo richiamo a Gerusalemme,
sempre. Era un modo per ribadire anche architettonicamente il legame indissolubile con la Terra Santa. con la missione originaria dell'ordine. Un messaggio per i fedeli in occidente.
E a Londra ci sono queste famose effigi, i gisans, queste figure sdraiate sulle tombe. Si sa chi rappresentano? Sono tutti templari.
È un punto un po' dibattuto. Alcune sono state identificate in passato. Ad esempio, c'è quella del celebre Guglielmo il maresciallo, uno dei cavalieri più famosi del suo tempo, che fu un grandissimo sostenitore dell'ordine, ma non un membro effettivo per tutta la vita, anche se pare vi sia entrato in punto di morte.
Quindi non tutti erano membri dell'ordine?
No, per molte altre effigi l'identità è incerta, persa nel tempo. Quelle che si pensa appartengano proprio ai maestri templari d'Inghilterra, beh, non hanno iscrizioni. E c'è un altro problema.
Quale?
A causa delle frequenti inondazioni che il sito ha subito nel corso dei secoli, è molto improbabile che si siano conservati i resti ossei sotto leffici, quindi l'identificazione resta difficile.
Capisco. Quindi, ricapitolando, abbiamo questa organizzazione incredibilmente potente, ricca, diffusa in tutta Europa e in Terra Santa, con un'organizzazione sofisticatissima, quasi moderna per certi versi. Sembrano invincibili, eppure la loro fine è rapidissima, brutale. Cosa succede? Cos'è che fa precipitare tutto?
Il catalizzatore, il punto di non ritorno, è considerato quasi universalmente la caduta di San Giovanni d'Acri nel 1291.
L'ultima roccaforte.
Esatto. l'ultima roccaforte cristiana significativa in Terra Santa. La perdita di Acri fu uno shock enorme per tutta la cristianità e soprattutto mise in discussione la ragione d'essere stessa dei Templari. A cosa serviva ormai un ordine militare così potente, così ricco, così costoso se la Terra Santa era di fatto perduta?
Una crisi di identità, quindi,
profonda e a questa crisi di identità si sommano tensioni politiche fortissime,
soprattutto con il re di Francia, immagino Filippo il bello,
proprio lui, un sovrano ambizioso, molto pregiudicato e cosa non secondaria pesantemente indebitato proprio con i Templari.
Ah, ecco un dettaglio importante.
E sì, vedeva nell'ordine un potere quasi statale all'interno del suo stesso regno, un'entità troppo autonoma e soprattutto vedeva un'immensa ricchezza che gli faceva molta molta gola. Iniziò a dare credito o a fingere di dare credito a voce e accuse che circolavano contro di loro.
Accuse infamanti, si parlava di eresie, riti segreti, ma erano accuse credibili o era pura propaganda per giustificare un attacco.
Guarda, è difficile separare completamente le due cose ancora oggi. Le accuse erano terribili. Si diceva che durante l'iniziazione dovessero rinnegare Cristo, sputare sulla croce.
Addirittura
si parlava di pratiche omosessuali istituzionalizzate, dell'adorazione di un idolo barbuto misterioso, il famoso Buffomet e poi ovviamente l'accusa di avidità, di accumulare ricchezze contro il voto di povertà.
Ma da dove venivano queste accuse?
Molte provenivano probabilmente da exem gente espulsa dall'ordine, magari per cattiva condotta, o semplicemente scontenti. Queste voci furono abilmente raccolte e sfruttate dai consiglieri del re, gente come Guillum de Nogaré, che orchestrarono un'indagine segreta preparando il terreno.
E si arriva così alla data fatidica, venerdì 13 ottobre 1307. Una data che ancora oggi nella superstizione popolare porta sfortuna,
una data scelta forse non a caso, chissà. Fatto sta che all'alba di quel giorno Con un'operazione coordinata in modo impressionante su tutto il territorio francese, gli agenti del re arrestarono simultaneamente tutti i templari presenti nel regno.
Tutti,
tutti quelli che riuscirono a prendere, dai cavalieri più importanti ai semplici servitori, al personale delle commende. I loro beni furono immediatamente sequestrati e inventariati con grande meticolosità. Fu un colpo di stato rapidissimo, spietato. Pochissimi riuscirono a fuggire, pare.
E inizia così il processo, uno dei più controversi della storia medievale, forse
senza dubbio, un processo formalmente condotto dall'inquisizione, ma di fatto fortemente pilotato dal re e dai suoi uomini. Gli arrestati, specialmente quelli portati a Parigi, furono sottoposti a interrogatori durissimi fin da subito.
Tortura.
Sì, abbiamo la testimonianza diretta, agghiacciante, del cosiddetto rotolo degli interrogatori di Parigi. È un documento impressionante, lungo 22 m, che è stato riscoperto solo nel 2003.
Davvero? E cosa contiene?
Riporta le depos di 138 templari raccolte a partire dal 19 ottobre 1307. Emerge chiaramente che la tortura fu usata sistematicamente per estorcere le confessioni, confessioni che confermavano le accuse ovviamente.
E quali furono gli esiti di questi interrogatori? Confessarono tutti.
Sotto tortura la stragrande maggioranza confessò. Ammisero le accuse, anche le più assurde. Molti di loro furono poi rilasciati dopo la confessione. Tuttavia,
tuttavia
un un numero significativo, si parla forse di un centinaio, ebbe il coraggio incredibile, una volta fuori dalla sala di tortura o durante fasi successive del processo, di ritrattare le confessioni estorte. Proclamarono la propria innocenza e quella dell'ordine.
E cosa successe a questi recidivi?
Questa ritrattazione fu fatale. Vennero considerati eretici relapsi, cioè ricaduti nell'eresia dopo averla abiurata. E la pena per gli eretici recidivi era il rogo. Ci fu un episodio terribile nel maggio 1310, quando 54 templari furono bruciati vivi vicino a Parigi per aver ritrattato. Un monito spaventoso per gli altri, però è importante ricordare, e il rotolo di Parigi lo documenta, che ci fu anche chi resistette fino alla fine. Almeno quattro templari, nonostante le torture subite, non confessarono mai nulla. Continuarono a proclamare la falsità delle accuse. Rimasero imprigionati per anni, ma non cedettero.
Eroi silenziosi, in un certo senso, ma alla fine dell'ordine arriva poco dopo per decisione del Papa, giusto?
Sì, al Concilio di Vienna nel 1312. Papa Clemente, che era francese e si trovava in una posizione molto difficile, fortemente condizionato da Filippo Il Bello, alla fine decise di sciogliere l'ordine templare,
lo condannò per eresia.
È interessante notare questo. La bolla papale ufficiale, la Voxine Excelso, non condannò formalmente l'ordine per eresia. Dichiarò piuttosto che lo scandalo era stato così grande le accuse così infamanti da renderlo ormai inutile e dannoso per la Chiesa, una soluzione, diciamo, politica.
E i loro beni, tutta quella ricchezza,
ufficialmente furono trasferiti all'altro grande ordine militare, quello degli Ospitalieri. Ma in pratica il re di Francia riuscì a trattenerne una parte molto cospicua, coprendo così i suoi debiti e incamerando nuove risorse. L'obiettivo economico era stato raggiunto.
Ma la tragedia umana non è ancora finita. C'è un ultimo drammatico atto, vero? Sì, l'epilogo avviene il 18 marzo 1314. Jacques de Molet, l'ultimo gran maestro, ormai molto anziano, settantunenne, e Joffre de Charnet, un altro alto dignitario, il precettore di Normandia, erano stati inizialmente condannati al carcere a vita.
E invece
quel giorno, portati davanti alla cattedrale di Notredam per ascoltare la sentenza definitiva, fecero qualcosa di inaspettato. Ritrattarono pubblicamente le loro confessioni estorte anni prima. Griarono davanti alla folla l'inno dell'ordine e secondo alcune cronache lanciarono maledizioni contro il Papa e il re.
Un atto di sfida estremo.
Estremo. Filippo Il Bello, presente o informato immediatamente andò su tutte le furie per questa umiliazione pubblica. Reagì di impulso. Ordinò che fossero bruciati vivi sul rogo immediatamente la sera stessa su un'isoletta della Senna, Lilde La Sitè. Con quel rogo si chiuse per sempre e nel modo più tragico la storia dei Cavalieri Templar.
È una parabola storica davvero incredibile. da umili guardiani dei pellegrini a una delle organizzazioni più potenti, ricche e innovative d'Europa, per poi essere agnientati in pochissimi anni dalla volontà di un re ambizioso e dalle mutevoli alleanze politiche. È affascinante però vedere come l'archeologia moderna, penso agli scavi di Parigi, continui a restituirci frammenti della loro vita reale, concreta, al di là delle leggende che poi sono nate.
Sì, la storia dei Templari tocca corde profonde, universali. Il rapporto complesso tra fede e potere, la gestione della ricchezza e la tentazione che ne deriva, l'ideale della guerra santa contrapposto agli interessi molto più terreni, l'innovazione organizzativa, finanziaria, ma è anche una testimonianza potente della fragilità delle istituzioni, persino quelle che sembrano più solide, di fronte ai giochi della politica e ai grandi cambiamenti della storia. C'è un contrasto fortissimo tra l'ideale delle origini e la fine così tragica e per molti versi ingiusta e forse proprio le scoperte più recenti, quelle che che ci mostrano un lato più pratico, più moderno dei Templari, ci offrono uno spunto di riflessione finale.
Direi proprio di sì. Ritrovamenti come l'avanzato sistema idraulico di Parigi o la ricostruzione delle loro pratiche finanziarie così sofisticate ci mostrano un lato dei Templari quasi inaspettato, pragmatico, organizzato, quasi manageriale, diremmo oggi.
Vero.
E questo ci spinge forse a chiederci quanto della loro vera storia è ancora sepolto. Non solo fisicamente. sottoterra, ma anche sotto strati e strati di miti, leggende, interpretazioni che si sono accumulati nei secoli. E poi, guardando alla loro vicenda, alla loro incredibile ascesa e alla loro caduta così repentina, cosa possiamo imparare oggi sulla gestione del potere, sulla tentazione della ricchezza e sulla capacità o forse l'incapacità di adattarsi ai cambiamenti del mondo anche per le organizzazioni che appaiono più innovative e solide? Una domanda che resta aperta, credo
 
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