IGIENE - Aria pura. Aria viziata.
(Continuazione. Vedi N. 94.)
II.
Aria pu ra . Aria viziata.
Oltre i soliti operai, alcune donne del popolo avevano desiderato di assistere alla seconda lezione del nostro dottore Oniobono. Margherita, che aveva gia toccato con mano il benefizio risultante dai consigli della scienza, fu tra le prime ad intervenire alle utili conversazioni del dotto filantropo.
Ella teneva fra le braccia la Dina.
Omobono, rivolto alla Margherita, disse: . Brava la nostra Margherita!
Eh! se tutte le madri vi assomigliassero!...
Poi, volgendosi agli operai: . Vedete, figliuoli, la moglie del nostro Battista e' un fior di donna; vale tant'oro. Io volli istruirla intorno ai precetti che devono dirigere l'educazione fisica dei bambini, e la non ha dimenticato un briciolo di quanto le insegnai. Ed ora poi che ha pensato alla creatura, eccola qui a fare il suo fardelletto per il bene di se stessa e del suo uomo. Ma brava davvero !
Margherita, vi ricorderete che il giorno dopo che v'era nata la Dina, io vi ho subito assalita con una pioggia di consigli intorno allfazione che ha l'aria sulle piccole creature. Quei consigli furono seguiti, ed i risultati riuscirono eccellenti. Orbene, e necessario che oggi facciamo tesoro di altri insegnamenti che riflettono appunto l'aria, e che vorrei fossero accetti, non pure a voi, ma a tutta la classe artigiana.
Il neonato, appena venuto al mondo, non cerca ne la luce, ne il calore, ne il cibo, ne le bevande; egli emette dal petto il primo grido e nello stesso tempo introduce negli organi che servono alla respirazione il primo soffio d'aria atmosferica.
Egli respira; egli vive.
Che e' l'aria?
Se io dovessi darvi una lezioncina di fisica o di chimica, avrei a rispondervi di molte cose; ma, poiche' mi proposi di parlarvi di igiene, tiro via alla svelta, e diro dell'aria solo quel tanto che e' necessario sappiate.
L'aria e un fluido elastico, pesante, senza, odore, ne' sapore, che circonda la terra; circonda il mio corpo, il vostro, e quello di tutti gli esseri viventi.
Quando cessa la funzione della respirazione, cioe', quando l'aria non e' piu' introdotta nei nostri polmoni, cessa irrevocabilmente la vita.
L'aria atmosferica esercita sul nostro corpo un'influenza importantissima, la quale varia secondo che variano i gradi di temperatura, o la maggiore o minore purezza dell'aria medesima.
Perche' possiate comprendermi piu agevolmente veniamo a cose di fatto.-
In primavera, quando l'aria non e' ne' troppo calda, ne troppa fredda, noi proviamo generalmente un senso di benessere; le malattie scarseggiano, e la sanita' si vede a brillare sul volto della comune degli uomini appunto come brillano sui prati i fiori primaverili. Egli e' pero necessario ch'io vi consigli di non fidarvi alla cieca dei primi e dolci saluti d'aprile, ne di alleggerire all'improvviso e di soverchio le vostre vesti, che specialmente al mattino e alla sera l'aria spira fresca e sottile, -e potrebbe ricordarvi che il verno, nella sua fuga, lascio' tracce di se'. Gli incauti, i malaticci, le femmine delicate , sono presi in trappola, e colpiti da reumi, angine ed artriti.
In estate noi sentiamo certa incomoda fiacchezza delle membra, la quale spesso va associata a sensibile indebolimento degli organi digestivi; quindi nausee, coliche, diarree, infiammazioni intestinali, ecc. Questi fenomeni si verificano facilmente quando l'aria e calda e secca; ma se oltre di essere calda l'aria e anche impregnata di umidita', allora il generale infiacchimento cresce a mille doppi, e crescono con esso le cagioni di particolari affezioni. Sapete che cosa v'ho io a consigliare per ristorare le forze fisiche ed allontanare pericoli per la vostra sanita?
Vi consiglio l'uso dei bagni; bagni marini per chi ha la fortuna di vivere in riva al mare; bagni freddi per chi e' lontano dal litorale.
Ma su quest'articolo dei bagni dovro tornare quanto prima, ed avro' il piacere di parlarvene piu diffusamente.
In autunuo e nell'inverno vediamo svilupparsi quella lunga serie di malattie reumatico-infiammatorie, ond'e cosi' travagliata la umanita'.
L'inverno e il piu' fiero nemico degl' infermi e dei vecchi.
Per i giovani, per tutte le persone dotate di valida costituzione, il freddo, quando non sia intensissimo, ma moderato, attiva le funzioni dello 'stomaco, e diffonde in tutto l'organismo un senso peculiare di prosperita' e di gagliardia. Pero cotesto non avviene quando l'aria oltre di essere fredda e anche umida. Questa combinazione del freddo coll'umidita e la piu' perniciosa modificazione dell'aria atmosferica. Raro e che un corpo, tuttoche' bene organizzato, non ne ritragga nocumento. Le piu' fiere malattie invernali sono determinate dall'azione micidiale di codest'aria.
Le bronchiti, le polmoniti, le angine, le artriti, cosi' frequenti nei mesi di dicembre e gennaio, sono spessissimo figlie della umidita' associata al rigore del verno. Perche' possiate schermirvene vi raccomando di non sfidarla incautamente, ma di coprirvi per bene quando dalla vostra casa andate al'officina, quando da questa tornate alla vostra casa.
Nella foga del lavoro raro e che l'influenza dell'aria vinuocia; gli e' nella prima ora del riposo, quando il corpo e accaldato e sudante che dovete premunirvi dai paventati perigli ; gli e' in questo caso che la inevitabile repressione del sudore puo' tornarvi fatale.
E cotesta istantanea'repressione del sudore puo assai di leggieri verificarsi quando da un ambiente assai caldo passate, senz'altra precauzione, in luogo assai freddo. Guardatevi dunque, sotto pena di vedervi colti da reumi d'ogni maniera, dall'affrontare siffatti bruschi passaggi di temperatura. Fate che il corpo li subisca per gradi, e non solamente quando dal caldo passate al freddo, ma anche quando dal freddo vi piace passare al caldo. In quest'ultimo caso, ove non foste sufficientemente cauti, i pericoli ne'quali potreste incappare, sarebbero molto minori; ma tuttavia e d'uopo sappiate che un rapido passaggio dalla fredda alla calda temperatura imprime alla circolazione del sangue un moto tanto violento quanto improvviso, di maniera che possono determinarsi le epistassi (sangue dal naso), gli spuli sanguigni e persino le sincopi.
Parlando dell'aria intendo anche di parlare dei venti, i quali al postutto non sono che agitazioni piu o meno forti dell'aria medesima.
Il vento in certi casi e veramentebenefico; co'suoi buffi impetuosi dissipa i miasmi, mette in fuga i gaz perniciosi, e ridona all'aria le qualita' desiderate. Ma badiamo, amici, che quanto ho detto dianzi va scrupolosamente adottato anche riguardo al vento. Non vi esponete alla sua sferza ne quando esso sia freddo umido, ne quando il vostro corpo sia bagnato di sudore. Quante affezioni reumatiche ebb'io a curare, determinate appunto da pochi buffi di vento umido e freddo!...
Cotesti consigli, avvalorati dall'autorita' dell'esperienza, intorno ai bruschi cambiamenti di temperatura, dirigo in special modo a coloro che da piccini furono abituati a rispettarli severamente. Che se poteste rifarvi fanciulli, io v'inviterei ad avvezzarvi alle subite e varie vicissitudini atmosferiche, certo che cosi fatta preziosa abitudine sarebbe quasi scudo potente contro l'urto di un gran numero di malattie. Vabitudine e una seconda natura. E gli e per cio che io tutte volle che ebbi a parlare alle madri sopra la fisica educazione dei bambini, non mi ristetti mai dal dir loro: abituale i figlioli alle fatiche, al freddo, al vento , al sole ; abituateli coraggiosi, senza spauracchi per la testa; cresceteli arditi e forti. I marinai, perche da piccolini furono avvezzi a lottare colle bufere, collfarsura, col gelo, sono uomini noncuranti dei pericoli, robusti e men soggetti a cadere ammalati. Gli antichi Greci, a crescere nerboruti e gagliardi i figlioli, gli esponevano giovanetti all'infuriare delle intemperie, ai disagi dei viaggi, alle privazioni d'ogni maniera.
Felici gli uomini cui fu' dato di contrarre da piccoli buone e lodevoli abitudini!...
Ma non basta seguire le norme cheio vi ho tracciato percio' che risguarda la temperatura dell'aria atmosferica; la quale potrebbe essere mitissima e non punto inspirabile.
Egli e necessario che 1'aria sia pura, pura in tutta l'estensione della parola, senza di che tornerebbe nociva all'umano organismo.
Non dovro' spendere di molte parole per convincervi della importanza di questa asserzione.
Ditemi un poco, amici miei, vi e mai occorso di cadere ammalati?
Cacciato via il morbo ed afferrata la convalescenza, che cosa avete desiderato oltre il cibo e le bevande?
L'aria; non lf aria della vostra soffitta , ne' della vostra officina, ma l'aria pura di una campagna, d'una spiaggia di mare, d'un monte; l'aria che rinfresca e vivifica, 1f aria che alimenta come il pane, che ristora come un sorso di vino.
Volete convincervi che quando l'uomo ha la fortuna di poter vivere lontano da questa specie di carceri che chiamiamo citta', e di assidersi, di sdraiarsi sopra una collina e di respirare continuo l'aria che rapidamente vola e rapidamente rinnovasi , egli non soggiace che ben di rado ai malori onde cosi di frequente vanno soggetti i cittadini?
Date unfocchiata alla gente di campagna.
Priva delle agiatezze, dei buoni cibi, delle squisite bevande onde sono ricche le nostre citta', essa, la gente del contado , non ha che il suo lavoro, il suo grossolano alimento, ma la sua aria, la copiosa ricchezza della sua aria, che i cittadini possono invidiarle, non toglierle, merce' la quale vede passare salda e imperterrita sopra il suo capo la bufera d molti anni senili.
Non cosi avviene quando I'aria e corrotta da esalazioni di corpi organici in putrefazione, quando cioe si sviluppano i cosi detti miasmi.
I luoghi paludosi, ove trovasi acqua stagnante , sono generalmente fonti terribili di gravi incomodi e di febbri spesso micidiali. Sappiamo tutti che nella Lomellina, ove si coltiva il riso, nelle Maremme toscane, in parecchie localita della Sardegna, sono frequentissime le febbri perniciose , appunto perche l'aria vi e' umida e impura. Eppure noi vediamo che spesso l'uomo, per desiderio di lucro, non rifugge dall'accorrere la ove regna cosi minacciosa la morte
L'aria non e' alterata solamente dalle sostanze corrotte nelle paludi; noi stessi corrompiamo l'aria che ci circonda colle esalazioni che emanano dal nostro corpo. Se noi che stiamo raccolti in questa scuola ci mettessimo in testa di tenere ben chiuse porte e finestre, e qui rimanessimo molto tempo, ne avverrebbe che noi saremmo costretti ad introdurre nei nostri polmoni l'aria alterata dalle esalazioni dei nostri corpi medesimi. Quindi, conseguenze inevitabili, capogiri, nausee, oppressioni di petto, pessime digestioni ed altri malanni.
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