Varano Borghi
Luogo: Varano Borghi (Varese)
Varano Borghi (Varàn in dialetto varesotto e semplicemente Varano fino al 1906) è un comune italiano di 2.383 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Società Evoluzione demografica 146 nel 1751 239 nel 1805 annessione a Ternate nel 1809 456 nel 1853 Abitanti censiti Amministrazione Giunta comunale Sindaci dal 1945
Trasporti Ferrovie Stazione ferroviaria di Ternate-Varano Borghi lungo la linea ferroviaria Milano-Luino.
Strade Da Varano Borghi passano le strade provinciali N° 18 Vergiate-Bardello e N° 53 Varano Borghi-Cazzago Brabbia.
Varano Borghi dista inoltre 6 km dalla Strada Statale N°33 e dall'uscita Sesto Calende-Vergiate dell'autostrada A8⁄A26.
Sport Calcio La principale squadra di calcio della città è l' Associazione Sportiva Varano Borghi Calcio che milita nel girone B varesino di 3ª Categoria.
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La fabbrica tessile
Fabbrica Varano Borghi
Tra il 1900 e il 1904 lo stabilimento venne creato, ristrutturato e completato da un nuovo corpo di fabbrica commissionato da Luigi Borghi allo studio di architettura svizzero Sequin-Knobel. Al corpo di fabbrica originario (un antico mulino detto di Pasquale, dove era collocata la tintoria) vennero aggiunti nuovi edifici dove trovarono spazio la filatura, le camere delle corde, i forni, i rustici, la stalla per ricoverare gli animali e una piccola caserma per il corpo privato di vigili del fuoco. Per consentire una migliore illuminazione diurna, buona parte dei nuovi reparti venne dotata di copertura "a shed"; i piani vennero invece realizzati con un sistema di volte in mattoni. Ai piedi della collina su cui sorgeva la villa padronale vennero invece eretti i serbatoi dell'acqua: tre torri a base quadrata innestate su un capannone a tre livelli scandito da ampie finestre.
L'inaugurazione del nuovo complesso avvenne l'8 settembre 1904 alla presenza della famiglia Borghi, di autorità politiche (i senatori Ernesto De Angeli e Giulio Adamoli il deputato Angelo Lucchini, il prefetto e il sottoprefetto[di quale prefettura?]) ed esponenti dell'industria del Varesotto (quale il barone Costanzo Cantoni).
L'opificio era collegato alla stazione di Ternate-Varano Borghi mediante una ferrovia a scartamento ridotto, onde agevolare il trasporto della materia prima (cotone greggio) e dei prodotti finiti.
Tale impianto è stato modificato allorché, esaurita la funzione originaria, i capannoni sono stati occupati da nuove aziende, le quali per proprie necessità hanno aggiunto nuovi corpi edilizi e costruzioni prefabbricate.
Villa Borghi
Alcuni storici[Quali?] hanno ritenuto che la villa sorgesse su un antico castello di cui rimaneva traccia nel salone principale, corrispondente alla sala del castello che si sarebbe conservata nonostante le trasformazioni avvenute. Il restauro, che ha indagato a fondo sui materiali utilizzati nella costruzione, non ha però rinvenuto strutture difformi che potessero avallare questa ipotesi. Quel che è certo è che la villa è il risultato di una serie di rielaborazioni, avvenute dalla metà del XIX secolo in poi, di un edificio più antico.[5] L'aspetto lo si deve a un primo restauro realizzato dall'architetto milanese (ma varanese di origine[5]) Paolo Cesa Bianchi[5] tra il 1860 e il 1879, negli anni della gestione aziendale di Napoleone Borghi. La casa ha una pianta a doppia T con il corpo centrale allungato; la fronte principale è lievemente aggettante nel settore centrale, suddiviso in tre livelli con finestre ornate da modanature in pietra arenaria chiara, e si conclude con un fastigio. Le ali laterali, con porte-finestre a ogni piano, terminano con una balaustra in pietra. I prospetti laterali sono ritmati da aperture quadrangolari con profili in pietra o stucco, lo stile complessivo segue il gusto di un certo eclettismo diffuso nel corso dell'Ottocento in area lombarda[5]. Nell'ingresso un'elegante scalinata in marmo conduce al piano superiore[5] da cui attraverso un cavedio, delimitato da una balaustra in ferro battuto, si guarda giù verso l'atrio che si sviluppa così in altezza per i due livelli. La grande estensione della villa determinata da un susseguirsi di stanze, saloni, una biblioteca a cui si aggiunge il grande parco, in parte realizzato all'inglese, secondo la moda romantica,[5] palesa la volontà di manifestare il prestigio sociale raggiunto dalla famiglia. Conferma di ciò si ritrova anche nella restante parte del parco, che vuole richiamare un giardino dell'estremo Oriente.[5] Tutti i saloni vennero decorati[5] dall'artista varesino Pietro Michis.
La chiesa
La chiesa parrocchiale intitolata al Divino Redentore fu costruita da maestranze locali su commissione della famiglia Borghi: il progetto venne affidato all’architetto Paolo Cesa Bianchi, il quale (seguendo la moda ottocentesca di riprendere stili architettonici delle epoche precedenti) s'ispirò alla quattrocentesca Collegiata di Castiglione Olona.
Il cimitero
Ingresso cimitero di Varano Borghi
L'impianto edilizio del cimitero comunale è stilisticamente omogeneo all'architettura del paese. Il recinto consacrato è a pianta quadrangolare divisa dal vialetto principale, che dall'ingresso (un arco retto da pilastri in laterizio ed esili colonnine in pietra con capitelli a forma di foglie d'acanto) conduce alla cappella gentilizia della famiglia Borghi.
Cimitero Varano Borghi
La cappella in questione presenta una facciata a salienti con arco d’accesso centrale tripartito da due esili colonnine simili a quelle dell’ingresso, uno zoccolo in pietra e la parte superiore in laterizi; il rosone centrale, tamponato da una vetrata che disegna una croce, è contornato da terrecotte smaltate. Decorazioni simili animano tutta la facciata, la cui cromia sfuma dai toni dell’avorio all’oro al verde; entro alcuni oculi è inscritta la data di costruzione (1911). L’interno è costituito da un unico vano diviso in tre campate: quella centrale è coperta a padiglione con embrici in terracotta smaltata d'azzurro (evocante la volta celeste) con nella chiave di volta un sole radiante dorato. Sulle pareti laterali prendono posto le lapidi commemorative degli esponenti della genealogia, mentre in fondo alla cappella trova posto un altare adornato dall'effigie della Trasfigurazione di Gesù[6] (stilisticamente affine all'opera omonima di Raffaello), realizzata in piastre di terracotta smaltata dal ceramista cortonese Pio Pinzauti. Completano la decorazione interna varie terrecotte disposte in riquadri con cornici, fasce di cherubini d'ispirazione robbiana, fiaccole, rosoni e rami d’ulivo. Il repertorio decorativo venne prodotto dalla ditta Ceramica Lombarda, al tempo fornitrice dei rivestimenti in maiolica in uso nelle case liberty milanesi.
LE ISTITUZIONI STORICHE DEL TERRITORIO LOMBARDO XIV-XIX secolo - Progetto CIVITA - Varese - Regione Lombardia
Comune di Varano
sec. XIV - 1757
Varano è una località della pieve di Brebbia citata negli statuti delle strade e delle acque del contado di Milano. Era tra le comunità che contribuivano alla manutenzione della strada di Rho (Compartizione delle fagie 1346). Nei registri dell’estimo del ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti del XVII secolo Varano risultava ancora compreso nella medesima pieve (Estimo di Carlo V, cartt. 7-8).
Nel 1611, Giacomo Trecchi, di Galeazzo, notificò il possesso immemorabile del feudo di Varano, unito a Cazzago di Sotto, con i dazi del pane, vino e carni, con la ragione di pesca nel lago e nella roggia detta Naviglietto, col diritto di tenere osteria e con un censo feudale di 6 lire.
Nel 1661, alla morte del marchese Manfredo Trecchi senza discendenti maschi, il feudo comprendeva 22 fuochi per Varano e 17 per Cazzago di Sotto. Il solo feudo di Varano passò, nel 1690, al giureconsulto Giovanni Antonio Guilizzoni (Casanova 1930).
Secondo le risposte ai 45 quesiti del 1751 della II giunta del censimento, il comune era infeudato nel 1751 al conte Guilizzoni, cui pagava 6 lire all’anno.
Il giudice feudale cui era sottoposta la comunità era il podestà locale, che abitava in Arcisate e non percepiva onorario. Il console del comune prestava giuramento alla banca criminale del vicariato del Seprio in Gallarate. La comunità non aveva un consiglio, ma eleggeva due sindaci, che vigilavano sulla giusta ripartizione dei carichi. L’elezione avveniva ad opera della comunità, convocata tramite il suono della campana. Il cancelliere abitava a Comabbio e veniva retribuito con 7 lire all’anno. Le scritture venivano conservate dai due sindaci. La comunità si regolava da sé, senza procuratori, e lo stato delle anime era di circa 146 abitanti (Risposte ai 45 quesiti, cart. 3035, vol. D XV-XVI, Como, pieve di Brebbia, fasc. 24).
1757 - 1797
Nel compartimento territoriale del 1757 Varano risultava far parte della pieve di Brebbia (editto 10 giugno 1757).
Nel 1774, 11 maggio, per decreto del Senato, il feudo di Varano venne rilasciato a Teresa, figlia primogenita del conte Giuseppe Guilizzoni e moglie di Antonio Lemene (Casanova 1930, p. 105).
A seguito del nuovo compartimento territoriale della Lombardia austriaca del 1786, il comune, sempre compreso nella pieve di Brebbia, entrò a far parte della provincia di Gallarate (editto 26 settembre 1786). Il territorio venne successivamente inserito nella provincia di Milano e nel 1791, abolite le intendenze politiche, le terre della pieve di Brebbia vennero a trovarsi unite alla provincia di Milano (compartimento 1791).
1798 - 1809
Per effetto della legge 26 marzo 1798 di organizzazione del dipartimento del Verbano (legge 6 germinale anno VI bis) il comune di Varano venne inserito nel distretto di Besozzo, contrassegnato col numero 10.
Soppresso il dipartimento del Verbano (legge 15 fruttidoro anno VI), con la successiva legge 26 settembre 1798 di ripartizione territoriale dei dipartimenti d’Olona, Alto Po, Serio e Mincio (legge 5 vendemmiale anno VII), Varano entrò nel distretto XIV di Angera del dipartimento dell’Olona.
Con il compartimento territoriale del 1801 il comune fu collocato nel distretto II di Varese del dipartimento del Lario (legge 23 fiorile anno IX).
Nel 1805 il comune di Varano venne inserito nel cantone III di Angera del distretto II di Varese del dipartimento del Lario. Il comune, di III classe, aveva 239 abitanti (decreto 8 giugno 1805). Il 21 dicembre 1807 Varano e le terre circonvicine avanzarono una petizione per essere aggregate al dipartimento d’Olona (petizione di Angera 1807).
A seguito dell’aggregazione dei comuni del dipartimento del Lario (decreto 4 novembre 1809, Lario), in accordo con il piano previsto già nel 1807 e parzialmente rivisto nel biennio successivo (progetto di concentrazione 1807, Lario), Varano figurava, con 213 abitanti, comune aggregato al comune denominativo di Ternate, nel cantone II di Gavirate del distretto II di Varese, e come tale fu confermato con il successivo compartimento territoriale del dipartimento del Lario (decreto 30 luglio 1812).
1816 - 1859
Con l’attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816), il comune di Varano fu inserito nel distretto XV di Angera.
Varano, comune con convocato, fu confermato nel distretto XV di Angera in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844).
Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Varano, comune con convocato generale e con una popolazione di 456 abitanti, fu inserito nel distretto XX di Angera.-
VARANO BORGHI
A Varano Borghi nascerà un museo diffuso
13 pannelli racconteranno il passato dei luoghi più significativi del paese. La prima installazione sarà inaugurata giovedì 7 aprile
VARANO BORGHI
Per le vie di Varano Borghi sorgerà un museo diffuso. Passeggiando per il paese si potranno presto incontrare 13 pannelli informativi, che racconteranno il passato dei luoghi più significativi. Un percorso attraverso la storia e la cultura del territorio, per tenere viva la memoria e dare un nuovo slancio al turismo. L’iniziativa è stata lanciata dal Comune di Varano Borghi con l’aiuto della commissione cultura e di diversi cittadini varanesi.
Il primo pannello verrà rivelato giovedì 7 aprile alle 11.15 in località Boffalora, in occasione della commemorazione dei due partigiani Emilio Contini e Achille Motta uccisi da una squadra fascista nel 1945. La manifestazione organizzata dall’Anpi Varano Borghi Lago di Comabbio sarà un’anticipazione per la vera e propria inaugurazione del museo diffuso, che si terrà una volta installati tutti i primi 13 pannelli.
«Varano è un tipico esempio di villaggio operaio – raccontano dall’amministrazione – caratterizzato da uno stile architettonico industriale ottocentesco, che lo distingue da tutti i paesi limitrofi. Inevitabilmente, gran parte della storia del paese è legata alla famiglia Borghi che, all’inizio del XIX secolo, diede vita ad una delle realtà industriali più importanti dell’epoca in ambito tessile. Il primo pannello informativo del museo, tuttavia, è a doveroso ricordo di un avvenimento più recente della storia di Varano, ma che si inserisce in un momento storico mai così attuale come oggi: la lotta per la libertà».