CUIRONE
Cuirone, detto anche Cuvirone, ospita nel suo territorio il monte S. Giacomo, il piu' alto della zona (m. 431), anticamente meta di amene passeggiate delle nobili famiglie milanesi e del circondario. Vi si trovava, infatti, un luogo di ristoro caduto poi in disuso e quindi in rovina.
CUIRONE. detto anche Cuvirone e, in epoca passata Cuguirono, poi Cuvirono, non ha destato dubbi. Il significato del suo nome e' indubbiamente uno: "luogo sopra il colle".Cuirone ospita nel suo territorio il monte San Giacomo, piu' alto nella zona (431 metri), anticamente meta di amene passeggiate delle nobili famiglie milanesi e circondario. Vi si trovava, infatti, un luogo di ristoro caduto poi in disuso e quindi in rovina. La chiesa di Cuirone e' dedicata a San Materno.
"Cuvirone nel settecento" - Catasto Teresiano "Cartografia del territorio di una piccola comunita'"
Titolo del fascicolo prelevato presso la biblioteca comunale di Vergiate.
Edito da "Amici di Cuirone" Libera Associazione in allegria" 1987.
Mostra documentaria
Sede della Mostra: Cuirone di Vergiate - Centro sociale, piazza Turati
Esposizione: dal 20⁄12⁄87 al 10⁄01⁄1988
Nella copertina compare un particolare tratto dalla Mappa del territorio di Cuvirone - I722(A.S.VA.) - Sezione finanziaria, atti catastali).
La Mostra e' stata realizzata con il contributo dei soci:
Miranda Baratelli - Giorgio Ostini - Alberto Senaldi - Dante Vanetti.
Carta di identita' di CUVIRONE nel settecento:
Comune di Lombardia
Pieve di Somma
Ducato di Milano
Feudo di Castelbarco Visconti (dal 1717)
Parrocchia di Cimbro con Cuvirone
Pieve ecclesiastica di Mezzana
Diocesi di Milano
Popolazione: 230 anime nel 1750
Territorio: pertiche 6339 tavole 5 nel 1755
Corsi di acqua: fiume Strona
Chiese: Una titolata a San Materno (con cappellano)
Attivita' mercimoniali: Un prestino, Un "Bettolino" (osteria), due molini ad acqua.
Descrizione di Cuvirone - copia estratto da libro "Monumenta Somae, locorunque circumjacentium" di F. Campana edito nel 1784. Traduzione dal latine di A. Bellini.
"CUIRONUM . Tax X. A poche miglia da Vergiate e' Cuirone, villaggio semidiruto, nobile per antichita'. Vi trovi rovine di rocche e un pozzo di grandissima profondita'. I contadini, smuovendo la terra, scoprirono urne di argilla piene di ceneri e, frammisti anelli secondo l'antico costume. Non lungi e' un tempietto antico, o meglio i ruderi di un tempietto dedicato a San Gallo con traccie di pitture. E' fama che in quella chiesuola i Vergiatesi usassero un tempo purgarsi al sacro fonte. Donde il forte dubbio che gli antichi abitanti di questi monti ubbidissero all'Abate e Principe Gallese.
Presentazione
L'attivazione del catasto teresiano, avvenuto verso la meta' del settecento, rappresento' per la Lombardia il momento culminante della riforma censuaria iniziata alcuni decenni piu' addietro dal Governo Austriaco. Venivano cosi' a realizzarsi molti degli scopi amministrativo-tributari che le Giunte del Censimento, appositamente costituite, avevano tenacemente perseguito superando non poche difficolta', rappresentate talvolta da privilegi ed altre irregolarita' consolidatesi durante la dominazione spagnola. Tutti i patrimoni immobiliari, senza distinzone alcuna, furono minuziosamente censiti e la finanza statale pote' applicare le relative imposte con certezza es efficacia. Il catasto teresiano ai nostri giorni rimane un grande esempio di tecnica topografica settecentesca ed e' nel suo complesso una delle fonti documentarie essenziali per l'analisi storica del tempo. A dsistanza di due secoli, dobbiamo realisticamente constatare che rispetto ad allora le cose sono notevolmente regredite. Pure in presenza di tecniche sofisticate il catasto attuale riesce faticosamente a gestire l'ordinaria amministrazione e lo stato non e' in grado di verificare con la dovuta certezza la base impositiva immobiliare dei vari possessori. Inoltre "apertis verbis" e con molta nostalgia, guardando le mappe teresiane con il cuore in gola diciamo: il paesaggio della nostra terra ha subito un'incredibile metamorfosi. L'ambiente e' sempre piu' degradato: i nostri fiumi ridotti a fogne a cielo aperto, boschi abbandonati e discariche ovunque. I centri storici sconvolti, la campagna cementificata da immobili costruiti senza rispetto ne' cultura in un disordine urbanistico dilagante che ha determinato e determina, la progressiva perdita dell'identita' di Comunita' nel senso piu' antropologico del termine. Ed ancora, dai documenti catastali rileviemo che spesso il cambiamento demagogico e superficiale dei nomi di vie, piazze e localita' ne ha sconvolto la toponomastica cancellando testimonianze preziose.
"Cuvirone" pero'... e' rimasto con grande fatica e qualche errore un'isola ancora felice e noi desideriamo che tale rimanga per il futuro. Questa mostra e' stata voluta e realizzata con grande passioe anche da chi di "Cuvirone" non e', nella comune certezza che solo conoscendo il nostro passato si possa operare per un futuro migliore.
Associazione Amici di Cuirone.
Il Catasto settecentesco detto "Teresiano"
Ai primi del secolo XVIII, vicende belliche e successorie portarono lo stabilirsi della dominazione austriaca in Italia. Per il Ducato di Milano inizio' cosi' un nuovo periodo storico di mutamenti sociali ed economici nonche' amministrativi caratterizzati dall'introduzione di importanti riforme del sistema fiscale. Relativamente a quest'ultimo aspetto, vennero costituiti due organismi governativi denominati " Giunte del Censimento" (la prima opero' dal 1718 al 1733 e la seconda dal 1749 al 1757) con il preciso mandato di mettere ordine nella finanza locale e applicare con maggior equita' le varie imposte.Fulcro della riforma venne rappresentato dall'imponente opera del CATASTO detto "Teresiano" dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria, regante durante il periodo della sua attivazione avvenuta nel 1760. Durante la prima iunta del censimento vennero eseguite le operazioni di misura dei beni siti nel territorio del Ducato limitatamente ai soli terreni; per gli edifici e i fondi montuosi le misurazioni vennero fatte in un sol corpo.
Va riferito che queste misurazioni vennero effettuate utilizzando la tavoletta pretoriana, un nuovo strumento di cui accenneremo piu' avanti. Tutti i dati topografici vennero riportati su varie mappe: mappe originali o di campagna, mappe ridotte e mappe copia in fogli componibili. Le mappe copia graficamente illustrate e colorate con l'indicazione molto pittoresca delle varie colture divise nei vari mappali di appartenenza. Ad ogni singolo mappale si riportava una numerazione progressiva a cui faceva riferimento un elenco dettagliato denominato "Sommarione". Onde facilitare l'individuazione censuaria dei vari possessori, il "Sommarione" era compendiato da un registro alfabetico denominato "Catastrino" (oppure Cattastino). Con l'insediamento della seconda giunta del Censimento (1749-1757) si effettuarono le misurazioni e le stime degli edifici; i dati vennero riportati su nuove mappe oppure, come accadde per il territorio di Cuvirone, vennero inseriti nelle mappe del censimento precedente con le relative aggiunte ai dati del "Sommarione". Dopo l'opera della "Regia Interinale Delegazione" (1758-1759) costituita con il compito di risolvere varie vertenze e reclami sollevati dai possessori, il catasto venne attivato nel 1760.
Il territorio di Cuvirone nel catasto Teresiano. - Le Mappe.
La misurazione dei beni di Prima Stazione del territorio di Cuvirone venne completata nel 1722. Una dettagliata descrizione in mappa riporta gli estremi dell'operazione con i nominativi degli esecutori. Essa recita: "CUVIRONE ⁄ pieve di Soma ⁄ Ducato di Milano misurata dal geometra Antonio Guyberc in occaione dela Misura Generale cominciata li 3 di setembre 1722 e terminata a li 20 di ottobre. Assistito dagli intrascritti homini cioe' Ascanio Grognola, Francesco Agudio Benedetto Caielli e Antonio Vanollo in f. 13 (illustrazione stampata in copertina nella presente pubblicazione). La mappa originale, o di campagna, in rotolo venne poi copiata da un certo Gerolamo Giuone su una mappa piana di 13 fogli componibili aventi la dimensione di 510 mm per 405 mm e numerati nel lato superiore con cifre romane. Sul foglio XIII appare il quadro d'insieme generale.Nella fase di copiatura sono state illustrate ad acquarello tutte le varie colture ed ogni singolo mappale e' stato opportunamente numerato progressivamente in colore rosso con aggiunta a lato, in colore nero, la rispettiva misura in pertiche e tavole.
Gli immobili sono stati individuati con il colore rosso e censiti successivamente nella rilevazione dei beni di Seconda Stazione. La numerazione dei siti di casa e' stata fatta in marrone mentre la chiesa di San materno e' identificata con la lettera "A". Va notato che il mappale n. 84 l'azzonamento tipologico, sebbene descritto analiticamente nel "Sommarione", risulta graficamente individuato in corpo unico.
Il territorio di Cuvirone ha la stessa estensione del comune censuario attuale.
La forma molto allungata, geograficamente allungato nella sua parte piu' ampia in direzione nord⁄sud (risulta stranamente identico a quello di Mezzana) confina a meridione con Arsago e Mezzana, a est con Vergiate e Corgeno, a settentrione con Varano, a est con S. Pancrazio, Villadosia e Cimbro. Orograficamente collinare nella parte settentrionale (culmina con il Monte San Giacolo) risulta molto boscato a brughiera, bosco forte e castanile. Nell'estrema parte settentrionale si trova un pascolo molto esteso. Alla base di questo anfiteatro morenico si nota qualche ronco, un aratorio vitato e poi il nucleo abitato con la chiesa d S. Materno e numerosi orti, giardini e prati.
Proseguendo verso sud incomincia la zona pianeggiante con tutta la parte aratoria vitata e non ( complessivamente l'aratorio rappresenta 1⁄5 del territorio). Nella parte bassa del paese, verso occidente, vi sono numerosi ronchi ed oltre, ancora boschi. Nelle vicinanze della "Cassina della Torretta" si segnala un fondo di discreta dimensione coltivato ad aratorio vitato.
Una notevole fascia di brughiera e la riva boscata delimita la parte meridionale del territorio deove scorre, costeggato da umerosi prati irrigui, il fiume Strona. Il corso d'acqua scende sulla linea di confine con Arsago in direzione nord-est⁄sud-ovest. Sul suo corso vi sono due molini, denominati "di Mirasole" e "della Resica" utilizzati principalmente per la macina dei cereali prodotti nella zona. Si puo' senza dubbio ritenere che la denominazione del molina della Resica e' riferita a un suo utilizzo per la segatura del legname, ipotizzabile in epoca precedente. L'unica zona paludosa e' situata nella parte nord-est del nucleo abitato.
Gli edifici si trovano tutti nel nucleo abitato eccezzion fatta per le due "cassine di Mirasole e di Torretta" e i due molini sopracitati.
La strada principale, orientata in direzione nord-sud, conduce da Varano al Ponte di Laveggio passando per il nuclo abitato; ed e' ritenuta tra le rotabili piu' antiche della pieve. Il Ponte Laveggiosullo Strona e' il crocevia di alcune strade importanti per Arsago, Vergiate e Mezzana Va notato che il tracciato stradale dal centro abitato di Cuvirone a Varano, mentre appare sulla mappa di Varano del 1722, e' inspiegabilmente mancante sulla mappa di Cuvirone. Della strada principale dipartono alcune direttrici per Cimbro, Vergiate e vicinali minori.
IL SOMMARIONE
Sulla base delle mappe e' stato compilato un elenco dettagliato dei fondi censiti (Beni di Prima e Seconda Stazione) con l'indicazione dei possessori, tipo di coltura, estensione con le stime del "valor capitale" calcolato secondo una precisa tabella (Documento riprodotto in questa pubblicazione).Denominata "Tavola del Nuovo Estimo"e approvata dalla Real Giunta del Censimento per Decreto il giorno 7 giugno 1755, questo registro e' conosciuto con il nome di "Sommarione". Sulle ultime pagine del registro vi sono alcune variazioni successive al 1755 e una pagine ove e' censita la chiesa di San Materno.
Il "CATASTRINO"
Si tratta di un elenco alfabetico dei possessori redatto per facilitare l'individuazione del valore tassabile. Compilato in base al registro "Sommarione", riporta per ogni singolo possessore (sia persone che enti vari) l'estensione in pertiche e tavole e il rispettivo "Valor Capitale". Il territorio di Cuvirone risulta composto complessivamente da pertiche 6939 e 5 tavole con un "Valor Capitale" stimato di 15.125 scudi e 4 ottavini di lira. (in questa pubblicazione e' riprodotto il sommario del "Catastrino").
Cenni di vita rurale in Cuvirone
Durante il settecento l'azione delle giunte del Censimento fu molto incisiva e, onde poter acquisire tutti i dati relativi alla situazione economica e fiscale del Ducato di Milano, svolsero delle particolari inchieste nelle varie Conunta' note come i "Processi per le tavole". Il contenuto di questi processi consisteva in un certo numero di quesiti posti ai rappresentanti locali (consoli, abitanti del posto, ecc.) circa lo stato dei terreni, la produttivita' delle colture, le rendite, la situazione finanziaria delle Comunita', ecc. Queste inchieste, oltre ad essere una preziosa documentazione conoscitiva dal punto di vista censuario, rappresentano una fonte notevole per le notizie storiche relative alla vita rurale delle varie localita'. Per Cuvirone si e' ritenuto interessante considrare i due processi svolti rispettivamente nel 1722 e nel 1750 e dai quali si sono attinte le segienti notizie:
Il feudo di Castelbarco
Il comune di Cuvirone sin dal 1717 e' FEUDO dei Castelbarco Visconti. Con diploma dell'imperatore Carlo VI del 25 novembre 1716, interinato il 3 settembre 1717, il feudo di Montonate, Quinzano, Cimbro, Cuvirone, Villa, S. Pancrazio e Vizzola, viene donato al Conte Carlo Francesco Castelbarco Visconti. Il Castelbarco era l'erede dei Visconti di Cislago. La comunita' di Cuvirone corrisponde annualmente al feudatario una gallina per ogni focolare. Nel 1750 la comunita' non possiede ne' sindaco ne' reggente ma solo il console che cambia con periodicita' mensile in occasione delle adunanze che si tengono nella pubblica piazza, "Premesso il sonno dela campana". L'esattore comunale viene eletto nella stessa maniera. Al tempo dei processi qui considrati non vi sono terreni abbandonati. La comunita' ha una rendita che deriva dai vari liveli e fitti il cui ricavato serve per pagare il Cappellano. (Il religioso abita in una casa messa a disposizione dal Comune).
Un quesito del 1750 rileva l'esistenza di altre gabelle e dazi che vengono corrisposti al Conte Castelbarco: si tratta della tassa della "Macina" pagata dal "Prestinaro", la tassa sulla "Scanatura" pagata quando questa esercirtata, ed il "Bolino del vino" che viene corrisposto dal "piccolo betolino esercitato in casa propria" la cui presenza era gia' stata segnalata nel processo del 1722.
La presenza di questo "Betolino" in Cuvirone e' da ritenersi molto significativa poiche' a nostro avviso indicherebbe che il transito sulla strada per Varano era di una importanza tale da guiustificare la presenza di un luogo di assistenza ai viandanti.
Le colture agricole
Dal processo del 1722 si rilevano delle informazioni circa le colture del territorio considerato. La parte aratoria si semina a "Segale", "Melgone", (Sorghus vulgare), "Miglio" e poco "Frumento" che serve appena per il consumo.
Per quanto riguarda la produttivita' l'inchiesta recita:"Si semina ... della qual segale qualcosa piu' di uno staro milanese a pertica e se ne raccoglie qualcosa piu' di 4 stara compreso il primo. Il medesimo rende il seminato a miglio ma con meno della meta' di semenza. Il seminato a melgone rende circa uno staro di piu' con un solo quarto di stara di semenza".
Il prato rende "due fassi e un sol fasso" secondo la qualita' del fondo. Di rilievo la produzione di castagne provenienti dai fondi castanili fruttiferi (pari al 5% circa del teritorio). Va segnalato che la parte boscata forte, sebbene non specificatamente citato nei documenti suddetti, era prevalentemente composta di querce. I ronchi erano coltivati con varieta' diverse tra cui ortaggi e piante fruttifere. Relativamente alla parte vitata la produttivita' annuale risulta essere "un staro e mezzza brenta" di vino a pertica secondo la qualita' delle viti. L'importazione di vino "piu' tosto" rileva la necessita' di procedere al taglio del vino locale in quanto di bassa gradazione. Si "Seta" se ne produce appena per il consume data la scarsita' di produzione di foglia di Gelso (dal "Sommarione" approvato nel 1755 nel territorio di trovano appena 18 moroni). Nel territorio di trovano due molini ad acqua sul fiume Strona a due ruote ciascuno. Ai proprietari vengono corrisposte, oltre al fitto, delle moggia di misture.
Antiche unita' di misura: si riportano alcune antiche unita' di misura in uso durante il settecento nel territorio di Cuvirone - (Ducato di Milano)
Lunghezza: Trabucco (6 piedi) = m. 2,6111
Braccio = m. 0,5949
Superficie: Pertica milanese o censuaria (24 tavole) = mq. 654,517
Tavola di 4 trabucchi = mq. 27,271
Volume: Carro di legna da ardere di 16 braccia cube = mc. 3,369
Capacita' per cereali: Moggio da Grano da 8 staia o 16 mine = l. 146,234
Staio da 2 mine o 4 quartari = l. 18,279
Mina = l. 9,139
Capacita' per liquidi: Brenta di 3 staia = l. 75,554
Staio di 2 mine 0 4 quartari o 16 pinte = l. 25,184
Pinta di due boccali 1,574
Boccale 0,787
Misure di peso: Fascio di centnaio di 100 libbre grosse = Kg. 76,251
Quintale di 100 libbre piccole 32,679
Rubbo di 25 libbre piccole 8,169
Peso di 10 libbre grosse 7,625
Libbra da olio di 32 once 0,871
Libbra grossa da 28 once 0,762
Libbra piccola da 12 once 0,326
Oncia da 24 denari 0,027
Monete:
Zecchino di maria Teresa lire 15
Filippo o scudo di argento lire 7,5
Scudo di Milano lire 6
Lira di Milano soldi 20
Soldo denari 12
Lira di Milano = lit. It. 0,7675
Fonti archivistiche
Archivio di Stato di Varese (A.S.VA)
Archivio di Stato di Milano (A.S.MI)
Archivio della parrocchia di Cimbro e Cuirone - Cimbro
Fonti Bibliografiche
Busto Arsizio nel settecento - AA.VV., Citta' di Busto Arsizio, Busto Arsizio - 1985
L'immagine interessata - Catalogo della Mostra "Territorio e Cartografia in Lombardia tra il 500 e 800" - Archivo di Stato di Milano, Milano - 1984
Monumeta Somae, locorunque circumjacentium - F. Campana - 1784
Somma Lombardo - Storia e illustrazioni di Ludovico Melzi, Milano - 1880.
Nonimativi di Possessori:
Castelbarco Conte Don Cesare q. Carlo Francesco
Besozzi Conte Pietro q. Conte Teodoro
Pogliago Giacomo q. Francesco
Daverio marchese Giovannni Battista e Fratello q. Simone
Campana Giovanni Battista e Fratelllo q. Giovanni
Cajrate Giuseppe q. Orazio
Piantanida Rev. Prevosto Giovanni maria q. Carlo Francesco
Angeletto Giovanni Battista q. Francesco
Besozzi Conte Pietro q. Conte Teodoro q. Campana Giovanni
Campana Giovanni Battista q. Giovanni
Ferrario Giovanni - Fontana Giuseppe maria - Galbariggio Carlo Giovanni - Macco
Antonio maria - Macco Bartolomeo - Macco Giuseppe - Monastero del Sacro Monte -
Pogliago Giacomo - Vanolo Giacomo - Vanolo Girolamo - Visconti marchese Ermes e
Fratellli q. Carlo - Vizzola Giovanni Battista - Vizzola Pietro Antonio - Zarino
Ambrogio - Zarino Francesco - Zarino Natale - Cajello Francesco -
Parco San Giacomo
Fatto un giro nel parco di San Giacomo con le indicazione dell'Ostini. Visto e percorso il tragitto pulito nel bosco con le antiche scalinate. In cima a San Giacomo, l'antica costruzione di una trattoria diroccata (diapoditiva n. ) e del tavolo rotondo che non ha significato conosciuto. Ripercorso il sentiero che scende a valle a Cuirone.