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redigio.it, in rete con i suoi podcast, è un'iniziativa di Giorgio Redigonda, un appassionato di storia locale e cultura generale di Legnano.I suoi podcast si concentrano principalmente su:Storia locale di Legnano e del territorio circostante.Cultura generale, spesso con un focus sul territorio lombardo. Occasionalmente, pubblica anche audiolibri in dialetto lombardo.Puoi trovare i suoi podcast su diverse piattaforme, tra cui il suo sito web http://www.redigio.it/ e altre piattaforme di distribuzione di podcast.

 

 

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th900-1QGLD180-beltrame-restelli.mp3Questo brano audio presenta l'inaugurazione di una mostra dedicata alla Prima Guerra Mondiale, focalizzandosi sulle illustrazioni di Achille Beltrame per la "Domenica del Corriere". L'Associazione Nazionale Decorati Medaglia d'Oro Mauriziana Nastro Verde organizza questa mostra itinerante, che mira a far conoscere alle nuove generazioni gli eventi del conflitto e il talento di Beltrame nel raffigurarli vividamente. Le illustrazioni, spesso realizzate senza ausilio fotografico, servivano a rassicurare l'opinione pubblica italiana e a sostenere lo sforzo bellico, mostrando una visione eroica della guerra, priva delle sue bruttalità più crude.
 
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th901-QGLD642-1919-notizie.mp3 - Questo testo da "th901-QGLD642-1919-notizie.mp3" offre uno sguardo sulle notizie e sugli eventi del 1910 in Italia, focalizzandosi su diversi aspetti della vita sociale e culturale. Vengono descritti l'entusiasmo per gli sport come l'ippica e le corse ciclistiche, sottolineando la crescente popolarità di quest'ultime rispetto al primo. Il testo esplora anche feste e tradizioni popolari, come la singolare celebrazione di Sant'Antonio a Napoli, e celebrazioni più istituzionali come il Natale di Roma, evidenziando il sentimento nazionalistico associato. Infine, presenta eventi di rilievo come l'inaugurazione di istituzioni benefiche a Milano e la benedizione di nuove campane per il campanile di San Marco a Venezia, dimostrando un mix di eventi storici, sociali e culturali che hanno caratterizzato l'anno.
 
th902-Legnano-fonderia.mp4
th902-QGLD290-legnano-fonderia.mp3 - Questo testo narra della casuale riscoperta di un'antica fonderia a Legnano, i cui resti sono emersi durante lavori su un vecchio edificio. Si trattava della fonderia Fratelli Weeker U e C e R, attiva già alla fine del XIX secolo e successivamente assorbita da un'officina meccanica. Documenti dell'epoca indicano la società Weeker e Curti, specializzata nella fusione e tornitura di metalli e nella produzione di componenti per rubinetteria, con una ventina di operai tra la fonderia e la rubinetteria.
 
th903-discendenti-Manzoni.mp4
th903-QGLD184-discendenti-manzoni.mp3 - Questo estratto racconta la storia di Cesare Alessandro Achille Manzoni, un ingegnere che vive nella zona di Legnano e che si scopre essere un discendente del famoso scrittore Alessandro Manzoni. Il testo ne traccia l'albero genealogico, soffermandosi su suo bisnonno Alessandro e il figlio di questi, Enrico, che nonostante le difficoltà economiche fu molto amato dal padre. Pur non avendo ereditato il talento letterario dell'illustre antenato, Cesare Manzoni e la sua famiglia conservano con cura importanti cimeli appartenuti allo scrittore, come un'edizione de I Promessi Sposi con dedica autografa, dimostrando un forte attaccamento alle memorie di famiglia e alla figura del grande Manzoni.
 
th904-industrie-Rotondi.mp4
th904-QGLD226-industrie-rotondi.mp3 - Questo brano narra la storia della Fratelli Rotondi, un'azienda di Legnano specializzata nella produzione di macchine di misura. Fondata nel 1943 dai fratelli Ettore e Pierino Rotondi, l'azienda ha attraversato 65 anni di attività, crescendo e adattandosi ai cambiamenti tecnologici e di mercato, passando dalla produzione iniziale di strumenti ottici ed elettronici alle attuali macchine tridimensionali. La testimonianza di Giovanni Rotondi, figlio di Pierino e dirigente attuale, insieme ai membri della famiglia e alla vedova di Ettore, Idelma Ciapparelli, sottolinea l'importanza del legame familiare e l'evoluzione che ha portato l'azienda a esportare i suoi macchinari in settori industriali diversificati e in tutto il mondo, inclusi mercati emergenti. La capacità di personalizzare i macchinari per soddisfare le esigenze dei clienti è un punto chiave della loro longevità e successo.
 
th905-piazza-redentore.mp4
th905-QGLD185-piazza-redentore.mp3 - Questo passaggio descrive l'inaugurazione di una fontana monumentale nella piazza della chiesa del Redentore a Legnano, avvenuta il 20 giugno 1958. La fontana, concepita e disegnata dal capitano Emilio Guidi, fu realizzata con il sostegno della contrada di Legnarello per commemorare le loro prime quattro vittorie al Pallio. Simboleggiando il legame con la contrada e la storia locale, i suoi lati recano simboli e le date delle vittorie, e la sua costruzione fu resa possibile in gran parte grazie alla generosità di Carlo Mochetti. L'evento, officiato dal parroco e con la partecipazione di diverse autorità, celebrava il valore della contrada e la sua opera come memoria permanente.
 
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th906-QGLD186-chiesa-madonnagrazie.mp3 - Questo brano descrive la storia e l'importanza del Santuario della Madonna delle Grazie a Legnano, evidenziando la sua origine da una miracolosa apparizione a due bambini sordomuti nel 1600. Si narra la crescita del santuario da piccola cappella a grande chiesa grazie alla devozione popolare e al contributo di artisti rinomati, come Richini, per la sua struttura e decorazione con importanti affreschi e dipinti. Infine, si sottolinea l'attuale necessità di urgenti lavori di restauro, in particolare al tetto, per preservare l'edificio e le preziose opere d'arte al suo interno.
 
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th907-QGLD188-ferramenta-prandoni.mp3 - Questo estratto celebra due importanti ricorrenze: gli 80 anni di Vittorio Prandoni, titolare della Ferramenta Prandoni, e i 115 anni di attività del negozio stesso, situato in Piazza del Popolo a Legnano. Il testo evidenzia la dedizione pluridecennale di Vittorio al commercio e sottolinea come la ferramenta, fondata dal nonno nel 1899, sia diventata un vero e proprio punto di riferimento per la città, offrendo un vasto assortimento di prodotti e un servizio esperto. Viene menzionato anche il riconoscimento ricevuto da Confcommercio e l'importanza storica del negozio, che ha attraversato generazioni e crisi economiche.
 
th908-giornali-Ginetto.mp4
th908-QGLD189-giornali-ginetto.mp3 - Questo brano narra la longeva storia della rivendita di giornali della famiglia Lodini a Legnano, iniziata nel 1939 con Aldo e Giuseppina, e l'evoluzione dell'attività che, oltre alla carta stampata, offriva un'ampia varietà di prodotti. Viene enfatizzata l'importanza di Luigi, detto Ginetto, che con la sua profonda conoscenza della città, amore per la storia locale e passione per il dialetto legnanese ha reso il negozio un vero punto di riferimento e un luogo di incontro per la comunità. La cordialità e la simpatia di Ginetto, pur essendo ora il figlio Guido a gestire l'attività, continuano a rappresentare il cuore di questo storico esercizio commerciale.
 
th909-QGLD190-sindaco-poggi.mp3 -
th909-sindaco-Poggi.mp4Questo passaggio descrive la scomparsa di Giuseppe Poggi, una figura importante per la città di Legnano, avvenuta nel 2014 all'età di 83 anni. Il testo ne delinea la carriera politica, ricordando il suo breve mandato da sindaco alla fine degli anni '70, i suoi ruoli di consigliere e assessore per molti anni, e la benemerenza civica ricevuta. Viene sottolineata anche la sua professione di medico ginecologo e primario ospedaliero, insieme al suo coinvolgimento in diverse realtà cittadine come il Rotary Club e il mondo del Palio e del calcio locale. La cerimonia commemorativa in suo onore e il cordoglio della comunità concludono il ricordo di questo uomo poliedrico che ha lasciato il segno nella storia di Legnano.
 
th910-Grassini-scomparso.mp4
th910-QGLD191-grassini-scomparso.mp3 - Questo brano di www.redigo.it racconta la storia di Enrico Grassini, scomparso all'età di 81 anni a fine 2013. Era una figura molto conosciuta a Legnano per la sua attività commerciale nel settore ortopedico, iniziata con i genitori e sviluppata con successo nel tempo, grazie anche all'aiuto della famiglia. Oltre all'imprenditoria, Grassini era attivo nella vita sociale e associativa del territorio, in particolare legata al Palio di Legnano, dimostrando un forte legame con la comunità.
 
th911-iamis-natale.mp4
th911-QGLD192-iamis-natale.mp3 - Questa fonte parla delle attività natalizie del gruppo folkloristico degli Amis nel 2013 e 2014, concentrandosi sulla loro partecipazione musicale in dialetto durante le messe tradizionali. Vengono menzionate le loro esibizioni alla messa della vigilia di Natale e dell'Epifania, e un'ulteriore opportunità alla messa dei Santi Martiri dove hanno presentato il loro repertorio natalizio. Questo evento ha incluso anche la benedizione di una statuina di Gesù bambino tipica delle comunità sudamericane, vista come un buon auspicio per l'anno nuovo.
 
th912-QGLD193-via-parini.mp3
th912-via-parini.mp4 - Questo brano annuncia che il comune di Cerro Maggiore ha deciso di dedicare una via a Ernesto Parini, un importante autore locale. Vengono sottolineati i suoi legami con il territorio, sia come imprenditore che come artista, con una particolare enfasi sulla sua prolificità come poeta in dialetto legnanese. Il testo menziona i suoi numerosi riconoscimenti e la sua opera più celebre, la canzone "Me Carlan", diventata l'inno di Legnano, concludendo con un breve esempio dei suoi versi.
 
th913-patente-Legnano.mp4
th913-QGLD194-patente-legnano.mp3 - Questo brano racconta come Legnano fu elevata al rango di città nel 1924 grazie a un decreto reale firmato da Vittorio Emanuele II e controfirmato da Mussolini, il quale lo consegnò personalmente. Il 1924 fu un anno significativo per Legnano, segnato anche da eventi importanti come l'inaugurazione di un sanatorio con la presenza della regina Margherita e l'apertura del primo tratto dell'autostrada Milano-Laghi. Il testo menziona anche un volume pubblicato nel 1984 per commemorare il 60° anniversario, volto a rendere accessibile la storia di Legnano.
 
th914-Fiat-Zero.mp4
th914-QGLD195-fiat-zero.mp3 - Questo estratto descrive la Fiat Zero, presentata nel 1912 come la prima utilitaria italiana, nonostante il suo motore sembrasse grande rispetto agli standard odierni, era considerato piccolo confrontato alle auto di lusso dell'epoca. La vettura, prodotta fino al 1915 in circa 2000 esemplari, fu un discreto successo che portò a un abbassamento del prezzo e offriva interni in pelle e soluzioni tecniche innovative come i parafanghi monopezzo. Il testo accenna anche al crescere del traffico automobilistico e ai tentativi iniziali di migliorarne la sicurezza, confrontando la situazione italiana con quella più avanzata di Londra e menzionando altre automobili contemporanee di lusso e da corsa per dare un contesto al panorama automobilistico del tempo.
 
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th915-QGLD196-corriere-piccoli.mp3 - Questo passaggio narra la storia del Corriere dei Piccoli, un innovativo giornale per bambini lanciato nel 1908 dall'impero editoriale di Luigi Albertini. Si evidenziano le strategie di Albertini nel costruire la sua azienda, il successo del Corriere della Sera, e la scelta vincente di Silvio Spaventa Filippi come direttore del nuovo periodico. Il testo sottolinea l'importanza dei fumetti americani e delle collaborazioni prestigiose nel rendere il "Corrierino" il giornale per bambini per eccellenza in Italia.
 
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th916-vetture-Regina.mp4 - Questo estratto narra un incidente automobilistico che coinvolse la Regina Margherita, una appassionata automobilista, durante un viaggio. La sua auto urtò contro delle barriere di pietre collocate deliberatamente sulla strada, rischiando di capovolgersi, un vero miracolo che ciò non accadde. Si scoprì che le barriere erano state erette da alcuni contadini come forma di dispetto contro gli automobilisti che spaventavano il loro bestiame. L'evento fu interpretato come un attentato del misoneismo, ovvero l'avversione al nuovo, contro le conquiste dell'automobilismo trionfante, piuttosto che un tentativo di colpire la sovrana.
 
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th917-QGLD198-Milano-varese.mp3 - Questo estratto descrive l'inaugurazione della Milano-Varese il 21 settembre 1924, riconosciuta come la prima autostrada al mondo, un primato italiano attribuito all'ingegner Pietro Puricelli. L'idea rivoluzionaria era creare una strada esclusiva per autovetture, priva di incroci e traffico lento, finanziata tramite un pedaggio, sul modello delle ferrovie. Viene sottolineato come questa innovazione abbia stimolato la produzione automobilistica e lo sviluppo economico, anticipando le autostrade americane e tedesche, anche se la piena motorizzazione italiana fu ostacolata dall'arretratezza economica generale.
 
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th918-QGLD200-Martiri-anauniani.mp3 - Questo estratto descrive la storia e i recenti restauri della Chiesa dei Santi Martiri a Nao Uniani in occasione del suo centenario nel 2010. Il testo evidenzia il profondo legame della chiesa con la Battaglia di Legnano e il ruolo attribuito ai santi martiri cristiani nella vittoria. Si dettagliano i lavori di costruzione, la dedicazione ai santi le cui reliquie sono legate ad Ariberto da Intimiano, e si illustrano i significativi interventi di restauro che hanno recuperato e valorizzato elementi architettonici e artistici, come il soffitto ligneo e gli affreschi. Vengono inoltre menzionati i festeggiamenti in programma per celebrare l'anniversario.
 
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th919-QGLD201-museo-civico.mp3 - Il Museo Civico di Legnano, inaugurato nel 1928, ha una storia unica, essendo stato ricostruito utilizzando materiali da una residenza storica del X secolo. Intitolato in seguito al suo fondatore, l'archeologo Guido Sutermeister, il museo conserva ed espone reperti che spaziano dall'età del bronzo al periodo medievale, inclusi oggetti provenienti da scavi locali e importanti donazioni. Tra le acquisizioni significative, spicca la preziosa collezione Sala, composta da antichi manufatti, principalmente vasellame, donata al museo grazie all'impegno di un'associazione privata. Ospitava inoltre il noto trittico della battaglia di Legnano di Gaetano Previati, ora trasferito al Castello Visconteo, e continua ad ampliare i suoi percorsi espositivi con materiali precedentemente conservati.
 
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th920-QGLD207-lavanderia-olona.mp3 - Questo estratto racconta la storia di una lavanderia a conduzione familiare vicino al fiume Olona, gestita dai nonni dell'autrice, i Lorenzini, soprannominati "Milanesi". Il brano descrive la vita quotidiana dell'attività, dal ritiro della biancheria con il carro al lavaggio a mano sulle rive del fiume, e il contrasto tra il duro lavoro e i semplici piaceri della vita come i pranzi familiari e le tradizioni natalizie. Infine, riflette sulla fine di un'epoca con l'avvento delle lavatrici, il declino del fiume Olona e i cambiamenti nel paesaggio circostante.
 
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th921-QGLD208-dialetto-parini.mp3 - Questo estratto discute gli sforzi della famiglia legnanese per preservare e promuovere il dialetto legnanese, evidenziando la sua importanza culturale. Viene menzionato il poeta locale Ernesto Parini e la sua dedizione alla poesia vernacola, celebrata con un riconoscimento speciale. Il testo sottolinea il contributo determinante di questa associazione attraverso pubblicazioni, come un vocabolario dialettale molto apprezzato, e iniziative volte a riscoprire e conservare l'idioma locale per le generazioni future. Nonostante la percezione di un interesse limitato per il dialetto tra i legnanesi stessi, la famiglia legnanese continua a sostenere la sua vitalità attraverso diverse attività culturali.
 
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th922-QGLD213-ferrovia-treni.mp3 - Questo brano, tratto da una registrazione audio, celebra il progresso e la centralità del treno nei primi anni del '900, in un'epoca in cui raggiungeva un milione di chilometri di binari globali, con gli Stati Uniti in testa e l'Italia all'undicesimo posto, pur avendo visto un'espansione significativa della propria rete ferroviaria, dai 2200 km del 1860 ai quasi 17000 km del 1911. Sebbene i costi delle carrozze e il peso dei treni siano aumentati, le tariffe di viaggio si sono dimezzate, rendendo il treno il mezzo di trasporto principale per gli spostamenti a lunga distanza, nonostante occasionali disavventure e incidenti, che vengono però presentati come meno pericolosi rispetto al traffico cittadino, come dimostrato da statistiche e aneddoti personali. L'esposizione internazionale di Torino del 1911, che celebrava i 50 anni dell'unità d'Italia, testimoniava l'importanza del settore, con stand ferroviari tra i più visitati e l'Italia all'avanguardia nella progettazione di locomotive veloci, sebbene la grandezza delle stazioni, come la Grand Central di New York (ancora in costruzione), prefigurasse una nuova era di infrastrutture imponenti e servizi dedicati ai viaggiatori, con l'ingegnosità umana che si manifestava anche in invenzioni per misurare la velocità e in curiosi record legati al mondo ferroviario, tra cui la locomotiva più saporita e il ferroviere più fortunato.
 
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th923-QGLD215-erasmo-vino.mp3 - Questo testo esplora la storia della viticoltura a Legnano, concentrandosi in particolare sul vino di Sant'Erasmo. Si cita un ospitale con una vigna isolata vicino all'omonima chiesa, e si menziona come il vino locale, descritto come un "vinello aspro", fosse apprezzato fin da tempi antichi. Nonostante il declino dovuto all'industrializzazione, alcune vigne sopravvissero, e il vino di Sant'Erasmo, pur con il suo sapore asprigno, fu ricordato e persino imbottigliato con etichette speciali nel 1955 per sostenere la contrada.
 
th924-Nicula-Emilian.mp4
th924-QGLD216-nicula-emilian.mp3 - Questo testo commemora l'improvvisa scomparsa dell'artista Emilian Nicola nel dicembre 2010, evidenziando la sua profonda connessione con la città di Legnano e il suo notevole talento nell'ambito dell'arte sacra. Nato in Romania e costretto a diventare pittore di chiese, la sua carriera ha abbracciato la pittura di icone, l'arte grafica e soprattutto i grandi dipinti murali per chiese, distinguendosi per la sua maestria nell'elaborazione dei temi sacri e storici. Il testo ripercorre la sua presenza in Italia dagli anni '90, concentrandosi sui suoi numerosi e importanti interventi nelle chiese legnanesi e lodando la sua capacità di fondere l'iconografia bizantina con l'arte europea meridionale in un linguaggio pittorico essenziale.
 
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th925-Suor-Elisabetta.mp4 - Questo passaggio descrive la morte di Suora Elisabetta, la superiora del monastero di clausura delle Carmelitane Scalze di Legnano, avvenuta il 24 febbraio 2004. Viene ricordata la sua serenità nonostante la malattia e il suo spirito di servizio verso le consorelle e chiunque le chiedesse consiglio, offrendo sempre parole di conforto e speranza basate sul Vangelo. Il testo menziona la sua lunga permanenza nel convento, i suoi incarichi come priora e maestra delle novizie, e il suo ruolo di presidente di un'associazione che riuniva nove monasteri del Nord Italia, evidenziando quanto fosse amata e stimata non solo all'interno della comunità, come dimostrato dalla grande partecipazione al suo funerale.
 
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th926-QGLD224-cinema-teatro.mp3 - Questo brano descrive la storia del cinema teatro di Legnano, inaugurato nel gennaio del 1929 in Piazza 4 Novembre come la prima struttura moderna e completa del suo genere nella città. Dettaglia il progetto e la costruzione dell'edificio, menzionando gli ingegneri e le imprese coinvolte. Il testo fornisce anche informazioni sulla capienza della sala e sul palcoscenico con il golfo mistico, terminando con la nota che nel 2004 il teatro era chiuso.
 
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th927-QGLD225-personaggi-crespi.mp3 - Questo estratto narra la storia di Enrico Crespi, un abile artigiano meccanico e ingegnoso inventore originario di Legnano. Dopo aver studiato all'Istituto Tecnico, ha avviato una propria officina meccanica nel 1952, specializzata nella produzione di macchinari industriali. Nonostante la chiusura dell'officina negli anni '90, il suo spirito inventivo è rimasto vivo, come dimostra la creazione del "Ciclo Carrello". Inoltre, la sua profonda connessione con il territorio si manifesta nel suo ruolo di sovrintendente della Chiesetta di San Bernardino.
 
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th928-QGLD227-iamis-mantovani.mp3 - Questo estratto racconta di un evento svoltosi il 4 febbraio 2007 presso la casa di riposo Mantovani, dove il gruppo folkloristico Yamis si è esibito rallegrando gli anziani e gli ospiti. Tra i presenti c'era Rossella Bosi Berlusconi, che ha donato offerte all'associazione Milano Amica a sostegno degli anziani soli. L'evento ha incluso danze, canti e una telefonata a sorpresa di Silvio Berlusconi, dimostrando il successo e l'apprezzamento per l'esibizione. Infine, l'articolo annuncia una futura esibizione degli Yamis a Gorla Minore per celebrare la Festa della Donna e commemorare un poeta locale.
 
th929-Legnano-piazza.mp4
th929-QGLD228-legnano-piazza.mp3 - Questo passaggio descrive la storia e le trasformazioni di una piazza centrale a Legnano, evidenziandone i diversi nomi nel corso del tempo e il suo ruolo come cuore pulsante della città. Si sofferma sui cambiamenti nel suo aspetto e arredo, da semplice spazio di incontro a sede di mercato, fino all'installazione di aiuole e una fontana, e menziona come la piazza sia stata teatro di vari eventi importanti, sia tristi che festosi. Curiosamente, prima di diventare piazza, il luogo era un cimitero del borgo, e le recenti trasformazioni, come la costruzione di un centro parrocchiale e un nuovo arredo urbano, hanno suscitato sia perplessità che consensi.
 
 
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th930-QGLD237-aziende-guerini.mp3 - Il brano narra la storia della Guerini e C., un'azienda del legnanese con oltre ottant'anni di attività nel settore delle coperture stradali e dei sistemi di impermeabilizzazione. Partendo dalle origini negli anni '20, con i fondatori Giuseppe Guerini e poi Giulio Riva, il testo sottolinea come l'impresa si sia sviluppata di pari passo con la crescita industriale e urbanistica dell'Alto Milanese, realizzando lavori stradali importanti e sperimentando nuove tecniche. Oggi, l'azienda è gestita dalla famiglia Riva e, pur abbracciando la tecnologia, mantiene una forte connotazione familiare e la serietà come tratti distintivi.
 
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th931-QGLD239-libri-parabiago.mp3 - Questo estratto presenta un volume pubblicato dal Comune di Legnano nel 2004, curato dal professor Egidio Gianazza, che si concentra sulla battaglia di Parabiago del 1339, un sanguinoso scontro tra Lodrisio Visconti e suo cugino Azzone per il controllo di Milano. Il testo sottolinea la ferocia della battaglia, vinta dai milanesi grazie, secondo la tradizione, al miracoloso intervento di Sant'Ambrogio. Il libro di Gianazza riproduce un manoscritto del 1700 di padre Claudio Cavalero e rappresenta un importante contributo alla memoria storica della città di Parabiago.
 
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th932-QGLD240-legnano-sindacato.mp3 - Questo estratto racconta la complessa storia delle lotte sindacali e politiche a Legnano nei primi decenni del XX secolo, fino all'ascesa del fascismo. Si evidenziano le agitazioni operaie per migliori salari e condizioni di lavoro, spesso guidate dai socialisti, e la crescente opposizione tra le forze di sinistra e i nascenti gruppi fascisti. Il testo descrive come i fascisti, inizialmente deboli a Legnano, abbiano gradualmente rafforzato la loro posizione, anche grazie al sostegno degli industriali, culminando nell'occupazione del municipio e nell'instaurazione di un'amministrazione fascista, nonostante la forte resistenza antifascista iniziale della città.
 
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th933-QGLD241-1931DC-notizie.mp3 - Questo testo del 1931 racconta una serie di eventi notevoli e spesso catastrofici. Si apre con il trionfo dell'aviazione, in particolare la traversata atlantica di Italo Balbo, una figura di spicco del regime fascista, enfatizzandone il successo propagandistico. Prosegue poi descrivendo calamità naturali e incidenti in diverse parti del mondo, tra cui l'eruzione di un vulcano a Sumatra, un incendio a Napoli causato da fuochi d'artificio, una tempesta ciclonica a Palermo che ha provocato inondazioni e il crollo di un ponte, un terremoto in Macedonia che ha distrutto migliaia di case e una violenta mareggiata in Liguria, offrendo uno spaccato drammatico degli eventi che hanno segnato l'anno.
 
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th934-QGLD242-1931DC-notizie.mp3 - Questo estratto audio del 1931 offre una panoramica eclettica di notizie dall'Italia e dal mondo. Vengono evidenziati gli sforzi industriali per sfruttare i soffioni boraciferi in Toscana per l'energia, le promozioni sportive del regime in Italia con un focus su calcio e ciclismo, e una serie di curiosi eventi internazionali che vanno dalle gare di tiro con l'arco femminile in Italia e Germania ai concorsi di cucina in Ungheria, fino a incidenti divertenti in saloni di bellezza americani e un episodio di nudismo in Italia. Il testo cattura lo spirito dell'epoca attraverso aneddoti vari e spesso sorprendenti.
 
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th935-QGLD248-personaggi-proverbio.mp3 - Questo passaggio da www.redigo.it narra la storia di Beniamino Proverbio, un musicista e compositore di Legnano noto per aver composto un concerto in occasione dell'inaugurazione del monumento alla battaglia locale nel 1900. Proverbio fu anche l'autore di una composizione per pianoforte chiamata "Season" pensata per una nuova danza, dedicata all'amico ingegnere Leopoldo Sconfietti. Quest'opera ottenne grande successo, tanto da essere pubblicata da Ricordi e includere raffigurazioni della danza e dei ballerini.
 
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th936-QGLD249-legnano-evoluzione.mp3 - Questo estratto da una registrazione audio presenta le osservazioni dello scrittore Roberto Mandel sull'evoluzione di Legnano dal dopoguerra all'era della ricostruzione. Mandel documenta la trasformazione della città da centro agricolo a industriale e residenziale, pur notando come i legnanesi abbiano mantenuto fedeltà alle antiche tradizioni. La città è descritta come inizialmente modesta ma in seguito caratterizzata da un "impeto rinnovatore" che porta a miglioramenti urbanistici ed economici, riflettendo la "risoluta volontà concorde" dei suoi abitanti dediti all'operosità e all'ordine. L'autore sottolinea come l'anima di Legnano risieda nei suoi cittadini e nei valori che li uniscono, piuttosto che nella mera crescita edilizia, evidenziando l'orgoglio sereno per il benessere raggiunto grazie al lavoro e al risparmio.
 
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th937-QGLD263-imprese-bertolini.mp3 - Questo estratto presenta l'impresa Bertolini, un'azienda di Legnano con oltre mezzo secolo di storia, che si distingue nel campo delle verniciature, restauri e decorazioni di prestigio. Il successo dell'azienda si basa sulla precisione, serietà e puntualità, riflettendo un profondo rispetto verso il cliente. Tra i numerosi lavori di qualità realizzati, spiccano il restauro di Villa Juker e gli interventi su edifici pubblici come il Palazzo Malinverni. L'attività, iniziata nel 1951 con allestimenti pubblicitari, si è evoluta fino a specializzarsi in finiture di pregio, operando da una moderna sede in via Petrarca.
 
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th938-QGLD270-personaggi-tirinnanzi.mp3 - Questo passaggio celebra l'assegnazione del premio Piazza Mercanti a Talisio Tirinnanzi, proprietario della Giuseppe Tirinnanzi Spa di Legnano. Il riconoscimento, conferito dalla Camera di Commercio di Milano, premia gli imprenditori che contribuiscono alla crescita competitiva dell'economia milanese attraverso il loro lavoro e impegno. L'azienda, fondata nel 1919 e specializzata in guarnizioni e minuteria idraulica, è stata premiata per la sua capacità di innovazione e per la sua cultura aziendale basata su solide relazioni con fornitori, clienti e dipendenti.
 
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th939-QGLD278-ponte-cinquecento.mp3 - Riepilogo
Il brano racconta la storia della Fiat 500, iniziando dalla sua difficile accoglienza iniziale dovuta all'aspetto spartano e al prezzo non del tutto convincente. Nonostante lo scetticismo di giornalisti e pubblico, e le perplessità legate alla sua novità rispetto alla più grande 600, la Fiat apportò rapidi miglioramenti, offrendo rimborsi e potenziamenti gratuiti ai primi acquirenti, il che contribuì a cambiarne la percezione. La 500 divenne un enorme successo, rappresentando un quarto del parco auto nazionale e trasformando le abitudini degli italiani, facilitando la motorizzazione e il turismo del weekend e dei "ponti" grazie anche al contemporaneo sviluppo della rete autostradale.
 
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th940-QGLD289-ospedale-archivio.mp3 - Questo brano descrive la creazione di un archivio storico presso l'Ospedale di Legnano, un'iniziativa volta a colmare la precedente mancanza di documentazione organizzata nonostante oltre un secolo di attività. La formazione dell'archivio è stata stimolata dalla proposta dello scrittore Giorgio Di Lario e ha comportato il riordino e la classificazione di materiale sparso, oltre all'acquisizione di documenti da altre istituzioni, rendendolo consultabile sia per l'uso interno che per studiosi esterni. L'archivio comprende documenti, fotografie e verbali storici, organizzati in fascicoli e cartelle per facilitarne la ricerca, e include atti significativi relativi all'evoluzione amministrativa e alla storia dell'ospedale.
 
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th941-parolacxce-milanesi.mp3 - Questo estratto esplora alcune colorite e spesso offensive parolacce e insulti del dialetto milanese. Vengono spiegate le origini e gli usi di termini come "Navascia" (un carro per i rifiuti, usato per offendere persone corpulente), "Nega signor" (spergiuro/bugiardo) e "Rugnoso" (una persona brontolona o con la scabbia). Il testo evidenzia come queste espressioni spesso si riferiscano a difetti fisici, morali o comportamentali, estendendosi talvolta a categorie di persone considerate spregevoli, come prostitute o imbroglioni. L'obiettivo è mostrare la ricchezza e la vena dispregiativa insita in certe espressioni popolari milanesi.
 
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th942-intervista-Leonardoi.mp4 - Questo testo è una trascrizione di un'intervista immaginaria a Leonardo da Vinci, che esplora i suoi anni trascorsi a Milano sotto il patrocinio di Ludovico il Moro. L'intervista ripercorre il suo arrivo a Milano, inizialmente chiamato per progetti di ingegneria e scultura, e come le sue abilità pittoriche, sebbene non inizialmente menzionate, lo portarono a creare capolavori come la Vergine delle Rocce, i ritratti di Cecilia Gallerani e Lucrezia Crivelli, e soprattutto l'Ultima Cena. Si discute anche dei suoi altri impegni milanesi, tra cui l'organizzazione di grandi feste e la realizzazione dell'affresco della Sala delle Asse, oltre a progetti non realizzati come quello di una città ideale.
 
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th943-Legnano-battaglia.mp4 - Questo passaggio celebra la Battaglia di Legnano del 1176, una vittoria cruciale delle città lombarde contro l'imperatore Federico Barbarossa. Descrive la lunga lotta tra l'imperatore e la Lega Lombarda, evidenziando la costituzione della Lega e la determinazione dei suoi membri, inclusa la fondazione di Alessandria. La narrazione si concentra sul giorno della battaglia a Legnano, dettagliando le formazioni militari lombarde come il Carroccio e la Compagnia della Morte, e culmina con la sconfitta di Barbarossa, la sua fuga e la conseguente pace che portò a una maggiore libertà civile per i comuni. Il testo sottolinea l'importanza storica di questa battaglia, definita la "Maratona della Repubblica Lombarda", e come la sua memoria sia stata fonte d'ispirazione per il Risorgimento italiano, rievocata nella poesia e nella letteratura.
 
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th944-Legnano-Monumento.mp4 - Questo brano discute principalmente due argomenti legati a Legnano: il monumento eretto per commemorare la gloriosa battaglia, la cui costruzione iniziò nel 1863 ma che vide l'inaugurazione di una versione provvisoria nel 1876, e la figura di Bonvesin de la Riva, un frate umiliato che fondò l'ospizio di Sant'Erasmo a Legnano. Viene citato il suo poemetto sulle 50 cortesie da tavola, considerato un importante esempio di poesia dialettale e una testimonianza dei costumi dell'epoca. La storia del monumento, dalla sua concezione ai problemi costruttivi e al nuovo bozzetto affidato allo scultore Butti, si intreccia con il ricordo di Bonvesin de la Riva e delle sue opere.
 
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th945-chiesa-castello.mp4 - Questo passaggio descrive il ricco patrimonio storico e architettonico di Legnano, concentrandosi in particolare sulla sua chiesa principale, San Magno, e sul suo castello. Si evidenziano le origini antiche della chiesa, costruita su un sito longobardo e in seguito ridisegnata, e se ne descrivono gli interni ricchi di affreschi e intagli. Si esplora anche la storia del castello, dalla sua possibile origine nel X secolo fino alle successive ristrutturazioni e cambi di proprietà, notando come conservi ancora tratti originali nonostante le trasformazioni subite nel tempo.
 
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th946-Legnano-industriale.mp4 - Questo passaggio descrive Legnano come un importante centro industriale, specialmente nel settore tessile e nella manifattura meccanica, con un focus particolare sull'Officina Tosi, nota per la produzione di macchine a vapore. Si evidenzia la crescita demografica di Legnano, strettamente legata allo sviluppo industriale, e si loda l'innovativa gestione dell'ingegner Franco Tosi, che implementò modelli organizzativi tedeschi e svizzeri, investendo nella formazione e nel benessere dei dipendenti. Viene menzionato anche l'aumento dell'istruzione pubblica come parallelo al progresso economico.
 
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th947-busto-tradizioni-1.mp4 - Questo brano esplora la ricca tradizione orale e i detti popolari di Busto Arsizio, mettendo in luce modi di dire coloriti e proverbi che riflettono la cultura locale. Vengono spiegate espressioni come "Brutalà", legate forse a una moneta antica, e modi di descrivere persone che agiscono senza scrupoli, come nel detto "a pillu i occhi senza fai vusa" (togliere le penne o fare le occhiaie senza far strillare). Il testo tocca anche credenze e usanze, come quelle legate a Santa Caterina e all'ospedale degli Esposti di Milano, o il proverbio sul piatto pulito che presagiva il non sposarsi, evidenziando come questi modi di dire offrano uno spaccato sulla vita, i valori e persino i vizi della comunità bustocca.
 
th948-Busto-tradizioni-2.mp3
th948-busto-tradizioni-2.mp4 - Questo breve estratto audio, probabilmente da un programma radiofonico o un podcast, si concentra sulla vita, la casa e le tradizioni degli abitanti di Busto Arsizio, chiamati "bustocchi". Si fa riferimento a espressioni locali, forse proverbi o modi di dire come "Nasem a tutto un champagne" o "Santa grataas aí nu". La parte centrale si sofferma sulla durabilità di un muro costruito in inverno, spiegando che la calce asciuga lentamente in quel periodo, rendendolo eterno e resistente, una verità che si contrappone forse alla fretta dei tempi attuali.
 
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th949-busto-tradizioni-3.mp4 - Questo breve estratto audio, probabilmente da un programma radiofonico o un podcast, si concentra sulla vita, la casa e le tradizioni degli abitanti di Busto Arsizio, chiamati "bustocchi". Si fa riferimento a espressioni locali, forse proverbi o modi di dire come "Nasem a tutto un champagne" o "Santa grataas aí nu". La parte centrale si sofferma sulla durabilità di un muro costruito in inverno, spiegando che la calce asciuga lentamente in quel periodo, rendendolo eterno e resistente, una verità che si contrappone forse alla fretta dei tempi attuali.
 
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th950-QGLG901-legnano-organizzazione.mp3 - Questo estratto esplora alcune colorite e spesso offensive parolacce e insulti del dialetto milanese. Vengono spiegate le origini e gli usi di termini come "Navascia" (un carro per i rifiuti, usato per offendere persone corpulente), "Nega signor" (spergiuro/bugiardo) e "Rugnoso" (una persona brontolona o con la scabbia). Il testo evidenzia come queste espressioni spesso si riferiscano a difetti fisici, morali o comportamentali, estendendosi talvolta a categorie di persone considerate spregevoli, come prostitute o imbroglioni. L'obiettivo è mostrare la ricchezza e la vena dispregiativa insita in certe espressioni popolari milanesi.
 
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th951-QGLG964-legnano-SanDomenico.mp3 - Questo testo è una trascrizione di un'intervista immaginaria a Leonardo da Vinci, che esplora i suoi anni trascorsi a Milano sotto il patrocinio di Ludovico il Moro. L'intervista ripercorre il suo arrivo a Milano, inizialmente chiamato per progetti di ingegneria e scultura, e come le sue abilità pittoriche, sebbene non inizialmente menzionate, lo portarono a creare capolavori come la Vergine delle Rocce, i ritratti di Cecilia Gallerani e Lucrezia Crivelli, e soprattutto l'Ultima Cena. Si discute anche dei suoi altri impegni milanesi, tra cui l'organizzazione di grandi feste e la realizzazione dell'affresco della Sala delle Asse, oltre a progetti non realizzati come quello di una città ideale.
 
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th952-QGLF858-chiesa-magi.mp3 - Questo passaggio descrive un'artistica scultura bronzea creata da Nicola Gagliardi e collocata sul portale della Chiesa dei Re Magi a Legnano. L'opera, installata nel dicembre 2000, raffigura l'Adorazione dei Magi, ma intende anche simboleggiare i pellegrini del Giubileo del 2000. L'articolo evidenzia il simbolismo dell'opera, con elementi come la montagna, la stella e la palma, che rappresentano aspetti della vita di Cristo e del cristianesimo.
 
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th953-QGLF825-insulti-lombardi.mp3 - Questo estratto audio esplora la natura giocosa e spesso affettuosa degli insulti nel dialetto lombardo, sottolineando come siano più espressioni di ironia e cameratismo che di vera cattiveria. Vengono presentati numerosi esempi di questi appellativi coloriti, spesso derivati da paragoni con oggetti o animali, che servivano a alleviare la fatica quotidiana e a creare un legame sociale. Il testo mette in luce come questi insulti, come "Barlafus" o "Gratacù", non abbiano una punta avvelenata, ma piuttosto inducano al riso, riflettendo una mentalità senza spigoli e una capacità di autoironia, anche quando si riferiscono a difetti fisici o di comportamento.
 
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th954-QGLF826-insulti-lombardi.mp3 - Questo brano esplora gli insulti in dialetto lombardo, evidenziando come spesso siano carichi di umorismo e affetto, più che di vera offesa. Attraverso esempi che attingono al mondo rurale, culinario e persino religioso, il testo mostra come espressioni legate al cibo (come buseca o limon) o ad animali (pulastar, rat) vengano usate per descrivere difetti fisici o morali, spesso in modo colorito e con una certa autoironia. La ricchezza del dialetto permette caricature totali e modi di dire che suggeriscono l'invito a svolgere compiti inutili per allontanare i seccatori, rivelando una profonda connessione tra lingua, cultura popolare e un modo unico di gestire le relazioni sociali.
 
th955-insulti-lombardi.mp4
th955-QGLF871-insulti-lombardi.mp3 - Questo brano esplora la ricchezza e la varietà degli insulti nel dialetto lombardo, mettendone in risalto la natura spesso più spiritosa e ironica che veramente offensiva. Vengono presentati numerosi termini dispregiativi, spesso legati al mondo rurale o agli oggetti comuni, evidenziando come questi insulti possano descrivere goffaggine, pigrizia, credulità o mancanza di destrezza in modo complicemente sprezzante. L'autore sottolinea come l'uso di questi epiteti dialettali fosse un modo per alleggerire la fatica e le tensioni, e che, a differenza degli insulti più velenosi, scuotevano più il riso che la rabbia, riflettendo una mentalità priva di spigoli.
 
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th956-QGLE775-macchina-trebbiatrice.mp3 - Questo brano descrive l'introduzione di una nuova macchina trebbiatrice a vapore ideata per i paesi caldi, dove la paglia sminuzzata è un alimento essenziale per il bestiame. A differenza dei metodi tradizionali e delle macchine europee, che lasciano la paglia troppo intera, questa invenzione macina finemente e lavora la paglia mentre sgrana il grano, eliminando passaggi costosi e perdite significative. La macchina, composta da tre parti principali (macchina a vapore, macchina da battere ed elevatore), è stata costruita con componenti semplici e robusti adatti a regioni con meno risorse e difficoltà nel trovare meccanici esperti. Questo progresso meccanico promette grandi economie di manodopera, grano più pulito e paglia ottimale per il bestiame, dimostrando il legame cruciale tra meccanica agricola e miglioramento complessivo dell'agricoltura.
 
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th957-QGLE837-prsonaggi-DIlario.mp3 - Questo testo commemora Giorgio Di Lario, un anno dopo la sua scomparsa, ricordandolo come un eminente giornalista e scrittore di storia legnanese. Durante un evento a Palazzo Marinverni, amici, colleghi e rappresentanti della città hanno evidenziato la sua profonda umanità, il suo contributo a diverse testate e la sua vasta produzione letteraria incentrata sulla storia e le tradizioni di Legnano. È stata anche avanzata la proposta di dedicare uno spazio nella nuova biblioteca alla sua memoria, un'idea accolta favorevolmente dal sindaco, riconoscendo l'impatto duraturo del suo lavoro nel preservare l'identità legnanese. Le sue figlie hanno inoltre donato un quadro significativo al Comune, simbolo dell'amore di Di Lario per la sua terra e le sue radici.
 
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th958-QGLG689-excimitero-legnano.mp3 - Questo testo esplora la storia dei cimiteri di Legnano, ricordando i luoghi di sepoltura passati. Viene menzionato il primo Foppone vicino a San Magno, demolito nel 1810, e un successivo cimitero attivo tra il 1810 e il 1898 vicino a Santa Maria delle Grazie. L'attenzione si concentra poi sull'attuale Cimitero Monumentale, inaugurato nel 1898, il cui ampliamento nel 1907 fu legato alla donazione di un terreno da parte degli eredi dell'industriale Franco Tosi, che chiese un accesso diretto dalla sua fabbrica alla sua tomba dopo essere stato assassinato. La narrazione si conclude ricordando la tragica fine di Tosi e la successiva morte della moglie, inserendo questi eventi nel contesto della storia locale.
 
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th959-QGLE550-banca-entrata.mp3 - Questo passaggio descrive la scena di una donna che cerca di entrare in una banca e deve passare attraverso un metal detector, ma la sua borsa enorme le crea problemi perché contiene troppi oggetti. La narrazione riflette sulla complessità e l'ingombro delle borse da donna, paragonandole a "universi ambulanti". Inoltre, il testo contempla l'idea che un ladro astuto potrebbe trovare più redditizio derubare le cassette di sicurezza all'ingresso della banca, anche se la sicurezza e la sorveglianza sembrano rendere l'idea implausibile. Infine, la donna, frustrata, decide di tornare il giorno dopo con una borsa più piccola e si chiede ironicamente se le banche non dovrebbero offrire cassette di sicurezza più grandi per accogliere borse voluminose ed evitare queste seccature.
 
 
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th960-QGLE957-acqua-vino.mp3 - Questo passaggio riflette sul rapporto affascinante tra acqua e vino, notando le loro somiglianze nel ciclo e nella diffusione sulla Terra, nonostante siano apparentemente opposti. L'autore scherza sull'antica saggezza che non ha riconosciuto il vino come elemento fondamentale accanto all'acqua e riflette sull'onnipresenza crescente del vino nel mondo. Il testo si concentra poi sulla storia di chi per primo mescolò acqua e vino, un quesito sorprendentemente complesso con diverse ipotesi, per poi rivelare, basandosi su un antico scritto, che fu Stafilo a farlo per evitare l'ubriachezza.
 
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th961-QGLG351-osterie-vino-pt01.mp3 - Questo passaggio esplora la sorprendente storia della viticoltura a Saronno, una città oggi conosciuta per i biscotti ma che in passato vantava rigogliosi vigneti e numerose osterie. Attraverso ricerche d'archivio, si scopre un legame secolare con la coltivazione della vite, documentato fin dall'epoca longobarda e persistito per secoli. Si citano anche aneddoti affascinanti, come una grande nevicata che, inaspettatamente, salvò le viti da una malattia devastante, riportando prosperità e gioia. Infine, si menziona la pratica tradizionale di far arrampicare le viti sui gelsi, evidenziando l'intreccio tra viticoltura e bacchicoltura nella storia locale.
 
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th962-QGLG352--osterie-vino-pt02.mp3 - Questo testo prosegue una discussione sulla storia delle osterie di Saronno, sottolineando come, fino alla metà del '900, la città ne fosse piena, soprattutto vicino al mercato, offrendo "un bicer de quel boom" a chi cercava un po' di ristoro. Si evidenzia la cattiva fama che la frequentazione assidua di questi locali conferì ai residenti, a tal punto che l'ubriachezza fu oggetto di una predica di Carlo Borromeo nel 1583. Il testo conclude descrivendo la campagna tra Milano e Varese attraverso la lente di una "guida ballografo umoristica" del 1881, che testimonia l'abbondante presenza di vigneti e la qualità del vino locale.
 
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th963-vino-Busto.mp4 - Questo passaggio racconta la ricca storia della produzione vinicola a Busto Arsizio, risalente al XVIII secolo e persino conosciuta da Ugo Foscolo. Si descrivono le varietà di uve autoctone come la Moscatella e la Barbera, affiancate più tardi da uve "da taglio" come l'Americana e il Clinton, e come i vini locali, noti con nomi dialettali legati a cascinali o piatti, si distinguessero in vini pregiati per la vendita e vini "strasciapata" per uso domestico. La narrazione evidenzia la scomparsa della viticoltura a Busto a causa dello sviluppo industriale, la nascita di osterie che offrivano vini da diverse regioni italiane e del mondo, e si conclude citando un racconto in dialetto bustocco che testimonia l'antica tradizione vinicola.
 
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th964-vino-Gallarate.mp4 - Nel Gallarate del 1800, l'agricoltura, con la vite come protagonista, era organizzata attraverso famiglie coloniche che lavoravano lotti sparsi di terreno, coltivando anche cereali e altre colture tra i filari di gelsi e viti, come descritto nell'inchiesta agraria del 1877. I contratti colonici prevedevano il pagamento di un affitto e una quota di cereali, con la particolarità che l'uva veniva divisa a metà tra colono e proprietario. La produzione vinicola era abbondante, con i vini di Busto Arsizio particolarmente apprezzati ed esportati a Milano, e un'importante innovazione fu introdotta da Antonio Maria Crosta con un nuovo metodo di produzione che migliorava significativamente la qualità del vino locale.
 
th965-QGLG357-vino-tradate.mp3
th965-vino-Tradate.mp4 - Questo brano esplora la storia agricola di Tradate e Abbiate Guazzone, evidenziando la lunga tradizione della viticoltura nella zona fin dal XV secolo. Descrive come, nonostante il difficile sistema di affitto per i contadini nel '400, la coltivazione della vite fosse significativa, specialmente nei possedimenti della famiglia Pusterla nel '500. Documenti successivi nel '600 mostrano un cambiamento nella proprietà terriera ma la rilevanza dei vigneti rimane, tanto che i vini locali vennero citati secoli dopo. Infine, il testo conclude con l'iniziativa contemporanea del comune di Tradate ad Abbiate Guazzone, riprendendo questa eredità vinicola per scopi didattici e benefici.
 
th966-QGLG364-vini-varesotto.mp3
th966-vini-varesotto.mp4 - Il testo esplora i motivi storici per cui la regione del Varesotto, nonostante una latitudine favorevole alla viticoltura, produceva vino in quantità limitata e di qualità inferiore rispetto ad altre zone d'Italia a fine '800. Una delle cause principali individuate è la pratica diffusa di piantare insieme numerose varietà diverse di vitigni nello stesso terreno, il che rende difficile ottenere un prodotto finale con caratteristiche costanti di anno in anno. Inoltre, si analizzano le condizioni del clima e del terreno nel Varesotto, descrivendo le diverse aree morfologiche della regione, e si accenna a come la scarsa fertilità del suolo abbia contribuito a orientare l'economia locale verso l'artigianato e l'industria piuttosto che l'agricoltura.
 
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th967-QGLG687-Legnano-SErasmo.mp3 - Questo brano esplora la storia e l'importanza del culto di Sant'Erasmo in Italia, in particolare a Legnano. Evidenzia come il santo, venerato come protettore dai dolori addominali e invocato dai malati, sia arrivato seguendo le rotte dei crociati e dei pellegrini. La fonte si concentra specificamente sull'esistenza di un ospedale dedicato a Sant'Erasmo a Legnano fin dal 1290, descrivendolo come un luogo di accoglienza e cura per pellegrini e bisognosi, e tracciandone la sua evoluzione fino a diventare l'area conosciuta oggi come Contrada Sant'Erasmo.
 
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th968-vitigni-varesotto.mp4 - Questo passaggio descrive le condizioni della viticoltura nel Varesotto alla fine del XIX secolo, basandosi su un'indagine del 1880. L'indagine, guidata da Francesco Peluso, rivela come la vite fosse una consuetudine diffusa e ornamento delle case coloniche, e come il vino fosse un sostituto importante del cibo per le famiglie povere. Tuttavia, evidenzia anche il declino di questa pratica, dovuto a malattie delle viti come la filossera e la crittogramma, e alle condizioni climatiche sfavorevoli che impedivano la corretta maturazione dell'uva.
 
th969-QGLG361-vini-varesotto-pt01.mp3
th969-vini-varesotto.mp4 - Questo brano esplora la ricca storia della viticoltura in Lombardia, evidenziando come un notevole patrimonio di varietà d'uva sia quasi scomparso ma recentemente recuperato grazie alla ricerca. Viene raccontata la vicenda della vigna di Leonardo da Vinci a Milano, donatagli da Ludovico il Moro, un esempio storico dell'importanza della vite nella regione. L'autore cita anche le idee di Leonardo sull'alimentazione sana, inclusa la sua preferenza vegetariana e consigli dietetici, mostrando il suo interesse non solo per l'arte e la scienza, ma anche per il benessere fisico. Infine, vengono menzionate diverse varietà di uva tradizionali coltivate in specifiche aree della Lombardia, come Lecco, a testimonianza della diversità e profondità di questa tradizione vinicola.
 
 
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th970-QGLG363-vigneti-varesotto.mp3 -
th970-vigneti-varesotto.mp4 - Questo brano traccia la ricca storia della viticoltura nella regione Lombardia, evidenziando in particolare l'area del Varesotto. Si esplora come la vite, e varietà storiche come Schiave, Rossare e Pignole, fossero importanti fin dal Medioevo e come l'interesse attuale per i vitigni antichi sia legato alla perdita di caratteri qualitativi in quelli moderni. La diffusione della vite e delle sue varietà è strettamente legata alle vie di comunicazione e alla vermacolazione dei nomi dei vitigni, mentre tecniche di coltivazione specifiche come i ronchi e le viti a foppa caratterizzavano le diverse aree.
 
th971-QGLF274-sanMartino-merla-pt01.mp3
th971-San-Martino-Merla.mp4 - Questo brano esplora le tradizioni e gli attrezzi del lavoro forestale invernale nella pianura padana e nelle zone alpine. Spiega perché l'inverno è il periodo ideale per lavorare nel bosco, evidenziando come il legno più secco e il terreno innevato facilitino le operazioni. Il testo descrive vari strumenti specifici utilizzati dai boscaioli, dalle accette e seghe tradizionali a un utensile particolare chiamato zappino, notando la sua leggerezza e il suo impiego principale nel trascinamento dei tronchi. Infine, sottolinea l'importanza della perizia del boscaiolo e della manutenzione degli attrezzi.
 
th972-QGLF275-sanMartino-merla-pt02.mp3
th972-SanMartino-Merla.mp4 - Questo testo descrive la vita e le attività tradizionali della Pianura Padana, concentrandosi sulle antiche tradizioni legate ai lavori agricoli e boschivi durante l'inverno. Vengono illustrate nel dettaglio tecniche come il taglio del legno con la sega a mano, un lavoro faticoso che richiede coordinazione e preparazione. Oltre al lavoro nel bosco, il testo sottolinea l'importanza della cura degli utensili e delle attività svolte in cascina durante la stagione fredda, come l'intreccio e la lavorazione del legno al tornio. Un evento cruciale dell'inverno è l'uccisione del maiale, fondamentale per le scorte alimentari, mentre la fine di gennaio è segnata dai giorni della Merla, considerati i più freddi, e dalla festa di Sant'Antonio Abate, patrono degli animali e strettamente legata al mondo contadino.
 
th973-QGLG829-vigne-SantErasmo.mp3
th973-vigne-SanErasmo.mp4 - Il testo descrive la Contrada di Sant'Erasmo a Legnano, evidenziando la sua storia antica legata a Bonvesin Vessin della Riva, un monaco e scrittore del '200. Viene menzionata la leggenda di un corvo che nutriva gli eremiti, simbolo che oggi compare nello stemma della contrada, e si sottolinea la fama secolare dei colli di Sant'Erasmo per le loro vigne, da cui si produce il rinomato vino di Sant'Erasmo. La narrazione prosegue con un estratto del 1650 che descrive in dettaglio l'ospedale di Sant'Erasmo e le vigne circostanti, citando diverse proprietà viticole.
 
th974-QGLG359-vini-cuvio.mp3
th974-vini-Cuvio.mp4 - Il testo discute delle scelte fatte dai viticoltori della zona di Varese, in particolare dei mandamenti di Cuvio e Gavirate, in risposta alle malattie che colpivano le viti tradizionali. Alcuni hanno optato per le viti americane, più resistenti e produttive, nonostante il sapore di fragola che conferivano al vino. Altri viticoltori, per preservare la reputazione dei vini autoctoni, hanno reimpiantato viti europee. La gestione delle malattie come l'oidio viene affrontata, sottolineando che i rimedi tradizionali spesso falliscono a causa di pratiche empiriche, mentre la corretta gestione e l'uso di tecniche specifiche sono cruciali.
 
th975-QGLG360-vini-SanCarlo.mp3
th975-vini-sanCarlo.mp4 - Questo brano esplora la ricca ma poco conosciuta storia della viticoltura nel Varesotto, descrivendo un passato in cui la provincia era un vasto vigneto e la produzione di vino rappresentava la maggior parte della ricchezza locale. L'autore elenca antichi vitigni e zone di coltivazione per dimostrare che questa non è una leggenda ma una verità storica documentata, persino da mappe catastali e testi letterari. Viene poi spiegato il drastico declino della viticoltura a partire dalla metà dell'Ottocento a causa di malattie della vite, la concorrenza di vini più economici da altre regioni e il passaggio ad altre colture più redditizie come la bachicoltura, completato dall'emigrazione. Nonostante la quasi totale scomparsa delle vigne, il testo conclude con una nota di speranza, menzionando piccoli segnali di ripresa e la possibilità, se consentito, di tornare a coltivare in aree storicamente vocate.
 
th976-QGLG362--vini-varesotto-pt02.mp3
th976-vini-varesotto.mp4 - Questo brano esplora la ricca storia vinicola della zona del varesotto, evidenziando antichi vitigni con nomi evocativi e il loro legame con il territorio. Un aneddoto affascinante rivela come persino San Carlo Borromeo, in qualità di cardinale, si facesse inviare botti di vino dalla Valceresio a Roma, dimostrando l'importanza di questi vini all'epoca. Sebbene oggi rimangano solo pochi filari a testimonianza di questo passato, il testo sottolinea come la vite fosse un tempo parte integrante del paesaggio, con vigneti dedicati come il "ronco di San Carlo" e il Monte Oliveto. La narrazione intreccia storia, geografia e la passione per il vino che ha caratterizzato quest'area per secoli.
 
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th977-QGLF249-Antonio-Bernocchi-pt01.mp3 - Il brano presenta la figura di Antonio Bernocchi, un industriale tessile lombardo vissuto tra il 1859 e il 1930, evidenziandone non solo il successo imprenditoriale ma anche il grande impegno sociale e filantropico. Dalle umili origini alla creazione di un "piccolo impero economico" a Legnano, il testo sottolinea il suo spirito innovativo nel settore tessile e le numerose opere assistenziali e culturali da lui fondate o finanziate, come scuole e ospedali. Viene inoltre menzionata la Coppa Bernocchi, classica gara ciclistica a lui dedicata, e la sua elezione a senatore del Regno, pur accennando con cautela al contesto politico del tempo e al suo rapporto con il regime fascista.
 
th978-Antonio-Bernocchi-2.mp4
th978-QGLF250-Antonio-Bernocchi-pt02.mp3 - Questo testo esplora la vita e l'eredità di Antonio Bernocchi, un importante industriale italiano, con particolare enfasi sul suo rapporto con il regime fascista. L'articolo evidenzia il cambiamento nell'atteggiamento nei confronti del fascismo dopo la Marcia su Roma, illustrato dall'accoglienza di Mussolini da parte di Bernocchi nel 1924 e successivamente nel 1934, che portò alla sua nomina a senatore del regno. Viene anche presentato un elogio funebre del 1930 che celebra Bernocchi non per la politica, ma per il suo successo industriale e filantropia, riconoscendo in lui il principio della collaborazione di classe. Nonostante l'adesione al Partito Fascista, presentata come un riconoscimento onorario, l'articolo conclude sottolineando che Bernocchi rimane una personalità eccezionale degna di riflessione, inserendosi nel contesto più ampio dell'adesione della classe imprenditoriale italiana al fascismo.
 
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th979-QGLG692-colombera-legnano.mp3 - Questo testo discute la storia e la metamorfosi della Torre Colombera di Legnano, un edificio che, grazie all'intervento dell'ingegner Guido Sutermeister a partire dal 1934, è passato da semplice struttura a monumento da tutelare. La tutela dell'edificio e dei suoi affreschi è stata una lunga battaglia legale, con i proprietari che cercavano di sminuirne l'importanza. La conferenza a cui si riferisce il testo ha presentato le premesse per uno studio sulla torre, concentrandosi sulla sua tutela, l'iconografia degli affreschi e la sua storia, evidenziando le incertezze ancora presenti sulla committenza e l'autore dei dipinti.
 
 
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th980-QGLF743-legnano-ciclone.mp3 - Questo brano dal "Cronicon" di Don Gerolo Mozaroli descrive il terribile ciclone che colpì Legnano il 23 luglio 1910, causando distruzione e morte, in particolare durante i preparativi per la festa di San Luigi. Il parroco esprime lo sgomento per la rapida distruzione di ogni cosa e il lutto per le vittime, due delle quali erano suoi parrocchiani. L'evento tragico sospende i festeggiamenti e spinge la comunità a pregare per i defunti, con un funerale solenne e partecipato che dimostra la grande compassione e carità mostrata da autorità e cittadini.
 
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th981-QGLG180-legnanesi-nel1900.mp3 - Questo estratto esplora le vite delle donne a Legnano tra l'inizio del Novecento e la Seconda Guerra Mondiale, evidenziando i loro ruoli in evoluzione e le sfide affrontate. Inizialmente descritte con una certa robustezza fisica, le donne legnanesi sono poi ritratte mentre affrontano duri lavori in fabbrica, soprattutto durante la Prima Guerra Mondiale per sostituire gli uomini al fronte. Il testo sottolinea il loro contributo in vari settori, inclusa l'assistenza sanitaria come infermiere volontarie durante l'epidemia di Spagnola. L'era fascista segna un arretramento dei diritti femminili, con il regime che esalta la maternità per fini demografici e limita le opportunità lavorative e formative delle donne, considerate principalmente madri di soldati. La Seconda Guerra Mondiale vede un nuovo ingresso delle donne nell'industria, mentre le perdite umane al fronte lasciano numerose vedove e orfani, sostenute anche da associazioni locali come l'ANMIG.
 
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th982-QGLF803-ospizio-SanBernardo.mp3 - Il brano descrive l'Ospizio del Gran San Bernardo, situato su una pericolosa via di montagna che collega la Svizzera all'Italia. Fondato nel 962 da San Bernardo di Menton per soccorrere i viaggiatori, l'ospizio è gestito da religiosi ospitali che offrono gratuitamente alloggio e nutrimento. Essi sono famosi per utilizzare cani San Bernardo addestrati a cercare e salvare persone smarrite o sepolte dalle valanghe durante i difficili mesi invernali, dimostrando un profondo eroismo dell'umana carità.
 
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th983-QGLG181-legnano-cunicoli.mp3 - Questo testo esplora le leggende e le prove dei cunicoli sotterranei che si dice connettano il castello di Legnano con altre zone della città e dei dintorni. Vengono citate sia le testimonianze di persone che affermano di aver visto questi passaggi, come Patrizia Alli e un lettore di nome Mario, sia le scoperte più recenti fatte da un gruppo di esperti e associazioni che, tramite l'uso di microtelecamere, hanno trovato la prova di un passaggio segreto all'interno del castello. La ricerca continua per mappare e possibilmente valorizzare questi percorsi, riportando alla luce un aspetto affascinante della storia locale.
 
th984-QGLG230-anrtares.tempo.mp3 - Questo discorso in italiano, tratto da una presentazione, esplora il concetto affascinante e sfuggente del tempo. Inizia con notizie astronomiche, come la misurazione della massa della Via Lattea e l'insolita missione di recuperare rifiuti biologici sulla Luna, per poi immergersi nella domanda fondamentale: cos'è il tempo? Vengono presentate diverse definizioni, sia da dizionario che fisiche, sottolineando la sua natura di grandezza fisica misurabile, non solo una percezione umana. Il nucleo del discorso si concentra sulla freccia del tempo, l'idea che il tempo scorra in una sola direzione, evidenziando l'irreversibilità di molti processi nell'universo, dall'evoluzione delle stelle alla rottura di un uovo. Vengono esplorati vari aspetti di questa freccia, inclusi gli effetti della velocità e della gravità sulla sua dilatazione, il concetto di spaziotempo e le sue curvature, e la possibile spiegazione dell'irreversibilità attraverso l'entropia, il disordine intrinseco dell'universo. Il relatore conclude che, nonostante le complessità e i paradossi, la direzione del tempo sembra esistere ed essere reale.
 
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th985-QGLE560-proverbi-vino.mp3 - Questo estratto esplora il mondo del vino, partendo dalla sua natura potenzialmente pericolosa se non consumato con moderazione, ma sottolineando come i proverbi sul tema, essendo sapienza del mondo, abbiano sempre una valenza educativa. L'autore critica la mentalità proibizionista e celebra il vino naturale e genuino, quello che "fa bere proprio bene all'anima e al corpo", contrapponendolo ai vini commerciali di bassa qualità spesso bevuti in osterie affollate e dannose. Infine, l'audio riflette sulla ricchezza linguistica legata al vino nelle diverse regioni d'Italia e sulla nostalgia per un tempo in cui il vino buono e l'ubriachezza erano visti in modo diverso, concludendo con un monito sulla moderazione per poterne bere sempre.
 
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th986-QGLG900-borgo-medioevo.mp3 - Dopo la caduta dell'Impero Romano, l'Europa medievale vide un declino delle città e la dispersione della popolazione nelle campagne, con la terra organizzata in vaste proprietà feudali. Intorno all'Anno Mille, una rinascita economica portò a una crescita della popolazione e al rifiorire dell'agricoltura e del commercio, spingendo molte persone a cercare opportunità nelle città, che però erano spesso troppo piccole per accoglierli. Legnano, in particolare, rimase prevalentemente un borgo agricolo nel X secolo, incentrato su proprietà terriere e la vitale acqua dell'Olonella, con un nucleo fortificato costituito dal Castello dei Cotta e dalla chiesa di San Salvatore. Nonostante la distruzione della chiesa alla fine del 1400, il campanile in stile romanico è rimasto, a testimonianza della storia di questo antico borgo.
 
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th987-insalata-Pasqua.mp4 - Questo estratto esplora diverse tradizioni e usanze popolari di Busto Arsizio, legando riti religiosi e festività civili a convivialità e giochi popolari. Si descrivono celebrazioni pasquali incentrate sull'uovo e gare tradizionali, sia invernali sul ghiaccio che primaverili con fionde e palline di stoppa, sottolineando l'abilità dei bustocchi in queste attività. L'autore dedica poi ampio spazio ai giochi più violenti, come il pugilato di strada e le sassate, evidenziando la rivalità tra i quartieri e i tentativi infruttuosi di proibizione. L'estratto conclude menzionando scampagnate sociali, feste patronali con cibi speciali per i poveri, e questue rituali, dipingendo un quadro vivido e variegato della vita sociale bustocca.
 
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th988-Gallarate-storica-1.mp4 - Questo estratto esplora le origini e la storia antica di Gallarate, un paese vicino a Legnano. Si discute di varie teorie sull'etimologia del suo nome, sebbene si ammetta che le prove siano scarse e che il nome come lo conosciamo appaia in fonti medievali. Il testo prosegue descrivendo il ruolo di Gallarate e della regione del Seprio nelle vicende storiche, in particolare la loro partecipazione alle lotte contro Federico Barbarossa e successivamente contro Federico II, spesso a fianco di Milano, nonostante iniziali schieramenti imperiali. Infine, si menzionano le conflittuali interne e le distruzioni subite dalla città nel corso delle lotte tra le fazioni milanesi, i Torriani e i Visconti.
 
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th989-Gallarate-storica-2.mp3 - Questo brano racconta la storia di Gallarate attraverso eventi significativi che ne hanno plasmato l'identità. Si inizia con la sconfitta dei Milanesi nel 1726 e il tragico destino dei prigionieri, per poi focalizzarsi sulla distruzione di Castelseprio nel 1287 e il trasferimento del capitanato a Gallarate, evidenziando l'importanza del giuramento del Capitano. Vengono poi citate le vicissitudini legate alle guerre e alle dominazioni, l'arrivo della signoria feudale simboleggiata da una colonna, e l'impatto di un'epidemia di peste. Infine, si descrive il periodo di rifioritura sotto il governo austriaco e la partecipazione attiva di Gallarate alle campagne per l'indipendenza italiana, culminando nel riconoscimento del titolo di città nel 1860.
 
 
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th990-Gallarate-storica-3.mp3
th990-Gallarate-storica-3.mp4 - Questo testo enumera una serie di eminenti personaggi originari di Gallarate, illustrando i loro contributi significativi in diversi campi come la scienza, la letteratura, l'arte, l'ambito militare, la religione, il patriottismo e la politica. Attraverso un elenco dettagliato di nomi e periodi storici, l'audio celebra l'eredità culturale e storica di Gallarate, mettendo in risalto le figure che hanno lasciato un segno distintivo nella storia locale e non solo. Vengono menzionati accademici, artisti rinomati, uomini d'arme, figure religiose e personalità politiche, offrendo un quadro della ricchezza di talenti che la città ha prodotto nel corso dei secoli.
 
th991-Gallarate-storica-4.mp3
th991-Gallarate-storica-4.mp4 - Questo brano descrive la città di Gallarate nel 1896, mettendone in risalto la sua importanza strategica come presidio militare e la sua vivace economia. Sebbene l'agricoltura sia presente, l'enfasi è posta sulla fiorente attività industriale, in particolare la tessitura del cotone e del lino, affiancata da numerose altre manifatture. Il testo sottolinea come l'importanza commerciale superi quella industriale, con un antico mercato settimanale e fiere che si affiancano a una moderna banca con un notevole giro d'affari, indicando una posizione di rilievo nel commercio dell'Alta Lombardia e oltre. Infine, viene descritta la popolazione laboriosa di Gallarate e il livello dell'istruzione pubblica, offrendo un quadro complessivo di una città in crescita e dinamica.
 
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th992-Gallarate-storica-5.mp4 - Questo brano esplora la storia e l'architettura di due importanti edifici religiosi a Gallarate: la chiesa prepositurale e la chiesa di San Pietro. La chiesa prepositurale, ricostruita su progetto di Giacomo Moraglia nel XIX secolo grazie a generose donazioni cittadine, viene descritta nei dettagli, evidenziando l'imponente interno e le varie opere artistiche aggiunte nel tempo, sebbene la facciata sia criticata. La chiesa di San Pietro è presentata come l'edificio più antico di Gallarate, con origini forse precristiane e interventi di restauro nel corso dei secoli, e sebbene l'interno sia stato pesantemente rimodernato, l'esterno conserva elementi architettonici lombardi caratteristici che ne testimoniano l'antichità.
 
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th993-Gallarate-storica-6.mp4 - Questo brano offre uno sguardo dettagliato su diversi edifici e luoghi significativi di Gallarate in un'epoca passata. Descrive il Cimitero, evidenziandone l'apertura nel 1865, la struttura progettata da Camillo Boito con le sue cappellette e il maestoso mausoleo della famiglia Ponti. Si sofferma poi sull'Ospedale Civico di Sant'Antonio, anch'esso opera di Boito, descrivendone la storia, le generose donazioni che ne permisero la costruzione e le sue caratteristiche funzionali. Infine, presenta il Palazzo del Proletto, ripercorrendo la sua trasformazione da convento a sede di numerosi uffici pubblici e luogo del vivace mercato settimanale, per poi concludere con una descrizione del Monumento a Garibaldi e della Palestra ginnastica, sottolineando la cura e l'eleganza di queste strutture che attestano la vitalità e la cura della città per i suoi cittadini e la loro memoria.
 
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th994-Gallarate-storica-7.mp4 - Questo brano descrive diversi luoghi storici vicino a Gallarate, focalizzandosi inizialmente sulla brughiera, un vasto terreno incolto caratterizzato da vegetazione specifica e con scarso valore agricolo se non migliorato. Si menziona in particolare la brughiera della Malpensa, nota per essere un luogo di esercitazioni militari. Successivamente, il testo si sofferma su Arsago Seprio, evidenziandone l'antichità, la chiesa parrocchiale di San Vittore con il suo battistero ottagonale e le loro influenze architettoniche. Infine, viene descritto il Castello di Cassano Magnago, ripercorrendone la storia dalla sua erezione all'uso attuale come stabilimento.
 
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th995-QGLA135-varie-legnano-6633-1.mp3 - Questo scritto esplora come il linguaggio e le percezioni relative all'amore e alla salute siano cambiati drasticamente nel corso di circa un secolo e mezzo. L'autore riflette su come le relazioni sentimentali un tempo fossero caratterizzate da lunghe attese e piccole emozioni, contrastando con la fretta percepita nella gioventù odierna. Vengono inoltre evidenziati i significati mutati di espressioni comuni, come "far l'amore," e l'uso di termini dialettali per descrivere la salute, la malattia e la morte, sottolineando la perdita di un vocabolario specifico legato a queste sfere della vita.
 
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th996-sfruttamento-acque.mp4 - Questo brano descrive come il fiume Olona, fin dai tempi antichi, sia stato fondamentale per la vita e lo sviluppo economico della sua valle, attirando popolazioni grazie alla disponibilità di acqua, cibo e risorse naturali. L'utilizzo dell'acqua si è evoluto dalla semplice sussistenza all'impiego in diverse attività, come l'agricoltura, l'allevamento, la costruzione e la produzione. Con il tempo, l'introduzione dei mulini ad acqua ha segnato un'importante rivoluzione, alimentando industrie che spaziavano dalla lavorazione di cereali e tessuti alla produzione di carta e l'avvento dell'industrializzazione ha trasformato ulteriormente la valle, portando sia crescita economica che, purtroppo, un grave inquinamento del fiume, evidenziando l'urgente necessità di proteggere questo vitale ecosistema per le generazioni future.
 
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th997-QGLA137-varie-legnano-6633-7846.mp3 - Questo testo descrive l'importanza storica del fiume Olona per la città di Legnano, evidenziando in particolare il suo ruolo nell'alimentare i numerosi mulini lungo il suo corso. Viene ripercorsa la storia di questi mulini, documentata anche da antichi catasti, e si accenna alla Battaglia di Legnano contro Federico I e ad altre caratteristiche geografiche e storiche della zona, come la divisione originaria tra Legnano e Legnarello e la presenza di rogge e canali con funzioni difensive e produttive. Infine, si menzionano alcune delle industrie sorte grazie alla forza idrica, come i cotonifici e le manifatture tessili, sottolineando come il fiume abbia plasmato l'economia locale nel tempo.
 
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th998-QGLA138-varie-legnano-6633-7847.mp3 - Questo brano esplora la storica importanza e l'evoluzione dei mulini ad acqua, concentrandosi in particolare sulla loro presenza lungo il fiume Olona. Descrive come l'utilizzo dell'energia idraulica per la macinazione del grano e altri processi, come la follatura dei tessuti, sia passato dalle tecniche antiche, descritte da Vitruvio, ai sistemi più efficienti a ruota dall'alto e all'invenzione dei mulini galleggianti per superare le sfide, come quelle incontrate durante l'assedio di Roma. Il testo sottolinea la diffusione dei mulini come alternativa al lavoro manuale o animale e il loro ruolo fondamentale per la vita civile ed economica, evidenziando la loro persistenza e trasformazione nel tempo.
 
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th999-QGLA139-varie-legnano-6633-7848.mp3 - La registrazione audio discute le Case dell'Acqua, strutture comunali che distribuiscono acqua potabile microfiltrata, sia naturale che frizzante. L'oratore condivide la sua esperienza personale di non acquistare più acqua in bottiglia e di utilizzare queste case per riempire le sue bottiglie riutilizzabili. Vengono illustrate diverse modalità di distribuzione (a pagamento con tessera, legata alla residenza o completamente gratuita) e i benefici ambientali ed economici, come la riduzione del trasporto e dell'uso di plastica, nonostante la percezione che l'acqua del rubinetto sia pesante.
 

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th808-box-14-20231104-40-1.mp4 - Queste trascrizioni da un file video indicano che si tratta di un dialogo o di una conversazione che è stata catturata. Le singole lettere isolate e le sequenze brevi suggeriscono che il parlato potrebbe essere frammentato o che si tratti di un'analisi fonetica o testuale molto dettagliata. La mancanza di contesto rende difficile determinare il tema specifico o lo scopo di questa particolare sezione del video.
th809-box-15-20231104-40-2.mp4 - Questi caratteri inusuali sembrano essere una trascrizione di suoni o vocalizzi, forse non parole riconoscibili in una lingua standard. Potrebbero rappresentare un tentativo di catturare espressioni vocali o rumori ambientali presenti nel file video identificato come "th809-box-15-20231104-40-2.mp4". La loro forma irregolare suggerisce una possibile interpretazione fonetica o un tentativo di rappresentare suoni non strutturati. In sintesi, il frammento è una notazione che cerca di cogliere elementi uditivi dal video sorgente.
 
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th813-box-19-20231105-40-6.mp4 - Questo brevissimo testo sembra essere una trascrizione di un suono o di una registrazione audio, focalizzata sulla ripetizione insistente della parola "Heat" (calore). La struttura consiste nella semplice ripetizione di un'unica parola, suggerendo un'enfasi o una percezione ricorrente. Lo scopo potrebbe essere quello di rappresentare un'esperienza uditiva specifica, forse l'eco di un suono o un'enfasi verbale, ponendo l'attenzione su questo tema centrale del calore.
th814-lago-comabbio-1.mp4 - Questo testo spiega cos'è un lago in generale, definendolo una distesa di acqua ferma abbastanza profonda da essere priva di luce sul fondo. Descrive inoltre le diverse zone di un lago basate sulla presenza di luce e vita vegetale. Infine, il testo si concentra sull'origine del Lago di Comabbio e dei laghi circostanti, spiegando come siano stati formati dallo scavo e dai depositi dei ghiacciai alpini durante l'ultima era glaciale, e come la loro configurazione sia cambiata nel tempo.
th814-QGLH854-lago-Comabbio.mp3 - Questo brano definisce innanzitutto un lago come una distesa d'acqua ferma, con zone sufficientemente profonde da essere prive di luce, dividendo il lago in tre distinte aree: la zona litoranea con vegetazione, la zona pelagica con fitoplancton e la zona profonda per la decomposizione. Si sofferma poi sul Lago di Comabbio, notando la sua profondità relativamente bassa e l'origine legata alle ere glaciali. Spiega come i ghiacciai abbiano plasmato il paesaggio creando conche che, ritirandosi, hanno formato laghi come quello di Comabbio, e come le morene e i massi erratici siano testimonianza di questi imponenti processi geologici.
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th815-QGLH855-lago-Comabbio.mp3 - Questo passaggio descrive la fauna acquatica del Lago di Comabbio, in particolare nella baia di Corgeno, evidenziando come la sua composizione sia stata profondamente alterata. Inizialmente il lago ospitava specie autoctone come il persico reale e il luccio, ma a partire dalla fine del diciannovesimo secolo sono state introdotte intenzionalmente nuove specie di pesci, spesso dall'America settentrionale. Queste specie esotiche, in particolare il pesce sole e il pesce gatto, hanno danneggiato gravemente la fauna ittica originale creando una competizione per le risorse. Inoltre, l'inquinamento ha favorito la proliferazione di specie come la scardola, che si nutre di organismi utili a ripulire l'acqua, peggiorando ulteriormente le condizioni del lago, sebbene sia in atto una pesca selettiva per controllarne la popolazione.
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th816-QGLH856-lago-comabbio.mp3 - Questo brano esplora le tradizioni e le attività economiche storiche legate al Lago di Comabbio, concentrandosi su Corgeno e dintorni. Viene descritto il diritto civico della cavatura del ghiaccio, spiegando come veniva conservato in apposite ghiacciaie per mantenere il pesce e altri alimenti. Inoltre, il testo narra la cavatura dell'argilla a Mercallo, evidenziandone l'evoluzione da un'attività manuale a una di tipo industriale con la presenza della fornace Colombo, la cui struttura è ancora visibile. Infine, accenna a fenomeni acustici del lago ghiacciato e a racconti popolari ad essi associati.
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th817-QGLH857-Lago-Comabbio.mp3 - Questo estratto esplora le storie e le tradizioni legate al Lago di Comabbio, soffermandosi sull'utilizzo delle risorse naturali come la lisca per l'artigianato di sedie e rivestimenti, e le canne palustri per costruzioni e oggetti. Viene descritta la figura pittoresca di Bombolo, un artigiano-artista locale noto per la sua musica e le scope fatte con le infiorescenze delle canne. Il testo evidenzia anche la coltivazione di piante esotiche nel lago nel passato, alcune delle quali sopravvivono ancora, e un fenomeno naturale peculiare: la formazione di zattere di canne morte chiamate "brisk".
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th818-QGLH858-lago-comabbio.mp3 - Questo brano racconta la storia della pesca nel Lago di Comabbio, evidenziando come essa sia passata da importante risorsa di sussistenza a un'attività prevalentemente ricreativa. Descrive le complesse vicende legali e i conflitti per i diritti di pesca, che hanno visto alternarsi i diritti delle comunità rivierasche e l'uso esclusivo dei proprietari privati. Inoltre, il testo elenca strumenti di pesca tradizionali e tipologie di pesci presenti nel lago, offrendo uno spaccato del patrimonio culturale legato a questo luogo.
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th819-QGLH859-lago-comabbio.mp3 - Questo testo, tratto da una registrazione audio, descrive i metodi tradizionali di caccia sul Lago di Comabbio, concentrandosi sulle tecniche di appostamento da capanno o da botte e sulla caccia itinerante nella palude. Spiega come i cacciatori utilizzassero richiami per attrarre la selvaggina e si avvicinassero lentamente con il barchino, o attendessero nascosti nelle botti mimetizzate. Infine, elenca le specie di uccelli acquatici più comunemente cacciate nella zona, fornendo sia il nome in italiano che in dialetto locale.
 
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th820-QGLH860-lago-Comabbio.mp3 - Questo brano descrive le prime ricerche archeologiche sul Lago di Comabbio, inizialmente senza successo ma culminate nel 1878 con la conferma di insediamenti preistorici su palafitte da parte di Pompeo Castelfranco. Le indagini si concentrarono sulla sponda orientale, individuando diversi "mot" o cumuli di sassi indicativi di strutture sottostanti, con la località Le Pioppette che rivelò una palafitta di notevoli dimensioni. I reperti, tra cui frammenti di stoviglie e denti animali, suggerivano attività pastorali e un legame con gli insediamenti del vicino Lago di Varese. Nonostante la limitatezza dei ritrovamenti, in parte dovuta alla torbidità delle acque, questi studi pionieristici gettarono le basi per la conoscenza della civiltà delle palafitte in quest'area.
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th821-QGLH861-Lago-Comabbio.mp3 - Questo brano descrive la varietà di rettili che si possono trovare nei pressi del Lago di Comabbio e dei suoi prati, con particolare attenzione alla natrice dal collare. Viene spiegato che i giovani rimangono vicino all'acqua, mentre le femmine adulte cacciano rospi lontano dalla riva. L'autore sottolinea che la natrice è assolutamente innocua, nonostante metta in scena un finto attacco di vipera o simuli la morte se minacciata. Oltre alla natrice, vengono menzionati anche l'orbettino, una lucertola senza zampe, e la lucertola muraiola, che vive sui muri.
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th822-rvg-005.mp3 - Questo podcast presenta un resoconto ottimista di un evento natalizio tenutosi l'8 dicembre 2023, una "giornata degli auguri", evidenziandone l'ottima organizzazione con addobbi scenici e un bar aperto per l'accoglienza. L'oratore si concentra sulla parte ludica e di intrattenimento, descrivendo l'arrivo di due musicisti che si sono esibiti con gospel e swing, nonostante la generale disattenzione e il chiasso del pubblico. Questa mancanza di apprezzamento da parte degli astanti porta a riflettere sull' utilità di certe spese e sulla mancanza di rispetto verso gli artisti e gli organizzatori, pur riconoscendo il valore dell'organizzazione dell'evento.
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th823-rvg-006.mp3 - Questo audio descrive in dettaglio la preparazione di un'insalata di verdure con aringa, fornendo istruzioni passo passo. Si inizia con la preparazione di patate, uova e carote lesse, tritandole finemente, e si sottolinea l'importanza della pazienza nel pulire meticolosamente l'aringa, rimuovendo pelle e lische. Successivamente, si spiega come assemblare il piatto a strati, includendo la cipolla macerata, il pesce a tocchettini e, a più riprese, una maionese distribuita con parsimonia, terminando con la barbabietola e il tuorlo d'uovo sbriciolato per guarnire. L'audio menziona anche una ricetta alternativa per il pesce con cipolla, offrendo spunti per la preparazione.
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th824-rvg-007.mp3 - Un oratore di Radio Fornace discute la festa di Capodanno organizzata dal bar, che include una cena con musica a pagamento. Inizialmente il costo della musica era incluso nel prezzo della cena, ma in seguito è stato annunciato che la musica sarebbe stata offerta dalla "fornace" o "ludico", riducendo il costo individuale della cena. L'oratore esprime disaccordo con questa decisione, poiché ritiene che l'associazione stia sovvenzionando un evento considerato quasi privato a cui non tutti possono partecipare, a differenza di eventi pubblici passati aperti a tutti. La sua principale preoccupazione è che ciò possa creare un precedente per sovvenzionare eventi privati in futuro, sostenendo che i costi di un evento quasi privato non dovrebbero ricadere sull'intera comunità o associazione.
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th825-rvg-008.mp3 - Questo intervento su Facebook discute le polemiche sorte riguardo alle celebrazioni di Capodanno. Inizialmente, un bar propone una cena a €75, ma poi il prezzo scende a €65 perché la direzione offre la musica, scatenando dibattiti nel gruppo "miglioriamo la fornace". Parallelamente, un gruppo privato organizza la propria festa autogestita nella sala TV, ma intende usufruire della musica al bar, creando ulteriore difficoltà di gestione secondo l'autore. La decisione della direzione di coprire i costi della musica al bar (€10 a persona per gli iscritti e accesso gratuito per il gruppo privato) si configura come un compromesso, che però solleva la questione dei costi ricadenti su tutti gli azionisti non partecipanti.
 
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th826-rvg-009.mp3 - Nel suo podcast di fine anno, l'autore celebra il successo dei suoi programmi per il 2023 e annuncia i suoi piani per il 2024. Il suo progetto principale è un settimanale chiamato RVG Radio Video Giornale, che verrà pubblicato ogni lunedì e includerà contenuti da ascoltare, guardare e leggere. Ha già testato questo formato per otto settimane e intende mantenerlo per tutto il prossimo anno, considerandolo la sua passione e il suo divertimento. Inoltre, l'autore intende evitare lavori inutili o sforzi fisici eccessivi nel 2024, concentrando invece le sue energie sul suo giornaletto, che gli procura grande soddisfazione, e augura a tutti un buon anno nuovo, esortando a perseguire ciò che si desidera veramente.
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th827-toponimi-biandronno.mp4Questo testo esplora le origini dei toponimi in diverse località, come Comabio, Biandronno, e Osmate, svelando come i nomi dei luoghi siano spesso legati a caratteristiche fisiche, attività passate o leggende locali. Viene anche affrontato il tema dei soprannomi storici, mostrando l'inventiva dei nostri antenati nell'attribuire nomignoli basati su vizi, professioni o tratti fisici. Infine, il brano si addentra nel contesto storico di Busto Arsizio durante l'occupazione austriaca nel 1859, descrivendo l'atmosfera tesa e l'arrivo di Garibaldi come eventi che segnano un punto di svolta.
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th828-rvg-04-023.mp3 - Questo testo si apre con una presentazione del podcast "Regijo.it e la storia continua", concentrandosi sulle storie locali di Biandronno e Busto. La prima parte esplora i toponimi di Biandronno, spiegando l'origine e il significato di nomi di luoghi come il Ponte della Brabbia, La Loggia del Gatto, Il Roncato, Il Rock e La Sodca, spesso collegandoli a termini dialettali o latini. Successivamente, il focus si sposta sull'agricoltura e il mondo contadino, presentando una serie di proverbi legati ai cicli stagionali e alle pratiche agricole. La parte finale del testo racconta un evento storico drammatico accaduto a Busto, descrivendo l'arresto ingiustificato di tre uomini da parte delle truppe austriache nel 1859, evidenziando la paura e l'incertezza del periodo bellico e l'esito incerto della vicenda.
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th829-rvg-04-024.mp3 - Questo brano di Redigo.it è un viaggio attraverso la storia e le tradizioni locali, toccando diversi argomenti. Inizia ricordando la battaglia delle Corneliane nel 218 a.C. e poi si sofferma sul Coperto dei Figini, un antico centro commerciale di Milano prima della sua demolizione nel 1864. Il testo esplora anche rimedi casalinghi e decotti popolari, come il decotto di bisi per problemi polmonari, evidenziando l'ingegno e l'efficacia di queste pratiche in tempi passati. Infine, descrive i toponimi di Catrezzate e la figura di Ferrante Rittatore, un archeologo che scoprì e diede il nome alla cultura di Canegrate, sottolineando la sua passione per la ricerca e la divulgazione scientifica.
 
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th830-villa-comabbio.mp4 - Questo brano, proveniente da una trasmissione radiofonica, esplora vari argomenti legati al territorio lombardo. La prima parte offre un affettuoso ritratto di Alda Merini, sottolineando il suo genio comico e l'uso del dialetto milanese per trasformare la tragedia in risata. Successivamente, il testo descrive piatti della cucina povera lombarda, come il minestrone e diversi tipi di risotto, evidenziando la resilienza e l'ingegnosità nel reperire il cibo in tempi di scarsità. Infine, il brano si concentra su toponimi di Cadrezzate e sull'organizzazione e il rituale funerario della necropoli di Canegrate, fornendo dettagli sull'estensione, il numero di sepolture e le pratiche di cremazione, inclusa la particolare usanza di deporre le urne capovolte.
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th831-rvg-04-026.mp3 - Questo podcast presenta una varietà di argomenti legati alla storia e alla cultura locale, spaziando dalla leggenda milanese della colonna del diavolo nella basilica di Sant'Ambrogio, con i suoi fori enigmatici e il legame con l'antica Mediolanum capitale, a un vivace racconto delle tradizioni culinarie del passato, descrivendo piatti rustici e i "disnadaspus", sontuosi banchetti nuziali. Si esplorano poi i toponimi della zona di Cadrezzate, analizzando l'origine di nomi di luoghi come il "Mot" e il "Passeraccio", e si conclude con un approfondimento sulle prime civiltà della pianura padana, dalla preistoria all'arrivo dei Celti e la conquista Romana, dedicando infine un focus al rotacismo, una peculiarità linguistica del dialetto lombardo.
 
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th848-storie-varie.mp4 - Questo segmento di Radio Fornace offre un mix di intrattenimento storico e locale per i suoi ascoltatori, i "Villeggianti." Si apre con riferimenti a San Biaggio e l'arrivo della primavera, per poi immergersi in un racconto dettagliato sul "El val barquet," un mezzo di trasporto e luogo di vita che accoglieva persone in cerca di lavoro, visitatori curiosi e viaggiatori che condividevano storie e "meraviglie viste." La discussione si sposta poi sulla figura leggendaria di "Gildo Gamela," un noto fuorilegge di Verghera descritto come astuto e ricercato dai carabinieri, le cui gesta e la sua eventuale cattura sono narrate attraverso aneddoti e leggende popolari tramandate.
th849-rvg-45-316.mp3 - Questo testo sembra un resoconto settimanale che copre diversi argomenti, a partire da un notiziario del villaggio. Vengono menzionati eventi sociali come il burraco, notando come certe comunicazioni rimangano private e non vengano condivise con l'intera comunità, il che solleva un punto sull'integrazione. Si passa poi a suggerire un mercato dell'usato come attività per il tempo libero e a fornire una dettagliata ricetta di cucina tradizionale. Infine, l'autore si addentra in un angolo satirico, descrivendo Milano in modo ironico, esagerando alcuni aspetti della città e dei suoi abitanti, prima di concludere con una breve spiegazione sull'origine dei nomi di alcuni luoghi.
th849-storie-varie.mp4 - Questo brano radiofonico offre una miscela eclettica di argomenti, iniziando con le notizie locali e la discussione su un gruppo privato di burraco visto come un "gropuscolo" separato dal villaggio. Si passa poi a un annuncio sul mercato dell'usato e dell'antiquariato che attira intenditori da tutta Italia, e a una sezione dedicata a una ricetta tradizionale descritta in dialetto. La parte finale presenta una visione satirica e critica di Milano, soprannominata la "capitale controvoglia" della "Politonia" e la "Colombia del Nord", descrivendone gli abitanti come "polentoni" e i problemi legati alla droga e alla criminalità, ironizzando anche su un ipotetico supereroe locale.
 
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th850-cimitero-mercallo.mp4 - Questo testo narra una lunga contesa tra i comuni di Mercallo e Oriano riguardante la ripartizione delle spese per il cimitero di Mercallo. Tradizionalmente i defunti della frazione Oneda di Oriano venivano sepolti a Mercallo perché soggetti alla sua parrocchia, ma nell'Ottocento sorsero disaccordi sulla suddivisione dei costi, complicati dalla dipendenza da diverse province. La tensione aumentò con la costruzione del nuovo cimitero a Mercallo nel 1856, con Mercallo che pretendeva da Oriano contributi per il seppellitore e per la costruzione, mentre Oriano si rifiutava di pagare. La disputa si protrasse fino al 1861, e si concluse infine nel 1898 quando la curia milanese separò Oneda dalla parrocchia di Mercallo, permettendo a Oriano di evitare le spese del cimitero vicino.
th851-ordalia.mp4 - Questo passaggio narra un dramma che si svolge attorno a un giudizio di Dio, un'ordalia chiamata "erba della cagna," per dirimere una controversia sull'onore. Il re Totila si sente diffamato da Vladimir, il cui diritto alla vendetta per l'affronto subito da sua moglie, Urgrid, è già stato soddisfatto economicamente. Quando Vladimir sopravvive all'ordalia nonostante il veleno, mettendo in dubbio la veridicità della versione di Urgrid e l'efficacia del rito, il re comincia a sospettare che la donna abbia mentito e si prepara a difendere il suo onore accusandola pubblicamente. Il re Totila, disilluso dall'ordalia, decide di abolirla, riconoscendola come uno strumento inefficace e potenzialmente ingiusto, e si concentra invece sul proteggere Vladimir e ristabilire la verità attraverso mezzi più terreni.
th852-buone-maniere.mp4 - Il brano descrive l'evoluzione delle buone maniere a tavola, passando da un approccio conviviale e condiviso, dove si mangiava dallo stesso piatto e si usavano le dita, all'attuale usanza di avere piatti, bicchieri e posate individuali. Questa transizione, iniziata nel XV secolo, ha portato a una maggiore distinzione e individualizzazione durante i pasti, sebbene l'adozione di queste pratiche sia stata graduale e non uniforme in tutte le aree geografiche, come dimostra l'esempio dell'uso singolo di posate in alcune famiglie e la persistenza di abitudini condivise fino a tempi recenti. L'uso di posate individuali, come la forchetta, ha anche segnato gerarchie sociali e di genere in passato.
th853-rattin.mp4 - Questo brano narra la storia della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, concentrandosi in particolare sul suo primo sistema di illuminazione a gas. Viene descritto l'ingegnoso dispositivo di accensione chiamato "ratin", un carrello meccanico che viaggiava lungo una rotaia sulla cupola per accendere i lampioni. Il testo ripercorre le tappe fondamentali della costruzione della galleria, dalla sua approvazione all'inaugurazione, e accenna anche a un tragico evento: la morte dell'architetto Giuseppe Mengoni.
th854-asciugamano-robinia.mp4 - Questo testo esplora l'origine e il significato dell'espressione milanese "asciugamano di Robinia" o "sugamande de Rubinia". Si tratta di un modo di dire figurato, non letterale, che indica una bastonatura o una sferzata, spesso detta in tono scherzoso a un giovane vivace. Il testo spiega che l'espressione deriva dall'uso storico dei rami giovani e flessibili della robinia per fare cesti o come fruste, e nota l'ironia del fatto che dalla robinia si possa effettivamente ricavare una fibra tessile, un significato probabilmente noto ai nostri antenati in epoche in cui le fibre naturali erano preziose e difficili da ottenere.
th855-dire-osteria.mp4 - Questo testo, introdotto come parte di un intrattenimento radiofonico, celebra l'osteria come l'ultimo baluardo del dialetto, un luogo dove il pensiero si esprime liberamente, superando le limitazioni della lingua formale. Viene presentata come un centro di filosofia popolare collettiva dove si discutono liberamente la vita quotidiana, la politica e i costumi sociali, fungendo da cattedra di pensiero lontana da dogmatismi. L'introduzione, presentata da un "prologo" in rima, annuncia una serie di espressioni dialettali e il loro significato, come "porcun" per indicare la massima sporcizia o "venerdì" per descrivere una persona magra, evidenziando come il dialetto catturi l'immediatezza del pensiero e della vita.
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th863-dire-osteria.mp4 - Questo testo, un estratto da un file audio, presenta una panoramica ironica e satirica su diversi aspetti della vita e della storia milanese. Si apre con una riflessione sui "matti", intesi in senso ampio come persone eccentriche o folli, per poi passare all'arrivo di Napoleone a Milano, descritto con sarcasmo per le sue azioni di spoliazione nonostante la promessa di libertà. Successivamente, l'autore divaga sulle ombre, le loro caratteristiche curiose e l'espressione "fare le ombre cinesi" come metafora di spettacolo o minaccia. Infine, l'attenzione si concentra sulla comunità cinese di Milano, narrandone la storia, l'integrazione e l'attività commerciale, con un aneddoto finale che sottolinea la loro sorprendente padronanza del dialetto milanese.
th864-dire-osteria.mp4 - Questo testo sembra un estratto da un programma radiofonico, "Radio Fornace," che offre "tradizionale giornaliero intrattenimento." Il brano presenta una serie di definizioni e spiegazioni di termini dialettali o gergali, spesso legati a comportamenti discutibili o a descrizioni pittoresche di persone. Vengono esplorati i significati di parole come "rufiano," "rochetta," "scimbiotto di pezza," e la descrizione di una donna magra, concludendo con un proverbio sull'inganno. L'obiettivo è probabilmente quello di divertire gli ascoltatori con il linguaggio colorito e le descrizioni vivide.
th865-voci-ringhiera.mp4 - Questo video presenta un viaggio attraverso espressioni milanesi, svelando il loro significato profondo e le loro affascinanti origini. Vengono esplorate frasi come "verniss" per descrivere qualcuno che ha perso il suo antico splendore, "pel de gigio" per indicare una persona dalla "pelle dura", e "faciun de tromba" per deridere donne rotondette, spesso legate alle pompe dell'acqua decorative. Ogni espressione, come "roba del soldio" per qualcosa di scarsa qualità o "man gusa" per descrivere un avaro, riflette l'ironia e la saggezza popolare, offrendo uno spaccato unico sulla cultura e la storia di Milano, inclusa l'idea del "lit in quater" per il monumento di Leonardo o "a Milan anca i muron fan l'uga" che celebra il miracolo economico della città.
th866-radiofornace-estintori.mp4 - La ripartenza di Radio Fornace nel 2024 segna un nuovo capitolo per il progetto TH, evidenziando un problema comune: la mancata revisione degli estintori privati. A differenza degli anni passati, la società non supporta più tale incombenza, lasciando ai singoli proprietari l'obbligo di mettersi in regola autonomamente secondo le leggi vigenti ad agosto 2024. L'autore si impegna a trovare la soluzione più conveniente e legale, procurandosi preventivi e suggerendo che altri 309 condomini dovrebbero fare lo stesso, pur riconoscendo le difficoltà organizzative e i costi in aumento rispetto al passato.
th867-racconti-ridere.mp4 - Durante il tardo Medioevo, in Francia, i fabliau erano un genere di racconti in versi popolari, pensati per far ridere il pubblico. Spesso utilizzavano umorismo grezzo, con battute e doppi sensi a sfondo sessuale e riferimenti alle funzioni corporee. I temi ricorrenti includevano personaggi imbroglioni e beffe ai mariti traditi, mostrando come anche nel Medioevo esistessero storie volgari e divertenti, simili alle barzellette moderne. Nonostante alcuni autori aggiungessero una finta morale, lo scopo principale era semplicemente quello di far ridere, non di educare.
th868-luci-rosse1.mp4 - Questo estratto esplora il ricco e variegato panorama letterario medievale in Francia, evidenziando in particolare la fioritura di due tradizioni distinte a nord e a sud del paese, corrispondenti agli idiomi d'oïl e d'oc. A nord prevale l'epica con capolavori come la Chanson de Roland, caratterizzata da uno stile austero e solenne e da una sapienza narrativa che, pur non aderendo sempre alla verità storica, sa suscitare emozioni profonde. Nel sud, invece, domina la lirica dei trovatori, che celebrano un amore rarefatto e irraggiungibile attraverso un sofisticato virtuosismo tecnico e un gioco sottile di allusioni. Il testo sottolinea anche la presenza, nel Medioevo, di una cultura della parodia e della comicità irriverente che affiancava la letteratura seria, manifestandosi anche in burle e invettive che persistettero a lungo nonostante le deplorazioni ecclesiastiche.
th869-luci-rosse2.mp4 - Il testo esplora la coesistenza di mondi opposti nel Medioevo, quello ufficiale e pio accanto a quello carnevalesco e trasgressivo, documentato anche nei margini dei manoscritti. Attraverso esempi come l'oratoria sacra che usa linguaggio diretto e volgare (come il riferimento alla "cavagna di Gambari" per il sesso femminile) e le prime poesie d'amore cortese che si affiancano a versi salaci e blasfemi rivolti a un pubblico maschile, si evidenzia come il gioco e la parodia invadessero la serietà, anche se l'elaborazione di questi "contratesti" avveniva negli stessi ambienti che creavano i modelli elevati. Questa dualità riflette un mondo in cui il serio e il comico si alternavano liberamente.
 
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th870-luci-rosse3.mp4 - Il testo esplora come la poesia medievale, in particolare quella dei trovatori, non si limitasse solo ai temi cortesi dell'amore idealizzato, ma esplorasse anche territori dissacranti e ironici, spesso con espliciti riferimenti sessuali. Viene citato Guglielmo IX come pioniere di questo approccio, con la sua fama di dongiovanni e persino il progetto di un'"abbazia di prostitute", e si tracciano parallelismi con opere successive come le novelle del Boccaccio. Un esempio centrale è la "tenzone del corn", una disputa poetica in cui diversi trovatori discutono la decisione di un cavaliere di rifiutare una proposta sessuale esplicita, dimostrando come anche maestri della poesia elevata, come Arnaut Daniel, partecipassero a questi dibattiti "scandalosi".
th871-luci-rosse4.mp4 - Questo estratto esamina come la parodia e il grottesco abbiano permeato la poesia amorosa e cortese del Medioevo, spesso con una caduta di tono deliberata. Vengono presentati esempi specifici di come poeti celebri come Bernard de Ventadour e Folchetto da Marsiglia siano stati oggetto di "contrafacta" irriverenti, testi che riutilizzano la struttura metrica e melodica dell'originale per veicolare contenuti osceni e scatologici. Si evidenzia inoltre come la tradizione arturiana e i racconti di doni soprannaturali possano essere trasformati in narrative volgari e dissacranti, come nel caso del cavaliere che acquisisce la capacità di far parlare le vagine e i deretani.
th872-menu-taverne.mp4 - Questo testo descrive il cibo e le bevande tipiche consumate nelle taverne durante il periodo bizantino. Si evidenzia un menu semplice, basato su legumi, carne allo spiedo, pesce fritto e l'uso di condimenti come aglio e cipolle, con il Garos (o Garum) come salsa distintiva ricavata dal pesce. Viene anche menzionato l'accompagnamento con focacce e un'importante usanza riguardo al vino, che a Bisanzio veniva sempre allungato con acqua tiepida e addizionato con resina per conservarlo, a differenza dell'abitudine occidentale di bere vino puro, vista con disprezzo dai Bizantini.
th873-mens-sana.mp4 - Questo estratto di Radio Fornace, una continuazione sulla manutenzione degli estintori, spiega che l'organizzazione del campeggio ha rinunciato alla revisione degli estintori per il 2024 e che gli estintori sono ora responsabilità dei proprietari. L'oratore ha trovato un'azienda locale che offre servizi di manutenzione, descrivendo i diversi costi per il controllo, la revisione o la sostituzione a seconda delle condizioni dell'estintore. Egli sottolinea l'importanza di rispettare la legge e di mettersi in regola, indipendentemente da chi fornisca il servizio, criticando coloro che cercano di risparmiare o non si adeguano alle normative. L'oratore sta prendendo l'iniziativa di far revisionare i suoi estintori e quelli dei vicini fidati, perché per legge va fatto.
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th874-ossa-ammaccate.mp4 - Il testo esplora l'infrastruttura e le difficoltà di viaggio nell'epoca romana, partendo dall'organizzazione della vastissima rete stradale, considerata insuperata fino alle autostrade moderne e fondamentale per collegare Roma alle sue province. Viaggiare non era però confortevole a causa dei mezzi di trasporto scomodi e delle strutture ricettive spesso disagevoli e costose, simboleggiate dal ramo di spine degli albergatori che "spogliavano" i clienti, sebbene non ovunque. Il servizio postale, inizialmente sporadico, divenne militarizzato ed efficiente in epoca cesariana e augustea, riservato però principalmente ai funzionari imperiali.
th875-ponte-arona.mp4 - Questo testo racconta la storia di un progetto per un ponte tra Arona e Angera sul Lago Maggiore, iniziato con un'idea embrionale nel 1874 per una spesa modesta. Si descrive poi un ambizioso progetto di ingegneria del 1879, proposto dall'ingegner Paolo Merzagola, che prevedeva un lungo ponte di ferro con travate girevoli e piloni imponenti, benché questo piano non si concretizzò. Nonostante la scomparsa di Merzagola, l'idea di un collegamento diretto continuò a essere considerata, con un parere favorevole del Consiglio dei Lavori Pubblici nel 1885 che riconosceva la fattibilità e i vantaggi per le ferrovie. Tuttavia, come si evince dalla sua assenza odierna, la proposta finale fu abbandonata, chiudendo questo capitolo di sviluppo infrastrutturale.
th876-settembre-saggezza-1.mp4 - Questo brano, tratto da una puntata del podcast "th876-settembre-saggezza-1.mp4" su redigo.it, esplora la tradizione e la saggezza popolare legate al mese di settembre, con un focus particolare sui proverbi e le credenze del passato. Vengono menzionate le attività agricole tipiche di questo periodo, come la raccolta del grano turco e delle patate, e l'importanza della preparazione dei campi per le semine autunnali e invernali, sottolineando che "aver loli de Gumber bisogna lavorare sodo". Una parte significativa è dedicata alla devozione mariana nel mese di settembre, con riferimenti a leggende e santuari dedicati alla Natività di Maria, evidenziando come la Madonna della grandine sia venerata per la protezione delle vigne. Infine, si toccano i proverbi legati al vino e all'amicizia, con un aneddoto divertente su come l'alcol possa rendere momentaneamente tutti amici, per poi tornare alle formalità il giorno dopo.
th877-anno-signore.mp4 - Questo passaggio esplora la definizione della cronologia cristiana e l'importanza simbolica dell'anno 1000. Viene spiegato che fu Dionigi il Piccolo nel VI secolo ad adottare l'uso di contare gli anni dalla nascita di Cristo, stabilita convenzionalmente nel 753 dalla Fondazione di Roma, sostituendo così l'era di Diocleziano. L'anno 1000 è poi presentato come un momento carico di attesa e speranza, legato a profezie millenaristiche e a un forte senso di rinascita, sebbene questa attesa fosse in parte un mito. Infine, si confrontano le paure e le aspettative per l'anno 1000 con quelle per il più recente anno 2000, sottolineando come tali scadenze siano in gran parte convenzioni umane, basate su eventi la cui datazione non è del tutto certa.
th878-settembre-saggezza-2.mp4 - Questo testo esplora le tradizioni e i proverbi legati al mese di settembre, concentrandosi in particolare sul vino e sulle previsioni meteorologiche. Si parla del modo di dire "vino settembrino", riferito a un vino debole, e dell'importanza della cura delle botti in cantina per evitarlo. Vengono poi citati diversi proverbi legati alle piogge di settembre e all'andamento della vendemmia in base al tempo del 9 settembre (San Gorgonio) e del 14 settembre (Santa Croce). Infine, il testo si sofferma sulla cerimonia della Nivola nel Duomo di Milano, un rito legato al ritrovamento di un chiodo della croce e alle tradizioni popolari che lo accompagnavano.
th879-settembre-3.mp4 - Questo testo, parte di una serie intitolata "redigo.it e la storia continua," si concentra sul mese di settembre, intrecciando saggezza popolare, tradizioni religiose e pratiche agricole. Vengono discussi i "tempora", festività liturgiche legate al ringraziamento per il raccolto, e si riportano descrizioni storiche e liriche della Lombardia come luogo di grande bellezza e prosperità agricola. La parte finale si focalizza sulle attività tipiche di settembre nei campi, nell'orto e nella stalla, con un'attenzione particolare alla vendemmia e all'importanza delle castagne, celebrate da proverbi e utilizzate anche nell'alimentazione animale.
 
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th880-settembre-saggezza-4.mp4 - Questo testo esplora la saggezza popolare contadina attraverso proverbi e tradizioni legate al ciclo agricolo e alle stagioni, in particolare al mese di settembre. Si evidenzia l'importanza del lavoro agricolo, simboleggiato dalla raccolta del riso e dalla ricchezza che deriva dalla spiga matura. Vengono inoltre affrontati temi come il contrasto tra proprietari terrieri e affittuari, i rituali legati a San Michele (trasloco e pagamento dell'affitto), e il valore dell'esperienza dei vecchi rispetto alla prospettiva dei giovani. Infine, si accenna a tradizioni culinarie e a filastrocche per i bambini.
th881-lana-latte.mp4 - Il testo esplora il concetto di surrogato nella storia umana, evidenziando come la necessità, spesso derivante da guerre, crisi economiche o sanzioni, abbia stimolato l'ingegno nella creazione di sostituti per prodotti originali. Dalle soluzioni preindustriali a base di ingredienti naturali ai prodotti sintetizzati grazie all'industria chimica, la storia è costellata di surrogati nati da scarsità. Esempi significativi includono lo zucchero di barbabietola, la margarina e i vari sostituti alimentari e materiali inventati in periodi di conflitto e autarchia, dimostrando come l'ingegno umano si adatti per superare le difficoltà.
th882-giochi-passatempi.mp4 - Durante il Rinascimento, il gioco divenne un'attività di grande importanza culturale e sociale, non più visto solo come peccato ma come un'espressione della creatività umana. Molti sport e giochi da tavolo moderni, come il calcio, il biliardo, la dama e gli scacchi, furono inventati o codificati con regole precise in questo periodo, dimostrando il valore pratico, ricreativo, culturale e pedagogico che gli venne riconosciuto. Artisti rinascimentali di rilievo si dedicarono persino a disegnare oggetti legati al gioco, evidenziando quanto fosse di moda e integrato nella vita quotidiana, dalla tombola ai giochi di guerra in miniatura, passando per i passatempi dei bambini raffigurati nell'arte per la prima volta come soggetto principale.
th883-biricchinate.mp4 - Questo video in dialetto locale, intitolato "Birichinate", rievoca i ricordi d'infanzia legati ai comportamenti dei ragazzini di un tempo. Vengono narrate le avventure e i piccoli furti di un gruppo di amici, dall'organizzare la vendita di gelati con un triciclo modificato al rubare i coni ("parigine") da un deposito improvvisato. La parte centrale si concentra su un tentativo di rubare ciliegie da una proprietà vicina, che si trasforma in una fuga rocambolesca dopo essere stati scoperti dalla proprietaria, descrivendo il panico e l'escamotage utilizzato per distrarre la donna e riuscire a scappare.
th884-calendario-settembre.mp4 - Questo brano presenta una sorta di calendario per il mese di settembre, mescolando osservazioni pratiche e aneddoti storici. Include consigli sulla raccolta delle patate e il cambiamento dell'ora, riflessioni umoristiche sulle relazioni e il vegetarianismo, e la traduzione di un antico proverbio sull'etichetta a tavola. Vengono citate anche usanze lavorative storiche, come la "piscinina" (una giovane fattorina), e si narra la leggenda di Sant'Eustorgio I e la fondazione della sua chiesa a Milano, legata alle spoglie dei Re Magi. Il tutto si conclude con un proverbio meteorologico legato al 14 settembre.
th885-voci-ringhiera.mp4 - Questo testo presenta un insieme di detti milanesi, spiegandone l'origine e il significato profondo. Ogni espressione dialettale, come "vernìs el pel del Gigio" o "faciùn de tromba", viene analizzata, spesso collegandola a tradizioni artigianali, usanze quotidiane o aneddoti storici tipici di Milano. L'intento è quello di conservare e tramandare l'arguzia e l'ironia che caratterizzano il linguaggio popolare milanese, offrendo un ritratto culturale della città attraverso i suoi motti.
th886-castello-Capronno.mp4 - Questo testo descrive le vestigia di antichi castelli situati nelle zone di Capronno, Taino e Lisanza, evidenziandone l'importanza storica e strategica nel controllo del territorio. Si sofferma sull'origine Longobarda di Capronno, menzionando la sua funzione di corte regia e centro di giustizia, e la presenza di un castello posto a guardia. Per Taino, si nota come un palazzo signorile sia stato costruito sulle rovine di una fortezza un tempo importante ma caduta in disuso. Infine, per Lisanza, viene dettagliato il ruolo del castello come sistema difensivo e ricetto a protezione del villaggio e della chiesa, descrivendone l'aspetto attuale e la tecnica costruttiva della torre superstite, che permette di immaginarne l'antica magnificenza.
th888-castello-sesto.mp4 - Questo testo descrive l'importanza storica e strategica di Sesto Calende e Lentate attraverso i secoli, focalizzandosi sui loro sistemi di fortificazione. Sesto Calende, inizialmente un insediamento celtico e poi un castrum romano, divenne cruciale per il controllo del traffico fluviale sul Ticino e sul Verbano, specialmente con l'ascesa dei Visconti, che la trasformarono in una stazione doganale. Purtroppo, la maggior parte delle antiche strutture difensive è difficile da individuare oggi a causa dello sviluppo urbano, con Casa Mazza come unica costruzione riconoscibile. Lentate, invece, nacque come rifugio per gli abitanti locali, trasformandosi poi in un convento fortificato e infine in una residenza signorile con un passato legato al Risorgimento.
th889-racconti-sveglia.mp4 - Questo dialogo in milanese moderno, tratto da "th889-racconti-sveglia.mp4" su www.reigo.it, presenta una conversazione umoristica tra una giovane donna e il suo vicino di casa. L'uomo si lamenta delle sveglie mattutine della donna, che disturbano il suo sonno, e le suggerisce diverse soluzioni assurde. Attraverso scambi vivaci, emerge il motivo per cui lei si sveglia presto: per accompagnare al lavoro il fidanzato tranviere che non ha la macchina. Il dialogo si conclude con un tono leggero e quasi romantico, suggerendo un'insolita connessione tra i due vicini.
 
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th890-palude-brabbia.mp4 - Il testo descrive la Riserva Regionale Palude Brabbia, un'importante area naturale situata tra i laghi di Varese e Comabbio, che rappresenta un eccellente esempio di torbiera piana pedemontana. Questa zona umida, formatasi circa 20.000 anni fa in seguito all'ultima glaciazione, è un'oasi naturale di notevole importanza ecologica. La descrizione si concentra sulla ricca varietà di flora e fauna che popolano la riserva, evidenziando in particolare la grande varietà ornitologica con centinaia di specie di uccelli, e menzionando anche la presenza di mammiferi, rettili e anfibi di interesse.
th891-comabbnio.mp4 - Questo brano esplora la storia e le caratteristiche del paese di Comabbio, situato sulla sponda occidentale dell'omonimo lago in provincia di Varese. Si ipotizza che il luogo abbia origini antichissime, forse risalenti all'età del bronzo, data la scoperta di reperti preistorici nel lago. Il testo ripercorre poi le tappe storiche del paese, dalla sua menzione in documenti medievali al dominio austriaco, e descrive i principali luoghi di interesse, inclusa la chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo e il santuario della Beata Vergine Rosario. Un punto focale del brano è la connessione di Comabbio con l'artista di fama mondiale Lucio Fontana, fondatore dello spazialismo, che scelse di vivere e operare nella sua vecchia casa di famiglia nel paese. Infine, si accenna all'etimologia del nome Comabbio e allo stemma civico.
th892-formagella.mp4 - Il brano descrive due formaggi tipici della Valtrompia: la formagella e il Nostrano. La formagella è un formaggio a pasta molle ottenuto da latte vaccino intero, caratterizzato da una breve stagionatura e un sapore gentile e aromatico. Il Nostrano, invece, è un formaggio a pasta semicotta con una stagionatura più lunga, apprezzato come formaggio da tavola con un sapore che diventa più saporito e piccante con l'invecchiamento.
th893-parlare-vino.mp4 - Questo testo presenta Simone, un contadino della Valpolicella che ha un rapporto profondo e quasi mistico con il suo vino. Descrive la sua cantina come un luogo sacro dove parla alle botti come se fossero creature viventi, convinto che il vino abbia bisogno di attenzione e comprensione. Simone spiega all'esattore della luce, inizialmente scettico, che il vino è un amico che conforta nella tristezza e con cui si sfoga, arrivando persino a scusarsi per averlo giudicato frettolosamente. Viene anche descritta la produzione dei tre tipi di vino della Valpolicella (da pasto, Recioto e Amarone), evidenziando come le stesse uve di partenza (Corvina, Molinara, Rondinella) diano vita a vini diversi, quasi come tre fratelli. Simone sottolinea l'importanza della qualità sulla quantità, paragonando le viti cariche di grappoli a famiglie numerose con poche risorse.
th894-parlare-vino-2.mp4 - Questo estratto spiega il processo di produzione del vino Recioto e dell'Amarone, due vini originari della stessa uva, sottolineando come la differenza stia nella fermentazione e nella maturazione. Il Recioto è descritto come un vino dolce e amabile, ottenuto bloccando la fermentazione per mantenere lo zucchero residuo, mentre l'Amarone, nato da una dimenticanza, è un vino secco e potente, risultato di una fermentazione completa e di un lungo affinamento in botte. L'autore usa metafore vivide per descrivere le caratteristiche e le personalità di questi due vini, paragonando il Recioto alla giovinezza e l'Amarone alla saggezza, e conclude con un aneddoto sulla provenienza dei profumi floreali specifici dei vini della Valpolicella.
th895-luce-elettrica1.mp4 - Il brano racconta la storia di Fabio, un "maestro di ferro" e "apostolo della cultura itinerante" nella campagna padana. Nonostante le disposizioni ministeriali per i centri di lettura che non riscuotevano successo, Fabio sceglie un approccio non convenzionale, portando l'istruzione direttamente nelle stalle dei contadini. Le sue lezioni, tenute nelle serate del giovedì, offrivano un ponte tra la cultura letteraria e la vita rurale, leggendo opere come "I Promessi Sposi" o "Don Chisciotte". La sua dedizione alla diffusione del sapere, radicata in un contesto di povertà e privazioni, come emerge dal toccante aneddoto della sua infanzia, evidenzia la sua forte motivazione interiore al di là delle istituzioni formali.
th896-luce-elettrica2.mp4 - Questo estratto narra la storia di Fabio, un maestro che, nonostante le difficoltà personali e l'indifferenza iniziale dei genitori contadini verso l'istruzione, si dedica con passione alla sua "missione dell'insegnante". Scoprendo che i metodi tradizionali non funzionano, adotta un approccio innovativo: porta la letteratura e la poesia direttamente nelle stalle, usando un metodo simile alla pubblicità commerciale con campioni gratuiti, leggendo ad alta voce per far scoprire agli analfabeti il piacere della lettura. Questa "magia della parola" stimola la curiosità, porta alla discussione e, infine, spinge i contadini ad iscrivere i loro figli a scuola, culminando nella celebrazione dell'arrivo della luce elettrica, simbolo di progresso e novità.
th897-buzzobohbohnte.mp4 - Questo brano descrive il Buzzo Boconte, un animale che predilige la solitudine e che, se lasciato tranquillo, è molto pacifico. Viene descritto fisicamente e se ne menzionano le abitudini alimentari, specificando che mangia erba, banane, cachi, nocciole e altro ancora. Il testo sottolinea come, nonostante la sua natura pacifica, la sua mole massiccia e il pelo ispido lo rendano pericoloso se disturbato. La sua caratteristica più nota sembra essere il verso, un ripetersi di "boh boh", che inizialmente ha portato a considerarlo "ignorante".
th898-fallomarmocchius.mp4 - Il testo descrive il Fallo Marmocchius, una presunta involuzione dell'Homo sapiens che si manifesta principalmente in età adolescenziale, soprattutto nei centri urbani. Questi individui tendono a autocelebrarsi, spesso arricciando le labbra a becco d'anatra, da cui uno dei nomi della specie. Sebbene innocui da soli, in branco mostrano comportamenti aggressivi e comunicativi simili al gergo rapper, con deformazioni linguistiche notevoli. La fonte ipotizza che questa mutazione genetica, influenzata dall'ambiente, possa diventare un ramo a sé stante del genere Homo se questi individui riusciranno a riprodursi.
th899-gente-Ticino.mp4 - Questo brano esplora la ricca storia della pesca nel fiume Ticino, citando antiche descrizioni come quella di Fra Paolo Morigia e le sue lodi, sebbene forse esagerate, della pescosità e delle dimensioni dei pesci. Si sottolinea come il diritto di pesca fosse storicamente un privilegio regale, con numerosi conflitti e concessioni di questo diritto a vari signori e comunità nel corso dei secoli. Vengono infine descritti alcuni dei metodi tradizionali di pesca, come la pesca con le reti, la tirlindana per pesci più grandi, e le lignole per le anguille, insieme a dettagli sulle antiche pescherie.
th899-saggezza-sedttembre-03a.mp4 - Questo episodio del podcast "Saggezza di Settembre" esplora riti antichi, osservazioni sul tempo e lavori agricoli legati al nono mese dell'anno. Si sofferma sulle "tempora", festività liturgiche con radici romane di ringraziamento per i raccolti, e presenta affascinanti descrizioni storiche della Lombardia del '600, evidenziandone la bellezza naturale. Vengono poi citati proverbi legati a San Matteo e San Michele per marcare l'arrivo dell'autunno e l'accorciarsi delle giornate, e si dettagliano i compiti stagionali nell'orto, frutteto, vigneto e stalla, sottolineando l'importanza delle castagne come alimento per persone e animali in passato.
th900-artigiani-viaggianti.mp4 - Questo testo racconta di come, nel dopoguerra e prima dell'avvento dei frigoriferi, la gente conservasse il cibo, usando ghiacciaie sotterranee scavate per mantenere il ghiaccio, fondamentale per preservare alimenti come la carne. Descrive anche la figura di un'artigiana ambulante chiamata "noneta", che viaggiava offrendo servizi di cucito e, come molti all'epoca, non aveva un riparo stabile. Infine, spiega la transizione dalle grandi ghiacciaie collettive ai più piccoli "ghiacciaioli" casalinghi, anticipando l'arrivo dei moderni elettrodomestici e la fine di un'epoca.
 

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th705-locandina-villaggio.mp4 - Questo estratto audio è un brano musicale, probabilmente la famosa canzone "The Lion Sleeps Tonight", caratterizzato da un ritmo ripetitivo e orecchiabile. Il testo descrive un'atmosfera serena nella giungla e vicino al villaggio, sottolineando che il leone "dorme stanotte", creando un senso di pace e tranquillità. La ripetizione delle frasi come "A we aim" contribuisce all'andamento ritmico, mentre l'invito a non temere suggerisce un'intenzione di rassicurare e calmare. In sintesi, è un brano con un testo semplice e una struttura vocale ripetitiva che evoca immagini di una natura quieta e non minacciosa.
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th710-chiesa-purificazione-8.mp3 - Il brano descrive l'evoluzione socio-economica e assistenziale di Legnano e dintorni a partire dalla metà dell'Ottocento, evidenziando come, a fronte di una diffusa presenza di luoghi di svago come osterie e caffè, l'attività delle Figlie di Carità e l'istituzione di scuole abbiano gradualmente portato a un rafforzamento delle famiglie e a nuove vocazioni religiose. Parallelamente, si assiste a un cambiamento economico, con il declino dell'agricoltura e l'ascesa dell'industria tessile e di attività collaterali, creando un paesaggio urbano caratterizzato da fabbriche operative anche giorno e notte. La figura di Barbara emerge come centrale, non solo per il suo ruolo nel sostenere le comunità religiose e nel gestire le proprietà familiari in un contesto di difficoltà personali del fratello, ma anche per la sua decisione di destinare l'eredità paterna all'accoglienza di donne malate e alla formazione di infermiere, dimostrando un forte impegno sociale e caritatevole.
th710-chiesa-purificazione-8.mp4 - Il testo descrive l'evoluzione di Legnano a partire dalla metà dell'Ottocento, evidenziando la presenza iniziale di numerosi esercizi pubblici e la successiva trasformazione sociale grazie all'opera assistenziale ed educativa delle "figlie di carità". Si sottolinea come l'Istituto di Legnano diventi un modello per la creazione di nuove realtà educative e di assistenza, nonostante le difficoltà personali di Barbara, la figura centrale che, ereditando un vasto patrimonio, lo destina in gran parte a sostenere enti religiosi che aprono scuole. Infine, il brano delinea il rapido passaggio di Legnano da un'economia agricola a un'intensa industrializzazione, con la comparsa di numerose fabbriche e attività artigianali che offrono lavoro a migliaia di persone, dimostrando una profonda trasformazione del tessuto sociale ed economico della città.
th711-chiesa-purificazione 9.mp4 - Il brano descrive la vita e le opere di Madre Barbara Meli e, dopo la sua morte, di Madre Giulia Amigazzi, figure centrali nella comunità di Legnano e Tradate alla fine del XIX secolo. Si concentra in particolare sull'importanza dell'istruzione e dell'assistenza, evidenziando l'impegno delle religiose nell'affrontare l'analfabetismo e fornire supporto attraverso scuole, oratori e ricoveri per i bisognosi. Il testo narra anche delle vicende legali relative all'eredità di Madre Barbara, risolte a favore delle suore dopo un lungo contenzioso, permettendo la continuazione e l'espansione delle loro attività benefiche e della loro presenza nel territorio con nuove istituzioni educative e assistenziali, oltre al restauro e all'acquisizione di chiese significative per la comunità.
th711-chiesa-purificazione-9.mp3 - Questo testo descrive l'impegno educativo e sociale delle suore Canossiane a Legnano, concentrandosi in particolare sulla loro lotta contro l'analfabetismo attraverso l'istituzione di scuole, anche per ragazzi che lavoravano e donne. Viene narrata la fine della vita di Madre Melsatica e la successiva vicenda legale relativa all'eredità, che, nonostante le difficoltà, consentì alle suore, guidate da Madre Giulia Amigazzi, di proseguire e ampliare la loro opera di carità, aprendo nuove scuole e un ospizio, e restaurando la chiesa della Purificazione, ora nota come la chiesa delle Canossiane.
th712-chiesa-purificazione 10.mp4 - Questo passaggio descrive l'importante ruolo delle suore Canossiane di Legnano e Tradate nel sostenere la comunità in tempi di crisi. Durante la Prima Guerra Mondiale, le loro strutture furono trasformate in ospedali ausiliari per accogliere e curare i soldati feriti, offrendo anche istruzione ai militari analfabeti. La loro solidarietà fu nuovamente cruciale durante l'epidemia di Spagnola nel 1918. Inoltre, Madre Giulia dimostrò un cuore grande accogliendo le orfane di guerra, offrendo loro educazione e lavoro. Infine, si menziona una corrispondenza dove il Podestà di Legnano, riconoscendo il prezioso patrimonio artistico delle suore, tenta di convincerle a trasferirlo per custodirlo al sicuro.
th712-chiesa-purificazione-10.mp3 - Questo testo descrive l'importante ruolo delle suore della Purificazione a Legnano e Tradate, particolarmente nel periodo tra il 1904 e il 1939. Viene evidenziato il loro contributo essenziale durante la Prima Guerra Mondiale, quando le loro case furono trasformate in strutture sanitarie per i soldati, triplicando i posti letto disponibili. Dopo la guerra, continuarono a dedicarsi alle orfane di guerra, offrendo loro educazione e un futuro. Infine, viene raccontata la richiesta del Comune di Legnano, nel 1939, di acquisire il prezioso patrimonio artistico delle suore per il costituendo museo cittadino, mostrando la loro importanza anche per la storia e la cultura locale.
th713-archivio-comunale.mp3 - In occasione del centenario di Legnano come città, il Comune ha lanciato l'iniziativa "Pillole d'archivio" sul proprio sito web per rendere accessibile al pubblico l'archivio comunale. Ogni mese, vengono pubblicati e commentati documenti inediti, partendo dal decreto regio del 1924 che ha conferito a Legnano il titolo di città. L'obiettivo è valorizzare questo patrimonio storico e offrire spunti sulla vita quotidiana di Legnano un secolo fa, evidenziando la ricchezza informativa contenuta nei documenti d'archivio.
th713-archivio-comunale.mp4 - In occasione del centenario di Legnano, il Comune ha reso accessibile il proprio archivio storico attraverso una mostra virtuale chiamata "Pillole d'archivio", pubblicata sul sito web cittadino. Questa iniziativa, che si avvale dell'analisi della professoressa Carla Marinoni, mira a svelare documenti inediti, partendo dal decreto regio del 1924 che conferì a Legnano il titolo di città. L'obiettivo è non solo valorizzare il patrimonio documentale conservato a Palazzo Malinverni, ma anche offrire ai cittadini uno spaccato della vita quotidiana legnanese di un secolo fa, dimostrando che gli archivi non sono solo per gli studiosi ma rappresentano un patrimonio di tutti.
th714-archivio-comunale.mp4 - Questo estratto da un video presenta una passeggiata storica nella Legnano di oltre un secolo fa, concentrandosi in particolare sulla storia della costruzione del Palazzo Comunale. L'autore attinge a fonti documentali dall'archivio comunale per mostrare scene di vita vissuta e i motivi per cui Legnano ottenne il titolo di città, evidenziando fattori come la Battaglia del 1176, lo sviluppo delle infrastrutture e la crescita demografica. La narrazione poi descrive il lungo e complesso iter che portò all'edificazione del nuovo Palazzo Comunale, inclusa la selezione dell'architetto Aristide Malinverni e le difficoltà finanziarie e burocratiche incontrate lungo il percorso.
th714-archivio-comunale-1.mp3 - Questo brano, tratto da un podcast su Legnano, esplora la storia del palazzo comunale e le ragioni che portarono alla sua costruzione all'inizio del XX secolo. Viene evidenziata la rapida crescita della città, dovuta a fattori come la sua importanza storica, le infrastrutture e l'aumento della popolazione, che resero necessaria una nuova sede per l'amministrazione. Il testo descrive il lungo e complesso iter costruttivo, culminato con il progetto dell'architetto Aristide Malinverni, offrendo uno spaccato delle dinamiche politiche ed economiche dell'epoca. Attraverso l'analisi degli archivi comunali, lo scopo è illuminare la vita cittadina del passato e confrontarla con quella attuale.
th715-chiesa-purificazione-11.mp3 - Questo passaggio narra una serie di eventi cruciali nella storia di una comunità religiosa, evidenziando inizialmente la ferma determinazione di una suora nel negare l'accesso alla sua biblioteca, nonostante la debolezza fisica e le scuse per il ritardo, per rispettare la sacra volontà della donatrice di preservare intatti i libri. Il testo prosegue descrivendo le difficoltà affrontate durante la Seconda Guerra Mondiale, tra fame, bombardamenti e rifugi, e sottolinea l'instancabile impegno delle suore nell'assistere sfollati e rifugiati, offrendo ospitalità. La narrazione culmina con la morte di Madre Giulia nel 1942, che porta a un cambio di proprietà e al riconoscimento ufficiale del valore dell'opera svolta dalle suore sia a Legnano che a Tradate.
th715-chiesa-purificazione-11.mp4 - Questo estratto da "th715-chiesa-purificazione-11.mp4" presenta un rifiuto categorico da parte di Suor Maria Giulia Amigazzi riguardo alla cessione della sua biblioteca, citando la volontà sacra della testatrice che ne impone la conservazione e proibisce l'esportazione di qualsiasi libro. Il video poi sposta l'attenzione sugli eventi del secondo conflitto mondiale, descrivendo le difficoltà della popolazione legnanese, l'opera assistenziale delle suore e il trasferimento di beni preziosi per sicurezza. Infine, menziona la morte di Madre Giulia nel 1942 e il riconoscimento del valore della sua opera attraverso una dichiarazione del podestà.
th716-chiesa-purificazione-12.mp3 - Questo documento del 1942 elogia la signora Maria Giulia Migazzi, una filantropa la cui proprietà è stata utilizzata per opere benefiche per oltre novant'anni. Ha fornito gratuitamente scuole, asili, un ospizio per anziane e ha ospitato la Croce Rossa Italiana durante la guerra, ricevendo riconoscimenti pubblici e medaglie per la sua generosità, nonostante abbia sempre pagato tutte le tasse e le spese di manutenzione. Il testo sottolinea il suo esempio mirabile di altruismo a beneficio della popolazione locale.
th716-chiesa-purificazione-12.mp4 - Questo documento del 1942, emesso dal podestà di Legnano, celebra e descrive le immense opere di beneficenza svolte dalla signora Maria Giulia Migazzi e continuate da Baio Giuditta nella chiesa della Purificazione. Per oltre novant'anni, gli edifici e i terreni di proprietà sono stati utilizzati senza scopo di lucro per iniziative come scuole gratuite e un asilo infantile, beneficiando circa 400 bambini e alleggerendo le spese comunali, con la signora Migazzi che copriva tutti i costi di gestione, personale qualificato e arredi. Inoltre, la proprietà ospitava un ospizio gratuito per anziani bisognosi e, durante la guerra, fu messa a disposizione della Croce Rossa per allestire un ospedale da campo per i feriti. Le sue azioni le valsero numerosi riconoscimenti e medaglie dal governo e da altre istituzioni, dimostrando un eccezionale impegno sociale nonostante le elevate tasse e i costi di manutenzione, un esempio di straordinaria generosità a beneficio della comunità legnanese.
th717-archivio-comunale-2.mp3 - Questo passaggio esplora il Palazzo Comunale di Legnano, evidenziando il suo valore storico e artistico e il ruolo di Marinverni nel suo progetto. Il testo descrive i vari concorsi di design indetti per il palazzo e i diversi stili architettonici, come il neogotico e il Liberty, presenti nella struttura, sottolineando l'importanza di preservare questi elementi originali. Si menzionano anche altri lavori di Marinverni, in particolare la cappella commemorativa nel cimitero e i restauri di chiese, dimostrando la sua vasta influenza e il suo contributo all'architettura e all'arte.
th717-palazzo-comunale.mp4 - Questo estratto esplora la storia e le caratteristiche del Palazzo Comunale di Legnano, evidenziando il ruolo centrale di Marinverni nella sua architettura, decorazione e arredi. Il testo descrive l'edificio come un composito neogotico con richiami Liberty, dettagliando i diversi piani, il cortile interno e le ricche decorazioni, inclusi affreschi, graffiti e l'incisione latina "Concordia parvae res Kunt discordia maxima di Lavundur". Vengono inoltre menzionati altri progetti di Marinverni, come l'edicola funeraria e lavori nei cimiteri e nelle chiese, sottolineando la sua influenza e versatilità artistica.
th718-storie-casanostra.mp4 - Questo estratto esplora il significato storico e religioso di Legnano, concentrandosi sul ruolo centrale della chiesa principale nel tessuto urbano medievale e nel bilanciamento tra potere spirituale e temporale. Il testo sottolinea come la chiesa, in particolare dopo la battaglia del 1176, abbia contribuito all'affermazione dell'autonomia cittadina e a una società basata sul lavoro, con l'emergere delle corporazioni a protezione dei cittadini. Viene evidenziata l'importanza dell'archivio parrocchiale per comprendere le radici religiose della città e si narra la disputa tra Legnano e Parabiago per la sede della prepositura, risolta con una decisione che ha mantenuto la prepositura a Legnano, a riprova della sua superiorità in termini di popolazione, nobiltà e ricchezza rispetto a Parabiago.
th718-storie-legnano.mp3 - Questo estratto audio esplora la storia di Legnano, concentrandosi sul ruolo centrale della chiesa e della parrocchia di San Magno nel tessuto cittadino, sia a livello spirituale che laico. Viene evidenziato l'equilibrio tra il potere religioso e quello temporale, con la chiesa come punto focale della piazza principale e centro di vita sociale ed economica dopo la battaglia del 1176. Infine, si narra la disputa con Parabiago per la sede della prepositura nel XVI secolo, che si risolse con una decisione salomonica che mantenne la prepositura a Legnano, sottolineando l'importanza e la superiorità della città in termini di popolazione, arti e nobiltà.
th719-Roberto-Clerici.mp3 - Questo estratto ricorda la figura di Roberto Clerici, noto come Chicco, cittadino di Legnano scomparso di recente. Viene descritto come una persona molto conosciuta e amata in città per il suo impegno in ambito culturale, sportivo e nello spettacolo, ricevendo anche riconoscimenti civici. Il testo evidenzia il suo profondo amore per Legnano, la sua storia e il suo Palio, per cui si adoperava attivamente per promuoverlo oltre i confini locali. La sua scomparsa è sentita come una grande perdita per la comunità, come testimoniano le parole del sindaco e i tributi ricevuti, tra cui il ricordo commosso della cugina Antonella Clerici e degli amici del Palio, dove ricopriva ruoli importanti ed era considerato una colonna portante e memoria storica.
th719-Roberto-Clerici.mp4 - Questo testo è un commosso ricordo di Roberto Clerici, detto Chicco, una figura di spicco per la città di Legnano, scomparso improvvisamente. Viene evidenziato il suo profondo amore per la "legnanesità" e il suo impegno costante nella promozione della storia, della cultura e del Palio di Legnano, anche a livello europeo. Il testo sottolinea i suoi numerosi contributi e la stima che gli veniva tributata, incluso il riconoscimento ufficiale del comune e l'affetto dimostrato da parenti, come la cugina Antonella Clerici, e dagli amici della Contrada San Magno, di cui era un pilastro.
 
archive.org/details/th723-storie-Legnano
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th720-ginetto-edicolante.mp3 - Questo brano racconta la storia di Luigi Lodini, conosciuto da tutti come il Ginetto, una figura molto amata a Legnano, specialmente nel quartiere Oltrestazione, che è venuto a mancare all'età di 90 anni. Viene descritto come "l'Edicolante per eccellenza", un punto di riferimento per la comunità grazie al suo negozio di giornali e cartoleria, dove ha lavorato per decenni con passione, sin dal 1939 insieme ai suoi genitori. Ginetto era noto per la sua cordialità e il suo spirito brillante, e la sua eredità sarà portata avanti dal figlio.
th720-Ginetto-edicolante.mp4 - Questo estratto racconta la storia di Luigi Lodini, noto come Ginetto, un edicolante molto amato di Legnano, in particolare nel quartiere dell'Oltre Stazione, scomparso all'età di 90 anni. Viene descritto come un punto di riferimento per la comunità, dedito alla sua famiglia e al suo negozio di giornali e cartoleria, appassionato di lettura e ricordato per la sua cordialità e il suo spirito. L'attività, iniziata nel 1939 con i genitori, è stata portata avanti dal figlio Guido, mantenendo viva la memoria di un pezzo di storia cittadina legato al quotidiano gesto dell'acquisto del giornale.
 
th721-chiesa-purificazione-13.mp4 - Il testo descrive l'evoluzione delle Figlie della Carità Canossiane, sottolineando il loro riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede nel 1942 e il passaggio dalla denominazione "sorelle" a "madri" per enfatizzare la loro ispirazione alla mediazione materna di Maria. Si narra anche l'origine del loro abito tradizionale, basato su un sogno della fondatrice Maddalena di Canossa che raffigurava le suore dedite a diverse attività caritative, e le successive modifiche all'abbigliamento. Infine, viene presentata la figura di Madre Giuditta Baio, che guidò la comunità durante gli anni difficili della guerra, distinguendosi per la sua capacità di comando, intuito e spirito di ospitalità verso i bisognosi.
th721-chiesa-purificzione-13.mp3 - Questo passaggio narra la storia delle Figlie della Carità Canossiane, evidenziando come, dal 1942, le comunità di Legnano e Tradate siano passate sotto la guida della superiora generale. Si concentra in particolare sulla figura di Giuditta Baio, che assunse la responsabilità della Casa Madre e fu ricevuta da importanti autorità ecclesiastiche, distinguendosi per la sua capacità di leadership e spirito caritativo, specialmente nell'accogliere i bisognosi durante la guerra. Il testo spiega inoltre l'origine leggendaria del loro abito tradizionale, ispirato a un sogno della fondatrice, e le successive modifiche apportate nel corso del tempo, sottolineando l'importanza dell'umiltà e della carità come valori fondamentali che non diminuiscono mai.
 
th722-mastellari-bernocchino.mp3 - Questo passaggio narra di una conversazione tra l'autore e un certo Ciapparelli riguardo all'organizzazione del Palio, in cui emerge l'idea di coinvolgere i giovani attraverso uno spettacolo teatrale. Nonostante la iniziale perplessità e la rivalità passata tra i due, si decide di mettere in scena "Assassinio nella cattedrale" di Elliot, superando ostacoli e incertezze. Il testo culmina nella descrizione della riuscita rappresentazione del dramma all'interno di una basilica, nonostante le difficoltà e l'ansia dell'autore, dimostrando come un'impresa apparentemente ardua ("scalare il cervino") sia stata portata a termine con successo.
th722-Mastellari-Bernocchino.mp4 - Questo estratto narra la genesi e la realizzazione di uno spettacolo teatrale unico e audace, nato da un dialogo apparentemente casuale tra due personalità forti legate al Palio. L'idea iniziale di coinvolgere i giovani si trasforma in un progetto ambizioso, "Assassinio nella cattedrale", messo in scena nella basilica locale nonostante le difficoltà e i dubbi. Nonostante le paure del regista e la sfida di realizzare un'opera complessa con risorse limitate, lo spettacolo ottenne un grande successo, dimostrando la forza e la passione di chi ha creduto in questo sogno.
 
th723-storia-Legnano.mp3 - Questo brano approfondisce la storia di una lettera papale di Pio XI (il cui nome da cardinale era Achille Ratti) indirizzata a Legnano nel 1923, concentrandosi sul motivo per cui tale comunicazione sia stata inviata a quella specifica località. Viene ripercorsa la vita del futuro pontefice, evidenziando i suoi legami con Milano, dove fu Arcivescovo e prefetto della Biblioteca Ambrosiana e Vaticana, e la sua profonda conoscenza della cura delle anime nella diocesi, che lo portò a riconoscere la dedizione dei vicari foranei. La lettera, scritta in un tono autorevole ma affettuoso e convalidata dall'anello piscatorio, concede al vicario foraneo di Legnano il privilegio di indossare specifici paramenti durante le cerimonie solenni, come segno della benevolenza pontificia e della stima per il suo operato.
th723-storie-Legnano.mp4 - Questo estratto esplora il contesto storico che porta a una lettera di Papa Pio XI indirizzata al vicario foraneo di Legnano nel 1923. Viene dettagliata la vita e la carriera ecclesiastica di Achille Ratti, prima di diventare Papa, sottolineando i suoi legami con Milano. La lettera papale, descritta come misteriosamente scomparsa ma documentata, rappresenta un riconoscimento speciale per il clero di Legnano, concedendo al loro vicario la facoltà di indossare insegne specifiche durante le cerimonie. Il testo menziona anche il ruolo del Cardinale Eugenio Tosi, successore di Ratti a Milano, come persona che avrebbe approvato tale riconoscimento.
 
th724-Valeria-Vanossi.mp4 - Questo estratto ricorda Valeria Vanossi, una figura molto conosciuta nel volontariato legnanese, in particolare per il suo ruolo di presidente dell'associazione Il Sole nel cuore, dedicata a combattere lo stigma della disabilità e a promuovere l'inclusione. Il testo descrive la grande commozione e la partecipazione dell'intera città al suo funerale, evidenziando il forte legame che Valeria aveva creato con la comunità attraverso le sue numerose iniziative, come il campo di protezione civile per ragazzi disabili e "Belle ovunque e comunque", rivolta alle donne malate di tumore. Viene anche narrata la sua forza d'animo nel superare dolorose perdite personali e una difficile vicenda giudiziaria, dimostrando una resilienza che l'ha portata a trasformare le difficoltà in un impegno costante per gli altri.
th724-valeria-vanozzi.mp3 - Questo passaggio commemora la vita e l'eredità di Valeria Vanossi, una figura centrale nel volontariato di Legnano e presidente dell'associazione Hollus Il Sole nel cuore. Viene ricordata per la sua forza e il suo coraggio nonostante le sfide personali, inclusa la malattia, e per aver dedicato la sua vita a combattere lo stigma della disabilità attraverso l'associazione che ha fondato. Il testo evidenzia il profondo impatto che ha avuto sulla comunità, testimoniato dalla grande partecipazione al suo funerale e dalle numerose iniziative che ha promosso.
 
th725-accorsi-incom.mp3 - La Incom Academy, un istituto tecnico superiore specializzato in formazione digitale con 500 studenti, sta aprendo una nuova sede a Legnano, presso la ex casa Corsi. Questo nuovo polo non solo ospiterà cinque diversi corsi a partire da settembre, ma offrirà anche alloggi a prezzi accessibili per gli studenti, con 24 dei 37 appartamenti ristrutturati destinati a questo scopo a un costo mensile calmierato di circa 200 euro per studente. L'iniziativa mira a fornire sia opportunità formative nel settore digitale sia a risolvere le esigenze abitative degli studenti provenienti da lontano, indipendentemente dalla sede dei corsi a cui sono iscritti, consolidando la posizione strategica di Legnano.
th725-accorsi-incom.mp4 - La ex Casa Corsi di Legnano si trasforma in una nuova sede per la Incom Academy, un Istituto Tecnico Superiore in espansione specializzato nella formazione digitale. Questa nuova sede offrirà sia spazi per cinque corsi diversi a partire da settembre, sia soprattutto alloggi a prezzo accessibile per gli studenti che arrivano da lontano. Dei 37 appartamenti ricavati, la maggior parte sarà destinata agli studenti a un affitto calmierato di circa 200 euro al mese, con la possibilità di servizi condivisi, mentre una quota sarà gestita per soggetti fragili. Questo progetto mira a creare uno studentato a Legnano, offrendo corsi innovativi come realtà virtuale e Internet delle cose, oltre a fornire un supporto concreto agli studenti con difficoltà economiche.
 
th726-chiesa-purificazione-14.mp3 - Questo passaggio racconta la vita e le opere di una religiosa, iniziando dal suo servizio presso un ospedale durante l'epidemia di febbre spagnola e il successivo trasferimento a Legnano, dove decide di dedicarsi alla vita conventuale ed è accettata come postulante. Vengono evidenziate le sue capacità pratiche e lo spirito di carità attraverso il suo incarico di responsabile di un laboratorio tessile per orfane di guerra e la sua capacità di trasformare le case in centri di assistenza durante la guerra. Nonostante le difficoltà personali, come la perdita della sorella, la sua fede e il suo lavoro si intensificano, portandola a ruoli di maggiore responsabilità all'interno della congregazione e alla fondazione di scuole per continuare l'opera educativa.
th726-chiesa-purificazione-14.mp4 - Questo estratto racconta la storia di una suora, che assiste i malati durante la febbre spagnola e successivamente si unisce all'ordine delle Figlie di Carità. La sua vita è dedicata alla fede e al servizio degli altri, assumendo diversi incarichi, tra cui la gestione di un laboratorio di maglieria per orfane di guerra. Durante la Seconda Guerra Mondiale, trasforma le sue comunità in rifugi per i bisognosi e, dopo il conflitto, contribuisce all'apertura di nuove scuole, dimostrando un instancabile spirito di carità e praticità.
 
th727-Zinna-Preside.mp3 - Questo brano è un commovente ricordo di Antonino "Nino" Zinna, ex preside dell'Istituto Bernocchi di Legnano. Descrive la sua lunga e ricca vita, evidenziando la sua passione per la cultura e la tecnologia, la sua dedizione all'insegnamento e il suo ruolo cruciale nello sviluppo della scuola durante un periodo di contestazione giovanile. Nonostante le sfide, la sua serietà e la sua capacità di adattamento gli hanno permesso di lasciare un'impronta duratura, fino alla sua scomparsa all'età di 99 anni.
th727-Zinna-preside.mp4 - Questo estratto ricorda la vita di Antonino Zinna, ex preside dell'Istituto Bernocchi, scomparso all'età di 99 anni. Viene descritto come un uomo di vasta cultura e molteplici interessi, noto per la sua serietà e l'impegno nell'aggiornare le strutture didattiche e ampliare l'offerta formativa della scuola durante i suoi vent'anni di servizio. Nonostante le difficoltà incontrate durante gli anni della contestazione giovanile, scelse di mantenere la presidenza dell'indirizzo professionale, dimostrando una forte dedizione all'istruzione degli studenti più motivati. Il testo celebra la sua lunga e ricca esistenza, caratterizzata da passione per la conoscenza e un profondo legame con la sua famiglia.
 
th728-Gianni-Roveda.mp3 - Questo estratto audio è un commosso ricordo di Gianni Roveda, una figura molto amata e importante nella comunità di Legnano. Il testo descrive la grande folla presente ai suoi funerali e sottolinea il suo discreto ma costante supporto a numerose iniziative legate alla città e in particolare al Palio, di cui era un profondo conoscitore. Viene evidenziato il suo lungo impegno nella contrada di Sant'Ambrogio e il vuoto che la sua scomparsa lascia sia nella sua famiglia che nell'associazione Famiglia Legnanese, di cui era un membro attivo e appassionato. Le parole del Presidente e del Presidente della fondazione Famiglia Legnanese esprimono la profonda gratitudine per il suo contributo allo sviluppo dell'associazione e per il suo spirito di appartenenza.
th728-Gianni-Roveda.mp4 - Questo estratto video commemora Gianni Roveda, una figura molto amata e rispettata nella comunità di Legnano, in particolare per il suo profondo legame con il Palio di Legnano e la Contrada di Sant'Ambrogio. Viene descritto come un uomo discreto ma sempre disponibile, che ha dedicato la sua vita al servizio della sua contrada, ricoprendo vari ruoli tra cui Gran Priore, e contribuendo in modo significativo alla storia del Palio. L'articolo evidenzia il vuoto lasciato dalla sua scomparsa, sia nella sua famiglia che nella comunità legnanese, sottolineando il suo impegno costante e la sua passione per la tradizione del Palio.
 
th729-GianFranco-Ferre.mp3 - Questo testo celebra la vita e l'opera di Gianfranco Ferré, stilista di Legnano, in occasione di una mostra dedicata al suo lavoro. L'esposizione, intitolata "Gianfranco Ferré, ragione e sentimento", si è tenuta a Legnano e ha messo in risalto il suo approccio al design della moda attraverso l'archetipo della camicia bianca. La mostra, curata dal Centro di Ricerca Gianfranco Ferré del Politecnico di Milano, ha esplorato i principi creativi dello stilista, dal corpo al movimento, offrendo un'esperienza immersiva grazie a un allestimento dinamico e connessioni digitali con l'archivio Ferré. L'archivio, che comprende i disegni e le camicie esposte, è stato riconosciuto come patrimonio culturale e fa parte del sistema Archivi Storici del Politecnico di Milano.
th729-Gianfranco-Ferre.mp4 - Una mostra a Legnano ha celebrato Gianfranco Ferré, eccezionale stilista legato alla città, nel centenario della sua nascita. L'esposizione, intitolata "Gianfranco Ferré: Ragione e Sentimento," ha presentato dodici camicie bianche come simbolo del suo approccio al design di moda, arricchita da disegni e una connessione digitale all'archivio. L'allestimento, caratterizzato da linee pulite e contrasti, ha guidato i visitatori attraverso le infinite variazioni sull'archetipo della camicia bianca, evidenziando i principi del design che hanno ispirato Ferré. I pezzi esposti, provenienti dall'archivio dello stilista, sono riconosciuti come patrimonio culturale e riflettono l'impronta indelebile lasciata da Ferré nell'epoca d'oro della moda italiana.
 
 
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archive.org/details/redigio-730
th730-chiesa-purificazione15.mp3 - Questo passaggio descrive la crescita e l'espansione delle attività educative di una congregazione religiosa, concentrandosi in particolare sulla scuola di Legnano intitolata a Barbara Mezzi. Sottolinea l'ottenimento del riconoscimento ufficiale per la serietà dei corsi e delle attrezzature, evidenziando i sacrifici e l'impegno delle suore. Inoltre, illustra l'apertura di nuove iniziative come colonie estive e scuole professionali, mostrando l'attenzione verso diverse esigenze formative e sociali, dalla gioventù agli anziani, e il superamento delle difficoltà del dopoguerra.
th730-chiesa-purificazione-15.mp4 - Il brano narra la storia e lo sviluppo di una scuola e delle attività correlate gestite dalle suore Cannossiane, evidenziando l'impegno nella formazione culturale e spirituale delle giovani. Viene sottolineata la serietà dei corsi e l'attrezzatura didattica, che portano al riconoscimento ufficiale delle istituzioni, e la creazione di collegi per le interne e ospitalità per studentesse e lavoratrici. Parallelamente, si descrivono nuove iniziative come l'apertura di case in altre località, l'organizzazione di colonie estive per ragazzi con necessità speciali, e l'avvio di corsi professionali in risposta alle esigenze del boom economico, culminando nella costruzione di nuove strutture per accogliere il numero crescente di studenti e attività.
th731-capolavori-Legnano.mp3 - Questo articolo presenta un progetto speciale a Legnano, che celebra il centenario della sua elevazione a città, incentrato su tre capolavori artistici. Il musicista Roberto Nazari ha creato delle interpretazioni musicali e iconografiche di queste opere: il polittico di Bernardino Luini, il Trittico della Battaglia di Legnano di Gaetano Previati e il monumento al Guerriero di Enrico Butti. Le fotografie che illustrano i dettagli di queste opere sono state realizzate dal fratello e dal nipote di Nazari, rendendo il progetto un lavoro di famiglia che verrà presentato alla cittadinanza con l'introduzione storico-artistica di Marina degli Innocenti.
th731-tre-capolavori.mp4 - Questo testo presenta un evento speciale a Legnano per celebrare il centenario della sua elevazione a città, mettendo in risalto tre importanti opere d'arte locali attraverso una inedita lettura iconografica musicale curata dal professor Gius Roberto Nazari. Le opere sono il politico di Bernardino Luini, il trittico della Battaglia di Legnano di Gaetano Previati e il Monumento alla Battaglia di Legnano di Enrico Butti, e le loro dettagliate fotografie sono opera di Piermario e Luca Nazari. Questo lavoro, pensato per apprezzare la bellezza con la B maiuscola, sarà presentato in una serata pubblica che include introduzioni storico-artistiche per ogni capolavoro.
th732-Legnano-marmotte.mp4 - Il testo descrive la storia e l'evoluzione di Le Marmotte, un'agenzia turistica italiana fondata nel 1985. Iniziata con l'idea di un nuovo modo di vendere i viaggi, l'azienda si è inizialmente rivolta a segmenti specifici come anziani e gruppi religiosi, ponendo sempre l'accento su offerta di qualità e servizio completo. La svolta principale arriva nel 1996 con il progetto di franchising, che ha portato all'espansione del marchio, mantenendo una filosofia di fare impresa insieme e supportando gli affiliati con una rete integrata e formazione. Nonostante un mercato sempre più competitivo, Le Marmotte continua a concentrarsi sull'attenzione al cliente e sullo sviluppo di prodotti mirati per nicchie, considerando il viaggio come parte integrante del tempo libero e creando offerte diversificate come campi estivi, pellegrinaggi e weekend a tema.
th733-citta-legnano.mp3 - Questo testo esplora aspetti della storia ecclesiastica di Legnano, concentrandosi su figure significative e simboli liturgici. Viene menzionato il prevosto Monsignor Eugenio Gillardelli, elevato al rango di cameriere segreto con il titolo di Monsignore e con Mitra da Papa Pio X nel 1923, a testimonianza di un privilegio per la città. L'autore descrive anche la visita pastorale del Cardinale Tosi nel 1925 e la benedizione della prima pietra per un nuovo salone. Successivamente, il brano si sofferma sulla simbologia della mitra come copricapo liturgico e della veste viola, anticamente segno di regalità e oggi legata ai tempi di penitenza e attesa, ma anche simbolo di transizione tra terra e cielo.
th733-citta-Legnano.mp4 - Questo brano esplora alcuni aspetti storici e simbolici legati alla figura religiosa a Legnano, citando documenti del 1923 e 1925 relativi a nomine ecclesiastiche e a una visita pastorale cardinalizia. Si sofferma in particolare sulla mitria, copricapo liturgico che ha cambiato aspetto nei secoli, e sul colore viola, analizzandone il significato storico, religioso e scientifico come simbolo di transizione e status. Infine, spiega il significato del titolo di Monsignore, un riconoscimento di onore che indica una stretta vicinanza al Pontefice, anche se ridimensionato in epoca più recente.
th734-chiesa-purificazione-16.mp4 - Il video narra la storia di Anima Giuditta, una donna animata da un'ammirevole mentalità imprenditoriale e generosità che si è dedicata con coraggio all'educazione, ottenendo riconoscimenti per il suo impegno verso i giovani e gli anziani, e istituendo persino il servizio di assistenza pomeridiana. Parallelamente, il testo traccia le trasformazioni dell'Istituto Magistrale, che si è evoluto nel tempo per adattarsi alle esigenze sociali, dimostrando la capacità di adattamento e lungimiranza delle madri canossiane nel rispondere ai bisogni della società con amore e carità. La loro opera si è diffusa a livello globale, evidenziando l'impatto significativo del loro lavoro.
th734-choesa-purificazione-16.mp3 - Questo passaggio racconta la storia di Giuditta e le trasformazioni dell'Istituto Magistrale. Viene descritta la mentalità imprenditoriale di Giuditta, paragonandola a una madre coraggiosa, che si preoccupa del futuro dei giovani e riceve riconoscimenti per il suo impegno nell'istruzione e nel supporto ai più vulnerabili. Il testo illustra inoltre l'evoluzione dell'Istituto, che si è adattato ai cambiamenti sociali diventando liceo sociopsicopedagogico e successivamente ampliando la sua offerta formativa per rispondere alle richieste del mondo del lavoro. Le madri canossiane sono presentate come un esempio di amore concreto e capacità di adattamento, evidenziando la loro diffusione in Italia e nel mondo attraverso diverse comunità.
th735-ruota-panoramica.mp3 - Per le festività natalizie a Legnano, l'amministrazione comunale e Confcommercio hanno organizzato un ricco programma di eventi e installazioni per creare un'atmosfera festosa in città. La novità principale di quest'anno è l'installazione di una ruota panoramica, affiancata dalla tradizionale pista di pattinaggio e dalla giostrina d'epoca. Il centro cittadino è stato abbellito con luminarie a tema sferico, e sono previsti numerosi appuntamenti culturali, tra cui concerti, eventi per bambini, mercatini e rappresentazioni del presepe vivente.
th735-ruota-panoramica.mp4 - Legnano si prepara per le feste natalizie con un ricco programma di eventi, evidenziando in particolare l'installazione di una ruota panoramica, una novità assoluta per la città. Oltre alla ruota, inaugurata a fine novembre, sono presenti le tradizionali pista di pattinaggio e giostrine per bambini, insieme a luminarie a tema sfera luminosa che decorano le strade e proiettano immagini sul castello. Il calendario delle iniziative include concerti gratuiti in chiesa, esibizioni di corpi bandistici, eventi musicali e culturali, oltre a mercatini, laboratori per bambini e l'arrivo di Babbo Natale.
th736-sanatorio-medicina.mp3 - Questo testo riflette su una serata dedicata a celebrare il centenario del sanatorio di Legnano, mettendo in luce la sua storia e il suo significato. La discussione, alimentata dalle testimonianze di esperti e persone con forti legami familiari con la struttura, ha sottolineato come il sanatorio fosse inizialmente un luogo dove l'umanità e la dedizione del medico al paziente superavano le rigidità burocratiche, creando un forte rapporto di fiducia. Viene evidenziato un netto contrasto con la medicina attuale, caratterizzata da un eccesso di burocrazia che limita il contatto medico-paziente, portando a una riflessione sulla necessità di tornare alle origini della professione medica, dove la salute non è un prodotto e la sanità è al di fuori del mercato.
th736-sanatorio-medicina.mp4 - Questo estratto discute un evento a Legnano che celebra il centenario della città attraverso la storia del suo ex sanatorio. Vengono evidenziati i valori che animavano la struttura, come l'umanità e dedizione dei medici, contrapposti all'attuale situazione della professione medica gravata da burocrazia e burnout. Gli oratori, tra cui le figlie di ex direttori e docenti universitari, hanno raccontato il passato della struttura, che era un modello di cura per la tubercolosi, e hanno riflettuto sul cambiamento del rapporto medico-paziente. Si sottolinea l'importanza di una revisione intellettuale della professione medica, ricordando che la salute non è una merce e la sanità è al di fuori del mercato.
th737-chiesa-purificazione-17.mp3 - Questo passaggio racconta la storia delle suore canossiane, evidenziando la loro presenza missionaria globale e, in particolare, il loro arrivo e operato a Hong Kong a partire dal 1860. Si sottolinea il loro coraggio, fede e determinazione nel portare speranza, affrontando avversità come epidemie e catastrofi, e si mette in risalto il loro incalcolabile merito nel promuovere l'emancipazione e l'istruzione di bambine e donne, contribuendo significativamente allo sviluppo sociale e culturale della città. La narrazione evidenzia come queste donne, guidate da un forte spirito pionieristico, abbiano fondato istituzioni e diffuso la loro missione in diverse aree dell'Asia.
th737-chiesa-purificazione-17.mp4 - Questo brano racconta la storia delle suore canossiane, che realizzando il desiderio di Santa Maddalena di diffondere la conoscenza e l'amore di Gesù, si sono espanse globalmente. Partendo dall'Italia nel 1860, queste prime donne italiane a stabilirsi a Hong Kong hanno offerto speranza e sollievo, affrontando sfide come epidemie e calamità naturali. Il testo evidenzia il loro inestimabile merito nel proteggere e promuovere bambine, ragazze e donne, sottraendo migliaia di bambine alla morte e formando generazioni di donne distinte nella società. La loro attività educativa, sociale ed evangelizzazione si è estesa a molteplici aree, dimostrando grande energia, personalità e uno spirito pionieristico sorretto da un'immensa fede, nonostante le difficoltà e le perdite subite.
th738-industrie-Centinaio.mp4 - Questo estratto narra la storia di Franco Centinaio e la nascita della sua azienda a Legnano. Dopo essersi trasferito a Legnano a causa della guerra, dove incontrò la futura moglie mentre lavorava a rammendare uniformi, Franco sfruttò il suo spirito intraprendente per avviare un'attività di intermediazione tra le industrie e la crescente richiesta di componenti. Inizialmente utilizzando la sua moto per le consegne, aprì in seguito il suo primo magazzino di ricambi, che si espanse nel corso degli anni, anche con l'ingresso dei figli, diventando un punto di riferimento nella distribuzione di pezzi di ricambio e componenti industriali, celebrando di recente i 50 anni di attività.
th738-QGLD682-industrie-centinaio.mp3 - Questo brano narra la storia di Franco Centinaio e della sua azienda a Legnano, evidenziando il suo spirito intraprendente che, dopo la guerra, lo portò a diventare un intermediario essenziale tra l'industria e la domanda di componenti. Iniziando con un piccolo negozio di ricambi, l'attività si espanse notevolmente grazie alla distribuzione di ricambi originali Fiat e all'ingresso dei figli, diversificando i settori e aprendo nuovi magazzini per rispondere alle esigenze del mercato. La longevità e il successo dell'azienda Centinaio sono attribuiti alla costanza, all'impegno, all'intraprendenza e alla serietà che hanno caratterizzato il suo percorso cinquantennale.
th739-imprenditori-Lazzaroni.mp4 - Riepilogo
Questo brano ricorda Luigi Lazzaroni, un noto imprenditore di Saronno, a poco più di un mese dalla sua scomparsa. Viene celebrata la sua figura legata al marchio dolciario Lazzaroni NC, famoso per i suoi prodotti come gli amaretti di Saronno, e si evidenzia il suo ruolo nella storia dell'azienda. Oltre all'attività imprenditoriale, il testo sottolinea il suo significativo impegno in campo sociale e culturale a Saronno e nel varesino, ricoprendo cariche in diverse istituzioni e dedicandosi al restauro di beni culturali. Lazzaroni è ricordato anche per la sua passione per il collezionismo e i riconoscimenti ricevuti per il suo contributo alla comunità.
th739-QGLD683-imprenditori-Lazzaroni.mp3 - Questo brano commemora Luigi Lazzaroni, figura preminente di Saronno, conosciuto principalmente come imprenditore del famoso marchio dolciario Lazzaroni, celebre per gli amaretti. Il testo ne celebra la memoria a poco più di un mese dalla sua scomparsa, evidenziandone non solo il successo nel settore dolciario, ma anche il significativo impegno civico e culturale nella comunità di Saronno e nelle zone limitrofe, ricoprendo ruoli di rilievo in istituzioni come la Banca di Legnano e la Croce Rossa locale. Vengono inoltre menzionate le sue passioni personali, come il modellismo e il restauro di auto d'epoca, che contribuiscono a delineare il ritratto di un uomo dai molteplici interessi e di "impeccabile stile".
 
 
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archive.org/details/redigio-740
th740-QGLD687-SErasmo-vignati.mp3 _ Questo passaggio descrive la demolizione e ricostruzione dell'ospizio di Sant'Erasmo a Legnano negli anni '20 del Novecento. Viene evidenziato il contesto storico della trasformazione di Legnano in un centro industriale e l'acquisizione del titolo di città, sottolineando il ruolo del fascismo e del podestà Fabio Vignati negli interventi pubblici, come l'ampliamento di via Sempione che rese necessaria la ricostruzione dell'ospizio. Il testo dettagliata il progetto architettonico del nuovo edificio, il suo stile medievale lombardo e le sue caratteristiche decorative, inclusi gli affreschi salvati, ricordando con una lapide i donatori originari, i coniugi Vignati.
th740-SanErasmo-Vignati.mp4 - Legnano, diventata una città industriale di primo piano e insignita del titolo di città nel 1924, decise di ricostruire l'ospizio di Sant'Erasmo, originariamente donato dai coniugi Vignati. Sotto la guida del podestà Fabio Vignati, l'antico edificio fu demolito nel 1925 per far spazio a una nuova costruzione, arretrata rispetto alla strada e caratterizzata da uno stile medievale lombardo. Questo progetto, documentato in un periodico di architettura del 1928, fu il risultato della collaborazione tra diversi professionisti e imprese locali e milanesi, con l'intento di realizzare un'opera di dignità, decoro ed equilibrio che riflettesse la "fortuna d'Italia" dell'epoca fascista.
th741-Legnano-dialetto.mp4 - Questo brano evidenzia la scomparsa del dialetto legnanese, sebbene ne rimangano testimonianze scritte in opere letterarie e teatrali che continuano ad avere successo e dimostrano l'affetto popolare per questa lingua. Vengono citati inoltre il gruppo folcloristico Iamis, che mantiene viva la tradizione orale, e una raccolta di proverbi e detti popolari legati alla salute e all'alimentazione, sottolineando come questi modi di dire locali siano a rischio di estinzione.
th741-QGLD685-legnano-dialetto.mp3 - Questo brano esplora lo stato attuale del dialetto legnanese, evidenziando la sua progressiva scomparsa, come già notato dal filologo Augusto Marinoni. Tuttavia, resistono nicchie di vitalità, in particolare grazie alla letteratura (Felice Musazzi, Ernesto Parini) e soprattutto al teatro legnanese, che continua a riscuotere successo e a mantenere vivo l'interesse del pubblico per questa lingua. Anche iniziative come quella del gruppo canoro e folkloristico Iamis contribuiscono a preservare il vernacolo attraverso esibizioni dialettali, dimostrando come il dialetto sia ancora apprezzato per il suo legame con la storia e la vita contadina. Il testo si conclude presentando alcuni proverbi e detti popolari, testimonianze linguistiche preziose che riflettono aspetti della cultura legnanese, come quelli legati alla salute e all'alimentazione.
th742-Legnano-SErasmo.mp4 - Questo testo ripercorre la storia dell'ospizio di Sant'Erasmo a Legnano, un'istituzione di beneficenza con origini molto antiche, forse risalente a prima del 1300 e costruita su precedenti insediamenti. Fondato o consolidato da Bonin de la Riva nel XIII secolo, l'ospizio mantenne una certa autonomia e fu gestito da importanti figure locali, tra cui Gianrodolfo Vismara, che ne riordinò e abbellì la struttura, commissionando anche un'importante opera d'arte. Attraversando periodi difficili, come la chiusura nel 1919, l'ospizio fu ricostruito e ampliato nel corso del Novecento, per poi fondersi con l'ospedale civile nel 1965 e subire significativi interventi di restauro e ampliamento alla fine degli anni '90.
th742-QGLD688-legnano-SErasmo.mp3 - Questo brano racconta la storia dell'Ospizio di Sant'Erasmo a Legnano, presentandolo come la più antica istituzione di beneficenza della città, con origini che precedono il 1300 e una possibile fondazione da parte di Bonin de la Riva. Il testo ne descrive l'evoluzione attraverso i secoli, evidenziando il suo ruolo iniziale come punto di riferimento per i viaggiatori e i significativi contributi di figure come Gianrodolfo Vismara, che ne promosse il riordino e l'ampliamento, inclusa la costruzione di una chiesa. Viene poi tracciato il percorso dell'ospizio sotto diverse amministrazioni, inclusa la chiusura temporanea nel 1919 e la successiva ricostruzione, fino alla sua fusione con l'ospedale civile e i recenti progetti di restauro e ampliamento volti a migliorarne le strutture e la capacità ricettiva.
th743-Legnano-Bolchini.mp4 - Il testo racconta la storia dei gioiellieri Bolchini Costa a Legnano, evidenziando la loro lunga tradizione nell'orologeria e nell'ottica sin dal 1927. Si concentra sulle figure chiave di Leonardo Bolchini, il fondatore orologiaio, e Antonio Costa, che ampliò l'attività all'ottica-optometria, e su Mario Costa, che modernizzò il negozio e fondò l'Istituto Gemmologico Italiano. Viene sottolineata la loro ricerca della qualità e il loro impegno nella comunità locale, dimostrando un legame profondo tra l'attività commerciale e la città.
th743-QGLD689-legnano-bolchini.mp3 - Il brano narra la storia della famiglia Bolchini Costa a Legnano, evidenziando la loro lunga tradizione nel commercio, inizialmente con l'apertura di un'orologeria da parte di Leonardo Bolchini nel 1927, e successivamente con l'integrazione dell'ottica grazie al genero Antonio Costa. L'attività si è evoluta nel tempo sotto la guida di Mario Costa, che ha ampliato il negozio e si è specializzato in gioielli di alta qualità, mentre la famiglia ha sempre dimostrato un forte impegno civico nella comunità di Legnano.
th744-GLD681-legnano-iamis.mp3 - Questo estratto audio annuncia le esibizioni del gruppo folcloristico della famiglia Legnanese, gli Yamis, che si sono svolte e si terranno a fine 2001 e inizio 2002. Il gruppo, diretto da Pinnuccia e Zanzotera, ha presentato il suo repertorio rinnovato che include scenette dialettali e canti popolari lombardi. Vengono elencate diverse date e luoghi dove gli Yamis si sono esibiti, come a Castellazzo e a Legnano, e dove si esibiranno, partecipando anche a eventi religiosi con canti sacri in dialetto legnanese.
th744-Legnano-IAMIS.mp4 - La sorgente descrive le recenti e future esibizioni del gruppo folcloristico Yamis della famiglia Legnanese, evidenziando il loro successo e la loro attività sia dentro che fuori Legnano. Il testo elenca specifici appuntamenti di settembre, tra cui eventi a Castellazzo di Barzi e Legnano, e anticipa spettacoli in programma a dicembre 2001 e gennaio 2002, che includono esibizioni a Castellanza, accompagnamenti musicali a messe natalizie ed epifaniche, e uno spettacolo per una festa parrocchiale. Si sottolinea il rinnovamento del repertorio con nuove scenette dialettali e canti popolari lombardi, oltre all'uso del dialetto legnanese durante le performance.
th745-Legnano-carrozze.mp4 - Questo estratto video presenta Maria Giulia Ferrario Landone, che ha continuato la passione del marito Antonio Landone per la raccolta e la conservazione di carrozze d'epoca e oggetti a esse collegati. Attraverso la sua collezione, esposta nella sua cascina, rievoca un'epoca passata in cui le carrozze erano il principale mezzo di trasporto, condividendo la gioia e l'emozione delle sfilate e gare a cui ha partecipato con il marito. Oltre alle carrozze, la cascina conserva anche premi e cimeli che testimoniano i successi ottenuti, ma la signora esprime anche preoccupazione per il futuro della sua preziosa collezione e il rischio che possa subire l'abbandono, citando l'esempio negativo di un edificio storico donato al comune.
th745-QGLD680-legnano-carrozze.mp3 - Questo brano presenta Maria Giulia Ferrario Landone, una donna che, immersa nella campagna di Legnano, custodisce con cura una ricca collezione di carrozze e oggetti d'epoca appartenuti al defunto marito, Antonio Landone. La signora Maria Giulia, nonostante l'età, continua a praticare l'arte della guida a redini lunghe, ereditata dal marito, partecipando a raduni e gare che rievocano l'atmosfera romantica del passato, un tempo in cui le carrozze dominavano le strade. Oltre alle carrozze, la cascina è un vero museo di cimeli, medaglie e accessori legati a questa passione.
th746-Legnano-ciclisti.mp4 - Questo estratto narra la storia della famiglia Colombo, soprannominata "Fartà", una stirpe di meccanici ciclisti che operano a Legnano da tre generazioni. Il racconto parte dal capostipite, nonno Carlo, un uomo estroso che, oltre a riparare biciclette e macchine da cucire, era un abile intrattenitore e un appassionato ciclista. La sua eredità professionale e la passione per le biciclette, un mezzo di trasporto molto diffuso a Legnano e legato al mito delle biciclette "Legnano", sono state tramandate ai figli e al nipote Gianfranco, l'attuale gestore dell'attività in via Quadrio, sottolineando come l'amore per le due ruote sia inscritto nel DNA della famiglia.
th746-QGLD679-legnano-ciclisti.mp3 - Questo estratto audio presenta una cronistoria della famiglia Colombo, conosciuta a Legnano come i "Fartà", una stirpe di meccanici ciclisti attivi da tre generazioni. Il narratore, Gianfranco, discendente del capostipite nonno Carlo, descrive la figura eclettica del nonno, un abile meccanico di biciclette e macchine da cucire, ma anche artista di strada e venditore. L'attività, iniziata dal nonno in via Novara e poi tramandata ai figli, con il padre del narratore che aprì un negozio in via Quadrio ereditato da Gianfranco, testimonia una passione profonda per le biciclette, forse Questo brano esplora la storica viticoltura nella zona di Legnano, concentrandosi in particolare sulle aree di Sant'Erasmo e San Giorgio. L'autore si avvale delle osservazioni di Bonvesin da la Riva, uno scrittore del XIII secolo, che descrive la generosa produzione vinicola locale nella sua opera "Meraviglie di Milano," sebbene con possibile esagerazione a scopo celebrativo. Viene evidenziato un antico documento del 1260 come prova dell'esistenza di vigneti a San Giorgio già in epoca medievale, gestiti dai monaci agostiniani, che necessitavano del vino per le celebrazioni religiose. Il testo sottolinea anche le tecniche agricole dell'epoca, come l'uso di alberi da frutto come sostegno per le viti, e dipinge Legnano come una meta di villeggiatura per i milanesi benestanti che vi soggiornavano fino alla vendemmia. nell'importanza storica di questo mezzo a Legnano.
th747-Erasmo-SanGiorgio.mp4 - Questo brano esplora la storica viticoltura nella zona di Legnano, concentrandosi in particolare sulle aree di Sant'Erasmo e San Giorgio. L'autore si avvale delle osservazioni di Bonvesin da la Riva, uno scrittore del XIII secolo, che descrive la generosa produzione vinicola locale nella sua opera "Meraviglie di Milano," sebbene con possibile esagerazione a scopo celebrativo. Viene evidenziato un antico documento del 1260 come prova dell'esistenza di vigneti a San Giorgio già in epoca medievale, gestiti dai monaci agostiniani, che necessitavano del vino per le celebrazioni religiose. Il testo sottolinea anche le tecniche agricole dell'epoca, come l'uso di alberi da frutto come sostegno per le viti, e dipinge Legnano come una meta di villeggiatura per i milanesi benestanti che vi soggiornavano fino alla vendemmia.
th747-QGLD678-erasmo-SGiorgio.mp3 - Questo brano esplora la storica viticoltura nel territorio di Legnano, mettendo in risalto l'importanza delle vigne di Sant'Erasmo e San Giorgio. Attraverso le descrizioni di Bonvesin dalla Riva, un autore del XIII secolo, si scoprono le tecniche agricole dell'epoca, come far crescere le viti su alberi da frutto, e la produzione di vini di diverse varietà. Il testo cita inoltre un documento medievale che attesta l'esistenza del vino di San Giorgio, evidenziando come la coltivazione della vite fosse mantenuta dai monaci per scopi liturgici. Infine, il brano offre uno spaccato della villeggiatura estiva dei milanesi agiati a Legnano, dove la vendemmia segnava la fine del soggiorno.
th748-Chiesa-frati.mp4 - Questo testo descrive la storia e l'architettura della Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù a Legnano, evidenziando il suo legame con la santa a cui è dedicata, specialmente in occasione del centenario della sua nascita. Si sottolinea la dedizione dei Padri Carmelitani Scalzi, insediatisi a Legnano nel 1929, e l'evoluzione della struttura da una piccola cappella a un vasto santuario consacrato nel 1933. Vengono dettagliati lo stile neoclassico con influenze romaniche, la pianta a croce greca con la grande cupola, e alcuni degli elementi artistici e delle modifiche avvenute nel tempo.
th748-QGLD670-chiesa-frati.mp3 - Questo passaggio descrive la chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù a Legnano, focalizzandosi sulla sua storia e architettura in occasione del centenario della nascita della santa nel 1997. La chiesa fu costruita tra il 1931 e il 1933 grazie all'iniziativa dei Carmelitani Scalzi e alla generosità locale, per rispondere alla crescente comunità del rione. Vengono dettagliati lo stile neoclassico con influenze romaniche lombarde, la pianta a croce greca e la grande cupola centrale, insieme ad altri elementi distintivi come la facciata in cotto e le cappelle interne. La chiesa ha subito anche successivi abbellimenti, come la sostituzione dell'altare maggiore, che ne arricchiscono il significato simbolico.
th749-QGLD669-viaggi-feuda.mp3 - Questo passaggio analizza una lettera di Carlo Magno all'abate Fuldrad di Fulda per illustrare gli obblighi dei monasteri imperiali nel Medioevo. La missiva non solo ordinava all'abate di fornire un contingente militare completamente equipaggiato per una spedizione, ma dettagliava anche le necessità per il viaggio, sottolineando le difficoltà logistiche. Il testo evidenzia come il re richiedesse ai suoi vassalli, compresi gli enti ecclesiastici come Fulda, non solo preghiere ma anche servizi militari ed economici, e come il passaggio degli eserciti potesse rappresentare un grave peso per le popolazioni locali.
th749-viaggi-feuda.mp4 - Questo testo analizza un ordine di Carlo Magno all'abate Fulrad di Fulda, illuminando gli obblighi militari e materiali che i monasteri imperiali dovevano al re. Si sottolinea come questi obblighi, inclusa la fornitura di soldati equipaggiati e scorte per spedizioni militari, spesso superassero le capacità dei monasteri, portando a un loro impoverimento. L'analisi della lettera di convocazione rivela il tono imperioso del sovrano e fornisce dettagli precisi sull'equipaggiamento necessario per i viaggi e le campagne militari, evidenziando anche le difficoltà logistiche e la necessità di prevenire danni alle popolazioni attraversate dall'esercito. Il testo conclude riflettendo sul significato dei "regali" al sovrano, spesso vere e proprie tasse, e sull'importanza degli incontri personali tra il re e le personalità più influenti del regno per discutere questioni cruciali.
 
 
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th750-negozi-Landini.mp4 - Il brano narra la storia di Landini Calzature, un'azienda di Legnano fondata nel 1946 che, partendo dal commercio all'ingrosso di scarpe, è cresciuta fino a diventare un importante distributore nel nord Italia. Il suo successo è attribuito alla capacità di adeguarsi alle esigenze del mercato, intuendo l'importanza della grande distribuzione e aprendo successivamente 13 punti vendita al dettaglio. La narrazione evidenzia la lungimiranza della famiglia Landini e l'importanza della logistica per un prodotto stagionale come le calzature, culminando nella costruzione di una nuova e più grande sede. L'azienda, che nel 1997 contava un centinaio di dipendenti e un fatturato annuo di circa 50 miliardi di lire, vede nei negozi al dettaglio uno strumento fondamentale per monitorare mode e tendenze e formulare previsioni.
th750-QGLD668-negozi-landini.mp3 - -Il video esamina la storia di Landini Calzature, un'azienda familiare fondata nel 1946 che è cresciuta da una piccola attività di fornitura locale a un importante distributore di scarpe nel nord Italia. Attraverso un equilibrio tra la tradizione familiare e la capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato, Landini ha saputo espandersi, aprendo 13 punti vendita al dettaglio e puntando sulla grande distribuzione prima di molti altri, dimostrando una notevole lungimiranza e un occhio attento alle tendenze per rimanere competitivo.
th751-personaggi-Tosetti.mp4 - Questo testo celebra la vita e la carriera militare del generale Bruno Tosetti, originario di Legnano. In particolare, si concentra sulla sua recente nomina a ufficiale dell'Ordine Militare d'Italia, conferitagli per il suo brillante operato durante la prima missione di pace italiana in Libano nel 1982. Tosetti, all'epoca tenente colonnello e comandante del secondo battaglione Bersaglieri "Governolo", gestì con successo una missione complessa in un ambiente ostile, guadagnandosi il rispetto delle parti in conflitto e della forza multinazionale. Sebbene sia un uomo riservato che preferisce la modestia, la sua dedizione e il prestigio che ha conferito all'Italia sono ampiamente riconosciuti e ammirati, sia a livello nazionale che nella sua comunità di Legnano.
th751-QGLD645-personaggi-tosetti.mp3 - Questo estratto celebra il Generale Bruno Tosetti di Legnano, recentemente insignito dell' Ordine Militare d'Italia per il suo brillante operato come Tenente Colonnello durante la prima missione di pace italiana all'estero in Libano nel 1982. Guidando il secondo battaglione Bersaglieri, il Governolo, Tosetti garantì la sicurezza a Beirut e il trasporto di combattenti palestinesi, dimostrando perizia, senso di responsabilità e valore. Nonostante la sua riservatezza, il riconoscimento sottolinea il suo alto spessore professionale e il contributo al prestigio nazionale, ricordando anche la decorazione concessa al suo battaglione e alla bandiera di guerra dell'esercito per le missioni dal 1982.
th752-campane-SanDomenico.mp4 - Questo testo descrive il restauro delle sette campane della chiesa di San Domenico, originariamente installate nel giugno 1925. Le campane, in bronzo, sono state rimosse nel settembre 2003 a causa delle loro precarie condizioni e affidate a una fonderia specializzata per un intervento di consolidamento. Il parroco e i cittadini hanno assistito all'operazione, ricordando l'inaugurazione del campanile e delle campane nel 1925. Si menzionano le dediche specifiche di ciascuna campana e il desiderio di riavere il loro suono per la notte di Natale.
th752-QGLD644-campane-domenico.mp3 - Il testo narra la storia e il restauro delle sette campane bronzee della chiesa di San Domenico, installate originariamente nel giugno 1925. Descrive l'operazione di rimozione per un importante intervento di restauro e consolidamento, necessario a causa delle loro precarie condizioni. Il parroco don Paolo Banfi sottolinea lo sforzo costante per mantenere efficienti le strutture parrocchiali nonostante le limitate risorse, mentre una folla di cittadini assiste incuriosita al lavoro degli operai e alcuni anziani ricordano l'inaugurazione del campanile e il concerto delle campane. Le campane, opera della ditta Ottolina di Seren, portano ciascuna una dedica specifica a santi, e la fonderia AEI si occuperà del restauro, con l'obiettivo di restituirle alla comunità per la notte di Natale.
th753-QGLD643-1945-signorine.mp3 - Il brano descrive l'immediato dopoguerra in Italia, segnato da un clima di miseria e difficoltà following the devastation of the war. Emergono figure come gli "Shushà", ragazzini che offrivano di lucidare le scarpe ai soldati alleati per pochi spiccioli, e le "signorine", termine usato per indicare le donne costrette alla prostituzione per sopravvivere. Si delinea anche l'ascesa del mercato nero con le sue pratiche illegali e il diffondersi di nuove mode culturali portate dai soldati, come il boogie woogie.
th753-signorine.mp4 - Il dopoguerra in Italia, in particolare nel Sud, è descritto come un periodo di profonde difficoltà e di miseria diffusa a seguito della guerra e dell'occupazione nazista. Il testo si concentra sulla figura degli "Shusà", ragazzini che lustrano scarpe per i soldati alleati, e degli "Scugnizzi" napoletani, che passano dall'eroismo delle Quattro Giornate a imprese meno nobili legate al mercato nero. Viene evidenziato il mercato nero stesso, con il suo gergo particolare e le sue truffe, e l'emergere delle "signorine" (prostitute) spinte dalla necessità. Tuttavia, in mezzo al degrado, si narra la storia edificante di Padre Mario Borrelli e la nascita della Casa dello Scugnizzo. In questo scenario complesso, si diffondono anche i ritmi e le canzoni d'oltreoceano, come il "bugi bugi", che offrono un contrasto alla dura realtà, sebbene permanessero sentimenti di amarezza e il desiderio di ricominciare.
th754-notizie-1919.mp4 - Questo filmato di notizie del 1919 documenta diversi eventi salienti in Italia, evidenziando sia lo sport che la cultura. Si sofferma sulla popolarità crescente delle corse di cavalli e del ciclismo, quest'ultimo considerato uno sport più "popolare", con un focus sulla gara di galoppo all'ippodromo di San Siro e sul Giro di Lombardia. Vengono anche mostrate le tradizioni legate a feste come Sant'Antonio Abate a Napoli, caratterizzata dai fuochi accesi con oggetti vecchi, e la celebrazione del Natale di Roma, il 21 aprile, con enfasi sul sentimento nazionalistico. Infine, si citano opere di beneficenza come l'inaugurazione della nuova sede del Pio Albergo Trivulzio a Milano e la benedizione delle nuove campane per il campanile di San Marco a Venezia, dimostrando un interesse per la vita sociale e religiosa del tempo.
th754-QGLD642-1919-notizie.mp3 - Questo documento sonoro ripercorre le notizie di rilievo del 1919, offrendo uno spaccato della vita sociale e culturale italiana. Vengono evidenziati eventi sportivi come le emozionanti corse dei cavalli e le più popolari gare ciclistiche come il Giro di Lombardia. Si descrivono anche tradizioni popolari, come la singolare festa di Sant'Antonio a Napoli, celebrazioni nazionalistiche come il Natale di Roma, e importanti inaugurazioni che testimoniano la crescita del paese, tra cui la nuova sede del Pio Albergo Trivulzio a Milano e le nuove campane per il campanile di San Marco a Venezia.
th755-Primo-Colombo.mp4 - Il video ripercorre la storia della Primo Colombo, un'azienda di Legnano fondata nel 1948 da Primo Colombo, inizialmente dedita al commercio di legname. Oltre all'attività imprenditoriale, il fondatore era una figura notevole nel mondo del calcio legnanese. L'azienda è cresciuta nel tempo, diventando un importante fornitore di aziende tessili e meccaniche, e in seguito ha ampliato la propria offerta e clientela, includendo per 20 anni il Teatro alla Scala di Milano come cliente per gli allestimenti. Sotto la guida dei successivi proprietari, la Primo Colombo si è trasferita e ha ulteriormente diversificato i prodotti, mantenendo il legno come core business.
th755-QGLD641-primo-colombo.mp3 - Il brano narra la storia della ditta Primo Colombo, fondata nel 1948 dall'omonimo nonno materno dell'attuale titolare, Franco Arini, che era già esperto nel commercio del legname e un noto personaggio nel mondo del calcio legnanese. L'azienda si sviluppò grazie al contributo del genero di Colombo, Giuseppe Arini, diventando un importante fornitore per l'industria locale e ampliando la sua clientela, con il Teatro alla Scala di Milano come cliente di punta per vent'anni. Dopo la morte di Giuseppe Arini, il figlio Franco prese le redini, trasferì la sede e ampliò ulteriormente l'attività commerciale, pur mantenendo il commercio del legname come nucleo centrale.
th756-palazzina-Bernocchi.mp4 - Questo brano lamenta il degrado della palazzina degli ex uffici Bernocchi a Legnano, un edificio di importanza storica e architettonica che fu sede di importanti decisioni economiche e politiche. Nonostante sia vincolato dalla Soprintendenza, l'edificio, ora di proprietà privata e non più comunale, è in uno stato di abbandono desolante, con la preoccupazione che venga smantellato ulteriormente a dispetto della sua tutela. L'autore, un ex dipendente, condivide l'angoscia e la delusione di chi vede questo simbolo di archeologia industriale cadere a pezzi per mancanza di cura.
th756-QGLD640-palazzina-bernocchi.mp3 - Questo articolo dalla Prealpina, letto da un ex dipendente, esprime profonda angoscia per lo stato di abbandono della palazzina degli ex uffici Bernocchi a Legnano, un pregevole esempio di archeologia industriale di grande valore storico e culturale. L'autore, insieme ad altri, si meraviglia che un edificio così importante, sede di incontri cruciali e abbellito da stucchi e dipinti, versi in condizioni desolanti, nonostante un vincolo di tutela esistente. Il problema principale risiede nella proprietà privata dell'immobile e nella mancanza di volontà da parte della società immobiliare di conservarlo, rendendo difficile un intervento del Comune che in passato aveva tentato, senza successo, di acquisirlo, e si teme per il destino della struttura, data la segnalazione dello smantellamento dello scalone.
th757-QGLD638-storia-carnevale.mp3 - Questo estratto audio esplora le origini e l'evoluzione del Carnevale, concentrandosi sul suo significato storico e sulla ricchezza delle maschere tradizionali italiane. Dalle antiche celebrazioni romane dei Baccanali, che prevedevano banchetti e comportamenti esuberanti, si arriva al periodo pre-quaresimale, momento di festa e dimenticanza delle difficoltà della vita. Il testo traccia l'etimologia del termine "Carnevale" attraverso varie forme dialettali italiane, sottolineando l'importanza del lasciar andare i piaceri della carne prima del digiuno. Infine, presenta una panoramica dettagliata delle principali maschere regionali, da Arlecchino e Pulcinella a Meneghino e Pantalone, evidenziandone la provenienza e le caratteristiche distintive, e conclude riconoscendo l'importanza dei moderni carnevali locali, sebbene meno sfarzosi di quelli storici.
th757-storia-carnevale.mp4 - Questo testo esplora l'origine e l'evoluzione del carnevale, sottolineando le sue radici antiche nelle feste romane come i Baccanali, caratterizzate da divertimento e talvolta eccessi, in contrasto con il successivo periodo di Quaresima. Viene approfondita l'etimologia della parola "carnevale", derivante dal latino e con diverse varianti dialettali in Italia, evidenziando come questa festa sia diventata un'occasione per dimenticare le difficoltà della vita attraverso una "piacevole follia generale". Infine, il testo presenta un ricco panorama di maschere tradizionali italiane, legate a specifiche città e regioni, mostrando la varietà e la persistenza di questa usanza, anche se in forme moderne spesso più sempQuesto testo discute i legami storici e religiosi tra la Basilica di Sant'Eustorgio a Milano e la città di Legnano, concentrandosi sui cambiamenti avvenuti nella Basilica di Sant'Eustorgio nel corso del tempo. Si evidenzia come la disposizione dell'altare maggiore e la collocazione delle reliquie siano state modificate, con particolare attenzione alla reliquia di San Mario, che non è più visibile al pubblico. Viene espressa l'auspicio che il busto e la teca di San Mario, protettore di Legnano, possano trovare una collocazione più adeguata nella basilica legnanese, con l'approvazione delle autorità ecclesiastiche. Vengono inoltre menzionati altri significativi legami tra le due realtà, tra cui la figura di San Magno e la storia delle reliquie dei Re Magi. lici.
th758-Basilica-SanMagno.mp4 - Questo testo discute i legami storici e religiosi tra la Basilica di Sant'Eustorgio a Milano e la città di Legnano, concentrandosi sui cambiamenti avvenuti nella Basilica di Sant'Eustorgio nel corso del tempo. Si evidenzia come la disposizione dell'altare maggiore e la collocazione delle reliquie siano state modificate, con particolare attenzione alla reliquia di San Mario, che non è più visibile al pubblico. Viene espressa l'auspicio che il busto e la teca di San Mario, protettore di Legnano, possano trovare una collocazione più adeguata nella basilica legnanese, con l'approvazione delle autorità ecclesiastiche. Vengono inoltre menzionati altri significativi legami tra le due realtà, tra cui la figura di San Magno e la storia delle reliquie dei Re Magi
th758-QGLD637-basilica-sanmagno.mp3 - Questo brano esplora i legami storici tra la Basilica di Sant'Eustorgio a Milano e la città di Legnano, concentrandosi sui cambiamenti avvenuti nella Basilica di Sant'Eustorgio dagli anni '50. Viene sottolineato come le reliquie di San Magno, patrono di Legnano, precedentemente sull'altare maggiore, siano state spostate, portando alla proposta di trasferirle in modo più appropriato a Legnano. Il testo menziona la riconsacrazione dell'altare nel 1999 e i tre collegamenti principali tra le due località: San Magno stesso, l'arcivescovo Leone da Perego e i Magi, le cui reliquie frammentarie sono conservate a Sant'Eustorgio dopo essere state trafugate e poi parzialmente restituite.
th759-motti-milanesi.mp4 - Questo estratto presenta una raccolta di antichi detti milanesi e lombardi, spiegandone l'origine e il significato. Attraverso proverbi legati alla salute pubblica come quello sulle ortiche e il colera, o consigli di vita come "dormire con le galline", il testo offre uno spaccato della saggezza popolare e delle tradizioni del passato. Infine, detti sulla carità cristiana e l'uguaglianza dopo la morte sottolineano temi di solidarietà e consolazione per le difficoltà economiche.
th759-QGLD628-motti-milanesi.mp3 - Questo estratto audio esplora alcuni antichi proverbi milanesi, molti dei quali di origine contadina ma diffusi anche in città. Vengono presentati diversi detti che offrono saggezza popolare su argomenti come l'igiene (legato storicamente alla prevenzione del colera), il desiderio di invecchiare (pur non volendo mai morire), la carità cristiana (disponibilità di cibo e vino presso la chiesa) e l'uguaglianza di fronte alla morte (creditori e debitori pari sotto terra). L'autore condivide anche aneddoti personali sull'origine di alcuni di questi modi di dire, come quello sentito al Monte di Pietà.
 
 
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th760-crollo-Pensotti.mp4 - -Il testo descrive la storia dell'ex Mario Pensotti spa di Legnano, evidenziandone l'importanza passata come industria italiana di prestigio che esportava in tutto il mondo, e il suo stato attuale di area dismessa in attesa di un piano di recupero bloccato dalla crisi. Si ripercorrono le origini dell'azienda, fondata nel 1907 da un intraprendente Mario Pensotti, la sua crescita nel settore delle macchine utensili e degli accessori per centrali termiche, e il suo successo internazionale fino agli anni '60 con centinaia di dipendenti e diversi brevetti.
th760-QGLD620-crollo-pensotti.mp3 - Questo estratto racconta la storia della Mario Pensotti spa, un'importante azienda di Legnano, la cui area dismessa è tornata all'attenzione pubblica a causa di un recente crollo. Fondata nel 1907 e cresciuta fino a diventare un fiore all'occhiello dell'industria italiana, esportando in tutto il mondo e dando lavoro a circa 400 dipendenti negli anni '60, l'azienda è ora chiusa e abbandonata da oltre un quarto di secolo. La narrazione sottolinea come questa area, un tempo simbolo di intraprendenza e operosità, sia ora un promemoria della precarietà delle aree industriali dismesse, con un piano di recupero attualmente bloccato dalla crisi.
th761-donne-dialetto.mp4 - Questo testo esplora come le donne sono rappresentate nel dialetto legnanese, presentando sia espressioni idiomatiche comuni che soprannomi, alcuni dei quali sono piuttosto irriverenti. Vengono elencati numerosi termini che descrivono vari tipi di donne, dal goffo al pettegolo, evidenziando la ricchezza e la specificità di questo linguaggio. Inoltre, il testo include proverbi e modi di dire che riflettono credenze e opinioni tradizionali sul ruolo, la bellezza e le qualità delle donne, mostrando come il dialetto conservi una prospettiva colorita e a volte critica sul genere femminile.
th761-QGLD618-donne-dialetto.mp3 - Questo brano esplora le diverse espressioni idiomatiche e i soprannomi usati nel dialetto legnanese per descrivere le donne. Vengono presentati termini sia affettuosi che dispregiativi, alcuni dei quali con origini storiche, evidenziando come il linguaggio rifletta le percezioni sociali. Il testo include anche proverbi tradizionali sul ruolo e le caratteristiche delle donne, mostrando la ricchezza e la varietà di modi di dire presenti in questo dialetto.
th762-motti-dialetto.mp4 - Questo brano presenta una raccolta di modi di dire popolari lombardi in dialetto, offrendo la traduzione e una spiegazione del loro significato. I detti affrontano una varietà di temi, tra cui l'importanza di una sana economia e la cautela contro lo sperpero, la critica all' ipocrisia religiosa e la necessità di vivere secondo i valori professati, la percezione della troppa bontà come debolezza, l'espressione di fastidio per l'insistenza e la critica verso coloro che, salendo socialmente, mostrano la loro vera natura dannosa. L'intento è di preservare e illustrare la saggezza popolare e il carattere ambrosiano attraverso questi motti che sono ancora ampiamente usati e comprensibili, nonostante le origini antiche.
th762-QGLD616-motti-dialetto.mp3 - Questo brano esplora alcuni proverbi popolari milanesi in dialetto, spiegandone il significato in italiano. Vengono illustrati detti che mettono in guardia contro gli sprechi, criticano una fede superficiale che non si traduce in azioni concrete, sottolineano come l'eccessiva bontà possa portare a essere sfruttati, e usano immagini crude per descrivere il fastidio causato da persone insistenti o incompetenti che arrivano al potere. Il testo si propone di preservare e far comprendere la sagacia e l'arguzia di questi modi di dire tradizionali.
th763-Colombo-viaggio.mp4 - Questo brano narra le fasi iniziali del primo viaggio di Cristoforo Colombo, documentando la navigazione attraverso l'Atlantico dal 3 agosto 1492 al 15 marzo 1493, culminando nella scoperta dell'America il 12 ottobre 1492, con l'approdo a Guagani, nelle Bahamas. Il testo evidenzia le sfide del lungo viaggio in mare aperto, la gestione dell'equipaggio da parte di Colombo, che manipolava le distanze percorse per evitare il panico, e i vari segnali naturali che preannunciavano la terraferma. Viene inoltre descritto il momento formale della presa di possesso dell'isola da parte di Colombo per conto della corona spagnola, chiamandola San Salvador e segnando l'inizio dell'interazione con gli abitanti locali.
th763-QGLD613-colombo-viaggio.mp3 - Questo passaggio descrive il primo viaggio di Cristoforo Colombo attraverso l'Atlantico, iniziato nell'agosto del 1492. Dettagliando le difficoltà affrontate dall'equipaggio, come l'incertezza del lungo viaggio e la riparazione necessaria alla nave Pinta, si evidenzia la leadership di Colombo nel mantenere alto il morale. Viene spiegato il ragionamento errato di Colombo sulla distanza dall'Asia e come il 12 ottobre 1492 segnò l'approdo a Guanahani, non nel continente americano come spesso si crede, ma su un'isola delle Bahamas, dove Colombo procedette a prendere possesso formale del territorio in nome dei sovrani spagnoli.
th764-industrie-Bolla.mp4 - Il video racconta la storia della Colombo Bolla Spa, un'azienda di Castellanza fondata nella seconda metà dell'Ottocento, ripercorrendone le origini legate al soprannome "Ul Bulun" di un antenato, trasformato poi in cognome. Viene descritta l'evoluzione dell'attività, inizialmente concentrata sulla vendita di calce e materiali edili, poi ampliata con l'importazione di carbon fossile e, soprattutto, con la commercializzazione di sabbia silicea per fonderie. Nonostante il declino del settore delle fonderie, la Colombo Bolla ha dimostrato capacità di adattamento, esplorando nuovi mercati, come quello delle sabbie speciali per uso animale e dell'acquariologia.
th764-QGLD609-industrie-bolla.mp3 - Questo estratto narra la storia della Colombo Bolla Spa, un'antica azienda di Castellanza che risale alla seconda metà dell'Ottocento, fondata sul commercio di materiali edili e poi specializzatasi nella sabbia silicea. L'origine del nome "Bolla" deriva da un soprannome familiare, e l'azienda, nonostante la diminuzione delle fonderie, ha saputo adattarsi cercando nuovi mercati, inclusi quelli per uso animale come le lettiere per gatti e l'acquariologia, dimostrando la sua solidità e capacità di evoluzione nel tempo.
th765-QGL318-varie-di-legnano.pdf - Questo documento interno di Legnano si presenta come una raccolta di "appunti personali", offrendo un'ampia varietà di argomenti legati alla storia e alla vita della città. Spazia dalle misteriose ipotesi sugli antichi cunicoli sotterranei e le speculazioni sulla teoria degli antichi astronauti e la civiltà perduta di Gondwana, a dettagli storici più concreti. Include resoconti sulle attività di ricostruzione storica medievale dei gruppi locali "Cavalieri del Tau" e "Compagnia de' Peon", e un'approfondita sezione sulla storia della famiglia Melzi e il suo ruolo fondante per l'istituto Canossiano intitolato a Madre Barbara Melzi. Una parte significativa è dedicata alla Giornata della Memoria, documentando le deportazioni di cittadini di Legnano durante la Seconda Guerra Mondiale e le vicende delle operaie della Bassetti, oltre a riflessioni sulle foibe e la Grande Guerra. Infine, tocca argomenti come la storia filatelica di Legnanello, le campane della chiesa del Santo Redentore, e il ricordo di figure rilevanti come Antonio Bernocchi.
th766-QGLD608-villa-jucker.mp3 - Questo passaggio descrive i recenti lavori di restauro esterni completati nel 2003 su Villa Jucker a Legnano. Originariamente costruita nel 1905 e residenza dell'ingegner Carlo Jucker dal 1907, la villa necessitava di interventi, iniziati con il rifacimento del tetto a causa dei segni del tempo. L'importanza del suo patrimonio architettonico ha portato a un più ampio programma di restauro della facciata, utilizzando tecniche non invasive e ripristinando elementi decorativi originali.
th766-villa-jucker.mp4 - Il video descrive il completamento dei restauri esterni di Villa Juker a Legnano, riportandola al suo antico splendore. Costruita nel 1905 per i dirigenti del cotonificio Cantoni, la villa divenne in seguito la residenza dell'ingegner Carlo Juker nel 1907. I lavori, avviati nel 2003 dalla proprietà, hanno incluso il rifacimento del tetto e il complesso recupero della facciata tramite tecniche non invasive per rispettare i materiali originali.
th767-mensa-poveri.mp4 - Questo testo descrive la doppia inaugurazione a Legnano nel settembre 2003 di due significative iniziative sociali: una mensa per persone in difficoltà e un nido famiglia. La mensa, gestita ora da un'associazione ONLUS e precedentemente dai frati carmelitani, fornisce pasti quotidiani e sostegno a circa cinquanta individui, inclusi anziani e immigrati, ed è stata realizzata grazie a supporti economici da varie fonti, tra cui i comuni locali. Il nido famiglia, promosso dall'Associazione Fraternità, accoglie un piccolo numero di bambini per supportare le famiglie lavoratrici, sottolineando il valore della famiglia come risorsa per affrontare il disagio minorile, tema approfondito durante un successivo incontro pubblico.
th767-QGLD607-mensa-poveri.mp3 - Questo passaggio descrive l'inaugurazione di due importanti iniziative caritative a Legnano nel settembre del 2003, nate dalla collaborazione tra enti privati e con il supporto delle istituzioni locali e dei benefattori. La prima è la Casa della Carità, Mensa dei poveri, gestita da un'associazione Onlus legata ai frati carmelitani, che offre pasti e supporto a persone in difficoltà, compresi anziani con pensioni basse, e che necessitava di una nuova sede per accogliere le numerose persone che vi facevano affidamento quotidianamente. La seconda è un nido famiglia avviato dall'Associazione Fraternità per accogliere bambini piccoli e supportare le madri lavoratrici, basando il suo approccio sull'importanza della famiglia come risorsa fondamentale.
th768-QGLD606-sanmagno-saronno.mp3 - Questo passaggio descrive una complessa disputa finanziaria settecentesca che vede Legnano indebitata verso il santuario di Saronno. Il debito originale risale a un prestito del 1765, non saldato nei tempi previsti. Per estinguere parte di questa somma, Legnano riceve 13.556 lire dalla comunità di Paullo, derivanti da un pagamento di Giuseppe Saronni per l'acquisto di beni, con la condizione che tali fondi fossero destinati al santuario, estinguendo parzialmente il debito.
th768-SanMagno-Saronno.mp4 - Questo brano racconta di una complessa vicenda finanziaria che vide protagonista la comunità di Legnano nel tardo '700, evidenziando un suo notevole debito verso il santuario di Saronno, sorto per saldare un precedente credito vantato da un Conte. Il testo descrive come, per risolvere questa situazione debitoria, Legnano abbia ricevuto un sostegno finanziario dalla comunità di Paullo, ottenuto a sua volta tramite il saldo di un debito da parte di un individuo, Giuseppe Saronni. Questa ingegnosa manovra finanziaria permise a Legnano di versare gran parte della somma dovuta al santuario, anche se dovettero comunque sostenere le spese relative alla transazione e gli interessi maturati.
th769-chiesa-SanDomenico.mp4 - Questo estratto celebra il centenario della parrocchia di San Domenico a Legnano, ripercorrendo la sua evoluzione da un piccolo oratorio settecentesco, nato da un atto di devozione, all'attuale complesso sacro con la sua facciata Lombardo-Romanica. Vengono evidenziati i momenti cruciali di ampliamento e ricostruzione, l'impegno di Don Emanuele Catanio nel realizzare un edificio più grande per accogliere una comunità in crescita, e le successive modifiche architettoniche, inclusa l'aggiunta del campanile e la revisione della facciata. Il testo sottolinea anche l'importanza della fede delle famiglie e dei sacerdoti nel sostenere la comunità parrocchiale nel corso di un secolo, evidenziando i festeggiamenti per il centenario con eventi culturali e il restauro di importanti opere d'arte custodite nella chiesa. Infine, riflette sul cambiamento del contesto socio-economico del quartiere, trasformato da area operaia a zona residenziale di lusso, e sulla speranza della parrocchia di continuare a raggiungere i suoi abitanti.
th769-QGLD605-chiesa-sandomenico.mp3 - Questo estratto narra la storia della parrocchia di San Domenico a Legnano, dal suo umile inizio come oratorio nel 1709 alla sua trasformazione nell'attuale chiesa e complesso moderno. Si evidenzia la lunga evoluzione attraverso ampliamenti e ristrutturazioni, culminata nella costruzione della chiesa più grande e nella sua elevazione a parrocchia nel 1907. Il testo descrive anche le celebrazioni del centenario nel 2008, sottolineando gli eventi, le mostre e i restauri delle opere d'arte che hanno commemorato un secolo di vita della comunità.
 
 
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th770-QGL318-varie-di-Legnano.tpd -
th771-ricette-legnanesi-01.mp3 - Questo estratto audio esplora le ricette tradizionali della cucina contadina di Legnano, risalenti al 1800. Si sofferma sull'uso di ingredienti semplici e nutrienti, spesso considerati "cucina povera", come pane raffermo, polenta, legumi e cereali. Vengono presentate alcune ricette specifiche, come "pan cotto", "ris e laci" (riso e latte) e "pan e laci" (pane e latte), evidenziando come questi piatti nutrivano le famiglie dell'epoca con fantasia e genuinità. L'audio riflette su come molti di questi piatti siano oggi quasi dimenticati o riproposti in forme industrializzate, sottolineando il valore di riscoprire queste antiche tradizioni culinarie per la loro storia e semplicità.
th771-ricette-legnanesi-1.mp4 - Questo estratto descrive le ricette tradizionali di Legnano del 1800, focalizzandosi sulla cucina contadina caratterizzata da ingredienti semplici e nutrienti come cereali, legumi e verdure di stagione. Vengono presentati piatti "poveri" ma sostanziosi come il pane fatto in casa, la polenta e varie zuppe, evidenziando come l'ingegno e l'uso di pochi elementi potessero creare pasti completi e gustosi. Il testo lamenta anche come molti di questi piatti unici siano stati dimenticati o trasformati dall'industria alimentare moderna, che privilegia prodotti confezionati e artificiali a scapito dell'autenticità e della genuinità.
th772-ricette-legnane si-02.mp3 - Questo brano esplora due ricette tradizionali legnanesi a base di pane: Pan e Laci (pane e latte) e Pan Tramvai (pane e uva passa), evidenziando il loro ruolo nella dieta e nella cultura locale. Descrive dettagliatamente gli ingredienti semplici e genuini e i metodi di preparazione di questi piatti, sottolineando come fossero parte della vita quotidiana e delle abitudini alimentari, specialmente per chi lavorava nei campi. Il testo traccia l'evoluzione di queste ricette, in particolare quella del Pan Tramvai, che da semplice pane e uva è diventato un prodotto diffuso e commercializzato, pur mantenendo un legame con le sue origini umili.
th772-ricette-legnanesi-.mp4 - Questo testo descrive due ricette tradizionali legnanesi a base di pane, testimoni della frugalità e dell'ingegno delle massaie locali: il "Pan e Laci", un semplice pasto contadino a base di pane raffermo e latte, e il "Pan Tramvai", un pane arricchito con uva passa. Viene sottolineata l'importanza dell'utilizzo di ingredienti semplici e genuini e come queste preparazioni, nate dalla necessità, siano diventate col tempo dolci tipici e simboli della tradizione culinaria lombarda, diffondendosi anche al di fuori dell'ambito familiare e giungendo fino ai giorni nostri, pur con alcune variazioni.
th773-ricette-legnanesi-03.mp3 - Questo brano esplora due piatti tradizionali della cucina legnanese: il Pan Main e la Supa da Verz. Descrive dettagliatamente gli ingredienti e la preparazione del Pan Main, un dolce a base di farina gialla che originariamente era fatto con miglio e legato alla festa di San Giorgio e alla fornitura di latte. Il testo menziona anche come questo dolce si sia evoluto nel tempo, passando da una lievitazione naturale a metodi più moderni, mentre la Supa da Verz è presentata come una zuppa contadina a base di verza e lardo, con una ricetta pratica per prepararla.
th773-ricette-legnanesi-3.mp4 - Questo testo esplora la tradizione culinaria di Legnano, concentrandosi in particolare su due piatti: il Pan Main e la Zuppa di Verza. Il Pan Main, originariamente un pane dolce a base di miglio, si è trasformato in un dolce zuccherato preparato tradizionalmente il giorno di San Giorgio, spesso accompagnato da panna fresca. Viene evidenziata l'evoluzione di questo dolce, dalla sua ricetta antica con lievitazione naturale a versioni più moderne con lievito chimico e diverse modalità di cottura, pur mantenendo la sua presenza nelle panetterie attuali. Successivamente, il testo presenta la Zuppa di Verza, una semplice ma apprezzata minestra contadina, fornendo una ricetta dettagliata che riflette il desiderio di riscoprire sapori genuini e tradizionali.
th774-ricette-legnanesi-04.mp3 - Questo estratto esplora la tradizione culinaria legnanese, presentando diverse ricette storiche. Si concentra inizialmente sul minestrone di orzo, descrivendone ingredienti e preparazione originali che includevano parti di maiale, e poi evidenzia come la cucina moderna abbia adattato questa ricetta privilegiando cereali e condimenti più leggeri. Successivamente, vengono dettagliate le preparazioni per i bruscitti e polenta e la polenta concia, piatti robusti e tradizionali spesso associati a festività o mesi freddi, illustrando metodi di cottura e ingredienti tipici che riflettono la ricchezza e la semplicità della cucina locale.
th774-ricette-legnanesi-4.mp4 - Questo testo esplora la ricca tradizione culinaria legnanese, presentando ricette storiche come il minestrone di orzo, che originariamente includeva parti del maiale ma è evoluto verso ingredienti più leggeri e cereali misti. Viene poi descritto il bruscitt e polenta, un piatto a base di carne di manzo cotta lentamente e tradizionalmente servito con polenta soda, reso celebre da Felice Musazzi. Infine, il documento illustra la preparazione della pulenta cumidità o polenta concia, un comfort food invernale a strati con polenta, salsiccia, formaggio e burro fuso.
th775-ricette-legnanesi-05.mp3 - Questo brano presenta due antiche ricette legnanesi: la lepre in salmì e la casera (o cazzuola). La lepre in salmì è un piatto che richiede la marinatura della carne per almeno 24 ore, seguita da una lunga cottura per ammorbidirla. La casera è uno stufato di maiale e verze, storicamente preparato dopo la macellazione annuale del maiale in autunno, utilizzando diverse parti della carne e verdure invernali per un piatto ricco e nutriente, spesso condiviso in comunità.
th775-ricette-legnanesi-5.mp4 - Questo testo descrive due antiche ricette legnanesi: la lepre in salmì e la cassoeula, fornendo gli ingredienti e le istruzioni dettagliate per la preparazione di ciascun piatto. La lepre in salmì, con la sua complessa marinatura e cottura lenta, era un piatto associato alla caccia, mentre la cassoeula, un ricco stufato di maiale e verze, rappresentava un modo per utilizzare tutte le parti del maiale macellato in autunno, celebrando la comunità e preparandosi per l'inverno.
th776-ricette-legnanesi-06.mp3 - Questo brano esplora le ricette tradizionali legnanesi, concentrandosi sulla cucina povera e sul riutilizzo degli avanzi per evitare sprechi, un tema centrale della tradizione. Vengono fornite istruzioni dettagliate per preparare lo stu (uno stufato di carne e patate), i mundhiti/mondeghili (polpette originariamente fatte con carne avanzata) e il San Carlin (un formaggio stagionato). Infine, viene descritta la preparazione del vinule (vino bollito con spezie), una bevanda calda tipica invernale.
th776-ricette-legnanesi-6.mp4 - Questo testo esplora le ricette tradizionali legnanesi, focalizzandosi su piatti della cucina povera che venivano tramandati di generazione in generazione e che enfatizzavano il non sprecare cibo. Vengono presentate ricette come lo stu (uno stufato di manzo con verdure e marinatura), i mundhiti/mondeghiti (polpette originariamente preparate con carne avanzata), il San Carlin (un formaggio fresco arricchito) e il vin brûlé (un vino caldo speziato). Il documento descrive dettagliatamente gli ingredienti e la preparazione di questi piatti, evidenziando come le tradizioni culinarie continuino ad evolversi, pur mantenendo le loro radici storiche.
th777-ricette-legnanesi-07.mp3 - Questo brano esplora la tradizione culinaria legnanese, concentrandosi in particolare sui tortelli di San Giuseppe, conosciuti anche come castagnole o zeppole, tipici del periodo di Carnevale e originariamente preparati il 19 marzo. Viene presentata una ricetta dettagliata per i tortelli di Carnevale, descrivendo gli ingredienti e il metodo di preparazione, compresa la tecnica di frittura in due padelle. Il testo lamenta come, con il passare del tempo, gli ingredienti tradizionali, come lo strutto, siano stati sostituiti da grassi vegetali e le farciture si siano arricchite, spesso a discapito dell'autenticità e della salubrità, anche se la ricetta originale rimane sempre la migliore. Viene poi presentata anche la ricetta delle frittelle di San Giuseppe (cutish), evidenziando come le dosi possano variare e sottolineando l'importanza di una corretta lievitazione e frittura.
th777-ricette-legnanesi-7.mp4 - Questo brano esplora la storia e la ricetta dei tortelli di San Giuseppe, un dolce tradizionale di Carnevale nella zona di Legnano, noti anche come castagnole o zeppole. Vengono descritti come un ritorno alle vecchie buone usanze e un piacere goloso per grandi e piccini, un tempo preparati il 19 marzo. Sebbene la ricetta originale prevedesse ingredienti semplici e sani come lo strutto, l'evoluzione della cucina moderna ha introdotto variazioni negli ingredienti e farciture, ma la ricetta tradizionale rimane apprezzata.
th778-ricette-legnanesi-08.mp3 - Questo brano audio esplora le tradizioni culinarie povere della zona di Legnano, focalizzandosi sull'importanza e la versatilità dell'uovo come alimento nutriente. Vengono descritte ricette storiche come la frittata con la pancetta, un piatto semplice ma gradito, e preparazioni ricostituenti come la rusumada (a base di uova, zucchero e vino, poi Marsala) e lo zabaione (con uova, zucchero e Marsala), spesso utilizzati per dare energia o per i convalescenti. Il testo sottolinea come l'uovo, grazie alle sue proteine, avesse un valore nutrizionale riconosciuto, tramandato nel tempo, e ne illustra la preparazione passo dopo passo per ciascun piatto menzionato.
th778-ricette-legnanesi-8.mp4 - Questo testo esplora le ricette tradizionali legnanesi che valorizzano l'uso delle uova, considerate un alimento ricostituente. Vengono illustrate preparazioni semplici ma nutrienti, come la frittata con la pancetta, un piatto amato ancora oggi. Inoltre, si descrivono bevande energetiche come la rusumada, ideale per sostenere il lavoro fisico, e lo zabaione, riservato spesso ai convalescenti, dimostrando la versatilità e l'importanza storica dell'uovo nella cucina locale.
th779-ricette-legnanesi-09.mp3 - Questo brano esplora antiche ricette legnanesi, svelando la storia e la preparazione di tre dolci tradizionali. Si inizia con il Castignash, un semplice dolce a base di farina di castagne venduto un tempo per strada, seguito dagli Oss da mort, biscotti lombardi tipici del periodo di novembre. Infine, viene descritta la torta da pon, ovvero la torta di mele, un dolce caro alle nonne e un tempo considerato pregiato per la necessità di farina raffinata. Il testo fornisce per ciascuna ricetta gli ingredienti e un metodo di preparazione dettagliato.
th779-ricette-legnanesi-9.mp4 - Questo video esplora tre antiche ricette legnanesi, ciascuna con una propria storia e preparazione tradizionale. Si inizia con il Castignash, un semplice dolce gelatinoso fatto con farina di castagne, spesso venduto dai venditori ambulanti. Successivamente si presentano gli Os da Mort, biscotti lombardi a forma di osso, preparati tradizionalmente per le festività di novembre. Infine, viene descritta la Torta da Pon, una crostata di mele, dolce prediletto delle nonne e apprezzato per il profumo intenso delle mele appena colte e la necessità di farina pregiata per la pasta.
 
 
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th780-ricette-legnanesi-10.mp3 - Questo brano presenta un elenco di antiche ricette legnanesi, piatti tradizionali tramandati nel tempo. Vengono menzionate diverse categorie di pietanze, dai primi a base di pane, riso o zuppe, ai secondi con carne e polenta, fino ai formaggi, uova e dolci. L'audio sembra essere un accompagnamento a filmati che illustrano queste preparazioni culinarie locali, sottolineando l'importanza della tradizione gastronomica del territorio legnanese.
th780-ricette-legnanesi-10.mp4 - Questo filmato di www.reedigo.it presenta una carrellata di antiche ricette legnanesi, offrendo un elenco di piatti tradizionali del territorio. Vengono menzionati primi piatti a base di pane, come il pancotu e il pane e laci, ma anche risotti e zuppe, tra cui la sua de Verz. Non mancano piatti più elaborati con carne come la buseca e i bruscitti, oltre a formaggi tipici e ricette con uova come la fartà con la pancetta, concludendo con dolci da festa e il vino tradizionale.
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th782-Busto-lavoro-1.mp3 - Il testo esplora l'antica storia lavorativa di Busto Arsizio, evidenziando la sua precoce specializzazione in due settori cruciali: la lavorazione del filo di ferro, in particolare la creazione di fili sottili ("ardia"), e la tessitura, inizialmente di lana e lino, poi soprattutto di cotone. Viene sottolineato come queste competenze, trasmesse di padre in figlio, abbiano portato i bustocchi a una fama internazionale, persino a insegnare le loro tecniche altrove e a viaggiare all'estero per conto di nobili. Infine, si accenna alla figura di un bustocco che, divenuto ricco mercante di tessuti, ottenne un incarico pubblico sfruttandolo per espandere i propri affari.
th782-Busto-lavoro-1.mp4 - Il testo descrive l'antica e radicata tradizione lavorativa di Busto Arsizio, concentrandosi in particolare sulla lavorazione del ferro e del cotone. Viene evidenziato come i bustocchi si siano distinti fin dall'antichità per la capacità di trasformare il ferro in fili sottili (ardia) e per la loro abilità nella tessitura, sviluppata inizialmente con lana e lino per poi fiorire con il cotone. La narrazione sottolinea la connessione tra queste due arti e la resilienza dei bustocchi nel superare condizioni lavorative difficili, diventando figure economiche di spicco già nel Medioevo.
th783-Busto-lavoro-2.mp3 - Questo passaggio esplora le tradizioni e i mestieri storici di Busto Arsizio e dintorni, evidenziando in particolare le difficili condizioni dei poveri, degli anziani e degli orfani attraverso i loro lavori specifici. Si descrivono lavori umili come la preparazione di lumini ("gesumen") e caramellini ("liisiti"), spiegando l'origine dei termini e il loro legame con le istituzioni caritatevoli come il ricovero e le Stelline (l'orfanotrofio). Il testo tocca anche l'industria tessile locale, con riferimenti a tecniche di tintura e all'uso del mangano, una macchina per la finitura dei tessuti, sottolineando la sua faticosità e i modi ingegnosi per azionarla.
th783-Busto-lavoro-2.mp4 - Questo testo si sofferma su modi di dire ed espressioni dialettali legate a specifici lavori e mestieri tradizionali della zona di Busto Arsizio. Vengono spiegate le origini di alcuni termini, come "gesumio" (piccoli lumini) e "stelline" (riferito agli orfani), spesso collegati al triste destino dei poveri che trovavano impiego in attività umili. Il brano descrive anche lavorazioni particolari, come quella del "mangano" per schiacciare i tessuti, e la vita dei cavalli da tiro, mettendo in luce la fatica e le difficoltà associate a questi lavori di un tempo.
th784-Busto-lavoro-3.mp3 - Questo testo esplora la ricchezza e la varietà del dialetto bustocco, confrontandolo con il milanese attraverso proverbi e modi di dire legati al mondo del lavoro e dell'economia. Vengono citati proverbi che descrivono difficoltà negli affari ("Un laurà a starsizzi", "Se ti tenassi di slipa quando te ha cagà e gda dislipa"), la necessità di proroghe anziché fallire ("L'è mei tardi che fallì"), e l'importanza degli strumenti adatti per ogni mestiere ("affilar ruca i fusi"). Il testo sottolinea anche le differenze linguistiche tra Bustocco e Milanese, come la caduta della 'L' intervocalica, e si conclude con una riflessione sulla successione generazionale nelle imprese e la sfortuna legata alle crisi economiche, come quella del 1808 causata dal blocco napoleonico.
th784-Busto-lavoro-3.mp4 - Questo testo presenta un insieme di proverbi e modi di dire in dialetto, offrendo spiegazioni e contestualizzazioni storiche, in particolare legate alla città di Busto Arsizio e ai suoi mestieri tradizionali come la tintoria. Vengono evidenziate le differenze tra il dialetto Bustocco e il Milanese, con riferimenti a poeti e situazioni economiche difficili, come il blocco napoleonico. Il testo sottolinea come i proverbi riflettano la sfortuna e le difficoltà incontrate nella vita e nel lavoro, ma anche la resilienza e la continuità di alcune attività industriali locali attraverso le generazioni.
th785-bonvesin-intervista.mp3 - Questo testo è una trascrizione di un dialogo immaginario tra un intervistatore di nome Giorgio e Bonvesin della Riva, un importante intellettuale milanese del XIII secolo. Bonvesin parla con affetto della sua amata Milano, descrivendone la ricchezza, la prosperità e le acque limpide e salubri che la contraddistinguevano. Discute anche del suo lavoro principale, il trattato in latino "De magnalibus urbis Mediolani", spiegando che il latino era la lingua appropriata per descrivere la grandezza della città, mentre il volgare era riservato a temi meno importanti.
th785-Bonvesin-intervista.mp4 - Questo estratto presenta un dialogo immaginario con Bonvesin della Riva, un importante intellettuale milanese del XIII secolo, considerato il padre della lingua volgare lombarda. Viene intervistato sulla sua vita e, in particolare, sul suo amore per Milano, descritta come una città fiorente, ricca d'acqua e di vita, di cui ha documentato meticolosamente ogni aspetto nel suo celebre trattato, il De Magnalibus Urbis Mediolani. Bonvesin sottolinea l'importanza di basare le descrizioni su dati certi e la necessità di utilizzare il latino per argomenti elevati come la storia della città, pur riconoscendo il valore del volgare per la comunicazione quotidiana, e riflette sulla libertà e sull'autonomia di Milano.
th786-intervista-Petrarca.mp4 - Questo testo è una trascrittura di un'intervista immaginaria con Francesco Petrarca, figura chiave del pre-umanesimo italiano, che riflette sui suoi otto anni trascorsi a Milano dal 1353 al 1361. Petrarca, ospite di Giovanni Visconti, descrive questo periodo come anni di lavoro e studio, fondamentali per la sua produzione letteraria, inclusa la continua elaborazione del suo celebre "Canzoniere", che egli vede come un "percorso dell'anima". Sottolinea l'accoglienza e la laboriosità di Milano, la pace trovata nelle sue dimore e nei dintorni, e il motivo della sua partenza: la peste.
th786-petrarca-intervista.mp3 - Questo estratto audio presenta un'immaginaria intervista a Francesco Petrarca, in cui il celebre poeta riflette sui suoi anni trascorsi a Milano, tra il 1353 e il 1361. Descrive la città come laboriosa e accogliente, un luogo dove si sentiva integrato e dove poté dedicarsi intensamente ai suoi studi e alla sua opera, in particolare al "Canzoniere" (Rerum vulgarium fragmenta). Petrarca menziona anche i suoi mecenati Visconti, i suoi viaggi e la ragione del suo allontanamento da Milano, ovvero la peste.
th787-giornale-29gennaio.mp4 - Questo articolo di giornale del 29 gennaio 2024 inizia con un'introduzione che annuncia i contenuti odierni e menziona un saluto di fine anno del 2023. La maggior parte del testo è dedicata all'esplorazione di toponimi locali, offrendo ipotesi sull'etimologia di nomi come "rondeggato," "sabione," e "storta," con riferimento al dialetto e alle caratteristiche del territorio. Viene anche esplorato il dialetto milanese, con l'analisi di parole e modi di dire relativi alla famiglia e alla neve, e si fa un accenno storico agli eventi a Busto Arsizio durante il Risorgimento, inclusa la risposta della popolazione e le preoccupazioni per i manifesti repubblicani e la caccia agli agenti austriaci. Infine, l'autore riflette sulla cucina milanese, notando come sia poco rappresentata al di fuori della regione rispetto ad altre cucine italiane, pur lodandone i piatti tipici.
th787-rvg-05-029.mp3 - Questo testo offre una serie di riflessioni e argomenti vari, iniziando con un riferimento alla data attuale e un'introduzione a episodi audio sui "carrettieri del bel paese". Prosegue con un'analisi dei toponimi locali nella zona di Cadrezzate, esplorando l'origine e il significato di nomi di luoghi come "Ronde Gato", "Sabione", e "La Storta", spesso legati a caratteristiche fisiche o storiche del territorio. Successivamente, si addentra nel dialetto milanese, esaminando il significato di parole ed espressioni, molte delle quali riguardano la famiglia e le relazioni interpersonali. Infine, si concentra sugli eventi storici a Busto Arsizio durante il Risorgimento e discute in modo critico la scena culinaria milanese, notando la scarsa presenza di ristoranti che offrono piatti tradizionali locali nonostante la vasta offerta di cucine regionali e internazionali.
th788-giornale-30gennaio .mp4 - Questo brano da "regijo.it" esplora principalmente la toponomastica locale, analizzando i nomi di luoghi come Valcanè, Vallaghe e Viganè e le loro possibili origini, spesso legate a parole dialettali o usi antichi. Viene anche presentata una sezione dedicata a parole del dialetto milanese, come "fioc", "fila", e "firagna", spiegandone i diversi significati e usi, sia in riferimento a oggetti o concetti comuni sia in termini più specifici. Infine, il testo approfondisce la storia e il significato culturale della "schiscetta", un contenitore per il cibo che è diventato un simbolo del boom economico, e descrive antiche tradizioni religiose legate al portare il viatico ai moribondi, sottolineando il cambiamento nel rispetto e nella partecipazione nel tempo.
th788-rvg-05-030.mp3 - Questo testo, proveniente da una trasmissione radiofonica, esplora vari aspetti della cultura locale, concentrandosi in particolare sulla toponomastica della zona di Comabio e sulle parole dialettali milanesi. Vengono analizzati i nomi di luoghi, spesso legati a caratteristiche geografiche o usi agricoli passati come la Vignaccia o il Valcanè, e vengono approfonditi termini dialettali, alcuni dei quali descrivono oggetti quotidiani come la schiscetta, con la sua storia e diffusione, o si riferiscono a espressioni figurative. La trasmissione include anche segmenti dedicati a canti e tradizioni popolari, come quelli legati alla Befana e all'anno nuovo, e riflessioni su riti religiosi come il portare l'olio santo, notando il cambiamento nel rispetto e nella fede nel corso del tempo.
th789-giornale-31gennaio.mp4 - Questo brano esplora diversi aspetti della cultura e della vita quotidiana, partendo da un calendario e introducendo il mese di febbraio con il suo simbolismo invernale e floreale legato all'anemone. Si intreccia una leggenda poetica sulla neve e una principessa longobarda, collegando l'origine del termine "neve" a un miracolo d'amore. Il testo poi si sposta sui toponimi locali (Biandronno, Castelvetro, La Costera, Runch, La Furnas, Jeff Pagan) e le loro origini, prima di dedicare ampio spazio alla "schiscetta", il portapranzo operaio, raccontandone la storia, il significato sociale e il suo ritorno in auge come simbolo di una nuova consapevolezza alimentare. Infine, si sofferma sulla cucina milanese, esaltando la qualità dei prodotti locali e la capacità di Milano di valorizzare il meglio, sia che si tratti di risotti o di eccellenze culinarie provenienti da altre parti d'Italia e del mondo, concludendo con le abitudini alimentari milanesi e la notorietà dei prodotti alcolici della città.
th789-rvg-05-031.mp3 - Questo podcast, datato 31 gennaio 2024, mescola proverbi dialettali lombardi e riflessioni sulla storia locale con un focus su Biandronno e i suoi toponimi, come Fornace e il Jeff Pagan. Viene narrata anche una leggenda poetica sull'origine della neve collegata a una principessa longobarda. Un tema centrale è il ritorno in auge della "schiscetta", da simbolo del pranzo operaio a moderna lunch box salutista, evidenziando la sua importanza nella diffusione della cucina mediterranea al nord e come oggetto della memoria. Infine, il podcast elogia la gastronomia milanese, notando come Milano sia un centro per prodotti di alta qualità e l'innovazione culinaria, inclusa la creazione del risotto.
 
 
 
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th790-busto-gastronomia-01.mp3 - Questo estratto esplora la ricca tradizione gastronomica di Busto Arsizio e della zona circostante, attingendo a ricette antiche e testimonianze storiche. Descrive piatti tipici, come la lustriciana e il pan e pusca, rivelando gli ingredienti semplici a disposizione e le modalità di preparazione, spesso legati alla caccia, all'allevamento e ai prodotti della terra. Il testo evidenzia come il cibo fosse un elemento centrale nella vita quotidiana, riflettendo le condizioni economiche e le necessità di sopravvivenza delle comunità locali.
th790-Busto-gastronomia-1.mp4 - Questo testo esplora la ricca storia gastronomica di Busto Arsizio, partendo da ricette antiche tramandate di generazione in generazione, come la rustriciana e piatti a base di carne di maiale, risalendo alle abitudini alimentari dei nostri padri liguri che si nutrivano di selvaggina, frutta selvatica e prodotti della terra. Si analizzano anche piatti popolari come la polenta, la farinata e l'uso della carne, riservata a occasioni speciali, evidenziando come l'avvento delle patate e piatti come i brafui e il risi in prason abbiano arricchito la cucina locale, il tutto accompagnato da una predilezione per il vino rispetto all'acqua.
th791-busto-gastronomia-02.mp3 - Questo estratto audio esplora la storia della gastronomia di Busto Arsizio, soffermandosi in particolare sul vino e il pane. Viene rievocata l'importanza del vino locale e presentata una nota di un conto che elenca vari cibi e vini consumati. Successivamente, l'attenzione si sposta sul pane, citando un vecchio proverbio legato alla sua importanza economica e al suo significato attuale, e descrivendo la sua preparazione settimanale come un rito sociale. L'audio si conclude con un omaggio poetico al pane antico.
th791-Busto-gastronomia-2.mp4 - Questo estratto si addentra nella cultura gastronomica di Busto Arsizio, esplorando la tradizione dei vini locali, celebrati per la loro qualità, e il ruolo centrale del pane. Si evidenzia come il pane, preparato settimanalmente in un vero e proprio rito comunitario, simboleggiasse l'unione familiare e fosse fondamentale per la nutrizione, spesso consumato con polenta per ragioni economiche, una pratica contrastante con le diete attuali. Vengono descritte le diverse varietà di pane e il processo di preparazione, sottolineando l'importanza del forno comune come luogo di incontro e condivisione.
th792-busto-gastronomia-03.mp3 - Questo testo esplora la ricchezza della gastronomia bustocca attraverso proverbi e modi di dire dialettali. Vengono illustrate espressioni legate al cibo, come "A minestra leon la pi cald a mangi sa teta a paga sa crepa" (Mangiare si gode, pagare si muore), che evidenziano il piacere del mangiare contrapposto al costo. Inoltre, si fa riferimento a pietanze locali e tradizioni culinarie, offrendo uno spaccato autentico della cultura legata al cibo di Busto Arsizio
th792-Busto-gastronomia-3.mp4 - Questo testo esplora la tradizione gastronomica e i proverbi locali di Busto Arsizio, svelando modi di dire e piatti tipici che riflettono la cultura e lo spirito della comunità. Vengono illustrate espressioni legate al cibo, come l'importanza dell'acqua fresca e del vino, e si descrivono preparazioni culinarie uniche come l'acqua panà o il "brodo di bouton". Il brano evidenzia inoltre come questi detti popolari offrano un'istantanea su valori, abitudini e persino percezioni sociali legate al mangiare e al vivere.
th793-povero-gnucco-01.mp3 - Questo estratto esplora la caparbietà e la frugalità della gente bustocca, evidenziando come questi tratti siano stati plasmati dalla loro storia e dall'ambiente ostile della Brughiera. Attraverso proverbi, si narra la dura lotta per la sopravvivenza, le difficoltà della miseria e della carestia, e come l'intraprendenza e il lavoro instancabile abbiano permesso di superare le avversità. L'evoluzione della vita è mostrata anche attraverso la nascita e l'educazione dei figli, visti come un valore e un aiuto nel lavoro. Si nota infine una vena di umorismo che emerge con il miglioramento delle condizioni, segno che fame e allegria difficilmente coesistono.
th793-povero-gnucco-1.mp4 - Questo testo esplora la caparbietà del popolo bustocco, come si manifesta nei loro proverbi. Descrive la vita difficile e frugale dei bustocchi, che hanno dovuto affrontare un ambiente naturale ostile e la povertà, imparando a sopravvivere grazie alla loro intraprendenza e diligenza. I proverbi riflettono non solo la dura esistenza, ma anche un crescente spirito umoristico emerso con il miglioramento delle condizioni di vita, mostrando l'evoluzione di questo popolo attraverso le tappe della loro vita.
th794-povero-gnucco-02.mp3 - Questo passaggio esplora antichi rimedi tradizionali e preghiere simili a formule magiche usate a Busto Arsizio, evidenziando come la fiducia nelle forze superiori portasse persino all'ingaggio di persone che pregavano su commissione, come la vecchietta che offriva preghiere a pagamento per l'intercessione di Sant'Eligio (Sant'Alò). Il testo tocca anche l'educazione dei figli, che mirava a renderli docili per il lavoro piuttosto che all'istruzione formale, riservata ai più abbienti, e come la necessità familiare spingesse all'impiego precoce dei bambini. Vengono citati proverbi locali che riflettono il valore del lavoro e l'atteggiamento verso lo studio, e infine accenna al ruolo dei genitori nell'insegnamento delle difficoltà della vita, spesso attraverso modi sbrigativi.
th794-povero-gnucco-2.mp4 - Questo estratto offre uno spaccato affascinante sulla vita e le tradizioni di un tempo, esplorando sia gli antichi rimedi popolari, come decotti e l'uso di ragnatele per i gonfiori, sia le pratiche legate alla fede e alla preghiera. Viene evidenziato come la fiducia nelle forze superiori portasse anche alla preghiera su commissione, con l'esempio di una vecchietta che, dietro pagamento, intercedeva tramite Santalò, un santo protettore dei lavoratori del ferro, offrendo diversi tipi di preghiera a seconda dell'offerta. Infine, il testo accenna all'educazione tradizionale e all'evoluzione delle scuole, mettendo in risalto il ruolo fondamentale della famiglia nell'insegnamento delle abilità pratiche per affrontare la vita, nonostante l'esistenza di scuole formali.
th795-povero-gnucco-03.mp3 - Questo estratto audio offre un ritratto affascinante di un contadino povero ma radicato nella sua terra, attraverso i suoi proverbi e insegnamenti. Emergono la centralità degli animali come unica ricchezza, l'importanza del lavoro e del risparmio in tempi difficili, e un rapporto complesso con la miseria e la religione. Nonostante le ristrettezze, traspare una dignità e una forza interiore, celebrate nei suoi detti popolari.
th795-povero-gnucco-3.mp4 - Questo testo esplora la vita e la saggezza di un contadino del passato, utilizzando proverbi per illustrare il suo mondo privato e le sue norme di comportamento. Vengono messi in risalto i valori fondamentali come l'importanza degli animali quale unica ricchezza, il rispetto per la natura, il lavoro assiduo, la parsimonia e un approccio pragmatico alla religione. Attraverso detti popolari, emerge un ritratto vivido della sua forza interiore e della sua capacità di affrontare le difficoltà economiche con ingegno e dignità.
th796-povero-gnucco-04.mp3 - Questo passaggio offre un ritratto vivido della mentalità e del carattere degli abitanti di Busto Arsizio, o "bustocchi". Attraverso proverbi, aneddoti e descrizioni di usanze locali, emerge una fede pragmatica e un umorismo schietto, dove la devozione si mescola alla familiarità con il divino e alla capacità di trovare il lato divertente anche nelle situazioni più serie, come le processioni religiose. Il testo evidenzia anche un forte senso di comunità e intolleranza verso l'incapacità e i soprusi, dimostrando come gli abitanti fossero pronti a difendere i propri interessi e a controllare l'operato di chi li governava, come testimoniato dall'episodio della sedizione dei soldati. In definitiva, si delinea la figura del bustocco come indipendente, devoto, ma anche ironico e profondamente legato alle proprie tradizioni e al proprio territorio.
th796-povero-gnucco-4.mp4 - Questo estratto esplora l'identità e la religiosità del "bustocco," ovvero l'abitante di Busto Arsizio, attraverso proverbi, aneddoti e descrizioni colorite. Viene delineato un rapporto con la divinità basato sulla confidenza nata dall'amicizia, non sulla formale devozione, con un umorismo schietto che si manifesta anche nel linguaggio usato per descrivere le funzioni religiose come le processioni per la benedizione dei campi. Il testo sottolinea inoltre la forte indipendenza e intolleranza verso l'incapacità e i soprusi, evidente nella reazione della comunità contro soldati o funzionari inetti.
th797-giornale-1febbraio.mp4 - Questo testo è una narrazione che copre diversi argomenti, iniziando con una riflessione sul passare dei giorni e l'arrivo di febbraio. Successivamente, descrive le tradizioni legate al giorno di San Biagio in diverse località vicino a Milano, incluse processioni, benedizioni del pane per la gola e la protezione degli animali. Si esplora poi l'origine e la diffusione dello zafferano, ingrediente chiave del famoso risotto alla milanese, e si analizzano i possibili indizi dell'origine romana di Busto Arsizio attraverso lo studio del nome della città e della sua topografia. Infine, si esamina l'origine dei nomi di alcuni luoghi nel comune di Osmate.
th797-rvg-05-032.mp3 - Questo estratto audio, intitolato "Regijo.it e la storia continua", offre un viaggio eclettico attraverso la cultura e la storia locale, toccando vari argomenti legati al mese di febbraio e alla Lombardia. Si parla delle celebrazioni tradizionali per il 2 febbraio (la Candelora o Madonna della Ceriola) e il 3 febbraio (San Biagio), con aneddoti su proverbi, benedizioni del pane e la figura degli osti. Inoltre, vengono esplorate le origini del risotto alla milanese e dello zafferano, ripercorrendo la storia di quest'ultimo dal Medio Oriente all'Italia. Infine, l'audio si addentra nell'archeologia e nella toponomastica locale, cercando le tracce della presenza romana nella zona e analizzando il significato di alcuni nomi di luoghi (toponimi) come Busto Arsizio, Osmate e altri, spesso legati a caratteristiche geografiche o a personaggi storici.
th798-giornale-02febbraio.mp4 - Questo segmento di un programma audio di regijo.it per il 2 febbraio 2024 tocca vari argomenti legati alle tradizioni e alla storia della Lombardia. Vengono menzionate le celebrazioni di febbraio, in particolare quelle legate ai santi popolari e agricoli come Sant'Agata e Santa Apollonia, con riferimenti a detti e usanze locali. Un'altra sezione discute la storia e la preparazione del risotto alla milanese, evidenziando l'introduzione dello zafferano e le caratteristiche ideali del riso per un buon risultato. Infine, il programma offre un breve excursus storico su Busto Arsizio e il Seprio nel Medioevo, concentrandosi sulla loro importanza strategica e sull'ascesa della classe borghese.
th798-rvg-05-033.mp3 - Questo testo esplora diversi aspetti della cultura e della storia lombarda, concentrandosi su tradizioni popolari, eventi storici e curiosità gastronomiche. Si inizia con le celebrazioni legate ai santi di febbraio e il significato delle castagne, citando anche un viaggiatore inglese del '700. Successivamente, viene raccontata l'affascinante leggenda della nascita del risotto alla milanese nel 1574 e si descrivono le qualità ideali del riso per un ottimo piatto. Infine, il focus si sposta sulla storia medievale di Busto Arsizio e del Seprio, evidenziando il ruolo dei capitani locali e l'emergere della classe borghese.
th799-giornale-03febbraio.mp4 - Questo brano di regijo.it offre un variegato affresco di tradizioni, storia e ricette milanesi e lombarde, spaziando dalle festività religiose legate a Santa Apollonia, protettrice dei dentisti, alla preparazione del risotto alla milanese con indicazioni precise sugli ingredienti e il metodo. Si esplora anche la storia medievale di Busto Arsizio, sottolineando la sua organizzazione, le sue chiese e le fiorenti attività artigianali, in particolare la tessitura della lana. Infine, il testo tocca il difficile periodo del XV secolo in Lombardia, segnato da guerre e pestilenze, ma evidenzia anche la crescita del borgo e l'istituzione del primo tribunale.
th799-rvg-05-034.mp3 - Questo testo esplora diverse tematiche, iniziando con la celebrazione di Santa Apollonia, patrona dei dentisti, e la sua preghiera, evidenziando le tradizioni legate al dolore dentale. Si sofferma poi sulle caratteristiche di febbraio, descrivendo come la pioggia di questo mese, sebbene fastidiosa, sia benefica per la terra, citando proverbi e poesie. Infine, una parte significativa è dedicata alla storia medievale di Busto Arsizio, descrivendo la sua struttura, l'importanza delle sue chiese e delle attività artigianali, in particolare la tessitura, e menzionando l'istituzione del primo tribunale e l'elevazione a Contea.
 
 
 
 

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th600-peste-1620-1.mp4 - Nel difficile periodo di dominazione straniera in Italia, con l'impero spagnolo insediato nel Ducato di Milano, il governo spagnolo mise all'asta le terre di Legnano, Legnarello e zone circostanti a partire dal 1620 per risanare le casse statali, vendendo letteralmente la popolazione e i terreni al miglior offerente. Documenti dell'epoca, come quelli redatti da Ottaviano Cabiati, offrono una "fotografia" dettagliata del borgo, censendo abitanti, case (fuochi), rendite e tipologie di terreni per determinarne il valore. Sebbene un primo tentativo di vendita nel 1620 non andò a buon fine, nel 1649 la comunità locale si tassò per riscattare il proprio feudo, evitando così di finire sotto il controllo di un marchese o conte e rimanendo direttamente sotto il dominio del re.
th600-QGL869-legnano-1620-6491-1.mp3 - Nel XVII secolo, in un'Italia frammentata e sconvolta dalle guerre tra potenze straniere, la Spagna, dominante nel Ducato di Milano, decise di vendere terre e titoli per risanare le proprie casse. Questa vendita, avvenuta nel 1620, incluse il borgo di Legnano, Legnarello e le aree circostanti, che furono messe all'asta per la vendita in feudo. Documenti dell'epoca, come quelli redatti da Ottaviano Cabiati, offrono una fotografia dettagliata del borgo, riportando dati demografici e territoriali cruciali per determinarne il valore. Nonostante l'asta iniziale, è interessante notare che nel 1649 la comunità stessa di Legnano e Legnarello si tassò per riscattare il feudo e mantenere la propria autonomia, rifiutando di essere assoggettata a nobili feudatari.
th601-legnano-grande-peste.mp4 - Questo brano descrive l'impatto devastante della Grande Peste del 1630, nota anche come la peste del Manzoni, sul territorio milanese, in particolare a Legnano e nelle zone circostanti. Il testo evidenzia come la peste, arrivata in un'Italia già indebolita dalle guerre tra potenze straniere (Spagnoli, Francesi, Austriaci) e dalla carestia, si diffuse rapidamente nonostante i tentativi di contenerla. Vengono citate le morti elevate e le conseguenze sociali ed economiche sulla popolazione, documentate da registri e testimonianze locali, e viene esplorata l'ipotesi che il contagio sia stato veicolato da truppe straniere o dal commercio di merci infette.
th601-QGL870-legnano-1620-6491-7339.mp3 - Questo testo si concentra principalmente sulla Grande Peste del 1630, nota anche come la peste del Manzoni, esaminando come la malattia si è diffusa e le sue conseguenze devastanti, in particolare nei territori del milanese e della pieve di Legnano. Descrive il contesto storico di un'Italia frammentata e dominata da eserciti stranieri, suggerendo che la guerra e le condizioni igieniche precarie abbiano potuto contribuire al contagio. Il testo elenca eventi specifici e località colpite, documentando i tentativi, spesso inefficaci, di contenere l'epidemia e la mortalità elevatissima che ha interessato numerose comunità, con un focus su Legnano e i suoi dintorni, dove ancora oggi un'edicola votiva ne commemora le vittime.
th602-legnano-1632.mp4 - Questi estratti da un documento storico rivelano le difficoltà affrontate da Legnano e dai suoi dintorni nel 1632 circa. Una lettera di un ecclesiastico locale a un collega di Busto Arsizio descrive la rapida diffusione della peste e le misure adottate per arginarla, evidenziando la cura per le anime e l'assistenza ai bisognosi, inclusa la fornitura di cibo. Si documentano inoltre i danni e i saccheggi causati dal passaggio di truppe indisciplinate, sottolineando la loro violenza e la distruzione di risorse agricole come le viti. Infine, il testo riporta la credenza popolare che i francesi avessero sparso pane avvelenato per diffondere ulteriormente il contagio, testimoniando il ritrovamento e la distruzione di tale pane e confermando come la peste abbia decimato la popolazione di Legnanello.
th602-QGL871-legnano-1620-6491-7340.mp3 - Questo testo presenta una lettera del prevosto di Legnano del 1630, che documenta la diffusione della peste a Legnano e nei dintorni, inclusa la cura delle anime a Villa Cortese e la situazione a Saronno e Uboldo, evidenziando le difficoltà e gli sforzi per assistere la popolazione. Un altro passaggio descrive il saccheggio e la distruzione delle vigne da parte di 2500 soldati in transito a Legnano nel luglio 1630, costretti ad alloggiare all'aperto per il sospetto del contagio. Successivamente, si riporta l'arrivo di soldati polacchi "bellicosi, indomiti e feroci" che misero a sacco e a fuoco diversi villaggi, fecero prigioniero un conte per mancato pagamento e la notizia di questi eventi arrivò a Busto Arsizio portando alla mobilitazione di soldati locali per difesa. Infine, il testo menziona la conferma dell'uso della coltivazione del baco da seta nonostante il fetore, con regole per il suo allevamento fuori dai centri abitati e la curiosa teoria secondo cui i francesi, non potendo vincere con le armi, avrebbero sparso pane avvelenato per diffondere il contagio, con un aneddoto personale del ritrovamento e sepoltura di tale pane.
th603-legnano-1632.mp4 - Questo testo narra della peste a Legnano e dintorni intorno al 1632, basandosi su un documento originale del notaio Pietro Zucchi andato perduto, ma conservato tramite trascrizioni ottocentesche. Il contagio, iniziato a Milano, si diffuse, e solo San Vittore nella pieve di Legnano rimase esente. Si racconta che a Villa Cortese, da cui si pensava provenisse il morbo a Legnano, la malattia fosse attribuita ad arte diabolica, con la comparsa di un animale in forma di grosso gatto in una famiglia colpita. Gli scambi commerciali con Legnano, in particolare attraverso la cascina di San Bernardino, diffusero ulteriormente la peste, portando all'estinzione di intere famiglie, e si descrivono casi di contagio nonostante le quarantene e gli avvisi, come quello di una donna che, pur sopravvivendo dopo aver quarantenato un gippone, perse la figlia.
th603-QGL872-legnano-1620-6491-7341.mp3 - Questo testo offre una narrazione dettagliata della peste che colpì Legnano e dintorni nel 1630-1631, basandosi sulla memoria perduta del notaio Pietro Zucchi, trascritta in seguito. Si evidenzia come solo San Vittore fu risparmiato, mentre la malattia si diffuse da Milano, con un’iniziale incredulità cittadina verso i medici. Particolarmente toccante è il resoconto di Villa Cortese, ritenuta infetta da "arte diabolica", dove un episodio con un gatto dalle sembianze soprannaturali e l'interazione con l'acqua santa e l'invocazione mariana aggiungono un elemento folkloristico e religioso alla tragica realtà del contagio. La narrazione prosegue descrivendo la diffusione del morbo attraverso i commerci tra Villa Cortese e Legnano, in particolare nella Cascina di San Bernardino, e l'ingenuità o la negligenza di alcuni nel gestire oggetti potenzialmente infetti, nonostante gli avvisi delle autorità.
th604-oratorio-ponsella.mp4 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Ponsella-  Il brano descrive la storia dell'oratorio della Ponzella a Legnano, intitolato a Gesù Nazareno, la cui edificazione fu richiesta nel 1708 e completata nel 1729 dal nobile Carlo Francesco Fassi. Si menziona un lascito testamentario del 1735 che imponeva una messa quotidiana, poi non più celebrata regolarmente secondo una relazione del 1761. Il testo offre anche dettagli genealogici su Carlo Francesco Fassi e suggerisce un insediamento romano nell'area della Ponzella, basato su un vasto sepolcreto rinvenuto nel 1925.
th604-QGL873-legnano-1620-6491-7342.mp3 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Ponsella - Il brano descrive la storia dell'oratorio della Ponzella a Legnano, intitolato a Gesù Nazareno, la cui edificazione fu richiesta nel 1708 e completata nel 1729 dal nobile Carlo Francesco Fassi. Si menziona un lascito testamentario del 1735 che imponeva una messa quotidiana, poi non più celebrata regolarmente secondo una relazione del 1761. Il testo offre anche dettagli genealogici su Carlo Francesco Fassi e suggerisce un insediamento romano nell'area della Ponzella, basato su un vasto sepolcreto rinvenuto nel 1925.
th605-edicole-votive.mp4 -   #Legnano #tradizionieracconti #redigio #edicole -  Il video esamina la storia delle edicole votive in Lombardia, risalenti all'epoca romana e utilizzate per la protezione dei viaggiatori e come punti di riferimento notturni. Durante il XVIII secolo, un decreto reale del 1769, spinto dalle idee illuministe e dalla Rivoluzione Francese, ordinò la rimozione di queste immagini sacre dalle strade pubbliche, considerandole superstizione. Tuttavia, la resistenza popolare e la volontà di preservare queste opere come esempi di belle arti portarono alla loro sopravvivenza, grazie alla protezione dei proprietari e a episodi di disobbedienza civile.
th605-QGL874-legnano-1620-6491-7343.mp3 - #Legnano #tradizionieracconti #redigio #edicole - Il documento descrive la soppressione delle edicole votive in Lombardia, iniziata con un decreto reale nel 1769. Queste edicole, originariamente poste agli incroci per proteggere i viandanti e fornire luce notturna, erano simboli di devozione popolare. Influenzata dalla Rivoluzione Francese e dal pensiero illuminista, la misura mirava a eliminare quelle che erano considerate superstizioni, scatenando la resistenza della popolazione che vedeva in esse patrimonio artistico e simboli tradizionali.
th606-calendario-rivoluzionario.mp4 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #calendario - Questo estratto descrive il calendario rivoluzionario francese, introdotto nel 1793 durante la Rivoluzione Francese come parte di un ampio rinnovamento che incluse anche il sistema metrico decimale. Questo nuovo calendario sostituì il calendario gregoriano, utilizzando anni numerati con numeri romani a partire dall'anno della Rivoluzione, mesi con nomi nuovi (come "pratile" o "termidoro") ispirati alle stagioni e giorni organizzati in decadi invece che settimane. Nonostante l'intento di semplificare e riflettere i cambiamenti rivoluzionari, con nomi dei mesi che rimavano all'interno di ogni stagione per facilitarne la memorizzazione, il calendario rivoluzionario fu abolito dopo soli 14 anni nel 1806, tornando al calendario gregoriano.
th606-QGL875-legnano-1620-6491-7344.mp3 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #calendario  Questo brano descrive il calendario rivoluzionario francese, introdotto nel 1793 durante la Rivoluzione Francese come parte di un ampio rinnovamento delle convenzioni sociali. Spiega come questo nuovo sistema sostituì il calendario gregoriano, utilizzando nomi innovativi per mesi e giorni che richiamavano la natura e le stagioni, come "vendemmiaio" o "pratile". Il testo sottolinea come i nomi dei mesi all'interno di una stessa stagione avessero una rima finale simile per facilitarne la memorizzazione e la comprensione. Infine, menziona che questo calendario fu abolito nel 1806, ritornando al precedente sistema gregoriano, lasciando traccia solo nei documenti storici.
th607-oratorio-canazza.mp4 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Canazza - Nel 1799, don Antonio Polliaghi richiese il permesso di aprire al pubblico il suo oratorio privato situato nella Cascina Canazza. Questa cascina, con 70 abitanti, si trovava a una distanza considerevole dalle parrocchie di Legnano e Cerro, rendendo difficile per i residenti, specialmente in caso di malattia o maltempo, partecipare alle funzioni religiose. La richiesta mirava a garantire a queste persone l'accesso ai servizi spirituali, come l'amministrazione del Santissimo Sacramento. L'autorizzazione fu concessa nel maggio dello stesso anno, e si pensa che l'oratorio in questione sia l'attuale cappelletta Morganti.
th607-QGL876-legnano-1620-6491-7345.mp3 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Canazza - Nel 1799, don Antonio Polliaghi chiese il permesso di rendere pubblico il suo oratorio presso la Cascina Canazza, situata tra Legnano e Cerro Maggiore e abitata da circa 70 persone. A causa della distanza dalle parrocchie e delle difficoltà, specialmente con il maltempo, per gli abitanti di partecipare alle messe o ricevere i sacramenti, don Antonio sollecitò le autorità ecclesiastiche. La sua richiesta fu accolta il 19 maggio 1799, permettendo l'uso pubblico dell'oratorio, identificato probabilmente nella cappelletta Morganti.
th608-legnano-Garibaldi.mp4 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Garibaldi - Il 16 giugno 1862, Giuseppe Garibaldi parlò a Legnano, accompagnato da diverse figure importanti tra cui suo figlio e i fratelli Cairoli. Nel suo discorso, rivolgendosi ai cittadini, ricordò la vittoria storica dei loro antenati sui tedeschi, esortandoli a non essere meno coraggiosi e a lavorare affinché nessun straniero rimanesse in Italia, affermando che gli italiani possedevano la forza necessaria per farcela da soli. Garibaldi criticò la mancanza di unità tra gli italiani e la scarsa attenzione riservata alla memoria degli eventi storici cruciali, come la congiura di Pontida e la battaglia di Legnano, auspicando la costruzione di monumenti in questi luoghi per onorare il valore degli avi e sottolineando l'importanza di essere uniti per poter affrontare eventuali minacce future.
th608-QGL877-legnano-1620-6491-7346.mp3 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Garibaldi - Questo testo riporta il discorso tenuto da Giuseppe Garibaldi a Legnano il 16 giugno 1862, davanti a una folla entusiasta, accompagnato dal figlio e da altri patrioti. Garibaldi esorta i legnanesi a essere orgogliosi del loro passato, richiamando la storica vittoria contro gli stranieri, e li incoraggia a restare uniti per liberare l'Italia dagli oppressori. Egli critica la scarsa attenzione degli italiani per la memoria degli eventi storici importanti, come dimostra lo stato trascurato della sala di Pontida, e auspica la realizzazione di monumenti a Legnano e Pontida per onorare il valore degli antenati e ispirare le future generazioni.
th609-Parrocchia-legnanello.mp4 - #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Legnanello- Questo brano descrive la fondazione della parrocchia di Legnanello il 13 agosto 1898, quando l'arcivescovo di Milano, cardinale Andrea Carlo Ferrari, ne decretò l'autonomia, separandola da Legnano. Questa decisione, sollecitata da una petizione della comunità locale e di figure importanti, rispondeva all'esigenza di migliore assistenza spirituale. Il testo illustra inoltre i dettagli successivi, come la presa di possesso del primo parroco, don Gerolo Mosaroli, e la deliberazione della fabbriceria di San Magno per la ripartizione delle risorse economiche destinate alla nuova parrocchia.
th609-QGL878-legnano-1620-6491-7347.mp3 -    #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Legnanello - Questo passaggio descrive il processo di creazione della parrocchia di Legnanello a Legnano. Tutto ebbe inizio il 13 agosto 1898, quando un decreto del cardinale Andrea Carlo Ferrari separò Legnanello da Legnano e istituì una parrocchia autonoma, assegnandole il territorio a sinistra del fiume Olona. Questa decisione fu una risposta a una petizione firmata da numerosi membri della comunità di Legnanello, che desideravano un migliore supporto spirituale. Il cardinale Ferrari approvò la richiesta e, poco dopo, Don Gerolo Mosaroli divenne il primo parroco della nuova chiesa. Successivamente, la chiesa di San Magno, dalla quale Legnanello si era separata, deliberò la divisione delle rendite per supportare la nuova parrocchia, risolvendo così una situazione economica precedentemente precaria.
 
 
 
 
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th610-Franco-Tosi1898.mp4 - Il video documenta l'assassinio di Franco Tosi nel 1898, un importante industriale di Legnano, ucciso da un suo ex dipendente. Questo evento tragico è collocato nel contesto delle tensioni sociali ed economiche dell'epoca, segnate dalla lotta di classe e dalle rivendicazioni operaie. Viene inoltre fornito un riassunto della vita e della carriera di Tosi e una breve storia della sua azienda, evidenziandone la crescita e i successivi passaggi di proprietà nel tempo.
th610-QGL879-legnano-1620-6491-7348.mp3 - Questo passaggio racconta la tragica storia di Franco Tosi, un importante industriale di Legnano, assassinato nel 1898 dal suo ex dipendente. L'evento viene collocato nel contesto sociale ed economico dell'epoca, caratterizzato dalla lotta di classe e dalle rivendicazioni operaie. Si ripercorre anche la carriera di Tosi, fondatore della rinomata Officina Franco Tosi, e lo sviluppo della sua azienda attraverso i decenni, evidenziandone i successi e i cambiamenti di proprietà. La narrazione sottolinea l'impatto dell'omicidio sulla comunità e il ricordo del Tosi.
th611-Confraternita-Legnarello.mp4 - Il testo descrive la storia e le funzioni delle confraternite del Santissimo Sacramento, in particolare quella di Legnarello. Queste associazioni, ispirate dalle riforme di San Carlo, avevano il compito di promuovere il culto eucaristico e svolgere varie opere caritatevoli e di assistenza. La fonte narra la fondazione della confraternita a Legnanello nel 1899 e i riti connessi, come la benedizione degli abiti, sottolineando la loro importanza nella vita religiosa e sociale della comunità.
th611-QGL880-legnano-1620-6491-7349.mp3 - Il testo descrive l'istituzione e la funzione della confraternita del Santissimo Sacramento a Legnanello, evidenziando il decreto del 13 gennaio 1899 che ne sancì l'erezione nella nuova parrocchia. Sull'onda delle riforme promosse da San Carlo, che esortava all'istituzione di tali associazioni in ogni parrocchia, la confraternita aveva il compito primario di dare maggior decoro al culto del Santo Sacramento, sia attraverso la cura degli arredi e delle funzioni interne che partecipando attivamente a processioni ed eventi esterni con specifici simboli e paramenti. Originariamente unite a Legnano, le confraternite si divisero con l'erezione della nuova parrocchia di Legnanello nel 1898, con nuove sedi e l'organizzazione di cerimonie per la benedizione degli abiti dei nuovi membri.
th612-Consacrazione-Legnarello.mp4 - Questo brano descrive la storia e le caratteristiche della chiesa di Legnanello, consacrata nel 1902. La necessità di un nuovo edificio, più grande rispetto alla precedente chiesa, spinse alla sua costruzione, affidata all'ingegnere Cecilio Arpesani che la progettò ispirandosi alle semplici basiliche romaniche lombarde primitive. L'interno, decorato con affreschi e sculture, aveva una forte funzione didattica, voluta dal parroco don Gerolamo Ozaroli, per rappresentare visivamente la fede attraverso simboli cristiani e scritte in latino, rendendo la chiesa un vero e proprio "catechismo per i fedeli".
th612-QGL881-legnano-1620-6491-7350.mp3 - Questo testo descrive la costruzione e le caratteristiche della nuova chiesa di Legnanello, consacrata nel 1902. Promossa dal parroco don Gerolamo Ozaroli con il supporto del cardinale Ferrari e il contributo di donna Barbara Melzi, la chiesa fu progettata dall'ingegnere Cecilio Arpesani ispirandosi alle basiliche romaniche lombarde primitive. Vengono dettagliati gli elementi architettonici interni ed esterni, le decorazioni pittoriche e scultoree, e le numerose iscrizioni in latino che, secondo don Ozaroli, dovevano fungere da catechismo visivo per i fedeli, rendendo la chiesa un vero e proprio libro di fede.
th613-1902-Legnano-emigranti.mp4 - Questo testo offre una critica pungente e dettagliata delle condizioni disumane affrontate dagli emigranti italiani a bordo di navi straniere, nonostante l'introduzione di una nuova legge sull'immigrazione. L'autore, un giornalista, descrive le violente vessazioni subite dai passeggeri di terza classe durante una traversata atlantica, evidenziando la totale inefficacia della legislazione e la mancanza di tutela da parte delle autorità italiane presenti a bordo. L'articolo paragona esplicitamente questa esperienza al trattamento riservato oggi ai migranti africani, sottolineando la necessità di una maggiore umanità e di politiche che affrontino le cause profonde della migrazione.
th613-QGL882-legnano-1620-6491-7351.mp3 - Questo brano riflette sulle difficoltà affrontate dagli emigranti, collegando le esperienze degli italiani agli inizi del '900 con quelle dei migranti contemporanei. L'autore, un giornalista, denuncia il trattamento disumano e brutale riservato agli italiani a bordo di una nave tedesca diretta in America, descrivendo le pessime condizioni igieniche, le angherie del personale e l'inefficacia di una nuova legge sull'immigrazione pensata per tutelarli. La narrazione sottolinea come persino le autorità italiane a bordo fossero incapaci di garantire la protezione necessaria, mettendo in luce la mancanza di fiducia nel governo da parte degli emigranti.
th614-QGL883-legnano-1620-6491-7352.mp3 - Questo passaggio descrive la vita invernale a Legnano, concentrandosi sugli effetti del clima freddo e nevoso all'inizio del '900. Spiega come le basse temperature e le abbondanti nevicate rendessero difficili le attività agricole e bloccassero le strade, inclusa l'importante strada del Sempione. Per mantenere pulita questa arteria vitale durante l'inverno, il comune di Legnano incaricava i contadini locali, che utilizzavano strumenti primitivi e la forza lavoro di animali e persone, inclusi bambini che facevano peso su una sorta di spazzaneve di legno.
th614-spazzaneve-sempione.mp4 - Questo brano descrive come i cambiamenti climatici abbiano modificato gli inverni, che un tempo erano molto più rigidi e nevosi a Legnano, spesso bloccando le attività economiche basate su agricoltura, allevamento e artigianato. Per mantenere aperta l'unica strada vitale, la Statale del Sempione, i comuni incaricavano i contadini, in particolare quelli dell'Olmina, di liberarla dalla neve usando spazzaneve di legno trascinati da animali e appesantiti dalle persone del villaggio. Questa pratica mostra l'ingegnosità e lo spirito di comunità nel superare le difficoltà invernali.
th615-legnano-1620-.mp4 - Questo estratto descrive la storia dell'organo e del coro della nuova chiesa di Legnanello, la chiesa del Santissimo Redentore, costruita per sostituire la vecchia chiesa della Purificazione. Viene narrato il trasferimento dell'organo preesistente, un vecchio strumento acquisito nel 1846, che subì un restauro significativo, rivelando la presenza di componenti risalenti a diversi periodi e autori, indicating che si trattava di un organo "di occasione" composto da parti eterogenee. L'inaugurazione dell'organo restaurato e del nuovo coro, realizzato dalla ditta Testa e Meregalli, avvenne il 22 aprile 1905 con una solenne funzione e un collaudo ufficiale. Infine, si menziona che l'organo è stato successivamente sostituito da uno strumento elettronico dopo l'ultimo restauro della chiesa.
th615-QGL884-legnano-1620-6491-7353.mp3 - Questo testo descrive il trasferimento e il restauro di un organo storico dalla vecchia chiesa della Purificazione a Legnanello alla nuova chiesa del Santissimo Redentore, culminato nella sua inaugurazione il 22 aprile 1905. L'analisi dello strumento ha rivelato che non si trattava di un organo nuovo, ma di un assemblaggio di parti di organi più antichi, risalenti anche al XVII e XVIII secolo, restaurate con difficoltà. Il testo sottolinea il lavoro meticoloso svolto dalla ditta Ermolli per il restauro dell'organo e dalla ditta Testa e Meregalli per la realizzazione degli stalli del coro, evidenziando l'importanza di questi elementi nell'arredamento e nella funzionalità della nuova chiesa prima dell'uso di un organo elettronico in tempi recenti.
th616-legnano-1620-1955.mp4 - Questo passaggio descrive il trasferimento delle campane dalla vecchia Chiesa della Purificazione alla nuova parrocchia del Santissimo Redentore a Legnarello, un evento chiave avvenuto il 2 febbraio 1905. La nuova chiesa, costruita con l'aiuto del parroco e dei parrocchiani e finanziata in parte da donna Barbara dei Conti Melzi, era stata consacrata nel 1902 ma inizialmente mancava di campane proprie. La necessità di suonare le campane per le funzioni portò alla decisione di spostare quelle dalla chiesa più antica, segnando così un importante passo nella vita della nuova comunità parrocchiale.
th616-QGL885-legnano-1620-6491-7354.mp3 - Questo brano descrive il trasferimento delle campane dalla vecchia chiesa della Purificazione alla nuova parrocchia del Santissimo Redentore a Legnarello, avvenuto il 2 febbraio 1905. Si evidenzia che la nuova chiesa, costruita grazie al contributo di Don Gerolamo Ozaroli e Donna Barbara dei Conti Melzi, era stata completata e consacrata in precedenza, ma mancava di un proprio concerto di campane. Il testo sottolinea che questa operazione permise finalmente alla nuova chiesa di avere le sue campane, eliminando la necessità di tornare alla chiesa precedente per ogni funzione.
th617-legnano-1620-1955.mp4 - Questo testo descrive gli avvenimenti legati alla costruzione di una nuova chiesa a Legnanello e al destino della vecchia chiesa della Purificazione all'inizio del Novecento. Sottolinea il ruolo fondamentale di Don Gerolomo Zaroli, il cardinale Ferrari, e Donna Barbara Melzi nel finanziamento e nella realizzazione di queste opere. Il progetto della nuova chiesa si ispirò alle basiliche romanico-lombarde, mentre la vecchia chiesa venne trasformata in un ospizio per anziane donne, assumendo la dedicazione a Santa Elisabetta e, in seguito, a Santa Rita.
th617-QGL886-legnano-1620-6491-7355.mp3 - Questo testo descrive la costruzione di una nuova chiesa a Legnanello, dedicata al Santo Redentore, agli inizi del '900. Sottolinea il contributo di figure chiave come don Gerolomo Zaroli, il cardinale Ferrari, donna Barbara Melzi e l'architetto Cecilio Arpesani, evidenziando il desiderio di un edificio ispirato al romanico-lombardo. La vecchia chiesa della Purificazione venne contestualmente ceduta alla Casa Melzi, che la riutilizzò come parte di un nuovo ospizio per donne anziane dedicato a Santa Elisabetta (poi Santa Rita), un'iniziativa sociale importante per Legnano, che vedeva il coinvolgimento delle Suore di San Vincenzo. Il brano dettagli gli eventi e le tempistiche legate a queste trasformazioni, inclusa la celebrazione per l'inaugurazione dell'ospizio e il trasferimento delle anziane, e menziona anche le complicate procedure burocratiche per la formalizzazione della vendita della vecchia chiesa.
th618-legnano-1620-1955.mp4 - Questo estratto documenta la storia della chiesa di Legnanello tra il 1908 e il 1955, concentrandosi in particolare sui lavori di completamento e sugli arredi interni. Vengono descritti il processo di realizzazione del pulpito in marmo, dono di amici del parroco, e le pitture dell'abside raffiguranti la Trasfigurazione, commissionate per avere una funzione educativa e catechistica per i fedeli, soprattutto per coloro che non sapevano leggere. Il testo evidenzia come il parroco utilizzasse attivamente queste immagini nelle sue omelie e sottolinea il contributo economico di benefattori come Gaetano Crespi per la realizzazione di queste opere.
th618-QGL887-legnano-1620-6491-7381.mp3 - Questo testo descrive l'arredamento interno della chiesa di Legnanello tra il 1908 e il 1909, concentrandosi sul completamento di opere importanti come il pulpito e le pitture dell'abside. Le pitture, raffiguranti la Trasfigurazione di Gesù, furono realizzate con un intento catechistico ed educativo, come desiderato dal parroco Don Gerola Moseroli e dall'architetto Arpesani, che volevano che le immagini parlassero ai fedeli, soprattutto a coloro che non sapevano leggere. Il pulpito, opera dello scultore Angelo Colombo, fu un regalo finanziato da benefattori, in particolare da Gaetano Crespi in memoria del fratello Angelo, dimostrando l'importanza del sostegno della comunità per il completamento della chiesa.
th619-legnano-1620-1955.mp4 - Questo passaggio descrive la giornata eccezionale del cardinale Andrea Carlo Ferrari a Legnano nel 1910, evidenziando la sua partecipazione alla consacrazione della chiesa dei Santi Martiri e la somministrazione delle cresime in diverse parrocchie. L'autore si sofferma in particolare sul numero elevato di cresime amministrate in breve tempo e sui vari spostamenti, sollevando interrogativi sull'incredibile efficienza e infaticabilità del cardinale. Nonostante le perplessità logistiche dovute ai mezzi dell'epoca, il resoconto sottolinea l'immagine di un uomo energico e dedito ai suoi doveri.
th619-QGL888-legnano-1620-6491-7382.mp3 - Questo testo descrive un'intensa giornata del cardinale Andrea Carlo Ferrari a Legnano il 19 settembre 1910, incentrata sulla consacrazione della nuova chiesa dei Santi Martiri e l'amministrazione del sacramento della cresima. La cronaca, basata sugli scritti di don Zaroli, sottolinea la notevole attività e velocità del cardinale, che in poche ore ha consacrato una chiesa, impartito la cresima a centinaia di bambini in diverse parrocchie (inclusi gruppi da Rescaldina e San Vittore), predicato e partecipato alla messa, nonostante i tempi di spostamento dell'epoca. La narrazione mette in evidenza la straordinaria efficienza del cardinale nel gestire un programma così fitto.
 
 
 
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th620-legnano-1620-1955.mp4 - Questo resoconto, tratto da un cronico parrocchiale, descrive vividamente il devastante ciclone che colpì Legnano il 23 luglio 1910, proprio mentre la comunità si preparava per la festa di San Luigi e il centenario di San Carlo. L'evento causò distruzione e numerosi morti, tra cui due giovani della parrocchia di Legnanello, trasformando un giorno di festa in un giorno di lutto e suffragio. La narrazione sottolinea la vastità della tragedia, la sospensione di ogni celebrazione esterna e la profonda partecipazione della comunità, delle autorità e persino del cardinale ai solenni funerali delle cinque vittime, evidenziando la generale compassione e il senso di carità dimostrato in un momento di grande dolore.
th620-QGL889-legnano-1620-6491-7383.mp3 - Questo testo narra un tragico evento accaduto nel 1910 a Legnanello: il crollo di una casa in costruzione che costò la vita a due giovani, un venticinquenne prossimo alle nozze e un quattordicenne. L'incidente, considerato una "morte bianca" dovuta alla mancanza di norme di sicurezza e alla probabile incompetenza del personale, scosse profondamente entrambe le comunità di Legnanello e dell'Olmina. La narrazione, che include una testimonianza dell'epoca, sottolinea la vasta commozione e la partecipazione sentita ai funerali, menzionando anche l'identità delle vittime, i feriti e i responsabili dei lavori edili.
th621-legnano-1620-1955.mp4 - Questo brano descrive il terribile ciclone che colpì Legnano il 23 luglio 1910, causando morti e distruzione. Il testo, tratto dalle memorie del parroco di Legnanello, don Gerola Mozaroli, evidenzia come l'evento funesto interruppe i preparativi per le feste di San Luigi e del centenario di San Carlo, trasformando un giorno di gioia in lutto. La comunità si raccolse nel dolore e nella preghiera per le cinque vittime, i cui funerali videro una straordinaria partecipazione di autorità e cittadini, segno di profonda solidarietà e compassione di fronte a tanta sventura.
th621-QGL890-legnano-1620-6491-7384.mp3 - Questo estratto dal cronico parrocchiale di Legnanello narra il terribile ciclone che colpì Legnano il 23 luglio 1910, proprio mentre la comunità si preparava per le feste di San Luigi e del centenario di San Carlo. L'evento causò distruzione e la perdita di vite umane, trasformando un giorno di gioia attesa in un giorno di lutto e preghiera per le vittime, tra cui due giovani della parrocchia. La solidarietà e la compassione della comunità e delle autorità furono evidenti nei solenni funerali per le cinque vittime, un evento di portata straordinaria che vide la partecipazione di migliaia di persone. Il testo sottolinea l'impatto devastante del ciclone e la resilienza della comunità nel voler ricostruire, incoraggiati anche dalla visita e dalle parole di conforto di importanti figure religiose.
th622-legnano-1620-1955.mp4 - Questo testo narra la vita di don Gerolamo Zaroli, il primo parroco di Legnanello, dall'infanzia alla morte. Si concentra sulla sua dedizione alla comunità, evidenziata dall'assistenza durante un'epidemia e dalla rinuncia a incarichi più prestigiosi per rimanere tra i suoi parrocchiani. Il documento sottolinea il suo ruolo fondamentale nella crescita della parrocchia e nella costruzione della nuova chiesa, voluta con uno stile specifico, e si conclude con le sue umili volontà testamentarie che riflettono il suo disinteresse per i beni materiali.
th622-QGL891-legnano-1620-6491-7385.mp3 - Questo estratto audio narra la vita di don Gerolamo Zaroli, il primo parroco di Legnanello, dalla sua nascita a Parabiago nel 1857 fino alla sua morte nel 1919. Il testo evidenzia il suo impegno nella cura pastorale, il suo altruismo durante un'epidemia di vaiolo, e il suo ruolo cruciale nella costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Le sue ultime volontà rivelano la sua profonda umiltà e il desiderio di riposare tra i suoi fedeli, dimostrando il suo legame indissolubile con la comunità di Legnanello.
th623-legnano-1620-1955.mp4 - Questo brano descrive la realizzazione della prima autostrada al mondo tra Milano e Varese, costruita nel 1922 e ideata da Pietro Puricelli. Era una strada esclusivamente per automobili, senza incroci, con una sola carreggiata divisa in due corsie e misurava 85 km. L'inaugurazione avvenne nel 1924, ma purtroppo la sua costruzione tagliò e dismise una antica strada romana, la via del Perello, dove furono rinvenute sepolture romane.
th623-QGL892-legnano-1620-6491-7386.mp3 - Questo passaggio descrive la costruzione della prima autostrada del mondo in Italia tra il 1922 e il 1924, la Milano-Varese-Sesto Calende, poi divenuta l'attuale Milano Laghi. Ideata dall'ingegnere Pietro Puricelli, questa strada era rivoluzionaria perché esclusivamente per gli autoveicoli e non intersecata da altre vie. Sebbene fosse un'opera avveniristica per l'epoca, con un costo notevole, la sua realizzazione tagliò in due l'antica via romana del Perello. Lungo questa via romana, si sono ritrovate sepolture di epoca romana, in anfore o urne cinerarie, che seguivano il percorso della strada stessa.
th624-legnano-1620-1955.mp4 - Questo testo narra la storia del Circolo Vinicolo a Legnano, nato nei primi anni del '900 come luogo di ritrovo per gli uomini, poi trasformato nel Club Famiglia con una sede fissa in Via Fratelli Bandiera. La narrazione segue le vicende del circolo, dalla sua inaugurazione nel 1926 alla sua successiva vendita ai soci, parallela alla formazione della Curti Granda e all'espansione del rione. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il circolo assume anche un ruolo politico come sede del Partito Comunista, creando tensioni con il parroco Don Luigi Contardi, il quale documenta questi eventi, inclusa la benedizione di lapidi ai caduti e il suo disaccordo con le attività di ballo. Infine, si assiste alla trasformazione del circolo in ristorante negli anni '90, mantenendo il nome "da Terri".
th624-QGL893-legnano-1620-6491-7387.mp3 - Questo passaggio narra la storia del circolo vinicolo a Legnano, nato all'inizio del 1900 come luogo di ritrovo per i contadini locali e che trovò una sede stabile nel 1925. Parallelamente, descrive la creazione della Curtigranda, nata dalla lottizzazione di un terreno e legata alla parentela tra le famiglie Colombo e Ciaparelli, segnando l'espansione del rione. Nel dopoguerra, il circolo divenne sede del Partito Comunista, creando tensioni con il parroco per l'organizzazione di balli, ma anche momenti di riconciliazione, come l'inaugurazione di una lapide ai caduti. La storia si conclude con la trasformazione del circolo in ristorante negli anni '90.
th625-legnano-1620-1955.mp4 - Questo brano si basa sui risultati del censimento agricolo di Legnano del 1935, derivati dal catasto agrario del 1929. Fornisce dati dettagliati su popolazione agricola, allevamento (con particolare attenzione ai bachi da seta) e coltivazioni prevalenti (granarie e foraggere). Sottolinea la notevole laboriosità dei contadini legnanesi e l'importanza dell'irrigazione per compensare la povertà del terreno. La coltivazione del gelso, fondamentale per l'allevamento dei bachi da seta, viene descritta come una pratica domestica essenziale per il sostentamento economico familiare.
th625-QGL894-legnano-1620-6491-7388.mp3 - Questo brano analizza i risultati del censimento agricolo condotto a Legnano nel 1935, basato su un catasto del 1929, con dati pubblicati sulla Cronaca Prealpina. Vengono presentati numeri specifici sulla popolazione agricola, il bestiame (evidenziando una scarsità di suini), la superficie coltivata e le produzioni prevalenti, in particolare i cereali e il gelso, fondamentale per l'allevamento dei bachi da seta. Il testo sottolinea la laboriosità dei contadini legnanesi nonostante la povertà del terreno, grazie all'irrigazione dell'Olona, e descrive dettagliatamente l'allevamento familiare dei bachi da seta ("i cavaler"), un'attività di sostentamento che culminava con la vendita dei bozzoli per le seterie comasche.
th626-legnano-1620-1955.mp4 - Questo testo racconta la storia della costruzione del santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino a Legnano, che fu iniziata nel 1930 per sostituire una piccola cappella. La posa della prima pietra fu un evento significativo, con il cardinale Schuster e una folla entusiasta. Nonostante alcune difficoltà iniziali e opposizioni locali riguardo al luogo di fondazione, l'ordine Carmelitano riuscì a stabilirsi e a procedere con il progetto. Il santuario fu poi consacrato nel 1933 dal cardinale Schuster.
th626-QGL895-legnano-1620-6491-7389.mp3  - Questo testo narra la complessa storia della costruzione del santuario di Santa Teresa del Bambin Gesù a Legnano, iniziata con l'arrivo dei Carmelitani Scalzi nel 1929. Sebbene il Cardinale Tosi avesse concesso il permesso per la fondazione nel 1927 e il Cardinale Schuster avesse posto la prima pietra nel 1930, il processo incontrò una significativa opposizione da parte del parroco locale, che portò a ricorsi e complicazioni. Nonostante le difficoltà, l'ordine carmelitano istituì canonicamente la casa nel 1929, e il santuario fu finalmente edificato e consacrato nel 1933 dal Cardinale Schuster.
th627-legnano-1620-1955.mp4 - Questo testo offre una prospettiva storica sul Palio di Legnano, focalizzandosi in particolare sull'edizione del 1936, vinta dalla contrada di Legnarello grazie ai punteggi ottenuti nelle varie discipline e alla vittoria nella gara equestre del fantino Vittorio Ciaparelli. Viene anche menzionato l'anno precedente, il 1935, con la vittoria della contrada di San Domenico e un evento tragico che portò a una modifica del regolamento, evidenziando come il Palio sia nato nel 1932 per rievocare la Battaglia di Legnano e si sia evoluto nel tempo includendo diverse competizioni oltre alla corsa a cavallo. La descrizione della contrada del Mina nel 1935 fornisce un dettaglio sulle otto contrade in gara quell'anno, riflettendo le dinamiche e le passioni legate a questa storica manifestazione.
th627-QGL896-legnano-1620-6491-7390.mp3 - Questo brano descrive l'edizione del 1936 del Palio di Legnano, focalizzandosi sulla vittoria della contrada Legnarello, ma offre anche uno sguardo su come si svolgeva l'evento nel periodo fascista e su alcune edizioni precedenti. Vengono illustrate le diverse gare che componevano il Palio (ciclismo, podismo, automobilismo ed equestre) e le contrade partecipanti, evidenziando fusioni e risultati passati. La narrazione include dettagli sulla gara equestre, i fantini, i cavalli e un riferimento alla tragica morte di un fantino in un'edizione precedente che portò a modifiche del regolamento. Inoltre, viene fornito un ritratto della contrada del Mina, descrivendone i colori, i confini e i risultati nelle gare del 1935.
th628-legnano-1620-1955.mp4 - Nel 1948, la comunità di Legnanello accoglie con immensa fede ed entusiasmo la statua della Madonna Pellegrina, in un evento significativo che segue la fine della guerra. Questa celebrazione, caratterizzata da cerimonie ferventi, addobbi e una grande partecipazione di fedeli, sottolinea la saldezza dei sentimenti religiosi della parrocchia. L'accoglienza culmina nel posizionamento trionfale della statua e in ringraziamenti speciali a coloro che hanno contribuito all'evento, dimostrando l'importanza spirituale e comunitaria della visita.
th628-QGL897-legnano-1620-6491-7391.mp3 - Il brano descrive con fervore un evento significativo avvenuto a Legnano nel settembre 1948: l'arrivo della statua della Madonna Pellegrina nella parrocchia di Legnarello. Viene evidenziata la grande fede ed entusiasmo con cui la comunità ha accolto l'immagine sacra, partecipando a cerimonie, addobbi e processioni. L'entusiasmo per la visita della Madonna dimostra la solidità dei sentimenti religiosi dei parrocchiani e la loro devozione filiale. Il testo si conclude con ringraziamenti a coloro che hanno contribuito all'organizzazione e con il trasferimento della statua in altre località, sottolineando la natura itinerante della "peregrinatio Mariae".
th629-legnano-1620-1955.mp4 - Questo passaggio descrive il Palio di Legnano nel 1954, quando la contrada di Legnanello vinse per la quarta volta. Viene dettagliato il cerimoniale della consegna e restituzione del crocifisso, un elemento centrale della celebrazione. Il testo, basato sugli scritti del parroco Don Luigi Contardi, sottolinea un atteggiamento meno incline alla scaramanzia e più pragmatico all'epoca, in contrasto con i tempi attuali. La narrazione culmina con il festoso ritorno della croce nella chiesa di Legnanello e l'augurio per future vittorie mantenendo la compostezza.
th629-QGL898-legnano-1620-6491-7392.mp3 - Questo testo descrive il Palio di Legnano del 1954, focalizzandosi sulla vittoria della contrada di Legnanello per la quarta volta. Viene dettagliata la cerimonia del trasferimento del crocifisso dalla chiesa di Legnanello alla basilica di San Magno prima della gara e il suo solenne ritorno dopo la vittoria, con un'enfasi particolare sugli auguri di successo espressi dal parroco Don Luigi Contardi, considerati in contrasto con le moderne superstizioni. Il racconto include anche la grande gioia popolare manifestatasi per la conquista del Palio, riportando le parole del cronico di Don Contardi e sottolineando la compostezza della manifestazione.
 
 
 
 
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th630-Legnano-1620.mp4 - Questo passaggio descrive una serie di quattordici stazioni della Via Crucis, sculture in gesso che raffigurano la passione di Cristo, appese alle pareti di una chiesa a Legnano. Le sculture, donate da Giovanni Mari nel 1955, furono installate come parte dell'ampliamento e rinnovamento della chiesa avvenuto tra il 1950 e il 1955, grazie agli sforzi di un comitato locale e ai contributi della comunità. Esse servono ancora oggi come un ricordo tangibile dell'impegno dei fedeli del passato e della passione di Cristo, specialmente durante il periodo della Quaresima.
th630-QGL899-legnano-1620-6491-7393.mp3 - Questo passaggio descrive una Via Crucis presente nella Chiesa dei Santi Magi a Legnano, donata nel 1955 dal signor Giovanni Mari. Si tratta di 14 formelle in gesso dipinto che raffigurano le stazioni della passione di Cristo, installate sulle pareti dopo l'ingrandimento della chiesa avvenuto tra il 1950 e il 1955 grazie all'iniziativa di un gruppo di volenterosi cristiani. Nonostante alcuni dissapori, le formelle furono benedette e sono ancora oggi presenti, testimoniando l'impegno della comunità e ricordando la passione di Cristo.
th631-Legnano-1620.mp4 - Questo testo descrive un tragico evento storico: un incidente aereo avvenuto il 26 giugno 1959 vicino a Legnano. Un aereo quadrimotore diretto a New York si schiantò a Olgiate Olona durante un violento temporale, causando la morte di 68 persone. L'articolo riporta i soccorsi, l'intervento delle autorità locali e un tributo alle vittime.
th631-QGL900-legnano-1620-6491-7394.mp3 - -Questo testo descrive un tragico incidente aereo avvenuto il 27 giugno 1959 nella zona della Valle Olona. Un grosso aereo quadrimotore diretto a New York, probabilmente colpito da un fulmine durante un violento temporale, precipitò al suolo, causando la morte di 68 persone. L'articolo evidenzia il rapido intervento di soccorritori e abitanti locali, la tristezza per l'assenza di superstiti e il cordoglio della comunità, culminato nella realizzazione di un monumento funebre a ricordo delle vittime.
th632-legnano-culto-morti.mp4 - Questo estratto audio esplora l'evoluzione del culto dei morti e delle pratiche funerarie nel corso della storia, iniziando con un resoconto di una fiera a Legnano legata alla commemorazione dei defunti nel 1620. Procede confrontando la visione primitiva e quella cristiana della morte, evidenziando come l'accettazione e i riti siano cambiati radicalmente. Il testo descrive dettagliatamente le sepolture e le offerte nelle tombe romane, il passaggio dalla cremazione pagana all'inumazione con l'avvento del cristianesimo e la nascita e l'uso delle catacombe come luoghi di sepoltura cristiana.
th632-QGL901-legnano-1620-6491-7395.mp3 - Questo estratto audio esplora l'evoluzione del culto dei morti e delle pratiche funerarie nel corso della storia, iniziando con un resoconto di una fiera a Legnano legata alla commemorazione dei defunti nel 1620. Procede confrontando la visione primitiva e quella cristiana della morte, evidenziando come l'accettazione e i riti siano cambiati radicalmente. Il testo descrive dettagliatamente le sepolture e le offerte nelle tombe romane, il passaggio dalla cremazione pagana all'inumazione con l'avvento del cristianesimo e la nascita e l'uso delle catacombe come luoghi di sepoltura cristiana.
th633-legnano-culto-morti.mp4 - Questo testo esplora l'evoluzione del culto dei morti e delle pratiche funerarie a Legnano dal 1620 al 1955, partendo dalle catacombe e arrivando ai cimiteri moderni. Descrive come le usanze pagane si siano fuse con quelle cristiane, l'uso simbolico delle catacombe, e la progressiva paura della morte nel Medioevo, specialmente quella improvvisa. Vengono poi trattati i rituali funebri e la creazione della festa dei morti, mostrando infine i cambiamenti nella percezione della morte e l'organizzazione dei cimiteri a Legnano, inclusi i "fopponi" per le vittime di peste.
th633-QGL902-legnano-1620-6491-7396.mp3 - Questo brano esplora l'evoluzione dei luoghi di sepoltura e del culto dei morti, partendo dalle usanze pagane e cristiane nelle catacombe romane, con la loro simbologia e l'ascesa del cristianesimo come religione dell'impero sotto Costantino. Descrive dettagliatamente la struttura delle catacombe, le diverse tipologie di tombe e le ragioni per cui le sepolture avvenivano fuori dalle città, secondo le antiche leggi. Si concentra poi sul Medioevo, evidenziando la percezione della morte come evento certo e temibile, in particolare la morte improvvisa, e l'importanza dei riti funebri per l'elaborazione del lutto e il mantenimento dell'unità sociale. Infine, il testo esamina il passaggio alla visione "romantica" della morte nel X secolo e la storia specifica dei luoghi di sepoltura a Legnano, inclusa la creazione di "fopponi" durante la peste del 1630 e il progressivo spostamento dei cimiteri dall'interno delle città e delle chiese all'esterno.
th634-legnano-camposanto.mp4 - Questo testo traccia l'evoluzione delle pratiche funerarie a Legnano, concentrandosi sui cambiamenti legati al camposanto e alle normative che ne hanno influenzato l'ubicazione e la gestione. Si evidenzia il passaggio da sepolture all'interno o adiacenti alle chiese a cimiteri esterni, spinti sia da editti sanitari che da nuove esigenze sociali, trasformando il cimitero da luogo integrato nella comunità a spazio monumentale e distaccato. Il testo esplora anche la complessa relazione tra il culto dei morti, i rituali popolari e la loro mercificazione, mostrando come l'intimo dolore per la perdita si intrecci con tradizioni, fiere e nuove forme di commemorazione nel corso dei secoli.
th634-QGL903-legnano-1620-6491-7397.mp3 - Questo estratto esamina l'evoluzione della sepoltura e dei cimiteri a Legnano, evidenziando il passaggio da sepolture all'interno o vicino alle chiese a cimiteri monumentali fuori città, in parte dovuto a nuove leggi e a cambiamenti sociali. Si discutono anche i rituali di lutto, come il pianto e il lamento funebre, e come il cordoglio sia un processo interiore per affrontare la perdita. Interessante è l'analisi della Fiera dei Morti come evento vivace e commerciale che coincideva con la commemorazione dei defunti, mostrando come la memoria dei morti si sia intrecciata con attività sociali ed economiche. Infine, si riflette sulla commercializzazione del culto dei morti nel tempo, con un accenno ai moderni cimiteri-parco.
th635-bosco-torrente.mp4 - Questo brano sottolinea il ruolo fondamentale della fantasia come motore della ricerca umana, specialmente quando si indaga il passato e le sue vaste scale temporali. L'autore propone immaginare la storia della Terra in un solo anno per rendere comprensibile la brevità della presenza umana. Questa spinta immaginativa porta a ricostruire il paesaggio nel tempo tra Gerenzano e Oboldo attraverso l'esame di documenti storici, procedendo a ritroso come un archeologo. Sebbene la fantasia dia l'impulso iniziale, la ricerca concreta e razionale dei dati disponibili è il mezzo indispensabile per soddisfare la curiosità e ricostruire la storia del territorio.
th635-QGLA663-passato-4023-004005.mp3 - Questo passaggio, tratto da un testo di Angelo Zoni, esplora come la fantasia sia la forza trainante dietro la ricerca umana, specialmente quando si tratta di comprendere enormi scale temporali o ricostruire il passato. Viene proposto un esempio immaginario in cui la storia della Terra è compressa in un solo anno per illustrare la brevissima presenza umana, sottolineando l'importanza dell'immaginazione per rendere comprensibili concetti vasti. L'autore spiega che, sebbene la fantasia stimoli la curiosità (come immaginare di incontrare un dinosauro o di vivere nel mondo degli avi), la ricerca storica richiede un esame razionale dei dati disponibili, procedendo a ritroso nel tempo per ricostruire la storia di un luogo, proprio come un archeologo scava strato dopo strato.
th636-legnano-Saronno.mp4 - Il testo esplora le origini antiche dell'area tra Saronno e Legnano, spingendosi indietro alle epoche precristiane e celtiche. Riprendendo le tesi di storici passati, in particolare quella di Perone, si indaga la possibilità che in questa zona sorgesse Acerra, una misteriosa città celtica su un lago ora scomparso. A supporto di questa ipotesi vengono citati ritrovamenti archeologici, tradizioni orali, e indizi nella toponomastica locale che potrebbero derivare dal nome di questa antica città o del presunto lago. Si analizza la rete idrica naturale e la conformazione del terreno per ipotizzare come un lago potesse esistere in passato e si esplora l'origine di nomi di località, come Tensa, che potrebbero avere radici celtiche molto più antiche di quanto si pensasse.
th636-QGLA664-passato-4023-004006.mp3 - Questo brano esplora l'antica storia della zona tra Saronno e Legnano, focalizzandosi sull'ipotesi di una misteriosa città celtica chiamata Acerra e un lago ormai scomparso. L'autore discute le ricerche di studiosi passati, come Perone e Merula, che basavano questa tesi su ritrovamenti archeologici, tradizioni orali e la toponomastica locale, inclusi nomi come Cislago e Cerro che potrebbero derivare da questa antica città o lago. Si esamina anche l'idea di una depressione nel terreno e la presenza dei boschi della Cerrina come possibili indizi della posizione del lago. Infine, l'analisi del nome locale "Tensa" e le sue possibili origini antichissime suggeriscono l'esistenza di insediamenti pre-romani e persino pre-cristiani nella zona.
th637-QGLA665-passato-4023-004007.mp3 - Questo estratto esplora l'antica concezione della morte e il suo legame con la continuità della vita attraverso l'analisi di sepolture e architetture tombali. Queste strutture, insieme ai riti funebri e ai corredi, dimostrano come la morte fosse da sempre intrisa di elementi simbolici per tutti i popoli, anche i più antichi. Si sottolinea come la paura della privazione della sepoltura fosse maggiore della paura della morte stessa, rendendo le esequie un dovere primario, e si descrivono dettagliatamente i riti funebri romani e le diverse modalità di sepoltura (inumazione e cremazione) attestate nella zona, con un focus sulla cultura di Canegrate e quella di Golasecca.
th637-Visione-antica.mp4 - Questo testo esplora l'antica visione della morte e del suo ruolo nella vita quotidiana attraverso i secoli. Sottolinea come le diverse sepolture e architetture tombali riflettano il profondo simbolismo associato ai riti funebri e ai modi di seppellire i defunti fin dal Paleolitico. Il corredo funebre serviva a esorcizzare la morte e mantenere un legame tra il defunto e il mondo dei vivi. Il testo descrive anche i riti funerari praticati, come lo spruzzo d'acqua fredda, la chiusura degli occhi da parte del parente più prossimo e l'espressione esterna del dolore. Vengono infine presentate le diverse pratiche funerarie, come l'inumazione e la cremazione, documentate dalle sepolture rinvenute, in particolare quelle legate alla Cultura di Canegrate e Golasecca.
th638-QGLA666-passato-4023-004008.mp3 - Il brano esplora le antiche pratiche funerarie, in particolare la cremazione, diffusa sia in epoca celtico-romana che romana, descrivendo diverse tipologie di sepolture come le semplici buche e le tombe a cassetta, che potevano variare in dimensioni e struttura. Viene dettagliato il rito del rogo funebre, che prevedeva la deposizione del corpo sulla pira insieme a oggetti personali e un'offerta, spesso una moneta per Caronte, seguita dalla raccolta delle ceneri e delle ossa in un'urna da collocare nella tomba con altre offerte. La sepoltura era seguita da riti di purificazione, sacrifici e banchetti funebri, e nelle tombe si ritrovavano spesso oggetti personali, offerte di cibo, lucerne (simbolo di luce e conforto) e a volte chiodi con significato apotopaico (per allontanare gli spiriti maligni). Il testo evidenzia come la cremazione fosse considerata un costume romano, ma anche come l'inumazione fosse praticata, specialmente per i bambini, coloro colpiti da fulmini, e che guadagnò terreno a partire dal III secolo d.C. con la diffusione del Cristianesimo e di culti misterici che ponevano l'accento sul ciclo di morte e rinascita.
th638-Visione-antica.mp4 - Questo testo esplora le antiche pratiche funerarie, in particolare la cremazione nel periodo celtico-romano, ponendola in contrasto con l'inumazione che divenne prevalente con il Cristianesimo. Descrive dettagliatamente i riti, dalla preparazione del corpo con l'obolo per Caronte e gli oggetti personali, al rogo funebre in aree dedicate e la raccolta delle ceneri in urne poste in tombe elaborate. Vengono anche menzionati i banchetti funebri e la presenza di oggetti nelle tombe che riflettono sia la vita del defunto che credenze simboliche, come le lucerne per la luce e i chiodi con significato apotropaico. La diffusione dell'inumazione viene collegata a cambiamenti culturali, religiosi e alla paura della dissotterrazione.
th639-QGLA667-passato-4023-004009.mp3 - Il testo descrive antiche pratiche funerarie romane, evidenziando come la morte fosse vista non come una fine, ma come parte della continuità della vita. Vengono illustrate diverse modalità di sepoltura, tra cui l'inumazione in fosse rettangolari rivestite di mattoni, la tomba "alla cappuccina" formata da tegole a spiovente con il defunto spesso rivolto a est, e l'uso di sarcofagi, come quello di Stazia Sabina, spesso con iscrizioni dedicatorie a testimonianza di un desiderio di ricordo perpetuo. Si accenna anche all'esistenza di possibili recinti funerari familiari e si descrivono rituali post-sepoltura come il lutto, i sacrifici agli spiriti dei morti (Dei Manes), e le commemorazioni con offerte di cibo e bevande attraverso un'apertura nella tomba. Infine, si menzionano il culto dei Lares (spiriti dei defunti familiari) e riti propiziatori per i Manes per garantirne la benevolenza.
th639-Visione-antica.mp4 - Questo testo esplora le diverse pratiche funerarie antiche, focalizzandosi sulla continuità della vita attraverso la morte. Descrive metodi di sepoltura come l'inumazione in fosse rivestite di mattoni e la particolare tomba "alla cappuccina", evidenziando la posizione del corpo e l'orientamento verso il sorgere del sole. Vengono menzionati anche il corredo funerario e le offerte rituali di cibo e bevande lasciate presso la tomba. Infine, il testo tocca il significato simbolico delle iscrizioni come desiderio di perpetuo ricordo e le usanze legate al culto dei morti e degli spiriti familiari, come i sacrifici agli Dei Manes.
 
 
 
 
archive.org/details/redigio-64
th640-milano-casa.mp4 - Il testo esplora le tracce di antiche abitazioni nel territorio, partendo da ipotesi su insediamenti preistorici e concentrandosi sulla presenza di Celti e Romani. Si sottolinea la difficoltà di trovare resti di abitati a causa della loro dispersione e della concentrazione degli scavi sulle necropoli. Nonostante la mancanza di evidenze dirette negli scavi archeologici, vengono citate documentazioni scritte di ritrovamenti passati (mura, mosaici, ruderi) che suggeriscono la presenza di residenze anche sontuose. Il testo invita la comunità alla vigilanza durante i moderni scavi per poter identificare ulteriori reperti. Si menzionano infine tegole e laterizi romani rinvenuti, suggerendo la natura semplice o più elaborata delle costruzioni antiche.
th640-QGLA668-passato-4023-004010.mp3 - Il testo esplora l'incerta storia delle abitazioni antiche nella regione, partendo dalle possibili dimore preistoriche fino a quelle di Celti e Romani. Si sottolinea la difficoltà nel trovare prove concrete delle case a causa della distruzione e della prevalenza di rinvenimenti funerari. Tuttavia, testimonianze scritte e ritrovamenti isolati, come antiche mura o manufatti romani, suggeriscono la potenziale esistenza di insediamenti, anche lussuosi. L'importanza della vigilanza durante gli scavi per scoprire ulteriori tracce del passato abitativo viene enfatizzata.
th641-milano-casa.mp4 - Il testo esplora le antiche abitazioni nella zona, confrontando le ipotesi sulla presenza di costruzioni risalenti al Paleolitico superiore, sebbene manchino studi definitivi a causa della distruzione di molti siti, con le evidenze più concrete delle abitazioni dei Celti e dei Romani. Mentre gli scavi hanno riportato alla luce principalmente sepolture, posizionate lontano dall'abitato secondo le leggi romane, documenti scritti e ritrovamenti di ruderi (mura, pavimenti a mosaico, mattoni, ecc.) suggeriscono l'esistenza di residenze, forse anche sontuose, disperse nella campagna o concentrate in diversi luoghi. L'importanza di una vigilanza attenta durante gli scavi, specialmente nel centro storico, è sottolineata per scoprire maggiori informazioni, con il ritrovamento di materiali da costruzione romani (laterizi, tegole, tubature in cotto) che offrono indizi sulle dimore più semplici dei coloni.
th641-QGLA669-passato-4023-004011.mp3 - Il testo esplora le tracce di un passato remoto, concentrandosi sulla possibile esistenza di abitazioni e insediamenti antichi, specialmente di Celti e Romani, nelle zone paludose e nei dintorni del centro storico, in particolare a Gerenzano. Sebbene gli scavi abbiano principalmente riportato alla luce sepolture, l'autore suggerisce che l'abitato fosse diffuso e sparsamente distribuito. Tuttavia, documenti scritti e reperti come mura, pavimenti in mosaico e laterizi romani, rinvenuti in campi e scavi urbani, indicano la probabile presenza di residenze, anche lussuose, evidenziando la necessità di prestare attenzione a qualsiasi scavo per ulteriori scoperte.
th642-illuminazione.mp4 - Il testo esplora l'uso delle lucerne antiche, sottolineando che la loro funzione primaria non era quella funeraria, bensì l'illuminazione di ambienti domestici, commerciali e pubblici. Vengono descritte le diverse tipologie di lucerne, realizzate principalmente in argilla ma anche in metallo, evidenziando la loro evoluzione da modelli fatti a mano a quelli realizzati con matrice, e l'importanza delle firmalampe con marchio di fabbrica. Si analizza la struttura della lucerna, composta da un serbatoio per l'olio o il grasso animale e un becco per lo stoppino, e si illustra la varietà di forme e decorazioni che riflettevano la fantasia degli artigiani, con particolare attenzione al disco, spesso ornato da scene di vita quotidiana, personaggi, animali e motivi geometrici. Infine, si menzionano esempi di lucerne dalle forme insolite, come quelle a forma di delfino o con quattro becchi, a testimonianza della ricchezza e diversità di questi manufatti.
th642-QGLA670-passato-4023-004012.mp3 - Il brano esplora l'uso e la storia delle lucerne, mettendo in evidenza che il loro scopo principale non era funerario ma per l'illuminazione quotidiana di case, negozi e strade, usate da ogni strato sociale. Descrive la loro composizione tipica, con un serbatoio per l'olio e un becco per lo stoppino, notando come si modificassero in forma e decorazione nel tempo. Le lucerne, realizzate principalmente in argilla, offrivano ampio spazio per decorazioni sul disco centrale, raffiguranti scene di vita o figure, e potevano assumere anche forme particolari come animali o teste umane. Sono citate scoperte di lucerne con marchio di fabbrica e esempi specifici per illustrare la varietà e l'evoluzione di questi oggetti funzionali e artistici.
th643-cucina-mensa.mp4 - Questo testo descrive l'utilizzo di vari tipi di vasellame e contenitori nelle cucine e sulle tavole del passato, distinguendo tra l'uso quotidiano, quello per la cottura e quello per i pasti, e notando come la distinzione tra stoviglie da mensa e da cucina fosse più netta per le famiglie benestanti. Si parla anche dei materiali usati, come l'argilla e la pietra ollare, evidenziando la praticità e la durabilità di quest'ultima. Infine, il testo offre uno spaccato sulle abitudini alimentari, presentando ricette e descrivendo i cibi consumati sia dalle classi meno abbienti che dai più ricchi.
th643-QGLA671-passato-4023-004013.mp3 - Questo testo esplora l'utilizzo di oggetti in ceramica e pietra, soprattutto vasellame e contenitori, nella vita quotidiana e nei rituali funerari del passato in una specifica area geografica. Sottolinea come gli stessi vasi potessero servire sia per cucinare che per mangiare, distinguendo l'uso più raffinato nelle case benestanti rispetto a quelle più modeste. Vengono descritti vari tipi di contenitori e il loro impiego, inclusi olpi, patere, olle e recipienti in pietra ollare, evidenziando le loro caratteristiche e la loro funzione. Infine, il testo offre un'idea della cucina e della mensa dell'epoca, presentando piatti semplici a base di prodotti locali e ricette più elaborate per le classi sociali elevate.
th644-anfore-trasporti.mp4 - Questo testo descrive il ruolo fondamentale delle anfore nel trasporto merci nel mondo antico, specialmente durante l'Impero Romano. Queste grandi giare di terracotta, prodotte in serie, servivano principalmente per trasportare liquidi e alimenti, e il loro design a punta ne facilitava lo stivaggio nelle navi. Il ritrovamento di relitti di navi cariche di anfore ha permesso di ricostruire rotte commerciali, luoghi di produzione e persino la provenienza e il contenuto dei prodotti, grazie a iscrizioni e al design specifico di ogni bottega. Infine, le anfore a perdere non venivano riportate indietro, ma riutilizzate o accumulate, dando origine a curiosi reperti archeologici come il Monte Testaccio a Roma.
th644-QGLA672-passato-4023-004014.mp3 -Il testo descrive come le anfore fossero fondamentali per il trasporto di merci nell'antichità, specialmente nell'Impero Romano. Questi contenitori di ceramica grezza, prodotti in serie, servivano principalmente a trasportare alimenti liquidi o conservati via mare e fiume. Il ritrovamento di relitti carichi di anfore è cruciale per ricostruire le rotte commerciali e l'economia del tempo. Infine, le anfore "a perdere" venivano riutilizzate o ammassate, dando origine a colline artificiali come il Monte Testaccio.
th645-commercio-monete.mp4 - Il testo ripercorre l'evoluzione del commercio e delle monete dall'antichità. Inizia con il baratto e l'uso del bestiame come misura di valore a Roma, da cui deriva il termine "pecunia". Successivamente, descrive l'introduzione dei metalli e l'invenzione della moneta, spiegando i primi metodi di coniazione percussiva e i problemi legati alla rifinitura dei bordi. Infine, illustra lo sviluppo della monetazione romana, dalla moneta di rame grezza (Aes Rude) alla prima moneta coniata (Aes grave), le sue suddivisioni, e l'introduzione delle monete d'argento (denario) e d'oro, evidenziando i diversi metalli e le autorità responsabili della coniazione nelle varie epoche.
th645-QGLA673-passato-4023-004015.mp3-Questo brano traccia la storia della moneta, iniziando dal sistema di baratto e dal ruolo iniziale del bestiame (pecus) a Roma come misura di valore. Successivamente, descrive l'introduzione dei metalli e l'invenzione della moneta, soffermandosi sulle antiche tecniche di coniazione e sui problemi della tosatura. Viene poi esplorata l'evoluzione delle monete romane, dall'Aes Rude al denario d'argento e alle monete auree, con un focus sul sistema monetario organizzato da Augusto. Infine, si menziona l'importanza delle monete per la datazione, anche se con qualche cautela, e si illustrano esempi specifici legati agli imperatori Adriano e Gallieno, evidenziando il legame tra le emissioni monetarie e gli eventi storici o le politiche imperiali.
th646-fibule-ornamento.mp4- Il testo descrive le fibule, equivalenti delle spille di sicurezza moderne, utilizzate nell'antichità per fissare le vesti. Si concentra sulla varietà e l'estetica ornamentale delle fibule golasecchiane, evidenziando le diverse parti come l'arco e l'ardiglione che potevano essere decorate. Viene menzionato anche il tipo "aucissa", spesso trovato negli accampamenti militari romani, che presentava un arco ornato e una cerniera. Infine, il testo spiega come le fibule, inizialmente molto decorate e poi più semplici in epoca romana, tornarono ad avere una funzione decorativa e di prestigio, diventando simboli di status e parte integrante dell'abbigliamento, come la stola per le donne e la toga per gli uomini, a cui erano fissate per mezzo della fibula stessa.
th646-QGLA674-passato-4023-004106.mp3 - Il testo esplora le fibule, antichi ornamenti simili alle moderne spille da balia, evidenziandone l'uso per fermare gli indumenti maschili e femminili. Viene sottolineata l'eleganza e la raffinatezza delle fibule golassechiane rispetto alla successiva semplicità e funzionalità di quelle romane. Si menzionano i vari componenti delle fibule (arco, ardiglione, staffa) e alcuni tipi specifici, come quelle a grandi coste e quelle dette "aucissa". Infine, il testo collega le fibule all'abbigliamento degli antichi, descrivendo come fossero utilizzate con tuniche, stole e toghe.
th647-fibule-ornamento.mp4 - Questo estratto esplora la storia e l'evoluzione degli specchi, partendo dalle loro origini antiche nell'età del bronzo, con una particolare attenzione agli specchi etruschi e romani realizzati in bronzo. Viene evidenziato come, nonostante fossero rudimentali e poco riflettenti, avessero un carattere altamente decorativo e unicum dovuto alla produzione artigianale. Successivamente, si discute il passaggio a materiali come l'argento e infine agli specchi di vetro, che pur perdendo l'aspetto artistico, divennero più comuni e funzionali, spesso decorati nelle cornici o nei sostegni, e talvolta dotati di piccoli fori per strumenti di bellezza. La forma circolare originaria degli specchi è collegata al disco solare, suggerendo un possibile carattere rituale o magico oltre alla funzione estetica per l'adornamento del corpo, un elemento che rimase importante per soddisfare l'ambizione del pubblico, in particolare quello femminile.
th647-QGLA675-passato-4023-004107.mp3 - Il testo esplora la storia degli specchi, partendo dalle loro origini antiche, con un focus sugli specchi etruschi e romani fatti di bronzo lucido, la cui forma circolare iniziale suggerisce un possibile legame rituale o magico con il sole. Viene evidenziato come questi primi specchi, benché decorativi, non offrissero immagini chiare e fossero prodotti artigianalmente, per poi evolversi verso materiali più preziosi come l'argento e infine il vetro, diventando meno unici ma più funzionali per l'ornamento personale, un aspetto sempre legato al rituale e all'auto-ammirazione. La documentazione della produzione fin dall'età del bronzo e la varietà di forme e decorazioni sottolineano la loro lunga e variegata storia, culminata con la diffusione di quelli in vetro nell'impero tardo.
th648-passato-vetro.mp4 - Questo testo esplora la storia e la produzione del vetro, una materia antica le cui origini sono avvolte nel mistero. Descrive le sue componenti base, in particolare la silice, e le prime tecniche di lavorazione come la colatura, evidenziando come l'aggiunta di diverse sostanze producesse vari colori. Il testo sottolinea poi l'arrivo della tecnica della soffiatura del vetro e l'importanza di città come Tiro e Sidone in questa innovazione, concludendo con un accenno alla ricchezza e varietà della produzione vetraria romana e la sua diffusione.
th648-QGLA676-passato-4023-004108.mp3 - Questo brano esplora la storia e le tecniche di produzione del vetro fin dall'antichità, a partire dalle sue origini misteriose e dalla sua componente base, la silice. Descrive le prime tecniche di lavorazione, come la colatura e la creazione di oggetti cavi, e l'innovazione della soffiatura, che rivoluzionò la produzione. Il testo sottolinea l'importanza di centri antichi come Tiro e Sidone e l'abilità dei vetrai, particolarmente apprezzati dai Romani, evidenziando la ricchezza e varietà della vetreria romana e la successiva ascesa di altre regioni.
th649-attivita-agricola.mp4 - Il testo esplora l'intreccio tra attività agricola e pastorale in una regione antica, evidenziando la loro dipendenza reciproca per la fertilizzazione dei campi e l'alimentazione del bestiame. Attraverso il ritrovamento di utensili e le testimonianze di autori latini, si ricostruisce l'allevamento di vari animali, in particolare i suini, favorito dal paesaggio ricco di querce. La carne suina era così importante che, in epoca imperiale, veniva distribuita gratuitamente, mentre l'allevamento di ovini forniva lana e latte, con bovini ed equini usati principalmente per lavoro e trasporto.
th649-QGLA677-passato-4023-004109.mp3 - Il brano esplora le attività agricole e pastorali praticate in un lontano passato, sottolineando come queste fossero strettamente interconnesse. Si evidenzia l'importanza della pastorizia ovina e caprina, testimoniata dal ritrovamento di utensili specifici e dall'uso della lana, mentre l'allevamento suino prosperava nella Cisalpina grazie al paesaggio ricco di querce. Infine, si menzionano l'allevamento di bassa corte e l'abbondanza di cereali e ghiande, a dimostrazione della fertilità del territorio.
 
 
 
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th650-proprieta-agricola.mp4 - Il testo descrive la gestione e la distribuzione dei terreni agricoli nel primo e medio periodo imperiale romano, un'epoca caratterizzata dall'espansione delle aree coltivate. Viene dettagliata la limitatio o centuriazione, un metodo geometrico di misurazione e divisione dei terreni che serviva non solo a definire i confini, ma anche a bonificare e pianificare il territorio. Inoltre, vengono illustrate le pratiche agricole fondamentali per ottenere una buona resa, come l'aratura di diversa profondità, la rotazione delle colture per non impoverire il terreno, e l'importanza della concimazione con vari tipi di letame.
th650-QGLA678-passato-4023-004110.mp3 - Il testo descrive la distribuzione dei terreni agricoli e le pratiche colturali nell'Italia romana durante il periodo imperiale. Viene spiegato come i Romani utilizzassero la "limitatio" o "centuriazione" per dividere la terra in lotti regolari, creando una sorta di piano territoriale e di bonifica, e assegnando porzioni di terreno ai veterani e ai cittadini meritevoli. Il documento evidenzia l'importanza dell'agricoltura e le tecniche impiegate, come le diverse arature e le pratiche per preservare la fertilità del suolo, tra cui la rotazione delle colture e l'uso del concime, sottolineando come la cura della terra garantisse un buon raccolto.
th651-pratica-agricola.mp4 - Questo estratto esplora le pratiche agricole nell'antica Cisalpina, soffermandosi sulle colture principali come cereali e legumi, e sull'evoluzione del loro uso da cibo base a mangime. Vengono descritti i metodi di coltivazione del farro e del miglio, elementi fondamentali della dieta romana arcaica e altomedievale, noti per la loro resistenza all'umidità. Il testo evidenzia anche la coltivazione di verdura e frutta, menzionando un aneddoto su Cesare e gli asparagi a Milano, e conclude con una descrizione dettagliata della viticoltura e dei diversi sistemi di sostegno delle viti.
th651-QGLA679-passato-4023-004111.mp3 - Questo testo esplora le pratiche agricole e alimentari dell'antica Cisalpina, concentrandosi in particolare sui cereali e legumi più diffusi. Descrive il passaggio dal farro e miglio come alimenti base alla predominanza del frumento nell'alimentazione umana, mentre gli altri cereali venivano usati come foraggio. Infine, accenna alla coltivazione di ortaggi, frutta e viti, illustrando anche i diversi metodi di supporto per i vigneti utilizzati nella zona.
th652-grande-Milano.mp4 -
th652-QGLA680-passato-4023-004112.mp3 - Il testo esplora l'importanza delle macine nella vita quotidiana e nell'economia agricola del passato, evidenziata dal ritrovamento di reperti che testimoniano la macinazione del grano per ottenere farina. Vengono descritte diverse tipologie di macine nel corso della storia, dalle più semplici in età neolitica a quelle più complesse utilizzate dai Romani, che potevano essere azionate manualmente, da animali o persino da schiavi, le cui dure condizioni di vita in questa attività vengono dolorosamente ricordate. Infine, il testo menziona anche l'utilizzo di mortai per la lavorazione di altri prodotti come le olive, dimostrando la varietà degli strumenti impiegati per la preparazione del cibo.
th653-Legnano-filatura.mp4 - Il testo esplora l'antica pratica della filatura, evidenziata dal ritrovamento di fusaiole, piccoli pesi che aiutavano a far girare il fuso. Questa attività era prevalentemente femminile, come dimostrano sia le fusaiole trovate in sepolture di donne sia le raffigurazioni che includono fuso e conocchia nei corredi nuziali, simboli degli strumenti essenziali per la donna di casa. L'obiettivo della filatura era trasformare le fibre tessili, come lana o lino, in fili solidi torcendo le fibre mentre il fuso ruotava. La presenza della filatura suggerisce la disponibilità di queste fibre nella regione, in particolare la lana data la natura agropastorale degli insediamenti.
th653-QGLA681-passato-4023-004113.mp3 - Il testo esplora l'antica pratica della filatura, strettamente legata all'attività agropastorale e documentata dal ritrovamento di fusaiole nelle sepolture femminili. Questa attività era principalmente svolta dalle donne, e gli strumenti essenziali come fuso e conocchia erano immancabili nella vita domestica e nei cortei nuziali. Le fusaiole, dischi di terracotta o pietra, servivano a stabilizzare il fuso, un bastoncino appuntito, durante la torsione delle fibre tessili in filo. Questo processo trasformava materie prime come lana o lino in materiale pronto per la tessitura.
th654-lavorazione-argilla.mp4 - Questo brano esplora l'antica e fondamentale arte della lavorazione dell'argilla, sottolineando la sua abbondanza in aree specifiche e la scoperta che l'argilla umida si indurisce in modo permanente con il fuoco, portando all'invenzione della ceramica. Viene descritto il processo, dalla modellazione a mano (come le tecniche a lucignolo o a cercine) all'uso di strumenti più avanzati come la tavola rotante e il tornio, che ha permesso una maggiore precisione e varietà di forme. Il testo evidenzia anche le diverse tecniche di decorazione, l'importanza dell'essiccazione lenta e delicata, la lucidatura per l'impermeabilizzazione e, crucialmente, la cottura, che trasforma l'oggetto fragile in un manufatto solido e durevole con caratteristiche essenziali come la resistenza e la porosità.
th654-QGLA682-passato-4023-004114.mp3 - Questo brano esplora le tracce di un passato lontano attraverso l'analisi di reperti artigianali, in particolare quelli legati alla lavorazione dell'argilla. Viene descritto il processo della ceramica, dalla disponibilità della materia prima nei territori di Giranzano e Duboldo, fino alle varie tecniche di modellazione, essiccazione e cottura, sottolineando l'importanza del fuoco per rendere i manufatti solidi e duraturi. Il testo evidenzia l'ampia varietà di oggetti in ceramica prodotti dai Romani per diverse funzioni, dimostrando la maestria e l'importanza di quest'arte nel passato.
th655-lavorazione-metalli.mp4 - Questo testo esplora le antiche tecniche di lavorazione dei metalli, concentrandosi sulla metallurgia del bronzo e del ferro, e la lavorazione della pietra ollare. Descrive i complessi processi di estrazione, fusione e lavorazione per creare utensili, armi e altri oggetti in bronzo, evidenziando l'importanza di questo materiale in epoche passate. In seguito, illustra i metodi più complessi necessari per lavorare il ferro, inclusa la cementazione per ottenere l'acciaio, un materiale ancora più efficace per strumenti e armi. Infine, il testo esamina l'estrazione e la lavorazione della pietra ollare, un materiale resistente al fuoco e facile da modellare, utilizzato per una vasta gamma di oggetti domestici e rituali, con particolare enfasi sulla sua diffusione e lavorazione, soprattutto tramite il tornio idraulico.
th655-QGLA683-passato-4023-004115.mp3 - Questo brano esplora le tecniche antiche di lavorazione dei materiali, concentrandosi sulla nascita della metallurgia e sull'utilizzo della pietra ollare. Descrive in dettaglio le fasi di estrazione, fusione e colata dei metalli come il bronzo e il ferro, sottolineando come queste innovazioni abbiano rivoluzionato gli strumenti e le armi dell'epoca. Parallelamente, viene illustrata l'estrazione e la lavorazione della pietra ollare, evidenziandone la morbidezza, la resistenza al fuoco e la capacità di trattenere il calore, qualità che la rendevano ideale per la produzione di recipienti e altri oggetti di uso quotidiano. L'esplorazione di queste antiche pratiche offre uno sguardo affascinante sulla storia della tecnologia e dell'artigianato.
th656-passeggiata-impossibile.mp4 - Questo testo descrive una "passeggiata impossibile" nel passato, immaginando il paesaggio e la vita nelle campagne tra Gerenzano e Uboldo di duemila anni fa. Attraverso congetture basate su mappe e documenti, l'autore esplora come l'area fosse radicalmente diversa da oggi, notando l'assenza di edifici moderni, la presenza di vaste foreste e l'uso di tecniche agricole antiche come l'arbustum gallicum per la coltivazione della vite. La descrizione evidenzia la ricca vita animale, le diverse specie arboree autoctone e l'impatto dell'uomo sul paesaggio attraverso pratiche come la deforestazione per creare radure, oltre a menzionare la presenza di un antico torrente scomparso. La narrazione culmina con il ritrovamento di urne funerarie, considerate un legame tangibile e spesso violato tra quel lontano passato e la nostra realtà.
th656-QGLA684-passato-4023-004004.mp3 - Questo testo descrive una "passeggiata impossibile" immaginaria attraverso la campagna tra Gerenzano e Uboldo come appariva oltre 2000 anni fa, un'epoca drasticamente diversa da quella attuale. Si basa su una ricerca di mappe e documenti per congetturare e dedurre come doveva essere il paesaggio, sottolineando le profonde trasformazioni apportate dall'uomo nel corso dei secoli. L'autore immagina dettagli specifici come la vegetazione, i metodi agricoli primitivi e la presenza di animali selvatici, mettendo in contrasto ciò che non si sarebbe visto (come i gelsi o le colture americane) con ciò che invece era caratteristico del tempo, come la coltivazione della vite con il metodo arbustum gallicum. Infine, il testo culmina con la scoperta di un antico torrente non più esistente e, soprattutto, la presenza di urne funerarie, che fungono da legame tangibile tra il passato e il presente, sebbene siano state rinvenute in modo traumatico.
th657-re-farmacista.mp3 - Questo testo presenta un'intervista a Giovanni Re, un farmacista di Legnano di 88 anni, che racconta la sua lunga carriera e i ricordi della sua vita, inclusa la sua esperienza come ufficiale sanitario durante la ritirata dalla Russia con l'ARMIR. Il dottor Re è visibilmente emozionato nel ricordare questi eventi traumatici. L'intervista sposta poi l'attenzione sul padre di Giovanni, Costante Re, un pioniere dell'aviazione e uno dei fondatori del Club Vinci di Legnano, che nel 1907 costruì e collaudò un monoplano chiamato "Legnano I". Nonostante il successo iniziale del volo sperimentale pilotato proprio dal padre di Giovanni, il progetto non ebbe seguito a causa della mancanza di fondi.
th657-Re-farmacista.mp4 - Questo testo racconta la lunga vita di Giovanni Re, un farmacista di Legnano in pensione, concentrandosi su due aspetti principali. Innanzitutto, viene descritta la sua carriera come farmacista, inclusa la sua esperienza come ufficiale sanitario in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale, con un accenno alla successione dell'attività da parte della figlia e del genero che hanno ampliato l'offerta della farmacia. In secondo luogo, il testo si focalizza sulla figura del padre di Giovanni, Costante Re, un pioniere dell'aviazione e membro fondatore del club Vinci, un gruppo di legnanesi che costruì un monoplano sperimentale chiamato "Legnano I" con Costante stesso come pilota collaudatore. Infine, viene mostrato un cimelio del padre a testimonianza di questa audace impresa aviatoria.
th658-musica-Comabbio.mp4 - I ricordi di Alberto De Bernardi ripercorrono la vita musicale e teatrale del paese di Comabio dalla sua giovinezza fino al dopoguerra. Egli descrive un contesto sociale povero ma unito, dove la Società del Mutuo Soccorso non solo offriva aiuto, ma animava anche la comunità con la sua banda. Sebbene l'avvento del regime e la guerra abbiano interrotto queste attività, il teatro, in particolare grazie al sostegno della parrocchia, ha continuato a prosperare nel dopoguerra, spostandosi in una stalla riadattata e partecipando a concorsi nei paesi limitrofi. Infine, l'autore riflette con un tocco di malinconia su come il progresso moderno, pur portando agi, abbia ridotto l'interazione sociale che un tempo caratterizzava queste esperienze culturali condivise, esprimendo il desiderio di una loro rinascita.
th658-teatro.mp3 - Questo brano presenta i ricordi di Alberto De Bernardi sulla vita sociale e culturale di Comabbio, concentrandosi sulla musica e il teatro. Descrive un passato in cui la comunità, nonostante la povertà, trovava svago e coesione attraverso la banda musicale legata alla società di mutuo soccorso e le rappresentazioni teatrali organizzate nel santuario. L'autore lamenta come il progresso e le tecnologie moderne, pur offrendo comodità, abbiano allontanato le persone, auspicando un ritorno a forme di aggregazione e impegno condiviso come quelle che hanno caratterizzato la sua giovinezza.
th659-Comabbio-Garibaldi.mp4 - Questo testo esplora se la tradizione secondo cui Garibaldi sia passato per Comabbio sia storia o leggenda, concentrandosi in particolare sul suo passaggio nel 1848. Viene smentita l'idea che il suo transito sia avvenuto nel 1859, documentando invece la sua presenza e quella della sua legione nei giorni 24, 25 e 26 agosto 1848 nei dintorni dei laghi di Monate e Comabbio. L'autore evidenzia il ruolo attivo della popolazione di Comabbio nel supportare la causa dell'indipendenza fin dal marzo 1848 e, in particolare, nell'aiutare i garibaldini a nascondersi durante la loro difficile ritirata. Il testo conclude citando i nomi dei garibaldini e veterani di Comabbio che presero parte alle guerre risorgimentali, confermando l'importanza del paese in questi eventi storici.
th659-garibaldi.mp3 - Questo testo indaga sul passaggio di Garibaldi dal paese di Comabbio, distinguendo tra la credenza popolare e le evidenze storiche. Contrariamente alla leggenda che lo vuole passato nel 1859, si scopre che Garibaldi transitò da Comabbio nel 1848 durante la Prima Guerra d'Indipendenza. La comunità locale contribuì attivamente alla causa nazionale e alcuni abitanti di Comabbio offrirono aiuto ai Garibaldini nascosti. Vengono inoltre menzionati alcuni combattenti e veterani di Comabbio che parteciparono alle guerre risorgimentali.
 
 
 
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th660-piazza-frua.mp3 - Questo passaggio esplora la storia di Piazza Frua a Legnano, concentrandosi su una vecchia villa demolita e sulla palazzina che ospita un bar. La narrazione mette in risalto la figura di Ester Cuttica, una patriota legnanese del Risorgimento che visse nell'ultimo periodo della sua vita in quella palazzina, e la sua lotta per un'Italia libera e unita. Viene anche descritta la lapide in suo onore, inizialmente sulla facciata della casa e poi spostata, auspicando una posizione più visibile per commemorare la sua figura.
th660-Piazza-Frua.mp4 - Questo estratto da un video su Piazza Frua a Legnano inizia descrivendo l'aspetto della piazza negli anni '50, notando che una villa storica è stata successivamente demolita, mentre un altro edificio ospita ancora un bar. Il testo si concentra poi sulla storia di Ester Cuttica, una patriotata legnanese del Risorgimento amica di figure importanti come Mazzini e Garibaldi. Viene sottolineato il suo coraggio e sacrificio nel partecipare a tentativi di insurrezione contro l'Austria, subendo l'arresto e la prigionia, ma senza mai tradire i suoi ideali di libertà e unità d'Italia. La spiegazione si conclude menzionando una lapide in suo onore, posizionata sulla casa dove visse a Legnano, che nonostante sia stata spostata dopo la demolizione dell'edificio, testimonia ancora il suo esempio di virtù e amore per la patria.
th661-brindisi-dipinti.mp3 - Questo articolo celebra il ricordo dei dipinti murali creati dall'artista Remo Brindisi per la facciata della Chiesa delle Carmelitane Scalze a Legnano negli anni '50, che sono purtroppo andati perduti. L'opera, ispirata alla vita del profeta Elia per la sua importanza nell'ordine Carmelitano, fu criticata dal prevosto dell'epoca, che la trovò troppo astratta e non sufficientemente realistica per il suo scopo didattico religioso, portando alla loro rimozione. L'articolo descrive anche altre opere d'arte presenti all'interno della chiesa e la biografia di Remo Brindisi, sottolineando come la sua arte innovativa, influenzata dalle tendenze dell'espressionismo e dell'astratto informale, non fu pienamente compresa all'epoca.
th661-Brindisi-dipinti.mp4 - Questo testo è un sentito tributo funebre del gruppo folkloristico Yamis a Gianni Radice, un loro membro di lunga data. Ricordano affettuosamente il suo impegno nel gruppo attraverso il canto, il ballo e il teatro, sottolineando la sua semplicità, umiltà e le sue grandi doti di umanità. Il messaggio esprime gratitudine e profondo rispetto per il suo carattere educato, la precisione e la disponibilità, ed è un modo per mantenere vivo il ricordo di una persona che ha lasciato un'impronta positiva nella vita di chi lo conosceva.
th662-iamis-radice.mp3 - Questo estratto è un sentito tributo a Gianni Radice dal gruppo folcloristico Yamise, ricordando la sua passione per il canto, il ballo e il teatro. Vengono lodate le sue qualità umane, come l'umiltà, l'educazione e lo spirito sensibile, evidenziando il suo contributo al gruppo e l'affetto che lo circondava. Il messaggio esprime la convinzione che la sua influenza positiva e il suo sostegno perdureranno, mantenendo vivo il ricordo della sua persona allegra ed entusiasta.
th662-IAmis-RadiceGianni.mp4 - Questo testo è un sentito tributo funebre del gruppo folkloristico Yamis a Gianni Radice, un loro membro di lunga data. Ricordano affettuosamente il suo impegno nel gruppo attraverso il canto, il ballo e il teatro, sottolineando la sua semplicità, umiltà e le sue grandi doti di umanità. Il messaggio esprime gratitudine e profondo rispetto per il suo carattere educato, la precisione e la disponibilità, ed è un modo per mantenere vivo il ricordo di una persona che ha lasciato un'impronta positiva nella vita di chi lo conosceva.
th663-bicicletta-legnano.mp3 - Il testo racconta l'affascinante storia della bicicletta Legnano, un marchio italiano di grande prestigio. Nata nel 1907 dall'intuizione di Emilio Bozzi, la Legnano si distingue per il suo marchio del guerriero e la stretta connessione con il ciclismo agonistico, portando alla vittoria campioni leggendari. Dopo un periodo di declino e spostamento della produzione, la notizia entusiasmante è che la Legnano tornerà ad essere prodotta in Italia, un ritorno atteso per un simbolo del ciclismo e della storia industriale del paese.
th663-bicicletta-Legnano.mp4 - Il testo racconta la storia della bicicletta Legnano, un marchio storico italiano fondato nel 1907 da Emilio Bozzi. Viene evidenziato il suo percorso, dalla produzione iniziale in collaborazione con Francotosi e l'acquisizione di brevetti inglesi, fino alla creazione di un prodotto totalmente italiano e al successo internazionale. La narrazione sottolinea come la Legnano non fosse solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio simbolo legato alla storia e allo sport, celebrando i grandi campioni che hanno gareggiato in sella a questo marchio leggendario. Nonostante le difficoltà economiche che portarono alla chiusura dello stabilimento originario, la notizia del ritorno in Italia della produzione del marchio Legnano, con il suo caratteristico simbolo del guerriero, rappresenta un importante motivo di orgoglio.
th664-anacleto-tenconi.mp3 - Questo passaggio celebra l'intitolazione di una piazzetta a Legnano in onore di Anacleto Tenconi, riconoscendolo come una figura rappresentativa e sindaco per molti anni. Viene evidenziato il suo impegno politico, iniziato nella Resistenza come comandante partigiano e culminato nel ruolo di primo sindaco dopo la liberazione. La cerimonia, svoltasi nel 70° anniversario della fine della lotta di liberazione, sottolinea il suo servizio alla comunità e alla cosa pubblica, un esempio riconosciuto anche dagli oppositori politici.
th664-Tenconi-Anacleto.mp4 - Il testo descrive l'intitolazione di una piazzetta a Legnano in onore di Anacleto Tenconi, una figura di spicco nella storia della città. Viene evidenziato il suo ruolo cruciale come sindaco per circa 12 anni e la sua dedizione al servizio della comunità e della cosa pubblica. Il testo ne ripercorre il percorso, dalla partecipazione alla Resistenza come comandante della Brigata Carroccio fino alla carica di primo sindaco dopo la Liberazione, sottolineando inoltre il suo impegno nel sostenere le tradizioni locali come la Sagra del Carroccio. L'evento di intitolazione è descritto come un significativo riconoscimento da parte dell'amministrazione civica verso un uomo integerrimo, celebrato anche per il suo impegno nel Collegio dei Capitani delle Contrade.
th665-legnano-biblioteca.mp3 - Il brano racconta la storia della biblioteca di Legnano, nata come una biblioteca popolare nei primi del Novecento per diffondere la cultura. Dopo essere passata sotto il controllo dell'Istituto di Cultura Fascista, divenne la Biblioteca Civica nel dopoguerra, trovando la sua sede definitiva nella Villa Bernocchi nel 1980. Grazie a investimenti e all'adesione a un consorzio, la biblioteca ha ampliato notevolmente il suo patrimonio di libri e risorse digitali, offrendo servizi come la navigazione internet e l'accesso ai cataloghi di altre biblioteche. Intitolata al professor Augusto Marinoni, si attende ora un futuro trasferimento in una nuova sede più funzionale.
th665-Legnano-biblioteca.mp4 - Il video traccia la storia della biblioteca di Legnano, iniziando dalla sua fondazione nei primi anni del Novecento come università biblioteca popolare dedicata alla diffusione della cultura attraverso la circolazione di libri e l'organizzazione di conferenze. Si evolve poi nella Biblioteca Civica, situata dal 1980 nella Villa Bernocchi, e documenta l'aumento significativo del suo patrimonio librario e l'inclusione di materiali multimediali. Infine, evidenzia l'importanza dell'adesione al consorzio bibliotecario per l'arricchimento del catalogo e menziona la dedica della biblioteca al professor Augusto Marinoni e i progetti futuri per una nuova sede.
th666-1900-re.mp4 - Il testo esplora le origini e le tradizioni della Candelora, una festa celebrata il 2 febbraio che segna il passaggio dall'inverno alla primavera. Vengono messe in luce le sue componenti sincretiche, che fondono riti pagani legati al risveglio della natura e propiziazione della fertilità con la celebrazione cristiana della Purificazione di Maria e Presentazione di Gesù al Tempio. La festa sottolinea l'importanza della purificazione per accogliere il nuovo ciclo e incorpora elementi simbolici come le candele, che rappresentano la luce di Cristo, e tradizioni contadine per assicurare un buon raccolto, come il sacrificio simbolico e la figura dell'orso come presagio di primavera. La narrazione si conclude con un esempio specifico della festa che si tiene a Legnano, evidenziando come queste antiche usanze, inclusa la tradizione legata ai promessi sposi, continuino ad essere celebrate.
th666-1990-re.mp3 - Questo passaggio descrive la vita e la personalità di Vittorio Emanuele III al momento della sua inattesa ascesa al trono d'Italia nel 1900, dopo l'assassinio di suo padre, Umberto I. Viene presentato come un giovane erede impreparato e caratterizzato da numerosi "tic" e una forte introversione, profondamente diverso dai suoi predecessori sabaudi. Il testo evidenzia la sua solitudine e infanzia difficile, segnata dal rifiuto della madre e da un'educazione rigida e umiliante, che contribuirono a formare un uomo severo, intransigente e privo di sensibilità artistiche, ma dotato di notevole cultura e conoscenza in campi come la numismatica e la geografia, distinguendosi dai suoi parenti meno istruiti. La sua testardaggine e determinazione vengono indicate come le sue uniche qualità positive in un momento così cruciale per la storia italiana.
th667-cappella-Cornaggia.mp4 - Il brano descrive il recente restauro della cappella Cornaggia a Legnano e il recupero delle sue tre tavole pittoriche. Queste opere sono state identificate come lavoro del noto pittore Mosè Turri Junior, confutando attribuzioni precedenti. Il restauro è stato reso possibile grazie a un comitato cittadino che commissionò le tavole a Turri nel 1952, superando le difficoltà poste dalle condizioni precarie dell'intonaco. Le tavole raffigurano scene religiose specifiche e contengono un autoritratto del pittore stesso, confermando l'attribuzione. La cappella restaurata è stata inaugurata con una cerimonia alla presenza di autorità e cittadini.
th667-legnano-cappella.mp3 - Il restauro della Cappella dei Cornaggia a Legnano ha riportato all'antico splendore tre importanti tavole pittoriche dedicate alla Madonna dei sette dolori. Queste opere, realizzate nel 1952 dal noto pittore locale Mosè Turri Junior, provengono da una famiglia con una lunga tradizione nell'arte sacra. Turri scelse di creare nuove tele ad olio per preservare ciò che restava degli affreschi originali, un'opzione preferita rispetto al rischioso strappo dei lacerti. Le tavole raffigurano la Madonna addolorata, Sant'Antonio da Padova e San Giovanni Battista, quest'ultimo un autoritratto dell'artista. La cappella restaurata è stata recentemente inaugurata, con targhe commemorative che identificano le opere e la storia del restauro.
th668-iamis-raduno.mp3 - Questa registrazione annuncia che il gruppo folkloristico legnanese Iamis parteciperà a un raduno interregionale a Rour Torino il 18 giugno 2017, ospitato dall'associazione Group Tradition Popolare e Val Clusum per festeggiare il loro 35º anniversario. L'evento è un'importante occasione di scambio culturale con le comunità montane e diverse associazioni partecipanti. Gli Yamis contribuiranno con canti durante la messa e esibizioni di danze e musica durante la sfilata. Inoltre, ricordano il loro prossimo impegno a Legnano per la 24ª rassegna interregionale dei gruppi folkloristici il 24 settembre 2017.
th668-IAMIS-raduno.mp4 - Questo testo annuncia che il gruppo folkloristico legnanese I Amis parteciperà a un importante raduno interregionale di gruppi folcloristici nel nord-ovest, che si terrà a Rur Torino il 18 giugno 2017. L'evento, ospitato da altre associazioni locali, celebra il loro 35° anniversario e rappresenta un'occasione per scambio culturale tra diverse realtà popolari. Durante la manifestazione, I Amis si esibiranno con canti, danze e musica, accompagnando anche la Santa Messa, e anticipano un loro futuro evento a Legnano a settembre.
th669-padre-crespi.mp3 - Il passaggio descrive la dedica di una residenza sanitaria assistenziale a Legnano a Padre Carlo Crespi, missionario molto amato in Equador. Questa intitolazione onora la memoria di Padre Crespi, noto per il suo impegno verso i poveri e i malati, e segna un importante riconoscimento da parte della sua città natale. Durante la cerimonia di inaugurazione, è stata benedetta una stele in sua memoria e si è sottolineato l'importanza di ispirarsi ai suoi importanti valori. Viene inoltre menzionato che la causa di beatificazione di Padre Crespi è entrata nella fase romana, avvicinando la possibilità che venga riconosciuto come beato.
th669-Padre-Crespi.mp4 - Il brano racconta la cerimonia tenutasi a Legnano per onorare la memoria di Padre Carlo Crespi, un missionario locale che ha dedicato la sua vita ai poveri in Ecuador e che è in cammino verso la santificazione. L'evento principale è stata l'intitolazione di una residenza sanitaria assistenziale in suo nome, riconoscendo il suo grande impatto e il suo quasi sconosciuto status nella sua città natale fino a tempi recenti. La cerimonia, a cui hanno partecipato autorità e rappresentanti religiosi, ha sottolineato l'importanza di assimilare i valori che Padre Crespi ha incarnato. Si menziona anche che la causa per la sua beatificazione ha compiuto significativi passi avanti.
 
 
 
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th670-folclore-iamis.mp3 - Questo brano descrive le recenti attività del gruppo folkloristico I Amis, evidenziando un spettacolo di canti in dialetto e balli tradizionali offerto agli ospiti di una RSA a Legnano, con l'accompagnamento musicale delle fisarmoniche. Il testo menziona anche la partecipazione del gruppo a riunioni di coordinamento con altri gruppi folkloristici e un imminente raduno a Torino per celebrare e contribuire al prestigio culturale delle tradizioni. L'obiettivo principale sembra essere la condivisione di momenti di solidarietà e amicizia attraverso la rievocazione di usanze popolari e l'interazione con la comunità.
th670-IAMIS-folclore.mp4 - Questo testo da www.redigo.it narra delle recenti attività e dei futuri appuntamenti del gruppo folkloristico Yamiris. Si evidenzia la loro performance per portare un po' di allegria primaverile in una RSA a Legnano, con canti in dialetto, balli coreografici e interpretazioni di personaggi popolari come Ulmagan, ricevendo apprezzamento per la solidarietà e amicizia condivisa. Inoltre, si menziona la partecipazione di alcuni membri a un incontro di coordinamento di gruppi folkloristici e l'organizzazione di un raduno futuro a Torino, sottolineando il loro contributo al prestigio culturale e alle tradizioni di Legnano.
th671-lapide-bernocchi.mp3 - Il testo descrive la distruzione, avvenuta nell'aprile 2017, di una lapide commemorativa posta nel cortile dell'ex cotonificio Bernocchi a Legnano. Questa lapide, inaugurata nel 1924 da Benito Mussolini, ricordava i 42 dipendenti della fabbrica caduti nella Prima Guerra Mondiale. La sua rottura in "mille pezzi" è stata causata dal tentativo di rubare la cornice in bronzo, un gesto che ha simbolicamente cancellato 93 anni di storia; fortunatamente, i frammenti sono stati recuperati e la lapide sarà ricostruita.
th671-Lapide-Bernocchi.mp4 - Il testo racconta la triste vicenda della lapide del Bernocchi, un monumento che commemorava i 42 operai del cotonificio caduti nella Prima Guerra Mondiale, inaugurato nel 1924 nientemeno che da Benito Mussolini. Questo pezzo di storia è stato distrutto nel 2017 quando ignoti hanno cercato di rubare la cornice bronzea. Nonostante l'atto vandalico che ha cancellato decenni di memoria, i pezzi della lapide sono stati recuperati e saranno ricostruiti e ricollocati in un luogo più sicuro.
th672-legnano-carroccio.mp3 - Questo estratto descrive l'origine e l'evoluzione della rievocazione storica di Legnano, inizialmente chiamata "festa del carroccio" nel 1932. Dopo una battuta d'arresto, riprese nel 1935 con il nome di "Palio di Legnano", che però fu presto modificato nuovamente in "Sagra del carroccio" per volere del regime fascista, riservando la denominazione "Palio" alla manifestazione senese. Il testo menziona anche un'immagine d'epoca che ritrae il passaggio del carroccio simbolico, elemento centrale della rievocazione, davanti a luoghi storici della città come l'allora Viale Mezzi e la villa Cantoni.
th672-Legnano-Carroccio.mp4 - Questo testo descrive le origini della moderna festa del carroccio a Legnano, iniziata nel 1932 come "festa del carroccio" e brevemente sospesa dopo un incidente. Fu ripresa nel 1935 come "Palio di Legnano", ma un ordine governativo stabilì che il nome "Palio" doveva essere riservato alla manifestazione di Siena, e quindi l'evento di Legnano fu rinominato "Sacra del Carroccio". Il testo menziona anche il percorso storico del carro simbolico e la presenza della Villa del Cotonificio Cantoni.
th673-cavour-iamis.mp3 - Il testo descrive il raduno interregionale dei gruppi folcloristici svoltosi a Cavour, Torino, l'8 giugno 2014, in occasione dei 25 anni del gruppo folkloristico di Cavour. All'evento hanno partecipato gruppi provenienti da diverse regioni, esibendosi in danze e canti tradizionali in chiesa e nella piazza principale, seguiti da una sfilata e momenti conviviali con degustazione di prodotti tipici. L'articolo sottolinea l'atmosfera di festa e l'amicizia tra i partecipanti, concludendo con un ringraziamento e l'annuncio del prossimo raduno a Bogliasco nel 2015.
th673-IAMIS-Cavour.mp4 - Questo testo descrive il 15° raduno interregionale dei gruppi folcloristici del Nord-Ovest, tenutosi a Cavour, Torino, l'8 giugno 2014. La manifestazione ha coinvolto gruppi provenienti da diverse regioni, inclusa la Sardegna, e ha celebrato anche i 25 anni del gruppo folcloristico locale con la partecipazione dei danzatori di Bram. La giornata ha previsto vari momenti, tra cui canti durante la messa, esibizioni di ballo nella piazza principale e una sfilata lungo le vie cittadine, concludendosi con un pranzo e musica e balli comunitari.
th674-tram-canazza.mp3 -Questo passaggio descrive la storia della tranvia Milano-Legnano-Canazza, concentrandosi sul suo deposito e officina a Legnano, che cessò il servizio nel 1966 dopo 86 anni di attività. L'area del deposito fu successivamente acquisita dall'ente ospedaliero nel 1967 per ampliare l'ospedale esistente. Il testo menziona anche l'avvio della tranvia da parte della società STIE nel 1880, il passaggio dalla diligenza al tram a vapore soprannominato "gamba de legni", e la successiva elettrificazione della linea nel 1920, con il "troley perteggetta".
th674-tram-canazza.mp4 - Questo estratto racconta la storia della vecchia tranvia Milano-Legnano-Canazza, che collegava queste località e operò per 86 anni fino al 18 gennaio 1966. Viene descritto il deposito e l'officina a Legnano, un tempo situati dove successivamente fu costruito il vecchio ospedale. La linea iniziò nel 1880 a vapore, soprannominata "gamba de legni", e fu elettrificata nel 1920.
th675-candelora-purificazione.mp3 - Il brano esplora la festa della Candelora, celebrata il 2 febbraio, evidenziandone le radici antiche legate al risveglio della natura e ai riti propiziatori per un nuovo inizio. La tradizione associa a questa data il motto "Da l'inverno siamo fora," segnando il passaggio stagionale che, sia in ambito pagano che religioso, richiede la purificazione e l'invocazione di forze favorevoli. Nel Cristianesimo, la Candelora commemora contemporaneamente la purificazione di Maria dopo il parto e la presentazione di Gesù al tempio, dove Simeone lo riconosce come Messia. La festa include la benedizione delle candele, simbolo di Gesù come "luce del mondo," e in alcune aree rurali si celebravano riti propiziatori legati alla fertilità della terra e ai raccolti.
th675-candelora-purificazione.mp4 - Il video esplora la festa della Candelora, celebrata il 2 febbraio, come un'antica ricorrenza legata al risveglio della natura e ai riti di rinascita. Questa festività, con le sue componenti religiose e pagane, segna il passaggio dall'inverno alla nuova stagione attraverso la purificazione e riti propiziatori per allontanare influenze negative e assicurarsi il favore divino. Per i cattolici, la Candelora unisce la purificazione di Maria e la presentazione di Gesù al tempio, sottolineando la sua funzione di luce del mondo; mentre nelle tradizioni contadine e popolari, persiste l'uso di riti legati alla fertilità della terra e simboli come l'orso che emerge dal letargo, rappresentando le forze della natura.
th676-documenti-legnano.mp3 - Questo audio esplora alcuni documenti storici legnanesi, concentrandosi su due in particolare. Si discute di un presunto testamento della regina longobarda Manigunda, sollevando dubbi sulla sua autenticità basati su caratteristiche come la scrittura e la conservazione. Viene poi esaminato un documento autentico di Ludovico il Pio dell'822, analizzandone la struttura, il linguaggio che riflette l'autorità imperiale di diritto divino e i dettagli riguardanti la sua autenticazione e datazione.
th676-documenti-Legnano.mp4 - Questo estratto da un video discute documenti storici importanti e curiosi trovati in un archivio privato a Legnano. Viene esaminato in dettaglio un presunto testamento della regina longobarda Manigunda del VIII secolo, la cui autenticità è messa in dubbio a causa dello stato di conservazione e della scrittura. Successivamente, si analizza un documento sicuramente autentico di Ludovico il Pio datato 822, soffermandosi sulla sua struttura formale, l'invocazione divina e il sigillo imperiale come elementi chiave.
th677-farmacia-re.mp3 - Questo testo presenta un'intervista con Giovanni Re, un anziano farmacista di Legnano, che racconta la sua lunga vita e la sua carriera. L'articolo si concentra su due aspetti principali: la sua dedizione alla farmacia, iniziata fin da bambino, e i suoi ricordi dolorosi del servizio militare come ufficiale sanitario in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. Una parte significativa dell'intervista è dedicata a suo padre, Costante Re, un pioniere dell'aviazione a Legnano e membro fondatore del club Vinci, che progettò e fece volare un monoplano chiamato "Legnano I", un progetto sfortunatamente interrotto per mancanza di fondi.
th677-farmacia-Re.mp4 - Questo video presenta un'intervista con l'anziano farmacista di Legnano, Giovanni Re, che riflette sulla sua lunga vita, inclusi i sessanta anni passati nella sua farmacia e l'interruzione causata dal servizio militare in Russia durante la guerra. Egli ricorda i suoi esordi come farmacista in una Legnano con poche farmacie e descrive con emozione i difficili momenti vissuti come ufficiale sanitario in Russia. Inoltre, la discussione si sposta sul padre, Costante Re, uno dei pionieri dell'aviazione legnanese che, insieme ad altri soci del club Vinci, costruì e fece volare il primo monoplano, il "Legnano I". L'intervista sottolinea il contrasto tra la carriera tradizionale di Giovanni e la passione innovativa del padre per l'aviazione, evidenziando due aspetti importanti della storia della famiglia Re e della città di Legnano.
th678-fonderia-carroccio.mp3 - Il brano narra la storia della fonderia Carroccio di Legnano, fondata negli anni '20 dai fratelli Giuseppe e Filippo Oldrini, che si separarono a metà degli anni '30. La fonderia, proseguita da Giuseppe e poi dai figli Michele e Virgilio, ha superato crisi postbelliche e si è affermata nel settore, grazie a innovazioni tecnologiche come forni elettrici e impianti per la depurazione dell'aria, e all'introduzione della ghisa sferoidale. Oggi, l'azienda continua con la quarta generazione della famiglia Oldrini, mantenendo il suo prestigio e puntando al futuro.
th678-fonderia-Carroccio.mp4 - Il video ripercorre la storia della fonderia Carroccio di Legnano, un'azienda con una lunga tradizione iniziata negli anni '20 del Novecento dai fratelli Giuseppe e Filippo Oldrini. Dopo una scissione, l'attività principale proseguì con Giuseppe e i suoi figli, portando nel dopoguerra alla nascita della Carroccio, che nonostante le difficoltà post-belliche, seppe affermarsi grazie al coraggio, alla capacità di lavoro e a un costante aggiornamento tecnologico. Questo impegno, inclusa l'attenzione all'ambiente e l'introduzione di nuove tecniche di produzione, ha permesso all'azienda, ora alla quarta generazione Oldrini, di rimanere un punto di riferimento nel settore.
th679-amici-museo.mp3 - Questo testo presenta il programma di incontri per il primo trimestre del 2002 organizzato dagli Amici del Museo, sezione culturale della famiglia legnanese. Il focus principale del programma è sulla preistoria, con conferenze che coprono argomenti come l'uomo di Similaun, i siti megalitici di Carnac e le interpretazioni astronomiche di Stonehenge. Ci sono anche incontri dedicati al misterioso popolo degli Etruschi, esplorando i loro itinerari e il loro immaginario. Le conferenze, tenute da studiosi ed esperti come Daniele Rubini e Anna Maria Volonté, si svolgono il giovedì sera nel Palazzo Leone d'Aperego.
th679-amici-museo.mp4 - Questo brano descrive una serie di eventi culturali organizzati dagli Amici del Museo, la sezione culturale della Famiglia Legnanese, nel primo trimestre del 2002. Le conferenze, tenute di giovedì sera nel Palazzo Leone d'Ago, si sono concentrate sulla preistoria e sugli Etruschi, con interventi di esperti come Daniele Rubini e Anna Maria Volonté. I temi affrontati includevano l'Uomo di Similaun (Ötzi), gli itinerari etruschi, i misteriosi allineamenti megalitici di Carnac e le interpretazioni astronomiche di Stonehenge.
 
 
 
archive.org/details/redigio-68
th680-csb-fiaba-oca.mp4 - Questo testo narra la fiaba dell'oca d'oro, concentrandosi sul personaggio di Taddeo, un boscaiolo gentile ma considerato un po' idiota. La sua gentilezza verso un uomo misterioso gli fa scoprire un'oca dalle piume d'oro con un potere magico: chiunque tocchi l'oca o le persone già attaccate, vi resta appiccicato. Questa insolita processione di personaggi, inclusa una principessa triste che ritrova la gioia e persino il re, porta a una situazione comica risolta solo dall'intervento del mago del bosco. La fiaba si conclude con Taddeo che, grazie al suo semplice gesto gentile, sposa la principessa.
th681-befana-2015.mp4 - In questo video, la Befana è presente e interagisce con un gruppo di bambini, esprimendo la sua gioia di essere lì. Si preannuncia che per ottenere le calze, i bambini dovranno prima partecipare a dei giochi. Il momento principale del video sembra essere dedicato a una sessione di indovinelli, con la Befana che pone diverse domande e i bambini che rispondono per guadagnare dei sacchettini e, infine, le calze tanto attese. Vengono proposti indovinelli di difficoltà diversa, alcuni specificamente rivolti ai più piccoli.
th682-leone-da-Perego1.mp4 - senza riassunto
th683-leone-da-Perego2.mp4 - senza riassunto
th684-legnano-sironi.mp3 - Riepilogo
Questo estratto pubblicitario racconta la storia della gioielleria Sironi a Legnano, sottolineando la sua evoluzione da una bottega del 1875 con l'insegna "San Carlo" all'attuale attività gestita dalla famiglia. Viene evidenziata l'importanza del negozio non solo come luogo di commercio di oro, argento e gemme preziose, ma anche come un salotto commerciale e un punto di ritrovo sociale nel cuore della città, un luogo storico che ha mantenuto le sue radici e tradizioni attraverso le generazioni della famiglia Sironi.
th684-Legnano-Sironi.mp4 - Questo brano narra la storia della gioielleria Sironi a Legnano, una tradizione familiare che risale al 1875. Inizialmente aperta da Giuseppe Sironi con l'insegna del "San Carlo," la bottega divenne rapidamente un punto di riferimento sociale oltre che commerciale. Suo figlio Cesare proseguì l'attività mantenendo vive le tradizioni, e oggi il nipote Alessandro ne porta avanti l'eredità, continuando a offrire oro, argento e gemme preziose nel cuore storico della città. La gioielleria è descritta come un "piccolo Eldorado" di Legnano, inserita in un luogo con una ricca storia fin dal Medioevo.
th685-1997-iamis.mp3 - Questo testo descrive il quarto raduno interregionale dei gruppi folkloristici tenutosi a Castellanza nel 1997. L'evento, organizzato dalla famiglia Rignanese e dal gruppo Yamis, ha visto l'esibizione di quattro gruppi provenienti da diverse città italiane che hanno presentato canti e danze tradizionali delle loro rispettive regioni. Attraverso queste performance, il pubblico ha potuto apprezzare la ricchezza e la diversità del folclore popolare, contribuendo a mantenere vivo il legame con le usanze del passato.
th685-IAMIS-1997.mp4 - Questo brano descrive il quarto raduno interregionale dei gruppi folkloristici, svoltosi a Castellanza nel 1997, che ha visto una grande affluenza di pubblico per un pomeriggio all'insegna di danze e canti legati alla tradizione popolare. L'evento ha offerto una piacevole opportunità per conoscere le usanze e il folclore di altre città, sottolineando la varietà ma anche le somiglianze delle tradizioni italiane. Diversi gruppi, provenienti da diverse regioni come la Liguria, la Lombardia e il Veneto, si sono esibiti con costumi e musiche tipiche delle loro zone, culminando con la performance del gruppo ospitante, gli Yamis. La manifestazione è stata un successo nel riaccendere e rinsaldare il legame con il passato e le tradizioni spesso dimenticate.
th686-cantilene-dialettali.mp3 - Questo testo esplora varie cantilene dialettali milanesi, evidenziandone l'origine, il significato e l'uso nel tempo. Vengono presentate filastrocche legate al gioco dei bambini, ispirate da scene quotidiane come i barconi sul naviglio o l'arrivo del tramvai a Monza, e altre con un sottotesto satirico o umoristico, che riflettono storie popolari o giocano con i doppi sensi, come nel caso del cognome "Brusa". In generale, si sottolinea come queste espressioni popolari, nate spesso da motivi specifici, siano state poi adattate per esprimere affetti e sentimenti, in particolare quelli materni.
th686-cantilene-dialettali.mp4 - Questo testo esplora varie cantilene dialettali lombarde, spiegandone l'origine e il significato. Vengono presentati testi di filastrocche un tempo usate per far giocare i bambini, come "Din don campanon" o "Don don Cecco Maron", a volte legate a eventi storici o a figure caratteristiche del popolo. Il testo illustra come queste espressioni popolari potessero trattare temi diversi, persino la morte in modo scherzoso, o descrivere usanze locali e persino mezzi di trasporto innovativi, come il tramvai tra Milano e Monza.
th687-chiesa-SErasmo.mp3 - Questo testo narra la ricca storia della chiesa di Sant'Erasmo e dell'annesso ospizio a Legnano, evidenziando le sue origini medievali legate a Bonvesin della Riva. Si sofferma sull'importanza della festa solenne di Sant'Erasmo del 2 giugno, arricchita da indulgenze, e sulle varie modifiche e restauri che la chiesa ha subito nel corso dei secoli, inclusa la sua trasformazione più recente nel 1925. Il testo sottolinea anche il ruolo dell'ospizio come punto di sosta per i pellegrini e l'importanza storica di Bonvesin della Riva nell'instaurare il rito serale dell'Ave Maria, presumibilmente proprio da questa chiesa.
th687-Chiesa-SErasmo.mp4 - Questo testo esplora la storia della chiesa di Sant'Erasmo a Legnano, sottolineando il suo legame con l'ospizio fondato o riorganizzato da Bonvesin della Riva sin dal Medioevo. La celebrazione della festa di Sant'Erasmo, originariamente importante e arricchita da indulgenze, è descritta attraverso documenti che evidenziano anche le questioni relative alle offerte dei fedeli, che consideravano la chiesa quasi un santuario. Inoltre, il testo svela che proprio dalla chiesina di Sant'Erasmo Bonvesin della Riva iniziò l'uso di suonare le campane per la preghiera dell'Ave Maria serale. Infine, vengono ripercorsi i vari rifacimenti e trasformazioni subiti dall'edificio nel corso dei secoli, culminati con i lavori del 1925 e del 1939 che le hanno conferito l'aspetto attuale.
th688-legnano-ippica.mp3 - Questo passaggio descrive la prima edizione del concorso ippico cittadino a Legnano, tenutosi nel 1960, evidenziandone l'organizzazione con il sostegno di importanti enti e sponsor. Nonostante la partecipazione di nomi importanti dell'ippica regionale, l'evento non attirò il pubblico sperato, ma la sua eredità vive oggi grazie all'associazione Il Barbaro. Quest'ultima continua la tradizione, trovando nel centro ippico di Borsano un punto di riferimento per gli appassionati, in un momento difficile per gli ippodromi.
th688-Legnano-ippica.mp4 - Questo testo descrive la prima edizione del concorso ippico cittadino e pago a parte a Legnano nel 1960, evidenziando come l'evento, tenutosi al Centro Giovanile di San Magno, fosse supportato da diverse istituzioni e sponsor importanti che offrirono i premi. Nonostante la presenza di molti nomi importanti dell'ippica regionale, l'affluenza del pubblico fu inferiore alle aspettative, ma la manifestazione è stata affidata per la sua continuità all'associazione "Il Barbaro", che oggi mantiene viva la passione per i cavalli a Borsano, un punto di ritrovo per appassionati e contradaioli del Palio di Legnano.
th689-base-missilistica.mp3 - Questo testo narra l'avventura di sette ragazzi di Legnano che, ispirati dalla corsa allo spazio degli anni '60, costruirono e lanciarono un razzo amatoriale chiamato X16. Spinti dalla passione per la missilistica, questi studenti superarono ostacoli economici e tecnici, sperimentando con diverse miscele di propellente e ideando un ingegnoso sistema di recupero con paracadute. Nonostante il successo del lancio e l'eco mediatico, l'iniziativa incontrò la diffidenza delle autorità, portando all'interruzione degli esperimenti più ambiziosi, ma lasciando un segno duraturo nel cuore dei protagonisti come esempio di come passione, impegno e studio possano guidare i giovani.
th689-base-missilistica.mp4 -  Questo brano racconta la storia affascinante di sette giovani studenti di Legnano che, ispirati dalla corsa allo spazio degli anni '60, costruirono e lavorono con passione al lancio di un missile artigianale chiamato X16. Nonostante le risorse limitate e le difficoltà, tra cui un propellente segreto e la preoccupazione delle autorità locali, riuscirono a lanciare il loro razzo a circa 1000 metri di altitudine. Sebbene l'esperimento del piccolo razzo che conteneva una lucertola "Laica Junior" non sia andato perfettamente e il progetto sia stato interrotto a causa delle pressioni e delle esigenze della vita adulta, questa avventura dimostra l'importanza della passione, dello studio e dell'impegno collettivo.
 
 
 
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th690-lido-legnano.mp3 - Questo brano traccia l'evoluzione delle piscine di Legnano, a partire dalla loro apertura nel 1939 sotto il regime fascista con una struttura intitolata a Costanzo Ciano. Il testo evidenzia la significativa trasformazione avvenuta nel 1965 con l'inaugurazione di un vero e proprio "lido", un complesso moderno che offriva sia strutture per lo sport che per lo svago, ponendolo tra i migliori della Lombardia. Vengono poi descritti gli ampliamenti e miglioramenti degli anni successivi, inclusa l'aggiunta di una piscina coperta, fino all'attuale struttura, dimostrando come l'impianto sia sempre stato un punto di riferimento per la comunità legnanese e le zone limitrofe. L'intitolazione del Lido a Ferdinando Villa nel 2002 sottolinea il legame tra l'impianto sportivo e figure di spicco del territorio e del mondo natatorio.
th690-lido-Legnano.mp4 - Questo testo racconta l'evoluzione storica della piscina comunale di Legnano, iniziando dalla sua prima costruzione nel 1939 sotto il regime fascista, con due vasche e un trampolino, e dedicata a Costanzo Ciano. La narrazione si concentra sul significativo ampliamento e trasformazione avvenuti negli anni '60, che la resero un "vero e proprio lido" con una vasca olimpionica e una dedicata ai bambini, lodata per la sua funzionalità e razionalità e considerata tra le migliori della Lombardia. Infine, vengono descritti i successivi miglioramenti e l'apertura della piscina coperta, culminati con il progetto del 1990 che la rese un complesso natatorio accogliente con diverse vasche per sport e svago, e la dedica dell'intero Lido a Ferdinando Villa nel 2002.
th691-scuola-deAmicis.mp3 - Questo breve estratto descrive la costruzione e l'apertura della scuola elementare Edmondo De Amicis a Legnano nel 1929, un edificio con 20 aule progettato per 800 studenti. Si menziona anche una scena del 1931 che raffigura l'uscita da scuola, con il vigile Giulio Gindari che dirige un traffico prevalentemente ciclistico. La narrazione si concentra poi su un aneddoto divertente che spiega il soprannome di Gindari, "Il Julie Talaf", derivante da una burla subita da un ragazzo multato per aver circolato senza fanale obbligatorio e contrassegno sul manubrio. Il ragazzo, per sfuggire alla multa, diede un nome falso e un indirizzo inventato, ingannando il vigile con una parola che suonava come una promessa di vendetta, "te la faccio".
th691-scuola-DeAmicis.mp4 - Questo brano descrive la scuola elementare Edmondo De Amicis a Legnano, costruita nel 1929 per accogliere 800 studenti. Una parte del racconto si concentra su un episodio divertente che coinvolge il vigile urbano Giulio Gindari, noto come "Julie Talaf" dopo essere stato ingannato da un ragazzo in bicicletta. Il ragazzo, fermato per un'infrazione, fornì un nome e un indirizzo falsi per evitare la multa, prendendosi gioco del vigile in un modo che gli valse il soprannome.
th692-banca-legnano.mp3 - Questo testo ripercorre l'evoluzione della Banca di Legnano, evidenziando la sua crescita territoriale soprattutto lungo l'asse del Sempione e in altre aree del nord Italia. Viene sottolineato lo stretto legame storico con la Cantoni, una importante realtà industriale locale, che influenzò anche la leadership della banca. La narrazione evidenzia inoltre come l'espansione abbia comportato la creazione di un ufficio tecnico per gestire il patrimonio immobiliare delle filiali e l'introduzione di tecnologie avanzate per l'automazione, culminando nella costruzione della nuova sede centrale.
th692-Banca-Legnano.mp4 - Il testo esplora la storia della Banca di Legnano, concentrandosi sulla sua espansione territoriale e sul profondo legame con la Cantoni, la principale industria locale. Viene descritta la crescita delle filiali, la loro organizzazione gerarchica e l'importanza dell'ufficio tecnico nella gestione immobiliare. Si sottolinea inoltre l'evoluzione tecnologica con l'introduzione dell'automazione e la diversa documentazione d'archivio che testimonia queste fasi.
th693-dancing-cadorna.mp3 - Questo brano narra la storia del Dancing Cadorna di Legnano, un locale nato nel 1953 grazie all'iniziativa di due dipendenti comunali, Franco Calcaterra e Gino Colombo, animati dalla passione per la musica e il ballo. Il Cadorna divenne rapidamente un punto di riferimento, ospitando celebrità del calibro di Adriano Celentano, Mina e Giorgio Gaber, spesso in esibizioni rese possibili dalla visibilità offerta dal Festival di Sanremo e dalla nascente televisione. Oltre al divertimento, il locale si distinse per il suo legame con la comunità locale, supportando eventi e associazioni e dimostrando particolare attenzione per i bambini meno fortunati.
th693-dancing-Cadorna.mp4 - Questo testo racconta la storia del Dancing Cadorna di Legnano, un locale nato nel 1953 grazie all'iniziativa di Franco Calcaterra e Gino Colombo in un'epoca di rinascita dopo la guerra. Il Cadorna divenne un punto di riferimento per l'intrattenimento, ospitando non solo grandi nomi della musica leggera italiana come Celentano, Mina, e Gaber, ma anche comici e imitatori, e promuovendo iniziative sociali e culturali per la città. Il locale giocò un ruolo importante nella vita legnanese per molti anni, fino al 2013, celebrando il suo sessantesimo anniversario.
th694-Battaglia-Legnano.mp4 - Questo servizio giornalistico, in stile telegiornale d'epoca, rievoca la Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, dove le milizie dei Liberi Comuni Lombardi sconfissero l'esercito dell'imperatore Federico I, detto il Barbarossa. Vengono descritte le fasi cruciali dello scontro, l'importanza della fanteria non professionale e l'uso innovativo delle picche contro la cavalleria imperiale, considerata invincibile. La narrazione si conclude con l'incertezza sulla sorte dell'imperatore e l'enorme significato storico di questa vittoria per l'autonomia dei Comuni.
th694-battaglia-legnano-01.mp3 - Questo brano presenta un resoconto giornalistico e testimonianze dirette sulla Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, in cui le milizie comunali della Lega Lombarda sconfissero l'esercito imperiale di Federico Barbarossa. La narrazione, con un linguaggio da telegiornale e interviste ai capitani di contrada, enfatizza la clamorosa vittoria dei popolani e dei fanti contro la cavalleria imperiale, ritenuta invincibile. Vengono descritte le fasi cruciali dello scontro, l'importanza del Carroccio come punto di riferimento e l'efficacia innovativa delle picche nel disarcionare i cavalieri tedeschi, concludendo con l'incertezza sulla sorte dello stesso imperatore e il significato storico di questa vittoria per i liberi comuni.
th695-Battaglia-Legnano.mp4 - Il video analizza la Battaglia di Legnano, concentrandosi sulla strategia inattesa che portò alla vittoria delle milizie comunali sulla temuta cavalleria imperiale di Federico Barbarossa. Contrariamente alle aspettative, la vittoria non fu merito di cavalieri aristocratici, ma dell'efficacia delle armi semplici di origine contadina come falcioni e roncole, usate principalmente per disarcionare i cavalli. Viene inoltre sottolineato il ruolo cruciale del Carroccio, simbolo dell'identità e della resistenza della Lega Lombarda, attorno al quale si radunarono i combattenti, dimostrando che la vittoria fu un trionfo popolare per l'indipendenza.
th695-battaglia-legnano-02.mp3 - Questo testo narra le circostanze che portarono alla Battaglia di Legnano, descrivendo come l'Imperatore Federico Barbarossa, attendendo rinforzi dalla Germania, cercò di rientrare a Pavia evitando Milano ma fu intercettato dalle milizie comunali a Legnano. Si discute il motivo per cui Barbarossa accettò lo scontro, suggerendo un eccesso di orgoglio e una sottovalutazione delle milizie comunali. Viene poi analizzato il successo dei comuni, attribuendolo all'efficacia di armi di origine contadina come il falcione e la roncola, utilizzate per sgarrettare i cavalli, e all'uso della picca per disarcionare i cavalieri. Infine, si sfata il mito di Alberto da Giussano come eroe della battaglia, sottolineando che la vittoria fu merito della Lega Lombarda, un'alleanza popolare che difendeva la propria indipendenza, e non di un singolo aristocratico o di un gruppo di cavalieri.
th696-Battaglia-Legnano.mp4 - Questo video tratta la Battaglia di Legnano e la Lega Lombarda, sottolineando la gioia indescrivibile a Milano dopo la vittoria che ha posto fine a un lungo periodo di sofferenza sotto il Barbarossa. Viene descritta la distruzione di Milano nel 1162 ad opera di altre città lombarde, evidenziando le ragioni economiche di queste ostilità iniziali. Infine, si esamina la nascita e lo scopo della Lega Lombarda, un'organizzazione di liberi comuni uniti contro le forze imperiali, e le complesse questioni legali e politiche relative ai poteri dell'imperatore rispetto all'autonomia delle città, culminate nella vittoria di Legnano che ha affermato l'autonomia cittadina.
th696-battaglia-legnano-03.mp3 - Questo testo descrive l'euforia a Milano dopo la vittoria della Lega Lombarda sulla forze imperiali a Legnano, celebrando la fine di un incubo durato 18 anni. Ricorda le precedenti sconfitte e la distruzione della città da parte del Barbarossa e dei comuni italiani rivali, evidenziando come le ostilità iniziali tra i comuni lombardi si siano trasformate in solidarietà contro l'oppressione imperiale per difendere la propria autonomia. Infine, il testo accenna al timore che Milano possa sfruttare la Lega a proprio vantaggio e rivela un dettaglio curioso sulla porta Tosa, dove è scolpita l'immagine dell'imperatrice Beatrice in un gesto osceno come beffa all'imperatore sconfitto
th697-Battaglia-Legnano.mp4 - Questo estratto radiofonico offre un'ampia prospettiva sulla Battaglia di Legnano del 1176, presentando diverse reazioni e analisi da varie località. Le notizie da Bologna riportano l'entusiasta annuncio della vittoria della Lega Lombarda sull'imperatore Federico Barbarossa e l'ingente bottino catturato. Gli interventi da Veroli e Canterbury illustrano le implicazioni politiche e le tensioni tra l'Impero, il Papato e le monarchie europee, evidenziando in particolare la complessa relazione tra Papa Alessandro III ed Enrico II d'Inghilterra, e le precedenti trattative segrete con il Barbarossa. Infine, i collegamenti da Parigi, Francoforte, Damasco, Gerusalemme e Kyoto offrono un quadro internazionale più vasto, mostrando come l'esito della battaglia influenzi le alleanze e le preoccupazioni in diverse regioni del mondo.
th697-battaglia-legnano-04.mp3 - Questo testo è una raccolta di dispacci che offrono un quadro della situazione politica europea dopo la battaglia di Legnano, dove la Lega Lombarda ha sconfitto Federico Barbarossa. I dispacci evidenziano diverse reazioni alla sconfitta dell'imperatore: la soddisfazione dei comuni lombardi e dell'Inghilterra, l'inquietudine della Francia a causa del riavvicinamento tra il Papa e l'Inghilterra, e lo sconcerto in Germania, dove si attribuisce la colpa al cugino dell'imperatore, Enrico il Leone. Vengono anche brevemente menzionate le condizioni del re di Gerusalemme e gli eventi in Giappone, dimostrando la portata globale delle notizie dell'epoca e le complesse dinamiche di potere tra impero, papato e regni europei.
th698-Battaglia-Legnano.mp4 - Questo notiziario discute l'importanza della Battaglia di Legnano, sottolineando che segnò la prima sconfitta dell'esercito imperiale per mano di truppe italiane, permettendo ai comuni di recuperare terreno politico. La vittoria riapre le trattative diplomatiche, con i comuni che cercano di mantenere il sostegno del Papa. Si evidenzia inoltre il contrasto tra i comuni lombardi, visti come una nuova forza sociale con una propria identità linguistica e culturale, e l'imperatore Barbarossa e i feudatari tedeschi, che rappresentano un mondo diverso.
th698-battaglia-legnano-05.mp3 - Dopo la Battaglia di Legnano, i comuni italiani hanno invertito lo svantaggio nei confronti dell'imperatore Federico Barbarossa, ritrovandosi in una posizione negoziale più forte. La vittoria non solo rafforza la Lega Lombarda, ma segna anche un momento cruciale in cui le nuove forze sociali rappresentate dai comuni si contrappongono all'ordine feudale, parlando di fatto "lingue" diverse in senso letterale e figurato. La questione di Alessandria e il ruolo del Papa rimangono elementi chiave nelle future trattative diplomatiche. Questa battaglia segna un punto di svolta in cui l'identità dei Lombardi evolve oltre le antiche stirpi, rappresentando un nuovo popolo.
th699-Battaglia-Legnano.mp4 - Questo testo esplora l'evoluzione della Sagra del Carroccio a Legnano, nata come rievocazione storica della battaglia del 1176 e inizialmente usata per scopi politici. Si sottolinea come, pur basata su una tradizione inventata, sia diventata nel tempo un elemento fondamentale dell'identità cittadina, permettendo alla comunità di appropriarsi del proprio passato. Il futuro della Sagra dipende dalla sua capacità di rinnovarsi e coinvolgere le nuove generazioni, uscendo dai confini dei manieri e diventando un laboratorio di socialità aperto a tutti.
th699-stranastoria-legnano.mp3 - Questo testo esplora la storia e l'evoluzione della Sagra del Carroccio a Legnano, una celebrazione che, sebbene nata da una "tradizione inventata", è diventata un elemento centrale dell'identità cittadina. Inizialmente uno strumento politico per rivendicare l'indipendenza milanese, la Sagra si è trasformata in un punto di riferimento dinamico per la comunità, adattandosi ai cambiamenti storici e sociali. Per garantirne il futuro, si sottolinea la necessità di rinnovamento continuo e di coinvolgere le nuove generazioni, superando la semplice rievocazione storica per diventare un laboratorio di socialità aperto alla città.

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th500-videogiornale-2023-46.mp4 -
 
th501-indice-01.mp4 - Questo video funge da indice per un progetto di contenuti multimediali chiamato "TH" (Pensiero), che raccoglie circa 950 file tra podcast (solo audio), video con immagini riempitive, slideshow di foto con musica e video di testo scorrevole pensati per la lettura. I file, organizzati in directory numerate, sono disponibili su diverse piattaforme online, tra cui archive.org, audio.com, Facebook (pagina "Tradizioni e Racconti") e YouTube. Il contenuto dei file è descritto brevemente dal loro nome e copre argomenti come Legnano Storica, un villaggio e il Medioevo, anche se in futuro verrà creato un indice più dettagliato. Sebbene i file non siano attualmente indicizzati per ogni singola piattaforma, sono facilmente ricercabili online e possono anche essere raccolti su una chiavetta USB, offrendo un vasto archivio consultabile in vari modi.
th502-prog-padania-2.mp3 - Il brano discute l'importanza di rivitalizzare le culture locali per evitarne la scomparsa. Sostiene che la mera conservazione folcloristica le rende reperti da museo, morte per il presente. Per competere con la modernità dei modelli culturali globalizzanti, è necessario un processo di defolclorizzazione e reimmissione di queste culture nel tessuto sociale attuale, come dimostrano esempi di successo in altre aree celtiche. Questo permette alla cultura locale di contaminarsi con altri generi e rimanere se stessa pur proiettandosi nel futuro.
 
th502-prog-padania-2.mp4 - Il testo argomenta che le culture locali come quella della Padania necessitano di un processo di "defolclorizzazione" e "reimmersione" nella società contemporanea per sopravvivere e prosperare. Invece di essere relegate a mere reliquie da museo o a rappresentazioni in festival, le tradizioni devono essere attualizzate e contaminate con la modernità, come dimostrano gli esempi positivi delle culture celtiche che hanno saputo adattarsi e proiettarsi nel futuro senza perdere la propria identità. Se questo lavoro di aggiornamento non viene intrapreso, le culture locali rischiano di essere spazzate via dai modelli globalizzanti.
 
th503-Carlo-Magno.mp4 - Questo estratto esplora la figura di Carlo Magno, presentato come il re della prima Europa, mettendo in risalto le sue doti di comando e le sue ambizioni territoriali in un'epoca di grandi cambiamenti storici ed economici. Il testo si sofferma sulla complessa relazione con Ermengarda, figlia del re longobardo Desiderio, utilizzando la loro storia d'amore come punto di partenza per analizzare le differenze linguistiche e l'influenza reciproca tra le lingue gallo-romanze e germaniche, evidenziando come termini di origine longobarda siano entrati nel vocabolario comune. Viene anche sottolineata la natura complessa e non rozza di Carlo Magno, nonostante la sua illitteratura, e come la politica abbia prevalso sui sentimenti, culminando nell'abbandono di Ermengarda.
 
th503-QGL377-4045-8030.mp3 - Questo estratto riflette sulla figura di Carlo Magno all'alba del nuovo millennio, paragonandolo all'introduzione dell'euro come unificazione storica. Viene descritto come un re analfabeta ma strategico, a metà tra la cultura francese e tedesca, interessato all'espansione del regno e alle sue campagne militari. Un focus particolare è dedicato al suo linguaggio e a quello della sua sfortunata consorte longobarda, Ermengarda, evidenziando come le loro lingue differenti si siano influenzate a vicenda, introducendo nuovi termini nel vocabolario comune e riflettendo le loro diverse sfere d'interesse e personalità. L'autore conclude suggerendo che, nonostante i possibili tentativi di Carlo Magno di adattarsi, le ambizioni politiche ebbero la meglio sulla relazione.
 
th504a-la-casa.mp3 - Il brano riflette sul concetto di casa a Milano, evidenziando come sia diventata un bene d'investimento più che un luogo dove abitare, con prezzi inaccessibili per molti. L'analisi tocca la trasformazione degli spazi, come le botteghe in agenzie immobiliari o le fabbriche dismesse in loft costosi, e i problemi legati all'abitare per diverse categorie di persone, dai single agli anziani e agli studenti, sottolineando la difficoltà nel trovare soluzioni abitative accessibili e la carenza di case popolari.
 
th504a-la-casa.mp4 - Il brano discute il complesso e in evoluzione rapporto con la casa a Milano, sottolineando come le ambizioni abitative si concentrino su immobili di lusso, spesso destinati più alla rappresentanza che all'uso effettivo. La crescente attrattiva internazionale di Milano ha trasformato le proprietà immobiliari in beni di investimento, rendendo difficile trovare soluzioni abitative a prezzi accessibili per molti. Questo fenomeno è accentuato dalla scomparsa dei piccoli negozi a favore delle agenzie immobiliari e dal fiorire di professioni legate al settore, che prosperano grazie a chi ha disponibilità economica. Vengono poi esplorate nuove dinamiche abitative come i loft e le sfide per i single, gli studenti e soprattutto gli anziani, evidenziando la cronica difficoltà delle istituzioni nel gestire le case popolari e garantire un'abitazione dignitosa per tutti.
 
th504b-regina-zoo.mp3 - Questo estratto esplora due argomenti distinti. La prima parte racconta la storia dell'ormai chiuso zoo di Milano, situato nei Giardini Indro Montanelli, evidenziando l'esistenza di vari animali in un luogo inaspettato e la famosa elefantessa Bombay, la cui presenza rimane al Museo di Storia Naturale. La seconda parte, più lunga e dettagliata, analizza la distribuzione dei siti archeologici nell'area culturale della Scamozzina (Monza e Canegrate) in relazione ai corpi idrici, distinguendo tra insediamenti montani e di pianura e descrivendo come l'idrografia (fiumi, laghi, paludi) abbia influenzato la loro localizzazione e i collegamenti, specialmente durante l'Età del Bronzo.
 
th504b-regina-zoo.mp4 - Questo estratto audio copre due argomenti distinti. La prima parte racconta la storia del passato Zoo di Milano nei Giardini Indro Montanelli, concentrandosi in particolare sull'elefantessa Bombay, una celebre attrazione la cui presenza prolungata rimane un mistero e il cui corpo tassidermizzato è ora esposto al Museo di Storia Naturale. La seconda parte si concentra sull'archeologia del territorio, esplorando la relazione tra i siti antichi e i corpi idrici nella regione intorno a Scamuzzina, Monza e Canegrate, evidenziando l'importanza di fiumi, laghi e zone umide per gli insediamenti nel Neolitico e nell'Età del Bronzo.
 
th504c-bnotizie-giornale-.mp3 - Questo testo presenta un mix di contenuti, iniziando con un racconto di cronaca nera del 1886 che descrive un ladro con una falsa identità e un tentativo di suicidio in ospedale. Successivamente, il focus si sposta su una riflessione più lunga e umoristica sul proliferare dei telecomandi nelle case moderne. L'autore, in un dialetto marcato, contrappone il passato in cui un solo telecomando rappresentava l'autorità domestica alla confusione attuale causata dai molti dispositivi, evidenziando l'inefficacia e la frustrazione che ne derivano.
 
th504-notizie-giornale.mp4 - Questo testo presenta diverse notizie di giornale risalenti alla fine dell'Ottocento, tra cui il racconto di un furto con l'identificazione del vero colpevole e il drammatico tentativo di suicidio di un paziente in ospedale. Successivamente, la fonte passa a una riflessione umoristica e nostalgica sull'evoluzione dei telecomandi nel corso degli anni, descrivendo come da simbolo del potere familiare siano diventati numerosi e spesso fonte di confusione nell'era moderna, toccando infine il tema della difficoltà di trovare ricambi.
 
th505-bogia-pelaa.mp4 - Questo brano descrive una pratica comune negli anni '30 in cui le madri tagliavano i capelli dei figli in casa per risparmiare, un metodo chiamato "bogia pelà". Utilizzavano spesso una tazzina come guida per ottenere un taglio uniforme, privando il cuoio capelluto dei capelli per risparmiare tempo e denaro. Sebbene questo metodo fosse efficiente per le madri impegnate nei lavori domestici e nei campi, i bambini spesso provavano rammarico nel vedere le loro chiome recise, mentre le coetanee con i capelli lunghi evitavano questi tagli frequenti. Questo racconto evoca un senso di nostalgia per un'epoca di necessità e praticità.
 
th505-rvg-18-123bis-2.mp3 - Negli anni '30, le madri di famiglia numerosa assumevano il ruolo di parrucchiere casalinghe per i propri figli, tagliando i capelli in modo sbrigativo per risparmiare denaro e tempo. Utilizzavano una tazzina come guida per ottenere un taglio uniforme, seppur rozzo, e spesso rasavano completamente i capelli per prolungare il tempo tra un taglio e l'altro. Mentre i maschietti ricevevano tagli cortissimi, le bambine potevano lasciare crescere le trecce, rendendo i tagli più rari e semplici per le madri. I bambini, con rammarico, vedevano i loro capelli tagliati sul pavimento e le bambine li prendevano in giro, fuggendo poi per evitare ritorsioni mentre cantavano una filastrocca.
 
th506-barbis-furmentun.mp4 - Questo passaggio descrive un ricordo d'infanzia in cui i ragazzi trovavano un modo per fumare utilizzando materiali trovati in campagna. In particolare, si concentravano sui "barbis furmenton", i peli del mais maturo, che, una volta essiccati, assumevano il "colore ideal" per essere fumati come tabacco. Il testo evoca un senso di nostalgia per un tempo in cui, pur con poche risorse e nascondendosi dai genitori, la "vita era davvero meravigliosa" grazie a queste semplici esperienze e invenzioni.
 
th506-rvg-18-123bis3.mp3 - Questo passaggio descrive un ricordo d'infanzia in cui i bambini fumavano i "barbis furmenton" (barbe di granturco) e la "tuscan" (un tipo di corteccia di vite essiccata) come surrogati del tabacco. Viene evidenziato come queste "sigarette" fatte in casa fossero fumate di nascosto per soddisfare il desiderio di fumare come gli adulti, dato che l'acquisto di sigarette vere era proibitivo. Il testo evoca una nostalgia per la semplicità e la gioia di quei tempi, nonostante le difficoltà, e conclude con un riferimento a sigarette di lusso irraggiungibili per le loro tasche vuote.
 
th507a-busto-relazioni.mp4 - Questo passaggio esplora l'origine del nome del quartiere "Pessina" a Busto, collegandolo alla città antica di Pessinunte e al culto della Madre degli Dei, Cibele. L'autore suggerisce che i giochi sfrenati ("megalesi") celebrati a Roma in onore di Cibele, originari di Pessinunte e noti per la loro licenza e turpitudine, furono importati dai Romani anche nell'Insubria. Si ipotizza che questi giochi si tenessero in particolare nel quartiere di Busto dove i Romani costruirono una rocca, dando così il nome alla zona e alla contrada. L'autore nota la persistenza di costumi simili di sfrenatezza ancora visibili nell'Insubria e specificamente a Busto, come le corse e i rumori del 4 luglio.
 
th507a-rvg-18-124.mp3 - Questo estratto discute la storia del quartiere di Busto, proponendo che il suo nome originale fosse Pessina e la sua strada principale Pessinunte. L'autore collega questo nome all'antica città di Pessinunte in Frigia, nota per un tempio dedicato a Cibele, dea madre. Si ipotizza che i giochi licenziosi e turpi celebrati in onore di Cibele, i cosiddetti megalesi, siano stati importati dai Romani anche in Insubria, influenzando le usanze locali. L'autore suggerisce che il quartiere Pessina e la contrada Pessinunte abbiano preso il nome da questi giochi celebrati in loco, trovando tracce di tali costumi ancora visibili nelle tradizioni popolari, specialmente durante le celebrazioni del 4 luglio.
 
th507b-busto-borgo.mp3 - Questo testo esplora l'origine e le caratteristiche di diversi quartieri di Busto, con una particolare attenzione all'etimologia dei nomi. L'autore critica l'abitudine di ricorrere in modo forzato a spiegazioni basate su fonti classiche, come si vede nell'analisi fantasiosa del nome Pessina legata ai giochi megalesi, preferendo ipotesi più plausibili legate a circostanze locali, come la presenza di una vasca per animali. Viene anche discussa l'origine del nome Zornago o Sornago, proponendo una derivazione da "Signore" piuttosto che da radici tedesche o celtiche, in base alla ricchezza dei suoi abitanti, e si analizza il nome Savigo, collegandolo alla sua aria salubre. Infine, si accenna alla storia del borgo e alle sue vicissitudini, citando le porte di accesso e le abitazioni dei custodi.
 
th507b-Busto-relazioni.mp4 - Questo estratto esamina le origini e le caratteristiche dei quartieri di Busto, con un focus particolare sui nomi "Pessina", "Shornago/Zornago" e "San Vico". L'autore, pur riconoscendo la tendenza a ricercare spiegazioni complesse e spesso infondate legate all'antichità, come nel caso della fantasiosa origine di Pessina dai giochi megalesi, propende per interpretazioni più semplici e legate a circostanze locali, come la presenza di una vasca per animali per Pessina. Per Shornago/Zornago, critica le etimologie germaniche o celtiche, suggerendo invece una derivazione dal milanese "shore" (signore), supportata dalla ricchezza e notabilità storica dei suoi abitanti. Infine, per San Vico, accetta la spiegazione legata all'aria salubre, pur notando una discrepanza nel nome dialettale.
 
th507c-busto-borgo.mp3 - Questo brano esplora le origini di vari toponimi a Travedona Monate, come Selvetto o La Taia Grande, spiegando i loro significati e le etimologie dialettali più probabili. Passa poi a narrare la storia pluridecennale dell'Ospedale di Saronno, dalla sua fondazione nel 1893 per iniziativa di cittadini benemeriti fino al suo sviluppo e all'integrazione nell'attuale azienda ospedaliera. Vengono evidenziati il contributo di figure chiave come Padre Monti e Don Giuseppe Borella e le donazioni significative che hanno permesso l'ampliamento della struttura.
 
th507c-busto-relazioni.mp4 - Questo testo descrive l'origine e la storia di alcuni toponimi nelle località di Travedona Monate, spiegando il probabile significato di nomi di luoghi come il Selvetto, Strecciolo, la Taia Grande, Tirashi, il Vallone, il Vigne, il Vigne Vele e Zavatteé. Successivamente, il testo si concentra sulla storia dell'Ospedale di Saronno, tracciandone lo sviluppo dalla sua inaugurazione nel 1893 fino a diventare un'istituzione cruciale per il territorio e parte dell'azienda ospedaliera attuale. Vengono menzionati i cittadini benemeriti che hanno contribuito alla sua fondazione e crescita, figure chiave come padre Monti e don Giuseppe Borella, e l'evoluzione delle strutture e dei servizi offerti nel corso di oltre un secolo di attività.
 
th508-celti-natura.mp4 - Il testo esplora la profonda connessione tra i Celti e la natura, sottolineando come il loro rapporto con foreste, animali e montagne fosse di importanza straordinaria e elemento fondante della loro cultura. Si evidenzia come i luoghi di culto celtici fossero spesso immersi nella natura, come boschi e alture, e come la venerazione per elementi naturali come monti e alberi fosse radicata e persistente. Inoltre, viene esaminata la grande considerazione che i Celti avevano per specifici animali, quali il cinghiale, il cervo e il cavallo, riconoscendo il loro significato simbolico e la loro presenza nella mitologia, nelle tradizioni e nelle raffigurazioni artistiche celtiche.
 
th508-rvg-padania07a.mp3 - Questo brano esplora il profondo e essenziale legame dei Celti con la natura, in particolare nella regione della Padania. Sottolinea come foreste, montagne, fiumi e animali non fossero solo elementi fisici, ma luoghi di culto e simboli carichi di significato spirituale per questo popolo indoeuropeo. Il testo evidenzia come questa connessione con l'ambiente sia fondamentale per comprendere l'identità culturale alpino-padana e propone una riflessione su come questo antico rapporto possa ispirare un recupero del legame con il proprio territorio oggi. Esempi specifici come il culto delle montagne, degli alberi e di animali come il cinghiale, il cervo e il cavallo illustrano la sacralità intrinseca che i Celti attribuivano al mondo naturale.
 
th509-rvg-padania07b.mp3 - Il brano esplora l'idea di un'eredità celtica nella cultura attuale delle terre della Padania, riconoscendo come questa domanda riaffiori periodicamente. L'autore identifica tre "riscoperte" di questa civiltà, la più recente all'inizio degli anni '90. Le ondate precedenti, in particolare quella ottocentesca legata al romanticismo, furono in parte soffocate o distorte, a differenza della seconda, negli anni '70, influenzata dai movimenti per i diritti civili e politici dei popoli celtici contemporanei, che puntava sull'attualità della questione celtica.
 
th509-storia-padania.mp4 - Questo brano esplora il concetto di eredità celtica nella cultura attuale della Padania, ponendosi la domanda se sia ancora pertinente. L'autore evidenzia come la riscoperta di questa civiltà sia avvenuta in diverse fasi storiche, la prima legata al Romanticismo ottocentesco, ma in gran parte soffocata dalla strumentalizzazione politica a filo unitarista che preferì il mito di un'Italia unita di lingua latina. La seconda riscoperta, negli anni '70, fu invece influenzata dai movimenti per i diritti civili e politici dei popoli celtici contemporanei, concentrandosi sulle questioni attuali piuttosto che solo su studi accademici. Il testo suggerisce quindi che l'idea di una connessione celtica con la Padania è stata oggetto di varie interpretazioni e manipolazioni nel corso del tempo.
 
 
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th510-rvg-padania08a.mp3 - Questo passaggio esplora le radici culturali dell'Italia settentrionale, evidenziando la persistenza di un substrato celtico. Attraverso le parole dell'etnomusicologo Nigra, si sottolinea l'esistenza di una poesia storica e narrativa tradizionale nell'Alta Italia, assente nel sud, che viene considerata una prova di questa eredità. Si afferma che questa differenza non è casuale, ma un fatto etnico legato alla propensione dei celti per la narrativa epica. L'autore sfida coloro che negano questa influenza, invitandoli a considerare queste evidenze storiche e culturali.
 
th510-storia-padania.mp4 - Questo passaggio esplora le radici storiche e culturali della Padania, ponendo particolare enfasi sulla presunta eredità celtica del Nord Italia. Attraverso la citazione di figure come Nigra, Mila e Pavese, si sostiene l'esistenza di una poesia storica e narrativa distintiva nel Nord, differente da quella del Sud, come prova della persistenza del substrato celtico. Questa differenza culturale viene definita un fatto etnico, suggerendo una profonda distinzione tra le identità del Nord e del Sud Italia basata sull'influenza celtica.
 
th511-rvg-padania08c.mp3 - Il brano analizza la rinascita dell'interesse per la cultura celtica in Padania e oltre, partendo dalla mostra sui Celti del 1991 a Venezia come evento chiave. Sottolinea come questa riscoperta sia stata alimentata da vari fattori, inclusi l'associazione con la New Age e il successo commerciale di musicisti celtici a livello internazionale. Nonostante la popolarità, l'autore mette in guardia dal considerare questa tendenza come una vera e propria rinascita dell'eredità culturale celtica nelle aree padano-alpine, indicando una persistente confusione sul significato del "celtismo".
 
th511-storia-padania.mp4 - Il testo esplora il fenomeno della riscoperta della cultura celtica, soprannominato la "terza ondata celtica", iniziata in modo significativo con una mostra a Venezia nel 1991. Questa riscoperta, alimentata da eventi come concerti e rievocazioni, e favorita in parte dalla musica celtica commerciale di artisti come Enya e Loreena McKennitt, ha portato a una crescita di interesse e passione. Nonostante il successo internazionale di alcuni artisti, il testo sottolinea che, almeno nelle aree padano-alpine, è prematuro parlare di una rinascita commerciale dell'eredità celtica a causa della persistente confusione sul significato stesso del "celtismo".
 
th512-rvg-padania08b.mp3 - Questo passaggio esplora le radici culturali e storiche dell'idea di una "Padania celtica," dimostrando che non è una recente invenzione politica. Vengono citati esempi dalla musica folk degli anni '70, come un disco intitolato "Danze e ballate dell'area celtica italiana" e la fondazione di un'associazione culturale chiamata "Associazione Padania Celtica," per evidenziare come questo sentire sia presente in diversi strati culturali. L'autore sottolinea che questa idea ha una storia che si ripresenta periodicamente e critica la mancanza di onestà intellettuale di chi nega l'esistenza storica e le sopravvivenze culturali attuali di questa civiltà nell'area.
 
th512-storia-padania.mp4 - Questo estratto esplora l'esistenza di una cultura celtica in Italia, dimostrando che non è un'invenzione politica recente ma ha radici storiche più profonde. Vengono citati come prova un album musicale degli anni '70 con un titolo esplicito e la fondazione di un'Associazione Padania Celtica nello stesso periodo, sebbene scollegata da movimenti politici successivi. L'autore critica chi nega questa eredità culturale, sottolineando la necessità di onestà intellettuale nel riconoscere le evidenze storiche e le sopravvivenze attuali.
 
th513-rvg-padania09a.mp3 - Il brano riflette sulla terza ondata del Revival Celtico in Italia, evidenziando la partecipazione di migliaia di persone a festival e manifestazioni che celebrano la cultura celtica. L'autore pone l'accento sulla confusione tra storia e archeologia dei Celti antichi e la cultura vivente dei popoli attuali, a differenza di quanto accade nei paesi celtici riconosciuti dove ci si concentra sul presente. Si critica la tendenza a voler ricostruire comunità celtiche basandosi solo sul passato remoto, allontanando così il substrato celtico dalla cultura contemporanea e impedendo ai Celti di oggi di rimanere sé stessi pur essendo al passo con i tempi.
 
th513-storia-padania.mp4 - Il testo analizza l'attuale "terza ondata di Revival Celtico" in Padania, sottolineando come spesso si concentri su rievocazioni storiche e aspetti dell'antichità dei Celti, piuttosto che sulla cultura vivente e l'identità contemporanea. Contrariamente ai paesi celtici riconosciuti come la Bretagna e l'Irlanda, dove ci si focalizza sulla musica, danza e tradizioni attuali, in Padania si tende a ricostruire comunità basate sul passato remoto. L'autore critica questo approccio, sostenendo che in questo modo il substrato celtico rischia di rimanere separato dalla cultura presente, impedendo ai moderni "Celti" di mantenere la propria identità rimanendo al passo con i tempi.
 
th514-rvg-padania09b.mp3 - Questo passaggio esplora il sito "Regijo.it" e la sua dedizione alla storia della Padania, con l'obiettivo di riannodare le radici e collegare le tradizioni viventi con la civiltà celtica di oltre due millenni fa. Si sottolinea l'importanza delle rievocazioni storiche per rendere accessibile una parte di storia spesso ignorata dai canali ufficiali. Tuttavia, si evidenzia la mancanza di un collegamento più profondo tra la Padania celtica passata e quella attuale.
 
th514-storia-padania.mp4 - Questo brano, tratto da un video, sottolinea l'importanza di ricollegare le tradizioni attuali della Padania, considerate in via di estinzione, con le radici antiche della civiltà celtica che ha plasmato la regione oltre due millenni fa. Si evidenzia il valore delle rievocazioni storiche e cerimonie, che offrono una spettacolarizzazione della storia per contrastare la sua negazione nei contesti ufficiali come scuola e televisione. Tuttavia, l'autore lamenta la mancanza di un lavoro di collegamento più profondo tra la Padania celtica di ieri e quella di oggi. L'obiettivo sembra essere quello di recuperare e rendere visibile una storia "ufficiale" negata.
 
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th516-vill-20210612.mp4 - Questo estratto video sembra un flusso di coscienza musicale e parlato, mescolando frammenti di canzoni e riflessioni personali. Le emozioni e le relazioni sono temi centrali, con riferimenti a un amore intenso, la paura di perderlo e l'inevitabilità della fine. Si alternano momenti di canto appassionato a divagazioni sul tempo, la fede e la ricerca di sé.
 
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th518-QGL536-racc-legn-4273-4530.mp3 - Questo brano offre una vivida testimonianza della vita quotidiana nel cortile operaio di Legnano tra il 1940 e il 1970, filtrata attraverso i ricordi d'infanzia e giovinezza del narratore. Vengono descritte le difficoltà economiche di quel periodo, con un focus particolare sulla famiglia del narratore, marchiata dall'antifascismo e dall'anarchismo umanitario del padre. Nonostante le persecuzioni fasciste, emerge la forte solidarietà tra gli abitanti del cortile, dimostrando che l'anima popolare superava le divisioni ideologiche. La narrazione include anche dettagli sulla vita dei bambini e dei ragazzi nel cortile, tra giochi improvvisati e forme primordiali di cooperazione.
 
th518-vita-legnano-01.mp4 - Questo estratto offre una vivida testimonianza della vita quotidiana a Legnano tra il 1940 e il 1970, focalizzandosi sull'esperienza personale dell'autore e della sua famiglia, segnata fin dalla nascita dalla persecuzione fascista dovuta alle loro idee politiche anarchiche e antifasciste. Descrive le condizioni di vita estremamente difficili della classe operaia, caratterizzate dalla povertà, dalla mancanza di beni primari e dalla necessità di arrangiarsi, evidenziando però la forte solidarietà e coesione all'interno del cortile, che trascendeva le differenze ideologiche. Racconta inoltre i giochi e le attività che animavano la vita dei bambini nel cortile, dimostrando lo spirito di cooperazione che si sviluppava tra le diverse "bande" basate sull'età.
 
th519-QGL537-racc-legn-4273-4531.mp3 - Questo brano descrive la vita nel cortile di Legnano tra il 1940 e il 1970, evidenziando come fosse un centro di aggregazione fondamentale per bambini e adulti, specialmente d'estate. Vengono narrati i giochi all'aperto, le interazioni sociali, e l'evoluzione dei rapporti tra ragazzi e ragazze. Si racconta anche l'influenza di figure come Mario Sola, che offrì un fondamento culturale e informativo in un periodo di difficoltà, e la forte presenza dell'antifascismo nel cortile, con storie di militanti e resistenza.
 
th519-vita-legnano-02.mp4 - Questo brano descrive la vita quotidiana a Legnano tra il 1940 e il 1970, concentrandosi sul ruolo centrale del cortile come spazio di aggregazione sociale per bambini e adulti. Si evidenziano le attività ludiche e le interazioni sociali che avvenivano nel cortile e nei dintorni, inclusa una temporanea separazione di genere durante la pubertà. Il testo tocca anche la scoperta del mondo contadino, le prime esperienze politiche e l'importanza di figure come Mario Sola, che fornì un arricchimento culturale fondamentale in un periodo difficile.
 
 
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th520-QGL538-racc-legn-4273-4532.mp3 -  Queste memorie offrono uno sguardo vivido sulla vita in un cortile di Legnano tra il 1940 e il 1970, evidenziando le sfide e le dinamiche sociali dell'epoca. L'autore racconta le costrizioni religiose imposte dal regime per sopravvivenza e la formazione politica antifascista maturata in famiglia e nel gruppo di amici. Descrive i giochi all'aperto e la solidarietà tra vicini, sottolineando l'assenza di divisioni interne al cortile nonostante le differenze politiche, che venivano invece create da influenze esterne. Infine, il racconto culmina con la dichiarazione di guerra e la reazione emotiva delle madri, contrapposta alla propaganda del regime, rafforzando la convinzione dell'autore sulla impopolarità del conflitto e la mentalità anti-tedesca della popolazione locale.
 
th520-vita-legnano-03.mp4 - Questo brano offre una vivida istantanea della vita di cortile a Legnano tra il 1940 e il 1970, raccontata attraverso le esperienze personali dell'autore. Si evidenzia come, nonostante le costrizioni imposte dal regime fascista, come il battesimo forzato per motivi di sopravvivenza, la vita quotidiana fosse caratterizzata da una forte solidarietà comunitaria e dall'assenza di profonde divisioni politiche o ideologiche. L'autore descrive giochi all'aperto, l'amore per la lettura nella biblioteca parrocchiale e l'influenza dell'ambiente familiare, profondamente antifascista, che ha formato la sua coscienza politica e lo ha portato ad avvicinarsi al primo gruppo partigiano, impegnato nella diffusione di libri e idee contro il fascismo. Infine, viene sottolineata l'impopolarità della guerra e la reazione di dolore delle madri all'annuncio del conflitto, un momento che ha marcato profondamente l'autore.
 
th521-QGL539-racc-legn-4273-4533.mp3 - Questo testo offre una vivida testimonianza diretta della resistenza antifascista a Legnano dal 1940 al 1970. L'autore racconta il ruolo cruciale dei giovani operai delle fabbriche nell'organizzare scioperi clandestini, come quelli epocali del 1943, e nel costituire la spina dorsale dei gruppi partigiani. Emergono l'entusiasmo iniziale, l'ingenuità di fronte alla complessa situazione post-fascismo dopo il 25 luglio 1943, e il duro prezzo pagato nella lotta per la liberazione.
 
th521-vita-legnano-04.mp4 - Questo racconto personale narra le esperienze di un giovane a Legnano durante la Seconda Guerra Mondiale, focalizzandosi sull'organizzazione e la partecipazione a un gruppo clandestino antifascista. L'autore descrive la crescita di questi gruppi, il loro ruolo nell'organizzazione di scioperi cruciali, e le sfide affrontate nella lotta di liberazione. Viene sottolineata l'importanza del lavoro nelle fabbriche come fulcro della Resistenza e la consapevolezza, acquisita con fatica, che la caduta del fascismo non significava la fine della lotta, ma l'inizio di una fase ancora complessa.
 
th522-QGL540-racc-legn-4273-4534.mp3 - Questo racconto offre un vivido ritratto della resistenza antifascista a Legnano e dintorni tra il 1940 e il 1970, mettendo in luce le difficoltà e gli errori commessi, come la mancanza di una coscienza politica e la scarsa preparazione che impedirono di comprendere appieno la situazione post-liberazione. L'importanza cruciale della vita nei cortili emerge come elemento fondamentale per l'organizzazione partigiana, la solidarietà e la sopravvivenza, fornendo rifugio, supporto logistico e contribuendo a cementare i legami tra i combattenti. Vengono narrati episodi personali di violenza subita, malattie contratte e momenti di estremo pericolo che sottolineano i sacrifici fisici e umani della lotta, evidenziando al contempo la determinazione antifascista rafforzatasi anche attraverso le avversità.
 
th522-vita-legnano-05.mp4 - Questo brano narra le memorie di un partigiano del Legnanese, concentrandosi sul periodo tra il 1940 e il 1970 e l'importanza cruciale dei cortili come luoghi di aggregazione, rifugio e solidarietà per la Resistenza. L'autore sottolinea la mancanza di preparazione politica e le difficoltà incontrate, compresi gli errori commessi e le persecuzioni subite. Vengono descritti episodi di violenza fascista che hanno avuto un impatto fisico e personale profondo sull'autore, oltre a dimostrazioni della solidarietà tra partigiani e del supporto ricevuto dalla popolazione dei cortili.
 
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th523-QGL541-racc-legn-4273-4535.mp3 - Questo brano narra le memorie di un partigiano ferito durante la Resistenza, che trova rifugio e sostegno nel popolo italiano, sottolineando come il successo del movimento dipendesse dall'appoggio diffuso e dalla solidarietà della popolazione locale, che offriva riparo e cure nonostante i rischi. L'autore riflette sulla vita di cortile, paragonando la solidarietà collettiva dei contesti urbani a un maggiore individualismo in quelli rurali, e lamenta la progressiva perdita di questo senso di comunità e dei valori umani e morali ad esso associati nella società moderna. Egli evidenzia l'importanza fondamentale della solidarietà per contrastare l'indifferenza e il cinismo crescenti.
 
th523-vita-legnano-06.mp4 - Questo brano offre una testimonianza vivida della Resistenza italiana e della vita di comunità durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, raccontando l'esperienza di un partigiano ferito e la sua convalescenza nel Varesotto. Sottolinea l'importanza fondamentale del sostegno della popolazione civile e della solidarietà tra le persone, anche al di là delle divergenze politiche, come elemento cruciale per il successo del movimento partigiano. Infine, riflette sulla perdita della forte coesione sociale dei "cortili" e l'emergere dell'individualismo nella vita moderna, deplorando la conseguente mancanza di solidarietà.
 
th524-QGL542-racc-legn-4273-4536.mp3 - Questo brano descrive la vita nel cortile a Legnano tra il 1940 e il 1970, evidenziando le sfide politiche del dopoguerra e il ruolo centrale della solidarietà e del vivere insieme. Si sottolinea come i reduci e partigiani abbiano faticato a reinserirsi nella vita politica a causa della mancanza di preparazione e delle difficoltà nel far valere le proprie idee, anche se l'amicizia e il legame comunitario nel cortile hanno evitato che le divergenze politiche degenerassero. Il cortile viene presentato non solo come un luogo di convivenza, ma come una palestra educativa che insegna valori di tolleranza e comprensione reciproca, fondamentali per affrontare insieme le sfide della vita e della politica, trasmettendo di generazione in generazione un archivio storico vivente e una morale di solidarietà che va oltre le appartenenze individuali o politiche.
 
th524-vita-legnano-07.mp4 - Questo estratto riflette sulla vita in un cortile a Legnano tra il 1940 e il 1970, evidenziando le sfide politiche e sociali affrontate dopo il fascismo e la guerra. L'autore descrive come i partigiani, nonostante il loro ruolo nella liberazione, abbiano trovato difficile inserirsi nella vita politica post-bellica a causa di una mancanza di preparazione culturale dovuta alla censura fascista. Tuttavia, l'importanza della solidarietà e del calore umano della vita di cortile emerge come un valore fondamentale che ha permesso di superare le divisioni ideologiche e di mantenere unito il tessuto sociale, fungendo da "palestra educativa" per le relazioni interpersonali. Questa esperienza comunitaria si è trasmessa attraverso le generazioni, preservando una "morale della solidarietà" che si contrapponeva all'individualismo crescente, diventando un vero e proprio "archivio storico vivente".
 
th525-QGL543-racc-legn-4273-4537.mp3 - Questo brano descrive la vita nei cortili di Legnano tra il 1940 e il 1970, evidenziando come questi luoghi fossero centri vitali di solidarietà e interazione sociale, capaci di integrare anche gli immigrati. L'autore sottolinea la cultura unica del cortile, basata sulla spontaneità, sull'aiuto reciproco e sulla condivisione, valori che rischiano di scomparire con la loro distruzione. Viene poi analizzato l'impatto negativo della televisione, vista come un fattore di isolamento che erode la vita collettiva e peggiora la qualità dei rapporti e della cultura generale.
 
th525-vita-legnano-08.mp4 - Questo estratto esplora la vita nei cortili di Legnano tra il 1940 e il 1970, descrivendoli come luoghi di forte aggregazione sociale e solidarietà. Si sottolinea come i cortili abbiano favorito l'integrazione degli immigrati e la trasmissione di valori culturali, abitudini e canzoni, creando un senso di comunità e spontaneità nei rapporti. Tuttavia, l'avvento della televisione ha progressivamente eroso questa ricchezza sociale, portando a un impoverimento delle relazioni e a una uniformazione dei gusti, anche se il desiderio di socialità collettiva persiste in occasioni come le feste.
 
th526-QGL544-racc-legn-4273-4538.mp3 - Questo estratto offre una ricca testimonianza sulla vita di cortile a Legnano tra il 1940 e il 1970, con un focus sull'impatto della televisione come punto di arrivo per l'informazione e una nuova forma di socialità. Il narratore riflette sui cambiamenti sociali e tecnologici, confrontando l'accesso alle notizie prima e dopo la TV. Importante anche il resoconto dettagliato dell'esperienza lavorativa in fabbrica nel dopoguerra, evidenziando le lotte sindacali per i diritti dei lavoratori, la formazione professionale e il miglioramento delle condizioni ambientali.
 
th526-vita-legnano-09.mp4 - Questo estratto da "th526-vita-legnano-09.mp4" riflette sulla vita a Legnano tra il 1940 e il 1970, offrendo uno sguardo intimo sulla diffusione della televisione e le sue implicazioni sociali, sottolineando come abbia trasformato l'accesso all'informazione rispetto alla radio o al cinema. Il racconto si sposta poi sulle esperienze lavorative e le lotte sindacali alla Francotosi nel dopoguerra, evidenziando gli sforzi per migliorare le condizioni di lavoro, la formazione professionale dei giovani e la tutela della salute, nonostante le sfide e le sconfitte. Infine, l'autore ricorda l'importanza del senso di comunità nei cortili, luoghi di incontro e discussione che mantenevano vivo il legame sociale in un'epoca di rapidi cambiamenti.
 
th527-QGL545-racc-legn-4273-4539.mp3 - Queste memorie offrono uno sguardo vivido sulla vita e sulle lotte degli operai della Franco Tosi dal 1940 al 1970, evidenziando la loro forte solidarietà e coscienza di classe. Si descrivono episodi di resistenza contro la repressione, come gli scontri con i carabinieri, e un impegno costante nell'antifascismo. Gli operai non si limitavano alla fabbrica, ma promuovevano iniziative culturali e sociali, dimostrando di essere una forza trainante capace di mobilitarsi per migliorare le condizioni di lavoro e la comunità, anche di fronte a difficoltà e licenziamenti ingiusti.
 
th527-vita-legnano-10.mp4 - Questo racconto offre un affresco della vita lavorativa a Legnano tra il 1940 e il 1970, concentrandosi sulla solidarietà operaia alla Franco Tosi e le loro iniziative sociali e culturali. Si evidenzia come i lavoratori supportassero scioperi altrui, affrontassero la repressione e promuovessero progetti a beneficio della comunità, come la costruzione di un reparto ospedaliero. Viene descritto un periodo di conflitti con la direzione e ostacoli all'attività sindacale, culminato in licenziamenti ingiustificati e la chiusura della scuola interna, un duro colpo alla formazione professionale. Nonostante le difficoltà personali incontrate dopo aver lasciato la fabbrica, l'oratore riflette su come l'attivismo abbia avuto un impatto positivo sulla sua salute e sul senso di maturità della classe operaia.
 
th528-QGL546-racc-legn-4273-4554.mp3 - Questo estratto offre uno spaccato vivida della vita nel cortile a Legnano tra il 1940 e il 1970, attraverso le memorie di Piera Pattano, un'operaia tessile. Piera descrive una forte comunità caratterizzata da condivisione quotidiana, feste e reciproco aiuto, anche in momenti difficili. La narrazione tocca anche l'esperienza lavorativa di Piera, il suo impegno politico e il ruolo del circolo come luogo centrale di aggregazione sociale e politica, evidenziando come la televisione, inizialmente vista in gruppo, non abbia cambiato radicalmente questo forte senso di comunità.
 
th528-vita-legnano-11.mp4 - Queste memorie raccontano la vita vibrante e comunitaria di un cortile a Legnano tra il 1940 e il 1970, vista attraverso gli occhi di Piera Pattano, un'operaia tessile. Si descrive una quotidianità ricca di condivisione e mutuo aiuto, dove le persone si incontravano sui ballatoi e nel cortile per mangiare, chiacchierare, celebrare feste e persino ricevere cure mediche improvvisate. La narrazione evidenzia l'importanza della solidarietà tra vicini e l'impegno politico e sindacale che caratterizzava la vita della protagonista e di molti abitanti del cortile.
 
th529-QGL547-racc-legn-4273-4585.mp3 - Questo brano presenta il racconto personale di Giacomo Landoni, un attivista politico di Legnanello, che condivide le sue memorie d'infanzia e adolescenza tra il 1940 e il 1970. Descrive la sua educazione cattolica e l'influenza della Chiesa nella vita di paese, contrastando questo con le esperienze al lavoro e il radicato campanilismo tra i quartieri. Emergono vividi ritratti delle attività ricreative dei giovani nel cortile della nonna e le difficoltà di un'epoca segnata dalla povertà e dalla propaganda, come la sorprendente visione della guerra come fonte di lavoro.
 
th529-vita-legnano-12.mp4 - Queste memorie di Giacomo Landoni offrono un'intensa prospettiva sulla vita quotidiana nel dopoguerra a Legnanello tra il 1940 e il 1970, concentrandosi sulle esperienze di un ragazzo cresciuto in un ambiente fortemente cattolico e monarchico. Landoni descrive la sua infanzia trascorsa tra la trattoria di famiglia, il cortile della nonna come centro sociale, e le imposizioni della rigida educazione religiosa. Il racconto evidenzia il contrasto tra la libertà del gioco e la severità dell'oratorio, le prime esperienze lavorative in fabbrica e le difficoltà nel relazionarsi con gli operai, oltre al marcato campanilismo tra i rioni. Emerge inoltre la profonda influenza della propaganda e la percezione della guerra come potenziale fonte di lavoro, riflettendo un contesto sociale ed economico precario.
 
 
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th530-QGL548-racc-legn-4273-4586.mp3 - Questo testo descrive la vita sociale e religiosa a Legnano tra il 1940 e il 1970, focalizzandosi sul ruolo centrale dell'oratorio parrocchiale. Viene illustrato come il prete fosse una figura influente, talvolta allineato con gli interessi dei padroni delle filande, e come l'Azione Cattolica offrisse l'unico spazio di aggregazione giovanile tollerato durante il fascismo. L'oratorio era un fulcro di attività ricreative e sociali, facilitando incontri e persino matrimoni tra i giovani, mentre la moralità tradizionale era molto rigida, specialmente per le donne.
 
th530-vita-legnano-13.mp4 - Questo estratto offre uno spaccato della vita a Legnano tra il 1940 e il 1970, concentrandosi sul ruolo centrale della chiesa e dell'oratorio nella comunità. Viene descritto come il prete fosse una figura di controllo per conto dei padroni delle filande, mentre l'oratorio fungeva da centro di aggregazione sociale e culturale, con attività come teatro e sport che riunivano giovani e famiglie, anche favorendo i matrimoni. Sebbene la Gioventù Cattolica fosse l'unica organizzazione permessa durante il Fascismo, l'oratorio ha ospitato anche individui che in seguito sarebbero entrati nel Partito Comunista. La narrazione evidenzia il forte contrasto tra l'influenza della Chiesa prima e l'ascesa dei partiti politici successivamente, pur accennando a un sottile antifascismo e al superamento di norme sociali rigide come quelle relative alla reputazione delle donne.
 
th531-QGL549-racc-legn-4273-4587.mp3 - Questo brano narra le vicende di un uomo di Legnano dal 1940 al 1970, concentrandosi sul periodo della guerra e le sue ripercussioni personali. Inizialmente, racconta di un problema legale legato al suo lavoro di esattore e delle conseguenze che lo portano a considerare l'arruolamento volontario nell'esercito, una decisione accelerata da un alterco con un fascista locale. La parte centrale del racconto descrive la sua esperienza militare, prima in Aeronautica in Italia e poi, inaspettatamente, in Belgio con il Corpo Aereo Italiano (CAI), dove assiste i bombardamenti sull'Inghilterra e percepisce l'ostilità della popolazione. Le sue peripezie continuano con il ritorno in Italia, l'invio in Grecia durante la guerra contro la Grecia, e infine sull'isola di Zante, dove la vita, pur con le contraddizioni sociali e la presenza italiana, sembra relativamente tranquilla, anche grazie a un "bel lavoro" come direttore di mensa. La svolta drammatica avviene con l'armistizio del 1943, che lo costringe a nascondersi e poi a presentarsi ai tedeschi, assistendo impotente alla terribile strage di Cefalonia, prima di essere caricato su un carro bestiame e iniziare il lungo e disumano viaggio verso la prigionia.
 
th531-vita-legnano-14.mp4 - Questo brano narra le vicende di un uomo di Legnano durante il periodo tra il 1940 e il 1943, offrendo uno spaccato della vita di cortile dell'epoca. Il racconto si concentra sulla sua esperienza militare, iniziata dopo un alterco legato alle sue idee antifasciste e proseguita con l'arruolamento volontario per evitare ripercussioni, che lo porta a partecipare a missioni in Belgio e a stazionare sull'isola di Zante. Qui, pur vivendo un'esperienza relativamente tranquilla e occupandosi della mensa ufficiali, assiste da lontano alla tragedia di Cefalonia, che culmina nel suo arresto da parte dei tedeschi dopo l'armistizio e il trasferimento su vagoni bestiame.
 
th532-QGL562-racc-legn-4273-4588.mp3 - Queste memorie offrono un crudo resoconto della vita del cortile a Legnano tra il 1940 e il 1970, toccando temi profondi come la degradazione umana nei campi di concentramento durante la guerra, la lotta per la sopravvivenza e la difficoltà del dopoguerra in Italia. L'autore descrive il suo percorso dall'esperienza bellica alla partecipazione attiva nel Partito Comunista Italiano, evidenziando il ruolo assistenziale e di forte contatto umano del partito nelle comunità operaie, oltre alla sua evoluzione intellettuale attraverso la lettura e il dibattito politico. Il testo svela le divisioni sociali e politiche dell'epoca e la trasformazione personale dell'autore nel suo impegno per le questioni sociali e sindacali.
 
th532-vita-legnano-15.mp4 - Questo estratto offre una vivida testimonianza della vita di un prigioniero italiano durante la Seconda Guerra Mondiale, concentrandosi sulle privazioni estreme e l'esperienza in un campo di concentramento tedesco, e sulla sua successiva ricostruzione della vita a Legnano nel dopoguerra. Il racconto evidenzia la difficoltà di trovare cibo e lavoro al rientro, il dibattito politico acceso tra le diverse fazioni, e la sua evoluzione ideologica che lo porta ad aderire al Partito Comunista, dove trova un forte senso di comunità e supporto reciproco nel lavoro sul territorio. L'autore descrive come il partito non fosse solo un'entità politica, ma anche un punto di riferimento assistenziale per la popolazione, offrendo aiuto concreto nei problemi quotidiani e creando legami profondi con la gente comune.
 
th533-QGL563-racc-legn-4273-4589.mp3 - Queste memorie offrono un vivido ritratto della vita di cortile e di frazione a Legnano tra gli anni '40 e '70, evidenziando il profondo senso di solidarietà e la forte vita associativa che caratterizzava queste comunità, spesso gravitando attorno a circoli e attività politiche, come quelle del Partito Comunista. La narrazione descrive come la vendita delle case e l'arrivo di nuove tecnologie come la televisione abbiano gradualmente erodito questi legami sociali, portando a un maggiore isolamento individuale. Il testo sottolinea l'importanza delle fabbriche come centri cruciali per la vita operaia e per la diffusione delle idee politiche, e lamenta la perdita di questi punti di riferimento comunitari nel presente.
 
th533-vita-legnano-16.mp4 - Questo estratto racconta la trasformazione della vita sociale a Legnano tra gli anni '40 e '70, focalizzandosi sul declino della comunità dei cortili e dei circoli. L'autore descrive come la vendita delle case, l'arrivo della televisione e la dispersione delle famiglie abbiano erodo la solidarietà e i forti legami sociali che caratterizzavano queste realtà, dove ci si aiutava reciprocamente e si discuteva di tutto, dalla politica ai problemi personali. Il testo evidenzia inoltre il ruolo centrale della fabbrica e del Partito Comunista nell'organizzare e guidare la vita sociale e politica degli operai e dei contadini in queste zone, un'influenza che si è affievolita con il cambiamento del tessuto sociale.
 
th534-QGL564-racc-legn-4273-4590.mp3 - Questo passaggio, tratto da un'intervista, offre uno spaccato della vita a Legnano e Villa Cortese tra gli anni '40 e '70, focalizzandosi sulle trasformazioni sociali e lavorative. Si evidenzia la forte influenza del clero nei paesi contadini, limitando la libertà individuale, e la predominanza dell'industria tessile a Legnano, caratterizzata da una manodopera in gran parte femminile e da un'intensa attività sindacale, come dimostrato dagli scioperi guidati da donne anche durante il fascismo. Il testo descrive anche il declino del settore tessile dopo la guerra e l'impatto della conseguente disoccupazione e della nascita di piccole fabbriche sul tessuto sociale e sulla capacità di lotta dei lavoratori, oltre alle tattiche antisindacali dei padroni.
 
th534-vita-legnano-17.mp4 - Questo brano offre una vivida testimonianza della vita operaia e contadina a Legnano e dintorni tra il 1940 e il 1970, evidenziando la forte influenza del clero e le rigide norme sociali. Sottolinea il ruolo cruciale, spesso combattivo, delle donne nel settore tessile, nonostante la loro posizione spesso meno agiata degli uomini. Il declino dell'industria tessile post-guerra, con la chiusura di grandi fabbriche, viene descritto come un fattore che ha indebolito il potere sindacale e alterato il tessuto sociale, rendendo più difficili le lotte operaie nelle nuove piccole realtà produttive.
 
th535-QGL565-racc-legn-4273-4591.mp3 - Questo passaggio ricorda la vita a Legnano e nei suoi cortili tra il 1940 e il 1970, evidenziando il passaggio da una forte repressione familiare e sociale a una maggiore apertura. Prima della guerra, la vita nel cortile era caratterizzata da comunicazione e solidarietà, nonostante le liti per l'eredità, ma la cultura era limitata. Dopo la guerra, l'introduzione della televisione, in particolare programmi come "Lascia o raddoppia?", ha portato un nuovo tipo di "cultura" e informazione accessibile a tutti, anche se spesso di parte. Tuttavia, la televisione ha anche eradicato i tradizionali rapporti umani nei cortili, portando le persone a rinchiudersi in casa. Nonostante ciò, ha stimolato la discussione su temi prima sconosciuti e ha reso accessibili spettacoli e letture prima riservati a un'élite.
 
th535-vita-legnano-18.mp4 - Questo estratto racconta la vita di cortile a Legnano tra il 1940 e il 1970, evidenziando i profondi cambiamenti sociali e culturali. Si descrive un'iniziale vita comunitaria caratterizzata da solidarietà e ritrovi sociali negli spazi condivisi, nonostante le difficoltà economiche e le dinamiche familiari autoritarie. L'avvento della televisione è presentato come un evento trasformativo che, pur offrendo accesso a nuove forme di intrattenimento e conoscenza (come il cinema neorealista e quiz culturali istruttivi), ha progressivamente indebolito i legami umani e le tradizioni di vicinato. L'autore riflette su come la televisione sia diventata una fonte primaria di informazione e dibattito, anche se spesso orientata verso l'evasione e l'acriticità.
 
th536-QGL566-racc-legn-4273-7562.mp3 - Questo testo contiene due componimenti premiati al concorso di poesia e narrativa Giovanni da Legnano per studenti delle scuole medie nel 2014. Il primo, una lettera al "signor futuro", esprime i dubbi e le incertezze di una giovane sulla sua esistenza e sul pessimismo che lo circonda, chiedendo come possa fidarsi di un futuro incerto rappresentato come un vecchio avaro, ma affermando infine il diritto di sognare e perseguire i propri ideali. Il secondo racconto narra di come la crisi economica e la riduzione delle ore lavorative del padre abbiano portato a una riscoperta del tempo in famiglia e dei piaceri semplici, insegnando a godere di ciò che si ha piuttosto che desiderare l'impossibile. Entrambi i testi riflettono sulle sfide del presente dal punto di vista degli adolescenti, esplorando i temi del futuro, del lavoro e della ricerca della felicità in un mondo complesso.
 
th536-vita-legnano-19.mp4 - Questo video presenta estratti da componimenti di studenti delle scuole medie, partecipanti alla 19ª edizione del premio di poesia e narrativa Giovanni D'A Legnano del 2014. La prima parte è una lettera al "Signor Futuro" che esprime l'incertezza e le domande di una ragazza di fronte alle previsioni negative e alla confusione sul domani. La seconda parte è un racconto personale che descrive come la crisi economica e la riduzione del tempo lavorativo del padre abbiano paradossalmente permesso alla famiglia di riscoprire il valore del tempo insieme e delle cose semplici.
 
th537-legnano-candelora.mp4 - Il testo esplora la festa della Candelora, che si celebra il 2 febbraio, legandola profondamente ai concetti di purificazione e rinascita, sia nella natura che nelle tradizioni umane. Si sottolinea come questa ricorrenza segni il passaggio dall'inverno e richieda riti propiziatori per assicurarsi il favore divino e allontanare influssi negativi. La festa affonda le sue radici in tradizioni religiose (ebraica, cristiana) e pagane, unendo la presentazione di Gesù al Tempio e la purificazione di Maria con antichi riti di fertilità e il simbolismo della luce e della vita, rappresentato dalla candela.Il testo esplora la Candelora, una festa celebrata il 2 febbraio che segna la fine dell'inverno e l'inizio del risveglio della natura. Questa tradizione unisce elementi religiosi e pagani, con l'idea centrale della purificazione per propiziare la nuova stagione e allontanare le influenze negative. Nella tradizione cattolica, la Candelora commemora la presentazione di Gesù al tempio e la purificazione di Maria, evidenziando il significato della luce di Cristo simboleggiata dalle candele benedette. La festa riflette anche antichi riti legati alla fertilità della terra e, in passato, includeva cerimonie per un buon raccolto, con l'orso che funge da simbolo dell'imminente primavera nelle tradizioni popolari.
 
th538-legnano-centro.mp4 - Questo brano esplora la trasformazione urbanistica di Legnano, concentrandosi su Piazza Grande (ora Piazza San Magno) e le aree circostanti. Attraverso una descrizione dettagliata degli edifici storici presenti e la loro evoluzione nel tempo, viene evidenziato come importanti istituzioni civiche e commerciali abbiano trovato sede in luoghi che sono cambiati radicalmente nel corso dei secoli. In particolare, viene tracciato lo spostamento della sede municipale, culminato nella costruzione dell'attuale Palazzo Mariinverni, e menzionate attività economiche di lunga tradizione.
 
th538-QGLC626-legnano-centro.mp3 - Questo passaggio descrive un angolo storico di Legnano, focalizzandosi sulla trasformazione di un'area un tempo chiamata via Porta di Sotto e ora corso Magenta, vicino a Piazza San Magno. Viene menzionata l'antica pasticceria Crespi e l'ingresso al palazzo Leon d'apgo, con un riferimento alla gioielleria Sironi, attiva dal 1875 nello stesso luogo. Il testo segue anche gli spostamenti del municipio di Legnano, dalla casa Cornaggia fino all'acquisizione di un'ex filanda Kramer, edificio successivamente sostituito dall'attuale palazzo Marinverni. In sintesi, il brano traccia un evoluzione urbana e istituzionale di una parte centrale di Legnano.
 
th539-dialetto-legnanese.mp4 - Questo video confronta i dialetti legnanesi e le loro variazioni all'interno di un'area geografica ristretta, sottolineando come anche in breve distanza i dialetti possano differire in modo rilevante a causa di sfumature fonetiche o strutturali e influenze storiche. Si evidenzia la diversa cadenza e ritmo delle parlate tra nord e sud, e si menziona come il legnanese sia percepito come più aspro rispetto al milanese. Per dimostrare queste differenze, vengono presentati contributi poetici in dialetto legnanese da autori locali.
 
th539-QGLD529-dialetto-legnanese.mp3 - Questo estratto esplora la ricchezza e la diversità dei dialetti nell'area tra l'Olona e il Ticino, evidenziando come le parlate possano cambiare notevolmente anche su brevi distanze. Vengono presentati esempi specifici di come i dialetti si differenzino per strutture fonetiche, suoni e intonazioni, come nel caso del legnanese, descritto come più "aspro" del milanese. Per dimostrare queste differenze, l'audio include la lettura di poesie in dialetto legnanese, fornendo un esempio tangibile delle varietà linguistiche discusse e delle influenze storiche che hanno plasmato queste parlate.
 
 
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th540-QGLH1045-vino-ronchi-pt01.mp3 - Questo brano esplora la ricca storia della viticoltura nel Varesotto, sottolineando come i termini locali come "Ronco" indichino la presenza passata di rigogliosi filari di viti su pendii terrazzati. Si evidenzia che la produzione di vino era un tempo così significativa da essere parte fondamentale dell'alimentazione popolare e persino inclusa nei contratti di affitto, prima di subire un drastico declino a metà dell'Ottocento a causa di malattie fungine. La coltivazione della vite, radicata fin dall'antichità e sostenuta da istituzioni monastiche e cooperative agricole, ha rappresentato una ricchezza locale fondamentale, come testimoniano ritrovamenti archeologici e documenti storici.
 
th540-vino-ronchi.mp4 - -Questo testo esplora la ricca storia della viticoltura nel Varesotto, evidenziando come termini locali come "ronco" indichino la presenza passata di rigogliosi vigneti su terreni terrazzati. Un tempo risorsa alimentare fondamentale e parte integrante dell'economia locale, la produzione di vino nel Varesotto, che raggiunse il suo picco intorno al 1840, è documentata da contratti d'affitto e dati statistici, mostrando la sua diffusione capillare. Sebbene oggi rimangano solo poche tracce di questa tradizione, il testo sottolinea il ruolo storico della viticoltura, la sua importanza sociale (anche come parte della paga) e l'influenza di popolazioni antiche come gli Etruschi e le istituzioni monastiche nella sua diffusione.
 
th541-QGLH1046-vino-ronchi-pt02.mp3 - Questo brano esplora la ricca storia della viticoltura nella regione dell'Alta Lombardia, in particolare nella zona di Varese. Vengono descritti i tradizionali metodi di coltivazione della vite, spesso su terrazzamenti chiamati ronchi, e come le varietà locali fossero denominate in base a caratteristiche visive o al luogo d'origine. Il testo evidenzia come, alla fine dell'Ottocento, la qualità mediocre della produzione vinicola lombarda fosse dovuta a diversi fattori, tra cui la confusione di vitigni diversi, la mancanza di laboratori per analisi e scarso investimento dei proprietari terrieri. Vengono citati importanti studi ampelografici dell'epoca e, arrivando ai tempi più recenti, il riconoscimento del vino dei Ronchi Varesini con l'IGT e la descrizione di alcune varietà di uva locali e dei vini da esse prodotti.
 
th541-vino-ronchi.mp4 - Questo testo esplora la storia della viticoltura in Lombardia, con un focus particolare sulla zona del Varesotto. Descrive le tradizionali tecniche di coltivazione, come i ronchi, e sottolinea come le varietà locali venissero spesso denominate in base alle loro caratteristiche fisiche o al luogo di origine. Il testo evidenzia la qualità mediocre del vino lombardo di fine Ottocento, attribuendone la causa a pratiche agricole inadeguate e alla mancanza di investimenti, per poi arrivare al riconoscimento IGT per il vino dei Ronchi Varesini nel 2005, segnando un importante passo nella valorizzazione dei vitigni autoctoni.
 
th542-Leone-Perego-3.mp4 - Questo estratto esplora la figura dell'arcivescovo Leone da Perego, concentrandosi in particolare sulla sua sepoltura a Legnano e sulle diverse tradizioni e ricerche legate al luogo del suo riposo finale. Vengono menzionate una tradizione quattrocentesca e le testimonianze di Agostino Pozzi nel 1650, descrivendo un ritrovamento del corpo durante i lavori nella chiesa di Sant'Ambrosio, sebbene successivamente si sia persa ogni traccia. Il testo evidenzia anche il ruolo di Leone da Perego nella Tregua di Parabiago del 1257, un evento significativo che pose le basi per la successiva Pace di Sant'Ambrogio. Infine, viene citato un palazzo a Legnano sorto sulle rovine della sua residenza estiva medievale.
 
th542-Leone-Perego-4.mp4 - Questo testo documenta una lunga e complessa indagine sull'identità di una mummia conservata a Rho, esplorando la possibilità che si tratti del corpo dell'arcivescovo di Milano Leone da Perego. Il documento ripercorre secoli di testimonianze storiche, ritrovamenti e dibattiti, evidenziando come la mummia sia stata oggetto di venerazione popolare e di studi accademici. Viene anche discussa la controversa figura di San Carlo Borromeo e il suo presunto coinvolgimento nella traslazione del corpo, una tesi che le ricerche più recenti tendono a smentire, concludendo che la mummia di Rho non è il corpo di Leone da Perego.
 
th542-QGLE843-LeonedaPerego-pt03.mp3 - Questo estratto esplora la figura dell'arcivescovo Leone da Perego, concentrandosi in particolare sulla sua sepoltura a Legnano e sulle diverse tradizioni e ricerche legate al luogo del suo riposo finale. Vengono menzionate una tradizione quattrocentesca e le testimonianze di Agostino Pozzi nel 1650, descrivendo un ritrovamento del corpo durante i lavori nella chiesa di Sant'Ambrosio, sebbene successivamente si sia persa ogni traccia. Il testo evidenzia anche il ruolo di Leone da Perego nella Tregua di Parabiago del 1257, un evento significativo che pose le basi per la successiva Pace di Sant'Ambrogio. Infine, viene citato un palazzo a Legnano sorto sulle rovine della sua residenza estiva medievale.
 
th543-QGLE844-LeoneDaPerego-pt04.mp3 - Questo testo documenta la storia e le controversie legate ai resti dell'arcivescovo milanese Leone da Perego. Inizialmente sepolto a Legnano, il suo corpo mummificato fu scoperto nel XVII secolo, generando venerazione popolare non autorizzata. Diverse fonti storiche e testimonianze riportano il trafugamento del corpo, attribuito da alcuni a San Carlo Borromeo per sottrarlo a questo culto irregolare. La narrazione prosegue con il ritrovamento di una mummia a Rò nel XIX secolo, ritenuta da molti quella di Leone da Perego e oggetto di devozione locale, ma una commissione del XX secolo ne ha escluso l'identificazione, lasciando la vera sorte del corpo un enigma.
 
th544-Leone-Perego-5.mp4 - Questo brano racconta la storia delle indagini sulla mummia di Rò, che la tradizione ritiene essere il corpo dell'Arcivescovo Leone da Perego. Vengono descritti gli sforzi del signor Pietro Airaghi, a partire dal 1960, per datare scientificamente il corpo, inizialmente tramite il metodo C14 e poi confrontando le caratteristiche antropologiche del teschio con raffigurazioni storiche. Nonostante il deterioramento del corpo mummificato nel tempo, i resti scheletrici sono stati utilizzati per le analisi, le quali hanno fornito una datazione compresa tra il 1165 e il 1395, e le comparazioni del teschio hanno mostrato una vicinanza con l'iconografia attribuita a Leone da Perego, sebbene senza una conferma definitiva.
 
th544-QGLE845-LeoneDaPerego-pt05.mp3 - Questo brano racconta la storia dell'indagine scientifica sulla mummia di Rho, iniziata nel 1960 dal professor Pietro Airaghi per verificare la tradizione che la identificava con il corpo di Leone da Perego. Attraverso collaborazioni con vari esperti e l'uso della datazione al radiocarbonio (C14), i resti scheletrici furono analizzati. Le indagini stabilirono un intervallo di datazione compreso tra il 1165 e il 1395 d.C., e un confronto antropologico del cranio con una raffigurazione di Leone da Perego ne suggerì la possibile corrispondenza, pur riconoscendo il deterioramento dovuto all'umidità.
 
th545-Leone-Perego-6.mp4 - Questo testo discute l'identificazione di una salma mummificata sepolta nel cimitero di Rò, che una tradizione popolare ritiene essere l'arcivescovo di Milano Leone da Perego. Diverse analisi, tra cui la datazione al carbonio e un confronto antropologico tra il cranio della mummia e un bassorilievo dell'arcivescovo, hanno fornito prove a supporto di questa ipotesi. L'articolo riporta anche la decisione di dare una sepoltura più dignitosa alla salma e l'interesse della comunità e delle autorità ecclesiastiche per il caso.
 
th545-QGLE846-LeoneDaPerego-pt06.mp3 - Questo brano discute l'identificazione di una salma mummificata trovata nel cimitero di Rò con l'arcivescovo di Milano, Leone da Perego. Attraverso un articolo di giornale del 1982, il testo sottolinea le prove che supportano questa ipotesi, tra cui un confronto tra il teschio della mummia e un ritratto in un bassorilievo di Sant'Eustorgio. Successivamente, vengono menzionati ulteriori esami, come l'analisi al radiocarbonio del 1984 e uno studio antropologico del 1986, che rafforzano la probabilità che si tratti effettivamente di Leone da Perego, mentre la salma continua ad essere meta di devoti.
 
th546-Leone-Perego-7.mp4 - Questo testo esplora il tema della mummificazione, partendo dalle sue origini nell'antico Egitto, dove era vista come una garanzia di sopravvivenza nell'aldilà e riservata inizialmente ai faraoni, diffondendosi poi ad altri strati sociali. Viene descritto il complesso processo di imbalsamazione egizia, attribuito mitologicamente ad Anubi, e come la tecnica si sia perfezionata nel Nuovo Regno, mentre nell'Antico Regno i risultati non erano ottimali. Il testo menziona anche esempi di mummificazione naturale e artificiale in altre parti del mondo e in Italia, soffermandosi sulle Catacombe dei Cappuccini a Palermo e sul museo dedicato al conservatore Paolo Gorini a Lodi, evidenziando che la mummificazione non è un fenomeno esclusivamente egizio.
 
th546-QGLE847-LeonaDaPerego-pt07.mp3 - Questo brano esplora la pratica della mummificazione in diverse culture e periodi storici, con un'enfasi particolare sull'antico Egitto, dove era inizialmente un privilegio regale volto a garantire la sopravvivenza nell'aldilà. Viene descritta la complessa tecnica e il rito dell'imbalsamazione, eseguita da professionisti e sacerdoti, e si nota come l'accuratezza del processo migliorò significativamente nel Nuovo Regno. Il testo menziona anche esempi di mummificazione in altre parti del mondo, come le mummie naturali in ambienti diversi e la famosa collezione di mummie artificiali nelle catacombe dei Cappuccini a Palermo, nonché le sperimentazioni di Paolo Gorini in Italia. In sintesi, il brano illustra la varietà delle pratiche di mummificazione, le motivazioni sottostanti e la loro evoluzione nel tempo.
 
th547-Leone-Perego-8.mp4 - Questo testo descrive la ricerca scientifica volta a identificare con certezza i resti conservati a Rho, attribuiti all'Arcivescovo milanese Leone da Perego, morto nel 1257. Le indagini iniziali, come la datazione al carbonio 14 e l'analisi morfologica, hanno fornito indizi compatibili con il profilo dell'Arcivescovo, ma non prove definitive. Per raggiungere una maggiore certezza, sono state condotte analisi del DNA sui resti e confrontate con campioni forniti da individui ritenuti suoi discendenti, in particolare il nobile Uberto Luigi Perego, riscontrando una buona compatibilità genetica che suggerisce un legame familiare. Nonostante questo importante risultato, gli studi continuano per confermare l'identità attraverso ulteriori confronti genetici.
 
th547-QGLE848-LeoneDaPerego-pt08.mp3 - Questo brano discute la ongoing ricerca scientifica per verificare se i resti conservati a Rho appartengono effettivamente all'Arcivescovo Leone da Perego. Vengono descritti vari metodi di indagine, tra cui la datazione al carbonio-14, l'analisi morfologica e, soprattutto, lo studio del DNA. Un discendente contemporaneo, Uberto Luigi Perego, ha fornito un campione di DNA per il confronto, e i primi risultati mostrano una buona compatibilità genetica, suggerendo un legame familiare e supportando l'ipotesi dell'identità dei resti, sebbene siano necessarie ulteriori analisi.
 
th547-QGLG272-conferenza-antares.mp3 - Questo brano è la trascrizione di una conferenza sull'esplorazione spaziale, focalizzata in gran parte sul Progetto Apollo e lo sbarco sulla Luna nel 1969. Il relatore, Luigi Fontana, ripercorre la storia del programma, spiegando la corsa allo spazio tra USA e URSS, lo sviluppo di tecnologie chiave come i razzi balistici derivati dalla V2 e il potente Saturn V, e le tappe fondamentali delle missioni Apollo, inclusi i rischi e le sfide superate. Viene anche toccato il tema delle teorie del complotto e la loro infondatezza.
 
th548-Leone-Perego-9.mp4 - Questo testo esplora la storia del palazzo medievale di Legnano, inizialmente costruito per Leone da Perego, arcivescovo di Milano nel XIII secolo, che scelse di risiedervi a causa dei conflitti politici milanesi. L'edificio, situato nel centro di Legnano e originariamente protetto da mura e corsi d'acqua, subì varie trasformazioni nel corso dei secoli, diventando infine una sala cinematografica. Nonostante le alterazioni, restauri recenti hanno rivelato strutture originali, come mura e volte, mentre un acquerello del XIX secolo offre un'idea del suo aspetto medievale, evidenziando dettagli architettonici come monofore e bifore che gli conferivano eleganza.
 
th548-QGLE849-LeoneDaPerego-pt09.mp3 - Questo brano esplora la storia di un palazzo medievale a Legnano costruito per l'arcivescovo di Milano, Leone da Perego, a metà del XIII secolo. La scelta di Legnano era motivata sia dal vasto territorio arcivescovile nel Seprio sia dalla necessità di sfuggire alle tensioni politiche a Milano tra fazioni opposte. Sebbene l'edificio abbia subito trasformazioni radicali nel corso dei secoli, da residenza vescovile a cinema, alcuni elementi architettonici originali in mattone a vista, come monofore e bifore, sono stati preservati o riscoperti, e il palazzo è ora una sede per eventi culturali.
 
th548-QGLG947-leonardo-codici.mp3 - Questo passaggio descrive un'esposizione di pregiate edizioni a stampa dei codici di Leonardo da Vinci e disegni leonardeschi, provenienti da una famiglia ligure. L'evento celebra il cinquecentenario della morte di Leonardo, offrendo l'opportunità di ammirare la molteplicità del suo genio riflessa in questi scritti e disegni. I visitatori potranno esplorare opere che vanno dalle speculazioni scientifiche ai pensieri quotidiani, inclusi i codici conservati in Italia e gran parte dei manoscritti francesi. Saranno esposte anche raccolte di disegni, presentate in ordine cronologico.
 
th549-Leonardo-legnano.mp4 - Questo testo parla di una mostra a Palazzo Leone da Pergo che presenta modelli di macchine progettate da Leonardo da Vinci, realizzati da Dario Noè. Vengono evidenziati i progetti visionari di Leonardo, che anticipavano invenzioni future come l'automobile e l'aeroplano, pur non essendo realizzabili ai suoi tempi per mancanza della tecnica adeguata. La mostra celebra il lavoro trentennale di Noè nel dare forma tridimensionale ai disegni di Leonardo, che affascinavano per il loro quid artistico e la capacità di rendere comprensibile la meccanica. L'articolo sottolinea come, nonostante l'irrealizzabilità all'epoca, l'immaginazione potente di Leonardo continui ad affascinare.
 
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th549-QGLG948-leonardo-legnano.mp3 - A Legnano, a Palazzo Leone da Perego, una mostra celebra il genio ingegneristico di Leonardo da Vinci attraverso i modelli delle sue macchine, realizzati dal modellista meccanico Dario Noè. Questi modelli, ispirati ai disegni di Leonardo e arricchiti dalla sua "quid artistico" che facilita la comprensione, dimostrano come Leonardo fosse in grado di immaginare invenzioni come l'automobile e l'aeroplano secoli prima della loro effettiva realizzazione. Nonostante le sue visioni futuribili fossero spesso irrealizzabili con la tecnologia dell'epoca, il suo lavoro evidenzia una potenza immaginifica che continua ad affascinare e a dimostrare la sua capacità di concepire soluzioni a problemi concreti, anche se il riconoscimento della sua progenitura è arrivato solo in seguito.
 
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th550-Leone-perego-01.mp4 - Il testo narra la vita di Leone da Perego, un francescano che ascese a ruoli di grande importanza sia all'interno del suo ordine che nella politica e nella chiesa. Inizialmente impegnato come predicatore e figura di rilievo nel Moto dell'Alleluia, assunse poi compiti diplomatici e persino la guida del Comune di Milano in momenti difficili. La sua nomina ad Arcivescovo di Milano, primo frate minore a ricoprire tale carica in una diocesi così prestigiosa, segnò un momento cruciale per l'integrazione dei francescani nella gerarchia ecclesiastica. Nonostante alcune interpretazioni storiografiche suggeriscano un suo coinvolgimento in scontri tra fazioni milanesi, le fonti contemporanee sembrano dipingerlo come un fedele esecutore della volontà papale, trascorrendo gli ultimi anni della sua vita fuori Milano.
 
th550-QGLE841-LeoneDaPerego-pt01.mp3 - Questo brano racconta la vita di Leone da Perego, un influente frate francescano diventato Arcivescovo di Milano. Viene descritto il suo percorso dall'essere un importante esponente dei Francescani in contatto con la Curia Romana, passando per il suo ruolo nel Moto dell'Alleluia e l'opposizione a Federico II dopo la battaglia di Cortenova, fino alla sua nomina ad arcivescovo, che segnò l'ascesa dei frati minori nella gerarchia ecclesiastica. Il testo evidenzia il suo impegno sia all'interno dell'ordine che nella società milanese, mettendo in discussione le ipotesi storiche più recenti di un suo coinvolgimento in scontri cittadini e concludendo con la sua morte a Legnano.
 
th551-Leone-perego-02.mp4 - Il video su www.redigo.it narra la vita di Leone da Perego, un nobile milanese che divenne francescano e successivamente Arcivescovo di Milano dal 1241 al 1257. La sua biografia evidenzia l'importanza di Leone come predicatore, confutatore di eretici, e la sua attività a difesa delle libertà ecclesiastiche. Nonostante fosse un esponente di spicco nell'ordine francescano e nella vita politica milanese, gli ultimi anni del suo episcopato furono segnati dalle lotte di fazione che lo costrinsero a lasciare Milano, morendo in esilio. Il testo conclude accennando al contesto storico del rinnovamento sociale ed economico che favorì la diffusione di nuovi movimenti religiosi e l'ascesa di figure come San Francesco, in un'epoca di cambiamento e turbolenza.
 
th551-QGLE842-LeoneDaPerego-pt02.mp3 - Questo brano racconta la vita e l'operato di Leone da Perego, un francescano che divenne arcivescovo di Milano dal 1241 al 1257. Inizialmente nobile e ricco, scelse la povertà e seguì San Francesco, distinguendosi poi come abile predicatore e fiero oppositore delle eresie che si diffondevano in un'epoca di profondi cambiamenti sociali ed economici. Come arcivescovo, promosse l'ordine francescano e domenicano e difese le libertà ecclesiastiche, ma i suoi ultimi anni furono segnati da conflitti politici che lo costrinsero all'esilio. Il testo evidenzia il suo ruolo di spicco nella Chiesa e il contesto storico di rinnovamento religioso e sociale che vide l'ascesa degli ordini mendicanti.
 
th552-Legnano-storica-01.mp4 - Questo brano esplora la storia antica di Legnano, a partire dalle sue origini incerte e discusse, con ipotesi che vanno da una fondazione gallica a una romana, supportate dal ritrovamento di vestigia e reperti archeologici. Si menzionano le antiche denominazioni del borgo e la presenza della famiglia nobile Cotta con il loro castello. Infine, il testo sottolinea l'importanza storica di Legnano come centro di transito strategico fin dall'epoca carolingia, evidenziata dall'istituzione della Fiera dei Morti, una delle più antiche d'Italia.
 
th552-Legnano-storica-02.mp4 - Questo video esplora la Battaglia di Legnano, un evento cruciale del 29 maggio 1176 in cui la Lega Lombarda sconfisse l'imperatore Federico Barbarossa, sottolineando come questa vittoria consolidò la libertà di Milano e delle città lombarde. La narrazione include dettagli sulla leggendaria intercessione di tre colombe e il ruolo del Carroccio e dei Cavalieri della Morte, guidati da Alberto da Giussano, nel cambiare le sorti dello scontro. Si conclude menzionando l'elevazione di Legnano a comune dopo la battaglia e la sua importanza storica nei secoli successivi.
 
th552-QGLF783-Legnano-storica-pt01.mp3 - Questo passaggio esplora le origini di Legnano, una città in Italia, notando come le sue origini siano incerte e oggetto di varie teorie. Vengono discusse diverse ipotesi sulla sua fondazione, tra cui l'idea che sia stata fondata dai Galli o dai soldati romani, supportate da reperti archeologici come tombe e monete antiche. Il testo evidenzia anche la possibilità che Legnano fosse originariamente un insediamento agricolo, sottolineando l'importanza della sua posizione lungo il fiume Olona e il suo ruolo come punto di transito, evidenziato dall'antica fiera annuale. La menzione di figure storiche e famiglie nobili, come i Cotta e vari arcivescovi di Milano, contribuisce a tracciare la storia della città attraverso documenti e tradizioni.
 
th553-QGLF784-Legnano-storica-pt02.mp3 - Questo podcast storico prosegue l'analisi di Legnano, concentrandosi sulla celebre Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176 tra la Lega Lombarda e Federico Barbarossa. Viene descritta la breve durata dello scontro e una leggenda legata a delle colombe, sottolineando poi il contesto politico dell'epoca con Milano che cerca di preservare la sua libertà e la benedizione papale alla Lega. Il racconto evidenzia la strategia del Barbarossa per sottomettere Milano e la rapida avanzata imperiale, culminando nell'intervento decisivo di Alberto da Giussano e i Cavalieri della Morte e del Carroccio, che ribaltarono le sorti della battaglia, portando a una vittoria strepitosa per la Lega e la fuga dell'imperatore. Infine, si menzionano le immediate conseguenze per Legnano, elevata a comune, e successivi eventi storici che vi ebbero luogo.
 
th554-Legnano-storica-03.mp4 - Questo brano prosegue una precedente puntata sulla storia di Legnano, concentrandosi su eventi significativi che ne hanno plasmato il passato. Vengono descritte le vicende legate al castello, dalla sua riedificazione attribuita a Ottone Visconti alla donazione a Oldrado da Lampugnano, smentendo ipotesi precedenti. Il testo illustra poi episodi che vedono Legnano coinvolta in conflitti e tumulti regionali, come il tentativo fallito di Cressone Crivello e la battaglia di Parabiago, non tralasciando l'aspetto leggendario legato a Sant'Ambrogio. Viene sottolineata la presenza storica di istituzioni religiose e assistenziali, oltre all'arrivo di famiglie nobili. La narrazione culmina con le devastazioni causate dalle soldatesche svizzere e l'episodio della peste, per poi evidenziare un momento cruciale in cui la comunità di Legnano riacquistò la propria libertà ricomprando il feudo messo in vendita.
 
th554-QGLF785-Legnano-storica-pt03.mp3 - Questo passaggio continua un resoconto storico su Legnano, concentrandosi in particolare sul suo castello e sulle vicende che hanno segnato la città dal XIV al XVII secolo. Si discute della ricostruzione del castello da parte di Ottone Visconti e della sua successiva donazione a Oldrado da Lampugnano, correggendo un'idea errata sulla sua costruzione. Il testo rievoca anche episodi significativi, come il rifugio del vescovo di Como a Legnano, le incursioni di Cressone Crivello e l'attacco di Francesco Sforza, oltre a documentare la presenza di numerosi conventi e famiglie nobili nel periodo d'oro della città. Un evento di grande rilievo narrato è la vendita del feudo nel 1649 e la decisione degli abitanti di Legnano di riacquistare la propria libertà.
 
th555-Legnano-storica-04.mp4 - Questo testo fornisce una ricca storia di Legnano, partendo dalla sua organizzazione in nove comunità nel '700 e documentando eventi significativi come la visita dell'imperatore Giuseppe II e l'impatto della Rivoluzione Francese. Vengono evidenziati importanti progressi civili nei primi dell'800, tra cui lo sviluppo industriale e l'istituzione di servizi pubblici, sebbene rallentati da epidemie e conflitti. La narrazione sottolinea anche la resistenza patriotica contro il dominio austriaco e l'importanza di figure come il Dottor Banfi e Ester Martini Cuttica. Infine, il testo descrive monumenti chiave come il Castello e la Chiesa di San Magno, dettagliandone le origini e le trasformazioni nel tempo.
 
th555-QGLF786-Legnano-storica-pt04.mp3 - Questo podcast prosegue la narrazione storica di Legnano, descrivendo prima la sua organizzazione in nove comunità con amministrazioni proprie nel '700 e la significativa visita dell'imperatore Giuseppe II. Successivamente, si concentra sui cambiamenti portati dalla Rivoluzione Francese, inclusi i saccheggi, e il successivo sviluppo urbano con l'istituzione di servizi e industrie. Il testo evidenzia anche la resistenza legnanese durante le guerre risorgimentali, menzionando figure come il dottor Banfi e la nobildonna Ester Martini Cuttica, e descrive monumenti importanti come il castello e la chiesa di San Magno, attribuendone il progetto a Bramante.
 
th556-cambio-borse.mp4 - Questo brano esplora il concetto di cambio, partendo dal suo significato antico di permuta e evolvendo fino all'uso tecnico moderno che si riferisce al commercio di denaro e cambiali. Viene sottolineata la distinzione tra cambio manuale e cambio traetizio, evidenziando come quest'ultimo, che riguarda il denaro tra piazze diverse, sia il significato prevalente oggi. Il testo discute anche il corso del cambio come il prezzo uniforme e medio, accertato in borsa, che guida commercianti e banchieri nelle loro operazioni e speculazioni, pur criticando le superate nozioni di cambio "favorevole" o "sfavorevole".
 
th556-QGLF836-cambio-borse.mp3 - Questo brano è l'introduzione a una conferenza tenuta al museo archeologico di Legnano, incentrata sulla Legnano e il territorio circostante in epoca romana. La relatrice, Patrizia Cattaneo, un'esperta di lunga data del museo, sottolinea l'importanza dei ritrovamenti archeologici, specialmente delle necropoli, per ricostruire la vita, gli usi e le abitudini degli abitanti del passato, mettendo in evidenza il legame profondo tra archeologia e vita quotidiana, nonostante la frequenza di reperti legati alla morte. Viene presentata una sintesi della storia del territorio prima dell'arrivo dei Romani e poi si concentra sui ritrovamenti di epoca romana, descrivendo le tipologie di sepolture, gli oggetti del corredo funerario che offrono uno spaccato della vita di allora (cucina, cura del corpo, lavoro) e la topografia degli insediamenti, caratterizzati da villaggi sparsi e legati a una rete di viabilità locale e commerciale.
 
th557-QGLG050-museo-legnano.mp3 - Questo brano è l'introduzione a una conferenza tenuta al museo archeologico di Legnano, incentrata sulla Legnano e il territorio circostante in epoca romana. La relatrice, Patrizia Cattaneo, un'esperta di lunga data del museo, sottolinea l'importanza dei ritrovamenti archeologici, specialmente delle necropoli, per ricostruire la vita, gli usi e le abitudini degli abitanti del passato, mettendo in evidenza il legame profondo tra archeologia e vita quotidiana, nonostante la frequenza di reperti legati alla morte. Viene presentata una sintesi della storia del territorio prima dell'arrivo dei Romani e poi si concentra sui ritrovamenti di epoca romana, descrivendo le tipologie di sepolture, gli oggetti del corredo funerario che offrono uno spaccato della vita di allora (cucina, cura del corpo, lavoro) e la topografia degli insediamenti, caratterizzati da villaggi sparsi e legati a una rete di viabilità locale e commerciale.
 
th558-Leone-perego-01.mp4 - Il testo ripercorre la storia del Palazzo Leone d'Aperego a Legnano, evidenziandone le origini legate a un antico castello risalente al X secolo, costruito per la difesa dagli Ungari e forse coincidente con le fortificazioni dei Cotta. L'edificio divenne poi residenza estiva dell'arcivescovo milanese Leone d'Aperego nel XIII secolo, mantenendo funzioni strategiche e servendo anche da prigione. Nel corso dei secoli, il palazzo ha subito trasformazioni e restauri, diventando infine un centro culturale con sale per esposizioni e conferenze nel 2000.
 
th558-QGLD530-leone-daPerego.mp3 - Questo brano ripercorre la storia del Palazzo Leone d'Aperego a Legnano, evidenziando le sue origini come fortificazione medievale, forse risalente al X secolo come difesa contro gli Ungari e successivamente trasformata in residenza estiva dall'arcivescovo milanese nel XIII secolo. Si menziona anche la sua evoluzione nel corso dei secoli, passando di proprietà e cambiando destinazione d'uso, da dimora vescovile a prigione e infine a centro culturale e spazio per mostre e conferenze, nonostante le modifiche architettoniche subite nel tempo. Il testo sottolinea inoltre la continua ricerca e valorizzazione dei resti delle antiche strutture, a testimonianza della ricca storia dell'area e dell'importanza della Soprintendenza nel tutelare il patrimonio rimasto.
 
th559-Leone-perego-02.mp4 - Questo testo esplora la controversa questione della tomba dell'arcivescovo milanese Leone da Perego, figura di spicco del XIII secolo sia a livello religioso che politico. Si discute se la sua salma sia stata inizialmente sepolta a Legnano, probabilmente in Sant'Ambrogio, per poi essere trasferita a San Magno nel XVI secolo. Diverse fonti e testimonianze storiche, analizzate in uno studio approfondito da Monsignor Galli, suggeriscono che il corpo di Leone giaccia ancora in Legnano, anche se il luogo esatto all'interno di San Magno rimane sconosciuto.
 
th559-QGLD531-leone-daPerego.mp3 - Questo passaggio esplora la complessa storia della tomba dell'arcivescovo milanese Leone da Perego, figura chiave sia religiosa che politica nel X secolo, deceduto e sepolto a Legnano. Si focalizza in particolare sulle discrepanze tra le testimonianze storiche riguardo il luogo esatto della sua sepoltura e il successivo trasferimento della salma dalla chiesa di Sant'Ambrogio a quella di San Magno. Vengono esaminate le conclusioni di uno studio approfondito del monsignor Giuseppe Galli, che smentisce alcune leggende diffuse, come l'intervento di San Carlo Borromeo, e conclude che Leone da Perego giace ancora a Legnano in un luogo sconosciuto all'interno della chiesa di San Magno.
 
 
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th560-Leone-perego-03.mp4 - Questo testo smentisce l'idea che la mummia sepolta nel cimitero di Rò sia quella del vescovo Leone da Perego, nonostante una lapide moderna affermi diversamente. Basandosi su accertamenti medici e storici che datano la salma a un'epoca precedente, e supportato da una commissione scientifica nominata dal cardinale Schuster nel 1933, si conclude in modo inequivocabile che la mummia non corrisponde al vescovo defunto nel 1257. Nonostante queste autorevoli conclusioni, si lamenta che la lapide errata permanga, creando confusione.
 
th560-QGLD532-leone-daPerego.mp3 - Questo brano esplora la controversia riguardante l'identità di una mummia sepolta nel cimitero di Rò, sfatando l'ipotesi che si tratti dei resti dell'arcivescovo Leone da Perego. Vengono presentate diverse prove storiche e scientifiche, inclusa un'analisi al carbonio e una commissione scientifica del 1933, che confutano l'identificazione popolare della salma con Leone da Perego, morto nel 1257. Nonostante le conclusioni autorevoli che la mummia non sia l'arcivescovo, il testo evidenzia come una lapide fuorviante che perpetua questa credenza rimanga ancora sul luogo di sepoltura, auspicando la sua rimozione e una degna sepoltura per la salma in questione.
 
th561-QGLE677-mantelli-palio.mp3 - Questo brano presenta una discussione coinvolgente e ricca di aneddoti sul Palio di Legnano, una manifestazione storica e culturale. L'evento è analizzato attraverso le esperienze e le prospettive di ex e attuali "Supremi Magistrati" (sindaci) e "Gran Maestri" (responsabili del Collegio dei Capitani delle Contrade e del mondo delle Contrade in generale), evidenziandone l'evoluzione dalla sua ripresa nel 1952. I relatori sottolineano l'importanza della tradizione, dei costumi e del coinvolgimento della città intera, pur riconoscendo le sfide, in particolare quella di attirare i giovani e di garantire un futuro alla manifestazione attraverso l'innovazione e una maggiore professionalità nella gestione. Viene anche affrontata la questione del luogo della corsa e la necessità di trovare una sede permanente e iconica, idealmente legata al Castello.
 
th562-pietra-filosofale.mp4 - Questo testo esplora il mondo dell'alchimia, concentrandosi in particolare sulla ricerca della pietra filosofale e dell'oro potabile, due obiettivi principali degli alchimisti. Descrive gli "adepti" e il loro linguaggio enigmatico, sottolineando come si considerassero superiori ai veri chimici. Vengono presentati alcuni presunti "fatti" e teorie alchemiche, come la trasmutazione dei metalli imperfetti in perfetti, e si critica la mancanza di basi scientifiche solide in queste idee.
 
th562-QGLE676-pietra-filosofale.mp3 - Questo passaggio esplora le ambizioni degli alchimisti, focalizzandosi sulla loro ricerca della pietra filosofale per trasmutare i metalli vili in oro e argento, e sull'idea dell'oro potabile come elisir di lunga vita. Descrive come gli alchimisti usassero un linguaggio enigmatico e allegorie incomprensibili, disprezzando i veri scienziati e affidandosi a teorie non provate. Vengono presentati esempi di presunte trasmutazioni come prove della loro dottrina, che l'autore considera inattendibili e basate su illusioni. Infine, il testo mette in contrasto questi sforzi vani con le moderne ricerche scientifiche, fondate su fatti e ragionamenti logici, sottolineando la differenza tra la speculazione infondata e l'indagine razionale.
 
th563-battaglia-legnano.mp4 - Questo estratto, tratto da un video, riflette sulle memorie del passato e, in particolare, sulla Battaglia di Legnano. L'autore, ispirato dalla riscoperta di un'antica vigna e dai racconti dei contadini locali, evoca la ricca storia agricola della zona e si immerge negli eventi del 1176, quando Federico Barbarossa fu sconfitto dagli alleati. Viene discussa la possibile localizzazione esatta dello scontro decisivo, citando diverse ricostruzioni storiche e la testimonianza orale dei vecchi, che, pur non conoscendo date precise, tramandavano la memoria della battaglia e di un coraggioso condottiero locale, a cui si riferivano come un eroe dei loro tempi.
 
th563-QGLH1112-bttaglia-Legnano.mp3 - Questo passaggio descrive il viaggio dell'autore alla ricerca di un'antica vigna, un tempo fiorente nella zona, che serve da ponte tangibile con il passato. Attraverso l'esplorazione e le testimonianze orali dei contadini, l'autore ricollega questo luogo alla Battaglia di Legnano del 1176, fornendo diverse ricostruzioni storiche dello scontro tra Federico Barbarossa e la Lega Lombarda. Viene sottolineata la vivida memoria popolare dell'evento, tramandata per generazioni, anche se il nome specifico di Alberto da Giussano non è sempre ricordato, sostituito dalla figura generica di un "oman ardenta". La narrazione evidenzia come la conoscenza dei luoghi e la tradizione orale rendano la battaglia una realtà tutt'ora documentabile di viva evidenza.
 
th564-castello-legnano-1.mp4 - Questo brano descrive i castelli lombardi e la loro funzione strategica nella difesa del territorio e nell'amministrazione feudale dello Stato di Milano, spesso affidati a famiglie imparentate con i Visconti. Si sofferma poi sulla storia di Legnano, discutendo le sue origini incerte, le testimonianze romane e longobarde, e il suo ruolo come importante nodo di transito e sede di fiera. Infine, menziona il Castello dei Cotta, noto per aver ospitato Sant'Arialdo, ma sottolinea che questo maniero non ha un legame diretto con la celebre battaglia di Legnano.
 
th564-QGLH451-castello-legnano-pt01.mp3 - Questo passaggio esplora la rete strategica di castelli in Lombardia, in particolare vicino a Milano, utilizzati dai Visconti per la difesa territoriale e l'amministrazione feudale, spesso affidati a rami collaterali della famiglia. Si concentra poi su Legnano, ripercorrendo le sue oscure origini ipotizzate (dai Galli o dai soldati di Scipione) e le prime testimonianze certe di insediamenti, come il sepolcreto romano e le tracce Longobarde, inclusa la fondazione di una chiesa. Infine, menziona il Castello dei Cotta, noto per aver ospitato brevemente Sant'Arialdo, un Patarino, sottolineando però che questo castello non ha legami diretti con la celebre battaglia di Legnano del 1176.
 
th565-castello-legnano-2.mp4 - Questo testo descrive la storia del Castello di Legnano, evidenziando il suo stretto legame con gli arcivescovi di Milano e la potente famiglia dei Visconti. Fin dal XIII secolo, il castello fu un importante punto strategico per i Visconti, utilizzato per difendersi dai rivali Torriani e come luogo di incontri diplomatici cruciali, dimostrando che la sua importanza era spesso più legata a questioni notarili e politiche che a battaglie dirette. Nonostante tentativi di potenziamento e riparazione da parte di successivi castellani come Oldrado da Lampugnano, il castello non resistette al progresso degli armamenti militari, in particolare all'uso dei cannoni francesi nel Cinquecento, segnando la fine della sua rilevanza militare e il suo passaggio finale all'Ospedale Maggiore di Milano.
 
th565-QGLH452-castello-legnano-pt02.mp3 - Questo brano narra la storia del Castello di Legnano, mettendo in risalto il suo passaggio sotto il controllo degli Arcivescovi di Milano e la famiglia Visconti. Il testo evidenzia il suo ruolo non solo come fortificazione militare, ma anche come luogo di importanti negoziati di tregua. Vengono descritti i danni subiti in battaglia e i successivi interventi di restauro e ampliamento da parte dei Visconti e della famiglia Lampugnani, fino al suo declino e al passaggio all'Ospedale Maggiore di Milano, segnando la fine della sua funzione di rocca forte.
 
th566-castello-legnano-3.mp4 - Questo brano descrive il Castello di Legnano, evidenziandone la storia travagliata caratterizzata da periodi di decadenza e trasformazioni. Sebbene abbia visto un tentativo di restauro a fine '800, nel '900 si è adattato a usi più pratici come fattoria, subendo modifiche che hanno cancellato i fasti antichi. La descrizione ne esamina elementi architettonici chiave, come il torione d'ingresso e le torri, e accenna a scoperte relative alle decorazioni antiche venute alla luce dopo recenti lavori. Infine, si sottolinea il suo riconoscimento come monumento storico-artistico e l'importante restauro del 2005 che lo ha reso nuovamente accessibile.
 
th566-QGLH453-castello-legnano-pt03.mp3 - Questo testo descrive la storia del Castello di Legnano, evidenziando il suo stretto legame con gli arcivescovi di Milano e la potente famiglia dei Visconti. Fin dal XIII secolo, il castello fu un importante punto strategico per i Visconti, utilizzato per difendersi dai rivali Torriani e come luogo di incontri diplomatici cruciali, dimostrando che la sua importanza era spesso più legata a questioni notarili e politiche che a battaglie dirette. Nonostante tentativi di potenziamento e riparazione da parte di successivi castellani come Oldrado da Lampugnano, il castello non resistette al progresso degli armamenti militari, in particolare all'uso dei cannoni francesi nel Cinquecento, segnando la fine della sua rilevanza militare e il suo passaggio finale all'Ospedale Maggiore di Milano.
 
th567-QGLP037-ambrogio-vescovo.mp3 - Questo podcast esplora la vita e l'eredità di Sant'Ambrogio, vescovo di Milano nel IV secolo, una figura cruciale nel passaggio dal mondo romano al cristianesimo. Viene raccontata la sua elezione inaspettata, la sua trasformazione da funzionario romano colto a leader religioso, e le sue battaglie contro l'arianesimo e il paganesimo, inclusi i suoi significativi confronti con gli imperatori Valentiniano II e Teodosio I. Il testo evidenzia anche il suo ruolo nella delineazione topografica e spirituale di Milano, l'invenzione del canto ambrosiano e il suo rapporto con Sant'Agostino. Attraverso monumenti, opere d'arte e scritti antichi, il podcast dipinge il ritratto di un uomo che, con la sua fermezza dottrinale, capacità organizzativa e profonda umanità, ha lasciato un'impronta indelebile sulla città e sulla storia della Chiesa, promuovendo l'unità e rivendicando l'autonomia ecclesiastica di fronte al potere imperiale.
 
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th574-legnano-leggere-07.mp4 -
th575-legnano-leggere-08.mp4 -
 
th576-castello-Legnano-1.mp3 - Questa registrazione audio racconta la storia del castello di Legnano, iniziando con la scoperta archeologica di un antico luogo di culto e di un convento agostiniano risalenti al X secolo. Si spiega come questi edifici e i terreni circostanti vennero donati alla potente famiglia milanese Della Torre nel 1261, a causa della mancanza di sicurezza per i frati a Legnano. Sebbene non sia esplicitamente confermato, la presenza dei sovrani inglesi nel 1273 suggerisce l'esistenza di una fortificazione all'epoca; successivamente, il castello passò sotto il controllo dei Visconti e poi, nel 1437, fu donato alla famiglia Lampugnani, che lo trasformò in una residenza signorile fortificata e ne gestì le vicende attraverso i secoli e i conflitti, fino a essere lasciato in eredità all'ospedale maggiore di Milano e, dopo diverse trasformazioni, acquistato dal Comune di Legnano nel 1973 per essere recuperato.
 
th576-castello-legnano1.mp4 - Questo estratto narra la lunga storia del Castello di Legnano, evidenziando le sue origini come complesso religioso nel X secolo e il suo successivo passaggio di proprietà a potenti famiglie milanesi come i Della Torre e i Visconti, che lo trasformarono in una residenza fortificata. Il testo documenta anche i danni subiti durante i conflitti e i cambiamenti nel suo utilizzo nel corso dei secoli, fino al suo restauro e recupero nel XX secolo sotto la proprietà comunale.
 
th577-castello-Legnano-2.mp3 - Questo brano descrive l'evoluzione storica della struttura del castello di Legnano, partendo dalla sua probabile origine come singola torre quadrata nel X secolo. Successivamente, la fortezza fu ampliata e fortificata sotto Oldrado Lampugnani, con l'aggiunta di un imponente torione d'ingresso, robuste mura perimetrali, un fossato e diverse torri cilindriche per scopi difensivi. Il testo evidenzia i vari elementi architettonici e difensivi, illustrando come il castello si sia trasformato nel tempo da una struttura più semplice a un complesso fortificato.
 
th577-castello-legnano2.mp4 - Questo testo descrive l'evoluzione storica della struttura del castello di Legnano. Iniziato nel X secolo come una singola torre quadrata, fu progressivamente ampliato con l'aggiunta di altre costruzioni e, significativamente, fortificato nella metà del X secolo con un imponente torione d'ingresso, robuste mura perimetrali e un fossato. Il testo si sofferma anche sui dettagli costruttivi e difensivi, come le torri cilindriche e la presenza di uno stemma sulla facciata del torione, evidenziando le modifiche e aggiunte che hanno caratterizzato il castello nel corso dei secoli.
 
th578-castello-Legnano-3.mp3 - Questo brano narra la storia di Oldrado Lampugnani, figura di spicco nella Milano del XV secolo, e della sua illustre e influente famiglia che servì fedelmente i Visconti, e in seguito gli Sforza. Il testo delinea l'ascesa politica di Oldrado, iniziata seguendo le orme paterne al servizio dei Visconti, e culminata con importanti incarichi diplomatici, militari e finanziari. Viene evidenziata anche la sua connessione con Legnano, in particolare attraverso l'acquisto e l'ampliamento del Castello di Legnano, che divenne la sua dimora negli ultimi anni di vita.
 
th578-castello-legnano3.mp4 - Questo testo descrive la storia e l'ascesa politica della nobile famiglia Lampugnani, originaria di Milano e legata alla signoria dei Visconti, con un focus particolare sulle carriere di Ubertino e suo figlio Oldrado. Viene evidenziato come i Lampugnani, grazie a incarichi delicati e strategici al servizio dei Duchi di Milano, accumularono ricchezze e proprietà, in particolare a Legnano. La narrazione sottolinea il ruolo cruciale di Oldrado Lampugnani, non solo come consigliere e diplomatico, ma anche come fedele sostenitore dei regimi viscontei e sforzesco, culminato nell'acquisizione del Castello di Legnano e nella sua nomina a Conte.
 
th579-signori-swing.mp4 - Il testo narra la storia di Alberto Rabagliati, un cantante italiano che, dopo un tentativo fallimentare nel cinema americano, abbraccia e diffonde lo swing e il jazz in Italia, generi musicali considerati rivoluzionari all'epoca. Nonostante il regime fascista li consideri "esterofili e negroide", Rabagliati raggiunge un'enorme popolarità, grazie anche a collaborazioni con importanti compositori. La sua capacità di mascherare lo swing come "esuberanza personale" e la sua presenza scenica lo rendono un idolo, sebbene il suo successo non durerà a lungo nel dopoguerra.
 
th579-signori-swing-1.mp3 - Questo estratto racconta la carriera di Alberto Rabagliati, un artista italiano che inizialmente tentò senza successo la strada del cinema negli Stati Uniti. Tuttavia, durante la sua permanenza oltreoceano, Rabagliati assimilò con grande maestria lo swing e il jazz, ritmi che portò come una novità assoluta in Italia. Nonostante il regime fascista inizialmente sanzionasse la musica estera, la grande popolarità di Rabagliati gli permise di diffondere questi nuovi suoni, a volte mascherandoli come esuberanza personale. Il brano evidenzia diversi suoi successi musicali e teatrali, mostrando come Rabagliati abbia portato aria nuova nella canzone italiana.
 
 
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th580-signori-swing-2.mp3 - Questo testo presenta le biografie di due importanti figure della musica italiana, Natalino Otto e Ernesto Bonino, concentrandosi sul loro contributo al genere dello swing e del jazz in Italia. Si racconta delle difficoltà iniziali di Otto, del suo viaggio in America dove scopre il jazz, e del suo ritorno in patria nonostante l'ostilità del regime e della radio, riuscendo comunque ad avere successo attraverso la vendita di dischi e la collaborazione con Gorny Krammer. La biografia di Bonino, sebbene più breve, evidenzia i suoi primi successi con brani sincopati apprezzati dai giovani e il triste declino finanziario che lo colpì negli anni successivi. Entrambe le storie sottolineano l'importanza di questi artisti nel plasmare la canzone italiana, anche se le loro carriere ebbero esiti diversi.
 
th580-signori-swing2.mp4 - Questo testo narra la storia di due importanti figure della musica italiana, Natalino Otto ed Ernesto Bonino, noti per aver portato lo swing in Italia. Natalino Otto, inizialmente batterista con difficoltà ad esibirsi, scoprì il suo talento vocale in America, assimilandovi il jazz e ottenendo successo nonostante l'assenza di supporto radiofonico iniziale. Ernesto Bonino, sebbene meno fortunato di Otto, fu anch'egli un interprete di successo di brani sincopati, anche se la sua carriera ebbe un declino e terminò in difficoltà economiche. Entrambi contribuirono in modo significativo a introd
 
th581-contessa-Samoyloff.mp3 - Questo brano narra la vita di Contessa Giulia Samoilov, una figura russa che divenne una protagonista della vita mondana milanese nell'Ottocento. Descrive il suo arrivo a Milano nel 1828 e come si impose immediatamente con le sue eccentricità e la generosità nonostante le difficoltà economiche. Il testo sottolinea la sua influenza culturale e sociale, legandosi a importanti artisti e organizzando feste memorabili, ma anche le complicazioni nella sua vita personale, inclusi i suoi matrimoni e le numerose relazioni. urre e diffondere la musica swing nel panorama musicale italiano.
 
th581-contessa-samoyloff.mp4 - Il testo descrive la vita di Contessa Giulia Samoilov, una figura eccentrica e affascinante nella società milanese del XIX secolo. Arrivata a Milano dopo la morte del marito, Giulia si distinse per il suo stile di vita lussuoso e stravagante, organizzando feste memorabili, sostenendo artisti e collezionando oggetti pregiati, nonostante frequenti difficoltà economiche. La sua vita amorosa fu altrettanto turbolenta, segnata da diverse relazioni e matrimoni che spesso terminavano rapidamente, facendola diventare la "Lones di Milano" per circa trent'anni.
 
th582-contrada-sciori.mp3 - Questo passaggio descrive via Borgonovo a Milano, anticamente nota come Contrada di Juri, sottolineandone la ricca storia e l'importanza culturale. La via è un susseguirsi di dimore aristocratiche, come Palazzo Landriani (oggi sede dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere), Palazzo Morigia (Museo del Risorgimento) e Palazzo Crespi. Questi palazzi hanno ospitato figure illustri della scienza, della letteratura e dell'arte, e sono stati luoghi cruciali per eventi storici e culturali, come la cena che pose le basi del Rinascimento italiano.
 
th582-contrada-sciori.mp4 - Questo estratto esplora Via Borgonovo a Milano, descrivendola come una strada storicamente legata alla nobiltà milanese e tuttora caratterizzata da dimore aristocratiche. Vengono citati diversi palazzi notevoli, come Palazzo Landriani (sede dell'Istituto Lombardo), Palazzo Morigia (che ospita il Museo del Risorgimento), e Palazzo Crespi, ognuno con la sua storia e i suoi residenti o funzioni importanti. La via è presentata come un luogo di grande rilevanza culturale e storica, testimone di eventi e personaggi che hanno segnato la storia e la letteratura italiana.
 
th583-potta-milan.mp3 - Il brano esplora la leggenda della "Potta de Milan", una scultura di pietra che ritrae una donna nell'atto di radersi, originariamente situata sulla Porta Tosa di Milano, il cui nome sembra derivare proprio da questa statua. Attualmente visibile al Castello Sforzesco, la statua ha diverse interpretazioni: alcuni la identificano con Leobissa, moglie di Federico Barbarossa, mentre altri vedono nell'atto della rasatura uno scongiuro o una sfida. Tuttavia, l'autore propende per un'interpretazione che la considera uno sberleffo all'ipocrisia e all'infingardaggine umana, suggerendo che l'ironia sia l'unica arma efficace contro questi vizi, come insegnato dal Porta.
 
th583-potta-milan.mp4 - Questo brano discute la statua "Potta di Milano", una scultura in pietra che raffigura una donna che si rade, originariamente posta su Porta Tosa. Il testo spiega che Porta Tosa potrebbe aver preso il nome da questa scultura ("tonsa" che significa rasa), ora conservata al Castello Sforzesco. Vengono presentate diverse interpretazioni del significato della statua, tra cui l'identificazione con l'imperatrice Leobissa o un gesto apotropaico contro il male o gli avversari, ma l'autore preferisce vederla come una critica sarcastica all'ipocrisia e alla pigrizia umana, suggerendo l'ironia come unica arma contro la stupidità.
 
th584-anda-bagg.mp3 - Questo estratto audio esplora alcune espressioni idiomatiche milanesi, concentrandosi in particolare sulla frase "andà a bagas sual gen", che significa "andare a suonare l'organo a Baggio". Vengono presentate due spiegazioni popolari sull'origine di questo detto, legate alla presunta inesistenza di un vero organo a Baggio o al sadismo di un maestro organista, suggerendo infine una teoria alternativa che lo lega a prove di idoneità per diverse professioni, con esempi divertenti di requisiti richiesti in passato.
 
th584-anda-bagg.mp4 - Questo testo narra la storia della Manifattura di Legnano, un'importante fabbrica tessile fondata nel 1901, che ha profondamente trasformato il volto della città e offerto opportunità di lavoro a centinaia di persone per oltre un secolo. Le testimonianze degli ex dipendenti offrono uno spaccato sulla dura realtà del lavoro in fabbrica, caratterizzata da ambienti caldi e rumorosi, ma anche sulle prospettive di futuro e sicurezza economica che l'impiego in Manifattura garantiva. Emergono inoltre il senso di comunità e l'integrazione tra persone provenienti da diverse regioni d'Italia, che si sono trasferite a Legnano per lavorare e costruire una nuova vita.
 
th585-manifattura-legnano-1.mp4 - Questo testo narra la storia della Manifattura di Legnano, un'importante fabbrica tessile fondata nel 1901, che ha profondamente trasformato il volto della città e offerto opportunità di lavoro a centinaia di persone per oltre un secolo. Le testimonianze degli ex dipendenti offrono uno spaccato sulla dura realtà del lavoro in fabbrica, caratterizzata da ambienti caldi e rumorosi, ma anche sulle prospettive di futuro e sicurezza economica che l'impiego in Manifattura garantiva. Emergono inoltre il senso di comunità e l'integrazione tra persone provenienti da diverse regioni d'Italia, che si sono trasferite a Legnano per lavorare e costruire una nuova vita.
 
th586-manifattura-legnano-2.mp4 - Questi frammenti offrono uno sguardo sulla giornata lavorativa di un'operaia presso la Manifattura Legnano, sottolineando le condizioni di lavoro mutevoli nel tempo. Inizialmente, il lavoro era visto con ambizione, ma con l'avanzare dell'età è diventato più faticoso, soprattutto con l'introduzione di macchine più automatizzate e stressanti per le donne. Il testo evidenzia anche l'importanza dei momenti di socializzazione tra i colleghi, come la sala fumo, e la dedizione e competenza dell'operaia, che curava le macchine e formava i nuovi assunti.
 
th585-QGLP092-manifattura-legnano-1.mp3 - Questo documento traccia l'evoluzione di Legnano, un tempo borgo caratterizzato dal "giallo lombardo", che si trasforma nel crocevia dell'era industriale con l'arrivo delle grandi fabbriche, simboleggiate dal rosso dei mattoni inglesi e dal sibilo delle sirene che scandiscono il ritmo di vita dei lavoratori. In particolare, si sofferma sulla storia della Manifattura di Legnano, fondata nel 1901, attraverso le testimonianze dirette dei suoi operai. Queste voci raccontano la fatica, il rumore assordante delle macchine, la speranza di un futuro migliore e di un "bello stipendio" che la fabbrica rappresentava, e l'integrazione di donne e immigrati, i "teroni", in una nuova comunità lavorativa.
 
th586-QGLP092-manifattura-legnano-2.mp3 - Queste memorie offrono uno sguardo sulla vita quotidiana e l'evoluzione del lavoro in una manifattura tessile di Legnano, raccontate da un'operaia. Si descrive una giornata tipica, sottolineando la fatica fisica, specialmente con l'avanzare dell'età, e il cambiamento tecnologico, dove le macchine sempre più automatizzate riducevano il bisogno di manodopera ma rendevano il lavoro più stressante. Nonostante le difficoltà, emerge un forte senso di dedizione e orgoglio professionale, evidente nell'attenzione alla manutenzione delle macchine e nella disponibilità ad addestrare i colleghi, oltre ai momenti di socialità condivisi con le colleghe durante le pause, che rappresentavano importanti spazi di aggregazione.
 
th587-manifattura-legnano-3.mp4 - Questo video raccoglie le testimonianze di ex operaie e operai che hanno lavorato alla manifattura Legnano, condividendo i loro ricordi e le loro esperienze di vita all'interno della fabbrica. Emergono storie di sacrifici personali e familiari per adattarsi ai ritmi e agli orari di lavoro, ma anche legami importanti, come l'incontro con il futuro marito o l'affetto per le colleghe. Vengono descritte le dinamiche interne, inclusi i rapporti con i superiori e le ingiustizie subite, ma prevale un senso di gratitudine per il lavoro svolto e per le opportunità che ha offerto.
 
th587-QGLP092-manifattura-legnano-3.mp3 - Questo testo raccoglie le testimonianze di donne che hanno lavorato in una manifattura, principalmente nel settore tessile. Descrivono la loro esperienza quotidiana, dalla composizione prevalente di donne nella forza lavoro alle sfide legate agli orari e alle dinamiche con i superiori, a volte caratterizzate da favoritismi o maltrattamenti. Emergono anche ricordi personali come incontri che hanno portato a matrimoni e l'impatto del lavoro sulla vita familiare, pur sottolineando l'importanza di mantenere l'occupazione. Sebbene ci fossero difficoltà e momenti difficili, molte parlano con affetto del loro tempo in azienda, del legame con le colleghe e del valore che il lavoro ha avuto nel permettere loro di costruire un futuro.
 
th588-radici-bustocche-1.mp3 - Questo brano esplora le antichissime origini delle popolazioni che abitarono le zone vicino a Busto Arsizio e Legnano, partendo dall'era delle palafitte nel Neolitico e nell'Età del Bronzo. La civiltà iniziale presentava influenze balcaniche e ibero-liguri, evolvendosi poi nella civiltà Protogolasecchiana e in quella di Golasecca durante l'Età del Ferro. Il testo si concentra principalmente sulle due popolazioni più importanti della zona: i Liguri, considerati i più antichi, e i Celti, che arrivarono successivamente e tentarono di imporre la loro civiltà, pur con caratteristiche molto diverse. La ricerca si basa su reperti archeologici, come la necropoli di Canegrate, e sulla toponomastica per dimostrare la presenza di queste etnie. Infine, il brano discute come la resistenza del dialetto locale alla caduta delle vocali finali, diversamente dal milanese, possa essere vista come una testimonianza della persistenza delle peculiarità liguri nella zona.
 
th588-Radici-bustocche-1.mp4 - Questo testo esplora le radici linguistiche dei dialetti di Busto Arsizio e Legnano, sottolineando la forte influenza del sostrato ligure nel dialetto bustocco, evidente in particolari fenomeni fonetici come la soppressione della "R" tra vocali. Sebbene vi sia una menzione dell'area celtica, il testo conclude che l'influenza celtica nella zona fu limitata. La distinzione tra i dialetti di Busto e Legnano viene attribuita principalmente alla rivalità storica tra le due città, con Legnano che si legò a Milano e Busto che rimase fedele al Seprio, una divisione che probabilmente portò a differenze linguistiche. Infine, il dialetto bustocco mostra una notevole affinità con il dialetto ligure, suggerendo un'origine comune e una persistenza di tratti caratteriali degli antichi Liguri.
 
th588-Radici-bustocche-2.mp4 - Questo testo esplora le radici linguistiche dei dialetti di Busto Arsizio e Legnano, sottolineando la forte influenza del sostrato ligure nel dialetto bustocco, evidente in particolari fenomeni fonetici come la soppressione della "R" tra vocali. Sebbene vi sia una menzione dell'area celtica, il testo conclude che l'influenza celtica nella zona fu limitata. La distinzione tra i dialetti di Busto e Legnano viene attribuita principalmente alla rivalità storica tra le due città, con Legnano che si legò a Milano e Busto che rimase fedele al Seprio, una divisione che probabilmente portò a differenze linguistiche. Infine, il dialetto bustocco mostra una notevole affinità con il dialetto ligure, suggerendo un'origine comune e una persistenza di tratti caratteriali degli antichi Liguri.
 
th589-radici-bustocche-2.mp3 - Questo brano esplora le origini del dialetto bustocco, mettendone in luce le radici nel sostrato ligure e la sua scarsa influenza celtica. Viene sottolineata l'affinità fonetica con il ligure, come la soppressione della "R" intervocalica. Sebbene i Longobardi abbiano lasciato tracce nella toponomastica e nei vocaboli, non hanno modificato la struttura del dialetto. La rivalità storica tra Busto Arsizio e Legnano, accentuatasi nel X secolo, è vista come un fattore determinante nella divergenza dei rispettivi dialetti.
 
 
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th590-povero-gnucco-1.mp3 - Questo estratto riflette sulla caparbietà e la frugalità del popolo di Busto Arsizio, abitanti di un territorio difficile. Attraverso proverbi e aneddoti, il testo dipinge un quadro della loro esistenza faticosa, segnata dalla miseria e dalla lotta per la sopravvivenza, ma anche dalla intraprendenza e da un crescente spirito umoristico. Viene inoltre esplorato il valore della nascita e della prole in questo contesto rurale, sottolineando l'importanza del contributo dei figli, specialmente dei maschi, al lavoro nei campi.
th590-povero-gnucco-1.mp4 - Questo estratto celebra la caparbietà e la resilienza del popolo bustocco, evidenziando come abbiano affrontato una vita di miseria e carestia in un ambiente ostile. Attraverso proverbi e aneddoti storici, il testo descrive la loro abitudine alla frugalità e all'arrangiarsi, e come, col tempo e il miglioramento delle condizioni, abbiano sviluppato un caratteristico spirito umoristico. Infine, si concentra su alcuni momenti chiave della vita, come la nascita, mostrando i personaggi e le usanze che riflettono la loro forza d'animo.
th591-povero-gnucco-2.mp3 - Questo brano esplora vari aspetti della vita tradizionale a Busto Arsizio, evidenziando l'uso di rimedi popolari per le malattie e la profonda fiducia nell'intervento divino, a volte affidando le preghiere a terzi dietro compenso. Vengono anche descritte le pratiche educative dell'epoca, spesso basate sulla disciplina rigorosa e finalizzate a preparare i figli al lavoro fin dalla giovane età. Il testo menziona l'evoluzione dell'istruzione, l'apertura di scuole per ragazze e la persistenza del passaggio di conoscenze pratiche tra genitori e figli per affrontare le difficoltà della vita.
th591-povero-gnucco-2.mp4 - Questo testo esplora diversi aspetti della vita e delle tradizioni di Busto Arsizio, concentrandosi in particolare sui rimedi popolari e le preghiere come forme di intervento superiore. Vengono descritti specifici rimedi antichi per varie malattie e l'usanza di delegare le preghiere a pagamento, evidenziando la figura della vecchietta vicino al cimitero che offriva diverse "tariffe" per l'intercessione dei santi. Infine, il brano accenna all'educazione e all'importanza della scuola, in contrasto con la necessità per molte famiglie di avviare presto i figli al lavoro.
th592-povero-gnucco-3.mp3 - Questo estratto esplora la mentalità di un contadino di Bustocco attraverso i suoi proverbi. Questi detti popolari rivelano l'importanza fondamentale degli animali come unica vera ricchezza ("cambia spusa, ma mai a bestia") e offrono saggezza pratica su come accudirli. Sebbene la miseria fosse una realtà costante, lo spirito resiliente del contadino emerge, trovando forza interiore anche nei momenti più difficili e disprezzando la pigrizia. I proverbi sottolineano anche il valore della parsimonia e una certa ambivalenza nei confronti del denaro, che deve essere risparmiato ma anche, con moderazione, goduto prima di morire
th592-povero-gnucco-3.mp4 - Queste trascrizioni da un video esplorano i proverbi e la saggezza popolare di un contadino di Busto Arsizio, profondamente legato alla sua terra e ai suoi valori. I temi principali ruotano attorno all'importanza degli animali, considerati la vera ricchezza della famiglia e meritevoli di cure attente, al rapporto tra marito e moglie, visto con affetto nonostante una concezione di proprietà, e all'etica del lavoro e del risparmio, fondamentali per la sopravvivenza in tempi difficili. La religiosità emerge come una combinazione di fatalismo e fiducia in una protezione superiore.
th593-povero-gnucco-4.mp3 - Questo estratto esplora il carattere pratico e umoristico del popolo di Busto, mettendo in luce il loro rapporto diretto e senza fronzoli con la religione e le autorità. Si evidenzia la loro tendenza a interpretare proverbi e funzioni religiose in modo ironico, come nel caso della processione "a mangiare i rubigne", ma sempre con un rispetto di fondo. Il testo descrive anche l'atteggiamento pragmatico nei confronti della vita, della guerra e delle figure di potere, mostrando una comunità che non teme di criticare l'inefficienza e di difendere i propri diritti, come dimostrato nell'episodio della sedizione dei soldati e del commissario milanese.
th593-povero-gnucco-4.mp4 - Questo passaggio esplora la mentalità e il modo di vivere della gente di Busto Arsizio, concentrandosi sulla loro relazione con la religione, l'autorità e la vita quotidiana. Viene descritto il loro atteggiamento pratico e umoristico verso la fede, come evidente dai soprannomi dati alle funzioni religiose, e la loro diffidenza verso l'autorità e la burocrazia. Si sottolinea la loro indipendenza e la capacità di difendersi, come dimostrato dall'episodio della sedizione dei soldati, e si conclude con un ritratto del bustocco anziano che si affida alla provvidenza e ai santi.
th594-Legnano-alfaromeo.mp4 - Questo estratto video narra la storia della Fratelli Cozzi, un'azienda di Legnano con una lunga e profonda connessione con il marchio Alfa Romeo, nata nel 1955 come garage e cresciuta fino a diventare una concessionaria esclusiva e un importante punto di riferimento per gli appassionati. In occasione del suo sessantesimo anniversario, l'azienda ha deciso di celebrare questa relazione e la sua eredità nel settore automobilistico inaugurando il Museo Fratelli Cozzi Alfa Romeo, che raccoglie oltre 50 modelli iconici e una vasta documentazione sulla storia del biscione. La storia di successo è dovuta alla visione del fondatore Giuseppe e alla passione e all'innovazione apportate dalle generazioni successive, Pietro e i figli Roberto ed Elisabetta, che hanno saputo guardare al futuro pur onorando il passato.
th594-QGLC503-legnano-alfaromeo.mp3 - Questo brano racconta la storia dei Fratelli Cozzi, un'azienda di Legnano con un legame storico con l'Alfa Romeo, celebrando il suo 60° anniversario. Iniziata nel 1955 come Garage Castello, l'azienda è cresciuta fino a diventare un importante concessionario, con un'evoluzione che riflette la passione della famiglia Cozzi per le auto e l'innovazione nel settore automobilistico. Per celebrare questo traguardo e guardare al futuro, la famiglia ha creato il Museo Fratelli Cozzi Alfa Romeo, che espone una vasta collezione di veicoli storici e materiali didattici legati al marchio. Questo museo, insieme alle iniziative più recenti dell'azienda, dimostra l'impegno continuo dei Fratelli Cozzi nel mondo dell'auto.
th595-QGLG348-vinorosso-Garibaldi-pt01.mp3 - Questo passaggio si concentra sulle visite di Giuseppe Garibaldi a Induno Olona, sottolineando come, al di là della sua fama onnipresente, egli abbia effettivamente soggiornato in questa località del Varesotto in due occasioni, entrambe legate a campagne militari e al consumo abbondante di vino da parte dei suoi legionari. La prima visita nel 1848 avvenne dopo uno scontro e prima di un ritiro strategico a seguito dell'armistizio Salasco, mentre la seconda, nel 1859, fu caratterizzata da vittorie significative contro gli Austriaci nella zona, inclusa quella di Varese, per la quale Garibaldi espresse grande gratitudine per l'accoglienza ricevuta dalla popolazione locale. Il testo evidenzia l'importanza di questi eventi per la storia locale e nazionale, citando anche dettagli pratici e aneddoti che documentano la presenza di Garibaldi e dei suoi uomini sul territorio.
th595-vinorosso-Garibaldi-1.mp4 - Questo brano narra delle vicende di Giuseppe Garibaldi nel Varesotto, evidenziando il suo legame con la zona e un aneddoto ricorrente: il consumo di vino rosso da parte dei suoi legionari. Si concentra in particolare su due suoi passaggi fondamentali in quest'area, nel 1848 e nel 1859, sottolineando l'accoglienza calorosa ricevuta dalla popolazione di Varese. Il testo utilizza documenti storici e le memorie di Garibaldi stesso per ricostruire questi eventi, inserendoli nel più ampio contesto delle guerre d'indipendenza italiane.
th596-QGLG349-vinorosso-Garibaldi-pt02.mp3 - Questo testo, che prosegue un racconto precedente, descrive la permanenza di Garibaldi e dei suoi legionari nella zona del Varesotto, mettendo in risalto il loro rapporto quotidiano con le risorse locali, in particolare il vino, il pane e il fieno per i cavalli. Mentre l'esercito austriaco si avvicina con una forza schiacciante, Garibaldi adotta la sua caratteristica strategia di guerriglia, eludendo il nemico con manovre rapide e attacchi a sorpresa prima di ritirarsi, come dimostrato dallo scontro a Morazzone che, sebbene non una vittoria, gli permise di evitare l'accerchiamento. La narrazione sottolinea le difficoltà logistiche e la dipendenza delle truppe dai rifornimenti locali, evidenziando come il vino fosse considerato un "vero carburante" e i cavalli richiedessero costante assistenza. Infine, l'episodio si conclude con la consapevolezza della necessità di ritirarsi in Svizzera, riconoscendo che i tempi per liberare l'Italia non erano ancora maturi.
th596-vinorosso-Garibaldi-2.mp4 - Questo passaggio narra le vicende di Garibaldi e dei suoi uomini nel Varesotto, soffermandosi sulla loro vita quotidiana durante una sosta strategica. Di fronte a forze austriache soverchianti, si ritirano a Induno, dove i documenti d'archivio rivelano l'importanza vitale di vino, pane e fieno per sostentare i soldati e i loro cavalli. La narrazione mette in luce l'approvvigionamento da ville locali e taverne, culminando nella battaglia di Morazzone e nella successiva ritirata di Garibaldi in Svizzera, sottolineando la sua tattica di guerra di movimento e l'importanza del supporto logistico.
th597-QGLG350-vinorosso-Garibaldi-pt03.mp3 - Questo passaggio descrive la Cascina Ronchetto, una azienda vinicola nella zona di Varese in Italia, evidenziando il suo legame storico con i luoghi in cui i volontari di Garibaldi combatterono. Il testo si concentra sulla produzione di vino della cascina, descrivendo la sua sede, i proprietari, la crescita della produzione da 6.000 a 25.000 bottiglie annue (con l'obiettivo di raggiungere le 40.000), e le strutture all'avanguardia sia nella cantina che nella sala degustazioni. Viene inoltre fornito un catalogo dettagliato dei vini prodotti, descrivendone le caratteristiche e gli abbinamenti ideali, tra cui spiccano diversi Merlot e un interessante vino bianco da uve a bacca nera.
th597-vinorosso-Garibaldi-3.mp4 - Questo testo continua un resoconto sul legame tra Garibaldi e il vino nel Varesotto, concentrandosi sulla Cascina Ronchetto. Descrive l'azienda vinicola situata vicino a luoghi storici di battaglia, evidenziando la sua produzione crescente di vini basata principalmente su uve Merlot e Chardonnay. Vengono dettagliati i diversi vini prodotti, spesso dedicati ai proprietari e alla loro famiglia, descrivendone le caratteristiche organolettiche e gli abbinamenti consigliati, oltre alla moderna cantina attrezzata per la produzione e la degustazione.
th598-Balbo-Libia.mp4 - Il brano narra la storia di Italo Balbo, figura prominente del fascismo, evidenziando la sua trasferta forzata in Libia nel 1934, mascherata da promozione ma percepita da lui come un esilio. Si sofferma sulle origini familiari e sull'educazione politica di Balbo, segnate da un ambiente vivace e dibattiti costanti. Viene poi descritta la sua carriera militare durante la Prima Guerra Mondiale e il suo ruolo cruciale nell'ascesa del fascismo, culminato nella Marcia su Roma. La fonte conclude spiegando come la sua popolarità e i sospetti di Mussolini abbiano portato alla sua nomina a Governatore della Libia, una mossa volta ad allontanarlo dal centro del potere.
th598-QGLD426-balbo-libia.mp3 - Il brano narra del controverso trasferimento di Italo Balbo in Libia nel 1934, presentato ufficialmente come una promozione ma percepito da Balbo stesso come un esilio politico orchestrato da Mussolini per contenere la sua crescente popolarità e le sue critiche al regime. Viene delineata la biografia di Balbo, evidenziando il suo ambiente familiare politicamente attivo, il suo precoce impegno politico, l'esperienza nella Grande Guerra come ardito e la sua successiva ascesa nel fascismo, diventando una figura militare chiave nella Marcia su Roma. Nonostante i suoi successi come ministro dell'Aeronautica, Mussolini temeva l'influenza di Balbo, soprannominato il "D'Artagnan del fascismo," e decise di allontanarlo nominandolo governatore della Libia. Il testo sottolinea l'impossibilità di disobbedire a Mussolini, anche per una figura carismatica come Balbo.
th599-Legnano-telaio.mp4 - Questo testo descrive il restauro e la rimessa in funzione di un antico telaio del X secolo a Legnano, donato alla famiglia legnanese dall'ex presidente Cozzi. L'esperto in tessitura Giuseppe Parolo ha riportato in vita questo oggetto storico, permettendogli di tessere nuovamente come facevano gli artigiani di un tempo. Il progetto intende perpetuare la tradizione tessile della città in un periodo di forte deindustrializzazione, e si inserisce in un'iniziativa più ampia per creare un museo delle macchine e tradizioni industriali e artigiane di Legnano.
th599-QGLG685-legnano-telaio.mp3 - Questo passaggio narra della restaurazione di un antico telaio del X secolo a Legnano da parte dell'esperto tessitore Giuseppe Parolo. Originariamente donato alla famiglia nel 1987 e ritenuto un mero oggetto d'antiquariato, il telaio è stato riportato alla sua funzionalità originale, capace di tessere tessuti come facevano gli artigiani locali secoli fa. Proveniente dalla Valsesia, dove fu scoperto dall'ex presidente Pietro Cozzi, questo telaio ora può contribuire a perpetuare la tradizione tessile di Legnano, un'attività che sta subendo un processo di deindustrializzazione, come evidenziato dal concorso "Dopo le macchine". Le fotografie documentano il lavoro di Parolo nel ridare vita a questo pezzo storico, che si unisce ad altre macchine antiche per formare una sorta di museo delle tradizioni industriali e artigiane di Legnano, in attesa di un progetto museale più ampio.
 
 
 
 
 
 

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thm400-01-milano-essere.mp3 - #milano - Questo passaggio descrive come il paesaggio intorno a Milano sia stato plasmato nei millenni, iniziando con l'era glaciale che coprì la Lombardia e lasciò immense morene al suo ritiro. Spiega come i fiumi e le eruzioni vulcaniche abbiano dato forma all'orografia, creando un terreno vario che ha richiesto l'ingegno umano per essere coltivato. Sottolinea il modo in cui i predecessori, attraverso un intenso lavoro di irrigazione e coltivazione diversificata, hanno trasformato la pianura in un rigoglioso "immenso giardino", creando un'infrastruttura di strade e borghi che supportava una popolazione numerosa, ed esorta a riconoscere e onorare l'eredità di questi padri per il loro coraggio e la loro perseveranza nel migliorare la terra e la società per le generazioni future.
 
thm400-01-milano-essere.mp4- #lMilano -
 
thm400-02-milano-centro.mp3 - Il testo descrive Milano come un centro naturale di vita e una forza geografica, evidenziandone le origini umili e la sua costante resurrezione nonostante numerose distruzioni e invasioni. Viene sottolineata la sua posizione strategica, punto di convergenza di vie e centro politico fin dalle epoche più antiche, che l'ha resa una città di importanza cruciale in Italia e in Europa, in grado persino di aspirare all'unificazione del paese. Nonostante i tentativi di frenarla, la sua vitalità e la sua funzione di snodo centrale l'hanno sempre fatta riemergere, mantenendo il suo carattere di centro sacro e parlamentare.
 
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thm400-03-milano-romana.mp3 - Il brano esplora la figura centrale di Sant'Ambrogio nella storia di Milano, evidenziandone l'importanza non solo come vescovo, ma anche come simbolo di indipendenza e difensore dei deboli. Si narra la sua elezione inaspettata, le sue audaci prese di posizione nei confronti del potere imperiale e il suo lascito duraturo, che si riflette ancora oggi nell'identità milanese e nella Basilica a lui dedicata. La descrizione della Basilica Ambrosiana, con i suoi elementi architettonici e artistici come il pulpito e l'altare, ne sottolinea il valore storico e artistico come testimone dell'epoca di Ambrogio e dei secoli successivi. Il testo evidenzia il ruolo della Chiesa Ambrosiana, distinta dalla romana, come segno dell'autonomia voluta da Ambrogio.
 
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thm400-04-milano-comune.mp3 - Questo estratto racconta la nascita e lo sviluppo del Comune di Milano, evidenziando il suo primato nell'istituire un reggimento comunale governato da vescovo, consiglio e consoli. Il termine "comune" deriva dal luogo di assemblea, il teatro, aperto a tutti, e la sua formazione non fu facile a causa delle costumanze longobarde che svalutavano la vita dei plebei. Un atto di prepotenza nobiliare scatenò un'insurrezione popolare che portò al riconoscimento dei diritti di tutti dopo aspri scontri, sancito dalla pace del 1045. Il testo descrive anche i cambiamenti nella sede del potere, i Broletti, e il Palazzo della Ragione, simboli importanti di quell'epoca, oltre a menzionare gli archi di Porta Nuova come testimonianze storiche e artistiche.
 
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thm400-05-milano-visconti.mp3 - Questo passaggio narra di come due potenti famiglie, i Torriani e i Visconti, si scontrassero per il predominio a Milano. Mentre i Torriani si accontentavano di essere i principali cittadini della repubblica, i Visconti miravano a diventare i signori della città e ci riuscirono usando vari mezzi. Il testo evidenzia anche il legame di Matteo Visconti, uno dei primi della famiglia, con un importante edificio milanese, la Loggia degli Osii in Piazza Mercanti. Viene descritta la struttura architettonica della loggia e la sua funzione come luogo in cui venivano letti editti e discorsi pubblici.
 
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thm400-06-milano-duomo.mp3 - Questo brano esplora la storia e l'architettura del Duomo di Milano, evidenziando che la sua costruzione fu il risultato della volontà dei cittadini, con il supporto di Gian Galeazzo. Discute le diverse influenze stilistiche, in particolare la somiglianza con il Duomo di Colonia e l'introduzione di elementi gotici e romani che creano un'unione di stili sulla facciata attuale. Il testo sottolinea il Duomo come un simbolo della preghiera e speranza dei milanesi oppressi e descrive l'interno imponente con le sue immense navate e colonne, offrendo anche alcune dimensioni chiave dell'edificio.
 
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thm400-07-milano-castello.mp3 - Questo passaggio esamina la storia del Castello di Milano, noto come Castello Sforzesco, a partire dal periodo dei Visconti, descritti con forti connotazioni negative per i loro "mostruosi deliri e nefande scelleragini". Il testo sottolinea come la costruzione del castello fosse intesa non per difendersi da nemici esterni, ma per "tenere in suggezione gli amatissimi sudditi". Si evidenzia che il popolo milanese ha più volte distrutto il castello per poi vederlo ricostruito dai nuovi signori, in particolare da Francesco Sforza, che lo fece erigere in forma quadrata con torri imponenti, di cui solo due furono completate, caratterizzate da "vivi sassi lavorati a punta di diamante". Infine, si menziona come il castello, al costo di oltre un milione di ducati a carico del popolo, fosse dotato di una rocchetta per il tesoro e la difesa interna, convertita poi in prigione e armeria, e come fosse arricchito da splendidi appartamenti e dipinti di celebri artisti.
 
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thm400-08-milano-spagna.mp3 - Questo estratto descrive il periodo della Milano spagnola, caratterizzato da un governo oppressivo, leggi ingiuste che favorivano i nobili e un commercio in declino, come vividamente narrato da Manzoni ne "I Promessi Sposi". Sebbene la tolleranza religiosa non fosse una caratteristica di quell'epoca, si ricordano figure come Carlo Borromeo per il suo impegno durante la peste del 1576 e Federico Borromeo, celebre per aver fondato la Biblioteca Ambrosiana nel 1600. Il testo menziona anche il lazzaretto, un grande complesso per malati descritto da Manzoni, e la Porta Romana, esempi di architettura spagnola a Milano.
 
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thm400-09-milano-chiese.mp3 - Questo brano descrive diverse chiese storiche di Milano, mettendo in risalto la loro architettura, le origini leggendarie o documentate e le vicende significative legate alla loro costruzione e trasformazione. Si sofferma su particolari come le caratteristiche delle basiliche romane adattate all'uso cristiano, l'importanza di figure chiave come Sant'Ambrogio e gli Sforza, e le trasformazioni subite nel tempo, inclusi restauri e l'aggiunta di opere d'arte o cappelle importanti. Infine, il testo narra la fondazione dell'abbazia di Chiaravalle, sottolineando il ruolo di San Bernardo e l'impatto della comunità monastica sul territorio circostante.
 
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thm400-10-milano-reale.mp3 - Questo estratto ripercorre la storia del Palazzo Reale di Milano, originariamente sede di giudizi e poi dimora dei Visconti, che ne migliorarono la struttura con portici e torri. Dopo essere diventato residenza dei governatori spagnoli, che aprirono un teatro al suo interno, il palazzo fu restaurato dagli austriaci dopo un incendio. L'attuale aspetto, inclusa la celebre sala delle Cariatidi, si deve all'intervento di Gaspare Piermarini nel Settecento. Vengono anche menzionati la Villa Reale nei Giardini Pubblici e le opere d'arte presenti, come le pitture della Piani.
 
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thm400-11-milano-milanese.mp3 - Questo brano esplora la ricca storia e la cultura di Milano, soffermandosi su diversi aspetti distintivi. Inizia con un aneddoto storico che suggerisce l'antica fama dei milanesi come "chiottoni," legata a una disputa culinaria tra burro e olio. Prosegue descrivendo il milanese come una persona socievole ed espansiva a tavola, che recupera le fatiche della giornata con chiacchiere e risate. Infine, dedica spazio al dialetto milanese, definendolo una lingua con oltre 5 secoli di storia letteraria, caratterizzata da figure come il Meneghino e le "bosinate" satiriche.
 
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thm400-12-milano-milanese.mp3 - Questo estratto esplora l'evoluzione del dialetto milanese e la sua importanza culturale, evidenziando i tentativi di nobilitarlo e codificarlo nel corso del tempo. Sottolinea in particolare la figura di Carlo Porta come il poeta che ha catturato in modo vivido e autentico l'essenza e l'indole del popolo milanese attraverso le sue satire e i suoi personaggi indimenticabili. Il testo menziona anche altri autori, come Tommaso Grossi, confrontando i loro stili e sottolineando come la vera arte risieda nell'attingere alla natura e nella spontaneità, al di là delle ricercatezze formali. Conclude riflettendo sui cambiamenti sociali che portano alla scomparsa dei tratti distintivi e dei tipi milanesi tradizionali, pur accennando alla persistenza di uno spirito di allegria e divertimento, esemplificato dalle tradizioni carnevalesche un tempo vivaci.
 
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thm400-13-milano-archi.mp3 - Il brano esplora alcuni degli archi monumentali di Milano, concentrandosi in particolare sull'Arco della Pace (o del Sempione) e sull'Arco di Porta Ticinese. Viene descritta la genesi di questi monumenti, legata spesso a eventi storici e politici, in particolare all'epoca napoleonica e al suo successivo superamento. Il testo sottolinea come le dediche e le sculture degli archi siano state talvolta modificate per riflettere i cambiamenti di regime e i nuovi vincitori. Viene inoltre evidenziata l'influenza del classicismo antico sull'architettura dell'epoca.
 
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thm400-14-milano-galleria.mp3 - Questo passaggio descrive la Galleria di Milano come un luogo centrale e vivace dove la gente si dà appuntamento e si incontra, dalle prime ore del mattino fino al pomeriggio inoltrato. Viene dipinta come un incrocio di diverse realtà sociali – operai, uomini d'affari, studenti, artisti e turisti – che la attraversano o vi soggiornano per vari motivi. Il testo sottolinea l'importanza della Galleria nella vita milanese e ne descrive l'architettura imponente, evidenziandone le dimensioni e la struttura unica.
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thm400-15-milano-divertimenti.mp3 - Il brano descrive la vibrante vita di divertimento di Milano, una città nota per la sua operosità ma anche per il suo amore per lo svago pubblico. Un focus particolare è posto sul Teatro alla Scala, celebrato per la sua fama mondiale e la sua lunga tradizione come supremo tribunale artistico, capace di lanciare e giudicare i più grandi talenti musicali e teatrali nel corso dei secoli, fungendo anche da luogo di espressione patriottica. Vengono menzionati anche altri importanti teatri milanesi, come il Dal Verme per la musica e il Manzoni per la commedia, e si conclude con una descrizione dettagliata dell'Arena, storico circo utilizzato per spettacoli di massa e feste, inclusi eventi acquatici.
 
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thm400-16-milano-monumentale.mp3 - Questo passaggio descrive il Cimitero Monumentale di Milano, evidenziandone la sua genesi come risposta a esigenze di decoro e igiene per la sepoltura cittadina. Viene presentata la sua collocazione geografica a nord-ovest della città e le sue dimensioni notevoli, con un'area totale che supera i 123.000 metri quadrati. Si menzionano le opere artistiche presenti al suo interno e il crematorio, anch'esso progettato dall'architetto Maciachcchini e inaugurato nel 1876.
 
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thm400-17-milano-gloria.mp3 -  - Il brano celebra Milano come la "capitale morale" d'Italia, enfatizzando la sua ricca storia di beneficenza e carità. Viene descritta una città dove fin da epoche remote si è prestata attenzione ai bisognosi, con la fondazione di istituzioni pionieristiche in Europa come il primo asilo per trovatelli e la prima scuola gratuita per il popolo. L'autore sottolinea un' "ardente mania di carità" tra i milanesi, evidenziata dalla proliferazione di opere pie, ospedali e istituti di assistenza, considerati modelli per i filantropi di tutta Europa, e conclude affermando che la città sperimenta e promuove attivamente il bene e il progresso in molteplici forme.
 
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thm400-18-milano-arti.mp3 - Questo passaggio celebra Milano come un centro storico e contemporaneo di arti, scienze e lettere. Evidenzia il ruolo della città nella stampa pionieristica, l'influenza duratura di figure come Leonardo da Vinci e Alessandro Manzoni, e la presenza di numerose istituzioni culturali e scientifiche. Il testo suggerisce che, coordinando queste diverse attività, Milano potrebbe creare un centro unico in Italia che supporti l'industria, mantenendo al contempo un legame vitale con le arti e le lettere per completare l'ideale dell'attività umana.
 
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thm400-19-milano-industria.mp3 - Il testo descrive Milano come un trionfo dell'industria e del commercio, smentendo l'antico detto che per rifare l'Italia bisognasse disfare la città. L'importanza di Milano non è più vista come una sottrazione di ricchezza, ma come un vantaggio per l'intera patria attraverso la competizione e il contributo generale. Il suo successo è attribuito all'intensa attività manifatturiera, sia piccola che grande, che alimenta un vasto sistema commerciale e una notevole esportazione, e alla operosità e generosità dei suoi cittadini, che bilanciano il lavoro con lo studio e l'arte.
 
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thl401-legnano-tradizione.mp3 - Questo testo descrive gli eventi e le notizie salienti di Legnano e dintorni all'inizio di novembre, mettendo in risalto le tradizioni locali. Viene descritto il mercato straordinario e il Luna Park legati alla festa di Ognissanti, che attirano molte persone. Oltre alle celebrazioni festive, l'articolo tratta anche argomenti importanti per il territorio, come i lavori di potenziamento ferroviario e il centenario della torre civica di Nerviano. Infine, si accennano ad altri contenuti futuri, come la fiera dell'auto classica e le notizie più lette.
 
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thl402-legnano-mercato.mp3 - Questo brano esplora la lunga storia della Fiera dei Morti di Legnano, con alcune fonti che addirittura ne attribuiscono l'origine all'epoca di Carlo Magno, sebbene manchino prove certe prima del XVII secolo. Il testo documenta come la fiera fosse un importante centro di commercio, in particolare per il bestiame, attirando venditori e compratori da diverse regioni. Nonostante interruzioni dovute a ostilità politiche e epidemie come la Spagnola e il Covid-19, la tradizione della fiera è stata restaurata e continua a prosperare.
 
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thl403-legnano-fiera.mp3 - Questo brano traccia l'evoluzione storica della Fiera dei Morti a Legnano, evidenziando i numerosi cambi di sede nel corso dei secoli. Inizialmente legata al commercio di merci e bestiame, con compravendite di animali, la fiera ha visto nel tempo una progressiva separazione tra merci e bestiame e l'introduzione dei barracconi per le giostre e le bancarelle. L'attuale collocazione in viale Toselli e piazza primo maggio, stabilita nel 1962, segna l'abbandono del settore zootecnico a favore delle bancarelle con prodotti tipici e dolciumi e del luna park, riflettendo il passaggio da un'economia agricola a una industriale.
 
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thl404-legnano-razionamento.mp3 - Questo testo è una toccante testimonianza personale sulla vita quotidiana durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia, focalizzandosi sulle difficoltà e le sofferenze causate dal conflitto. L'autore descrive in vividi dettagli le esperienze di razionamento, borsa nera, oscuramento, bombardamenti e rastrellamenti, che hanno segnato profondamente quel periodo. Il racconto evidenzia la costante lotta per la sopravvivenza, la precarietà, la paura onnipresente e la perdita della giovinezza a causa della guerra. Nonostante la miseria e l'incertezza, l'autore ricorda anche momenti di speranza e il lento ritorno alla normalità nel dopoguerra, pur con la consapevolezza che la giovinezza perduta non sarebbe più tornata.
 
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thl405-legnano-aratro.mp3 - Questo passaggio esplora le memorie dell'autore legate a slogan e immagini evocative del periodo fascista, osservati nella sua giovinezza in Italia. Viene citato il motto "l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende", simbolo della dualità tra lavoro e forza militare. L'autore riflette sulla difficoltà di cancellare i ricordi difficili della storia nazionale, pur rifiutando la vergogna per la propria giovinezza e affermando valori di giustizia e verità. Il testo accenna anche a temi di tragedia nazionale e al desiderio italiano di idolatria.
 
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thl406-legnano-violetta.mp3 - Questo testo descrive la vivace tradizione del canto popolare nelle celebrazioni comunitarie, come feste di matrimonio e riunioni di gruppo, che servivano a alimentare l'allegria e l'entusiasmo. Le canzoni, spesso accompagnate da qualche bicchiere, scatenavano un'atmosfera festosa che portava a cantare e ballare con crescente energia, attingendo a un repertorio apparentemente inesauribile di brani popolari dagli anni '30. L'autore riflette con nostalgia su queste canzoni, chiedendosi chi ne ricordi ancora le parole e la passione entusiasta di quei cori improvvisati, e conclude con un accenno malinconico ai sogni e alle speranze suscitate dalla musica, paragonandole a un dolce, ma effimero sogno.
 
th406l-legnano-violetta.mp4 - Questo estratto ricorda l'importanza delle canzoni popolari nei momenti conviviali della vita comunitaria in passato, come feste e lavori di gruppo. Si descrive come bastasse poco per scatenare il canto e l'allegria, spesso accompagnati da qualche bicchiere e culminando nel ballo. Nonostante l'improvvisazione e l'assenza di un maestro, i partecipanti erano pieni di passione ed entusiasmo, rievocando ricordi e sentimenti legati a quelle melodie che oggi pochi ricordano. L'autore conclude con una riflessione malinconica sulla fugacità dei sogni e delle speranze suscitate da quelle vecchie canzoni.
 
th407l-legnano-littorio.mp4 - Questo estratto offre una vivida descrizione della gioventù nell'epoca del Littorio, raccontando la semplicità e le difficoltà della vita quotidiana per i ragazzi dell'epoca. L'autore rievoca i rudimentali metodi di igiene personale, l'assenza di lussi moderni come i bagni interni, e la necessità di adattarsi alle risorse disponibili per lavarsi. Sottolinea l'innata curiosità e la precoce maturità che li spingeva a imparare osservando e a contribuire al lavoro fin da piccoli. Infine, difende la sua generazione dalle critiche, affermando che la loro resilienza e i sacrifici quotidiani hanno forgiato il carattere e la libertà che, a suo dire, distinguono ancora oggi coloro che guidano la nazione.
 
thl407-legnano-littorio.mp3 - Questo passaggio descrive l'esperienza dell'infanzia e dell'adolescenza durante l'era fascista in Italia, in particolare concentrandosi sulla vita quotidiana, le privazioni e la formazione dei giovani. L'autore ricorda con nostalgia, ma anche con lucida consapevolezza, la mancanza di comfort come i bagni moderni e la necessità di adattarsi a condizioni difficili, come lavorare precocemente o camminare lunghe distanze per andare a scuola. Critica aspramente la visione dispregiativa che alcuni hanno di quella generazione, sottolineando invece il valore della libertà conquistata con sacrificio e la resilienza forgiata dalle avversità.
 
thl408-legnano-crocefisso-1.mp3 - Il brano esplora la storia del crocifisso di Ariberto, legato alla battaglia di Legnano e alla sconfitta di Barbarossa. Si addentra nel contesto storico di Milano, spiegando come i vescovi-conti abbiano assunto un ruolo politico predominante dopo l'arrivo dei Franchi, grazie a privilegi concessi da imperatori come Carlo Magno e alla preferenza del popolo. Tra i vescovi-conti più importanti spicca Ariberto da Antimiano, un personaggio influente che gestì il potere e affrontò sfide dottrinali, arrivando a perseguitare gli eretici di Monforte d'Alba, un evento che segnò una via della città.
 
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thl409-legnano-crocefisso-2.mp3 - Questo brano narra le vicende dell'arcivescovo milanese Ariberto da Intimiano nel XI secolo, evidenziando la sua lotta per estendere il potere della Chiesa Ambrosiana e la sua complessa relazione con l'imperatore Corrado II. Vengono descritte le sue azioni, inclusa la creazione di un documento falso e l'invenzione del carroccio, strumento simbolo della resistenza milanese. Il testo culmina con la donazione di un importante crocifisso e il suo successivo significato come simbolo di opposizione imperiale, per poi concludersi con la morte di Ariberto e la collocazione della sua tomba e di una copia del famoso crocifisso nel Duomo di Milano.
 
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th#413-rvg-box030-sigla.mp4 - Saluti mattutini a villiggianti e residenti da parte di un servizio online, probabilmente un sito web come www.redigo.it. L'obiettivo dichiarato è offrire una varietà di contenuti per intrattenere e informare, includendo informazione, informative, opinioni, proposte, amenità, curiosità e passatempo. Sembra che vogliano tenere vivo l'interesse e il coinvolgimento del pubblico con il loro materiale, suggerendo che la storia continua in qualche forma attraverso le loro pubblicazioni. La breve espressione finale in lingua straniera potrebbe indicare una portata o un interesse più ampio.
 
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th#415-rvg-box048-teatro-02.mp4 - Saluti mattutini a villiggianti e residenti da parte di un servizio online, probabilmente un sito web come www.redigo.it. L'obiettivo dichiarato è offrire una varietà di contenuti per intrattenere e informare, includendo informazione, informative, opinioni, proposte, amenità, curiosità e passatempo. Sembra che vogliano tenere vivo l'interesse e il coinvolgimento del pubblico con il loro materiale, suggerendo che la storia continua in qualche forma attraverso le loro pubblicazioni. La breve espressione finale in lingua straniera potrebbe indicare una portata o un interesse più ampio.
 
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th#419-rvg-box063-insalata.mp4 - Questo testo descrive in dettaglio la preparazione di un'insalata stratificata che include patate, uova, carote, barbabietola e un pesce chiamato "aringa" (anche se nel testo viene usato un termine leggermente diverso). L'autore spiega come tritare e pulire i vari ingredienti, dedicando particolare attenzione al processo di pulizia del pesce, che richiede pazienza per rimuovere pelle e spine. Viene sottolineato il ruolo fondamentale della maionese, applicata in diversi strati sottili, e l'importanza di distribuirla uniformemente per ottenere il risultato desiderato.
 
 
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th#420-rvg-box039-sigla-4.mp4 - L'intervento si apre con un saluto a "Villiggianti e residenti," annunciando un contenuto variegato che include "informazione, informative, opinioni, proposte, amenità, curiosità e passatempo." Il tutto è presentato come materiale offerto da "www.redigo.it," con la promessa che "la storia continua," suggerendo un appuntamento regolare con questi contenuti.
 
th421l-QGLA611-societas-legnanensis-1a.mp4 - #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Questo testo esplora vari aspetti della storia e della cultura di Legnano, a partire dall'evoluzione del matrimonio nel X secolo, dove la presenza del sacerdote divenne centrale, e l'importanza di queste unioni per le alleanze familiari, sottolineata anche dagli abiti. Successivamente, descrive il pagliotto, un manufatto ligneo proveniente dal carroccio di Legnano, ornato con le figure dei santi martiri anauniesi Sisinnio, Martirio e Alessandro, la cui storia è raccontata nel dettaglio, compresa la loro missione evangelica e il loro martirio. Infine, viene narrata una leggenda popolare che lega questi santi alla vittoria di Legnano, attribuendola alla loro intercessione.
 
th422l-QGLA612-societas-legnanensis-1b.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Nel decimo secolo, le cerimonie nuziali iniziarono ad assomigliare a quelle odierne, sebbene la presenza di un sacerdote non fosse sempre necessaria, con l'unione spesso sigillata da uno scambio di doni e una stretta di mano. I matrimoni erano principalmente alleanze politiche ed economiche tra famiglie, piuttosto che scelte basate sull'amore personale, tanto che gli sposi potevano persino non conoscersi prima. In questo contesto, gli abiti non erano specifici per il matrimonio come li intendiamo oggi, ma rappresentavano invece lo status sociale delle famiglie coinvolte, spesso utilizzando colori simbolici come il rosso per indicare ricchezza o il verde per virtù e virilità.
 
th423l-QGLA613-societas-legnanensis-1c.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Durante il Medioevo, in una società profondamente cristiana, il cibo sacro per eccellenza era rappresentato dal pane e vino eucaristico, considerati non solo alimenti spirituali, ma anche simboli del corpo e del sangue di Cristo attraverso il concetto di transustanziazione. Questa centralità del pane, del vino e in forma simbolica della carne, rifletteva sia la produzione alimentare quotidiana sia il tessuto spirituale che univa la comunità. Nel contesto monastico, l'alimentazione subiva ulteriori restrizioni, con l'esclusione della carne per umiltà e la predilezione per cibi semplici come zuppe, verdure, uova, formaggi e pesce, sebbene in seguito fossero introdotti cibi più energetici, ma comunque modesti, in base alla necessità e alla posizione geografica.
 
th424l-QGLA614-societas-legnanensis-2a.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - La creazione di abiti per sfilate storiche è un processo meticoloso che inizia con ricostruzioni accademiche basate su reperti e studi. Il design si avvale di fonti visive antiche, come miniature e sculture, per garantire l'accuratezza del taglio e delle decorazioni. Prima della produzione, un progetto dettagliato viene sottoposto a una commissione per approvazione, specificando tessuti (privilegiando quelli naturali come lana e lino) e ricami. Dopo l'approvazione, si realizza un prototipo e infine l'abito finale, un lavoro intensamente artigianale svolto nelle contrade.
 
th425l-QGLA615-societas-legnanensis-2b.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Il testo esplora l'influenza della cucina araba nel mondo medievale, sottolineando come la mobilità sociale e le reti di scambio, favorite da commerci e conflitti, abbiano permesso la diffusione di prodotti e idee culinarie. Viene descritta la ricchezza e la complessità della cucina araba, con un ampio uso di carne (escluso il maiale per motivi religiosi), cereali, verdure e soprattutto spezie e condimenti. Il testo evidenzia inoltre l'abilità degli arabi nella pasticceria, con preparazioni a base di pasta di mandorle e l'introduzione di dolci e sorbetti che hanno influenzato anche la cucina siciliana.
 
th426l-QGLA616-societas-legnanensis-2c.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Il testo descrive la società europea del X secolo come profondamente gerarchizzata, dove l'abbigliamento e il cibo non sono solo bisogni primari, ma potenti indicatori di status sociale e prestigio. Le classi superiori, come il clero e la nobiltà, ostentavano la loro posizione con cibi costosi e abiti lussuosi, mentre le classi inferiori si nutrivano e vestivano in modo più semplice. Questa distinzione rifletteva l'ordine divino percepito, con la Chiesa al vertice, e l'uso di un ricco linguaggio simbolico nelle arti e nella vita quotidiana evidenziava la comprensione e l'interpretazione di questi segni.
 
th427l-QGLA617-societas-legnanensis-3.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Questo testo esplora due aspetti della vita cittadina nel X secolo: l'abbigliamento e il cibo di mercato. Si evidenzia come gli abiti, pur essendo funzionali, riflettessero lo status sociale attraverso la qualità dei tessuti e dei colori, con la nobiltà che indossava materiali raffinati. Parallelamente, il mercato era il punto d'incontro per lo scambio di prodotti agricoli, dove la percezione del cibo variava in base a chi lo consumava e a come veniva preparato, trasformando semplici verdure contadine in piatti per i ricchi se abbinate a ingredienti costosi.
 
th428l-QGLA618-societas-legnanensis-4.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Questo testo descrive alcuni aspetti della vita quotidiana in un'epoca passata, concentrandosi sull'abbigliamento e sul cibo delle persone comuni rispetto ai più ricchi. Viene raccontato un aneddoto su Carlo Magno per illustrare come l'abbigliamento pratico fosse superiore a quello appariscente, sottolineando che i veri cacciatori preferivano abiti funzionali e resistenti. Il testo evidenzia anche che l'abbigliamento popolare, pur semplice, utilizzava tessuti come lana, lino e canapa, con un forte accento sull'economia sostenibile e il riciclo, mentre l'alimentazione si basava principalmente su vegetali, cereali e selvaggina, con l'uso del pane integrale e diverse tecniche per cucinare e conservare il cibo.
 
th429l-QGLA619-societas-legnanensis-5.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Il brano esplora come il cibo e l'abbigliamento riflettessero e rafforzassero le strutture sociali e il potere nel Medioevo e nel Rinascimento. Inizialmente, i banchetti comuni cementavano il legame tra i guerrieri, mentre in seguito i nobili distinsero la propria tavola con spezie pregiate e piatti raffinati, utilizzando anche la frutta come simbolo di nobiltà. Parallelamente, l'abbigliamento, descritto con ricchezza di dettagli nei colori e tagli, divenne un mezzo per ostentare status, con tessuti lussuosi e fogge sempre più elaborate e aderenti, specialmente nel XIII secolo. Questi aspetti della vita quotidiana non erano semplici necessità, ma potenti marcatori di identità e posizione sociale.
 
 
 
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th430l-QGLA620-societas-legnanensis-6.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Questo estratto descrive l'equipaggiamento e la dieta dei combattenti nel X secolo, distinguendo tra cavalieri ben equipaggiati con armatura completa, soldati professionisti con protezioni più semplici e popolani che combattevano con gli strumenti del loro mestiere. Si sofferma poi sulle regole alimentari dei monaci cavalieri, come i Templari, evidenziando come essi bilanciassero il consumo di carne con pasti a base vegetale e di pesce, un compromesso tra le abitudini del cavaliere e l'astinenza del monaco. Questa dieta mista è presentata come un fattore che contribuiva alla loro longevità, distinguendoli dai nobili afflitti dalla gotta e dai monaci indeboliti dalla eccessiva astinenza.
 
th431l-QGLA621-societas-legnanensis-7.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano - Questo testo descrive diversi aspetti del Medioevo, concentrandosi su due temi principali. Innanzitutto, viene illustrato l'incontro di pace a Venezia nel 1177 tra Federico Barbarossa, il Papato e la Lega Lombarda, che seguì la vittoria della Lega a Legnano nel 1176 e portò a importanti concessioni e accordi. Successivamente, il testo si sofferma sull'abbigliamento dell'epoca, analizzando le vesti ecclesiastiche, come il piviale e la mitra, che esprimevano potere e spiritualità attraverso materiali preziosi e forme simboliche. Infine, si accenna all'importanza dell'abbigliamento politico, spesso ispirato alla cultura bizantina e utilizzato per comunicare rango sociale e ideologia.
 
th432l-QGLA622-societas-legnanensis-pres1.mp4- #legnano - Una mostra dei costumi al castello di Legnano -
 
TH433L-QGLA624-csb-2011.mp4- #legnano - contrada San bernardino -
 
TH434L-QGLA772-20150918-purificazione-qsif.mp4- #legnano - la chiesa della Purificazione - Questo brano esplora la ricca storia della chiesa della Purificazione a Legnanello, documentando la sua evoluzione da antica cappellania a importante chiesa parrocchiale. Viene evidenziata la sua posizione centrale nel borgo e le significative modifiche architettoniche, in particolare l'aggiunta del pronao su suggerimento di San Carlo Borromeo. La narrazione copre i passaggi di proprietà e l'eventuale cessione alle suore canossiane, sottolineando come la chiesa sia rimasta un luogo di culto pur non essendo più la sede parrocchiale principale.
 
TH435L-QGLB003-090621-Boffalora -Gamba-de-legn-aXuGZt1FVbA_mpeg4.mp4 - #legnano Gamba de Legn -
 
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TH437L-QGLB008-2009-06-25-Cascinetta-nfp9TLAtEDk_mpeg4.mp4 - Questo frammento audio sembra catturare una conversazione informale e un po' caotica. Le frasi sparse suggeriscono diverse azioni e pensieri scollegati, come il non sapere se qualcosa è stato ritirato o indicazioni sulla posizione di un bagno. C'è un commento confuso sui "bambini" che vivono nel "parlamento", seguito da istruzioni dirette e affettuose per qualcuno a "prendere quel robo lì" e "venire qua da mamma". Nel complesso, il testo ritrae un momento di interazione spontanea e poco strutturata.
 
TH438L-QGLB009-20090503-tettamanzi-2-Qa3_JBCztNo_mpeg4.mp4 - Questo testo sembra l'inizio di un discorso, probabilmente in un contesto religioso, dato l'uso frequente della parola "Dio" e dell'esclamazione "alleluia". Chi parla si rivolge a un pubblico numeroso, sia i presenti fisicamente che le "18 comunità parrocchiali del decanato di Veg". L'oratore esprime il desiderio di concentrarsi in modo particolare su "il Dio", ripetendo l'esclamazione di lode più volte, prima di un'interruzione nel testo.
 
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TH440L-QGLB095-20100106-magi-2-pKQ5k0iAOps_mpeg4.mp4 - Questo estratto esplora diversi concetti contrastanti, partendo dalla considerazione dell'oro come la cosa più preziosa, capace di comprare tutto e causa di guerre. Si sposta poi verso la figura di un re pastore nomade nel deserto arabo, che apprezza la sorgente nascosta, simbolo di beni immateriali e vitali. La vastità del cielo e del mare suggeriscono l'idea di infinito e illimitatezza, mentre la visione delle piramidi al tramonto lo riporta alla riflessione sul regno dei morti, mettendo in dubbio se la meta finale dell'uomo sia solo un "regno di ombre" o se ci sia spazio per la speranza nella vita e la fede nella resurrezione.
 
TH441L-QGLB096-20100106-magi-o69fAxZ5pWg_mpeg4.mp4 - Questo frammento di video, che sembra parte di una narrazione o di un film, racconta il viaggio dei Magi guidati da una stella straordinariamente luminosa. Interpretando questo fenomeno celeste come l'annuncio della nascita di un grande re, essi si dirigono verso la Giudea. Il testo suggerisce che questo re atteso è destinato a liberare il suo popolo dai suoi peccati.
 
TH442L-QGLB304-20110209-PCAstello-fZo2bVQRc5A_mpeg4.mp4 - Questo testo è una trascrizione di un'interazione parlata, catturata in un video. I frammenti di conversazione suggeriscono un contesto informale, forse con riferimenti all'ora ("le 3 3:30") e a una situazione che coinvolge qualcuno ("sua mamma") che ha bisogno di essere preso. L'espressione "devo andare a prenderla" indica un'azione imminente che uno dei parlanti deve compiere.
 
TH443L-QGLB574-20140912-tram-VgL25OkYziQ_mpeg4.mp4 - Questo passaggio racconta la storia della vecchia tranvia di Legnano e della società STIE, che la avviò nel 1880 estendendola negli anni successivi. Si descrive il passaggio dal traino a cavalli ai primi tram a vapore, soprannominati "gamba de legn" per via di un avvisatore con protesi. Il testo menziona la cessazione del servizio della linea Milano-Legnano-Canazza nel 1966, dopo 86 anni di attività, e come l'area del deposito e officina della tranvia fu in seguito acquistata dall'ospedale per espandersi, prima della costruzione del nuovo ospedale di Legnano iniziata nel 2006.
 
TH444L-QGLB851-tram-immagini-DtCRjLvXNrQ_mpeg4.mp4 - Questo estratto da un file video, apparentemente intitolato "TH444L-QGLB851-tram-immagini-DtCRjLvXNrQ_mpeg4.mp4", presenta una sequenza di caratteri non decifrabili o potenzialmente mal codificati. La presenza di "tram" nel nome del file suggerisce che il contenuto originale potrebbe essere legato a immagini o video di tram. Tuttavia, i dati forniti non contengono informazioni leggibili o significative in merito a tale tema, presentando invece una stringa apparentemente casuale di simboli.
 
TH445L-QGLB852-Tram-in-tour-SWsikg9KNps_mpeg4.mp4 -
 
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TH447L-QGLB854-Tram-tour-3-caq9oneFcLU_mpeg4.mp4 - Queste riprese audio descrivono un tour che celebra l' inaugurazione del centro città e commemora la storia del tram locale. Viene illustrata la trasformazione del tram nel tempo, da vapore a elettrico, e il suo percorso originale da Milano fino al suo cambiamento di capolinea nel 1951. Il video menziona la soppressione definitiva della linea tranviaria nel 1966 e spiega come il tram fosse un'alternativa voluta dagli industriali locali per facilitare il trasporto dei loro dipendenti. Vengono inoltre citati eventi storici come l'inaugurazione di edifici importanti nel dopoguerra e nei primi anni del '900, legati allo sviluppo del territorio.
 
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TH449L-QGLB859-Viaggio-al-castello-di-Legnano-1_X8v63x-2s_mpeg4.mp4 - Questo testo sembra rappresentare una trascrizione molto incompleta o danneggiata, composta principalmente da caratteri che sembrano rumore o testo non riconosciuto, intervallato da alcune lettere isolate e frammenti di parole che potrebbero non avere un significato coerente. L'unica parte comprensibile è una menzione potenziale di un video file, suggerendo che il contenuto originale fosse audio o video e la trascrizione ha fallito miseramente. Non è possibile estrarre struttura, temi chiave o uno scopo definito da questo materiale frammentato e illeggibile.
 
 
 
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TH453L-QGLD203-francotosi-trenino.mp4 - Questo brano racconta la storia della Franco Tosi, un'azienda manifatturiera che ha avuto un'evoluzione significativa dalla metà dell'Ottocento ai giorni nostri. Si concentra inizialmente sulla produzione di motori e caldaie a vapore, un settore in cui l'azienda ha trovato la sua "carta vincente" e ha ottenuto un notevole successo commerciale sia in Italia che all'estero. Il testo evidenzia come la Tosi si sia adattata ai cambiamenti, passando alla produzione bellica durante le guerre mondiali e successivamente espandendosi nel settore dell'elettromeccanica, con un forte sviluppo nelle turbine e nei generatori per centrali elettriche, diventando un vero e proprio "colosso" negli anni '50 e raggiungendo un picco occupazionale. Vengono menzionati anche aspetti sociali, come l'assunzione di donne durante la guerra, le dinamiche sindacali e la considerazione della Franco Tosi come luogo di "pane a vita" per i suoi dipendenti.
 
TH454L-QGLD015-decanato-scola.mp4 - Questo brano presenta la struttura e l'organizzazione della Diocesi di Milano, guidata dal cardinale Angelo Scola, evidenziandone la vastità e la suddivisione in zone e decanati per un efficace governo pastorale. In particolare, si sofferma sulla Zona Quarta e sul decanato di Legnano, descrivendone il territorio, la popolazione e le numerose comunità parrocchiali al suo interno. L'obiettivo del decanato è favorire una pastorale d'insieme che renda concrete le indicazioni del vescovo, coinvolgendo attivamente preti, religiosi e soprattutto laici nel testimoniare la vita buona del Vangelo.
 
TH455L-QGLF682-gambadalegn-boffalora.mp4 - Questo frammento audio sembra catturare l'atmosfera di una festa o un evento, probabilmente a Milano, come suggeriscono i riferimenti alla città. Si sentono esclamazioni di gioia e incoraggiamenti a fare applausi, creando un senso di coinvolgimento del pubblico. Ci sono anche menzioni di diverse città, come Napoli e Roma, e un passaggio che paragona Milano a Napoli, esprimendo un forte orgoglio locale. Infine, alcune frasi sono più difficili da decifrare, suggerendo un discorso informale e forse un po' caotico.
 
TH456L-QGLF600-palio-2005.mp4 - Questo testo descrive eventi e discorsi legati al Palio di Legnano, concentrandosi sulla contrada di San Bernardino nel 2005. Viene presentata la nuova reggenza, notando la loro giovane età e il desiderio di far spazio alle nuove leve. Si assiste alla consegna dei mantelli e alla nomina di figure chiave come il Gran Priore, il Capitano, la Castellana e lo Scudiero, sottolineando l'importanza di questi ruoli e i valori di onore e fedeltà alla contrada. Inoltre, il testo cattura l'atmosfera delle diverse fasi dell'evento, incluse preghiere propiziatorie, l'investitura dei ruoli e la speranza di vittoria nel Palio attraverso la forza e la determinazione.
 
TH457L-QGLG740a-bonvesin.mp4 - Questo testo introduce il Galateo di Bonvesin da la Riva, un'opera che offre insegnamenti sulla cortesia a tavola. L'autore, Fra Bonvesin, presenta 50 norme di buon comportamento da osservare durante i pasti. Un principio fondamentale sottolineato è l'importanza di pensare al povero bisognoso mentre si mangia, poiché nutrire un povero equivale a nutrire il proprio "pastore" per la vita eterna. Il testo conclude anche con una ricetta per preparare dei "mondeghili".
 
TH458L-QGLC912-canazza-trailer2.mp4 - Questo testo descrive il progetto della "biografia di quartiere" nel contesto del progetto di coesione sociale e passaggi, con l'obiettivo di recuperare e raccontare la storia della comunità di Canazza. L'iniziativa si propone di far emergere le competenze che in passato hanno contribuito ad attivare e aggregare il quartiere, dando voce ai testimoni di un periodo cruciale (1950-190) e identificando i luoghi significativi ancora esistenti. Il progetto ha coinvolto attivamente circa ottanta persone in vari momenti ed eventi per rafforzare i legami sociali, culminando nell'invito a "Canazza Story".
 
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th463v-box-38-sigla-2.mp4 - Saluti amichevoli sono estesi a coloro che si trovano in vacanza e a chi vive nel luogo. Viene promessa una varietà di contenuti, che spaziano dalle notizie e opinioni a proposte pratiche e svaghi divertenti. Tutto questo materiale è presentato dal sito web www.redigio, e la storia narrata continua con questa nuova offerta.
 
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th466v-box-20231103-scolaresca.mp4 - Questo testo è un frammento di un file video che sembra essere una resa, forse amatoriale o umoristica, della famosa canzone "Il leone dorme stanotte". La ripetizione di frasi e l'alternanza tra la descrizione del leone nella "giungla" e vicino al "villaggio tranquillo" suggeriscono la struttura della canzone originale. Le frasi ricorrenti come "Il leone dorme stanotte" e le espressioni onomatopeiche o vocali come "A we aim" o "A wimbo" indicano chiaramente l'intento di imitare la melodia e il ritornello della canzone, con un focus sul tema della tranquillità notturna e del dormire del leone nonostante l'ambientazione selvaggia.
 
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th469l-proglegnano_480x270.mp4 - Questo testo descrive una mostra itinerante e un libro dedicati alla Grande Guerra e al suo impatto su Legnano, in occasione del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia. Un elemento centrale è la Cappella Ossario nel cimitero di Legnano, dove sono ricordati i nomi dei soldati locali caduti, ma anche, sorprendentemente, soldati austro-ungarici morti in città. La narrazione sottolinea il tributo di vite e il dolore delle famiglie, citando esempi specifici di soldati legnanesi e l'importanza del monumento nel commemorare sia i vincitori che i vinti in un gesto di fratellanza postuma. Infine, menziona l'assistenza ai feriti e mutilati di guerra attraverso l'istituzione di associazioni e centri di riabilitazione a Legnano.
 
 
 
 
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th470-123m.mp4 - Il discorso si concentra sulla necessità di migliorare e semplificare la normativa che riguarda il personale dedicato all'assistenza domiciliare per individui con demenza e Alzheimer. Si sottolinea che la sfida non è solo finanziaria, ma soprattutto legata a normative, semplificazione e facilitazione, toccando aspetti come il riconoscimento dei titoli, la formazione e l'integrazione con gli enti locali. L'impegno a lavorare su questi temi è a livello regionale e nazionale, con l'obiettivo di un impegno continuo e non estemporaneo. La prossima occasione di confronto e lavoro congiunto sarà una commissione con la Regione Lombardia, evidenziando la sensibilità del comune di Burzo sulla questione.
 
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th472l-QGLC572-presentazione-video.mp4 - Questo estratto da un video presenta una collezione di podcast audio disponibili sui siti web www.redigio.it e www.redigio.gindo.com. La raccolta include diversi argomenti, con una sezione dedicata a un audiolibro in 14 puntate intitolato "Il codice da vince", un racconto ambientato nel 1616 con il personaggio principale Gilberto Vince di Vaio. Un'ampia parte dei podcast esplora la storia e la cultura di Legnano, coprendo temi come musei, personaggi locali, eventi, dialetto, mestieri antichi e luoghi significativi.
 
th473l-QGLC605-presentazione-573-588.mp4 - Questo testo presenta un lotto di podcast prodotti da www.redigo.it nell'aprile del 2016, numerati da C573 a C588. Vengono descritti i contenuti di ciascun podcast, che spaziano da presentazioni di libri e conferenze a racconti e leggende locali, storia di aziende e celebrazioni di anniversari. L'obiettivo è informare gli ascoltatori sui vari argomenti trattati e dove poter trovare questi file sonori.
 
th474l-QGLC717-magi-olmina.mp4 - Questo brano è la trascrizione di una spiegazione orale, probabilmente durante una presentazione con immagini, che offre un'analisi approfondita del dipinto dell'Adorazione dei Magi nella chiesa di Olmina, a Legnano. L'oratore inizia con un tono leggero e umoristico, descrivendo la zona di Olmina e la sua storia, legata anticamente alla Cascina del Mino e alla famiglia nobiliare dei Lampugnani, grandi devoti dei Magi. La discussione si sposta poi sul tema artistico dell'Adorazione dei Magi, ripercorrendone l'evoluzione iconografica dall'antichità, soffermandosi sulla proskynesis (l'atto di prostrarsi), e analizzando in dettaglio il quadro in questione, incluse le sue proporzioni basate sulla sezione aurea e la sua complessa storia, tra cui l'attribuzione controversa all'artista Giulio Cesare Procaccini e i successivi restauri.
 
th475l-QGLC895-canazza-01.mp4 - Questo video sembra essere la registrazione di una prova o di un laboratorio teatrale incentrato sulla storia e sulla nascita di una comunità in un quartiere. Diversi partecipanti interpretano ruoli come il parroco, un assistente sociale e i residenti, discutendo i problemi e le necessità del quartiere e le possibili soluzioni. Viene dato particolare risalto alla mancanza di servizi e alla necessità di coinvolgere le famiglie e i bambini per costruire un futuro migliore, evidenziando la collaborazione tra l'ambito sociale e religioso.
 
th476l-QGLC896-canazza-02.mp4 - Questo testo teatrale esplora la nascita di una comunità nel quartiere Canazza, considerato il "Bronx di Legnano", mettendo in scena le voci e i bisogni dei suoi abitanti. Inizialmente si percepisce un senso di mancanza e abbandono, con personaggi che esprimono confusione e la necessità di un luogo di aggregazione, come un oratorio o un centro. L'arrivo di figure chiave, un sacerdote missionario e un'assistente sociale, catalizza il desiderio di crescere insieme e unire l'aspetto sociale e religioso per affrontare le problematiche del quartiere. L'opera culmina in una vivace assemblea pubblica dove emergono le diverse richieste della popolazione, dalla mancanza di servizi come negozi e trasporti, al bisogno di spazi di aggregazione per i giovani, portando infine alla decisione di creare un campo da calcio come primo passo verso la costruzione di una vera comunità.
 
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th481l-QGLC956-20150106-auguri-befana2017.mp4 - Questo testo descrive una tradizione legata alla festa dell'Epifania e alla figura della Befana, una ricorrenza che riunisce la famiglia – bambini, genitori, nonni e zii – per celebrare insieme dopo il pranzo. Un momento clou era la recita di una poesia dai più piccoli, che chiedevano un piccolo compenso, riuscendo così a intenerire tutti e portare a casa un gruzzoletto. Si tratta di un affettuoso ricordo di un'usanza festiva ormai passata.
 
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th482m-dialetto-bogiapelaa.mp4 - Negli anni Trenta, per risparmiare denaro, le madri si trasformavano in parrucchiere per le loro famiglie numerose, specialmente per i figli maschi. Utilizzando metodi semplici come la tazzina, creavano tagli molto corti, quasi a zero, per i ragazzi. Questo taglio estremo, chiamato la bogia Pelà, non solo riduceva i costi dal barbiere, ma faceva anche risparmiare tempo alle madri impegnate con la casa, la stalla e la campagna, dato che i capelli ricrescevano lentamente. Nonostante il rammarico dei bambini per la perdita delle loro chiome e le prese in giro degli altri, queste madri, senza esitazione e con mano svelta, garantivano praticità ed economia, mentre le bambine venivano risparmiate da questi tagli radicali per preservare le loro trecce.
 
th483d-dialetto-barbis.mp3 - Questo estratto narra i ricordi nostalgici dell'infanzia rurale, focalizzandosi sulla pratica informale del fumo, in particolare usando i barbismul furmenton, ovvero i baffi di mais maturo, come sostituto del tabacco. Si descrive la ricerca di questi "barbis" con il giusto colore e l'esperienza di fumare di nascosto dai genitori, sottolineando come questo fosse un rituale segreto condiviso. Il testo confronta questo surrogato con le sigarette commerciali, comprese le costose "serraglio", evidenziando la povertà e l'impossibilità di permettersi tabacco vero. Nonostante le privazioni, l'autore riflette su quanto la vita, anche con questi piccoli espedienti come i "barbis furmenton", fosse meravigliosa.
 
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th484-busto-borgo1.mp3 - Questo testo esplora la storia dei quartieri di Busto Arsizio, concentrandosi in particolare sulla contrada del Borgo e la possibile origine del nome "Pessina", suggerendo una connessione con l'antica città di Pessinunte e i riti dedicati alla dea Cibele. L'autore collega le tradizioni licenziose associate a questa dea, celebrate attraverso giochi "megalesi" con rappresentazioni oscene, a usanze simili osservate ancora oggi nell'Insubria, inclusi comportamenti selvaggi e atti indecenti durante feste specifiche, come la corsa del 24 luglio a Busto. Sebbene l'autore ammetta che questa elaborata teoria potrebbe essere una "castello in aria", essa dimostra la sua erudizione nel citare fonti classiche per spiegare fenomeni locali, un approccio comune che tendeva a collegare tutto ai Romani anche in assenza di legami diretti. Infine, il testo menziona brevemente il quartiere contiguo, Shornago/Zornago, riconoscendone lo splendore e la ricchezza nonostante le dimensioni ridotte, e propone un'etimologia alternativa del nome basata sulle caratteristiche del luogo e dei suoi abitanti.
 
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th485-busto-borgo2.mp4 - Questo estratto discute l'origine del nome di un quartiere, suggerendo che "Pessina" derivi da "Pessinunte", legato ai giochi megalesi in onore della dea Cibele, un'antica celebrazione romana caratterizzata da comportamenti sfrenati e licenziosi. Il cronista tenta di collegare queste antiche usanze romane a costumi simili ancora osservati nella regione, sebbene l'autore moderno metta in guardia contro questa interpretazione, suggerendo una spiegazione più semplice legata alla presenza di una vasca d'acqua. La discussione si sposta poi sul quartiere adiacente, esaminandone la forma e il nome.
 
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th486v-toponimi-travedona.mp4 - Questo estratto dal video "th486v-toponimi-travedona.mp4" si concentra sull'origine dei nomi di luogo (toponimi) nel comune di Travedona Monate, nel Varesotto. Vengono analizzati diversi nomi dialettali, come "Selvet" che deriva da "selve" (bosco), "Soc" con le possibili etimologie legate a un "buco scavato" o a un "cumulo di ceppi", e "Strecciolo" che indica una strada stretta. Il testo spiega anche l'origine di nomi come "La Grande" (da una strada che divide la zona boschiva) e "Tirashi" (una piccola lingua di terra), oltre a descrivere "il Vallone" e le aree "Il Vigne" e "Il Vignele", quest'ultima nota per la recente ripresa della produzione di vino locale. Infine, viene discusso il toponimo "Zavatè", legato probabilmente a un artigiano ciabattino
 
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th487-ospedale-Saronno.mp4 - Il testo narra la storia dell'Ospedale di Saronno, ripercorrendo i suoi oltre cento anni di vita fin dalla sua inaugurazione nel 1893. Viene evidenziato l'impegno di cittadini benemeriti che si prodigarono per la sua realizzazione e la figura carismatica di Don Giuseppe Borella, che contribuì in modo significativo alla sua crescita. La storia dell'ospedale è profondamente legata alla comunità saronese e all'importante ruolo svolto da diverse congregazioni religiose nel fornire assistenza ai pazienti.
 
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th488-notizie-giornale.mp4 - Questo testo, estratto da un notiziario del 1886 e 1888, presenta due brevi cronache provenienti da un giornale "americano". La prima notizia rettifica l'identità di un ladro di brillanti, rivelando che il colpevole è Galli Ambrosio e non la persona che si era falsamente identificata, sottolineando il tentativo di evadere una pena maggiore per la sua recidiva. La seconda narra il drammatico tentativo di suicidio di un parrucchiere ricoverato in ospedale, descrivendo il suo gesto disperato con un rasoio e l'intervento tempestivo di un infermiere. Entrambe le notizie offrono uno spaccato della vita quotidiana e dei fatti di cronaca dell'epoca, evidenziando crimini, inganni e drammi personali.
 
th489-dialetto-telecomando.mp3 - Il testo riflette con umorismo e nostalgia sull'evoluzione del telecomando e, di conseguenza, sulla dinamica familiare legata all'uso della televisione. Si parte dal telecomando come simbolo di potere indiscusso del capofamiglia, il "bastone del potere senza limite," per poi descrivere la frammentazione di questo potere con la moltiplicazione dei televisori nelle case. L'arrivo di videoregistratori, decoder e altri dispositivi ha ulteriormente complicato la gestione, rendendo il telecomando un oggetto sempre più onnipresente ma anche frustrante e spesso inutile se non puntato verso l'apparecchio corretto. La narrazione si conclude con una riflessione sulla difficoltà di sostituire i telecomandi rotti, rendendoli quasi reperti storici in un mondo tecnologico in rapida evoluzione.
 
th489-dialetto-telecomando.mp4 - Il brano racconta l'evoluzione del telecomando, partendo da un'epoca in cui era un simbolo di autorità familiare, detenuto dal capofamiglia per controllare la televisione. La progressiva moltiplicazione degli apparecchi televisivi in diverse stanze ha frammentato questo potere, introducendo la possibilità per altri membri della famiglia di avere il proprio schermo. Oggi, con l'avvento di numerosi dispositivi come videoregistratori, decoder e altri apparecchi elettronici, i telecomandi sono diventati così numerosi da creare confusione, e la loro perdita o rottura presenta un problema di difficile risoluzione.
 
 
 
archive.org/details/redigio-49
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th490-ambiente-idrografia.mp4 - Questo testo analizza la relazione tra i siti archeologici e l'ambiente idrografico in diverse aree del Nord Italia, come Monza, Canegrate, il Biellese, il Canton Ticino, la pianura Novarese, la Brianza, il Milanese e la Lomellina. Si osserva che la vicinanza a corsi d'acqua, perenni o temporanei, e a specchi d'acqua (sorgenti, laghi, paludi, torbiere) era un fattore determinante per l'ubicazione degli insediamenti antichi. Mentre i fiumi maggiori creavano valli profonde, i corsi d'acqua più piccoli e le risorgive formavano aree umide e paludose, influenzando la distribuzione dei siti e le vie di comunicazione, in particolare il fiume Ticino con i suoi affluenti che collegavano l'Italia settentrionale con i territori d'oltralpe, come evidenziato dai ritrovamenti archeologici che mostrano collegamenti tra le aree di Scamozzina-Monza e Canegrate con altri gruppi culturali. Verso la fine del Bronzo Medio, pur scomparendo alcuni insediamenti costruiti direttamente nelle aree umide, persiste la scelta di abitare in posizioni dominanti vicino all'acqua.
 
th491m-regina-zoo.mp3 -
 
th491-regina-zoo.mp4 - Questo brano descrive la storia del Zoo di Milano, situato nei giardini pubblici Indro Montanelli, evidenziando come sia difficile oggi immaginare la presenza di animali selvatici in questo luogo. Viene narrata la sua esistenza come meta popolare per le famiglie, ma anche come oggetto di critica da parte delle associazioni animaliste che ne hanno chiesto la chiusura. Particolare enfasi è posta sull'elefantessa Bombay, la sua fama e la sua vita in cattività, il cui corpo imbalsamato è ora esposto al museo di storia naturale.
 
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th492m-Milano-casa.mp4 - Il testo riflette sul mercato immobiliare a Milano, evidenziando come le case siano diventate un bene di investimento piuttosto che un luogo dove abitare, spingendo al rialzo i prezzi. Si nota come l'ambizione di vivere in case belle si diffonda, spesso in palazzi esclusivi o loft ricavati da ex fabbriche, ma questo non è accessibile a tutti. Vengono affrontati i problemi degli studenti e degli anziani, spesso dimenticati o in difficoltà nel trovare alloggi adeguati a prezzi accessibili, e si sottolinea la difficoltà degli enti pubblici nel gestire la questione delle case popolari.
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th493-celti-natura.mp4 - Questo testo esplora il profondo legame tra i Celti e la natura, evidenziando come l'ambiente, in particolare le foreste, le montagne e i corsi d'acqua, fosse considerato sacro e intriso di significato spirituale. L'autore sottolinea l'importanza del culto degli alberi, visti come simboli di rinascita e vitalità, e l'elevato valore simbolico attribuito a determinati animali, come il cinghiale e il cervo, spesso associati a divinità e riti iniziatici. Queste credenze, radicate nell'immaginario indoeuropeo, persistettero per secoli, influenzando la cultura e l'identità dei popoli di origine celtica, anche in epoche successive, come dimostrano riferimenti storici e figure come Giovanna d'Arco.
 
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th494-storia-padania.mp4 - Il testo esplora l'idea di un'eredità celtica nella cultura attuale della Padania, notando come questa domanda sia tornata prepotentemente all'inizio degli anni '90. Vengono identificate tre risoperte di questa civiltà nel tempo: la prima nell'Ottocento, soffocata dalla strumentalizzazione politica unitarista; la seconda negli anni '70, legata ai movimenti per i diritti civili dei popoli celtici e più focalizzata sulle questioni attuali; e la terza quella più recente, che porta a interrogarsi sul senso odierno di parlare di eredità celtica.
 
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th495-storia-padania.mp4 - Questo estratto discute la presunta persistenza di un substrato celtico nell'Alta Italia, basandosi sull'analisi della poesia storica e narrativa. L'autore cita l'etnomusicologo Negra, contemporaneo di Cavour, che notava la presenza di una ricca tradizione poetica epico-narrativa nel Piemonte e nella "superiore Italia", assente o meno sviluppata nell'Italia meridionale. Questa differenza, considerata da Negra un "fatto etnico" e non accidentale, viene attribuita alla predilezione dei Celti per la narrazione epica, in contrasto con il "genio latino". L'estratto suggerisce che negare quest'eredità culturale nel nord Italia per "pregiudizio politico" sia un errore, invitando alla riflessione su tali testi.
 
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th496-carlo-magno.mp4 - Questo estratto riflette su Carlo Magno, descrivendolo come un re che ha gettato le basi della prima Europa, non solo attraverso conquiste territoriali, ma anche attraverso un affascinante incrocio di culture e lingue, in particolare nel suo matrimonio con la longobarda Ermengarda. Il testo esplora la complessità della sua figura, un sovrano illetterato ma con una grande visione politica e militare, e il modo in cui il linguaggio, sia il suo franco-romano che il longobardo della moglie, rifletteva le diverse influenze e trasformazioni sociali dell'epoca. Attraverso l'analisi di termini specifici, si evidenzia l'interazione e l'assimilazione lessicale tra queste culture, offrendo uno spaccato intimo della loro relazione e del più ampio contesto storico.
 
th497-storia-padania.mp3 -
 
th497-storia-padania.mp4 - Il testo esplora il risveglio dell'interesse per la cultura celtica, soprannominato l'"ultima ondata celtica", che ha avuto un notevole impatto, seppur con una certa confusione, a partire dagli anni '90. L'autore identifica la mostra sui Celti a Venezia nel 1991 come un momento chiave di questo fenomeno. Viene sottolineato come la musica, con artisti come Enya e Hevia, abbia giocato un ruolo fondamentale nel portare elementi celtici nella discografia commerciale internazionale, anche se la rinascita culturale nelle aree padano-alpine è considerata ancora prematura e lontana dal tradursi in un effettivo rilancio identitario.
 
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th498-storia-padania.mp4 - Il testo analizza l'attuale "terza ondata" del Revival Celtico in Padania, ponendo l'accento sulla distinzione tra l'approccio archeologico e quello "attualizzante". L'autore osserva la popolarità di festival ed eventi che rievocano la vita e le battaglie degli antichi Celti, spesso con rievocazioni storiche e banchetti, ma critica la tendenza a concentrarsi sul passato piuttosto che sulla cultura vivente. Viene sottolineato come nei paesi celtici riconosciuti, come Bretagna e Irlanda, l'attenzione sia rivolta alla cultura contemporanea, alla musica e alle danze popolari attuali. Il testo conclude che l'enfasi sull'antichità impedisce al sostrato celtico della zona padano-alpina di integrarsi nella cultura moderna, allontanando l'obiettivo di "rimanere se stessi, stando però al passo con i tempi".
 
th499-storia-padania.mp3 -
 
th499-storia-padania.mp4 - Questo estratto da "th499-storia-padania.mp4" propone un recupero delle radici storiche e culturali della Padania, collegandole a un'antica civiltà celtica di oltre due millenni fa. Suggerisce che un lavoro filologico e la riscoperta delle tradizioni viventi siano cruciali per riconnettere il presente a questo passato. Le rievocazioni storiche sono viste come uno strumento per divulgare una storia ritenuta negata dall'ufficialità, ma si sottolinea la necessità di un lavoro più approfondito per unire la Padania celtica di un tempo a quella attuale.

 

 

2024-th300

 
2024-th300
 
archive.org/details/redigio-30
th#300-ceramica-terracotta-1.mp3 - Il testo sottolinea la durabilità e l'importanza della ceramica come testimone fondamentale della storia umana e della continuità degli insediamenti. Viene presentata come un vero e proprio "fossile guida" per l'archeologia, capace di documentare l'evoluzione delle tecnologie, degli stili di vita e persino i traumi delle civiltà. La sua abbondanza e la facilità di lavorazione l'hanno resa amica dell'uomo attraverso i millenni, assumendo molteplici forme utili alla vita quotidiana. Infine, il brano evidenzia come lo studio della ceramica, anche quella più comune e meno pregiata, sia indispensabile per la ricostruzione del patrimonio materiale e culturale, spesso confermato da fonti scritte come i contratti notarili che documentano la sua produzione e diffusione.
 
th#300-uomini-fornaci-1.mp4 - Il testo sottolinea l'importanza della ceramica come testimonianza duratura della storia umana e della continuità degli insediamenti, evidenziando la sua resistenza nel tempo. Viene presentata come un "fossile guida" per l'archeologia, fondamentale per ricostruire il patrimonio materiale e culturale delle civiltà. Inoltre, il brano evidenzia come lo studio della ceramica, anche quella di uso quotidiano destinata al consumo popolare, offra preziose informazioni sulla vita, le tecnologie e gli scambi economici di un'epoca.
 
th#301-ceramica-terracotta-2.mp3 - Il testo esplora il ruolo significativo della ceramica nel tardo Medioevo, evidenziando come essa sostituì vasi di metallo o vetro e fosse ampiamente utilizzata, specialmente in contesti religiosi e farmaceutici. Vengono citati esempi concreti di vasai e le loro forniture a conventi e monasteri, dimostrando l'importanza economica e pratica di questi oggetti. Particolare enfasi è posta sugli albarelli, vasi farmaceutici cilindrici con specifiche caratteristiche, decorati e usati per la preparazione e conservazione di medicamenti, come descritto anche da Piccolpasso nel suo trattato. La ceramica non era solo funzionale, ma spesso portava insegne dei committenti, come stemmi o simboli religiosi.
 
th#301-upomini-fornaci-1.mp4 - Il testo esplora il ruolo della ceramica nella vita e nelle attività degli enti religiosi durante gli ultimi secoli del Medioevo, evidenziando come essa abbia progressivamente sostituito contenitori in metallo o vetro. Si concentra sulle forniture di stoviglie e recipienti specializzati, come gli albarelli utilizzati nelle spezzerie per conservare medicinali, documentando con precisione le ingenti quantità e la varietà di pezzi venduti a conventi e monasteri da vasai e grossisti come Cecce D'Alessandro e Francesco Tartaglia. Vengono inoltre menzionati dettagli sulla decorazione dei pezzi, spesso personalizzata con stemmi o insegne, e sulla tipologia specifica degli albarelli descritta da Piccolpasso nel suo trattato.
 
th#302-ceramica-terracotta-3.mp3 - Il testo descrive l'importanza storica dei contenitori in ceramica nella farmacia, in particolare quelli smaltati per garantire l'impermeabilità e conservare i medicinali al riparo dalla luce. Viene sottolineato il valore delle collezioni ceramiche conservate da antiche istituzioni sanitarie, come la celebre farmacia di Santa Fina a San Gimignano. L'analisi dei recipienti di questa farmacia, datata tra il 1505 e il 1507, rivela la varietà dei vasi utilizzati per conservare acque distillate, oli essenziali e sciroppi, con indicazioni precise sui contenuti grazie a cartigli e abbreviazioni sulle etichette.
 
th#302-uomini-fornaci-2.mp4 - Il testo descrive l'importanza storica e medica dei contenitori in ceramica smaltata utilizzati per conservare farmaci e preparati salutiferi, evidenziandone il vantaggio rispetto al vetro nel proteggere il contenuto dalla luce. Vengono menzionati famosi esempi di corredi ceramici provenienti da istituzioni religiose e sanitarie, in particolare la farmacia dell'ospedale di Santa Fina a San Gimignano. La spiegazione prosegue descrivendo nel dettaglio la vasta collezione di vasi e contenitori di questa farmacia, datati tra il 1505 e il 1507, specificandone i nomi, le forme (come orcioli, utelli e albarelli) e le iscrizioni che indicavano il contenuto, offrendo così una preziosa testimonianza delle pratiche mediche e farmacologiche dell'epoca.
 
th#303-ceramica-terracotta-4.mp3 - Questo brano esplora la storia e l'importanza della ceramica di Orvieto, concentrandosi su come l'interesse antiquario, stimolato da una scoperta fortuita in un "butto" (pozzo di scarico), portò alla riscoperta di manufatti medievali. Viene descritta l'architettura sotterranea di Orvieto, con un focus sui butti come fonti preziose di reperti ceramici databili tra il XIII e il XV secolo. Si evidenziano i ritrovamenti di ceramiche in maiolica arcaica con specifiche decorazioni, notando come, a differenza degli oggetti di uso quotidiano meno pregiati, questi pezzi siano ora conservati in musei prestigiosi in tutto il mondo. Infine, il testo accenna alle diverse tipologie e forme di ceramica, spesso ispirate a recipienti metallici e caratterizzate da svariati ornamenti, dimostrando la ricchezza e la varietà della produzione orvietana.
 
th#303-uomini-fornaci-3.mp4 - Questo brano esplora la storia e l'importanza della ceramica di Orvieto, concentrandosi su come l'interesse antiquario, stimolato da una scoperta fortuita in un "butto" (pozzo di scarico), portò alla riscoperta di manufatti medievali. Viene descritta l'architettura sotterranea di Orvieto, con un focus sui butti come fonti preziose di reperti ceramici databili tra il XIII e il XV secolo. Si evidenziano i ritrovamenti di ceramiche in maiolica arcaica con specifiche decorazioni, notando come, a differenza degli oggetti di uso quotidiano meno pregiati, questi pezzi siano ora conservati in musei prestigiosi in tutto il mondo. Infine, il testo accenna alle diverse tipologie e forme di ceramica, spesso ispirate a recipienti metallici e caratterizzate da svariati ornamenti, dimostrando la ricchezza e la varietà della produzione orvietana.
 
th#304-scritrtura-pelle.mp4 - Questo brano descrive la pergamena come un materiale scrittorio ricavato dalla lavorazione della pelle animale, evidenziando come sia diventata il supporto di elezione in Occidente dall'Alto Medioevo. Spiega le sue origini antiche e i vantaggi rispetto al papiro, come la maggiore resistenza e durabilità, specialmente in climi umidi. Il testo dettaglia il complesso processo di lavorazione e le diverse forme in cui veniva utilizzata, dai rotoli ai codici, prima di essere gradualmente sostituita dalla carta a partire dal X secolo.
 
th#304-scrittura-pelle.mp3 - Questo testo descrive la storia e la produzione della pergamena, un materiale scrittorio di origine antica che si ottiene dalla lavorazione della pelle animale, in particolare di vitelli e ovini. Viene evidenziato come la pergamena, sebbene più costosa e laboriosa del papiro, offrisse notevoli vantaggi come la resistenza e la durata, imponendosi in Occidente nell'Alto Medioevo. Si illustrano le complesse fasi di lavorazione delle pelli e come, pur con l'arrivo della carta, la pergamena abbia mantenuto il suo prestigio e uso per documenti importanti per secoli.
 
th#305-bagno-ebraico.mp3 - Questo passaggio descrive l'importanza e l'uso del bagno ebraico rituale, noto come Mikveh, soprattutto nel Medioevo. Viene evidenziato il suo ruolo primario nella purificazione delle donne dopo il ciclo mestruale, come richiesto dalla legge della Nidah, prima di poter riprendere i rapporti coniugali. La fonte sottolinea anche come questi bagni, che richiedevano l'utilizzo di acqua pura di sorgente o piovana e seguivano regole precise per dimensioni e qualità dell'acqua, fossero spesso integrati nel complesso sinagogale o posizionati in locali dedicati.
 
th#305-bagno-ebraico.mp4 - Questo testo descrive l'uso del bagno rituale ebraico, noto come mikvah, durante il Medioevo. Era principalmente un luogo di purificazione per le donne, in particolare dopo il ciclo mestruale, in conformità con la legge della Nidah. Sebbene spesso facessero parte dei complessi sinagogali, potevano anche essere in edifici separati. La costruzione di questi bagni richiedeva acqua di sorgente non trasportata e la raccolta di acqua piovana per rispettare le rigide regole relative alla qualità e quantità dell'acqua e alle dimensioni delle vasche.
 
th#306-cielo-terra.mp3 - Il brano discute come le gerarchie angeliche, un concetto radicato nella cultura medievale, si siano diffuse nell'immaginario collettivo attraverso testi influenti. Viene evidenziato in particolare la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze come una fonte cruciale per definire queste strutture celesti. L'autore della Legenda Aurea si basò su opere precedenti per descrivere la complessa organizzazione degli esseri celesti, suddivisi in diverse categorie a seconda della loro vicinanza a Dio e dei loro ruoli specifici. Questa concezione ha poi influenzato profondamente la letteratura e l'arte dal Trecento in poi, riflettendo un parallelismo tra l'ordine divino e le strutture gerarchiche terrene, come quelle della corte reale o della Chiesa.
 
th#306-cielo-terra.mp4 - Il brano discute le raffigurazioni storiche delle gerarchie angeliche, concentrandosi in particolare sulla loro definizione nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, un testo medievale estremamente influente. Viene spiegato come questa opera, attingendo a diverse fonti teologiche precedenti, abbia plasmato l'immaginario collettivo, la letteratura e l'arte riguardo alla struttura celeste. Secondo la cosmologia di Varazze, gli angeli sono suddivisi in tre livelli di "apparizioni"—superiori (come Serafini e Cherubini), intermedie (Dominazioni e Virtù) e inferiori (Principati e Angeli custodi)—ognuna con funzioni specifiche, riflettendo una gerarchia terrena proiettata nel divino con i suoi "ministri".
 
th#307-castello-ghino.mp3 - Questo brano descrive una festa medievale che si tiene nella fortezza di Radicofani, un luogo storico in provincia di Siena. La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione nel 2000, celebra la storia del borgo e, in particolare, il suo legame con la figura di Ghino di Tacco, un noto bandito del passato. L'evento offre l'occasione di rivivere l'atmosfera medievale attraverso spettacoli, musica, danze e la ricostruzione di un mercato dell'epoca, permettendo al contempo di ammirare la fortezza restaurata.
 
th#307-castello-Ghino.mp4 - Questo testo descrive l'evento annuale del 13 agosto presso la Rocca di Radicofani, una festa medievale che celebra la storia e l'atmosfera di un tempo di questo imponente castello in provincia di Siena. La fortezza, originariamente carolingia e strategica sulla Via Francigena, fu ampliata per contrastare Federico Barbarossa e successivamente divenne il rifugio del celebre "brigante gentiluomo" Ghino di Tacco, le cui imprese sono narrate anche da Dante e Boccaccio. La festa offre un'occasione di incontro e divertimento, con musica, danze, spettacoli, rievocazioni storiche e la riscoperta di antichi mestieri e ricette, inclusa la famosa "minestra di fave".
 
th#308-araldica-maiale.mp3 - Questo brano esplora il significato araldico del maiale, simbolo di abbondanza e fortuna, come dimostrato dallo stemma degli Scrovegni, una ricca famiglia padovana. Il testo evidenzia la particolarità dello stemma degli Scrovegni, una scrofa azzurra incinta, simbolo "parlante" che si rifà al cognome, ma che sorprende per il suo colore inusuale all'interno della tavolozza limitata dell'araldica. Viene anche sottolineato come l'associazione medievale del maiale non fosse solo negativa, come nel caso di Reginaldo Scrovegni, padre di Enrico, rappresentato da Dante all'Inferno per la sua usura, ma potesse anche simboleggiare ricchezza e fecondità, giustificando la scelta di diverse famiglie italiane di inserire il suino nei loro stemmi.
 
th#308-araldica-maiale.mp4 - Il testo esplora il significato del maiale nell'araldica medievale italiana, in particolare concentrandosi sulla famiglia padovana degli Scrovegni. Si evidenzia come questo animale, simbolo di abbondanza e fortuna, troneggiasse sui loro stemmi, nonostante la diffusa preferenza per figure più feroci come leoni e aquile. La scelta del maiale è vista come un emblema "parlante", legato al cognome della famiglia, e il testo sottolinea la sua rappresentazione a volte inusuale e ironica, come nel caso della scrofa blu degli Scrovegni, riflettendo le regole e la creatività dell'araldica antica. Infine, viene menzionata la famigerata figura di Reginaldo Scrovegni, padre di Enrico, raffigurato da Dante tra gli usurai nell'Inferno e identificato proprio dallo stemma del maiale sulla borsa.
 
thl309-legnano-separata.mp3 - Il brano descrive la struttura storica di Legnano nel periodo medievale, evidenziando come la città fosse originariamente divisa in due nuclei distinti: il borgo principale sulla destra dell'Olona e Legnanello sulla sinistra. Questa divisione era accentuata dalla natura impetuosa del fiume, che rendeva difficili i collegamenti tra le due sponde. Il borgo principale rappresentava il centro politico e amministrativo, sviluppandosi attorno alla chiesa del Salvatore e ai palazzi arcivescovili, mentre Legnanello si sviluppava lungo la via del Sempione.
 
thl309-legnano-separata.mp4 - Secondo questa fonte, l'antica Legnano era divisa in due dal fiume Olona, formando il borgo principale e Legnanello, che conducevano vite indipendenti a causa della natura impetuosa del fiume e della scarsità di ponti. Il borgo si sviluppò maggiormente attorno alla chiesa del Salvatore e ai palazzi arcivescovili, costituendo il centro politico e amministrativo, mentre Legnanello crebbe tra l'attuale via Sempione e l'Olona. Tra le due aree, una zona non edificata era dedicata alla coltivazione, forse a causa del fiume o della sua proprietà.
 
 
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thl310-legnano-magi.mp3 - Il brano esplora la figura dei Re Magi, dal loro significato simbolico nelle Scritture fino alla loro rappresentazione popolare e storica. Si approfondisce la loro identità come sacerdoti persiani, adoratori del fuoco e del sole, e la loro connessione con l'astrologia, che spiegherebbe la loro attenzione alla Stella di Betlemme, un fenomeno celeste interpretato scientificamente come un allineamento planetario e divinamente come un miracolo. Infine, il testo delinea l'evoluzione della loro tradizione, inclusi i loro nomi e la leggenda delle loro reliquie, che collegano la storia dei Magi a importanti siti cristiani come la Basilica di Sant'Eustorgio a Milano.
 
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thl311-legnano-barbarossa-magi.mp3 - Federico Barbarossa, nel 1164, trafugò le sacre reliquie dei Magi da Milano a Colonia, non per semplice saccheggio, ma con un profondo significato politico e simbolico. Per l'imperatore, possedere le spoglie dei Magi, i primi a riconoscere la regalità di Cristo, equivaleva a un'investitura divina della sua autorità terrena e a un rafforzamento della missione spirituale del Sacro Romano Impero. Nonostante i numerosi tentativi di recupero da parte dei Milanesi e persino di figure autorevoli come Papi e altri imperatori, le reliquie rimasero a Colonia fino al 1904, quando una porzione fu restituita a Milano, a testimonianza della perdurante devozione popolare verso i Magi, specialmente a Legnano, dove la loro venerazione è stata ulteriormente rafforzata da questo evento storico.
 
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thl312-legnano-cremonesi.mp3 - La Cartolibreria Cremonesi celebra i suoi 60 anni di attività, un traguardo che poche realtà a Legnano possono vantare, radicato nella serietà, disponibilità e massimo impegno della famiglia Cavalleri, guidata da Tullio e dai figli Nicola e Paolo. Nata come "bazar" della nonna Ambrogina, l'attività ha saputo evolversi dagli anni '70, grazie all'intuizione di Tullio, trasformandosi in una cartoleria moderna e libreria professionale che offre articoli di pregio e marchi di qualità, mantenendo al contempo un forte legame con la tradizione scolastica e il ricordo affettuoso dei giocattoli del passato. Questo impegno, passione e creatività è stato riconosciuto nel 2007 dalla Regione Lombardia e continua a sostenere importanti iniziative locali, come i premi Tirinnanzi, consolidando il suo status di negozio di storica attività fedele alle sue radici.
 
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thl313-QGL358-storia-1914.mp3 - Il podcast descrive una mostra itinerante e un libro didattico che commemorano il centenario dell'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, concentrandosi sull'impatto del conflitto a Legnano. Un elemento centrale è la Cappella Ossario di Legnano, che ospita non solo i resti di soldati italiani, ma anche quelli di prigionieri austro-ungarici, un gesto di riconciliazione sorprendente per l'epoca. Il brano esplora anche le trasformazioni economiche e sociali della città, evidenziando come industrie come il cotonificio Cantoni e la Franco Tosi si siano adattate alla produzione bellica, con un notevole aumento della manodopera, comprese le donne. Nonostante la crescita industriale, si registrò un incremento delle lotte sindacali per migliori condizioni salariali, culminate in scioperi significativi, e la popolazione affrontò sfide come la scarsità di cibo e l'epidemia di influenza spagnola.
 
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thl314-QGL359-4045-4073.mp3 - -Il brano esplora come la Battaglia di Legnano e il Guerriero di Legnano siano stati tramandati alla memoria collettiva, sottolineando che gran parte dell'iconografia popolare è un'invenzione romantica dell'Ottocento, come dimostrato dai dipinti anacronistici di Amos Cassioli. Nonostante questa rappresentazione inautentica sia ancora influente, specialmente dopo essere stata adottata come simbolo elettorale della Lega, l'audio rivela l'esistenza di iconografie originali dell'epoca, come i bassorilievi della Porta Romana del 1171, che offrono una rappresentazione più fedele e forse più emozionante. Infine, menziona l'interpretazione controversa di altri bassorilievi che, pur essendo probabilmente apotropaici, la tradizione popolare ha trasformato in rappresentazioni oscene di Federico Barbarossa e dell'Imperatrice.
 
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thl315-QGL360-4045-4074.mp3 - Il 29 giugno 1900, durante l'inaugurazione del monumento a Italia a Legnano, il compositore Beniamino Proverbio presentò un concerto vocale e strumentale. Questo musicista di Legnano, già insignito di numerosi premi, era anche l'autore di una composizione originale per pianoforte intitolata "Season". L'opera, pensata per lanciare una nuova danza Polka, si distingueva per la sua struttura innovativa di quattro battute lente seguite da quattro in tempo ordinario. Dedicata all'amico Leopoldo Sconfietti, direttore tecnico del cotonificio Cantoni, la composizione ottenne un notevole successo e fu persino pubblicata dalla rinomata edizione Ricordi di Milano.
 
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thl316-QGL361-4045-4075.mp3 - Il brano narra la tormentata storia del monumento al guerriero della battaglia di Legnano, un simbolo della Lega Lombarda che sconfisse lo straniero e celebrato dall'Italia unita e indipendente nel settimo centenario del 1876. L'iniziativa di un monumento, fortemente voluta da figure come Garibaldi, vide la raccolta di fondi e la posa di una prima pietra, ma difficoltà economiche ritardarono il progetto. Le celebrazioni del 1876 si tennero con un monumento improvvisato di gesso e cartapesta, abilmente camuffato per apparire completo, ma destinato a rivelare il suo inganno sotto le prime piogge. Nonostante l'artificio, l'evento fu un trionfo di patriottismo e partecipazione popolare, con solenni cerimonie, sfilate, banchetti e la coniazione di medaglie commemorative che esaltavano la vittoria di Legnano come fondamento delle libertà italiane.
 
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thl317-QGL362-4045-4082.mp3 - Il podcast narra la travagliata storia della creazione del monumento al Guerriero di Legnano, realizzato dallo scultore Enrico Butti. Dopo decenni di controversie per un'iniziale statua in cartapesta, si decise nel 1895 di commissionare un'opera definitiva, ispirata al leggendario Alberto da Giussano ma rappresentante un fante, in omaggio ai soldati che decisero l'esito della battaglia. L'imponente statua, inaugurata nel 1900, è ricca di dettagli simbolici sul basamento, tra cui le città della Lega Lombarda, e il suo costo fu sostenuto da diverse entità, con Milano che contribuì per la cancellata in ferro battuto. La narrazione si conclude con un focus su Butti, evidenziando le sue umili origini e la sua ascesa artistica culminata con quest'opera, considerata la più significativa della sua maturità.
 
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thl318-QGL363-4045-8016.mp3 - Il documento esplora il vasto patrimonio storico dell'Istituto Barbara Melzi di Legnano, che custodisce 15.000 volumi e numerosi documenti dal VII secolo ad oggi. Viene evidenziato un episodio significativo in cui la richiesta del Podestà Carusi di trasferire la biblioteca e la pinacoteca al Comune fu rifiutata per rispettare la volontà del Conte Francesco Melzi di non esportare i libri. La ricerca storica ha permesso di riscoprire una ricchezza di pergamene, documenti legali e atti che illustrano la nobiltà e le attività di famiglie influenti come i Pusterla e i Melzi, nonché vicende sociali, economiche e giudiziarie dal XIV al XVIII secolo. Tra questi spiccano decreti giudiziari, testamenti, e persino registrazioni di condanne capitali, offrendo uno spaccato dettagliato della vita e delle dinamiche di potere nell'Italia settentrionale medievale e moderna.
 
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thl319-QGL364-4045-8017.mp3 - Il testo esplora il vasto patrimonio della biblioteca dell'Istituto Barbara Melzi di Legnano, sottolineando la sua ricchezza storica e intellettuale. Viene evidenziata la presenza di preziosi manoscritti pergamenacei e cartacei, tra cui spiccano il Codice Lattanzio e una varietà di opere che spaziano dal diritto alla medicina, testimonianze di illustri umanisti e opere di importanti figure come Gabriele Verri e Poggio Bracciolini. La discussione si concentra anche sulle prime opere stampate, come gli incunaboli e le cinquecentine, la cui provenienza, spesso legata a confische di beni religiosi o eredità, è di grande interesse per gli studiosi. Infine, il brano celebra la decisione che ha permesso la conservazione integrale di questo inestimabile patrimonio a Legnano, rendendolo accessibile alla curiosità dei posteri e agli studiosi.
 
 
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thl320-QGL365-4045-8018.mp3 - Barbara Melzi, nata in una nobile famiglia milanese nel 1825, fu una devota religiosa canossiana che dedicò la sua vita all'istruzione e alla carità. Nonostante un'interruzione della sua vocazione a causa degli eventi del 1848, Melzi perseverò, prendendo i voti e iniziando la sua opera a Legnano. Il padre, Conte Francesco, la supportò attivamente, fondando l'Opera Melzi a Legnanello, un'istituzione educativa indipendente che divenne un punto di riferimento per l'istruzione femminile, specialmente nell'ambito elementare e dell'asilo. Quest'opera, che si espanse anche a Tradate, continuò a prosperare dopo la morte di Barbara nel 1899, grazie all'eredità spirituale e materiale lasciata a Madri Superiori come Gaetana Amoli e Giulia Migazzi.
 
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thl321-QGL366-4045-8019.mp3 - Il testo narra la vita di Francesco Maria Melzi Deril, un influente uomo politico milanese nato nel 1753. Discendente di una nobile famiglia, Melzi Deril fu una figura chiave durante la Repubblica Cisalpina e il Regno d'Italia, distinguendosi come capo dei moderati nel movimento giacobino milanese. Fu designato da Napoleone stesso tra i redattori della Costituzione Cisalpina e divenne vicepresidente della Repubblica nel 1802. Nonostante un periodo di esilio a Saragozza durante la riconquista austriaca, Melzi Deril riottenne i suoi poteri con il ritorno dei francesi, dedicandosi alla formazione di un esercito nazionale e co-fondando il "Giornale di Legnano", un'importante pubblicazione culturale dell'epoca.
 
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thl322-QGL367-4045-8020.mp3 - Il libro "C'era una volta Parabiago," curato dal professor Ganazza, è un'opera che raccoglie la storia e le tradizioni della città di Parabiago attraverso un approccio unico e collaborativo. Nasce da un progetto didattico che ha coinvolto studenti e i loro nonni, i quali hanno condiviso ricordi d'infanzia e giovinezza. L'obiettivo principale è quello di raccontare la storia della gente comune, le usanze, le feste, i giochi all'aperto e persino le ricette culinarie tradizionali, distaccandosi dalla storia "ufficiale" per abbracciare quella vissuta e tramandata. Il professor Gianazza ha sapientemente ordinato il materiale, mantenendo intatta la semplicità e l'autenticità delle testimonianze.
 
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thl323-QGL368-4045-8021.mp3 - Il comune di Legnano, divenuto città nel 1924, vanta una storia che affonda le radici ben prima di Milano, con insediamenti umani risalenti al X secolo a.C., probabilmente abitati da una tribù ligure lungo il fiume Olona. L'influenza linguistica dei Liguri è ancora percepibile nei dialetti locali, come dimostra la conservazione della vocale non accentata nella sillaba finale, a differenza dei dialetti con un substrato celtico più marcato. Successivamente, la romanizzazione ha plasmato il territorio, con Legnano che conobbe un periodo di splendore in epoca imperiale, come attestano i numerosi reperti archeologici e il probabile legame del suo nome con un proprietario terriero romano di nome Laennius. Infine, l'arrivo dei Longobardi lasciò ulteriori tracce, sia nei reperti archeologici che in alcuni toponimi e termini dialettali tuttora presenti.
 
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thl324-QGL369-4045-8022.mp3 - Il testo traccia l'evoluzione di Legnano, un tempo in posizione geografica isolata, ma strategicamente cruciale per i conflitti tra Milano e Seprio. Fin dal 789, con la cessione di terre all'arcivescovo di Milano, Legnano inizia a intrecciarsi con le sorti del capoluogo, culminando nella costruzione del Castello dei Cotta, che divenne una fortificazione milanese chiave contro il Seprio. L'importanza del borgo crebbe ulteriormente con l'ascesa di nuove economie e la resistenza alle devastazioni del Barbarossa nel XII secolo, rafforzando i legami con Milano. Questo contesto di alleanza e importanza strategica spiega perché il Carroccio milanese si fermò a Legnano il 29 maggio 1176, in attesa della storica battaglia.
 
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thl325-QGL370-4045-8023.mp3 - Il brano analizza come la memoria collettiva abbia falsificato l'iconografia della battaglia di Legnano, in particolare l'immagine del "Guerriero di Legnano", attraverso le rappresentazioni romantiche ottocentesche. Queste immagini, come il quadro di Amos Cassioli, mostrano armature anacronistiche e un'interpretazione eroica che ha permeato i libri di scuola per decenni. Sebbene l'iconografia moderna stia cambiando, il monumento di Enrico Butti, pur influenzato dal romanticismo, è stato adottato come simbolo politico, ottenendo nuova rilevanza. L'autore sottolinea che esiste invece un'iconografia autentica dell'epoca, come i bassorilievi della Porta Romana del 1171, che narrano il ritorno dei Milanesi, e menziona la controversa interpretazione di altre figure come il Barbarossa e l'Imperatrice in atteggiamenti osceni.
 
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thl326-QGLC623-legnano-musazzi.mp3 - Il documento audio rievoca la figura di Felice Musazzi, celebre attore e fondatore della Compagnia dei Legnanesi, e il suo coinvolgimento appassionato nel Palio di Legnano come capitano della contrada di Legnanello. Viene evidenziata la sua regia della contrada dal 1967 al 1969, un periodo in cui, pur non vincendo il Palio, Musazzi ottenne sempre posizioni di prestigio, infondendo orgoglio nella sua gente con lo slogan "Dalignarel sem e mai più sa disignalerem". In particolare, si ricorda la turbolenta partecipazione del 1969, quando Musazzi, dopo iniziali defezioni, sorprese tutti iscrivendo la contrada all'ultimo minuto e schierando un giovane fantino, Giorgio Ravello, che per poco non trionfò. Il testo si conclude con un omaggio a Musazzi, in occasione del ventesimo anniversario della sua scomparsa, sottolineando il rimpianto per la sua assenza.
 
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thl327-QGL381-dialetto.mp3 - Questo brano celebra l'eredità culturale e lavorativa di Legnano tra l'Ottocento e i primi del Novecento, prima della sua piena industrializzazione. Si concentra sui personaggi caratteristici e gli antichi mestieri del borgo, molti dei quali identificati da soprannomi dialettali che riflettevano la loro attività. La registrazione, basata sulla raccolta di Gigi Parini, un attento cultore delle tradizioni locali, evidenzia come l'artigianato e l'agricoltura abbiano costituito le fondamenta dell'economia di Legnano, contribuendo al suo lento ma costante progresso. Vengono elencati numerosi esempi, come "il tela" (il suonatore di organetto), "il Juli e il CU lavandé" (i lavandai), o "Upin Patan" (il postino), preservando la memoria collettiva popolare di un'epoca e di una "genuina aristocrazia del lavoro".
 
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thl328-QGL382-musazzi.mp3 - Il 18 maggio 1996 è stato inaugurato a Legnano un monumento dedicato a Felice Musazzi, fondatore e animatore della compagnia dialettale dei Legnanesi, rappresentato non con il suo volto reale, ma con la maschera della Teresa. L'opera, voluta dall'amministrazione comunale e realizzata dallo scultore Antonio Luraghi, celebra Musazzi per la sua abilità nel portare il nome di Legnano sui palcoscenici italiani e per aver dato dignità letteraria al dialetto e voce alla cultura popolare. Il monumento simboleggia anche lo spirito autentico di Legnano, raccontando una transizione storica e offrendo un messaggio di memoria alle future generazioni, come sottolineato dagli interventi del sindaco Marco Turri e dell'assessore alla cultura Renato Besana.
 
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thl329-QGL385-fonderia.mp3 - Il testo affronta la situazione delle fonderie nel Legnanese, storicamente un punto di riferimento per l'industria meccanica. Nonostante siano considerate la "Cenerentola" del settore, lottando contro alti costi di gestione, norme stringenti e una percezione di scarsa attrattiva futura, aziende come la Colombo Giuseppe di Carlo e Figli, con tre generazioni di esperienza, resistono e prosperano. Eugenio Colombo, ex presidente di Assofond, sottolinea come queste fonderie specializzate siano un anello strategico e insostituibile della filiera meccanica, indispensabili per la produzione di pezzi in ghisa e acciaio. La loro resilienza, unita a sistemi di alta certificazione di qualità e l'emergere di nuove iniziative come la "Tecno City" a Legnano, dimostra che il settore ha un futuro produttivo e occupazionale credibile.
 
 
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thl330-QGL380-pittori.mp3 - Il testo esplora l'ampia e duratura influenza della Battaglia di Legnano del 1176 sull'immaginario collettivo italiano, in particolare attraverso l'arte. Viene sottolineata la vasta iconografia ispirata a questo evento, citando opere di pittori, scultori e incisori dall'Ottocento fino a tempi più recenti, come quelle di Amos Cassioli, Gaetano Previati, Enrico Butti e Nerone. L'episodio storico, con i suoi risvolti patriottici e civili, ha alimentato un ricco corpus di rappresentazioni, culminando anche in eventi contemporanei come la rievocazione della sagra di Legnano. Il testo menziona inoltre l'interpretazione unica della sagra da parte di Giovanni Guareschi, che la trasformò in un fotofumetto satirico con implicazioni politiche, evidenziando come l'evento sia stato costantemente reinterpretato nel tempo.
 
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thl331-QGL386-ambrogio.mp3 - Il frammento esplora la ricca e millenaria storia della Chiesa di Sant'Ambrogio a Legnano, il tempio più antico della città. Si traccia la sua evoluzione da una primitiva cappella forse dedicata a San Nazzaro, fino all'attuale struttura, evidenziando come scoperte archeologiche del 1992 abbiano retrodatato le sue origini al V secolo d.C., rendendola preesistente alla famosa Battaglia di Legnano. Il testo narra anche della misteriosa scomparsa delle spoglie dell'Arcivescovo Leone da Perego e il ruolo della chiesa come sede della più antica scuola pubblica di Legnano, sottolineando la sua importanza non solo spirituale ma anche culturale e storica per la comunità.
 
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thl332-QGL387-garibaldi.mp3 - Il brano narra il profondo legame tra Giuseppe Garibaldi e la città di Legnano, evidenziato da due episodi salienti. Il primo è la sua visita del 16 giugno 1862, durante la quale, ospite dell'ex sindaco Bernardo Bossi, suggerì l'erezione di un monumento alla Battaglia di Legnano e vide la contrada maggiore rinominata "Corso Garibaldi". A ricordo di questo evento, una lapide commemorativa, restaurata e ricollocata nel municipio, fu inaugurata vent'anni dopo. Il secondo episodio significativo è l'accettazione da parte di Garibaldi della presidenza onoraria della società di tiro di Legnano nel 1879, rafforzando ulteriormente il sentimento patriottico legnanese. Il testo sottolinea anche il ruolo attivo di Legnano nel Risorgimento italiano, menzionando figure eroiche come Ester Cuttica e numerosi volontari che presero parte a moti e battaglie cruciali.
 
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thl333-QGL388-pianeta-danza.mp3 - Il brano descrive le esibizioni della scuola di danza classica Pianeta Danza di Legnano, sottolineando in particolare due eventi. Il primo si è tenuto il 13 giugno presso l'Oratorio della Basilica del Santo Redentore, dove le allieve si sono esibite con musiche di Albinoni e Cajkovskij, sotto la direzione della coreografa Danila Morganti Colombo e con l'accompagnamento della pianista Giampiera Lombardi Caccia. Il secondo appuntamento menzionato è la partecipazione della scuola a una serata di danza il 19 giugno 1998 presso il monastero di Santa Maria Assunta a Cairate, un evento che conclude la stagione 1998-1999 prima della pausa estiva e della ripresa dei corsi a settembre.
 
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thl334-QGL389-madonna-grazie.mp3 - Il brano narra la ricca e complessa storia del Santuario della Madonna delle Grazie a Legnano, dalla sua origine nel XV secolo come piccola cappella con un affresco miracoloso, fino al grandioso santuario attuale. L'edificio è nato da un presunto miracolo in cui la Vergine parlò a due bambini sordomuti, spingendo alla costruzione di una chiesetta che poi divenne un santuario per l'enorme afflusso di fedeli. Il testo descrive dettagliatamente le lunghe e travagliate fasi costruttive, che hanno coinvolto numerosi architetti e modifiche progettuali nel corso dei secoli, culminate nell'attuale struttura ispirata alla Chiesa del Gesù a Roma. Infine, esplora le numerose opere d'arte e i restauri recenti che hanno ridato lustro a questo luogo di culto, sottolineando la sua importanza storica e spirituale per la comunità e per i pellegrini lombardi.
 
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thl335-QGL390-rinascimento.mp3 - Il Rinascimento fu un periodo di notevole fervore culturale e costruttivo a Legnano, come testimoniano la Basilica di San Magno, l'edificio religioso più prestigioso della città, e il restauro della Colombera. La posizione strategica di Legnano, vicina a Milano e sulla strada per il Verbano, la rendeva un luogo desiderabile per le nobili famiglie milanesi, che vi possedevano residenze di campagna. Sebbene l'industrializzazione abbia radicalmente trasformato il volto urbano della città, cancellando molte tracce del passato, Legnano vanta una storia ricca e complessa, segnata dalla presenza di importanti figure ecclesiastiche e famiglie nobili, da numerosi mulini lungo l'Olona e da eventi militari, che hanno lasciato un'eredità storica che è nostro compito ricordare e far conoscere.
 
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thl336-QGL391-SanMagno.mp3 - La Basilica di San Magno, situata nel cuore di Legnano, è un capolavoro rinascimentale attribuito a Donato Bramante, la cui costruzione iniziò nel 1504 per sostituire una chiesa preesistente non più adeguata. La basilica si distingue per la sua pianta centrale, una novità rispetto alle chiese basilicali tradizionali, che permette ai fedeli di vivere uno spazio architettonico dinamico con molteplici scorci visivi e giochi di simmetria, ispirati alla lezione spirituale di Leonardo da Vinci sull'espressione dell'anima e del movimento. Sebbene l'attribuzione a Bramante sia supportata da una citazione storica e dall'analisi critica del suo design innovativo, l'esterno rimase incompiuto per anni a causa della morte dell'architetto e delle difficoltà economiche. All'interno, spicca l'affresco della volta ottagona realizzato nel 1515 da Giangiacomo Lampugnani, definito la "più bella grotesca di Lombardia" per la sua eleganza e la perfetta integrazione con il concetto di centralità dell'edificio, guidando lo sguardo in un movimento circolare verso la cupola.
 
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thl337-QGLC624-legnano-iamis.mp3 - Il complesso dialettale legnanese "de Yamis", diretto dal maestro Cavalierellino Sementa, ha offerto un pomeriggio musicale molto apprezzato alla residenza San Francesco nel 2009. L'evento ha visto l'esecuzione di brani popolari come "Kigish le Sempalfesta" e "O mia bella madunina", oltre a canti mimati e coreografie dei ballerini del gruppo. Un momento particolarmente toccante è stata la recita della poesia "Vioggio in su a Carita", scritta dalla compianta Pinuccia Zanzottera. La serata si è conclusa con l'inno cittadino "Meccarlan" e il tradizionale saluto "Ur saludu dei amis", a riprova del grande apprezzamento del pubblico.
 
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thl338-QGLC625-dialetto-lingua.mp3 - Il brano esplora il complesso rapporto tra dialetto e lingua in Italia, evidenziando un rinnovato interesse per i dialetti a causa della percezione che stiano scomparendo e necessitino di tutela. Si sottolinea come l'uso del dialetto sia ancora significativo tra gli anziani, mentre i giovani e le donne tendono a preferire l'italiano, contribuendo al suo declino. L'autore critica l'idea che i dialetti siano "lingue tagliate" legate a un'identità etnica, affermando invece che le lingue derivano da costumi e tradizioni comuni e che il dialetto, con la sua limitatezza lessicale, non può sostenere un'evoluzione culturale e scientifica come una lingua comune. Infine, il testo lamenta la progressiva scomparsa dei dialetti, che da "lingua del popolo" rischiano di diventare una "lingua d'élite" o di essere marginalizzati dalla lingua standard, spesso banalizzata dai media.
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thl340-QGLC627-legnano-cozzi.mp3 -   In un periodo di crisi del mercato del lavoro, la Fratelli Cozzi di Legnano riceve un premio nazionale per l'eccellenza e la qualità del servizio offerto ai clienti dei marchi Alfa Romeo, BMW e Mini. L'azienda, guidata dalla famiglia Cozzi (Pietro, Roberto ed Elisabetta) e supportata da tutto il personale, ha adottato una filosofia incentrata sulla centralità della persona, sia essa cliente o dipendente, condividendo anche il premio in denaro con questi ultimi. Questo riconoscimento celebra la loro capacità di generare soddisfazione e fedeltà attraverso investimenti e innovazione, come dimostrato dall'introduzione dei marchi BMW e Mini e dal restyling degli spazi, che hanno anche ospitato una mostra di moda degli studenti dell'IPSIA Bernocchi, abbinata a modelli storici del Museo Cozzi.
 
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thl341-QGLC628-legnano-epistolario.mp3 - Il podcast esplora la corrispondenza tra il curato di Legnano, Giovan Battista Crespi, e il cardinale Carlo Borromeo nel XVI secolo, offrendo uno spaccato della vita ecclesiastica e sociale dell'epoca. Attraverso le lettere di Crespi, si scoprono denunce di abusi da parte dei prevosti, come il caso di Don Bianconi che utilizzò macerie sacre per una stalla, e le conseguenti indagini ordinate dal Cardinale Borromeo. La ricerca evidenzia anche i complessi rapporti tra il curato e i monasteri e religiosi locali, rivelando attriti e gelosie riguardo a pratiche non autorizzate e questioni amministrative, fornendo un quadro vivido delle sfide quotidiane affrontate dal clero.
 
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thl342-QGLC629-legnano-fontana.mp3 - La fonte descrive il ritorno della Fontana dedicata ai caduti per la libertà a Legnano nel 2009, dopo essere stata rimossa. Originariamente ubicata in Piazza 4 Novembre, la fontana è stata restaurata e riposizionata in Largo Francotosi, continuando a onorare il Comitato di Liberazione Nazionale e i caduti. Il testo svela che il suo ideatore fu Riccardo Gironi, un artista e politico locale che, attraverso la sua opera, espresse il sentimento di un popolo liberato dall'oppressione nazifascista. L'iscrizione sulla fontana commemora specificamente le brigate e i combattenti che sacrificarono la vita per la libertà.
 
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thl343-QGLC630-dialetto-lingue.mp3 - Il testo esplora l'evoluzione e le connessioni delle lingue, partendo dalla definizione di lingua come sistema di segni per la comunicazione umana e distinguendo tra lingue nazionali e dialetti regionali, che sono essi stessi forme linguistiche con portata più ristretta. Si sofferma sulle lingue neolatine (come italiano, francese, spagnolo) e germaniche (inglese, tedesco), evidenziando le loro somiglianze e differenze. Viene introdotta l'ipotesi dell'indoeuropeo come antenato comune di queste e altre lingue, originatosi da popolazioni migrate dalla Russia meridionale. Infine, il testo descrive l'arrivo e la distribuzione dei raggruppamenti indoeuropei in Italia, menzionando anche popolazioni non indoeuropee come i Liguri e gli Etruschi, e l'influenza di Greci e Fenici, elementi che hanno contribuito alla formazione della lingua latina.
 
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thl344-QGLC631-legnano-centro.mp3 - Il documento descrive le significative trasformazioni urbane avvenute a Legnano, in particolare nell'area dell'ex Cantoni, dove è sorto un nuovo centro che ha riorientato la città dal settore industriale a quello terziario. Queste modifiche includono una rivoluzione della viabilità, con l'introduzione di nuove strade, sensi unici, rotatorie e una pista ciclabile in Corso Italia, mirate a ridurre il traffico di attraversamento. Inoltre, il testo illustra una riorganizzazione dei parcheggi, con nuove logiche tariffarie e aree a pagamento anche notturno e festivo, volte a ottimizzare gli spazi e disincentivare l'uso dell'automobile, sebbene queste novità abbiano inizialmente generato qualche disagio tra i cittadini. L'obiettivo generale di questi interventi, promossi dall'amministrazione Vitali e dalla polizia locale, è migliorare la qualità della vita e l'efficienza dei flussi urbani, nonostante la necessità di tempo affinché i residenti si abituino ai cambiamenti.
 
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thl345-QGLC632-legnano-carmelo.mp3 - Il monastero carmelitano di Legnano ha celebrato 60 anni di esistenza nel 2009, presentandosi come una comunità vivace e radicata nonostante la sua lunga storia. Composto da 17 monache, il convento enfatizza i valori di silenzio, carità e zelo nel lavoro quotidiano, che guidano la loro vita dedicata a Dio. Le suore, pur vivendo in clausura, si sforzano di promuovere la condivisione e la fraternità, respingendo l'idea di una fuga dal mondo e cercando attivamente una connessione profonda con la città di Legnano. Il monastero funge da importante punto di riferimento spirituale per la comunità locale, offrendo preghiere, consigli e un'atmosfera di pace a coloro che lo visitano.
 
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thl346-QGLC634-legnano-brignoli.mp3 - L'impresa Brignoli vanta una storia di tre generazioni nel campo delle decorazioni e del restauro, iniziata con il nonno Cesare negli anni '30 a Parigi. Dopo una pausa dovuta alla guerra e alla prematura scomparsa del fondatore, fu il padre a riavviare l'attività, espandendosi negli anni '60 con il boom economico in settori come ristrutturazioni e costruzioni. Attualmente, l'azienda opera con due rami distinti: il restauro e la ristrutturazione, con vent'anni di esperienza in progetti prestigiosi anche all'estero, e la costruzione di nuove opere. La filosofia aziendale è incentrata sulla conservazione della materia e sulla collaborazione culturale, lavorando anche con l'associazione Pro Restauro per promuovere la ricerca e la divulgazione del restauro italiano nel mondo.
 
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thl347-QGLC633-legnano-dialetto.mp3 - -Il brano è un'autobiografia orale di Sussi Errera, incentrata sulle sue origini multiculturali e l'influenza della sua famiglia sul suo lessico e sulle tradizioni culinarie. La narratrice, nata con tre nomi dalle nonne Irma (ebrea-toscana) e Corradina (siciliana-milanese), esplora come le diverse provenienze geografiche e linguistiche dei suoi avi abbiano plasmato la sua identità. Vengono messi in risalto i modi di dire, i dialetti (milanese, toscano, il vernacolo cremonese dei nonni), e le ricette familiari (dal cuscussu ebraico ai piatti balcanici e austriaci), che rappresentano una "microcultura" domestica ricca di aneddoti e memorie.
 
thl347-QGLC635-legnano-archivio.mp3 - Il discorso celebra l'inaugurazione della nuova sede dell'Archivio Storico di San Magno a Legnano il 20 giugno 2008, finanziata dai Lions e dalla Fondazione Ticinolona, evidenziando il lodevole lavoro degli archivisti e dei volontari. L'oratore riflette sull'importanza dell'archivio per la ricostruzione storica e la riscoperta della memoria collettiva di Legnano, citando esempi di documenti preziosi come manoscritti e atti notarili. Sottolinea come l'archivio offra un punto di riferimento tangibile per la storia locale, contrastando l'effimera natura del messaggio televisivo e invitando a una riscoperta avventurosa dei documenti.
 
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thl349-QGLC660-dialetto-autori.mp3 - La rivista www.redigio.it dedica uno spazio al dialetto dei nostri avi, con l'intento di preservare un patrimonio linguistico prezioso e antico che rischia di andare perduto. Questa iniziativa mira a raccogliere e custodire le testimonianze del passato attraverso gli scritti di poeti e cultori del vernacolo, stimolando in particolare i giovani a interagire con gli anziani, detentori di queste tradizioni. La rubrica, intitolata "Dialetto e Lingua," si propone di esplorare la parlata di Legnano e delle aree circostanti, inclusa la storia e la formazione delle lingue. Inizia con la presentazione di poesie di due autori locali scomparsi, Ernesto Parini e Pinuccia Zanzottera Giovanelli, i quali con le loro opere incarnano la bellezza e la risonanza emotiva della lingua vernacolare.
 
 
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thl350-QGLC661-dialetto-bonvesin.mp3 - Il frammento esplora la figura di Bonvesin della Riva, un influente maestro di grammatica e frate del XIII secolo, noto per il suo arrivo a Legnano e la fondazione dell'ospizio Sant'Erasmo. L'importanza centrale di Bonvesin risiede nelle sue opere letterarie in volgare, che testimoniano una fusione tra il latino e il dialetto locale. L'analisi sottolinea come la sua prolungata permanenza a Legnano abbia influenzato la sua lingua, incorporando vocaboli della parlata rustica milanese nelle sue composizioni. Il testo illustra questa influenza tramite un elenco comparativo di termini usati da Bonvesin e i loro equivalenti nel dialetto legnanese, culminando con un esempio di poesia volgare che riflette la ricchezza linguistica e culturale del periodo.
 
thl351-QGLC663-legnano-cibo.mp3 - Il documento esplora la storia del cibo a Legnano, concentrandosi sull'introduzione e l'impatto del mais. Inizialmente, vengono descritte le antiche coltivazioni come farro e miglio, seguite dall'arrivo del grano e le sue rotte commerciali sotto i Romani, evidenziando come fosse inizialmente un alimento per i ricchi. La narrazione prosegue con la svolta cruciale del 1492, quando Cristoforo Colombo porta in Europa mais, patate e pomodori, che si rivelano risorse vitali sebbene la loro accettazione non sia immediata a causa di difficoltà di coltivazione e pregiudizi. Viene poi analizzato il ruolo trasformativo del mais a Legnano, diventando un alimento fondamentale per i ceti più poveri e influenzando la cultura locale, come dimostrato dalla maschera di Arlecchino affamato di polenta. Infine, l'intervento illustra anche le implicazioni socio-economiche e sanitarie (pellagra) legate al mais, le sue diverse applicazioni moderne e l'evoluzione della consapevolezza comunale verso l'approvvigionamento
 
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thl352-QGLC669-cantoni-tosi.mp3 - Questa registrazione audio descrive una cartolina del 1900 che raffigura Eugenio Cantoni e Franco Tosi, due pionieri industriali di Legnano. La cartolina è simbolica, illustrando l'industria cotoniera di Cantoni e quella meccanica e metallurgica di Tosi, con un operaio che unisce le corone d'alloro dei due uomini con un ramoscello d'ulivo per simboleggiare pace e concordia. Il brano ripercorre le origini e lo sviluppo delle loro rispettive imprese: Costanzo Cantoni, padre di Eugenio, acquisì e ingrandì uno stabilimento di filatura a Legnano, con Eugenio che successivamente ne assunse la direzione portandola a grande successo. Allo stesso modo, l'ingegner Franco Tosi, a partire dal 1877, trasformò una piccola officina meccanica in un colosso nella produzione di motrici e caldaie a vapore, diversificando in seguito nel settore energetico.
 
thl353-Legnano-Ferre.mp4
thl353-QGLC670-personaggi-ferre.mp3 - Il brano celebra Gianfranco Ferré, stilista di fama mondiale nato a Legnano nel 1944, sottolineando come, nonostante il successo internazionale, il suo cuore sia rimasto legato alla città natale. Architetto di formazione, Ferré ha saputo tradurre la sua vocazione in una "architettura" della moda, raggiungendo i vertici dell'Alta Moda e dirigendo persino Christian Dior. Il testo evidenzia la sua profonda sensibilità estetica, influenzata da un soggiorno in Oriente e dalla scoperta del colore, in particolare il rosso, oltre alla sua predilezione per una donna intelligente e autentica. Descritto come un uomo di grande serietà e radicamento, Ferré era capace di commuoversi nonostante la sua riservatezza, celando l'architetto che costruiva non solo abiti, ma anche un'espressione dell'animo umano.
 
thl354-Legnano-Ronchi.mp4
thl354-QGLC671-madonna-ronchi.mp3 - Il brano racconta la ricca storia della Chiesa della Madonnina dei Ronchi a Legnano, evidenziando come la sua origine sia profondamente legata a una serie di guarigioni miracolose attribuite alla protezione della Vergine. Inizialmente una cappella del XV secolo, fu trasformata in una chiesa di quartiere nel 1641 grazie al cavaliere Joseffo Lampugnani, in segno di gratitudine per la miracolosa guarigione del fratello dopo una caduta da cavallo. La narrazione sottolinea il fervore religioso dell'epoca, favorito dalla Controriforma, che spinse nobili e ricchi cittadini a fare donazioni e finanziare opere ecclesiastiche, come testimoniato anche dai contributi di Gianodolfo Vismara. L'evoluzione architettonica della chiesa, i suoi elementi artistici come il trittico di Federico Lampugnani e le opere di Stefano Maria Legnani, insieme alle uniche meridiane del '600, completano il quadro di un luogo di fede e arte che ha mantenuto la sua importanza attraverso i secoli.
 
thl355-Legnano-Ambrogio.mp4
thl355-QGLC672-santi-ambrogio.mp3 - Il brano esplora la figura di Sant'Ambrogio nel contesto delle profonde trasformazioni sociali e politiche della fine del IV secolo, evidenziando la sua importanza come guida in un'epoca di crisi per l'Impero Romano. Sottolinea come Ambrogio, pur di estrazione romana, abbia riconosciuto le sfide esterne, ma soprattutto le divisioni interne che affliggevano la società e la Chiesa. Il testo enfatizza il suo ruolo di abile mediatore e la sua inaspettata elezione a vescovo per volere del popolo, che riconobbe in lui una guida morale e spirituale. Viene esaltata la sua integrità e indipendenza dal potere imperiale, dimostrata nel difendere l'unità della comunità e della Chiesa anche contro l'imperatrice, facendone un simbolo di civiltà, tolleranza e pace la cui risonanza è ancora attuale.
 
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thl356-QGLC673-legnano-specio.mp3 - Il documento presenta un'analisi del testamento di Giovanni Battista Specio, il primo prevosto di Legnano nel 1584, fornendo uno spaccato delle sue ultime volontà e dell'inventario dei suoi beni. Questo testamento, redatto nel 1626 e influenzato dalla Controriforma e dalle riforme ecclesiastiche di Carlo Borromeo, offre dettagli sulle disposizioni funerarie, i lasciti e l'eredità. L'esame dell'atto rivela non solo la profonda religiosità del prevosto, che raccomanda la sua anima ai santi e dispone messe e sepoltura, ma anche la sua attenzione alla gestione patrimoniale e al sostegno della prepositura di Legnano attraverso investimenti specifici. Infine, l'inventario post-mortem dei beni di Specio, catalogato in volgare, offre uno sguardo affascinante sulla vita quotidiana e sulle tradizioni locali dell'epoca, mostrando come anche gli oggetti più umili possano illuminare la mentalità e le pratiche di un'epoca.
 
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thl357-QGLC688-legnano-sanbernardino.mp3 - La registrazione celebra la Chiesa campestre di San Bernardino a Legnano, una piccola ma storica chiesetta edificata verso la fine del 1400. La sua notorietà è cresciuta esponenzialmente grazie a una suggestiva fotografia scattata dopo una nevicata e pubblicata nel 2009 dalla rivista "Donna Moderna", che l'ha inclusa tra le chiese più belle del mondo. Il testo approfondisce la sua storia, citando il prevosto Agostino Pozzo e suggerendo l'esistenza di un oratorio precedente al 1642, forse eretto in memoria delle prediche di San Bernardino da Siena nel 1444, di cui si conservano ancora frammenti e una formella in terracotta del XV secolo.
 
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thl358-QGLC690-giornale-lospecchio.mp3 - Il brano esplora la breve esistenza de "Lo Specchio", un giornale satirico quindicinale pubblicato a Legnano nel 1925 e fondato da Carlo De Giorgi. Nonostante le sue vignette e caricature di personaggi e luoghi legnanesi, come "la piazza dell'orologio" per Piazza San Magno, la pubblicazione cessò rapidamente a causa di mancanza di fondi e scarso interesse dei lettori. La sua vita fu resa più difficile dalla concorrenza con "La Voce di Legnano". Una raccolta di due anni del giornale, donata da Ivo Paiusco, offre un'interessante visione della vita legnanese dell'epoca, inclusa una vignetta che immaginava il traffico caotico di Largo della Borsa cinquant'anni dopo.
 
thl359-Legnano-Bernocchi.mp4
thl359-QGLC693-legnano-bernocchi.mp3 - Il brano narra la straordinaria ascesa di Antonio Bernocchi, una figura di spicco nella storia industriale italiana. Partendo da umili origini a Castellanza, Bernocchi si distinse per il suo spirito imprenditoriale, trasformando la piccola attività paterna in un vasto impero cotoniero con numerosi stabilimenti e migliaia di operai. Oltre ai suoi successi nel campo tessile, il testo evidenzia il suo attivo coinvolgimento nella vita pubblica e il suo ruolo di benefattore e mecenate, culminato nella nomina a senatore del regno e nelle celebrazioni del 1920. La sua storia rappresenta un esempio di progresso sociale e industriale in Italia, da operaio a senatore.
 
 
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thl360-Legnano-Zampetto.mp4
thl360-QGLC450-legnano-ricette.mp3 - Questo brano offre uno sguardo sulle tradizioni culinarie di Legnano, presentando una ricetta tradizionale chiamata "Upice conilantigi," ovvero zampetto con lenticchie. Il testo descrive dettagliatamente la preparazione meticolosa di questo piatto, che include l'ammollo dello zampetto per una notte intera e la sua cottura lenta, così come la preparazione delle lenticchie con olio, cipolla, sale e salsa di pomodoro. L'intento è preservare e condividere le ricette in dialetto della regione, garantendo che sapori e metodi antichi continuino a essere celebrati e compresi, con un'attenzione particolare alla consistenza del sugo concentrato e all'assemblaggio finale del piatto.
 
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thl361-QGLC448-Legnano-SMartiri.mp3 - Il brano celebra due importanti anniversari legati alla Chiesa dei Santi Martiri a Legnano: il sedicesimo centenario del martirio dei suoi santi patroni e il sessantesimo anniversario della morte del primo parroco, Don Luigi Castelli. Il testo ripercorre la storia della chiesa, evidenziando come la sua costruzione fosse una risposta alla crescita demografica del quartiere "Oltrestazione", stimolata dall'arrivo della ferrovia nel 1860. Particolare enfasi è posta sulla dedicazione ai tre martiri cristiani, Sisinio, Martirio e Alessandro, le cui reliquie sono custodite a Milano e la cui leggenda è intrecciata con la vittoria della Battaglia di Legnano del 1176. Viene descritto il lungo processo di realizzazione, dalle discussioni iniziali sulla sua ubicazione fino al completamento della facciata e del campanile, con dettagli sulla struttura architettonica e le opere d'arte che la adornano, sottolineando anche i rimaneggiamenti successivi per adattarsi alle nuove esigenze liturgiche.
 
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thl362-QGLC447 legnano-shimano.mp3 - Il brano descrive il successo e l'evoluzione di MIC spa, un'azienda chiave nel settore ciclistico italiano. Nata nel 1979 e divenuta distributore esclusivo per l'Italia del marchio Shimano dal 1981, MIC ha consolidato la sua posizione di leader grazie alla qualità dei prodotti giapponesi e a strategie di marketing intelligenti, inclusa la lungimirante adozione della mountain bike in Italia. L'azienda ha anche ampliato la sua offerta con altri marchi leader e, attraverso la sua presenza e le iniziative sportive a Legnano, mira a continuare la prestigiosa tradizione ciclistica della città, pur non dimenticando la gloriosa eredità del marchio Legnano.
 
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thl363-QGLC446-Legnano-iamis.mp3 - Il gruppo folkloristico Yamis di Legnano, nel 1997, ha celebrato il suo decimo anniversario, segnando un anno importante e ricco di iniziative. Hanno accompagnato le messe di Natale e dell'Epifania con canti sacri in dialetto legnanese, riscuotendo grande apprezzamento per aver rievocato le antiche tradizioni e i principi della fede cristiana. L'iniziativa, promossa dalla famiglia legnanese e dalla contrada di Sant'Ambrogio, è diventata una tradizione cittadina molto amata. Grazie al loro successo, il gruppo sta attivamente cercando nuovi membri per espandere il proprio coro e il corpo di ballo.
 
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thl364-QGLC445-Legnano-Luraghi.mp3 - Questo brano del 1996 annuncia l'erezione di un monumento a Legnano dedicato a Felice Musazzi, il celebre capocomico de "I Legnanesi". La scultura in bronzo, alta oltre tre metri e realizzata da Luraghi, raffigurerà la maschera della Teresa, con l'intento di catturare e trasmettere le emozioni che Musazzi sapeva evocare nel suo pubblico, a differenza di un semplice busto commemorativo. L'artista si è concentrato sull'espressività del personaggio, con l'obiettivo che l'opera continui a comunicare le stesse sensazioni anche a distanza di decenni. Questa iniziativa, che mira a onorare la memoria di uno dei cittadini più originali di Legnano, è stata accolta con favore per evitare che la storia di Musazzi cadesse nell'oblio.
 
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thl365-QGLC444-Legnano-Musazzi.mp3 - Il testo celebra la vita e l'eredità di Felice Musazzi, fondatore de "I Legnanesi" e interprete della celebre maschera di Teresa. Viene sottolineata l'importanza di un monumento in bronzo raffigurante la sua maschera, simbolo tangibile del suo contributo al teatro dialettale e alla cultura di Legnano. Il racconto ripercorre la sua passione teatrale nata tra le difficoltà della povera gente, la sua esperienza di guerra e prigionia, e l'innovativa intuizione di assegnare agli uomini della compagnia i ruoli femminili, aggirando un divieto ecclesiastico e creando l'effetto comico che avrebbe reso "I Legnanesi" un fenomeno senza precedenti. La narrazione culmina con il successo travolgente della compagnia e il ricordo della sua scomparsa, lasciando un'impronta indelebile nella storia del teatro.
 
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thl366-QGLC414-legnano-Battista.mp3 - La fonte esplora la vita e le opere di Giovanni Battista da Legnano, un pittore del primo Cinquecento le cui origini legnanesi e la formazione artistica sono state a lungo trascurate negli studi storici. L'articolo, basandosi su ricerche di Gianfranco Bianchetti, Battista Leoni e Anna Maria Ferrari, ricostruisce il suo apprendistato presso lo zio Alvise de Donati a Como, una bottega influenzata dai maestri milanesi come Foppa e Leonardo. Vengono analizzati i suoi dipinti in Val Vigezzo, tra cui il trittico di Carmine del 1529, gli affreschi dell'oratorio di Sant'Antonio a Toceno e quelli della facciata del centro comunale di Craveggia. Particolare enfasi è posta sulla decorazione dell'oratorio di San Rocco a Crana nel 1534, un ciclo pittorico che illustra la vita del santo protettore dalla peste, rivelando una sensibilità legata alla pietà popolare e uno stile che talvolta riprende le innovazioni leonardesche, pur mantenendo un'essenzialità espressiva.
 
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thl367-QGLC431-legnano-libri.mp3 - Il podcast si concentra su una mostra di "cinquecentine", ovvero 34 volumi stampati a Legnano nei primi vent'anni del Cinquecento, appartenenti alla Fondazione Famiglia Legnanese. Vengono evidenziati il valore culturale di questi libri, la loro conservazione e il restauro meticoloso eseguito dalle monache benedettine di Viboldone, che seguono principi di minima invasività e reversibilità. La discussione include un'analisi della storia editoriale dei Dalegnano, pionieri del commercio librario a Milano, e sottolinea l'importanza del libro come memoria leggibile e fonte di sapere, anche di fronte all'avanzamento tecnologico.
 
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thl368-QGLC428-legnano-editori.mp3 - Il brano esplora l'attività editoriale di Giovanni da Legnano tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo a Milano, evidenziando il suo ruolo cruciale nella diffusione della cultura. Si discute l'esatta data di inizio della sua attività, con alcune fonti che indicano il 1480 e altre il 1475. Un momento chiave è la scoperta, da parte del professor Ganda, del contratto di stampa del Commentaria di Servio del 1475, che identifica Giovanni da Legnano come finanziatore e Domenico da Vespolate (Giberti) come stampatore. La fonte illustra anche le sfide e i rischi del commercio librario dell'epoca, come dimostrato dall'episodio del sequestro delle balle di libri di Giovanni da Legnano da parte dei gabellieri bresciani nel 1494, sottolineando le problematiche legate a dazi e pedaggi e l'intervento politico per tutelare i mercanti.
 
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thl369-QGLC422-legnano-Carpi.mp3 - Il brano esplora la vita e l'opera di Aldo Carpi, una figura singolare della pittura italiana del Novecento, la cui originalità lo rende difficilmente ascrivibile a singole correnti. Si delinea la sua formazione e i primi successi, come il quadro "Il battesimo" e "Alberto da Giussano", evidenziando come la sua produzione sia intrisa di un profondo legame con la storia e l'arte, in particolare con la città di Legnano. Vengono approfonditi i suoi mosaici per la Chiesa del Santo Redentore a Legnanello e le vetrate della Basilica di San Simpliciano a Milano, opere che celebrano la Battaglia di Legnano e figure religiose con un linguaggio moderno ma radicato nella tradizione. Infine, il testo sottolinea il suo tragico internamento a Mauthausen e il suo successivo ruolo di direttore all'Accademia di Brera, evidenziando il suo duraturo rapporto con gli artisti legnanesi e la loro promozione dell'arte moderna attraverso importanti mostre.
 
 
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thl370-QGLC418-legnano-risorgimento.mp3 - Il brano esplora il contributo significativo di Legnano al Risorgimento italiano, tracciando la sua storia dalla Repubblica Cisalpina fino all'unità d'Italia. Sottolinea come la città, citata nell'inno nazionale, sia stata un centro di fermento politico e culturale, divisa tra influenze francesi e austriache, con la soppressione di conventi e la modifica di leggi sotto il dominio napoleonico. Vengono evidenziate le difficoltà economiche e sociali del periodo, come le spese di guerra e la leva obbligatoria, e l'emergere di società segrete giacobine, che avrebbero giocato un ruolo cruciale nelle successive insurrezioni contro la dominazione austriaca. Infine, il testo rimarca la partecipazione attiva dei legnanesi alle lotte risorgimentali, culminate con gli eventi del 1848 e le Cinque Giornate di Milano, che spianarono la strada all'annessione della Lombardia al Piemonte e all'unificazione italiana.
 
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thl371-QGLC415-dialetto-nonna.mp3 - Il podcast presenta una vivace esplorazione dei motti e delle espressioni dialettali milanesi della fine dell'Ottocento, narrati dalla signora Sussi Errera attraverso i ricordi di sua nonna Corradina e suo nonno Ottorino. Il racconto evidenzia il contrasto tra i caratteri dei nonni, con la nonna pratica e risoluta e il nonno filosofo e sognatore, spesso persi nelle sue elucubrazioni. Vengono analizzate numerose espressioni idiomatiche legate al mondo animale, come i topi, le pulci e le galline, che riflettono la vita quotidiana e la cultura popolare dell'epoca. L'obiettivo è preservare e illustrare la ricchezza del vernacolo lombardo, offrendo uno spaccato autentico della Milano borghese e delle sue tradizioni linguistiche.
 
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thl372-QGLC416-legnano-60anni.mp3 - Il testo descrive le celebrazioni del sessantesimo anniversario della Famiglia Legnanese nel 2010, evidenziando le sue origini e il suo significativo percorso. Le manifestazioni principali includono una mostra inaugurata l'11 settembre 2010, che ripercorre la storia e le attività dell'associazione attraverso documenti e oggetti storici, come la costituzione ufficiale nel 1951 e il ripristino della Sagra del Carroccio. Viene anche menzionata l'evoluzione dell'ente, sottolineando la disponibilità della sede Villa Juker dal 1976 e la creazione della Fondazione Famiglia Legnanese nel 1983 per borse di studio, oltre all'attuale struttura ramificata. Le celebrazioni culminano con un concerto polifonico del Coro Jubilate e una festa di gala presso l'Hotel Principe di Savoia a Milano, sottolineando l'importanza culturale e sociale dell'associazione nel territorio.
 
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thl373-QGLC438-legnano-SPietro.mp3 - Il brano descrive la storia e le caratteristiche architettoniche della Chiesa di San Pietro a Legnano, focalizzandosi in particolare sulla sua ristrutturazione e riconsacrazione avvenuta nel 1998. Inizialmente concepita come un salone polifunzionale negli anni '60 per servire il quartiere in espansione della Canazza, la struttura fu elevata a parrocchia nel 1973 ma necessitava di una vera e propria chiesa. La trasformazione, avviata su impulso di Don Lucio Galbiati e completata con il progetto dell'architetto Edmondo Porta, ha reso l'edificio un moderno e funzionale luogo di culto, celebrato per le sue vetrate policrome raffiguranti episodi della vita di San Pietro e per elementi artistici come il battistero, l'ambone e l'altare, tutti impreziositi da sculture simboliche. L'architettura innovativa, con la facciata essenziale e il portale in olmo, mira a proiettare idealmente le celebrazioni verso la comunità, dotando il rione di una struttura religiosa accogliente e significativa.
 
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thl374-QGLC440-legnano-inni.mp3 - Questo estratto celebra la ricca tradizione di inni e canzoni dialettali a Legnano, sottolineando come poeti e musicisti locali abbiano onorato la città e le sue usanze. In particolare, viene evidenziato "Me Car Legnan" di Ernesto Parini, che è diventato l'inno ufficiale e di cui si forniscono testo e traduzione, esprimendo affetto per la città, il suo lavoro e le sue caratteristiche distintive. Il testo menziona anche altri artisti che hanno contribuito a questo patrimonio culturale, come Franco Morelli e Felice Musazzi, con opere che spesso traggono ispirazione dalla Sagra del Carroccio e dalla vita quotidiana legnanese, talvolta con un tocco umoristico o di denuncia sociale.
 
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thl375-QGLC439-legnano-ester.mp3 - Il brano celebra Ester Martini Cuttica, una figura patriottica legnanese del Risorgimento italiano, in occasione del centenario della sua morte nel 1998. Viene descritta come una donna straordinaria, cospiratrice animosa contro la dominazione austriaca e sostenitrice dell'emancipazione femminile, ammirata da personalità come Mazzini, Garibaldi e i fratelli Cairoli. Il testo narra la sua cattività nella fortezza di Mantova e la sua incrollabile resistenza alle pressioni austriache, anche di fronte alle minacce sui figli. Infine, evidenzia il suo ritorno all'attivismo politico a Legnano e il suo contributo alla causa di un'Italia libera e unita, culminato nell'idea di un anello donato dalle donne italiane a Garibaldi, e la collocazione di una lapide commemorativa in suo onore.
 
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thl376-QGLC404-legnano-bicicletta.mp3 - l brano celebra la storia dell'azienda ciclistica Legnano, mettendone in risalto la nascita nel fiorente contesto industriale italiano e il successivo successo trionfale nel ciclismo professionistico. L'oratore sottolinea la capacità imprenditoriale e la lungimiranza di figure chiave come Emilio Bozzi, che ha saputo valorizzare l'immagine e l'importanza dei campioni, ingaggiando leggende come Girardengo, Binda, Bartali e persino Coppi. Viene anche narrata l'inaspettata origine australiana del precursore di Legnano, Frederick Wolseley, inventore di una macchina tosapeco re e successivamente produttore di automobili e biciclette. Infine, viene evidenziata la difficile ma vincente competizione di Legnano con la più antica e prestigiosa Bianchi, che godeva del vantaggio temporale e di un'abile strategia di marketing legata alla famiglia reale.
 
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thl377-QGLC435-legnano-carnevali.mp3 - Il brano racconta la vita straordinaria di Achille Carnevali, un "legnanese purosangue" nato nel 1923, la cui lunga esistenza è stata caratterizzata da un'intensa dedizione sia professionale che sociale. Carnevali ha trascorso 44 anni alla Franco Tosi, iniziando come apprendista e scalando le gerarchie fino a diventare capo progettista, con un ruolo cruciale nella progettazione di turbine per la Marina Militare Italiana e navi mercantili, tra cui l'innovativo incrociatore lanciamissili Vittorio Veneto e un giunto idraulico brevettato per la nave Garibaldi. Oltre alla sua brillante carriera ingegneristica, il testo evidenzia il suo impegno civile e politico, dalla partecipazione alla lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale, alla sua quindicennale esperienza come consigliere comunale e al ruolo di fondatore dell'Università degli Anziani. Anche in pensione, Carnevali ha continuato a impegnarsi, aderendo alla CEM per offrire opportunità lavorative ai giovani, dimostrando una mente lucidissima e densa di ricordi e un'incrollabile passione per il servizio alla comunità.
 
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thl378-QGLC443-legnano-marinoni.mp3 - Il brano celebra la straordinaria carriera di Augusto Marinoni, un eminente studioso che ha dedicato quasi sessant'anni della sua vita alla ricerca, trascrizione e interpretazione dei codici e disegni di Leonardo da Vinci. Fin dal 1938, Marinoni ha esplorato i "segreti" del genio vinciano, diventando un'autorità riconosciuta nella filologia romanza e nella divulgazione delle opere di Leonardo, curando la pubblicazione di numerosi codici e testi. La sua instancabile dedizione gli ha valso importanti riconoscimenti civici, tra cui l'Albertino d'oro, e ha lasciato un'eredità duratura non solo come studioso ma anche come stimato educatore e presidente di società culturali, continuando a contribuire attivamente al mondo accademico anche in età avanzata.
 
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thl379-QGLC419-dialetto-linqua.mp3 - Questo podcast esplora la ricchezza della letteratura dialettale italiana, con un'enfasi particolare sui proverbi e i modi di dire. Già a partire dal '500, queste espressioni popolari conobbero una vera e propria fioritura, diventando un mezzo per riflettere la saggezza, l'esperienza e la morale della comunità. Il dialetto legnanese viene evidenziato come un esempio particolarmente vivido, mostrando come i suoi proverbi descrivano in modo pittoresco comportamenti, sentimenti e abitudini umane, offrendo uno spaccato autentico dell'indole locale. Numerosi esempi illustrano l'arguzia e la precisione con cui il dialetto cattura le sfumature del carattere, dalla furbizia all'irritazione, dall'ignoranza alla stanchezza.
 
 
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thl380-QGLC436-legnano-letture.mp3 - Il brano presenta una biografia di Aligi Sassu, artista italiano nato a Milano nel 1912 e scomparso a Maiorca nel 2000, con un'enfasi particolare sulla sua evoluzione scultorea. Si descrive il suo primo incontro con la scultura nel 1927, l'adesione al movimento di Corrente e la collaborazione con Lucio Fontana, per poi approfondire la sua visione della scultura come "disegno mentale fatto di pietra e forma nello spazio". Il testo menziona opere significative come "Il ciclista" e il "Grande cavallo impennato", evidenziando come la sua arte abbia saputo unire l'armonia della forma con un linguaggio realista. Infine, vengono tracciate le tappe fondamentali della sua carriera, dalle ispirazioni giovanili al futurismo e a pittori come Cézanne e Picasso, fino all'attivismo politico che lo portò all'arresto nel 1937, concludendo con il suo trasferimento a Maiorca e la sperimentazione di nuove tecniche.
 
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thl381-QGLC426-legnano-tirinnanzi.mp3 - Il brano celebra l'inaugurazione dell'Istituto Tirinnanzi a Legnano il 29 settembre 2007, un evento significativo per la comunità. La nuova scuola, descritta come moderna, elegante e funzionale, è stata un dono reso possibile dalla generosità di Talisio Tirinnanzi, che l'ha dedicata ai suoi genitori, e dalla collaborazione di vari soggetti, inclusa la Regione Lombardia e il Comune di Legnano. L'istituto, frutto del lavoro della cooperativa La Carovana, è stato elogiato per il suo valore architettonico e le soluzioni innovative, e si propone come una scuola di eccellenza accessibile a tutti, con ampi spazi didattici, laboratori e un auditorium che servirà anche come polo culturale per eventi e concerti.
 
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thl382-QGLC441-legnano-STeresa.mp3 - Il desiderio a lungo coltivato di Padre Cirillo Maggioni, il frate più anziano del convento dei Carmelitani Scalzi di Legnano, di erigere una statua dedicata a Santa Teresa del Bambin Gesù sta per realizzarsi. Questa iniziativa celebra tre importanti ricorrenze: il centenario della morte di Santa Teresa, la sua elevazione a Dottore della Chiesa nel 1997 e il settantesimo anniversario di sacerdozio di Padre Cirillo. L'opera, affidata allo scultore Sergio Quagliotti e ispirata a una fotografia della Santa che getta rose ai piedi della croce, sarà collocata sul sagrato della chiesa di Piazza Montegrappa nei primi giorni di novembre 1998, con i nomi dei benefattori incisi su una pergamena posta nel piedistallo.
 
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thl383-QGLC432-legnano-dialetto.mp3 - Questo documento audio ci trasporta indietro nel tempo, esplorando la ricchezza delle filastrocche e cantilene tradizionali di Legnano. L'autore sottolinea come, a differenza dei "tormentoni" moderni, un tempo le mamme e le nonne legnanesi usassero intonare queste melodie in dialetto, spesso legate a eventi locali o tradizioni. Il testo presenta una raccolta di queste espressioni popolari, trascritte dal dizionario legnanese, auspicando che alcune nonne le conservino ancora. L'obiettivo principale è la preservazione e valorizzazione di questo patrimonio orale, offrendo uno spaccato autentico della cultura e della lingua locale attraverso queste antiche e delicate canzoni infantili.
 
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thl384-QGLC427-legnano-anselmi.mp3 - Anselmi S.r.l. è un'azienda leader nella produzione di gru e impianti di sollevamento ad alta tecnologia, la cui storia affonda le radici in una piccola officina di Legnano fondata nel 1939. L'azienda ha conosciuto una continua espansione sin dagli anni '50, trasformandosi sotto la guida di Pio Anselmi in un fornitore essenziale per le industrie locali nel dopoguerra. Con il tempo, Anselmi ha saputo diversificare la propria offerta, passando dai piccoli paranchi a impianti speciali su commessa per settori esigenti come acciaierie e inceneritori, puntando sempre su qualità ed efficienza. Oggi, sotto la guida delle nuove generazioni, l'azienda continua a innovare, mantenendo la produzione interna dei componenti per garantire massima affidabilità e orientandosi verso i settori in espansione come l'automazione e i trasporti interni.
 
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thl385-QGLC417-legnano-turconi.mp3 - Il podcast celebra Tarcisio Turconi, un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita a riordinare e preservare l'archivio storico di San Magno con passione e competenza. Sebbene si sia ritirato per motivi di età, il suo cuore e il suo profondo legame con la parrocchia rimangono nei volumi che ha amorevolmente curato, salvando la storia dalla polvere e dal deterioramento. Turconi, che imparò le tecniche archivistiche da un'esperta, non cerca meriti personali, ma è felice di aver salvato un patrimonio prezioso, trasmettendo la sua passione alle nuove generazioni che ora si occupano dell'archivio. La sua storia si intreccia profondamente con quella di San Magno, ricordando la sua infanzia, gli studi e il servizio alla comunità.
 
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thl386-QGLC442-Legnano-iamis.mp3 - Il gruppo folkloristico Iamis, fondato a Legnano nel 1987, si dedica alla conservazione e presentazione delle tradizioni locali attraverso spettacoli di canti, danze e scenette teatrali. Attraverso un'attenta ricerca, il gruppo ripropone costumi, musiche e danze che riflettono la vita di Legnano di un tempo, utilizzando il dialetto locale e strumenti tradizionali. Con esibizioni in Italia e all'estero, Iamis celebra la propria cultura, partecipando attivamente anche alle commemorazioni della Battaglia di Legnano e offrendo spettacoli genuini e professionali che hanno riscosso ampi consensi.
 
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thl387-QGLC437-legnano-parcol.mp3 - Il brano narra la storia di Parcol, azienda italiana fondata a Canegrate alla fine degli anni '40 da Giuseppe Parini e Armando Colombo. Nata inizialmente per la produzione di regolatori pneumatici, l'azienda si è rapidamente espansa, diventando nel 1954 "Parcol" e, successivamente, leader nazionale nella produzione di valvole di regolazione, sicurezza e regolatori pneumatici per impianti industriali. Grazie all'alta tecnologia, all'eccellente qualità dei prodotti e alla serietà del personale, Parcol ha risolto sfide complesse, come la gestione di fluidi corrosivi e la riduzione della rumorosità, affermandosi anche sui mercati esteri e mantenendo la sua posizione di azienda italiana di punta nel settore.
 
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thl388-QGLC420-legnano-bocciodromo.mp3 - Il brano celebra l'inaugurazione di un nuovo bocciodromo a Legnano, un impianto moderno situato sul sito storico di un campo da calcio. Nonostante i ritardi iniziali dovuti a problemi di gestione, il sindaco Lorenzo Vitali ha espresso l'entusiasmo per questa nuova "gemma" sportiva e ricreativa, sperando che diventi un luogo di aggregazione. La struttura è stata intitolata a Franco Landini, politico e sindacalista con una forte passione per lo sport, una decisione che ha generato qualche discussione poiché anche il nome di Guglielmo Donadoni era stato considerato. L'evento ha visto la partecipazione di diverse figure, tra cui l'assessore allo sport e rappresentanti del mondo delle bocce, culminando con la benedizione.
 
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thl389-QGLC400-legnano-vie.mp3 - Il testo celebra l'intitolazione di una strada a Legnano a Rita Levi Montalcini, prima ricercatrice italiana a ricevere il Premio Nobel per la Medicina nel 1986. La strada è stata inaugurata il 10 dicembre 2015, esattamente 29 anni dopo il suo Nobel, e collega il nuovo ospedale di Legnano. Il brano ripercorre la sua straordinaria vita, evidenziando le sfide affrontate come scienziata ebrea durante le leggi razziali e la sua fondamentale scoperta del fattore di accrescimento nervoso (NGF). Infine, si sottolineano i numerosi riconoscimenti e onorificenze ricevute, inclusa la nomina a senatrice a vita, che attestano il suo immenso contributo alla scienza e alla società italiana.
 
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thl390-QGLC429-legnano-sempione.mp3 - Questo passaggio descrive una sezione storica di Corso Sempione a Legnano nei primi decenni del '900, utilizzando una fotografia come punto di riferimento. Il testo evidenzia elementi architettonici e culturali significativi della zona, come i "Trutadour" (guide in pietra per veicoli) al centro della strada e la Chiesa della Purificazione (ora Santa Rita), eretta nel 1603 e ricca di affreschi. Vengono menzionati anche i dintorni della chiesa, incluso il rione di Legnanello, un antico nucleo abitato con radici romane e tradizioni popolari, e Casa Corio, una residenza quattrocentesca legata a un importante storiografo. L'audio sottolinea il ricco patrimonio storico e culturale di questa parte di Legnano, con accenni alle trasformazioni urbane avvenute successivamente.
 
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thl391-QGLC430-legnano-iamis.mp3 - Il gruppo folkloristico "Yamis" della famiglia Legnanese ha partecipato a due importanti eventi nella zona di Legnano nell'ottobre 2011. Il primo evento ha visto gli Yamis esibirsi presso l'ospedale di Cuggiono il 23 ottobre, come parte del progetto "Iris - Ospedale Aperto", patrocinato da diverse istituzioni e mirato a portare allegria ai degenti. La loro performance di canti, danze e scenette tradizionali lombarde è stata molto apprezzata, e il gruppo ha ricevuto una targa di ringraziamento per il piacevole pomeriggio offerto. Successivamente, il 30 ottobre, gli Yamis hanno partecipato e ospitato la 19ª rassegna interregionale Gruppi Folkloristici a Legnano, un evento annuale nell'ambito delle manifestazioni del Palio, che ha visto la partecipazione anche di altri gruppi ospiti.
 
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thl392-QGLC401-legnano-teatro.mp3 - Il Teatro Legnano, originariamente inaugurato nel 1929, si appresta a riaprire nell'aprile del 2016 dopo dieci anni di chiusura e un'accurata ristrutturazione iniziata nel 2012. Questa rinascita è stata resa possibile grazie anche alla famiglia Tirinnanzi, noti industriali e mecenati di Legnano, che hanno contribuito significativamente alla comunità. Il teatro, che diventerà una sala civica polifunzionale con 570 posti, ospiterà manifestazioni ed eventi pubblici, con l'obiettivo di preservare gli elementi originali della struttura. L'inaugurazione sarà affidata all'artista locale Max Pisu, con una successiva gestione affidata tramite bando pubblico.
 
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thl393-QGLC424-legnano-campeggi.mp3 - Il testo rievoca la tradizione dei campeggi aziendali e delle colonie estive, un tempo diffusi per ragazzi e adulti in Italia. Questi soggiorni, organizzati da comuni, industrie o istituzioni assistenziali, offrivano vacanze in località marittime o montane, come Borgio Verezzi o Pinarella di Cervia. L'articolo menziona anche una colonia elioterapica a Legnano e sottolinea l'importanza storica di una fotografia del 1952 scattata al campeggio Mocchetti di Canazei. Quest'immagine è significativa per la presenza di figure politiche di spicco come l'ex presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e l'onorevole Guido Gonnella, insieme a Padre Adriano Livella, assistente spirituale dell'azienda tessile Mocchetti, che organizzava il campeggio per i propri dipendenti.
 
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thl394-QGLC413-Legnano-iamis.mp3 - Il gruppo folkloristico legnanese "Iamis" ha vissuto un autunno ricco di impegni, partecipando a diverse manifestazioni tra il 16 e il 25 ottobre. Hanno iniziato con un'apparizione televisiva su Telombardia, per poi esibirsi alla premiazione del Premio Città di Legnano Giuseppe Tirinnanzi, dove hanno proposto canti popolari. Successivamente, gli Iamis hanno preso parte alla 17ª rassegna interregionale gruppi folkloristici, mostrando la loro abilità con il "ballo degli ombrelli" e i canti sul vino legnanese, affiancati da gruppi ospiti piemontesi. Infine, il gruppo ha concluso il suo intenso periodo con un pomeriggio di intrattenimento presso l'ospedale di Cuggiono, dimostrando il loro impegno nella promozione della tradizione e nella socializzazione.
 
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thl395-QGLC724-fanfara-bersaglieri.mp3 - Il documento celebra un anno significativo per la Fanfara dei Bersaglieri di Legnano, che nel 2008 ha festeggiato il suo 75° anniversario dalla fondazione, avvenuta il 16 maggio 1933. L'Associazione Bersaglieri in congedo, sezione M. Aurelio Robino di Legnano, celebra inoltre il suo 80° anniversario, rendendo l'anno una duplice ricorrenza. Per commemorare questi importanti traguardi, sono stati organizzati due concerti (il 3 ottobre e il 6 dicembre 2008) e la pubblicazione di un CD, un DVD e un numero unico che ripercorrono la storia e le performance musicali della fanfara. Questo progetto mira a documentare e condividere l'eredità di questa stimata associazione e della sua musica.
 
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thl396-QGLC727-tratro-legnano.mp3 - Il documento narra la singolare vicenda della creazione del Teatro Legnano, inaugurato nel gennaio 1929 come il primo cinema-teatro veramente completo in città, dopo un'accelerata costruzione di soli sei mesi. Viene descritta la sua imponente struttura originale, con una capacità di 1100 spettatori in platea e altri 300 tra balconata e palchi, e un ampio palcoscenico con golfo mistico per 35 orchestrali. La fonte rivela anche un retroscena incredibile: decenni prima, il senatore Antonio Bernocchi aveva offerto una cospicua somma per dotare Legnano di un teatro, ma la polemica del giornale locale, che riteneva più urgenti case e scuole, lo indusse a dirottare i fondi per la realizzazione della Triennale di Milano. Nonostante ciò, Legnano ricevette un teatro grazie alla generosità di una donna che volle legare il nome del marito, Talisio, a quest'opera culturale, un destino che unisce entrambi a Bernocchi per aver donato alla città anche un istituto scolastico.
 
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thl397-QGLC728-iamis-natale2010.mp3 - Il documento descrive la tradizionale Messa della Vigilia di Natale del 2010 a Legnano, un evento significativo per la Famiglia Legnanese tenutosi nella chiesa del Santo Redentore e accompagnato dal gruppo folcloristico Iamis. Oltre a essere un momento di fede e raccoglimento, la cerimonia è stata l'occasione per la consegna del premio "Una vita per la famiglia". Questo riconoscimento, istituito per onorare chi si dedica ai propri cari, è stato assegnato alla cooperativa sociale La Mano, lodata per il suo impegno nel fornire opportunità lavorative e formative a persone con disabilità. Il premio è stato consegnato dal sindaco di Legnano, evidenziando l'importanza di tale iniziativa e il suo impatto positivo sulla comunità locale.
 
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thl398-QGLC725-personaggi-bollati.mp3 - Il brano racconta la storia di Fratelli Bollati, un'azienda di Legnano fondata nel 1971 dai giovani Antonio e Giuseppe Bollati. Nata rilevando un'attività di collaudo caldaie, l'impresa si è distinta per l'iniziale specializzazione in riscaldamento e l'adozione pionieristica dei pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua già nel 1974, in risposta alla crisi petrolifera. Negli anni '90, l'azienda ha ampliato il proprio business agli impianti di climatizzazione, diventando un importante showroom Daikin e ottenendo riconoscimenti significativi per il fatturato e l'impegno nel settore, riaffermando l'importanza delle energie rinnovabili.
 
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thl399-QGLC726-tirinnanzi-teatro.mp3 - Il vecchio teatro di Legnano, chiuso dal 2002, rinasce grazie alla generosità della Fondazione Tirinnanzi, che lo ha acquistato e donato alla città. Questa importante iniziativa è stata fortemente voluta da Lore Tirinnanzi, vedova di Talisio Tirinnanzi, in sua memoria, legando così il nome del marito, un noto benefattore di Legnano, a questo storico luogo culturale. Oltre al teatro, la famiglia Tirinnanzi ha contribuito significativamente alla comunità legnanese con la donazione di una scuola e l'istituzione di un prestigioso premio di poesia, consolidando un'eredità di filantropia e sostegno alla cultura. L'operazione permetterà di restituire alla città un fondamentale punto di riferimento per le attività culturali, celebrando la memoria di un uomo che ha profondamente segnato la vita sociale e culturale di Legnano.
 
 
 

Gli animali nel vernacolo

Mia nonna diceva e diceva Motti milanesi lombardi dell'ocento. Ecco un altro spaccato della vita borghese della Milano a fine 800, raccontato sempre dalla cara signora Sussi Errera, brillante cultrice di dialetto e di tradizioni lombarde.

Il bestiario nel Vernacolo. Nonno Ottorino, un filosofo con la testa sempre tra le nuvole, era l'opposto della nonna, donna pratica e con i piedi per terra. Lei, ottima cuoca, ci teneva come tutti quelli che amano cucinare e a ricevere complimenti. Una volta chiese al nonno dopo avergli preparato una pietanza succolenta. Allora, allora, Tonino, ti è piaciuto il pranzo? Buono, buono.

Cosa abbiamo mangiato? Dopo i pasti il nonno sedeva volentieri in poltrona e immediatamente si addormentava. Questo avveniva tanto dopo il pasto del Mezzogiorno che alla sera.

Lui dormiva una decina di minuti, dopodiché era pronto a riprendere il suo lavoro e la notte restava allo scrito dove riempiva grandi fogli della sua scrittura obliqua, purtroppo illeggibile, e con un pennino Michelle che intingeva in un calamaio di vetro. Erano certo interessanti considerazioni filosofiche quello che scriveva, ma che dopo la sua morte nessuno riuscì a decifrare. Quando la nonna lo vedeva accomodarsi per un pisolino, lei che non aveva il sonno facile gli diceva quasi costizza, ecco, tu tiri la cordetta e dormi e infatti il nonno si addormentava immediatamente e 10 minuti dopo era più fresco di prima. Un'altra Tipica espressione della nonna in questo caso era: "Hai fatto sonnuzzo duporice". Il sonnellino della pulce, un'espressione che mi incantava per la sua immagine tanto viva. A questo proposito ho uno spiacevole ricordo parlando di Pulci che in quel tempo erano ancora insetti comuni, infatti andando al cinema ci si poteva essere certe di ritornare a casa ospitandone uno, ma anche Nel Vernacolo questi fastidiosi apteri fanno capolino nel detto tiipuras a gallatus. Tutte le pulci hanno la tosse, un'espressione usata per riprendere i bambini o i giovani saputelli.

Mia nonna si spazientiva sovente con il nonno che prendeva tutto con olimpica calma. A volte quando questo lo faceva uscire dei gangari l'ho sentita esclamare: "Dio te per lui! E in momento di particolare vemenza Dio te peluca a macchina.

La nonna Corradina aveva un carattere vivace, tanto che mio padre le aveva rifiliato il nominolo di donna Pepe. Tra le sue molte colorite invetive ricordo vairat e in caso di fortissima irritazione aggiungeva con la cua grisa. Un'altra maniera piuttosto energica di mandare qualcuno a farsi benedire.

Era e credo che i pochi milanesi, superstiti, ne facciano ancora uno. Va a ungesalmente, vai a ungerti. E sospetto che con questa unzione si intendesse proprio quella estrema. Se una persona era particolarmente fastidiosa e colerica, di lui diceva che lì a le un rost ora forzativo. un roast de quei e a superlativo le propi grass de rost. Se invece voleva mandare qualcuno a quel paese usava la celebrima espressione milanese va a baja a sunaa l'orghen, riferendosi a ciò che forse ormai solo pochi milanesi sanno e cioè al fatto che nel comune di Baggio, allora un paesino povero fuori città che oggi fa parte della stessa Milano. In chiesa per mancanza di fondi, l'organo era stato dipinto sulla parete.

Quando invece era particolarmente soddisfatta di qualcosa, la sua espressione favorita era: "Sono contenta come se avess à una niada da rat". È chiaro che nei secoli passati i rat, i topi milanesi, mentre i ratti eh si chiama si chiamano pantegane in genere sono numerosi e infatti li si trova in parecchi detti ed espressioni. Un appellativo affettuoso per un bambino era e forse ancora Ul me ratin. Ritroviamo questi roditori nella curiosa espressione Al Gadit Andre la corona di Rat. Alga dit adre la corona di Rat. Letteralmente il rosario dei topi per significare una serie di improperi.

Anche il verbo ratela, che significa reclamare, mi pare abbia origini zoologiche come sopra. Quando invece la nonna doveva occuparsi di diversi nipotini vivaci, diceva agchi una niada de avi una dinata di api. Altri animali sono che ancora si incontrano nel linguaggio popolare traslati in maniera curiosa. Ad esempio, le quaglie. Se sentite parlare un milanese del qua state sicuri che intendete il portafoglio. Quando la nonna mi vedeva con un giacchino leggero e svolazzante e mi diceva "Ma che bel ciapaquai!" In questo bestiario del Vernacolo, curiosamente non c'è molto spazio per il gatto. Di un affare di difficile compimento si dice Ages e il gat che non corrisponde affatto all'italiano gatta cikova che contiene invece un elemento di intrigo. Ma un altro di questi felini si è intrufolato nel nostro lessico familiare venendo dalla Toscana. Mio padre usava spesso il modo di dire di sua madre per significare una inutile complicazione. Quello va a cercare cinque piedi al gatto per trovare qu invece per tornare i pennuti la gallina vi ha un posto d'onore. Infatti veniva detto di uno che si ubriacava: "Le andà in Gaina e se era veramente partito leuk meunapita". Questo detto si ricollega a un uso molto curioso della campagna quando si voleva salvare una covata di pulcini e non c'era disponibile una chiotta. I contadini usavano in beccare del pane bagnato nel vino a un cappone e quando questo si incamminava ciondolando, gli legavano un campanellino a una zampa, così il cappone se ne andava per l'ia trascinando dietro i pulcini. Altro detto comune, sempre sul pollame, aperà Naga senza far la cria anche loca e agli onori del dialetto con il classico a in oca, cioè dimenticarsi di qualcosa e con l'appellativo di okabessa per una persona molto sbadata.

 

 

 

Animali nel vernacolo

Il tema degli "Animali nel vernacolo" è ampiamente trattato nelle fonti, in particolare nell'intervento della signora Sussi Errera, cultrice di dialetto e tradizioni lombarde, che illustra come il mondo animale sia stato traslato in espressioni popolari e modi di dire.

Ecco un'analisi dettagliata degli animali menzionati e delle relative espressioni:

• Pulci

    ? Le pulci, un tempo insetti comuni, compaiono nel vernacolo milanese in modi di dire vividi.

    ? L'espressione "Hai fatto sonnuzzo duporice" (il sonnellino della pulce) descrive un sonno brevissimo, ma ristoratore, come quello che faceva il nonno Ottorino.

    ? Un altro detto, "tiipuras a gallatus" (tutte le pulci hanno la tosse), veniva usato per riprendere i bambini o i giovani "saputelli".

• Ratti (e Topi)

    ? Nelle espressioni milanesi, i "rat" (topi) e le "pantegane" (ratti) erano numerosi e si ritrovano in diversi modi di dire.

    ? Un appellativo affettuoso per un bambino era "Ul me ratin" (il topolino).

    ? "Al Gadit Andre la corona di Rat" (letteralmente il rosario dei topi) significa una serie di improperi.

    ? Anche il verbo "ratela", che significa reclamare, sembra avere origini zoologiche.

• Api

    ? Quando la nonna doveva occuparsi di molti nipotini vivaci, usava dire: "agchi una niada de avi" (ho una nidiata di api).

• Quaglie

    ? Nel linguaggio popolare, le quaglie sono traslate in un significato curioso: se un milanese parla di "qua", intende il portafoglio.

    ? La nonna usava l'espressione "Ma che bel ciapaquai!" (che bel prendiquaglie!) per indicare un giacchino leggero e svolazzante.

• Gatto

    ? Nel "bestiario del Vernacolo" sorprendentemente c'è poco spazio per il gatto.

    ? Per descrivere un affare di difficile compimento, si dice "Ages e il gat" (non è il gatto), che non corrisponde all'italiano "gatta ci cova".

    ? Un'espressione di origine toscana, usata dal padre della narratrice per significare un'inutile complicazione, era "Quello va a cercare cinque piedi al gatto".

• Gallina, Oca e Cappone

    ? La gallina ha un posto d'onore nel dialetto.

    ? Di uno che si ubriacava si diceva "Le andà in Gaina" (è andato in gallina).

    ? Se l'ubriachezza era particolarmente grave, si diceva "leuk meunapita" (leggi un'oca).

    ? Questo detto si ricollega a un'antica usanza contadina: per salvare una covata di pulcini in assenza di una chioccia, si dava da beccare pane bagnato nel vino a un cappone. Una volta che il cappone si incamminava barcollando, gli si legava un campanellino a una zampa, in modo che trascinasse i pulcini con sé.

    ? Un altro detto comune sul pollame è "aperà Naga senza far la cria" (aprirà naga senza fare la crea), il cui significato specifico non è esplicitato ma è legato al comportamento degli uccelli.

    ? Anche l'oca è presente nel dialetto con l'espressione classica "a in oca" (fare l'oca), che significa dimenticarsi di qualcosa.

    ? L'appellativo "okabessa" (oca testa) veniva usato per una persona molto sbadata.

In sintesi, il "bestiario nel Vernacolo" rivela la ricchezza e l'inventiva del linguaggio popolare milanese e lombardo, utilizzando immagini e comportamenti animali per descrivere situazioni, caratteri e stati d'animo umani in modo colorito e facilmente riconoscibile.

 

 

Discussione:  Vita borghese Milano.

 

La "vita borghese di Milano a fine '800" è un tema specifico che emerge dalle fonti, in particolare attraverso i racconti della signora Sussi Errera, cultrice di dialetto e tradizioni lombarde. I suoi aneddoti offrono uno spaccato dettagliato di quest'epoca, focalizzandosi sulle dinamiche familiari e sulle espressioni popolari che ne caratterizzavano la quotidianità.

Ecco gli elementi che delineano questo quadro:

• Contrasti Caratteriali nella Famiglia Borghese: La narrazione presenta la figura di nonna Corradina, descritta come una "donna pratica e con i piedi per terra", ottima cuoca che apprezzava i complimenti. Il suo carattere era vivace, tanto da esser soprannominata "donna Pepe". Le sue colorite invettive e modi di dire riflettevano la sua personalità energica nel gestire le situazioni quotidiane, come "vairat e in caso di fortissima irritazione aggiungeva con la cua grisa" o "Va a ungesalmente" (vai a ungerti, probabilmente con riferimento all'estrema unzione). Al suo opposto si trovava il nonno Ottorino, un "filosofo con la testa sempre tra le nuvole", che amava addormentarsi per brevi sonnellini dopo i pasti, per poi dedicarsi al suo lavoro notturno riempiendo fogli di "interessanti considerazioni filosofiche" che, tuttavia, rimasero indecifrabili. Questo contrasto tra pragmatismo femminile e intellettualismo maschile è una caratteristica che emerge dalla vita borghese dell'epoca.

• Abitudini e Costumi Quotidiani:

    ? Il riposo post-prandiale: Il "sonnuzzo duporice" (il sonnellino della pulce) descrive un sonno breve ma ristoratore che il nonno faceva regolarmente, una pratica che la nonna, dal sonno meno facile, osservava con una certa "costizza".

    ? La presenza delle pulci: Queste erano considerate "insetti comuni" tanto che, a quel tempo, andando al cinema, si poteva essere "certe di ritornare a casa ospitandone uno". Questo dettaglio fornisce un'immagine vivida delle condizioni igieniche e della vita quotidiana.

    ? La gestione dei bambini: La nonna usava l'espressione "agchi una niada de avi" (ho una nidiata di api) per riferirsi a quando doveva occuparsi di diversi nipotini vivaci.

• Il Dialetto come Specchio della Vita Borghese: Il "bestiario nel Vernacolo" milanese e lombardo, ricco di espressioni legate agli animali, è un elemento centrale di questa vita borghese a fine '800. I proverbi e i modi di dire servivano a esprimere la saggezza, l'esperienza e a "fustigare i costumi", identificandosi con la "morale della favola".

    ? Espressioni come "tiipuras a gallatus" (tutte le pulci hanno la tosse) per riprendere i bambini saputelli.

    ? "Ulmeratin" (il topolino) come appellativo affettuoso per un bambino, o "Al Gadit Andre la corona di Rat" (il rosario dei topi) per indicare una serie di improperi.

    ? L'associazione delle quaglie al "portafoglio" ("qua").

    ? L'espressione "Le andà in Gaina" (è andato in gallina) per indicare chi si ubriacava, o "a in oca" (fare l'oca) per dimenticarsi di qualcosa.

    ? La curiosa menzione di Baggio, allora un "paesino povero fuori città" dove l'organo della chiesa era dipinto sulla parete per mancanza di fondi, spiegando l'espressione "va a baja a suorgen" (vai a Baaggio, a suonare l'organo), oggi parte della stessa Milano.

Questi dettagli, riportati attraverso le testimonianze orali, offrono un'immagine ricca e autentica della "vita borghese" a Milano alla fine del XIX secolo, evidenziando non solo le dinamiche familiari e personali ma anche il ruolo centrale del dialetto e delle tradizioni popolari nel definire l'identità e i costumi dell'epoca.

 

 

 

 

 

Il dialetto. Modi di dire nel la letteratura dialettale,

nel 500 si registra un'autentica fioritura della letteratura popolare dialettale in tutte le regioni italiane. In particolare, i proverbi hanno cominciato da allora ad assolvere il compito di identificarsi con la morale della favola. Quasi tutti i poeti dialettali hanno sentito il bisogno di dedicarsi anche a quella forma letteraria che se da una parte fustiga i costumi, dall'altra tende ad educare. La fortuna dei proverbi si deve certo al fatto che in una forma semplice, breve e spesso arguta, esprimono i frutti della saggezza e dell'esperienza dei nostri avi.

Ci ripetono chiare verità morali, opportuni ammonimenti della vita, esprimendosi facilmente nella mente del popolo. Molte espressioni e forme occupano, tra le altre, quelle sui comportamenti nel quali il dialetto legnanese è particolarmente ricco, facendosi conoscere attraverso questa letteratura popolare indole, sentimenti, tendenze ed abitudini.

Ad esempio, per descrivere un fanullone a una persona che ha tempo da perdere nei proverbi lesignanesi, si dice che questa persona G buun tempu oppure ai man sul diumiu. Chi ha la lingua lunga è apostrofata come zabeta linger come chi parla vanvera o è un voltafaccia si dice che verviba fer parol e ha un queru ben parier.

Ecco una serie di moti dire che hanno come denominatore comune i comportamenti dell'uomo. Fa ul alos fare il furbo. Drisu da palancheta furbastro burlà fera a di lasciarsi scappare detto al buel inverso alla luna. Inver su me un pidrie essere arrabbiato alvusa me un bragian una persona che strilla in e camisa sono sempre vicini brusà ulpon fregare il prossimo fera irai arrabbiarsi o farsi valere. Dagala vuncia, assecondalo le infuga e guardingo in quanto ricercato. Dris impettito fa mustra da fingere di faanca una piega, non preoccuparsi senza cinquantala, senza pensarci troppo. Fam salta futumi. inera o pentera scalzo al stima tutu si pavoneggia indre me un cardfu ignorante daitranou non daggli retta le perikai è un tipo sconsigliabile. Fa saltare il fungiu Cioè innervosire e infastidire leggiò da birlu oppure legoda corda e giù di morale la bevi cale l'acqua di pui ma lascia correre Mare cero usa una persona affabile e cerimoniosa. Mangià ebbe affiado doca scroccare parlare sparlare. inuna cambiare le carte in tavola. Pien me un luulin è una persona ubriaca resta chiel di pom rimanere male. Le bona è ben disposto. Scrocu luna daustu è poco furbo. Ma sarcian i busechi mi spavento vessi essere stanco senza far to via senza dare nell'occhio sincerza cioè quella di una pozzangera è un impostore. Lasindul suo bru lascialo perdere sta schis tacere fare furbo strakumen vilan molto stanco takasu da lavaju oppure cpadaki lavendala fare il contrario di quello che si vorrebbe vegon essere imbronciato. Ah

2024-th200

 

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th#200-introduzione-prefazione.mp3 - Il frammento audio introduce il dialetto come espressione vitale e immediata del popolo, superiore alla lingua standard per la sua capacità di veicolare sia dolcezza poetica che invettiva. L'osteria viene presentata come l'ultimo baluardo e "ateneo" del dialetto, un luogo dove si commentano liberamente gli eventi quotidiani, la politica e la società, dando vita a una filosofia popolare autentica e spontanea. Infine, una prefazione in rima, anch'essa in dialetto, anticipa un contenuto che si propone di essere leggero ma profondo, accessibile a tutti e lontano dalle accademie, con l'obiettivo di celebrare e mantenere viva la tradizione del dialetto milanese, in particolare attraverso la poesia.
th#200-storie-osterie-1.mp4
 
th#201-abort-acqua.mp3 - Questo brano esplora l'origine e l'uso di espressioni idiomatiche popolari in italiano, concentrandosi in particolare su quelle che ruotano attorno ai concetti di "aborto" e "acqua." L'autore spiega come l'espressione "brutto come un aborto" derivi dal tedesco e sia usata per descrivere persone o cose di cattivo gusto o sgraziate. Inoltre, il testo critica come la discussione sulla legge sull'aborto sia spesso distorta e affrontata anche da chi non la comprende appieno. La seconda parte si concentra sulle espressioni legate all'acqua, come "chiaro come l'acqua dell'Ambro," che in realtà indica qualcosa di poco chiaro o una persona bugiarda, a causa dell'antica reputazione inquinata del fiume. Infine, viene menzionata l'espressione "allungare anche l'acqua" per descrivere una persona eccessivamente avara, collegandosi all'idea che persino un elemento essenziale come l'acqua può essere degradato o adulterato.
th#201-storie-osterie-2.mp4
 
th#202-storie-osteria.mp3 - Questo brano sembra essere una narrazione orale che esplora la storia e le tradizioni di un "paese" non specificato, enfatizzando racconti popolari e figure archetipiche. L'oratore introduce l'idea di una "lamentazione petulante e continua," forse riferendosi alla lamentazione di Geremia, suggerendo un tema di sfortuna persistente o lamentele senza fine. La narrazione si sposta poi verso la storia di un individuo sfortunato, soprannominato il "diavolo," che non riesce a realizzare nulla di buono e alla fine si ritrova senza lavoro, cedendo al bere e persino "camuffandosi da angelo custode," evidenziando un destino di fallimento e disillusione che si lega alle credenze popolari sulla "farina del diavolo."
th#202-storie-osteria-3.mp4
 
th#203-storie-milanesi.mp3 - Questo frammento audio, parte di una serie intitolata "Storie milanesi", esplora la trasformazione di Milano da un "paesotto" a una "megalopoli caotica". Il narratore, in omaggio alla città di un tempo, cita una poesia di Francesco Girolamo Corio che rievoca una Milano semplice e provinciale, contrastandola con l'immagine moderna. L'audio include anche una sezione che interpreta espressioni idiomatiche milanesi legate agli occhi, come "occhi di Caino" o "occhi di pesce in carpione", evidenziando come queste espressioni, seppur ripetute, decadano nel tempo e vengano derise dalle nuove generazioni. Il frammento si conclude con un aneddoto umoristico che utilizza una di queste espressioni in un contesto moderno, suggerendo come il passato e le sue tradizioni fatichino a connettersi con il presente.
 
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th#204-storie-milanesi.mp3 - Questo frammento audio esplora le espressioni idiomatiche milanesi, svelando il loro significato e le loro origini. Si concentra su tre frasi popolari: "il quadrel," che illustra come la proprietà e la cura delle case generino ricchezza, e riflette sulla grandezza architettonica di Milano; "il 48," che indica grande confusione e fa riferimento alle storiche Cinque Giornate di Milano del 1848; e "la Quaresima," usata per descrivere una persona lenta o indigente. Il testo sottolinea come queste espressioni, radicate nella storia e nella vita quotidiana milanese, offrano uno spaccato della cultura e delle difficoltà sociali di epoche passate.
 
th#205-orfanotrofio-Gilardelli.mp3 - La mostra "L'orfanotrofio Gilardelli: il sogno realizzato di un generoso parroco" è stata inaugurata a Legnano il 28 settembre 2024 e rimarrà aperta fino al 13 ottobre. L'esposizione, organizzata dalla Parrocchia di San Magno, celebra un'importante istituzione cittadina che ha fornito cura e formazione a numerosi minori dal 1934 al 1994. Questo evento culturale si inserisce nelle celebrazioni del centenario della città, ricordando la collaborazione tra l'amministrazione comunale e la parrocchia nell'affrontare le emergenze educative e sociali del tempo. La mostra mette in luce non solo l'evoluzione dell'orfanotrofio, ma anche la figura del generoso parroco che ne fu l'ideatore, un presule la cui dedizione è testimoniata dalle opere realizzate e dai riconoscimenti civili.
 
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th#206-giro-Legnano.mp4 - Il brano è la trascrizione di un evento incentrato sulla storia e l'identità di Legnano, in occasione del suo centenario come città. L'incontro, organizzato dall'associazione Liceali Sempre, prevede due appuntamenti principali: il primo, tenuto dal professor Giorgio Vecchio, ripercorre la "biografia" di Legnano attraverso i suoi momenti di trasformazione più significativi dagli anni '20 agli anni '90, evidenziando il passaggio da "paesone" a città moderna. Il secondo appuntamento, "Legnano 2024: Uno sguardo giovane al futuro", coinvolgerà i giovani di Polix Hub per offrire una prospettiva sulle sfide e le opportunità future della città, stimolando una riflessione sull'identità legnanese in evoluzione, tra passato industriale e nuove vocazioni di servizio.
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th#208-orfanotrofio-gilardelli-1.mp3 - Questo podcast ripercorre la storia di Legnano e l'importante figura di Monsignor Eugenio Gilardelli, in occasione del centenario dell'elevazione a città di Legnano e di una mostra organizzata dal Centro Culturale di San Magno. La prima parte descrive Legnano circa cento anni fa, evidenziando la sua rapida crescita come centro industriale con un conseguente aumento demografico e miglioramento delle infrastrutture sociali e culturali. La seconda parte si concentra su Monsignor Gilardelli, parroco per 32 anni, illustrando la sua vita, la sua vocazione sacerdotale e il suo profondo impegno per la comunità, sia nel restauro della Basilica di San Magno che nella promozione di opere sociali, come l'istituzione di un orfanotrofio maschile, frutto della sinergia tra forze religiose e civili.
 
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th#209-orfanotrofio-gilardelli-2.mp3 - Il podcast narra la storia dell'Orfanotrofio Gilardelli, un'istituzione nata dalla visione di Monsignor Gilardelli nel 1932 per affrontare un'urgente emergenza socio-educativa e fornire assistenza a minori orfani o in condizioni di indigenza nella Legnano industrializzata. Viene descritto il processo di fondazione, dalla creazione di un comitato promotore che includeva autorità civili e religiose, alla scelta del terreno e all'approvazione del progetto architettonico. I finanziamenti provennero da donazioni personali, aziendali e pubbliche sottoscrizioni. Dalla primavera del 1934, l'orfanotrofio, gestito da un consiglio di amministrazione con la cura quotidiana affidata alle suore Ancelle del Santuario, iniziò ad accogliere ragazzi tra i 6 e i 14 anni, estendendo poi l'assistenza anche a figli di madri nubili o padri emigrati, soprattutto nel dopoguerra, distinguendosi per ordine, pulizia e un'educazione completa che includeva istruzione, assistenza sanitaria e integrazione sociale.
 
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th#210-orfanotrofio-gilardelli-3.mp3 - Il podcast descrive la trasformazione dell'orfanotrofio Gilardelli, inizialmente fondato da un parroco, in risposta ai mutati contesti sociali e culturali dagli anni '70 in poi. Si evidenzia una revisione dello statuto che ha portato alla sua rinominazione come "Casa Gilardelli per l'accoglimento educativo dei minori", con un'enfasi su un servizio sociale personalizzato e la collaborazione con enti esterni. A causa di crescenti complessità gestionali e difficoltà economiche, l'istituzione ha poi cessato la sua funzione originaria, evolvendosi nella scuola materna Monti Roveda. Questa scuola, nata per accogliere un numero crescente di bambini, ha continuato a mantenere una forte attenzione allo sviluppo psicofisico e relazionale, offrendo attività innovative pur conservando i valori cristiani e civili che avevano ispirato l'orfanotrofio originale.
 
th#211-signora-comete.mp3 - Il documento è una trascrizione di un evento pubblico a Canegrate, focalizzato su "uomo e spazio" con due illustri relatrici: la professoressa Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e "signora delle comete", e la professoressa Negrini, fisiologa. La discussione verte principalmente sugli effetti biologici e psicologici del volo spaziale prolungato sull'essere umano, affrontando temi come l'impatto della microgravità sul sistema cardiovascolare, scheletrico, muscolare e nervoso, nonché i rischi delle radiazioni cosmiche e lo stress dell'isolamento. Viene anche esplorata la preparazione degli astronauti e la ricerca per mitigare questi problemi. L'evento culmina con il conferimento della cittadinanza onoraria ad Amalia Ercoli Finzi, un riconoscimento del suo straordinario contributo alla scienza e al ruolo delle donne in campi tradizionalmente maschili, sottolineando l'importanza della competenza, della collaborazione e della fiducia nel futuro per affrontare le sfide dell'esplorazione spaziale e della vita sulla Terra.
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th#215-rvg-box030-sigla.mp4 - -Il frammento video saluta sia i villeggianti che i residenti, promettendo un'offerta diversificata di contenuti. Il suo scopo principale è quello di fornire informazioni, opinioni, proposte, amenità e curiosità, oltre a offrire un passatempo al pubblico. Attraverso la piattaforma www.redigo.it, il video suggerisce che la storia continua, indicando una trasmissione regolare e un impegno a mantenere il pubblico coinvolto e aggiornato su vari argomenti.
 
th#216-rvg-box038-sigla-2.mp4 - Il frammento audio saluta sia i "Villiggianti e residenti", annunciando un contenuto che si rivolge a un pubblico ampio e diversificato. Il sito web "www.redigio" è presentato come la fonte di questo materiale, che include un'ampia gamma di offerte: "informazione, informative, opinioni, proposte, amenità, curiosità e passatempo". La frase ripetuta "E la storia continua" suggerisce un aggiornamento regolare e una narrazione in corso, posizionando il contenuto come una risorsa costante e coinvolgente per la comunità.
 
th#217-rvg-box039-sigla-4.mp4 - Il video "th#217-rvg-box039-sigla-4 .mp4" saluta sia i visitatori che gli abitanti, promettendo un contenuto vario e interessante. L'emittente, identificandosi con il sito web www.redigo.it, si impegna a fornire quotidianamente informazioni, opinioni, proposte, amenità, curiosità e passatempi. Questo suggerisce che il canale mira a essere una risorsa completa e coinvolgente per il suo pubblico. L'espressione "la storia continua" implica un impegno a lungo termine nella produzione di contenuti, puntando a mantenere l'interesse e la rilevanza nel tempo.
 
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th#223-rvg11-071bis-1.mp3 - Il programma "Regijo.it" offre un approfondimento sulla musica italiana del Novecento, concentrandosi su tre figure chiave che hanno portato lo swing e il jazz nel panorama nazionale: Alberto Rabagliati, Natalino Otto ed Ernesto Bonino. Si analizzano le loro carriere individuali, evidenziando come Rabagliati abbia assimilato lo swing in America nonostante un fallimento cinematografico, Otto abbia introdotto il jazz dopo esperienze oltreoceano e Bonino abbia avuto un successo più effimero. Il programma sottolinea le sfide che questi artisti hanno affrontato, inclusa l'ostilità del regime fascista verso la musica "negroide", e celebra il loro duraturo impatto sull'evoluzione della canzone italiana.
 
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th#224-rvg11-071bis-2.mp3 - Il brano analizza la storica difficoltà di Milano a governarsi autonomamente, evidenziando come la città sia stata spesso sotto il controllo di non-milanesi o potenze straniere. Si sottolinea l'abilità dei milanesi nel creare ricchezza e grandezza in ambito economico e culturale, ma una mancanza di "senso dello Stato" che li ha portati a delegare la politica ad altri, accettando il ruolo di "sudditi". Nonostante questo, il testo riconosce il contributo di molte famiglie milanesi allo sviluppo della città e un equilibrio politico che ha permesso una "realtà liberal socialista". Tuttavia, persiste la sottorappresentazione di Milano a livello politico e culturale, spesso ignorata anche dai propri rappresentanti una volta eletti.
 
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th#225-rvg11-072bis-1.mp3 - Il brano esplora la scomparsa silenziosa delle immagini sacre—affreschi, edicole votive, crocefissi—dalle mura di Milano, un tempo punteggiatura visibile della città che invitava alla riflessione e custodiva ricordi di fede. Nonostante l'incuria del tempo, l'inquinamento e il disinteresse moderno, queste opere d'arte "povera" ma commissionate dal cuore persistono, talvolta protette o restaurate, e continuano a offrire un legame tangibile con la storia e la spiritualità dei milanesi, fungendo da testimonianza di una fede umile e genuina. La fonte documenta la loro presenza e il loro significato, sottolineando come, nonostante la loro fragilità, resistano come simboli ostinati di un passato che merita di essere ricordato e protetto, non cancellato.
 
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th#226-rvg11-073bis-1.mp3 - Il comune di Baggio, oggi parte del municipio 7 di Milano, affonda le sue radici in un borgo romano del IV secolo d.C., con il suo nome che potrebbe derivare da "Badalocum" (torre militare romana) o "Badia a Geris" (abbazia o torre del terrapieno). La prima menzione scritta risale all'873 d.C. in un documento che cita la famiglia da Baggio, dalla quale discende anche Papa Alessandro II. La sua storia è ricca di eventi e personaggi significativi, dalla costruzione del monastero degli Olivetani nel 1400 (oggi sede municipale) alla presunta visita di Francesco Petrarca presso la Cascina "ad infernum". Baggio è anche ricordato per essere stato il punto di partenza della sfortunata spedizione al Polo Nord di Umberto Nobile nel 1928, e la sua storia è talmente radicata nella cultura milanese che l'espressione dialettale "andà a Badg a su l'orgen" è tutt'oggi usata per allontanare persone importune.
 
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th#227-rvg11-073bis-2.mp3 - Il brano esplora le tradizioni e leggende legate al mese di aprile in Lombardia, soffermandosi in particolare sulle origini del "pesce d'aprile". Vengono presentate due principali teorie sull'usanza: una leggenda che la attribuisce alla regina Teodolinda nel 590 d.C., e un'altra, sostenuta da Graziano Ballinari, che la colloca intorno al 1560 legandola alle benedizioni di San Carlo Borromeo ai pescatori del Lago Maggiore. Il testo prosegue illustrando le tradizioni pasquali, i proverbi popolari legati al tempo e all'agricoltura, come la preparazione dei campi e la semina delle zucche, e si conclude con racconti folcloristici su San Giorgio e San Marco, includendo anche una curiosa leggenda legata a Sant'Eustorgio e alla protezione contro l'emicrania. L'obiettivo è tracciare un quadro ricco e variegato della cultura popolare lombarda, tra storia, agricoltura e devozione.
 
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th#228-rvg11-074bis.mp3 - Il brano esplora le tradizioni e leggende legate al mese di aprile in Lombardia, soffermandosi in particolare sulle origini del "pesce d'aprile". Vengono presentate due principali teorie sull'usanza: una leggenda che la attribuisce alla regina Teodolinda nel 590 d.C., e un'altra, sostenuta da Graziano Ballinari, che la colloca intorno al 1560 legandola alle benedizioni di San Carlo Borromeo ai pescatori del Lago Maggiore. Il testo prosegue illustrando le tradizioni pasquali, i proverbi popolari legati al tempo e all'agricoltura, come la preparazione dei campi e la semina delle zucche, e si conclude con racconti folcloristici su San Giorgio e San Marco, includendo anche una curiosa leggenda legata a Sant'Eustorgio e alla protezione contro l'emicrania. L'obiettivo è tracciare un quadro ricco e variegato della cultura popolare lombarda, tra storia, agricoltura e devozione.
 
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th#229-rvg24-075bis-1.mp3 - Il brano esplora la storia e le trasformazioni della piazza del mercato di Varese, intrecciandole con eventi significativi della storia italiana. Inizialmente, si accenna alla breve vita del cinematografo "Cinema Italia", sorto dalle ceneri di una sala da ballo. Il fulcro del racconto si sposta poi sul monumento ai caduti in guerra di Enrico Butti, trasferito nella piazza negli anni '30 e descritto come un capolavoro che esalta l'eroismo e l'equilibrio tra spirito e materia. Questo monumento diventa lo sfondo per un momento cruciale: il raduno della popolazione varesina il 10 giugno 1940 per ascoltare l'annuncio dell'entrata in guerra da parte del Duce, un evento ricordato con un senso di disillusione nel dopoguerra. Infine, il testo narra il ritorno malinconico a Varese nel 1946 da parte di un prigioniero di guerra, trovando la piazza svuotata e il monumento stesso un simbolo ambiguo in una nuova Repubblica.
 
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th#230-rvg24-075bis-2.mp3 - Il testo descrive in modo dettagliato la vita e l'organizzazione dei "cortili" in una regione italiana, probabilmente la "Verghera" o un'area simile. Un cortile era ben più di un semplice spazio fisico; era un microcosmo autonomo e autosufficiente, una "piccolo paese in miniatura" con proprie tradizioni, relazioni e topografia specifica. L'autore enfatizza le caratteristiche architettoniche delle case, spesso a due piani con cucine ampie e camini massicci, e la presenza di orti, stalle, pollai e conigliere, sottolineando l'importanza dell'agricoltura e dell'allevamento per la sussistenza. Viene anche evidenziato il forte senso di comunità, con rituali sociali come le conversazioni pomeridiane femminili ("Tredon, Mercada Saron") dove venivano condivise notizie e pettegolezzi, contrapposto al ruolo più defilato degli uomini. Infine, il testo elenca e descrive alcuni dei cortili più antichi e famosi, spesso nominati in base ai loro fondatori o ai personaggi più celebri che vi avevano abitato, offrendo uno spaccato vivido della storia e della cultura locale.
 
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th#231-rvg24-076bis-1.mp3 - Il brano racconta due episodi significativi avvenuti sull'Isola dei Pescatori durante la Conferenza di Stresa del 1935, che misero in luce la sua rinomata cucina. Inizialmente, il ministro degli Esteri francese Laval propose al Presidente del Consiglio di gustare i saporiti filetti di pesce persico in una trattoria locale, un piatto che egli già conosceva e apprezzava profondamente. Questo portò a una visita inaspettata che generò grande entusiasmo tra gli abitanti, con i due statisti fotografati con bambini in divisa. Successivamente, anche il Duce, informato della cena di Laval, decise di recarsi sull'isola per assaggiare gli stessi celebri filetti, confermando il successo e la fama della specialità. L'articolo conclude esprimendo preoccupazione per il grave inquinamento attuale del lago, che minaccia la sopravvivenza di queste e altre prelibatezze locali.
 
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th#232-rvg24-076bis-2.mp3 - Il brano dipinge un vibrante affresco della vita sociale e commerciale di Verghera prima della Seconda Guerra Mondiale, in particolare negli anni '30. Attraverso la descrizione dettagliata di osterie, trattorie, negozi di alimentari e attività ricreative come i giochi della morra e delle bocce, l'autore evoca un senso di comunità e tradizione profondamente radicato. Viene sottolineata la maestria degli abitanti in giochi popolari e l'importanza di luoghi di ritrovo come il Circolino, sede della banda musicale, e la cooperativa di consumo "La Nazionale", che svolgeva un ruolo sociale cruciale. Il testo si conclude con una riflessione malinconica sulla scomparsa di queste realtà tradizionali a causa del progresso e dei supermercati, rimpiangendo la qualità e l'autenticità di un tempo ormai perduto.
 
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th#233-rvg24-077bis-1.mp3 - Il brano esplora l'impatto culturale e sociale della radio in Italia, concentrandosi in particolare sugli anni '30 e sulla sua percezione come fenomeno affascinante e misterioso da parte di una popolazione in gran parte analfabeta. Viene evidenziato come la "scatola parlante" abbia riunito le famiglie e influenzato le abitudini, a differenza della televisione che, pur suscitando grande interesse, non ha generato lo stesso repertorio di canzoni popolari ispirate al mezzo stesso. Il testo richiama anche simboli iconici dell'epoca radiofonica, come l'"uccellino della radio" che divenne un simbolo della Rai, e analizza brani musicali popolari che fanno riferimento alla radio, tra cui "Abbassa la tua radio per favore" e "Quando la radio", sottolineando il ruolo della musica e delle voci radiofoniche nel plasmare l'immaginario collettivo e la vita quotidiana degli italiani.
 
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th#234-rvg24-077bis-2.mp3 - Il brano esplora la ricchezza nascosta dei cortili milanesi, presentandoli non solo come elementi architettonici, ma come veri e propri custodi della storia e dell'anima della città. Si evidenzia come questi spazi, dal più sontuoso al più modesto, siano testimoni silenziosi di vicende grandi e piccole, dalle glorie monumentali alle curiosità quotidiane e persino al pettegolezzo. L'autore sottolinea l'importanza dei cortili come documenti viventi, capaci di evocare eventi e personaggi illustri, citando esempi che vanno da Ludovico il Moro a Manzoni. La fonte fa riferimento anche a volumi fotografici e guide che documentano e invitano alla scoperta di questi angoli spesso inaccessibili ma ricchi di fascino, che si sono evoluti attraverso stili architettonici diversi, dal Rinascimento al Liberty.
 
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th#235-rvg-lib01-01.mp3 - Radio Fornace presenta un programma che esplora la ricchezza del dialetto, elevando l'osteria a "ateneo" dove la filosofia popolare fiorisce liberamente. L'autore sottolinea come il dialetto sia un'espressione immediata del popolo, capace di spaziare dalla poesia all'invettiva, e come l'osteria rimanga un luogo vitale per commentare la vita quotidiana e discutere di politica, tasse e costumi. Il testo poi offre un'analisi umoristica e sagace di espressioni dialettali milanesi, come "porco dei porci" o "magro come un venerdì," rivelando il profondo legame tra linguaggio e cultura popolare e criticando sarcasticamente problematiche sociali come la povertà e il fisco, paragonando quest'ultimo alla "lamentazione di Geremia".
 
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th#236-rvg-lib01-02.mp3 - La trasmissione radiofonica, "Radio Fornace," intrattiene gli ascoltatori con un tradizionale intrattenimento giornaliero, esplorando vari temi con un tono scherzoso e satirico. Si concentra inizialmente sui "matent", i matti patentati, descrivendo la follia umana e la chiusura dei manicomi, con una velata critica alla psichiatria moderna. Successivamente, la narrazione si sposta su Napoleone a Milano, dipingendolo come un conquistatore che, pur promettendo libertà, ha spogliato la città di beni e opere d'arte. Infine, l'attenzione si volge alle "ombre cinesi" e alla comunità cinese di Milano, descrivendo la loro integrazione e l'evoluzione da venditori ambulanti a imprenditori, evidenziando la loro presenza e il loro contributo alla città.
 
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th#237-rvg-lib01-03.mp3 - Radio Fornace offre un intrattenimento quotidiano, esplorando il linguaggio figurato e i modi di dire dialettali per dipingere vividi ritratti della natura umana. La trasmissione distingue tra diverse tipologie di "ruffiani", approfondendo le loro tattiche ingannevoli, in particolare come irretiscono le donne con false promesse di denaro. Vengono poi introdotte figure simboliche come le "tre scimmie sorde, mute e cieche" per criticare la corruzione e l'ipocrisia dei pubblici amministratori che si spartiscono i beni comuni. Infine, vengono descritte figure femminili emaciate attraverso un linguaggio iperbolico e colorito, per rappresentare metaforicamente la futilità di azioni insensate o l'inganno celato.
 
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th#238-rvg-lib01-04.mp3 - Questa trasmissione radiofonica, "Radio Fornace," intrattiene gli ascoltatori con una rassegna di tradizionali tiritere e filastrocche milanesi. Ogni canzoncina, apparentemente semplice, è accompagnata da un ricco contesto storico e aneddotico, spesso legato a personaggi e leggende locali. Vengono illustrate le origini di queste cantilene, da aneddoti che coinvolgono artisti come Caravaggio e storie di faide familiari, a episodi quasi manzoniani di rapimenti e trionfi della virtù. Il programma rivela come queste filastrocche siano non solo un divertimento, ma anche un deposito vivente di eventi e personaggi della Milano antica, offrendo uno sguardo affascinante sulla cultura popolare e le sue radici profonde.
 
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th#239-rvg-lib01-05.mp3 - Radio Fornace offre un intrattenimento quotidiano presentando filastrocche tradizionali milanesi, alcune delle quali con origini antiche e significati complessi. Il programma esplora il legame tra queste rime e la storia della città, come la filastrocca "La pecora la canta", che conduce a un viaggio immaginario attraverso i mestieri e i luoghi storici di Milano, come la contrada dei Magnani. Viene anche spiegata la storia di "Cicca berlica", un'antica filastrocca che esalta le gesta di un avventuriero crociato, e "Tog Tog per Rogn", che narra le vittorie del capitano Antoniolo Landriani. Il programma offre così uno spaccato della cultura popolare e della storia locale, intrecciando leggende e personaggi in un formato accessibile.
 
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th#240-rvg-lib01-06.mp3 - Il frammento audio di Radio Fornace offre un vivace approfondimento sul dialetto milanese, esplorando l'etimologia e l'uso di espressioni colloquiali. Il tema principale ruota attorno alla critica sociale e politica, veicolata attraverso metafore come "scaldare la cadrega", che stigmatizza l'ozio e il carrierismo dei politici. Vengono inoltre analizzati termini come "i coon" (creduloni) e "i cuyad" (azioni sciocche), enfatizzando la critica alla credulità e alla stupidità diffusa. Infine, si discute il significato di "c***" come modo per mandare via qualcuno e l'espressione "i dané" (il denaro), collegandola indissolubilmente a Milano e alla corruzione associata allo sfruttamento e al gioco d'azzardo.
 
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th#241-rvg-lib01-07.mp3 - Il frammento radiofonico, presentato da Radio Fornace come "intrattenimento tradizionale giornaliero", narra una disavventura idrica domestica con toni umoristici e caricaturali. Il protagonista, Annibale, lamenta la mancanza d'acqua nel suo appartamento, imputandola a vicine che la utilizzano in modo ritenuto eccessivo o insolito. Inizialmente, il problema sembra causato da una certa Laura, e in seguito da una "svedese" vedova che conserverebbe lo yogurt per il marito nella vasca da bagno, scatenando in Annibale il desiderio di intervenire con una "spedizione punitiva" per far valere i propri diritti sull'uso dell'acqua. Il dialogo mette in luce la frustrazione per la gestione comune delle risorse in un contesto abitativo, esagerando i difetti dei vicini per creare un quadro comico e stereotipato delle dinamiche condominiali.
 
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th#242-rvg-lib01-08.mp3 - Questa trasmissione radiofonica, "Radio Fornace," si presenta come un momento di tradizionale intrattenimento quotidiano, offrendo agli ascoltatori un approfondimento su espressioni milanesi e proverbi popolari. Il programma esplora il significato e l'origine di frasi colloquiali legate a concetti come la bellezza e la bruttezza ("brut aborto"), la chiarezza ("acqua dell'Ambro") e la parsimonia eccessiva ("allungare anche l'acqua"). Particolarmente rilevante è l'attenzione posta alla trasformazione del significato di parole e tradizioni, come l'acqua che da elemento indispensabile diventa "puttanabile" a causa dell'inquinamento, o l'usanza di celebrare la vita in osteria dopo un funerale. Il filo conduttore è un'analisi linguistica e culturale che rivela la saggezza popolare e le sfumature della vita quotidiana milanese, toccando temi universali come l'amore ("mal d'amor") e la malinconia con un tono spesso ironico e disincantato.
 
th#245b-Santa-Teresa.mp3 - Il podcast esplora la storia dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila a Legnano, iniziando da una domanda centrale: cosa ci faceva una chiesa carmelitana in quella località, dato che i Carmelitani arrivarono molto più tardi? La ricerca, condotta da Gianni Pedrotti, ha rivelato che l'oratorio nacque originariamente come cappella di San Giovanni Battista, eretta dalla famiglia Gismara all'interno della loro "casa forte" a Cascina Mazzafame. Nel corso del tempo, e con il subentro della famiglia Prata come proprietari, la cappella si trasformò nell'attuale oratorio, come documentato da catasti e visite pastorali, svelando le diverse fasi costruttive e le modifiche architettoniche, come la facciata in cemento che contrasta con il retro in mattoni.
 
th#245c-Santa-Teresa.mp3 - Questo passaggio esplora la ricca storia di Legnano, concentrandosi sull'Oratorio di Santa Teresa d'Avila alla Mazzafame. Si discute dell'origine del toponimo "Mazzafame", legato a un antico forno e alla distribuzione di pane ai poveri da parte dei frati francescani. L'analisi si estende all'altare maggiore dell'oratorio, esaminando una crocifissione poco visibile e ipotizzando che la pala d'altare attuale, raffigurante l'estasi di Santa Teresa, sia successiva al 1761 e ispirata a opere di Sebastiano Ricci, evidenziando come gli elementi strutturali della chiesa possano celare strati di storia precedente
 
th#245d-Santa-Teresa.mp3 - Questo podcast esplora la storia e il significato dell'oratorio di Santa Teresa d'Avila a Legnano, intrecciando cultura, fede e comunità. Si discute il ruolo dei Carmelitani e delle Carmelitane nella diffusione della devozione a Santa Teresa in città, fin dal Settecento, e come il loro carisma abbia plasmato la presenza religiosa locale. Viene evidenziata la vitalità di questi luoghi ecclesiali come punti d'incontro tra la fede e la vita quotidiana, superando la tradizionale distinzione tra pubblico e privato. Infine, si suggeriscono piste di ricerca storica, come l'indagine dei documenti notarili, per colmare lacune sulla nascita e l'evoluzione di queste fondazioni e comprendere meglio la diffusione del culto teresiano nella Lombardia del Settecento.
 
th#245e-Santa-Teresa.mp3 - Questo brano presenta le introduzioni di diversi relatori in un evento dedicato alla storia di Legnano e all'Oratorio di Santa Teresa d'Avila. Renato Sesler, un collaboratore della ricerca, chiarisce la proprietà della chiesa, sottolineando i vari interventi di restauro e ringraziando coloro che hanno supportato lo studio. Successivamente, l'architetto Marco Giaci condivide il suo legame personale e professionale con la chiesa, risalente al suo battesimo e approfondito durante gli studi universitari di restauro. Infine, Alberto Centinaio, ex sindaco di Legnano, introduce la sua prospettiva sulla storia locale e sull'oratorio, evidenziando il coinvolgimento della comunità nella narrazione di questi luoghi.
 
th#245f-Santa-Teresa.mp3 - Questo podcast esplora la storia della comunità di Legnano, in particolare l'oratorio di Santa Teresa d'Avila, focalizzandosi sulla vita dei poveri contadini della zona intorno agli anni '40. Rivela l'importanza della chiesetta come luogo di ritrovo e di riti religiosi e pagani, e del forno comune come simbolo di cooperazione. La narrazione si concentra poi sugli eventi drammatici successivi alla caduta del fascismo nel 1943, quando un circolo giovanile a Mazzafame, inizialmente sorvegliato, si impegna in atti di resistenza, culminando nella battaglia di Mazzafame. L'esperienza di Samuele Turconi, un giovane che ha affrontato la persecuzione e ha lottato per la libertà, viene evidenziata come esempio di coraggio e sacrificio. Il podcast sottolinea infine l'importanza della memoria storica di questi eventi e delle persone che hanno lottato per la libertà, come mezzo per comprendere il futuro.
 
th#245g-Santa-Teresa.mp3 - Questo testo è una trascrizione di un segmento audio che celebra la storia di Legnano, focalizzandosi sull'Oratorio di Santa Teresa d'Avila. L'intervento iniziale ringrazia per un libro sulla storia della chiesetta e di un partigiano, sottolineando l'importanza di mantenere vivo lo spirito comunitario e di preghiera che l'associazione "Completamente Tuoi" continua a promuovere. Successivamente, una donna di 88 anni, nata a Legnano nel 1936, condivide i suoi ricordi personali della guerra, descrivendo la povertà e le difficoltà quotidiane come l'uso degli zoccoli e la fame, ma anche la resilienza e i giochi innocenti dei bambini. I suoi racconti vividi delle sirene, dei rifugi e della vita in cascina durante i bombardamenti offrono una testimonianza toccante di un passato doloroso ma anche di forte legame comunitario.
 
th#245h-Santa-Teresa.mp3 - Questo estratto cattura l'inizio di un evento, probabilmente una presentazione o una conferenza a Legnano, incentrato sulla storia della città e, in particolare, sull'Oratorio di Santa Teresa d'Avila. L'intervento di Padre Edoardo rivela come la curiosità scaturita da semplici domande e la ricerca del dialogo lo abbiano portato a scoprire l'antica chiesetta e la sua inaspettata connessione con l'ordine Carmelitano a Legnano. Sottolineando l'importanza di comprendere il passato per affrontare il futuro, l'evento celebra la collaborazione tra le persone, come Tiziano, e mira a valorizzare i "sassi che parlano" della storia locale, concludendosi con un invito a una visita alla chiesetta e una raccolta fondi per beneficenza.
 
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th#246-STeresa-avila-1.mp3 - Il brano esplora la storia e le caratteristiche dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila e della vicina cascina a Legnano, conosciuta anche come Santa Teresa. Viene fornita una vivida descrizione dell'edificio, con i suoi cortili, la chiesa con un grande quadro della santa e un crocifisso ritenuto miracoloso, oltre a dettagli sull'usura del tempo e sull'uso devozionale, come le foto dei soldati appese durante la guerra. La testimonianza di Rachele Passoni Ottolini, che visse nella cascina, offre un'autentica prospettiva storica, collegando il luogo alla sua denominazione antica "Mazzafame" e alla figura di Santa Teresa d'Avila, mistica e riformatrice. Infine, il testo accenna alla presenza dei Carmelitani a Milano e Legnano fin dal XIII secolo, suggerendo possibili legami storici, seppur non confermati, tra l'ordine e la località attraverso la dinastia Torriani.
 
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th#247-STeresa-avila-2.mp3 - Il brano esplora la storia e le caratteristiche dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila a Legnano, specificamente nella località "Massafame" o "Cassin ammazzafame." Viene chiarito che la dedicazione a Santa Teresa non è legata a Maria Teresa d'Austria, nata successivamente, e si ipotizza una devozione del fondatore. Si evidenziano discrepanze sulla data di costruzione, con documenti che attestano l'esistenza dell'oratorio già nel 1708 e 1722, suggerendo che il 1779 fosse un anno di rifacimento o ampliamento. Infine, si delinea l'importanza degli oratori privati per le famiglie nobiliari, non solo per l'abbellimento religioso ma soprattutto come luogo di sepoltura e cura spirituale dei propri defunti, inserendo l'Oratorio di Santa Teresa in un contesto più ampio di cappelle rurali menzionate già a partire dal 1569.
 
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th#248-STeresa-avila-3.mp3 - Il documento traccia la storia della cappella privata di San Giovanni Battista a Mazzafame, Legnano, legata alla famiglia Vismara. Attraverso testimonianze documentali che vanno dal XIII al XVII secolo, emerge come la cappella, inizialmente in San Salvatore e poi in San Magno, fosse di jus patronato Vismara, evidenziando il loro forte legame e patrocinio. Si ipotizza che questa piccola cappella servisse come luogo di preghiera privato per la famiglia e i frati, specialmente durante epidemie o periodi di villeggiatura, rafforzando l'idea di una profonda religiosità familiare. La tassazione elevata nel 1564 conferma lo status di edificio privato e l'importanza della cappella, distinguendola da altre chiese locali.
 
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th#249-STeresa-avila-4.mp3 - Il brano traccia la storia dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila a Massafame, Legnano, a partire dalla sua presunta esistenza già nel 1570 come parte della Cascina Mazzafame, un luogo inizialmente privo di chiesa. Attraverso una ricerca documentale meticolosa che spazia tra registri del 1620, relazioni del 1649 e testamenti del 1708, si ricostruisce la progressiva configurazione ecclesiastica del sito, compresa la proprietà condivisa e le dedicazioni religiose antecedenti al 1708. Un momento cruciale è l'arrivo della reliquia autenticata di Santa Teresa d'Avila nel 1720, donata al conte Camillo Prata, evento che probabilmente catalizzò la ridedicazione e la restaurazione dell'oratorio, consolidandone l'identità e la funzione liturgica.
 
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th#250-STeresa-avila-5.mp3 - Il brano traccia la storia e le condizioni dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila a Legnano, focalizzandosi in particolare sulla sua proprietà e sulle vicende legate alla famiglia Prata. Si evidenzia come il conte Giovanni Prata ereditò la proprietà, che includeva l'oratorio e la Cascina Mazzafame, dal padre Camillo, il quale ne fu il fondatore nei primi anni del '700. Le visite pastorali, in particolare quelle del 1742 e del 1756, rivelano un deterioramento della struttura e il mancato rispetto degli obblighi di celebrazione delle messe, nonostante i lasciti testamentari. La narrazione sottolinea la mancanza di documentazione ufficiale per il passaggio di proprietà e la persistente influenza della famiglia Prata sul patronato dell'oratorio, concludendosi con l'anticipazione di ulteriori dettagli dalla visita del cardinale Pozzo Bonelli del 1761.
 
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th#251-STeresa-avila-6.mp3 - Il brano offre una descrizione dettagliata dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila a Mazzafame, a Legnano, focalizzandosi sulla sua architettura interna, gli arredi sacri e le importanti reliquie custodite. Viene evidenziata la sacra immagine di Santa Teresa trafitta da un dardo di fuoco sull'altare e la conservazione di un frammento osseo della Santa, trasportato solo in occasioni festive. Una parte significativa del testo si concentra sui legati di messe annuali, inizialmente 128 dalla signora Giuseppa Bonaldi Guanzaga e poi aumentati a 160 dal conte Antonio Prata, con assegnazioni vitalizie a reverendi come Gio Battista Gilardi e successivi sviluppi che coinvolgono la famiglia Prata, sottolineando l'importanza delle donazioni e delle disposizioni testamentarie nella storia dell'oratorio.
 
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th#252-STeresa-avila-7.mp3 - Il brano narra la complessa storia dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila a Legnano, focalizzandosi sulle disposizioni testamentarie per le messe e le successive vicende amministrative e legali. Inizialmente, vengono dettagliate le numerose messe annuali richieste da Maria Giuseppa Bonade Guanzati e dal Conte Prata, con riduzioni successive dovute a nuove valutazioni. Il testo evidenzia il deterioramento dell'oratorio a seguito della riduzione delle messe domenicali e della manutenzione, un problema che il Conte Cesare Prata cercherà di risolvere con restauri e contributi finanziari. Infine, il racconto si addentra nelle modifiche legislative e amministrative riguardanti il clero e la gestione dei beni ecclesiastici, culminando con il reclamo della Curia Arcivescovile di Milano sulla rendita della Pia causa Bonalda destinata alle celebrazioni.
 
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th#253-STeresa-avila-8.mp3 - Il brano descrive la complessa storia patrimoniale e funzionale dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila a Legnano, specificamente nella località Mazzafame, dal 1833 fino all'inizio del XX secolo. Inizialmente, la proprietà passò per eredità, con i fratelli del conte Cesare Prata che cedettero l'oratorio all'ingegner Michele Calderini. Sebbene non vi fosse un obbligo legale, Calderini si assunse l'onere delle spese per le messe, ma le difficoltà finanziarie e la scarsità di sacerdoti portarono a un progressivo degrado e alla sospensione delle celebrazioni festive. La situazione si complicò con vari passaggi di rendita e tentativi di finanziamento per la manutenzione, fino alla vendita della proprietà nel 1892 e i successivi cambi di patronato tra diverse famiglie. Infine, l'oratorio passò sotto la giurisdizione della nuova parrocchia dei Santi Martiri all'inizio del '900, periodo in cui fu eretto un campanile che, purtroppo, crollò nel 1930 a causa dei materiali scadenti.
 
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th#254-STeresa-avila-9.mp3 - Il brano ripercorre la storia e le vicissitudini dell'Oratorio di Santa Teresa d'Avila a Legnano, concentrandosi sulle sue diverse fasi di restauro, proprietà e utilizzo. Si evidenziano i passaggi di proprietà e i contratti di comodato che hanno permesso le funzioni religiose, nonché i danni e i successivi interventi di ripristino, inclusi quelli dopo il crollo del campanile nel 1930 e i più recenti distacchi di intonaco. Il testo sottolinea anche il ruolo del centro pastorale Mazzafame, delle battaglie partigiane avvenute nel territorio della cascina e l'importanza di figure come Padre Antonio Rocco e i coniugi Sesler, che hanno sostenuto l'oratorio e le opere caritatevoli per orfani, fino all'attuale gestione da parte del gruppo di preghiera "Comunità Casa di Maria".
 
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th#265-storielle-milanesi-dialetto.mp3 - Questo frammento di storiella milanese in dialetto affronta il tema del divorzio in Italia, esplorando con ironia le difficoltà legali e le assurdità sociali legate all'indissolubilità del matrimonio. L'audio presenta diverse soluzioni umoristiche e paradossali per aggirare le restrizioni, come l'idea di proibire direttamente il matrimonio o ricorrere a scappatoie legali come la mancata consumazione. Il racconto culmina con la bizzarra storia di un uomo che tenta di istituire un "piccolo matrimonio" attraverso un contratto notarile a scadenza triennale, modellato sui contratti d'affitto, ma che fallisce a causa del blocco degli sfratti.
 
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th#266-storielle-milanesi-dialetto.mp3 - Questo vivace dialogo in dialetto milanese affronta temi di progresso, attualità e medicina attraverso un tono umoristico e sarcastico. Il fulcro della conversazione è il concetto di "pillola", non solo quella medica, come la nuova pillola contro l'infarto, ma anche come metafora del progresso incontrollato e delle soluzioni rapide a ogni problema, dalle nascite alla felicità. Gli interlocutori divagano tra notizie sui giornali — come gli scioperi nei ristoranti e pettegolezzi politici — criticando l'eccessiva medicalizzazione della vita e la fiducia cieca nelle soluzioni farmaceutiche, culminando in un aneddoto comico e sfortunato sull'uso sbagliato di pillole veterinarie. Il testo evidenzia una satira sul progresso moderno, suggerendo che per ogni "pillola" risolutiva ne esiste un'altra che crea nuove, inaspettate complicazioni.
 
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th#267-storielle-milanesi-dialetto.mp3 - Questo vivace estratto in dialetto milanese narra le disavventure di una donna esasperata dal marito, soprannominato "Feo," la cui singolare mania è quella di aggiustare ogni cosa rotta, purtroppo con esiti spesso catastrofici. La moglie descrive una serie di disastri domestici causati dai tentativi di riparazione di Feo, tra cui l'allagamento della casa dovuto a un rubinetto maldestramente sistemato e l'episodio in cui ha quasi distrutto l'auto del cugino. Il racconto culmina quando una vicina, ammirando l'abilità di Feo nel riparare, gli chiede aiuto per sistemare il suo "secondo canale" della televisione, portando Feo a passare troppo tempo nell'appartamento della vicina, finché la moglie lo scopre intento ad aggiustare la TV nella sua camera da letto, dimostrando l'inesorabile, seppur fallace, dedizione di Feo al bricolage.
 
th#268-parole-radio.mp3 - Il brano analizza l'impatto culturale e sociale della radio in Italia, presentandola come una rivoluzione nelle abitudini familiari e un fenomeno inizialmente percepito come misterioso e affascinante da una popolazione in gran parte analfabeta. Viene enfatizzato come la "scatola parlante" di Guglielmo Marconi abbia unito le persone e come la figura dell'"uccellino della radio" sia diventata un immediato e duraturo simbolo della radiofonia italiana. Inoltre, l'autore esplora il modo in cui la radio ha ispirato la musica popolare, citando canzoni come "Silenzioso Slow" —noto anche come "Abbassa la tua radio"— che fungevano persino da velato invito all'ascolto di stazioni proibite come Radio Londra, e analizza brani che facevano riferimento esplicito alle varie stazioni radiofoniche italiane e al loro significato simbolico.
 
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th#268-storielle-milanesi-dialetto.mp3 - Questo frammento sonoro in dialetto milanese cattura una vivace discussione domestica centrata sulla lamentela di un uomo riguardo a piccoli disagi quotidiani, in particolare il suo forte disgusto per il cibo in scatola e l'acqua fredda mattutina. La conversazione si trasforma in un sarcastico confronto tra il comfort della vita moderna e i sacrifici estremi affrontati dagli astronauti nello spazio, che la sua interlocutrice usa continuamente per sminuire le sue lamentele. L'uomo, chiamato Annibale, viene deriso per la sua ricerca di comodità e la sua riluttanza ad accettare i sacrifici, venendo etichettato come "ridicolo" e "pantofolaio," finché non reagisce comicamente gettando una scatola di fagioli nel frigorifero e restando con la lingua incollata al congelatore, mettendo fine in modo surreale alla disputa.
 
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th#269-storielle-milanesi-dialetto.mp3 - Questo frammento audio in dialetto milanese narra una disavventura vacanziera ricca di colpi di scena e umorismo. Il protagonista, Armando, intende inizialmente andare a Rapallo su invito di sua zia, ma un incontro con l'amico Betoni lo spinge verso una "crociera" alternativa. L'ambizioso viaggio in Turchia fallisce a causa di uno sciopero dei marittimi a Genova, portando i due a un cambio di programma improvviso: una gita a Cernobbio. L'avventura si conclude comicamente con un tentativo di pesca sul lago di Como utilizzando un canotto di gomma che viene squarciato da un pesce, un incidente che si risolve fortunatamente con l'arrivo del battello per Cernobbio che li trae in salvo, sebbene l'epilogo a Cernobbio li veda multati per la pesca e il bagno vietati.
 
th#270-1-sagre-biscotti.mp3 - Questo racconto in dialetto milanese narra le origini e la storia delle Offelle di Parona, un delizioso biscottino ovale la cui fama è legata alle sorelle Pasqualina ed Elena Colli che, alla fine dell'Ottocento, iniziarono a produrle e venderle con una ricetta segreta. A differenza di altre varianti regionali di dolci chiamati "offelle," quelle di Parona sono semplici biscottini lievitati a base di ingredienti comuni, ma resi speciali dal dosaggio e dalla cottura. La grande popolarità di questo prodotto portò alla creazione, nel 1969, della Sagra dell'Offella, un evento annuale che celebra il dolce e la cultura locale, che ha portato la Pro Loco a brevettare la ricetta per tutelarne l'autenticità. La sagra, che si svolge la prima domenica di ottobre, attira molti visitatori con intrattenimento e le specialità enogastronomiche lomelline.
 
th#270-proverbi-milanesi.mp3 - Questo frammento audio presenta una raccolta di proverbi milanesi che offrono intuizioni sulla vita, le relazioni intergenerazionali e la saggezza popolare. Un tema ricorrente è l'invecchiamento, illustrato dal detto che paragona il vino alla "tetta dei vecchi", suggerendo che il vino offre conforto e ritorno a uno stato di innocenza; inoltre, la credenza popolare sulla "luna vecchia" che "fa male alla vista" viene interpretata come metafora del disagio che i vecchi, spesso poco indulgenti, possono causare ai giovani. Altri proverbi usano metafore ortofrutticole, come "Zucch e melon, ogni frut stagion", per sottolineare che ogni età ha comportamenti appropriati, e che il valore non si misura in grandezza fisica, poiché "vale di più un grano di pepe che una zucca". Infine, alcuni detti esplorano le difficoltà del lavoro, citando ortaggi impegnativi come i "cetrioni e meloni" che fanno perdere la pazienza, e la natura incontrollabile della conversazione, dove "le parole son come le ciliege", una tira l'altra, concludendo con l'avvertimento che cedere ai capricci "paga di tasca sua".
 
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th#270-sagre-biscotti.mp4 - Questo racconto in dialetto milanese narra le origini e la storia delle Offelle di Parona, un delizioso biscottino ovale la cui fama è legata alle sorelle Pasqualina ed Elena Colli che, alla fine dell'Ottocento, iniziarono a produrle e venderle con una ricetta segreta. A differenza di altre varianti regionali di dolci chiamati "offelle," quelle di Parona sono semplici biscottini lievitati a base di ingredienti comuni, ma resi speciali dal dosaggio e dalla cottura. La grande popolarità di questo prodotto portò alla creazione, nel 1969, della Sagra dell'Offella, un evento annuale che celebra il dolce e la cultura locale, che ha portato la Pro Loco a brevettare la ricetta per tutelarne l'autenticità. La sagra, che si svolge la prima domenica di ottobre, attira molti visitatori con intrattenimento e le specialità enogastronomiche lomelline.
 
th#271-tortellini-valligiani.mp3 - Il brano descrive dettagliatamente i Tortelli Valligiani, conosciuti localmente come Scarpinoc de Par, evidenziando come il loro nome derivi ironicamente dalle tradizionali calzature in stoffa dell'Alta Valseriana. Questa specialità culinaria è così importante per la comunità da essere protetta da uno specifico disciplinare di produzione, che ne regola meticolosamente la ricetta, gli ingredienti, gli utensili e le modalità di commercializzazione, stabilendo che la denominazione è intraducibile e deve essere utilizzata inalterata. Gli Scarpinoc, che si presentano come tortelli vegetariani a forma di mezza luna con ripieno sostanzioso di formaggio Grana e varie spezie, vengono tradizionalmente gustati durante la ricorrenza di San Pietro (29 giugno) o la terza domenica di agosto, e sono consigliati in abbinamento a un Pinot Grigio bergamasco o a uno Chardonnay dell'Oltrepò Pavese.
 
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th#271-tortelli-valligiani.mp4- Il testo descrive gli Scarpinoc de Par, una specialità culinaria della Val Seriana, enfatizzando come il nome, che letteralmente si riferisce a calzature tradizionali, debba essere usato invariabilmente per indicare questi tortelli caratteristici. Questi ravioli vegetariani a forma di mezzaluna, con una specifica ammaccatura centrale, hanno un ripieno ricco di Grana grattugiato e numerose spezie aromatiche, come anice stellato e cannella. La loro importanza è tale da essere protetta da uno specifico disciplinare di produzione che ne regola dettagliatamente la ricetta, le materie prime, e la commercializzazione, garantendo la loro genuinità e tipicità in tutta la provincia di Bergamo. Sono tradizionalmente serviti al dente, conditi con burro, salvia e un'abbondante spolverata di Grana, e il testo suggerisce di gustarli abbinati a vini locali come il Pinogrigio IGT bergamasco.
 
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th#273-rvg-box106-milano.mp4 - Il brevissimo estratto video, intitolato "th#273-rvg-box106-milano.mp4", presenta una sequenza ritmica e vocale molto basilare, caratterizzata dalla ripetizione ossessiva della parola "Heat" (calore). Questa ripetizione funge da richiamo o enfasi, stabilendo un tono energico o forse febbrile. La seconda parte del frammento introduce un semplice conteggio da uno a quattro, ripetuto due volte, probabilmente scandendo il tempo o un movimento ritmico. Nel complesso, il testo suggerisce una registrazione che cattura un momento di intensa eccitazione o una prova di un ritmo musicale o coreografico elementare, enfatizzata da un'interiezione ("Woo!") che ne sottolinea l'energia.
 
th#274-rvg-box107-volantini-11-19.mp4 - Questo frammento video molto breve, intitolato "th#274-rvg-box107-volantini-11-19.mp4," è composto quasi interamente da espressioni vocali ripetitive, specificamente "??-?-? He." La natura di questo estratto suggerisce che potrebbe trattarsi di una registrazione sonora grezza o di un test audio, poiché manca di qualsiasi contenuto discorsivo o narrativo sostanziale. L'enfasi è posta sulla ripetizione del suono, forse per un effetto ritmico o come parte di un'introduzione in un contesto più ampio, benché il suo scopo esatto rimanga indeterminato a causa della sua brevità.
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th#284-QGLI089-dialetto-latiismi.mp3 - Questo testo esplora le radici e l'evoluzione del dialetto del Varesotto, tracciando la sua discendenza dal latino e la sua ricchezza derivante dai tecnicismi legati all'industrializzazione precoce, in particolare nei settori della tornitura e dell'aviazione a Vergiate. L'analisi si sofferma su termini specifici come Calisvar (alesatore) che riflette l'attività di fabbrica, e su espressioni legate al ruolo pionieristico dell'aviazione locale, come sguate aviatore (volare intensivamente). Inoltre, il testo evidenzia la profondità storica di parole come Calima (rugiada) e propone interpretazioni affascinanti per antiche denominazioni di malattie o difetti congeniti (Petavra, forse riferito alla spina dorsale bifida), oltre a toccare tecnicismi artigianali e termini che descrivono comportamenti umani e oggetti della vita quotidiana, spesso con un'eco ironica o un retaggio etimologico complesso.
 
th#285-GLI189-magi-legnano.mp3 - Questa traccia audio esplora il culto dei Re Magi, tracciandone l'evoluzione dal Vangelo alla leggenda popolare e al significato simbolico. Il testo chiarisce che il Vangelo non ne specifica il numero o i nomi, ma la tradizione consolidata li identifica come sacerdoti persiani, probabilmente adoratori del fuoco e del sole, noti per la loro saggezza e l'astrologia, che spiega il loro interesse per la Stella di Betlemme. Viene anche menzionata l'ipotesi di Keplero, che identificò la stella come una congiunzione planetaria straordinariamente luminosa. Infine, il racconto descrive la tradizione successiva che attribuì loro i nomi di Melchiorre, Gaspare e Baldassarre e come le loro presunte reliquie, dopo vari trasferimenti da Gerusalemme e Costantinopoli, giunsero a Milano per mano di Eustorgio, prima di essere trafugate da Federico Barbarossa.
 
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th#286-QGLI190-dialoghi-libro.mp3 - Questo testo esplora le radici e l'evoluzione del dialetto del Varesotto, tracciando la sua discendenza dal latino e la sua ricchezza derivante dai tecnicismi legati all'industrializzazione precoce, in particolare nei settori della tornitura e dell'aviazione a Vergiate. L'analisi si sofferma su termini specifici come Calisvar (alesatore) che riflette l'attività di fabbrica, e su espressioni legate al ruolo pionieristico dell'aviazione locale, come sguate aviatore (volare intensivamente). Inoltre, il testo evidenzia la profondità storica di parole come Calima (rugiada) e propone interpretazioni affascinanti per antiche denominazioni di malattie o difetti congeniti (Petavra, forse riferito alla spina dorsale bifida), oltre a toccare tecnicismi artigianali e termini che descrivono comportamenti umani e oggetti della vita quotidiana, spesso con un'eco ironica o un retaggio etimologico complesso.
 
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th#287-QGLI191-dialoghi-analfabetismo.mp3 - Il frammento analizza la stretta correlazione tra alfabetizzazione, energia e sviluppo sociale nel mondo preindustriale e moderno. In passato, la scarsa produttività del lavoro agricolo limitava la società a sostenere solo un numero esiguo di studiosi e rendeva l'istruzione un lusso riservato a pochi, specialmente nelle città rispetto alle campagne. L'avvento della scuola di massa e la conseguente diffusione dell'istruzione sono stati possibili solo grazie a una società tecnologica ad alta intensità energetica che ha liberato i giovani dal lavoro. Infine, l'autore sottolinea che l'attuale accesso massivo all'informazione (soprattutto tramite Internet), pur avendo un potenziale enorme, richiede un pensiero critico e formazione culturale per distinguere il vero dal falso, una sfida che la società deve ancora affrontare.
 
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th#288-QGLI193-barbarossa-tremagi.mp3 - Il brano narra il significativo evento del trafugamento delle sacre reliquie dei Magi da Milano a Colonia per opera di Federico Barbarossa e dell'Arcivescovo Rinaldo von Dassel nel 1164. Questo atto non fu un semplice furto, ma un'azione di profondo significato politico, volta a rafforzare la pretesa di investitura divina e regalità terrena del Sacro Romano Impero, poiché i Magi erano visti come i primi re riconosciuti da Cristo. Le reliquie, simbolo della missione spirituale dell'Impero, giunsero a Colonia e furono poste nella chiesa che sarebbe poi divenuta il Duomo; i milanesi continuarono il loro culto nonostante i rifiuti di restituzione, e una parte delle reliquie è infine tornata a Milano solo nel 1904. La sottrazione rafforzò ulteriormente la venerazione dei Magi a Milano, ispirando anche celebrazioni religiose e tradizioni storiche come quella di Legnano.
 
th#289-boschi-Comabbio.mp4
th#289-QGLI1197-boschi-Comabbio-01.mp3 - Il territorio di Comabbio è profondamente caratterizzato dai suoi boschi, che, insieme al lago, ne costituiscono l'emblema distintivo, occupandone circa metà della superficie. Queste aree boschive hanno un'origine glaciale, come spiegato dall'autore Bossi, il quale descrive l'estensione dei ghiacciai alpini in epoche remote e la successiva formazione della vegetazione spontanea con il loro ritirarsi. L'analisi del bosco si concentra sulla sua ricca flora, distinguendo tra latifoglie come il castagno e conifere come il pino silvestre, e sottolineando l'abbondanza di specie protette nel sottobosco. Oltre alla vegetazione e alla diffusa presenza di funghi, l'ecosistema boschivo ospita una fauna che include mammiferi stanziali come la volpe e un gran numero di uccelli, molti dei quali sono migratori, completando così la descrizione di questo importante patrimonio naturalistico.
 
th#290-boschi-Comabbio.mp4
th#290-QGLI1198-boschi-Comabbio-02.mp3 - Questa narrazione esplora il rapporto storico e attuale tra la comunità di Comabbio e i suoi boschi, evidenziando un drammatico cambiamento nell'interazione nel tempo. In passato, la gente dipendeva profondamente dalla foresta per la sopravvivenza quotidiana, utilizzando la legna come fonte primaria di riscaldamento, raccogliendo foglie per il bestiame e ricavando risorse essenziali; questo legame economico era intrinsecamente legato a una profonda intesa e rispetto per l'ambiente. Oggi, il rapporto è degenerato in una relazione di passatempo e turismo, a causa della modernizzazione come l'uso del gasolio per il riscaldamento, portando all'abbandono delle pratiche tradizionali e a conseguenze ecologiche negative, come l'accumulo di foglie morte che ostacola la fauna selvatica. L'autore conclude auspicando che le scuole, le amministrazioni e le associazioni naturalistiche si impegnino a risvegliare l'interesse per il bosco, riconoscendolo come un potenziale prezioso alleato anche in futuro.
 
th#291-diritti-pesca.mp4
th#291-QGLI1199a-diritti-pesca-01.mp3 - Questo documento traccia la complessa storia dei diritti di pesca e degli usi civici sui laghi di Comabio e Monate, a partire dalla loro vendita nel 1652. Un momento cruciale fu il 1902, quando un decreto riconobbe alla ditta Borghi il diritto esclusivo di pesca, pur mantenendo intatti gli usi civici come la pesca dalla riva e la navigazione. La tensione crebbe dopo il 1923, quando le acque furono dichiarate pubbliche da Re Vittorio Emanuele II, innescando una serie di ricorsi legali e proteste popolari contro i tentativi della Società Agricola Immobiliare di Luigi Borghi di limitare tali diritti. Il contenzioso si risolse formalmente nel 1935, con una convenzione che riconosceva gli usi civici, e definitivamente nel 1938, con una sentenza che riconobbe tali diritti su tutta la riva del lago.
 
th#292-diritti-pesca.mp4
th#292-QGLI1199b-diritti-pesca-02.mp3 - Il testo fornisce un resoconto storico dettagliato sui diritti di pesca e la gestione dei laghi di Comabio e Monate, focalizzandosi in particolare sul periodo dal 1900 al 1981. Inizialmente, il Lago di Comabio era rinomato come il più pescoso della penisola, con una notevole presenza di pesce persico. La gestione Borghi, affidata al famoso studioso Besana (1905-1928), segnò un periodo di massima produzione grazie all'introduzione di nuove specie ittiche e alla pratica meticolosa della costruzione e manutenzione delle "legnaie" per la deposizione delle uova, superando i 400 quintali annui a Comabio. Tuttavia, la successiva gestione Salvadè ridusse drasticamente le spese, portando a un inevitabile calo del pescato che, insieme allo sfruttamento continuo, ha ridotto i laghi allo stato critico attuale, spingendo alla costituzione di consorzi per la costruzione di un collettore circumlacquale per contrastare l'inquinamento.
 
th#293-QGLL440-comabbio-SanRocco-01.mp3 - Il brano descrive la Cappella di San Rocco a Comabbio, un edificio religioso di minore importanza rispetto ad altri santuari locali, la cui origine risale presumibilmente al X secolo. Il culto di San Rocco, protettore dalla peste, era estremamente diffuso nel Nord Italia a causa delle epidemie, e il santo era venerato per aver dedicato la sua vita al soccorso degli appestati. Storicamente, questa cappella fungeva da riparo per i viandanti lungo un'antica via di comunicazione, come attestato dalla raffigurazione di San Cristoforo all'interno, protettore dei viaggiatori. Tuttavia, l'edificio originale del XV secolo fu abbattuto tra il 1961 e il 1965 per far posto alla strada provinciale; l'attuale cappella è una copia, priva di valore storico autentico, sebbene gli affreschi e la statua originali siano stati trasferiti nella nuova costruzione.
 
th#293-SanRocco-Comabbio.mp4
th#294-QGLL441-comabbio-SanRocco-02.mp3 - Il testo fornisce una dettagliata descrizione della Cappella di San Rocco a Comabio, focalizzandosi sull'architettura esterna e sui preziosi affreschi interni, che costituiscono l'elemento artistico più rilevante. Vengono descritte le caratteristiche della facciata, inclusi il porticato e l'ingresso, per poi concentrarsi sui tre principali dipinti murali che raffigurano San Rocco, San Cristoforo e la Madonna in trono con santi. Sebbene gli affreschi non siano considerati di altissimo pregio artistico, essi sono importanti in quanto autentica testimonianza dello stile pittorico del XV e XVI secolo e presentano interessanti dettagli iconografici, come la rappresentazione di Sant'Antonio Abate e un accenno di prospettiva nel trono della Madonna. La chiesetta, infine, è presentata come un simbolo duraturo di un'epoca ricca di tradizioni religiose.
 
th#294-SanRocco-Comabbio.mp4
th#295-lago-Comabbio.mp4
th#295-QGLL442-comabbio-ilLago.mp3 - Questa risorsa audio esplora in dettaglio il Lago di Comabbio, un bacino di origine glaciale situato nelle prealpi varesine, evidenziandone l'importanza come ambiente naturale da conservare. Il testo descrive le sue caratteristiche fisiche—come la profondità massima di 7,7 metri e l'ampia superficie—che lo classificano come un tipico lago stagno con una ricca vegetazione ripariale. Inoltre, sottolinea l'interrelazione idrologica con il vicino Lago di Monate e l'importanza della sua fauna ittica, in particolare l'introduzione della Sandra, che ha costituito il popolamento più significativo in Italia. Nonostante un passato di inquinamento e la recente diminuzione della fauna ittica, l'obiettivo principale rimane la tutela ecologica del lago e la promozione di attività ricreative che non ne compromettano l'integrità.
 
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th#296-QGLL443-Monate-ilLago.mp3 - Il Lago di Monate, situato in provincia di Varese, è un bacino di origine glaciale noto per le sue dimensioni relativamente ridotte, la sua notevole profondità e, in particolare, per la sua peculiarità di non gelare mai, suggerendo un’alimentazione da sorgenti sublacustri. Nonostante sia considerato uno dei laghi lombardi meno inquinati, soprattutto in assenza di scarichi industriali, il testo evidenzia un equilibrio estremamente delicato, minacciato dagli scarichi cloacali domestici e dall'aumento del carico organico, specialmente durante la stagione estiva a causa dell'affollamento turistico e della popolazione costiera. La ricchezza di ossigeno nelle acque superficiali favorisce una ittiofauna stabile e apprezzata, dominata dal coregone, mentre l'importanza storica del lago è legata alla scoperta di reperti preistorici di insediamenti palafitticoli. Il documento conclude sottolineando la necessità di proteggere questo patrimonio ecologico, che forma una riserva naturale con il vicino Monte Pelada, attraverso vincoli precisi per limitare l'impatto antropico
 
th#297-presentazione-SanRocco.mp4
th#297-QGLL444-sanRocco-pubblicita.mp3 - Questo frammento audio promuove un pellegrinaggio alla cappella di San Rocco a Comabio, invocando la sua storica reputazione di protettore dalle pandemie. L'oratore suggerisce che, a fronte della recente crisi sanitaria, è necessario un atto di fede basato sulle tradizioni secolari e sulla saggezza delle generazioni antiche per ricevere protezione. Sebbene il percorso sia breve e facilmente accessibile, l'obiettivo primario è suggellare completamente la pandemia del Covid portando la propria fede e, curiosamente, un contributo finanziario da depositare in una scatola collegata all'IBAN dell'oratore. La motivazione è duplice: onorare la cultura locale e ottenere la protezione da qualsiasi epidemia per l'eternità.
 
th#298-giazzere-Corgeno.mp4
th#298-QGLL495-giazzere-corgeno-01.mp3 - Questo frammento audio promuove un pellegrinaggio alla cappella di San Rocco a Comabio, invocando la sua storica reputazione di protettore dalle pandemie. L'oratore suggerisce che, a fronte della recente crisi sanitaria, è necessario un atto di fede basato sulle tradizioni secolari e sulla saggezza delle generazioni antiche per ricevere protezione. Sebbene il percorso sia breve e facilmente accessibile, l'obiettivo primario è suggellare completamente la pandemia del Covid portando la propria fede e, curiosamente, un contributo finanziario da depositare in una scatola collegata all'IBAN dell'oratore. La motivazione è duplice: onorare la cultura locale e ottenere la protezione da qualsiasi epidemia per l'eternità.
 
th#299-giazzere-perche.mp4
th#299-QGLL496-giazzere-ghiaccio-02.mp3 - Il brano esplora la storica diffusione e l'importanza delle ghiacciaie in Italia, strutture cruciali per la conservazione di alimenti deperibili come carne, pesce e prodotti caseari, che rimasero in uso fino agli anni '50. Si sottolinea come il numero effettivo di queste fosse ben superiore a quanto registrato nei catasti storici, poiché spesso quelle per uso personale, come quelle annesse a ville padronali o monasteri, non erano censite a differenza di quelle destinate alla locazione e al reddito. Parallelamente, il testo descrive la straordinaria pescosità dei laghi settentrionali e la rilevanza della pesca per le comunità rivierasche e le mense, in particolare quelle monastiche, specialmente in un'epoca in cui le prescrizioni canoniche limitavano il consumo di carne per gran parte dell'anno. Infine, l'uso del ghiaccio come risorsa preziosa e commerciabile è evidenziato attraverso l'esempio di nevai naturali utilizzati per la raccolta del ghiaccio fino a tempi recenti.
 
 
 
 
Discussione:Cantilene milanesi.
 
Le Cantilene milanesi, o tiritere e filastrocche, insieme a proverbi e modi di dire in dialetto, rappresentano l'espressione viva e immediata del popolo, superando la lingua stessa nella sua dolcezza poetica e nelle apostrofazioni. L'osteria è considerata un "ateneo del dialetto", forse l'unico luogo sopravvissuto all'ingiuria del tempo dove si commentano i fatti della vita quotidiana, le glorie e le miserie dei personaggi politici e mondani, e dove nasce una filosofia popolare collettiva.
Di seguito alcune delle cantilene, tiritere e modi di dire milanesi menzionati nelle fonti:
Cantilene, Tiritere e Filastrocche Milanesi
1. "La crapa pelada la fai turte ganadaming. i sofradei i sofradei fala laciada che gandà minga alla crapa pelata."
    -  Questa cantilena, notissima e molto diffusa, racconta di una situazione precisa e inequivocabile: la "crapa pelada" (testa pelata) e i suoi fratelli non vanno d'accordo, negandosi reciprocamente tortelli e focaccia ogni volta che li cucinano.
    -  Si dice che abbia ascendenze lontane e persino artistiche, legata alla figura di Caravaggio e Peppa Muggia, una giovane milanese che perse i capelli per amore del pittore. Quando Caravaggio dovette lasciarla, Peppa, una volta tornato il pittore, gli preparò i tortelli. I fratelli di Peppa, arrivando, non trovarono più nulla, scatenando una lite furiosa e il rifiuto, mantenuto nei secoli, di consolare Peppa con una fetta di focaccia.
2. "Bellara discesa cornara dell'ora e del fin del conte marin strapazza bardoc dente fera tripito tripesit e una masera queste le dent E queste le fera"
    -  Questa tiritera è ispirata a un episodio di gusto quasi manzoniano, avvenuto secondo la tradizione nel Cinquecento. Racconta di Bellara, figlia del gentiluomo Cornaro, rapita dai bravi del conte Marino. I bravi, chiamati "strapazza bardoc" dai milanesi, si dice che abbiano lottato strenuamente per difendere la loro preda.
    -  Alla fine, la virtù di Bellara trionfò, e sposò il conte Marino, il quale fece costruire per lei un sontuoso palazzo (oggi sede del municipio).
3. "Sotto al ponte de CF, dove sta Bargnif Bargnaf con la veste verdesina, gran dodorinduina."
    -  Questa tiritera evoca l'immagine di Bargnif Bargnaf, una sorta di mago vestito di verde che vagava tra il fango sotto il ponte delle "piopette" a Porta Ticinese.
    -  La sua abilità era predire l'avvenire, attirando verginelle ingenue nella sua casa per poi venderle a un ricco spagnolo.
4. "Migo Famia un scagno e scagno è durat mangia il rat il cur mangia l'amour."
    -  Significa "Se hai un lavoro, mangi, se sei innamorato, il tuo cuore mangia amore", ovvero l'amore ti fa dimenticare la fame.
5. "Quest le quel can che ha fa scap gat che ha capa quel rat che ha resign la cordetta tu cada alla ciavetta del portel, del castel del cunt paradel."
    -  Questa è una complicatissima filastrocca, dal ritmo di uno scioglilingua, che si ricollega a fatti e personaggi della Milano seicentesca. Al centro della storia vi è la rivalità tra le famiglie Ratti e Gatti.
    -  Una fanciulla dei Ratti, di grande bellezza e virtù, amava un marchese Cane della Scala. Un Gatti, innamoratosi della dolce Matilde, la chiese in sposa ma fu rifiutato. Fece quindi assalire i Ratti da un suo amico, il Baradello, proprietario del castello omonimo vicino a Como, noto per i suoi bravi. Il povero Ratti fu rinchiuso nella torre più alta. Un giovane povero ma onesto, Ser Giovanni, innamorato segretamente di Matilde, avvertì il Cane della Scala, il quale corruppe un servo di Baradello per aiutare Ratti a fuggire rosicchiando una corda e usando le chiavi appese. Il Gatti fu sconfitto, e la figlia di Ratti sposò il Cane.
6. "La pecora la canta. la canta in sul suo re, va a domandare al peguré e peguré a lei a messa va a domanda la contessa e la contessa nel giardin va e domanda il Luisin e Luisinla va domanda la cavalla la cavalla lì su il tchò perch malà men all'ospedale. L'ospedale Lontan a reincontrada di Magnan."
    -  Questa filastrocca fa riferimento alla "contrada dei Magnani", una delle molte vie edificate dalle corporazioni delle arti e dei mestieri intorno al Duomo, in Piazza Mercanti, come testimoniano ancora oggi le vie Spadari, Speronari, Armorari.
7. "Cicca berlica la forca impica le sperun rest induina sale questica Berlic."
    -  Un'antichissima filastrocca che esalta le gesta dell'avventuriero Chicca, figlio illegittimo di un nobile signore dell'epoca dei Visconti. Dopo una vita scapestrata, con l'aiuto del diavolo Berlica, riuscì a ottenere persino gli speroni d'oro dal Papa come riconoscimento del suo valore nelle Crociate. Tornato a Milano, finì sulla forca per un tragico scambio di persona.
8. "Tog Tog per Rogn e la Fig, capitani di Furmig, capitani di Suldà. Induina chi le sta Toni."
    -  Si riferisce ad Antoniolo Landriani, detto "capitano formica" perché, essendo stato chierico, vestiva di nero. I "Rogn e i figano" sarebbero i Bolognesi e i Fiorentini sconfitti in battaglia da Landriani.
9. "Pin pin cavalin sotto al pé del taulin pan pos pan fresc induina che le questan del santustorio."
    -  Una rima legata a Sant'Eustorgio.
10. "una calcat trappola con 33 calcrapolit la calcrapula calcaren 33 calcrapolit San Lorenz in sedes le contai senza ti il fenda Colona 20 colonna 2. Colona 3, colonna 4 colona 5 colonna 6 colona 7 cola vot colona colona 10 colonas colonas colona tras colona quas colona quas colona sedas mo ti il f"
    -  Una filastrocca di conteggio, probabilmente un scioglilingua, legata a San Lorenzo.
Proverbi e Modi di Dire Milanesi
• "San Marc una bella gesa": Un detto milanese ironico che viene pronunciato dai vecchi milanesi quando viene proposta una cosa che all'inizio sembra un buon affare ma alla fine si rivela costare molto.
• "Se pie a San Maren e a San Greg Luga la battuta in Cavri" e "tra San Marquet Cruset un invernet": Due proverbi legati all'andamento stagionale, specificamente ai giorni di San Marco (25 aprile) e San Gregorio (9 maggio), che predicono l'andamento della vite o un ritorno di freddo ("invernin de San Giorgio").
• "Aprile, tutti i giorni una spruzzatina" ("April prilet aprile tutti i giorni una spruzzatina"): Un detto che evidenzia l'instabilità delle giornate di aprile e la frequenza delle piogge, considerate benefiche.
• "Aprile freddo, tanto frumento e poca uva" ("april freschin, tanto pan e poco vin"): Indica l'alternarsi di freddo e tepore in questo mese, con un avvertimento sulle conseguenze per i raccolti.
• "Magro come un venerdì" ("Il venerdì se mager come un venerdì"): Si dice di una persona magra e malandata.
• "Gli manca qualche venerdì" ("manca un quai venerdì"): Si riferisce a una persona che ha un "tocco di cervello", un demente.
• "Lamentazione di Geremia": Un lamento petulante e continuo.
• "Matti patentati" ("matent"): Pazzie veramente alienate mentalmente.
• "Matto da legare" ("mat delig"): Un pazzo furioso.
• "Malato del male dei matti" ("malà del mal di Mat"): Uno squilibrato vicino alla follia.
• "Napoleon a liberare Milan e quel po che ga avevo Galatolt de man": Un detto che si riferisce all'incursione napoleonica a Milano, che portò via quel poco che i milanesi possedevano.
• "Le ombre non hanno odore" ("Iberud, le ombre non hanno odore"): Un'espressione che significa che le ombre non si debbono temere.
• "Fare le ombre cinesi" ("Fa vedere umb cinese"): Significa dare spettacolo, a volte con tono minaccioso.
• "Scimmiotto di pezza" ("scimbiotte de pezza"): Una persona arida e insensibile.
• "Le scimmie hanno quattro mani, ma rubano anche con la coda" ("I scimbi gan quatman, ma roben anche con la cua"): Un proverbio sarcastico.
• "Magra come un manico di scopino" ("Uscuin secca me un maniche de squin"): Si riferisce a una persona estremamente magra.
• "Il peto, anche quando è blando, non odora di lavanda" ("La scorengia, la scorengia anche quando le blanda la spusaminga de lavanda"): Un detto che usa un'immagine umoristica.
Questi esempi mostrano la ricchezza del dialetto milanese e come attraverso cantilene, tiritere e proverbi si siano tramandate storie, tradizioni e osservazioni sulla vita e sulla società.
 
 
 
 
Discussione:  Decreto Legnanello.

 
Legnano 1620-195. 13 agosto 1898. Decreto delle erezione della parrocchia di Legnanello. Il 13 agosto con un decreto il cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, smembra il territorio di Legnanello da Legnano ed esige in parrocchia autonoma la chiesa di Legnanello, assegnando la parrocchia a tutti i terreni posti al lato sinistro dell'Olona. Il decreto fu eseguito a una petizione inviata all'arcivescovo di Milano con la richiesta di istituire la parrocchia di Legnanello per meglio provvedere alle necessità spirituali della comunità situata al di qua dell'Olona. La petizione era firmata sia dal prevosto di San Mario da circa 600 capi famiglia, da sindaco di Legnano ingegner Borghi, dai dottori Borsani, Bossi, Giovanelli e dal marchese Cornaggia e da altri nobili e notabili di Legnano. Il cardinal Ferrari, che era già a conoscenza della situazione non si oppose e ha fatto difficoltà la richiesta. Il 28 agosto del 1898 è il sacerdote don Gerolo Mosaroli, già coadutore del curato di Legnanello, che prende possesso della nuova parrocchia come primo parroco. Il 21 novembre 1898 la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno, delibera e acconsente alla divisione della congrua assegnando al nuovo parroco il quarto che era assegnato alla coadutoria di Legnanello nella riunione del 22 dicembre 1898 alle ore 19:30 la fabbriceria della chiesa prepositorale di San Magno, con la presenza dei due parrocici delibera la costituzione del re di da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Un certificato al 3% a favore della chiesa della purificazione in legnanello della rendita lorda di lire 39 un certificato 5% a favore della rendita lorda di lire 50 tre certificati al 5% a favore della rendita lorda di lire 5 un certificato al 5% a favore della rendita l'orda di lire 150, nonché dei cespiti presumibili di questa fabbricieria e cioè per offerta grano lire 100, per offerta bozzoli lire 220, peremos nelle cassette lire 100 per provento sedie lire 60 e considerato che le spese pure presumibili potranno pareggiare le entrate con la divisione delle due parrocchie da ambedue curati e relativi parrocchiani si dà conclusione a una situazione precaria in cui il curato di Legnanello preposto alla coadatoria di Legnanello rimaneva con una proma alle dipendenze prevosto di San Bagno.-?
 
Un evento
Le trascrizioni audio e video presentano un evento culturale a Canegrate, dove la Professoressa Amalia Ercoli Finzi, "la signora delle comete" e prima donna italiana laureata in ingegneria aeronautica, riceve la cittadinanza onoraria. La serata include una discussione sugli effetti biologici e psicologici dei viaggi spaziali sull'uomo, tenuta dalla Professoressa Negrini, evidenziando i problemi legati alla microgravità, alle radiazioni cosmiche e all'isolamento. La Professoressa Finzi condivide anche le sue esperienze personali e professionali, inclusa la sua battaglia per l'emancipazione femminile e dettagli affascinanti sulle missioni spaziali e la scoperta di comete. Le brevi clip video sono sigle di apertura che annunciano la continuazione della storia attraverso informazioni e curiosità offerte da un sito web.
 
 
Discussione: Cantilene milanesi.
 
Le Cantilene milanesi, o tiritere e filastrocche, insieme a proverbi e modi di dire in dialetto, rappresentano l'espressione viva e immediata del popolo, superando la lingua stessa nella sua dolcezza poetica e nelle apostrofazioni. L'osteria è considerata un "ateneo del dialetto", forse l'unico luogo sopravvissuto all'ingiuria del tempo dove si commentano i fatti della vita quotidiana, le glorie e le miserie dei personaggi politici e mondani, e dove nasce una filosofia popolare collettiva.
Di seguito alcune delle cantilene, tiritere e modi di dire milanesi menzionati nelle fonti:
 
Cantilene, Tiritere e Filastrocche Milanesi
1. "La crapa pelada la fai turte ganadaming. i sofradei i sofradei fala laciada che gandà minga alla crapa pelata."
   - Questa cantilena, notissima e molto diffusa, racconta di una situazione precisa e inequivocabile: la "crapa pelada" (testa pelata) e i suoi fratelli non vanno d'accordo, negandosi reciprocamente tortelli e focaccia ogni volta che li cucinano.
   - Si dice che abbia ascendenze lontane e persino artistiche, legata alla figura di Caravaggio e Peppa Muggia, una giovane milanese che perse i capelli per amore del pittore. Quando Caravaggio dovette lasciarla, Peppa, una volta tornato il pittore, gli preparò i tortelli. I fratelli di Peppa, arrivando, non trovarono più nulla, scatenando una lite furiosa e il rifiuto, mantenuto nei secoli, di consolare Peppa con una fetta di focaccia.
2. "Bellara discesa cornara dell'ora e del fin del conte marin strapazza bardoc dente fera tripito tripesit e una masera queste le dent E queste le fera"
   - Questa tiritera è ispirata a un episodio di gusto quasi manzoniano, avvenuto secondo la tradizione nel Cinquecento. Racconta di Bellara, figlia del gentiluomo Cornaro, rapita dai bravi del conte Marino. I bravi, chiamati "strapazza bardoc" dai milanesi, si dice che abbiano lottato strenuamente per difendere la loro preda.
   - Alla fine, la virtù di Bellara trionfò, e sposò il conte Marino, il quale fece costruire per lei un sontuoso palazzo (oggi sede del municipio).
3. "Sotto al ponte de CF, dove sta Bargnif Bargnaf con la veste verdesina, gran dodorinduina."
   - Questa tiritera evoca l'immagine di Bargnif Bargnaf, una sorta di mago vestito di verde che vagava tra il fango sotto il ponte delle "piopette" a Porta Ticinese.
   - La sua abilità era predire l'avvenire, attirando verginelle ingenue nella sua casa per poi venderle a un ricco spagnolo.
4. "Migo Famia un scagno e scagno è durat mangia il rat il cur mangia l'amour."
   - Significa "Se hai un lavoro, mangi, se sei innamorato, il tuo cuore mangia amore", ovvero l'amore ti fa dimenticare la fame.
5. "Quest le quel can che ha fa scap gat che ha capa quel rat che ha resign la cordetta tu cada alla ciavetta del portel, del castel del cunt paradel."
   - Questa è una complicatissima filastrocca, dal ritmo di uno scioglilingua, che si ricollega a fatti e personaggi della Milano seicentesca. Al centro della storia vi è la rivalità tra le famiglie Ratti e Gatti.
   - Una fanciulla dei Ratti, di grande bellezza e virtù, amava un marchese Cane della Scala. Un Gatti, innamoratosi della dolce Matilde, la chiese in sposa ma fu rifiutato. Fece quindi assalire i Ratti da un suo amico, il Baradello, proprietario del castello omonimo vicino a Como, noto per i suoi bravi. Il povero Ratti fu rinchiuso nella torre più alta. Un giovane povero ma onesto, Ser Giovanni, innamorato segretamente di Matilde, avvertì il Cane della Scala, il quale corruppe un servo di Baradello per aiutare Ratti a fuggire rosicchiando una corda e usando le chiavi appese. Il Gatti fu sconfitto, e la figlia di Ratti sposò il Cane.
6. "La pecora la canta. la canta in sul suo re, va a domandare al peguré e peguré a lei a messa va a domanda la contessa e la contessa nel giardin va e domanda il Luisin e Luisinla va domanda la cavalla la cavalla lì su il tchò perch malà men all'ospedale. L'ospedale Lontan a reincontrada di Magnan."
   - Questa filastrocca fa riferimento alla "contrada dei Magnani", una delle molte vie edificate dalle corporazioni delle arti e dei mestieri intorno al Duomo, in Piazza Mercanti, come testimoniano ancora oggi le vie Spadari, Speronari, Armorari.
7. "Cicca berlica la forca impica le sperun rest induina sale questica Berlic."
   - Un'antichissima filastrocca che esalta le gesta dell'avventuriero Chicca, figlio illegittimo di un nobile signore dell'epoca dei Visconti. Dopo una vita scapestrata, con l'aiuto del diavolo Berlica, riuscì a ottenere persino gli speroni d'oro dal Papa come riconoscimento del suo valore nelle Crociate. Tornato a Milano, finì sulla forca per un tragico scambio di persona.
8. "Tog Tog per Rogn e la Fig, capitani di Furmig, capitani di Suldà. Induina chi le sta Toni."
   - Si riferisce ad Antoniolo Landriani, detto "capitano formica" perché, essendo stato chierico, vestiva di nero. I "Rogn e i figano" sarebbero i Bolognesi e i Fiorentini sconfitti in battaglia da Landriani.
9. "Pin pin cavalin sotto al pé del taulin pan pos pan fresc induina che le questan del santustorio."
   - Una rima legata a Sant'Eustorgio.
10. "una calcat trappola con 33 calcrapolit la calcrapula calcaren 33 calcrapolit San Lorenz in sedes le contai senza ti il fenda Colona 20 colonna 2. Colona 3, colonna 4 colona 5 colonna 6 colona 7 cola vot colona colona 10 colonas colonas colona tras colona quas colona quas colona sedas mo ti il f"
   - Una filastrocca di conteggio, probabilmente un scioglilingua, legata a San Lorenzo.
 
 
 
Proverbi e Modi di Dire Milanesi
• "San Marc una bella gesa": Un detto milanese ironico che viene pronunciato dai vecchi milanesi quando viene proposta una cosa che all'inizio sembra un buon affare ma alla fine si rivela costare molto.
• "Se pie a San Maren e a San Greg Luga la battuta in Cavri" e "tra San Marquet Cruset un invernet": Due proverbi legati all'andamento stagionale, specificamente ai giorni di San Marco (25 aprile) e San Gregorio (9 maggio), che predicono l'andamento della vite o un ritorno di freddo ("invernin de San Giorgio").
• "Aprile, tutti i giorni una spruzzatina" ("April prilet aprile tutti i giorni una spruzzatina"): Un detto che evidenzia l'instabilità delle giornate di aprile e la frequenza delle piogge, considerate benefiche.
• "Aprile freddo, tanto frumento e poca uva" ("april freschin, tanto pan e poco vin"): Indica l'alternarsi di freddo e tepore in questo mese, con un avvertimento sulle conseguenze per i raccolti.
• "Magro come un venerdì" ("Il venerdì se mager come un venerdì"): Si dice di una persona magra e malandata.
• "Gli manca qualche venerdì" ("manca un quai venerdì"): Si riferisce a una persona che ha un "tocco di cervello", un demente.
• "Lamentazione di Geremia": Un lamento petulante e continuo.
• "Matti patentati" ("matent"): Pazzie veramente alienate mentalmente.
• "Matto da legare" ("mat delig"): Un pazzo furioso.
• "Malato del male dei matti" ("malà del mal di Mat"): Uno squilibrato vicino alla follia.
• "Napoleon a liberare Milan e quel po che ga avevo Galatolt de man": Un detto che si riferisce all'incursione napoleonica a Milano, che portò via quel poco che i milanesi possedevano.
• "Le ombre non hanno odore" ("Iberud, le ombre non hanno odore"): Un'espressione che significa che le ombre non si debbono temere.
• "Fare le ombre cinesi" ("Fa vedere umb cinese"): Significa dare spettacolo, a volte con tono minaccioso.
• "Scimmiotto di pezza" ("scimbiotte de pezza"): Una persona arida e insensibile.
• "Le scimmie hanno quattro mani, ma rubano anche con la coda" ("I scimbi gan quatman, ma roben anche con la cua"): Un proverbio sarcastico.
• "Magra come un manico di scopino" ("Uscuin secca me un maniche de squin"): Si riferisce a una persona estremamente magra.
• "Il peto, anche quando è blando, non odora di lavanda" ("La scorengia, la scorengia anche quando le blanda la spusaminga de lavanda"): Un detto che usa un'immagine umoristica.
Questi esempi mostrano la ricchezza del dialetto milanese e come attraverso cantilene, tiritere e proverbi si siano tramandate storie, tradizioni e osservazioni sulla vita e sulla società.
 
 
La chiesa di Legnanello
 
Legnano 1620-195. 13 agosto 1898. Decreto delle erezione della parrocchia di Legnanello. Il 13 agosto con un decreto il cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, smembra il territorio di Legnanello da Legnano ed esige in parrocchia autonoma la chiesa di Legnanello, assegnando la parrocchia a tutti i terreni posti al lato sinistro dell'Olona.
Il decreto fu eseguito a una petizione inviata all'arcivescovo di Milano con la richiesta di istituire la parrocchia di Legnanello per meglio provvedere alle necessità spirituali della comunità situata al di qua dell'Olona.
La petizione era firmata sia dal prevosto di San Mario da circa 600 capi famiglia, da sindaco di Legnano ingegner Borghi, dai dottori Borsani, Bossi, Giovanelli e dal marchese Cornaggia e da altri nobili e notabili di Legnano. Il cardinal Ferrari, che era già a conoscenza della situazione non si oppose e ha fatto difficoltà la richiesta. Il 28 agosto del 1898 è il sacerdote don Gerolo Mosaroli, già coadutore del curato di Legnanello, che prende possesso della nuova parrocchia come primo parroco. Il 21 novembre 1898 la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno, delibera e acconsente alla divisione della congrua assegnando al nuovo parroco il quarto che era assegnato alla coadutoria di Legnanello nella riunione del 22 dicembre 1898 alle ore 19:30 la fabbriceria della chiesa prepositorale di San Magno, con la presenza dei due parrocici delibera la costituzione del re di da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Un certificato al 3% a favore della chiesa della purificazione in legnanello della rendita lorda di lire 39 un certificato 5% a favore della rendita lorda di lire 50 tre certificati al 5% a favore della rendita lorda di lire 5 un certificato al 5% a favore della rendita l'orda di lire 150, nonché dei cespiti presumibili di questa fabbricieria e cioè per offerta grano lire 100, per offerta bozzoli lire 220, peremos nelle cassette lire 100 per provento sedie lire 60 e considerato che le spese pure presumibili potranno pareggiare le entrate con la divisione delle due parrocchie da ambedue curati e relativi parrocchiani si dà conclusione a una situazione precaria in cui il curato di Legnanello preposto alla coadatoria di Legnanello rimaneva con una proma alle dipendenze prevosto di San Bagno.
 
 
Discussione: Decreto Legnanello.
 
Il Decreto di Legnanello fu emesso il 13 agosto 1898 dal cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano.
Questo decreto sanciva lo smembramento del territorio di Legnanello da Legnano, erigendo la chiesa di Legnanello a parrocchia autonoma. La nuova parrocchia fu assegnata a tutti i terreni situati sul lato sinistro del fiume Olona.
L'iniziativa per l'istituzione della parrocchia di Legnanello nacque da una petizione inviata all'arcivescovo di Milano. Lo scopo principale era quello di provvedere meglio alle necessità spirituali della comunità residente "al di qua dell'Olona". La petizione fu firmata da numerose personalità e enti, tra cui:
• Il prevosto di San Magno.
• Circa 600 capi famiglia.
• Il sindaco di Legnano, ingegner Borghi.
• I dottori Borsani, Bossi, Giovanelli.
• Il marchese Cornaggia.
• Altri nobili e notabili di Legnano.
Il cardinal Ferrari, essendo già a conoscenza della situazione, non si oppose e non sollevò difficoltà alla richiesta.
Le conseguenze immediate del decreto furono:
• Il 28 agosto 1898, il sacerdote don Gerolo Mosaroli, che era già coadiutore del curato di Legnanello, prese possesso della nuova parrocchia come primo parroco.
• Il 21 novembre 1898, la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò e acconsentì alla divisione della congrua, assegnando al nuovo parroco il quarto che era precedentemente destinato alla coadiutoria di Legnanello.
• In una riunione successiva, il 22 dicembre 1898, la fabbriceria di San Magno, in presenza dei due parroci, deliberò la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Questa rendita includeva:
   - Un certificato al 3% a favore della chiesa della Purificazione in Legnanello con una rendita lorda di lire 39.
   - Un certificato al 5% a favore della rendita lorda di lire 50.
   - Tre certificati al 5% a favore della rendita lorda di lire 5.
   - Un certificato al 5% a favore della rendita lorda di lire 150.
   - Cespiti presumibili dalla fabbriceria, quali 100 lire per offerta grano, 220 lire per offerta bozzoli, 100 lire per elemosine nelle cassette e 60 lire per provento sedie. Si stimava che le spese presumibili potessero pareggiare le entrate.
Il Decreto di Legnanello risolse una situazione precaria in cui il curato di Legnanello, preposto alla coadiutoria, rimaneva con una congrua alle dipendenze del prevosto di San Magno.
 
 
 
Discussione: Divisione parrocchiale.
 
La divisione parrocchiale a cui le fonti fanno riferimento è specificamente quella avvenuta a Legnano il 13 agosto 1898, con il Decreto di erezione della parrocchia di Legnanello. Questo decreto fu un atto significativo che sancì lo smembramento del territorio di Legnanello da Legnano, erigendo la chiesa di Legnanello a parrocchia autonoma.
Ecco i dettagli salienti di questa divisione parrocchiale:
• Data e Autorità: La divisione fu formalizzata il 13 agosto 1898 dal cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano.
• Territorio interessato: La nuova parrocchia di Legnanello fu assegnata a tutti i terreni posti sul lato sinistro del fiume Olona.
• Motivazione: L'iniziativa per questa divisione nacque da una petizione inviata all'arcivescovo di Milano. L'obiettivo era provvedere meglio alle necessità spirituali della comunità residente "al di qua dell'Olona".
• Promotori e Sostenitori: La petizione fu firmata da un ampio gruppo di personalità e cittadini, inclusi il prevosto di San Magno, circa 600 capi famiglia, il sindaco di Legnano (ingegner Borghi), i dottori Borsani, Bossi e Giovanelli, il marchese Cornaggia, e altri nobili e notabili di Legnano. Il cardinal Ferrari, già consapevole della situazione, non sollevò obiezioni.
• Conseguenze Immediate:
   - Il 28 agosto 1898, don Gerolo Mosaroli, che era già coadiutore del curato di Legnanello, prese possesso della nuova parrocchia come primo parroco.
   - La fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò la divisione della congrua il 21 novembre 1898, assegnando al nuovo parroco il quarto che precedentemente spettava alla coadiutoria di Legnanello.
   - Il 22 dicembre 1898, la stessa fabbriceria, in presenza dei due parroci, deliberò la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Questa includeva diversi certificati di rendita (al 3% e al 5% per un totale di 39, 50, 5, e 150 lire lorde) e cespiti presumibili da offerte (100 lire per offerta grano, 220 lire per offerta bozzoli, 100 lire per elemosine nelle cassette e 60 lire per provento sedie), stimando che le spese potessero pareggiare le entrate.
• Problema risolto: La divisione parrocchiale pose fine a una situazione precaria in cui il curato di Legnanello, preposto alla coadiutoria, rimaneva con una congrua dipendente dal prevosto di San Magno.
In sintesi, la divisione parrocchiale di Legnanello rappresentò un importante riassetto amministrativo e spirituale, volto a migliorare l'assistenza religiosa di una porzione della comunità che, per la sua posizione geografica (al di là dell'Olona), aveva esigenze specifiche non pienamente soddisfatte dalla parrocchia preesistente.
 
 
 
Discussione: Sostegno comunità.
 
Il sostegno alla comunità è un tema centrale nel contesto del Decreto di erezione della parrocchia di Legnanello del 13 agosto 1898. Questo decreto rappresenta una risposta diretta e concreta alle esigenze di una parte della comunità di Legnano.
Ecco come si manifesta il sostegno alla comunità secondo le fonti:
1. Iniziativa e mobilitazione comunitaria: Il bisogno di sostegno nasce dalla comunità stessa. Un'importante petizione fu inviata all'arcivescovo di Milano con la richiesta di istituire la parrocchia di Legnanello. Questa petizione fu firmata da un numero significativo di persone, inclusi circa 600 capi famiglia, il sindaco di Legnano (ingegner Borghi), dottori, il marchese Cornaggia e altri nobili e notabili. Questa mobilitazione dimostra una chiara espressione della comunità che cerca di migliorare le proprie condizioni.
2. Obiettivo del sostegno: necessità spirituali: Lo scopo principale della petizione e, di conseguenza, del decreto, era "meglio provvedere alle necessità spirituali della comunità situata al di qua dell'Olona". Questo evidenzia un sostegno mirato al benessere religioso e morale dei residenti, che evidentemente sentivano un distacco o una carenza di assistenza dalla parrocchia principale di San Magno.
3. Accoglimento istituzionale: L'arcivescovo di Milano, cardinale Andrea Carlo Ferrari, che era già a conoscenza della situazione, non si oppose e non sollevò difficoltà alla richiesta. Questa prontezza nell'accogliere la petizione da parte dell'autorità ecclesiastica rappresenta un fondamentale atto di sostegno istituzionale verso le istanze della comunità.
4. Sostegno organizzativo e gestionale: Con l'erezione della nuova parrocchia, il sacerdote don Gerolo Mosaroli divenne il primo parroco di Legnanello, assicurando una guida spirituale dedicata. Inoltre, la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò e acconsentì alla divisione della congrua, assegnando al nuovo parroco la sua quota. Questo gesto fu essenziale per garantire la sostenibilità economica della nuova entità parrocchiale.
5. Sostegno economico e finanziario continuativo: Il 22 dicembre 1898, fu deliberata la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Questo includeva vari certificati di rendita con diversi tassi di interesse (3% e 5%) e una stima di cespiti presumibili da offerte (grano, bozzoli, elemosine in cassette, provento sedie). Questi fondi erano cruciali per permettere alla nuova parrocchia di operare e fornire servizi alla comunità, garantendo che le spese potessero pareggiare le entrate.
In sintesi, il "sostegno comunità" si manifesta attraverso l'azione congiunta della popolazione (petizione), l'apertura e l'intervento delle autorità ecclesiastiche (decreto arcivescovile) e la messa in atto di strutture organizzative ed economiche (nuova parrocchia, divisione delle rendite) volte a migliorare la vita spirituale e sociale dei residenti di Legnanello, ponendo fine a una "situazione precaria".
 
 
 
Discussione: Nomina parroco.
 
La nomina del parroco è un elemento chiave nel processo di istituzione della nuova parrocchia di Legnanello.
Secondo le fonti:
• Il 28 agosto 1898, il sacerdote don Gerolo Mosaroli fu nominato e prese possesso della nuova parrocchia di Legnanello come primo parroco.
• Don Gerolo Mosaroli non era una figura nuova per la comunità, in quanto era già stato il coadiutore del curato di Legnanello.
• La sua nomina avvenne a seguito del Decreto di erezione della parrocchia di Legnanello, emesso il 13 agosto 1898 dal cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, che smembrò il territorio di Legnanello da Legnano e istituì la chiesa di Legnanello come parrocchia autonoma.
• La creazione di questa nuova parrocchia, e di conseguenza la nomina di un parroco dedicato, mirava a "meglio provvedere alle necessità spirituali della comunità situata al di qua dell'Olona".
• La nomina del nuovo parroco risolse una situazione precaria in cui il curato di Legnanello, preposto alla coadiutoria, dipendeva per la sua congrua dal prevosto di San Magno.
• A supporto del nuovo parroco e della parrocchia, il 21 novembre 1898 la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò e acconsentì alla divisione della congrua, assegnando al nuovo parroco il quarto che era precedentemente destinato alla coadiutoria di Legnanello. Successivamente, il 22 dicembre 1898, fu deliberata la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia per garantirne il sostentamento economico.
 
 
 
Discussione: Gestione finanziaria.
 
La gestione finanziaria relativa all'istituzione della parrocchia di Legnanello è descritta con precisione nelle fonti, evidenziando come siano state affrontate le necessità economiche della nuova entità parrocchiale.
Prima dell'erezione della parrocchia autonoma, il curato di Legnanello, che era preposto alla coadiutoria, si trovava in una situazione precaria, con una congrua che dipendeva dal prevosto di San Magno. L'istituzione della nuova parrocchia ha quindi richiesto un nuovo assetto finanziario per garantire la sua autonomia e il suo sostentamento.
I passaggi chiave della gestione finanziaria furono i seguenti:
1. Divisione della Congrua: Il 21 novembre 1898, la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò e acconsentì alla divisione della congrua. Questa decisione prevedeva l'assegnazione al nuovo parroco di Legnanello del quarto che in precedenza era destinato alla coadiutoria di Legnanello. Questo fu un primo passo essenziale per garantire un reddito di base al parroco della nuova parrocchia.
2. Costituzione della Rendita per la Nuova Parrocchia: In una riunione successiva, il 22 dicembre 1898, tenutasi alle 19:30, la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno, alla presenza dei due parroci (presumibilmente quello di San Magno e il neo-parroco di Legnanello, don Gerolo Mosaroli), deliberò la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Questa rendita era composta da diverse fonti:
   - Certificati al 3%: Un certificato a favore della chiesa della Purificazione in Legnanello con una rendita lorda di lire 39.
   - Certificati al 5%:
       - Un certificato con una rendita lorda di lire 50.
       - Tre certificati con una rendita lorda di lire 5 ciascuno.
       - Un certificato con una rendita lorda di lire 150.
   - Cespiti presumibili dalla fabbriceria (offerte):
       - Per offerta grano: lire 100.
       - Per offerta bozzoli: lire 220.
       - Per elemosine nelle cassette: lire 100.
       - Per provento sedie: lire 60.
La finalità di questa complessa riorganizzazione finanziaria era che le spese, anch'esse presumibili, potessero pareggiare le entrate, garantendo così la sostenibilità economica della neonata parrocchia. Questo processo risolse definitivamente la situazione di dipendenza finanziaria del curato di Legnanello dal prevosto di San Magno, conferendo autonomia alla nuova parrocchia e al suo parroco.
 
th609-Parrocchia-legnanello.mp4 - #Legnano #tradizionieracconti #redigio #Legnanello - Questo brano descrive la fondazione della parrocchia di Legnanello il 13 agosto 1898, quando l'arcivescovo di Milano, cardinale Andrea Carlo Ferrari, ne decretò l'autonomia, separandola da Legnano. Questa decisione, sollecitata da una petizione della comunità locale e di figure importanti, rispondeva all'esigenza di migliore assistenza spirituale. Il testo illustra inoltre i dettagli successivi, come la presa di possesso del primo parroco, don Gerolo Mosaroli, e la deliberazione della fabbriceria di San Magno per la ripartizione delle risorse economiche destinate alla nuova parrocchia.
 
 
Il Decreto di Legnanello
 
Il Decreto di Legnanello fu emesso il 13 agosto 1898 dal cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano.
Questo decreto sanciva lo smembramento del territorio di Legnanello da Legnano, erigendo la chiesa di Legnanello a parrocchia autonoma. La nuova parrocchia fu assegnata a tutti i terreni situati sul lato sinistro del fiume Olona.
L'iniziativa per l'istituzione della parrocchia di Legnanello nacque da una petizione inviata all'arcivescovo di Milano. Lo scopo principale era quello di provvedere meglio alle necessità spirituali della comunità residente "al di qua dell'Olona". La petizione fu firmata da numerose personalità e enti, tra cui:
• Il prevosto di San Magno.
• Circa 600 capi famiglia.
• Il sindaco di Legnano, ingegner Borghi.
• I dottori Borsani, Bossi, Giovanelli.
• Il marchese Cornaggia.
• Altri nobili e notabili di Legnano.
Il cardinal Ferrari, essendo già a conoscenza della situazione, non si oppose e non sollevò difficoltà alla richiesta.
Le conseguenze immediate del decreto furono:
• Il 28 agosto 1898, il sacerdote don Gerolo Mosaroli, che era già coadiutore del curato di Legnanello, prese possesso della nuova parrocchia come primo parroco.
• Il 21 novembre 1898, la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò e acconsentì alla divisione della congrua, assegnando al nuovo parroco il quarto che era precedentemente destinato alla coadiutoria di Legnanello.
• In una riunione successiva, il 22 dicembre 1898, la fabbriceria di San Magno, in presenza dei due parroci, deliberò la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Questa rendita includeva:
    -  Un certificato al 3% a favore della chiesa della Purificazione in Legnanello con una rendita lorda di lire 39.
    -  Un certificato al 5% a favore della rendita lorda di lire 50.
    -  Tre certificati al 5% a favore della rendita lorda di lire 5.
    -  Un certificato al 5% a favore della rendita lorda di lire 150.
    -  Cespiti presumibili dalla fabbriceria, quali 100 lire per offerta grano, 220 lire per offerta bozzoli, 100 lire per elemosine nelle cassette e 60 lire per provento sedie. Si stimava che le spese presumibili potessero pareggiare le entrate.
Il Decreto di Legnanello risolse una situazione precaria in cui il curato di Legnanello, preposto alla coadiutoria, rimaneva con una congrua alle dipendenze del prevosto di San Magno.
Discuss Divisione parrocchiale.
 
La divisione parrocchiale a cui le fonti fanno riferimento è specificamente quella avvenuta a Legnano il 13 agosto 1898, con il Decreto di erezione della parrocchia di Legnanello. Questo decreto fu un atto significativo che sancì lo smembramento del territorio di Legnanello da Legnano, erigendo la chiesa di Legnanello a parrocchia autonoma.
Ecco i dettagli salienti di questa divisione parrocchiale:
• Data e Autorità: La divisione fu formalizzata il 13 agosto 1898 dal cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano.
• Territorio interessato: La nuova parrocchia di Legnanello fu assegnata a tutti i terreni posti sul lato sinistro del fiume Olona.
• Motivazione: L'iniziativa per questa divisione nacque da una petizione inviata all'arcivescovo di Milano. L'obiettivo era provvedere meglio alle necessità spirituali della comunità residente "al di qua dell'Olona".
• Promotori e Sostenitori: La petizione fu firmata da un ampio gruppo di personalità e cittadini, inclusi il prevosto di San Magno, circa 600 capi famiglia, il sindaco di Legnano (ingegner Borghi), i dottori Borsani, Bossi e Giovanelli, il marchese Cornaggia, e altri nobili e notabili di Legnano. Il cardinal Ferrari, già consapevole della situazione, non sollevò obiezioni.
• Conseguenze Immediate:
    -  Il 28 agosto 1898, don Gerolo Mosaroli, che era già coadiutore del curato di Legnanello, prese possesso della nuova parrocchia come primo parroco.
    -  La fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò la divisione della congrua il 21 novembre 1898, assegnando al nuovo parroco il quarto che precedentemente spettava alla coadiutoria di Legnanello.
    -  Il 22 dicembre 1898, la stessa fabbriceria, in presenza dei due parroci, deliberò la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Questa includeva diversi certificati di rendita (al 3% e al 5% per un totale di 39, 50, 5, e 150 lire lorde) e cespiti presumibili da offerte (100 lire per offerta grano, 220 lire per offerta bozzoli, 100 lire per elemosine nelle cassette e 60 lire per provento sedie), stimando che le spese potessero pareggiare le entrate.
• Problema risolto: La divisione parrocchiale pose fine a una situazione precaria in cui il curato di Legnanello, preposto alla coadiutoria, rimaneva con una congrua dipendente dal prevosto di San Magno.
In sintesi, la divisione parrocchiale di Legnanello rappresentò un importante riassetto amministrativo e spirituale, volto a migliorare l'assistenza religiosa di una porzione della comunità che, per la sua posizione geografica (al di là dell'Olona), aveva esigenze specifiche non pienamente soddisfatte dalla parrocchia preesistente.
 
 
 
 
Discuss Sostegno comunità.
 
Il sostegno alla comunità è un tema centrale nel contesto del Decreto di erezione della parrocchia di Legnanello del 13 agosto 1898. Questo decreto rappresenta una risposta diretta e concreta alle esigenze di una parte della comunità di Legnano.
Ecco come si manifesta il sostegno alla comunità secondo le fonti:
1. Iniziativa e mobilitazione comunitaria: Il bisogno di sostegno nasce dalla comunità stessa. Un'importante petizione fu inviata all'arcivescovo di Milano con la richiesta di istituire la parrocchia di Legnanello. Questa petizione fu firmata da un numero significativo di persone, inclusi circa 600 capi famiglia, il sindaco di Legnano (ingegner Borghi), dottori, il marchese Cornaggia e altri nobili e notabili. Questa mobilitazione dimostra una chiara espressione della comunità che cerca di migliorare le proprie condizioni.
2. Obiettivo del sostegno: necessità spirituali: Lo scopo principale della petizione e, di conseguenza, del decreto, era "meglio provvedere alle necessità spirituali della comunità situata al di qua dell'Olona". Questo evidenzia un sostegno mirato al benessere religioso e morale dei residenti, che evidentemente sentivano un distacco o una carenza di assistenza dalla parrocchia principale di San Magno.
3. Accoglimento istituzionale: L'arcivescovo di Milano, cardinale Andrea Carlo Ferrari, che era già a conoscenza della situazione, non si oppose e non sollevò difficoltà alla richiesta. Questa prontezza nell'accogliere la petizione da parte dell'autorità ecclesiastica rappresenta un fondamentale atto di sostegno istituzionale verso le istanze della comunità.
4. Sostegno organizzativo e gestionale: Con l'erezione della nuova parrocchia, il sacerdote don Gerolo Mosaroli divenne il primo parroco di Legnanello, assicurando una guida spirituale dedicata. Inoltre, la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò e acconsentì alla divisione della congrua, assegnando al nuovo parroco la sua quota. Questo gesto fu essenziale per garantire la sostenibilità economica della nuova entità parrocchiale.
5. Sostegno economico e finanziario continuativo: Il 22 dicembre 1898, fu deliberata la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Questo includeva vari certificati di rendita con diversi tassi di interesse (3% e 5%) e una stima di cespiti presumibili da offerte (grano, bozzoli, elemosine in cassette, provento sedie). Questi fondi erano cruciali per permettere alla nuova parrocchia di operare e fornire servizi alla comunità, garantendo che le spese potessero pareggiare le entrate.
In sintesi, il "sostegno comunità" si manifesta attraverso l'azione congiunta della popolazione (petizione), l'apertura e l'intervento delle autorità ecclesiastiche (decreto arcivescovile) e la messa in atto di strutture organizzative ed economiche (nuova parrocchia, divisione delle rendite) volte a migliorare la vita spirituale e sociale dei residenti di Legnanello, ponendo fine a una "situazione precaria".
 
 
 
 
Discussione: Nomina parroco.
 
La nomina del parroco è un elemento chiave nel processo di istituzione della nuova parrocchia di Legnanello.
Secondo le fonti:
• Il 28 agosto 1898, il sacerdote don Gerolo Mosaroli fu nominato e prese possesso della nuova parrocchia di Legnanello come primo parroco.
• Don Gerolo Mosaroli non era una figura nuova per la comunità, in quanto era già stato il coadiutore del curato di Legnanello.
• La sua nomina avvenne a seguito del Decreto di erezione della parrocchia di Legnanello, emesso il 13 agosto 1898 dal cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, che smembrò il territorio di Legnanello da Legnano e istituì la chiesa di Legnanello come parrocchia autonoma.
• La creazione di questa nuova parrocchia, e di conseguenza la nomina di un parroco dedicato, mirava a "meglio provvedere alle necessità spirituali della comunità situata al di qua dell'Olona".
• La nomina del nuovo parroco risolse una situazione precaria in cui il curato di Legnanello, preposto alla coadiutoria, dipendeva per la sua congrua dal prevosto di San Magno.
• A supporto del nuovo parroco e della parrocchia, il 21 novembre 1898 la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò e acconsentì alla divisione della congrua, assegnando al nuovo parroco il quarto che era precedentemente destinato alla coadiutoria di Legnanello. Successivamente, il 22 dicembre 1898, fu deliberata la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia per garantirne il sostentamento economico.
 
 
Discuss Gestione finanziaria.
 
La gestione finanziaria relativa all'istituzione della parrocchia di Legnanello è descritta con precisione nelle fonti, evidenziando come siano state affrontate le necessità economiche della nuova entità parrocchiale.
Prima dell'erezione della parrocchia autonoma, il curato di Legnanello, che era preposto alla coadiutoria, si trovava in una situazione precaria, con una congrua che dipendeva dal prevosto di San Magno. L'istituzione della nuova parrocchia ha quindi richiesto un nuovo assetto finanziario per garantire la sua autonomia e il suo sostentamento.
I passaggi chiave della gestione finanziaria furono i seguenti:
1. Divisione della Congrua: Il 21 novembre 1898, la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno deliberò e acconsentì alla divisione della congrua. Questa decisione prevedeva l'assegnazione al nuovo parroco di Legnanello del quarto che in precedenza era destinato alla coadiutoria di Legnanello. Questo fu un primo passo essenziale per garantire un reddito di base al parroco della nuova parrocchia.
2. Costituzione della Rendita per la Nuova Parrocchia: In una riunione successiva, il 22 dicembre 1898, tenutasi alle 19:30, la fabbriceria della Chiesa prepositurale di San Magno, alla presenza dei due parroci (presumibilmente quello di San Magno e il neo-parroco di Legnanello, don Gerolo Mosaroli), deliberò la costituzione della rendita da assegnare alla nuova parrocchia di Legnanello. Questa rendita era composta da diverse fonti:
    -  Certificati al 3%: Un certificato a favore della chiesa della Purificazione in Legnanello con una rendita lorda di lire 39.
    -  Certificati al 5%:
        -  Un certificato con una rendita lorda di lire 50.
        -  Tre certificati con una rendita lorda di lire 5 ciascuno.
        -  Un certificato con una rendita lorda di lire 150.
    -  Cespiti presumibili dalla fabbriceria (offerte):
        -  Per offerta grano: lire 100.
        -  Per offerta bozzoli: lire 220.
        -  Per elemosine nelle cassette: lire 100.
        -  Per provento sedie: lire 60.
La finalità di questa complessa riorganizzazione finanziaria era che le spese, anch'esse presumibili, potessero pareggiare le entrate, garantendo così la sostenibilità economica della neonata parrocchia. Questo processo risolse definitivamente la situazione di dipendenza finanziaria del curato di Legnanello dal prevosto di San Magno, conferendo autonomia alla nuova parrocchia e al suo parroco.
 

2024-th100

 

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th#140-QGLI087-dialoghi-bussola.mp3 - Il dialogo esplora l'evoluzione della navigazione, evidenziando come al tempo di Cristoforo Colombo le tecniche e gli strumenti fossero già molto sofisticati, essenziali per le traversate oceaniche, a differenza della navigazione costiera nel Mediterraneo. Un focus centrale è dedicato alla storia della bussola, la cui origine risale alla scoperta cinese dell'ago calamitato che punta sempre a nord, inizialmente usato in una bacinella d'acqua. I marinai del Mediterraneo ne hanno poi perfezionato l'uso, integrandolo in un bossolo e abbinandolo alla rosa dei venti, pur senza comprenderne appieno la natura scientifica, spesso vista come un fenomeno magico. Infine, il testo smonta la leggenda popolare dell'inventore amalfitano Flavio Gioia, dimostrando che si tratta di un personaggio fittizio creato da un'errata interpretazione di testi rinascimentali, alimentata dal campanilismo italiano.
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th#142-QGLH1073-conache-varesine-pt02.mp3 - Questo frammento audio, parte delle "Cronache varesine" tratte da vecchi giornali, presenta due aneddoti distinti dall'Italia postunitaria. Il primo narra la vicenda di un invito a cena trasformato in una richiesta di pagamento a sorpresa da parte dell'ospite, il signor Chiesa, spingendo gli amici a pagare il conto per salvare l'onore, ma con la ferma intenzione di rendere pubblica la sua meschinità. Il secondo si concentra sulle esercitazioni militari che si svolsero nel circondario di Varese nel 1879, con la partecipazione del re e la descrizione dettagliata delle manovre campali a Brebbia e Sant'Andrea. Sebbene le autorità lodassero la condotta delle truppe per il rispetto delle proprietà, il testo conclude evidenziando l'avidità di alcuni locali, che specularono sui militari in difficoltà, un comportamento segnalato per essere stigmatizzato.
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th#154-rvg-01-003.mp3 - Il documento presenta una trasmissione radiofonica o un podcast che mescola annunci locali, riflessioni storiche e racconti personali, registrata il 3 gennaio 2024. Inizialmente, l'attenzione si concentra sulla vita del villaggio, discutendo la necessità di risparmiare fondi comuni, con la proposta di chiudere spazi come l'uditorio ("ludico") e la piscina, e suggerendo un migliore coordinamento per ottimizzare il lavoro di segreteria. Successivamente, il programma si dedica all'etimologia e alla storia dei toponimi locali come Cadrezzate e Motta Bianca, descrivendo l'origine dei nomi e la conformazione geografica del territorio. La parte finale e più estesa è un vivido racconto autobiografico sul contrabbando negli anni passati, dove un ex trasportatore descrive i rischi, le astuzie per eludere le guardie (come fingersi ubriaco) e la natura non lussuosa della sua professione, un mestiere che decise di abbandonare sia per la pericolosità (rischio di essere fucilato) sia per la condanna morale ricevuta in confessione.
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th#155-rvg-01-004.mp3 - Il brano radiofonico si apre con un saluto e un proverbio popolare milanese che tocca con ironia il tema della saggezza popolare e del peccato, seguito da un riferimento storico che costituisce il fulcro del discorso: la disputa tra Busto Arsizio e Gallarate nel XIX secolo. Questa sezione centrale enfatizza la richiesta del comune di Busto Arsizio al Ministro delle Finanze a Vienna di essere scelto come sede dell'ufficio tasse, adducendo prove dettagliate di superiorità demografica, commerciale e industriale rispetto a Gallarate. Vengono citati dati come la maggiore popolazione, il numero di notai, i mercati settimanali, le fiere annuali e l'industria tessile, in particolare le filande a vapore, per dimostrare la maggiore floridezza e importanza commerciale di Busto Arsizio. Infine, l'intervento si conclude con il racconto di Gian Gabela, un contrabbandiere di tabacco, che riflette sui suoi vecchi mestieri e sulla nostalgia della giovinezza, unita a una descrizione poetica e malinconica della caduta della neve.
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th#156-rvg-01-005.mp3 - Il testo, tratto da una registrazione radiofonica datata 5 gennaio 2024, si apre con saluti a villeggianti e residenti e una discussione sui proverbi popolari, in particolare uno che suggerisce come la fortuna possa talvolta prevalere sulla logica. L'oratore prosegue affrontando temi civici e ambientali legati a Milano, discutendo della percezione del verde urbano, la sicurezza nei parchi e la preoccupazione per il traffico e l'inquinamento, lamentando la mancanza di rispetto delle leggi e il declino del senso civico. Infine, il narratore si addentra in un affascinante racconto storico sull'uso della neve e del ghiaccio naturali per la conservazione degli alimenti in estate, prima dell'avvento della refrigerazione artificiale, evidenziando come i tempi moderni abbiano cancellato queste pratiche.
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th#157-rvg-01-006.mp3 - Il frammento audio, che si apre con gli auguri per l'Epifania, il 6 gennaio, presenta una miscela di notizie locali e approfondimenti culturali, con un'attenzione particolare alla provincia di Varese. Il testo mette in risalto un proverbio sulla morte come ultima dimora che eguaglia ricchi e poveri, e prosegue con l'analisi etimologica di toponimi come Ternate e Anade, esplorandone le origini e le incertezze storiche. Una parte significativa del brano è dedicata alla rivalità storica tra Busto Arsizio e Gallarate, incentrata sulla contesa per l'ubicazione dell'ufficio delle tasse nel XIX secolo, un episodio che rivela l'orgoglio e l'iniziativa civica di Busto. Infine, il racconto si conclude con una vivida descrizione della vita urbana e delle superstizioni dell'epoca a Busto, menzionando le condizioni del carcere, i progetti sociali e l'inquietante presenza della strega locale.
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th#158-rvg-01-007.mp3 - Il brano, tratto da una registrazione radiofonica, offre un commento che spazia su diversi argomenti, mescolando aneddoti locali e osservazioni sulla vita contemporanea. Inizia con una disamina di toponimi dialettali dell'area di Ternate, come "Baras" e "Bronzina," suggerendo l'importanza di documentare queste tracce storiche come farebbe un "Indiana Jones." Successivamente, il focus si sposta sulle dinamiche sociali, descrivendo la moderna figura del "Sometimes boyfriend," un partner part-time nelle relazioni newyorkesi. Infine, l'autore analizza il senso civico a Milano, lamentando la scarsa attenzione all'ambiente cittadino, pur riconoscendo la crescente attrattiva e vitalità della città, spesso promossa dalle nuove espressioni culturali e da un apprezzato patrimonio verde come il Parco Agricolo Sud.
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th#191-rvg-010.mp3 - Il frammento radiofonico introduce Radio Fornace, che nasce nel 2021 come evoluzione di Redigo.it, la piattaforma madre creata nel 2013. Questa stazione si è distinta per un formato rinnovato e una totale indipendenza economica, rifiutando categoricamente qualsiasi sponsorizzazione o compenso esterno. L'emittente, sebbene chiamata Radio Fornace, dedica la maggior parte dei suoi contenuti (95-97%) agli ascoltatori di Redigo e mantiene un carattere prevalentemente culturale, servendo un pubblico internazionale che include Nord America e Cina. Il conduttore sottolinea la sua autonomia, l'assenza di collaboratori e l'impegno esclusivo verso i suoi ascoltatori, evitando i social media e i relativi gruppi interni che tendono a frammentare la comunicazione.
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th#192-rvg-011.mp3 - Questo segmento audio, registrato martedì 9 gennaio 2024, copre una serie di osservazioni e questioni pratiche relative a un campeggio. L'oratore nota che, nonostante le previsioni, il tempo è tranquillo e discute un'attività recente: annotare i numeri del contatore per monitorare il consumo annuale, un gesto che sottolinea l'importanza di conoscere i propri dati. Un tema predominante è il ritorno delle talpe che hanno danneggiato circa quindici piazzole, un fenomeno naturale che l'oratore accetta con pazienza, attribuendone il movimento al "capotalpa" alla ricerca dell'erba migliore. Infine, l'intervento tocca note più dolenti, come l'imminente scadenza delle spese condominiali, quest'anno aggravate dai costi energetici, e il dispiacere per la scomparsa di un nuovo residente del campeggio, concludendo con una riflessione sulla dissoluzione delle opere e la mancanza di memoria storica.
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th#193-rvg-012.mp3 - Il parlante riflette sull'inizio di gennaio 2024, menzionando innanzitutto lo smantellamento degli addobbi natalizi in campeggio dopo l'Epifania, un lavoro svolto dai volontari. Successivamente, si concentra su un'antica tradizione estiva, i "mercoledì della fornace," cene comunitarie e aperte a tutti che si tenevano da giugno ad agosto, caratterizzate da un costo minimo e un contributo dalla direzione. Queste serate, che creavano un senso di aggregazione globale e non per piccoli gruppi, sono a rischio di scomparsa perché l'organizzazione Ludico, che se ne occupava, non è più interessata. L'oratore propone quindi di risuscitare questa tradizione attraverso un rinnovato impegno di volontariato, anche con un menù semplice, pur di preservare lo spirito di condivisione e comunità per l'estate successiva.
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th#194-rvg-013.mp3 - L'oratore apre il 2024 con un tono di cautela e pessimismo, temendo che l'anno possa portare difficoltà generali come calamità o problemi su larga scala. Per far fronte a questo clima incerto, l'intenzione è quella di risparmiare energia e concentrarsi sul positivo, eliminando ciò che è inutile o polemico. La discussione si concentra poi su una potenziale azione governativa per il recupero fondi, ipotizzando che l'Agenzia delle Entrate e altri enti possano prendere di mira gli italiani che cercano di eludere le tasse sulla seconda casa. L'esempio principale riguarda le strutture abitative mobili o costruzioni improvvisate, spesso equipaggiate come vere e proprie ville, che non vengono accatastate per evitare le imposte, creando una scappatoia fiscale che lo Stato è destinato a chiudere con nuove categorie catastali e tasse.
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th#195-rvg-014.mp3 - Questo episodio radiofonico, datato 10 gennaio 2024, si concentra su una riflessione critica sulla natura e la diffusione delle informazioni all'interno di una comunità, definita come "il nostro villaggio." L'oratore introduce il tema della lamentela generale per la mancanza di trasparenza da parte delle "direzioni" e critica l'atteggiamento passivo delle persone che si fanno influenzare, paragonandole a "pecoroni" che seguono acriticamente personaggi come Chiara Ferragni. Vengono poi catalogate otto diverse fonti di informazione esistenti nel villaggio, come vari gruppi WhatsApp (quello ludico, quello del bar, e "miglioriamo la fornace"), gruppi su Facebook, e l'ufficio amministrativo, sottolineando come molte di queste creino "gruppetti" isolati dove le informazioni sono spesso limitate o inefficaci. L'unica fonte considerata veramente importante per le questioni vitali del villaggio è l'email dell'ufficio, mentre viene menzionato anche il sito libero e accessibile Regijo.it, che ospita Radio Fornace, come un canale non legato a gruppi ristretti.
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th#196-rvg-02-008.mp3 - Il podcast si apre con un saluto e una serie di correzioni di date relative a trasmissioni precedenti, per poi addentrarsi nell'ambito culturale e storico locale. Il focus principale è duplice: da un lato, l'esplorazione dei toponimi di Cadrezzate, come "La padolette" e "Il passeraccio", esortando gli ascoltatori a diventare "Indiana Jones" locali per scoprire questi luoghi ormai dimenticati, con riferimenti a carte catastali del 1905. Dall'altro, il racconto di una vicenda di stregoneria a Busto Arsizio, con due donne che si recano furtivamente da una strega per una giovane che teme di essere stregata, in una scena ricca di tensione e dettagli etnici. Infine, l'attenzione si sposta sulla Chiesa della Purificazione a Legnano, tracciandone la storia, i problemi amministrativi del XVI secolo e l'origine della sua dedicazione, che affonda le radici nella tradizione ebraica della purificazione post-parto e si sovrappone agli antichi riti pagani romani come i Lupercalia, evidenziando una continuità storica e culturale dei temi di purificazione.
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th#197-rvg-02-009.mp3 - Questo episodio di podcast si apre con un saluto agli ascoltatori di Radio Fornace e prosegue con la narrazione dei racconti del Luisin Tassista e l'annuncio della stesura di un mansionario del referente del ludico, un documento importante che l'oratore teme venga ignorato. Successivamente, l'attenzione si sposta sull'erudizione storica e topografica, esplorando i toponimi locali di Catrezzate come il Persico, la Peverascia e il Piaggiolo, per poi introdurre un racconto ambientato a Busto Arsizio nell'aprile del 1859. Questa storia narra del pioniere Giuseppe Lualdi che installa una controversa e temuta macchina a vapore in pieno centro abitato, la quale, con grande spavento e danno, esplode, suscitando la soddisfazione dei detrattori. Infine, l'episodio si conclude con una digressione sulla storia e l'etimologia del gioco d'azzardo medievale chiamato Zara (da cui deriva il termine azzardo), collegandolo a un'antica leggenda milanese del 1242 in cui un giocatore sfortunato accoltella l'immagine della Madonna in un tabernacolo, e si chiude con una breve rassegna di modi di dire milanesi che utilizzano la parola diavolo.
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th#198-rvg-02-010.mp3 - Questo estratto radiofonico, che si rivolge a "villeggianti e residenti," intreccia racconti popolari e notizie storiche, focalizzandosi su due narrazioni principali. La prima storia segue le vicende di una "stria dalla contrà del ratima", una strega consultata per sventure e "malefizi," la cui attività è svelata tramite la lettura delle carte e cerimonie con oggetti simbolici, fino al suo arresto e alla demolizione della sua abitazione. La seconda parte illustra l'ingegnoso meccanismo del "Rattin", un carrellino a molla inventato dall'architetto Giuseppe Merigoni per accendere le lampade a gas sull'irraggiungibile cupola della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, sottolineando l'importanza dell'innovazione tecnologica ottocentesca. Il brano si conclude con un breve glossario di parole milanesi, collegando il folclore, la storia urbana e il dialetto locale.
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th#199-rvg-02-011.mp3 - Questo lungo estratto radiofonico, datato 11 gennaio 2024, offre un'ampia panoramica che intreccia la quotidianità con la storia e le leggende. Il programma inizia con una sezione dedicata al "Luisin tassista" e una poesia sulla Befana, che crea un'atmosfera popolare e narrativa. Successivamente, la narrazione si sposta su un evento storico di Busto Grande 170 anni fa: la protesta contro l'installazione di una macchina a vapore in città, evidenziando il conflitto tra progresso e sicurezza. Un'altra sezione storica cruciale riguarda l'avvicinarsi della guerra del 1859 e l'ordine di sospendere le corse ferroviarie verso il Piemonte, rivelando le crescenti tensioni politiche. Infine, il testo dedica ampio spazio alle leggende e ai miracoli di San Bernardino da Siena, culminando con il racconto della sua "predica del sangue" che portò alla pacificazione tra famiglie rivali, prima di concludere con aneddoti e proverbi popolari sul mese di gennaio e le modifiche storiche del calendario.
 
 
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th108-proverbi-antichi.mp3 - Questo frammento audio presenta una raccolta di antichi proverbi e detti milanesi, offrendo una finestra sulla saggezza popolare e le critiche sociali del passato. I temi trattati spaziano dall'ineluttabilità dei bisogni personali, come espresso dal detto che "quando la scappa propi nessun che può andare a fare la parnun," che sottolinea l' autonomia nel gestire le necessità fondamentali, fino alla dura critica nei confronti dei politici, accusati di produrre "chiacchiere" che non si traducono in fatti. Viene anche esplorata l' ipocrisia nel parlare e nello scrivere, dove si condensa solo ciò che si vuole far sapere, e la vanità femminile nel nascondere l'età, oltre all'importanza del coraggio di riconoscere i propri errori per preservare l'onore. Infine, il testo riflette sull' irresistibile attrazione esercitata dalla bellezza femminile, paragonandola a un pasticcino desiderato da tutti, con l'intento di preservare e spiegare queste espressioni dialettali e il loro significato culturale.
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th109-proverbi-antichi.mp3 - Questo frammento sonoro presenta una raccolta di antichi proverbi e detti milanesi, offrendo una finestra sulla saggezza popolare e sulla cultura lombarda del passato. I proverbi toccano diversi aspetti della vita, come la critica all'eccessiva ambizione e all'impazienza, avvertendo che "Chi vuol fare meglio degli altri... va a finire annegato nella saliva", ovvero affoga nella vanità. Altri motti promuovono la riflessione e la parsimonia, invitando a non essere "sciuponi" poiché anche il mucchio più grande di beni è destinato a finire. Infine, alcuni detti esprimono un sottile cinismo sociale e una critica all'ipocrisia religiosa, sottolineando che non basta "correre quando suonano le campane per potere dire di essere un buon cristiano," e altri ancora ironizzano sulla condizione di debitori e creditori, o sull'illusione dell'insostituibilità personale, evidenziando le necessità umane fondamentali che rendono tutti uguali, indipendentemente dal prestigio.
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th111-storie-milanesi.mp3 - Questo frammento sonoro in dialetto milanese narra una storia quotidiana incentrata sulla difficile arte del disordine e del riordino domestico, personificata dal concetto del "puzz de San Patrizzi," il ripostiglio dove finiscono oggetti di valore incerto. Il testo descrive il processo di fare pulizia e la costante lotta interiore nel decidere cosa buttare e cosa conservare, un'azione spesso rimandata che culmina nel riporre oggetti nel limbo dei ripostigli, come la cantina. L'audio evidenzia come questi spazi di stoccaggio si riempiano progressivamente di oggetti disparati, specialmente materiale da bricolage e ferramenta, che i proprietari tengono nella speranza di usarli in futuro, simboleggiando l'attaccamento a ciò che potrebbe servire. La narrazione si conclude con la consapevolezza che, nonostante la decisione di liberarsi del superfluo, il ciclo ricomincia, lasciando il ripostiglio come un mito personale di potenziale utilità.
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th112-tradizioni-ottobre-1.mp3 - Il testo esplora una ricca tradizione folcloristica lombarda legata al mese di ottobre, spesso composta da filastrocche e leggende quasi dimenticate e note solo agli studiosi di storia locale. Vengono evidenziate le usanze legate alla raccolta delle ghiande – un tempo cruciali per l'olio e l'alimentazione dei maiali – e delle noci, quest'ultime legate all'avvicinarsi delle festività natalizie e a proverbi popolari. Il nucleo narrativo è costituito da due leggende simili che si svolgono una sul Lago Maggiore e l'altra sul Lago di Como, entrambe incentrate sulla punizione o redenzione di una contadina che non mantiene la promessa fatta alla Madonna o a Sant'Antonio riguardo all'uso dell'olio ricavato dalle noci. Infine, il racconto si conclude con la storia di Santa Pelagia, un'ex cortigiana e attrice di Antiochia che si convertì grazie a un vescovo e che è oggi considerata la protettrice delle attrici e delle donne pentite.
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th113-tradizioni-ottobre-2.mp3 - Il brano esplora una ricca collezione di tradizioni popolari e leggende lombarde legate al mese di ottobre, mescolando storia e folclore. Un aneddoto centrale narra di un presunto legame tra la scoperta dell'America e la Lombardia, attraverso la figura di Baamonte Pestalozzi di Chiavenna, il marinaio che avrebbe avvistato per primo il nuovo continente, e l'incontro con una donna di Grosio a San Salvador. Il testo si sofferma anche sulle antiche e rare pratiche di conservazione della carne, come nel caso del bestiame caduto nei burroni, da cui deriverebbe il detto "Lo paga carne salada." Inoltre, vengono illustrate le attività agricole stagionali di ottobre, come la concimazione e la semina, e si parla del "Michelas," colui che si perde in chiacchiere, e della tradizionale torta del Michelas di Niguarda. Infine, la narrazione si conclude con la celebrazione di San Luca il 18 ottobre, patrono di medici e pittori, e il suo ruolo di evangelista che ha narrato l'infanzia di Gesù.
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th114-tradizioni-ottobre-3.mp3 - tradizioni popolari lombarde, concentrandosi sui giochi dimenticati e sulle filastrocche che tenevano occupati i bambini durante l'avvicinarsi della brutta stagione. Vengono descritti vari passatempi stagionali, come il gioco del tocafer e le biglie di terracotta giocate a gennaio, fino a una vivace descrizione della Zoga ab, che simulava il furto e la fuga dall'uva. Il testo si conclude con un riferimento alle tradizioni di fine ottobre legate alla vinificazione, citando il detto popolare che associa San Crispino e San Simone alla chiusura delle botti, e narra la storia dei santi Crispino e Crispiniano, patroni dei calzolai.
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th129-rvg-11-075.mp3 - Il programma radiofonico, datato 15 marzo 2024, offre un affascinante mosaico di cronache varesine e memorie storiche, toccando diversi argomenti. Una sezione è dedicata alla Milano post-bellica dal 1945 al 1960, rievocando la vita quotidiana, come l'uso della "bula dell'acqua calda" per disturbi reumatici o digestivi, e i grandi cambiamenti politici come il referendum del '46 che portò alla Repubblica, oltre alle difficoltà legate alla scarsità di cibo e alla borsa nera. Il programma si sposta poi nell'area di Mercallo per discutere dei massi erratici, grandi pietre trasportate dai ghiacciai che oggi conservano tracce di antichi scalpellini e misteriose incisioni chiamate coppelle, forse mappe ancestrali o segni rituali. Infine, l'attenzione si concentra su Corgeno, celebrata come la capitale del canottaggio, che ospiterà i Campionati Italiani sulle acque del Lago di Comabbio, confermando la provincia di Varese come un epicentro per gli sport di voga.
 
 
 
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th130-rvg-11-076.mp3 - Questo testo è una trascrizione di un segmento radiofonico che intreccia archeologia, storia locale e usi quotidiani del passato in Italia, concentrandosi sulla regione intorno a Milano. La trasmissione esplora in dettaglio la cultura di Canegrate e Scamozzina-Monza, una fase cruciale della tarda Età del Bronzo, evidenziando il rito funerario della cremazione e la scoperta di importanti necropoli. Inoltre, il testo offre un'analisi etimologica e storica dei toponimi locali come Travedona, Monate e Baraggi Godore, collegando i nomi dei luoghi alle caratteristiche geografiche. Infine, viene dedicata un'ampia sezione ai Galli Cisalpini, descrivendone l'espansione, la struttura sociale basata sugli oppida, l'economia, l'aspetto fisico e l'equipaggiamento militare, oltre al ruolo centrale dei Druidi nella loro società.
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th131-rvg-11-077.mp3-abbraccia una vasta gamma di argomenti storici e culturali, incentrandosi inizialmente sulla storia di Busto Arsizio e i suoi legami con Milano. La narrazione si focalizza su eventi significativi del XVI secolo, come l'incoronazione di Carlo V e la successiva reintegrazione del Duca Francesco Sforza nel 1530, culminata nel suo matrimonio regale nel 1534. Il testo poi descrive fenomeni naturali e presagi di sventura, come la comparsa di una cometa e un violento uragano che danneggiò la torre della chiesa di San Giovanni, seguiti dalla morte di Francesco Sforza nel 1535 e da una successiva invasione di locuste. La seconda parte del programma sposta l'attenzione sul periodo post-bellico a Milano, dal 1945 al 1960, rievocando la ricostruzione e le tensioni politiche tra democristiani e comunisti, l'industrializzazione e la vita nei cortili. Infine, si conclude con una riflessione personale sull'importanza del dialetto milanese come lingua di famiglia e memoria culturale, simboleggiata dal giornale "Scarp de Tennis" diretto dal narratore.
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th#135-QGLH1070-commercio-industrie.mp3 - Il brano descrive la significativa importanza commerciale e industriale di Sesto Calende intorno al 1930. Al centro della sua economia si trova un grandioso mercato settimanale che attrae persone da un'ampia area circostante, contribuendo notevolmente alla ricchezza locale. Il carattere industriale del paese è prevalentemente determinato dalla SIAI (Società Idrovolanti Alta Italia), la fabbrica di idroplani di fama mondiale che impiega circa mille persone e ha dato lustro a Sesto Calende. Oltre a questa, il testo menziona diversi stabilimenti, tra cui notevoli industrie tessili, officine meccaniche come quella della ditta Francesco Boidi, una vetreria, e una torcitura, che complessivamente danno lavoro a circa 1800 persone negli stabilimenti. L'amministrazione locale, riconoscendo l'importanza di tale assetto, ha promosso l'istituzione di corsi tecnici e una scuola di disegno per assicurare alle industrie la presenza di manodopera esperta in loco.
th#136-QGLH1071-sesto-archeologia.mp3 - Il territorio di Sesto Calende riveste una grande importanza archeologica a causa della sua posizione strategica, fungendo da punto cruciale di transito per le antiche popolazioni italiche. Questa rilevanza è confermata da numerose scoperte archeologiche, tra cui spiccano la necropoli di Gola Secca e i ritrovamenti avvenuti durante la costruzione della ferrovia nel 1867. Più recentemente, nel 1928, lo scavo di alcune urne cinerarie di pregevole fattura ha portato alla luce una tomba gallo-celtica di notevolissima importanza, contenente ricchi corredi di bronzo e ferro, tra cui una corazza e un elmo. Per preservare questi reperti, la Soprintendenza delle Antichità è intervenuta prontamente, assicurando che gli oggetti, considerati tra i più significativi della Lombardia, saranno depositati presso il Museo Archeologico di Varese in assenza di un museo locale.
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th#137-QGLH1072-conache-varesine-pt01.mp3 - Questo estratto audio, intitolato "Cronache varesine," attinge da articoli di giornale locali dal 1868 ai primi del '900 per rievocare la vita e i valori della comunità dell'epoca. Le cronache enfatizzavano eventi di rilievo come opere pubbliche significative, ad esempio la costruzione di un acquedotto nei comuni di Cocquio e Trevisago, e affrontavano anche tragedie personali e sociali, come il suicidio di un uomo affetto da pellagra. Un tema centrale è la dura realtà dell'economia contadina e la sua vulnerabilità alle intemperie e allo sfruttamento da parte dei padroni, evidenziando le difficoltà della bachicoltura e l'emergere di un "nuovo feudalesimo tirannico." L'obiettivo è far rievocare i valori fondanti come la famiglia, il lavoro e il dovere, consentendo ai lettori di oggi di avere memoria delle generazioni che hanno costruito il presente.
th#138-itinerari-Comabbio.mp4 -
th#138-QGLI040-itinerari-comabbio.mp3 - Questo testo fornisce una dettagliata descrizione geografica e idrografica dei laghi di Varese, Comabbio, Monate e Corgeno, evidenziandone il contesto paesaggistico nel Varesotto. Il Lago di Varese, in particolare, è descritto per la sua visibilità dall'autostrada Varese-Milano e le sue dimensioni, la cui profondità massima è stimata attorno ai 25 metri, notando che riceve l'acqua dal Lago di Comabbio tramite il Canale Brabbia e ha come unico emissario il Torrente Bardello. Inoltre, il testo menziona l'Isola Virginia, nota per la sua importante civiltà palafitticola, e illustra come i laghi di Varese, Comabbio e Biandronno fossero originariamente parte di un unico complesso lacustre dopo l'era glaciale. Infine, viene sottolineato il Lago di Monate, noto per le sue acque, considerate tra le più limpide dei laghi italiani, con sponde prevalentemente ripide e un'evidente vocazione residenziale.
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th#139-QGLI086-dialoghi-rematori.mp3 - Il brano analizza la complessa logistica della propulsione navale nel Mediterraneo antico e medievale, evidenziando come la necessità di una spinta costante in mare, data l'inaffidabilità del vento, portò allo sviluppo di imbarcazioni che facevano ampio uso di remi. Si descrive l'evoluzione dalle triremi greche e romane, con rematori disposti su più livelli, alla più semplice ma imponente galera medievale, che dominò il Mediterraneo per mezzo millennio, richiedendo un numero altissimo di rematori. Il testo si concentra sul lato oscuro di questa realtà, esplorando le condizioni disumane e le varie modalità di reclutamento, o cattura, degli uomini destinati al remo, che potevano essere schiavi (prigionieri di guerra o razzie), volontari indebitati tramite un ingegnoso sistema di gioco d'azzardo orchestrato dalla corona, o forzati condannati per reati. Infine, si rivela un bizzarro "vantaggio" per i condannati: gli ammiragli chiedevano ai giudici di torturare meno gli imputati in tribunale, per assicurarsi che rimanessero fisicamente in grado di remare una volta giunti a bordo.
 
 
 
 
 
 
Discussione: Stella Betlemme.
 
La Stella di Betlemme (Stella dei Magi) è un evento evangelico che ha attratto la fantasia popolare fin da epoche antichissime. La sua apparizione è strettamente legata al viaggio dei Magi, che si ritenevano essere sacerdoti persiani, adoratori del fuoco e del sole.
I punti principali sulla Stella di Betlemme, secondo le fonti, sono:
1. Interpretazione Scientifica: Lo studioso Kepler spiegò scientificamente l'apparizione della Stella di Betlemme. Egli la attribuì alla coincidenza del perfetto allineamento dei pianeti Giove e Saturno. Questa congiunzione avvenne nel 747 di Roma (A.U.C.), anno che coincide con l'incontro tra Erode e i magi. L'allineamento avrebbe causato una particolare luminosità.
2. Ruolo e Natura: Secondo la leggenda biblica, questo bagliore guidò i magi fino a Betlemme. Il fenomeno, tuttavia, fu considerato miracoloso. La stella dei magi non era dunque ritenuta una stella ordinaria né una cometa, bensì una meteora luminosa. Essa scomparve e riapparve secondo il volere divino.
3. Profezia: L'evento astrale fu legato alla predizione profetica di Balaam: "Spunterà una stella da Giacobbe," con l'incidenza della nascita di Cristo.
4. Commento di Sant'Agostino: Sant'Agostino scrisse: "Che cosa è quella stella che se non una magnifica lingua nel cielo".
I magi, giunti alla grotta di Betlemme, offrirono doni; questo atto era visto come il riconoscimento da parte dei primi re di Cristo.
 
 
 
Discussione: Sacerdoti persiani.
 
Certamente. Riferendomi alle fonti, posso discutere i sacerdoti persiani nel contesto dei Magi:
1. **IdentCertamente. Riferendomi alle fonti, posso discutere i sacerdoti persiani nel contesto dei Magi:
2. Identificazione dei Magi come Sacerdoti Persiani:
   - È una tesi consolidata e accettata che i Magi fossero sacerdoti persiani.
   - Erano adoratori del fuoco e del sole.
   - Provenivano dalle regioni della Caldea e della Persia.
   - Nell'antichità, l'attributo di Magi designava una classe sacerdotale.
3. Caratteristiche e Ruolo dei Magi (Sacerdoti Persiani):
   - I Magi costituivano una casta austera, sia nella vita che nel culto.
   - I loro compiti includevano l'interpretazione dei sogni, e fungevano da consiglieri del re.
   - Compivano riti sacrificali.
   - Erano anche studiosi di astrologia, una caratteristica che spiega la loro particolare attenzione dedicata all'astro evangelico, ovvero la Stella di Betlemme.
4. Abbigliamento e Iconografia:
   - Nei primi affreschi catacombali e nei bassorilievi, i Magi vestivano il costume classico dei persiani.
   - Questo costume includeva una tunica corta, tagliata a liste, con una stretta cintura in vita.
   - Indossavano anche un mantello gettato all'indietro, calzoni a quadriglie e il berretto frigio.
   - Erano ministri di una religione che era certamente diversa dal paganesimo.
5. Contesto Storico e Simbolico:
   - I Magi sono personaggi che, secondo il Vangelo, attrassero la fantasia popolare fin da epoca antichissima.
   - Il Vangelo non qualificava la loro professione o personalità, il che suggerisce che la loro figura dovesse essere nota e familiare agli uomini del tempo.
   - L'atto di offrire doni (oro, incenso e mirra) fu interpretato come il riconoscimento di Cristo da parte dei primi re. Questo concetto aveva un preciso significato politico per l'imperatore Federico Barbarossa, per cui il possesso delle reliquie dei Magi poteva significare il riconoscimento e l'investitura divina della regalità terrena.
In sintesi, i sacerdoti persiani, identificati con i Magi, erano una casta di studiosi di astrologia e consiglieri reali, il cui viaggio a Betlemme e la cui successiva venerazione assunsero un profondo significato simbolico e politico nel corso della storia, in particolare riguardo all'investitura divina della regalità.
 
 
 
Discussione: Culto diffuso.
 
Certamente. La mia risposta si concentrerà sulla diffusione di particolari culti religiosi e della devozione popolare, come descritti nelle fonti.
Culto dei Magi
Il culto dei Re Magi, che le fonti identificano come sacerdoti persiani adoratori del fuoco e del sole, si è diffuso ampiamente fin da epoche antichissime.
• Antichità e Arte: Pochi avvenimenti evangelici (dopo la Natività e l'Annunciazione) hanno attratto la fantasia popolare come quello dei Tre Magi, portando a raffigurazioni tra le più svariate nell'ambito dell'arte.
• Significato Politico e Diffusione in Europa: Il culto acquisì un preciso significato politico in epoca medievale. L'offerta dei doni alla grotta di Betlemme da parte dei Magi, considerati i primi re riconosciuti da Cristo, equivaleva a un atto di riconoscimento e investitura della dignità regale. Per l'imperatore Federico Barbarossa, possedere le reliquie dei Magi simboleggiava l'investitura divina della regalità terrena e la missione spirituale del Sacro Romano Impero.
• Diffusione a Legnano e Rito: La tradizione milanese nella venerazione dei Magi (rafforzata dall'atto di sottrazione delle reliquie da parte del Barbarossa) rimbalzò facilmente a Legnano a partire dall'inizio del '700. Questo avvenne con la costruzione della chiesa della Madonna del Ronco, dedicata ai Tre Re d'Oriente, dando inizio alla tradizione di celebrare riti religiosi annuali in occasione dell'Epifania, con cortei e sacre rappresentazioni dell'adorazione dei Magi da parte di personaggi in costume.
 
Culto di San Rocco
Anche il culto di San Rocco è descritto come molto diffuso, in particolare nel contesto della protezione dalle malattie:
• Diffusione Geografica e Storica: Il culto di San Rocco, considerato il protettore della popolazione dalla peste, era molto diffuso in tutta l'Italia settentrionale, oltre che in Francia e in Spagna. Era diffuso anche nella zona del Varesotto, dove si presume che San Rocco sia vissuto.
• Motivazione della Devozione: Il grande propagarsi della devozione popolare verso il santo è attribuibile al fatto che egli dedicò la sua vita a soccorrere gli appestati, in un periodo in cui l'Italia era devastata da grandi pestilenze.
• Manifestazioni del Culto: La devozione popolare ispirò la creazione di cappellette erette in suo onore, adornate da ingenui e primitivi affreschi votivi. Esempi di questo culto diffuso sono le cappelle dedicate a San Rocco, come quella di Comabbio.
È interessante notare come la pietà popolare fu talvolta "illusa da anonimi estensori di leggende" che amplificavano retoricamente la vita di San Rocco. Ancora oggi, la figura di San Rocco viene richiamata come protettore delle pandemie.
Altre Testimonianze di Devozione Popolare
Le fonti citano anche altre manifestazioni di culti o tradizioni popolari:
• Pratiche legate al Natale: Esistevano gesti carichi di significato che mostravano l'intesa tra l'uomo e l'ambiente, come la raccolta di fascinette di Ginepro che si usava bruciare la mattina di Natale per figurare di riscaldare Gesù Bambino.
• Santi come Protettori: Nelle cappelle, oltre a San Rocco, era comune la raffigurazione di San Cristoforo, il protettore dei viandanti.
In sintesi, le fonti evidenziano come la diffusione di specifici culti (Magi e San Rocco) sia stata alimentata sia da un profondo significato simbolico e politico (nel caso dei Magi) sia da reali esigenze di protezione e devozione popolare in contesti di pestilenze (nel caso di San Rocco).
 
 
 
Discussione: Tre magi.
 
Certamente. I Tre Magi sono figure centrali nella narrativa evangelica e hanno avuto un profondo impatto culturale, storico e politico, come dettagliato nelle fonti.
Identità e Origini dei Magi
1. Sacerdoti Persiani: È una tesi consolidata e accettata che i Magi fossero sacerdoti persiani. Erano originari delle regioni della Caldea e della Persia.
2. Classe Sacerdotale: Nell'antichità, il termine "Magi" designava specificamente una classe sacerdotale.
3. Credenze Religiose: Questi sacerdoti erano adoratori del fuoco e del sole, e ministri di una religione che era ritenuta diversa dal paganesimo.
4. Ruolo Sociale e Professionale: I Magi costituivano una casta austera. I loro compiti includevano l'interpretazione dei sogni, la funzione di consiglieri del re e l'esecuzione di riti sacrificali. Erano anche studiosi di astrologia, una caratteristica che spiega la loro particolare attenzione verso l'astro evangelico.
I Magi nel Vangelo e la Stella di Betlemme
1. Familiarità dei Personaggi: Il Vangelo non specifica la loro professione o personalità, suggerendo che la loro figura fosse già nota e familiare agli uomini del tempo.
2. La Guida Astrale: L'attenzione dei Magi per l'astrologia li portò a seguire la Stella di Betlemme (o Stella dei Magi). Questa apparizione fu spiegata scientificamente da Kepler come la coincidenza del perfetto allineamento dei pianeti Giove e Saturno, avvenuta nel 747 di Roma (A.U.C.), l'anno in cui Erode avrebbe incontrato i Magi. Questa congiunzione avrebbe causato una particolare luminosità.
3. Natura Miracolosa: Nonostante le spiegazioni scientifiche, il fenomeno fu considerato miracoloso. La stella era vista non come una stella ordinaria o una cometa, ma come una meteora luminosa che scomparve e riapparve secondo il volere divino.
4. Profezia: L'evento astrale era legato alla predizione profetica di Balaam: "Spunterà una stella da Giacobbe".
Numero, Nomi e Iconografia
1. Numero e Nomi: Il Vangelo non ne specifica il numero. La tradizione popolare, basandosi sul numero dei doni, volle individuarne tre. A partire dal VI secolo furono attribuiti i nomi:
   - Melchiorre (dall'ebraico "luce di re") al più vecchio.
   - Gaspare (dal sanscrito "maestro") al più giovane e imberbe.
   - Baldassarre (dal siriaco "Dio protegge la tua vita") al barbuto e dalla carnagione nera.
2. Raffigurazioni Antiche: Nelle prime raffigurazioni (affreschi catacombali e bassorilievi), i Magi vestivano il costume classico dei persiani: tunica corta, mantello gettato all'indietro, calzoni a quadriglie e il berretto frigio.
Culto e Rilevanza Storica (Le Reliquie)
1. Diffusione del Culto: L'avvenimento dei Tre Magi ha attratto la fantasia popolare fin da epoca antichissima, generando raffigurazioni tra le più svariate nell'ambito dell'arte.
2. Significato Politico: Il loro atto di offrire doni (oro, incenso e mirra) alla grotta di Betlemme fu interpretato come l'atto dei primi re riconosciuti da Cristo. Nell'antichità romana, ricevere doni da un re vassallo equivaleva al riconoscimento e all'investitura della dignità regale.
3. Le Reliquie e Federico Barbarossa: Il culto e le reliquie dei Magi acquisirono un preciso significato politico.
   - Le reliquie furono trasferite da Gerusalemme a Santa Sofia a Costantinopoli all'inizio del IV secolo.
   - Furono donate a Eustorgio a Costantinopoli prima che fosse nominato vescovo di Milano, arrivando così a Milano nella Basilica di Sant'Eustorgio.
   - Nel 1164, Federico Barbarossa le fece sottrarre da Milano (dove i milanesi le avevano nascoste nel torione di San Giorgio per salvarle) e le inviò a Colonia.
   - Per il Barbarossa, possedere le spoglie dei Magi significava il pegno e il crisma dell'investitura divina della regalità terrena, simboleggiando la missione spirituale del Sacro Romano Impero.
   - Gli imperatori tedeschi si opposero strenuamente alle richieste di restituzione.
   - Solo nel 1904 il cardinale arcivescovo di Colonia acconsentì, su pressione del cardinal Ferrari, affinché alcune reliquie tornassero a Milano nel loro antico sepolcro (Basilica di Sant'Eustorgio).
4. Tradizione a Legnano: La tradizione milanese legata ai Magi (rinforzata dalla loro sottrazione da parte del Barbarossa) si diffuse a Legnano all'inizio del '700, dando il via alla tradizione di celebrare riti religiosi con cortei e sacre rappresentazioni dell'adorazione dei Magi in costume.
Infine, la tradizione popolare vuole che i Magi, dopo Betlemme, tornarono nei loro paesi come messaggeri del nuovo verbo e che, dopo la crocifissione di Cristo, morirono santi e martiri della fede, rispettivamente il 6 e l'11 gennaio (attorno alla data dell'Epifania).
 

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th029-gergo-milanese-1.mp3 - Dopo la Grande Guerra, si diffuse a Milano e in altre città un rinnovato fervore per il folklore, la difesa delle tradizioni locali e dei dialetti contro le forze omologanti. In questo contesto, il gergo milanese, nato negli strati popolari in luoghi come l'osteria e la prigione, emerge come un'impronta culturale distintiva e uno sforzo dell'anima popolare per auto-affermarsi. Sebbene esistessero anche gerghi di corporazione portati in città da artigiani e lavoratori delle valli circostanti, il vero gergo criminale o "furfantesco" è quello che permea gli ambienti malavitosi e giudiziari di Milano. Questo linguaggio segreto e convenzionale, spesso paragonato all'argot francese e splendidamente descritto da Victor Hugo come una "lingua nella lingua" costruita dai miserabili, testimonia la storia sotterranea della città e ha motivato richieste per la pubblicazione di un dizionario del gergo milanese.
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th030-gergo-milanese-2.mp3 - Questo estratto narra la storia e l'importanza del gergo milanese, partendo da un aneddoto personale che svela l'origine di una curiosa espressione popolare riguardante una scimmia chiamata "Giacom" uccisa da un gentiluomo. Il testo definisce il gergo come l'imboscata delle parole e un elemento cruciale della vita cittadina intima, che funge da sintesi di pensieri e decisioni, alimentandosi negli ambienti popolari, nelle taverne e persino nelle prigioni. L'autore prosegue illustrando la sua opera di pubblicazione di un dizionario del gergo milanese del 1927, che include numerosi soprannomi cittadini ("nominoli"), e sottolinea le antiche radici del gergo, rintracciabili già nel Cinquecento con i primi tentativi di interpretazione come un volumetto del 1573. La fonte si propone dunque di tracciare un quadro storico e culturale del dialetto gergale, enfatizzando la sua profonda radicazione nell'anima popolare milanese.
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th031-pomm-baggina.mp3 - Il brano presenta due affascinanti narrazioni storiche legate a Milano: la storia della Cassina di Pom e le origini dei "bersaglieri della signora." La Cassina di Pom era una rinomata osteria, precedentemente un mulino fondato su disposizione di Francesco Sforza, che divenne famosa per essere il "bois di Bologne milanese," amata persino da Stendhal, e nota per un episodio che vide coinvolto Giacomo Casanova. La seconda sezione descrive la fondazione del Pio Albergo Trivulzio per anziani indigenti, istituito per volontà testamentaria del nobile milanese Antonio Tolomeo Trivulzio, che richiedeva agli ospiti di rimanere in qualche modo attivi attraverso lavori semplici e utili. Gli ospiti dell'ospizio furono soprannominati i "bersaglieri della signora," un appellativo che mantenne anche quando la struttura si trasferì in via Trivulzio, diventando nota semplicemente come la Baggina.
 
th032-bottonuto-ciapp.mp3 - Il testo esplora due famosi siti milanesi, il Bottonuto e Palazzo Castiglioni, noto come la Ca' di Ciapp. Il Bottonuto è descritto come un'area malfamata e un triangolo di strada un tempo dominato da una croce con quattro sfere di bronzo, soprannominate dai milanesi i "quatar buton", un dettaglio che potrebbe aver dato origine al toponimo. La seconda parte narra la storia di Palazzo Castiglioni, un esemplare edificio Liberty che suscitò grande scandalo nel 1903 a causa delle due sculture di nudi femminili poste all'ingresso. Lo scalpore fu tale che le statue, opere di Ernesto Bazzaro, vennero rimosse e il palazzo guadagnò il soprannome di "Ca' di Ciapp" prima che le sculture fossero ricollocate su un altro edificio.
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th033-laghetto-brumista.mp3 - Questo testo esplora due aspetti storici di Milano: il laghetto dell'ospedale maggiore e la figura del "brumista," o cocchiere di carrozza pubblica. Il laghetto, noto anche come laghetto di Santo Stefano, fu un cruciale piccolo porto cittadino a partire dal 1388, impiegato per il trasporto dei 500.000 blocchi di marmo di Candoglia destinati alla costruzione del Duomo tramite il "Falcon," un argano in legno. Tuttavia, la sua vicinanza con l'Ospedale Maggiore e le sue acque stagnanti, divenute un problema igienico, portarono all'interramento nel 1857 per ordine dell'Imperatore Francesco Giuseppe. La seconda parte del brano descrive il brumista, il cocchiere di una carrozza chiusa, obbligato dal 1870 a indossare una rigorosa uniforme di panno blu scuro e rosso, spesso visto con pipa o sigaro spento in bocca, che era noto per osservare tutto e avere sempre la battuta pronta.
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th034-piazzabagool-portacicca.mp3 - Il brano esplora la storia di alcune importanti località milanesi, concentrandosi in particolare sulla Piazzetta di Bagol e sull'origine del toponimo dialettale Porta Cicca. Viene descritta l'area di Bagol come un crocevia storico, vicino a Via San Paolo, che un tempo era noto per essere un luogo di meretrici, e si menziona la Piazza Liberty, celebre per la sua facciata in stile Art Nouveau e il vicino Teatro Trianon. Il testo ricostruisce la vita e la demolizione di questo teatro, soprannominato "la bomboniera," e il salvataggio della sua sontuosa facciata. Infine, si analizzano le diverse teorie sull'origine di "Porta Cicca," un soprannome della Porta Ticinese, spaziando da possibili collegamenti con i masticatori di tabacco e i fumatori, fino alla derivazione dallo spagnolo Chico o, più probabilmente, da una "Cittadella" esterna e fortificata risalente al Medioevo.
 
th035-rattin-reMagi.mp3 - Il brano esplora due storie affascinanti legate a Milano: la prima riguarda la Galleria Vittorio Emanuele II e il suo ingegnoso sistema di illuminazione a gas, soprannominato "il ratin" per la sua somiglianza con un topolino. Questo meccanismo, che correva sui binari per accendere centinaia di beccucci a gas, era una vera e propria attrazione serale per i cittadini curiosi, come descritto da Luigi Capuana. La seconda narrazione si concentra sulla Basilica di Sant'Eustorgio, rievocando la leggenda della sua fondazione legata al trasporto delle reliquie dei Re Magi da Bisanzio. Secondo il racconto, il vescovo Eustorgio interpretò come un segno del destino l'improvviso crollo degli animali da tiro con la preziosa arca, decidendo così di erigere la basilica nel luogo in cui si fermarono.
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th036-tamvai-lampedee.mp3 - Il brano descrive l'evoluzione dei sistemi di trasporto pubblico e di illuminazione a Milano tra il XIX e il XX secolo, evidenziando il passaggio dalle tecnologie più obsolete a quelle più moderne. Nel settore dei trasporti, si sottolinea la sostituzione definitiva delle tranvie a cavalli con quelle elettriche nel 1901, e la successiva introduzione di vetture più agili e capienti, che potevano trasportare oltre 100 passeggeri e raggiungere i 42 km/h. Parallelamente, per l'illuminazione pubblica, si traccia il percorso che va dalle prime lampade a olio ordinate nel 1784, finanziate con le entrate del lotto, fino all'introduzione del gas nel 1845 e, infine, all'adozione della luce elettrica nel 1883, che portò alla scomparsa del mestiere del lampedé, l'addetto all'accensione dei lampioni. Il testo conserva anche la memoria di un'espressione dialettale legata a questa figura, usata per descrivere chi camminava sovraccarico.
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th038-pagelle-giudizi-1.mp3 - Questo frammento riflette sulle mutevoli metodologie di valutazione nel sistema educativo italiano, confrontando i giudizi descrittivi del passato con i voti numerici. L'oratore rievoca l'epoca, in particolare intorno al 1921, in cui i pagelle usavano termini come "lodevole," "buono," e "sufficiente," spiegando le loro approssimazioni numeriche. Viene evidenziato un dibattito storico, che assomiglia alle mode, riguardo all'alternanza tra giudizi e voti, mostrando come le critiche alla valutazione numerica siano spesso percepite come inutili allarmismi da parte di alcuni insegnanti e sindacalisti. Infine, si sottolinea come l'interesse degli studenti per i giudizi verbali fosse limitato e si conclude riflettendo sul fatto che i ragazzi contemporanei, abituati ai punteggi e ai risultati immediati dei videogiochi, comprendano meglio il sistema dei voti.
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th039-pagelle-giudizi-2.mp3 - Il testo esplora la storia e l'evoluzione dei sistemi di valutazione scolastica in Italia, evidenziando come l'alternanza tra giudizi descrittivi (come "lodevole" o "sufficiente") e voti numerici sia un ricorso storico nell'istruzione, paragonabile persino ai cicli della moda. L'autore utilizza l'esempio delle pagelle della madre risalenti agli anni '20 per dimostrare che i giudizi verbali non sono una novità recente e che persino in quel periodo corrispondevano a chiari equivalenti numerici. Viene criticata la preoccupazione espressa da presidi e sindacalisti riguardo al ritorno ai voti numerici, sottolineando che la maggior parte della classe dirigente attuale è cresciuta con i numeri senza esserne traumatizzata, e che i bambini di oggi, abituati al concetto di punteggio nei videogiochi, sono più che capaci di comprendere il sistema dei voti. Infine, l'autore raccomanda agli insegnanti di mantenere la valutazione numerica semplice, specialmente per i più piccoli.
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th040-rvg-001.mp3 - L'audio, indirizzato a villeggianti e residenti, affronta il tema cruciale del risparmio nel villaggio in un contesto economico difficile. L'oratore mette in discussione l'efficacia del risparmio ottenuto eliminando le attività ludiche, sebbene queste rappresentino una spesa ridotta, circa cento euro all'anno per azione. L'autore avverte che l'eliminazione del "ludico" rischia di trasformare i residenti in "zombie" incapaci di auto-organizzarsi, poiché l'attuale modello dipende dalla "pappa pronta" fornita dagli animatori esterni. La soluzione proposta per un risparmio reale non è semplicemente tagliare, ma piuttosto sostituire le spese esterne con servizi interni basati sul volontariato, anche se ammette che la capacità di auto-organizzarsi è venuta meno.
 
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th041-rvg-004.mp3 - Questo brano radiofonico si apre con un saluto ai villeggianti e residenti, introducendo una discussione complessa e in "burocratese" riguardante il catasto e le possibili nuove normative fiscali. L'oratore esprime frustrazione per la difficoltà di comprendere le leggi, temendo che l'ignoranza possa portare a sanzioni e suggerendo che la necessità di raccogliere fondi da parte dello Stato italiano sia la motivazione principale di questi controlli. La narrazione fa poi un salto storico, collegando l'attuale presenza di villeggianti milanesi e residenze signorili (categoria A1) nell'area lacustre a una storia molto antica che risale al console romano Tito Labieno, collaboratore di Giulio Cesare, che riconobbe l'area come "posto da signori" duemila anni fa. Il tono è ironico quando si ipotizza che si possa persino chiedere il pagamento degli arretrati fiscali risalenti a quell'epoca, concludendo con l'annuncio che indagini catastali inizieranno l'11 dicembre 2023, mirate a trovare nuove formule per riscuotere l'IMU e altre tasse.
 
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th042-rvg-005.mp3 - Il frammento audio riflette sulle considerazioni di una giornata di auguri ben organizzata il 8 dicembre 2023, iniziando con un tono ottimistico sull'allestimento natalizio e l'accoglienza. L'oratore elogia l'ottimo arredamento scenico natalizio e l'organizzazione generale, che includeva l'apertura del bar come luogo d'incontro e attività per i bambini. Il momento culminante era previsto con l'esibizione di due artisti che cantavano gospel e swing a tema natalizio, ma questo spettacolo è stato rovinato dal brusio eccessivo e dalla maleducazione degli astanti. L'autore lamenta che gli invitati parlavano a voce troppo alta, dimostrando uno scarso interesse e rispetto per la performance e per gli sforzi organizzativi, sollevando infine una critica sul valore e l'educazione in tali eventi ludici.
 
th043-museo-egizio-1.mp3 - Il celebre decifratore dei geroglifici, Jean-François Champollion, sottolineò l'importanza cruciale del Museo Egizio di Torino per la nascente egittologia, paragonando la città a una porta per Menfi. Il legame tra Torino e l'Antico Egitto affonda radici in una tradizione secolare, che include la presenza di culti isiacici documentati da reperti romani in Piemonte. Durante il Rinascimento, la Casa Savoia riscoprì l'Egitto, utilizzando la mitologia, come la leggenda di Fetonte (originario dell'Egitto e fondatore mitico di Torino), per scopi propagandistici volti a nobilitare l'origine della città. Questo interesse non fu solo mitologico, ma si concretizzò nell'acquisizione di reperti, tra cui la famosa Mensa Isiaca, una tavola bronzea di epoca romana in stile egittizzante, che entrò nelle collezioni sabaude e fu esposta all'Università di Torino.
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th044-museo-egizio-2.mp3 - Nel Settecento, un rinnovato interesse per l'antichità egizia e vicino-orientale si diffuse in Europa, innescando una vera e propria moda tra le case regnanti che finanziavano spedizioni per accaparrarsi reperti archeologici. In questo contesto, i Savoia dimostrarono un notevole interesse, commissionando a Vitaliano Donati una spedizione nel Vicino Oriente per scopi commerciali e di raccolta antiquaria, che portò all'invio a Torino delle prime importanti sculture egizie, tra cui pezzi rinvenuti a Karnak e Coptos. Queste acquisizioni furono il preludio alla cospicua collezione che sarebbe confluita nel Museo Egizio e si inserirono in un periodo di crescente "egittomania" culturale che influenzò arte, architettura e persino la massoneria. Tale fervore, unito all'interesse scientifico stimolato dalle spedizioni napoleoniche, creò le premesse culturali per la nascita della scienza egittologica.
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th045-museo-egizio-3.mp3 - Il ruolo cruciale del Museo Egizio di Torino è profondamente legato alla figura di Bernardino Drovetti, un diplomatico piemontese al servizio di Napoleone che, durante il suo incarico di console generale in Egitto, assemblò una straordinaria collezione di antichità. Drovetti, descritto come un personaggio ambiguo e poliedrico, sfruttò la sua astuzia di mercante e politico per dedicarsi all'attività archeologica dopo aver perso temporaneamente il suo incarico consolare, intraprendendo scavi estensivi lungo la Valle del Nilo con il benestare delle autorità locali. Sebbene la sua attività fosse parte di un sistematico spoglio del patrimonio archeologico egiziano in un clima di competizione tra musei europei, è innegabile che senza il suo infaticabile lavoro di ricerca e collezione, Torino non ospiterebbe oggi uno dei più importanti musei egizi del mondo. La collezione fu infine acquistata dalla Corte di Savoia, grazie alla persistenza di intellettuali piemontesi, dopo che le trattative con i francesi fallirono, assicurando così che i reperti trovassero sede nella loro patria.
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th046-museo-egizio-4.mp4 - Il brano descrive la genesi e l'espansione del Museo Egizio di Torino, evidenziando il ruolo cruciale di alcune figure storiche nel suo sviluppo. L'acquisto iniziale della collezione Drovetti fu sollecitato da Carlo Vidua, che ne intuì il prestigio, portando all'acquisizione da parte di Vittorio Emanuele I e alla successiva apertura al pubblico nel 1824. Un momento fondamentale fu l'arrivo di Jean-François Champollion, il decifratore dei geroglifici, che contribuì a catalogare i reperti e a gettare le basi della scienza egittologica. Infine, la collezione si ampliò notevolmente sotto la direzione di Ernesto Schiaparelli nel Novecento, il quale promosse attivamente nuove acquisizioni e importanti campagne di scavo per arricchire e completare il patrimonio museale.
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th047-museo-egizio-5.mp3 - Il testo ripercorre la storia del Museo Egizio di Torino, evidenziando come le scoperte archeologiche italiane, iniziate nel 1903 sotto la guida di Ernesto Schiaparelli, abbiano arricchito la collezione con ritrovamenti di fama mondiale come la tomba di Nefertari. Si sottolinea l'evoluzione istituzionale del museo, che conobbe un ampliamento significativo e la successiva trasformazione in fondazione nel 2004, a testimonianza di un impegno congiunto pubblico e privato per il suo miglioramento. Inoltre, il documento menziona importanti acquisizioni più recenti, tra cui reperti ottenuti tramite doni e scambi, come il tempietto di Ellesija e, più significativamente, il Papiro di Artemidoro, che continua ad espandere la straordinaria raccolta coprendo oltre quattromila anni di storia egizia.
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th049-rvg-001.mp3 - L'estratto radiofonico si rivolge a villeggianti e residenti in una discussione incentrata sul tema cruciale del risparmio all'interno del villaggio turistico. L'oratore esplora la proposta di abolire o ridurre le attività ludiche e l'animazione come misura di contenimento dei costi, notando che si tratta di una spesa relativamente piccola, quantificata in circa cento euro l'anno per azione. Tuttavia, l'autore solleva un dubbio fondamentale: eliminare il "ludico" rischia di rendere il villaggio "zombie" e dimostra l'attuale incapacità degli ospiti di auto-organizzarsi o inventare intrattenimento senza l'animazione professionale, la quale è percepita come una "pappa pronta" costosa ma desiderata. Il messaggio centrale sottolinea che le proposte di risparmio non dovrebbero limitarsi a semplici tagli, ma devono essere accompagnate da soluzioni alternative meno costose o dal volontariato, che tuttavia è riconosciuto come raro e poco probabile per il divertimento.
 
 
 
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th050-rvg-01-001.mp3Questo frammento audio inizia salutando i villeggianti e i residenti, annunciando l'inizio del nuovo anno, il primo gennaio 2024, e introducendo una serie di notizie e riflessioni sul villaggio e sulla vita milanese. L'oratore copre argomenti disparati, come le spese da pagare e l'origine dei toponimi locali come Monteggia e Montelungo, prima di concentrarsi sui milanesi: il testo esplora il loro lavoro, i modi in cui trascorrono il tempo libero (movida, cinema, passeggiate in città) e le abitudini sociali che sono mutate, come l'allontanamento dal dialetto e l'uso crescente della televisione. Infine, l'attenzione si sposta sul periodo festivo, descrivendo il passaggio da Santa Lucia a Natale, con aneddoti e tradizioni locali, inclusi i piatti tipici regionali che si gustano durante il pranzo natalizio.
 
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th051-rvg-04-027.mp3 - Il documento, tratto da una registrazione audio datata 27 gennaio 2024, offre un affascinante mosaico di storia locale e memorie personali, intrecciando aneddoti su Milano e la Lombardia con il racconto di eventi storici cruciali. La narrazione spazia dall'antico simbolo della "scrofa semilanuta" di Milano e la sua fondazione celtica legata a Belloveso, ai toponimi della regione (come Cadrezzate, il Piaggiolo e Prada), esplorandone l'etimologia e il significato. Una sezione significativa è dedicata alle memorie d'infanzia legate all'asilo, inclusi il sapore dell'olio di merluzzo e le rudimentali pratiche della farmacopea contadina. Infine, il testo fornisce un vivido resoconto degli spostamenti frenetici di civili e soldati durante la Battaglia di Magenta, culminando nel racconto dell'incontro tra alcuni bustesi e il generale McMahon e l'Imperatore Napoleone III, sottolineando il caos e l'impatto della guerra sul territorio.
 
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th052-rvg-004.mp3 - Questo brano, indirizzato a villeggianti e residenti, affronta il tema del Catasto e della burocrazia italiana con un tono ironico e critico, annunciando l'inizio di controlli e indagini fiscali. L'oratore introduce l'argomento del Catasto come un “temporalino” burocratico e incomprensibile (“burocratese”), suggerendo che lo Stato necessiti di fondi e che stia cercando modi per recuperarli attraverso la tassazione degli immobili. In una narrazione storica che si estende fino all'epoca di Giulio Cesare e del console Tito Labieno, l'oratore spiega come le zone dei laghi, originariamente scelte da Labieno come “posto da signori”, siano diventate, duemila anni dopo, meta di villeggiatura per i milanesi che vi costruivano baracchette. Infine, sottolinea che il Catasto ora classifica queste strutture come categoria A1, signorile, anticipando che le indagini fiscali mireranno a imporre tasse come l'IMU, anche attraverso l'uso di leggi complesse e a volte pretestuose.
 
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th053-rvg-01-002.mp3 - Il documento audio si apre con un saluto a villeggianti e residenti e procede con una notizia del villaggio riguardante la controversa divisione fisica di un bar in due sezioni, una gestita privatamente e l'altra destinata ad area comune, sottolineando la necessità di garantire l'accesso a quest'ultima anche in caso di chiusura del bar. Successivamente, l'attenzione si sposta sui toponimi di Catrezzate, analizzando l'etimologia di nomi locali come "murone," "rondegato," e "sabbione," spesso legati alla forma del terreno, a voci dialettali o alla fauna stagionale. Una sezione significativa riprende una disputa storica tra Busto Arsizio e Gallarate risalente al 1856, quando Gallarate si rifiutava di rimborsare Busto per l'uso di una macchina idraulica per spegnere un incendio, un conflitto che affonda le radici in un'antica "ruggine di vecchia data" per questioni di giurisdizione e prestigio. Infine, il testo tocca le tradizioni natalizie, discutendo le origini della mostarda lombarda e proponendo una delle leggende più popolari sulla nascita del panettone, concludendo con alcuni proverbi e usanze legate al Natale e a San Silvestro.
 
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th054-rvg-04-028.mp3 - Questo frammento audio di "Regijo.it" è un viaggio narrativo che intreccia la storia locale, le tradizioni popolari e le trasformazioni sociali, focalizzandosi su Verghera e l'area circostante. La narrazione si sofferma inizialmente su un elemento di efficienza milanese d'inizio Novecento, il "foca barbisa", un soprannome dato ai tram modificati con cisterne d'acqua per pulire le strade polverose, e poi esplora espressioni dialettali legate alla dura fatica agricola, come il rammarico per il "campo di 100 perdig" (campo di cento pertiche) che simboleggia un lavoro infinito. Il tema centrale del brano è la storia del campanile di Verghera, descrivendo l'evoluzione delle sue campane dal XVII secolo fino alla fusione del 1884, motivata non solo da ragioni religiose ma anche dall'"orgoglio municipale ferito" e dall'invidia verso i paesi vicini. Infine, il narratore riflette sulla perdita delle tradizioni e dei legami familiari, lamentando la scomparsa dei nomi tradizionali a favore di nomi moderni, simboleggiando lo sbiadire dell'identità comunitaria e familiare.
 
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th055-jolanda-regina.mp3 - Il frammento audio, intitolato "Iolanda, Eva Regina," riflette sulle emozioni e le transizioni del matrimonio, iniziando con la descrizione di un quadro poetico raffigurante due giovani sposi, finalmente soli dopo le cerimonie e i festeggiamenti. Il testo poi traccia un parallelo tra gli antichi rituali nuziali, come l'introduzione della sposa nella camera accompagnata da simulacri divini e donne di vita, e la delicatezza dei costumi moderni. L'oratore si rivolge in particolare agli uomini, esortando il giovane marito a mostrare rispetto e discrezione verso l'ultima riservatezza della sposa, suggerendo che gesti di squisita sensibilità, come pregare insieme la sera delle nozze, possono cementare un'unione perfetta. Infine, il brano si conclude con una riflessione sulla potenza ideale della donna, che con il suo sacrificio e la sua dedizione porta gioia e trova consolazione nella visione della futura maternità.
 
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th056-jolanda-regina.mp3 - Questo monologo affronta il tema del tradimento e della disonestà che possono avvelenare un'unione matrimoniale, trasformando la gioia in tragedia. L'oratore sottolinea come spesso le sofferenze e i "colpi crudeli" siano provocati da imprevidenza, leggerezza o malafede, citando l'esempio di giovani donne sacrificate a uomini malati e il contrario, ovvero uomini ingannati da spose che simulano pudore. Il punto cruciale del discorso è l'obbligo morale di rivelare la verità – sia difetti fisici, infermità o colpe passate – prima di giurare fedeltà all'altare. L'autore conclude che l'amore autentico è misericordioso e può perdonare l'onestà, mentre l'amore offeso dalla menzogna può trasformarsi in un odio profondo, citando un dramma come monito.
 
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th058-mestieri-pittori-1.mp3 - Il mestiere del pittore nel tardo Medioevo, prima del Rinascimento, era considerato una vera e propria attività artigianale di bottega, molto diversa dalla moderna concezione dell'artista come individuo eccezionalmente sensibile. Questi "dipintori" lavoravano in botteghe situate nelle stesse aree urbane, come via Calzaioli a Firenze, dove operava un lavoro di squadra che coinvolgeva maestri, apprendisti e garzoni, tutti legati da contratti formali. Le botteghe si univano spesso in compagnie di dipintori, gestite in modo simile alle imprese commerciali, con un socio preminente incaricato di negoziare gli incarichi e mantenere i rapporti con la corporazione. L'apprendistato, che spesso portava alla creazione di vere e proprie dinastie di artisti, durava anni e prevedeva che il giovane vivesse con il maestro, imparando gradualmente ogni fase del processo pittorico, dalla preparazione dei materiali alla rifinitura delle opere.
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th059-mestieri-pittori-2.mp3 - Il brano descrive come la professione di pittore nel periodo tardo medievale e nel Rinascimento fosse un mestiere artigianale appreso attraverso lunghi anni di tirocinio in bottega, dove tutti partecipavano al lavoro. A differenza della concezione moderna dell'artista ispirato, i pittori lavoravano principalmente su commessa del cliente, il quale stabiliva soggetto e budget. La maggior parte del loro lavoro non consisteva in pale d'altare o affreschi ecclesiastici (sebbene queste opere siano giunte a noi), ma nella decorazione di oggetti di uso comune e quotidiano, come cassapanche, stendardi e suppellettili, alimentando un'elevata presenza di pittori nelle città. Questo forte investimento nella pittura da parte di tutti i ceti sociali è confermato anche da aneddoti letterari, come una novella del Decameron che vede protagonisti due pittori.
 
 
th060-scritture-medioevali-1.mp3 - Questo estratto discute il valore della trascrizione manuale dei testi sacri nel Medioevo, focalizzandosi in particolare sul trattato "De Laude Scriptorum" di Johannes Tritemio, abate benedettino vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Tritemio esalta l'atto materiale e spirituale dello scrivere come "opus manuale e insieme spirituale" e anticamera del paradiso, sostenendo che sia il modo più degno e utile per i monaci di impiegare il tempo, poiché rende lode a Dio e conforta gli uomini giusti. Nonostante le sue lodi per la trascrizione su pergamena, l'autore si dimostra scettico nei confronti della nuova tecnologia della stampa a caratteri mobili, considerandola "roba di carta" destinata a deteriorarsi rapidamente, un errore di valutazione che la storia successiva ha smentito. Il testo si conclude con il racconto di un miracolo che sottolinea il merito eterno dello scriba devoto e riflette sulla contraddizione tra la fede di Tritemio nella pergamena e la diffusione immediata del suo stesso trattato a stampa.
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th061-scritture-medioevali-2.mp3 -Il brano analizza la transizione storica e materiale della produzione libraria, focalizzandosi sull'epoca medievale in contrasto con l'antichità classica e l'inizio dell'era moderna. Centrali sono il legame necessario tra il libro manoscritto e la mano dello scrivente nel Medioevo, spesso un monaco in uno scriptorium, e l'importanza della pergamena come supporto scrittorio primario. Questo materiale, ricavato da pelli animali e costoso da produrre, simboleggia la ristretta diffusione della scrittura e della cultura, un mondo poi rivoluzionato dall'avvento della stampa e della carta, come evidenziato dal tentativo dell'abate Tritemio di resistere alla nuova tecnologia che portò alla differenza cruciale tra testi manoscritti e testi stampati.
 
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th062-scritture-medioevali-3.mp4 - Questo estratto audio si concentra sulle scritture medievali e sulla figura dello scriptor, l'amanuense, esaminandone l'attività attraverso il filtro dei proverbi e dei motti dell'epoca. Il testo evidenzia come la professione dello scriba fosse spesso oggetto di detti sentenziosi, poiché la loro stessa esistenza era legata alla diffusione della conoscenza scritta. Vengono presentati numerosi adagi tratti da una vasta raccolta, che offrono riflessioni umoristiche e pratiche sul mestiere, come l'associazione tra la scrittura e il bere—dove "la destra tiene la penna, l'altra è il bicchiere pieno"—o consigli sulla preparazione degli strumenti e l'importanza di rivedere il testo a causa degli "errori" frequenti nei libri. Il brano si conclude con una serie di ammonimenti e variazioni umoristiche che contrastano l'austero motto monastico del "leggi, poi prega, poi con fervore lavora" con la necessità del riposo o con la satira sui bevitori.
 
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Discussione: Amore tradimento.
 
Il tema di "Amore tradimento" è affrontato nelle fonti in modo specifico e drammatico, concentrandosi sulle dinamiche intime e sulla delusione all'interno dell'unione matrimoniale.
 
L'Ideale dell'Amore e della Devozione
L'amore nel matrimonio viene inizialmente dipinto attraverso l'immagine poetica dei novelli sposi, abbracciati castamente nel quadro intitolato Enfin Seuls (Finalmente Soli), pronti a vivere "con la loro anima del loro amore" dopo le cerimonie e gli sguardi indiscreti.
Vengono esaltate le basi per un'unione perfetta, sottolineando la necessità di rispetto e discrezione da parte del marito. Il giovane sposo, per innamorato e impaziente che sia, dovrebbe rispettare gli ultimi pudori della sua compagna e non forzarli in alcuna maniera. Un esempio di tale "squisitezza di sentimento" è lo sposo che si inginocchia accanto alla moglie, sebbene non praticante, per recitare insieme la preghiera della sera.
La donna, in questa visione, rappresenta la "potenza ideale", la cui bontà è fatta di dedizione e che "serba a sé il dolore per recare altrui la gioia". Anche nelle prove più dolorose, una donna altruista nasconde il sacrificio sotto un dolce sorriso.
 
Il Tradimento e la Coppa Avvelenata
Il tradimento e la delusione sono trattati sotto il titolo simbolico de "la coppa avvelenata". Viene citato un proverbio francese che ammonisce sul rischio che il nettere più prelibato si trasformi in veleno.
Secondo le fonti, questi colpi crudeli sono spesso causati da "l'imprevidenza, dalla leggerezza e anche dalla falsità e dalla mala fede".
Le fonti evidenziano diverse forme di tradimento o frode che possono distruggere l'amore e l'unione:
1. Infermità Nascoste (Maschili): Giovinette sacrificate a "uomini senza coscienza, affetti da infermità schifose e inguaribili".
2. Difetti Fisici Nascosti: Difetti fisici a cui sarti e ortopedici avevano rimediato e che non potevano più essere celati una volta caduto "l'ultimo velo" dell'intimità assoluta.
3. Mancanza di Purezza (Femminile): Uomini innamorati e fiduciosi che vengono ingannati (gabbati) da ragazze che sanno recitare "alla perfezione la commedia del pudore" ma che hanno già donato ad altri i "fiori della sua purezza".
Questi "matrimoni, chiamiamoli così, di frode" non sempre sfociano in tragiche conseguenze (come il suicidio della giovane sposa nella commedia Viaggio di nozze citata nella fonte), ma portano sempre "un terrore, un rimorso, un disprezzo" che possono disgregare un'unione che dovrebbe essere indissolubile fin dal primo istante.
 
Dovere e Conseguenze
La fonte sottolinea che, in presenza di infermità, imperfezioni o colpe, vi è lo "dovere strettissimo di parlare" (confidandosi magari con un medico o una madre). Il monito centrale è: "non si giuri la fede col tradimento nel cuore".
L'amore, quando è vero, è definito come "infinitamente misericordioso" e saprà comprendere, transigere e perdonare. Anzi, un atto di verità e di umiltà potrebbe avvincere di più la coppia.
Tuttavia, l'amore offeso, deluso e tradito — proprio per la sua grandezza — può "mutarsi improvvisamente in un gran bracere di odio".
 
 
 
Discussione: Matrimoni frode.
 
Il concetto di "matrimoni di frode" viene esaminato nelle fonti in relazione al tema più ampio della "coppa avvelenata", descrivendo quelle unioni che nascono su basi di inganno e di mala fede, trasformando un potenziale "nettere prelibato" in veleno.
Questi "colpi crudeli" che avvelenano l'amore sono imputati a cause come l'imprevidenza, la leggerezza, la falsità e la mala fede.
 
Le Manifestazioni della Frode
La frode matrimoniale si manifesta attraverso l'occultamento di verità essenziali riguardanti la persona che si sposa, impedendo che l'unione sia "indissolubile" fin dal primo istante.
 
Le fonti identificano tre tipi principali di frode:
1. Infermità e Malattie (Maschili): Vengono descritte come infermità "schifose e inguaribili". Povere giovinette venivano sacrificate a uomini "senza coscienza" affetti da tali patologie.
2. Difetti Fisici Nascosti: Si riferisce ai difetti fisici che erano stati corretti o celati da sarti e ortopedici e che non potevano più essere tenuti nascosti "quando cadde l'ultimo velo" dell'intimità assoluta.
3. Mancanza di Purezza (Femminile): Uomini innamorati e fiduciosi venivano ingannati (gabbati) da ragazze che erano in grado di recitare "alla perfezione la commedia del pudore", ma che avevano già ceduto ad altri i "fiori della sua purezza".
 
Conseguenze e Dramma
Sebbene non tutti questi "matrimoni, chiamiamoli così, di frode" abbiano conseguenze tragiche dirette, le fonti sottolineano che tutti portano inevitabilmente "un terrore, un rimorso, un disprezzo" in grado di disgregare l'unione.
Viene citata la commovente commedia Viaggio di nozze di Giannino Antonia Traversi, dove la situazione è drammatica: il marito si accorge dell'inganno e la giovane sposa, non potendo sopportare la vergogna e il dolore dell'abbandono, si uccide.
 
Il Dovere della Verità
In presenza di infermità, imperfezioni o colpe, le fonti impongono un "dovere strettissimo di parlare". Si consiglia di confidarsi con un medico o con la propria madre, utilizzando i mezzi più delicati. Il principio morale fondamentale è "non si giuri la fede col tradimento nel cuore".
L'amore, se è autentico, viene definito "infinitamente misericordioso" e può perdonare, transigere e comprendere. L'atto di umiltà e di realtà potrebbe persino avvincere la coppia di più. Tuttavia, un amore offeso, deluso e tradito può, proprio per la sua grandezza, "mutarsi improvvisamente in un gran bracere di odio".
 
 
Discussione: Visita medica.
 
Il tema della "Visita medica" emerge nelle fonti principalmente in un contesto morale e sociale molto specifico: la preparazione al matrimonio e la prevenzione dei "matrimoni di frode".
 
La Proposta di una Visita Medica Perentoria
Il desiderio di rendere obbligatoria la visita medica viene espresso da un "medico intelligente quanto originale" in relazione al dramma del tradimento coniugale e della "coppa avvelenata".
Questo medico avrebbe voluto "poter obbligare tutti gli uomini e le donne in procinto di unirsi a una visita medica perentoria".
Lo scopo di tale misura non era semplicemente sanitario, ma etico e preventivo, per evitare le "terribili rivelazioni che può dare la prima ora dell'intimità assoluta".
Le fonti evidenziano che tali frodi matrimoniali erano spesso causate dall'occultamento di condizioni gravi o vergognose:
1. Infermità Maschili: Giovinette venivano sacrificate a "uomini senza coscienza, affetti da infermità schifose e inguaribili".
2. Difetti Nascosti: Difetti fisici corretti da sarti e ortopedici che non potevano più essere celati una volta caduto "l'ultimo velo".
3. Colpe Morali: Ragazze che recitavano la "commedia del pudore" pur avendo già donato ad altri i "fiori della sua purezza".
In tutti questi casi di infermità, imperfezione o colpa, la fonte ribadisce il "dovere strettissimo di parlare". Si suggerisce di confidarsi con "un medico" o con la madre, impiegando i mezzi più delicati, ma soprattutto di "non si giuri la fede col tradimento nel cuore". L'amore autentico è visto come "infinitamente misericordioso" e capace di perdonare, ma la verità deve essere rivelata.
 
Altri Riferimenti alla Sfera Medica
Sebbene la proposta di una visita medica obbligatoria per il matrimonio sia l'unica menzione esplicita del concetto, le fonti contengono altri riferimenti al ruolo dei medici, alle malattie e alle cure:
• Farmacopea e Salute Popolare: Si menziona l'uso di rimedi casalinghi e tradizionali, parte della "farmacopea contadina". Per disturbi lievi (affezioni erano di lieve entità), si facevano bere dei decotti (cotti) ottenuti bollendo ortiche (ortiche), bisi e barbe del grano turco (barbe del garno turco).
• Integratori e Cibo: L'"oli merlus" (olio di fegato di merluzzo) è ricordato come il ricostituente per eccellenza, somministrato ai bambini all'asilo. Ai bambini veniva anche somministrato lo "sciroppo famel" specifico contro la tosse e la bronchite leggera.
• Diagnostica Storica: In una novella del Decameron citata, si fa riferimento al fatto che i medici assaggiavano (sorseggiavano) l'orina dei malati per analizzare la glicemia.
• Organizzazioni Professionali: Nella Firenze trecentesca, i pittori (dipintori), pur essendo artigiani, erano inquadrati nell'"arte dei medici speziali" (corporazione).
• Personaggi Noto: Viene menzionato il "medico poeta Giovanni Reiberti" in relazione ai proverbi sui pranzi natalizi.
 
 
 
Discussione: Conseguenze tragiche.
 
Le conseguenze tragiche sono illustrate nelle fonti principalmente in due contesti distinti: le dinamiche intime e morali del matrimonio basato sulla frode e gli effetti devastanti degli scontri militari.
1. Conseguenze Tragiche nel Contesto Matrimoniale (Matrimoni di Frode)
Le fonti discutono i cosiddetti "matrimoni di frode", unioni basate sull'inganno o l'occultamento di gravi verità (come infermità schifose e inguaribili, difetti fisici nascosti, o la mancanza di purezza). Tali frodi hanno la potenzialità di trasformare il "nettere più prelibato" in veleno.
 
La conseguenza più estrema di questi inganni è la morte:
• Suicidio per la Vergogna: Viene citata la drammatica situazione della commedia Viaggio di nozze di Giannino Antonia Traversi. In questo caso, il marito scopre l'inganno e la giovane sposa, incapace di resistere alla vergogna e al dolore causati dal suo abbandono, "si uccide".
Sebbene non tutti i matrimoni di frode conducano a queste conseguenze tragiche dirette, le fonti sottolineano che essi portano sempre a una distruzione dell'unione attraverso un profondo danno psicologico ed emotivo:
• Disgregazione Emotiva: Essi portano invariabilmente "un terrore, un rimorso, un disprezzo" che possono disgregare l'unione sin dal primo istante.
• Trasformazione dell'Amore in Odio: L'amore vero, sebbene sia descritto come "infinitamente misericordioso" e capace di perdonare, se offeso, deluso e tradito, può "mutarsi improvvisamente in un gran bracere di odio".
 
2. Conseguenze Drammatiche nel Contesto Militare
Le fonti descrivono le conseguenze della battaglia di Magenta, evidenziando il caos, la violenza e la morte che ne derivarono:
• Vittime e Feriti: Dopo la battaglia di Magenta, mentre la notte era inoltrata e il cannone non aveva ancora smesso di brontolare in lontananza, passarono i "primi fugiaschi e i primi feriti".
• Scena di Distruzione: I bustesi che si aggiravano per le campagne il mattino dopo la battaglia si trovavano in mezzo a feriti "che urrano e ai morti che ingombrano strade e fossati".
• Sepoltura e Raccolta dei Corpi: La vista della morte e delle ferite sparse ovunque induceva molti dei locali ad adoperarsi per la "raccolta e per la sepoltura".
• Disorganizzazione e Fuga: Si menzionano i soldati costretti ad abbandonare le strade per gettarsi attraverso i campi a causa delle strade ingombre di carriaggi che ostacolavano la marcia delle divisioni. Vengono citati gli Austriaci, descritti come "formidabili vecchi soldati," che tentarono disperatamente di salvare l'onore.
 
3. Conseguenze di Minore Entità, ma Significative
Le fonti menzionano anche altre conseguenze negative, sebbene non letali:
• Pena Morale Tradizionale: Nelle tradizioni legate alla notte di San Silvestro, le ragazze che non correvano subito a casa dopo il tedeum rischiavano, secondo le nonne, di essere colpite dalla "stanga dei San Silvester" che bastonava "le fanciulle che non si erano ancora coricate".
• Degrado Sociale: L'abolizione delle attività ricreative (ludico) in un villaggio, sebbene porti a un risparmio economico, rischia di trasformare i residenti in "zombie," privi di qualcuno che li rianimi.
 
 
 
Discussione: Dovere parlare.
 
Il concetto di "dovere parlare" è trattato nelle fonti con estrema enfasi in un contesto morale e intimo, specificamente in riferimento alla necessità di onestà e trasparenza prima di contrarre matrimonio, per evitare i cosiddetti "matrimoni di frode".
Nelle situazioni in cui l'unione potrebbe essere avvelenata dalla frode ("la coppa avvelenata"), è considerato un obbligo morale imprescindibile rivelare la verità.
 
L'Obbligo Morale
Le fonti stabiliscono che, in tutti i casi che coinvolgano verità nascoste, vige un "dovere strettissimo di parlare".
Questo dovere si applica indistintamente in presenza di:
1. Infermità: Malattie gravi (come le "infermità schifose e inguaribili" di uomini "senza coscienza").
2. Imperfezione: Difetti fisici che sono stati nascosti o rimediati da sarti e ortopedici e che non possono più essere celati nell'intimità.
3. Colpa: Passate mancanze, come l'aver già donato ad altri i "fiori della sua purezza" pur sapendo recitare "alla perfezione la commedia del pudore".
Il monito centrale è perentorio: "non si giuri la fede col tradimento nel cuore".
 
Come Assolvere il Dovere
Per assolvere a questo dovere, le fonti suggeriscono di procedere con la massima delicatezza:
• Ci si deve confidare con "un medico".
• Ci si deve confidare con "una madre".
• È necessario impiegare i "mezzi più delicati".
L'obiettivo è evitare di andare all'altare con "queste nascoste vergogne", le quali, se rivelate dalla "prima ora dell'intimità assoluta," possono generare un "terrore, un rimorso, un disprezzo" e disgregare l'unione.
La Reazione all'Onestà
Le fonti offrono una visione ottimistica riguardo alla reazione di un amore sincero alla verità rivelata con umiltà:
• L'amore, "quando è vero," è definito come "infinitamente misericordioso".
• L'amore saprà "compre[n]dere, transigere per perdonare".
• L'atto di "realtà e di umiltà" della persona che si confida potrà persino "avvincere di più" la coppia.
Al contrario, la mancanza del "dovere di parlare" e il conseguente tradimento portano l'amore offeso a "mutarsi improvvisamente in un gran bracere di odio".
 
 
 
 
 
Discuss Scritture medievali.
 
Le scritture medievali sono un argomento centrale nelle fonti, definite non solo dal contenuto dei testi, ma soprattutto dai materiali, dalle forme e dal ruolo spirituale e sociale dello scriptor (scrivano).
 
Materiali e Forma del Libro Medievale
Il Medioevo occidentale, specialmente l'Alto Medioevo, è caratterizzato da una drastica riduzione della varietà di supporti scrittori rispetto al mondo classico, e dal consolidamento di materiali specifici:
1. La Pergamena (Il Supporto):
    ? La pergamena è il supporto scrittorio per eccellenza nel Medioevo occidentale, essenzialmente fino a tutto il X secolo, quando la carta (arrivata dalla Cina tramite l'impero musulmano) cominciò a diffondersi, sebbene inizialmente non fosse apprezzata per la sua resistenza inferiore.
    ? Si otteneva dalle pelli di diversi mammiferi, principalmente ovini (pecore) e caprini, e vitelli.
    ? La preparazione era laboriosa e costosa: la pelle veniva liberata dal pelo e dalla carne, immersa in frequenti bagni di calce, lavata, tesa, lasciata asciugare al sole e infine levigata con pietra pomice.
    ? Molto spesso si notavano differenze tra i due lati della pergamena: il lato esterno (corrispondente alla parte del pelo) era più ruvido e giallastro, mentre il lato interno (carne/derma) era più liscio, morbido e tendente al bianco.
    ? Poiché la pergamena era materiale costoso e non facile da procurarsi (specialmente in un'epoca di ridotti scambi di beni di lusso), la produzione e conservazione della cultura nel Medioevo passava attraverso la macelleria.
    ? A seconda del formato, un singolo codice poteva richiedere la pelle di moltissimi animali. Ad esempio, il gigantesco Codex Amiatinus (7°-8° secolo, 518 fogli) richiese 58 pecore.
2. Il Codice (La Forma):
    ? La forma del libro tipica del Medioevo era il codice.
    ? I fogli di pergamena venivano tagliati e piegati a metà per formare fascicoli, detti quaterni (solitamente costituiti da quattro fogli).
    ? Più fascicoli cuciti insieme e protetti da una coperta (spesso assi di legno rivestite di cuoio) costituivano il codice.
 
Lo Scriptor e l'Ufficio dello Scrivere
Il legame necessario tra il libro, come potente mezzo di trasmissione culturale, e la mano di un individuo scrivente (spesso un monaco che lavorava in uno scriptorium monastico) è definito come il "dato medievale".
L'attività di scrittura era elevata a un'altissima dignità spirituale e manuale:
• Elogio della Scrittura: L'abate benedettino Johannes Tritemio (vissuto tra il 1462 e il 1516) scrisse il De Laude Scriptorum (1492), un elogio altissimo del lavoro manuale di scrittura dei codici in pergamena, descrivendolo come un opus manuale e spirituale, anticamera del paradiso.
• Merito e Fede: Per il monaco, non c'era modo migliore o più alto di passare il tempo dell'officium scrivendi (l'attività dello scrivere). Lo scriptor devotus lodava Dio, confortava gli uomini giusti, correggeva i peccatori e faceva lieti gli angeli. Si riteneva necessario che i monaci si applicassero diligentemente a scrivere, poiché le divine scritture non potevano essere lette se prima non erano state scritte.
• Miracolo della Devozione: L'autore (Tritemio) racconta il miracolo di un monaco che dedicò la sua vita a scrivere libri: anni dopo la sua morte, durante la riesumazione, mentre il resto del corpo era ridotto a scheletro, le tre dita della mano destra con cui aveva scritto furono trovate integre e incorrotte.
• Proverbi dello Scrivano: L'attività dello scriptor era oggetto di proverbi, come: "La destra tiene la penna, l'altra è il bicchiere pieno. Si scrive e si beve. Solo così il lavoro procede bene". Altri motti suggerivano di temperare spesso la penna per scrivere bene e avvertivano che i libri sono pieni di errori.
 
Scrittura al di Fuori del Libro
Mentre il libro era l'oggetto principale della scrittura monastica e culturale, l'attività di scrittura a mano aveva ancora ampi spazi di applicazione al di fuori dei codici, come nei:
• Documenti dei notai.
• Registri dei conti e dell'amministrazione.
• Lettere e scrittura individuale privata.
 
Il Conflitto tra Manoscritto e Stampa
La necessità della scrittura manuale nel Medioevo era dovuta al fatto che "non c'era altro modo di scrivere libri se non con la mano e con la penna".
L'opera di Johannes Tritemio (De Laude Scriptorum), scritta nel 1492, rappresenta un "tentativo estremo di fronteggiare il nemico" che era la stampa a caratteri mobili, nata 44 anni prima a Magonza.
• Tritemio sosteneva che la stampa fosse inefficace ed effimera, definendola "roba di carta" che si sarebbe consumata rapidamente. Egli scommetteva che un libro stampato avrebbe potuto durare al massimo 100, o 200 anni.
• Egli preferiva la pergamena per la sua durata.
• L'abate umanista si sbagliava: poco dopo, i libri manoscritti, già in minoranza alla fine del 400, cedettero definitivamente il passo a quelli stampati. Infatti, i destini della Riforma di Lutero furono strettamente legati alla nuova tecnica di stampa.
 
La Condizione degli Artigiani (Pittori/Scrivani)
In epoca tardo medievale, figure che oggi chiameremmo artisti, come il pittore (dipintore), erano considerati artigiani. Similmente, l'attività dello scrivano era vista come un lavoro manuale oltre che spirituale.
A Firenze nel Trecento, i pittori erano inquadrati nell'"arte dei medici speziali" (corporazione). Anche se non si parla direttamente delle corporazioni degli scriptores, il pittore, come l'artigiano del manoscritto, lavorava in bottega (o scriptorium), operando secondo ritmi e criteri comuni al mondo del lavoro.
 
 
Discussione: Scriptor proverbi.
 
Le figure dello scriptor (scrivano o copista) e l'attività stessa della scrittura e della lettura furono abbondantemente oggetto di proverbi, motti e giochi di parole nel Medioevo.
Questa frequenza è spiegata dal fatto che tali frasi sentenziose sono conosciute in quanto scritte e tramandate nei libri. Gli scribi (scribi), in particolare nelle note conclusive dei codici (colofoni), potevano elaborare riflessioni sulla loro attività.
I seguenti proverbi, tradotti dal latino, sono stati tratti dal vasto repertorio di Hansen Walter, Proverbia sententiae aquae latinatismiavi:
 
Proverbi sul Lavoro e lo Scriptor
• Scrittura e Riposo: "La destra tiene la penna, l'altra è il bicchiere pieno. Si scrive e si beve. Solo così il lavoro procede bene".
• Condizione dello Scrivano: L'abate Johannes Tritemio, in un elogio dello scriptor, riportava una massima secondo cui lo scriptor devotus non deve lasciarsi andare quando i fogli sono umidi di inchiostro o quando la testa comincia a oscillare per la stanchezza, ma deve farsi forza pensando al buon merito che sta guadagnando presso i posteri e con Dio.
• Volubilità: I soggetti che la fonte identifica come volubili sono "Cantanti, scrittori, belle donne". Le loro caratteristiche che li rendono tali sono "La voce, la mano, la bellezza".
• Preparazione della Penna: Un motto, che si raccomanda per essere un perfetto esametro virgiliano, consiglia: "Tempera spesso la tua penna se vuoi scrivere bene".
 
Proverbi sugli Errori e i Libri
• Piena di Errori: Se si deve leggere a voce alta un testo, bisogna esaminarlo prima di leggerlo, "perché i libri sono pieni di errori".
• Valore del Libro: Si afferma che "Dai fatui i libri son trattati ovunque sordidamente" (i libri sono trattati in modo sordido dai fatui), mentre "L'illetterato lui li tratta come perle".
 
Motti e Massime Monastiche
Oltre ai proverbi sull'attività fisica dello scrivere, esistono motti che delineano l'atteggiamento spirituale e pratico del monaco scriptor:
• L'Ordine della Giornata: Un'austera massima monastica suggerisce l'ordine delle attività: "Leggi, poi prega, poi con fervore lavora, poi contempla, poi medita le scritture, così ti sarà lieve la fatica e il tempo passerà velocemente".
• La Necessità del Riposo: Una variante di questo motto, introdotta da uno "spirito allegro" che modificò l'ultimo verso, aggiungeva: "Poi fai un riposino perché altrimenti morirai, finirai per morirne".
• Il Dovere di Scrivere: Un principio fondamentale per i monaci era che se le divine scritture non possono essere lette se prima qualcuno non le ha scritte, allora è utile e necessario che i monaci si applichino diligentemente a scriverle nei loro cenobi.
• Contrasto con l'Alcol: Esisteva una serie che ridicolizzava i bevitori: "Chi berrà molto si ridurrà sempre a un idiota". Sostituendo scribit (scrive) con bibit (beve), si otteneva una parodia dei nostri eroi (gli scribi).
 
Scrittura e Illuminazione
• Luce e Supporto: Esisteva un motto pratico relativo all'illuminazione durante la scrittura: "Se scrivi su tavolette [cerate] [la luce deve stare a destra]. Le pergamene invece vogliono avere la luce a sinistra".
 
 
 
 
 
Discussione: Penna bicchiere.
 
Certamente. Il tema "Penna bicchiere" è trattato nelle fonti attraverso un proverbio medievale che riflette l'attitudine e le condizioni di lavoro dello scriptor (scrivano o copista).
Questo proverbio, tradotto dal latino e fac le condizioni di lavoro dello scriptor (scrivano o copista).
Questo proverbio, tradotto dal latino e facente parte di una raccolta più ampia di motti e frasi sentenziose medievali, mette in luce un aspetto pratico e umano del lavoro di copiatura dei codici.
 
Il Proverbio
Il proverbio recita:
"La destra tiene la penna, l'altra è il bicchiere pieno. Si scrive e si beve. Solo così il lavoro procede bene".
 
Significato e Contesto
Questo motto fa parte di quel repertorio di proverbi che erano spesso elaborati dagli stessi scribi e tramandati nei libri (in particolare nei colofoni) come riflessioni sulla loro attività.
Esso suggerisce che il lavoro manuale e spirituale della scrittura, pur essendo un opus manuale e un'anticamera del paradiso secondo l'elogio di Johannes Tritemio, era faticoso. Per sostenere la concentrazione e la fatica — e forse per affrontare il tedio della copiatura — lo scrivano cercava conforto nel bere.
Il proverbio sul bere e scrivere è posto in contrasto con le austere massime monastiche, che invece proponevano una sequenza rigorosa di attività spirituali e di lavoro per rendere la fatica lieve e far passare velocemente il tempo: "Leggi, poi prega, poi con fervore lavora...".
Esisteva anche una serie di motti che ridicolizzava i bevitori ("Chi berrà molto si ridurrà sempre a un idiota"), e gli scribi talvolta parodiavano sé stessi semplicemente sostituendo il termine scribit (scrive) con bibit (beve), dimostrando una consapevolezza ironica della propria tendenza [7o].
Il proverbio evidenzia, quindi, una visione realistica del mestiere dello scriptor, bilanciando la sua alta dignità spirituale con la necessità di trovare sollievo durante il lungo e faticoso compito di copiare le scritture su pergamena.
 
 
 
 
Discussione:  Errori libri.
 
Certamente. Il tema degli "Errori libri" (errori nei libri) è affrontato nelle fonti in riferimento alla produzione e alla lettura dei testi, in particolare nel contesto della tradizione manoscritta medievale.
 
La Natura degli Errori nei Libri
La fonte riporta un proverbio che testimonia la consapevolezza, tra gli scrivani e i lettori, dell'alta probabilità di trovare imperfezioni nei testi scritti a mano:
• Diffusione degli Errori: Se si deve leggere a voce alta un testo, si raccomanda di "esaminano prima di leggerlo, perché i libri sono pieni di errori".
Questo motto, che fa parte del repertorio di proverbi e sentenze che gli scribi elaboravano (spesso nei colofoni dei codici), riflette la realtà della copiatura manuale, un'attività faticosa e soggetta a sviste.
 
Precauzioni nella Lettura
Il proverbio stesso non solo constata l'esistenza degli errori, ma offre anche un consiglio pratico per mitigarne l'impatto durante la lettura pubblica:
• Necessità di Esaminare: È fondamentale "esaminare" il testo prima della lettura a voce alta, proprio a causa del fatto che "i libri sono pieni di errori".
 
Il Ruolo dello Scrivano
Sebbene la fonte non entri nello specifico dei meccanismi di errore (omissioni, ripetizioni, fraintendimenti), essa descrive il contesto in cui lo scriptor operava:
• Fatica e Condizioni di Lavoro: L'attività dello scrivere era considerata un opus manuale e spirituale, ma era anche estenuante. Lo scriptor devotus doveva farsi forza anche quando "la testa comincia a oscillare per la stanchezza". Questa fatica fisica suggerisce un ambiente propizio all'introduzione di errori nel testo.
• Consigli per la Scrittura: Per migliorare la qualità del lavoro e, implicitamente, ridurre gli errori, esisteva un motto che consigliava: "Tempera spesso la tua penna se vuoi scrivere bene".
 
Il Conflitto tra Manoscritto e Stampa
La diffusa presenza di errori nei manoscritti potrebbe essere implicitamente collegata al tentativo estremo dell'abate Johannes Tritemio (vissuto tra il 1462 e il 1516) di difendere il codice in pergamena contro la nascente stampa a caratteri mobili.
• Tritemio, pur sbagliando "dalla grossa" sul futuro del manoscritto, sosteneva che la stampa fosse "roba di carta" e che i libri stampati sarebbero durati al massimo 100 o 200 anni.
• Egli esaltava la pergamena per la sua resistenza. Tuttavia, sebbene la pergamena garantisse la durata fisica del supporto, non eliminava la possibilità di errori generati dalla copiatura manuale, una debolezza che la stampa (nonostante le sue nuove sfide) avrebbe in parte mitigato tramite la standardizzazione dei testi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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