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VERGIATE
 
Vergiate ha origini antichissime. Durante i secoli il suo nome ha subito vari mutamenti: Vareglate, Varegiate, Verglatum, sono tra i più ricorrenti nei documenti storici. Vergiate comprende le frazioni di Cimbro, Corgeno, Cuirone e Sesona. L'annessione di questi comuni e' di epoca piuttosto recente. Risale, infatti, al secolo scorso e precisamente al 1869. Nei secoli precedenti i cinque paesi avevano seguito vicende diverse poichè diverse erano le giurisdizioni amministrative e religiose. Dalla seconda meta' del 1800 invece, un unico destino ha accomunato i cinque paesi.
 
Il comune di Vergiate è situato a 19 chilometri da Varese, sulla destra della statale 33 del Sempione e allo sbocco dell'autostrada Milano-Laghi, lungo il tratto Milano-Sesto Calende. Vergiate comprende le frazioni di Cimbro, Corgeno, Cuirone e Sesona. L'annnessione di questi comuni e' di epoca piuttosto recente.
Risale, infatti, al secolo scorso e precisamente al 1869. Nei secoli precedenti i cinque paesi avevano seguito vicende diverse poiche' diverse erano le giurisdizioni amministrative e religiose. Dalla seconda meta' dell'1800, invece, un unico destino ha accomunato i cinque paesi.
Vergiate ha origini antichissime. Durante i secoli il suo nome ha subito vari mutamenti. Vareglate, Varegiate, Verglatum, sono tra i piu' ricorrenti nei documenti storici. In un manoscritto del 1608 si e' trovato anche Vergante. Il nome di questo paese ha sempre incuriosito gli studiosi che hanno cercato di scoprirne la provenenienza ma con risultati non sempre convincenti. Tra le interpretazioni piu' note troviamo quella dell'Olivieri, (uno studioso di toponomastica), che fa derivare Vergiate in "AT" da "virectum", cioe' "luogo erboso".
Il venerando parroco di Vergiate, don Locatelli, aveva proposto una sua interpretazione. Vergiate sarebbe un sincopato da "in veridium agere" cioe' "adagiato nel verde". Il Gramatica, altro studioso di toponomastica, lo ha invece identificato nel vocabolo gallico "Gat" cioe' "Transito". Ma l'interpretazione piu' plausibile sembra quella del Rohlf, studioso del secolo scorso, che ha proposto Vergiate come un derivato dal nome romano "Varellus" diminutovo di Varus, da cui si sarebbero poi nati Varellate, Varegliate, vareglate. La desinenza "ATE" indica "luogo di". "Luogo di Varello" sarebbe dunque la lettura del nome.
Origini
Una antica leggenda racconta che un principe ungherese aveva rinunciato al proprio regno per amore di una bellissima zingara con la quale poi fuggi'. Dopo aver errato a lungo, i due giunsero in una terra verde e solitaria ove si stabilirono e fondarono un villaggio che chiamarono "verdeggiante". Con questo racconto si vorrebbe spiegare l'origine di Vergiate in un modo un po' poetico.
Attenendoci invece a notizie piu' verosimili, si e' appreso che ci sono testimonianze molto antiche di cui possiamo avvalerci per iniziare il nostro viaggio nel passato.  Le prime testimonianze che sono state raccolte riguardano i tempi piu' antichi della storia umana. Si ritiene infatti che il paese fosse abitato gia' nei primi secoli del IV millennio ac (periodo tardo eneolotico), poiche' presso questi luoghi sono stati rinvenuti dei frammenti di ceramica di quel periodo e piccole selci color ocra che risalgono forse ai tempi piu' antichi. Ma le prove piu' consistenti dell'insediamento unmano in epoca antica, sono costituite dal ritrovamento, avvenuto nel secolo scorso, di alcune palafitte nelle zone lacustri. Gli studiosi fanno risalire queste strutture a 2500 anni prima di Cristo.
Queste date ci danno la possibilita' di comprendere l'arco di tempo che ci separa da quei momenti della storia quando ancora l'umanita' viveva in modo semplice. Fino ad allora, tuttavia, l'uomo sentiva la necessita' di dare una degna sepoltura ai propri cari, manifestando cosi' un grande interesse per il culto dei defunti. Sono state reperite diverse tombe appartenenti al periodo del ferro. Fra Sesona e Golasecca, ad esempio, e' stata rinvenuta addirittura una necropoli che risale a quell'eta'. A questo punto e' opportuno fare una precisazione: dobbiamo ricordare che le tappe della storia occidentale differiscono da quelle orientali. Infatti mentr l'Occidente era solo agli albori della sua storia, l'Oriente aveva gia' conosciuto splendide civilta' Furono forse i popoli provenienti da queste zone e dall'interno dell'Europa  a fornire nuovi contributi alle popolazioni dei nostri luoghi, introducendo l'uso dei metalli. Troviamo infatti, tra i reperti piu' antichi monili, vasi di terracotta, collane di bronzo, segni del lento cammino verso la civilta'.
Vergiate in seguito e' stata abitata dagli Etruschi, un popolo che ancora oggi conserva molti misteri attorno alle proprie origini e al proprio linguaggio. Gli Etruschi hanno lasciato tracce evidenti del loro insediamento. Vicino alla cappella di San Gallo e' stata scoperta nel 1913 una stele con iscrizione nord-Etrusca che costituiva il coperchio di una tomba  a cassetta oggi conservata al Museo Archeologico di Milano. Scavando un pozzo, inoltre,  vennero alla luce delle fondamenta di edifici antichissimi e dei vasi etruschi. Il popolo etrusco rimase in questi luoghi fino all'arrivo di altre popolazioni.
Verso il VI secolo a.c., infatti, una grande immigrazione interesso' l'Italia nella sua parte settentrionale. Dalle Alpi occidentali i Cemti (questo oera il nome originario dei popoli che vennero in seguito chiamati Gallli dai Romani) si stanziarono nel nord, divisi in bande di cui le principali erano i Boi, i Cenomani, gi Insubri. Furono proprio questi ultimi ad occupare il territorio di Vergiate e il circondario. A quel'epoca la zona era ricca di foreste che le conferivano un apsetto particolarmente rigoglioso.
Poiche' abbondavano di paludi e le acque, gli Insubri si collocarono sui monti da cui potevano controllare la situazione del circondario e difenderlo da eventuali minacce.Con la venuta delle ultime popolazioni celtiche, verso il 520 ac., si puo' ritenere conclusa l0ndata delle immigrazioni in Italia durante l'era antica. Nel frattempo la potenza romana si era ormai rafforzata nel cuore dell'Italia e non era lontano il periodo che vedeva tale popolo divenire padrone della situazione italiana, bloccando quindi tutte le invasioni da parte delle genti provenienti dal resto dell'Europa.
 
Periodo Romano.
I Romani, babbiamo detto, cominciarono ad acquisire potenza e prestigio tali da divenire il popolo pu' potente dell'Italia  che dal cuore della penisola andava estendendo i propri confini nele zone circostanti.  Dopo avere assoggettato i territori piu' vicini i Romani volsero alla conquista della Cisalpina.  In meno di un decennio (dal 222 ac. in poi) tutta l'italia settentrionale cadde nelle loro mani. Roam assicuro' i propri confini settentrionali con la barriera delle Alpi, fondo' nei nuovi territori delle citta' e realizzo' nuove strade. Sembra che uan di queste strade passasse ne  territorio di Vergiate. Leggiamo " Lungo la vallata del Tcino correva una grande via militare che giunta al lago Maggiore proseguiva verso i valichi alpini".  Ma Vergiate entra nella storia come campo di battaglia durante la seconda guerra punica, quando ancora il territorio era occupato dai galli. Roma era insosteppita dal fatto che i Cartaginesi continuassero ad avanzare verso i Pirenei. Per tentare di fermare questa avanzaa si alleo' con Sagunto, una colonia greca. I Cartaginesi pero', dopo averla espugnata, continuarono ad avanzare verso l'Italia. Al comnado di Annibale entrarono nel nord-Italia attraverso il piccolo San Bernardo. Nella Gallia Cisalpina trovarono Publio Cornelio Scipione, inviato da Roma,che li stava aspettando. I due storici personaggi si scontrarono presso il Ticino (218 ac.)  La battaglia, secondo alcuni storici, si sarebbe svolta nel territorio di Vergiate e precisamente nelle Corneliane di Sesona. Questa teoria sarebbe inoppugnabile in quanto convalidata dalle testimonianze di Polibio e di Livio. Del resto non e' difficile scorgere a cennessione che esiste tra il nome del condottiero romano Cornelio Scipione e le alture di questi luoghi.
Nel secolo scorso, inoltre, presso queste zone, vennero alla luce delle armature romane e delle sepolture umane, resti, che probabilmente, di quell'antica battaglia. La dominazione romana,  vavvenuta in seguito,  lascio' molti segni segni ancor oggi evidenti. Nel 1935 il professor Betolone, sovraintendente del museo di varese, porto' alla luce nela localita' di San Gallo i ruderi di una villa romana a cui erano annesse le terme. Nelle zone circostanti erano sttate trovate delle tubazioni in pietra, piombo e cotto, tutte rivolte verso la medesima sorgente costituita forse da terme o da bagni. In una parete della chiesa parrocchiale di San martino e0 murata un'ara dedicata a Silvano, Dio latino protettore dei bosche e delle greggi. Negli scavi archeologici e durante i lavori svolti per la costruzione delle case e di strade sono state scoperte tombe, mnili, monete, che costituiscono altre prove dell'antico insediamento romano.
Frammenti di storia
Dover riassumere in poche righe il corso dei secoli e secoli di storia e' compito assai arduo ed impegnativo. Una trattazione analitica del lungo periodo  che va dal medioevo all'eta' contemporanea e', tuttavia alquanto superflua considerata la scarsita' di notizie sul territorio vergiatese. Toccheremo quindi alcuni punti essenziali che interessano direttamente il paese. Dutante i primi secoli del medioevo, con la costituzione dei regni romano-barbarici, il territorio di Vergiate, con parte dell'Italia settentrionale, fu interessato alla dominazione longobarda ( dal 568 a 774 circa). In seguito avvenne uno dei fatti di maggior rilievo dell'intero medioevo., la costituzione del Sacro Romano Impero attuata da carlo Magno. Sotto il suo impero fu riunito tutto il territorio dellla futura Europa. Nei secoli successivi vergiate segui' le sorti di Milano e con essa passo', nel 1281, alla signoria dei Visconti. A Vergiate fu costruito un castello visconteo e piu' tardi un altro castello di proprieta' dei Daverio, una famiglia con la quale i Visconti mantennero sempre buoni rapporti.
Nel 1395 Galeazzo Visconti ricevette il titolo di Duca di Milano.
Al lungo regno visconteo segui' il periodo sforzesco conclusosi in breve tempo.
Per l'Italia si stava aprendo un capitolo particolarmente travagliato. Dopo essere stata soggetta alle varie incursioni degli Svizzeri, Francesi, Spagnoli, nell'800, subi' defintivamente il dominio austriaco. Grazie al governo di Maria Teresa d'Austria, e all'aiuto fornito da Francesco Daverio, di cui parleremo piu' avanti, il territorio venne riorganizzato:"molti rimedi necessitavano fra i quali: la concentrazione in poche mani di una fonte di reddito, una forma di tributi diretti, un censimento e il famoso catasto dei beni fondiari che era al tempo stesso la premessa e la conseguenza della soluzione dei problemi economici". Tutto questo permettera' a governo un controllo fino ad ora inesistente. L'Italia, dopo il congresso di Vienna, si trovo' divisa i tanti pccoli regni. Il popolo italiano, che tanto aveva sofferto a causa delle invasioni e dei domin stranieri, questa volta si trovo' unito in un sentimento comune che aspirava all'indipendenza dallo straniero e lla formazione di un popolo unito. Il sogno di unificare la penisola, che era divisa fin dai tepi del Longobardi, si realizzo' nel 1861.
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