PE-n0xxx-xxx-xxx.mp4 - #Legnano #tradizioni #racconti #redigio #giocult -
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PE-n1105-famiglie-nobili.mp4 - Discussione: Famiglie nobili.
PE-n1106-Famiglie-nobili.mp4 - 2. I Visconti
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PE-n1108-cammino-ronda.mp4 - Discussione: Cammino di ronda.
PE-n1109-muraglione-mattoni.mp4 - Discussione: Muraglione in mattoni.
PE-n1111-fabbricati-castello.mp4 - Discussione: Fabbricati del Castello.
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PE-n1113-edificio-principale.mp4 - Discussione: Edificio principale.
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PE-n1137-Ubertino-Lampugnani.mp4 - Discuss Ubertino Lampugnani. -
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PE-n1150-perdita-Tartu.mp4 - Discuti della base Perdita a Tartu.
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PE-1152-avvento-Lampugnani.mp4 - L'avvento della famiglia dell'Oldrado a Legnano.
PE-n1154-casate-nobili.mp4 - Il testo analizza la presenza e l'influenza delle principali casate nobiliari a Legnano
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PE-n1158-Bussone-Carmagnola.mp4 - Il brano descrive le vicende di due importanti capitani al servizio di Filippo Maria Visconti:
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PE-n1165-Famiglia-Cuttica.mp4 - sulla famiglia cuttica.
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PE-n1183-cena-auguri.mp4 - Siamo nel 2006. La cena degli auguri, la messa della vigilia e i premi della bontà.
PE-n1184-cena-auguri.mp4 - Discuss Cena degli auguri.
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PE-n1186-premi-bonta.mp4 - Discussione Premi della bontà.
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PE-n1189-Legnano-tram.mp4 - Il brano descrive la storia del collegamento tranviario tra Legnano e Milano
PE-n1190-Legnano-Milano.mp4 - Legnano nel 1880 era collegata con Milano con una linea tranviaria a vapore.
PE-n1191-linea-tramviaria.mp4 - Discussione: Linea tranviaria.
PE-n1192-trasporti-pubblici.mp4 - Discussione: Trasporti pubblici.
PE-n1193-tram-vapore.mp4 - Discussione: Tram a vapore.
PE-n1194-servizio-urbano.mp4 - Discussione: Servizio urbano.
PE-n1195-soppressione-tram.mp4 - Discussione: Soppressione tram.
PE-n1196-castello-Oldrado.mp4 - Il brano delinea l'ascesa di Oldrado Lampugnani, segretario ducale, e la sua progressiva acquisizione del Castello di Legnano e dei terreni circostanti.
PE-n1197-segretario-Oldrado.mp4 - Oldrado Lampugnani e
PE-n1198-Oldrado-tenute.mp4 - Oldrado Lampugnani acquisì una vasta tenuta e i terreni circostanti il Castello di Legnano
PE-n1199-Oldrado-padrone.mp4 - Oltrado Lampugnani diviene padrone del castello di Legnano e lo fortifica.
mappa-mentale PE-1100-1
PE-n1100-passaggi-sotterranei.mp4 - QGLA184-castello-6270-6744.mp3 - Il brano esplora l'esistenza di presunti passaggi sotterranei che collegano il castello di Legnano con i borghi limitrofi, un tema ricorrente nelle tradizioni locali. Sebbene questi cunicoli siano stati effettivamente trovati, spesso risultano ostruiti dopo pochi metri a causa di smottamenti, suggerendo che risalgano ai secoli X e XI e probabilmente servivano per garantire il mutuo soccorso tra i signori locali durante i periodi di guerriglia. Si ipotizza che un accesso a questi passaggi si trovi nella profonda cisterna del castello, oggi chiamata "Canva" e un tempo usata come deposito per la neve, e si pensa che conducesse a una casa nobiliare a San Vittore, forse appartenente alle famiglie Forni, Lairola o Lampugnani. Simili cunicoli sono ipotizzati anche in direzione di San Giorgio, forse collegando il castello con la "casa della regina" o le proprietà dei Visconti e dei Crivelli, e l'esistenza di questi spazi sotterranei è avvalorata anche dalle testimonianze contadine relative a misteriosi vuoti risonanti nel terreno.
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I passaggi sotterranei fra il castello di Legnano e i luoghi vicini. In quasi tutte le nostre Borgate si parla di passaggi sotterranei che furono notati nell'andare dei tempi uscenti da qualche cantina nei palazzotti. Essi esistono realmente, ma invariabilmente a questi cunicoli risultano accessibili per i solo pochi metri. Poi sono ostruiti da frenamenti del soprastrato. Si tratta di opere che ebbero ragione di esistere nei secoli X e X. Anche il castello di Legnano viene addittata nella caneva il deposito per la neve a servire per gli usi domestici estivi sarebbe la Canva. È una cisterna profonda oltre 8 m e quindi più profonda del vallo che lo circonda. Lì si suppone esiste una portina che fu murata quando la cisterna venne adibita a Canva, la quale portina è ubicata in direzione di San Vitore e si ritiene rappresenti l'andata al cunicolo che fu identificato in San stesso nella casa dei nobili del 1400 che trovasi in via Magenta 2. In questa casa in cui l'arco diingresso fa bella mostra nello stemmo di famiglia non ancora sicuramente identificato. Probabilmente sarà la famiglia Forni oppure Lairola o Lampugnani. Attualmente è di proprietà degli eredi dell'ingegner Roberto Dell'Aqua. Vi è infatti nella cantina un conicolo che si estende in del castello, ma è tosto ostruito da terreno franato. È noto che vi erano nobili lampugnani residenti a San Vittore e a Cerro, del quale tuttavia parleremo ancora. Ciò però ci induce a pensare che tale cunicolo si rammificasse anche alle case di tali signori. Anche dall'altro lato verso San Giorgio vi è luogo a credere che vi fosse analogo cunicolo. Se ne parla in San Giorgio, dove il punto di arrivo poteva essere quello della casa detta della regina, sulla quale sino al 1930 si vedeva in fisso uno stemma visconteo che fu poi asportato da un antiquario e poi disperso. Però anche i crivelli possedevano in San Giorgio uno sedim manio che vendettero all'Oldrado Lampugnani quando nel 1400 26 gli vendettero alcuni sedimi del castello e molti terreni circostanti. Il conicolo era forse in comune fra i Visconti e i crivelli? Domanda. Rileverò inoltre l'osservazione fatta da un contadino che in un suo potere che trovarsi esattamente sulla linea di congiunzione fra San Giorgio e il Castello di Legnano, vi è un misterioso vuoto sotterraneo che risuona battendo il terreno col Pal di ferro, cose che il tempo permetterà certamente di indagare opportunamente. In quei tempi, alquanto oscuri, per le continue guerriglie civili e militari, la possibilità di mutuo aiuto fra i signori delle vicinanze era per essi una garanzia contro sorprese improvvise.
PE-n1102-passaggi-sotterranei.mp4 - Discussione Passaggi sotterranei. - La discussione sui "Passaggi sotterranei" si articola in due contesti geografici e temporali molto distinti presentati nelle fonti: le tracce storiche dei cunicoli presso il Castello di Legnano e la vasta rete di tunnel militari moderni sotto la Striscia di Gaza.
1. I Passaggi Sotterranei del Castello di Legnano (Secoli X-XV)
Nelle borgate vicine al Castello di Legnano si parla diffusamente dell'esistenza di passaggi sotterranei, spesso notati uscenti da cantine di palazzotti.
Natura e Contesto Storico: Questi passaggi esistono realmente, ma la loro accessibilità è limitata a pochi metri, poiché risultano invariabilmente ostruiti da franamenti del soprastrato. Si ritiene che tali opere siano state create nei secoli X e XI. La loro ragione d'essere era legata ai "tempi alquanto oscuri" delle continue guerriglie civili e militari, dove la possibilità di mutuo aiuto tra i signori vicini rappresentava una garanzia contro le sorprese improvvise.
Presunti Punti di Accesso e Ramificazioni:
• Direzione San Vittore: Nel castello, la canva (un deposito per la neve che fungeva da cisterna profonda oltre 8 metri) è ritenuta nascondere una porticina murata. Questa porticina è ubicata in direzione di San Vittore e si pensa sia l'imbocco di un cunicolo che fu identificato a San Vittore stesso.
• La Casa dei Nobili: Il cunicolo fu individuato nella cantina della casa dei nobili del 1400 (attuale proprietà degli eredi dell'ingegner Roberto Dell’Aqua) in via Magenta 2. Questa casa mostra un arco d'ingresso con uno stemma di famiglia non identificato con certezza (probabilmente Forni, Lairola, o Lampugnani). Sebbene il cunicolo in quella cantina si estenda verso il castello, è presto ostruito dal terreno franato. Poiché nobili Lampugnani risiedevano a San Vittore, si ipotizza che il cunicolo potesse ramificarsi anche verso le case di tali signori.
• Direzione San Giorgio: Si ha motivo di credere che un cunicolo analogo esistesse anche verso San Giorgio. Il punto di arrivo in San Giorgio poteva essere la "casa detta della regina," sulla quale fino al 1930 era visibile uno stemma visconteo (poi asportato). Inoltre, i Crivelli possedevano un insediamento in San Giorgio che vendettero a Oldrado Lampugnani nel 1426. Ciò solleva l'interrogativo se il cunicolo fosse comune tra i Visconti e i Crivelli.
• Osservazioni Non Confermate: Un contadino rilevò l'esistenza di un misterioso "vuoto sotterraneo" su un terreno esattamente sulla linea di congiunzione tra San Giorgio e il Castello di Legnano, che risuona quando il terreno viene battuto con un palo di ferro.
2. La Città Sotterranea di Gaza (Tunnel Strategici)
Il secondo tipo di passaggi sotterranei è rappresentato dalla vasta rete di tunnel sotto la Striscia di Gaza, dove si svolge la "vera guerra". Questo labirinto invisibile, che non appare sulle mappe, è un "mostro di cemento e acciaio".
Evoluzione e Funzione: I tunnel sono il risultato di decenni di scavi segreti.
1. Contrabbando (Anni -- 80 - Primi 2000): Inizialmente erano semplici passaggi rudimentali (il primo registrato nel 1983) creati come "arterie di contrabbando" per far passare armi leggere, sigarette, benzina, medicine e persone, fungendo da risposta clandestina a sanzioni e blocchi.
2. Militarizzazione (Post-2006): Dopo che Hamas prese il potere nel 2006, i tunnel si trasformarono in strutture molto più oscure, usate per nascondere arsenali, combattenti e segreti. Quello che era un corridoio per scatole di sigarette divenne un condotto per razzi e combattenti armati.
La Rete Sotterranea: Oggi, gli israeliani la chiamano il "metro di Gaza". Questa vera e propria città sotterranea nasconde centri di comando e controllo, sale mediche che operano come ospedali clandestini, dormitori per combattenti, arsenali pieni di razzi e magazzini di provviste, spesso dotati di elettricità. La rete fornisce uno "scudo perfetto" che consente ai combattenti di spostarsi tra quartieri senza essere visti da droni o satelliti.
Sfide e Tattiche Anti-Tunnel: Trovare e distruggere i tunnel è estremamente difficile. Hamas nasconde gli ingressi in luoghi inaspettati, come sotto i pavimenti di case familiari, tra i giocattoli, dietro armadi, o sotto ospedali, scuole e moschee, dove attaccare avrebbe un costo politico e umano incalcolabile.
Le operazioni militari israeliane hanno dovuto sviluppare nuove tattiche specifiche:
• Bunkerbuster (GBU-28): Bombe pesanti quasi 2 tonnellate, progettate per perforare metri di terra e cemento e detonare in profondità. Tuttavia, il loro uso è limitato a causa del devastante "costo umano e politico" quando i tunnel sono situati sotto quartieri civili.
• Sponge Bombs: Una nuova arma classificata che, al momento dell'esplosione, rilascia una schiuma espansiva che si solidifica rapidamente, bloccando completamente il tunnel. Vengono utilizzate in combinazione con granate convenzionali per far emergere il fumo, il quale indica la posizione di uscite nascoste da distruggere. I soldati le descrivono come uno strumento silenzioso, capace di trasformare un tunnel in una "tomba di cemento".
• Cani da Attacco Specializzati: Cani addestrati per mesi a scendere nelle "viscere della terra" per inseguire il nemico in corridoi bui, rappresentando la prima volta nell'era moderna in cui i cani vengono addestrati specificamente per il combattimento all'interno dei tunnel.
• Sorveglianza Persistente (Droni e Satelliti): Si usano "occhi invisibili" per tracciare ogni movimento e routine, cercando segnali che indichino la presenza di una struttura sotterranea.
• Tecnologie Sonar e Spaziali: Unità specializzate usano sonar che generano mappe tridimensionali rivelando cavità invisibili. Con l'ausilio di satelliti e sensori capaci di leggere variazioni minime nel campo magnetico terrestre e lievi cedimenti superficiali (anche solo 1 cm), l'esercito israeliano è riuscito a mappare oltre 500 km di tunnel di Hamas.
• Robotica: Al posto dei soldati, vengono inviati robot e droni meccanici (come l'Iris o il Micro Tactical Ground Robot) per esplorare i passaggi stretti, trasmettendo immagini in tempo reale. Si ipotizza l'arrivo di droni armati autonomi per l'attacco diretto nel sottosuolo.
PE-n1103-cisterna-profonda.mp4 - Discussione Cisterna profonda. - Certamente. La discussione sulla "cisterna profonda" ("Cisterna profonda") nelle fonti si riferisce specificamente alla canvaCertamente. La discussione sulla "cisterna profonda" ("Cisterna profonda") nelle fonti si riferisce specificamente alla canva all'interno del Castello di Legnano.
Ecco i dettagli rilevanti:
• Identificazione: La cisterna profonda è identificata con la canva.
• Funzione: La canva era il deposito per la neve. La neve veniva accumulata per servire agli usi domestici estivi.
• Posizione: Si trovava all'interno del Castello di Legnano. Il castello, che si estende su un'area di 75 metri, è delimitato da un robusto muraglione di mattoni del Vallo.
• Caratteristiche fisiche: La cisterna era profonda oltre 8 metri. A causa di questa profondità, essa risultava essere più profonda del vallo (o fossa) che circondava il castello.
• Legame con i Passaggi Sotterranei: La canva è un elemento chiave nelle discussioni sui passaggi sotterranei.
-- Si suppone che all'interno della canva esista una porticina che fu murata.
-- Questa porticina murata sarebbe stata chiusa quando la cisterna venne adibita a canva.
-- La porticina è ubicata in direzione di San Vittore.
-- Si ritiene che essa rappresenti l'imbocco (l'andata) di un cunicolo che fu identificato nella casa dei nobili del 1400 a San Vittore (attuale proprietà degli eredi dell'ingegner Roberto Dell'Aqua in via Magenta 2).
• Contesto Attuale: La canva è elencata tra le costruzioni contenute nel recinto quadrato del Vallo che non presentano particolare interesse, ad eccezione del suo accenno in relazione ai passaggi sotterranei. Si menziona inoltre l'opera di restauro che verrà iniziata a Legnano e che deciderà della loro esistenza.
In sintesi, la "cisterna profonda" è un elemento architettonico e storico fondamentale del Castello di Legnano, noto non tanto per la sua funzione originale, quanto per essere il presunto accesso a una rete di passaggi sotterranei che collegavano il castello con le borgate vicine (come San Vittore), opere create in un periodo di continue guerriglie civili e militari (secoli X e XI) per garantire il mutuo aiuto tra i signori.
PE-n1104-vuoto-sotterraneo.mp4 - Discussione Vuoto sotterraneo.
Certamente. Il riferimento al "vuoto sotterraneo" ("Vuoto sotterraneo") nelle fonti è circoscritto alla descrizione di un'osCertamente. Il riferimento al "vuoto sotterraneo" ("Vuoto sotterraneo") nelle fonti è circoscritto alla descrizione di un'osservazione fatta da un contadino in relazione ai passaggi sotterranei del Castello di Legnano.
Ecco i dettagli specifici riguardo a tale misterioso fenomeno:
• L'Osservazione: Un contadino fece notare l'esistenza di un misterioso "vuoto sotterraneo".
• Posizione: Questo vuoto sotterraneo si trova in un terreno di sua proprietà.
• Collocazione Geografica: Il terreno si trova precisamente sulla linea di congiunzione tra San Giorgio e il Castello di Legnano.
• Manifestazione: Il vuoto sotterraneo risuona quando il terreno viene battuto con un palo di ferro.
• Contesto: Questa osservazione è rilevata nel contesto della discussione sui cunicoli sotterranei che si riteneva collegassero il Castello di Legnano con le borgate vicine (come San Giorgio e San Vittore).
• Prospettive Future: Le fonti indicano che "il tempo permetterà certamente di indagare opportunamente" su tale fenomeno.
In sintesi, il "vuoto sotterraneo" è un'anomalia acustica e strutturale percepita nel sottosuolo di Legnano, che suggerisce la possibile esistenza o il prolungamento di ulteriori passaggi nascosti lungo l'ipotetica linea di collegamento tra il castello e la zona di San Giorgio.
PE-n1105-famiglie-nobili.mp4 - Discussione: Famiglie nobili.
Certamente. Le fonti fornite offrono numerosi dettagli riguardo a diverse famiglie nobili che hanno avuto un ruolo significativo nella storia del Castello di Legnano e della zona circostante, in particolare tra il XIV e il XV secolo.
Le famiglie nobili menzionate sono: i Lampugnani, e della zona circostante, in particolare tra il XIV e il XV secolo.
Le famiglie nobili menzionate sono: i Lampugnani, i Visconti, i Crivelli, i Toriani (Della Torre), e in misura minore i Forni, i Lairola, e i Cornaggia.
1. I Lampugnani
La famiglia Lampugnani è trattata in modo estensivo, con riferimenti alle loro origini, cariche e possedimenti nella zona di Legnano, Busto Arsizio e Pavia fin dagli albori del 1400.
A. Presenza e Cariche (XIV-XV Secolo)
• Importanza Storica: I Lampugnani sono menzionati nei documenti (come i codici Trivulziani) a Legnano e nella zona già dal 1390.
• Alte Cariche: Tra il 1110 e il 1300, diversi membri della casata Lampugnani ricoprirono alte cariche nella Chiesa e nel Comune milanese. Nel 1280, una Lampugnani era moglie del signore di Castiglione Seprio.
• Cariche Fiscali e Giudiziarie: Molti Lampugnani godettero del privilegio dell'esazione dei tributi, una concessione data a un limitato gruppo di membri della casata ghibellina devoti al Duca.
-- Roberto da Lampugnano di Rizzardi (abitante a Legnano) era comparte dei dazi al traverso di Legnano (1390, 1401-1402).
-- Guidino da Lampugnano di Leonis era responsabile dell'esazione dell'imposta sul sale per la curia di Legnano e luoghi vicini (1392).
-- Cristo da Lampugnano di Giacubino (abitante a Legnano) aveva l'esazione delle multe sull'usura e sulle grassazioni (1404). Queste cariche implicavano anche una certa autorità di giudice esecutore.
• Altri Ruoli: Erano anche notai (come Faciolo Lampugnani di Salvino a Parabiago dal 1374), podestà (come Guidino, Tomasino e Leonardo da Lampugnano a Busto Arsizio nel XV secolo), e mercanti di preziosi, seta e altre materie.
B. La Famiglia di Ubertino e Oldrado Lampugnani
• Ubertino (o Uberto) Lampugnani (Oldrado I): Era un dottore in legge formatosi a Pavia, dove fu Lettore di diritto canonico e civile (1372-1381). Acquistò grande fama e fu chiamato da Gian Galeazzo Visconti a riorganizzare l'amministrazione ducale e statale di Milano.
-- Ricoprì ruoli di governo, tra cui Maestro Generale delle Entrate (1397), Consigliere Ducale (1398, 1399), e in seguito Vicario Generale del Duca Gian Galeazzo Visconti, ovvero il suo primo ministro (1399).
-- Morì alla fine del 1399, lasciando la moglie Giovanna Omodei e otto figli (cinque maschi e tre femmine). Era elencato tra i 120 cittadini più ricchi di Milano.
• Oldrado Lampugnani: È la figura principale legata al Castello di Legnano. Divenne precettore del giovane Filippo Maria Visconti e in seguito ebbe una brillante carriera al servizio diretto dei duchi.
-- A lui i Crivelli vendettero sedimi del castello e molti terreni circostanti nel 1426.
-- Oldrado rifinì una parte del fabbricato del castello nello stile neo-barocco (ala di Mezzodì).
-- Oldrado rimase celibe, ma ebbe quattro figlie femmine (Maddalena, Giovanna, Angela, Agostina), che fece legittimare per consolidare il titolo nobiliare.
• Altri Figli di Ubertino:
-- Maffiolo: Sposò Giovanna Crivelli e si trasferì a Legnano, ricoprendo cariche ducali.
-- Pietro: Laureato in diritto, entrò nella magistratura di Stato, sposò Orsina Vistarini e fu vicario del Podestà di Lodi.
-- Giorgio: Si dedicò alla politica e fu trucidato dai rivoltosi che sosteneva durante la Repubblica Ambrosiana.
• Passaggi Sotterranei: Si ipotizza che il cunicolo sotterraneo individuato nella cantina della casa dei nobili del 1400 a San Vittore (in Via Magenta 2) potesse ramificarsi anche verso le case dei Lampugnani, dato che nobili Lampugnani risiedevano in San Vittore e Cerro.
C. Lampugnani Tardi
• Francesco Maria Lampugnani (1695-1729): Un grande stemma tardo dei Lampugnani, usato da Francesco Maria, fu sovrapposto agli affreschi nella facciata nord del castello. Questo stemma simboleggia la sua presa di possesso definitivo dopo una grande contesa per il castello.
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2. I Visconti
I Visconti sono centrali nella storia della zona e del Castello di Legnano, in particolare per il loro ruolo nelle lotte contro i Toriani e come Signori di Milano.
• Ottone Visconti: Arcivescovo e signore di Milano, guidò i milanesi nelle lotte contro i Toriani.
-- Nel 1285, radunò un forte esercito (composto da nobili di Crema, Piacenza, Brescia e fanteria di Crema) e si accampò a Legnano.
-- Fu coinvolto in trattative di tregua e pace con i Toriani (Della Torre) e Guido da Castiglione nel 1285-1286.
-- Dopo aver occupato Castelseprio con un colpo di mano (1287), ne ordinò la distruzione e il divieto perpetuo di ricostruzione.
-- La prima parte del fabbricato principale del castello di Legnano (lunga 20 m) è evidentemente dell'epoca di Ottone Visconti.
• Matteo Visconti: Pronipote dell'Arcivescovo Ottone.
• Gian Galeazzo Visconti: Durante il suo periodo, l'amministrazione comunale e statale fu riorganizzata, e Ubertino Lampugnani fu un uomo di grande valore incaricato della riorganizzazione della Camera delle Entrate Ducali.
• Filippo Maria Visconti: Oldrado Lampugnani fu il suo precettore.
• Stemma e Passaggi: Uno stemma visconteo era visibile sulla "casa detta della regina" a San Giorgio fino al 1930 (poi asportato), suggerendo che questo potesse essere il punto di arrivo di un cunicolo sotterraneo proveniente dal castello. Si ipotizza se tale cunicolo fosse in comune tra i Visconti e i Crivelli.
• Lotte: I Visconti furono coinvolti nella Battaglia di Parabiago (1339), dove Lodrisio Visconti, cugino dell'arcivescovo Giovanni, si portò a Legnano per raccogliere soldatesche prima di scontrarsi con le truppe milanesi fedeli a Giovanni e Luchino Visconti.
3. I Crivelli
I Crivelli appaiono principalmente in relazione ai possedimenti e agli accordi politici con i Visconti e i Lampugnani.
• Compravendita del Castello: I Crivelli possedevano un insediamento in San Giorgio e vendettero alcuni sedimi del castello e molti terreni circostanti a Oldrado Lampugnani nel 1426.
• Alleanze Politiche:
-- Cressone Crivelli fu uno dei delegati inviati a Guido da Castiglione per tentare patti di pace con i Toriani nel 1285.
-- Enrico Crivelli fu delegato di Ottone Visconti nelle trattative di pace del 1286.
-- Crassone Crivelli (probabilmente lo stesso omonimo) partecipò attivamente alle lotte con Ottone. Nel 1302, fu bandito da Milano dai Toriani e cercò invano di invadere Legnano e Rò nel 1305.
• Matrimoni: Giovanna Crivelli, figlia di Galeotto, sposò Maffiolo Lampugnani, figlio di Ubertino.
• Passaggi Sotterranei: Si pone l'interrogativo se un cunicolo sotterraneo verso San Giorgio fosse in comune fra i Visconti e i Crivelli.
4. I Toriani (Della Torre)
I Toriani erano i nemici storici dei Visconti nella lotta per il controllo di Milano.
• Lotte: La famiglia è menzionata in relazione alla lotta di Ottone Visconti contro di loro.
-- Goffredo della Torre (comasco) radunò gente e conquistò Castelseprio nel 1285, minacciando il territorio milanese.
-- I Toriani, ignorati nelle trattative di pace del 1286, compresero che la loro influenza in Lombardia era tramontata e si ritirarono in Aquileia.
-- Ripresero brevemente il potere a Milano dal 1302, bandendo i capi che avevano parteggiato per i Visconti (incluso Crassone Crivelli).
5. Altre Famiglie Nobiliari
• Forni e Lairola: Il cunicolo sotterraneo fu identificato nella cantina della casa dei nobili del 1400 in via Magenta 2 a San Vittore. L'arco d'ingresso di questa casa mostra uno stemma di famiglia che non è stato identificato con certezza, ma si ipotizza che possa appartenere ai Forni, ai Lairola o ai Lampugnani.
• Cornaggia: Questa famiglia fu proprietaria del Castello di Legnano. Chi scrive il resoconto sul castello (dal 1906) ricorda che i Cornaggia tenevano alcuni locali in buon assetto. Essi asportarono dal castello un antico lettone barocco appartenuto probabilmente a Oldrado II Lampugnani e diversi documenti amministrativi del Seicento, oltre a due ritratti ovali ottocenteschi raffiguranti un membro Cornaggia in veste di cacciatore e sua moglie.
PE-n1107-struttura-castello.mp4 - QGLA185-castello-6270-6969.mp3 - Questo frammento descrive la struttura del Castello di Legnano, focalizzandosi sulle sue componenti difensive. Il complesso edilizio si estende su un'area di 75 metri ed è cinto da un robusto muraglione in mattoni, noto come Vallo, che raggiunge un'altezza di 5,20 metri dal fondo del fossato e ha uno spessore variabile tra uno e due metri. All'interno del Vallo, i difensori potevano utilizzare un cammino di ronda per muoversi, protetto in molti punti da una sopraelevazione di circa tre metri caratterizzata da Merli Ghibellini, sebbene questa protezione sia parzialmente mancante a causa di distruzioni storiche. L'obiettivo del testo è fornire un'analisi dettagliata delle misure e delle caratteristiche architettoniche principali della fortificazione.
PE-n1108-cammino-ronda.mp4 - Discussione: Cammino di ronda.
Il Cammino di ronda è una caratteristica strutturale e difensiva fondamentale descritta in relazione al Castello di Legnano.
Ecco i dettagli specifici tratti dalle fonti:
1. Posizione e Struttura: Il cammino di ronda corre internamente al muraglione in mattoni del Vallo. Questo muraglione è descritto come robusto, con uno spessore variabile da 1 a 2 metri e un'altezza di 5,20 metri calcolata dal fondo della fossa (o vallo).
2. Altezza: Internamente, il cammino di ronda si trova ad un'altezza "quasi pari dal terreno interno" del castello.
3. Funzione di Difesa: La struttura che racchiude il cammino di ronda è sopraelevata per circa 3 metri da un muro di minore spessore. Questa sopraelevazione è realizzata con Merli Ghibellini. L'obiettivo di tale struttura era proteggere i movimenti dei difensori interni.
4. Condizione Attuale: Le fonti notano che questo sopraelevamento, essenziale per la protezione, "manca in molta parte del muraglione" a causa delle distruzioni avvenute nel tempo.
PE-n1109-muraglione-mattoni.mp4 - Discussione: Muraglione in mattoni.
Certamente. La discussione sul "Muraglione in mattoni" si riferisce a una parte fondamentale della struttura difensiva del **Castello diCertamente. La discussione sul "Muraglione in mattoni" si riferisce a una parte fondamentale della struttura difensiva del Castello di Legnano.
I dettagli specifici tratti dalle fonti sono i seguenti:
• Identificazione e Posizione: Il castello sorge su un'area di 75 metri ed è delimitato da un robusto muraglione in mattoni del Vallo.
• Dimensioni:
-- L'altezza del muraglione, calcolata dal fondo della fossa (o vallo), è di 5,20 metri.
-- Lo spessore della struttura varia da 1 a 2 metri.
• Funzione e Strutture Associate:
-- Cammino di Ronda: Un cammino di ronda corre internamente al muraglione.
-- Protezione dei Difensori: Il muraglione è sopraelevato per circa 3 metri da un muro di minore spessore, realizzato con Merli Ghibellini. Questa struttura sopraelevata aveva lo scopo di proteggere i movimenti dei difensori interni.
• Condizioni Attuali: Il sopraelevamento che garantiva la protezione "manca in molta parte del muraglione" a causa delle distruzioni avvenute nel tempo.
PE-n1110-muro-merli.mp4 - Discussione: Muro a Merli.
Certamente. La discussione sul "Muro a Merli" (o Merli Ghibellini) nelle fonti è strettamente legata allaCertamente. La discussione sul "Muro a Merli" (o Merli Ghibellini) nelle fonti è strettamente legata alla descrizione della struttura difensiva del Castello di Legnano.
• Identificazione: Il "muro a Merli" è specificamente descritto come una sopraelevazione realizzata con Merli Ghibellini.
• Posizione: Questa struttura si trova sul muraglione in mattoni del Vallo che delimita il castello.
• Struttura e Dimensioni: Il muraglione è sopraelevato per circa 3 metri. Questa parte è costruita con un muro di minore spessore rispetto al muraglione principale (il quale ha uno spessore tra 1 e 2 metri).
• Funzione: Lo scopo principale di questa struttura a Merli Ghibellini era proteggere i movimenti dei difensori interni che si trovavano sul cammino di ronda.
• Contesto Storico e Stile:
-- I Merli Ghibellini (a coda di rondine) sono tipici dello stile di fortificazione legato ai Ghibellini (fazione che sosteneva l'imperatore), in contrasto con i merli guelfi (a sezione rettangolare).
-- Una sezione del castello, in particolare una torre che si ritiene fosse l'accesso più antico, avrebbe avuto certamente un piano superiore a merlature, secondo lo stile caratteristico comune a molti castelli o cassi che si sono conservati nella zona. Questa torre è considerata precedente al possesso di Oldrado Lampugnani.
• Condizione Attuale: Purtroppo, questo sopraelevamento, essenziale per la funzione difensiva, "manca in molta parte del muraglione" a causa delle distruzioni avvenute nel tempo.
PE-n1111-fabbricati-castello.mp4 - Discussione: Fabbricati del Castello.
Certamente. I Fabbricati del Castello (riferendosi al Castello di Legnano) presentano una complessa storia architettonica, risultando da diverse epoche di costruzione, stili e modifiche.
Di seguito sono descritte le principali sezioni e caratteristiche dei fabbricati che compongono il complesso:
1. Il Fabbricato Principale (Ala Trecentesca)
Entrando dal portone del torione, il fabbricato principale si presenta sulla destra come un grande palazzo signorile ad angolo.
• Epoche di Costruzione: Accusa diverse epoche di costruzione. La primissima parte è datata al Trecento.
• Sezione di Ottone Visconti: La prima parte, per una lunghezza di 20 metri, è ritenuta evidentemente dell'epoca di Ottone Visconti.
-- Caratteristiche Architettoniche: In questa sezione, tutte le finestre sono ad arco a tutto centro. Gli archi sono realizzati con mattoni coniformi il cui spessore radiale cresce verso la sommità dell'arco.
-- Materiali: I mattoni sono descritti come di ottimo materiale, duro e compatto, e hanno resistito egregiamente alle intemperie.
-- Stato Attuale: Purtroppo, molte finestre hanno subito distruzioni parziali o totali a causa dei "capricci umani di apportare varianti".
• Altezza e Pianti: Il fabbricato era originariamente a due piani e possedeva un ampio cantinato semisotterraneo, considerato adattissimo come camerone per un'imponente scorta di armati.
2. La Torre di Accesso (Corpo a Base Quadrata)
A seguire la prima parte maggiore del fabbricato si trova un tratto a base quadrata.
• Dimensioni: Un lato di questo corpo è esattamente uguale allo spessore del fabbricato continuo precedente, ovvero 7,5 metri.
• Funzione Ipotizzata: Questo corpo ha tutta l'apparenza di essere stato la torre di accesso al castello prima della costruzione del Torione attuale e del Vallo Murato.
• Cronologia: Un esame della muratura rivela che fu costruito dopo il grande fabbricato a cui è appoggiato, ma prima del corpo che lo segue, formando un gruppo di tre corpi apparentemente unico.
-- Si vorrebbe ritenere che questa torre sia posteriore al possesso di Ottone Visconti, ma con molta verosimiglianza sia precedente al possesso di Oldrado Lampugnani.
-- Non essendo elencata nell'atto di vendita del 1426 dai Crivelli a Oldrado, o non esisteva ancora, o faceva parte della sezione Visconti ceduta successivamente a Oldrado.
• Caratteristiche Architettoniche:
-- Le porte principali sono costituite da archi a tutto centro, secondo lo stile trecentesco.
-- Gli archi sono formati da bei mattoni cunei formi, disposti in quattro ordini di cerchi concentrici, con spessore radiale variabile e con tasselli e serraglie d'arco in calcare duro di Vigiù.
-- Si ipotizza che la torre avesse certamente un piano superiore a merlature, nello stile caratteristico comune a molti castelli (o cassi) della zona.
3. I Fabbricati Aggiuntivi di Oldrado Lampugnani (Stile Neo-Barocco)
Alla torre fa seguito un altro corpo di fabbricato costruito da Oldrado Lampugnani.
• Dimensioni: Questo corpo è lungo 30 metri e prosegue con altri 24 metri in un'ala squadrata.
• Ala di Mezzodì: L'ala squadrata, chiamata Ala di Mezzodì, ha la sua facciata esattamente di fronte a chi entra dal torione maggiore nella corte del castello.
• Stile e Modifiche:
-- La seconda parte e il braccio ad angolo appaiono di stile barocco, ma mantengono una sobria linea.
-- L'ala di Mezzodì e la parte precedente ad angolo sono dello stesso stile neo-barocco.
-- L'ala di Mezzodì presenta ampi balconcini ad ogni balaustra del piano superiore, ritenuti "graziosi" ma contrastanti con la costruzione lombarda della parte maggiore dei fabbricati.
-- Si è osservato che il lato di ponente del fabbricato ad angolo in alcuni punti lascia intravedere l'esistenza di finestre a bifora di stile nettamente sforzesco (con rettangolo affrescato a medaglioni sovrastante la bifora ogivale).
• Affreschi Esterni (Ala di Mezzodì e Settentrione): Quest'ala è affrescata sulle facciate di settentrione e di mezzodì con grandi pannelli a chiaro-scuro, divisi da lesene che contengono trofei ornamentali di varia natura. Purtroppo, gli affreschi sono molto sbiaditi e di difficile interpretazione.
-- Facciata di Mezzodì: Nei pannelli si riconoscono scene simboliche artigiane dei mesi dell'anno e nelle lesene gruppi di strumenti musicali a fasci incrociati.
-- Facciata di Settentrione: Nei pannelli si trovano figure simboliche di animali chimerici, sopra i quali pendono stemmi a cartoccio, anch'essi quasi svaniti.
-- Stemma Tardo: Sulla facciata di settentrione è sovrapposto agli affreschi un grande stemma dei Lampugnani di epoca tarda, utilizzato da Francesco Maria Lampugnani (1695-1729), a simboleggiare la sua presa di possesso definitiva del castello.
• Interni (Ala di Mezzodì): Sebbene non vi siano elementi artistici di rilievo all'interno dei fabbricati, i locali sono ariosi e prestano a varie sistemazioni. L'Ala di Mezzodì, al piano terreno, costituiva in origine un unico locale vasto e alto con belle volte a botte, noto come il salone delle feste da ballo.
4. Altre Strutture Contenute nel Vallo
• Canva (Cisterna Profonda): Nel recinto quadrato del Vallo sono contenute altre costruzioni che non destano particolare interesse, ad eccezione della Canva.
-- La Canva era il deposito per la neve (la cisterna profonda di oltre 8 metri).
-- È menzionata solo in relazione ai passaggi sotterranei, dove si ritiene nasconda l'imbocco di un cunicolo murato in direzione San Vittore.
PE-n1112-castello-Legnano.mp4 - QGLA186-castello-6270-6970.mp3 -
Il testo fornisce una dettagliata descrizione architettonica di un castello storico, analizzando le diverse fasi costruttive che ne rivelano una complessa evoluzione nel tempo. L'edificio principale, entrando dal torrone, mostra una sezione iniziale trecentesca attribuibile all'epoca di Ottone Visconti, caratterizzata da finestre ad arco a tutto centro con mattoni ben conservati. A questa sezione si accosta un corpo di fabbricato più tardo, probabilmente un'antica torre di accesso con elementi trecenteschi, che in seguito fu inglobata nel complesso. La parte più recente fu edificata da Oldrado Lampugnani in stile barocco sobrio e comprende un'ala con tracce di finestre sforzesche e un'ala affrescata con scene simboliche dei mesi e stemmi dei Lampugnani.
PE-n1113-edificio-principale.mp4 - Discussione: Edificio principale.
L'“Edificio principale” (o fabbricato principale) del castello in discussione è descritto come un grande palazzo signorile ad angolo che si presenta immediatamente a destra (a tutta destra) entrando dal portone del torione. Questo complesso edilizio rivela diverse epoche di costruzione, formando un "Tutto apparentemente unico" composto da almeno tre corpi principali.
Ecco una discussione dettagliata basata sulle informazioni fornite:
Epoche e Struttura Generale
L'edificio principale è caratterizzato dalla coesistenza di due stili architettonici principali:
1. La Parte Trecentesca (Visconti):
-- La primissima parte del fabbricato, lunga 20 metri, è evidentemente dell'epoca di Ottone Visconti ed è di stile trecentesco.
-- Struttura: Era originariamente a due piani e possedeva un ampio cantinato semisotterraneo, considerato adatto come camerone per un'imponente scorta di armati.
-- Finestre: Tutte le finestre sono ad arco a tutto centro. Gli archi sono costruiti con mattoni coniformi il cui spessore radiale cresce verso la sommità. Questi mattoni sono di ottimo materiale, duro e compatto, e hanno egregiamente resistito alle intemperie, sebbene molte finestre abbiano subito distruzioni parziali o totali a causa di modifiche umane.
2. La Parte Posteriore (Lampugnani / Barocco):
-- La seconda parte e il braccio ad angolo appaiono di stile barocco, sebbene in una sobria linea.
-- Questa sezione, costruita da Oldrado, segue la parte trecentesca ed è composta da un tratto dritto lungo 30 metri e un'ala squadra (ala di mezzodì) di altri 24 metri.
La Presunta Torre di Accesso
Adiacente alla parte maggiore trecentesca (quella lunga 20 metri) segue un tratto di fabbricato a base quadrata.
• Dimensioni: Il lato quadrato è di 7,5 metri, esattamente pari allo spessore del fabbricato maggiore.
• Funzione Antica: Si ritiene che questo corpo fosse la torre di accesso al castello precedente l'attuale Bertorione e il Vallo Murato.
• Costruzione: Un esame della muratura suggerisce che fu costruito dopo il grande fabbricato a cui è appoggiato, ma prima del corpo che gli segue.
• Stile e Dettagli: Le porte principali di questa torre sono in stile trecentesco, con archi a tutto centro formati da bei mattoni cunei formi disposti in quattro ordini di cerchi concentrici. Gli archi presentano serraglie e tasselli in calcare duro di Vigiù.
• Stato Originale: Avrebbe avuto un piano superiore a merlature, tipico di molti castelli conservati nella zona.
• Posizione: Costituiva probabilmente l'ingresso più antico del castello, rivolto verso ponente (ovest).
La torre è ritenuta posteriore al possesso di Ottone Visconti ma verosimilmente precedente a quello di Oldrado Lampugnani.
L'Ala Costruita da Oldrado
Il fabbricato che segue la presunta torre fu costruito da Oldrado Lampugnani ed è formato da due ali ad angolo.
Stili e Modifiche:
• Lato di Ponente (Ovest): In alcuni punti si notano tracce di finestre a bifora di stile nettamente sforzesco, con un rettangolo affrescato a medaglioni sovrastante la bifora ogivale.
• Lato di Levante (Est): La facciata è stata intonacata e tutte le finestre sono state modificate nel 1547 da Oldrado II in stile neo barocco.
• Ala di Mezzogiorno (Sud): Anche questa ala è dello stesso stile barocco e presenta graziosi balconcini con balaustra al piano superiore, contrastando con la costruzione lombarda della parte maggiore.
Affreschi:
L'Ala di Mezzogiorno è affrescata sulle facciate di settentrione e di mezzodì. Gli affreschi sono divisi in grandi pannelli a chiaro oscuro separati da lesene contenenti trofei ornamentali. Purtroppo, sono molto sbiaditi e di difficile interpretazione.
• Facciata di Mezzodì: Si riconoscono scene simboliche artigiane dei mesi dell'anno nei pannelli e motivi ornamentali di gruppi di strumenti musicali a fasci incrociati nelle lesene.
• Facciata di Settentrione: Troviamo figure simboliche di animali chimerici nei pannelli, sopra i quali pendono stemmi a cartoccio quasi svaniti.
• Stemma Tardo: Sulla facciata di settentrione è sovrapposto, sul lato sinistro degli affreschi, un grande stemma dei Lampugnani di epoca tarda, usato da Francesco Maria Lampugnani (1695-1729). Questo stemma simboleggia la presa di possesso definitiva di Francesco Maria dopo la sua vittoria in una contesa per il castello.
Interni e Arredamento
Gli interni, pur mancando di elementi artistici, sono ariosi e adatti a varie sistemazioni.
• Ala di Mezzodì:
-- Il piano terreno costituiva un unico, vasto e alto locale con belle volte a botte, utilizzato un tempo come salone delle feste da ballo.
-- Il piano superiore era diviso in tre locali fin dall'origine.
• Stato Attuale: Alcune esili divisioni utilitarie furono fatte per alloggiare i contadini della tenuta agricola, e queste dovrebbero essere abbattute durante i restauri.
Riguardo l'arredamento mobile, il castello era quasi completamente spogliato a partire dal 1906. In un locale sopra il salone delle feste si conservava un antico lettone artistico in legno con quattro torciglioni a candelabro. Questo era un lavoro del primo barocco e si ritiene che appartenesse a Oldrado II. Tale letto è stato asportato dai Cornaggia ed è ritenuto un oggetto che dovrà far parte del castello restaurato.
Altri beni asportati includevano:
• Un quadro (tela 80 cm x...) raffigurante un Ecce Homo, attribuito con molta verosimiglianza al Guercino (acquistato nel 1939 dal commendator Cerini Enrico).
• Due ritratti ovali ottocenteschi (circa 60 cm x 90) raffiguranti un membro Cornaggia in veste di cacciatore e sua moglie in veste di popolana.
• Un armadione ottocentesco contenente documenti seicenteschi relativi alle proprietà del castello e dei Cornaggia.
PE-n1114-stile-architettonico.mp4 - Discussioni: Stile architettonico.
L'analisi dello stile architettonico dell'Edificio Principale del castello rivela una stratificazione storica che abbraccia almeno due epoche principali e diversi interventi di modifica, risultando in un complesso che, sebbene costituito da tre corpi distinti, forma un "Tutto apparentemente unico".
Le epoche stilistiche principali sono il Trecento e il Barocco, con tracce del periodo Sforzesco.
1. Stile Trecentesco (Epoca Visconti)
La primissima parte del fabbricato (lunga 20 metri), evidentemente risalente all'epoca di Ottone Visconti, è di stile trecentesco.
Gli elementi distintivi di questa fase includono:
• Finestre ad Arco a Tutto Centro: Tutte le finestre sono caratterizzate da archi a tutto centro.
• Tecnica Costruttiva: Gli archi sono realizzati con mattoni coniformi il cui spessore radiale cresce verso la sommità dell'arco. Questi mattoni sono di materiale ottimo, duro e compatto, e hanno ben resistito alle intemperie, nonostante le finestre abbiano subito distruzioni parziali o totali a causa di modifiche umane.
• La Torre di Accesso: Il tratto di fabbricato a base quadrata che segue la parte maggiore (presunta torre di accesso più antica del castello) presenta anch'esso porte principali in stile trecentesco. Queste porte hanno archi a tutto centro formati da belli mattoni cunei formi disposti in quattro ordini di cerchi concentrici, con spessore radiale variabile. Gli archi includono anche tasselli e serraglie in calcare duro di Vigiù.
• Merlature: Si presume che questa torre avesse un piano superiore a merlature, in linea con lo stile caratteristico comune a molti castelli conservati nella zona. Questa torre è ritenuta posteriore al possesso di Ottone Visconti ma probabilmente precedente a quello di Oldrado Lampugnani.
2. Tracce di Stile Sforzesco
Nel fabbricato ad angolo costruito da Oldrado Lampugnani (che segue la torre), nella prima parte si riconoscono alcune tracce di uno stile intermedio:
• Finestre a Bifora: Sul lato di ponente (ovest) di questo corpo si possono ancora individuare segni che indicano la presenza di finestre a bifora di stile nettamente sforzesco.
• Decorazioni: Queste bifore ogivali erano sormontate da un rettangolo affrescato a medaglioni.
3. Stile Barocco / Neo-Barocco (Modifiche Lampugnani)
La seconda parte dell'Edificio Principale e il braccio ad angolo (l'Ala di Mezzogiorno) appaiono di stile barocco, sebbene in una linea sobria.
Le modifiche più significative in questo stile furono apportate da Oldrado II nel 1547:
• Modifica delle Finestre: Tutta la facciata di levante (est) è stata intonacata e le finestre sono state modificate nello stile neo barocco nel 1547.
• L'Ala di Mezzogiorno: Anche l'Ala di Mezzogiorno è dello stesso stile. Questa sezione presenta graziosi balconcini con balaustra al piano superiore. L'aspetto generale di questo fabbricato contrasta con la precedente costruzione lombarda della parte maggiore.
• Affreschi Esterni: L'Ala di Mezzogiorno è affrescata sulle facciate di settentrione e di mezzodì con grandi pannelli a chiaro oscuro separati da lesene contenenti trofei ornamentali.
-- Sulla facciata di mezzodì si riconoscono scene simboliche artigiane dei mesi dell'anno nei pannelli e motivi ornamentali di gruppi di strumenti musicali a fasci incrociati nelle lesene.
-- Sulla facciata di settentrione si trovano figure simboliche di animali chimerici nei pannelli, sormontati da stemmi a cartoccio quasi svaniti.
• Arredamento (Primo Barocco): Coerentemente con le modifiche architettoniche, nell'interno era conservato un antico lettone artistico in legno con torciglioni a candelabro, descritto come un lavoro del primo barocco, che si ritiene appartenesse a Oldrado II.
PE-n1115-affreschi-decorazioni.mp4 - Discussioni: Affreschi e decorazioni.
Gli affreschi e le decorazioni fisse presenti nell'Edificio Principale del castello si concentrano principalmente nell'Ala di Mezzogiorno, che fa parte del fabbricato ad angolo costruito da Oldrado Lampugnani.
Sebbene gli interni dei fabbricati non presentino elementi artistici degni di nota, eccezion fatta per le belle volte a botte del piano terreno dell'Ala di Mezzogiorno, l'interesse decorativo risiede nelle facciate esterne.
Affreschi e Decorazioni Esterne (Ala di Mezzogiorno)
L'Ala di Mezzogiorno è affrescata su entrambe le facciate di settentrione e di mezzodì.
Stile e Condizione:
• Gli affreschi sono composti da grandi pannelli a chiaro oscuro.
• Questi pannelli sono separati da lesene che contengono trofei ornamentali di varia natura.
• Purtroppo, gli affreschi sono molto sbiaditi a causa dell'azione delle intemperie, rendendone difficile l'interpretazione.
Contenuto Delle Decorazioni:
• Facciata di Mezzodì: Nei pannelli si riconoscono scene simboliche artigiane dei mesi dell'anno. Nelle lesene è presente un motivo ornamentale di gruppi di strumenti musicali a fasci incrociati.
• Facciata di Settentrione: Qui si trovano nei pannelli figure simboliche di animali chimerici. Al di sopra di queste figure pendono stemmi a cartoccio che sono quasi del tutto svaniti.
Lo Stemma Tardivo dei Lampugnani
Sulla facciata di settentrione, sovrapposto al lato sinistro degli affreschi descritti, è presente un grande stemma dei Lampugnani di epoca tarda.
• Questo stemma era in uso da Francesco Maria Lampugnani (attivo tra il 1695 e il 1729).
• Si ritiene che tale stemma rappresenti la presa di possesso definitivo di Francesco Maria in seguito al suo trionfo nella grande contesa per il castello.
Tracce di Decorazioni Precedenti (Stile Sforzesco)
Sebbene gran parte del fabbricato ad angolo sia stato modificato in stile neo barocco nel 1547 da Oldrado II, la prima parte di questo fabbricato conserva tracce di uno stile precedente sul lato di ponente.
• In alcuni punti si riconosce la presenza originaria di finestre a bifora di stile nettamente sforzesco.
• Queste bifore ogivali erano sormontate da un rettangolo affrescato a medaglioni.
Elementi Mobili e Mancanti
Sebbene non facciano parte delle decorazioni fisse (affreschi), i documenti menzionano elementi artistici e decorativi mobili che erano o dovrebbero far parte del castello restaurato:
• Il castello, al 1906, era quasi completamente spogliato.
• Era conservato un lettone artistico antico in legno (lavoro del primo barocco, attribuito a Oldrado II) che è stato asportato.
• Vi era un quadro raffigurante un Ecce Homo, attribuito con molta verosimiglianza al Guercino (asportato nel 1939).
• Non è conservato alcun cammino degli stemmi immobiliari nel castello, ma il museo possiede diversi esemplari degli stemmi dei Lampugnani, Visconti e Crivelli che un giorno "allieteranno le sale del castello".
PE-n1116-struttura-locali.mp4 - Discussioni; Struttura e locali.
L'Edificio Principale, situato immediatamente a tutta destra (o di facciata) entrando dal portone del torione, è un grande palazzo signorile ad angolo. Sebbene sia costituito da almeno tre corpi di fabbrica di epoche diverse, il complesso forma un "Tutto apparentemente unico".
La struttura e i locali interni possono essere analizzati in base alle diverse sezioni storiche del fabbricato:
1. La Parte Trecentesca (Epoca Ottone Visconti)
La prima sezione del fabbricato, che si estende per una lunghezza di 20 metri, risale all'epoca di Ottone Visconti.
• Piani: Il fabbricato era originariamente a due piani.
• Cantinato: Possedeva un ampio cantinato semisotterraneo.
• Utilizzo del Cantinato: Questo spazio era considerato adattissimo come camerone per una imponente scorta di armati.
2. La Presunta Torre di Accesso
Segue la parte maggiore trecentesca un tratto di fabbricato a base quadrata.
• Dimensioni: Il lato quadrato misura 7,5 metri, esattamente pari allo spessore del fabbricato continuo cui è appoggiato.
• Altezza e Continuità: Attualmente, questa torre ha la stessa altezza del fabbricato vicino, e sia il tetto che l'altezza dei pavimenti sono poco differenti, rendendo la connessione organica.
• Struttura Originaria: Si ritiene che questa struttura fosse la torre di accesso al castello precedente l'attuale Bertorione e il Vallo Murato. Avrebbe avuto un piano superiore a merlature, secondo lo stile caratteristico di molti castelli della zona.
3. I Fabbricati di Oldrado (Sezione Barocca)
Alla presunta torre segue il corpo di fabbricato costruito da Oldrado Lampugnani.
• Sezione Dritta: Questa parte è lunga 30 metri ed è tutta dritta.
• Ala di Mezzogiorno (Ala squadra): Si aggiunge un'ala squadra di altri 24 metri, la cui facciata è rivolta verso chi entra dal torione maggiore nella corte del castello.
L'Ala di Mezzogiorno: Locali e Destinazione d'Uso
L'Ala di Mezzogiorno in stile barocco presenta suddivisioni specifiche:
• Piano Terreno: Costituiva un unico locale vasto ed alto.
-- Volte: Presentava belle volte a botte.
-- Funzione: Era anticamente utilizzato come salone delle feste da ballo.
• Piano Superiore: Era divisa sin dall'origine in tre locali.
-- Arredamento Storico: In un locale soprastante al salone (quindi al piano superiore) si conservava in passato un lettone artistico antico in legno con quattro torciglioni a candelabro. Questo mobile, lavoro del primo barocco, si ritiene appartenesse a Oldrado II.
Sistemazione Interna Generale
Sebbene i fabbricati interni manchino di elementi artistici di rilievo, i locali sono descritti come ariosi e si prestano a ottime sistemazioni per vari scopi.
• Modifiche Non Originali: Per un futuro restauro, è necessario abbattere talune esili divisioni utilitarie che furono aggiunte in tempi successivi per alloggiare i contadini della tenuta agricola.
PE-n1117-castello-Legnano.mp4 - QGLA187-castello-6270-6973.mp3
Il brano descrive lo stato dell'arredamento mobile del Castello a partire dal 1906, evidenziando come esso fosse già in gran parte spogliato, sebbene i proprietari mantenessero alcuni locali agibili con mobili contemporanei. Viene menzionato in particolare un antico lettone artistico in legno del primo barocco, probabilmente appartenuto a Galeazzo II, che è stato successivamente rimosso. Il testo prosegue elencando alcune opere d'arte rimanenti, come un quadro dell'Ecce Homo attribuito al Guercino, e due ritratti ovali ottocenteschi dei Cornaggia, specificandone le attuali ubicazioni fuori dal Castello. Infine, si fa riferimento alla rimozione di un armadio contenente documenti seicenteschi relativi alle proprietà, concludendo con la speranza che i camini provenienti dalle collezioni Lampugnani, Visconti e Crivelli, attualmente in un museo, possano presto arricchire le sale del Castello restaurato.
PE-n1118-arredamento-castello.mp4 - Discussione: Arredamento Castello.
Certamente. La discussione sull'Arredamento mobile del Castello si basa sulle informazioni relative allo stato in cui versava la struttura, specialmente dal Certamente. La discussione sull'Arredamento mobile del Castello si basa sulle informazioni relative allo stato in cui versava la struttura, specialmente dal 1906 in avanti, e sui beni che sono stati asportati dai precedenti proprietari.
Stato Generale e Arredamento Storico
A partire dal 1906, il castello era già praticamente spogliato di quasi tutto. Nonostante ciò, i proprietari dell'epoca mantenevano alcuni locali in buon assetto per goderne durante la stagione propizia, arredandoli con il mobilio dell'epoca in corso.
Il pezzo di arredamento storico più significativo conservato era:
• Il Lettone Artistico Antico: Si trovava in un locale soprastante al salone delle feste nell'Ala di Mezzogiorno (sezione barocca dell'Edificio Principale). Era realizzato in legno e presentava quattro torciglioni a candelabro agli angoli.
• Stile e Appartenenza: Era un lavoro del primo barocco e si ritiene che fosse appartenuto a Oldrado II, il quale aveva rifatto gran parte del castello.
• Destino: Questo letto è stato asportato dai Cornaggia stessi e portato nella loro villa di Mozzate Seprio.
• Futuro: Viene espressamente indicato come un oggetto che non potrà mancare nel castello restaurato.
Quadri e Documenti Asportati
Oltre al lettone, i beni asportati includono alcuni quadri e documenti:
1. Quadro "Ecce Homo":
-- Si trovava in una sala da pranzo.
-- Soggetto: Un Ecce Homo, con Cristo coronato di spine, raffigurato a tre quarti di busto e seduto su una seggiola, mentre reggeva in mano una verga di comando.
-- Dettagli Tecnici: La tela misurava 80 cm per x2.
-- Attribuzione: È attribuito con molta verosimiglianza al Guercino.
-- Destino: Fu acquistato nel 1939 dal commendator dottor ingegner Cerini Enrico di Legnano, che era presidente della sezione storica legnanese.
2. Ritratti Ovali Ottocenteschi:
-- Due ritratti ovali di circa 60 cm x 90.
-- Soggetti: Uno raffigurava un membro della famiglia Cornaggia a mezzo busto in veste di cacciatore; l'altro raffigurava sua moglie in veste di popolana che offriva un vassoio di frutta fresca.
-- Destino: Queste due tele sono attualmente in possesso del signor Granada Luigi a Milano.
3. Armadione e Documenti:
-- Si trattava di un armadione ottocentesco.
-- Contenuto: Conteneva altre carte dell'amministrazione Cornaggia e, in particolare, una decina di cartelle con documenti seicenteschi.
-- Oggetto dei Documenti: Tali documenti si riferivano alle proprietà del castello e ad altre proprietà dei Cornaggia stessi situate a Besnate.
-- Destino: L'armadione e tutto il suo contenuto furono asportati dai Cornaggia verso il 1929. Lo scrivente non è a conoscenza di cosa sia tuttora conservato.
Stemmi e Decorazioni Immobiliari
Non è conservato nessun cammino degli stemmi immobiliari all'interno del castello.
Tuttavia, il museo possiede parecchi stemmi che provengono dalle proprietà delle famiglie Lampugnani, Visconti e Crivelli. Si auspica che questi stemmi, un giorno, allieteranno le sale del castello restaurato.
PE-n1119-letti-antichi.mp4 - Discussione: Letti antichi.
La discussione sui letti antichi nel contesto dei materiali forniti si concentra su un unico, ma significativo, pezzo di arredamento storico mobile presente nell'Edificio Principale del castello.
Il Lettone Artistico Antico
Un elemento di arredamento di particolare rilievo era il lettone artistico antico in legno.
1. Descrizione e Stile:
-- Il letto era dotato di quattro torciglioni a candelabro agli angoli.
-- Viene classificato come un lavoro del primo barocco.
-- Si ritiene che fosse certamente appartenuto a Oldrado II, noto per aver compiuto numerosi rifacimenti al castello.
2. Posizione Storica:
-- Questo mobile si conservava in un locale soprastante al salone. Questo salone era il vasto e alto locale al piano terreno dell'Ala di Mezzogiorno (la sezione barocca dell'Edificio Principale), un tempo usato come salone delle feste da ballo (come discusso in precedenza).
3. Destino e Rilevanza per il Restauro:
-- Il castello, a partire dal 1906, risultava già praticamente spogliato di quasi tutto.
-- Il lettone artistico è stato asportato dai Cornaggia stessi e portato nella loro villa di Mozzate Seprio.
-- Nonostante l'asportazione, viene considerato un oggetto che non potrà mancare nel castello restaurato.
Altri Riferimenti
Mentre i documenti relativi al castello si focalizzano su questo unico pezzo di mobilio antico, altri contesti menzionano semplicemente le aree destinate al riposo, ma senza dettagli sull'arredamento:
• Per quanto riguarda le strutture sotterranee di Gaza, le fonti notano che queste "autostrade invisibili" nascondono dormitori per combattenti, ma non forniscono alcuna descrizione di letti o arredamenti antichi in tali contesti.
PE-n1120-quadri-attribuiti.mp4 - Discussione: Quadri attribuiti.
Certamente. La discussione sui Quadri attribuiti (o la cui attribuzione è stata avanzata) si basa sui beni mobili che erano presentiCertamente. La discussione sui Quadri attribuiti (o la cui attribuzione è stata avanzata) si basa sui beni mobili che erano presenti o sono stati asportati dall'Edificio Principale del castello.
L'unico quadro di cui si menziona un'attribuzione autorevole è:
L'Ecce Homo attribuito al Guercino
Un quadro raffigurante un Ecce Homo era conservato in una sala da pranzo del castello.
• Soggetto: Il quadro raffigurava Cristo incoronato di spine (un Ecce Homo), mostrato a tre quarti di busto e seduto su una seggiola, mentre reggeva in mano una verga di comando.
• Dimensioni: La tela aveva le dimensioni di 80 cm per x2.
• Attribuzione: L'opera è attribuita con molta verosimiglianza al Guercino.
• Destino: Il quadro fu acquistato nel 1939 dal commendator dottor ingegner Cerini Enrico di Legnano, che ricopriva la carica di presidente della sezione storica legnanese.
Ritratti Ottocenteschi
Oltre al quadro attribuito al Guercino, le fonti menzionano l'esistenza di due ritratti che, sebbene non attribuiti a maestri specifici, rappresentavano membri della famiglia Cornaggia:
• Descrizione: Si trattava di due ritratti ovali ottocenteschi.
• Dimensioni: Le tele misuravano circa 60 cm x 90.
• Soggetti: I ritratti raffiguravano:
1. Un membro della famiglia Cornaggia a mezzo busto in veste di cacciatore.
2. Sua moglie in veste di popolana che offriva un vassoio di frutta fresca.
• Destino: Queste due tele sono attualmente in possesso del signor Granada Luigi a Milano.
Questi quadri facevano parte del mobilio che, a partire dal 1906, era stato in gran parte spogliato dal castello.
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PE-n1121-documenti-seicenteschi.mp4 - Discussione: Documenti seicenteschi.
I documenti seicenteschi in questione facevano parte dell'arredamento mobile e dei beni storici conservati nell'Edificio Principale del castello, prima di essere asportati.
Ecco i dettagli specifici riguardanti tali documenti:
• Contenuto e Ubicazione: I documenti consistevano in una decina di cartelle con documenti seicenteschi. Erano conservati all'interno di un armadione ottocentesco.
• Oggetto: Questi documenti si riferivano alle proprietà del castello. Facevano inoltre riferimento ad altre proprietà dei Cornaggia stessi in Besnate.
• Contesto Amministrativo: I documenti erano conservati assieme ad altre carte dell'amministrazione della famiglia Nagia (presumibilmente Cornaggia).
• Destino: L'armadione contenente le cartelle seicentesche fu asportato dalla famiglia Cornaggia verso il 1929.
• Stato Attuale: Chi scrive, purtroppo, non è a c
PE-n1122-carte-proprieta.mp4 - Discussione: Carte proprietà.
Certamente. La discussione sulle Carte proprietà (o documenti relativi alle proprietà) si basa sulle informazioni relative ai beni archivistici che erano conservati nel castello prima di essere asportati.
Documenti Seicenteschi Riguardanti le Proprietà
L'informazione principale riguarda un gruppo specifico di documenti storici:
• Contenuto: I beni includevano una decina di cartelle con documenti seicenteschi.
• Oggetto: Tali documenti erano specificamente riferiti alle proprietà del castello. Inoltre, facevano riferimento ad altre proprietà dei Cornaggia stessi in Besnate.
• Contesto di Conservazione: Queste cartelle erano conservate all'interno di un armadione ottocentesco. Erano mescolate con altre carte dell'amministrazione Nagia (che si presume si riferisca ai Cornaggia).
Asportazione e Stato Attuale
• Asportazione: L'armadione e tutto il suo contenuto, incluse le cartelle contenenti i documenti seicenteschi relativi alle proprietà, fu asportato dai Cornaggia verso il 1929.
• Stato Attuale: Non è noto cosa sia tuttora conservato di quel materiale.
In sintesi, le carte di proprietà più rilevanti menzionate sono documenti del Seicento che attestavano la proprietà del castello e di altri beni a Besnate, e che sono state rimosse dal sito attorno al 1929.
PE-n1123-flotta-ombra.mp4 -
Il testo descrive in dettaglio una drammatica operazione militare condotta dalla Francia il 2 ottobre 2025, che ha segnato un'escalation decisiva nella guerra ibrida tra la NATO e la Russia. Le forze speciali francesi hanno sequestrato la petroliera Borakai, una nave della cosiddetta "flotta ombra" russa, perché sospettata di aver lanciato droni che una settimana prima avevano paralizzato l'aeroporto di Copenaghen. Questa azione audace non solo ha risposto a un attacco ibrido precedentemente negabile, ma ha anche fatto crollare le due principali dottrine di guerra ibrida di Putin, ovvero la "zona grigia" e lo "scudo civile", trasformando centinaia di navi cisterna russe in obiettivi militari legittimi e mettendo a repentaglio il finanziamento della guerra russa attraverso il commercio illegale di petrolio. L'operazione della Francia, sostenuta incondizionatamente dalla NATO, ha stabilito un precedente storico che minaccia di paralizzare l'intera flotta ombra russa a causa della perdita di coperture assicurative e dell'accesso ai porti internazionali.
PE-n1124-flotta-ombra.mp4 - Discussione: Flotta Ombra Russa.
La Flotta Ombra Russa (Russian shadow fleet) è descritta nelle fonti come uno strumento cruciale e oscuro della dottrina di guerra ibrida della Russia, evolutosi da un meccanismo di elusione delle sanzioni a una piattaforma per attacchi militari.
Ecco una discussione dettagliata basata sulle informazioni disponibili:
Definizione e Scopo Iniziale
La Flotta Ombra è composta da oltre 600 petroliere arrugginite e non assicurate che la Russia ha costituito per eludere le sanzioni internazionali.
Il suo scopo principale è vitale per Mosca:
• Elusione delle Sanzioni: È stata creata come una soluzione "brillante ma egualmente non etica" per contrastare le sanzioni occidentali.
• Finanziamento della Guerra: La flotta ha il solo obiettivo di vendere segretamente il petrolio russo soggetto a sanzioni ai mercati mondiali, principalmente India e Cina. Questo sistema di contrabbando convoglia centinaia di milioni di dollari necessari quotidianamente per finanziare la guerra in Ucraina nelle casse del Cremlino.
• Anatomia Economica: La Flotta Ombra non era un mero espediente, ma l'ultima ancora di salvezza dell'economia russa e il suo "tallone d'Achille" che permetteva a Putin di continuare il conflitto.
Struttura e Tattiche di Occultamento
Queste navi sono generalmente vecchie, arrugginite, spesso pericolose e mal mantenute. Per nascondere la loro identità, utilizzano diverse tattiche:
• Sono registrate a società di comodo (shell companies) di cui nessuno ha mai sentito parlare.
• Cambiano costantemente le bandiere, utilizzando registri di paesi come la Liberia e Panama.
• Per operare come "fantasmi" (ghosts), spengono i loro transponder AIS (Automatic Identification System) per nascondere le loro posizioni.
Evoluzione della Minaccia: Da Contrabbandieri a Cavalli di Troia
Inizialmente, queste navi erano semplicemente fantasmi che trasportavano petrolio illegale. Tuttavia, la loro funzione si è evoluta.
• Strumento della "Zona Grigia": La Flotta Ombra era lo strumento più oscuro della dottrina della "zona grigia" di Putin. Questa dottrina mira a logorare costantemente la NATO con attacchi di basso livello che possono essere negati (deniable attacks), paralizzando i meccanismi decisionali dell'alleanza.
• Cavalli di Troia: Le navi sono state trasformate in veri e propri "Cavalli di Troia" ancorati nei porti europei, camuffati da navi da carico civili. Vengono usate non solo per aggirare le sanzioni, ma anche per attaccare la NATO.
• Piattaforme Terroristiche Mobili: La nuova minaccia utilizzata è lo lancio di sciami di droni da questi vasi mascherati. Queste petroliere dall'aspetto civile sono state convertite in basi terroristiche galleggianti capaci di seminare il panico nei porti europei. Le indagini hanno rivelato come decine di droni kamikaze potessero essere lanciati da un modulo posizionato sul ponte di una petroliera che assomiglia a un container di spedizione standard.
Il Caso Borakai e il Crollo della Dottrina Ibrida
L'incidente della petroliera Borakai ha segnato il momento in cui la guerra ibrida è salita sul palcoscenico europeo.
• L'Attacco di Copenhagen: La Borakai (battente bandiera liberiana e appartenente a una compagnia di facciata negli Emirati Arabi Uniti) era sospettata di aver lanciato i droni che avevano paralizzato l'aeroporto di Copenhagen a settembre 2025.
• L'Operazione Francese: Il 2 ottobre 2025, la Marina francese e le forze speciali della NATO hanno sequestrato la Borakai al largo della costa di Le Havre, Francia, dopo che i rapporti di intelligence avevano indicato la nave come possibile fonte dell'attacco. L'operazione è stata condotta all'alba con rapidità, durata meno di 10 minuti, e si è conclusa con l'ammaino della bandiera russa.
• Conseguenze Strategiche: Il sequestro è visto come l'inizio del crollo dell'intera Flotta Ombra e il fallimento di due dottrine fondamentali della guerra ibrida russa:
1. La Dottrina della Zona Grigia: L'azione militare della Francia ha dichiarato che la soglia era stata superata, trasformando la zona ambigua e nebbiosa in una pericolosa linea rossa.
2. La Dottrina dello Scudo Civile: Questa tattica, che utilizzava navi civili (come la Borakai) per scopi militari credendo sarebbero rimaste intoccabili, è stata smascherata. La Francia ha stabilito che un oggetto civile perde la sua protezione se utilizzato per un attacco militare, diventando un legittimo bersaglio militare.
Paralisi Logistica e Finanziaria
Il sequestro della Borakai ha creato un precedente storico con devastanti conseguenze a catena per la Flotta Ombra:
• Rischio Assicurativo: Ora, ogni nave della flotta di 600 unità è vista come un potenziale Cavallo di Troia e una minaccia militare, classificata come bersaglio militare garantito. Le compagnie di assicurazione marittima internazionali, in particolare quelle di Londra, considereranno il rischio non più calcolabile, ma un "suicidio".
• Paralisi Logistica: Le navi non assicurate diventeranno dei "lebbrosi finanziari". Nessun paese sano di mente permetterà a queste petroliere arrugginite e non assicurate – considerate bombe a orologeria galleggianti – di entrare nei propri porti. Le autorità chiave (come il Canale di Suez e la Turchia) impediranno il loro passaggio per evitare rischi di disastri ambientali o l'uso come piattaforme terroristiche.
• Il Destino della Flotta: La flotta di 600 navi rimarrà bloccata in mare, incapace di attraccare, rifornirsi, o cambiare equipaggio. Si prevede che queste massicce petroliere si trasformeranno in cumuli di metallo arrugginito alla deriva nelle acque internazionali, le tombe galleggianti della fallita strategia russa.
PE-n1125-Gabriele-uomo.mp4 - Gabriele, l'Uomo di Dio
Il testo analizza la figura biblica dell'arcangelo Gabriele, concentrandosi sulla traduzione e interpretazione del suo ruolo, in particolare nel Libro di Daniele. L'autore evidenzia che il nome ebraico "Gabriel" significa "uomo di Dio" o "potenza di un El," e critica come molte Bibbie omettano la parola ebraica haish ("l'uomo") nelle traduzioni di Daniele 9:21 per preservare l'idea che Gabriele sia un'entità spirituale ed eterea. Al contrario, l'analisi del testo ebraico e dei dizionari etimologici suggerisce che "l'uomo Gabriele" arrivi "essendo stato reso affaticato dalla stanchezza" (muaf biaf), mettendo in discussione l'interpretazione tradizionale del volo angelico. Infine, il testo cita studi che assimilano Gabriele allo Spirito Santo negli episodi della nascita di Cristo, suggerendo che l'identificazione di Gabriele come "uomo" potrebbe implicare che un "individuo maschio" abbia visitato Maria, mettendola incinta per conto di un El.
PE-n1126-Angelo-stanco.mp4 - Discuss Angelo stanco. -
La figura dell'"Angelo stanco" emerge da un'analisi dettagliata del testo ebraico del Libro di Daniele, in particolare del capitolo 9, versetto 21, in riferimento all'angelo Gabriele.
Il concetto di "Angelo stanco" deriva dalla traduzione letterale del testo ebraico che descrive Gabriele come un essere che si affatica.
L'Uomo Gabriele Affaticato
Nel Libro di Daniele, capitolo 9, versetto 21, si narra l'arrivo di Gabriele a Daniele. L'analisi del testo ebraico rivela due punti cruciali che si discostano dalle traduzioni bibliche più comuni:
1. Identità Umana (Haish Gavriel): Il testo ebraico recita "haish gavriel," che significa letteralmente "l'uomo Gabriele".
-- Molte traduzioni, tuttavia, omettono completamente il termine "uomo", scrivendo semplicemente "Gabriele". Questa omissione è attribuita al presupposto che Gabriele debba essere necessariamente un angelo e, in quanto tale, un'entità spirituale ed eterea, e non in "figura umana" ma "l'uomo".
-- Alcune Bibbie (francesi, inglesi, tedesche) riconoscono il termine "uomo" (l'homme Gabriel, the man Gabriel), ma mantengono comunque l'idea che arrivi volando.
2. L'Affaticamento (Muaf Biaf): Riguardo al modo in cui Gabriele giunge, il testo ebraico usa l'espressione "muaf biaf".
-- Il dizionario Ernest Klein di etimologia ebraica, citando Daniele 9:21, indica che l'espressione "muaf biaf" probabilmente significa "affaticato con fatica". Gabriele è quindi un uomo che si può stancare, contrariamente all'immagine di una figura eterea e spirituale.
-- La maggior parte delle traduzioni bibliche comuni rende questa azione con espressioni che implicano un movimento rapido e senza sforzo, come "giunse volando", "volò veloce", "s'approcha de moi d'un vol rapide", o arriva "in volo".
La Traduzione Corretta e le Implicazioni
La traduzione che si avvicina maggiormente al significato letterale dell'ebraico è la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (Bibbia dei Testimoni di Geova).
• Essa traduce il versetto 21 così: "ebbene, l'uomo Gabriele... essendo stato reso affaticato dalla stanchezza, arrivava presso di me".
• Questa traduzione è considerata particolarmente corretta poiché il termine ebraico muaf è un participio nella forma hophal (causativa passiva), che indica che c'è stato "qualcosa o qualcuno che ha fatto sì che lui si affatica". Il significato è quindi quello di "essente affaticato con fatica" o "essente affaticato per la fatica".
Questo riconoscimento che l'uomo Gabriele arriva stanco (o "essendo stato reso affaticato") contraddice l'interpretazione tradizionale di Gabriele come entità angelica incorporea.
Inoltre, l'identificazione di Gabriele come "uomo" che si stanca acquisisce ulteriore rilevanza quando lo si collega agli studi del gesuita Jean Danielou (Cardinale e accademico di Francia), il quale conclude che l'angelo Gabriele è un'assimilazione dello Spirito Santo.
Se si prosegue con il ragionamento logico basato su questa identificazione (Spirito Santo = Gabriele), e sapendo che Gabriele è definito in ebraico come ish, cioè "individuo maschio", ne deriverebbe che nelle vicende della nascita di Cristo, l'entità che copre Maria è un individuo maschio ("il potere di un El, la potenza di un El o un uomo che esercita il potere per conto di un El"), in modo simile a come gli Elohim visitavano le donne della famiglia di Abramo, che in seguito rimanevano incinte.
PE-n1127-profezia-Daniele.mp4 - Discussione: Profezia Daniele.
La discussione sulla Profezia di Daniele si concentra principalmente sull'episodio delle "settanta settimane" (o dei 490 anni) contenuto nel Libro di Daniele.
Ecco un'analisi approfondita basata sulle informazioni fornite:
1. La Profezia delle Settanta Settimane
La profezia delle "settanta settimane" (che equivalgono a 490 anni) è considerata una delle profezie più trascendenti dell'Antico Testamento. L'angelo Gabriele appare a Daniele e spiega il significato messianico di questa profezia.
2. Status Canonico del Libro di Daniele
Esiste una notevole distinzione riguardo allo status profetico del Libro di Daniele tra i diversi canoni biblici:
• Canone Cattolico: Per il Canone della Bibbia cattolica, il Libro di Daniele è un libro profetico.
• Canone Ebraico (Tanakh): Per il Canone ebraico (chiamato Tanakh, diviso in Torah, Nevi'im - Profeti, e Ketuvim - Scritti), il Libro di Daniele non è considerato un libro profetico. Daniele è inserito nei Ketuvim, cioè negli scritti, considerati la parte meno importante del canone ebraico.
3. L'Interpretazione Critica della Profezia
Una prospettiva critica, riportata dal Senior Rabbi del tempio di Los Angeles, David Wolpe, suggerisce che la profezia delle settanta settimane sia in realtà un "rimaneggiamento" o una "falsificazione" di una previsione precedente.
Secondo questa analisi:
• Daniele si accorge che la previsione della libertà del popolo ebraico dall'esilio babilonese non si era ancora realizzata, nonostante i settant'anni previsti da Geremia fossero abbondantemente trascorsi.
• Per ovviare a ciò, Daniele avrebbe revisionato la profezia, allungando i tempi e facendola passare da settant'anni a settanta settimane di anni (ossia 490 anni). L'intento sarebbe stato quello di allungare i tempi poiché le cose attese o sperate non si verificavano.
4. Il Ruolo di Gabriele
Il contesto della profezia è cruciale per la comprensione della figura di Gabriele. Gabriele, il cui nome in ebraico significa letteralmente "uomo di Dio" o "potere di un El" o "uomo forte di un El", appare a Daniele per spiegargli la visione delle settanta settimane.
Nel Libro di Daniele, capitolo 8, si descrive l'arrivo di Gabriele:
• Daniele contempla la visione e ne cerca il significato.
• Appare davanti a lui una figura umana.
• Una voce grida: "Gabriele, spiega a costui la visione".
Gabriele, definito nel testo ebraico come "l'uomo Gabriele" (haish gavriel), è l'entità che fornisce a Daniele le spiegazioni relative a questa trascendente profezia.
Inoltre, il testo ebraico descrive l'arrivo di Gabriele a Daniele nel capitolo 9, versetto 21, usando l'espressione muaf biaf, che significa "essente affaticato con fatica", in contrasto con le traduzioni comuni che lo descrivono come se giungesse "volando" o con "volo rapido". La Bibbia dei Testimoni di Geova traduce questo passaggio in modo più fedele, riconoscendo che "l'uomo Gabriele... essendo stato reso affaticato dalla stanchezza, arrivava presso di me".
PE-n1128-traduzione-bibbia.mp4 - Discuss Traduzione Bibbia. - La discussione sulla Traduzione della Bibbia (Traduzione Bibbia) evidenziata nelle fonti si concentra primariamente sulle differenze interpretative e le omissioni riscontrate nella traduzione del testo ebraico, in particolare del Libro di Daniele, capitolo 9, versetto 21, riguardante l'angelo Gabriele.
L'analisi rivela come le scelte traduttive abbiano portato a presentare la figura di Gabriele in modo molto diverso dall'originale ebraico.
1. La Controversia sull'Identità: L'Uomo Gabriele
Un punto cruciale di divergenza nella traduzione riguarda la definizione dell'identità di Gabriele:
• Il Testo Ebraico: Nel testo ebraico, per Daniele 9:21, si legge "ve haish gavriel". Il termine "haish" con l'articolo significa letteralmente "l'uomo Gabriele". In ebraico, la parola ish vuol dire indubitabilmente "uomo" o "individuo maschio".
• Omissione nelle Traduzioni Comuni: Molte traduzioni bibliche, incluse alcune ampiamente diffuse, omettono completamente il termine "uomo". Questa omissione è stata attribuita al presupposto che Gabriele debba essere per forza un angelo e, in quanto tale, un'entità spirituale ed eterea, e non un "uomo".
• Riconoscimento Parziale: Alcune traduzioni, come le Bibbie francesi, inglesi e tedesche, e quella pubblicata a Ginevra, riconoscono il termine "uomo" (l'homme Gabriel, the man Gabriel, quell'uomo, Gabriele). Tuttavia, riconoscono che il testo ebraico usa la parola "l'uomo" e non "in figura umana," il che suggerirebbe che fosse solo un'apparizione in forma umana.
2. La Controversia sul Movimento: L'Angelo Affaticato
L'altra grande divergenza si riscontra nella traduzione del verbo che descrive l'arrivo di Gabriele:
• Il Testo Ebraico: L'espressione ebraica usata è "muaf biaf".
• Significato Letterale: Il dizionario Ernest Klein di etimologia ebraica, citando Daniele 9:21, indica che "muaf biaf" probabilmente significa "affaticato con fatica".
• Significato Grammaticale: Il termine muaf è un participio nella forma hophal (causativa passiva), che indica che "qualcosa o qualcuno ha fatto sì che lui si affatica". Il significato è quindi "essente affaticato con fatica" o "essendo stato reso affaticato dalla stanchezza".
• Traduzioni Comuni: La maggior parte delle traduzioni, anche quelle che riconoscono Gabriele come uomo, rendono questa azione con un movimento rapido e senza sforzo tipico di un'entità spirituale, utilizzando espressioni come "giunse volando", "volò veloce", "s'approcha de moi d'un vol rapide", o "mandato con rapido volo". Queste traduzioni fanno passare l'idea che Gabriele sia una figura eterea, spirituale, nulla a che vedere con una persona che si stanca.
• Una Traduzione Più Fedele: La Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (Bibbia dei Testimoni di Geova) è ritenuta particolarmente corretta poiché traduce il versetto 21 in modo conforme al participio hophal: "l'uomo Gabriele... essendo stato reso affaticato dalla stanchezza, arrivava presso di me".
3. Le Implicazioni delle Scelte Traduttive
La scelta di come tradurre questi termini ha conseguenze interpretative significative, in quanto:
1. Conferma l'Umanità: Riconoscere che Gabriele è "l'uomo" e che arriva stanco (o "affaticato con fatica") contrasta con l'immagine tradizionale dell'angelo incorporeo e volante.
2. Identificazione con lo Spirito Santo: Il gesuita Jean Danielou (Cardinale e accademico di Francia) analizzando la figura di Gabriele, concluse che Gabriele è un'assimilazione o trasposizione dello Spirito Santo.
3. Ripercussioni sulla Nascita di Cristo: Basandosi su questa identificazione (Gabriele = Spirito Santo) e sul fatto che Gabriele è definito in ebraico come ish ("individuo maschio"), ne deriva che l'entità che copre Maria nelle vicende della nascita di Cristo è un individuo maschio ("il potere di un El, la potenza di un El o un uomo che esercita il potere per conto di un El"), analogamente a come gli Elohim visitavano donne della famiglia di Abramo che in seguito rimanevano incinte.
In sintesi, molte Bibbie avrebbero cercato di far dimenticare che Gabriele è un uomo e di presentarlo come entità eterea, spirituale, alterando il significato originale del testo ebraico di Daniele.
PE-n1129-Famiglia-Lampugnani.mp4 - QGLA189-castello-6270-6975.mp3 - Il testo esamina l'importante e prolungata presenza della famiglia Lampugnani, focalizzandosi in particolare sul periodo dal 1400 in poi, per comprenderne l'influenza sulla vita di Legnano e sul castello locale. Già a partire dal XII secolo, i Lampugnani ricoprivano alte cariche ecclesiastiche e comunali a Milano, dimostrando la loro antica rilevanza sociale. L'analisi documentaria dal 1390 in avanti rivela che diversi membri della casata a Legnano detenevano privilegi fiscali e daziari, spesso concessi in quanto devoti al Duca, come Roberto da Lampugnano e Guidino da Lampugnano, responsabile dell'imposta sul sale. Inoltre, i Lampugnani non erano solo esattori, ma ricoprivano anche ruoli di notaio, podestà e mercanti, con figure di spicco come Ubertino Lampugnani, nominato da Gian Galeazzo Visconti per la riorganizzazione della Camera delle Entrate Ducali. Infine, il testo attesta la significativa diffusione della famiglia anche a Busto Arsizio fin dal 1399, dove possedevano vasti beni e successivamente ricoprirono la carica di podestà nel corso del XV secolo.
PE-n1130-Famiglia-Lampugnani.mp4
I Lampugnani, a Legnano e Zona agli albori del 1400. Dal 1110 al 1300 appaiono nei documenti degli allegati parecchi membri della casata Lampugnani investiti di alte cariche della Chiesa e del Comune milanese. Risulta anche che nel 1280 una Lampugnani era moglie del signore di Castiglione Seprio. Tali documenti mostrano quanto importante fosse sin d'allora la casata. Ma qui vogliamo solo esaminare i membri della famiglia Lampugnani dal 1400 in avanti per i loro riflessi sia sulla vita di Legnano nel periodo che ci interessa per il castello. Le prime presenze in Legnano che sino ad ora possediamo ci sono segnalate dai regesti contenuti nei codici trivolziani e da qualche altro documento notarile. Quivi, essi risultano già in Legnano e zona, ma già nel 1390, ove taluno di essi godeva il privilegio dell'esazioni dei tributi, che era una concessione che veniva data a un limitato gruppo di membri della casa chibellina, riconosciutamente devoti al Duca. Nel periodo dell'Avvento a Legnano, nel futuro padrone del castello, trov Siamo dunque investiti di dazzi. Qui comincia l'elenco. Nel 1390 Roberto da Lampugnano, di Rizzardi abitante a Legnano ed è nominato comparte dei dazzi attraverso di Legnano nel codice tribuziano del 1815. Nel 1392 Guidino da Lampugnano di Leonis ed è responsabile dell'esazioni di tutta l'imposta sul sale per la curia di Legnano e i luoghi di Castate, Sponsanio e Cogorettio, Marnate, Riscaldina e Nizorina. Nel 1400, cioè dal 1400 al 1405, un certo Franciscolo da Lampugnano ed è ufficiale della dogana. Dal 1401 al 1402 un certo Roberto da Lampugnano, da Rizzardi, abitante a Legnano ed è ufficiale del daio al traverso di Legnano. 1402 Giovanni da Lampugnano fu bertramolo e daiere con altri due soci. Nel 1404 un Cristo da Lampugnano di Giacubino abitante a Legnano, ha l'esione delle multe sul l'usureria e sulle grassazioni. È intuitivo che a queste cariche, ai tempi che correvano, corrispondeva anche una certa autorità di giudice esecutore. Eravamo negli anni in cui Gian Galeazzo con Sagacia faceva organizzare su nuove basi le amministrazioni comunali e statali e aveva nominato proprio il dottore in legge Ubertino Lampugnani, padre dell'Oldrado Lampugnani che ci interessa, uomo di grande valore alla riorganizzazione della Camera delle Entrate Ducali. Ma non solo a tali occupazioni si davano i lampugnani. Li vedremo poi anche come notai, podestane comuni qua e là, mercanti di preziosi, di seta e di materie varie anche meno pregiate. Fin dal 1374 il faciolo lampugnani di Salvino era nominato notaio e risedeva in Parabiago. Altri notai si stabiliranno presto anche in Legnano. I lampugnani erano già presenti in Bustarsizio prima del 1399, come risulta dal libro delle decime di Bustarsizio nel 99 che era molto opportunamente pubblicato dal professor Pio Bondioli nella sua storia di busto volume 1, dalla quale stracciamo qui quanto ad essi si riferisce. Un certo Arasmino da Lampognano nel 1399 possiede molti beni in bustizio, fra cui due case e un orto incontrato Basilica e in contrada Zornago, delle quali una è coerenziale con Taedolo Vicemalla. C'è un altro tale Rubertus da Lampugnano, che nel 1399 aveva due case in contrada pessina. Un certo Littolus da Lampugnano nel 1393 una casa in contrada a Savigo e tre campi e una vigna. Poi c'è una Domus Fratrum de Legnanello. Nel 1399 possedeva una casa in contrada basilica su cui pagava un soldo di tributo. Poi c'è un Jacobinus da Lampugnano che nel 1399 possedeva una casa in contrada basilica. Poi un Guiscardo da Lampugnano che nel 1399 possedeva cinque campi in varie parti intorno a Busto. Poi un Joanninus da Lampugnano che possedeva una casa incontrata Pessina. Poi un Pronus da Lampugnano e un Petrus da Lampugnano che nel 1399 possedevano beni in busto, ma non in luoghi specificati. Poi si rileva in una pergamena la 290 della biblioteca Ambrosiana che un Nicola da Lampugnano nel 1399 il 23 di luglio possiede beni in busto siti in via de Mediolanu. La presenza del Lampugnani in busto si protrae poi attraverso ai tempi, ma non potremmo occuparcene qui. Essi vi coprirono anche le cariche come inviato governativo ed essi furono un certo Guidino da Lampugnano che è podestà di busto dal 24 ottobre 1450 al 1452. Era un bienno. Un altro Tomasino da Lampugnano che è podestà di Busto nel 1455. Poi un Leonardo da Lampugnano, quello degli Astolfeti, è nominato a Podestà di Busto per 2 anni nel 1487, era il 14 dicembre. Questi era già stato ufficiale delle bollette a Parma che era una nomina del 31 dicembre del 1480.
PE-n1131-tasse-tributii.mp4 - Discuss Tasse e tributi.
La discussione su Tasse e tributi (Tasse e tributi) è ampiamente documentata dalle fonti, in particolare nel contesto dell'amministrazione ducale e comunale sotto la Signoria Visconti, ma appaiono anche riferimenti in contesti moderni di guerra e sanzioni.
Ecco un'analisi delle cariche e dei meccanismi legati all'esazione fiscale e ai contributi:
1. Tasse, Dazi e Tributi nell'Amministrazione Ducale (Visconti)
Nel periodo tra il tardo Medioevo e l'inizio del 1400, in particolare sotto il Duca Giangaleazzo Visconti, l'organizzazione dell'amministrazione comunale e statale fu riformata. La riscossione dei tributi e l'amministrazione fiscale erano cariche importanti, spesso affidate a famiglie ghibelline e fedeli al Duca, come i Lampugnani.
A. Privilegi e Riscossione (Esazioni)
Molti membri della casata Lampugnani furono investiti di cariche amministrative e fiscali:
• Privilegio di Esazione: Taluno dei Lampugnani godeva del privilegio dell'esazioni dei tributi, una concessione data a un gruppo limitato di membri devoti al Duca.
• Imposta sul Sale: Guidino da Lampugnano (1392) era responsabile dell'esazioni di tutta l'imposta sul sale per la curia di Legnano e i luoghi limitrofi.
• Dazi: Roberto da Lampugnano (1390 e 1401-1402) era nominato comparte dei dazzi attraverso di Legnano ed era ufficiale del daio al traverso di Legnano. Giovanni da Lampugnano (1402) era un daiere.
• Dogana: Franciscolo da Lampugnano (1400-1405) fu ufficiale della dogana.
• Bollette: Leonardo da Lampugnano (1480) fu ufficiale delle bollette a Parma.
B. Controllo Fiscale e Magistratura
A queste cariche corrispondeva spesso una certa autorità di giudice esecutore. Figure chiave erano responsabili della gestione e del controllo delle entrate:
• Maestro Generale delle Entrate: Ubertino Lampugnani (1397) fu nominato Maestro generale delle Entrate e fu incaricato dal Duca Giangaleazzo Visconti di riorganizzare la Camera delle Entrate Ducali.
• Correttore delle Frodi: Ubertino Lampugnani (1399) fu nominato giudice correttore delle frodi che si compiono in materia fiscale.
• Multe e Usureria: Cristo da Lampugnano (1404) aveva l'esazione delle multe sull'usureria e sulle grassazioni.
C. Pagamenti e Contributi Specifici
Le fonti menzionano diversi tipi di obblighi e contributi imposti:
• Contributo Feudale/Annuale: Lodrisio Visconti, insediatosi a Legnano (1339), si riforniva prelevandosi l'occorrente dal contado del Seprio a titolo di pagamento delle annualità di contribuzione a lui dovute come signore di quel territorio.
• Tributo sulle Proprietà: La Domus Fratrum de Legnanello (1399) possedeva una casa a Busto Arsizio su cui pagava un soldo di tributo, come risulta dal libro delle decime di Busto Arsizio.
• Imposte Straordinarie (Estimo): Ubertino Lampugnani (detto anche Luberto) era fra i 120 cittadini più ricchi che pagarono 19.000 fiorini al principe quando il Duca aveva bisogno di denaro per le continue guerre (risultato da una lettera del 1395). A tale epoca, l'estimo di U. Lampugnani raggiungeva il massimo di 43 fiorini.
2. Tasse e Tributi in Contesti di Conflitto Moderno
Le fonti descrivono scenari in cui i tributi ufficiali sono stati bypassati o distorti a causa di blocchi economici e guerre.
A. Contrabando come Risposta ai Blocchi
Nella Striscia di Gaza, l'attività dei tunnel sotterranei è iniziata come una risposta clandestina alle sanzioni e blocchi imposti, fungendo da "arterie di contrabbando".
• Attraverso questi passaggi rudimentali venivano fatti transitare armi piccole, sigarette, benzina, medicine e anche persone.
• Questo contrabbando offriva un'alternativa economica per molti.
B. L'Impatto delle Sanzioni Economiche
Nel contesto militare russo, la crisi della Marina è legata a sanzioni e priorità economiche:
• Sanzioni Internazionali: Le pesanti sanzioni imposte alla Russia, in particolare dal 2022, sono dirette specificamente al settore della difesa.
• Problemi Logistici: Tali sanzioni rendono difficile, costoso e lungo ottenere i componenti stranieri necessari per i sistemi avanzati della Marina.
• Economia di Guerra: L'economia russa è in modalità di guerra, deviando tutte le risorse verso il conflitto in Ucraina. Questo sposta la manutenzione ordinaria delle navi in secondo piano. Questo squilibrio logistico e finanziario è visto come causa diretta di guasti tecnici gravi, come la perdita di diesel del sottomarino Novo Rossisk.
PE-n1132-legnano-Busto.mp4 - Discuss Legnano Busto Arsizio.
La discussione su Legnano e Busto Arsizio (spesso abbreviata in Busto) all'interno delle fonti si concentra principalmente sul loro ruolo strategico e sulla loro connessione amministrativa e fondiaria durante il periodo della Signoria Visconti, specialmente in relazione alla potente famiglia Lampugnani.
1. Il Contesto Geopolitico e Strategico
Legnano emerge come un punto focale cruciale per l'azione militare e le trattative di pace nel XIII e XIV secolo, situato al limite del territorio milanese.
• Lotte tra Visconti e Torriani: Legnano fu un punto di raduno e accampamento per l'esercito milanese guidato dall'arcivescovo Ottone Visconti nel 1285, quando si preparavano a muovere contro i Torriani e Castelseprio. I milanesi vi si radunarono nuovamente nell'agosto del 1285.
• Congressi di Pace: Importanti congressi per la pace, che coinvolsero Ottone Visconti, Guido da Castiglione (allora podestà di Como) e i Rusca, si tennero poco lungi da Legnano nel 1286.
• Battaglia di Parabiago: Nel 1339, Lodrisio Visconti stabilì il suo quartier generale a Legnano per raccogliere soldatesche, prima di affrontare i milanesi a Parabiago.
• Rifornimento e Contributi: Lodrisio Visconti si riforniva a Legnano prelevando l'occorrente dal contado del Seprio a titolo di pagamento delle annualità di contribuzione dovutegli come signore di quel territorio.
2. Connessioni Amministrative e Fiscali
Legnano e Busto Arsizio erano interconnesse sotto l'amministrazione ducale, in particolare per la riscossione di tasse e tributi:
• Curia e Imposta sul Sale: Guidino da Lampugnano (1392) era responsabile dell'esazione di tutta l'imposta sul sale per la curia di Legnano e i luoghi limitrofi.
• Tributi: La Domus Fratrum de Legnanello (un'area o entità legata a Legnano) possedeva una casa nella contrada Basilica a Busto Arsizio nel 1399, su cui pagava un soldo di tributo, come documentato nel libro delle decime di Busto Arsizio.
3. La Presenza della Famiglia Lampugnani
La famiglia ghibellina dei Lampugnani fu cruciale per entrambe le località, ricoprendo cariche e possedendo beni in entrambi i luoghi:
A. Presenza a Legnano e Dintorni
• I Lampugnani risultano essere già in Legnano e zona nel 1390.
• Godevano del privilegio dell'esazioni dei tributi a Legnano, una concessione riservata a un gruppo limitato di membri devoti al Duca.
• Diversi membri, come Roberto da Lampugnano (1390, 1401-1402) e Cristo da Lampugnano (1404), sono citati come abitanti di Legnano e investiti di cariche fiscali, come comparte dei dazzi e ufficiale del daio al traverso di Legnano.
• La famiglia sviluppò un'attrazione per le proprietà di Legnano, anche per il miglior clima offerto dal borgo nella stagione calda.
B. Presenza e Ruoli a Busto Arsizio
• I Lampugnani erano già presenti in Bustarsizio prima del 1399, come risulta dal libro delle decime di Bustarsizio del 1399.
• Diversi membri, tra cui Arasmino, Rubertus, Littolus, Jacobinus, Guiscardo, Joanninus, Pronus, Petrus e Nicola da Lampugnano, possedevano numerose proprietà (case, orti, campi e vigne) in diverse contrade di Busto (Basilica, Zornago, Pessina, Savigo, Via de Mediolanu).
• La presenza dei Lampugnani a Busto si protrasse nel tempo ed essi vi coprirono cariche importanti:
-- Inviato governativo.
-- Podestà di Busto (carica biennale, ad esempio, per Guidino da Lampugnano, 1450-1452; Tomasino da Lampugnano, 1455; e Leonardo da Lampugnano, 1487).
In sintesi, Legnano era un centro strategico e la sede di una curia fiscale, mentre Busto Arsizio (Bustarsizio) era un luogo importante per le proprietà fondiarie e la presenza amministrativa dei Lampugnani, il cui potere si estendeva su entrambe le zone.
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PE-n1133-Castello-Lampugnani.mp4 - QGLA190-castello-6270-6976.mp3 - Il brano traccia la storia della famiglia Lampugnani, focalizzandosi in particolare su Uberto, noto anche come Ubertino, e sui suoi discendenti, sottolineando la loro profonda e duratura associazione con la signoria Visconti di Milano. Ubertino, laureato e acclamato Lettore di diritto a Pavia, abbandonò la carriera accademica per assumere influenti incarichi di governo sotto Giangaleazzo Visconti, culminando nella carica di vicario generale, o primo ministro, poco prima della sua morte nel 1399. I suoi otto figli—cinque maschi e tre femmine—mantennero l'elevata posizione sociale del padre: alcuni come Maffiolo e Pietro eccelsero nelle cariche ducali e nella magistratura, mentre Oldrado si distinse come precettore del giovane Filippo Maria Visconti, assicurando la continua influenza della famiglia a corte. Il testo evidenzia il notevole successo e la ricchezza della famiglia, menzionando Ubertino tra i cittadini più abbienti di Milano, nonostante la tragica fine del figlio Giorgio, che fu ucciso dai rivoltosi che sosteneva durante la Repubblica Ambrosiana.
PE-n1134-Uberto-Oldrado.mp4 - La famiglia di Uberto e di Oldrado Lampugnani. Uber Lampugnani, detto lubertino, padre dell'Oldrado che ci interessa, era cresciuto lui pure nell'ambiente ducale, come già il padre suo pure di nome Oldrado, però era il primo Oldrado, Oldrado I. Come vari avi erano già stati al servizio della signoria Visconti, un vero atavismo di classe. Addottoratesi in legge a Pavia, Ubertino divenne Lettore di diritto canonico e civile in quell'università ove insegnò dal 1372 al 1381 acquistandosi grande fama. Scrisse alcune opere di diritto e fu anche insegnante per minor tempo nell'Università di Padova, ma per le sue doti preclari fu presto chiamato a posti di governo sotto Giangaleazzo Visconti nel periodo in cui queste riformava l'amministrazione comunale e statale di Milano, come già detto. E con lui anche i figli suoi, seppure giovani, vissero accostati alle reggi ducali di Pavia e di Milano. Ma dal giorno in cui lasciò l'insegnamento per le cariche di governo, seppure tende ancora un suo domicilio a Pavia nella parrocchia di San Colombano ne ebbe probabilmente uno anche a Milano e ad ogni modo col fare la scuola frequentemente a Milano cominciò a svilupparsi su di lui e famiglia l'attrazione delle proprietà di Legnano, anche per il miglior clima che il nostro borgo poteva offrire nella stagione calda. Tuttavia, nel 1396 egli comperava ancora una vigna nel pavese a Guinzano. Nel 1397 egli è nominato maestro generale delle Entrate con una lettera duale del 1398 è nominato consigliere duale e poi confermato nel gennaio del 1399 e di nuovo nel febbraio del 1399 e ancora nel 1399 viene prima nominato giudice correttore delle frodi che si compiono in materia fiscale e Poi diventa vicario generale del Duca Gioga Reazzo Visconti, ossia suo primo ministro. Alla fine dello stesso anno muore lasciando la moglie Giovanna Omodei del Fu Gasparolo, pavese con una schiera di figli piuttosto giovani, cinque maschi e tre femmine. Il Benaglio dice che Luberto ebbe dal duca in alcuni scritti le più lusinghiere come egreggio dottore in legge che abitava in porta Vercellina e leggeva nell'università ticinese, quella di Pavia ricevendone unorevole ricompensa. Egli era anche detto Ubertino ed è nominato fra i 120 cittadini più ricchi che pagarono 19.000 fiorini al principe quando bisognò di denaro per le continue guerre. Ciò risulta da una lettera del 20 marzo 1395 ed era firmata da Pagano Milani ed ha una ordinazione infrascritta del Duca. Fra i cittadini più ricchi il cui estimo raggiungeva come massimo i 43 fiorini, troviamo a tale epoca anche all'UB lampugnani. I maschi De Ruberto sono Maffiolo, Oldrado Pietro, Giovanni e Giorgio e le figlie Franceschina, Giovanna e Giustina, quindi sono i cinque maschi e le tre femmine. Una descrizione di questi figli. Ma Fiolo sposerà Giovanna Crivelli, figlia del Galeotto, e si trasferirà a Legnano, ma avrà delle cariche duali. Altro figlio Oldrado. diventerà presto il precettore del giovane Filippo Maria Visconti, resterà celebre avrà poi il aseguito brillante che vedremo al servizio diretto dei duchi. Un Pietro, laureato in ambo diritti canonico e civile, sarà un personaggio di grande levatura morale professionale ed entrerà nella magistratura di Stato. Fu vicario del Podestà di Lodi e quindi sposò poi Or Vistarini, dei signori dominanti di quella città. I suoi figli sceglieranno varie arti, fra essi il principale sarà ambasciatore ducale, pur non tralasciando traffici commerciali marittimi. Vari documenti degli allegati lo nominano. Altro figlio, il Giovanni, c'è poco noto e muore presto, ma lascerà un figlio brillante, un certo Cristoforo che non eremo ripetutamente come segretario dellado i quinto figlio Giorgio, che si addottora lui pure a Pavia, ma che di estro vivace si dà la politica più che al lavoro. Egli non verrà accolto al governo duale e nell'animo suo maturano ideologie che rivelerà molto più tardi allo scoppiare della Repubblica ambrosiana. Male viene incolso perché fu trucidato dagli stessi rivoltosi che gli sosteneva. Le tre femmine furono Franceschina, sposatasi nel 1412 con Luigi Terzaghi, fu Luca, di cui restò vedova nel 1430 avendo un figlio Giorgio, che fu messo sotto cautela del Cristoforo Lampugnani, nipote dellrado. Altra figlia Maria, sposatasi in Giovanni Castiglioni di Casciago, altra figlia Giustina che nel 1418 era sposa di Ambrogio Bozzuli a Pavia. Lodrado più che da vicino vogliamo esaminare e poi è rimasto celibe, dicevamo, ma non senza figli. Ebbe quattro femmine. Maddalena, che sposò Ubicino Gambarana Giovanna che sposò in prima nozze Gerolamo Lampugnani, da cui nacque Ursina Guidina, che sposò poi Cesare Visconti, figlio di Azzone, e in seconde nozze Giò Antonio Simonetta, altra figlia Angela che sposò Pietro Bartoli da Fiorenza con la dote di 600 scudi d'oro. Poi una Agostina che sposò suo zio Giorgio Vistarini, cioè fratello della Orsina Vistarini che aveva sposato il Pietro Lampugnani. Oltrado fece legittimare tale sue figlie onde essero lo onde esse potessero consolidarsi il titolo di nobiliare. Le nostre ricerche non ci diedono la soddisfazione di sapere alcunché sulla madre, perché l'atto di autorizzazione duale esteso in una forma generale che prescinde da nominare madre e figli. Nepure altri atti la riveleranno mai.
PE-n1135-Servizio-Visconteo.mp4 - Discuss Servizio Visconteo.
Il Servizio Visconteo si riferisce all'insieme delle alte cariche, funzioni amministrative, accademiche e militari ricoperte da individui e famiglie al servizio della Signoria (e successivamente Ducato) di Milano, in particolare sotto il governo di Giangaleazzo Visconti.
La famiglia Lampugnani, con figure centrali come Ubertino (detto Lubertino) e suo figlio Oldrado, è l'esempio principale di questo servizio.
1. L'Atavismo di Servizio della Famiglia Lampugnani
La dedizione al Servizio Visconteo era una tradizione radicata nella famiglia Lampugnani:
• Atavismo di Classe: Molti avi di Ubertino erano già stati al servizio della signoria Visconti, configurando un vero e proprio "atavismo di classe".
• Carriera di Ubertino Lampugnani: Ubertino Lampugnani crebbe nell'ambiente ducale, così come suo padre (Oldrado I).
• Formazione e Carriera Accademica: Ubertino si addottorò in legge a Pavia. Egli fu Lettore di diritto canonico e civile presso l'Università di Pavia, dove insegnò dal 1372 al 1381, acquisendo grande fama. Insegnò anche, seppure per breve tempo, all'Università di Padova.
2. Le Alte Cariche di Governo (Periodo Giangaleazzo Visconti)
Grazie alle sue doti preclari, Ubertino Lampugnani fu presto chiamato a posti di governo da Giangaleazzo Visconti, in un periodo in cui il Duca stava riformando l'amministrazione comunale e statale di Milano.
Le cariche più importanti ricoperte da Ubertino includono:
• Maestro Generale delle Entrate (1397): Fu nominato con questa carica, e gli fu dato l'incarico di riorganizzare la Camera delle Entrate Ducali.
• Consigliere Ducale (1398 e 1399): Fu nominato Consigliere Ducale con una lettera ducale del 1398 e confermato due volte nel 1399.
• Giudice Correttore delle Frodi (1399): Venne nominato anche giudice correttore delle frodi che si compiono in materia fiscale.
• Vicario Generale del Duca (1399): Divenne Vicario Generale del Duca Giangaleazzo Visconti, una posizione che equivaleva a quella di primo ministro.
3. Contributo Finanziario e Fiscale
Il Servizio Visconteo non era solo amministrativo, ma anche finanziario, soprattutto per sostenere le esigenze economiche del Duca:
• Cittadino Ricco: Ubertino Lampugnani era tra i 120 cittadini più ricchi che, su richiesta del Duca, pagarono 19.000 fiorini al principe quando questi necessitava di denaro per le continue guerre.
• Estimo Elevato: L'estimo (valutazione patrimoniale per l'imposta) di Ubertino Lampugnani raggiungeva all'epoca il massimo di 43 fiorini.
4. Il Servizio Ducale della Generazione Successiva
Anche i figli di Ubertino entrarono nel Servizio Visconteo, crescendo "accostati alle reggi ducali di Pavia e di Milano":
• Oldrado Lampugnani (Precettore): Divenne precettore del giovane Filippo Maria Visconti e rimase celebre. Ebbe un brillante seguito al servizio diretto dei duchi.
• Pietro Lampugnani (Magistrato e Vicario): Dottore in ambo i diritti, entrò nella magistratura di Stato e fu Vicario del Podestà di Lodi.
-- Un figlio di Pietro divenne in seguito ambasciatore ducale.
• Giovanni Lampugnani (Segretario): Sebbene poco noto, il figlio Cristoforo divenne segretario del Duca.
• Giorgio Lampugnani: Anche lui si addottorò a Pavia, ma non venne accolto al governo ducale.
In sintesi, il Servizio Visconteo garantiva alla famiglia Lampugnani un accesso privilegiato alla gestione delle finanze (Maestro delle Entrate), alla magistratura di Stato e, nel caso di Ubertino, alla posizione apicale di Vicario Generale (primo ministro).
PE-n1136-figli-Ubertino.mp4 - Discuss Figli di Ubertino.
La figura di Ubertino Lampugnani (detto Lubertino), importante Vicario Generale e Maestro generale delle Entrate sotto Giangaleazzo Visconti, lasciò alla sua morte una numerosa prole che continuò la tradizione familiare al servizio ducale, sebbene con esiti diversi.
Ubertino morì alla fine del 1399, lasciando la moglie, Giovanna Omodei del Fu Gasparolo, che era pavese, e una schiera di figli piuttosto giovani: cinque maschi e tre femmine.
I Figli Maschi di Ubertino (Luberto)
I cinque maschi erano Maffiolo, Oldrado, Pietro, Giovanni e Giorgio. Molti di loro vissero "accostati alle reggi ducali di Pavia e di Milano" sin da giovani.
1. Oldrado Lampugnani
Oldrado è descritto come uno dei figli più celebri:
• Divenne presto il precettore del giovane Filippo Maria Visconti.
• Ebbe un seguito brillante al servizio diretto dei duchi.
• Rimase celibe, ma non senza figli.
• Ebbe quattro figlie femmine (Maddalena, Giovanna, Angela e Agostina).
• Fece legittimare le sue figlie (tramite autorizzazione ducale) affinché potessero consolidare il titolo nobiliare. Non è nota l'identità della madre.
2. Pietro Lampugnani
Pietro si distinse nella magistratura e nel diritto:
• Si laureò in ambo i diritti (canonico e civile).
• Fu un personaggio di grande levatura morale professionale.
• Entrò nella magistratura di Stato.
• Fu Vicario del Podestà di Lodi.
• Sposò Orsina Vistarini, dei signori dominanti di Lodi.
• I suoi figli si dedicarono a diverse arti; il principale divenne ambasciatore ducale, sebbene non tralasciasse traffici commerciali marittimi.
3. Maffiolo Lampugnani
Maffiolo si concentrò sulla vita ducale e sulla zona di Legnano:
• Sposò Giovanna Crivelli, figlia del Galeotto.
• Si trasferì a Legnano.
• Ebbe delle cariche ducali.
4. Giovanni Lampugnani
Giovanni è poco noto ed è menzionato per la sua morte precoce:
• Morì presto.
• Lasciò un figlio brillante, Cristoforo, che venne nominato ripetutamente come segretario del Duca.
5. Giorgio Lampugnani
Giorgio seguì un percorso diverso, non entrando nel governo ducale:
• Si addottorò anch'egli a Pavia.
• Era di estro vivace e si dedicò maggiormente alla politica piuttosto che al lavoro.
• Non venne accolto al governo ducale.
• Nel suo animo maturarono ideologie che rivelò molto più tardi allo scoppiare della Repubblica Ambrosiana.
• Ebbe una fine tragica: fu trucidato dagli stessi rivoltosi che lui sosteneva.
Le Figlie Femmine di Ubertino
Le tre femmine erano Franceschina, Giovanna e Giustina:
• Franceschina: Si sposò nel 1412 con Luigi Terzaghi (figlio di Luca). Rimase vedova nel 1430. Ebbe un figlio, Giorgio, che fu messo sotto la cautela di Cristoforo Lampugnani (nipote di Oldrado).
• Giovanna: (Nominata ma senza dettagli specifici sul matrimonio nelle fonti).
• Giustina: Nel 1418 era sposa di Ambrogio Bozzuli a Pavia.
PE-n1137-Ubertino-Lampugnani.mp4 - Discuss Ubertino Lampugnani. -
Ubertino Lampugnani, spesso citato anche come Luberto Lampugnani, fu una figura preminente nell'amministrazione e nella magistratura della Signoria di Milano sotto Giangaleazzo Visconti, in un periodo cruciale di riforma statale.
Origini e Formazione
Ubertino si inseriva in una tradizione familiare di servizio: suo padre, Oldrado I, e diversi suoi avi, erano già stati al servizio della signoria Visconti, costituendo un vero "atavismo di classe".
La sua carriera accademica fu brillante:
• Dottore in Legge: Ubertino si addottorò in legge a Pavia.
• Lettore Universitario: Divenne Lettore di diritto canonico e civile presso l'Università di Pavia, dove insegnò dal 1372 al 1381, acquisendosi grande fama. Scrisse anche alcune opere di diritto e insegnò per un breve periodo all'Università di Padova.
• Riconoscimento: Il Benaglio lo definisce "egreggio dottore in legge" che leggeva all'Università di Pavia e riceveva onorevoli ricompense.
Carriera di Governo e Alte Cariche Ducali
Grazie alle sue doti preclari, Ubertino fu presto chiamato a posti di governo da Giangaleazzo Visconti. Ricoprì cariche fondamentali nel periodo di riorganizzazione dell'amministrazione comunale e statale di Milano:
• Maestro Generale delle Entrate: Nel 1397, fu nominato Maestro generale delle Entrate.
• Consigliere Ducale: Fu nominato Consigliere Ducale con una lettera ducale nel 1398 e ricevette due ulteriori conferme nel gennaio e febbraio del 1399.
• Controllo Fiscale: Nel 1399, fu nominato giudice correttore delle frodi che si compiono in materia fiscale.
• Vicario Generale e Primo Ministro: La sua carica più elevata fu quella di Vicario Generale del Duca Giangaleazzo Visconti nel 1399, posizione che equivaleva a quella di primo ministro.
Stato Patrimoniale e Morte
Ubertino Lampugnani era considerato un cittadino estremamente facoltoso.
• Contributore Ricco: Egli era nominato fra i 120 cittadini più ricchi che versarono 19.000 fiorini al principe (il Duca) quando questi necessitava di denaro per le continue guerre. Questo dato risulta da una lettera del 1395.
• Estimo: Il suo estimo (valutazione patrimoniale per l'imposta) raggiungeva all'epoca il massimo di 43 fiorini.
• Residenza e Proprietà: Dopo aver lasciato l'insegnamento, mantenne un domicilio a Pavia (parrocchia di San Colombano) e probabilmente uno a Milano. Sia lui che la sua famiglia svilupparono un'attrazione per le proprietà di Legnano, attratti dal miglior clima offerto dal borgo nella stagione calda.
Ubertino Lampugnani morì alla fine del 1399.
Famiglia e Prole
Alla morte, Ubertino lasciò la moglie, Giovanna Omodei del Fu Gasparolo (pavese), e una numerosa prole, composta da cinque maschi e tre femmine. I suoi figli vissero fin da giovani "accostati alle reggi ducali di Pavia e di Milano".
I figli maschi erano Maffiolo, Oldrado, Pietro, Giovanni e Giorgio. Le figlie femmine erano Franceschina, Giovanna e Giustina.
Tra i figli che proseguirono il Servizio Visconteo si annoverano:
• Oldrado: Divenne il precettore del giovane Filippo Maria Visconti.
• Pietro: Laureato in ambo i diritti, entrò nella magistratura di Stato e fu Vicario del Podestà di Lodi.
• Giovanni: Il cui figlio brillante, Cristoforo, fu nominato ripetutamente segretario del Duca.
• Giorgio: Sebbene si addottorò anch'egli a Pavia, non fu accolto al governo ducale, dedicandosi alla politica, ma fu in seguito trucidato dagli stessi rivoltosi che sosteneva allo scoppio della Repubblica Ambrosiana.
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Il testo analizza in dettaglio la complessa e letale guerra sotterranea nella Striscia di Gaza, dove Hamas ha trasformato ospedali, scuole e moschee in coperture per un vasto labirinto strategico di tunnel noto come "il metro di Gaza". Originariamente usati per il contrabbando, questi passaggi si sono evoluti in una vera e propria città sotterranea che nasconde centri di comando e combatimenti, rendendo estremamente difficile per Israele distinguere tra obiettivi civili e militari. Per affrontare questo nemico invisibile, Israele ha dovuto sviluppare e implementare tattiche e tecnologie innovative, oltre all'uso di armi come le bombe anti-bunker GBU-28; queste nuove soluzioni includono la sperimentale SpongeBomb, che sigilla i tunnel con schiuma espansiva, l'uso di cani da attacco specializzati e una sorveglianza persistente basata su droni e sonar per mappare la rete nascosta e anticipare gli attacchi. Nonostante questi sforzi, la difficoltà principale rimane localizzare i varchi d'accesso, spesso nascosti in luoghi civili, prima che i combattenti emergano per tendere un agguato.
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A Gaza, ogni ospedale può essere una caserma, ogni scuola un'imboscata e ogni moschea l'ingresso di un tunnel. Qui, il sacro e il civile si mescolano con l'esercito, e distinguere tra loro può costare centinaia di vite perché la vera guerra non è in superficie, è sotterranea, un labirinto invisibile, una metropolitana sotterranea che non appare sulle mappe ma respira sotto ogni strada, ogni casa e ogni angolo della Striscia di Gaza. Quello che è iniziato come un semplice passaggio per il contrabbando è finito per diventare un labirinto strategico, un mostro di cemento e acciaio dove l'oscurità è totale e il silenzio può nascondere un intero squadrone, uno scenario perfetto per un gioco del gatto e del topo in cui un soldato non sa mai se il prossimo passo sarà l'ultimo. Ma questa guerra segreta non può più essere nascosta. Giovedì 7 agosto 2025, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha confermato pubblicamente che Israele intende prendere il controllo dell'intera Striscia di Gaza. 24 ore dopo, il gabinetto di sicurezza ha approvato il piano militare, segnando l'inizio di una nuova fase della guerra. In numeri, l'equazione è brutale: 2,3 milioni di palestinesi intrappolati tra i 20 e i 30 ostaggi israeliani e tra i 5.000 e gli 8.000.000 combattenti da sempre concentrati solo nel 25% di Gaza che non è ancora sotto il controllo israeliano Netanyahu ha evitato attentamente di usare le parole occupazione o annessione ma l'annuncio ha fatto scattare l'allarme internazionale il costo politico, umanitario e militare di questa operazione potrebbe essere devastante e al centro di tutto questo batte la domanda più oscura come si combatte un nemico che non è di fronte a te ma sotto i tuoi piedi la risposta non è semplice quella che oggi è conosciuta come la città sotterranea è il risultato di decenni di scavi segreti il -- ?primo tunnel registrato a Gaza è stato scoperto nel 1983 solo un passaggio rudimentale scavato con strumenti improvvisati che attraversava sotto il confine durante gli anni '80 e fino all'inizio degli anni 2000 questi tunnel erano semplici arterie per il contrabbando di armi leggere sigarette benzina medicine e anche persone erano la risposta clandestina alle sanzioni e ai blocchi un'alternativa economica per molti che non avevano altra via d'uscita ma il contrabbando era solo l'inizio nel 2006 quando Ever prese il potere nella Striscia di Gaza i tunnel smisero di essere passaggi improvvisati e trasformati in qualcosa di molto più oscuro l'organizzazione capì che gli uomini degli arsenali e i segreti potevano essere nascosti sottoterra quello che una volta era un corridoio per le scatole di sigarette ora era diventato un condotto per razzi e combattenti armati
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il Pavimento della casa cominciò a trasformarsi lentamente in tunnel per preparare la guerra nel corso degli anni divenne una vera città sotterranea all'interno di queste autostrade invisibili sono nascosti centri di comando e controllo sale mediche che funzionano come ospedali clandestini dormitori per combattenti arsenali pieni di razzi e persino negozi di rifornimenti con l'elettricità che scorre nelle loro vene gli israeliani la chiamano la metropolitana di Gaza non è mai uno scudo perfetto i combattenti possono spostarsi da un quartiere all'altro senza essere visti da droni satelliti o pattuglie aeree un cecchino che spara da un edificio può scomparire minuti dopo in un tunnel per apparire in un'altra parte della città come se fosse passato attraverso le mura di Gaza in superficie tutto sembra normale ma sotto i piedi dei civili respira un labirinto capace di spostare interi eserciti senza che nessuno se ne accorga e qui nasce il paradosso con un territorio piccolo come la Striscia di Gaza chiunque penserebbe che trovare questi tunnel sarebbe una questione di tempo giusto ma la realtà è che non è facile trovare questi tunnel non ha mai perfezionato la macabra arte di nascondere gli ingressi dove nessuno penserebbe di cercarli lo hanno fatto prima e continuano a farlo anche adesso alcuni ingressi sono nascosti sotto il pavimento delle case di famiglia tra i giocattoli di un bambino o dietro un armadio altri si aprono discretamente negli scantinati degli ospedali o sotto i cortili delle scuole e delle moschee luoghi dove un attacco israelianoavrebbe un costo politico e umano incalcolabile ma non tutto è così elaborato ci sono accessi che sembrano semplici trincee in terreni abbandonati un pollaio o un capannone abbandonato luoghi così comuni che chiunque ci passerebbe davanti finché all'improvviso uomini armati ne emergono ecco perché ogni metro di avanzamento per un soldato israeliano non è di grande utilità non importa se il quartiere sembra libero in qualsiasi momento il terreno potrebbe aprirsi sotto i loro piedi infatti i rapporti di combattimento hanno confermato che in diverse occasioni combattenti da mai sono apparsi chilometri dietro le linee israeliane in aree che erano state messe in sicurezza giorni o addirittura settimane prima il risultato è devastante per l'offensiva ogni operazione avanza con la lentezza di una lumaca non si tratta solo di conquistare strade ed edifici si tratta di dare la caccia ai fantasmi sottoterra uno per uno in un labirinto che sembra non avere fine contro un nemico nascosto sottoterra Israele ha dovuto ricorrere a strumenti progettati per un altro tempo e un altro fronte di battaglia il primo di essi il GBU28 noto come Bunkerbuster è un mostro di quasi 2 tonnellate di acciaio creato dagli Stati Uniti nel mezzo della Guerra del Golfo progettato per perforare Nei bunker più resistenti di Saddam Hussein, la sua missione è quella di penetrare la terra e il cemento e detonare nella parte più profonda della bomba. Per raggiungere questo obiettivo, la bomba utilizza due metodi: in primo luogo, un corpo rinforzato e una miccia ritardata. Invece di esplodere all'impatto, la GBU28 penetra per metri sottoterra prima di esplodere, assicurandosi di penetrare all'interno del bersaglio. In secondo luogo, una carica tandem. La prima esplosione apre un tunnel e la seconda, dopo l'esplosione, attraversa quel varco, portando la forza dell'esplosione al cuore del rifugio. Nei conflitti del 2008 e del 2014, queste bombe si sono rivelate letali contro tunnel e bunker fortificati: ogni impatto era un boato che faceva tremare il terreno, facendo crollare interi cunicoli in pochi secondi. Ma come ho detto a casa, i tunnel non sono isolati in deserti deserti o remote basi militari, sono sotto interi quartieri, sotto ospedali, sotto moschee. Il potere del bunkerbuster è devastante, certo, ma anche il suo costo umano, in quest'equazione, supera il vantaggio militare. Ecco perché Israele ha cercato altre strade nei conflitti passati: quando la fanteria avanzava, i soldati segnavano gli ingressi che scoprivano, dietro di loro arrivavano i genieri incaricati di distruggerli il più rapidamente possibile, ad esempio facendo saltare l'accesso con esplosivi, spingendo tonnellate di terra con i bulldozer o iniettando cemento liquido fino a riempire il tunnel.
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Queste erano soluzioni rudimentali, quasi improvvisate, ma allora funzionavano, oggi la storia è diversa. Never ha passato anni a rinforzare i suoi tunnel con il cemento come se fossero bunker sotterranei e ogni corridoio avesse più uscite. Sigillare un ingresso non significa che il tunnel sia morto. Chiudere questi tunnel è come combattere un incendio sotterraneo. Si chiude unuscita e il fuoco appare da un altro e più brucia in profondità più forza è necessaria per fermarlo più esplosivi più tempo più fuoco e di conseguenza più rischio di vittime collaterali con l'invasione su larga scala in corso Israele non può più fare affidamento sui metodi del passato era necessario un cambiamento radicale ecco perché in questa nuova fase della guerra le forze di difesa israeliane hanno schierato tattiche mai viste prima in un combattimento reale progettate specificamente per cacciare il nemico sottoterra la prima di queste è stata battezzata dai media come Spongebomb si sa poco ufficialmente di questo dispositivo perché il suo design e il suo utilizzo rimangono classificati ma ciò che è emerso sembra più un'invenzione di un laboratorio segreto che un'arma da guerra una specie di granata che quando esplode non lancia schegge o fuoco ma schiuma una schiuma in espansione che si solidifica in pochi secondi e blocca completamente il tunnel la tattica è la seguente un soldato prima lancia una piccola granata convenzionale nell'imboccatura del tunnel l'esplosione genera fumo e pressione pochi secondi dopo lanciano la Spongebomb la schiuma si espande violentemente si indurisce come cemento e sigilla immediatamente l'ingresso ma non adempie al suo scopo il fumo rilasciato dalla granata convenzionale cerca un'uscita e lo fa attraverso i corridoi sotterranei i soldati in superficie osservano attentamente dove emerge in lontananza quella colonna grigia perché ogni punto di fumo segna un'uscita nascosta un altro accesso al labirinto che deve essere distrutto non esiste ancora nessun video o immagine confermata di queste bombe in azione è un'arma che si colloca tra la realtà e le voci tuttavia i funzionari israeliani hanno parlato apertamente del suo uso tattico e sul campo di battaglia i soldati le descrivono già come uno strumento silenzioso invisibile ma capace di trasformare un tunnel in una tomba di cemento in pochi secondi ma Israele non si affida solo alla scienza e alla tecnologia nella guerra sotterranea a Gaza si rivolge anche a un alleato molto più vecchio un alleato che respira odori e morde il cane da attacco intere squadre di forze speciali hanno schierato questi animali all'interno della striscia non sono semplici cani da fiuto ma creature addestrate per mesi a scendere nelle viscere della terra e inseguire un nemico nascosto in corridoi oscuri dove nemmeno un soldato oserebbe entrare senza rinforzi la storia militare conosce cani da guerra da secoli sono stati usati per tracciare, per rilevare mine ed esplosivi, persino per intimidire, ma quello che sta succedendo ora è molto diverso. È la prima volta nell'era moderna che i cani vengono addestrati specificamente per attaccare all'interno delle gallerie. Immaginate la scena: una voce si ritrae, un soldato dà l'ordine e l'animale si lancia nell'oscurità. I -- ?suoi artigli raschiano il cemento, il suo respiro si mescola all'umidità del sottosuolo, e poi scompare, inghiottito dal silenzio sovrastante.Gli uomini aspettano, non sanno cosa sta succedendo laggiù, sentono solo echi lontani, abbai attutiti, forse uno sparo, e sebbene non ci siano prove dirette della sua efficacia sul campo di battaglia, circolano già immagini che ne confermano l'uso. Tuttavia, nemmeno le bombe sperimentali o i cani lanciati nell'oscurità risolvono il problema più grande a Gaza.
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La difficoltà non è chiudere un tunnel, ma sapere dove si trova prima che ti uccida. Ecco perché gli israeliani non vogliono scoprire l'esistenza di un tunnel quando è troppo tardi, quando qualcuno spara da lì o emerge con un lanciagranate. Quello che cercano è scoprirli con largo anticipo, anticipare il nemico, sigillare il passaggio prima che qualcuno lo usi per tendere un'imboscata, ma Gaza trasforma questo compito in un inferno, ogni minuto perso può significare un attacco dall'ombra, un gruppo di combattenti che appare nel posto meno atteso, un fuoco incrociato che rompe la logica del fronte. Israele lo sa, ed è per questo che ha schierato una nuova arma, non fatta di acciaio o polvere da sparo, ma di occhi invisibili capaci di tracciare ogni movimento, ogni segnale, ogni indizio che qualcosa si nasconda sottoterra. Israele ha trasformato il cielo nel suo miglior alleato i droni non volano solo su Gaza per registrare immagini o monitorare i movimenti nemici ora sono usati come una specie di cacciatori di routine macchine che osservano instancabilmente finché non trovano nel quotidiano il segno dell'invisibile l'idea è se non puoi vedere il tunnel osserva chi lo usa dall'alto i sensori registrano un intero gruppo di uomini che entrano in una casa e non escono mai veicoli coperti che arrivano all'alba nello stesso cortile o qualcosa di ancora più strano qualcuno che appare in un pollaio alle 2 del mattino e poi scompare nell'oscurità ogni dettaglio non importa quanto insignificante possa sembrare diventa un pezzo del puzzle nel linguaggio militare israeliano la chiamano sorveglianza persistente per i nemici significa che ogni passo ogni movimento ogni routine può condannarli a essere scoperti inoltre dietro le linee di combattimento Israele ha schierato attrezzature che sembrano provenire da un laboratorio piuttosto che da una caserma sono unità specializzate che trasportano sonar capaci di ascoltare cosa succede sottoterra avanzano lentamente come archeologi in una zona di guerra ogni impulso sonoro viaggia verso il basso rimbalzano sulle viscere del terreno e tornano convertiti in dati con loro i tecnici generano una mappa del terreno tridimensionale rivelando cavità invisibili a occhio nudo, ciò che per chiunque sarebbe solo sabbia e cemento sui loro schermi appare come un labirinto nascosto, non è del tutto chiaro da dove provenga questa apparecchiatura, alcuni sostengono che si tratti di una tecnologia adattata dagli Stati Uniti, altri che sia stata sviluppata in segreto all'interno di Israele, ma la sua efficacia è innegabile, permette di scoprire anomalie e segnare la posizione esatta di tunnel che altrimenti sarebbero impossibili da rilevare e ancora più sorprendente è iltecnologia combinata nello spazio con l'aiuto di satelliti e sensori capaci di leggere minime variazioni del campo magnetico terrestre l'esercito israeliano ha realizzato qualcosa di senza precedenti mappando più di 500 km di tunnel mai visti prima dallo spazio rilevano anche i più sottili cambiamenti nella superficie un pavimento che sprofonda di appena 1 cm o un'ondulazione nel terreno che rivela la presenza di un corridoio sotterraneo
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tuttavia la grande domanda è come questi tunnel verrebbero distrutti in futuro fino ad ora quando le truppe identificano un complesso sotterraneo entrano solo se non c'è altra opzione troppo rischio troppa incertezza invece quello che fanno è inviare macchine droni e robot che scivolano nell'oscurità dove un tempo andava un soldato israele ha schierato modelli come l'Iris prodotto localmente o il Micro Tactical Brown Robot progettato negli stati uniti sono piccole bestie meccaniche con telecamere ad alta definizione capaci di scendere le scale girando in corridoi stretti e trasmettendo in tempo reale ogni ombra e ogni minaccia le immagini che restituiscono sembrano prese da un film corridoi umidi scale improvvisate cavi elettrici che pendono dai soffitti lo spettatore non è un soldato è una macchina che avanza senza paura in uno spazio dove l'oscurità potrebbe nascondere qualsiasi cosa ma il vero salto non è ancora arrivato il futuro punta a droni armati capaci non solo di esplorare ma di attaccare direttamente quei corridoi alcune indiscrezioni assicurano che dei prototipi sono già stati testati anche se non c'è alcuna conferma ufficiale se ciò accadrà il concetto stesso di soldato potrebbe cambiare non sarebbe più un uomo che si rischia nel tunnel ma una macchina autonoma progettata per uccidere silenziosamente sottoterra per ora l'ignoto persistemacchina che avanza senza paura in uno spazio dove l'oscurità potrebbe nascondere qualsiasi cosa ma il vero salto non è ancora arrivato il futuro punta a droni armati capaci non solo di esplorare ma di attaccare direttamente quei corridoi alcune indiscrezioni assicurano che dei prototipi sono già stati testati anche se non c'è alcuna conferma ufficiale se ciò accadesse il concetto stesso di soldato potrebbe cambiare non sarebbe più un uomo che rischia la vita nel tunnel ma una macchina autonoma progettata per uccidere silenziosamente sottoterra per ora l'ignoto persistemacchina che avanza senza paura in uno spazio dove l'oscurità potrebbe nascondere qualsiasi cosa ma il vero salto non è ancora arrivato il futuro punta a droni armati capaci non solo di esplorare ma di attaccare direttamente quei corridoi alcune indiscrezioni assicurano che dei prototipi sono già stati testati anche se non c'è alcuna conferma ufficiale se ciò accadesse il concetto stesso di soldato potrebbe cambiare non sarebbe più un uomo che rischia la vita nel tunnel ma una macchina autonoma progettata per uccidere silenziosamente sottoterra per ora l'ignoto persiste
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Un sottomarino è emerso e ha svelato un segreto sconvolgente sulla Russia
Il video descrive la crisi logistica e il declino della Marina Russa attraverso l'incidente del sottomarino d'attacco Novorossisk. Inizialmente ostentando forza con un passaggio provocatorio nel Canale della Manica, il sottomarino è stato successivamente costretto ad emergere nello Stretto di Gibilterra a causa di un catastrofico guasto tecnico, nello specifico una massiccia perdita di carburante dovuta alla mancanza di pezzi di ricambio e manutenzione adeguata. L'episodio, che ha rivelato le vulnerabilità di un moderno sottomarino russo, è sintomatico di un più ampio collasso sistemico della flotta, aggravato dalle sanzioni internazionali, dalle priorità economiche della guerra in Ucraina e, soprattutto, dalla perdita della base navale di Tartus in Siria, essenziale per il supporto logistico nel Mediterraneo. Il racconto evidenzia infine il tentativo di copertura informativa da parte del governo russo, riecheggiando la reazione all'affondamento del sottomarino Kursk nel 2000, suggerendo che l'orgoglio politico continua a prevalere sulla sicurezza dell'equipaggio.
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ehi come va questo è il Novo Rossisk un sottomarino d'attacco russo nel maggio 2025 ha effettuato un passaggio provocatorio attraverso il canale della manica è emerso in superficie volutamente visibile come a dire siamo qui e non potete fermarci la Royal Navy la Marina Britannica ha dovuto scortarlo fuori con navi ed elicotteri era una chiara dimostrazione di forza e un atteggiamento tipico della Russia intimidazione navale nel cortile UTAM solo che alla fine di settembre quello stesso sottomarino fu costretto a emergere nello stretto di Gibilterra questa volta non era una dimostrazione di forza ma qualcosa di vergognoso che svela segreti che la Russia voleva celare iniziamo questa storia rispondendo a una domanda che so che la maggior parte di voi si sta facendo in questo momento dopotutto cosa è successo davvero tra il 26 e il 27 settembre il Novo Rossis ha subito un guasto tecnico catastrofico non era un semplice guasto il sistema di alimentazione del sottomarino ha iniziato a perdere e non si trattava di una perdita minima il diesel stava fuoriuscendo direttamente nella stiva del sottomarino litri e litri di carburante si stavano accumulando all'interno di uno spazio chiuso pensaci un attimo sei dentro di un tubo di metallo sott'acqua e il carburante sta riempiendo il compartimento intorno a te il vapore è tossico una scintilla e non resterebbe nulla il 27 l'equipaggio lo ha riconosciuto dichiarando che c'era un rischio di esplosione stiamo parlando di 52 persone intrappolate dentro una potenziale bomba ora arriva la parte più scioccante l'equipaggio non riusciva a riparare il problema il motivo non c'erano pezzi di ricambio a bordo nessuno inoltre nessun tecnico qualificato era presente nell'equipaggio per la riparazione immagina questo un sottomarino da combattimento in missione attiva senza gli strumenti di base per la propria sopravvivenza la soluzione che hanno trovato è stata perlomeno disperata per evitare che il carburante accumulato esplodesse l'equipaggio avrebbe dovuto pompare tutto quel diesel direttamente nel Mar Mediterraneo in altre parole avrebbero dovuto causare un disastro ambientale in una delle rotte marittime più trafficate del mondo era quello esplodere sai qual è la cosa più spaventosa la Russia non ha annunciato nulla di tutto questo
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il Ministero della Difesa russo è rimasto completamente in silenzio a raccontare la storia è stato un canale Telegram noto per diffondere informazioni trapelate dall'interno delle agenzie di sicurezza russe e come puoi immaginare il governo russo odia questo canale tanto che lo ha classificato come agente straniero e cerca di rimuoverlo dalla piattaforma quando un governo cerca di censurare una fonte è perché sta toccando nervi scoperti e la ferita qui è profonda perché mentre la Russia rimaneva in silenzio la NATO stava osservando tutto navi britanniche francesi spagnole aerei da pattugliamento il sottomarino che doveva essere invisibile ora erasotto i riflettori tracciato in tempo reale gli analisti di Intelligence Open Source monitoravano il Novo Rosisk e il suo rimorchiatore mentre attraversavano lo stretto di Gibilterra ora fermati a pensare un sottomarino funziona grazie a una cosa il segreto la sua forza sta nel non essere visto il Novor Rossisk beh ha perso completamente questo vantaggio sbaglia chi pensa che questo sottomarino sia una vecchia carcassa un residuo sovietico che la Russia continua a usare no è peggio di così il nuovo Rossisc è stato costruito nel 2010 è entrato in servizio nel 2014 aveva solo 11 anni di utilizzo quando si è rotto è un sottomarino della classe kilo migliorata progetto 636.3 uno dei modelli più moderni della Russia la NATO lo chiama buco nero perché è estremamente silenzioso e quasi impossibile da rilevare quando usa le batterie elettriche ha una lunghezza di 74 m un equipaggio di 52 persone e la capacità di restare in mare per 45 giorni e non è un sottomarino innocuo è dotato di sei tubi lanciasuri e può lanciare 18 siluri o mine navali e soprattutto può lanciare missili da crociera calibre questi missili hanno una lunga gittata possono colpire obiettivi a terra e sono in grado di trasportare testate nucleari stiamo parlando di un sottomarino che era in servizio di combattimento attivo non era ormeggiato in qualche porto in attesa di manutenzione era in missione rappresentando la Russia nel Mediterraneo e come abbiamo mostrato all'inizio del video 4 mesi prima di rompersi era passato attraverso il canale della manica in modo provocatorio mostrando forza come a dire al mondo siamo qui ora era fermo in acqua e non è l'unico caso nel giugno 2024 un altro sottomarino russo è arrivato alla Vana Cupa il Kazan un sottomarino nucleare classe Yasenm il più avanzato della flotta russa la Russia ha molto pubblicizzato la visita voleva mostrare potere ma quando il Casan è arrivato le fotografie hanno rivelato un grave problema grandi pezzi dei pannelli di silenziamento dello scavo si stavano staccando quei pannelli assorbono il suono sono essenziali per mantenere il sottomarino invisibile al sonar senza di loro il sottomarino diventa rumoroso e perde il suo vantaggio principale per un sottomarino orgoglio della flotta vedere pezzi cadere era imbarazzante c'è altro nell'agosto del 2025 una corvetta russa chiamata Vishnivolotiok entrò in collisione con una petroliera civile nel marzov lo scafo fu gravemente danneggiato e vuoi sapere cosa ha fatto la Russia ha falsificato documenti ufficiali ha detto che il danno è stato causato da droni uini ha mentito spudoratamente per nascondere la propria incompetenza riesci a vedere che si sta formando un modello guarda la Marina Russa non sta affrontando solo problemi tecnici sta vivendo un collasso sistemico e questo sta accadendo per tre motivi principali in primo luogo le sanzioni dal 2014 ma soprattutto dopo il 2022 la Russia è sotto pesanti sanzioni queste sanzioni sono rivolte al settore della difesa la Russia ha sempre dipeso da componenti stranieri per i sistemi avanzati ora ottenere questi pezzi è difficile costoso e richiede tempo cercano di importare attraverso paesi terzi
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ma questo crea colli di bottiglia e quando mancano i pezzi la manutenzione si ferma succede in secondo luogo l'economia è in modalità di guerra tutte le risorse stanno andando in Ucraina carri armati munizioni equipaggiamento per le truppe di terra e vuoi sapere cosa succede alla manutenzione ordinaria delle navi che sono già dispiegate quello passa in secondo piano il Novo Rossisk ne è un ottimo esempio il sottomarino necessitava di pezzi di ricambio ma non erano disponibili forse sitrovavano in un magazzino o forse non esistevano più il sistema logistico è completamente rotto infine cosa ancora più sorprendente la flotta del Mar Nero è stata devastata e il novo Rossi Isk ne fa parte per darti un'idea quella flotta ha subito perdite inimmaginabili l'ucraina un paese senza una marina significativa ha distrutto tra un terzo e il 40% delle navi russe nel Mar Nero e lo ha fatto usando missili antinave Neptun missili Storm Shadow forniti dall'occidente e droni di superficie piccole imbarcazioni senza equipaggio cariche di esplosivi l'elenco delle perdite è impressionante una delle più emblematiche è stata quella dell'incrociatore Moskva nave a Miraglia affondata nell'aprile 2022 ma ci sono state anche molteplici navi da sbarco distrute corvette moto vedette e nel settembre 2023 un attacco ura al cantiere navale di Sebastopoli ha danneggiato gravemente il Rostov Suldon un sottomarino gemello del Novo Rossisk nemmeno i sottomarini nel porto erano al sicuro queste perdite hanno costretto la Russia a ritirare le sue navi più preziose da Sebastopoli nella Crimea occupata verso il porto di Novorossisk nel territorio russo continentale è stata una ritirata umiliante la Russia ha perso il controllo dell'ovest del Mar Nero e il suo blocco è finito e l'Ucraina beh sono riusciti a stabilire un corridoio umanitario per esportare cereali una vittoria strategica per loro ma c'è un colpo ancora più profondo qualcosa che rende il fallimento di Novorossisk non solo prevedibile ma inevitabile la perdita di Tartus questo perché il Mediterraneo è una regione strategica per la NATO è il fianco sud per la Russia è un modo per proiettare potere in Medio Oriente Nord Africa e sfidare la NATO dal 2013 la Russia aveva una forza navale permanente nel Mediterraneo ma questa dipendeva da Tartus era l'unica base navale russa fuori dal territorio dell'ex Unione Sovietica durante l'intervento russo nella guerra civile siriana la Russia ha ampliato e modernizzato questa base tartus forniva tutto ciò di cui una flotta ha bisogno rifornimento rifornimento di carburante manutenzione rotazione dell'equipaggio senza questo mantenere le navi nel Mediterraneo per lunghi periodi è logisticamente impossibile solo che alla fine del 2024 il regime di Bashar Allsad è caduto il nuovo governo della Siria ha annullato l'accordo con la Russia e così i russi sono stati costretti a evacuare rapidamente la base una ritirata umiliante e l'impatto è stato immediato i sottomarini diesel elettrici come il Novor Rossisk non sono come i sottomarini nucleari devono ricaricare le loro batterie frequentemente questo significa andare in un porto o usare lo snorkel vicino alla superficie senza Tartus mantenere questi sottomarini operativi nel Mediterraneo è diventato impossibile a gennaio 2025 gli analisti navali hanno riferito che la Russia non aveva più nessun sottomarino nel Mediterraneo il Novo Rossisk è stato l'ultimo alasciare lo stretto di Gibilterra il suo ritorno nel 2025 è stato un tentativo di mantenere l'illusione di una presenza navale ma era un bluff la Russia stava cercando di operare senza l'infrastruttura necessaria il Novo Rossisk stava operando sotto estrema pressione lontano da porti amici senza manutenzione adeguata e con la catena di approvvigionamento interrotta il gu al sistema di alimentazione non fu una sfortuna fu la conseguenza fisica di un'operazione logisticamente impossibile
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fu il primo componente critico a cedere in queste condizioni insostenibili il sottomarino non stava solo perdendo carburante stava perdendo gli ultimi residui della credibilità navale russa nella regione per Vladimir Putin questa scena è dolorosamente familiare avendo già vissuto questo incubo il giorno era il 12 agosto 2000 il sottomarino nucleare K14 Kursk affondava nel mare di Barenz 118 persone morirono la causa fu un'esplosione di un siluro difettoso durante delle esercitazioni l'esplosione iniziale ne provocò una seconda catastrofica che distrusse la parte anteriore del sottomarino ma ciò che rese il Kursk una tragedia ancora più grande fu la risposta del governo vladimir Putin era al suo primo anno di presidenza quando è avvenuto l'incidente era in vacanza in un resort sul Mar Nero e sai qual è stata la sua reazione rimase lì per 4 giorni nel frattempo i marinai russi morivano anche la Russia non chiese subito aiuto internazionale ma il Regno Unito e la Norvegia offrirono sommergibili di salvataggio avanzati la Russia rifiutò e vuoi sapere il motivo orgoglio paura di esporre l'incompetenza della Marina paura di mostrare debolezza più tardi un biglietto fu recuperato dal corpo di un ufficiale 23 marinai erano sopravvissuti all'esplosione iniziale si rifugiarono nel compartimento posteriore aspettarono i soccorsi i tentativi russi di salvataggio fallirono ripetutamente quando la Russia accettò finalmente l'aiuto straniero era troppo tardi erano tutti morti putin si trovò di fronte a una scelta difficile nel 2000 ammettere il fallimento e accettare l'aiuto dell'occidente oppure preservare l'orgoglio nazionale attraverso il segreto e la negazione al costo della vita dei suoi marinai ha scelto l'orgoglio il governo russo dal Kursk ha imparato a controllare l'informazione non a migliorare la sicurezza navale nel 2000 Putin fu massacrato dai media russi che erano ancora indipendenti la TV trasmise critiche devastanti al governo intervistò famiglie in lacrime fu un disastro di pubbliche relazioni una vulnerabilità politica estrema per il nuovo presidente nei mesi e negli anni successivi il governo prese il controllo delle principali reti televisive si assicurò che questo tipo di umiliazione pubblica non si ripetesse mai più 25 anni dopo il Novo Rossisk presenta lo stesso dilemma con la Russia e la NATO in confronto diretto a causa dell'Ucraina accettare l'aiuto di un avversario sarebbe ancora piùumiliante la storia suggerisce che se la situazione fosse degenerata l'equipaggio del Novor Rossi Isk avrebbe potuto essere sacrificato per l'orgoglio politico come lo sono stati i sopravvissuti del Kursk ma c'è una differenza nel 2025 il controllo dell'informazione che Putin ha costruito per due decenni si sta inclinando esistono piattaforme decentralizzate come Telegram canali investigativi pubblicano queste fughe di notizie l'intelligence open source traccia i movimenti in tempo reale ora una totale copertura in stile sovietico non è più possibile come puoi vedere l'immagine del sottomarino d'attacco russo Novorossisk disabilitato e alla deriva nel cortile della NATO è più di un semplice incidente navale isolato è un momento in cui tutti i segnali di declino militare russo convergono su un unico scafo arrugginito ora voglio sapere la tua opinione pensi che la Russia riesca ancora a mantenere la sua posizione come potenza navale globale o questa era finita scrivi la tua risposta nei commenti se questo contenuto ti è stato utile condividilo con qualcuno che è interessato a questi argomenti e iscriviti al canale per non perdere i prossimi video alla prossima
PE-n1149-censura-russa.mp4 - Discuss Censura governativa russa.
La discussione sulla Censura governativa russa emerge chiaramente nel contesto della gestione delle crisi militari e navali, in particolare riguardo all'incidente del sottomarino Novo Rossisk nel 2025 e al precedente affondamento del Kursk nel 2000.
La censura governativa russa si manifesta come una strategia politica volta a preservare l'orgoglio nazionale e nascondere l'incompetenza e la debolezza militare, spesso a costo della trasparenza e persino della vita.
1. La Gestione dell'Incidente del Novo Rossisk (2025)
L'incidente del sottomarino Novo Rossisk, costretto a emergere nello Stretto di Gibilterra a causa di un guasto tecnico catastrofico (perdita di diesel con rischio di esplosione a bordo) nel settembre 2025, ha rivelato l'approccio del Ministero della Difesa russo:
• Silenzio Completo: La Russia non ha annunciato nulla riguardo all'incidente. Il Ministero della Difesa russo è rimasto completamente in silenzio mentre la NATO osservava l'intero evento, e navi britanniche, francesi e spagnole monitoravano il sottomarino.
• Tentativi di Censura: A rivelare la storia è stato un canale Telegram noto per diffondere informazioni trapelate dalle agenzie di sicurezza russe. Il governo russo, che odia questo canale, lo ha classificato come "agente straniero" e cerca attivamente di rimuoverlo dalla piattaforma.
• Motivazione: Quando un governo cerca di censurare una fonte, è perché essa sta "toccando nervi scoperti". In questo caso, la ferita profonda riguarda il fatto che la Russia non voleva che fosse svelato che il sottomarino, che doveva essere invisibile e che mesi prima aveva effettuato un passaggio provocatorio nel Canale della Manica, aveva perso il suo vantaggio strategico ed era in avaria.
2. La Menzogna e l'Incompetenza (Altri Esempi)
La censura si manifesta anche attraverso la falsificazione attiva delle informazioni per nascondere l'incompetenza:
• Corvetta Vishnivolotiok: Dopo che questa corvetta russa entrò in collisione con una petroliera civile nel Mar d'Azov (agosto 2025), danneggiando gravemente lo scafo, la Russia falsificò documenti ufficiali. Mentì sfacciatamente, affermando che il danno era stato causato da droni ucraini, per nascondere la propria incompetenza.
3. Le Radici Storiche della Censura (L'Incidente del Kursk, 2000)
L'attuale politica di controllo dell'informazione affonda le sue radici nella tragedia del sottomarino nucleare Kursk nell'agosto del 2000, avvenuta durante il primo anno di presidenza di Vladimir Putin.
• Negazione e Orgoglio: La risposta del governo fu caratterizzata da una strategia di negazione. Putin rimase in vacanza per quattro giorni mentre i marinai morivano. La Russia rifiutò inizialmente l'aiuto internazionale (offerto da Regno Unito e Norvegia, che possedevano sommergibili di salvataggio avanzati), scegliendo l'orgoglio e la paura di esporre l'incompetenza della Marina e la debolezza del Paese. Questo costò la vita ai 23 marinai sopravvissuti all'esplosione iniziale.
• Rappresaglia Contro i Media: All'epoca, Putin fu massacrato dai media russi, che erano ancora indipendenti. La TV trasmise critiche devastanti al governo e intervistò famiglie in lacrime, creando un "disastro di pubbliche relazioni" e una "vulnerabilità politica estrema" per il nuovo presidente.
• La Lezione Imparata: La lezione che il governo russo trasse dalla tragedia del Kursk non fu quella di migliorare la sicurezza navale, ma di controllare l'informazione. Nei mesi e negli anni successivi, il governo prese il controllo delle principali reti televisive per assicurarsi che questo tipo di umiliazione pubblica non si ripetesse mai più.
4. Il Controllo Attuale dell'Informazione
Il controllo dell'informazione che Putin ha costruito per due decenni è un elemento strategico chiave. Questo controllo crea un dilemma: se una situazione come quella del Novo Rossisk fosse degenerata, la storia suggerisce che l'equipaggio avrebbe potuto essere sacrificato per l'orgoglio politico, come lo furono i sopravvissuti del Kursk.
Tuttavia, nel 2025, il sistema di censura si sta inclinando:
• Piattaforme Decentralizzate: Esistono piattaforme decentralizzate come Telegram e canali investigativi che pubblicano "fughe di notizie".
• Intelligence Open Source: L'intelligence open source monitora i movimenti dei sottomarini in tempo reale.
A causa di questi nuovi canali di informazione, una copertura totale in stile sovietico non è più possibile.
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PE-n1150-perdita-Tartu.mp4 - Discuti della base Perdita a Tartu.
La Perdita della base di Tartus viene descritta come un colpo strategico profondo che ha reso "inevitabile" il fallimento delle operazioni navali russe nel Mediterraneo. Questo evento, avvenuto alla fine del 2024, ha avuto conseguenze immediate e devastanti sulla capacità della Russia di proiettare potenza navale nella regione.
1. Importanza Strategica di Tartus
Tartus, situata in Siria, rappresentava un avamposto geopolitico fondamentale per la Russia:
• Proiezione di Potere: Il Mediterraneo è una regione strategica per la NATO (il suo fianco sud), e per la Russia è un modo per proiettare potere in Medio Oriente, Nord Africa e sfidare la NATO.
• Unica Base Estera: Era l'unica base navale russa al di fuori del territorio dell'ex Unione Sovietica.
• Supporto Logistico Essenziale: Dal 2013, la forza navale permanente russa nel Mediterraneo dipendeva interamente da Tartus. Durante l'intervento russo nella guerra civile siriana, la base fu ampliata e modernizzata. Tartus forniva tutto ciò di cui una flotta ha bisogno: rifornimento di carburante, manutenzione e rotazione dell'equipaggio. Senza questa base, mantenere le navi nel Mediterraneo per lunghi periodi è considerato logisticamente impossibile.
2. La Caduta e l'Evacuazione
La perdita della base è stata innescata da un cambiamento politico in Siria:
• Crollo del Regime: Alla fine del 2024, il regime di Bashar al-Assad è caduto.
• Annullamento dell'Accordo: Il nuovo governo siriano ha annullato l'accordo con la Russia.
• Ritirata Umiliante: I russi furono costretti a evacuare rapidamente la base, un evento descritto come una "ritirata umiliante".
3. Impatto sui Sottomarini (Novo Rossisk)
L'impatto fu immediato e particolarmente grave per i sottomarini convenzionali (diesel-elettrici), che necessitano di ricaricare le batterie molto più frequentemente rispetto ai sottomarini nucleari.
• Impossibilità Operativa: Senza Tartus come porto amico per il rifornimento e la manutenzione, mantenere operativi questi sottomarini nel Mediterraneo è diventato impossibile.
• Fine della Presenza Navale: Già nel gennaio 2025, gli analisti navali riferirono che la Russia non aveva più nessun sottomarino nel Mediterraneo.
• L'Incidente del Novo Rossisk: Il sottomarino Novo Rossisk era stato l'ultimo a lasciare lo Stretto di Gibilterra. Il suo ritorno nel 2025 fu un tentativo di mantenere l'illusione di una presenza navale, ma in realtà si trattava di un "bluff". Il sottomarino stava operando sotto estrema pressione, lontano da porti amici, senza manutenzione adeguata e con la catena di approvvigionamento interrotta. Il guasto al sistema di alimentazione che lo costrinse a emergere non fu "una sfortuna", ma la conseguenza fisica di un'operazione logisticamente impossibile, il primo componente critico a cedere in condizioni insostenibili.
La perdita di Tartus, quindi, è il fallimento fondamentale che ha reso la successiva crisi logistica del Novo Rossisk non solo prevedibile ma inevitabile, rappresentando la perdita degli ultimi residui della credibilità navale russa nella regione.
PE-n1151-ascesa-Lampugnani.mp4 - Il testo traccia l'ascesa e l'espansione patrimoniale della famiglia Lampugnani a Legnano
QGLA191-castello-6270-6977.mp3 - Il testo traccia l'ascesa e l'espansione patrimoniale della famiglia Lampugnani a Legnano, focalizzandosi in particolare sulle acquisizioni terriere e immobiliari di Oldrado Lampugnani tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo. Attraverso una serie di documenti d'archivio, come atti notarili e pergamene, si evidenzia come Oldrado, spesso assente per i suoi incarichi di governo al servizio del Duca, e i suoi familiari, tra cui la madre Giovannina Omodei e il nipote Cristoforo, abbiano sistematicamente consolidato i propri possedimenti, acquistando terreni, mulini e la casa principale a Legnanello. Il testo menziona anche la distruzione del maniero dei Lampugnani nel 1927, definita un "delitto" storico e artistico, e suggerisce che le vaste proprietà di Oldrado potessero derivare in parte da terreni confiscati o compensi per le sue missioni militari.
PE-1152-avvento-Lampugnani.mp4 - L'avvento della famiglia dell'Oldrado a Legnano.
Nel 1385 Ubertino Lampugnani possedeva già un terreno situato a Legnano e Rescaldina e ne allargava il possesso acquistando altre cinque pertiche da taluni lamponi, forse suoi parenti. Da un atto del 1408 risulta che Giovannino da Lampugnano fu Beltremolo con altri due compagni acquistano per lire qu 5 lire imperiali dal tesoriere dalla Camera Ducale il diritto sul pane, vino e carne del borgo di Legnano. Da una pergamena della stessa provenienza troviamo che la madre di Oldrado Lampugnani, Giovannina Omodei, che era vedova dell'Uto acquista nel 1419 da Porolla Lampugnani di Bustarsizio, che era figlia del Fuleone Un Cassio situato in Legnano fra il ponte Carrato e i vicini mulini azionati dell'Ullona. Questa è la madre di Oldrado Lampugnani che è giovannino Modei nel 1419. Sempre nel 1419 l'Olrado Lampugnani acquista dai consorti Vismara di Dairago la casa mania in contrade di mezzo a Legnanello vicino alla chiesa e ne fa una residenza che sarà occupata più che da lui dal fratello Mafiolo sposo a una Crivelli. Nella sala al piano superiore lo stemma Lampugnani e lo stemma Crivelli furono inseriti l'un di fronte all'altro nella fascia ornamentale che girava in alto alle pareti del locale. Le pareti stesse erano ornate in affresco da un grande disegno rombi i cui erano costituiti da catene di fiori e frutti e foglie, come esattamente si vede negli strappi che si conservano nel museo civico. Un ritratto di dama, che probabilmente era quella della moglie del mafiolo Lampugnani, fu trovato nella fascia ornamentale del piano terreno ed è ora conservato in museo. Esso è purtroppo l'unico ritratto che si sia potuto salvare, mentre e altri esistevano nella stessa sala ai suoi tempi, ma noi non potremmo trovare ad essi che dei miseri avanzi inutilizzabili. Possiamo ritenere con verosimiglianza che oltre a Mafiolo vi sarà stato anche il ritratto dell'Oldrado stesso. Qui c'è una nota. Artisticamente e storicamente è stato un delitto il distruggere tale maniero. Il comune che nel 1927 fu la artefice dell'operazione spese per la ricostruzione in un altro luogo, secondo l'accordo che era stato intervenuto con l'ufficio e per la conservazione dei monumenti, pagando più del doppio di quello che poteva occorrere per l'acquisto e per un decente ripristino in luogo nello stabile tanto interessato. Comunque la pergamena numero 13 del 1421 ci informa che Oldrado Lampugn del Fu Ubertino e il nipote Cristoforo Fu Giovanni comperano da Giorgio Terzago un piccolo siedime per allargare il possesso di quello da loro abitato che possedevano a Legnano. L'atto esteso dal notaio Giovanni Lampugnani fuistardo, residente in Legnano. È da notarsi che questo acquisto è fatto in comune col nipote Cristofero. Il nipote che è dottore in legge conviveva con lo zio, cui era utile come amministratore, date le lunghe assenze che ormai l'Oldrado doveva fare per ragioni di governo. Il Cristofro, avendo anche seguito l'Oldrado nei suoi periodi di governator Savona, conobbe là e sposò poi nel 1430 la marchesa Belida del Carretto, del Marchesi di Savona. Più tardi il Cristoforo divenuto lui pure alta personalità nel campo del governo duale, lascia lo zio per adempiere alcune sue funzioni. La pergamena numero 14 del 1421 ci informa che Paolo Lampugnani, sposando donna Antonia Landriani del Fu Beltrame, entra in possesso di 17 appezzamenti di terra site in territorio di Olgiato Lona per complessive 350 pertiche. e di sette sedimi annessi che per la verità sono qual più almeno in cattive condizioni di conservazione. La pergamena numero 15 del 1422 rende conto dell'acquisto fatto da Oldrado Lampugnani dai consorti Vismara di un terreno di 22 pertiche detto Prato della Resega che era fra Legnano e Legnanello presso Lolona. col diritto di utilizzazione dell'acqua per l'irrigazione. Ancora nel 1422 Oldrado Lampugnani compera dai consorti Vismara il mulino sito presso di Santa Caterina fra Legnano e Legnanello in continuazione del terreno predetto e del pezzo e per il prezzo di Fiorini 400. L'Oltrado Lampugnani per le sue mansioni al servizio del Duca aveva sovente occasione di svolgere azioni punitive anche lontane ai confini del Ducato e anche sul territorio dei vicini. Dobbiamo credere che fosse in seguito alle operazioni di tal genere che egli sia devenuto proprietario di vasti terreni in località svariate. In un atto steso dal notaio Pietro Regni di Milano, l'arcivescovo di Asti concede il 10 dicembre del 2 a Dolado Lampugnani, il feudo sul castello è il luogo di Monte Avito di Asteggio, su Santo Stefano di Asteggio e su Castegneto, tutti nella diocesi di Asti. Ma è nel 1426 che vediamo l'Oldrado estendersi largamente nel territorio legnanese con l'acquisto dai fratelli Crivelli di diversi casolari intorno al castello. e di una casa estesa in terreni perlopiù irrigui circostanti al castello e nei territori vicini. Il tutto per 857 pertiche e al prezzo di lire 8.706. Ad un atto di così grande importanza, Lrado non potè neppure presenziale, impegnato nelle lotte che si svolgevano contro i veneti per il possesso di Brescia e quindi delegò in sua vece l'amico e parente Pietro Lampugnani Fuizzardo, pure dottore in legge dall'esame dell'atto di vendita, nel quale concorrono moltissimi nomi di crielli coerenzianti, si può supporre che la vendita sia fittizia, nascondendo invece una divisione ereditaria, perché suo fratello mafiolo aveva sposato una Crivelli. Ma non possiamo dare ciò per assoluto. potendo invece ben trattarsi di vendita dei crivelli, pur non per non poter in altro modo procedere alla divisione dei beni ereditari. E qual dubbio ci sorge per altri atti nei quali venditori sono dello stesso casato lampugnani come compratore Oldrado. Si può ben credere che l'oldrado, per il tipo delle sue missioni, entrasse sovente in possesso di o di terreni confiscati ai nemici, sia che il Duca fosse generoso verso di lui, sia perché adottasse dei mezzi spicci di pagare il capitano per le sue imprese, tanto più che questi doveva poi provvedere al pagamento dei militi usati a queste imprese stesse. Nel 1434 l'oldrado acquista da Bertino Visconti un mulino nel territorio di San Vittorio Lona e di alcune terre IVNs pertiche 24 al prezzo di lire 852. Questo acquisto viene fatto da un altro suo procuratore, Giovanni Cambiago di Annico, essendo Lrado impegnato a Genova come governatore. Nel 1436 è il Cristoforo Lampugnani fu Giovanni il nipote dellrado che ormai a casa propria a Milano in parrocchia Santa'eufemia, il quale acquista in conto proprio un notevole appezzamento di terreno, 50 pertiche in territorio di Rescaldina, sulla strada fra Legnano e Rescaldina. Il terreno è coerenziante con altri che sono già di taluni lampugnani a noi noti. Il Beltramolo fu Oldrado. che era fratello dell'Uberto Lampugnani con gli eredi di Mafiolo Lampugnani e gli eredi di Filippolo Lampugnani.
PE-n1153-notai-documenti.mp4 - Discussione: Notai documenti.
La discussione sui documenti notarili e i notai (spesso indicati nelle fonti come "Notai documenti" o "atti notarili") è fondamentale per la ricostruzione storica degli eventi a Legnano e, in particolare, delle vicende della famiglia Lampugnani e del Castello Visconteo. Le fonti evidenziano che la presenza di notai residenti in loco era un indicatore dell'importanza del centro di Legnano.
La Presenza Notarile a Legnano
Legnano era stabilmente sede di notai residenti. Nel periodo esaminato (tra il 1400 e il 1500), le casate notarili note includevano i de Cannibus (originari di Busto Arsizio), i Lampugnani, i Vicemala (o Vismara), i de Martinus, i Bossi e i Monetari.
Un esempio specifico di notaio residente è Giovanni Lampugnani fuistardo, che risiedeva a Legnano ed estese l'atto del 1421 riguardante l'acquisto congiunto di un piccolo appezzamento di terra da parte di Oldrado Lampugnani e il nipote Cristoforo.
Nel Castello di Legnano, si ha notizia della presenza e dell'ufficio notarile di Bernardino Bossi fu Francesco durante il periodo in cui Oldrado II e poi Ferdinando I Lampugnani lo abitarono. Il notaio Bossi aveva al suo servizio anche dei pronotari, come Daniele Caimi e Giò Pietro Caimi.
Il Ruolo dei Notai e la Documentazione delle Transazioni
I documenti notarili e le pergamene sono le principali fonti che attestano le espansioni patrimoniali e gli affari legali dei Lampugnani:
1. Atti di Acquisizione e Compravendita
Numerose transazioni di Oldrado I e dei suoi familiari sono registrate in atti formali:
• Acquisto di Diritti (1408): Un atto attesta che Giovannino da Lampugnano, con altri due, acquistò per 5 lire imperiali il diritto su pane, vino e carne del borgo di Legnano dal tesoriere della Camera Ducale.
• Pergamene del 1419 e 1421:
-- La madre di Oldrado, Giovannina Omodei, vedova dell'Uto, acquistò un "Cassio" a Legnano nel 1419.
-- La Pergamena numero 13 del 1421 informa dell'acquisto di un piccolo "siedime" (appezzamento) da parte di Oldrado e del nipote Cristoforo per ampliare il loro possesso a Legnano.
-- La Pergamena numero 14 del 1421 registra che Paolo Lampugnani entrò in possesso di 17 appezzamenti di terra e sette sedimi in Olgiato Lona in seguito al matrimonio con Antonia Landriani.
• Acquisto di Proprietà da Vismara (1422): La Pergamena numero 15 del 1422 documenta l'acquisto da parte di Oldrado del "Prato della Resega" (22 pertiche) e di un mulino sito presso Santa Caterina per 400 Fiorini.
• La Grande Vendita Crivelli (1426): L'atto che segnò l'ampia espansione di Oldrado nel territorio legnanese, con l'acquisto di 857 pertiche di terreni (perlopiù irrigui) e casolari intorno al castello per 8.706 lire, fu gestito per delega da Pietro Lampugnani Fuizzardo, dottore in legge e notaio, poiché Oldrado era impegnato nelle lotte contro i Veneti. Questo atto fu di tale importanza che si suppone potesse nascondere una divisione ereditaria.
2. Atti Politici e Feudali
I notai e gli atti documentano anche le attività politiche e militari di Oldrado:
• Investitura di Fondulo (1415): L'atto solenne che investì Gabrino Fondulo della città di Cremona portava la firma di Bonifaccio da Cremona, notaio, oltre a quella di altri consiglieri ducali e testimoni, tra cui Oldrado da Lampugnano.
• Concessioni Feudali (1422): Un atto esteso dal notaio Pietro Regni di Milano documenta la concessione da parte dell'Arcivescovo di Asti a Oldrado Lampugnani del feudo sul castello e il luogo di Monte Avito di Asteggio.
• Risoluzione di Contese (1455): L'Atto numero 26 del 1455 informa della risoluzione di una lunga vertenza tra Oldrado Lampugnani e Scipione Casati riguardo al dominio sul feudo di Oscasale, nel distretto di Cremona.
3. Testamenti e Successioni
I documenti notarili sono cruciali per comprendere le disposizioni ereditarie e le successive contese:
• Testamento di Oldrado I (1460): Il testamento di Oldrado fu depositato presso il notaio Lazzaro da Caerate il 7 gennaio 1460, assegnando la successione generale al nipote Giò Andrea.
• Istituzione del Fide Commesso (1507): Oldrado II Lampugnani, prima di partire per l'esilio, istituì un Fide commesso sul castello e sui beni annessi attraverso il suo testamento del 1507, una disposizione che portò a contese legali durate oltre 200 anni.
4. Documenti su Usanze e Costume
Gli atti notarili forniscono anche dettagli sulla vita quotidiana e il lusso dell'epoca:
• Corredo Nuziale (1457): Un atto notarile straordinariamente interessante, steso il giorno del matrimonio di Orsina Lampugnani, registra l'elenco completo e minuzioso del corredo nuziale, descrivendo abiti lussuosi, oggetti da sala e da camera, e persino pettini e forcine.
In sintesi, la ricca documentazione notarile, spesso conservata in archivi come quello del Museo Civico di Legnano, ha permesso di tracciare in dettaglio la crescita della potenza dei Lampugnani e le complesse vicende legali legate al Castello, fornendo nomi di notai e dettagli precisi sulle transazioni di proprietà, sugli incarichi politici e persino sulla vita privata e il lusso della nobiltà legnanese.
PE-n1154-casate-nobili.mp4 - Il testo analizza la presenza e l'influenza delle principali casate nobiliari a Legnano
QGLA192-castello-6270-6978.mp3 - Il testo analizza la presenza e l'influenza delle principali casate nobiliari a Legnano tra il Quindicesimo e il Sedicesimo secolo, in particolare i Lampugnani, i Crivelli e i Vismara. Si evidenzia come queste famiglie vantassero un'illustre discendenza, avendo fornito dignitari sia civili che ecclesiastici; ad esempio, i Lampugnani diedero diversi abati di Sant'Ambrogio, mentre i Crivelli annoveravano addirittura un papa. Il documento approfondisce il ruolo di membri specifici, come Luchino Vismara, che effettuò donazioni significative alla chiesa di San Magno e San Salvatore, e soprattutto Lodrado Lampugnani, figura chiave che servì come istruttore e poi fedele capitano e diplomatico per i duchi Visconti, specialmente per il giovane Filippo Maria Visconti, in un periodo di grande instabilità politica nel Ducato di Milano.
PE-n1155-casate-nobili.mp4 - Le altre nobili casate dimoranti in legnano fra il 1400 e il 1500.
All'inizio del 1400 troviamo dunque largamente installati in Legnano, oltre ai Lampugnani, i Crivelli e di Vincemala o Vismara. Le tre casate si gloriavano di nobilissima prosepia, avendo dato nel secolo testè finito degli altri dignitari, sia civili che ecclesiastici. Se i lampognani avevano dato Oltre a innumeri persone di governo, una serie di abati di Sant'Ambroggio, i Crivelli, oltre a persone di governo, avevano anche dato un papa. I Vismara costituivano invece una casta meno penetrante nelle cariche governative, più dedita al Consorzio religioso e alle opere pie. I crivelli erano giunti a Legnano per l'estensione delle loro sedi originali di Uboldo e Nerviano. Quanto numerose fossero le loro schiere e quanto larghi i loro possessi nel nostro territorio e benni dimostrato da un documento. Questo documento dice dalla bellissima tavola genealogica degli abati esistente in sacrestia di Sant'Ambrogio di Milano, trascriviamo a Stolfo Lampugnani, abate del 1300. Beltrame II del 1357, Guglielmo II nel9, Giulio nel 1384, Giovanni VI del 1401. Taluno di questi fu abate per più di una volta. I Vismara avevano possessi in Gegnano, Castellanza, deio, ma non di tal vastità come i crivelli. Nepure erano così numerosi. Un membro della famigl Legnanese Luchino Vismara fu Giacomo era stato prevosto nella cattedrale di Vicenza dopo essere stato con Egal Carica a Pavia nel periodo che le città in possesso dei Visconti veniva riorganizzata a Vita Nuova. Era il momento in cui Ubertino da Lampugnano brillava al servizio ducale e il fratello suo mafiolo era mandato come vescovo ad Alatri e poi a Messina. Questo Luchino Vismara, non dimentico della sua città, stendeva da Pavia nel 1406 un atto di donazione alla chiesa di San Mario e San Salvatore, perché venisse retto un altare al nome di Santi Giovanni Battista e Giacomo e Filippo e lo dotava di redditi a vari sedimi e terre in Legnano e a Castellanza. Quella donazione la chiesa di San Magno Salvatore deriva da un atto di donazione fra vivi di Luchino Vismar del 1406 3 agosto. Marco Marliano, fu domini di Milano e tutto si trova nell'archivio del Museo Civico di Legnano e anche nelle copie degli atti di San Questo Luchino Vismara e anche suo fratello Rodolfo che lo seguì poi a Vicenza, fece una donazione alla stessa capellania di altri suoi beni in Legnano e Castellanza. Da alcuni particolari degli atti menzionati si accerta che esisteva una recente parentela fra i Vismara e i lampognani. Altre cosate note e importanti avevano piede in legnano, talune originarie da ceppi oriundi, dalle vicinanze, tipo i Bossi e i Landriani, altri da più eccentriche località nella zona come Terzago, Pusterla, Castrosepio e non ultimi Visconti. L'importanza del centro di Legnano, di cui già altra volta parlammo, risulta anche per l'essere esso sempre stato sede di notai residenti in luogo. Nel periodo che esaminiamo furono i de Cannibus che erano degli oriundi bustesi, i lampugnani, i vicemala, i de Martinus, i Bossi, i monetari. Nel corso del secolo, mentre la potenza dei lampugnani qui e fuori si allargava smisuratamente, seguendo di pari passo le fortune della signoria Sforza in Milano e raggiungeva una potente dominazione del luogo. Le sue famiglie del luogo restavano quasi offuscate, ma una buona convivenza generale regnò tuttavia in questo periodo. Londrado Lampugnani, istruttore del minorenne Duca Filippo Maria Visconti e poi suo capitano. Nel 1402, dopo la morte di Giangaleazzo Visconti il Ducato era stato diviso in due zone. Una che comprendendo Milano e grossolanamente tutto il territorio del Ducato che si stendeva oriente della città era assegnata al figlio Gianmaria, mentre l'altra che comprendeva Pavia ed il territorio ad occidente della Opoli era assegnata secondo genito Filippo Maria, ma essi erano assai giovani e restarono sotto la tutela della madre duchessa Caterina che governò come regente appoggiata dal consigliere Francesco Barbavara. Come Umberto Lampugnani era già al servizio di Giangaleazzo, come vedemmo così Lrado fu prescelto come precettore e istruttore politico militare del giovane Filippo Maria, risedendo se colui nella reggia di Pavia, capitale del suo dominio. Con la morte del fratello Gianmaria nel 1412 diveniva vacante il dominio di Milano e delle terre annesse. Capitani di Ventura, signorotti e repubbliche confinanti occuparono terre o cominciarono a disputare al Filippo Maria il diritto della successione, creandogli una situazione iniziale molto imbarazzante. E Filippo Maria, che nei 10 anni trascorsi della morte del padre si era addestrato ed aveva già dato buoni segni di capacità come uomo politico, si assooldò il capitano Francesco Bussone, il Carmagnola, col quale e Mercè, altri appoggi che aveva, riuscì nel volgere di pochi anni non a riconquistare le città che costituivano il dominio del fratello e che erano in vario modo sfuggite, ma fece raggiungere al ducato una potenza e una considerazione che indusse ribelli e nemici a tenerli mano amica. Naturalmente delle amicizie ottenute in se fatte situazioni non vi era molto da fidarsi e le defezioni furono un fatto frequente, anzi erano una piaga quasi insanabile dei tempi. Dozrado Lampugnani, capitano diplomatico per eccellenza, fisse col duca questo periodo burrascoso, rendendogli grandi servizi come capitano, come consigliere e come inviato diplomatico per trattative. Egli, oltre le buone dote di queste missioni, nutriva verso il suo signore quella defferenza o servilità che sono un ottimo elemento necessario. per la convivenza coi despoti. Non faremo qui la storia della vita militare e politica dellodrado perché fu già tratteggiata, se più brevemente, ma con abbondanza di riferimenti documentari. Fu una vita movimentatissima corrispondentemente alle molte vicissitudini del governo di Filippo Maria. E non finisce qui perché, come ancora vedremo, dopo aver servito il Filippo Maria per i suoi 35 anni di governo, diede ancora la sua instancabile attività al successore Francesco Sforza. A proposito dellado, uno dei documenti è questo. Pio Pechiai nell'elenco storico dei bennifattori dell'ospedale maggiore di Milano nel 1886, dice che Loldrado fu per qualche tempo governatore di alcune delle principali città dello stato. fra cui Bologna e che governò come viceduca tutto lo Stato per molti anni. Yeah.
PE-n1156-Crivelli-Vismara.mp4 - Discussione: Famiglie Crivelli Vismara.
Certamente. Le famiglie Crivelli e Vismara (o Vicemala) sono menzionate nelle fonti come due delle più nobCertamente. Le famiglie Crivelli e Vismara (o Vicemala) sono menzionate nelle fonti come due delle più nobili e influenti casate residenti a Legnano tra il 1400 e il 1500, accanto ai Lampugnani. La documentazione attesta stretti legami, compravendite di proprietà e persino matrimoni tra queste famiglie e i Lampugnani.
Ecco un'analisi dettagliata delle informazioni relative a queste due casate:
1. La Famiglia Crivelli
I Crivelli erano una delle tre principali casate nobili dimoranti a Legnano all'inizio del 1400. Si gloriavano di una "nobilissima prosepia" (nobile stirpe), avendo fornito alti dignitari sia civili che ecclesiastici, e persino un papa (Papa Urbano II).
Origini e Possedimenti
I Crivelli erano giunti a Legnano a seguito dell'estensione delle loro sedi originarie, che si trovavano a Uboldo e Nerviano. Erano feudatari di Uboldo. Le fonti indicano che le loro schiere erano numerose e i loro possedimenti nel territorio di Legnano erano molto vasti. I loro interessi si estendevano anche a Parabiago e Nerviano.
Rapporti con i Lampugnani e il Castello
I Crivelli erano imparentati con i Visconti, fatto che permise loro di acquisire diversi casolari e sedimi all'interno dello stesso perimetro del fossato del Castello di Legnano.
Si verificarono incroci matrimoniali fondamentali con i Lampugnani:
• Matrimonio tra Mafiolo Lampugnani e una Crivelli: Mafiolo Lampugnani, fratello di Oldrado I, sposò Giovanna Crivelli, figlia di Galeotto.
-- Questo matrimonio permise a Mafiolo di diventare proprietario di alcuni terreni circostanti al castello.
-- La residenza che Mafiolo stabilì a Legnanello (la Casa Magna) fu adornata al piano superiore con lo stemma Lampugnani affiancato allo stemma Crivelli nella fascia ornamentale.
La Grande Vendita del 1426
Il momento più significativo dell'interazione tra i Crivelli e i Lampugnani fu l'acquisto di vaste proprietà da parte di Oldrado I Lampugnani nel 1426, che segnò la sua espansione territoriale intorno al Castello di Legnano.
• Venditori: I venditori erano i fratelli Rinaldo, Bernardo e Giorgio Crivelli, figli di Ludovico detto Lodrisio. Essi dimoravano abitualmente a Milano, in Porta Vercellina, nella parrocchia di San Pietro alla vigna.
• Oggetto della Vendita: Oldrado acquistò da loro diversi casolari intorno al castello e terreni perlopiù irrigui, per un totale di 857 pertiche (o 875 pertiche in altre citazioni). Il prezzo fu di 8.706 lire.
• Motivazione della Vendita: Si suppone che i fratelli Crivelli stessero vendendo le proprietà ereditate dal padre per poter procedere alla divisione dei beni dopo la morte del fratello Bulgaro. Tuttavia, a causa del matrimonio di Mafiolo con una Crivelli, si ipotizza anche che la vendita potesse essere fittizia e nascondere in realtà una divisione ereditaria interna (Oldrado era infatti rappresentato da un parente, Pietro Lampugnani, poiché era impegnato altrove).
• Consorti Crivelli: I documenti di vendita rivelano una vasta rete di consorti Crivelli che possedevano beni confinanti (coerenzianti), tra cui Jacobo e Mafiolo Crivelli, Bartolomeo, Galvagio, Valentina, Ettore, Albrizio, Ambrogio e Antonio Crivelli.
-- Dopo la grande vendita, una parte dei sedimi minori che attorniavano il castello rimase di proprietà di Galvagio e Valentina Crivelli (ritenuti fratelli).
Collaborazione Successiva
I Crivelli continuarono a essere figure importanti in momenti cruciali per il Ducato, spesso in alleanza con lo Sforza e, per estensione, con Oldrado Lampugnani.
• Tradimento a Pizzighettone (1449): Antonio Crivelli, castellano della Rocca di Pizzighettone, e suo fratello Ugolino Crivelli si offrirono di consegnare la fortezza al Conte Francesco Sforza. Per la loro azione, i Crivelli ricevettero castella e denaro, salendo a "gran ricchezza di stato".
2. La Famiglia Vismara (o Vicemala)
I Vismara (chiamati anche Vicemala nelle fonti) erano un'altra delle nobili casate residenti a Legnano all'inizio del 1400.
Caratteristiche e Ruolo
A differenza dei Lampugnani e dei Crivelli, che primeggiavano nelle cariche governative, i Vismara erano descritti come una casta meno penetrante nelle cariche governative. Erano più dediti al Consorzio religioso e alle opere pie.
• Possedimenti: I Vismara possedevano terreni a Legnano, Castellanza e Dairago, ma i loro possessi non erano vasti quanto quelli dei Crivelli, né erano numerosi come quest'ultimi.
• Parentela con i Lampugnani: Da alcuni particolari negli atti si è accertato che esisteva una recente parentela tra i Vismara e i Lampugnani.
Membri Notabili e Donazioni
Un membro importante della famiglia Vismara di Legnano fu Luchino Vismara fu Giacomo, il quale fu prevosto prima a Pavia e poi nella cattedrale di Vicenza.
• Donazione (1406): Luchino Vismara, originario di Legnano, stese da Pavia nel 1406 un atto di donazione a favore della chiesa di San Magno e San Salvatore a Legnano, dotando un altare con redditi, sedimi e terre a Legnano e Castellanza. Anche suo fratello, Rodolfo Vismara, che lo seguì a Vicenza, fece una donazione alla stessa cappellania. Questi atti si trovano nell'archivio del Museo Civico di Legnano.
Transazioni di Oldrado I Lampugnani con i Vismara
Oldrado I Lampugnani ampliò il suo patrimonio a Legnano acquistando importanti proprietà dai Vismara.
• Acquisto della Casa Magna (1419): Oldrado acquistò dai consorti Vismara di Dairago la Casa Magna (residenza principale) nella Contrada di Mezzo a Legnanello, vicino alla chiesa, e la trasformò in una residenza per sé o per il fratello Mafiolo. L'acquisto, avvenuto intorno al 1402 o 1419, fu fatto per 900 fiorini.
• Acquisti del 1421 e 1422:
-- Nel 1421, Oldrado acquistò dagli stessi Vismara un altro pezzo di casa contiguo alla Domus Magna per arrotondare il possesso.
-- Nel 1422, la Pergamena numero 15 documenta l'acquisto da parte di Oldrado dai consorti Vismara di un terreno di 22 pertiche chiamato "Prato della Resega" e di un mulino sito presso Santa Caterina, fra Legnano e Legnanello, per un prezzo di 400 Fiorini.
Altro
La collezione di affreschi salvati dalla "famosa casa Desvi Vismara del 1475" è conservata nel Museo Civico di Legnano e fornisce dettagli sui costumi dell'epoca.
In sintesi, i Crivelli e i Vismara furono attori cruciali nella Legnano del XV secolo. Mentre i Crivelli si distinsero per la loro vastità patrimoniale e gli stretti legami politici e matrimoniali con i Lampugnani (culminati nella cessione di gran parte dei terreni che permisero a Oldrado di circuire il castello), i Vismara, pur essendo meno coinvolti nelle cariche di governo, contribuirono alla vita cittadina, in particolare attraverso donazioni religiose e la vendita di proprietà strategiche che divennero il nucleo della prima residenza di Oldrado Lampugnani a Legnanello.
PE-1157-Lodi-Lampugnani.mp4 - Discussione: Lodi Lampugnani politico.
Oldrado Lampugnani I fu una figura centrale nel panorama politico e militare del Ducato di Milano nel XV secolo, servendo due signori cruciali: Filippo Maria Visconti e Francesco Sforza. La sua carriera fu caratterizzata da un'attività instancabile come capitano, consigliere, diplomatico e governatore, in un periodo estremamente turbolento.
Servizio Sotto Filippo Maria Visconti (F.M.V.)
Dopo la morte di Giangaleazzo Visconti nel 1402, il ducato fu diviso tra i suoi figli. Oldrado fu scelto come precettore e istruttore politico militare del giovane Filippo Maria Visconti, il quale ereditò Pavia e i territori occidentali. Oldrado risiedeva con il Duca nella reggia di Pavia, capitale del suo dominio.
Per i successivi 35 anni, Oldrado rimase al servizio di F.M.V., svolgendo "azioni punitive anche lontane ai confini del Ducato". Egli fu fondamentale in questo periodo burrascoso, prestando grandi servizi sia come capitano che come consigliere e inviato diplomatico per le trattative. Le fonti sottolineano che Oldrado nutriva verso il suo signore quella "deferenza o servilità" necessaria per la convivenza con i despoti.
Grazie alle sue mansioni e missioni, si ritiene che Oldrado sia diventato proprietario di vasti terreni in varie località, spesso confiscati ai nemici o concessi dal Duca come pagamento per le sue imprese.
Tra le cariche più prestigiose che ricoprì:
• Governatore: Fu governatore di alcune delle principali città dello stato, inclusa Genova. Quando Oldrado era impegnato a Genova come governatore, utilizzò procuratori per effettuare acquisti di beni a Legnano.
• Viceduca: Secondo Pio Pechiai (in un elenco storico dei benefattori dell'Ospedale Maggiore), Oldrado fu per qualche tempo governatore di alcune delle principali città dello stato (tra cui Bologna) e governò come viceduca l'intero Stato per molti anni.
Coinvolgimento in Intrighi e Azioni Belliche
La sua attività politica fu segnata anche da intrighi e operazioni di alta destrezza per conto del Duca:
1. Caduta del Carmagnola (1425): Oldrado, insieme ad altri consiglieri come Zanino Riccio, lavorò per far cadere il potente capitano Francesco Bussone, il Carmagnola. Essi temevano che la sua "strapotenza" potesse nuocere al Duca e alle loro mire. Riuscirono a sostituirlo e a mandarlo al governo di Genova, portandolo infine ad abbandonare Milano ed entrare al servizio dei Veneziani.
2. Cattura di Gabrino Fondulo (1420/1425): Dopo che Gabrino Fondulo (investito della città di Cremona da F.M.V. nel 1415) cadde in disgrazia, Oldrado gli tese un tranello su mandato di Filippo Maria. Fingendo un giro di ispezione e un pretesto per far ferrare il suo cavallo nella rocca di Castelleone, Oldrado attirò Fondulo fuori dalle mura. Una volta incontratisi, un corriere messo in scena consegnò ad Oldrado una lettera del Duca che ordinava l'assedio di Castelleone e l'arresto immediato di Fondulo. Fondulo e la sua famiglia furono imprigionati e il capitano fu decapitato nel Broletto nel febbraio 1425.
Feudi e Concessioni
Oldrado ottenne feudi significativi che attestano la sua importanza:
• Feudo di Asti (1422): L'Arcivescovo di Asti gli concesse il feudo sul castello e il luogo di Monte Avito di Asteggio, su Santo Stefano di Asteggio e su Castegneto, tutti nella diocesi di Asti.
• Feudo di Oscasale (1455): Un atto del 1455 documenta la risoluzione di una lunga vertenza tra Oldrado e Galeotto da Casate (poi Scipione Casati) per il dominio sul feudo di Oscasale nel distretto di Cremona. L'episodio dimostra l'elevata potenza politica di Oldrado, poiché il Vescovo di Cremona riconobbe le terre fuori dalla sua giurisdizione.
Il Ruolo nella Repubblica Ambrosiana e Sotto Sforza
Dopo la morte di F.M.V. e la proclamazione della Repubblica Ambrosiana (1447), Oldrado si schierò apertamente con i nobili e con Francesco Sforza.
• Ribellione: A causa del suo sostegno attivo allo Sforza, il governo repubblicano lo dichiarò ribelle il 19 aprile 1449. Fu emessa l'ordinanza per la notifica e la confisca dei suoi beni. Altri membri della famiglia, tra cui il nipote Rolando Lampugnani, furono anch'essi dichiarati ribelli.
• Protezione e Ritorno: In questo periodo agitato, il ben munito Castello di Legnano, che Oldrado aveva fortificato nel 1445, servì come "asilo sicuro" per lui e i suoi parenti.
• Conte: L'opera di conquista di Francesco Sforza si concluse nel 1450. Al suo ingresso definitivo a Milano, Oldrado Lampugnani fu nominato Conte.
Nonostante fosse ormai anziano, Oldrado continuò la sua attività anche per Sforza. Nel 1457, fu delegato dal Duca per stipulare una lega tra Francesco Sforza e i nobili di Reggio. Morì nel 1460, lasciando il nipote Giò Andrea come erede universale.
PE-n1158-Bussone-Carmagnola.mp4 - Il brano descrive le vicende di due importanti capitani al servizio di Filippo Maria Visconti:
QGLA193-castello-6270-6979.mp3 Francesco Bussone, detto il Carmagnola, e Gabrino Fondulo, evidenziando il ruolo determinante e spesso sinistro di Oldrado Lampugnano nelle loro cadute. Il Carmagnola, che pure aveva permesso al Duca di riconquistare il Ducato grazie ai suoi meriti militari, fu allontanato nel 1425 a causa delle trame di consiglieri invidiosi come Lampugnano e Zanino Riccio, che temevano la sua strapotenza, portandolo a mettersi al servizio di Venezia prima di incontrare la sua tragica fine. Parallelamente, il testo narra l'arresto e la successiva esecuzione di Fondulo nel 1425, in cui Oldrado Lampugnano orchestrò un astuto tranello a Castelleone per catturarlo su mandato del sospettoso Visconti. Questi episodi illustrano la precarietà della posizione dei grandi capitani di ventura e la spietata politica di corte del Ducato di Milano, dove la disgrazia poteva seguire la gloria militare.
PE-n1159-Oldrado-Gabrino.mp4 - Oldrado Lampugnano è il conteo, 1412-1425 e Oltrado Lampugnani e Gabrino Fondulo.
Si vuole che il carattere autoritario dell'Oldrado sia stata la causa dei dissensi che fecero allontanare il grande capitano Carmagnola dal servizio del Duca, non curandosi che era per i grandi meriti suoi che Filippo Maria Visconti aveva potuto riconquistare tutto il ducato dopo la morte del fratello Gianmaria. Il capitano era al servizio del duca sin dal 1412 e sin dall'inizio era stato accolto nella famiglia duale, essendo egli orfano. Per le doti militari che rivelò era stato tosto innalzato al comando generale. Ma mentre egli toccava le più alte vette della celebrità militare, i consiglieri del Duca, fra i quali Loldrado e Zanino Riccio, si apparta lui e lavorarono per farlo cadere. Essi dovettero temere che la sua strapotenza potesse nuocere al Duca e alle loro mire e ottennero che il Carmagnola venisse sostituito un giorno come comandante d'armata il dal pur famoso capitano Guido Torello. Mandarono il Carmagnola al governo di Genova, ma tanto fecero che egli poco dopo poco tempo si dimettesse esasperato e di sentirsi si frenato nello svolgimento delle sue attività e impossibilitato a colpire i suoi detrattori perché tanto accostati al Duca. Nella primavera del 1425 abbandonò Milano e il Duca, andando alle sue terre al di là del Po' per portarsi di là al servizio dei veneziani, sempre avversi a milanesi, compiendo niente di meno che il Giro, attraverso la Svizzera e il Trentino. per raggiungere la sua nuova sede, Venezia. Ma dopo un lungo periodo di brillanti risultati militari, nel 1431 cadde pure in disgrazia della Repubblica Veneta e nel 1432 ebbe troncati i suoi giorni da parte dei suoi nuovi signori. Oltrado Lampugnani e Gabrino Fondulo. Con un atto solenne del primo gennaio 1415 il capitano Fondulo veniva investito feudalmente da Filippo Maria Visconti della città e del contado di Cremona. L'atto relativo porta la firma di sei consiglieri duali: il conte Filippo Azzelli, il conte Francesco Visconti, Guidone Torelli, Andreino De Ubertini, magistro Matteo da Vitudono e Antonio Bossio. Poi anche di altri quattro segretari del Fondolo, Giovanni da Corvino, Corradino da Vico Mercato, Francesco di Sordi, Bonifaccio da Cremona, notaio e infine di alcuni testi ducali fra cui Oldrato da Lampugnano. Il capitano e uomo di fiducia di Filippo Maria Visconti. Ma nel 1420, quando Filippo Maria Visconti ebbe un momento di strapotenza che tutti impauriva, il fondolo di spontanea volontà fece dedizione di Cremona ai Visconti e si ritira nella rocca di Castelleone, il suo feudo personale. Ma col tempo, sia che egli si pentisse del passo fatto, sia che il sospettoso Filippo Maria si fosse adombrato di sue mosse non chiare. E gli andò in disgrazia del Duca e cadde poi in un tranello che l'odrado Lampugnani gli tese per afferrarlo per mandato di Filippo Maria. L'Oldrado con un forte gruppo di armati faceva un giro di ispezione nei castelli del Cremonese, quando, fingendo di avviarsi a Pacifico Ritorno a Milano, passava da Castelleone, la rocca di cui precedeva il fondolo. Olrado, accusando di aver improvvisamente notato che il cavallo suo stava per sferrarsi, lanciava imprecazioni al suo mastro di stalla, cambiava poi il cavallo e mandava il suo dentro la rocca per riferrarlo. Entrato il mastro di stalla nella rocca, passava voce al fondolo che l'oldrado, suo compare era poco longi. Questi mandò subito quattro su famiglie a salutarlo, ma poco dopo uscì egli stesso con grande comitiva e lo incontrò poco oltre il borgo di Isso presso il fosso detto il casso e smontò da cavallo per salutarlo. Ma ecco giungere a Gran Corsa il Corriere del Duca, l'atore di una lettera per Ludrado, in cui gli si ingiungeva di assediare Castelleone e condurre subito il Fondolo e la famiglia Milano o Pavia. ostentando meraviglia disse a Gabrino: "Compare, voi siete prigione del duca, ma non du nobitate che si tratterà di un puro sospetto e vi assicuro che non vi sarà alcunché di male", rispose il fondolo. Dio sa se io ho alcun demerito con il signor Duca e di ciò non mi meraviglio. Il capitano Perusino Piola del gruppo dell'Oldrado con mossa che tradiva una preparazione preliminare con 500 moschettieri e 100 cavalli prese la porta di Isso senza alcuna contromossa di quelli di Fondulo e fece subito seguire altri 3500 soldati suoi che entrarono l'estone. Entrarono poi anche l'oldrado e il Gabrino. Castelleone fu saccheggiata, fu rubata a tutta la sua preziosa supellettile di Gabrino e imprigion a sua moglie sua Pomina dei Galavazi, coi suoi due figli che furono condotti la notte stessa ad Anieco e quindi a Pavia e poi a Milano. Un tribunale con presidente Matteo Gambara gli fece poi un processo e al 12 febbraio del 1425 sulla piazza del Broletto, che sarebbe oggi l'odierna piazza Mercanti, il capo del fondo cadeva sotto la scura del carnefice. Non è manco a dubitare che altri fatti siano venuti, belli o brutti, in cui Lodrado abbia fatto uso della sua destrezza. La sua storia potrà avvenire assai perfezionata da ulteriori ricerche che noi o altri potranno compiere. Ogni sua presa di possesso di beni confiscati come mandatario o come signore in proprio, avrà certamente un suo corrollario storico che per ora non fu mai indagato.
PE-n1160-disgrazia-Carmagnola.mp4 - Discussione: Carmagnola in disgrazia.
Certamente. Il tema del Conte di Carmagnola in disgrazia è strettamente legato alle vicende di Oldrado Lampugnani I, poiché quest'ultimo fu tra i consiglieri che lavorarono attivamente per la sua caduta dal servizio del Duca Filippo Maria Visconti (F.M.V.).
Di seguito sono riportati i dettagli sulla carriera, la caduta in disgrazia e la tragica fine del Carmagnola, come descritti nelle fonti:
L'Ascesa e l'Allontanamento dal Duca
Il Carmagnola (Francesco Bussone) era un grande capitano militare. Entrò al servizio del Duca F.M.V. fin dal 1412 e, essendo orfano, fu accolto nella famiglia ducale. Grazie alle sue eccezionali doti militari, fu rapidamente elevato al comando generale. Fu grazie ai suoi grandi meriti che Filippo Maria Visconti riuscì a riconquistare l'intero ducato dopo la morte del fratello Gianmaria.
Il Ruolo di Oldrado Lampugnani nella Caduta
Mentre il Carmagnola raggiungeva il culmine della celebrità militare, i consiglieri del Duca, tra cui Oldrado Lampugnani e Zanino Riccio, cominciarono a isolarlo e a tramare per farlo cadere.
Il motivo principale di questa congiura era la paura della sua strapotenza ("strapotenza"), che, secondo i consiglieri, avrebbe potuto nuocere sia al Duca sia ai loro propri interessi e mire.
Oldrado e i suoi alleati riuscirono a ottenere che il Carmagnola fosse sostituito dal pur famoso capitano Guido Torello come comandante d'armata.
L'Esasperazione e il Passaggio ai Veneziani
Dopo la sua rimozione dal comando d'armata, i consiglieri mandarono il Carmagnola al governo di Genova.
Tuttavia, fecero in modo che egli si sentisse esasperato e frenato nell'attività, e impossibilitato a colpire i suoi detrattori che erano troppo vicini al Duca.
• Nella primavera del 1425, il Carmagnola abbandonò Milano e il Duca.
• Si portò alle sue terre oltre il Po per passare al servizio dei Veneziani, da sempre avversi ai Milanesi.
• Per raggiungere la sua nuova sede, Venezia, compì un lungo giro attraverso la Svizzera e il Trentino.
La Caduta Sotto la Repubblica Veneta
Nonostante il successo iniziale al servizio dei suoi nuovi signori, la fortuna del Carmagnola non durò.
• Dopo un lungo periodo di brillanti risultati militari, nel 1431 cadde in disgrazia anche della Repubblica Veneta.
• Nel 1432, la sua vita fu troncata; fu decapitato dai suoi nuovi signori.
Conseguenze della Disgrazia per Oldrado
La caduta del Carmagnola ebbe ripercussioni dirette sulle attività e sulle acquisizioni di Oldrado Lampugnani:
• Quando Oldrado fece il suo grande acquisto di terreni a Legnano nel 1426, non poté essere presente di persona, poiché correvano periodi gravi per il Ducato.
• Brescia era stata conquistata dai Veneziani comandati dal Carmagnola, definito un "acerimo nemico" di Oldrado.
• Oldrado provava "rimorso personale" e dovette moltiplicare la sua attività per preparare la riscossa.
• Nonostante l'approntamento di un forte corpo militare (10.000 cavalli e 10.000 fanti), Brescia rimase ai Veneziani per altri due decenni.
PE-n1161-trama-Fondulo.mp4 - Discussione: Trama contro Fondulo .
Certamente. Le fonti descrivono dettagliatamente la trama ordita contro Gabrino Fondulo da parte di Oldrado Lampugnani I su esplicito mandato del Duca Filippo Maria Visconti (F.M.V.). Questa operazione è un esempio lampante della destrezza politica e della spregiudicatezza di Oldrado.
1. Il Contesto: Gabrino Fondulo e la Disgrazia
Gabrino Fondulo era un importante capitano e uomo di fiducia di Filippo Maria Visconti.
• Investitura Feudale (1415): Con un atto solenne datato 1° gennaio 1415, il capitano Fondulo era stato investito feudalmente da F.M.V. della città e del contado di Cremona. L'atto relativo portava la firma di numerosi consiglieri ducali e testimoni, tra cui anche Oldrato da Lampugnano.
• Dedizione di Cremona (1420): Nel 1420, quando Filippo Maria Visconti stava vivendo un momento di "strapotenza che tutti impauriva", Fondulo di sua spontanea volontà fece dedizione di Cremona ai Visconti e si ritirò nella rocca di Castelleone, il suo feudo personale.
• La Disgrazia: Col tempo, Fondulo cadde in disgrazia del Duca. Le fonti ipotizzano che ciò sia avvenuto o perché egli si pentì del passo fatto (la dedizione) o perché il Duca, noto per la sua natura sospettosa, si fosse "adombrato di sue mosse non chiare".
2. L'Orchestrazione del Tranello da Parte di Oldrado
Fondulo cadde in un tranello che Oldrado Lampugnani gli tese per afferrarlo per mandato di Filippo Maria. Le fasi del tranello furono meticolosamente pianificate:
• La Scusa dell'Ispezione: Oldrado, accompagnato da un forte gruppo di armati, stava compiendo un giro di ispezione nei castelli del Cremonese.
• La Messa in Scena a Castelleone: Fingendo di avviarsi al "Pacifico Ritorno a Milano", Oldrado passò da Castelleone, la rocca di Fondulo.
• Il Cavallo da Ferrrare: Per garantirsi l'incontro, Oldrado inscenò un problema con il suo cavallo. Accusando di aver notato improvvisamente che il cavallo stava per sferrarsi, lanciò imprecazioni al suo mastro di stalla, cambiò cavalcatura e mandò il suo cavallo dentro la rocca per riferrarlo.
• L'Avvicinamento: Entrato nella rocca, il mastro di stalla fece sapere a Fondulo che Oldrado, suo "compare", era poco distante. Fondulo, con grande comitiva, uscì egli stesso per salutare Oldrado, incontrandolo poco oltre il borgo di Isso, presso il fosso detto il casso, e smontò da cavallo per salutarlo.
3. L'Arresto
L'arresto avvenne nel momento dell'incontro, simulando l'arrivo di ordini inaspettati:
• La Lettera del Duca: Proprio in quel momento, giunse "a Gran Corsa" il corriere del Duca, latore di una lettera per Oldrado.
• L'Ordine: La lettera ingiungeva a Oldrado di assediare Castelleone e di condurre immediatamente Fondulo e la sua famiglia a Milano o Pavia.
• La Dichiarazione di Prigionia: Ostentando meraviglia, Oldrado disse a Fondulo: "Compare, voi siete prigione del duca". Oldrado tentò di rassicurarlo che si trattava di un "puro sospetto" e che non gli sarebbe accaduto nulla di male. Fondulo rispose che "Dio sa se io ho alcun demerito con il signor Duca e di ciò non mi meraviglio".
4. La Cattura della Rocca e il Processo
L'azione militare contro la rocca fu rapidissima, segno di una preparazione preliminare:
• Presa di Isso: Il capitano Perusino Piola, che faceva parte del gruppo di Oldrado, con 500 moschettieri e 100 cavalli, prese la porta di Isso senza alcuna contromossa da parte degli uomini di Fondulo. A questi seguirono immediatamente altri 3.500 soldati.
• Saccheggio e Imprigionamento: Castelleone fu saccheggiata, rubando la preziosa suppellettile di Gabrino. Furono imprigionati la moglie, Pomina dei Galavazi, e i suoi due figli. Furono condotti la notte stessa ad Anieco e quindi a Pavia e poi a Milano.
5. L'Esecuzione
La vicenda si concluse tragicamente:
• Il Processo: Un tribunale, presieduto da Matteo Gambara, istruì un processo contro Fondulo.
• La Decapitazione: Il 12 febbraio del 1425, sulla piazza del Broletto (l'odierna Piazza Mercanti), il capo di Fondulo "cadeva sotto la scura del carnefice".
La fonte conclude notando che è lecito supporre che Oldrado abbia fatto uso della sua destrezza in "altri fatti, belli o brutti".
PE-n1162-caduta-Casteleone.mp4 - Discuss Caduta di Castelleone.
Certamente. La discussione sulla Caduta di Castelleone è interamente focalizzata sulla complessa e astuta trama ordita da **OldCertamente. La discussione sulla Caduta di Castelleone è interamente focalizzata sulla complessa e astuta trama ordita da Oldrado Lampugnani I contro Gabrino Fondulo, su mandato di Filippo Maria Visconti (F.M.V.). L'episodio è fondamentale per dimostrare la destrezza politica e l'influenza di Oldrado.
1. Il Contesto di Gabrino Fondulo
Gabrino Fondulo era un capitano e uomo di fiducia di Filippo Maria Visconti.
• Investitura: Il 1° gennaio 1415, Fondulo fu investito feudalmente da F.M.V. della città e del contado di Cremona tramite un atto solenne. L'atto portava la firma di vari dignitari ducali e testimoni, tra cui anche Oldrato da Lampugnano.
• Dedizione e Ritiro: Nel 1420, approfittando di un momento di grande potere del Duca, Fondulo fece spontaneamente dedizione di Cremona ai Visconti e si ritirò nella rocca di Castelleone, il suo feudo personale.
• Disgrazia: Col tempo, Fondulo cadde in disgrazia del Duca, forse per essersi pentito della dedizione o perché il sospettoso F.M.V. si era "adombrato di sue mosse non chiare".
2. La Trama Ordita da Oldrado Lampugnani
Oldrado Lampugnani fu incaricato da Filippo Maria di catturare Fondulo e, per farlo, gli tese un tranello:
• Viaggio di Ispezione: Oldrado, accompagnato da un forte gruppo di armati, stava compiendo un giro di ispezione nei castelli del Cremonese.
• La Scusa del Ritorno: Fingendo di essere sulla via del "Pacifico Ritorno a Milano", Oldrado passò da Castelleone, la rocca di Fondulo.
• Il Cavallo da Riferrrare: Per garantire un incontro, Oldrado inscenò un problema con il suo cavallo che sembrava doversi sferrare. Lanciò imprecazioni al suo mastro di stalla, cambiò cavalcatura e mandò il cavallo all'interno della rocca per riferrarlo.
• L'Incontro: Il mastro di stalla, una volta dentro, fece sapere a Fondulo che Oldrado, suo "compare", era poco distante. Fondulo stesso uscì con una grande comitiva per salutarlo. Si incontrarono poco oltre il borgo di Isso, vicino al fosso detto il casso, e smontarono da cavallo per il saluto.
3. L'Arresto e la Cattura di Castelleone
L'arresto fu eseguito con una mossa teatrale e ben preparata:
• L'Arrivo del Corriere: Proprio in quel momento, un corriere del Duca giunse "a Gran Corsa" con una lettera per Oldrado.
• L'Ordine Ducale: La lettera ingiungeva a Oldrado di assediare Castelleone e di condurre immediatamente Fondulo e la sua famiglia a Milano o Pavia.
• La Dichiarazione: Oldrado, ostentando meraviglia, dichiarò a Fondulo: "Compare, voi siete prigione del duca". Fondulo rispose che "Dio sa se io ho alcun demerito con il signor Duca".
• L'Assedio Lampo: L'arresto fu immediatamente seguito dall'azione militare, che tradiva una preparazione preliminare.
-- Il capitano Perusino Piola, del gruppo di Oldrado, con 500 moschettieri e 100 cavalli, prese la porta di Isso senza alcuna contromossa da parte degli uomini di Fondulo.
-- Altri 3.500 soldati seguirono, entrando a Castelleone.
• Saccheggio e Prigionia: Castelleone fu saccheggiata, e tutta la preziosa suppellettile di Gabrino fu rubata. La moglie di Fondulo, Pomina dei Galavazi, e i suoi due figli furono imprigionati. Furono condotti la notte stessa ad Anieco, e poi a Pavia e Milano.
4. L'Esecuzione
La trama si concluse con la condanna di Fondulo:
• Processo: Un tribunale, presieduto da Matteo Gambara, istruì un processo contro Fondulo.
• Decapitazione: Il 12 febbraio del 1425, sulla piazza del Broletto a Milano (oggi Piazza Mercanti), il capo di Fondulo "cadeva sotto la scura del carnefice".
Le fonti evidenziano che Oldrado fece uso della sua destrezza in questo e in altri "fatti, belli o brutti".
PE-n1163-destino-Gabrino.mp4 - Discuss Destino di Gabrino.
Certamente. La discussione sul destino di Gabrino Fondulo è ben documentata nelle fonti, che ne ricostruiscono la carriera, la caduta in disgrazia e la tragica fine, con un ruolo centrale assegnato a Oldrado Lampugnani I nella sua cattura.
1. Ascesa e Posizione Iniziale di Fondulo
Gabrino Fondulo era un capitano e uomo di fiducia di Filippo Maria Visconti (F.M.V.).
• Investitura: Con un atto solenne datato 1° gennaio 1415, Fondulo fu investito feudalmente da F.M.V. della città e del contado di Cremona. Oldrado da Lampugnano era tra i testi ducali che firmarono l'atto.
• Dedizione di Cremona: Nel 1420, in un momento in cui F.M.V. godeva di una "strapotenza che tutti impauriva", Fondulo fece di spontanea volontà dedizione di Cremona ai Visconti e si ritirò nella rocca di Castelleone, il suo feudo personale.
2. La Caduta in Disgrazia e il Tranello
Col tempo, Fondulo cadde in disgrazia del Duca. Le fonti suggeriscono che ciò accadde o perché si pentì del passo della dedizione o perché il sospettoso F.M.V. si era "adombrato di sue mosse non chiare".
Il Duca diede mandato a Oldrado Lampugnani di afferrare Fondulo, e Oldrado orchestrò un elaborato tranello:
• L'Esca: Oldrado, che era nel Cremonese per un giro di ispezione, finse di avviarsi verso Milano e passò da Castelleone. Per attirare Fondulo, Oldrado simulò che il suo cavallo dovesse essere ferrato e lo mandò dentro la rocca. Il mastro di stalla informò Fondulo che Oldrado, suo "compare," era vicino.
• L'Incontro e l'Arresto: Fondulo uscì egli stesso con grande comitiva e incontrò Oldrado poco oltre il borgo di Isso, presso un fosso. Mentre si salutavano, giunse "a Gran Corsa" un corriere del Duca con una lettera per Oldrado. La lettera ingiungeva a Oldrado di assediare Castelleone e di condurre subito Fondulo e la sua famiglia a Milano o Pavia.
• Prigionia: Oldrado dichiarò a Fondulo: "Compare, voi siete prigione del duca". Fondulo rispose: "Dio sa se io ho alcun demerito con il signor Duca".
3. La Caduta di Castelleone e la Prigionia
L'arresto fu seguito immediatamente dalla rapida azione militare, che "tradiva una preparazione preliminare".
• Il capitano Perusino Piola, con 500 moschettieri e 100 cavalli, prese la porta di Isso senza contromossa. Seguirono altri 3.500 soldati.
• Castelleone fu saccheggiata e la preziosa suppellettile di Gabrino fu rubata.
• La moglie di Fondulo, Pomina dei Galavazi, e i suoi due figli furono imprigionati. Furono condotti ad Anieco, poi a Pavia e infine a Milano.
4. L'Esecuzione Finale
Il destino di Gabrino Fondulo si concluse tragicamente:
• Processo: Un tribunale presieduto da Matteo Gambara istruì un processo contro di lui.
• Decapitazione: Il 12 febbraio del 1425, sulla piazza del Broletto a Milano (l'odierna Piazza Mercanti), il capo di Fondulo "cadeva sotto la scura del carnefice".
Le fonti notano che Oldrado fece uso della sua destrezza in questo, come in altri "fatti, belli o brutti".
PE-n1164-famiglia-Cuttica.mp4 - ricerca genealogica sulla storica famiglia Cuttica
,QGLA212-arte-storia-6269-7010.mp3 - Il testo presenta un'approfondita ricerca genealogica sulla storica famiglia Cuttica, originaria della Lombardia e con antiche proprietà a Legnano, basandosi sui documenti degli archivi storici e diocesani. Un focus centrale è posto su Ester Cuttica, eroica patriota di Legnano, e sulla figura del marito Rinaldo Cuttica, un aristocratico che condivideva gli ideali risorgimentali. La ricerca mira a ricostruire l'albero genealogico dei Cuttica, delineando le loro alleanze matrimoniali con altre nobili casate come i Lampugnani e tracciando le loro origini fino all'epoca medievale, citando la loro presenza nella Matricula Nobilium familiarum Mediolani del 1277. Vengono inoltre descritti stemmi nobiliari e affreschi storici, come quello di Marco Curzio alla Colombera, che testimoniano l'importanza e l'antichità di questa famiglia.
PE-n1165-Famiglia-Cuttica.mp4 - sulla famiglia cuttica.
Questa lettura è tratta dal bollettino di Società Arte e Storia del Museo Civico dell'ingegner Guido Stutelmeister di Legnano. È il bollettino numero 25. E se Si tratta di digressioni sulla famiglia cuttica di Dario Rondanini. Marco Turri, che è il presidente della società così presenta questo articolo. In questo numero del bollettino vogliamo riproporvi, a cura del dottor Dario Rondanini una molto minuziosa ricerca sui documenti rintracciati nel nostro archivio in comune degli archivi di statue diocesani appartenenti alla famiglia Cuttica, marito di Ester, la nostra eroica compatriota. Queste preziose digressioni ci restituiscono il quadro generale della genealogia dei cuttica o dei cottica che sono presenti in Lombardia da svariati secoli. La fanemiglia aveva proprietà anche in Legnano, da tempo immorabile. La minuziosa costruzione dell'albero genealogico sarà poi di aiuto a molti studiosi di storia locale per ulteriori scoperte o ricostruzioni storiche. Digioni sulla famiglia Cuttica nella recente pubblicazione. Ester Cuttica, epistolario di una patriota legnanese, lettere e scritti della biblioteca della società storia di Legnano. L'autrice Giovanna Eugenia De Giovannini ha ampiamente delineato la figura nobile di questa donna straordinaria, mettendo in risalto il ruolo da lei avuto nel perseguire gli ideali risorgimentali, così come risulta dai numerosi documenti reperiti. Non sono stati trascurati neanche gli aspetti di vita familiare ed è stato possibile ricostruire le tappe più importanti dell'esistenza di Ester. che nata a Milano nel 1807 da Giuseppe Martini e da Giuseppa Lucini sposò intorno al 1825 Rinaldo Cuttica e dalla loro unione nascono ben 14 figli, sette dei quali morirono in età infantile. Giovanna Eugenia De Giovannini registra puntualmente tutti gli avvenimenti che riguardano la famiglia acutica verso le lettere esaminate, dalle quali risulta in particolare l'affetto che legava i figli ai genitori. Viene delineata anche la figura del marito di Ester Rinaldo Cuttica, che condivideva gli stessi ideali patriotici della moglie, ma in maniera più misurata. Un testimone dell'epoca, l'ingegner Luigi Pedretti, che conobbe personalmente Rinaldo, lo descrive così: incarnava con fiarezza il tipo di quellaaristocrazia lombarda che stette sempre salda contro il dominio straniero. Può essere interessante verificare la legnanesità della famiglia acuttica, effettuando un'indagine sulle radici di questa illustre casata, partendo proprio da Rinaldo, marito di Ester e andando a ritroso nel tempo. Come scrive Giovanna Eugenia De Giovannini, Rinaldo nacque a Milano nel 1798. da Giuseppe e Maria Radice svolse l'attività lavorativa come funzionario del Monte Napoleone, occupandosi nel contempo della conduzione delle proprietà site in Legnano e nei comuni limitrofi. La sua morte venne così ricardata dallo storiografo legnanese Giuseppe Pirovano. 24 febbraio 1878, giorno di domenica, si notificano i funerali di di don Rinaldo Cuttica, libero pensatore. Dalla sua volontà e da quella della moglie volle funerali civili. Dai figli vennero fatti ecclesiastici per silenziare il popolo ignorante e dedito al clericalismo. Il padre di Rinaldo, Giuseppe, morto a Legnano nel 1812, aveva un ruolo ufficiale nel borgo come assistente regio presso la fabbriceria di Mani sono state reperite alcune genealogie della famiglia cuttica. La più completa è quella conservata presso l'Archivio di Stato di Milano di Giovanni Sitoni di Scozia del 1705 che reca anche uno stemma della famiglia. Un'altra genealogia è custodita presso la biblioteca della società storia di Legnano ed è nella cartella numero 18 Famiglie nobili di Legnano con da Guido Sutermeister sulla scorta di quanto aveva visto nella biblioteca di casa Amigazzi. Infine, in un ultimo albero genealogico collocato presso la biblioteca comunale di Como che è stato segnalato da Alberto Loveda, che ringrazio. Queste tre genealogie sono abbastanza concordanti. Qui ne viene proposta una che è integrata con notizie ricavate da documenti. come gli status annimarum o fiscali come i catasti attesta la presenza dei Cuttica a Legnano e nei territori confinanti. Genealogia della famiglia Cuttica. I Cottica erano imparentati con i lampugnani, famiglie di antica nobiltà presenti a Milano e a Legnano. Infatti, nella seconda metà del 5, Orlando Cuttica aveva sposato Fulvia Lampugnani, figlia di Gaspare Antonio dei Cavalieri di Legnarello, il quale aveva sposato in seconde nozze Bianca Visconti del 1579 che era vedova di Ferdinando Lampugnani, signore del castello di Legnano. E assai probabile che anche ne anteriore al matrimonio tra Oldrado Cuttica e Fulvia Lampugnani vi siano state altre alleanze matrimoniali tra le due nobili famiglie. Il nome stesso di Oldrado richiama senza dubbio quella di numerosi esponenti del ramo più aristocratico della famiglia Lampugnani, cioè cioè quello dei signori del castello di Legnano. Come si può vedere dalla genealogia anche nel 600 e nel 700 altri membri della famiglia Cuttica adottarono il nome Oldrado proprio per rammentare con orgoglio i celebri antenati. Un altro nome che ricorre frequentemente nelle due famiglie è quello di Curzio o Accurtio che richiama il leggendario personaggio di epoca romana che si sarebbe gettato in una voragine improvvisamente apertasi nel foro romano. Tale baratro dal quale fuori escono anche alte fiamme, secondo gli indovini non si sarebbe chiuso, se non con il sacrificio di quanto i romani avessero di più caro. Marco Curzio si sacrificò gettandosi completamente armato e a cavallo e la voraggine si chiuse. Questo episodio è stato raffigurato in uno degli affreschi della colombera che è risalente ai primi decenni del 5 ed è attribuito al pittore Gian Giacomo. lampugnani, noto per i pregevoli affreschi realizzati nella chiesa di San Magno nel 1515. E può essere che la rappresentazione di tale personaggio, simbolo di forza e di coraggio, abbia ispirato la denominazione di alcuni membri delle sue famiglie. Marco Curzio si getta nel lavoro è un affresco della Colombera. Un tempo il locale al piano terreno della Colombera presentava appena sotto soffitto un'elegante fascia ornamentale di circa 80 cm. Le decorazioni comprendevano anche bellissimi stemmi nobiliari delle famiglie legnanese, tra i quali, come ipotizzava Gesuterme Meister, non poteva mancare quello dei Cuttica. Nel 198 Mentre non era più visibile lo stemma Cuttica, altri emblemi nobiliari, sia pure molto danneggiati, erano ancora leggibili e identificabili. Quelli della famiglia Lampognani, due blasoni, dei Visconti, degli Annoni, Porro, Arconate e Sesti. Purtroppo con gli interventi di ristrutturazione dell'edificio avvenuti tra il 1989 e il 1990, si rit che questi affreschi erano pressoché scomparsi per la caduta quasi totale dell'intonuoco e quindi non vennero recuperati. La stessa sorte toccò a qualche frammento di affresco che ornava una delle pareti esterne dell'edificio in cui si poteva scorgere, tra l'altro la ruota di un mulino, come aveva osservato il professor Augusto Marinoni nella sua presentazione al volume Il restauro della colombea. E come ha potuto vedere e documentare l'estensore di queste note. Ad attestazione della nobilità della famiglia bisogna dire che le più antiche memorie dei Cuttica con le varianti cuttica, cottica, code risalgono all'epoca della battaglia di Legnano e infatti negli atti pubblici ricorrono spesso i nomi insieme a quelli di altre importanti famiglie milanesi. Tra i sostenitori della lotta del comune contro l'imperatore Federico Barbarossa. Nella matricula Nobilium familiarum Mediolani del 1277, elenco delle famiglie nobili della città e della campagna milanese sono iscritti anche i de Cuticis, denominazione più antica dei Cuttica. Nel 300 i nobili fratelli Umberto e Cosimo de Cuticis possedevano beni nell'attuale territorio di Castellanza. Nel 1314 i decutici sostenitori dei toriani vennero spodestati dalle loro proprietà di castegnate Cogorezio e Sponzano. Sponzano che è l'attuale castellanza, messi al confino. In una pergamena del 1361 conservata presto l'archivio pievano di Bustarsizio. Sono citati due notai, Ubertollo e Antoniolum de Cutics. Nello stemario quattroentesco delle famiglie nobili della città e antica diocesi di Como, noto come il codice Carpani, conservato presso il Museo Civico di Como, è possibile vedere l'antico stemma della famiglia De Codegis.
PE-n1166-famiglia-Cuttica.mp4 - Discussione: Famiglia Cuttica.
La discussione sulla Famiglia Cuttica (talvolta indicata come Cottica o de Cuticis) si basa su una minuziosa ricerca documentale condotta nell'archivio comunale di Legnano e negli archivi di stato e diocesani, mirata a ricostruire la genealogia di questa illustre casata lombarda.
Origini e Presenza Storica
La famiglia Cuttica è presente in Lombardia da svariati secoli. Le sue memorie più antiche risalgono all'epoca della Battaglia di Legnano.
• Sostegno al Comune: I Cuttica furono tra i sostenitori della lotta del Comune contro l'imperatore Federico Barbarossa.
• Nobiltà Ufficiale: Il casato de Cuticis (denominazione più antica) è iscritto nella Matricula Nobilium familiarum Mediolani del 1277, l'elenco delle famiglie nobili della città e della campagna milanese.
• Possedimenti Antichi: Nel Trecento, i nobili fratelli Umberto e Cosimo de Cuticis possedevano beni nell'attuale territorio di Castellanza.
• Conflitti Politici: Nel 1314, i de Cuticis, in quanto sostenitori dei Torriani, furono spodestati delle loro proprietà a Castegnate Cogorezio e Sponzano (l'attuale Castellanza) e messi al confino.
• Notai: Una pergamena del 1361 cita i notai Ubertollo e Antoniolum de Cutics.
• Araldica Antica: L'antico stemma della famiglia De Codegis (un'altra variante del nome) è conservato nello Stemario quattrocentesco (Codice Carpani) presso il Museo Civico di Como.
• Legnano: La famiglia Cuttica possedeva proprietà a Legnano "da tempo immemorabile".
Rapporti con la Famiglia Lampugnani
I Cuttica erano imparentati con i Lampugnani, anch'essi famiglia di antica nobiltà di Milano e Legnano.
• Matrimoni: Nella seconda metà del Cinquecento (500), Oldrado Cuttica sposò Fulvia Lampugnani, figlia di Gaspare Antonio dei Cavalieri di Legnarello. Gaspare Antonio aveva sposato in seconde nozze Bianca Visconti (nel 1579), che era vedova di Ferdinando Lampugnani, signore del castello di Legnano.
• Nomi Aristocratici: È ritenuto "assai probabile" che vi siano state altre alleanze matrimoniali tra le due famiglie prima di Oldrado e Fulvia. Il nome stesso Oldrado ricorre frequentemente tra i Cuttica, richiamando gli esponenti più aristocratici dei Lampugnani (i signori del castello di Legnano). Membri della famiglia Cuttica adottarono il nome Oldrado anche nel Seicento e nel Settecento per ricordare con orgoglio i loro celebri antenati.
• Marco Curzio: Un altro nome ricorrente in entrambe le famiglie è Curzio (o Accurtio), che richiama il leggendario personaggio romano Marco Curzio. Questo personaggio, simbolo di forza e coraggio, fu raffigurato in un affresco nella Colombera (risalente ai primi decenni del Cinquecento). L'affresco, che mostra Marco Curzio che si getta nella voragine, è attribuito al pittore Gian Giacomo Lampugnani.
• Araldica nella Colombera: Benché lo stemma Cuttica non fosse più visibile nel 1988, si ipotizzava che non potesse mancare nell'elegante fascia ornamentale della Colombera, dove erano presenti altri emblemi nobiliari legnanesi, inclusi due blasoni dei Lampugnani.
I Cuttica nel XIX Secolo: Rinaldo ed Ester
La ricerca è stata riproposta in relazione alla pubblicazione sull'epistolario di Ester Cuttica (nata Martini, 1807–?).
• Rinaldo Cuttica: Marito di Ester, Rinaldo nacque a Milano nel 1798.
-- Attività: Era figlio di Giuseppe e Maria Radice. Svolse l'attività di funzionario del Monte Napoleone e contemporaneamente si occupò della conduzione delle proprietà della famiglia situate a Legnano e nei comuni limitrofi.
-- Patriota: Rinaldo morì il 24 febbraio 1878. Egli condivideva gli ideali patriottici della moglie, sebbene in modo più misurato. Fu descritto come colui che incarnava "con fierezza il tipo di quell'aristocrazia lombarda che stette sempre salda contro il dominio straniero".
-- Ideali Civili: Rinaldo era un "libero pensatore" e richiese funerali civili (come la moglie), ma i figli li celebrarono in forma ecclesiastica per "silenziare il popolo ignorante e dedito al clericalismo".
• Giuseppe Cuttica: Il padre di Rinaldo, Giuseppe, morì a Legnano nel 1812. Ricopriva il ruolo ufficiale di assistente regio presso la fabbriceria di Mani.
• Genealogia: La genealogia più completa della famiglia, riportata da Giovanni Sitoni di Scozia (1705), è conservata presso l'Archivio di Stato di Milano. Un altro albero genealogico fu redatto da Guido Sutermeister sulla scorta dei documenti di Casa Amigazzi.
PE-n1167-storia-locale.mp4 - Discussione: Storia locale.
Certamente. Il tema della Storia locale emerge in modo preponderante nelle fonti fornite, le quali si concentrano quasi esclusivamente sulla storia di Legnano e dei suoi dintorni, in particolare nel periodo medievale e rinascimentale (dal 1400 al 1700), attraverso l'analisi delle vicende del Castello Visconteo e delle famiglie nobili che lo abitarono e lo contesero.
Le fonti enfatizzano l'importanza di uno studio sistematico per la ricostruzione della storia legnanese.
1. Fonti e Metodologia della Storia Locale
La ricostruzione della storia locale si basa su una vasta e minuziosa documentazione archivistica.
• Ruolo di Guido Sutermeister: Gran parte della conoscenza della Legnano medievale, rinascimentale e moderna è dovuta all'azione assidua e appassionata dell'ingegnere Guido Sutermeister. Egli non si è limitato agli studi archeologici, ma ha aggiunto lo studio sistematico, lo scavo e la raccolta di testimonianze più antiche, conservate nel Museo Civico. In particolare, egli ha ricostruito e chiarito la storia del Castello Visconteo sulla base di una vasta documentazione d'archivio.
• Archivi e Documenti: La ricerca si è avvalsa di documenti rintracciati nell'archivio comunale di Legnano, negli archivi di stato e diocesani, e nell'Archivio di Stato di Milano. Vengono citate anche fonti specifiche come gli status animarum e i catasti, atti notarili, e documenti conservati nella Biblioteca di Casa Amigazzi e nella Biblioteca della Società Storia di Legnano.
• Importanza delle Memorie: Le Memorie della Società Arte e Storia (tra cui il Bollettino numero 25 e la Memoria numero 8) hanno raccolto preziose notizie, illuminando vicende prima sconosciute.
2. Vicende e Protagonisti Centrali di Legnano
La storia locale di Legnano è dominata dalle dinamiche tra le principali famiglie nobili e l'acquisizione del Castello.
A. Il Castello Visconteo e i Lampugnani
Il Castello di Legnano (o Castello Visconteo) è il fulcro della narrazione:
• Acquisizione e Fortificazione: Oldrado Lampugnani I divenne padrone del castello e lo fortificò nel 1445. Egli divenne padrone effettivo della costruzione signorile trecentesca, donatagli dal duca Filippo Maria Visconti intorno al 1437. La parte donata fu il "grande e severo fabbricato trecentesco costruito da Otone Visconti", che Oldrado provvide a prolungare e raddoppiare.
• Espansione Territoriale: Oldrado fece il suo "primo passo di circuizione del castello" attraverso l'acquisto massivo di terreni e sedimi circostanti. L'atto notarile del 1426 segnò la vendita da parte dei fratelli Crivelli a Oldrado di un enorme lotto di terre (circa 875 pertiche) per 8.706 lire. Questo acquisto incluse terreni a San Vittore, Canegrate, San Giorgio, nonché un mulino sotto il castello.
• Rifugio Politico: Il castello, ben munito, servì da "asilo sicuro" per Oldrado e i suoi parenti nel periodo agitato in cui Oldrado fu dichiarato ribelle alla Repubblica Ambrosiana nel 1449.
• Contese e Fide Commesso: La storia successiva del castello fu segnata da contese interminabili, durate oltre 200 anni, a causa del Fide Commesso istituito da Oldrado II Lampugnani nel 1507. Tali liti si chiusero solo con l'estinguersi della famiglia nel 1729.
B. Le Famiglie Nobili Legnanesi
La storia locale è intessuta dalle relazioni tra i Lampugnani e altre casate:
• I Crivelli: Erano nobili feudatari di Uboldo, imparentati coi Visconti. Possedevano vasti terreni intorno e all'interno del fossato del castello. La "grande vendita" del 1426 segnò il passaggio di gran parte di queste proprietà a Oldrado. Vi furono incroci matrimoniali; ad esempio, Mafiolo Lampugnani, fratello di Oldrado, sposò Giovanna Crivelli.
• I Vismara (o Vicemala): Oldrado aveva acquistato la Domus Magna di Legnanello dai consorti Vismara per 900 fiorini intorno al 1402. Acquistò anche altri pezzi di casa e terreni (come il Prato della Resega e un mulino) dai Vismara.
• I Cuttica (o Cottica): Famiglia di antica nobiltà, presente in Lombardia dall'epoca della Battaglia di Legnano. I Cuttica erano iscritti nella Matricula Nobilium familiarum Mediolani del 1277. Avevano proprietà a Legnano "da tempo immemorabile". Furono imparentati con i Lampugnani, come attestato dal matrimonio, nella seconda metà del Cinquecento, tra Oldrado Cuttica e Fulvia Lampugnani. Il nome Oldrado ricorreva tra i Cuttica come omaggio ai celebri antenati Lampugnani.
C. I Notai e la Vita Quotidiana
Le fonti di storia locale forniscono dettagli sulla vita quotidiana e le figure professionali:
• Presenza Notarile: Il notaio Bernardino Bossi fu Francesco teneva il suo ufficio notarile nel castello, con pronotari al suo servizio, come Daniele Caimi e Giò Pietro Caimi.
• Corredo Nuziale (1457): Un documento del gruppo del Castello di Legnano descrive dettagliatamente il ricco corredo nuziale di Orsina Lampugnani (sorella di Giò Andrea), offrendo una "bella luce sul modo di vestire dell'epoca e sulle massime aspirazioni". Questo lusso è confermato dalla collezione di affreschi salvati dalla casa Desvi Vismara del 1475, conservati nel Museo Civico di Legnano, che ritraggono i costumi dell'epoca.
3. La Legnano Contemporanea
La storia locale si estende fino ai tempi più recenti, includendo il Risorgimento e la conservazione del patrimonio:
• Patrioti: La città e i suoi personaggi furono coinvolti negli ideali risorgimentali. Rinaldo Cuttica, marito della patriota Ester Martini, incarnava con fierezza l'aristocrazia lombarda salda contro il dominio straniero.
• La Battaglia di Legnano: Si evidenzia che della storia legnanese del secolo scorso (XIX sec.) si conosceva principalmente la Battaglia di Legnano, grazie all'entusiasmo dei patrioti e poeti che ne avevano fatto un simbolo delle virtù italiche.
• Conservazione: La storia del castello si conclude con l'acquisto da parte dei Cornaggia nel 1800 e il successivo degrado, che vide l'immobile invaso da un allevamento di bovini e la corte in uno stato di "apparente miseria... trascuratezza e luridume".
In sintesi, la "Storia locale" discussa nelle fonti è una ricca narrazione della Legnano tra il XV e il XVIII secolo, incentrata sulle acquisizioni, le fortune e le cadute dei Lampugnani e del Castello Visconteo, supportata da una profonda e dettagliata indagine archivistica.
PE-n1168-Genealogia-nobiliare.mp4 - Discussione: Genealogia nobiliare.
Certamente. Il tema della Genealogia Nobiliare è fondamentale per comprendere le dinamiche di potere e proprietà a Legnano e nell'area milanese, in particolare per le famiglie Lampugnani, Crivelli e Cuttica. Le fonti offrono una ricca rete di legami di parentela, matrimoni e successioni che definiscono la posizione sociale e politica di questi casati.
1. Genealogia e Successione della Famiglia Lampugnani
La famiglia Lampugnani, specialmente il ramo dei Signori del Castello di Legnano, è ampiamente tracciata, sebbene alcune discendenze rimangano oscure.
A. Il Ramo di Oldrado I (Il Magnifico)
La genealogia dei Lampugnani inizia con figure chiave che precedono la grande espansione patrimoniale di Oldrado I:
• Uberto: Dottore in legge e padre di Oldrado.
• Oldrado I Lampugnani (Il Magnifico): Figlio di Uberto. Nonostante la sua buona cultura avesse un carattere militare (fu precettore di Filippo Maria Visconti), si avvalse di parenti con formazione legale.
• Fratelli di Oldrado I:
-- Giovanni: Padre di Cristoforo.
-- Mafiolo: Fratello di Oldrado. Sposò Giovanna Crivelli, figlia di Galeotto. Mafiolo visse nella Domus Magna a Legnanello.
-- Pietro: Dottore in legge, fratello di Oldrado e figlio di Uberto. Viene esplicitamente distinto dal notaio Pietro Lampugnani fu Rizzardo.
-- Giorgio e Giovanni: Oldrado era il settantenne, e alla sua morte aveva già perso i fratelli Pietro, Mafiolo, Giovanni e Giorgio.
B. Nipoti e Successione di Oldrado I
Oldrado I, che non ebbe eredi maschi legittimi diretti, si affidò ai nipoti:
• Cristoforo Lampugnani: Figlio del fratello Giovanni. Dottore in legge con una cultura brillante. Conviveva con Oldrado ed era il suo segretario personale.
-- Matrimonio e Ascesa Sociale: Nel 1430, sposò la marchesa Belida del Carretto, figlia di Lazzarino, Marchesi di Savona. La parentela tra i Lampugnani e i Carretto fu importante per la carriera diplomatica ducale.
-- Carriera: Dopo il matrimonio, Cristoforo si staccò da Oldrado per dedicarsi alla carriera governativa; nel 1437 fu ambasciatore del Duca presso il Marchese di Monferrato.
• Giò Andrea Lampugnani: Figlio del fratello Mafiolo. Andò a vivere con Oldrado I dopo la morte del padre Mafiolo e divenne il suo segretario e compartecipe negli affari.
-- Erede Universale: Giò Andrea fu nominato erede ed esecutore testamentario di Oldrado nel testamento del 7 gennaio 1460. Prese possesso del Castello, sul quale incise le sue iniziali G.A.. Sposò Lucrezia Visconti, figlia di Azzone.
• Discendenti Sconosciuti: Nonostante la volontà di Oldrado che il Castello restasse alla sua linea diretta maschile, egli trascurò nel testamento i due pronipoti (nipoti abiatici) minori: Giovan Antonio e Oldrado, figli di Marco (figlio spurio di Oldrado). Questo fatto rimane un mistero.
C. L'Eredità e le Contese
La genealogia successiva fu segnata dal Fide Commesso:
• Oldrado II Lampugnani: Figlio di Giò Andrea. Conte di Ripalta d'Adda e padrone del Castello dal 1488 al 1507. Sposò la Patrizia Agnese Visconti. Ebbe un solo figlio maschio.
• Ferdinando I Lampugnani: Figlio di Oldrado II. Godette del Castello fino alla sua morte nel 1533. Sposò Bianca Giuditta Visconti, che in seguito si risposò con Gaspare Antonio Lampugnani. Morì senza figli maschi.
• Rami Collaterali (Fide Commesso): La mancanza di eredi maschi diretti da Ferdinando I fece subentrare i rami collaterali, nominati nel testamento del 1507 di Oldrado II:
-- Cristoforo e Nicola: Fratelli di Oldrado II, eredi sussidiari.
-- Nel 1554, i rispettivi figli, Giò Bernardino e il Conte Alessandro Lampugnani (figlio di Nicola), entrarono in possesso del Castello.
• Estinzione: Le contese tra i rami si protrassero per oltre 200 anni. La famiglia si estinse nel 1729 con l'ultimo superstite, il Conte Francesco Maria Lampugnani.
2. Genealogia della Famiglia Crivelli
I Crivelli erano una famiglia nobile e numerosa, i cui legami genealogici influenzarono direttamente Oldrado I:
• Papa Urbano II: I Crivelli si gloriavano di essere la famiglia da cui era "uscito il papa Urbano II".
• Ludovico (detto Lodrisio): Il suo ramo fu cruciale nella storia del Castello. I suoi tre figli—Rinaldo, Bernardo e Giorgio Crivelli—vendettero a Oldrado Lampugnani il vasto lotto di terre intorno al Castello nel 1426.
• Bulgaro Crivelli: Fratello dei venditori. Si suppone che la vendita di proprietà fosse stata effettuata per procedere alla divisione dei beni dopo la sua morte.
• Galeotto Crivelli: Padre di Giovanna Crivelli, che sposò Mafiolo Lampugnani, fratello di Oldrado I.
• Vasta Consorteria: I Crivelli avevano numerosi consorti con interessi nella zona, tra cui Jacobo, Mafiolo, Bartolomeo, Galvagio, Valentina, Ettore, Albrizio, Ambrogio e Antonio Crivelli.
Le fonti menzionano che la genealogia dei Crivelli è riportata in un grosso volume conservato nella biblioteca di Casa Amigazzi a Legnano.
3. Genealogia della Famiglia Cuttica (o Cottica)
La famiglia Cuttica, di antica nobiltà (iscritta nella Matricula Nobilium familiarum Mediolani del 1277), mantenne stretti legami genealogici con i Lampugnani:
• Parentela Antica: I Cuttica erano imparentati con i Lampugnani.
• Matrimoni Incrociati: Nella seconda metà del Cinquecento (500), Oldrado Cuttica sposò Fulvia Lampugnani, figlia di Gaspare Antonio dei Cavalieri di Legnarello. Gaspare Antonio era imparentato con i Lampugnani del Castello, avendo sposato in seconde nozze Bianca Visconti (nel 1579), che era vedova di Ferdinando Lampugnani, signore del castello.
• Nomi in Condivisione: Il nome Oldrado ricorre frequentemente tra i Cuttica anche nel Seicento e nel Settecento, un probabile omaggio agli "esponenti del ramo più aristocratico della famiglia Lampugnani" (i signori del castello). Anche il nome Curzio o Accurtio ricorre in entrambe le famiglie, richiamando Marco Curzio, figura che era stata affrescata nella Colombera.
• Genealogie Documentate: La genealogia più completa della famiglia Cuttica è conservata presso l'Archivio di Stato di Milano, redatta da Giovanni Sitoni di Scozia (1705). Un'altra è custodita presso la biblioteca della Società Storia di Legnano, redatta da Guido Sutermeister.
In sintesi, la storia nobiliare di Legnano, ricostruita attraverso la genealogia, è una complessa tela di matrimoni, eredità e conflitti che dimostra come l'espansione e la fortuna di casati come i Lampugnani fossero indissolubilmente legate alle alleanze e alle successioni delle altre grandi famiglie locali.
PE-n1169-Ester-Cuttica.mp4 - Discussione: Ester Cuttica.
Certamente. Le fonti fornite offrono una discussione dettagliata sulla figura di Ester Cuttica (nata Martini), ponendo in risalto il suo ruolo di patriota legnanese e i dettagli della sua vita familiare.
1. Dati Anagrafici e Matrimonio
• Nome da Nubile: Ester Martini.
• Nascita: Nata a Milano nel 1807 da Giuseppe Martini e Giuseppa Lucini.
• Matrimonio: Sposò Rinaldo Cuttica intorno al 1825.
• Discendenza: Dalla loro unione nacquero ben 14 figli, sette dei quali morirono in età infantile.
2. Ruolo di Patriota e Ideali Risorgimentali
Ester Cuttica è definita una "eroica compatriota" e una "donna straordinaria".
• Ideali: Esercitò un ruolo importante nel perseguire gli ideali risorgimentali, come risulta dai numerosi documenti reperiti, inclusi lettere e scritti.
• Pubblicazione: La sua figura è stata ampiamente delineata nel volume Ester Cuttica, epistolario di una patriota legnanese, lettere e scritti della biblioteca della società storia di Legnano, scritto da Giovanna Eugenia De Giovannini.
3. Vita Familiare e Matrimonio con Rinaldo Cuttica
Le lettere e gli scritti esaminati hanno permesso di ricostruire non solo gli aspetti patriottici della sua vita, ma anche quelli familiari, documentando l'affetto che legava i figli ai genitori.
• Rinaldo Cuttica (Marito): Il marito, Rinaldo Cuttica (nato a Milano nel 1798), era figlio di Giuseppe e Maria Radice. Svolgeva l'attività di funzionario del Monte Napoleone e gestiva le proprietà della famiglia site a Legnano e nei comuni limitrofi.
• Condivisione degli Ideali: Rinaldo condivideva gli stessi ideali patriottici della moglie, sebbene in una maniera più misurata. Un testimone dell'epoca, l'ingegner Luigi Pedretti, lo descrisse come colui che incarnava "con fierezza il tipo di quell'aristocrazia lombarda che stette sempre salda contro il dominio straniero".
• Funerali Civili: Rinaldo Cuttica morì il 24 febbraio 1878. Sia dalla sua volontà che da quella della moglie, essi vollero funerali civili. Tuttavia, i figli celebrarono i funerali in forma ecclesiastica per "silenziare il popolo ignorante e dedito al clericalismo" [8ti]. Rinaldo è definito anche un "libero pensatore".
4. Contesto Genealogico e Legami Nobiliari
Ester, tramite il marito Rinaldo, si inserì nella genealogia della famiglia Cuttica (o Cottica), una casata di antica nobiltà con proprietà a Legnano "da tempo immemorabile".
• Matrimonio Rilevante: I Cuttica erano imparentati con i Lampugnani, un'altra primaria famiglia nobile di Legnano e Milano. Un esempio di questa alleanza è il matrimonio, nella seconda metà del Cinquecento (500), tra Oldrado Cuttica e Fulvia Lampugnani.
• Onore Genealogico: L'uso del nome Oldrado nei rami successivi della famiglia Cuttica, anche nel Seicento e nel Settecento, era probabilmente un modo per "rammentare con orgoglio i celebri antenati" del ramo più aristocratico dei Lampugnani (i signori del castello).
• Documentazione Genealogica: Le genealogie della famiglia, utili per la ricostruzione storica, sono conservate in diverse sedi, tra cui l'Archivio di Stato di Milano (quella redatta da Giovanni Sitoni di Scozia del 1705) e la biblioteca della Società Storia di Legnano (quella redatta da Guido Sutermeister).
PE-n1170-nobilta-milanese.mp4 - Discussione: Nobiltà milanese.
La Nobiltà Milanese è presentata nelle fonti come l'insieme di casate antiche e influenti che dominavano la vita politica, militare ed economica del Ducato di Milano e dei suoi territori (come Legnano) tra il XIV e il XIX secolo. Queste famiglie non solo fornivano capi militari e governatori ai Duchi Visconti e Sforza, ma erano anche le principali attrici in congiure, contese feudali e cambiamenti di regime.
1. Le Casate Principali e il Loro Status
Le fonti citano diverse famiglie che definiscono la nobiltà milanese per origine, ricchezza e potere:
• Visconti e Sforza: Queste furono le casate ducali che la nobiltà servì e attorno alle quali si svilupparono le carriere politiche. Il Castello di Legnano era originariamente di proprietà dei Visconti, signori di Milano.
• I Lampugnani: Famiglia di antica nobiltà presente a Milano e a Legnano. Gli esponenti del ramo del Castello erano il ramo più aristocratico della famiglia. Oldrado I Lampugnani I era un uomo "impegnato completamente nel governo ducale" e ricevette il titolo di Conte da Francesco Sforza nel 1450. Oldrado II fu camerario ducale, senatore e fedele seguace di Ludovico il Moro. Molti membri erano dottori in legge (come l'Uberto, padre di Oldrado, e il nipote Cristoforo).
• I Crivelli: Casata nobile e numerosa. I Crivelli si gloriavano di una stirpe da cui era "uscito il papa Urbano II". Erano feudatari di Uboldo e, grazie ai loro imparentamenti coi Visconti, possedevano vasti casolari e sedimi nello stesso perimetro del fossato del Castello di Legnano. Dimoravano abitualmente a Milano in Porta Vercellina nella parrocchia di San Pietro alla vigna. La famiglia era così diffusa da essere definita una "vera legione di Consorti Crivelli" con interessi estesi fino a Parabiago e Nerviano.
• I Cuttica: Questa casata è attestata come di antica nobiltà. Le sue memorie risalgono all'epoca della Battaglia di Legnano. I Cuttica sono iscritti nella Matricula Nobilium familiarum Mediolani del 1277, l'elenco delle famiglie nobili della città e della campagna milanese. Nel XIX secolo, Rinaldo Cuttica incarnava il tipo di "quell'aristocrazia lombarda che stette sempre salda contro il dominio straniero".
2. Coinvolgimento Politico e Militare
La nobiltà milanese giocò un ruolo cruciale nei momenti di crisi politica del Ducato:
• Servizio Ducale: Oldrado Lampugnani fu precettore e poi capitano di Filippo Maria Visconti, e in seguito uno dei principali sostenitori di Francesco Sforza.
• La Repubblica Ambrosiana (1447): Durante il periodo repubblicano, si verificò una netta scissione fra nobili e repubblicani. I nobili appoggiavano lo Sforza e furono dichiarati ribelli dal governo repubblicano. Oldrado Lampugnani I fu il primo della sua famiglia a essere dichiarato ribelle il 19 aprile 1449, in quanto aveva "fattivamente aiutato gli Sforza".
• Tradimento e Guadagno: La nobiltà a volte tradiva il governo in carica per ingraziarsi il nuovo signore in ascesa. Antonio Crivelli e suo fratello Ugolino Crivelli consegnarono la Rocca di Pizzighettone allo Sforza, un atto per il quale i Crivelli ricevettero in dono Castella e denaro e "da basso stato salirono a gran ricchezza di stato".
• Magistrature: Quando i repubblicani andarono in crisi, i nuovi magistrati, eletti nel luglio del 1449 (tra cui Guero da Castiglione, Pietro da Pusterla e Galeotto Toscano), erano tutti nobili e per la maggior parte del parere che si dovesse dare l'imperio della città al Conte Sforza.
3. La Nobiltà e le Congiure
L'influenza nobiliare si estese fino agli atti più estremi contro il potere ducale:
• Uccisione di Galeazzo Maria Sforza (1476): La tragica fine del Duca fu opera di tre nobili congiurati: i Visconti, gli Olgiati e i Lampugnani, tutti "appartenenti alle rinnomate famiglie milanesi". Giò Andrea Lampugnani, sebbene non avesse relazioni speciali con Legnano, fu l'esecutore principale.
• Vessazioni e Reputazione: Questa congiura portò un senso di orrore, e una "sinistra luce cadeva su tutti i membri di tale famiglie, ancorché innocenti". Il governo iniziò una "dura revisione" con inquisizioni e vessazioni camerali. Alcuni Lampugnani cercarono di negare la parentela con l'uccisore, sostenendo che egli fosse in realtà un Litti che aveva assunto il cognome Lampugnani.
4. Genealogia e Matrimoni
I legami matrimoniali tra le famiglie nobili erano cruciali per consolidare il potere e la proprietà:
• Lampugnani - Crivelli: Mafiolo Lampugnani, fratello di Oldrado I, sposò Giovanna Crivelli, figlia di Galeotto.
• Lampugnani - Visconti: Oldrado II Lampugnani sposò la patrizia Agnese Visconti. Suo figlio Ferdinando I sposò Bianca Visconti. Giò Andrea, erede di Oldrado I, sposò Lucrezia Visconti.
• Cuttica - Lampugnani: Nella seconda metà del Cinquecento, Oldrado Cuttica sposò Fulvia Lampugnani, un'alleanza probabile preceduta da altre unioni. Il nome Oldrado fu adottato con orgoglio dai Cuttica nel Seicento e nel Settecento per onorare gli antenati Lampugnani, signori del castello.
5. Lusso e Stile di Vita Nobiliare
La nobiltà milanese si distingueva per uno stile di vita agiato e opulento:
• Residenza: I nobili mantenevano residenze a Milano (ad esempio, Oldrado Lampugnani conviveva con il nipote Giò Andrea in Milano in Porta Vercellina).
• Lusso: Il corredo nuziale di Orsina Lampugnani (1457) documenta il grande lusso con cui vivevano le primarie famiglie di Legnano, che si concedevano "pelande lussuose", cinghie d'argento dorato, biancheria da camera e da sala, e posate con manici d'osso rosso e lame d'argento dorato.
• Simboli: La rappresentazione del leggendario Marco Curzio, simbolo di forza e coraggio, nell'affresco della Colombera (attribuito a Gian Giacomo Lampugnani), rifletteva gli ideali e l'araldica delle famiglie nobili.
PE-n1171-Legnano-Maggio.mp4 - importanti ricorrenze e anniversari legati alla città di Legnano
, QGLC126-legnano-maggio.mp3 - Questo estratto storico elenca importanti ricorrenze e anniversari legati alla città di Legnano, iniziando con la Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, dove la Lega dei Comuni Lombardi sconfisse l'esercito dell'Imperatore Federico I. Inizialmente in vantaggio, il Barbarossa fu sbaragliato quando la fanteria lombarda, sfruttando l'astuta tattica di serrarsi attorno al Carroccio in una difesa a falange, riuscì a resistere e a dare tempo alla cavalleria di giungere in supporto, segnando la prima vittoria medievale della fanteria sulla cavalleria. Il documento menziona anche la costruzione della Chiesa di San Magno e, in un significativo evento medico, l'istituzione del primo pellagrosario al mondo nel 1784. Infine, il testo copre eventi più recenti come il primo sciopero operaio industriale, l'istituzione della Prefettura, e la ripresa della Sagra del Carroccio nel dopoguerra.
PE-n1172-ricorrenze.anniversari.mp4 - Legnano, ricorrenze e anniversari. 29 maggio 1176.
L'imperatore Federico I è sconfitto a Legnano dall'esercito della Lega dei Comuni Lombardi. Il Barbarossa ha la meglio nella prima fase dello scontro. Tradito da questo successo iniziale e malvalutando le forze che lo fronteggiano, si getta con grande impegno e fidando della cavalleria sugli avversari che, costretti alla fuga si erano attestati in difesa. del carroccio. I lombardi agiscono di astuzia, bloccano i cavalieri imperiali serrando gli scudi con uno contro l'altro e protese le aste formano in tal modo una barriera umana di cinque semicerchi concentrici. Ripetono così istintivamente l'antica tattica della fralange macedune, riuscendo a temporeggiare in difesa e danno tempo alla cavalleria lombarda di giungere di rinforzo sul campo di battaglia. che coglie ai fianchi le truppe imperiali sbaragliandole. È il primo episodio della storia medievale di un successo di fanti su soldati a cavallo. 4 maggio 1504 inizia la costruzione della chiesa di San Magno sulle vestigia dell'antico tempio di Santo Salvatore. I lavori termineranno nel giugno del 1513. 9 maggio del 1784, per ordine dell'imperatore d'Austria Giuseppe II è istituito nel monastero di Santa Chiara in Legnano il primo pellagrosario del mondo con 45 letti, affidato al dottor Gaetrano Strambio, che per primo aveva scoperto le cause della malattia e trovando rimedi alla pellagra. 29 maggio 1865. Posa dalla prima pietra per la costruzione di un monumento celebrativo della battaglia di Legnano. Per una serie di vicissitudini e polemiche, il monumento su bozzetto dello scultore Egidio Pozzi non sarà pronto nemmeno alla vigilia del settimo centenario. Fu così realizzata in tutta fretta una statua in gesso e cartapesta, verniciata in colore bronzo e inaugurata il 29 maggio del 1876. 24 maggio 1879. Sciopero operaio a catificio, Cantoni per sostenere una richiesta di aumento di salario. È il primo sciopero nella storia sindacale della Legnano Industriale. 31 maggio 1928. Con Reggio Decreto è istituita la premura di Legnano che trova sede al pianteno del palazzo comunale. 25 maggio del 1952. È la prima edizione nel dopoguerra della sagra del Carroccio ripristinata dopo 12 anni di interruzione per eventi bellici della dalla famiglia legnanese costituitasi l'anno precedente il 16 maggio 1987 inaugurazione del sottopasso ferroviario in via San Michele del Co.
PE-n1173-costruzione-chiesa.mp4 - Discussione: Costruzione Chiesa.
L'informazione più specifica relativa alla costruzione di una chiesa contenuta nei documenti riguarda la Chiesa di San Magno a Legnano.
Costruzione della Chiesa di San Magno
La costruzione della chiesa di San Magno a Legnano iniziò il 4 maggio 1504. Questa nuova struttura fu eretta sulle vestigia (rovine/resti) dell'antico tempio di Santo Salvatore. I lavori per la sua realizzazione si conclusero nel giugno del 1513.
Altri Riferimenti a Edifici Religiosi e Luoghi Sacri
I documenti citano anche altri luoghi di culto o strutture ecclesiastiche, spesso in relazione a sepolture o localizzazioni:
• Sepolcro di Oldrado Lampugnani: Oldrado Lampugnani (Oldrado I) ebbe il suo lussuoso sepolcro nella chiesa della Madonna del Carmine a Milano. Le lapidi relative a questo sepolcro sono ancora oggi conservate.
• Chiesetta di Sant'Angelo: La famiglia Cornaggia, che si installò a Legnano nel 1598, possedeva il proprio sepolcro nella chiesetta di Sant'Angelo, la quale era annessa al convento dei frati minori.
• Monastero di Santa Chiara: Nel 1784, a Legnano, per ordine dell'imperatore d'Austria Giuseppe II, fu istituito il primo pellagrosario del mondo nel monastero di Santa Chiara.
• Parrocchie a Milano: Vengono menzionate diverse parrocchie milanesi come luoghi di residenza o riferimento per vari personaggi storici: San Giovanni alle quattro facce, San Pietro alla vigna e Santa Babila.
• Beneficenze: Oldrado Lampugnani, nel suo testamento del 1460, prescrisse che le beneficenze (destinate a poveri, anziane per il corredo matrimoniale e membri poveri dei Lampugnani) fossero ricavate dai redditi delle possessioni di Trecate e Anico Cremonese. Per l'erogazione di tali somme, prescrisse la costituzione di un collegio che includesse anche i deputati del Consorzio della Misericordia di Milano.
• Rocca di Castiglione: La rocca di Castiglione è citata come edificata da Branna Castiglione, che era un cardinale di grande autorità nella Chiesa romana.
PE-n1174-primo-pellagrosario.mp4 - Discussione: Primo Pellagrosario.
Il primo pellagrosario menzionato nelle fonti fu istituito a Legnano nel monastero di Santa Chiara.
Di seguito i dettagli specifici relativi a questa istituzione:
• Data e Autorità: Il pellagrosario fu istituito il 9 maggio del 1784. L'ordine per la sua creazione fu emanato dall'imperatore d'Austria Giuseppe II.
• Localizzazione: La struttura fu collocata nel monastero di Santa Chiara in Legnano.
• Significato: Questo pellagrosario è specificamente definito come il primo pellagrosario del mondo.
• Capacità e Direzione: Fu dotato di 45 letti e affidato alla cura del dottor Gaetrano Strambio.
• Ruolo di Strambio: Il dottor Gaetrano Strambio è riconosciuto per aver per primo scoperto le cause della malattia e aver trovato rimedi alla pellagra.
PE-n1175-sciopero-operaio.mp4 - Discussione: Sciopero Operaio.
Certamente. Le fonti forniscono un riferimento specifico relativo a uno sciopero operaio avvenuto a Legnano, identificandolo come il primo nella storia sindacale della Legnano industriale.
Di seguito i dettagli:
• Data: Lo sciopero operaio avvenne il 24 maggio 1879.
• Luogo: Lo sciopero interessò il Catificio Cantoni.
• Motivazione: Fu indetto per sostenere una richiesta di aumento di salario.
• Significato Storico: Questo evento è riconosciuto come il primo sciopero nella storia sindacale della Legnano Industriale.
PE-n1176-sagra-carroccio.mp4 - Discussione: Sagra Carroccio.
Certamente. Le fonti forniscono un riferimento specifico riguardante la Sagra del Carroccio a Legnano, focalizzandosi sul suo ripristino nel dopoguerra.
Prima Edizione Dopoguerra e Ristabilimento
La prima edizione nel dopoguerra della Sagra del Carroccio avvenne il 25 maggio del 1952.
Questo evento fu ripristinato dopo un'interruzione di 12 anni causata dagli eventi bellici. La restaurazione della Sagra fu curata dalla Famiglia Legnanese, associazione costituitasi nell'anno precedente (1951).
Associazioni Collegate
Si nota che Giorgio Di Lario, giornalista, scrittore e studioso di storia Lombarda residente a Legnano dal 1960, è stato, tra l'altro:
• Direttore, insieme a Fabio Rovesti, del mensile La Martinella, edito dalla Famiglia Legnanese.
• Componente del Consiglio della Famiglia Legnanese.
Inoltre, il presidente della Famiglia Legnanese, Luigi Caironi, è stato delegato a consegnare il Premio Maiella a Giorgio Di Lario nel 2001.
PE-n1177-Legnano-storico.mp4 - Il brano celebra la 14ª edizione del Premio Maiella del 2001,
QGLC127-legnano-storico.mp3 un evento significativo tenutosi a Rho per onorare gli abruzzesi e i molisani che risiedono in Lombardia, promuovendo al contempo un importante incontro culturale ed economico tra queste regioni. Il riconoscimento in quell'anno fu assegnato a Giorgio Di Lario, giornalista, scrittore e studioso di storia lombarda noto per il suo lavoro su Legnano, sebbene fosse originario dell'Aquila. Il premio, sostenuto dai patrocini delle tre regioni e di altre istituzioni provinciali, riconosce l'intensa attività professionale di Di Lario, che, pur essendo nato in Abruzzo, era diventato un "legnanese d’adozione" a partire dal 1960. La cerimonia evidenziava l'apprezzamento della comunità per la sua prolifica carriera come giornalista e storiografo, già onorata con una medaglia al merito civico a Legnano.
PE-n1178-Giorgio-DiLario.mp4 - Un omaggio a Giorgio Diario, il premio Maiella nel 2001.
Il riconoscimento ad abruzzesi e molisani a fermati fuori della regione. Domenica 20 maggio del 2001 a Raw avrà ha avuto luogo la 14ª edizione del Premio Maiella che rappresenta la più grande occasione di incontro e di ritrovo degli abruzzesi e molisani che vivono in Lombardia. La manifestazione organizzata dal circolo abruzzese molisano la Maiella a sede in via livello 11 di Rò e ha avuto inizio alle 15:30 all'Auditorium di via Meda, dove si svolgerà la consegna dei riconoscimenti cerimonia libera tutti. Sono stati disegnati per questa edizione 2001 Giorgio Di Lario, giornalista, scrittore e studioso di storia Lombarda, nativo di Taglia Cozzo, l'Aquila e dal 1960 residente a Legnano. Il premio che ha il patrocinio della Regione d'Abruzzo, della Regione Molise e della Regione Lombardia della provincia di Milano e delle amministrazioni provinciali dell'Abruzzo e del Molise a una sua valenza culturale e una spicata notorietà. Il Maiella ha anche importante funzione di accordo e incontro tra cultura, il mondo produttivo e l'economia lombarda con quella abruzzese e molisana. In precedenza il riconoscimento era stato assegnato, tra gli altri anche ad Antonio Di Pietro, all'ammiraglio Venturoni, al disegnatore fumettista Franco Iacovitti, al monsignor Francesco Cocco Palmerio, vescovo ausiliario e vicario episcopale della diocesi di Milano e al generale Franco Romano e al giornalista della RAI Giulio Borelli. L'intensa attività di giornalista e storiografo legnanese di Giorgio Di Lario era già stata riconosciuta nello scorso novembre con una medaglia a merito civico dall'amministrazione comunale di Legnano. Ora gli abruzzesi residenti in Lombardia confermano l'apprezzamento per la sua attività con il premio Maiella 2001. Quale relazione c'è tra Giorgio di Lario, Legnanese, noto in città per la sua attività di giornalista e storiografo, autore di libri su Legnano e le sue tradizioni attualmente anche come direttore con Fabio Rovesti del mensile La Martinella, edito dalla famiglia legnandese. E l'Abruzzo di Lario ha avuto i Natali nella Marsica nel 1932, quindi dopo vari spostamenti per ragioni di lavoro paterni e un lungo periodo di permanenza in Piemonte dove iniziò nel 1952 l'attività giornalistica alla stampa di Torino. È diventato dal 1960 legnanese di adozione più legnanese delle legnanesi. Ha sposato Laura Oldrini e dal matrimonio sono nate tre figlie. È stato redattore di varie testate tra cui il Corriere della Sera e la Prealpina, direttore di riviste tecniche e di informazione. In parallelo all'attività giornalistica di Lario si è dedicato a ricerche sulla storia lombarda e in particolare quella legnanese ed è autore o coadutore di 25 libri, tra i quali Immagini della vecchia Legnano, Il canzoniere Lombardo, Legnano nella resistenza Storie e grame di Pover Christ sul teatro di Felice Musazzi. Legnano e la battaglia. Profilo storico della città di Legnano. Vocabolario del dialetto legnanese, Meccarlegnan. Tradizioni, storie, folclore. Quando si dice lilla, i poeti del premio Tirinnanzi, del quale concorso è segretario dell'istituzione del 1981. Da 1994 al 1997 è stato responsabile dell'ufficio stampa del Comune di Legnano. È consigliere della società Arte Storia di Legnano e componente del Consiglio della famiglia legnanese. Non sarà un caso se a consegnare il premio Maiella Giorgio di Lario a Raw sarà proprio presidente della famiglia regnanese Luigi Caironi delegato a questo scopo da Domenico D'Amico. presidente del ciclo abruzzese e molisano.
PE-n1179-premio-Maiella.mp4 - Discuss Premio Maiella 2001.
Il Premio Maiella del 2001 fu la 14ª edizione di questo riconoscimento.
Contesto e Dettagli della Manifestazione
La manifestazione si svolse Domenica 20 maggio del 2001 a Rho.
• Organizzazione: Fu organizzata dal Circolo Abruzzese Molisano La Maiella, che ha sede a Rho, in via Livello 11.
• Sede: La cerimonia di consegna dei riconoscimenti ebbe luogo all'Auditorium di via Meda a Rho, con inizio alle 15:30.
• Obiettivo: Il Premio Maiella rappresenta la più grande occasione di incontro e di ritrovo degli abruzzesi e molisani che vivono in Lombardia. Il riconoscimento è specificamente designato per gli abruzzesi e molisani che si sono affermati fuori dalla loro regione d'origine.
• Funzione e Patrocinio: La premiazione possiede una valenza culturale e una spiccata notorietà. Svolge un'importante funzione di accordo e incontro tra la cultura, il mondo produttivo e l'economia lombarda con quelle abruzzesi e molisane. Godeva del patrocinio della Regione d'Abruzzo, della Regione Molise e della Regione Lombardia, oltre che della provincia di Milano e delle amministrazioni provinciali abruzzesi e molisane.
Il Premiato: Giorgio Di Lario
Il destinatario designato per l'edizione 2001 fu Giorgio Di Lario.
• Profilo: Di Lario è noto come giornalista, scrittore e studioso di storia Lombarda. Era nativo di Tagliacozzo, l'Aquila (nella Marsica, dove nacque nel 1932), ma dal 1960 risiedeva a Legnano, venendo considerato "più legnanese delle legnanesi".
• Carriera: Egli aveva iniziato l'attività giornalistica nel 1952 presso La Stampa di Torino, dopo vari spostamenti familiari per ragioni di lavoro paterne. Successivamente, fu redattore per diverse testate, tra cui il Corriere della Sera e La Prealpina, e fu anche direttore di riviste tecniche e di informazione. In parallelo, si era dedicato intensamente alla ricerca sulla storia lombarda, in particolare quella legnanese.
• Opere e Attività a Legnano: È autore o coadiutore di 25 libri. Tra le sue opere figurano titoli come Immagini della vecchia Legnano, Legnano nella resistenza, Legnano e la battaglia, Profilo storico della città di Legnano, e Vocabolario del dialetto legnanese. Al momento del premio, era anche direttore (con Fabio Rovesti) del mensile La Martinella, edito dalla Famiglia Legnanese. Di Lario era anche consigliere della Società Arte Storia di Legnano e componente del Consiglio della Famiglia Legnanese.
• Precedenti Riconoscimenti: L'intensa attività di giornalista e storiografo di Di Lario era già stata onorata nel novembre precedente con una medaglia a merito civico da parte dell'amministrazione comunale di Legnano. Il Premio Maiella 2001 ha confermato l'apprezzamento degli abruzzesi residenti in Lombardia per la sua attività.
• Consegna del Premio: A consegnare il Premio Maiella a Giorgio Di Lario fu Luigi Caironi, presidente della Famiglia Legnanese, delegato per tale scopo da Domenico D'Amico, presidente del circolo abruzzese e molisano.
Il Premio Maiella era stato precedentemente assegnato anche ad altre personalità di spicco, come Antonio Di Pietro, l'ammiraglio Venturoni, il disegnatore Franco Iacovitti, il monsignor Francesco Cocco Palmerio e il giornalista Giulio Borelli.
PE-n1180-giornalista-storiografo.mp4 - Discussione Giorgio Di Lario.
Certamente. La figura di Giornalista storiografo (o storiografo) viene menzionata nelle fonti in riferimento a **Giorgio DiCertamente. La figura di Giornalista storiografo (o storiografo) viene menzionata nelle fonti in riferimento a Giorgio Di Lario.
Giorgio Di Lario: Giornalista e Storiografo
Giorgio Di Lario è espressamente identificato come giornalista, scrittore e studioso di storia Lombarda.
• Attività Professionale: Iniziò la sua attività giornalistica nel 1952 lavorando per La Stampa di Torino. Successivamente, fu redattore per diverse testate, tra cui il Corriere della Sera e La Prealpina, e ricoprì anche il ruolo di direttore di riviste tecniche e di informazione.
• Attività Storiografica: Parallelamente alla sua carriera giornalistica, Di Lario si dedicò intensamente alla ricerca sulla storia lombarda, con particolare attenzione alla storia di Legnano. È autore o coadiutore di 25 libri.
• Opere Storiografiche su Legnano: Tra i suoi lavori più noti e specifici che attestano la sua attività di storiografo, si citano:
-- Immagini della vecchia Legnano
-- Legnano nella resistenza
-- Legnano e la battaglia
-- Profilo storico della città di Legnano
-- Vocabolario del dialetto legnanese
• Ruoli a Legnano: Al momento della premiazione, era direttore (insieme a Fabio Rovesti) del mensile La Martinella, pubblicato dalla Famiglia Legnanese. Era anche consigliere della Società Arte Storia di Legnano e componente del Consiglio della Famiglia Legnanese.
Riconoscimenti per l'Attività Storiografica
L'intensa attività di giornalista e storiografo legnanese svolta da Giorgio Di Lario è stata oggetto di importanti riconoscimenti:
1. Medaglia a merito civico: Gli fu conferita una medaglia a merito civico dall'amministrazione comunale di Legnano nel novembre precedente all'evento.
2. Premio Maiella 2001: Gli abruzzesi residenti in Lombardia confermarono il loro apprezzamento per la sua attività assegnandogli il Premio Maiella 2001. Di Lario, infatti, era nativo di Tagliacozzo, l'Aquila (Marsica, 1932), ma dal 1960 era residente a Legnano, venendo considerato "più legnanese delle legnanesi".
Altri Storiografi e Contesti Storici
Sebbene Giorgio Di Lario sia l'unico esplicitamente definito "giornalista storiografo" o "storiografo" nelle fonti, il lavoro di ricerca storica sulla zona di Legnano e sul suo castello è stato un tema centrale per altri studiosi menzionati:
• Guido Sutermeister (Ingegnere): A lui si deve lo studio sistematico, lo scavo e la raccolta delle testimonianze più antiche (archeologiche) conservate nel Museo Civico. Sutermeister si dedicò anche agli studi sulla Legnano medievale, rinascimentale e moderna, in particolare ricostruendo e chiarendo la storia del castello Visconteo basandosi su una vasta documentazione d'archivio. I suoi scritti sono stati pubblicati nelle Memorie della Società Arte e Storia.
• Augusto Marinoni: Ha contribuito alla conservazione e diffusione degli scritti di Sutermeister e ha aggiunto in appendice al volume Memorie numero 8 alcuni documenti sul castello estratti dall'Archivio di Stato di Milano, precedentemente pubblicati nel suo volume Profilo storico della città di Legnano.
Le fonti stesse che forniscono informazioni su Giorgio Di Lario e le vicende storiche di Legnano (come la storia del Castello, la genealogia dei Lampugnani e dei Crivelli, e la Battaglia di Legnano) sono probabilmente il risultato di intense ricerche storiografiche.
PE-n1181-Abruzzesi-Molisani.mp4 - Discussione: Abruzzesi e Molisani.
La discussione sugli Abruzzesi e Molisani nelle fonti fornite è strettamente legata all'evento del Premio Maiella e al suo scopo, oltre che alla biografia del premiato nel 2001.
Il Premio Maiella come punto di ritrovo in Lombardia
Il Premio Maiella è identificato come la più grande occasione di incontro e di ritrovo degli abruzzesi e molisani che vivono in Lombardia.
• Organizzazione e Sede: La manifestazione è organizzata dal Circolo Abruzzese Molisano La Maiella, che ha sede a Rho.
• Obiettivo del Riconoscimento: Il premio è specificamente designato per gli abruzzesi e molisani che si sono affermati fuori dalla loro regione d'origine.
• Valenza Culturale ed Economica: La premiazione possiede una valenza culturale e una spiccata notorietà, svolgendo l'importante funzione di accordo e incontro tra cultura, il mondo produttivo e l'economia lombarda con quella abruzzese e molisana.
• Patrocinio: L'evento gode del patrocinio della Regione d'Abruzzo e della Regione Molise, oltre che della Regione Lombardia, della provincia di Milano e delle amministrazioni provinciali abruzzesi e molisane.
Giorgio Di Lario: Un Abruzzese Affermato in Lombardia
L'esempio principale di un abruzzese celebrato in questo contesto è Giorgio Di Lario, il destinatario del Premio Maiella 2001.
• Origini: Di Lario è nativo di Tagliacozzo, l'Aquila (nella Marsica), dove nacque nel 1932.
• Trapianto e Affermazione: Dopo vari spostamenti per motivi di lavoro paterno e un lungo periodo in Piemonte, si è trasferito a Legnano nel 1960.
• A Legnano è diventato "legnanese di adozione" ed era considerato "più legnanese delle legnanesi".
• Attività: Nonostante le origini abruzzesi, Di Lario si è affermato come giornalista, scrittore e studioso di storia Lombarda, dedicandosi intensamente a ricerche sulla storia lombarda e in particolare quella legnanese. La sua intensa attività è stata riconosciuta con il Premio Maiella 2001.
Il contesto in cui Abruzzesi e Molisani vengono discussi è dunque quello della loro integrazione e del loro successo in Lombardia, mantenendo un legame culturale e identitario con le regioni di origine attraverso il Circolo La Maiella.
PE-n1182-Legnano-cena.mp4 - radizionali appuntamenti natalizi della famiglia legnanese nel 2006,
QGLC216-legnano-cena.mp3 - Il brano descrive i tradizionali appuntamenti natalizi della famiglia legnanese nel 2006, evidenziando in particolare la cena degli auguri e la Santa Messa della vigilia, culminando con la consegna dei premi. La cena si è distinta per lo scambio degli auguri e per il dono di un bonsai di albicocco giapponese, simbolo di speranza e rinnovamento della vita, accompagnato da altri omaggi. Un momento centrale è la messa della vigilia, tenuta nella chiesa del Santo Redentore con la partecipazione del coro "de Yamis," che ha arricchito il suo repertorio con un nuovo Padre Nostro composto da don Stefano Varnavà e musicato da Giuseppe Cerelli. Infine, l'occasione è stata propizia per assegnare il premio "Una vita per la famiglia" a Pinuccia Rigiroli e all'asilo parrocchiale dei Santi Magi per il loro costante impegno verso i valori familiari e l'assistenza alle famiglie bisognose.
PE-n1183-cena-auguri.mp4 - Siamo nel 2006. La cena degli auguri, la messa della vigilia e i premi della bontà. I festeggiamenti erano iniziati sabato 2 dicembre con la tradizionale cena dello scambio degli auguri, uno dei momenti più sentiti e partecipati di tutto il calendario sociale. Una serata allegra e ricca di sorprese, come preannunciava il biglietto di invito che tutti i soci avevano ricevuto e che quest'anno, invece del consueto soggetto di arte sacra recava in copertina l'immagine di un albicocco giapponese in versione bonsai. Essendo tale albero il primo a fiorire dopo l'inverno, è considerato di buon auspicio, simbolo cioè della vita che si rinnova e dunque di speranza. Durante la cena il dono da parte della famiglia legnanese a tutti i partecipanti è stato proprio il bonsai dei vivai crespi di Parabiago. A questo maggio si sono aggiunti un calendario artistico riproducente opere di Ettore Falchi, offerto dal centro stampa e un oggetto natalizio offerto dalla carteolibreria Cremonesi. E dopo il cenone degli auguri la famiglia invita i soci al secondo grande appuntamento natalizio, la Santa Messa della vigilia che anche quest'anno tornerà ad essere ufficiata nella bella chiesa del Santo Redentore dal parroco don Giuseppe Prina. Alla stessa presenzieranno il presidente Luigi Caironi con i compagni del direttivo e la regenza della contrada di Legnarello. La celebrazione sarà accompagnata, come tradizione dal coro de Yamis che da anni allieta la messa della vigilia con canti sacri in dialetto legnanese. Il complesso quest'anno ha arricchito proprio repertorio con un nuovo padre nostro. Il brano, spiega Pinuccia Zanzottera Giovanelli, direttrice nel coro a quel tempo, è opera di don Stefano Varnavà, guida della parrocchia milanese di San Francesco e ricercatore di testi antichi. Varnavà è anche autore di un bellissimo volume che raccoglie 305 testi per musica. Il sacerdote non è però l'unica fonte per il coro dei amis. Altri testi, infatti, sono stati scritti dal maestro Giuseppe Cerelli, che ha abitato per tanti anni a Legnano, dove aveva anche aperto un negozio di strumenti musicali e che oggi si è trasferito a Cesano Moderno. La messa della notte di Natale offrirà, come di consueto alla famiglia legnanese l'occasione per conferire Il tradizionale premio Una vita per la famiglia, istituito 10 anni fa per desiderio di un socio che intendeva attraverso lo stesso onorare la memoria dei genitori Ezio e Francesca Colombo e delle zie Rita, Felicita e Giuseppina, Ines e Armida. La scelta viene affidata ogni anno al prevosto monsignor Carlo Galli e ai Probiviri della famiglia legnanese che quest'anno si sono indirizzati verso Pinuccia Rigiroli e l'asilo parrocchiale dei Santi Magi, quello dell'Olmina. Custode, fedele del Palazzo Leone d'Aperego, uno dei monumenti più importanti di Legnano, Pinuccia Rigiroli, è una donna coraggiosa che, nonostante la sua vita piena di dispiacere e difficoltà, ha sempre saputo conservare il sorriso, mantenendosi strettamente ancorata ai valori della famiglia. L'asilo parrocchiale dei Santi Magi ha invece il merito di aver sempre avuto un occhio di riguardo per le famiglie più bisognose e per i bimbi.
PE-n1184-cena-auguri.mp4 - Discuss Cena degli auguri.
La Cena degli auguri (Cena dello scambio degli auguri) è un evento tradizionale della Famiglia Legnanese e rappresenta uno dei momenti più sentiti e partecipati dell'intero calendario sociale dell'associazione.
Dalle fonti emerge una descrizione dettagliata della celebrazione avvenuta nel 2006:
Data e Atmosfera I festeggiamenti, in quell'anno, iniziarono sabato 2 dicembre con la cena tradizionale. La serata era preannunciata come allegra e ricca di sorprese.
Simbolismo e Invito Il biglietto di invito per la cena del 2006 presentava una particolarità: invece del consueto soggetto di arte sacra, recava in copertina l'immagine di un albicocco giapponese in versione bonsai. Tale albero è considerato di buon auspicio perché è il primo a fiorire dopo l'inverno, simboleggiando la vita che si rinnova e, dunque, la speranza.
I Doni Durante la cena, la Famiglia Legnanese ha offerto ai partecipanti alcuni doni:
1. Il Bonsai: Il dono principale da parte della Famiglia Legnanese era proprio il bonsai, fornito dai vivai Crespi di Parabiago.
2. Calendario Artistico: Si aggiungeva un calendario artistico che riproduceva opere di Ettore Falchi, offerto dal centro stampa.
3. Oggetto Natalizio: Infine, un oggetto natalizio era offerto dalla carteolibreria Cremonesi.
Eventi Collegati Dopo la Cena degli auguri, la Famiglia Legnanese invitava i soci a un secondo importante appuntamento natalizio: la Santa Messa della vigilia.
• La Messa tornava ad essere officiata nella chiesa del Santo Redentore dal parroco don Giuseppe Prina.
• Alla celebrazione presenziavano il presidente Luigi Caironi, i compagni del direttivo e la reggenza della contrada di Legnarello.
• L'accompagnamento musicale era affidato al coro de Yamis, che tradizionalmente allieta la Messa della vigilia con canti sacri in dialetto legnanese.
• In tale occasione, il complesso aveva arricchito il proprio repertorio con un nuovo Padre Nostro, opera di don Stefano Varnavà, ricercatore di testi antichi e guida della parrocchia milanese di San Francesco.
Inoltre, la Messa della notte di Natale forniva l'occasione per conferire il tradizionale premio "Una vita per la famiglia". Questo premio, istituito dieci anni prima per onorare la memoria dei genitori (Ezio e Francesca Colombo) e delle zie (Rita, Felicita, Giuseppina, Ines e Armida) di un socio, viene assegnato dal prevosto monsignor Carlo Galli e dai Probiviri della Famiglia Legnanese. Nel 2006, i destinatari furono Pinuccia Rigiroli e l'asilo parrocchiale dei Santi Magi dell'Olmina.
PE-n1185--messa-vigilia.mp4 - Discussione: Messa della vigilia.
La Messa della vigilia (Santa Messa della vigilia) è descritta come il secondo grande appuntamento natalizio della Famiglia Legnanese, che si svolge tradizionalmente dopo la Cena degli auguri.
Dettagli della Celebrazione (riferiti all'anno 2006):
1. Luogo e Ufficiali: La messa si tiene nella bella chiesa del Santo Redentore.
2. Celebrante: È officiata dal parroco, Don Giuseppe Prina.
3. Partecipanti: Presenziano il presidente della Famiglia Legnanese, Luigi Caironi, insieme ai compagni del direttivo e alla Reggenza della contrada di Legnarello.
4. Accompagnamento Musicale: La celebrazione è accompagnata, come da tradizione, dal Coro de Yamis. Questo coro ha la consuetudine di allietare la Messa della vigilia con canti sacri in dialetto legnanese.
Repertorio del Coro:
• Nel periodo di riferimento, il complesso aveva arricchito il proprio repertorio con un nuovo Padre Nostro.
• Questo brano era opera di Don Stefano Varnavà, guida della parrocchia milanese di San Francesco e ricercatore di testi antichi. Don Varnavà è anche autore di un volume che raccoglie 305 testi per musica.
• Altri testi utilizzati dal Coro de Yamis sono stati scritti dal maestro Giuseppe Cerelli, che aveva abitato a Legnano per molti anni (dove aveva anche aperto un negozio di strumenti musicali) e che al tempo si era trasferito a Cesano Moderno.
Conferimento del Premio "Una vita per la famiglia":
La Messa della notte di Natale offre l'occasione alla Famiglia Legnanese per conferire il tradizionale premio "Una vita per la famiglia".
• Istituzione del Premio: Il premio fu istituito 10 anni prima (rispetto al 2006) per desiderio di un socio che intendeva onorare la memoria dei suoi genitori (Ezio e Francesca Colombo) e delle sue zie (Rita, Felicita e Giuseppina, Ines e Armida).
• Selezione: La scelta dei premiati viene affidata ogni anno al prevosto Monsignor Carlo Galli e ai Probiviri della famiglia legnanese.
• Premiati del 2006: In quell'anno, il premio fu assegnato a Pinuccia Rigiroli e all'asilo parrocchiale dei Santi Magi (quello dell'Olmina). La Rigiroli fu scelta come custode fedele del Palazzo Leone da Perego e fu descritta come una donna coraggiosa che, nonostante le difficoltà, ha mantenuto il sorriso e si è mantenuta ancorata ai valori della famiglia. L'asilo, invece, fu premiato per aver sempre dimostrato attenzione verso le famiglie più bisognose e i bambini.
PE-n1186-premi-bonta.mp4 - Discussione Premi della bontà.
Certamente. La discussione sui Premi della bontà (o Premio Una vita per la famiglia) si basa sulle informazioni relative agli eventi sociali della Famiglia Legnanese, in particolare quelli legati alle celebrazioni natalizie del 2006.
Natura e Istituzione del Premio Il premio in questione è il tradizionale "Una vita per la famiglia". Questo riconoscimento è stato istituito dieci anni prima degli eventi narrati nel 2006 (quindi attorno al 1996), per desiderio di un socio specifico. L'intento di questo socio era onorare la memoria dei suoi genitori, Ezio e Francesca Colombo, e delle zie Rita, Felicita, Giuseppina, Ines e Armida.
Momento della Consegna Il premio viene conferito tradizionalmente in occasione della Santa Messa della notte di Natale (o Messa della vigilia) organizzata dalla Famiglia Legnanese. La Messa del 2006, in particolare, tornò a essere officiata nella chiesa del Santo Redentore da don Giuseppe Prina e vedeva la presenza del presidente Luigi Caironi, del direttivo e della reggenza della contrada di Legnarello.
Processo di Assegnazione La scelta dei destinatari del premio "Una vita per la famiglia" è affidata ogni anno al prevosto monsignor Carlo Galli e ai Probiviri della Famiglia Legnanese.
Destinatari del 2006 Per l'anno 2006, la scelta si è indirizzata verso due soggetti:
1. Pinuccia Rigiroli:
-- È descritta come la custode fedele del Palazzo Leone da Perego, uno dei monumenti più importanti di Legnano.
-- Viene esaltata come una donna coraggiosa che, nonostante una vita piena di dispiaceri e difficoltà, ha saputo conservare il sorriso, rimanendo strettamente ancorata ai valori della famiglia.
2. L'Asilo parrocchiale dei Santi Magi dell'Olmina:
-- Questa istituzione ha ottenuto il premio per il suo merito di aver sempre avuto un occhio di riguardo per le famiglie più bisognose e per i bambini.
PE-n1187-Coro-IAmis.mp4 - Discussione: Coro de Iamis.
Il Coro de Iamis è un complesso musicale tradizionalmente associato agli eventi sociali e religiosi della Famiglia Legnanese, in particolare durante il periodo natalizio.
Ruolo e Tradizione
Il coro svolge un ruolo centrale nell'accompagnamento della Santa Messa della vigilia, il secondo grande appuntamento natalizio organizzato dalla Famiglia Legnanese dopo la Cena degli auguri. La loro funzione è quella di allietare la Messa con canti sacri eseguiti in dialetto legnanese.
Composizione e Repertorio
Al tempo del resoconto (2006), la direttrice del coro era Pinuccia Zanzottera Giovanelli.
Il complesso si impegna a mantenere e arricchire il proprio repertorio, tra cui:
1. Nuovo Padre Nostro: Il coro aveva aggiunto al proprio repertorio un nuovo Padre Nostro.
-- Questo brano è opera di Don Stefano Varnavà.
-- Don Varnavà è descritto come guida della parrocchia milanese di San Francesco e ricercatore di testi antichi. È anche autore di un volume che raccoglie 305 testi per musica.
2. Altri Testi: Altri testi utilizzati dal Coro de Yamis sono stati scritti dal maestro Giuseppe Cerelli.
-- Giuseppe Cerelli ha abitato per molti anni a Legnano, città in cui aveva anche aperto un negozio di strumenti musicali. Al momento del resoconto, si era trasferito a Cesano Moderno.
PE-n1188-Famiglia-Legnanese.mp4 - Discussione: Famiglia legnanese.
La Famiglia Legnanese è un'associazione che svolge un ruolo centrale nella vita sociale e culturale di Legnano, specialmente per quanto riguarda il mantenimento delle tradizioni natalizie.
Le fonti si concentrano in particolare sulla descrizione dei suoi principali appuntamenti sociali, con riferimenti specifici agli eventi del 2006:
Il Calendario Sociale e le Tradizioni
Il calendario sociale della Famiglia Legnanese include eventi molto sentiti e partecipati:
1. La Cena degli Auguri
La Cena degli auguri (o Cena dello scambio degli auguri) è l'evento che, tradizionalmente, apre i festeggiamenti natalizi, iniziati nel 2006 sabato 2 dicembre.
• Simbolo di Speranza: L'invito per la cena del 2006 recava in copertina l'immagine di un albicocco giapponese in versione bonsai. Questo albero è considerato di buon auspicio perché è il primo a fiorire dopo l'inverno, simboleggiando la vita che si rinnova e la speranza.
• Doni ai Soci: Durante la cena, la Famiglia Legnanese ha offerto ai partecipanti il bonsai (fornito dai vivai Crespi di Parabiago), un calendario artistico con opere di Ettore Falchi (offerta del centro stampa) e un oggetto natalizio (offerta dalla carteolibreria Cremonesi).
2. La Messa della Vigilia
Il secondo grande appuntamento natalizio è la Santa Messa della vigilia (o Messa della notte di Natale).
• Luogo e Partecipanti: La Messa è tradizionalmente officiata nella chiesa del Santo Redentore da Don Giuseppe Prina. Alla celebrazione partecipano il presidente dell'associazione, Luigi Caironi, i membri del direttivo e la Reggenza della contrada di Legnarello.
• Accompagnamento Musicale: La Messa è allietata, come da consuetudine, dal Coro de Yamis. Questo coro esegue canti sacri in dialetto legnanese. Nel 2006, il coro aveva arricchito il repertorio con un nuovo Padre Nostro, scritto da Don Stefano Varnavà, guida della parrocchia milanese di San Francesco e ricercatore di testi antichi.
Il Premio "Una Vita per la Famiglia" (Premi della Bontà)
La Messa della notte di Natale costituisce l'occasione per la Famiglia Legnanese di conferire il tradizionale premio "Una vita per la famiglia".
• Origine: Il premio è stato istituito dieci anni prima (rispetto al 2006) su desiderio di un socio che intendeva onorare la memoria dei suoi genitori (Ezio e Francesca Colombo) e delle zie (Rita, Felicita, Giuseppina, Ines e Armida).
• Assegnazione: La selezione dei premiati è affidata ogni anno al prevosto monsignor Carlo Galli e ai Probiviri della Famiglia Legnanese.
• Premiati del 2006: I destinatari in quell'anno furono Pinuccia Rigiroli e l'asilo parrocchiale dei Santi Magi dell'Olmina. La Rigiroli fu premiata come custode fedele del Palazzo Leone da Perego e per aver saputo conservare il sorriso e l'ancoraggio ai valori familiari nonostante le difficoltà. L'asilo fu riconosciuto per l'attenzione dimostrata verso le famiglie e i bambini più bisognosi.
Ruolo Culturale
La sede della Famiglia Legnanese funge anche da luogo di ritrovo per eventi culturali legati alla storia locale. Ad esempio, il 16 dicembre 2006, è stato presentato presso la sede un libro curato da Giorgio Di Lario sulla storia della STIE (Società Tramviaria Interprovinciale Elettrica), l'azienda di trasporti pubblici di Legnano.
PE-n1189-Legnano-tram.mp4 - Il brano descrive la storia del collegamento tranviario tra Legnano e Milano
QGLC217-legnano-tram.mp3 - Il brano descrive la storia del collegamento tranviario tra Legnano e Milano, inaugurato il 10 settembre 1880 con una linea a vapore. L'importante servizio di trasporto, inizialmente gestito da una società belga e poi dalla STIE, subì una significativa evoluzione passando dai tram a vapore a quelli elettrici, con un successivo passaggio al trasporto su gomma che perdura ancora oggi. Questo sviluppo riflette i cambiamenti dei tempi, culminando nella soppressione dell'esercizio tranviario nel 1966 e la sua sostituzione con l'autolinea, gestita tuttora dalla stessa società che detiene anche il servizio urbano di Legnano. La storia di questa "gloriosa azienda di trasporti pubblici" è stata infine ricostruita in una pubblicazione del 2006.
PE-n1190-Legnano-Milano.mp4 - Legnano nel 1880 era collegata con Milano con una linea tranviaria a vapore.
Il 10 settembre 1880 Legnano era stata collegata con Milano con una linea tranviaria vapore. Gli sbuffanti convogli attraversavano il comune e raggiungevano la stazione collocata proprio di fronte all'attuale municipio. In un'immagine che risale al 1910 e ci mostra anche un nuovo palazzo comunale appena costruito. La stie subentrata ad una società belga da allora iniziò a gestire questo servizio, poi prolungato fino a Gallerate, Cassano Magnago e Leonate Pozzolo. Questa linea seguì l'evoluzione dei tempi passando con disinvoltura dai tram a vapore a quelli elettrici con la caratteristica per tegetta dal 1915 e poi dalla rotaia al trasporto su gomma con con una continuità che arriva fino ai giorni nostri. La stessa società Stie ha ha in concessione anche il servizio urbano di Legnano. dal 1952. La soppressione dell'esercizio tranviario e la sua sostituzione con l'autolinea è datata il 18 gennaio 1966. La storia di questa gloriosa azienda di trasporti pubblici è stata ricostruita in un libro A cura di Giorgio Di Lario, presentato il 16 dicembre del 2006 nella sede della famiglia legnanese. ?
PE-n1191-linea-tramviaria.mp4 - Discussione: Linea tranviaria.
La discussione sulla Linea tranviaria si basa interamente sulle informazioni relative al collegamento che interessò Legnano e Milano a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Istituzione e Caratteristiche Iniziali
Legnano fu collegata a Milano tramite una linea tranviaria a vapore a partire dal 10 settembre 1880. I convogli, descritti come "sbuffanti," attraversavano il comune. La stazione della linea era situata proprio di fronte all'attuale municipio.
Inizialmente, il servizio fu gestito da una società belga.
Evoluzione e Gestione (STIE)
In seguito, la società STIE subentrò nella gestione di questo servizio di trasporto pubblico.
La linea subì diverse estensioni, venendo prolungata fino a Gallarate, Cassano Magnago e Lonate Pozzolo.
La linea tranviaria seguì l'evoluzione dei tempi, passando con disinvoltura dai tram a vapore a quelli elettrici. Questi tram elettrici presentavano la caratteristica per tegetta a partire dal 1915.
Soppressione e Trasporto Moderno
La linea passò poi dalla rotaia al trasporto su gomma (autolinea), una continuità che perdura fino ai giorni nostri.
La soppressione dell'esercizio tranviario e la sua sostituzione con l'autolinea è datata 18 gennaio 1966.
La STIE detiene anche la concessione per il servizio urbano di Legnano dal 1952.
La storia di questa azienda di trasporti pubblici è stata ricostruita in un libro curato da Giorgio Di Lario, presentato il 16 dicembre 2006.
PE-n1192-trasporti-pubblici.mp4 - Discussione: Trasporti pubblici.
Certamente. Discutiamo dei Trasporti pubblici basandoci sulle informazioni relative alla storica linea tranviaria che collegava Legnano e Milano, e al ruolo della società STIE.
La Linea Tranviaria tra Legnano e Milano
Il contatto di Legnano con Milano tramite un servizio di trasporto pubblico su rotaia ebbe inizio con l'istituzione di una linea tranviaria a vapore.
• Data di istituzione: La linea fu inaugurata il 10 settembre 1880.
• Caratteristiche iniziali: I convogli erano descritti come "sbuffanti" e attraversavano il comune di Legnano.
• Ubicazione della stazione: La stazione terminale era posizionata proprio di fronte all'attuale municipio di Legnano. Un'immagine del 1910 mostra questa stazione accanto al palazzo comunale appena costruito.
• Gestione iniziale: Il servizio fu originariamente avviato e gestito da una società belga.
Evoluzione del Servizio e Ruolo della STIE
Successivamente, la società STIE (Società Trasporti Industriali Elettrici) subentrò nella gestione del servizio.
• Estensioni: La linea fu estesa oltre Legnano, raggiungendo Gallarate, Cassano Magnago e Lonate Pozzolo.
• Transizione tecnologica: La linea si adattò all'evoluzione tecnica, passando dai tram a vapore a quelli elettrici. I tram elettrici adottarono la caratteristica "per tegetta" a partire dal 1915.
La Modernizzazione e la Soppressione
La storia del trasporto su rotaia tra Legnano e Milano si concluse con la transizione al trasporto su gomma:
• Sostituzione del servizio: La linea passò dalla rotaia al trasporto su gomma (autolinea), garantendo una continuità del servizio che prosegue fino ai giorni nostri.
• Data di soppressione: La soppressione dell'esercizio tranviario e la sua sostituzione con l'autolinea avvenne il 18 gennaio 1966.
• Servizio Urbano STIE: La stessa società STIE detiene anche la concessione per la gestione del servizio urbano di Legnano dal 1952.
Documentazione Storica
La storia di questa azienda di trasporti pubblici è stata oggetto di un libro curato da Giorgio Di Lario, presentato il 16 dicembre 2006.
PE-n1193-tram-vapore.mp4 - Discussione: Tram a vapore.
Certamente. Discutiamo del Tram a vapore basandoci sulle informazioni relative alla linea tranviaria che collegava Legnano e Milano.
**Certamente. Discutiamo del Tram a vapore basandoci sulle informazioni relative alla linea tranviaria che collegava Legnano e Milano.
Istituzione del Servizio
Legnano fu connessa a Milano tramite una linea tranviaria a vapore. Questa linea fu inaugurata in data 10 settembre 1880.
Caratteristiche e Percorso
• I convogli erano descritti come "sbuffanti".
• Questi convogli attraversavano il comune di Legnano.
• La stazione terminale della linea era situata proprio di fronte all'attuale municipio di Legnano. Un'immagine risalente al 1910 testimonia la presenza di questa stazione accanto al palazzo comunale appena costruito.
Gestione della Linea
Inizialmente, il servizio del tram a vapore fu gestito da una società belga. Successivamente, la società STIE subentrò nella gestione.
Evoluzione del Trasporto
La linea, nata a vapore, seguì l'evoluzione tecnologica dei tempi, passando "con disinvoltura" dai tram a vapore a quelli elettrici. Questo passaggio avvenne con l'introduzione dei tram elettrici dotati della caratteristica "per tegetta" a partire dal 1915.
La linea, poi estesa per raggiungere località come Gallarate, Cassano Magnago e Lonate Pozzolo, fu infine convertita dalla rotaia al trasporto su gomma (autolinea), con la soppressione dell'esercizio tranviario datata 18 gennaio 1966.
PE-n1194-servizio-urbano.mp4 - Discussione: Servizio urbano.
Il Servizio urbano di Legnano è menzionato specificamente in relazione alla società di trasporti STIE.
La società STIE, che in precedenza gestiva la storica linea tranviaria (prima a vapore e poi elettrica) che collegava Legnano e Milano, detiene anche la concessione per il servizio urbano di Legnano.
Questa concessione per il servizio urbano è attiva dal 1952.
Il servizio di trasporto pubblico gestito dalla STIE, dopo la soppressione dell'esercizio tranviario nel 1966, è passato dalla rotaia al trasporto su gomma (autolinea), garantendo una continuità che, fino ai giorni nostri, comprende anche il servizio urbano.
PE-n1195-soppressione-tram.mp4 - Discussione: Soppressione tram.
Certamente. La discussione sulla Soppressione del tram (o dell'esercizio tranviario) si concentra sulla chiusura della storica linea che collegava Legnano e Milano.
Data e Modalità della Soppressione
• La soppressione dell'esercizio tranviario e la sua definitiva sostituzione con l'autolinea è datata 18 gennaio 1966.
• Questa soppressione segnò la transizione della linea di trasporto pubblico dalla rotaia al trasporto su gomma (autolinea).
Contesto Storico della Linea
La linea tranviaria aveva una lunga storia di servizio, iniziata oltre ottant'anni prima della sua soppressione:
1. Istituzione: La linea originaria a vapore fu inaugurata il 10 settembre 1880. I convogli iniziali erano descritti come "sbuffanti".
2. Evoluzione: Successivamente, sotto la gestione della società STIE (subentrata a una società belga), la linea passò dai tram a vapore a quelli elettrici (con la caratteristica "per tegetta") a partire dal 1915.
3. Continuità del Servizio: Nonostante la soppressione della rotaia, il passaggio al trasporto su gomma ha garantito una continuità del servizio che si estende "fino ai giorni nostri".
La società STIE, che aveva gestito questa linea e le sue estensioni (fino a Gallarate, Cassano Magnago e Lonate Pozzolo), continua anche a detenere la concessione per il servizio urbano di Legnano dal 1952.
PE-n1196-castello-Oldrado.mp4 - Il brano delinea l'ascesa di Oldrado Lampugnani, segretario ducale, e la sua progressiva acquisizione del Castello di Legnano e dei terreni circostanti.
QGLA194-castello-6270-6980.mp3 Oldrado, uomo di potere e precettore di Filippo Maria Visconti, divenne padrone del castello e lo fortificò, dopo aver gradualmente comprato i sedimi e le proprietà della famiglia Crivelli che lo circondavano. Il testo evidenzia il ruolo dei suoi parenti e segretari, in particolare il nipote Cristoforo Lampugnani, uomo di brillante cultura e addottorato in legge, che lo affiancò nelle attività e nelle acquisizioni in condominio fino al suo distacco per la carriera diplomatica. Alla morte di Oldrado, il nipote Giovanni Andrea Lampugnani divenne erede ed esecutore testamentario, prendendo possesso del castello, malgrado l'esistenza di discendenti diretti minori, una scelta testamentaria che rimane un mistero.
PE-n1197-segretario-Oldrado.mp4 - Oldrado Lampugnani e il suo segretario
Oldrado Lampugnani è il suo segretario e Oldrado Lampugnani diviene padrone del castello di Legnano e lo fortifica. Oldrado Lampugnani è il suo segretario. Loddrado, uomo di azione e impegnato completamente nel governo ducale, si creò un affezionato segretario per gli affari suoi personali, nel nipote Cristoforo Lampugnani. Questi era figlio del fratello suo Giovanni che pare fosse rimasto a Pavia dopo il trasfer a Milano dal comune padre dottor in legge Uberto. Anche il Cristoforo era addottorato in legge ed aveva una cultura brillante che soddisfaceva l'Oldrado, il quale se era stato precettore di Filippo Maria Visconti aveva pure una buona cultura, ma a carattere militare. Il Cristofalo rappresentava per Lrado quindi un'energia giovane è uscita da quella stessa cattedra di Pavia, dove prima aveva insegnato con tanto valore l'UBo Padre. Il Cristoforo convive con Lodrado e dal 1420 in avanti diversi acquisti di proprietà sono da loro fatti in condominio perfetto. Il contatto con il Cristoforo aveva con gli ambienti ducali per la sua convivenza con Lodrado e qualche viaggio a Savona che Colui fece nel tempo che questi era governatore di quel marchesato, lo portò a impalmare nel 1430 la marchesa Belida del Carretto del Fu Lazzarino del Marchesi di Savona, stretta parente di quel Corrado del Carretto che da vari anni apparteneva al corpo diplomatico del Duca. La relazione del Duca e dei Lampugnani coi Carretto si conserverà e si estenderà perché ancora nel 1458 Battista Lampugnani, pronipote dell'Oldrado, trovasi come segretario speciale del marchese di Savona. Dopo il matrimonio e con l'entrata sua nei ranghi della carriera governativa, il Cristoforo si stacca di corpo se non di spirito dall'olgrado. Nel 1437 egli è delegato come ambasciatore del Duca presso il marchese di Monferrato con un certo grado di stabilità di dimora, come si apprende da una lettera del marchese stesso al Duca di Savoia. Non avrebbe quindi più potuto essere il pronto e servizievole segretario che era stato negli anni dopo la laurea. In ulteriori atti di acquisto che Lodrado compie si serve infatti di altri parenti fidati che sono il dottore in legge Pietro dampugnano che a stare alla deposizione che sulla sua nascita verrà fatta nel 1478 e va considerato come un suo figlioccio. Giovanni De Cambiago, abitante in Anicco, Cremona, scipione da Casati, abitante a Milano che parroco di San Giovanni alle quattro facce. Poi morto il fratello Mafiolo che, come altrove dicemmo viveva nel maniero di Legnanello, oggi costruito come museo legnanese. Il figlio di Mafiolo Giovanni Andrea andrò a vivere con l'Oldrado e ne divenne segretario e compartecipe negli affari. Con la morte dell'Oldrado il Giovanna Andrea ne diverrà l'erede e l'esecutore testamentario e sulla gloriosa marmorea insegna che Lodrado elevato sull'ingresso del castello, inciderà le sue iniziali G A che ancora oggi vi si leggono a conferma del possesso da lui preso del castello e i relativi beni. Oldrado Lampuniani diviene padrone del castello di Legnano e lo fortifica. Il castello, benché di proprietà dei Visconti Duchi di Milano, era all'alba del 1400 ampiamente contornato, al di là del fossato, da terreni che appartenevano alla famiglia dei nobili crivelli, feudatari di Uboldo, di quella famiglia da da cui un giorno era uscito il papa Urbano II. Ma anche nello stesso perimetro interno del fossato del castello vi erano apparecchi casolari e sedimi che erano ormai di proprietà crivelli, ad essi certamente pervenuti in seguito ai loro imparentamenti coi visconti. Fu anche per tale via che Mafiolo, fratello dell'Oldrado Lampugnani, avendo sposato Nacrivelli, Giovanni, figlia di Galeotto, era già divenuto proprietario di alcuni terreni circostanti al castello. Poco più tardi Olado Lampugnani compera del gruppo dei tre fratelli Renaldo, Bernardo e Giorgio Crivelli, figli di Ludovico, detto Lodrisio, così dice un atto notarile che segna la vendita per 8600 8706 lire, quindi compra un enorme lotto di terre site in gran parte intorno al castello e nel suo perimetro, ma anche altre in territorio di San Vittore, di Canegrate e di San Giorgio per complessive pertiche o 75 parte il mulino che trovasi sotto il castello in territorio di San Vittore. La grande distesa di campi e prati irrigui sita nel piano della piatta valle dell'Olona, nonché le vigne sistemate sulla costa di San Giorgio. È noto che i vigneti abbondavano sulle lievi alture che ancora delineano la Valle dell'Olona intorno a Legnano. Mentre poco avanti Essa si va spegnendo dolcemente nella pianura lombarda. Il documento informa anche dei diversi tipi di uva coltivati, uva vernazzola, uva moscatella ed altre. Dà importanza alle vigne piantate d'uva novella, forse perché ciò assicurava per alcuni anni piantagioni prive di malattia. All'acquisto di una così grande tenuta, lo sdrado non aveva neppure potuto essere presente di persona perché correvano periodi gravi per il Ducato. Come già dicemmo avevo dovuto dare in carico delle pratiche di acquisto all'amico notaio dottor Pietro Lampugnani, figlio del fuorizzardo, da non confondere col dottore in legge Pietro, fratello dellrado e figlio dell'oberto. Brescia era stata conquistata dai veneti comandati dal Carmagnola a Cerrimo nemico dell Egli sentiva rimorso personale e doveva moltiplicare la sua attività per preparare la riscossa. Ma ad onta dell'appuntamento fatto di un forte corpo di 10.000 cavalli e 10.000 fanti che fu lanciato nella primavera che seguì, Brescia rimase ai veneti per due decenni ancora. I consorti Crivelli, venditori di tale proprietà erano i fratelli Rinaldo Bernardo e Giorgio Crivelli del fuovico detto Lodrisio, feudatari di Uboldo, dimmi abitualmente a Milano in porta Vercellina nella parrocchia di San Pietro alla vigna. È intuitivo supporre che essi vendettero tra le loro proprietà ereditate dal padre per poter addivenire alla divisione dopo la morte del fratello bulgaro. La loro genealogia è ri su un grosso volume genealogico che trovasi nella biblioteca di casa Amigazzi in Legnano. L'esame delle coerenze indicate per i vari apprezzamenti fa notare che le pezze erano confinanti con altri beni degli stessi fratelli o di altri consorti, il che è il sintomo di una più lontana origine dei frazionamenti. Troviamo infatti fra i vicini Jacobo e Mafiolo Crivelli fratelli Bartolomeo Crivelli, Galvagno Crivelli, Valentina Crivelli, Ettore Crivelli, Albrizio e Ambrogio Crivelli, fratelli Antonio Crivelli, come si vede una vera legione di Consorti Crivelli, aveva steso i suoi interessi in questa zona, non meno che a Parabo e a Nerviano, come risulta da molte altre fonti. Il loro insediamento nella zona perdurerà attraverso i tempi e sino ai giorni nostri. Nel frattempo avverrà anche qualche incrocio con lampuniani. Una eventuale ricerca sui crivelli potrebbe chiarire ulteriormente la cosa, ma essa ha le sue difficoltà per il notevole tempo che richiederebbe nell'elaborazione preliminare dell'albero genealogico dei gruppi di cui si tratta. Ma ciò che per noi ha interesse è il fatto che lo drado che questo acquisto fa il suo primo passo di circuizione del castello, pur essendo già in possessore sin al 1402 circa la casa Magna di Legnanello, come abbiamo visto, il castello di Legnano, ossia la parte bella di costruzione trecentesca, è dunque in questo momento sempre dai Visconti, signori di Milano, mentre una parte dei suoi sedimi minori che lo attornano è passata all'Oldrado Lampugnani. E l'altra parte di Sedimi è rimasta a proprietà di Galvanio e di Valentina Crivelli che vogliamo ritenere fratelli. La parte dell'Oldrado è certamente la maggiore e si pensa che a lui è passato anche il vallo di fondo del castello e la stadera da 25 braccia. La stadera che poi corrisponde alle nostre bilance a ponte per i carri. Tutto ciò in chiaramente le intenzioni future dell'Oldrado sul castello e perché faranno una decina d'anni quando Filippo Maria Visconti sentirà una volta più di poter premiare l'odrado, gli assegnerà in dono e soldo il castello di Legnano. La parte che Filippo Maria potrà donare è il grande e severo fabbricato trecentesco costruito da Otone Visconti che costituisce La prima metà dell'ala di ponente allodrado aspetterà di prolungare, anzi di raddoppiare tale fabbricato che si svolge da nord a sud con un nuovo tratto di 30 m con vaste sale a soffitti a cassettoni e finestre a biffora nel piano superiore secondo l'elegante stile dell'epoca e andò ad abitarvi per quanto le sue intense occupazioni glielo permettessero. Egli aveva in vero da poco acquistata dai consorti Vismara per 900 fiorini la Domus Magna Legnanelli. Come ripetutamente dicemo e pare che sua madre vi prendesse dimora. Nel 1421 acquistava ancora dagli stessi Vismara un altro pezzo di casa contiguo alla Domus Mania con l'evidente intenzione di arrotondare possesso. Ma quando nel 1426 egli fa il grande acquisto dei sedemi del castello e terreni circostanti, nella Domus Mania resta il fratello Maffiolo, sposato a Giovanna Crivelli e ne fa la propria sede, mentre l'Oldrado si sistema nel castello che poi fortificherà nel 1445. Morto Lolado nel 1460, lasciando erede ed esecutore testamentario, il nipote Giovanni Andrea, figlio del mafiolo anzidetto. Quegli prende possesso del castello. Vivevano in tal momento due abbiatici dell'Oldrado, ambedue di età minore, Giovan Antonio e Oltrado, figli di Marco. Ed è ancora un mistero il perché l'Oldrado che tanto ci teneva a che il castello avesse a restare in possesso dei suoi discendenti diretti maschi, li abbia completamente trascurati, favorendo invece il Giovanni Andrea, se colui convivente è al servizio suo, come si esprime nel testamento stesso, nessuna menzione agli abbiatici né al Marco suo figlio, sebbene figlio spurio, si è fatto nel testamento del 7 gennaio del 1460. Ciò ci è assai oscuro.
PE-n1198-Oldrado-tenute.mp4 - Oldrado Lampugnani acquisì una vasta tenuta e i terreni circostanti il Castello di Legnano
QGLA195-castello-6270-7058.mp3 - Il testo descrive come Oldrado Lampugnani acquisì una vasta tenuta e i terreni circostanti il Castello di Legnano all'inizio del 1400, innescando il suo graduale dominio sulla proprietà. L'acquisto, avvenuto dai fratelli Crivelli, feudatari locali, fu un affare notevole che includeva campi, un mulino e vigneti, segnando il primo passo di Lampugnani per circondare e poi ottenere l'intero castello dai Visconti di Milano decenni dopo. Nonostante le difficoltà politiche del Ducato che gli impedirono di essere presente all'atto notarile, l'acquisizione fu strategicamente importante, culminando con il dono del castello da parte di Filippo Maria Visconti e il successivo ampliamento dell'edificio da parte di Oldrado stesso. Infine, il documento solleva un mistero riguardo la successione di Oldrado, che, alla sua morte nel 1460, lasciò il castello al nipote Giovanni Andrea, figlio del fratello Maffiolo, anziché ai suoi discendenti maschi diretti.
PE-n1199-Oldrado-padrone.mp4 - Oltrado Lampugnani diviene padrone del castello di Legnano e lo fortifica.
Il castello, benché di proprietà dei Visconti Ducchi di Milano, era all'alba del 1400 ampliamente contornato, al di là del fossato, da terreni che appartenevano alla famiglia dei nobili crivelli feudatari di Uboldo, di quella famiglia da cui un giorno era uscito Papa Urbano II. Ma anche nello stesso perimetro interno del fossato del castello vi erano parecchi casolari o sedimi che erano ormai di proprietà dei crivelli, ad essi certamente pervenuti in seguito ai loro imparentamenti coi visconti. Fu anche per tale via che il maffiolo, fratello di Londrado Lampugnani, avendo sposato una Crivelli, Giovanni figlia di Galeotto, era già divenuto proprietario di alcuni terreni circostanti al castello. Poco più tardi Oldrado Lampugnani compera dal gruppo dei tre fratelli Rinaldo, Bernardo e Giorgio Crivelli, figli di Ludovico, detto Lodrisio. Il latto notarile segna la vendita di lire 8706, quindi compera un enorme lotto di terre site in una grande parte intorno al castello e nel suo perimetro. ma altre anche in territorio di San Vittore, di Canegrate e di San Giorgio per complessive pertiche 875. Vi facevano parte un mulino che trovasi sotto il castello in territorio di San Vittore. La grande distesa di campi e prati irrigui siti nel piano della piatta valle dell'Ol, nonché le vigne sistemate sulla costa di San Giorgio. È noto che i vigneti abbondavano sulle lievi alture che ancora delineano la valle dell'Olona intorno a Legnano, mentre poco avanti essa si va spegnendo dolcemente nella pianura lombarda. Il documento informa anche dei diversi tipi d'uva coltivate, uva vernazzola, uva moscatella ed altre. Dà importanza alle vigne piantate d'uva novella. Forse perché ciò assicurava per la alcuni anni piantagioni privi di malattia. All'acquisto di una così grande tenuta, l'Oldrado non aveva neppur potuto essere presente di persona perché correvano periodi gravi per il Ducato. Come già dicemmo, avevo dovuto dare l'incarico delle pratiche d'acquisto all'amico e notaio dottor Pietro Lampugnano, figlio del fu Rizzardo, da non confondere con il dottore in legge Pietro Ello dodrado e figlio di Uberto. Brescia era stata conquistata dai veneti comandati dal Carmagnola, a Cerrimo nemico dello sentiva rimorso personale e doveva moltiplicare la sua attività per preparare la riscossa. Ma ad onda dell'approntamento fatto di un forte corpo di 10.000 cavalli e 10.000 fanti che fu lanciato nella primavera che seguì, Brescia rimase ai veniti. per due decenni ancora. I consorti Crivelli, venditori di tale proprietà erano i fratelli Rinaldo Bernardo e Giorgio Crivelli del fu Ludovico detto Lodrisio, feudatari di Uboldo e dimoranti abitualmente a Milano in porta Vercellina della parrocchia di San Pietro alla vigna. È intuitivo supporre che essi vendessero tali loro proprietà ereditate dal padre. per poter divenire alla divisione dopo la morte del fratello bulghero. La loro genealogia è riportata da un grosso volume genealogico che trovasi nella biblioteca di Casa Ambigazzi in Gregnano. L'esame delle coerenze indicate per i vari apprezzamenti fa notare che le pezze erano confinanti con gli altri beni degli altri fratelli e di altri consorti, il che è sintomo di una più lontana origine dei frazionamenti. Troviamo infatti fra i vicini Jacobo e Mafiolo Crivelli, fratelli, Bartolomeo Crivelli, Galvagio Crivelli, Valentina Crivelli, Ettore Crivelli, Albrizio e Ambrogio Crivelli, fratelli Antonio Crivelli, come si vede, una vera legione di consorti Crivelli aveva steso i suoi interessi in questa zona. Non meno che Aviago e a Nerviano, come risulta da molte altre fonti. Il loro insegnamento nella zona perdurerà attraverso i tempi e sino ai giorni nostri. In frattempo avverrà anche qualche incrocio coi lampugnani. Una eventuale ricerca sui crivelli potrebbe chiarire ulteriormente la cosa, ma essa ha le sue difficoltà per il notevole tempo che richiederebbe l'elaborazione preliminare dell'albero gene dei gruppi di cui si tratta, ma essa ha le sue difficoltà per il notevole tempo che richiederebbe l'elaborazione preliminare dell'albero genealogico dei gruppi di cui si tratta. Ma ciò che per noi ha interesse è il fatto che Lodrado con questo acquisto fa il suo primo passo di circuizione del castello, pur essendo già possessore sin dal 1402 circa della Casa Mania di Legnanello, come abbiamo visto. Il castello di Legnano, ossia la parte bella di costruzione trecentesca, è dunque in questo momento sempre dei Visconti, signori di Milano, mentre una parte dei sedimi minori che lo attornano è passata allrado Lampugnani e l'altra parte di Sedimi è rimasta proprietà di Galvagio e di Valentina Crivelli che vogliamo ritenere fratelli. La parte dell'ondrado è certamente la maggiore se si pensa che a lui è passato anche il vallo di fondo del castello e la stradera da 25 braccia. Tutto ciò indica chiaramente le intenzioni future dell'Oldrado sul castello e perché fra decine d'anni quando Filippo Maria Visconti sentirà una volta più di dover premiare Lodrado e gli assegnerà in dono e soldo il castello di Legnano. La parte che Filippo Maria potrà donare è il grande e severo fabbricato trecentesco costruito da Autone Visconti che costituisce la prima metà dell'ala di ponente. Allodrado aspetterà di prolungare, anzi di raddoppiare tale fabbricato. che si svolge da nord a sud con un nuovo tratto di circa 30 m con vaste sale a soffitti e cassettoni e finestre a biffora nel piano superiore secondo l'elegante stile dell'epoca e andò ad abitarvi per quanto le sue intense occupazioni glielo permettevano. Egli aveva in vero da poco acquistata dai consorti Vismara per 900 fiorini la Domus Magia Legnanelli, come ripetutamente dicebo, e pare che sua madre vi prendesse dimora. Nel 1421 acquistava ancora dagli stessi Vismara un altro pezzo di casa contiguo alla Domus Mania, con l'evidente intenzione di arrotondare il possesso. Ma quando nel 1426 egli fa il grande acquisto dei sedimi del castello e terreni circostanti della Domus Mania resta il fratello mafiolo sposato a Giovanna Crivelli e ne fa la propria sede, mentre l'Oldrado si sistema nel castello che poi fortificherà nel 1445. Morto Londrado del 1460, lasciando erede ed esecutore testament Il nipote Giovanni Andrea, figlio del mafiolo Anzidetto. Quegli prende possesso del castello. Vivevano in tal momento due abbiatici dell'Oldrado, ambedue di età minore, Giovanna Antonio e Oldrado, figli di Marco. Ed è ancora mistero il perché Loldrado, che tanto ci teneva a che il castello avesse a restare in possesso dei suoi discendenti diretti maschi li abbia completamente trascurati, favorendo invece il Giovanni Andrea, se colui convivente è al servizio suo, come si esprime nel testamento stesso, nessuna menzione agli abbiatici né al Marco suo figlio, sebbene figlio spurio è fatta nel testamento del 7 gennaio del 1460. Ciò ci è Assai oscuro.