Il perché della vittoria di Davide su Golia di Osmano Cifaldi
Vi siete mai chiesti perchè la vittoria del piccolo e delicato fromboliere David sul gigante Golia fu sempre considerata sorprendente e misteriosa? Come potè David, il prescelto da re Saul per il duello, battere in una disuguale tenzone l’invitto colosso Golia?
Il libro di Samuele che narra l’incredibile impresa del giovane pastore ebreo, racconta che solo la mano di Dio permise l’inattesa vittoria: “ Tu vieni contro di me con la spada e con la lancia disse Davide a Golia, ma io vengo a te in nome di “Geova”.
Alcuni storici ricercatori però vollero andare un po’ più a fondo sulle ragioni di quella vittoria e di quella impietosa ed inaspettata sconitta. Hanno proceduto ad un accurato esame di tutti gli aspetti che riguardavano i due protagonisti dell’epico duello ed hanno pubblicato il frutto delle loro ricerche in un articolo nel “New England Jurnal of Medicin”.
Il segreto della vittoria di David affonda la sua ragione nell’eficienza dei servizi segreti di re Saul che avevano potuto accertare che l’imbattibile Golia eratutt’altro che integro isicamente, anzi soffriva di una malattia conosciuta oggi col nome di sindrome di Wermer, una particolare neoplasia endocrina multipla.
Ma in termini più comprensibili in cosa consiste questa malattia?
Si tratta di un disordine ereditario, assai frequente fra la popolazione di Canaan, che provoca una serie di tumori nelle ghiandole endocrine come l’ipoisi, le paratiroidi ed il pancreas. Il tumore dell’ipoisi secernendo in abbondanza l’ormone della crescita dette origine in Golia a quel fenomeno di gigantismo che gli derivò una statura superiore ai due metri equivalenti alle misure di allora di sei cubiti ed un palmo e l’ingrossamento anormale del cranio. Nello stesso tempo ebbe compressi i nervi dell’occhio limitandone di conseguenza il campo visivo.
I servizi segreti ebraici, in d’allora molto eficienti, accertarono che il gigante soffriva di una cecità delle parti laterali del campo visivo e dunque vedendo solo davanti a sé. In un combattimento ravvicinato, Golia poteva seminare il panico nelle schiere israelite, ma tenendolo a distanza, il piccolo David girandogli attorno, ebbe modo di scegliere tranquillamente il punto ove scagliare la pietra mortale.
Il tumore delle paratiroidi dà luogo invece al rammollimento delle ossa comprese quelle del cranio.
Infatti la pietra di David si coniccò facilmente nel sottile strato osseo del cranio del ilisteo.
Il tumore al pancreas inine, dà origine a ipoglicemie che possono annebbiare temporaneamente la mente del soggetto colpito.
Re Saul sapeva tutto questo anche dai dati raccolti da Giosuè durante la spedizione a Canaan, qui si accertò di giganti che diventavano ciechi, subivano mancamenti e accusavano col tempo un inesorabile rammollimento delle ossa. Da questi accertamenti derivò la decisione del re di Israele di opporgli un avversario agile, veloce ed abilissimo nel lanciare pietre con la ionda. E’ pure presumibile che David durante il duello si collocasse con repentini e studiati movimenti sempre in posizione laterale così da evitare di essere messo a fuoco visivamente dal guerriero ilisteo. La iondata precisa alla fronte effettuata con assoluta tranquillità fece poi il resto.
Samuele precisa : “… che la pietra si coniccò nella fronte di Golia che cadde bocconi a terra. “Il sasso penetrò nella fronte perché l’osso in quella zona era formato da tessuto decalciicato che lasciò passare la pietra nella materia cerebrale priva di una barriera difensiva.
A quanto sembra i pazienti ricercatori dell’Università americana di Vanderbilt hanno chiarito il mistero del vittorioso duello del piccolo eroe sul colosso ilisteo.
Dunque niente di casuale o di realmente divino in questa vittoria, ma uno scrupoloso studio delle condizioni isiche del giganti di Canaan da parte degli eficientissimi ed acuti agenti dell’antico “Mossad” di re Saul.