soccorsi per i feriti in guerra 1870
Nella notte che segui la sanguinosa giornata di Solferino e San Martino il ginevrino Dunant aggiravasi per le campagne sulle quali francesi, italiani ed austriaci si erano azzuffati.
Splendeva la luna, ed il suo mesto raggio illuminava quei campi bagnati di tanto sangue, e ripieni di soldati giacenti abbandonati al suolo o feriti, o morenti, o già fatti cadaveri.
Quella scena desolante gli straziò l'animo, e pieno di irrefrenabile emozione, scrisse e pubblicò un opuscolo, in cui dipingendo tanta sventura, proponeva i mezzi per rimediare a tanto male.
La lettura dell' opuscolo del buon ginevrino destò in tutti i cuori la più viva pietà, e moltissimi s'associarono alle sue idee, ed accolsero con viva gioia il suo progetto, che manifestava il modo di recare pronto soccorso ai feriti in guerra.
Da ciò ebbe origine il trattato di Ginevra , e dietro alle proposte del buon ginevrino si gettarono il 26 ottobre 1863 le basi d' una grande Associazione internazionale affine di soccorrere e curare i malati ed i feriti in guerra.
Furono create ambulanze, e mezzi comodi per trasportare i feriti; si formarono associazioni di medici, chirurghi ed infermieri volontari; e si fece appello alla carità pubblica per ottenere tutto che ri- chiedesi alla cura ed alla medicazione dei feriti.
Le povere vittime dei furori della guerra ne provarono subito, e ne provano anche al presente la benefica e salutare influenza, e l'operosa sollecitudine, ora che la guerra tra le due grandi potenze militari d'Europa, la Francia e la Prussia, produce si innumerevoli vittime.
Dappertutto, ove si fece appello alla pubblica carità, vennero inviate al Comitato centrale internazionale di Basilea a sollievo de' feriti offerte di danari, di filaccia, di tende, di compresse e di biancheria , e di altri oggetti, che furono in giusta proporzione divise tra la Francia e la Prussia.
Anche Milano in tanta opera di beneficenza, diede larga prova del suo animo caritatevole e benefico.