IGIENE - Alimenti.
Gli alimenti sono necessari non solo a riparare le perdite cui va continuamente soggetto il nostro corpo, ma ben anche a dargli conveniente ristoro e favorirne lfaccrescimento.
Cotesto vel sapevate, non cfe dubbio; ma cio chfio vorrei vi ficcaste bene in mente sono le idee che ne andro desumendo.
Gli alimenti sono indispensabili, ma fa malissimo ed insidia la propria salute chi ad ogni tratto si ciba senza prima dar luogo a conveniente digestione. Ho gia detto altrove, e mamma Margherita che e qui presente, deve ricordarsene, che ai bambini non si deve buttare in corpo ad ogni momento ora questa cosuccia ora questfaltra, imperocche, cosi facendo, lo stomaco va in rovina, e la salute corre al precipizio. Or bene, quello che io dissi dellfeta infantile deve essere ne piu ne manco ripetuto a voialtri adulti. Ricordate che non si vive di cio che si mangia, ma di cio che si digerisce; egli e questo un vecchio proverbio che ha sempre avuto ragione. Io ho conosciuto certi crapuloni, i quali, nati veramente per mangiare, si arrabbattavano tutto il di per !spigolare qua e la un bocconcino prelibato, curanti meglio del senso del gusto che della importantissima funzione dello stomaco. Vidi parecchi di questi eterni mangiatori impallidire, dimagrare, indebolirsi e, a poco a poco, finirla asciutti e consunti.
Perche codesto? Perche l'organo destinato alla digestione, dopo essere stato pazzamente disturbato ed affaticato, ammalo lentamente, e trasse il crapulone al sepolcro.
La fame e il vero termometro per ben digerire cio che si mangia, posto, ben inteso, che le sostanze ingerite non siano ribelli aile forze del ventricolo.
Dunque quando fate il vostro pasto (regola generale) interrogate prima lo stomaco. La fame ci fa anche parere i cibi maggiormente gustosi.
Ci fu taluno che, a favorire lo stimolo dell'appetito, ricorre sistematicamente a sostanze spiritose o irritanti; pessimo uso. Con cosi fatte materie, liquide o solide che sieno, si genera spesso uno stimolo che puo' parere appetito, ma vero appetito non e'. Questo deve svilupparsi spontaneo, o provocato dal lavoro, dalle corse ed altri simili mezzi.
Rispettate le abitudini del vostro ventricolo come appunto fareste di un oriuolo che caricate ad ore determinate.
Protrarre di molto il digiuno quando vi travaglia imperiosamente la fame, gli e' errore grossolano che puo tornarvi di nocumento, imperocche lo stomaco, rimasto troppo a lungo privo di sostanze alimentari, infiacchisce e da luogo ad incomodi locali e generali. Cotesto avviene in !special modo delle persone di gracile costituzione, nelle quali il bisogno di ristoro e piu urgente, ed il difetto di cibo puo' dare origine a maggiori disordini. Se accada pero' che qualcheduno di voi altri, per qualsivoglia cagione, abbia protratto soverchiamente il digiuno, e poi si faccia a mangiare, non dimentichi di essere assai parco nel vitto, imperocche' lo stomaco gia' indebolito non potrebbe sopportare il peso di molte sostanze, e ne risulterebbero dolori di capo, peso al ventricolo, nausee, vomiti ed altri malori.
Io non staro' a dirvi, come alcuni dotti hanno preteso di poter fare, quante volte al giorno dobbiate mangiare, e, tanto meno, pesarvi le quantita' di sostanze da introdurre nel vostro stomaco. I ragazzi, i giovanetti, sentono piu' vivamente e piu' spesso il bisogno di cibarsi; l'organo destinato alle funzioni digestive agisce in loro con grandissima attivita', il loro corpo deve crescere e svilupparsi fino alle proporzioni assegnate dalla natura; quindi intolleranza di prolungati digiuni ed assoluta necessita di pasti piu' frequenti. Nelle grandi carestie i fanciulli sono sempre i primi a rimanere vittime del desolante flagello.
Gli adulti, gli uomini fatti, quanto piu' alacremente lavorano, tanto meglio devono riparare alle perdite.
L'agricoltore, il minatore, il fabbroferraio ed altri artefici di simil genere che affaticano ruvidamente le membra asperse del loro sudore, questi uomini cos'i utili, cosi' operosi hanno bisogno di piu' abbondante alimento. Quanto alle persone che pochissimo o nulla faticano, e menano vita sedentaria o, peggio ancora, oziosa, provano assai meno il fastidio della fame ; onde che esse devono cibarsi piu parcamente se non vogliono soggiacere alla comparsa di rilevanti malori. E assai popolare nei libri della nostra scienza la storiella del celebre patrizio veneziano Cornano, il quale si fece una legge di non porre mai ostacolo alle funzioni digestive, dal cui regolare andamento risulta la sanita'. Si narra che il Cornano sia vissuto dai quaranta fino quasi ai cento anni non altro introducendo ogni giorno nel suo stomaco se non diciannove oncie di sostanze solide e sedici oncie di liquide.
Tre pasti al giorno, quali vengono adottati dalla maggior parte degli operai in Italia e fuori, sono consentanei alle buone regole dell'igiene domestica. Il pasto e alternato al lavoro per modo che quando il corpo comincia a sentire indebolimento per le durate fatiche, ha subito col cibo utile e gradito ristoro.
Accade talora che quando stiamo per prendere cibo e che lo stomaco da segno di essere preparato a riceverlo, improvvisamente siamo colpiti da una qualche cattiva notizia, da vivo spavento, da tormentosa ansieta; talvolta ci e giuocoforza affrontare lfira altrui, tal altra siamo fatti segno ad una ingiustizia che ci esalta e ci opprime; in questi econsimili casi non abbiate alcuna premura di prendere cibo o fatelo assai parcamente; lasciate che la testa si calmi, che l'ira sbollisca, e poi cibatevi a vostro talento. Non osservando questi precetti, potreste suscitarvi qualche febbracciagastricobiliosa capace di trarvi a gravissime conseguenze.
Conosco chi, dopo aver mangiato, se ne va bellamente a dormire. Non lodo e non lodero' mai cotesta abitudine.
Chi non e' destinato, come voialtri, a lavorare, stia un pochino in riposo, ma poscia si muova e passeggi, non senza avvertire che corse rapide e molto faticose possono tu rbare le funzioni digestive, appunto come le intense occupazioni mentali e gli studi profondi.
L'operaio riprenda il suo lavoro; procuri di rispettare il proprio dovere ed in una la propria sanita', cioe', lavori, ma non faccia gravi fatiche subito dopo il pasto. Molti artigiani, ad ovviare a seri inconvenienti, provvedono piu' copiosamente alle esigenze dello stomaco sul far della sera, quando il corpo ha compiuto l'opera sua giornaliera. A questo proposito non istaro' in forse dallo avvertirvi che, appena finita la cena, non sarebbe punto conveniente che andaste senz'altro a letto. Un vecchio adagio ci ricorda che dopo la cena e necessario un po' di moto.
Certi addottrinati, certi filosofi, si fecero ad assegnare agli uomini meglio un alimento che l'altro, dimentichi affatto della grande verita che cio' che a questi piace e giova, a quell'altro spiace e torna dannoso.
Vi fu chi pretese sostenere che 'uomo non dovrebbe mai alimentarsi se non di sostanze vegetali, ed il celebre Pitagora stabili e detto leggi in appoggio di questa tesi. Ma, mentre il dabben uomo sbracciavasi a persuadere la Grecia che le carni pervertivano il corpo e lo spirito umano i popoli continuavano ad arrostire pesci e capretti. Come e' naturale, non manco chi, osteggiando furiosamente la dottrina pitagorica, alzo' opposta bandiera, e dando fostracismo ai cavoli ed alle barbabietole, si getto' capofitto nel regno animale, e ne sostenne l'esclusivita come alimento.
Ma cotesto sistema, non meno fallace, ebbe ugual sorte del primo.
L'uomo, re degli esseri creati, e nato fatto per cibarsi delle produzioni che appartengono tanto al regno animale quanto al regno vegetale , e molteplici esperienze insegnano che l'individuo che facesse uso esclusivo, vuoi di vegetali, vuoi di sostanze animali, cospirerebbe lentamente contro la propria sanita'.
Egli e' percio' che io, senza tener conto delle infinite divisioni che gli igienisti fanno degli alimenti, li distinguero semplicemente in anim li e vegetali.
In cima alla grande serie degli alimenti animali sta la carne di bue, la quale e molto succulenta e consta di sostanze assai nutritive; anche le carni di vacca , tuttoche' inferiori a quelle di bue , sono atte a dar forza ad individui robusti e dediti al lavoro. Il vitello somministra cibo piu tenero e piu digeribile; suolsi adoperare singolarmente per uso di ammalati o di persone nelle quali le forze digestive sieno assai deboli.
Le carni di maiale sono per alcuni facilmente digeribili, per altri invece tornano molto gravose; del resto nutriscono assai, e voialtri operai, educati alle fatiche, potete a quando a quando cibarvene, in ispecie nelle stagioni autunnale ed invernale, senza tema di andare incontro a sconcerti.
Parlando degli animali cui si da il nome di domestici, non dimenticheremo l'agne lo e la capra . Preferite sempre il primo , perche tenero e , per la maggior parte degli individui, di agevole digestione; la capra invece fornisce carne piu dura, piu insipida e meno assimilabile.
Si fecero ripetute esperienze intorno all'adottare per uso domestico la carne di cavallo, ne mancano popoli che la cucinano e se ne nutriscono gustosamente. Forse la ripugnanza che ora sentiamo per le carni cavalline e dipendente meglio dall'abitudine che abbiamo di non cibarcene che non dalla qualita' delle carni medesime; le quali non sono n'e dure, ne' insipide, ne' pesanti allo stomaco.
Quando l'eroica e sventurata Ve' nezia era assediata dagli Austriari travagliata dal cholera, e sfinita dalla fame, gli arditi e generosi difensori di quella gran Mendica furono costretti a cibarsi di carni cavalline, ne la storia ci dice che siano loro tornate nocive.
(Continua) D. Chiossone.